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Autore: Redazione

Treni, dal 10 agosto per manutenzioni lungo la linea Firenze-Roma

Da lunedì 10 a venerdì 28 agosto saranno effettuati lavori di manutenzione e potenziamento, nel tratto tra Chiusi e Orvieto delle linee direttissima e convenzionale Firenze-Roma. Rfi ha conseguentemente riprogrammato l’offerta di treni Alta Velocità, Intercity e Regionali.

Sulla linea Direttissima gli interventi interesseranno il tratto tra Chiusi e Orvieto, con attività alla galleria Fabro e sul viadotto Paglia, nei pressi di Orvieto. Nei cantieri saranno impegnati ogni giorno oltre 80 tecnici di RFI e delle imprese appaltatrici, supportati da treni cantiere e mezzi d’opera. L’investimento previsto è di circa cinque milioni di euro.

Sulla linea convenzionale saranno invece eseguiti interventi di manutenzione straordinaria sul ponte ferroviario del Riomaggiore, tra Chiusi e Panicale, e sulla seconda pensilina della stazione di Chiusi–Chianciano Terme. Le lavorazioni vedranno all’opera quotidianamente oltre 30 tecnici, con l’impiego di treni cantiere e mezzi operativi, per un investimento di circa un milione di euro.

Per consentire l’esecuzione delle attività, la circolazione ferroviaria sarà riprogrammata. Le modifiche, già recepite nei sistemi di vendita delle imprese ferroviarie, comporteranno variazioni di orario, allungamenti dei tempi di percorrenza e una rimodulazione dell’offerta dei collegamenti Alta Velocità, Intercity e Regionali.

Conclusi gli interventi, dal 29 al 31 agosto, sarà avviata la fase di ripristino dell’esercizio secondo le procedure previste dopo il rinnovo dell’infrastruttura. In questo periodo i treni transiteranno inizialmente a velocità ridotta, progressivamente incrementata dopo le verifiche tecniche, con un aumento dei tempi di percorrenza compreso tra 5 e 10 minuti.

Umbria, soddisfatti nonostante Pil e redditi siano inferiori alla media nazionale

Il Pil (Prodotto interno lordo) umbro sotto la media nazionale. Ma i dati Bes dell’Istat raccontano una regione che tra il 2018 e il 2024 ha visto crescere l’indice complessivo di benessere cresce del 16%, contro il 12,1% dell’Italia e l’11,8% del Centro. A trainare il miglioramento sono soprattutto relazioni e istituzioni. Nel 2024 l’Umbria supera l’Italia nella fiducia in Parlamento e sistema giudiziario, e anche nelle forze dell’ordine e nei vigili del fuoco. Alle europee l’affluenza è stata del 60,8%, contro il 49,8% nazionale.

La Camera di Commercio aveva già rilevato un altro elemento: il 57,5% degli occupati è molto soddisfatto del proprio lavoro, nonostante retribuzioni medie inferiori dell’11,2% a quelle italiane.

Le difficoltà registrate dal Pil

Nel 2024 il Pil (Prodotto interno lordo) pro capite è stato in Umbria di 32.467 euro: ponendo l’Italia uguale a 100, la regione si ferma a 87. Anche il reddito disponibile per abitante è più basso, 22.524 euro contro 23.155. Sono distanze che entrano nella vita quotidiana attraverso salari, consumi, capacità di risparmio e possibilità delle imprese di creare valore.

Il Benessere equo e sostenibile

La fotografia cambia quando al reddito si affiancano gli indicatori Bes (Benessere equo e sostenibile) dell’Istat che misurano anche salute, istruzione, lavoro, relazioni sociali, sicurezza, ambiente, servizi e rapporto con le istituzioni. Un’elaborazione della Banca d’Italia su 120 indicatori territoriali colloca l’Umbria nel 2024 oltre dieci punti sopra la media italiana. Tra il 2018 e il 2024 l’indice è cresciuto del 16%, contro il 12,1% dell’Italia e l’11,8% del Centro. Il contributo maggiore al miglioramento è arrivato dall’area “relazioni e istituzioni”. In sostanza, cambiando metro cambia anche il segno: il -13% dell’Umbria rispetto alla media italiana nel Pil pro capite diventa +10,6% quando si considera il benessere complessivo.

Nel Bes gli umbri attribuiscono 4,8 punti su dieci al Parlamento, contro 4,7 in Italia; 5,1 al sistema giudiziario, contro 4,9; 7,7 alle Forze dell’ordine e ai Vigili del fuoco, contro 7,4. Per i partiti politici, invece, il voto è 3,5 sia in Umbria sia nel Paese. Non emerge quindi una generica fiducia nella politica: il vantaggio regionale riguarda soprattutto istituzioni associate a garanzie, sicurezza e funzionamento dello Stato.

Politica e istituzioni

La serie storica aggiunge un dettaglio importante. Nel 2016 l’Umbria non era sopra la media nazionale: la fiducia nel Parlamento era 3,6 contro 3,7; quella nel sistema giudiziario 4,0 contro 4,3; quella nelle Forze dell’ordine e nei Vigili del fuoco 7,1 contro 7,2. Nel 2024 tutti e tre gli indicatori risultano invece sopra la media nazionale. La maggiore fiducia osservata oggi non sembra dunque un tratto immutabile della regione, ma è un vantaggio che si è formato nel tempo. Nello stesso periodo è migliorato anche un indicatore concreto: la durata media dei procedimenti civili è scesa in Umbria da 522 giorni nel 2014 a 401 nel 2024, contro una media italiana di 447.

Un altro segnale arriva dalla partecipazione. Alle elezioni europee del 2024 ha votato il 60,8% degli aventi diritto umbri, contro il 52,5% del Centro e il 49,8% dell’Italia. Votare di più non equivale automaticamente ad avere più fiducia nelle istituzioni, ma indica una relazione con la sfera pubblica più intensa di quella che si registra mediamente nel Paese.

Il lavoro

La Camera di Commercio dell’Umbria aveva già incontrato uno scarto simile osservando il lavoro. Il 57,5% degli occupati umbri, in base all’indagine multiscopo dell’Istat, attribuisce una media tra 8 e 10 a sei aspetti della propria occupazione: guadagno, prospettive professionali, orario, stabilità, distanza casa-lavoro e interesse per ciò che si fa. È il terzo risultato tra le regioni italiane, contro il 51,1% nazionale. Eppure la retribuzione media annua dei dipendenti umbri è inferiore dell’11,2% a quella italiana.

Dentro quella soddisfazione possono pesare fattori che la busta paga non registra da sola. In Umbria il 2,8% degli occupati teme di perdere il lavoro senza riuscire a trovarne uno simile, contro il 3,2% nazionale; i passaggi da occupazioni instabili a stabili raggiungono il 20,4%, rispetto al 16,6% italiano. Restano, nello stesso mercato del lavoro, debolezze note: più part-time involontario, una quota elevata di laureati impiegati al di sotto del titolo posseduto, produttività e salari da recuperare. La soddisfazione, dunque, non cancella i problemi; segnala che le persone attribuiscono valore anche a continuità, sicurezza e qualità della propria esperienza lavorativa.

Asm Terni, stabilizzato il personale che operava in distacco da Green Asm

Assunti a tempo indeterminato dal primo agosto in Asm Terni i lavoratori di Green Asm che erano distaccati da luglio 2023.

I lavoratori coinvolti operavano ormai in pianta stabile in Asm e queste assunzioni rappresentano un altro importante tassello per il consolidamento delle professionalità operanti nell’azienda multi-utility ternana. “È stata positiva – hanno commentato le segreterie provinciali di Filctem Cgil e Fp Cgil di Terni – la disponibilità e la determinazione mostrata da Asm rispetto a questa stabilizzazione di personale. L’operazione è molto importante e va anche a risolvere le problematiche che in questi ultimi mesi si erano ripercosse fortemente su questi quattro lavoratori. Indubbiamente, questa rappresenta una grande opportunità per i lavoratori interessati e un’operazione positiva per Asm che necessità di professionalità e competenze per i suoi settori di attività”.

“Siamo soddisfatti per l’operazione di stabilizzazione di questo personale andata a buon fine – hanno aggiunto le organizzazioni sindacali Filctem Cgil e Fp Cgil e relativi delegati sindacali –. Siamo sempre disponibili a collaborare per favorire stabilizzazioni di lavoratori e lavoratrici e per il potenziamento delle politiche di reclutamento delle professionalità”.

Dimissioni Ferrucci, i sindacati chiedono continuità in Sviluppumbria

I sindacati del settore bancario e assicurativo hanno chiesto che venga garantita continuità e stabilità a Sviluppumbria Spa dopo le dimissioni del professor Luca Ferrucci da amministratore unico dell’agenzia regionale.

Scrivono le segreterie regionali dei sindacati e le Rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil in Sviluppumbria spa: “La scelta solleva forti e immediate preoccupazioni nel merito, per questo sottolineiamo con la massima fermezza come in questa delicata fase storica sia assolutamente cruciale e non rinviabile garantire la piena continuità e stabilità operativa di Sviluppumbria”.

“Sviluppumbria – proseguono sindacati e Rsa – non può permettersi battute d’arresto o fasi di stallo gestionale. La concomitante fase di definizione per l’adozione del Defr 2027-2029 è un passaggio chiave che richiede la massima certezza di indirizzo e di operatività”. “La continuità e la stabilità della gestione aziendale – proseguono Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil – risultano indispensabili per dare concreta copertura a tutti gli impegni formali presi nel corso degli ultimi incontri con le rappresentanze sindacali. Il capitale umano dell’agenzia costituisce il vero presidio di continuità e l’asset strategico su cui poggia l’intera architettura delle politiche economiche regionali. In particolare, è prioritario e non più differibile la definizione e l’introduzione del Contratto integrativo aziendale, strumento fondamentale di valorizzazione e rafforzamento del capitale umano finalizzato allo sviluppo dell’agenzia e del territorio, oltre che elemento di equità contrattuale per tutto il personale dipendente. A coronamento di ciò, c’è l’atteso percorso di stabilizzazione del personale precario, un impegno primario verso tutti i lavoratori che assicurano quotidianamente l’operatività dell’azienda”.

“Una eventuale ‘impasse’ gestionale provocata dalle dimissioni – proseguono da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil – si innesta su una situazione economica regionale già pesantemente gravata da una criticità strutturale ampiamente discussa, la progressiva contrazione della presenza degli operatori finanziari e bancari sul territorio umbro. Senza una guida solida, Sviluppumbria rischia di non poter svolgere quell’importante ruolo di raccordo e di ‘orientamento’ a supporto delle pmi, accentuando i divari territoriali”.

“Un’eventuale situazione di stallo – concludono da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil – rischia di compromettere gli effetti attesi dalle misure di programmazione regionale in corso di definizione e indebolire il proficuo percorso di dialogo intrapreso con la Regione Umbria per la definizione del ‘Protocollo Regione e Sindacati del Credito’, che individua in Sviluppumbria il perno per attrarre investimenti e gestire i fondi di coesione”.

Gepafin partecipa al prestito obbligazionario di Gruppo Sem per gli investimenti nel sito di Nocera Umbra

Gepafin Spa ha comunicato di aver perfezionato la sottoscrizione di nuovi titoli per un valore nominale di 350.000 euro nell’ambito del prestito obbligazionario emesso da Sorgenti Emiliane Modena (Sem) Spa, società attiva nel settore delle acque minerali e delle bevande.

L’intervento di Gepafin si inserisce in un’operazione finanziaria di più ampio respiro, per un importo complessivo massimo pari a 12.350.000 euro, la cui emissione iniziale è stata sottoscritta da Crédit Agricole Italia Spa e Cassa Depositi e Prestiti Spa.

La partecipazione di Gepafin è finalizzata a sostenere il piano di investimenti del Gruppo Sem, con particolare attenzione al rafforzamento del sito produttivo umbro di Nocera Umbra Fonti Storiche Spa, società controllata dal Gruppo e realtà industriale radicata nel territorio regionale.

“Con questa operazione Gepafin conferma il proprio ruolo a supporto degli investimenti produttivi e della crescita delle imprese con ricadute concrete sul territorio umbro – ha dichiarato Carmelo Campagna, presidente di Gepafin Spa –. La partecipazione al prestito obbligazionario Sem consente di accompagnare un piano industriale che interessa direttamente il sito di Nocera Umbra, contribuendo al rafforzamento di una realtà produttiva significativa per la regione.

“L’ingresso di Gepafin rappresenta un segnale importante di fiducia nei confronti del nostro progetto industriale e del percorso di crescita che stiamo portando avanti – ha aggiunto Claudio Turchi, presidente del Gruppo Sem –. Le risorse raccolte ci consentiranno di accelerare gli investimenti sul sito di Nocera Umbra, rafforzandone la capacità produttiva, l’innovazione e la competitività, con ricadute positive sull’occupazione e sull’intero territorio. Siamo lieti di poter contare sul sostegno di un partner come Gepafin, che condivide la nostra visione di sviluppo sostenibile e di valorizzazione del tessuto produttivo umbro”.

Con il perfezionamento dell’operazione, Gepafin prosegue nel percorso di utilizzo dei propri strumenti finanziari a sostegno di iniziative di investimento capaci di generare sviluppo, innovazione e consolidamento industriale nel territorio umbro.

Drammatico incidente sulla Terni – Rieti, attivati straordinarie procedure di soccorso

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso profondo dolore per la tragedia che si è consumata sulla Terni – Rieti e vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono rimasti coinvolti. Insieme al direttore regionale Gianluca Fagotti e alla direttrice regionale alla Salute, Daniela Donetti, ha seguito tutte le fasi dell’emergenza, dal primo soccorso all’assistenza di prima accoglienza, con l’attivazione dei protocolli sanitari di maxi emergenza.

La presidente ha ringraziato tutti coloro che sono stati impegnati nella grandissima operazione di soccorso: le donne e gli uomini della Protezione civile regionale, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, gli operatori sanitari e i volontari che stanno lavorando senza risparmio di energie.

Dopo essersi recati sul posto e al centro di prima accoglienza, la presidente e il direttore Fagotti si sono trasferiti in Prefettura a Terni, dove è aperto il Centro coordinamento soccorsi.

La Regione si è attivata sul fronte sanitario con la centrale operativa: applicate le procedure di maxi emergenza, allertate le quattro aziende sanitarie e i pronto soccorso di Terni, Foligno, Perugia e Spoleto. Tutti gli ospedali della regione hanno messo a disposizione posti letto liberi per accogliere i feriti.

A Terni è stato attivato anche il supporto psicologico per i familiari e le altre persone coinvolte nel terribile incidente.
È entrata subito in azione anche la Protezione civile regionale. La presidente Stefania Proietti e il direttore regionale Gianluca Fagotti si sono recati sul posto. A prestare i primi soccorsi sono stati 12 equipaggi sanitari, con una cinquantina di volontari, oltre a una decina di operatori della Protezione civile e a un mezzo attrezzato per le maxi emergenze arrivato da Città di Castello.

Davanti alla biglietteria della Cascata delle Marmore è stato allestito dalla Regione un centro di prima accoglienza per i feriti lievi e per le persone illese.

Bilanci delle imprese, Umbria a due velocità

E’ un’Umbria a due velocità quella consegnata dall’analisi dei bilanci depositati nel 2026 e relativi all’esercizio 2025 delle imprese. Ne sono stati presentati circa la metà: non abbastanza per tracciare un consuntivo, ma quanto basta per cominciare a leggere la direzione presa dalla parte più strutturata dell’economia regionale. Il campione comprende società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni e cooperative soggette al deposito del bilancio. Sono poco meno del 25,5% delle imprese attive umbre, ma concentrano tra il 70% e il 75% del fatturato complessivo.

La Corporate Umbria, vale a dire l’insieme di queste imprese, conserva il tratto che Andrea Cardoni, professore di Economia aziendale all’Università degli Studi di Perugia e coordinatore del gruppo di lavoro camerale, ha definito “muscolare e muscoloso”. Produce, vende e non rinuncia agli investimenti materiali. Da tempo, però, fatica più di altri sistemi produttivi a trasformare i ricavi in redditività: un’economia che fa muscoli sul fatturato, ma resta magra nei margini.

I conti finora depositati aggiungono qualche luce. Il valore aggiunto medio per impresa cresce in Umbria dell’11,2%, mentre diminuisce del 12,5% in Italia e del 15,7% nelle Marche; la Toscana avanza del 5,6%. Il valore della produzione media aumenta dello 0,3%, contro il -14,6% nazionale e il -18% marchigiano. L’utile medio per impresa umbra sale da 103.059 a 104.399 euro, mentre quello italiano scende da 158.141 a 130.507 euro.

Terni trascina la crescita dei margini

Il dato centrale è l’Ebitda margin, dall’inglese Earnings before interest, taxes, depreciation and amortization: il margine operativo lordo in rapporto al valore della produzione. Indica quanti euro restano all’impresa ogni cento euro prodotti dopo aver sostenuto i principali costi della gestione ordinaria — materie prime, energia, servizi e personale — ma prima di ammortamenti, interessi e imposte.

È un indicatore importante perché misura la capacità di trasformare l’attività in redditività operativa. Un margine elevato può riflettere prezzi più remunerativi, maggiore efficienza o prodotti a più alto valore aggiunto; un margine contenuto segnala invece che i costi assorbono una parte maggiore dei ricavi.
In Umbria l’Ebitda margin sale dall’8,4% all’8,8%. L’Italia scende dal 9,8% al 9,2%; le Marche crescono dal 9,5% al 10,3% e la Toscana dal 9,6% al 9,9%. La regione recupera terreno, pur restando dietro alle due aree confinanti. La media nazionale comprende inoltre il Mezzogiorno, dove i margini sono generalmente più bassi: per misurare la capacità competitiva di medio periodo, il confronto più impegnativo resta quello con le regioni del Nord.

L’intero miglioramento regionale è dovuto alla provincia di Terni. Nel Perugino l’Ebitda margin resta sostanzialmente stabile, scendendo dall’8,6% all’8,5%. Nel Ternano compie invece un balzo dal 7,6% al 10%, portandosi sopra la media italiana provvisoria.
Il risultato va letto insieme al calo del valore della produzione medio ternano, pari al 24,6%. Terni trattiene una quota maggiore di margine su ogni euro prodotto, ma all’interno di un volume medio di attività più ridotto. Perugia, al contrario, registra una crescita del valore della produzione del 7,5%.
Anche gli utili seguono due traiettorie differenti. A Terni l’utile medio cresce da 53.093 a 71.866 euro, con un aumento del 33,3%, pur fermandosi al 62% dei 115.946 euro registrati nel Perugino. A Perugia l’utile medio scende del 2,3%, dai precedenti 118.666 euro. Il valore aggiunto per impresa cresce del 14,3% a Perugia e del 2,5% a Terni.

La produttività tiene, ma resta il divario

La produttività del lavoro, misurata attraverso il valore aggiunto per addetto, segue un andamento coerente con quello dei margini provinciali: scende dell’1,6% a Perugia e cresce del 3,1% a Terni.
Nell’intera Umbria la flessione è dello 0,7%, molto più contenuta rispetto al -7,7% italiano. Marche e Toscana registrano invece lievissimi aumenti, rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1%.
Il calo nazionale riduce la distanza, senza cancellarla. A valori reali, espressi in euro dell’anno 2020, la produttività si attesta a 50.348 euro per addetto in Umbria, contro 55.729 euro in Italia: il ritardo regionale è ancora del 9,7%. Perugia raggiunge 51.462 euro, Terni 46.143.

Sugli investimenti le province si separano

La differenza più marcata emerge sul capitale produttivo. In provincia di Perugia le immobilizzazioni complessive medie aumentano del 10,1% e quelle materiali del 18,9%. Gli investimenti e gli altri incrementi patrimoniali hanno quindi più che compensato ammortamenti, svalutazioni, cessioni e ulteriori riduzioni.
A Terni le immobilizzazioni complessive scendono invece del 16,1%, quelle materiali del 14,7% e quelle immateriali del 9,1%. Non significa che le imprese non abbiano investito, ma indica che i nuovi apporti non sono stati sufficienti a ricostituire il capitale consumato, ceduto, svalutato o comunque uscito dai bilanci.
Nel Ternano, dunque, la redditività corrente e la produttività migliorano, mentre lo stock di capitale si assottiglia. Può essere il risultato di un uso più efficiente degli impianti esistenti, di una riduzione dei costi o di dismissioni; può però riflettere anche investimenti più deboli. La composizione ancora incompleta del campione invita a non isolare una sola spiegazione.

Su scala regionale il saldo rimane favorevole. Le immobilizzazioni medie per impresa salgono da 1,078 a 1,129 milioni di euro, con un incremento del 4,7%; quelle materiali aumentano dell’11,7%. Gli investimenti e gli altri incrementi hanno quindi superato, nell’insieme, ammortamenti, svalutazioni, cessioni e riduzioni.
Il ritardo del capitale immateriale

Più fragile resta la componente immateriale. Nei bilanci finora presentati, software, brevetti, licenze, costi di sviluppo e avviamento valgono in Umbria circa 77 mila euro per impresa, con una diminuzione del 10,7%.
Il dato definitivo del 2024 aveva già mostrato una distanza ampia: circa 86 mila euro in Umbria, contro 264 mila in Italia, 201 mila nelle Marche e 374 mila in Toscana. Non tutte le spese per innovazione finiscono tra le immobilizzazioni — software in abbonamento, servizi digitali, formazione e consulenze possono essere registrati direttamente tra i costi — ma il divario segnala una limitata accumulazione di capitale tecnologico e conoscitivo.

Con un valore della produzione della Corporate Umbria vicino ai 40 miliardi di euro, ogni punto di Ebitda margin corrisponde a circa 400 milioni. Raggiungere il 10,3% delle Marche, a parità di volume, significherebbe generare all’incirca 600 milioni di margine operativo lordo in più, aumentando lo spazio disponibile per investimenti, innovazione, credito e rafforzamento patrimoniale.

Trasporto pubblico potenziato fino al 31 dicembre per i pellegrini francescani

Avviato dal primo agosto il programma straordinario di potenziamento e integrazione dei servizi di trasporto pubblico locale “Link in Umbria”, che fino al 31 dicembre rafforzerà i collegamenti verso i principali luoghi francescani e i poli religiosi, culturali e turistici della regione, in vista dell’intenso afflusso di pellegrini e visitatori previsto per le celebrazioni dell’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Il piano prevede un investimento complessivo di oltre 620 mila euro.

L’intervento – spiega la Regione in una nota – nasce per rispondere all’incremento dei flussi di pellegrini, visitatori e pendolari attesi durante le celebrazioni, e quindi per migliorare l’accessibilità alle mete principali attraverso il rafforzamento dei collegamenti tra stazioni ferroviarie, centri storici e luoghi di pellegrinaggio, con una maggiore integrazione tra trasporto su gomma e ferro.

“Con questo intervento – afferma la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – continuiamo a investire sull’accessibilità dell’Umbria e sulla valorizzazione dei suoi luoghi francescani. Il potenziamento dei collegamenti è stato possibile grazie alla collaborazione con il Governo, che ringraziamo per aver condiviso con la Regione un percorso finalizzato a garantire servizi adeguati a un evento di rilievo internazionale. Insieme miglioriamo i collegamenti del trasporto pubblico locale per consentire a pellegrini, cittadini e visitatori di raggiungere con maggiore facilità i luoghi del Centenario francescano”.

Nel dettaglio, il programma prevede il potenziamento dell’Assisi Link, con incremento della frequenza dei collegamenti tra la stazione ferroviaria e il centro storico, e la riattivazione, dal 1° agosto al 1° novembre, della linea urbana a servizio di San Damiano e dell’Eremo delle Carceri. A Orvieto è previsto il rafforzamento dei collegamenti pomeridiani tra la stazione ferroviaria, la funicolare e il centro storico. In Valnerina saranno potenziati e coordinati i collegamenti intermodali delle linee dirette a Norcia e Cascia, in raccordo con i principali nodi ferroviari. Nell’area eugubina saranno incrementati i collegamenti veloci tra Gubbio, Branca e Perugia, con estensione del servizio fino alla stazione di Fontivegge e miglioramento delle coincidenze presso la stazione ferroviaria di Fossato di Vico. Il programma comprende inoltre l’attivazione di servizi straordinari di navetta, da impiegare nelle giornate di maggiore afflusso di pellegrini e visitatori, con collegamenti dalle stazioni ferroviarie e dai parcheggi di interscambio.

Caro-diesel, in Umbria oltre 7mila imprese attendono le nuove misure del Governo

Agenti di commercio, autotrasportatori e servizi di trasloco, tassisti e Ncc. In Umbria 5mila piccole imprese attendono una misura più strutturale contro il caro-carburanti da parte del Governo. 

La CGIA ricorda che il credito d’imposta da oltre 320 milioni di euro introdotto dall’Esecutivo per alleggerire la componente fiscale del diesel interessa solo il 22% circa dei mezzi pesanti circolanti nel Paese.

Ma tra gli artigiani il conto salato del caro-carburante non lo stanno pagando solo i padroncini, ma anche i taxisti e gli Ncc: tutte figure che rientrano nella categoria dei “professionisti della strada”, cioè quegli operatori che per legge devono possedere un’abilitazione specifica per guidare i mezzi con cui lavorano.

Per i padroncini il carburante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti del bilancio aziendale, e ogni rincaro si traduce in un’erosione diretta dei margini, già ridotti all’osso dalla concorrenza (spesso praticata da abusivi) e dall’inflazione generale. Anche gli agenti di commercio, costretti a spostamenti quotidiani per l’attività di vendita, risentono pesantemente dell’aumento dei costi di trasferta. Il rischio concreto è che molte di queste attività, distribuite capillarmente su tutto il territorio nazionale non riescano – o meglio ancora, non possono – scaricare i maggiori costi sui prezzi finali.

Rottamazione bollo auto, interessate circa 7mila famiglie umbre

La Regione Umbria, con l’approvazione in Assemblea Legislativa della norma che stabilisce la definizione agevolata per la tassa automobilistica, ha aderito ufficialmente alla rottamazione-quinquies, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Legge 27 marzo 2026, n. 38.

L’intervento – spiegano la presidente Stefania Proietti e l’assessore al Bilancio Tommaso Bori – che prevede l’applicazione della definizione agevolata attraverso la cancellazione di sanzioni e interessi per i contribuenti umbri, consentirà ai cittadini di saldare il proprio debito pagando unicamente l’imposta dovuta, con il totale azzeramento di sanzioni, interessi e accessori.

La definizione agevolata potrà essere effettuata con riferimento alle cartelle esattoriali che vanno dal 2000 al 2021 e si stima possa interessare tra 5.000 e 7.000 famiglie.

“Un intervento pensato per supportare i contribuenti riducendo il carico economico e, al contempo, per rendere più efficiente e virtuosa la gestione delle entrate regionali – hanno affermato la presidente Proietti e l’assessore Bori – recuperando parte dei crediti giacenti affidati all’Agenzia delle entrate, che altrimenti avrebbero ridotte probabilità di incasso integrale”.

“Con questo provvedimento – proseguono – coniughiamo equità fiscale, sostegno concreto alle famiglie e rigorosa tutela dei conti pubblici – Offriamo ai cittadini quindi, un’opportunità reale per regolarizzare la propria posizione azzerando il peso di sanzioni e interessi accumulati negli anni ed, allo stesso tempo, rendiamo più moderna ed efficace la gestione del fisco regionale”. Ig/g/nnn