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Autore: Redazione

Alessandro Benedetti nuovo direttore amministrativo dell’Ospedale di Perugia

Alessandro Benedetti è il nuovo direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. Proviene dalla ASL Toscana nord ovest, dove ricopre attualmente l’incarico di dirigente amministrativo della unità operativa “Pianificazione e Controllo delle strutture ospedaliere” e prenderà servizio a Perugia il prossimo 26 ottobre.

La nomina arriva dopo le dimissioni del mese scorso della direttrice amministrativa dr.ssa Maria Chiara Innocenti, trasferitasi a Pistoia, e porta alla guida della direzione amministrativa un professionista con una consolidata esperienza nel settore sanitario, maturata in particolare negli ambiti della programmazione, del controllo di gestione e dell’organizzazione aziendale.
Il dottor Benedetti ha conseguito la laurea in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Firenze e ha successivamente completato la propria formazione con un Master di secondo livello in Management Sanitario presso SDA Bocconi. Il percorso specialistico ha riguardato, tra gli altri, l’organizzazione aziendale, la strategia, la programmazione e il controllo di gestione, la contabilità e il bilancio, i sistemi informativi e le valutazioni economiche.
Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze nell’ambito della gestione delle aziende sanitarie e della pianificazione delle attività delle strutture ospedaliere, con particolare attenzione ai sistemi di pianificazione, programmazione e controllo di gestione.

Benedetti: lieto di questo incarico

“Sono particolarmente lieto di assumere questo incarico all’Azienda Ospedaliera di Perugia, una realtà di grande complessità e di riferimento per l’intero sistema sanitario regionale – dichiara il nuovo direttore amministrativo Alessandro Benedetti –. Metterò a disposizione dell’Azienda l’esperienza maturata in questi anni nella sanità e, in particolare, negli ambiti della programmazione e del controllo di gestione, con l’obiettivo di contribuire al percorso di sviluppo dell’Ospedale e al miglioramento continuo dei servizi. Affronterò questo nuovo incarico con spirito di collaborazione, lavorando insieme alla Direzione generale, alla Direzione sanitaria e a tutti i professionisti dell’Azienda”.

Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, esprime soddisfazione per la nomina: “L’arrivo del dottor Benedetti rappresenta un importante valore aggiunto per la nostra Azienda. La sua esperienza nella gestione amministrativa e nella pianificazione e controllo delle strutture ospedaliere sarà preziosa per affrontare le sfide di una realtà complessa come quella dell’Ospedale di Perugia. In una grande Azienda ospedaliera, l’area amministrativa svolge un ruolo strategico nel sostenere l’organizzazione, l’innovazione e la qualità dei percorsi assistenziali. A nome di tutta l’Azienda do il benvenuto al dottor Benedetti e gli auguro buon lavoro, certo che saprà mettere le proprie competenze al servizio dell’Ospedale e dei cittadini».
Le congratulazioni giungono, anche, dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e dalla direttrice regionale Daniela Donetti che augurano al manager buon lavoro.

Paolo Chifari è il nuovo amministratore unico di Sviluppumbria

Paolo Chifari, dottore commercialista con una vasta esperienza, è il nuovo amministratore unico di Sviluppumbria. Lo ha nominato all’unanimità, su proposta della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assemblea ordinaria di Sviluppumbria che si è riunita nel primo pomeriggio di mercoledì.

La presidente Proietti, anche a nome della Giunta regionale, ha espresso al nuovo amministratore unico “gli auguri di buon lavoro” e ha rivolto un “sentito ringraziamento al precedente amministratore unico professor Luca Ferrucci, per la preziosa attività svolta sin qui. Ora il testimone passa nelle mani di Paolo Chifari, che saprà dare continuità al positivo lavoro svolto”.

Caro-Tari, Confartigianato: Terni paga la minore efficienza della gestione Acea e la trappola dello Statuto dell’Asm

Mentre in altre zone dell’Umbria le tariffe Tari scendono, a Terni salgono. E aggravano lo spopolamento e la crisi della città, denuncia Confartigianato Imprese Terni. Che evidenzia come l’errore d’origine dell’epoca Masselli-Latini abbia creato un meccanismo che mette il Comune di fronte a una scelta obbligata: o si salassano i cittadini o si svuota il bilancio comunale.

E così – evidenzia Confartigianato – l’aumento della Tari a Terni rappresenta “l’ennesimo e insostenibile tassello di un progressivo svantaggio territoriale che frena lo sviluppo della nostra città”.

Per le imprese e per le famiglie ternane, la stangata sui rifiuti si inserisce in un contesto già fortemente critico, segnato da un costante calo demografico e dalla perdita di residenti, a cui si sommano altri balzelli ingiustificati, il sostanziale isolamento infrastrutturale, le difficoltà crescenti di collegamento ferroviario verso Roma e la perdurante incertezza sulle politiche sanitarie e sul futuro del nuovo ospedale cittadino. Un quadro di impoverimento urbano reso ancora più fragile dalle scelte del passato che, con la proliferazione di grandi superfici di vendita, hanno progressivamente svuotato il centro storico e mortificato il commercio di vicinato e la vivibilità del centro città.

“In questo scenario di sofferenza territoriale – scrive Confartigianato Terni – l’aumento della Tari svela la vera anomalia della gestione dei rifiuti a Terni. Non si tratta di una misura inventata dal nulla: le tariffe salgono perché sono formalmente validate dall’AURI sulla base dei costi d’esercizio presentati dal gestore, ma mentre in altri bacini della regione i gestori operano a costi più contenuti consentendo riduzioni tariffarie, a Terni ci troviamo di fronte a un gestore evidentemente meno efficiente, i cui costi d’esercizio continuano a crescere e ad appesantire la bolletta della comunità”.

La trappola dello statuto ASM

A rendere ancora più grave la situazione, per l’associazione, è il cortocircuito di governance creato con la cessione di ASM. Di fronte all’opposizione del Comune agli aumenti, l’amministratore delegato espresso dal partner privato Acea fa valere in Consiglio di amministrazione il voto doppio (casting vote) previsto dall’Articolo 20.1 dello Statuto. “Si genera così una vera e propria morsa ai danni della città: poiché quei costi d’esercizio risultano certificati dall’AURI, se il Comune rifiuta di scaricare i rincari sulle bollette Tari dei cittadini, si vede costretto a coprirli attingendo direttamente dalle risorse del proprio bilancio comunale, quindi sempre dalle risorse dei cittadini”.

In questo modo, viene spiegato, il partner privato blinda la copertura dei propri costi, mettendo il Comune di fronte a un ricatto contabile: far pagare il conto ai cittadini o tagliare i fondi destinati ai servizi pubblici essenziali del territorio.

“Questo meccanismo – prosegue Confartigianato – rappresenta il vizio d’origine dell’operazione ASM-Acea, concepita e approvata a suo tempo dall’allora assessore Masselli e dalla Giunta Latini, che consegnarono al partner privato di minoranza una clausola statutaria e dei patti parasociali in grado di condizionare le finanze cittadine”.

Si tratta di un esito ampiamente preannunciato. Già il 7 luglio 2022, nel corso del dibattito sulla cessione dell’operatività di ASM, Confartigianato Terni chiese di fermare l’accordo, denunciando proprio l’assenza di garanzie sulla tenuta delle tariffe, i pericoli derivanti dal trasferimento dei centri decisionali fuori da Terni e i danni diretti per l’economia e le imprese locali che potevano determinarsi. Purtroppo avevamo ragione: i fatti di oggi dimostrano la totale fondatezza di quel monito, che il Consiglio Comunale di allora non ha voluto ascoltare.

Disinnescare il meccanismo

“Per fermare questo drenaggio di risorse ed eliminare uno svantaggio competitivo non più tollerabile, è indispensabile – conclude Confartigianato Imprese Terni – neutralizzare l’impatto dei rincari impiegando in primo luogo gli utili e i dividendi societari di ASM a copertura dei maggiori costi. Quindi aprire una vertenza cittadina sulla revisione dello statuto ASM e dei patti parasociali per restituire alla parte pubblica la piena sovranità sul bilancio comunale e soprattutto disinnescare poteri di intervento impropri sulle finanze cittadine e ricostruire un meccanismo di mercato che garantisca la competitività e l’efficienza della gestione e tariffe decrescenti all’utenza”.

Post PNRR, risorse e programmazione per non fermare il settore delle costruzioni: la mozione

Sarà discussa giovedì 8 ottobre la mozione, con prima firmataria Letizia Michelini, sulla continuità degli investimenti nel settore delle costruzioni, in discussione domani in Assemblea legislativa.

“PNRR e incentivi – spiega l’esponente del Pd – hanno sostenuto investimenti, cantieri e occupazione. Quella stagione sta finendo e
non possiamo aspettare che si fermino i cantieri per accorgerci del problema. Serve subito una strategia per garantire investimenti e lavoro anche nel dopo PNRR. Il rischio è chiaro, passare in poco tempo da una fase di investimenti straordinari a una brusca contrazione, con conseguenze per imprese, lavoratori e un’intera filiera. Non possiamo permetterci un vuoto di programmazione. Le imprese hanno bisogno di sapere quale sarà l’orizzonte dei prossimi anni, non di scoprirlo quando le commesse saranno già diminuite”.

La mozione chiede alla Regione di farsi portavoce presso il Governo “per sollecitare una strategia nazionale necessaria e di portare
avanti una programmazione pluriennale degli investimenti, coordinando risorse regionali, nazionali ed europee, puntando su rigenerazione urbana, riqualificazione del patrimonio pubblico, edilizia residenziale, infrastrutture e sicurezza del territorio.

Il testo chiede inoltre di rafforzare il Tavolo regionale delle costruzioni, trasformandolo in uno strumento stabile per anticipare le criticità e definire le priorità.

“Il punto – conclude Michelini – è semplice: il PNRR finisce, ma i problemi dell’Umbria restano e gli investimenti necessari non
scompaiono. Al Governo chiediamo di mettere in campo strumenti pluriennali per il dopo PNRR. Alla Regione chiediamo di programmare e di farsi sentire a Roma. Se sappiamo già che la stagione straordinaria sta finendo, arrivare impreparati non è ammissibile”.

Umbraflor, Fratini: “Fatturato in crescita di quasi il 20%, 3 milioni di piante per il PNRR e proiezione internazionale verso la COP31”

Il convegno per i 25 anni di attività di Umbraflor ha offerto l’occasione per parlare delle strategie per l’ambiente e il territorio umbro, ma anche per tracciare il bilancio e parlare dei progetti dell’azienda vivaistica regionale e della collaborazione con le altre partecipate e i Comuni umbri per le Nature Based Solutions.

Durante l’intervento di apertura, Fratini ha tracciato anche il bilancio del suo primo anno e mezzo di mandato, sottolineando come la crescita economica dell’azienda si accompagni ad un continuo processo di innovazione delle tecniche produttive e a una sempre maggiore capacità di rispondere alle esigenze delle istituzioni e del territorio. Un impegno testimoniato dal contributo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha visto Umbraflor mettere a disposizione una capacità vivaistica di assoluto rilievo al servizio del più importante programma nazionale di incremento del verde e di contrasto alle isole di calore urbano. “Abbiamo lavorato con determinazione per far crescere e aumentare il valore economico di Umbraflor, consolidando al contempo la sua identità chiara di Azienda vivaistica regionale, distinta da un comune garden commerciale – ha spiegato l’amministratore unico Paolo Fratini –. Sul piano operativo ci siamo concentrati su ricerca e innovazione, valorizzando le specie autoctone, le risorse genetiche forestali e la qualità delle piante. Vogliamo che Umbraflor sia un punto di riferimento primario per tutte le istituzioni e in primo luogo per i Comuni dell’Umbria, gli enti più vicini ai cittadini, con i quali mettere in atto le strategie di Nature Based Solutions (NBS) necessarie a rendere i nostri borghi e le nostre città più vivibili di fronte a un cambiamento climatico sempre più impellente”.

Gli interventi

Tra gli interventi istituzionali, quello da remoto di Giorgio Centurelli, capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e di Simona Meloni, assessore all’Agricoltura della Regione Umbria. Il dibattito, moderato dal giornalista Giacomo Marinelli Andreoli, direttore di Umbria TV, ha visto poi il contributo tecnico e accademico di Francesco Ferrini, presidente del Distretto vivaistico di Pistoia e docente di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree all’Università di Firenze, di Alessandro Zehentner, presidente di Snam e Fondazione Snam, che ha illustrato la storica collaborazione con Umbraflor, che da più di 5 anni fornisce piante a Snam per i ripristini vegetativi relativi ai progetti infrastrutturali del gruppo sul territorio. ⁠Umbraflor ha già dato a Snam oltre 700.000 piante, che arriveranno a 1 milione considerando i prossimi progetti programmati dal Gruppo. Per l’occasione, Afor ha lanciato al presidente di Snam la proposta di sensibilizzare la piantumazione di piante micorizzate per la produzione di tartufo al fine di incentivarne la libera ricerca e cavatura in Umbria, che ha accolto positivamente. Ad intervenire anche Massimiliano Marianelli, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, che ha sottolineato come la realtà di UmbraFlor ha sempre più ha avvicinato non solo il territorio ma anche l’Ateneo di Perugia, con cui sta portando avanti un progetto che mette la foresta al centro delle città e dei borghi. A chiudere ufficialmente i lavori è stata Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria, che nei saluti conclusivi, tenuti accanto a tutto il personale di UmbraFlor nel brindisi finale, ha donato all’azienda una copia della bandiera della Regione Umbria.

Il bilancio di Umbraflor

Un incremento costante del fatturato tra il 15% e il 20% all’anno, circa 3 milioni di piante prodotte per gli interventi di forestazione urbana del PNRR destinati alle Città metropolitane italiane, un’identità aziendale sempre più solida e la partecipazione alla prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP31) a fianco di ARPA Umbria. È il quadro di forte espansione e rilevanza strategica delineato dall’Amministratore Unico di Umbraflor, Paolo Fratini, in occasione del convegno “Coltivare il futuro – 25 anni di Umbraflor – Il vivaismo protagonista delle Nature Based Solutions per città e territori resilienti”, organizzato per celebrare la ricorrenza proprio nella sede del Vivaio regionale “Il Castellaccio” a Spello. L’evento ha visto la partecipazione dei principali vertici istituzionali e accademici, dei sindaci del territorio, dei rappresentanti del mondo agricolo e forestale, tra cui il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFAA) della Regione Umbria, con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Assisi, e dei Consorzi di bonifica.

La rete di collaborazioni

Un percorso di crescita che trova forza anche nella rete delle collaborazioni istituzionali: durante l’incontro è stato evidenziato il consolidamento delle sinergie con le altre partecipate regionali – in particolare AFOR, Parco 3A ed ARPA Umbria – con le quali sono stati presentati importanti progetti a valere sulla programmazione regionale ed europea per la sostenibilità e la resilienza territoriale. Un’alleanza strategica mai realizzata sino ad ora, ribadita anche dai saluti e dagli interventi dei rispettivi vertici: gli Amministratori unici Ottavio Anastasi (AFOR) e Devis Cruciani (Parco 3A), e il direttore Generale di ARPA Umbria, Alfonso Morelli. Presente poi Giampaolo Nicolasi, direttore della struttura Comunità Incontro, con cui UmbraFlor , insieme a Snam, ha in essere un progetto di collaborazione denominato “Verde inclusivo” per l’inserimento in azienda di soggetti che, al termine del percorso di recupero, sono pronti ad entrare nel mondo del lavoro.

Le frontiere della formazione

Accanto alla produzione e alla ricerca Umbraflor ha registrato numeri significativi anche sul fronte della formazione professionale. L’azienda si è affermata come agenzia formativa accreditata, promuovendo corsi specifici capaci di formare nuove competenze per il mondo del verde e della forestazione, con riscontri estremamente positivi in termini di iscrizioni e partecipazione fin dalle prime edizioni.

Pronti per la Conferenza dell’ONU

Infine, a conferma della dimensione internazionale raggiunta dall’Azienda vivaistica della Regione Umbria, Fratini ha annunciato la presenza di Umbraflor, insieme alla delegazione di ARPA Umbria, alla COP31, la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici in programma ad Antalya. Un’opportunità fondamentale per portare l’esperienza vivaistica e le soluzioni naturalistiche umbre su uno dei tavoli di confronto scientifico e politico più prestigiosi al mondo.

Assisi si prepara ad accogliere ancora Papa Leone

Ora c’è l’ufficialità: Papa Leone XIV sarà ad Assisi il prossimo 27 ottobre, per la giornata conclusiva dell’incontro internazionale dedicato al quarantesimo anniversario dello “Spirito di Assisi”.

La notizia è stata accolta con soddisfazione dalle Istituzioni. “Si tratta – ricorda la presidente della Regione, Stefania Proietti – della terza visita del Pontefice nel giro di un anno, il coronamento ideale delle celebrazioni francescane in questo straordinario Ottavo Centenario della morte di San Francesco. Si rinnova un legame profondo, suggellato anche dal caloroso saluto che il Santo Padre ha voluto rivolgere alla nostra comunità durante l’Angelus il 4 ottobre scorso”.

“Saremo ancora ad Assisi con Papa Leone – prosegue la presidente Proietti – a invocare la pace, una pace disarmata e disarmante, di poter essere operatori e costruttori di pace. Per l’Umbria questo appuntamento rappresenta un invito a tradurre il messaggio francescano in un impegno quotidiano di promuovere l’incontro, custodire il creato e difendere la dignità delle persone, a partire dai più piccoli e fragili. L’Umbria tutta torna a rivolgere al mondo un messaggio di speranza: la pace si costruisce attraverso l’incontro, l’ascolto e il rispetto reciproco. Un impegno che oggi, di fronte ai conflitti e alle divisioni, assume un significato ancora più forte”.

Così il sindaco di Assisi, Valter Stoppini: “Siamo grati e felici per l’imminente ritorno ad Assisi di Papa Leone XIV, in occasione del quarantennale dello ‘Spirito di Assisi’. Un evento straordinario, che conferma come la nostra città sia capitale di pace e cuore pulsante del dialogo interreligioso e della fraternità universale. Si tratta della terza visita del Pontefice, nel giro di poco tempo: il coronamento ideale delle eccezionali festività francescane, vissute in questi giorni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco. Si rinnova un legame profondo, suggellato anche dal caloroso saluto che il Santo Padre ha voluto rivolgere alla nostra comunità proprio il 4 ottobre scorso, durante l’Angelus. Oggi più che mai, Assisi è un faro di speranza per il mondo intero”.

Il diesel subito aumentato anche in Umbria, si attende il sistema delle accise mobili

Scaduto lo sconto del Governo di 6 centesimi sulle accise, il prezzo del diesel è tornato a salire anche nei distributori umbri. E questo, nonostante il tetto al prezzo applicato da Eni, che ha portato anche Ip, Q8 e Total ad abbassare i prezzi.

Il prezzo di riferimento di Eni per il diesel è però salito a 2,25 euro (sono stati dunque aggiunti i 6 centesimi in più di accise) ed i distributori umbri si sono, per lo più subito adeguati. Per ora il prezzo della benzina resta a 1,99 euro.

Si attende che in tutta Italia scatti il sistema delle accise mobili, annunciato dal Governo, per le quali serve un decreto interministeriale Mase-Mef. Si tratta di un meccanismo che non prevede uno sconto fisso sulle accise, ma appunto mobile, cioè che varia al variare del prezzo dei carburanti e, conseguentemente, di quanto lo Stato incassa in pià attraverso l’Iva, che è percentuale al prezzo.

Ricerca ematologica, premiato progetto per caratterizzazione di un nuovo sottogruppo di leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM

In occasione del 53° Congresso nazionale della Società italiana di ematologia (Sie), che si è svolto a Roma, la giovane ricercatrice Maria Crocioni, post-doc del laboratorio di Biochimica delle proteine e medicina traslazionale dell’Ematologia di Perugia, diretto dalla professoressa Maria Paola Martelli, è stata premiata con la borsa di studio “Beat Leukemia 2026”, dedicata ai progressi nella terapia della leucemia mieloide acuta. Il riconoscimento arriva a pochi mesi dall’assegnazione della borsa di studio intitolata ad Andrea Coccia, medico specializzando in Ematologia morto circa un anno fa in un tragico incidente stradale, finanziata dal Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, per volontà della famiglia e degli amici di Andrea.

“Il percorso di Maria Crocioni – sottolinea Martelli – rappresenta un esempio concreto del valore di una scelta che il Comitato Chianelli porta avanti da molti anni e di cui siamo profondamente grati: credere nei giovani ricercatori, sostenerne la crescita e investire nella ricerca quando il loro percorso è ancora in costruzione, offrendo loro tempo, strumenti e opportunità perché idee e competenze possano maturare e trasformarsi in risultati scientifici. Vedere oggi questo percorso ricevere un riconoscimento in una sede scientifica nazionale come il Congresso Sie rende ancora più evidente il valore di questa visione”.

“Un grande orgoglio – aggiunge il presidente del Comitato Franco Chianelli – per tutto il Comitato. Maria, oltre ad essere una ricercatrice di talento è anche una ex paziente ematologica. Quando aveva dieci anni ha sconfitto la leucemia e in lei è cresciuto il desiderio di conoscerla meglio, studiarla ai massimi livelli e chissà, forse un giorno, sconfiggerla per tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti. Noi siamo fiduciosi perché fa parte di una equipe straordinaria di medici e ricercatori sia in campo ematologico che oncoematologico. Un fiore all’occhiello per l’Università e l’Azienda ospedaliera di Perugia che siamo orgogliosi di sostenere”.

Il Comitato ha sempre affiancato all’attenzione verso i pazienti e le loro famiglie un impegno concreto nella ricerca e nella formazione delle nuove generazioni, nella convinzione che investire nei giovani significhi investire nel futuro dell’ematologia e nelle future opportunità di cura.

Il progetto premiato è dedicato alla caratterizzazione di un nuovo sottogruppo di leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM1, con l’obiettivo di sviluppare un metodo rapido e standardizzato che possa contribuire a una migliore stratificazione del rischio e a strategie terapeutiche sempre più personalizzate.

A questo percorso si aggiunge la recente selezione di Crocioni al corso di formazione di bioinformatica applicata alle patologie oncoematologiche della società italiana di ematologia sperimentale (Sies), svoltosi a Firenze dal 16 al 18 settembre. Il corso, riservato a 25 soci Sies under 40 selezionati sulla base del curriculum, ha rappresentato un’ulteriore importante opportunità di crescita in un ambito oggi centrale per la ricerca traslazionale e la medicina di precisione.

I riconoscimenti segnano il raggiungimento di una tappa, ma anche l’inizio di un nuovo percorso o l’evoluzione di quello già intrapreso. Alla base vi sono fiducia, opportunità e la scelta di investire nelle persone. È anche grazie a questa visione, che il Comitato Chianelli continua a sostenere con convinzione, che i giovani ricercatori possono crescere, sviluppare nuove idee e contribuire a trasformare la ricerca in nuove possibilità per i pazienti.

Mattarella: “Il sole di Francesco possa illuminare il mondo”

“In questi tempi, segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza, l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza”.

Da Assisi, nel giorno in cui per la prima volta si celebra la Festa nazionale di San Francesco, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel saluto alla Nazione, si affida al messaggio del Patrono d’Italia, nell’ottavo centenario della sua morte.

“Ricordare oggi l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo – ha infatti spiegato il Capo dello Stato – vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del creato, la pace”.

“Francesco – ha detto ancora Mattarella – ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio”.

Il Capo dello Stato è stato accolto ad Assisi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dal sindaco di Assisi, Valter Stoppini, e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. Alla giornata hanno preso parte anche numerosi altri rappresentanti delle istituzioni, sindaci e i presidenti di Regione Alessandra Todde e Roberto Fico, oltre agli ambasciatori di molti Paesi.

Il momento centrale della giornata è stata la Messa solenne nella Basilica superiore di San Francesco, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. Durante la celebrazione si è svolta la tradizionale offerta dell’olio da parte dei Comuni e delle istituzioni italiane e l’accensione della lampada votiva che arde davanti alla tomba del Santo.

La lampada è stata accesa dal sindaco di Assisi Valter Stoppini a nome di tutte le Regioni, Province e Comuni italiani. Il gesto ha voluto rinnovare il legame tra San Francesco e l’intera comunità nazionale e richiamare l’unità del Paese attorno alla figura del Patrono d’Italia.

Zuppi: la guerra non è un destino”

Nell’omelia, il cardinale Zuppi ha posto al centro il messaggio francescano della pace, sottolineando che la guerra non è un destino e che la pace non può essere costruita attraverso le armi, ma mediante il dialogo, il diritto e la capacità di riconoscere nell’altro un fratello. Il cardinale ha richiamato l’immagine di Francesco che disarma il lupo di Gubbio attraverso l’incontro e la relazione, indicando nella fraternità una responsabilità concreta e attuale.

Nel Sacro Convento

Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, è intervenuto fra Marco Moroni a nome della Famiglia francescana. Il custode ha definito la presenza del presidente Mattarella “un regalo grande” per Assisi e per l’Italia, ricordando che San Francesco, pur essendo patrono d’Italia, appartiene all’intera umanità. L’offerta dell’olio e la partecipazione dei Comuni rappresentano, ha sottolineato fra Moroni, il segno di un’Italia riunita davanti alla tomba del Santo e aperta a un messaggio di fraternità universale. “Per questo – ha annunciato fra Marco Moroni – insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili locali e della Chiesa di Assisi, abbiamo lanciato la proposta di un’opera che rimanga come eredità del centenario e che l’Assemblea legislativa della Regione Umbria ha fatto propria: la nascita di un hospice pediatrico, inserito nella rete regionale delle cure palliative. La proposta dell’hospice pediatrico nasce dalla volontà di tradurre concretamente i valori francescani della cura, della prossimità e dell’attenzione alla fragilità, offrendo sostegno ai bambini e alle loro famiglie nel momento più delicato della vita”.

Il dono fatto dai ragazzi del Serafico

Il dono della Regione Umbria al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella porta la firma dei ragazzi del Serafico di Assisi, a cui Palazzo Donini ha affidato la realizzazione delle opere in ceramica consegnate al Capo dello Stato e ai presidenti delle Regioni italiane presenti alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Per Mattarella i ragazzi hanno realizzato una delle caratteristiche casette in ceramica, simbolo del Serafico, sulla quale è impressa in rilievo l’immagine di un frate; una scelta che richiama insieme l’ispirazione francescana del Serafico e il significato che la ‘Casa di Assisi’ ha per i ragazzi che lo vivono ogni giorno. Ai presidenti di Regione sono stati destinati dei Tau in ceramica, il segno a forma di croce che il Santo scelse come propria firma e che utilizzò nelle lettere e nelle benedizioni, facendone uno dei simboli più riconoscibili della spiritualità francescana.

Il Serafico, centro sociosanitario altamente specializzato nella presa in carico delle disabilità più complesse, è un’Opera nata nel 1861, espressione del carisma francescano e di una visione della persona fondata sulla dignità, sull’accoglienza e sulla valorizzazione delle sue capacità. È un’identità che ancora oggi orienta il lavoro della struttura e che trova espressione anche nel modo in cui vengono costruiti i percorsi di cura e di riabilitazione. Le opere, infatti, sono state realizzate nel laboratorio di ceramica del Serafico: qui le attività espressive e manuali si integrano nei percorsi sanitari, riabilitativi ed educativi rivolti a ragazzi e giovani adulti con disabilità, con l’obiettivo di valorizzare capacità, autonomie e possibilità di espressione. La lavorazione della ceramica diventa così anche uno strumento di intervento sulle funzioni motorie e cognitive, sulla coordinazione e sull’attenzione, attraverso attività e obiettivi calibrati sulle caratteristiche di ciascuno. Il valore delle creazioni, infatti, si intreccia con quello del percorso che le ha generate: un gesto acquisito o recuperato, un’autonomia consolidata, una possibilità espressiva che trova una forma nuova.

“Affidare ai ragazzi del Serafico la realizzazione dei doni destinati al Presidente della Repubblica e ai presidenti delle Regioni – dichiara la presidente della Regione Stefania Proietti – significa compiere una scelta dal valore profondamente simbolico e concreto. Attraverso queste opere, infatti, l’Umbria porta alle istituzioni il messaggio più autentico della nostra terra: quello di San Francesco, della fraternità, dell’accoglienza e della dignità inviolabile di ogni persona. Le mani, la sensibilità e le capacità dei nostri ragazzi hanno dato forma a un dono che non è soltanto rappresentativo della tradizione della ceramica umbra, ma racconta un percorso di cura, riabilitazione, crescita e partecipazione. È un gesto che rende visibile il valore delle persone con disabilità e la loro piena appartenenza alla comunità, riconoscendone talenti, espressione e possibilità. Siamo orgogliosi che, in una giornata così significativa per Assisi, per l’Umbria e per l’intero Paese, siano proprio le loro opere a parlare alle più alte istituzioni della Repubblica”.

“La scelta della Regione ha un valore che va ben oltre il dono in sé – sottolinea Francesca Di Maolo, presidente del Serafico – perché riconosce ai nostri ragazzi un ruolo diverso da quello nel quale troppo spesso siamo abituati a immaginare le persone con disabilità: non soltanto destinatari di cura e di sostegno ma persone capaci di creare, di esprimersi e di offrire il proprio contributo alla comunità. È questo cambio di prospettiva che dobbiamo continuare a costruire: che siano proprio le loro opere a rappresentare l’Umbria in una giornata così importante per Assisi e nell’anno dell’Ottocentenario di Francesco rende questo momento un atto concreto di riconoscimento del valore, della dignità e dei diritti di ogni persona con disabilità”.

Il servizio di sicurezza

Imponente il servizio di sicurezza, che ha visto impegnate le forze dell’ordine, la protezione civile, i vigili del fuoco. Per questi ultimi, hanno partecipato all’evento il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, il direttore regionale dei vigili del fuoco Valter Cirillo, il comandante di Perugia Rocco Mastroianni.

Il Comando di Perugia ha predisposto per l’occasione un dispositivo straordinario di soccorso, con squadre antincendio nei pressi della Basilica e presso lo stadio dove è atterrato l’elicottero presidenziale.

(foto Regione Umbria e vigili del fuoco)

A Città di Castello torna il Salone del tartufo bianco pregiato

A Città di Castello, per tre fine settimana (31 ottobre e 1° novembre, il 7 e 8 novembre e il 14 e 15 novembre), torna per la sua 46esima edizione il Salone nazionale tartufo bianco pregiato.

Il programma e le novità della manifestazione verranno presentati martedì 6 ottobre alle 11.30 al Rosetta Hotel Perugia, in corso Vannucci. Vi interverranno Lazzaro Bogliari, presidente dell’Associazione ente fiera Salone nazionale tartufo bianco pregiato, Luca Secondi, sindaco di Città di Castello, Letizia Guerri, assessore al turismo del Comune di Città di Castello, Simona Meloni, assessore al turismo della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Mirko Rinaldi, presidente del Gal Alto Tevere, Antonella Brancadoro, direttore dell’Associazione nazionale Città del tartufo, Oriano Anastasi, amministratore delegato di Afor Umbria, e Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi Umbria.