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Autore: Redazione

Timori per Castiglione e presidio Filcams, la Regione convocherà Unicoop Etruria

Hanno manifestato davanti a Palazzo Cesaroni, durante lo svolgimento del Consiglio regionale, i rappresentanti di Filcams Perugia, insieme ad alcuni lavoratori, di fronte ai timori per il futuro dei dipendenti delle sedi di Castiglione del Lago di Unicoop Etruria, nata dalla fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno. Sino all’incontro con a presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti e i consiglieri regionali che hanno poi partecipato ai lavori dell’Assemblea legislativa.

Un incontro che ha portato ad un primo risultato, nella direzione richiesta dal sindacato: “La Regione Umbria ha preso un impegno importante: convocherà in tempi brevissimi Unicoop Etruria e chiederà all’azienda il piano industriale. Bisognerà, poi, cercare di capire se ci saranno e quali saranno le ricadute occupazionali, sia per quanto riguarda la sede del centro direzionale e il magazzino di Castiglione del Lago, che i punti della rete vendita” ha annunciato da Massimilano Cofani, segretario generale della Filcams Cgil Perugia.

“Abbiamo chiesto – ha proseguito Cofani – di fermare l’esternalizzazione del magazzino e di conoscere il piano di investimento che lo riguarda, se è vero che diventerà un polo strategico per Unicoop Etruria. Abbiamo anche espresso un forte timore sul futuro di alcuni punti della rete vendita. Non sappiamo cosa succederà alla sede di Castiglione del Lago, ma siamo stati chiari anche adesso con la presidente della Regione Umbria: c’è necessità di un centro direzionale, di un presidio a Castiglione del Lago perché altrimenti le 180 persone oggi occupate non potranno essere ricollocate. La seconda questione che abbiamo sollevato è lo stop immediato all’esternalizzazione del magazzino e la terza una maggiore attenzione alla rete vendita perché il timore è che ci siano dei punti vendita che non sono sostenibili in questo momento”.

“Di conseguenza – ha concluso Cofani –, bene l’impegno che si è presa la Regione Umbria, noi vigileremo che gli impegni vengano portati avanti”.

“È un momento importante questo – ha aggiunto Stefano Taini della Rsu della sede di Castiglione del Lago di Unicoop Etruria – che vede la quarta forza economica della regione perdere di fatto la testa in Umbria e andare in un’altra regione, la Toscana, senza alcuna minima garanzia per i lavoratori di questo territorio. Se venissero dichiarati degli esuberi nella sede di Castiglione del Lago, nel comprensorio del Trasimeno si creerebbe un deserto incredibile e non possiamo permetterlo”.

Lingua Blu, la politica umbra cerca di fronteggiare l’epidemia

La politica umbra prova a fronteggiare l’emergenza Blue tongue (Lingua Blu), che sta colpendo allevamenti in varie zone dell’Umbria.

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Simona Meloni, ha approvato la delibera che attiva gli strumenti per riconoscere indennizzi agli allevatori umbri colpiti dall’epidemia, in particolare di ovini, bovini e altri ruminanti.
     L’intervento si basa sulla legge regionale 12/2015 e prevede, nei limiti delle risorse disponibili, l’erogazione di ristori per la mortalità dei capi infetti (fino al 90% del valore di mercato, calcolato su base ISMEA) e per le spese sostenute per lo smaltimento delle carcasse: 250 euro a capo per i bovini; 70 euro a capo per ovicaprini. Gli indennizzi potranno essere erogati a fronte della segnalazione e del riconoscimento ufficiale dei casi di morbilità e mortalità da parte dei servizi veterinari territoriali e del portale SIMAN.   
     “Questa delibera – ha spiegato l’assessore Simona Meloni – è frutto di un lavoro rapido, concreto e condiviso tra gli uffici regionali, i servizi veterinari delle USL Umbria 1 e 2 e le rappresentanze di categoria. Non possiamo lasciare sole le aziende zootecniche umbre di fronte a un’emergenza sanitaria che incide pesantemente sulla loro attività e sul benessere animale. Gli indennizzi rappresentano una prima risposta concreta, alla quale affiancheremo azioni strutturali di prevenzione e contenimento della malattia”.
     Per finanziare il pacchetto di misure sarà utilizzato il Fondo unico regionale per l’agricoltura, già istituito con deliberazione consiliare n. 398/2024 e rimodulato per l’occasione in virtù della sua flessibilità. La gestione tecnica e finanziaria sarà affidata a Gepafin Spa. Oltre al supporto economico, la Regione ha promosso fin da subito: la vaccinazione volontaria dei capi ovini; la valutazione di estensione della vaccinazione ai bovini; l’adozione di misure di contenimento, come l’uso di insetticidi, il confinamento notturno degli animali in ricoveri protetti e la rimozione dei ristagni d’acqua per limitare la diffusione dei vettori.
     “La tutela della salute animale e la salvaguardia delle nostre imprese zootecniche – conclude Meloni – sono una priorità politica e amministrativa. Abbiamo attivato gli strumenti normativi e finanziari disponibili per intervenire subito, dimostrando che la Regione Umbria è presente, operativa e accanto a chi ogni giorno presidia le nostre aree rurali”.
     L’Assessorato continuerà a monitorare l’evoluzione epidemiologica sul territorio e a confrontarsi con le strutture competenti per valutare ulteriori azioni a tutela del comparto.

Intanto il Consiglio regionale, su proposta della prima firmataria Eleonora Pace, ha deciso di rinviare in
Terza commissione per ulteriori approfondimenti, la mozione sulla ‘emergenza febbre catarrale degli ovini in Umbria’ presentata e sottoscritta da tutti i consiglieri dei Gruppi della minoranza.

Pace ha ricordato che i presidenti hanno già accordato la richiesta di un’azione congiunta tra le Commissione Seconda e Terza affinché i consiglieri regionali possano occuparsi “in maniera trasversale di questo tema al centro del dibattito ormai da diverse settimane e che sta preoccupando molti allevatori
umbri”.

Incentivi all’occupazione domande dal 25 agosto: chi può presentarla

Cinque milioni di euro per migliorare l’accesso all’occupazione. A partire dal 25 agosto e fino al 31 dicembre le imprese potranno presentare domanda sulla base della delibera approvata dalla Giunta regionale dell’Umbria su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti.

“Con questa misura – ha dichiarato l’assessore Francesco De Rebotti – mettiamo a disposizione strumenti concreti per rafforzare l’occupazione stabile in Umbria, dando priorità a coloro che si trovano in condizione di svantaggio rispetto all’interazione con il mercato del lavoro. Il provvedimento assunto va sicuramente nel senso del sostegno alle imprese, ed è pensato per garantire maggiore equità ed opportunità di inserimento attraverso politiche attive efficaci e integrate. Il tutto interagendo con i territori e con i soggetti che operano quotidianamente per l’inclusione e la crescita sociale ed economica della nostra regione, dimensione, questa della concertazione, per noi imprescindibile”.

L’obiettivo dell’intervento è sostenere la creazione di nuova occupazione stabile attraverso l’incentivazione dell’assunzione da parte delle imprese umbre, in particolare per lavoratori e lavoratrici disoccupati, inoccupati, in condizione di fragilità o esclusione dal mercato del lavoro. La misura rientra nell’azione “Accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattivi”, che vede cofinanziamenti sia dal Fondo sociale europeo plus (FSE+) sia dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC).

Chi può fare domanda

Complessivamente le risorse destinate all’avviso pubblico ammontano a 5 milioni di euro, di cui 1 milione a valere sul PR Umbria FSE+ 2021–2027. Gli incentivi saranno concessi alle imprese che, tra il 1° agosto 2025 e il 31 dicembre 2025, effettueranno assunzioni a tempo indeterminato o che tra il 1° agosto e il 30 settembre effettueranno stabilizzazioni di rapporti di lavoro a termine, con particolare attenzione ai soggetti iscritti al programma GOL, alle persone con disabilità iscritte alle liste della legge 68/1999 e ai giovani laureati con meno di 35 anni.

Lavoratori disabili

Grande attenzione è stata dedicata alla piena partecipazione delle persone con disabilità: il 15% delle risorse FSE+ è infatti destinato a incentivi per le imprese che assumano lavoratori iscritti alle liste della legge 68/1999, così come il 15% delle risorse destinate alla stabilizzazione è riservato all’inserimento lavorativo a tempo indeterminato delle persone con disabilità. In particolare, per ogni assunzione a tempo indeterminato o la stabilizzazione di un soggetto appartenente a questa categoria, è previsto un contributo fino a 15.000 euro per ciascun lavoratore assunto oltre la quota di obbligo. Lo stesso ammontare è previsto per l’assunzione o la stabilizzazione a tempo indeterminato di giovani laureati per attività per il cui svolgimento è necessario il possesso di una laurea. “Una attenzione necessaria per dare un futuro stabile e trattenere i giovani laureati nella nostra regione” ha aggiunto l’assessore De Rebotti.

Disagi treni, dall’Umbria appello per l’Italia Mediana

L’Umbria lancia un appello per i servizi ferroviari nell’Italia Mediana. “Le problematiche che affrontano i passeggeri e i pendolari della nostra Regione sulla Orvieto-Orte-Roma e sulla Falconara-Roma – ha spiegato l’assessore Francesco De Rebotti – interessano allo stesso modo le regioni Umbria, Toscana, Lazio e Marche, i cui cittadini utilizzano le medesime linee ferroviarie. Per questo motivo ho comunicato che non parteciperò più a tavoli di confronto con Trenitalia e Rfi che non prevedano la presenza dei rappresentanti istituzionali delle altre regioni e, soprattutto, auspico la presenza dei vertici del ministero dei Trasporti che è il decisore politico”.

“L’Umbria – ha aggiunto la presidente Stefania Proietti – rappresenta il cuore di questa Italia Mediana che inizierà a battersi in modo determinato per difendere il suo diritto alla mobilità ferroviaria. Tenendo anche conto che possiamo vantare il credito rappresentato dal fatto che in tutte le classifiche nazionali ed europee siamo considerati fanalino di coda nel settore dei trasporti ferroviari e che vogliamo rompere questo isolamento. Specialmente nel corso di quest’anno, per il quale siamo stati riconosciuti dal Commissario straordinario per gli eventi giubilari del 2025 seconda maggiore destinazione dopo Roma, è inconcepibile rischiare di rimanere quasi tagliati fuori da lavori programmati sulle linee che durano da tempo e che per oltre un mese, tra agosto e settembre, creeranno disagi ancora più gravi di quelli attuali”.

“Ci troviamo a gestire – ha spiegato ancora l’assessore De Rebotti – una situazione complessa su due fronti: da un lato, le emergenze operative che prevedono i lavori in corso sulle linee Orte-Roma e Falconara-Roma stanno creando gravi disagi ai cittadini, a tutti i cittadini dell’Italia Mediana; dall’altro, e con ancora maggiore determinazione, stiamo conducendo un’azione politica e istituzionale per contrastare una minaccia strategica che rischia di compromettere in modo permanente il diritto alla mobilità degli umbri e l’efficienza dei collegamenti con il resto del Paese”.

“La delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti numero 178 del 2024, infatti, attualmente prevede di fatto di eliminare la possibilità per i nostri treni regionali di utilizzare la linea Direttissima Firenze-Roma, se entrasse in vigore con il nuovo orario ferroviario di dicembre 2025 l’impossibilità di percorrerla per i treni che viaggiano al di sotto dei 200km orari. Verrebbe imposto un vincolo di velocità inaccessibile per i servizi di pubblica utilità come i nostri treni pendolari. Al danno di non poter più disporre della Direttissima si aggiungerebbe lo spreco di ingenti investimenti pubblici, pari a circa 175 milioni di euro, di cui 50 cofinanziati dalla nostra regione, per l’acquisto di 12 nuovi treni moderni, specificamente attrezzati per viaggiare a 200 km/h sulla Direttissima, e che rischierebbero di entrare in esercizio senza più avere la possibilità di percorrerla, una volta modificata la programmazione”.

Nel concludere la conferenza stampa, l’assessore De Rebotti ha voluto delineare le proposte che porterà al tavolo previsto per domani e al quale parteciperanno i rappresentanti delle altre Regioni, anche se ad oggi non è ancora prevista la partecipazione del ministero, pur ampiamente sollecitata. “Le proposte che intendo avanzare – ha detto – riguardano: la sospensione immediata di ogni prescrizione di limitazione di accesso alla linea direttissima, la gestione dell’emergenza estiva che si è andata delineando con una tutela efficace del diritto dei pendolari alla mobilità, misure di sostegno economico e di compensazione per gli utenti e il ripristino dei servizi di collegamento esistenti”.

Le proposte dell’Umbria

Queste in sintesi le proposte articolate dall’assessore De Rebotti

Azione strategica contro la Delibera ART 178 e le sue anticipazioni

Gestione dell’emergenza estiva a tutela dei pendolari: rivedere la programmazione dei servizi per il mese di agosto, con l’obiettivo di salvaguardare i treni nelle fasce orarie più critiche per i pendolari, garantendo l’instradamento sulla linea veloce dei treni del primo mattino verso Roma e di quelli per il rientro serale, come il treno Intercity 598 serale da Roma, anche a costo di riprogrammare o sopprimere alcune corse in orari a bassa frequentazione. Priorità assoluta a chi si sposta per lavoro e per studio.

Misure di sostegno economico e compensazione per gli utenti: volontà di attivare, con fondi del bilancio regionale, importanti agevolazioni tariffarie e una scontistica significativa sull’acquisto degli abbonamenti per gli utenti interessati. Allo stesso tempo viene sollecitata Trenitalia a valutare forme di compensazione diretta per gli abbonati, come previsto dalla normativa in caso di disservizi prolungati, e la possibilità di utilizzo del medesimo titolo di viaggio per utilizzare treni diversi in caso di disservizi e ritardi.

Difesa e ripristino dei servizi di collegamento esistenti: si chiede che l’agevolazione regionale “Carta Tutto Treno Umbria” venga resa valida anche per il nuovo servizio Frecciargento Ancona-Roma, per non vanificare un’opportunità importante per i cittadini umbri.

Infrastrutture, turismo, export: confronto in Camera di commercio tra Proietti e Mencaroni

Prima del convegno su “Turismo, cultura, sport e inclusione per lo sviluppo del territorio”, nella Sala Giunta della Camera di Commercio dell’Umbria, a Perugia, si è tenuto l’incontro ufficiale tra la governatrice della Regione, Stefania Proietti, e il presidente dell’Ente camerale, Giorgio Mencaroni. Un incontro al quale hanno partecipato i rispettivi staff tecnici, tra cui il capo di gabinetto Nicodemo Oliverio, il segretario generale della Camera, Federico Sisti, e i vice segretari generali Mario Pera e Giuliana Piandoro.

Il dialogo ha permesso di toccare tutti i principali dossier strategici, con un’ottica concreta e costruttiva. Dallo sviluppo dell’aeroporto San Francesco d’Assisi alla questione Alta Velocità, dalla valorizzazione delle filiere produttive umbre alla promozione del marchio “Umbria Cuore Verde d’Italia”, fino all’attrazione di investimenti e alla spinta all’export: la condivisione degli obiettivi si è tradotta in un’agenda operativa.

Al centro del confronto anche il tema dell’innovazione, declinata come leva per la competitività territoriale e come attrattore per nuove imprese. La Camera di Commercio continuerà a essere soggetto attivo nella digitalizzazione delle PMI umbre, grazie all’attività del PID e al rafforzamento del legame con i Digipass regionali.

Uno dei pilastri della collaborazione è rappresentato dal settore turistico. È in fase di aggiornamento il protocollo triennale che ha portato alla creazione dell’Organismo di Gestione della Destinazione (OGD) e alla definizione congiunta della nuova legge regionale sul turismo. La Regione ha riconosciuto alla Camera il ruolo di Organismo Intermedio per l’attuazione di bandi, come quello da 720.000 euro per la promozione della destinazione Umbria, gestito secondo un modello innovativo e condiviso.

Spazio importante anche al tema giovani: mismatch tra domanda e offerta di lavoro, formazione, orientamento e rientro dei talenti dall’estero. L’obiettivo è costruire una rete solida tra scuola, università, mondo del lavoro e istituzioni, potenziando strumenti come tirocini, assegni di ricerca, borse di studio e incentivi alle assunzioni. È in fase di elaborazione un tavolo congiunto per definire nuove linee di intervento, con particolare attenzione alle competenze digitali e green.

Il rilancio dell’attrattività territoriale passa anche per un piano comune sull’attrazione di capitali. Il modello “Invest in Umbria”, sostenuto da Regione e Camera, mira a integrare servizi, promozione e supporto alle imprese. Tra le azioni condivise: roadshow, sportelli unici, voucher digitali, semplificazioni amministrative.

Rilevante anche il confronto sulla possibilità di istituire una Zona Logistica Semplificata (ZLS) interregionale Umbria–Marche, sfruttando le nuove opportunità normative. Sul versante infrastrutturale, è stato confermato l’impegno per la valorizzazione dell’aeroporto regionale, la rete ferroviaria e le opere strategiche come il Quadrilatero, con la CCIAA che ha già contribuito con oltre 12 milioni di euro al loro sviluppo.

Più che un semplice scambio istituzionale, l’incontro ha rappresentato un momento di allineamento operativo, con l’intenzione chiara di consolidare un metodo permanente di dialogo.

“Fare squadra significa ascoltare, progettare e decidere insieme, e questo incontro dimostra che in Umbria si può fare. Abbiamo una visione condivisa e la volontà di renderla realtà” ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

“Collaborare tra istituzioni significa moltiplicare le risposte ai bisogni del territorio. Il clima che si è respirato oggi è quello giusto per costruire cose concrete, in tempi rapidi” le parole presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni.

Più fondi per l’Avviso Rinnova, Confesercenti: attenzione alle imprese di qualità

Confesercenti Umbria accoglie con soddisfazione la decisione della Giunta regionale, di aumentare con 655.916,03 euro la dotazione per l’“Avviso Rinnova”, misura strategica finalizzata alla riqualificazione delle imprese commerciali umbre. Consentendo in questo modo di sostenere ulteriori 37 progetti che, pur essendo risultati ammissibili, non avevano potuto essere finanziati a causa della limitatezza dei fondi disponibili.

Per il presidente di Confesercenti Umbria, questo importante provvedimento, proposto dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, rappresenta un segnale concreto di attenzione e sostegno al tessuto produttivo regionale, in particolare nei territori montani e nelle aree interne: “Dimostra l’attenzione della Regione alle nostre richieste di valorizzare le imprese di qualità, favorendo la riqualificazione strutturale, l’ammodernamento tecnologico e il miglioramento dell’offerta commerciale dei piccoli esercizi in una contingenza particolarmente difficile per il commercio di prossimità”.

Aggiunge Granocchia: “Siamo stati critici in altri passaggi, ma non possiamo oggi non essere soddisfatti e quindi esprimere la nostra approvazione quando le scelte vanno nella giusta direzione”.

Confesercenti Umbria assicura che continuerà a collaborare con le istituzioni per promuovere interventi che rafforzino il ruolo del commercio di prossimità come presidio economico e sociale fondamentale per le comunità umbre.

C’è Umbria Jazz, Filt e Cisal rinviano al 26 luglio lo sciopero del trasporto locale

Le organizzazioni sindacali Filt Cgil e Faisa Cisal, hanno rinviato lo sciopero di 4 ore del Trasporto pubblico locale regionale inizialmente programmato per venerdì 18 luglio. Filt Cgil e Faisa Cisal hanno spostato lo sciopero a sabato 26 luglio, con le medesime modalità, 4 ore dalle 20 alle 24.

Una decisione maturata “per senso di responsabilità”, hanno spiegato i segretari generali dei due sindacati, Ciro Zeno e Cristian Di Girolamo, all’uscita dall’incontro con il prefetto di Perugia, che si è svolto in Prefettura, alla presenza, online, di rappresentanti della società che gestisce il Tpl umbro. Incontro convocato in merito ai disagi che tale sciopero avrebbe potuto causare vista la concomitanza con lo svolgimento della manifestazione Umbria Jazz a Perugia.

“Siamo semplicemente stati attraversati da un grande senso di responsabilità e abbiamo scelto di rinviare lo sciopero al giorno sabato 26 luglio, nella stessa fascia oraria 20-24 – hanno fatto sapere Zeno e Di Girolamo –. Abbiamo compreso le esigenze della città, anche rispetto alla sicurezza di cui ha bisogno Perugia in queste giornate di festa. Nella stessa misura però chiediamo che le istituzioni abbiamo il buon senso di ascoltare le organizzazioni sindacali. Lo sciopero è stato programmato contro la divisione in quattro lotti del Tpl”.

“Con questo sciopero – hanno sottolineato Filt Cgil e Faisa Cisal – inizialmente programmato per venerdì 18 si è scoperto quanto sia importante il Tpl. Ma importante lo è sempre, solo che non ce ne accorgiamo. Se si va a privatizzare il Tpl si distrugge questo settore. Quindi, al nostro senso di responsabilità, corrisponda un altissimo senso di responsabilità di tutte le istituzioni, dalla Regione al Comune di Perugia, per dire no ai quattro lotti. Lo devono dire tutti insieme, perché altrimenti significa approfittare della bontà delle organizzazioni sindacali. E questa bontà non ci sarà per sempre”.

Nuova Unicoop Etruria, giovedì presidio davanti alla Regione

La Filcams Cgil Perugia ha indetto per giovedì 17 luglio alle 9, in piazza Italia a Perugia, davanti alla sede della Regione Umbria e in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale, un presidio dei lavoratori di Unicoop Etruria della provincia di Perugia per chiedere attenzione e risposte da parte delle istituzioni regionali.

La mobilitazione nasce a seguito della fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia, avvenuta il 1° luglio, che ha dato origine a Unicoop Etruria.

“Una riorganizzazione – lamenta il sindacato in una nota – che sta generando forti preoccupazioni tra il personale, in particolare per la sede di Castiglione del Lago, che rischia la chiusura o un forte ridimensionamento dal momento che la nuova sede legale della cooperativa sarà spostata a Vignale, in provincia di Livorno.

“Nonostante le ripetute richieste – spiega Filcams Cgil Perugia – nessuna forma di garanzia di rimanere nel territorio è stata data ai lavoratori e alle lavoratrici della sede. Ma i timori riguardano anche la sostenibilità di alcuni punti vendita della rete e il magazzino di Castiglione del Lago. Per quanto riguarda il magazzino, i lavoratori chiedono lo stop alle esternalizzazioni e l’avvio di un piano di investimenti concreto, considerando il ruolo dichiarato di centralità che il sito dovrebbe rivestire nella nuova cooperativa”.

Il presidio del 17 luglio segue una lettera aperta inviata dalle Rsu Filcams Cgil di Perugia, il 14 maggio scorso, alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, agli assessori e ai consiglieri regionali. “Lettera che, a oggi – fa sapere il sindacato –, non ha ricevuto alcuna risposta”.

“Con questa fusione – conclude la Filcams Cgil Perugia –, l’Umbria perde una delle aziende tra le più rilevanti per fatturato. Lanciamo un appello alla politica regionale: è il momento di assumersi le proprie responsabilità e di avviare un confronto vero, trasparente e partecipato”.

Occupazione, export, investimenti, credito: l’economia umbra nel Report Confartigianato

Consegna un quadro dell’economia umbra con luci e ombre il 34° Report Confartigianato su trend economia, congiuntura e MPI, con un focus sull’Umbria.

Il Report, predisposto da Ufficio Studi in collaborazione con Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia,
Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna e Ufficio Studi Confartigianato Vicenza, è disponibile sul sito ufficiale dell’associazione, fornisce una lettura approfondita e accessibile dei principali indicatori economici nazionali e locali, con particolare attenzione alle micro e piccole imprese dell’Umbria, al link

 https://www.confartigianatoterni.it/luci-e-ombre-alle-porte-dellestate-202534-report-su-trend-economia-congiuntura-e-mpifocus-umbria/

L’occupazione

Gli ultimi dati disponibili sull’occupazione indicano che al I trimestre 2025 il tasso di occupazione in
Umbria si attesta al 68,1% superando di 5,6 punti percentuali quello medio nazionale, pari al 62,5%.
In un anno il tasso cresce di 1,1 punti, lievemente meglio rispetto al +0,9% del tasso nazionale ed in
accelerazione rispetto alla dinamica registrata nell’anno 2024.
Nel trimestre in esame gli occupati aumentano in Umbria del 2,5% superando di 0,7 punti il +1,8%
degli occupati in Italia. A sostenere la crescita è soprattutto la componente femminile che segna un
+4,6%, spinta doppia rispetto al +2,1% rilevato a livello nazionale, mentre la componente maschile
si ferma a +0,8% mostrandosi inoltre meno dinamica rispetto al +1,7% dell’occupazione maschile
nazionale. Per quanto riguarda la posizione lavorativa, fa da traino il 4,6% degli indipendenti, in
controtendenza rispetto al calo nazionale dello 0,4%, ed i dipendenti si fermano a +1,8% andando
peggio rispetto alla media nazionale di +2,4%.
La domanda di lavoro prevista dalle imprese private con dipendenti di industria e servizi per il
trimestre estivo di giugno-agosto 2025 risulta in salita in Umbria del 4,8% rispetto allo stesso
periodo del 2024 (+16.220 entrate di lavoratori) trainato dal +8,1% delle Micro e piccole imprese
fino a 49 dipendenti (meglio del +7,2% delle MPI in Italia): le MPI nel trimestre in esame
rappresentano il 69,5% delle entrate previste in regione superando il 64,5% rilevato in Italia. Nel
mese di giugno 2025 si rileva però una forte criticità sul fronte della difficoltà di reperimento che
interessa in Umbria il 55,8% delle entrate previste: si tratta del valore più alto tra le regioni che supera
di ben 10,4 punti percentuali la media nazionale di 45,4%. In un anno la difficoltà di reperimento in
regione è stabile (-0,1 punti percentuali) mentre migliora in Italia (-2,2 punti percentuali).

L’export

Le turbolenze che caratterizzano l’attuale periodo, tra conflitti e guerre dei dazi, si stanno riverberando anche sulle esportazioni del made in Italy nel suo complesso.

I dati al I trimestre 2025 mostrano però che le esportazioni di prodotti manifatturieri dell’Umbria cresce del 5,9% superando di 2,9 punti il +3,0% del totale made in Italy: si tratta del quinto maggior aumento tra le regioni. La crescita umbra è trainata dalle esportazioni dei settori di MPI – alimentari, legno, mobili, moda, prodotti in metallo e altre manifatture, soprattutto gioielleria ed occhialeria – che segnano un +9,2% in controtendenza rispetto al -1,3% rilevato a livello nazionale: si tratta del quinto maggior aumento tra le regioni e del secondo tra quelle principali regioni (quota di oltre l’1% dell’export nazionale dei settori).

Approfondendo l’analisi a livello di mercati, crescono le vendite di prodotti delle imprese umbre sui mercati critici di Germania e USA. Nel dettaglio, le esportazioni in Germania aumentano del 14,0%
(2° aumento tra principali regioni e 5° tra tutte le regioni), a fronte di una media Italia di +5,3%, e
quelle negli USA toccano il +21,4% (5° aumento tra principali regioni e 5° tra tutte le regioni) quasi doppiando il +11,6% dell’Italia, dato che risente dell’anticipazione di acquisti da parte delle aziende
statunitensi precedenti all’applicazione dei dazi.

Gli investimenti

Nel 2024 in Umbria il 25,4% delle imprese private con dipendenti di industria e servizi ha fatto
investimenti in prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e/o minor impatto
ambientale, quota leggermente più alta della media del 24,7% e superiore rispetto a quella osservata
l’anno precedente. Per valorizzare gli investimenti in questo campo, il 28,2% delle imprese umbre
che ha effettuato formazione ha scelto di trattare temi dell’ambito della transizione green e della
sostenibilità ambientale (vs 30,6% Italia).
Si attesta a 62,4% la quota di imprese umbre che ha fatto investimenti in almeno un ambito digitale,
cioè adozione delle tecnologie digitali, integrazione delle stesse nell’ambito del proprio modello
organizzativo e sviluppo di nuove soluzioni di business basate sul digitale (vs 66,8% Italia).
Importante anche in questo caso la formazione: il 31,3% delle imprese umbre che ha investito in
digitale ha fatto formazione per il personale già presente in impresa per adeguare le competenze a
nuovi tecnologie e/o modelli organizzativi e di business (vs 32,2% Italia). Entrambe le transizioni per
essere supportate necessitano di competenze che attualmente, complice anche le problematiche
demografiche, le imprese faticano a trovare: le entrate per cui è necessaria l’attitudine al risparmio
energetico sono difficili da reperire nel 57,0% dei casi (il 4° valore più alto tra le regioni), quota
superiore rispetto alla media nazionale di 49,5%, ed è difficile da trovare il 63,6% delle entrate per
cui sono richieste elevate competenze digitali avanzate, cioè applicare tecnologie digitali per innovare
e automatizzare i processi, quota (3° più alta tra le regioni) che anche in questo caso risulta superiore
rispetto alla media nazionale di 53,5%.

Il credito

Le recenti dinamiche poco vivaci degli investimenti a livello nazionale hanno risentito delle
incertezze correlate alla difficile situazione geopolitica e del mercato del credito poco favorevole a
seguito della crescita del costo del credito innescata dalla stretta monetaria attuata nell’Eurozona per
contrastare l’alta inflazione. La situazione è ora in miglioramento e l’allentamento della stretta
monetaria sta iniziando a farsi sentire positivamente sia livello e costo dello stock di credito concesso
alle imprese, ma la situazione resta critica. I prestiti alle imprese a marzo 2025 restano, infatti, in calo
del 3,5% in Umbria, una flessione più che doppia rispetto alla media di -1,5% nazionale e soffrono
maggiormente le piccole imprese che segnano un calo del 6,3%, in lieve miglioramento rispetto al –
6,8% del IV trimestre 2024, ma più marcato rispetto al -5,8% rilevato per le piccole imprese in Italia
a marzo 2025 (era -6,8% nel trimestre precedente). Per quanto riguarda il costo del credito, a marzo
2025 le imprese in Umbria pagano un tasso effettivo di 5,9% di poco superiore alla media nazionale
di 5,7%, ma per le piccole imprese il tasso sale al 9,8% con un divario di ben 420 punti base rispetto
al 5,6% pagato dalle restanti imprese in regione.

Lavoro persone con disabilità, nuove regole per le convenzioni

Approvato dalla Giunta regionale dell’Umbria lo schema di convenzione quadro per la stipula di convenzioni finalizzate all’inserimento lavorativo di persone con disabilità che presentano particolari caratteristiche e difficoltà d’inserimento nel ciclo lavorativo ordinario.

Si tratta – evidenziano da Palazzo Donini – di un passo avanti nell’attuazione dell’articolo 14 del D. Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro di cui alla legge 14 febbraio 2003 n. 303” che prevede la possibilità per i datori di lavoro di assolvere parzialmente agli obblighi di assunzione di personale con disabilità mediante il conferimento di commesse di lavoro alle cooperative sociali. Per assolvere gli obblighi previsti dalla legge n. 68/99 – che impone ai datori di lavoro pubblici e privati di avere alle loro dipendenze lavoratori con determinate forme di disabilità – i datori di lavoro possono infatti stipulare una convenzione con il servizio per il collocamento delle persone con disabilità competente e una cooperativa sociale, per conferire a quest’ultima una commessa di lavoro se si impegna ad assumere almeno una persona con disabilità, individuata dalla stessa cooperativa o dai servizi competenti.

Lo schema di convenzione approvato dalla Giunta supera quello già adottato nel 2023 e che il partenariato sociale ha più volte chiesto di rivedere. “Con questo atto – commenta l’assessore regionale Stefano De Rebotti – confermiamo la volontà della Regione Umbria di rendere sempre più efficaci e concreti gli strumenti per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Abbiamo attentamente considerato le osservazioni delle parti sociali, migliorando così una convenzione che oggi diventa più aderente alle reali esigenze di lavoratori e lavoratrici oltre che della componente datoriale. L’atto è un importante passo avanti anche sul piano culturale, perché costituisce un significativo avanzamento nella costruzione di validi percorsi di inserimento lavorativo che pongono al centro la dignità e le capacità delle persone”.