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Autore: Redazione

Campus tecnico – professionali, pubblicata la graduatoria dei 54 finanziati dal Ministero

Al via in tutta Italia 54 campus formativi scolastici integrati per rafforzare la filiera tecnologico-professionale. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la graduatoria che assegna a ciascun campus 750 mila euro, con un investimento complessivo di 40,5 milioni di euro.

I campus sono realizzati dagli istituti tecnici e professionali in partenariato con le Fondazioni ITS Academy, università, centri di ricerca, aziende e associazioni datoriali, in un’ottica di stretta collaborazione tra mondo della formazione e sistema produttivo.

L’iniziativa rappresenta un tassello fondamentale per il potenziamento della filiera tecnologico-professionale (4+2) e per la costruzione di esperienze didattiche e formative verticali.

I fondi servono alla realizzazione di spazi integrati e dinamici, aperti all’apprendimento e alla formazione sul campo, dotati di metodologie didattiche innovative e sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale.

I 54 progetti selezionati sono stati scelti tra 436 candidature pervenute, a conferma del grande interesse del sistema scolastico verso le innovazioni promosse dalla filiera tecnologico-professionale.

“Con i campus formativi costruiamo un percorso che unisce scuola, ricerca e impresa. Offriamo agli studenti ambienti moderni e dinamici, con tecnologie avanzate e metodologie didattiche innovative, per garantire agli studenti opportunità reali di crescita personale e professionale e per una formazione sempre più vicina alle esigenze dei nostri ragazzi e del Paese”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

I nuovi campus copriranno le principali filiere strategiche dell’economia nazionale: moda, agroalimentare ed enogastronomia, promozione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, turismo, meccatronica, nautica e aeronautica, data analysis e cybersecurity, Intelligenza Artificiale generativa e automazione dei processi industriali, costruzioni, biotecnologie, salute e benessere.

Disturbi dopo la cena, la Festa Grossa di Collestrada chiude la cucina

Il Comitato organizzatore della Festa Grossa di Collestrada ha decisione di sospendere il servizio di ristorazione nell’ultimo giorno della manifestazione, oggi, domenica 17 agosto.

La decisione è stata presa precauzionalmente dopo che due famiglie, che sabato avevano mangiato alla Festa, hanno accusato disturbi, recandosi autonomamente al pronto soccorso dell’ospedale. Le persone interessate dai disturbi, appartenenti a due nuclei familiari, sono state dimesse dopo i necessari controlli medici.

Ma il Comitato ha deciso di non rischiare, spiegando: “La decisione di chiudere temporaneamente la cucina è stata presa in via esclusivamente precauzionale, nell’interesse della salute pubblica e per garantire la massima sicurezza ai partecipanti alla festa”.

Il Comitato si scusa per l’inconveniente. Tutte le altre attività della festa proseguiranno regolarmente per la giornata di oggi, domenica.

Così è cambiata la presenza delle donne nelle imprese umbre negli ultimi dieci anni

Aumentano nelle aziende umbre le donne dipendenti non familiari. Un segno di vera crescita, come sottolinea la Camera di commercio dell’Umbria, che ha analizzato le dinamiche nella regione nell’ultimo decennio.

Spiega Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati dimostrano che l’imprenditoria femminile umbra, pur riducendosi numericamente, ha saputo crescere in qualità, struttura e occupazione. È un segnale di maturità che dobbiamo valorizzare: le imprese guidate da donne sono oggi più solide, meno legate al nucleo familiare e più aperte a competenze esterne, capaci quindi di affrontare le sfide del mercato globale. Tuttavia, restano barriere che non possiamo ignorare: l’accesso al credito, la burocrazia e la difficoltà di consolidare le attività nel tempo. Per questo la Camera di Commercio dell’Umbria continuerà a sostenere percorsi di formazione, digitalizzazione e certificazione di parità, strumenti essenziali per rendere l’impresa femminile un pilastro sempre più forte del nostro sviluppo economico e sociale. La crescita dell’Umbria passa anche dalla crescita delle sue imprenditrici”.

Meno imprese ma più robuste
Il decennio 2015-2025 ridisegna la geografia delle imprese femminili in Umbria. Se da un lato il numero complessivo cala – da 20.789 a 19.633, pari a -5,6% – dall’altro la solidità delle aziende “rosa” cresce. Gli addetti crescono da 49.594 a 52.563, con un incremento del 6% che segnala un percorso di consolidamento. Aumenta soprattutto la dimensione media: 2,68 addetti contro i 2,39 del 2015, +12,1%, un progresso ben superiore alla media nazionale (+8,7%).

È un segnale importante: le imprese femminili umbre restano più piccole delle maschili (4,14 addetti medi), ma accorciano le distanze. E soprattutto smettono di poggiare quasi esclusivamente sulla famiglia, aprendo a nuove forme di occupazione.

Un cambio culturale evidente
Dentro questi numeri si legge un cambiamento di prospettiva. In dieci anni gli addetti familiari si riducono del 15,7% (da 20.670 a 17.416), mentre crescono con forza gli addetti non familiari (+17,7%, da 28.924 a 35.147). Significa che sempre più imprenditrici scelgono di affidarsi a competenze esterne, assumendo dipendenti veri e propri. Una tendenza che, in proporzione, è quasi doppia rispetto a quella delle imprese maschili (+9,5%).

Il risultato è chiaro: meno attività a stretta conduzione familiare, più imprese professionalizzate. È un salto di qualità che cambia la natura del tessuto produttivo “rosa”, rendendolo più competitivo e pronto ad affrontare sfide complesse.

La sfida della sopravvivenza
Resta però un punto debole: la durata delle imprese femminili. I dati Unioncamere mostrano che a 5 anni dalla nascita sopravvive il 72,3% delle aziende “rosa”, contro il 77,3% di quelle maschili; oltre i 5 anni la distanza si allarga, 67,5% contro 73,1%. Un segnale che richiama l’urgenza di strumenti di accompagnamento più forti, per aiutare le imprese femminili a consolidarsi nel tempo.

Eppure, nonostante le difficoltà, le imprese femminili continuano a rappresentare un quarto del tessuto imprenditoriale umbro, con un peso leggermente sceso, in Umbria, dal 25,7% al 25,3%. Un dato che non toglie rilevanza al loro ruolo, sempre più centrale nelle dinamiche economiche locali.

Il nodo del credito
Altro fronte cruciale è quello del finanziamento. Solo poco più di un terzo delle imprese femminili ricorre a prestiti bancari, una quota simile a quella maschile. Ma le modalità di avvio mostrano una forte differenza culturale: tre imprenditrici su quattro iniziano con capitali personali o familiari, mentre solo una su quattro utilizza prestiti bancari (26,9% contro il 22,4% degli uomini).

L’uso di strumenti innovativi come business angels, venture capital o crowdfunding è marginale: meno dell’1%. Una scelta che garantisce autonomia finanziaria, ma che limita la possibilità di scalare i mercati. È qui che si gioca una partita decisiva per il futuro: aprirsi a fonti di capitale diversificate è ormai condizione indispensabile per crescere in un contesto competitivo globale.

Burocrazia e incentivi
Alle difficoltà di accesso al credito si sommano quelle legate agli incentivi pubblici. Oltre la metà delle imprese segnala ostacoli burocratici. Una imprenditrice su tre lamenta la complessità delle pratiche, mentre più di una su dieci sottolinea le attese troppo lunghe per ricevere concretamente i fondi.

Questa rigidità amministrativa rischia di vanificare l’impatto delle politiche pubbliche, soprattutto per le realtà più piccole, che non hanno uffici dedicati a seguire pratiche e scadenze. In molti casi, la burocrazia diventa un ostacolo alla competitività, più che uno strumento di sostegno.

Certificazione di parità in crescita, ma con ampi margini di miglioramento
Un segnale incoraggiante arriva dalla certificazione della parità di genere, introdotta dal PNRR e gestita da Unioncamere. A livello nazionale le imprese certificate sono passate dalle poche decine del 2022 alle 7.960 del 2025. Un progresso significativo, ma che riguarda ancora una quota molto limitata del tessuto produttivo italiano.

Considerato che in Italia le imprese femminili attive sono oltre 1,3 milioni, la certificazione oggi interessa solo una minoranza e lascia dunque ampi margini di crescita. Rafforzare questo strumento non significa solo ridurre il gender gap, ma anche rendere più trasparenti i processi interni, aumentare la reputazione e migliorare la competitività delle aziende, creando un ambiente più attrattivo per talenti e investimenti.

Il ruolo del comitato per l’imprenditoria femminile
Fondamentale, in questo scenario, il contributo del Comitato per l’imprenditoria femminile (CIF) della Camera di Commercio dell’Umbria. Presieduto da Dalia Sciamannini e coordinato sul piano dirigenziale dal vice segretario generale Giuliana Piandoro, il CIF promuove la cultura d’impresa, organizza attività di formazione, mentoring e networking, e offre strumenti per affrontare i nodi più critici, dal credito alla digitalizzazione.

Un lavoro costante che trasforma i numeri in occasioni concrete di crescita e accompagna le donne imprenditrici verso percorsi di maggiore autonomia e stabilità.

Tabacco, Philip Morris ha premiato i coltivatori umbri

In occasione del roadshow Coldiretti-Philip Morris, che si è svolto a Perugia nei giorni scorsi, si è tenuto l’incontro annuale con i coltivatori umbri facenti parte del contratto di filiera tra Coldiretti e Philip Morris Italia, durante il quale sono state premiate le eccellenze attinenti a cinque diverse categorie per il raccolto 2024.

Per la categoria Buone pratiche di lavoro agricolo è stata premiata l’azienda Cirignoni Bernardo di Citerna; per la Qualità del prodotto l’azienda Ca’ Moniale società semplice di Assisi; per l’Integrità del prodotto l’azienda Eredi Marcacci Domenico società semplice agricola di Deruta; per l’Eccellenza imprenditoriale l’azienda Lgb società semplice di Città di Castello e infine, per la categoria Collaborazione a ricevere il premio è stata la Società agricola Chioccoloni di Deruta.

Philip Morris ha così riconosciuto l’impegno degli imprenditori agricoli umbri verso qualità, sostenibilità e innovazione, nonché la loro capacità di adattamento alle nuove sfide del settore, contribuendo attivamente alla crescita della filiera. Un riconoscimento speciale è stato assegnato ai coltivatori che entreranno dal raccolto 2025 nel programma ‘Digital farmers’, un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Centro per sviluppo agricolo e rurale (Cesar) e con l’Università degli studi di Perugia, per supportare i coltivatori nel percorso di transizione eco-energetica e digitale. Il percorso di formazione, rivolto in particolare ai giovani coltivatori, intende favorire il miglioramento delle loro competenze tecniche e imprenditoriali, unitamente all’adozione di tecnologie all’avanguardia nel campo dell’agricoltura di precisione.

“Come capofiliera – ha affermato Cesare Trippella, head of leaf EU Philip Morris Italia – non solo ci siamo presi l’impegno di creare una prospettiva per i prossimi dieci anni con il rinnovo dell’accordo che abbiamo siglato con Coldiretti e Masaf, che scadrà nel 2034, ma è nostro obbligo anche influenzare il resto del comparto, visto che noi compriamo il 55% del tabacco prodotto in Italia. In questi anni il nostro impegno si è rivolto anche nell’implementazione di programmi e strategie che guardano al futuro, da un lato per trovare soluzioni per mitigare tutti gli effetti delle tensioni geopolitiche, come l’aumento dei costi energetici, dall’altro per innovare continuamente la filiera”.

“Non parlare di digitalizzazione nelle imprese agricole e tabacchicole in questo momento sarebbe anche fuori dalla storia – ha detto Alberto Mantovanelli, presidente dell’Organizzazione dei produttori italiani di tabacco (Opit) –. È importante implementare il digitale cercando di aggregare tutta la filiera in un percorso tarato sulle nostre imprese per ottimizzare i processi produttivi che di fatto possono migliorare le performance sotto tutti i profili, dalla sostenibilità ambientale a quella economica passando per quella sociale”.

“Opit ha sposato in maniera attiva il progetto Digital farmers – ha aggiunto Francesco Martella, direttore di Opit – perché ne condividiamo i contenuti e contribuiamo ad individuare quelle che sono anno dopo anno i temi emergenti. Oltre ai contenuti, un aspetto importante del progetto è la possibilità di fare rete tra tutti i produttori di area geografiche diverse (Veneto, Umbria e Campania). I produttori diventano quindi parte attiva del progetto, scambiandosi esperienze, buone pratiche e innovazioni, esperienze diverse che aiutano ad accrescere la cultura d’impresa e a crescere tutti insieme”.

“Il progetto Digital farmers, al terzo anno di attività – ha spiegato Gabriele Chiodini, agronomo del Cesar – consiste in un’attività di affiancamento agli agricoltori, soprattutto ai giovani tabacchicoltori della filiera di Philip Morris che vogliono attuare un percorso di transizione ecologica e digitale. Il Cesar mette a disposizione delle competenze attraverso professionisti, agronomi e consulenti che sono in grado di supportare i tabacchicoltori nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Un indicatore importante è il numero di tabacchicoltori che vi aderisco e che progressivamente aumentano l’utilizzo di tecnologie che supportano le decisioni dell’agricoltore circa l’utilizzo di acqua, interventi di difesa, sistemi che possono automatizzare alcune attività. Abbiamo testato robot, sistemi autonomi per dimostrare che anche nel campo del tabacco si riesce a fare automazione robotica. Quest’anno testeremo nuove tecnologie legate sempre ad un’attività di transizione dell’agricoltura che riguarda soprattutto l’ecologia e la sostenibilità”.

Aeroporto, via ai lavori con un nuovo record passeggeri

La giunta regionale dell’Umbria ha approvato lo schema di convenzione con Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) e Sase S.p.A. per l’avvio dell’intervento “Aeroporto San Francesco – potenziamento infrastrutture, attrezzaggio, digitalizzazione”, dal valore complessivo di 6.814.667 euro, di cui 5.111.000 euro finanziati dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027 e cofinanziato da Sase.

Il piano di investimento prevede il miglioramento funzionale dei servizi, l’ampliamento degli spazi destinati ai passeggeri, la riqualificazione del piazzale aeromobili, la realizzazione di un edificio per il ricovero dei mezzi di rampa, la messa a disposizione di nuove attrezzature di supporto a terra, investimenti per la sicurezza e per la gestione ottimale dei flussi di passeggeri, oltre a un’ampia digitalizzazione dei processi. La convenzione definisce anche il cronoprogramma degli interventi e i meccanismi di monitoraggio, con obblighi puntuali di rendicontazione e rispetto delle tempistiche, al fine di garantire l’efficace utilizzo delle risorse e la piena operatività entro i termini stabiliti.

E questo all’indomani di un nuovo record. L’aeroporto internazionale dell’Umbria ha superato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 4.000 passeggeri in un solo giorno: martedì 12 agosto sono transitati 4.093 passeggeri, di cui 1.976 arrivi e 2.117 partenze.

Il precedente record risaliva al 22 luglio 2025 con 3.947 passeggeri. Nei primi sei mesi dell’anno lo scalo ha registrato 276.334 passeggeri (+21,6% rispetto al 2024), con una crescita media del 22% contro il +6% nazionale e con il traffico internazionale che rappresenta il 71% del totale.

La stagione estiva “Summer 2025” vede lo scalo collegato a 17 destinazioni, servite da 6 compagnie aeree, fino a 114 voli settimanali: 8 rotte nazionali (Brindisi, Cagliari, Olbia, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Lampedusa e Pantelleria) e 9 internazionali (Londra Stansted, Londra Heathrow, Bruxelles, Bucarest, Barcellona, Rotterdam, Cracovia, Malta e Tirana).

La presidente della Regione Stefania Proietti dichiara: “Oggi celebriamo un doppio traguardo per il nostro aeroporto, un record di passeggeri che testimonia l’attrattività dell’Umbria e l’approvazione di un piano di investimenti strategici che renderanno lo scalo ancora più moderno, funzionale e competitivo. Questo significa più opportunità di collegamento con l’Italia e l’Europa, in linea con gli indirizzi che abbiamo dato nel piano di sviluppo, più servizi di qualità per cittadini e turisti e un impatto diretto sulla crescita economica del territorio regionale. Il nostro obiettivo è fare dell’aeroporto dell’Umbria una porta d’accesso efficiente e accogliente verso una regione che ha molto da offrire al mondo oltre che una infrastruttura strategica per lo sviluppo regionale in un’ottica che fa dell’Umbria il perno dell’Italia mediana”.

“Lo sviluppo dell’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi – ha concluso la presidente – è un obiettivo di grande coesione politica, da perseguire con forza in un’ottica di complementarietà con altri scali del centro Italia per rendere l’Umbria il cuore pulsante dell’Italia Mediana”.

Diocesi Perugia – Città della Pieve, le nomine per parrocchie e servizi

L’arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, Ivan Maffeis, ha provveduto ad affidare a venti sacerdoti e a un diacono permanente i mandati di ministero in parrocchie e non solo, che diverranno effettivi a partire dal prossimo settembre.

PARROCCHIE E UNITÀ PASTORALI

Padre Minz Abhishek, SAC, viene nominato collaboratore parrocchiale di Vaiano, Paciano, Sanfatucchio e Villastrada Umbra.

Padre Vito D’Amato, OFM, viene nominato vicario parrocchiale di Ponte d’Oddi.

Don Roberto Di Mauro conclude il suo servizio presso l’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero e viene nominato parroco di Mantignana e Migiana di Monte Malbe.

Don Nicolò Gaggia lascia le parrocchie di Ponte Pattoli e Civitella Benazzone e viene nominato parroco di Casamanza – Ponte Rio (Montelaguardia). Contestualmente viene nominato moderatore dell’unità pastorale con Ponte Felcino.

Don Sergio Ghio, della Fraternità San Carlo, da parroco in Roma viene nominato collaboratore parrocchiale di Marsciano.

Padre Rosario Corrado Giunta, OFM, viene nominato vicario parrocchiale di Colombella e di Bosco.

Don Arduino Marra viene nominato vicario parrocchiale di Ferro di Cavallo.

Don Filippo Pattarini lascia le parrocchie di Gioiella e Petrignano del Lago e viene nominato collaboratore parrocchiale di Castelvieto e Montesperello in aiuto alla zona pastorale.

Don Marco Pigoni lascia le parrocchie di Mantignana e Migiana di Monte Malbe e viene nominato parroco di Pozzuolo, Gioiella e Petrignano del Lago.

Padre Damiano Romagnolo, OFM, viene nominato parroco di Ponte d’Oddi.

Padre Francesco Pio Russi, OFM, viene nominato cappellano presso l’Ospedale S. Maria della Misericordia.

Don Fonasco Salvatori lascia la parrocchia di Casamanza – Ponte Rio (Montelaguardia) e viene nominato parroco di Ponte Pattoli e Civitella Benazzone.

Don George Sen Muthian viene nominato collaboratore parrocchiale di Prepo, Ponte della Pietra e San Faustino.

UFFICI E SERVIZI DIOCESANI

Don Luca Delunghi lascia il Servizio diocesano di Pastorale Giovanile e viene nominato direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano.

Don Daniele Malatacca viene nominato coordinatore dell’Area giovani e delegato per gli Oratori.

Don Alfonso Liguori viene nominato delegato per il Servizio diocesano di Pastorale Giovanile.

Don Emmanuele John Olajide Boluwatife inizia anche un percorso di studi in Scienza Politiche presso l’Università di Perugia.

Don Fabio Quaresima è nominato incaricato diocesano per la Faci.

Don Marco Pezzanera, viene nominato anche Vicario giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro.

Don Simone Strappaghetti viene nominato assistente ecclesiastico dell’Anspi.

Il diacono Stefano Tenda viene nominato vice-direttore diocesano per il Servizio Insegnamento Religione Cattolica.

Valuta, contraffazione e sicurezza alimentare: i controlli all’aeroporto dell’Umbria anche col “cash dog”

Trasporto di denaro, beni contraffatti, sicurezza alimentare e altri traffici illeciti. I funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM) e i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza della Sezione operativa territoriale aeroportuale di Perugia che presidiano le aree dedicate ai controlli dell’aeroporto internazionale “San Francesco d’Assisi” hanno fatto il punto sui primi sei mesi di attività allo scalo umbro, che sta conoscendo un aumento di traffico e quindi, potenzialmente, di illeciti.

Normativa valutaria

Con riferimento alla disciplina valutaria, nel corso dell’anno, sono stati svolti 82 controlli effettuati nei confronti di altrettanti passeggeri, per un ammontare complessivo di valuta e titoli postati al seguito pari ad oltre 667.333 mila euro.

In tale contesto, sono state accertate 20 infrazioni per la detenzione di valuta superiore al limite consentito (fissato dalla normativa a 10 mila euro), 19 delle quali sanate contestualmente all’accertamento grazie all’istituto della oblazione mentre in 1 caso si è proceduto al sequestro della valuta (1.020 euro). 43 i passeggeri risultati in possesso di somme significative, tra gli 8.000 e i 10.000 euro; in 1 caso, su richiesta del passeggero, è stata accettata la dichiarazione sopra soglia.
In tale contesto, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia, sulla base delle
informazioni contenute nelle banche dati in dotazione al Corpo, hanno accertato nei confronti di 6 passeggeri, sottoposti a controllo, una posizione debitoria nei confronti dell’Erario superiore a 50.000 euro, procedendo al sequestro preventivo d’urgenza ex art. 321, comma 3-bis c.p.p., di somme per circa 43.045,00 euro e alla loro denuncia in stato di libertà, per violazione dell’art. 11, comma 1, del D.Lgs. n. 74/2000.

L’incremento del traffico passeggeri registrato negli ultimi tempi, ha portato alla decisione di aumentare la presenza dei finanzieri presso lo scalo aeroportuale con il supporto, oltre che delle unità cinofile antidroga, anche di un “cash dog”, ossia di un cane specializzato nella ricerca di valuta, con la finalità di arginare il preoccupante fenomeno del trasporto di denaro contante oltre i limiti consentiti dalla legge, rilevato – con sempre maggior frequenza – su alcune rotte da e verso l’estero.

Contraffazione

Il personale della ADM e quello della Guardia di Finanza hanno proceduto, inoltre, al sequestro di merci
contraffate per un totale di 6 pezzi, riproducenti i marchi e loghi delle più note case di moda italiane ed estere.
Gli equivalenti “originali” avrebbero avuto un valore di mercato di svariate centinaia di euro. A questi si
aggiunge anche un falso orologio Rolex Datejust, nascosto in un trolley con tanto di scatola e vari certificati di garanzia, tutti contraffatti, il cui valore originale avrebbe superato i 13.000 euro che lo stesso passeggero ha dichiarato di aver acquistato in un negozio albanese per poco più di 100 euro.
Stupefacenti – Contrabbando TLE.
È, inoltre, proseguita l’azione di prevenzione e contrasto al traffico di sostanze stupefacenti e all’introduzione di tabacchi lavorati esteri (TLE) in eccesso rispetto alla franchigia consentita. Nei primi sei mesi sono stati sequestrati oltre 1,8 kg di tabacco ed emesse sanzioni che hanno consentito di versare all’Erario, mediante l’istituto della oblazione, l’importo di euro 11.000.

Sicurezza alimentare

Sono state 14 le infrazioni accertate in violazione delle disposizioni di cui al Regolamento Unionale n. 206/2009 in materia di trasporto di prodotti alimentari di origine animale e vegetale. Nel corso del semestre, sono stati in particolare sequestrati, per l’immediata distruzione, più di 80 kg. di prodotti alimentari. Si tratta di scorte di cibo risultate essere occultate nel bagaglio al seguito di passeggeri, soprattutto in arrivo dall’Albania, in stato di conservazione non idoneo al consumo umano o potenzialmente pericoloso per la trasmissione di pandemie.

Altre attività

Ammontano invece a 622 i rimborsi “tax-free”, mentre 14 sono stati i controlli risultati rispondenti alla
legislazione effettuati sui microchip di animali da compagnia (PET), al seguito dei viaggiatori.
Nell’anno in cui si annuncia un nuovo record di passeggeri in transito, nei primi sei mesi, sono stati sottoposti a controllo dalla GdF e dalla ADM oltre 1.500 soggetti in arrivo e partenza dallo scalo perugino.
In tale periodo i funzionari della ADM hanno dato, altresì, supporto alle Forze di polizia italiane ed europee in occasione di varie operazioni internazionali volte al contrasto del traffico illecito di merci di varie tipologie.

Dall’11 e dal 25 agosto le nuove disposizioni peri cantieri del Brt

Proseguono i cantieri del Metrobus (Brt) – il sistema di mobilità elettrico Fontivegge – Castel del Piano.

Dall’11 agosto e fino al 30 novembre in via Sandro Penna è confermato il senso unico di marcia nel tratto compreso tra il civico 93 (prossimità via Pantaleoni) e il civico 115 (prossimità Strada delle Fratte), direzione Castel del Piano.

Le lavorazioni si spostano ora sulla corsia di sinistra rispetto al senso di marcia, con conseguenti modifiche agli accessi laterali e alle traverse.

Il limite di velocità è fissato a 30 km/h, ed è previsto l’obbligo di dare la precedenza e seguire le direzioni obbligatorie indicate dalla segnaletica provvisoria.

In via Gaetano Donizetti, dal 25 agosto al 30 novembre verrà istituito il senso unico di marcia nel tratto tra la traversa che conduce al civico 71/A (lato via Albinoni) e via Pergolesi/via Cimarosa, con il cantiere collocato sulla corsia di sinistra.

Anche in questo caso il limite di velocità è di 30 km/h. Sono previsti obblighi di stop e direzioni obbligatorie per alcuni accessi privati e laterali, come indicato nella segnaletica temporanea.

Rapporto banche in Umbria, Ghista: giusta la scelta di Confesercenti con lo sportello micro credito per Pmi

“In questa situazione si conferma vincente la scelta di Confesercenti di aiutare le piccole e medie imprese attraverso lo sportello del micro credito che già nello scorso anno ha erogato e garantiro crediti per 400 milioni di euro”. Così Carlo Ghista, presidente provinciale di Confartigianato Terni, al termine dell’analisi fatta da Confesercenti Umbria nella sede ternana sulla base della pubblicazione, a cura della Fondazione Fiba di First Cisl, che analizza le semestrali dei primi 5 gruppi bancari italiani (Intesa San Paolo, Unicredit, Banco BPM, Monte Paschi Siena e Bper).

Come sottolineato nella pubblicazione della Fondazione Fiba di First Cisl, i risultati record registrati nei primi sei mesi del 2025, una crescita del 13,5 per cento, sono frutto dell’incremento delle commissioni, della spinta del risparmio gestito, dei ricavi non ricorrenti o straordinari; malgrado il costo del rischio in riduzione e il basso livello di deterioramento, il valore degli impieghi resta sostanzialmente stabile.

Gli sportelli bancari

Non è solo per la mancanza di erogazione del credito, ma le imprese sono in sofferenza anche per la continua riduzione del personale e degli sportelli bancari: tre anni fa, al 30 giugno 2022, erano 1.771 le imprese con sede in Comuni privi di sportelli bancari e 4.268 le imprese in Comuni con un solo sportello bancario; oggi, al 30 giugno 2025, risultano rispettivamente 3.017 e 4.634 di cui 500 aumentate solo negli ultimi dodici mesi. A questi numeri, frutto degli studi della Fondazione Fiba
della First Cisl sulla desertificazione bancaria, va aggiunto che se a fine anno 2022 il rapporto in Umbria era di 65 sportelli bancari ogni 100 mila abitanti, alla fine del 2024 era già sceso a 37 ogni 100 mila abitanti.

I territori

Andando ad una analisi territoriale, Perugia è messa meglio di Terni: sulla base degli indicatori provinciali di desertificazione, sia assoluta con riferimento ai Comuni privi di sportelli bancari e sia relativa con riferimento ai Comuni con un solo sportello bancario, che classificano le 107 province italiane dalla migliore alla peggiore, Terni occupa la 64sima posizione assoluta e la 74sima posizione nella classifica relativa, mentre Perugia si colloca al 50simo posto nella classifica della
desertificazione assoluta e al 26simo in quella della desertificazione parziale.

Rispetto al totale dei 25 Comuni senza sportelli bancari e ai 28 Comuni con un solo sportello bancario al giugno 2022, tre anni dopo, a giugno 2025, se ne registrano 33 senza e 23 con un solo sportello; non hanno sportelli Comuni come Montecastrilli, Stroncone, Arrone, Porano, Ferentillo e Calvi dell’Umbria in provincia di Terni, Piegaro, Collazzone, Castel Ritardi, Campello sul Clitunno, Sigillo e Fratta Todina in provincia di Perugia.