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Autore: Redazione

Suicidio assistito, le ultime parole di Laura Santi

E’ morta Laura Santi, la giornalista 50enne perugina affetta da una gravissima forma progressiva di sclerosi multipla, che le era stata diagnostica 25 anni fa.

E’ morta nella sua abitazione, a Perugia, attraverso il farmaco che, dopo una lunga battaglia legale, sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni, era riuscita a farsi riconoscere dal sistema sanitario pubblico, senza dover essere accompagnata in Svizzera.

Una scelta che ha suscitato tante reazioni. In chi la conosceva e chi ne ha conosciuto la storia e la determinazione in questi anni.

Ci sarà tempo per le riflessioni e le valutazioni che questa scelta, primo caso in Umbria e tra i pochi in Italia, ha comportato e determinerà, sul piano etico, politico, giuridico, amministrativo e procedurale.

Ma ora, riteniamo sia solo il momento del rispetto. Per una scelta dalle implicazioni pubbliche che però, nel momento decisivo, Laura Santi ha voluto vivere comprensibilmente in modo privato.

Questo il testamento che lei ha lasciato.

Quando leggerete queste righe io non ci sarò più, perché avrò deciso di smettere di soffrire.

Nonostante la mia scelta fosse ormai nota a tutti, questo mio gesto finale arriva nel silenzio e darà disappunto e dolore. Molti saranno dispiaciuti, altri soffriranno per non avermi potuto dare un ultimo saluto, un ultimo abbraccio. Vi chiedo di comprendere il perché di questo silenzio. Anche nella certezza della mia decisione si tratta del gesto più totale e definitivo che un essere umano possa compiere, ci vogliono sangue freddo e nervi d’acciaio. Come avrei potuto viverlo serenamente aggiungendo lutto a lutto anticipato, dolore al dolore, resistenze, lacrime reazioni e attaccamento? Vi chiedo anche uno sforzo aggiuntivo di comprensione.

Cercate di immaginare quale strazio di dolore mi ha portato a questo gesto, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Fate lo sforzo di capire che dietro una foto carina sui social, dietro il bel sorriso che potevate vedere giusto un’ora strappato alla routine e ai sintomi in una occasione pubblica, sempre più rara, dietro c’era lo sfondo di una quotidianità dolorosa, spoglia, feroce e in peggioramento continuo. Una sofferenza in crescita giorno dopo giorno. La situazione è stata in evoluzione per anni, poi in tempo reale gli ultimi mesi e settimane. Mio marito Stefano e le mie assistenti l’hanno vista, loro e solo loro e anzi, neppure loro, per forza di cose, potevano essere grado di capire cosa sentissi nel mio corpo, quanto male sentissi, quanta fatica sempre più totalizzante. Non riuscire più a compiere il minimo gesto. Non più godere della vita, non più godere delle relazioni sociali. Che è quello che fa per me una vita dignitosa.

Ho avuto molto tempo per elaborare e maturare questa decisione, ho avuto molto tempo per capire quando era veramente il momento. Avevo quel famoso parapetto, quello di cui avete letto spesso, da cui affacciarmi. Ho avuto molto tempo anche per cambiare idea e rimandare la decisione. Mi sono consentita, in una situazione che ancora reggeva, di assaporare gli ultimi scampoli di vita e di bellezza. Di salutare ogni angolo, ogni luogo, ogni volto, ogni persona ogni situazione ogni cielo ogni colore, ogni minuscola passeggiata fuori. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, si dice. Si dice anche che sia impossibile, nei fatti. Ebbene, io l’ho quasi realizzato. Me ne vado avendo assaporato gli ultimi bocconi di vita in maniera forte e consapevole. Intendetemi: io penso che qualsiasi vita resti degna di essere vissuta anche nelle condizioni più estreme. Ma siamo noi e solo noi a dover scegliere.

Alle persone che resteranno senza un saluto oltre che le mie scuse va un abbraccio fortissimo. È impossibile enumerare tutti i volti che hanno riempito la mia vita. Fate conto che io vi stia salutando e abbracciando. La mia vita è stata piena anche grazie a voi.

La mia famiglia d’origine: papà Renato, mamma Gabriella, mia sorella Elena, mio nipote Matteo; tutti i parenti; Laura, Chiara e le amiche storiche di una vita, tutti gli amici, i colleghi e i conoscenti, i compagni di malattia, i compagni di attivismo, tutti coloro con cui ho condiviso un pezzo di strada. La mia amata Perugia. I miei medici, le mie palliativiste, i miei fisioterapisti, un grazie particolare a Daniela per avermi dato negli anni gli strumenti per combattere. Le mie assistenti, la mia seconda famiglia in quest’ultimo tratto. La politica quella buona, Fabio e Vittoria, i giornalisti amici, come le due Francesca; chi mi ha aiutato; il vescovo Ivan, un amico speciale col quale mi sono intrattenuta in più di una chiacchierata sulla vita e la morte.

Ho potuto vincere la mia battaglia solo grazie agli amici dell’Associazione Luca Coscioni, seguiteli e seguite i diritti e le libertà individuali, mai così messi a dura prova come oggi. Sul fine vita sento uno sproloquio senza fine, l’ingerenza cronica del Vaticano, l’incompetenza della politica. Il disegno di legge che sta portando avanti la maggioranza è un colpo di mano che annullerebbe tutti i diritti. Pretendete invece una buona legge, che rispetti i malati e i loro bisogni. Esercitate il vostro spirito critico, fate pressione, organizzatevi e non restate a guardare, ma attivatevi, perché potrebbe un giorno riguardare anche voi o i vostri cari.

Ricordatemi come una donna che ha amato la vita.

Laura Santi

Ladri nelle case di chi è in vacanza, le raccomandazioni della polizia

Con l’arrivo dell’estate e le partenze per le vacanze, solitamente, soprattutto in città, si registra un aumento dei furti. Per questo motivo la polizia di Stato di Perugia ripropone la campagna informativa finalizzata a sensibilizzare i cittadini alla prevenzione dei furti in abitazione.

Ogni anno, infatti, migliaia di italiani lasciano le proprie abitazioni incustodite per periodi anche prolungati, rendendole potenziali bersagli di furti.

È quindi fondamentale adottare alcuni semplici accorgimenti prima della partenza, come:

· chiudere accuratamente porte e finestre;

· evitare di diffondere sui social network informazioni relative a date e luoghi delle vacanze;

· chiedere a un vicino di fiducia di ritirare la posta o controllare periodicamente l’abitazione;

· valutare l’installazione di allarmi e sistemi di videosorveglianza, accortezza che può contribuire in modo decisivo a scoraggiare eventuali intrusioni.

· se hai oggetti di valore che devi lasciare in casa fotografali: in caso di furto ne faciliterai la ricerca;

· se tornando a casa trovi la porta aperta o chiusa dall’interno, non entrare. Potresti scatenare una reazione istintiva del ladro che si vede scoperto. Non fare azioni avventate e telefona subito all’ 1 1 2 Numero Unico di Emergenza Europeo;

· È meglio non tenere in casa grosse somme di denaro, gioielli o oggetti di valore.

Premio Campiello, a Perugia l’incontro con gli autori

Mercoledì 23 luglio Perugia accoglierà per la prima volta il tour estivo del Premio Campiello, concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. L’incontro con gli autori è aperto a tutta la comunità e si terrà alle ore 18 nell’Auditorium dell’Associazione Industriali in via Palermo, grazie alla collaborazione di Confindustria Umbria e al sostegno di Edison Energia.

L’incontro, moderato dalla giornalista Noemi Campanella, sarà dedicato alla presentazione degli autori finalisti del Premio Campiello 2025: Marco Belpoliti con “Nord Nord” (Giulio Einaudi Editore), Wanda Marasco con “Di spalle a questo mondo” (Neri Pozza), Monica Pareschi con “Inverness” (Polidoro), Alberto Prunetti con “Troncamacchioni” (Giangiacomo Feltrinelli Editore) e Fabio Stassi con “Bebelplatz” (Sellerio Editore).

L’iniziativa sarà aperta dai saluti di Vincenzo Briziarelli, Presidente Confindustria Umbria e dagli interventi introduttivi di Alcide Casini, Presidente Fondazione Perugia, Carlo Stilli, Direttore Generale Confindustria Veneto, Tommaso Bori, Vicepresidente Regione Umbria, Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia e Massimo Quaglini, Chief Executive Officer Edison Energia.
Il tour proseguirà poi venerdì 25 luglio, alle 17:30, ad Asiago (VI) in Piazza Risorgimento e sabato 26 luglio, alle 17:00, a Folgaria (TN).

Aggiornamenti sugli incontri potranno essere seguiti sui canali social del Premio Campiello seguendo l’hashtag #PremioCampiello2025.

Il vincitore della 63^ edizione del Premio Campiello sarà proclamato sabato 13 settembre presso il “Gran Teatro La Fenice” di Venezia, selezionato dalla votazione della Giuria dei Trecento Lettori anonimi.
La sessantatreesima edizione è realizzata grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, Umana, ENI, Pirelli, Edison Energia, Feinar Edo, Enel, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e con la collaborazione di BDO Advisory Service, Grafiche Antiga, Frecciarossa Treno Ufficiale, Printmateria, Salviati, Larin, Community, Rai, CPM Music Institute di Franco Mussida, Teatro Stabile Veneto. Il Premio si avvale del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Veneto, della Venice Gardens Foundation e il sostegno di Unioncamere del Veneto.

Cresce il peso del Cammino di Larth nel turismo orvietano

Il cammino di trekking dell’Intrepido Larth si sta confermando come un’offerta sempre più importante nel sostenere il settore turistico ad Orvieto.

Il bilancio degli arrivi al termine del primo semestre dell’anno consente infatti di delineare i contorni di un fenomeno come quello del turismo lento che continua ad aumentare, contribuendo a diversificare l’offerta, incrementare il numero delle presenze e destagionalizzare i flussi. A fine giugno di quest’anno, le credenziali vendute sono state oltre mille, ovvero quante erano state quelle ritirate nel corso dell’intero 2024. Se la tendenza verrà mantenuta anche nella seconda metà dell’anno come sembra verosimile sulla base delle tante richieste che stanno arrivando agli organizzatori, il 2025 potrebbe chiudere con circa duemila presenze.

Secondo il resoconto dell’Osservatorio turistico della Regione, nel 2024 si sono registrati 128891 arrivi turistici italiani ad Orvieto. I mille arrivi legati al cammino dell’intrepido Larth incidono dunque per una percentuale di poco inferiore all’uno per cento del totale. Un rapporto che a fine 2025 potrebbe dunque diventare di due turisti su cento.

“La tendenza è quella di un costante incremento degli arrivi così come delle presenze anche grazie ad una continua opera di promozione e marketing – dicono i promotori del cammino dell’Intrepido Larth – una parte dei pernottamenti si indirizza ovviamente nei comuni di Bolsena e Bagnoregio, ma è anche vero che sta crescendo il numero di quanti soggiornano ad Orvieto una quarta notte rispetto ai tre giorni che si impiegano normalmente per percorrere i 58 chilometri del tragitto. Una quarta notte in cui si rimane sul territorio prima di iniziare il cammino circolare che parte e si conclude ad Orvieto, oppure dopo averlo completato”.

L’obiettivo adesso è quello di potenziare le presenze su Orvieto e si sta infatti lavorando per fare della città l’epicentro di una serie ulteriore di offerte di turismo lento. “A partire da questa estate, il cammino di Larth passerà infatti da tre giorni a quattro – dicono gli organizzatori Emanuele Rossi, Luca Sbarra e Claudio Lattanzi – proporremo infatti un intero giorno da trascorrere ad Orvieto perché sarà avviata una decisa azione di marketing sulla città dopo aver iniziato a promuovere il territorio. Anche la guida cartacea di Larth sarà ampliata per raggiungere questo obiettivo che è incentrato su una serie di itinerari indirizzati a promuovere il centro storico di Orvieto, in particolare lo splendido quartiere medievale, ma anche i borghi vicini a partire da Rocca Ripesena. Larth è un progetto in costante movimento e i flussi che esso genera devono essere indirizzati a sostegno dell’economia locale secondo una chiara impostazione di fondo perseguita fin dall’inizio. E’ solo il primo passo di una iniziativa più ambiziosa a cui si lavora senza sosta”.

L’Umbria la regione con più densità di spettacoli: il caso Umbria Jazz e il traino all’economia

L’Umbria è la prima regione in Italia per offerta di spettacoli per abitante, secondo il Rapporto SIAE. Cinema, musica, sport e turismo culturale fanno da traino anche all’economia, oltre che aumentare la qualità della vita.

Incremento del 7,9% di eventi in Umbria, valore secondo solo al Veneto. La regione è prima in Italia per numero di ingressi al cinema per abitante. Boom anche per gli spettacoli sportivi in termini di spettatori (+15%) e di partite organizzate (+20%).

Mencaroni: un potente volano di sviluppo di qualità
Giorgio Mencaroni, presidente Camera di Commercio dell’Umbria: “Le attività culturali, creative e sportive rappresentano un potente volano di sviluppo di qualità per l’Umbria: elevano la vita delle persone, attraggono turismo, generano economia. La Camera di Commercio dell’Umbria è impegnata con forza a sostenere questo settore nella duplice transizione digitale ed ecologica attraverso contributi diretti, investendo nella formazione delle imprese e accompagnandole verso nuovi modelli di progettazione, produzione e comunicazione. La cultura è oggi sempre più integrata con l’innovazione: ciò che fino a ieri era analogico oggi è digitale, e la valorizzazione del patrimonio creativo passa anche per la sostenibilità. Il nostro obiettivo è far crescere un ecosistema in grado di produrre ricchezza e benessere. Lo dimostrano i numeri, ma anche la qualità crescente dell’offerta e dei servizi. I dati degli studi Unioncamere-Isnart, realizzati con Mastercard, evidenziano chiaramente anche l’impatto economico di questo settore nella regione”.

L’Umbria prima in Italia per densità di spettacoli
Il cuore verde d’Italia continua a distinguersi. Secondo il Rapporto SIAE 2025, relativo all’anno 2024, l’Umbria è la prima regione italiana per numero di spettacoli ogni 1.000 abitanti, con 79 spettacoli, seguita da Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta (entrambe a 77). Un dato che va ben oltre la media nazionale, ferma a 57, e che consacra la regione come una delle realtà più attive e dinamiche nel panorama culturale italiano. In generale, la macro-area del Centro – dove tutte le regioni si collocano sopra la media – si conferma la più performante in termini di densità dell’offerta. L’Umbria contribuisce a questo risultato con un incremento del 7,9% nell’offerta di eventi rispetto all’anno precedente, secondo solo al Veneto tra le regioni con forte vocazione culturale.

Cinema: primi per biglietti staccati in rapporto alla popolazione
Il settore cinematografico è quello dove l’Umbria ottiene il risultato più clamoroso: prima in Italia per numero di ingressi al cinema per abitante. Oltre 1,3 milioni di presenze nel 2023, pari a circa 1,5 biglietti a testa, un valore che supera quello di tutte le altre regioni, comprese le grandi. La crescita rispetto al 2022 è netta e costante. Questo trend premia la tenuta delle sale umbre, la loro distribuzione sul territorio e le politiche di accessibilità, come gli sconti e le rassegne. A livello nazionale, la media è di 1,25 spettatori per abitante, ma l’Umbria si colloca sopra 1,6, a conferma della propensione degli umbri alla fruizione cinematografica. In Italia il numero complessivo di spettacoli cinematografici è aumentato del 6,4%, mentre gli spettatori sono rimasti stabili (-0,8%).

Concerti, musica e spettacoli: sopra la media nazionale
Anche il settore della musica registra numeri sopra la media. Secondo la SIAE, l’Umbria è tra le regioni con più alta partecipazione pro capite agli spettacoli di musica leggera, grazie alla presenza di eventi di rilievo internazionale e a un circuito diffuso di festival locali. La spesa complessiva del pubblico è in netta crescita, segnale di una domanda stabile e disposta a pagare per qualità. Rispetto all’anno precedente, l’Umbria ha visto un incremento del 13% dell’offerta di concerti, il secondo più alto d’Italia dopo il Lazio (+18%).

Nel teatro e nella musica classica si osserva un rinnovato interesse, sostenuto da cartelloni di valore. Il pubblico umbro non solo partecipa, ma investe nella fruizione culturale. Questo si riflette anche nella spesa media per abitante in spettacoli dal vivo, che colloca l’Umbria tra le prime cinque regioni italiane.

L’Umbria, inoltre, è l’unica regione in Italia dove il jazz supera la musica pop, rock e leggera per partecipazione media. Questo grazie non solo all’iconico Umbria Jazz, ma anche a un sistema diffuso di rassegne. Nel 2024, il 22% dei concerti in Umbria è stato di jazz, e la regione ha registrato il 37% di tutti gli spettatori italiani del settore, con una media record di 470 partecipanti per evento (625 a luglio).

Sport: crescono pubblico e numero di partite
Non solo cultura in senso stretto. Anche lo sport come spettacolo rappresenta un ambito in forte espansione. Il numero di presenze agli eventi sportivi è aumentato del 15% rispetto al 2022, con una distribuzione che coinvolge anche i comuni più piccoli. L’Umbria è tra le prime dieci regioni italiane per partecipazione sportiva pro capite, con picchi registrati nel calcio e nella pallavolo, ma anche in discipline di nicchia sempre più seguite. Da segnalare il boom di partite organizzate: +20% rispetto al 2023, con 915 eventi calcistici ufficiali.

La spesa culturale dei turisti: seconda solo al Lazio
Un altro indicatore chiave arriva dal Rapporto Symbola: in Umbria, la quota di spesa turistica destinata alla cultura è la più alta d’Italia dopo il Lazio, con un’incidenza che va dal 75% all’80%. Si tratta di un dato che conferma l’attrattività del patrimonio immateriale, degli eventi e dei percorsi esperienziali. Il turista che sceglie l’Umbria, lo fa non solo per i paesaggi e l’enogastronomia, ma per un’offerta culturale percepita come autentica e coinvolgente.

Umbria Jazz (attualmente in corso) come caso emblematico
In questo scenario, Umbria Jazz rappresenta un tassello esemplare. L’edizione 2023, secondo l’analisi dell’Isnart e Unioncamere, realizzata in collaborazione con Mastercard e diffusa qualche mese fa dalla Camera di Commercio dell’Umbria, ha portato un +31% di spesa nel territorio perugino rispetto all’anno precedente. Gli scontrini medi rilevati con carte e POS parlano chiaro: 101 euro per turista straniero, 76 per gli italiani, con i visitatori americani in testa per capacità di spesa.

L’impatto si è allargato a tutto il tessuto urbano: +29% per la ristorazione, +36% per l’abbigliamento, +44% per bar e locali notturni. A riprova di quanto un grande evento possa generare ricadute trasversali sul commercio, l’accoglienza e la vivibilità.

Secondo il Rapporto SIAE, solo nel mese di luglio l’Umbria ha concentrato il 16% di tutti i concerti jazz italiani e il 38% del pubblico nazionale di questo genere musicale. Un exploit che ha fatto registrare un +216% di partecipazione rispetto al 2023.

Inoltre, la regione è anche al secondo posto in Italia per densità di eventi nei parchi divertimento e nelle attrazioni viaggianti, in rapporto alla popolazione (0,7 ogni 1.000 abitanti), superata solo da Emilia-Romagna e Piemonte.

Treni e bus, dal 26 luglio Gubbio più vicina al resto dell’Umbria

Gubbio più collegata con il resto dell’Umbria dai mezzi pubblici, con il nuovo servizio integrato treno e bus “Gubbio Link”.

Il progetto punta a rendere Gubbio ancora più accessibile in vista dei grandi eventi religiosi e culturali del 2025 e 2026, con un servizio pensato per i pellegrini, i turisti e i cittadini.

Dal 26 luglio sarà infatti attivato il Gubbio Link e saranno potenziati anche i collegamenti da Città di Castello, Umbertide e Assisi: con oltre 60 corse, questi interventi sono un passo importante verso una mobilità più sostenibile, diffusa e accogliente, capace di valorizzare il nostro patrimonio culturale e spirituale”. Il primo cittadino ha poi rivolto un invito ai tour operator presenti, affinché scelgano di investire su Gubbio valorizzandone la storia, le tradizioni e il ricco calendario di eventi.

I nuovi collegamenti

Il nuovo servizio presentato questa mattina prevede:

· 60 corse Gubbio Link, di cui 34 nei feriali e 26 nei festivi

· Incremento delle corse tra Perugia e Gubbio (Linea E001): 20 corse feriali (12 Gubbio Link), 16 nei festivi (8 dirette)

· Potenziamento della linea Fossato di Vico–Gubbio (Linea E052): 22 corse feriali e 12 festive

· Nuove tratte da Città di Castello e Umbertide: 4 coppie di corse giornaliere

· Collegamento Assisi – Gubbio: 2 coppie di corse quotidiane

I biglietti per la tratta bus che integra il treno avranno un costo di 5,50 euro da Perugia e 3,60 euro da Fossato di Vico e saranno acquistabili direttamente dal sito web di Trenitalia.

Il nuovo servizio è stato presentato da Vittorio Fiorucci, sindaco di Gubbio, Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Flavio Nogara, presidente Busitalia (Gruppo FS), Serafino Lo Piano, amministratore delegato e direttore generale di Busitalia (Gruppo FS), Amelia Italiano, direttore regionale Umbria di Trenitalia (Gruppo FS) e Francesco Gagliardi, vicesindaco di Gubbio con delega alla Mobilità.

Confindustria Umbria, all’unanimità designato Giammarco Urbani per la presidenza

Giammarco Urbani, dell’azienda Urbani Tartufi e attuale vice presidente di Confindustria Umbria, è stato designato all’unanimità dal Consiglio Generale alla presidenza dell’associazione. Urbani succederà a Vincenzo Briziarelli, giunto al termine del suo mandato.

Il voto è arrivato al termine della consultazione della base associativa condotta dalla Commissione di designazione composta da tre membri sorteggiati tra i past president: Antonio Campanile (Saci), Carlo Colaiacovo (Colacem) e Antonio Alunni (Fucine Umbre).

Durante la riunione del Consiglio generale, i componenti della Commissione hanno evidenziato come il nome di Giammarco Urbani abbia raccolto una convergenza ampia e convinta da parte degli associati, espressione di una unità piena e di un forte sostegno condiviso.

Giammarco Urbani, il re del tartufo

Giammarco Urbani, classe 1975, è amministratore delegato della Urbani Tartufi Srl, Ceo della Urbani Truffles Usa Corp. e presidente della Tartufi Morra Srl di Alba (CN).

Fondata a Scheggino nel 1852, oggi alla sesta generazione, la Urbani Tartufi è leader mondiale nella lavorazione e distribuzione di tartufi e prodotti derivati, con una presenza capillare in Italia e all’estero.

Il percorso associativo di Giammarco Urbani in Confindustria Umbria è cominciato nel 2014 con la presidenza della Sezione Agroalimentare. Nel 2018 entra far parte del Consiglio di Presidenza del Cluster Agrifood Nazionale. Dal 2016 al 2020 ha ricoperto la carica di Presidente della Sezione territoriale di Terni, prima di essere eletto, nel 2021, Vice presidente di Confindustria Umbria durante la presidenza di Briziarelli.

I prossimi passaggi

Nella prossima riunione, in programma a settembre, il presidente designato presenterà e sottoporrà al voto del Consiglio generale il candidato alla vice presidenza e il programma di mandato per il biennio 2025-2027.

Infine, presidente, vice presidente e programma saranno portati all’approvazione dell’Assemblea annuale dei soci di Confindustria Umbria, convocata in due momenti: il 28 ottobre per la parte privata e l’11 novembre per quella pubblica.

Ecco perché la casa in Umbria è ancora un desiderio: le zone più richieste

Prezzi ancora bassi, borghi autentici e mutui più leggeri: così la casa in Umbria si riscopre desiderabile.

Mentre altrove i prezzi volano, qui il mattone tiene i piedi per terra: il valore medio di un’abitazione è di 105.200 euro, il più basso del Centro Italia. A confermarlo sono i dati ufficiali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che fotografano un 2024 di stabilità, con segnali di risveglio nelle compravendite (+0,3%) e un lieve rafforzamento dei valori nei capoluoghi.
Secondo Mauro Cavadenti Gasperetti, agente immobiliare accreditato alla Borsa Immobiliare dell’Umbria, “oggi acquistare casa in Umbria è un’opportunità concreta: i prezzi sono contenuti, la qualità abitativa alta e il territorio offre alternative per ogni esigenza, dalla città al borgo”.

Dove comprare conviene
La regione resta saldamente sotto la media dei prezzi delle aree limitrofe: nelle Marche servono 143.400 euro, in Toscana quasi il doppio (197.700 euro) e nel Lazio si arriva a 199.500 euro. In Umbria, invece, si può trovare una casa a meno della metà.
“Siamo in una fase di stabilità virtuosa – spiega Cavadenti – che rende il mercato umbro un’oasi per famiglie e investitori in cerca di valore reale e tranquillità”.
Nel 2024 le compravendite totali sono state 10.024, con un fatturato complessivo di 1 miliardo e 54 milioni di euro. Terni cresce dell’1,6% grazie anche alla vicinanza con il Lazio, mentre Perugia resta stabile (-0,1%) ma continua a rappresentare oltre il 73% dell’intero mercato regionale.

Un mercato che resiste e si evolve
Dopo il brusco calo del 2023 (-12,4%), i numeri del 2024 certificano una ripresa leggera ma significativa. “È la conferma della resilienza del nostro mercato e del lavoro prezioso degli oltre 600 agenti immobiliari umbri, che sono il vero motore delle transazioni – sottolinea Cavadenti – grazie anche a nuove tecnologie e metodologie”.
Nel dettaglio urbano, Terni città segna un +1,3%, mentre Perugia arretra dello 0,9%. Le aree più vivaci in termini di domanda e valore sono il Perugino (Perugia, Corciano, Torgiano), Foligno, Todi, Castiglione del Lago, l’Orvietano e la Valnerina ternana.

Mutui più favorevoli, ma meno usati
Solo il 37,7% delle compravendite umbre è stato sostenuto da mutuo, contro il 41,7% della media nazionale. Ma chi ha scelto il finanziamento ha trovato condizioni migliori:
– Importo medio erogato: 104.700 euro (+3.300 sul 2023)
– Rata mensile media: 531 euro (-3,1%)
– Durata media del mutuo: 24,9 anni
“I tassi sono tornati su livelli gestibili – osserva Cavadenti – e per chi ha una buona posizione reddituale è il momento giusto per comprare. Oggi chi cerca casa guarda con attenzione non solo al prezzo, ma anche alla qualità del mutuo e alla stabilità dell’investimento”.

Le dimensioni che piacciono
Il formato più amato resta quello medio (tra 85 e 115 mq), scelto nel 53% delle transazioni. Ma i gusti cambiano:
– A Perugia si prediligono i tagli medio-piccoli (50-85 mq)
– A Terni va forte la metratura media, con un’impennata delle vendite di:
 • abitazioni fino a 50 mq (+27,4%)
 • case oltre 145 mq (+5,8%)
Un segnale di polarizzazione della domanda, che riflette nuove esigenze abitative: da una parte giovani single o coppie alla prima casa, dall’altra famiglie numerose o professionisti in cerca di spazi ampi per lo smart working.

Quotazioni: stabile ma non immobile
I valori nei capoluoghi hanno registrato nel 2024 una crescita complessiva dello 0,7%, con Terni in forte recupero (+3,2%) e Perugia in lieve calo (-0,6%). Il comune più caro resta quello di Perugia con 1.078 euro al metro quadro, contro gli 831 della media provinciale.
“C’è una rinnovata attenzione verso la qualità degli immobili, l’efficienza energetica e la vivibilità urbana – sottolinea Cavadenti – e questo incide sulla tenuta dei prezzi, soprattutto nei centri ben collegati e con servizi”.

Le aree più vive
Dal punto di vista immobiliare, le aree più “vive” dell’Umbria risultano essere Perugia (e i comuni limitrofi), Foligno, Castiglione del Lago, Todi, l’Orvietano e la Valnerina ternana.

Il ruolo degli agenti
La tenuta del mercato umbro è anche merito della rete di oltre 600 agenti immobiliari attivi sul territorio, che hanno saputo evolvere la propria professione con strumenti digitali e competenze qualificate.
“Oggi chi compra o vende casa ha bisogno di essere accompagnato – afferma Cavadenti – non solo nella trattativa, ma nella comprensione delle normative, delle opportunità fiscali, dell’efficienza energetica. Il mediatore immobiliare è diventato una figura centrale, in grado di offrire serenità e visione”.
Una professionalità che si è affermata come riferimento per famiglie, investitori e nuove generazioni di acquirenti.

Uno sguardo al futuro
L’Umbria si conferma un territorio attrattivo, non solo per i residenti ma anche per chi vuole investire in una seconda casa, magari in un borgo storico o in un’area a vocazione turistica. L’attività edilizia è in ripresa, grazie alla ricostruzione post-sisma e agli investimenti del PNRR.
“Non parliamo di un mercato fermo, ma di un mercato maturo – conclude Cavadenti – capace di offrire stabilità in un periodo di grande incertezza. E questo, oggi, è forse il valore più prezioso”.

Caldo al lavoro, l’Umbria adotta le linee di indirizzo nazionali

Adottate dalla Giunta regionale le linee di indirizzo per la prevenzione e gestione del rischio dei lavoratori esposti a calore e radiazione solare approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome il 19 giugno 2025.     

Le nuove linee di indirizzo sono una sintesi dei vari documenti emanati dalle Regioni e Province Autonome e sostituiscono le “Indicazioni per la prevenzione e protezione dei rischi correlati alle condizioni climatiche di caldo estremo negli ambienti di lavoro” adottate con DGR n. 770/2024.

Il 13 giugno scorso la presidente della Regione Stefania Proietti aveva già emanato un’ordinanza che vieta il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole durante le ore più calde della giornata.  

Il documento fornisce indicazioni pratiche per riconoscere i sintomi delle malattie da calore, come crampi, squilibri e colpo di calore, e indica come intervenire tempestivamente. Stabilisce l’obbligo per i datori di lavoro di valutare il rischio da calore e radiazione solare, anche mediante l’uso di indici come il WBGT (Welt Bulb Globe Temperature) e strumenti previsionali come il portale Worklimate. Prevede misure organizzative come la modifica degli orari di lavoro, pause in zone confortevoli, fornitura di acqua fresca e sorveglianza sanitaria per i lavoratori più vulnerabili. Include anche indicazioni specifiche per agricoltura, edilizia e logistica e prevede che, in caso di appalto, i documenti di sicurezza aziendali siano aggiornati per includere le misure contro i rischi legati al caldo e al sole. 

“La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresentano un diritto irrinunciabile e una responsabilità collettiva – dichiara la presidente Proietti -. In un contesto in cui il cambiamento climatico impone nuove sfide, abbiamo il dovere di garantire che nessuno sia esposto a rischi evitabili. Per questo, con senso di responsabilità e visione, la Giunta regionale ha adottato le nuove Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare, recependo il documento condiviso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome lo scorso 19 giugno”.

Le linee di indirizzo approvate sono scaricabili al seguente link: https://www.regioni.it/download/news/661622/

Sciopero nazionale lavoratori Lidl, presidio al supermercato di Castiglione

Non solo i timori per il futuro dei lavoratori di Unicoop Etruria agitano il mondo della grande distribuzione organizzata.

Venerdì 18 luglio giornata di sciopero nazionale dei lavoratori di Lidl Italia. Filcams Cgil Perugia ha indetto per lo stesso giorno, a partire dalle 9 e fino alle 10.30, un presidio davanti al punto vendita Lidl di Castiglione del Lago.

La mobilitazione – spiega il sindacato – vuole denunciare l’insufficienza della proposta aziendale sul rinnovo del Contratto integrativo aziendale e rivendicare salari più equi, migliori condizioni di lavoro e maggiore stabilità contrattuale.

La giornata di sciopero di venerdì 18 luglio ribadisce “la necessità di trovare una soluzione adeguata al negoziato per il contratto integrativo aziendale di Lidl Italia, ormai in corso da più di due anni, al fine di migliorare le proposte dell’impresa, ad oggi non soddisfacenti”. Lo sciopero nazionale interesserà tutti i lavoratori della filiera Lidl (magazzini, rete di vendita e uffici) e si svolgerà sull’intera giornata lavorativa. Permangono, nell’ambito dello stato di agitazione, anche il blocco dei supplementari e degli straordinari.