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Autore: Redazione

Appalti, scontro anche con Bandecchi: ma Confartigianato ha portato alla promessa di un tavolo con le associazioni

Dopo lo scambio con l’assessore Iapadre (e con altri membri della Giunta ternana), Confartigianato si era appellata al sindaco di Terni affinché, nel rispetto del Codice degli appalti, fosse data la giusta rilevanza anche ad altri criteri, non solo a quello del massimo ribasso che spesso finisce per penalizzare le imprese locali, come avvenuto per la manutenzione dei cimiteri comunali.

Le parole di Bandecchi

Il sindaco, però, difende il suo assessore. “Confartigianato l’ha fatta fuori dal vasetto, ci ha attaccato a testa bassa sull’assegnazione degli appalti che, peraltro, non è una questione politica ma gestionale. Se ne occupano i dirigenti e i funzionari che sono pagati per questo”.

Bandecchi ha aggiunto: “La nostra attenzione verso le imprese locali l’abbiamo dimostrata con i fatti, diminuendo la pressione fiscale, il costo dei servizi, rilanciando Terni e il suo territorio”.

Posizioni non in linea, tra sindaco e Confartigianato, anche sulle cooperative di tipo B.

Poi, Bandecchi, apre comunque al dialogo anche su questi temi: “Se tutti stiamo al posto nostro io non chiudo mai le porte del confronto, anche se non rinuncio mai a dire quello che penso. Con gli assessori Iapadre e Maggi siamo pronti ad aprire un tavolo di confronto – annuncia – con le associazioni delle categorie produttive. Siamo pronti a discutere di atti di indirizzo sugli appalti ma sempre e comunque nel rispetto delle regole, perché Bandecchi come si sta ultimamente dimostrando, Ie regole le rispetta”.

La replica di Confartigianato

Le parole di Bandecchi costringono Confartigianato a ritornare sulla questione appalti. Sollevata, ricorda l’associazione, “con chiarezza e nell’esclusivo interesse generale è semplice e non eludibile da parte dell’Amministrazione Comunale di Terni”.

“Noi – ribadiscono da Confartigianato – siamo i primi a chiedere il pieno rispetto delle norme, ma il punto è proprio questo: le norme consentono, in modo pienamente legittimo, scelte diverse, più attente alla qualità, alla prossimità territoriale e alla valorizzazione del tessuto imprenditoriale locale. La norma non è in discussione. La volontà politica, sì.

Sostenere – come fanno l’assessore Iapadre e, in modo pedissequo, il sindaco – che “non è possibile fare diversamente” e che “si tratta di scelte tecniche” significa di fatto – prosegue l’associazione – abbandonare le imprese artigiane e PMI del territorio a una concorrenza al massimo ribasso con imprese provenienti da altre regioni, prive di radicamento, visibilità e responsabilità verso la nostra comunità. Politica che ci troverà sempre contrari.

“Prendiamo atto – prosegue Confartigianato – che la questione da noi sollevata ha registrato da parte di vari esponenti dell’amministrazione Comunale di Terni reazioni scomposte e per lo più fuori luogo, tramite comunicati o commenti social, comunque pubblici, che la dicono lunga anche sull’attuale classe dirigente”.

L’associazione ribatte punto su punto: “L’assessore Iapadre ha percepito le nostre osservazioni come un attacco personale. Non lo sono: Confartigianato Terni non ha alcun interesse ad attaccare individualmente chi ha un ruolo più o meno politicamente rilevante nelle scelte strategiche”.

E ancora: “L’assessore Maggi ha affermato – falsamente – che non facevamo critiche alle precedenti amministrazioni. Invece noi facciamo critiche e anche apprezzamenti alle amministrazioni unicamente nell’interesse generale delle imprese Artigiane e PMI del territorio, che sono gli unici soggetti ai quali, noi, dobbiamo e vogliamo fare riferimento. La nostra storia parla per noi e dimostra l’esatto contrario. Oltretutto sottolineiamo la difficoltà a comprendere il senso delle affermazioni di Maggi: prima rivendica di essere stato lui a fare tutti gli appalti della provincia e dei comuni del territorio per decenni e poi di non avere mai ricevuto una critica, non per suo merito ma per accondiscendenza alla sinistra che governava. Non si capisce se si riferisce a una accondiscendenza generale o sua personale, o a entrambe, altrimenti il ragionamento non ha senso”.

Prosegue la nota: “Il vicesindaco Corridore ci ha accusati di fare politica. Queste sono etichette inutili e offensive, che servono solo a evitare di rispondere nel merito delle questioni”.

Confartigianato chiarisce: “È tempo di ristabilire i ruoli: chi governa deve rispondere ai cittadini, alle imprese, agli enti esponenziali e a tutta la comunità dei risultati della propria azione amministrativa; noi rappresentiamo gli interessi legittimi delle imprese artigiane e PMI del territorio, come è nostro dovere, e continueremo a farlo con coerenza e indipendenza, come sempre abbiamo fatto. E per chi avesse la tentazione di darci lezioni, precisiamo una cosa molto semplice: non ci servono ‘maestrini’ per sapere come svolgere il nostro lavoro. Lo facciamo da decenni, con serietà, ascolto e concretezza. Non cerchiamo visibilità, ma soluzioni. Ci limitiamo a rilevare che gli intendimenti politici e le rassicurazioni ricevute in passato da questa Amministrazione erano ben diverse da ciò che stiamo vedendo oggi negli atti concreti.
L’Amministrazione predica bene e razzola male. E nel farlo, come direbbe lo stesso sindaco, l’ha fatta fuori dal vaso”. Insomma, accuse rispedite al mittente.

Confartigianato Terni esprime “il massimo rispetto per gli impegni imprenditoriali e politici del sindaco Stefano Bandecchi. Il suo dinamismo personale e il percorso nazionale che ha intrapreso meritano attenzione e sinceri auguri di successo. Tuttavia – aggiunge – riteniamo doveroso ricordare che Bandecchi è stato eletto per amministrare la città di Terni. E amministrare significa anche occuparsi, nel merito e con responsabilità, delle scelte che riguardano lo sviluppo economico, l’occupazione e il futuro delle imprese artigiane e PMI locali. Se anche il sindaco non vede la differenza tra scelte tecniche e politiche e si adegua di fatto alle decisioni dei tecnici che incidono sugli stipendi di tante famiglie ternane e sulla sopravvivenza di molte imprese – chiarisce – dovremmo concludere che anche questo mandato amministrativo sarà una occasione persa per il rilancio delle politiche territoriali”.

“Da parte nostra – conclude Confartigianato – di sicuro, continueremo a svolgere il nostro compito, con serietà e nel solo interesse delle imprese e degli imprenditori di Terni”.

Città di Castello, Fiera di San Bartolomeo senza animali a rischio “Lingua blu”

La Fiera di San Bartolomeo, con la Mostra Zootecnica, si svolgerà a Città di Castello, dal 22 al 24 agosto. Ma a causa dell’epidemia di Blue tongue, “Lingua blu”, che sta interessando anche l’Umbria, la manifestazione non ospiterà bovini, ovini e caprini per evitare rischi inerenti alla diffusione della malattia infettiva.

E’ la decisione presa nel vertice che si è tenuto tra l’amministrazione comunale di Città di Castello, rappresentata dall’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, i responsabili del Servizio Veterinario Pubblico di Sanità Animale del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl Umbria 1 e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

“Tutela del benessere animale, ma anche salvaguardia e valorizzazione del tessuto imprenditoriale agricolo e zootecnico del territorio, convivono da sempre nella Fiera di San Bartolomeo, ne sono l’essenza e il tratto identitario. Quindi la manifestazione non si snatura, ma anzi sottolinea la propria vocazione, anche di fronte a una decisione che per la prima volta nella sua storia la priva della presenza di specie animali che negli anni sono state grandi attrazioni per i visitatori e hanno valorizzato l’evento”, spiega l’assessore Guerri.

“Per l’amministrazione comunale è fondamentale proteggere animali, aziende agricole e zootecniche del territorio dalle potenziali conseguenze legate alla diffusione della ‘Blue tongue’, perché rappresentano una risorsa umana e una filiera strategica per l’economia dell’Altotevere”. “Non possiamo, dunque, esimerci da questa scelta che però – sottolinea Guerri – non metterà in discussione lo svolgimento della Fiera di San Bartolomeo e non priverà tutti coloro che amano gli animali della Mostra Zootecnica, ma anche delle differenti e nuove attrazioni e forme di intrattenimento alla scoperta del legame imprescindibile e fortemente identitario fra uomo, animali e agricoltura”.

Il 17 luglio a Castiglione la “Notte Gialla Coldiretti”

Giovedì 17 ottobre Castiglione del Lago si tingerà di giallo, tra prodotti agricoli del territorio e divertimento. E’ la “Notte Gialla Coldiretti”, l’evento promosso da Coldiretti Umbria, patrocinato dal Comune e dalla Camera di Commercio dell’Umbria.

Una vera e propria festa del mondo agricolo che animerà il centro storico del borgo lacustre a partire dal tardo pomeriggio, coinvolgendo tre piazze del centro storico (Piazza Mazzini, Piazza Meoni e Piazza Gramsci) e l’Anfiteatro della Rocca Medievale, con un ricco calendario di iniziative pensate per tutte le età. Tutto finalizzato alla valorizzazione e tutela del vero cibo di qualità, che fa bene alla salute, all’economia e al territorio.

Durante l’evento sarà protagonista il Mercato di Campagna Amica, con la vendita diretta dei prodotti del territorio, e non mancherà lo Street Food contadino, per gustare piatti genuini preparati con ingredienti a km zero. In programma anche musica dal vivo, balli, animazione per bambini, laboratori esperienziali e momenti di approfondimento. Tra gli appuntamenti centrali della serata, il Forum dell’Agroalimentare dal titolo “Cibo e territorio: a difesa della nostra agricoltura”, presso l’Anfiteatro, con il contributo di esperti, imprenditori e istituzioni, per riflettere sulle sfide, criticità e opportunità del settore.

“Portare il mondo agricolo nel cuore della città – ha sottolineato Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – significa non solo celebrare le nostre radici, ma anche mostrare la vitalità e il valore economico, sociale e culturale dell’agricoltura umbra. La Notte Gialla è un’occasione di incontro tra produttori e cittadini, tra tradizione e innovazione, in un contesto di festa e partecipazione. Con la Notte Gialla portiamo l’agricoltura in mezzo alla gente – ha ribadito Agabiti – per mostrare tutto ciò che il settore primario rappresenta: lavoro, sostenibilità, identità, presidio del territorio. È un’occasione per festeggiare insieme, ma anche per raccontare le battaglie e i risultati ottenuti grazie all’impegno sindacale di Coldiretti. Il Forum dell’Agroalimentare, infatti, sarà un momento di confronto sulle grandi questioni che riguardano il comparto: dalla semplificazione amministrativa, su cui Coldiretti ha ottenuto misure concrete con importanti passi in avanti per ridurre il peso burocratico sulle imprese agricole; al contenimento della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, per proteggere colture e sicurezza pubblica. E ancora, focus sulla nuova Pac, per la quale siamo pronti a mobilitarci, sulle nuove politiche per i giovani agricoltori e sulla difesa del made in Italy”.

“La Notte Gialla – ha proseguito Mario Rossi, direttore regionale Coldiretti – è un evento che unisce il valore del cibo alla relazione diretta con chi lo produce. Iniziative come questa permettono di avvicinare sempre più persone a un consumo consapevole e sostenibile, promuovendo il territorio e l’identità rurale che rende l’Umbria unica nel panorama nazionale. L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza, famiglie, turisti e curiosi, per vivere un’esperienza autentica che mette al centro le persone, la qualità dei prodotti, il lavoro degli agricoltori e i valori del settore primario, con il protagonismo di chi ogni giorno lo fa vivere. L’evento si svilupperà con una formula che unisce l’informazione alla festa, con musica e animazione, laboratori didattici e giochi per bambini, la Notte dei Colori, spazi dedicati al sociale, sfide culinarie, degustazioni e momenti di approfondimento, come la nostra raccolta firme “Stop cibo falso”, per ribadire l’importanza di tutelare il cibo vero e di qualità, minacciato anche da quello ultra-formulato, e la campagna “Keep calm and bevi vino italiano”, per promuovere il consumo moderato e consapevole di vino. La nostra azione sindacale – ha aggiunto Rossi – è sempre più orientata alla concretezza e legata ai bisogni reali degli imprenditori agricoli. La Notte Gialla è anche questo: un’occasione per raccontare quello che è stato fatto e quanto c’è da fare, continuando ad ascoltare il territorio e rinsaldando il nostro impegno a tutela del lavoro delle imprese”.

“A Castiglione del Lago l’agricoltura sarà al centro dell’attenzione e sotto i riflettori, non solo come motore economico, ma come leva culturale e sociale, capace di animare territori e comunità – ha precisato Simona Meloni, assessore regionale all’Agricoltura, Turismo ed Aree Interne. La Notte Gialla è un evento che ben raffigura la vitalità e le potenzialità del nostro settore primario. Agricoltura, turismo rurale, filiera corta, giovani agricoltori e tutela del Made in Umbria: sono alcuni dei pilastri su cui continuare a lavorare per costruire un territorio sempre più forte e attrattivo”.

“La Notte Gialla Coldiretti – ha affermato Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria – rappresenta un’iniziativa di grande valore per il tessuto economico e sociale, capace di mettere in luce le eccellenze agroalimentari del nostro territorio in una cornice di partecipazione popolare. Come Camera di Commercio, sosteniamo con convinzione eventi che promuovono il legame tra il mondo produttivo e la comunità, generando valore economico, culturale ed educativo, contribuendo a rendere più attrattivi i nostri borghi, anche in chiave turistica”.

“Siamo felici e orgogliosi di ospitare la prima edizione della Notte Gialla Coldiretti – ha dichiarato il sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico – un evento che animerà ulteriormente la nostra città, coinvolgendo cittadini e turisti in un’esperienza ricca di significato. Un’occasione per valorizzare il nostro tessuto agricolo-produttivo, esaltando le eccellenze del territorio. Vediamo nell’agricoltura un fattore di sviluppo primario per il nostro territorio: non solo motore economico, ma anche custode del paesaggio, delle tradizioni e della nostra identità. È una leva fondamentale su cui investire per costruire un futuro sostenibile e inclusivo. Castiglione del Lago si conferma così un luogo in cui le tradizioni dialogano con l’innovazione, dove il centro storico si trasforma in un palcoscenico di esperienze autentiche, sapori genuini e riflessioni importanti sul futuro dell’agroalimentare italiano. Un sentito ringraziamento a Coldiretti per aver scelto il nostro territorio come cornice di questa festa, che celebra il lavoro, la passione e la qualità dell’agricoltura italiana”.

Appalti comunali, Confartigianato: così si limitano le imprese del territorio

Confartigianato Terni ancora una volta è costretta a constatare che le politiche seguite negli appalti dal Comune di Terni e dai propri enti partecipati, “prescindono dalla finalità di promuovere il lavoro e lo sviluppo delle PMI del territorio, quando addirittura non la ostacolano direttamente”.

L’attuale normativa nazionale – ricorda l’associazione di categoria – consente sempre di più di difendere e far sviluppare le PMI dei territori con strumenti diretti a limitare i ribassi anomali nell’aggiudicazione degli appalti e a dare premi valutativi secondo il criterio della prossimità geografica.

In tal senso, molti Comuni che hanno a cuore lo sviluppo del territorio inseriscono criteri di valutazione ambientale e gestionale, invitano operatori con sede nella regione con criteri di minor prezzo uniti a criteri di filiera corta, introducono criteri premiali di prossimità (come quelli previsti dall’ art. 108 del nuovo codice degli appalti), valorizzano le risorse locali.

Nonostante questo, rileva Confartigianato, l’Amministrazione comunale di Terni ancora una volta ha deciso di non applicare questi strumenti legislativi e “di procedere imperterrita nella ormai lunga prassi amministrativa, che non possiamo considerare casuale, tendente a preferire le offerte al massimo ribasso di imprese di altri territori anche quando presentano ribassi del tutto esorbitanti rispetto al mercato locale”.

Lavori manutenzione cimiteri

Con Determina dirigenziale del 4 luglio il Comune di Terni ha infatti aggiudicato lavori di manutenzione straordinaria da eseguirsi nel cimitero urbano e nei cimiteri suburbani comunali per la durata di un anno per un importo totale pari a 289.008,69 euro. Alla procedura erano state invitate quattro imprese locali e una di Caserta. Mentre le imprese locali, che hanno partecipato in tre, hanno praticato ribassi in un intervallo molto stretto (tra il 17.80 e il 20.23%), che individua bene il valore economico corretto sul mercato locale, l’impresa di Caserta ha praticato un ribasso del 30.88%, oltretutto proposto perfino sulla parte della sicurezza non ribassabile, offerta che la commissione ha ritenuto comunque ammissibile “in esito al ricalcolo effettuato disapplicando il ribasso ai costi e agli oneri della sicurezza”.

La riserva per le cooperative sociali

A questa politica “contraria agli interessi legittimi del territorio”, che Confartigianato già ha avuto occasione di criticare in altri casi precedenti, “e che purtroppo si sta perpetuando”, si è aggiunta un’altra prassi negativa per le PMI locali, che è quella di emettere appalti riservati alle cooperative sociali di tipo B.
Si tratta di uno strumento certamente previsto dalla normativa nazionale con lo scopo nobile di favorire l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, ma esso, se utilizzato in modo continuo e sistematico trasformandolo da eccezione a regola – evidenzia Confartigianato – rischia di stravolgere il significato originario e di incaricare un ristretto numero di soggetti, con effetti potenzialmente distorsivi della concorrenza.

Senza contare che la capacità produttiva delle imprese cooperative sociali del territorio non appare molto elevata e quindi si finirebbe comunque per mancare l’obiettivo dell’effettivo inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Gli appalti degli enti partecipati

La stessa logica, rileva Confartigianato, si riflette anche nelle gare d’appalto gestite dagli enti partecipati dal Comune di Terni e da altre aziende pubblico/private operanti nel territorio. Anche in queste realtà, si prediligono spesso criteri che favoriscono il ricorso a operatori esterni al territorio, talvolta con ribassi eccessivi. Mentre la difesa e la promozione di un patrimonio di PMI locali con competenze e prassi in grado di collegare e integrare agevolmente i processi produttivi tra appaltanti e appaltatori e quindi pervenire a più alti livelli di efficacia e di efficienza non viene tenuta in nessun conto.

L’appello di Confartigianato

“È fondamentale – è l’appello dell’associazione – che anche gli enti partecipati adottino politiche più attente al tessuto imprenditoriale del territorio, allineandosi ai principi di prossimità e sostenibilità economica che dovrebbero guidare ogni azione legata agli appalti pubblici. Anche le politiche generali dei lavori pubblici possono essere migliorate, un caso per tutti la situazione delle manutenzioni degli asfalti che necessita di molti interventi con un equilibrio virtuoso tra interventi di piccola manutenzione di emergenza, come le buche stradali, e interventi di rifacimento del manto e del fondo stradale per lunghi tratti: invece una politica che si concentra eccessivamente sui piccoli interventi (macchina tappabuche) rischia alla fine dei conti di non essere né efficiente, né efficace, con il risultato che si fa molta comunicazione mentre si incide poco sulla situazione reale”.

Confartigianato Terni rinnova l’appello all’Amministrazione comunale di Terni affinché ripensi le politiche degli appalti e delle manutenzioni, sia proprie che degli enti partecipati, “perché troppo orientate ai piccoli interventi, perché considerano normali e desiderabili offerte con ribassi eccessivi, invitando imprese che operano a centinaia di chilometri di distanza, con il rischio concreto di lavori sottocosto e di compressione del livello della qualità e infine perché ricorrono eccessivamente alla riserva per le cooperative sociali, con il rischio di snaturare la concorrenza e lo stesso strumento di inclusione.
Così facendo, si schiaccia l’imprenditoria locale, si riduce la concorrenza sana e si compromette la fiducia dei cittadini, oltretutto in un momento storico nel quale, essendo l’ente uscito dalla procedura di dissesto, non è più assillato da problemi di bilancio”.

“Terni – si conclude la nota di Confartigianato – merita una politica degli appalti equa, trasparente, aperta e orientata in primo luogo alla qualità e alla sicurezza, che promuova le imprese del territorio che aderiscono a questi criteri, non un mercato dove vince chi taglia di più. È tempo di cambiare rotta: non si tutela il bene pubblico con il massimo ribasso”.

Impianti energia, il disegno di legge varato dalla Giunta regionale

La Giunta Regionale dell’Umbria, con la delibera 698, ha approvato il disegno di legge “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro”. Un provvedimento che mira a conciliare l’accelerazione verso l’autonomia energetica con la salvaguardia del patrimonio paesaggistico e culturale, rispondendo all’obbligo di individuare le aree idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER), in ottemperanza al D.Lgs. 199/2021.

“Il disegno di legge che consegniamo all’Assemblea legislativa – dichiara l’assessore Thomas De Luca – è il risultato del grande percorso di partecipazione che abbiamo messo in campo con quasi cento incontri e sei plenarie su tutto il territorio della nostra regione. Sindaci, amministratori, associazioni, tecnici, imprese e singoli cittadini hanno potuto migliorare il testo con le loro proposte che sono state accolte nella versione finale”.

Spiega De Luca che “la legge definisce un quadro di chiarezza: fare impianti nelle aree idonee sarà semplice, veloce ed a rischio zero. Presentare progetti nelle aree non idonee sarà un rischio altissimo di bocciatura, prossimo alla certezza di veder andare in fumo il proprio investimento.”

La legge ha infatti come finalità principale il raggiungimento delle zero emissioni nette e dell’autonomia energetica regionale entro il 2050, una transizione energetica basata su sostenibilità ambientale ed economica, giustizia sociale e climatica.

I tempi dettati dal TAR del Lazio

“Ci muoviamo in un quadro molto complicato. Dobbiamo rispettare la Costituzione e non possiamo discostarci dal quadro normativo nazionale definito dal Governo, al tempo stesso, però, dobbiamo monitorare la giurisprudenza che evolve costantemente la materia. I 60 giorni che il TAR del Lazio ha dato al Governo per la correzione del decreto attuativo sono giunti al termine. Ad ora non è arrivato alcun segnale. In questo vuoto normativo il nostro territorio continua ad essere bersaglio di centinaia di progetti eolici e fotovoltaici di grandi dimensioni in aree non idonee, totalmente fuori scala per il nostro territorio”, sottolinea l’assessore regionale all’energia e al paesaggio. “Al contrario – conclude -i progetti delle Comunità Energetiche Rinnovabili e quelli delle nostre imprese sono paralizzati da una vera e propria moratoria fantasma che sta soffocando il nostro sistema economico”.

Nonostante la recente sentenza del TAR Lazio sul Decreto Ministeriale del 21 giugno 2024, la Regione ha deciso di procedere con l’approvazione del disegno di legge per evitare ulteriori ritardi e incertezze. L’auspicio è che l’iter in Assemblea legislativa sia rapido, per giungere all’approvazione entro l’estate, rafforzando l’impegno dell’Umbria verso un futuro energetico e ambientale sostenibile al 100%.

Il mix energetico

La legge promuove un mix energetico diversificato, includendo tecnologie di accumulo come idroelettrico da pompaggio, accumulo gravitazionale ed idrogeno verde. Si privilegia la realizzazione di impianti diffusi, di piccole e medie dimensioni, prossimi alla domanda, e si riconoscono le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) come pilastro del sistema, dichiarando idonea ogni area ad esse destinate, favorendo l’autoproduzione e contrastando la povertà energetica.

Vengono chiaramente definite le aree idonee, che includono le superfici antropizzate e compromesse, le coperture, le aree edificate, parcheggi, aree dismesse, discariche e infrastrutture esistenti. Per queste aree, i tempi autorizzativi saranno ridotti e il parere paesaggistico sarà non vincolante, incentivando la rigenerazione delle aree già antropizzate. Grande attenzione è dedicata all’agrivoltaico, con requisiti stringenti nelle aree non idonee per garantire benefici alla biodiversità e all’identità culturale umbra, promuovendo pratiche sostenibili.

La legge impone requisiti rigorosi per minimizzare gli impatti ambientali e una ripartizione territoriale equa degli impianti. Sono previste garanzie finanziarie per la dismissione degli impianti e un programma di compensazioni ambientali e territoriali a carico dei proponenti, con percentuali significative dei proventi da destinare ai comuni o alle CER.

Uso dei fondi pubblici, sinergia per la legalità tra Regione e Guardia di finanza

Prosegue la sinergia per la legalità tra Regione Umbria e Guardi di finanza regionale. La presidente Stefania Proietti e il comandante regionale della Guardia di Finanza dell’Umbria, il generale di brigata Francesco Mazzotta, hanno firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa sulla collaborazione volta a migliorare l’efficacia delle misure finalizzate a prevenire, ricercare, contrastare le condotte illecite perpetrate nell’impiego di risorse finanziarie comunitarie e nazionali erogate dalla Regione Umbria.

“La firma di questo Protocollo d’intesa – dichiara la presidente Proietti – rappresenta un passo importante per rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni al fine di garantire legalità e trasparenza nell’utilizzo delle risorse finanziarie erogate, affinché non un solo euro possa andare disperso. Un impegno congiunto per contrastare frodi e condotte lesive degli interessi economici e finanziari pubblici, a tutela dei cittadini, delle imprese oneste e della correttezza dell’operato della Regione. Proprio nel corso della Giunta di oggi, su proposta dell’assessore Simona Meloni – ha annunciato – abbiamo anche approvato un importante documento per rafforzare le procedure di monitoraggio della spesa da parte degli uffici, procedure che la Guardia di Finanza dell’Umbria ci aiuterà ad implementare”.

“Il flusso informativo costante che, grazie a questo protocollo, porremo in essere con gli uffici regionali – ha confermato il generale di brigata Francesco Mazzotta – ci mette in condizione in primo luogo di cercare di prevenire l’evento illecito. Un’attività importante, quella della prevenzione, perché evita che le risorse pubbliche stanziate dallo Stato o dall’Unione europea, invece di essere effettivamente utilizzate nella realizzazione di importanti progetti, finiscano nelle mani sbagliate. Laddove la prevenzione non arrivi, il protocollo copre anche l’attività di collaborazione nella ricerca e nella repressione degli illeciti economico-finanziari che comportino lo sviamento, dalla loro legittima destinazione, delle preziose risorse pubbliche a disposizione per la realizzazione di importanti progetti a beneficio della collettività. Il protocollo prevede peraltro la possibilità di organizzare presso la Scuola umbra di amministrazione pubblica, così come già fatto con gli enti locali, attività volte alla formazione del personale della Regione, per fornire strumenti utili a rilevare possibili indicatori di anomalia nell’ambito della valutazione dei rischi connessi agli interventi finanziati”.

L’accordo

L’accordo, che si prevede della durata di 36 mesi, mira a prevenire e contrastare condotte illecite legate all’impiego di fondi pubblici, con particolare attenzione ai progetti finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), del Fondo Complementare al PNRR, e dei principali fondi europei, tra cui il Fondo Europeo Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo Sociale Europeo (FSE).

Gli obiettivi principali del Protocollo saranno quelli di:

•     Rafforzare le azioni per prevenire, individuare e scongiurare frodi, corruzione e conflitti di interesse

•     Garantire un utilizzo trasparente e conforme delle risorse finanziarie

•     Promuovere una cooperazione efficace per il monitoraggio e il controllo dei progetti finanziati

I punti salienti dell’intesa sono rappresentati dall’impegno da parte della Regione Umbria di mettere a disposizione della Guardia di Finanza dati, informazioni e analisi utili per prevenire e reprimere irregolarità, mentre il Comando Regionale Umbria utilizzerà tali elementi per orientare le proprie attività di controllo e, ove necessario, comunicherà alla Regione le risultanze emerse. Gli incontri e i corsi di formazione rivolti al personale, infine, avranno lo scopo di consolidare procedure operative interne agli enti e rafforzare la cultura della legalità.

Parcheggio piazza della Pace, gli interrogativi su quei soldi che il Comune non ha più incassato

Una gestione sulla quale è necessario fare chiarezza. Anche per capire se il Comune possa aver ricavato un danno erariale sotto forma di mancato incasso, per almeno tre mesi, del pedaggio degli autobus turistici, come da qualcuno ipotizzato.

Si tratta del parcheggio di piazza della Pace ad Orvieto, che è attualmente al centro di un accesso confronto politico dopo che la Giunta Tardani ha deciso di non rinnovare la convenzione con la società Valore srl della famiglia Palmieri a cui era stata affidata nel corso degli ultimi dieci anni sia la gestione dei bagni pubblici che il bar e punto di accoglienza.

Nei giorni concitati di fine maggio, all’indomani del mancato rinnovo della convenzione e del rifiuto di prorogare il rapporto fino alla pubblicazione e successiva assegnazione del nuovo bando, l’amministratore di Valore srl, Valerio Palmieri, ricostruendo i difficili rapporti con il Comune, ha citato tra gli altri un episodio che, se confermato, potrebbe configurare anche un possibile danno erariale da diverse decine di migliaia di euro ai danni delle casse comunali. “A fine maggio 2024 l’amministrazione comunale ha ritenuto di interrompere l’affidamento del servizio per la riscossione della tariffa giornaliera dei bus, all’epoca gestito dal titolare dell’area camper. Dal primo giugno e fino al 31 agosto 2024 la sbarra è rimasta aperta, consentendo a chiunque di entrare ed uscire liberamente, senza pagare la sosta, che allora prevedeva una tariffa di 45 euro al giorno. L’unico modo di pagare era l’utilizzo (complicato) dell’app MyCicero, sul cui uso abbiamo cercato di istruire gli autisti/capogruppo virtuosi che volevano pagare a tutti i costi”.

I SOLDI “PERSI” DAL COMUNE

Ancora le parole di Palmieri: “Le rare apparizioni della polizia municipale volte a verificare i bus paganti tra quelli in sosta trovavano il piazzale semi vuoto, perché a sbarra aperta era utilizzato come punto di scarico/carico da chi voleva evitare di pagare. Tutto questo fin quando, per senso civico e per restituire un senso ad una situazione da far west, mi sono fatto avanti, proponendo di gestire in emergenza e gratuitamente il servizio dal 01/09/24 al 31/12/24. Ovviamente – evidenzia Palmieri – il Comune è stato ben felice di cedere temporaneamente tale onere alla nostra società, che ha incassato per conto dell’Ente ed a titolo gratuito oltre 30.000 euro in 4 mesi, con il solo ausilio di un pos del Comune e con la sbarra/gettoniera malfunzionante dal primo settembre, sostituita solo il 15 di novembre, andando e tornando ogni volta con la bicicletta dal locale alla sbarra, con una persona praticamente dedicata”.

LA SBARRA APERTA

In pratica, il Comune avrebbe preferito lasciare la sbarra aperta e rinunciare alla quasi totalità degli incassi, piuttosto che mantenere il servizio di riscossione all’Area Camper. Perché? Perché interrompere un rapporto di fiducia durato anni, tanto da permettere per molti di essi il pagamento del corrispettivo bus in contanti?

Tra l’altro, risulta che la convenzione dell’area camper all’epoca fosse ancora in essere e che sia scaduta il 18 di agosto dello stesso anno, per essere poi prorogata a fine dicembre, fino a pubblicazione del nuovo bando. Tralasciamo ogni commento sulle proroghe e sul periodo e sull’operare senza titolo.

Ma tornando ai 3 mesi senza il servizio di riscossione: se da settembre a dicembre la società Valore srl ha incassato per conto del Comune oltre 30 mila euro (esclusi i pagamenti effettuati via App o con bonifico anticipato, divenuti nel frattempo più utilizzati), quanti mancati incassi è possibile ipotizzare per il trimestre estivo? Venti, 30, 40 mila euro? Forse di più? Sarebbe interessante poter quantificare il mancato incasso, anche sulla scorta degli introiti portati a bilancio negli anni precedenti.

Ma non è facile ricevere una risposta in merito. Lo stesso Palmieri ha riferito di aver presentato il 20 marzo di quest’anno (via Pec) un progetto di riqualificazione, automazione e gestione diretta del parcheggio di Piazza della Pace, chiedendo al contempo un riscontro sugli incassi degli anni precedenti del servizio di riscossione bus. A distanza di quasi quattro mesi, ancora nessuna risposta.

Come è stato possibile rinunciare a quei soldi e chi ne è responsabile? Perché nessuno ha mai risposto a questa ricostruzione dell’imprenditore che descrive una situazione molto grave? Perché l’amministrazione comunale non lo smentisce? E perché l’opposizione non ha fatto il minimo cenno ad un episodio tanto clamoroso?

“I nuovi CAM e il prezzario regionale”, confronto tra imprese, professionisti e istituzioni

“I nuovi CAM e il prezzario regionale”. Si terrà venerdì 11 luglio, a partire dalle ore 9.30 presso l’Auditorium di Confindustria Umbria, il convegno organizzato da Ance Umbria, Regione Umbria e Rete delle Professioni Tecniche Umbria.

Un incontro operativo rivolto a imprese e professionisti, per illustrare come il prezzario regionale abbia recepito i Criteri Ambientali Minimi e cosa questo comporti in termini pratici. Un passaggio strategico per garantire una maggiore sostenibilità delle opere pubbliche e delle fasi di lavorazione, valorizzando lo sforzo delle imprese e rafforzando il legame tra costruzioni e territorio.
In questo senso, il recepimento dei CAM nel prezzario rappresenta anche un importante cambio di prospettiva nei rapporti con le stazioni appaltanti, chiamate a riconoscere – anche economicamente – l’impegno delle imprese in termini di qualità ambientale e innovazione nei processi.
Dopo il saluto del presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli, introdurranno i lavori il presidente di ANCE Umbria Albano Morelli, l’assessore regionale Francesco De Rebotti e Livio Farina per la Rete delle Professioni Tecniche dell’Umbria.

Gli aspetti tecnici del recepimento dei CAM nel prezzario, con particolare attenzione ai lavori stradali, saranno affrontati da Paolo Gattini (Regione Umbria), Patrizia Macaluso (Osservatorio contratti pubblici della Regione) e Maurizio Bocci (già professore ordinario alla Università Politecnica delle Marche). Le conclusioni saranno affidate a Gianluca Paggi, direttore Governo del Territorio, Ambiente, Protezione civile, Riqualificazione urbana e Coordinamento PNRR della Regione Umbria.

Riqualificazione imprese commercio, risorse aggiuntive per l’Avviso Rinnova

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato un incremento di 655.916,03 euro a favore dell’“Avviso Rinnova”, misura finalizzata alla riqualificazione delle imprese commerciali umbre. L’atto, proposto dall’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, si basa sull’esigenza di ampliare la platea dei beneficiari, in seguito all’elevato numero di istanze ammissibili.

Le risorse aggiuntive derivano da due fonti: 455.916,03 euro dai Fondi FOSMIT (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane) e 200.000 euro dal Fondo Unico del bilancio regionale 2025–2027.

Le nuove risorse stanziate permetteranno ora di sostenere ulteriori 37 progetti ritenuti ammissibili ma inizialmente non finanziabili per esaurimento dei fondi.

“Con questo provvedimento – dichiara l’assessore De Rebotti – diamo una risposta concreta a tante imprese che avevano presentato progetti di qualità, coerenti con gli obiettivi dell’Avviso, ma che erano rimaste escluse per mancanza di fondi. Si tratta di un intervento che rientra nella strategia regionale di sostegno al tessuto produttivo, in particolare nei territori montani e nelle aree interne, dove il commercio di prossimità è presidio economico e sociale fondamentale”.

Le finalità dell’avviso – come previsto anche dalle deliberazioni CIPE e dalle normative regionali – sono in linea con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo locale, anche grazie al coordinamento con la Strategia Nazionale per le Montagne Italiane (SNAMI).

La dotazione finanziaria sarà destinata a interventi di riqualificazione strutturale, ammodernamento tecnologico e miglioramento dell’offerta commerciale dei piccoli esercizi.

Salone del Libro di Torino, l’Umbria si è candidata ad essere la regione ospite

L’Umbria si candida ufficialmente ad essere la regione ospite all’edizione 2026 del Salone del Libro di Torino. Un ruolo che il Cuore verde d’Italia non ha mai ricoperto nella storia del Salone.

Se l’Umbria fosse scelta come regione ospite dal Salone del libro per il 2026, avrebbe a disposizione uno spazio espositivo centrale e di rilievo con un programma dedicato a tematiche legate al territorio umbro. Potrà mettere in risalto gli autori locali, le tradizioni letterarie e le eccellenze culturali e artistiche regionali. Inoltre potrebbe promuovere il territorio dal punto di vista turistico e delle sue produzioni d’eccellenza agroalimentari e artigianali.

Da qui l’importanza della candidatura, evidenziata dall’assessore alla Cultura Tommaso Bori: “La visibilità che otterrebbe l’Umbria come regione ospite al Salone permetterebbe di promuovere la cultura, l’editoria, l’arte e il territorio regionale. Ma non solo: sarebbe anche l’occasione per presentare aspetti innovativi della nostra produzione editoriale, ad esempio nel settore dell’editoria d’arte e in quello di fumetti, comics e manga, che attraggono un pubblico più giovane e interessato alle nuove tendenze”.

Il Salone internazionale del libro di Torino è il più importante evento italiano nel campo dell’editoria e uno dei maggiori in Europa, è uno spazio culturale e d’incontro che vanta un numero di presenze significativo – la 37esima edizione, del 2025, ha registrato 231mila visitatori e oltre 7,8 milioni di utenti raggiunti sui social media – ed è un luogo di promozione letteraria sempre più aperto alle nuove generazioni e con uno sguardo accogliente e inclusivo per le persone con disabilità.