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Autore: Redazione

ITS Academy, ecco il Piano triennale per l’alta formazione

Approvato dalla Giunta regionale il Piano triennale 2025-2027 per l’Istruzione Tecnologica Superiore, destinato a rafforzare l’offerta formativa post-diploma in ambiti strategici come meccatronica, ICT, energia, agroalimentare e sostenibilità. Oltre 15 milioni di euro, tra fondi europei, statali e possibili risorse aggiuntive, sosterranno i percorsi ITS Academy, con l’obiettivo di formare figure altamente specializzate richieste dal mercato del lavoro.

“Scommettiamo sulla qualità dell’offerta e sul legame con il tessuto produttivo locale – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli -. L’ITS Umbria si conferma un modello vincente, come dimostrano gli ottimi risultati occupazionali certificati dal monitoraggio Indire 2025. Inoltre, tra i dieci percorsi attivati da ITS, quello di Meccatronica con sede a Terni si è distinto a livello nazionale per tasso di occupazione post-diploma”.

Il nuovo Piano, elaborato con il coinvolgimento di istituzioni, imprese e associazioni di categoria, prevede un potenziamento dei tirocini, percorsi più integrati con università e mondo del lavoro e azioni di orientamento per attrarre più studenti.

L’obiettivo è costruire filiere formative integrate con i settori produttivi più dinamici dell’Umbria, promuovendo l’accesso ai percorsi ITS in tutte le aree tecnologiche e rafforzando il legame tra competenze e territorio.

Sciopero Als, la protesta dei lavoratori arriverà in Cina? IMMAGINI

Adesione totale dei lavoratori della Angelantoni Life Science (Als) di Massa Martana allo sciopero proclamato dalla Fiom Cgil per chiedere all’azienda un piano industriale di rilancio. Tutti i 55 dipendenti, insieme ai loro rappresentanti sindacali, chiedono chiarezza, di fronte ad una proprietà che latita.

“Attualmente – aveva lamentato il sindacato proclamando lo stato di agitazione – Als versa in una situazione di paralisi produttiva, nonostante i nostri continui solleciti al socio di maggioranza – la Antonlin Life science (Zhejiang) Co Ltd, con sede in Cina, subentrata nel 2021 –, affinché conduca le normali azioni per mettere in sicurezza finanziaria l’azienda e ridarle un governo”.

Lo sciopero di otto ore è stato accompagnato da un presidio dei lavoratori di fronte ai cancelli dell’azienda, a cui sono intervenuti, per la Fiom Cgil Perugia, il segretario generale Marco Bizzarri e il segretario provinciale Nico Malossi, i consiglieri regionali Fabrizio Ricci (Alleanza Verdi e Sinistra) e Francesco Filipponi (Pd), e la vicesindaco di Massa Martana, Pamela Falchi, che voluto portare la vicinanza dell’amministrazione comunale e di tutta la popolazione ai lavoratori dell’Als, annunciando anche l’impegno del Comune a contribuire a trovare una soluzione.

“In questo momento – ha spiegato Malossi – abbiamo grosse difficoltà anche solo a riuscire a comunicare con l’attuale proprietà in Cina. Non riusciamo perciò a capire quali siano le intenzioni e in definitiva il progetto industriale. I buoni propositi che ci erano stati manifestati inizialmente non hanno avuto un seguito, dimostrando chiari segnali di difficoltà in una realtà industriale che occupa ancora cinquantacinque dipendenti, un’eccellenza nel settore della refrigerazione applicata al campo biomedicale, che doveva essere un fiore all’occhiello e testimoniare le potenzialità di una collaborazione italo-cinese”.

“Le poche interlocuzioni che siamo riusciti ad avere – ha aggiunto il segretario provinciale della Fiom – non hanno prodotto alcuna azione concreta al fine di mettere in sicurezza il futuro industriale del sito produttivo di Massa Martana. Le misure prese sono stati interventi tampone e comunque tardivi. Il rischio di una paralisi produttiva è già evidente”.

D’altronde, già nel 2023 si erano iniziati a registrare cali di produzione e problemi finanziari che, ha denunciato ancora Malossi, “oggi stanno portando alla paralisi dell’azienda, con i lavoratori che in alcuni momenti hanno dovuto finanziare essi stessi le spese aziendali legate al loro lavoro. Ancora più preoccupante, però – conclude Malossi – è la scomparsa della dirigenza che non ha lasciato più deleghe a nessuno per fare scelte. Visto che anche la cassa integrazione sta per terminare, chiediamo urgentemente all’azienda di adottare misure di sollievo finanziario per permettere di approvvigionare nell’immediato la struttura e un piano industriale di rilancio. Facciamo anche appello alle istituzioni affinché si impegnino con noi a salvaguardare questo importante sito produttivo, specializzato anche nel campo della ricerca e dello sviluppo.”.

Solidarietà ai lavoratori della Angelantoni Life Science è giunta anche dalla Rsu Fiom Cgil della Angelantoni Test Tecnologies: “La vicinanza è fortemente sentita verso questi lavoratori che in passato erano dipendenti dello stesso gruppo in cui lavoriamo e che, per questo, ancora oggi nella nostra azienda sono percepiti come colleghi. Auspichiamo che si possano trovare le necessarie soluzioni che permettano a questa realtà, che ben conosciamo, di proseguire in forza alle importanti professionalità che sempre ha espresso, e che gli oltre cinquanta dipendenti che vi sono occupati possano assicurare un futuro sereno alle loro famiglie”.

Il chiarimento del Gruppo Angelantoni

Angelantoni Industrie, società holding del Gruppo Angelantoni, precisa con fermezza la propria totale estraneità alla gestione aziendale da oltre due anni e ribadisce di non avere alcuna responsabilità nelle scelte che hanno condotto all’attuale scenario.
Nel luglio 2021, Angelantoni Industrie ha ceduto il controllo di ALS al gruppo cinese ANTOLIN LIFE SCIENCE (ZHEJIANG) LTD – “Antolin”, trasferendo il 70% delle quote nell’ambito di una più ampia strategia di riorganizzazione del Gruppo, finalizzata a focalizzarsi sul core business delle camere per test ambientali. La scelta fu dettata dalla volontà di rafforzare ALS attraverso un partner che, al tempo, si presentava come strategico: Antolin era portatore di nuove prospettive di crescita, grazie alla sua capacità di favorire l’ingresso nel promettente mercato cinese, l’accesso al settore farmaceutico e l’espansione delle capacità produttive di ALS. Angelantoni Industrie ha mantenuto il 30% della società, assumendo il ruolo di socio di minoranza con l’obiettivo di garantire continuità e presidio nel settore biomedicale.
Tuttavia, a partire da dicembre 2022, il partner cinese ha progressivamente escluso Angelantoni Industrie da ogni attività gestionale e decisionale.
Il Cav. Lav. Gianluigi Angelantoni, presidente del Gruppo, è stato costretto, quindi, prima a rimettere le deleghe operative e infine a rassegnare le dimissioni dalla carica di consigliere in ALS, in seguito al costante dissenso con le scelte della governance cinese e all’assenza di flussi informativi sull’andamento aziendale.
Da inizi 2023, Angelantoni Industrie non riveste quindi alcun ruolo gestionale in ALS, pur mantenendo una quota formale del 30% e ribadisce pertanto la totale assenza di responsabilità nella situazione in cui versa oggi ALS.
La proprietà italiana – che nel 2021 ha ceduto la partecipazione a un partner che appariva strategico per il futuro di ALS – esprime oggi profondo rammarico per l’evolversi di una vicenda che danneggia non solo economicamente, ma anche a livello reputazionale il nome Angelantoni, costruito in oltre 90 anni di attività all’insegna dell’innovazione, della serietà e del radicamento territoriale.

Laureati Unipg, più facile trovare un buon lavoro rispetto alla media degli Atenei italiani

L’Università degli Studi di Perugia si colloca al di sopra del dato medio del Paese sia nella percentuale di occupazione a 5 anni dalla laurea (93.0% contro l’89,8%) che nell’efficacia del titolo nel lavoro (71,2% contro il 68.2% del Paese a 1 anno dalla laurea e 75.9% contro 74,8% a 5 anni).

E’ quanto emerge dal rapporto 2025 del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, che fotografa le performance formative di circa 305mila laureati del 2024 e la condizione occupazionale di 690mila laureati di 81 Atenei italiani, contattati rispettivamente a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

L’indagine ha coinvolto 8.196 che si sono laureati all’UniPg. Per i laureati triennali a un anno dalla laurea che hanno scelto di non proseguire il percorso universitario (32,2% del totale) aumenta il valore degli occupati al 77.8% (76,9% nel 2024, +0.9), confermando il trend in forte crescita registrato a partire dal 2022. Pari al 31,5% la percentuale dei laureati UniPg di questa categoria che possono contare su un contratto a tempo indeterminato. Il 38,6% può contare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato e il 7,1% svolge attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge invece il 26,4% degli occupati. In forte aumento (+3.3) la percentuale di chi considera il titolo acquisito efficace o molto efficace per il lavoro svolto, che si attesta al 66,3% contro il 63,0% del 2024.

Tra i 1922 laureati di secondo livello contattati a un anno dalla laurea, si registra una netta crescita occupazionale al 78,0% (+3.1). Si conferma in forte crescita anche la percentuale di laureati magistrali che può contare su un lavoro a tempo indeterminato (da 15,7% del 2023 a 19,6% nel 2024 a 23,4% nel 2025) con un aumento di +3.8. In calo dopo l’aumento registrato lo scorso anno (+2.6%) il valore di chi può contare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato (26.1% del 2025 contro 27,8 del 2024%, -1.7), mentre l’11,1% lavora in proprio e il 16.0% ha un’occupazione part time.

Si conferma in crescita la percentuale di chi, a un anno dalla laurea, considera il titolo acquisito presso l’Università degli Studi di Perugia efficace o molto efficace per il lavoro che sta svolgendo, pari al 75.9% degli occupati contro il 72,4% registrato nel 2024, (+3.5). Un dato superiore del 2,9% rispetto alla media nazionale, che si attesta al 68,2%.

Il balzo a cinque anni dalla laurea

A cinque anni dalla laurea, in forte crescita (93.0%, +4.2) l’occupazione rispetto ai valori registrati nel 2024, pari all’89,8%. Di questi, in particolare crescita la percentuale di chi può contare su un contratto a tempo indeterminato, che si attesta al 48.7% contro il 43,2% registrato nel 2024 (+5.5). Al 15.6% quelli a tempo determinato, 12,6% in proprio e 7,3% part time.

Le retribuzioni

Per quanto riguarda le retribuzioni mensili nette, si mantengono stabili (da 1346 euro a 1350 euro) per i laureati triennali che non proseguono gli studi universitari e si registra un aumento di quelle relative ai laureati magistrali a 1 e a 5 anni dal conseguimento del titolo, che passano, rispettivamente, da 1367 a 1457 euro mensili e da 1701 euro a 1736 euro mensili (dato, quest’ultimo, che nonostante l’incremento continua a rimanere lievemente sotto la media nazionale, essendo influenzato in maniera particolare dalle condizioni di sviluppo economico del territorio).

Il livello di soddisfazione

Complessivamente, si legge nel rapporto, il 75,9% dei laureati magistrali dello Studium perugino a 5 anni dalla laurea considera il titolo acquisito molto efficace o efficace per trovare lavoro, un dato superiore alla soddisfazione italiana media, che si attesta al 74.8%.
Allo stesso modo, il 65,9% degli intervistati dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’Università degli Studi di Perugia.

Assisi, ecco la Giunta Stoppini: tutte le deleghe e i primi commenti

Ad Assisi il sindaco Valter Stoppini ha formato ufficialmente la suq squadra di governo cittadino, firmando i decreti di nomina dei componenti della nuova Giunta comunale e del vicesindaco. Oltre al primo cittadino, ne fanno parte Donatella Casciarri (Partito democratico), Veronica Cavallucci (Assisi Domani), Scilla Cavanna (Assisi Civica), Francesca Corazzi (Partito democratico), Fabrizio Leggio (Progressisti per Assisi), tutte figure con esperienza amministrativa, nella precedente legislatura.

Stoppini ha tenuto per sé le deleghe a Polizia Locale; Manutenzioni e Servizi operativi; Cimiteri; Sicurezza e Legalità; Personale e Organizzazione Uffici; Servizi Demografici; Rapporti con le Frazioni; Calendimaggio e Palio del Cupolone; Rapporti con le Basiliche Papali e Centri religiosi; Centenario Assisi 2026; Comunicazione; Protezione Civile.

Queste le deleghe agli assessori:

Veronica Cavallucci, vicesindaco con le seguenti deleghe: Mobilità, Parcheggi e P.U.M.S. (Piano del traffico); Cultura e Biblioteche; Alta Formazione e rapporti con Università; Sport, Associazioni, Pro Loco, Volontariato; Energia e Sviluppo Sostenibile; Urbanistica ed Edilizia; Edilizia Scolastica: Innovazione Digitale e Sistemi Informativi; Pari Opportunità; Ambiente e Rifiuti;

Donatella Casciarri: Bilancio; Tributi; Rapporti con le Partecipate; Programmazione e Controllo di Gestione; Politiche e valorizzazione del Centro Storico;

Scilla Cavanna: Attività produttive, Commercio e Agricoltura; Farmacia Comunale; Residenze servite e Protette; Patrimonio; Art Bonus e sostegno del Patrimonio culturale; Scuola e Politiche Educative e Giovanili; Parco del Subasio;

Francesca Corazzi: Lavori Pubblici; Politiche Sociali della Famiglia, inclusione e cooperazione sociale; Politiche del lavoro; Digipass; Edilizia Residenziale Pubblica; Politiche in materia sanitaria e Ospedale di Assisi;

Fabrizio Leggio: Politiche Turistiche;Gemellaggi e Patti di amicizia – Unesco e Onu; Marketing e Promozione del Territorio; Fondi Europei e Cooperazione Internazionale; Aeroporto e Società Partecipata.

I commenti

“Grazie alla collaborazione di tutte le liste della coalizione – ha sottolineato il sindaco Valter Stoppini, nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova Giunta – abbiamo messo in campo una squadra unita, giovane e competente, composta da quattro donne e due uomini, tutti di esperienza. Erano diverse e meritevoli le possibilità di scelta e ringrazio personalmente tutti per la disponibilità e lo spirito di servizio. Abbiamo costruito un gruppo forte, un’ottima squadra in grado di lavorare al meglio per il futuro della città. Insieme porteremo avanti il programma presentato, condividendo le priorità. A tutti gli assessori ho chiesto massima disponibilità, attenzione e presenza, contatto costante e dialogo con i cittadini e gli uffici comunali di riferimento, senza lasciare indietro nessuna persona e nessun territorio, dal centro storico alle frazioni. Non sarò un uomo solo al comando, ma gestiremo insieme tutto, cercando di dare risposte efficace ai bisogni della comunità. Ci aspettano anni, sfide e appuntamenti importanti, come l’imminente canonizzazione di Carlo Acutis e l’ottavo centenario della morte di San Francesco, oltre al Giubileo in corso, ma sono certo che Assisi può guardare con fiducia e speranza al futuro”.

“È un onore e una grande responsabilità – ha commentato Veronica Cavallucci – essere anche vice sindaco, dopo l’esperienza da assessore durante la quale ho condiviso un percorso umano e amministrativo importante insieme a Valter Stoppini, a cui mi lega un rapporto di affetto e stima reciproca. Lo ringrazio per la fiducia e continuerò a lavorare per Assisi con ancora più passione e impegno in una bella squadra”.

“Sono felice e onorata – ha affermato Francesca Corazzi – di essere in questo nuovo ruolo, dopo quello di consigliere comunale. Ho deleghe legate in particolare a lavori pubblici, sociale, attenzione ai più fragili, sanità: lavoreremo per dare risposte ai bisogni e la giusta collocazione all’ospedale di Assisi all’interno della nuova rete della sanità umbra”.

“Sono felice – ha evidenziato Fabrizio Leggio – di poter dare continuità al lavoro intrapreso negli ultimi anni nel settore strategico del turismo e della promozione. Consolideremo i risultati ottenuti con una squadra competente e affronteremo le nuove sfide, cercando di coniugare le esigenze di chi vive ad Assisi e di chi arriva qui come visitatore”.

“Grazie al sindaco – ha detto Scilla Cavanna – e ai cittadini che ci hanno dato fiducia. Siamo una squadra, qualsiasi scelta sarà collegiale, oneri e onori saranno ripartiti con l’obiettivo di fare sempre il meglio per la nostra comunità”.

“Sono onorata – ha sottolineato Donatella Casciarri – di far parte di questa Giunta. Per me è un’avventura nuova in questo ruolo, che affronterò con dedizione e impegno. Per le deleghe assegnate e la particolarità di una città come Assisi, sarà un compito complesso che insieme porteremo avanti al meglio, perché ci conosciamo bene e siamo già una squadra”.

Il 16 giugno il primo Consiglio

Il 16 giugno alle ore 15.00, nella sala consiliare, si terrà la prima seduta del nuovo Consiglio comunale. In tale occasione, si procederà alla convalida di tutti gli eletti, alle elezioni del presidente e dei due vice Presidenti del Consiglio Comunale, al giuramento del Sindaco e alla comunicazione dei componenti della Giunta.

Incontro con Donetti, Prometeo: rilancio dell’ospedale di Orvieto, vigileremo con spirito costruttivo

La Regione intende puntare sul rilancio dell’ospedale di Orvieto. E’ questo il senso dell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi tra la direttrice regionale di Salute e Welfare Daniela Donetti e l’associazione Prometeo.

L’incontro ha rappresentato un’occasione utile per fare un punto sulla situazione della sanità nel territorio orvietano e le sue criticità in termini di servizi ed impatti economici. Valore della produzione, attrattività, non coerenza tra servizi e bisogni del territorio dell’ospedale Santa Maria della Stella, liste di attesa, altissima percentuale di ricorso al privato, rinuncia alle cure da parte dei cittadini più fragili, questi i temi che hanno costituito oggetto del confronto.

“Abbiamo potuto riscontrare nella direttrice una conoscenza molto approfondita della situazione orvietana, una concreta volontà di intervenire ed un piano realistico di intervento – dicono dall’associazione – ci è stato confermato il ruolo strategico dell’ospedale di Orvieto, che si vuole mantenere e potenziare, insieme ad un investimento progressivo sulla medicina territoriale, vero nodo del cambiamento nei prossimi anni”.

La direttrice ha illustrato l’esistenza di un piano operativo regionale che prevede interventi concreti, percorsi di formazione e coinvolgimento del personale, funzionali all’implementazione dalla riforma. Abbiamo chiesto di esaminare la possibilità di istituire un hospice a Orvieto.

“Abbiamo fatto presente che continueremo a vigilare, con spirito costruttivo, che tali piani vengano realizzati. Ovvio che cominceremo a considerarci soddisfatti soltanto allora”.

In vista della discussione sul nuovo piano sanitario regionale, ad Orvieto deve ancora iniziare il dibattito sulle priorità per le quali chiedere un impegno da parte della Regione. Da chiarire c’è anche l’idea di realizzare una struttura per l’alzhaimer all’interno della ex mensa della caserma Piave. Una indicazione in direzione della quale si è espresso con voto unanime il Consiglio comunale, ma per quale è necessario trovare una forma di finanziamento oltre che procedere alla progettazione.

“Agri.Safe”, l’indagine Confagricoltura su innovazione, formazione e sicurezza

A Orvieto, nel giorno dell’assemblea generale di Confagricoltura Umbria, è stato fatto anche il punto su “Agri.Safe”, progetto realizzato da Confagricoltura Umbria e finanziato da INAIL – Direzione Regionale Umbria, con lo scopo di sviluppare prevenzionali in ambito agricolo, in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Oltre al presidente di Confagricoltura Umbria Fabio Rossi e alla direttrice di INAIL Umbria Alessandra Ligi, ne hanno parlato anche Alessandro Bianconi (CPSS INAIL Umbria) e Alessandro Sdoga (Cratia Srl Confagricoltura Umbria).

“Agri.Safe”, come è stato ricordato, promuove un coinvolgimento di tutti gli attori della filiera agricola del territorio umbro. Le azioni che sono state messe in atto derivano da un fabbisogno crescente, ma ancora poco approfondito, da parte degli operatori agricoli riguardante la necessità di saper gestire le funzionalità di macchine e attrezzature di nuova generazione, ormai sempre più presenti nelle imprese del settore primario anche grazie agli incentivi statali del piano di transizione digitale.

Soluzioni innovative

Se da un lato queste soluzioni innovative consentono un miglioramento delle performance produttive e ambientali, con riduzione ad esempio dell’impiego dei principali input chimici, dall’altro determinano un veloce e repentino cambio tecnologico ed organizzativo al quale non sempre gli operatori riescono ad adeguarsi in modo altrettanto rapido ed efficace. Obiettivo è quindi prevenire nuove forme patologiche prima che diventino un problema.

Se da un lato tali aspetti hanno di fatto contribuito a cambiare il volto delle imprese agricole, dall’altro rendono necessario che si disponga di adeguati strumenti informativi atti a: individuare con anticipo e con sempre maggiore puntualità i nuovi rischi lavorativi legati all’introduzione dei sistemi innovativi sotto il profilo tecnologico; valutazione, gestione e prevenzione del rischio da lavoro connesso all’utilizzo di macchine e attrezzature con funzionalità evolute; individuazione di istruzioni operative e pratiche efficaci per l’uso sicuro dei nuovi sistemi.

L’indagine

In relazione a tale contesto, nell’ambito del progetto è stata attuata un’indagine a campione volta a: identificare le macchine/attrezzature con funzioni evolute più diffuse in azienda; raccogliere informazioni circa la percezione della sicurezza da parte degli operatori, in relazione all’uso delle stesse.

Il tutto con il fine di sviluppare contenuti multimediali che fornissero da un lato le necessarie informazioni di contesto e dall’altro contribuissero a diffondere la conoscenza dei rischi lavorativi connessi all’applicazione delle nuove tecnologie per contribuire ad incrementare la cultura della prevenzione, anche in relazione a eventuali fenomeni da stress digitale.

Gli infortuni

Le denunce di infortunio in occasione di lavoro vedono tra le principali cause: scivolamento, inciampamento con caduta (27,3%); perdita controllo totale/parziale di una macchina (22,1%); movimento del corpo sotto sforzo fisico (20,5%); sorpresa, spavento o aggressione (3,9%).

Sicuramente le casistiche afferenti alla seconda tipologia sono quelle maggiormente associabili all’ambito di interesse del progetto.

Quasi il 46% dei casi mortali sono dovuti alla perdita di controllo totale o parziale del mezzo utilizzato (prima causa di morte tra i decessi professionali in agricoltura). La morte sopraggiunge per schiacciamento (ribaltamento del mezzo) o per urto.

Circa le denunce per malattie professionali si evidenzia che le stesse fanno registrare un’incidenza molto più alta degli infortuni sul lavoro. Il tutto attesta evidentemente che l’agricoltura è un’attività logorante.

Le malattie più frequenti tra gli agricoltori sono quelle a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, quali dorsopatie con disturbi ed ernie ai dischi intervertebrali e dei disturbi dei tessuti molli (tendiniti) con lesioni alle articolazioni. A seguire malattie del sistema nervoso (tunnel carpale) e malattie dell’orecchio. I tumori denunciati rappresentano l’1% delle denunce e sono correlati soprattutto a melanomi e in genere ad affezioni della cute per l’esposizione prolungata e diretta al sole.

Dal 2016, l’INAIL promuove la sicurezza in agricoltura attraverso i bandi ISI Agricoltura, che finanziano l’acquisto di macchinari innovativi. Questi nuovi mezzi riducono le emissioni inquinanti, il rumore e il rischio di infortuni, con particolare attenzione a incidenti causati da macchine obsolete, rumore e operazioni manuali. L’INAIL si focalizza sull’uso di trattori e macchine operatrici, responsabili di molti infortuni gravi e mortali, soprattutto per schiacciamento e ribaltamento. Per questo, le nuove macchine devono avere una struttura di protezione antiribaltamento e la cintura di sicurezza, e devono obbligatoriamente sostituire e rottamare i mezzi più vecchi in azienda.

L’aiuto dai nuovi macchinari

Le macchine dotate di tecnologie dell’agricoltura 4.0 rispettano i requisiti di sicurezza minimi e migliorano l’efficienza dei processi produttivi, riducendo il lavoro manuale, soprattutto in produzioni specializzate.

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato una nota (“policy brief”) che analizza i vantaggi e gli svantaggi delle nuove tecnologie agricole in relazione alla sicurezza. Tra i benefici ci sono: l’automazione, che sostituisce manodopera e meccanizza operazioni faticose (es. raccolta), riducendo i disturbi muscoloscheletrici; le nuove attrezzature di irrorazione e le cabine pressurizzate, che diminuiscono l’esposizione a sostanze pericolose.

L’automatizzazione

Tuttavia, esistono anche rischi: l’eccessiva automazione o la complessità dei dispositivi possono aumentare i rischi di schiacciamento, collisione, stress, paura di incidenti e distrazione; la riduzione del carico di lavoro può portare a un aumento del lavoro in solitaria e senza supervisione diretta, rendendo necessario l’uso di dispositivi di localizzazione per il monitoraggio. Non vanno sottovalutati i rischi psicosociali dovuti alla monotonia e allo stress.

Le interviste a operatori specializzati e i dati sulle pratiche di defiscalizzazione hanno mostrato che i mezzi agricoli (trattrici e semoventi) e le macchine operatrici sono gli strumenti più diffusi con funzionalità avanzate. Le soluzioni tecnologiche che saranno approfondite in progetti futuri includono: guida automatica, distribuzione di mezzi tecnici a rateo variabile e smart Technologies associate all’uso dei mezzi agricoli.

Risultati dell’indagine

L’indagine, condotta su 96 operatori agricoli umbri che utilizzano tecnologie 4.0 (rappresentanti il 20% del campione di riferimento), ha rivelato un quadro demografico prevalentemente maschile (83%) e italiano, con un’età media tra i 46 e i 55 anni. La maggior parte degli intervistati sono titolari d’azienda (44), ma sono presenti anche dipendenti (23) e preposti (3). Il livello di istruzione è elevato, con oltre il 70% in possesso di diploma di scuola superiore e il 20% di laurea. Questa eterogeneità di ruoli e responsabilità ha permesso di analizzare la percezione del rischio da diverse prospettive.

Per quanto riguarda la formazione, l’84% degli intervistati ritiene adeguata la formazione ricevuta a livello normativo. Tuttavia, il numero di chi la considera utile per comprendere i nuovi rischi legati alle tecnologie avanzate si riduce significativamente.

La maggior parte degli intervistati utilizza direttamente macchinari agricoli avanzati (es. guida automatica, ISOBUS) e il 54% attribuisce a questi un livello di sicurezza assoluto. Questa fiducia si riflette nella percezione del rischio: solo 2 su 96 considerano alto il rischio di infortunio, mentre gli altri lo ritengono moderato (51%) o basso (49%). Un andamento simile si osserva per il rischio chimico.

L’indagine ha anche evidenziato una diffusa applicazione delle pratiche di sicurezza legate all’uso dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e la consapevolezza della loro efficacia nella prevenzione degli infortuni, spesso associati all’uso improprio dei macchinari.

Infine, l’impiego delle nuove tecnologie aumenta la percezione di sicurezza tra gli operatori. Tuttavia, per 10 intervistati il lavoro è diventato più monotono, per 4 più stressante e per 3 più faticoso. Sono state riscontrate anche contromisure adeguate (pause regolari, comfort delle cabine) per i rischi legati a fattori climatici estremi.

Conclusioni

Il progetto “AGRISAFE” è considerato pionieristico in quanto primo tentativo di analizzare l’interazione tra l’evoluzione tecnologica (dettata dal Piano di Transizione) e i rischi legati all’uso di macchinari avanzati. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha già sottolineato che l’agricoltura intelligente non offrirà soluzioni immediate per la sicurezza e la salute, richiedendo un miglioramento delle competenze e della formazione dei lavoratori. Molti dei progressi in materia di sicurezza e salute sul lavoro derivano da sviluppi volti ad aumentare la produttività e i margini di profitto, piuttosto che dalla sicurezza come obiettivo primario.

Nonostante ciò, questi sviluppi offrono un reale potenziale per migliorare l’ambiente di lavoro, specialmente se vengono integrate fin dalle prime fasi di progettazione tecniche efficaci di valutazione dei rischi e principi di “prevenzione fin dalla progettazione”, evitando impatti indesiderati. In attesa di una diffusione più ampia di tali pratiche nella progettazione e realizzazione di nuove macchine, la formazione aggiuntiva rispetto a quella minima obbligatoria appare oggi lo strumento più efficace. Questa formazione dovrebbe mirare a trasferire agli operatori la piena consapevolezza delle potenzialità funzionali dei sistemi in uso e le abilità per utilizzarli correttamente.

L’interconnessione, requisito fondamentale per la defiscalizzazione dell’Agricoltura 4.0, è considerata uno strumento organizzativo straordinario, in quanto le piattaforme cloud associate ai sistemi di guida satellitari permettono di programmare, assegnare e monitorare con precisione le lavorazioni eseguite dalle macchine.

I contenuti multimediali del progetto mirano a sensibilizzare gli operatori sulle numerose funzionalità tecnologiche disponibili. Queste, se ben utilizzate, possono ridurre l’esposizione ai rischi sul lavoro, ma è essenziale che gli operatori sviluppino nuove abilità attraverso percorsi di conoscenza e pratica complementari a quelli previsti dalla legge.

A Orvieto l’Assemblea generale di Confagricoltura Umbria

Lunedì 9 giugno ad Orvieto, nella Sala dei Quattrocento di Palazzo del Popolo, è in programma l’Assemblea generale ordinaria di Confagricoltura Umbria.

Dopo la parte privata per l’approvazione del bilancio, alle ore 16 si svolgerà un incontro pubblico dal titolo “Produzione e reddito al centro, la nuova Europa agricola”, una occasione di confronto su temi strategici per il futuro dell’agricoltura umbra.

Al centro dell’incontro ci saranno ancora le tematiche che legano il settore primario alle sfide che un quadro sempre più europeo pone davanti agli agricoltori italiani e soprattutto umbri.

Ai saluti istituzionali da parte della sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, farà seguito la relazione introduttiva di Fabio Rossi, presidente Confagricoltura Umbria-

A dialogare, moderati dal giornalista Giacomo Marinelli Andreoli, durante la prima tavola rotonda dal titolo “Reddito e competitività, priorità per le aziende agricole” saranno l’assessore alle politiche agricole e agroalimentari Simona Meloni, il presidente di Confagricoltura Umbria Fabio Rossi, il direttore DSA3 Unipg Gaetano Martino e il giornalista Paolo Mieli.

La seconda tavola rotonda dal titolo “La scienza a sostegno di agricoltura e ambiente”, con la moderazione del giornalista Antonello Brughini, vedrà la partecipazione dell’assessore all’ambiente Thomas De Luca, dell’imprenditrice agricola, divulgatrice, scrittrice e consigliera Accademia Georgofili Deborah Piovan, del membro di Giunta di Confagricoltura Umbria Matteo Pennacchi, e ancora del giornalista Paolo Mieli.

Saranno presenti alle due tavole rotnode anche gli europarlamentari Camilla Laureti e Marco Squarta e l’onorevole Raffaele Nevi.

I lavori del convegno saranno chiusi dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, da Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura, e dal sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco.

Cratere sisma, così l’andamento della ricostruzione cambia il mercato del lavoro

La ricostruzione cambia anche l’andamento del lavoro nei comuni nei 15 comuni del cratere umbro del sisma del 2016. Da un lato l’aumento degli addetti subordinati, vero segnale di un’economia che si sta strutturando; dall’altro, il declino inarrestabile degli addetti familiari, simbolo del tessuto micro-imprenditoriale della Valnerina.

Quando si guarda però al “cratere senza Spoleto”, cioè ai 14 comuni montani più piccoli, la fotografia è più nitida e meno distorta dal peso specifico della città: Cascia, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Vallo di Nera (provincia di Perugia), più Arrone, Ferentillo, Montefranco e Polino (provincia di Terni).

Una crescita reale, ma figlia dei cantieri
Nel cratere umbro esclusa Spoleto, i lavoratori subordinati sono passati da 2.562 nel primo trimestre 2015 a 3.187 nel primo trimestre 2025: +24,4%. Un trend continuo, anno dopo anno, a partire dal 2021. Cresce anche il peso relativo: se nel 2015 i dipendenti erano il 53,5% del totale degli addetti, oggi rappresentano oltre il 62%.

Un cambiamento epocale per territori dominati da piccolissime imprese familiari. Il motivo? La ricostruzione. I cantieri del sisma hanno portato nella Valnerina nuove aziende, soprattutto edili, strutturate e con forza lavoro esterna. Inoltre, alcune imprese locali hanno saputo riorganizzarsi, mantenendo la sede in zona ma lavorando altrove, assumendo nuovo personale.

Un altro aspetto è l’emersione di lavoro formalmente registrato. Diversi addetti che prima risultavano “familiari” o non contrattualizzati, sono ora assunti con forme regolari. In un’area dove il sommerso aveva un certo peso, anche questo contribuisce a far salire i numeri ufficiali dei subordinati.

Il declino delle famiglie imprenditoriali
Nel frattempo, gli addetti familiari calano: da 2.229 nel 2015 a 1.945 nel 2025 (-12,7%). Una caduta figlia di due dinamiche. La prima è generale: in tutta Italia il modello dell’impresa a conduzione familiare regge sempre meno. La seconda è specifica: la botta del sisma, l’esodo forzato, la paura di non tornare. Tante famiglie non hanno ripreso l’attività nei paesi di origine.

Il risultato è che, nei fatti, la forza del lavoro autonomo familiare si svuota. In molti casi gli addetti risultano ancora formalmente tali solo per motivi statistici: in cassa integrazione, o nominalmente legati a un’impresa che ormai opera altrove. C’è poi il tema delle “aziende fantasma”: formalmente attive, ma senza produzione effettiva.

Il saldo complessivo: +7,1% senza Spoleto, -4,4% con Spoleto
Nel cratere umbro senza Spoleto, gli addetti totali (familiari + subordinati) sono saliti da 4.791 a 5.132 (+341), pari a +7,1%. Ma se si include Spoleto nel conteggio, il quadro cambia radicalmente: gli addetti totali nel cratere con Spoleto sono scesi da 16.660 a 15.934 (-726), con una contrazione del 4,4%.

La spiegazione è duplice. Da un lato Spoleto vale oltre il 60% del cratere in termini demografici. Dall’altro, è un centro urbano con problemi economici propri, preesistenti al terremoto: qui l’effetto ricostruzione si sente meno.

Nel cratere con Spoleto i subordinati crescono appena del 2,1% (da 10.860 a 11.092), mentre gli addetti familiari calano del 16,5% (da 5.800 a 4.842). Il dato aggregato è negativo.

Il rischio di un rimbalzo a vuoto
La domanda di fondo resta aperta: questo aumento di addetti subordinati è duraturo o effimero? Finita la ricostruzione, queste aziende resteranno? E soprattutto, è sufficiente per frenare lo spopolamento?

I dati demografici parlano chiaro: Norcia ha perso il 9,7% dei residenti dal 2016, Cascia quasi il 7%. A Poggiodomo gli abitanti sono scesi a 83, con un indice di vecchiaia del 1.150%. L’età media nei comuni del cratere supera spesso i 60 anni. I giovani se ne vanno, e pochi tornano. Il saldo naturale resta ampiamente negativo. Solo in alcuni comuni, come Cascia, si registra un timido rimbalzo di natalità e migrazioni in entrata, ma non basta.

Fenice, la sfida di ricostruire le comunità
In questo scenario si inserisce il progetto Fenice, un’iniziativa strategica per la rigenerazione socio-economica del cratere, promossa dall’Università per Stranieri di Perugia insieme a Comune di Norcia, Camera di Commercio dell’Umbria e Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

L’obiettivo è ambizioso: non solo ricostruire case e strade, ma anche economie locali, competenze, identità. Norcia e la Valnerina sono il cuore pulsante di questo programma, che mira a invertire la traiettoria del declino con formazione, impresa, cultura. Si lavora per attrarre giovani, consolidare filiere agricole e turistiche, sperimentare nuove forme di residenza, puntare su digitale e comunità energetiche.

I numeri dell’occupazione dicono che qualcosa si muove. Ma da solo, il mercato non basta. Serve visione, continuità e capacità di trattenere le persone. Fenice nasce per questo. Resta da vedere se saprà davvero riaccendere il futuro.

“La ricostruzione ha innescato un cambiamento nel mercato del lavoro”
“I numeri – il commento dal progetto Fenice – confermano che la ricostruzione ha innescato un cambiamento strutturale del lavoro nel cratere umbro, ma da sola non basta. Stiamo assistendo a una crescita degli occupati subordinati, segnale incoraggiante, ma resta il rischio di un rimbalzo a vuoto se non ricostruiamo anche comunità e prospettive. Il Progetto Fenice nasce proprio per questo: per trattenere chi vuole restare e attrarre chi può tornare. Investiamo in impresa, formazione e identità, perché senza persone nessun territorio può avere futuro. È il momento di accelerare, con visione e continuità.”

Spesa sanitaria, istituita la Cabina di regia per monitoraggio e controllo

Istituita la Cabina di regia per la spesa sanitaria. La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato all’unanimità l’istituzione della cabina di regia per la governance della spesa sanitaria e l’efficientamento del Servizio sanitario regionale, quale strumento strategico per il monitoraggio e controllo della spesa sanitaria regionale.

E’ costituita dal dirigente del servizio Programmazione economico finanziaria, in qualità di coordinatore, e dai direttori amministrativi delle Aziende sanitarie regionali. Si avvarrà inoltre del supporto del gruppo di lavoro per il sistema di reporting del sistema sanitario regionale. La cabina di regia opererà attraverso il monitoraggio sistematico della spesa sanitaria, l’identificazione tempestiva di scostamenti critici, il supporto decisionale mediante analisi predittive e l’implementazione di un sistema regionale di benchmarking.

“La sostenibilità del nostro Servizio sanitario regionale costituisce una priorità strategica fondamentale – ha sottolineato la presidente Stefania Proietti -. L’istituzione di questa cabina di regia rappresenta l’adozione di uno strumento innovativo per assicurare l’equilibrio economico-finanziario del sistema nel tempo e la qualità del dato contabile alla base di un processo di certificabilità dei bilanci”.

La Cabina di regia rappresenta la prosecuzione di quanto già avviato dalla nuova Giunta in termini di analisi e monitoraggio economico-finanziario finalizzato all’individuazione delle aree di criticità e delle possibili azioni di miglioramento.

“La complessità delle sfide richiede modelli gestionali evoluti – ha aggiunto la presidente Proietti – Questa cabina di regia testimonia il nostro impegno per un sistema sanitario che coniughi sostenibilità economica e prestazioni di eccellenza attraverso metodologie innovative di controllo e valutazione”.

La cabina di regia utilizzerà un sistema di contabilità analitica integrato Regione-Aziende al fine di implementare un cruscotto direzionale regionale per la misurazione delle performance del sistema sanitario regionale, garantendo presidio continuo sulla spesa, maggiore capacità di intervento regionale e rafforzamento della trasparenza e della rendicontazione verso i livelli istituzionali centrali.

“GeneraZione di Futuro”, i vincitori della challenge promossa da Regione e Sviluppumbria

Premiati alle ex-officine Bosco a Terni i vincitori della Challenge “GeneraZione di Futuro” riservata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado umbre (classi terze e quarte). Giovani che hanno mostrato interessanti idee imprenditoriali.

La challenge – promossa da Regione Umbria e Sviluppumbria nell’ambito del programma regionale “Scoperta Imprenditoriale” e realizzata in collaborazione con GSA (Società di servizi e comunicazione del gruppo Gesenu) e JA Italia (Junior Achievement, organizzazione non profit dedicata all’educazione economico imprenditoriale dei giovani) – è stata lanciata nell’autunno 2024 con l’obiettivo di sperimentare, motivare e sviluppare la capacità di innovazione e di pensiero critico delle giovani generazioni. Numerosi gli incontri di formazione in cui gli studenti sono stati affiancati dagli advisor di Sviluppumbria e dagli altri partner della Challenge per approfondire come nasce un’idea imprenditoriale, come costruire la propria strategia di comunicazione aziendale e come gestire i processi di innovazione. Le idee imprenditoriali sviluppate sono state presentate dai singoli gruppi di lavoro dimostrando l’energia e il desiderio dei ragazzi di agire concretamente sul proprio futuro.

Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria SpA, nell’intervenire alla premiazione si è rallegrato che la sua prima partecipazione ad un evento pubblico promosso dall’Agenzia sia coincisa con un’iniziativa destinata a fare emergere le migliori idee e i migliori talenti delle giovani generazioni.

“L’Umbria è una terra di rinnovamento – ha affermato Ferrucci – in cui è radicata la capacità di fare impresa. Essere imprenditore presuppone la possibilità di disporre di capitali, creatività e sensibilità per intercettare i fabbisogni di una società in evoluzione, unitamente all’attitudine al lavoro di squadra. La Challenge “GeneraZione di Futuro” è un’autentica espressione di questi valori”.

Fiorucci ha lodato ed esortato i ragazzi: “Con le vostre idee avete intercettato tre temi che rappresentano il valore etico dei vostri stessi progetti: il digitale, la green economy e i fabbisogni speciali di alcune fasce della nostra popolazione. Il mio impegno va oltre questa giornata affinché le vostre idee siano presentate alle imprese del territorio che potranno valutarne la fattibilità progettuale e trasformarlo in vere e proprie startup”.

Sergio Cardinali, assessore allo sviluppo economico del Comune di Terni, ha concluso l’iniziativa manifestando il proprio apprezzamento per la qualità dei progetti e la maturità dimostrata dagli studenti. Con l’occasione ha ricordato che l’amministrazione comunale sta lavorando al rilancio e al potenziamento dell’Università degli Studi a Terni ed altre iniziative riconducibili alla vocazione territoriale della città di Terni, finalizzate allo sviluppo della ricerca tecnologica e delle start up.

I progetti vincitori

Questi i progetti vincitori: al primo posto “Greencoat” dell’ITT Allievi Sangallo, al secondo “Pro-tech” dell’ITET Capitini, al terzo “Deck Office Symphony” dell’Istituto Casagrande-Cesi, seguiti da “Kidoodle” del Liceo Scientifico Alessi, “Green Motion” dell’ITTS Volta e “Reflar”, ancora del Liceo Scientifico Alessi.

A tutte le ragazze e i ragazzi partecipanti è stato consegnato un attestato di partecipazione e ai primi tre classificati una targa e un buono di acquisto presso le Librerie Feltrinelli.

La giuria, composta da Riccardo Fontanelli, Cnr; Marco D’Amico, Co-founder di O’brain; Marco Tili, direttore di Gepafin; Fabio Calzuola, GSA Società di servizi e comunicazione del gruppo Gesenu; Chiara Marinelli, Sviluppumbria SpA e Luna Finardi, co-founder a amministratore di GUT Srl; ha lodato la partecipazione dei ragazzi e il supporto degli insegnanti per la qualità di tutti i progetti.
I progetti e le scuole partecipanti:

Greencoat – Sperimentazione di metodiche per la produzione di un biofilm commestibile destinato alla conservazione e al prolungamento della shelf-life di frutta e verdura – ITT Allievi Sangallo
Pro-tech – Dispositivo di protezione individuale intelligente multitasking per la prevenzione e protezione dai rischi connessi all’attività lavorativa – ITET Capitini
Deck Office Symphony – Dispositivo di rilevazione di dati biometrici e ambientali per rendere gli ambienti di lavoro armoniosi e produttivi – Istituto Casagrande – Cesi
Kidoodle – App che stimola l’apprendimento dei bambini attraverso favole e giochi interattivi – Liceo Scientifico Alessi
Green Motion – Dispositivo in grado di recuperare energia cinetica dal movimento degli ammortizzatori delle auto – ITTS Volta
Reflar – Produzione di vernici catarifrangenti e soluzioni per la sicurezza stradale – Liceo Scientifico Alessi
Bioglam – Utilizzo di protocolli ecosostenibili di estrazione di pigmenti da scarti vegetali da impiegare nella formulazione di prodotti cosmetici – ITT Allievi Sangallo
Bikenergy – Utilizzo della bicicletta per produrre energia da impiegare per ricaricare dispositivi elettronici, alimentare piccoli elettrodomestici o stoccarla in batterie – ITT Allievi Sangallo
Chronobridge – Software evoluto per la gestione ottimale dei tempi di lavoro e di vita – ITET Capitini
City Link – App di monitoraggio in tempo reale dei mezzi di trasporto pubblici per la gestione e programmazione degli spostamenti – Liceo Scientifico Alessi
Daily Help – App/piattaforma per mettere in relazione offerta e domanda di servizi utili alla gestione quotidiana delle esigenze domestiche – Liceo Scientifico Alessi
Essence Flow – Bigiotteria personalizzata che utilizza oli essenziali in grado di prevenire e/o mitigare malesseri diffusi – Liceo Scientifico Alessi
Futura Gaming – App videoludica che abbina gamification e attività all’aperto con creazione di valuta digitale per acquisti online – Liceo Scientifico Alessi
MedAr – Simulatore anatomico in realtà aumentata per la formazione dei medici – ITTS Volta
Nicoless – Produzione di sigarette elettroniche in grado di ridurre nel tempo il fabbisogno di nicotina – Liceo Scientifico Alessi
Vox Buddy – Dispositivo di traduzione simultanea e controllo dei dispositivi di smart home – Liceo Scientifico Alessi