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Autore: Redazione

Distretti e reparti ospedalieri, assunzioni per 17 direttori

La Giunta regionale, su proposta della presidente Stefania Proietti, ha dato il via libera alle autorizzazioni necessarie per il conferimento degli incarichi di direzione nelle aziende Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2, con l’obiettivo di coprire le sedi vacanti e programmare in anticipo la successione per i posti di direzione prossimi al pensionamento.

I dirigenti nei territori

Nel territorio dell’azienda Usl Umbria 1 il provvedimento riguarda dieci strutture complessive. Scattano subito le autorizzazioni per le direzioni di Otorinolaringoiatria aziendale, Anestesia e Rianimazione degli ospedali di Gubbio e Gualdo Tadino, Psichiatria e Riabilitazione dei disturbi del comportamento alimentare, insieme alle direzioni dei quattro distretti sanitari del Perugino, dell’Assisano, della Media Valle del Tevere e dell’Alto Tevere. Per l’area dell’Alto Tevere la Giunta ha programmato anche la successione alla Direzione medica ospedaliera e ha concesso il via libera preventivo per selezionare i futuri responsabili del Pronto Soccorso dell’Alto Tevere e della Chirurgia generale dell’ospedale di Città di Castello, in vista del pensionamento degli attuali titolari a fine anno.

Per il territorio dell’azienda Usl Umbria 2 l’atto autorizza l’avvio delle procedure per l’assegnazione dei vertici di tre reparti ospedalieri strategici: la Medicina generale dell’ospedale di Foligno, l’Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Orvieto e l’Ostetricia e Ginecologia Foligno-Spoleto. Lo stesso provvedimento programma poi le coperture, con decorrenza dal 2027, per i direttori dei quattro distretti sanitari territoriali di Terni, Foligno, Spoleto e Orvieto.

Tutte le nomine autorizzate sono interamente coperte dai bilanci aziendali e dai piani del fabbisogno di personale già approvati, nel rispetto dei limiti di spesa. Nei provvedimenti di conferimento e nei relativi contratti individuali verrà inserita una specifica clausola di salvaguardia, per fare salvi gli eventuali riassetti organizzativi che deriveranno dall’approvazione del nuovo Piano socio sanitario regionale.

Le assunzioni in sanità

Le assunzioni in sanità sono state materia di scontro nell’ultima seduta del Consiglio regionale. La presidente Stefania Proietti, rispondendo a un’interrogazione della consigliera Eleonora Pace, ha fornito i dati. Nel 2026 sono state effettuate 432 delle 907 assunzioni previste. A breve saranno effettuati i concorsi per 124 infermieri e 110 operatori sociosanitari che sono in fase avanzata.

Infortuni e malattie professionali in Umbria, i dati Inail

Nei primi sette mesi del 1016, secondo i primi dati a disposizione dell’Inail, in Umbria si sono registrati 6.267 infortuni sul lavoro (+5% rispetto al periodo gennaio – luglio 2025), con 10 decessi (lo scorso anno, nello stesso periodo, erano stati 14 nella regione). Sei decessi sono avvenuti sul luogo di lavoro, mentre in 4 casi durante il tragitto (2 senza l’utilizzo di mezzi).

Le malattie professionali accertate sono state 2.785, con un leggero incremento rispetto alle stesso periodo del 2025.

Inail evidenzia come siano in aumento sia gli infortuni in occasione di lavoro (+3,9%), sia quelli in itinere (+13,7%). Quanto ai decessi, risultano in diminuzione rispetto allo scorso anno gli infortuni mortali in occasione di lavoro, mentre raddoppiano quelli in itinere.

L’Inail offre anche interessanti dati sugli infortuni e malattie professionali denunciati in Umbria dal 2021 al 2025. La variazione degli infortuni è stata del +13,5%, con i casi mortali che sono scesi del 32% e le malattie professionali in aumento dell’88,5%.

Nel 2025 ogni giorni sono stati riscontrati in media nella regione 28 infortuni e 12 malattie professionali.

Quanto ai settori, degli infortuni denunciati nell’ultimo anno 1229 riguardano la manifattura, 722 le costruzioni, 633 il commercio, 546 l’attività di trasporto, 344 alloggi e ristorazione, 233 i servizi alle imprese, 98 la pubblica amministrazione, 617 la sanità.

Il progetto “Benessere a 360°”

Per prevenire infortuni e malattie professionali, anche legate alle nuove criticità dovute all’utilizzo delle tecnologie digitali, Inail sostiene il progetto “Benessere a 360°”, predisposto da Confartigianato Imprese Umbria. Un progetto che, grazie alla consulenza degli esperti di Confartigianato, promuove la prevenzione integrata e volontaria. Al di là, dunque, del solo adempimento agli obblighi di legge.

Meno credito alle piccole imprese: numeri e cause

Un miliardo di credito in meno, dal 2021 a marzo 2026, per le piccole imprese umbre. La perdita reale è del 38,8%, con un divario cumulato che in quattro anni arriva a 2,6 miliardi di euro l’anno. Per un’azienda sono in media circa 15mila euro di credito in meno.

È quanto emerge dall’elaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria sui dati della Banca d’Italia e dell’Istat. Un ridimensionamento che colpisce soprattutto le aziende minori, proprio mentre quelle più grandi hanno ricominciato a ottenere maggiori finanziamenti.

Tra la fine del 2021 e marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese umbre sono diminuiti di oltre un miliardo di euro, tenendo conto dell’inflazione. Il numero delle imprese individuali e delle società di persone si è ridotto del 6,7% fino al 2025. Per azienda significa appunto circa 15mila euro di credito tra quello che ricevevano a fine 2021 e quello che ricevevano a marzo 2026. La contrazione si è protratta per oltre quattro anni, portando la minore disponibilità cumulata a una stima di 2,6 miliardi di euro-anno. Ma dietro il ridimensionamento non ci sono soltanto le banche: pesano anche gli investimenti rinviati, il minore ricorso ai prestiti e la prudenza nella valutazione delle aziende.

Il commento

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “La riduzione del credito alle piccole imprese umbre ha assunto dimensioni che non possono lasciarci indifferenti. Perdere quasi il 39% del valore reale dei finanziamenti in poco più di quattro anni significa restringere gli strumenti a disposizione di una parte fondamentale della nostra economia. Le banche devono fare di più per sostenere le imprese, soprattutto quelle di minori dimensioni, con condizioni accessibili e una maggiore attenzione alla qualità dei progetti. Allo stesso tempo, dobbiamo rilanciare gli investimenti: senza credito adeguato e senza fiducia nel futuro, per le nostre aziende diventa più difficile crescere”.

I dati

Nel dicembre 2021 le piccole imprese umbre avevano prestiti bancari per 2 miliardi e 244 milioni di euro. A marzo 2026 erano scesi a 1 miliardo e 593 milioni. La differenza è di 651 milioni, ma diventa circa un miliardo e 11 milioni, pari al 38,8%, se si tiene conto della perdita di potere d’acquisto della moneta. È questo il significato del calo reale: oggi il credito disponibile vale molto meno rispetto a quattro anni fa.

Un calo nel tempo

La riduzione non si è verificata tutta insieme, ma si è prolungata nel tempo. Confrontando i prestiti disponibili durante gli anni con quelli della fine del 2021, sempre tenendo conto dell’inflazione, si ottiene una minore disponibilità cumulata stimata in 2,61 miliardi di euro-anno. Questa somma indica quanto è stato ampio il calo e per quanto tempo si è protratto. Per fare un esempio, disporre di 100 milioni di credito in meno per tre anni significa avere un divario cumulato di 300 milioni di euro-anno. Non sono 300 milioni di nuovi prestiti negati: sono tre anni trascorsi con 100 milioni di credito in meno. Il valore umbro è una stima costruita sull’andamento dei finanziamenti rilevato fra il 2021 e il 2026.

Le piccole aziende diminuiscono molto meno del credito

Il dato più significativo emerge dal confronto con il numero delle imprese. Alla fine del 2021 in Umbria erano attive 60.779 imprese individuali e società di persone. Alla fine del 2025 erano diventate 56.702, ossia 4.077 in meno, il 6,7%.

Nello stesso intervallo considerato per i finanziamenti, che arriva fino a marzo 2026, il credito reale è diminuito di quasi il 39%. La riduzione delle aziende spiega dunque soltanto una parte della contrazione bancaria.

Rapportando i prestiti al numero delle imprese considerate, la disponibilità media passa indicativamente da 42.800 euro per azienda, tenendo conto dell’inflazione, a 28.100 euro. Significa circa 14.750 euro in meno, il 34,4%, fra la fine del 2021 e marzo 2026. Non sono 15mila euro perduti ogni anno, ma la differenza complessiva fra l’inizio e la fine del periodo.

Il dato è una stima, perché le classificazioni utilizzate dalla Banca d’Italia e dal Registro delle imprese non coincidono perfettamente. Inoltre comprende anche aziende senza debiti bancari. Ma il risultato resta chiaro: il credito si è ridotto molto più rapidamente del numero delle imprese.

Meno prestiti, anche perché le imprese investono poco

A questo punto emerge la questione decisiva: perché i finanziamenti sono diminuiti tanto?

La prudenza delle banche ha certamente un ruolo. Ma non è l’unica spiegazione. Secondo un’indagine della Banca d’Italia pubblicata il 1° luglio 2026, nella seconda metà del 2025 la domanda di prestiti delle imprese italiane si è indebolita, soprattutto per il rallentamento degli investimenti. Il fenomeno è risultato particolarmente evidente nel Centro e nel Mezzogiorno.

In Umbria, dove gli investimenti privati hanno mostrato segnali di debolezza, molti imprenditori si trovano a valutare con prudenza nuovi macchinari, ampliamenti e progetti produttivi. Quando un investimento viene rinviato, spesso viene rinviata anche la richiesta del finanziamento necessario.

Altre aziende preferiscono utilizzare risorse proprie, evitando di indebitarsi. Ma non bisogna confondere situazioni differenti. Un’impresa che non chiede un prestito perché non ne ha bisogno è in una condizione molto diversa da quella che vorrebbe finanziarsi e non ci riesce. I dati disponibili non consentono di stabilire con precisione quanto pesino queste due situazioni in Umbria.

Le aziende maggiori recuperano, le piccole restano indietro

Nel marzo 2026 i prestiti alle imprese umbre medio-grandi crescevano dell’1,6% rispetto a un anno prima, mentre quelli alle piccole diminuivano del 5,5%. Dei 1.593 milioni destinati alle aziende minori, 928 milioni riguardavano le cosiddette famiglie produttrici, categoria bancaria che comprende determinate attività fino a cinque addetti.

Le piccole imprese incontrano anche condizioni finanziarie più onerose. Per i prestiti destinati alle esigenze di liquidità, i tassi rilevati erano del 9,4% per le piccole società, contro il 5% delle medio-grandi. Il confronto riguarda finanziamenti e aziende con caratteristiche differenti, ma mostra una distanza che può incidere sulle scelte imprenditoriali.

Nel frattempo le banche tendono a concentrare una quota maggiore dei finanziamenti sulle aziende considerate più sicure. Tra il 2024 e il 2025 la percentuale di credito destinata alle imprese con minore probabilità di insolvenza è salita dal 48,3% al 51,4%, secondo la rilevazione AnaCredit della Banca d’Italia, che non comprende le ditte individuali.

L’Umbria perde più dell’Italia, Toscana e Marche fanno peggio

La contrazione non riguarda soltanto l’Umbria. Nel marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese erano diminuiti del 5,5% rispetto a un anno prima nella regione, contro il 4,3% nazionale. In Toscana la flessione raggiungeva il 6,4%, nelle Marche il 7,1%.

Sono dati riferiti all’ultimo confronto annuale, non all’intero periodo dal 2021. Mostrano comunque che la difficoltà delle piccole aziende ad accedere e ricorrere al credito è una questione più ampia, che attraversa il Centro Italia.

Le differenze emergono anche tra i settori produttivi umbri. A marzo 2026 i finanziamenti alla manifattura aumentavano del 4,7%, quelli alle costruzioni dello 0,5%, mentre nei servizi diminuivano del 3%. Queste percentuali riguardano imprese di ogni dimensione, non soltanto quelle piccole.

Il quadro lascia aperta una domanda importante. Quante aziende hanno ridotto spontaneamente il ricorso alle banche e quante, invece, avrebbero voluto investire senza riuscire a ottenere un finanziamento adeguato? Per rispondere occorrono dati sulle richieste di prestito presentate, accolte o respinte.

È una distinzione che riguarda da vicino artigiani, commercianti e piccoli imprenditori. E che aiuta a comprendere perché, dietro una stessa diminuzione del credito, possano nascondersi situazioni economiche molto diverse.

Salute mentale, le iniziative della Asl2 nel Ternano

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale 2026, il Servizio di Riabilitazione Psichiatrica dell’area Sud – territorio provinciale di Terni – dell’Azienda Usl Umbria 2, in collaborazione con le cooperative territoriali ACTL, Casaligha, Helios, La Speranza, TABOR e CIPSS promuove un ricco programma di iniziative di informazione e sensibilizzazione.

L’obiettivo è di mettere in rete servizi, cooperative, persone e territorio, promuovendo una concezione della salute mentale orientata al Recovery, alla partecipazione, alla cittadinanza attiva, alla socialità e al contrasto allo stigma favorendo la sensibilizzazione, l’inclusione sociale, la partecipazione e la valorizzazione dei percorsi terapeutico-riabilitativi in atto presso le nostre strutture residenziali e semiresidenziali.

Il programma si articola in quattro giornate e in varie sedi del territorio ternano e narnese – amerino e coinvolge istituzioni pubbliche, sociali e attività private quali le scuole medie superiori, i Comuni, le Pro loco, la Casa delle donne, il progetto sperimentale DesTEENazione, l’associazione Musicalia, il mercato coperto, che hanno aderito con entusiasmo e partecipazione proponendo iniziative utili per favorire una più stretta e fattiva collaborazione tra soggetti diversi con l’obiettivo di facilitare l’inclusività e lo sviluppo di un linguaggio comune.

Gli eventi sono iniziati venerdì nel Mercato coperto di Terni, in largo Manni, nell’ambito del progetto di “Campagna amica”, con l’esposizione dei manufatti prodotti dagli utenti che frequentano i vari Centri Diurni territoriali.

Il 10 ottobre si svolgeranno due eventi. Presso il ristorante Miralago di Piediluco, la Cooperativa Tabor presenterà l’evento dal titolo: “One Health: un percorso continuo alla ricerca di nuovi equilibri” dove verrà proiettato il video “Mentalchimia” ideato e creato dagli utenti che frequentano il laboratorio fotografico.

Ci sarà poi un incontro dove si parlerà di salute mentale e ambiente sociale con esperti della salute mentale. Interverranno, tra gli altri, la dott.ssa Rosina Ferrini, Responsabile Riabilitazione Psichiatrica area Sud Usl Umbria 2, il dott. Giancarlo Pocetta, medico di Salute Pubblica.

Presso la Casa delle Donne di Terni verrà proposto un workshop dal titolo “Non ci conosciamo” mentre il giorno successivo, 11 ottobre, è in programma un evento organizzato a Fornole dalla Cooperativa CIPSS.

La giornata sarà caratterizzata da una camminata sociale che vedrà la partecipazione, oltre agli operatori e utenti dei CSM, anche della popolazione al fine di facilitare e promuovere l’inclusione sociale.
Al trekking impegnativo di circa nove chilometri che partirà dal parco San Silvestro di Fornole per arrivare a Foce e fare poi rientro al parco stesso, si affiancherà una passeggiata più blanda e accessibile grazie a un percorso pianeggiante di due chilometri.

Al termine di queste camminate verrà offerto un pranzo organizzato in collaborazione con la Pro loco di Fornole. Parallelamente, la città di Terni ospiterà numerose iniziative in diverse sedi coordinate da varie cooperative sociali.

Presso il Caffè letterario della biblioteca comunale si terranno approfondimenti culturali come la presentazione della guida dedicata al linguaggio comune orientato alla Recovery insieme ai medici Lorenzetti, Ferrini e Pocetta, seguita dall’illustrazione del progetto sui sogni di Cassioli, dalla presentazione del libro intitolato “Di questi tempi” e da un laboratorio di scrittura creativa con un’installazione di cartoline curato da diverse realtà del territorio.

Nello spazio multimediale DesTEENazione sarà allestita l’escape room sul caso del dottor Vance, che coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori al mattino per poi aprirsi alla cittadinanza nel pomeriggio.

La musica sarà invece protagonista a Musicalia con le performance degli allievi della scuola insieme agli utenti della cooperativa La Speranza, mentre la Piazza delle bambine e dei bambini si animerà con le attività sul riflesso della bellezza e le interrogazioni dell’anima curate dal centro di attività diurna Leonardo.

Caro-carburanti: in attesa delle misure del Governo, Confagricoltura Umbria invoca un intervento straordinario della Regione

Confagricoltura anche in Umbria lancia l’allarme di fronte al continuo aumento del prezzo del gasolio agricolo, che sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle imprese umbre, già alle prese con l’incremento dei costi di produzione e con le difficoltà legate all’andamento dei mercati e ai cambiamenti climatici.

Una situazione che richiede risposte tempestive e coordinate, sia a livello nazionale sia regionale, per evitare ulteriori ripercussioni sulla competitività e sulla sostenibilità economica del settore primario.

Di fronte a questa situazione, Confagricoltura Umbria, che sollecita interventi concreti per contenere il costo del carburante e garantire alle aziende agricole le condizioni necessarie per proseguire le proprie attività: “Accogliamo positivamente l’iniziativa del Governo di avviare un confronto con le grandi compagnie energetiche per ottenere una riduzione dei prezzi dei carburanti, anche con misure specificamente rivolte al comparto agricolo – dichiara Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria –. È un’azione importante, che auspichiamo possa tradursi rapidamente in risultati tangibili e diffusi su tutto il territorio nazionale. È fondamentale, però, che gli eventuali benefici vengano applicati concretamente da tutti i fornitori di gasolio, affinché ogni impresa agricola possa usufruirne”.

Gli aumenti del carburante incidono infatti su tutte le fasi della produzione agricola: dalle lavorazioni dei terreni alle semine, dall’irrigazione alla raccolta, fino al riscaldamento delle serre e degli allevamenti. Costi che si sommano a quelli dell’energia, dei fertilizzanti e degli altri fattori produttivi, comprimendo ulteriormente i margini delle aziende.

“Anche l’Umbria valuti un intervento straordinario”

Accanto alle iniziative nazionali, Confagricoltura Umbria richiama l’attenzione sulle misure economiche che diverse amministrazioni regionali hanno già attivato o programmato per sostenere le imprese agricole alle prese con il caro gasolio.
Nelle Marche sono stati previsti circa 4 milioni di euro per contributi straordinari, con un rimborso di 20 centesimi al litro sul carburante utilizzato nei mesi estivi e la possibilità di incrementare le assegnazioni di gasolio agevolato. Nel Lazio, nell’ambito di un intervento complessivo da 45 milioni di euro per la filiera agroalimentare, 10 milioni sono destinati specificamente al contenimento del costo del carburante. In Sicilia, invece, sono stati previsti 15 milioni di euro di aiuti regionali a sostegno delle imprese agricole e della pesca, per compensare gli aumenti dei costi di approvvigionamento.
“Sono esempi che dimostrano come anche le Regioni possano svolgere un ruolo importante nell’affrontare questa emergenza – sottolinea Pennacchi –. Sappiamo che le risorse dei bilanci regionali sono limitate e che ogni scelta richiede un’attenta valutazione delle disponibilità finanziarie. Tuttavia, riteniamo che anche in Umbria sia opportuno aprire una riflessione concreta sulla possibilità di destinare risorse straordinarie al settore agricolo, sulla scia di quanto sta avvenendo in altre realtà italiane. Si tratta di individuare soluzioni efficaci per sostenere un comparto strategico per l’economia e per il territorio umbro. Se la Regione Umbria riuscisse a individuare anche uno stanziamento di alcuni milioni di euro per attenuare il costo del gasolio, sarebbe un segnale estremamente significativo di attenzione e vicinanza al mondo agricolo. Un intervento che, integrandosi con le misure nazionali, potrebbe dare un aiuto concreto alla liquidità delle imprese in una fase particolarmente delicata”.
Confagricoltura Umbria auspica pertanto che la Giunta regionale possa valutare, compatibilmente con gli equilibri di bilancio, l’attivazione di un fondo straordinario o di altri strumenti di sostegno mirati, coinvolgendo le organizzazioni di rappresentanza agricola nella definizione delle priorità.

Gasolio agricolo, necessario accelerare le procedure di autorizzazione

Un’altra questione particolarmente sentita dalle imprese umbre riguarda le procedure amministrative per l’autorizzazione del gasolio agricolo agevolato, che quest’anno stanno registrando ritardi particolarmente significativi, anche rispetto agli anni precedenti.
“Accanto agli interventi per contenere il prezzo del carburante, è necessario rendere più efficiente tutto il processo di autorizzazione del gasolio agricolo – sottolinea il presidente –. Quest’anno le procedure stanno registrando fortissimi ritardi, anche rispetto agli ultimi anni. È quindi importante intervenire per velocizzare l’iter autorizzativo e consentire alle imprese agricole di operare con maggiore tempestività”.
Per Confagricoltura Umbria, una maggiore efficienza delle procedure di autorizzazione rappresenta un ulteriore intervento necessario per sostenere concretamente l’attività delle aziende agricole.
È infatti sufficiente muoversi nelle zone agricole per vedere che le lavorazioni dei terreni in gran parte ancora non sono state eseguite proprio perché le aziende non riescono a far fronte alle spese e quest’anno, ribadisce ancora Confagricoltura, si corre il rischio che parte dei terreni non vengano coltivati.

Interventi immediati e una strategia energetica di lungo periodo

Sul piano nazionale, Confagricoltura ribadisce la necessità di valutare tutti gli strumenti disponibili per contrastare il caro carburanti: dalla proroga degli sconti fiscali all’istituzione di fondi dedicati, fino all’eventuale applicazione di un meccanismo di accise mobili.
A queste misure si affiancano gli strumenti di sostegno previsti a livello statale, tra cui il credito d’imposta sui carburanti agricoli, che devono poter essere utilizzati dalle imprese con modalità semplici e tempi compatibili con le loro necessità.
La Confederazione sottolinea inoltre l’importanza di una strategia di più lungo periodo, capace di ridurre la vulnerabilità del sistema produttivo europeo alle crisi energetiche, anche attraverso un rafforzamento delle capacità di raffinazione dell’Unione Europea e politiche comuni a tutela delle imprese.
In questo quadro si inserisce anche la richiesta di un temporary framework straordinario europeo, accompagnato da una maggiore flessibilità di spesa per gli Stati membri, per affrontare le conseguenze delle tensioni geopolitiche, delle crisi energetiche e dell’instabilità dei mercati.
“L’agricoltura non può continuare ad assorbire da sola aumenti di costo che non riesce a trasferire sul valore dei propri prodotti – conclude il presidente di Confagricoltura Umbria –. Servono interventi immediati, ma anche una visione capace di garantire maggiore stabilità alle imprese. Il nostro auspicio è che Governo, Regione e operatori della filiera energetica lavorino nella stessa direzione”.

FAI d’Autunno, i siti visitabili in Umbria nel weekend

Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia. L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l’immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d’arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.

Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture propostesarà come sempre ampia e sorprendente (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita su www.giornatefai.it).

In Umbria

Questi i siti che si potranno visitare in Umbria.

Ferentillo (TR)

ABBAZIA DI SAN PIETRO IN VALLE

L’apertura della Chiesa dell’Abbazia di San Pietro in Valle durante le Giornate FAI d’Autunno vuole riportare all’attenzione del pubblico un monumento fondamentale per la comprensione dell’arte medievale nella bassa Umbria, in particolar modo dopo il recente restauro dell’apparato decorativo dell’abside e del transetto, concluso solamente qualche mese fa; lavori che hanno interessato anche gran parte della pavimentazione di questa zona dove, in modo particolare, tra lastre di marmo di reimpiego è adesso ben visibile la decorazione musiva dell’area absidale, inframmezzata da lastre di opus sectile. La chiesa dell’abbazia benedettina, a unica navata con transetto, è stata “riscoperta” tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo trentennio del Novecento da viaggiatori e importanti studiosi. Il superbo apparato decorativo parietale della navata con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, ascrivibile alla fine del XII secolo e magistralmente restaurato dall’Istituto Centrale per il Restauro una trentina di anni fa, ha una notevole rilevanza storico-artistica. Inoltre, per approfondire la visita ci si può soffermare sulle altre decorazioni dell’edificio, come i dipinti murali delle absidi, quelli del transetto, che comprendono alcuni ritratti degli abati della famiglia Ancaiani, e, in particolare, sui frammenti architettonici romani e altomedievali presenti nella chiesa, tra cui le lastre marmoree decorate inserite nell’altare maggiore e i vari sarcofagi riutilizzati in alcune sepolture parietali, attraverso i quali si può scoprire la complessa storia dell’Abbazia che dai tempi di Faroaldo II, duca longobardo di Spoleto nel VII secolo, porta fino a noi.

Orvieto (TR)

CONVENTO DI SAN CRISPINO

Dietro le mura semplici del Convento di San Crispino si custodiscono quasi cinque secoli di storia francescana, arte, silenzio e vita quotidiana, in un complesso che continua a trasmettere intatto il messaggio di essenzialità dei Cappuccini. Le Giornate FAI d’Autunno offriranno l’occasione di percorrere ambienti normalmente poco conosciuti: il chiostro, il refettorio con le Nozze di Cana, attribuite al pittore fiammingo Hendrik van den Broeck, la biblioteca, il coro ligneo, la cella di San Crispino e la Chiesa. Un viaggio nella memoria di una comunità che ha attraversato soppressioni, abbandoni e rinascite, fino al recupero promosso dal venerabile padre Gianfranco Maria Chiti. La storia del convento coincide con quella della presenza dei Cappuccini a Orvieto, documentata dal 1550. Dopo i primi anni trascorsi presso l’antica chiesa dell’Annunziata, i frati si stabilirono nel 1571 nell’antico convento di San Bernardo, trasformandolo in un luogo di preghiera, accoglienza e assistenza ai più poveri. Le soppressioni napoleoniche e postunitarie ne provocarono il progressivo abbandono, fino alla rinascita avviata nel 1990 dal venerabile padre Gianfranco Maria Chiti. Oggi il convento custodisce la memoria di san Crispino da Viterbo, che qui visse per quasi quarant’anni, lasciando un’impronta profonda nella spiritualità del luogo. Entrare nel convento significa immergersi nella quotidianità dei Cappuccini, dove ogni ambiente riflette l’ideale francescano di semplicità. Il piccolo chiostro, raccolto attorno alla cisterna che ancora oggi raccoglie l’acqua piovana, introduce agli spazi della vita comunitaria, mentre le tre antiche meridiane raccontano il tempo scandito dal sole e dalla preghiera. La chiesa, con la sua unica navata essenziale, esprime pienamente l’architettura cappuccina: sobria, e orientata alla contemplazione.

Todi (PG)

CONVENTO DI MONTESANTO

In occasione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi e del Sesto Centenario del Tiglio di Montesanto, simbolo della predicazione di san Bernardino (1426), le Giornate FAI d’Autunno aprono il Convento di Montesanto, un luogo legato alla spiritualità e all’eredità francescana. Il percorso permetterà di ammirare la Chiesa di Maria Santissima Assunta, riaperta al pubblico dopo anni di complessi interventi di restauro. I visitatori accederanno ad ambienti interni, tra cui l’ampio salone trecentesco, con la più grande volta a mattoni del XIV secolo, e il suggestivo giardino. L’eccezionalità assoluta della visita risiede nell’apertura straordinaria della biblioteca antica e storica, luogo inaccessibile al pubblico dove furono custoditi preziosi manoscritti, incunaboli e codici miniati. Un itinerario esclusivo tra arte, spiritualità e memoria scientifica.

Il complesso conserva l’impianto quadrilatero a forma di U della Rocca albornoziana, con il salone San Francesco, trecentesco, dalla monumentale volta a mattoni. Nella Chiesa della Vergine Assunta si ammirano un affresco con Natività (XVI sec.), il dipinto del Beato Bernardino da Feltre (attribuito a Giovanni di Pietro, detto lo Spagna) e la Cappella Vici (1612) con affreschi di C. Sermei, la raffigurazione dei beati Giovanni e Antonio Vici, opere di P. P. Sensini e A. Polinori. Sotto l’altare della cappella riposano i corpi dei beati Ruggero e Andreuccio. Sull’altare maggiore si trova la copia della pala con l’Incoronazione della Vergine dello Spagna; dietro la macchina dell’altare si erge il coro ligneo del 1818 sovrastato dalla Crocifissione di scuola folignate del XV secolo. In controfacciata trova sede la cantoria con l’organo Morettini del 1899. All’esterno della chiesa si snoda il viale con le edicole della Via Crucis, arricchite dalle terracotte di M. Laura (1993).

Apertura prevista solo per domenica 11 ottobre.

Pietralunga (PG)

MULINO DEI CORSI

Le Giornate FAI d’Autunno rappresentano una delle prime occasioni pubbliche per visitare il Mulino di Ripresa dei Corsi dopo il complesso intervento di recupero. I visitatori saranno accompagnati alla scoperta della storia del luogo, delle opere di restauro e del funzionamento dell’antico impianto idraulico, con dimostrazioni della macinazione del grano quando le condizioni lo consentiranno. L’apertura si inserisce nel più ampio progetto culturale dell’Ecomuseo della Valle del Carpina, che mira a ricostruire il rapporto tra patrimonio storico, paesaggio e comunità locale. Il Mulino rappresenta uno dei luoghi simbolo di questo percorso, restituendo al pubblico una testimonianza autentica della civiltà dell’acqua e del lavoro contadino, in un contesto ambientale di straordinario pregio riconosciuto dalla Rete Natura 2000.

Come partecipare

Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.

In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l’Italia un punto di riferimento in tutto il mondo. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all’attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.

“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo” ha dichiarato il presidente del FAI Marco Magnifico.

Le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo le catene di fornitura mondiali: il convegno Federmanager e Adaci

Le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo le catene di fornitura mondiali. E il riavvicinamento di alcune produzioni ai mercati europei rappresentano una sfida decisiva per il futuro economico dell’Umbria. Ma l’attrattività non è scontata: senza infrastrutture moderne, servizi digitali avanzati e politiche di sostegno agli investimenti, la regione rischia di essere tagliata fuori dai nuovi flussi industriali, con conseguente perdita di competenze e occupazione qualificata. È il messaggio che arriva da “Supply Chain 2030: dalla logistica operativa alla strategia industriale”, il confronto promosso da Federmanager Perugia e Adaci, l’Associazione italiana Acquisti e Supply Management, e ospitato nella sede di Umbragroup a Foligno.

L’incontro ha riunito manager, imprenditori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni per discutere del futuro delle catene di fornitura come leva strategica di competitività.

La geografia della Supply Chain si sta ridisegnando

Come è emerso nel corso del convegno, coordinato dal professor Luca Ferrucci, docente di Economia e Management delle imprese all’Ateneo di Perugia, nell’attuale scenario geopolitico la geografia della Supply Chain si sta ridisegnando. Se da un lato alcune lavorazioni rimarranno globali, molte altre verranno riportate vicine ai mercati di destinazione. “La Supply Chain non sarà più soltanto la catena che collega un’impresa ai suoi fornitori – ha sottolineato Ferrucci -. Sarà il punto di incontro tra strategia aziendale, geopolitica e politica territoriale. E proprio sulla capacità dei singoli territori di offrire filiere di fornitura di qualità, infrastrutture integrate ed efficienti (porti, aeroporti, collegamenti ferroviari e stradali efficienti), aree industriali attrezzate, servizi digitali avanzati e pubbliche amministrazioni che agevolino gli investimenti necessari a rendere competitive le aree da loro amministrate, che si gioca una parte importante della competitività futura del nostro sistema produttivo ed in particolare anche di quello umbro. I territori dovranno diventare dei luoghi nei quali valga la pena costruire, ricostruire e mantenere le filiere. Il futuro è caratterizzato da molte criticità ma offre anche delle grandi opportunità per quelle aree che saranno pronte ad intercettare i flussi delle forniture che saranno trasferite in luoghi più prossimi ai mercati di destinazione. Se un territorio non riuscirà ad attrarre investimenti, perderà opportunità occupazionali qualificate; se perde giovani e competenze, diventerà ancora meno attrattivo per le imprese; se la base produttiva si indebolisce, anche i servizi, la formazione e le infrastrutture tendono a svilupparsi più lentamente. La geografia delle Supply Chain può quindi amplificare le differenze territoriali invece di ridurle”.

Paradisi (Federmanager): appello per l’attrattività del territorio

Il quadro preoccupante tracciato dal mondo manageriale, sintetizzato anche nelle conclusioni e l’appello del presidente di Federmanager Perugia, Francesco Paradisi, riguarda dunque il rischio di un circolo vizioso: “Un territorio incapace di attrarre investimenti perde i propri giovani e i profili ad alta specializzazione, diventando progressivamente meno attrattivo e indebolendo anche il sistema dei servizi e della formazione”. Rimarcando come il futuro delle filiere industriali richieda una chiara visione d’insieme, l’auspicio di Federmanager Perugia è quindi “l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente tra i varie rappresentanze territoriali degli operatori con le istituzioni territoriali con responsabilità regolatorie e di pianificazione, affinché l’Umbria si attrezzi tempestivamente per intercettare i nuovi flussi produttivi prima che vengano dirottati verso altre regioni”.

I contributi tecnico-scientifici

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Francesco Paradisi, presidente di Federmanager Perugia, e di Valerio Cao, vicepresidente di Adaci Toscana e Umbria, insieme al benvenuto di Beatrice Baldaccini, Chief People & Brand Officer e vicepresidente del Cda di Umbragroup. I lavori sono subito entrati nel vivo con il caso aziendale presentato da Sara Ortolani, CEO HSE e Integrated Supply Chain Director, come modello di evoluzione organizzativa. 

Il programma si è poi articolato in moduli specialistici, a partire da “Trasporti e intermodalità”, condotto dal dott. Luca Bianchina Amministratore Delegato della Fratelli Ferretti di Perugia, azienda storica che opera nel settore dei trasporti internazionali, della logistica e delle spedizioni doganali da oltre settanta anni, che ha focalizzato il suo intervento sull’importanza sempre maggiore delle infrastrutture, portuali e aeroportuali, viarie, piattaforme logistiche e digitali in un contesto in  cui la Supply Chain sta evolvendo da sistemi di trasporto multimodale a sistemi di trasporto intermodale. Nel nuovo contesto diventa sempre più strategica la gestione centralizzata delle informazioni relative alla movimentazione delle merci, in modo da garantire maggiore efficienza, flessibilità e sicurezza del trasporto, che necessita però di infrastrutture efficienti ed integrate nel territorio. Si è poi passati al focus su “Supply Chain Risk Management”, dedicato alle coperture finanziarie, alla gestione del rischio e alla continuità operativa a fronte di shock energetici o geopolitici, approfondito dal professor Loris Nadotti, ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università degli Studi di Perugia.

Dazi e dogane

Infine, il centro dell’attenzione si è sposato sul tema “Dazi e dogane”, incentrato sull’impatto dei nuovi equilibri normativi e del commercio internazionale sulla competitività delle imprese. Su queste ultime tematiche, due interventi hanno visto la partecipazione degli esperti della Agenzia delle Dogane e Monopoli. 

Il direttore della ADM Umbria, ing. Benedetto Tavoni, ha evidenziato il filo conduttore del convegno nella parola trasformazione e, riallacciandosi al concetto di rischio doganale, ha illustrato dapprima l’evoluzione delle barriere doganali, in particolare non tariffarie, e quindi evidenziato i principi fondamentali della Riforma del Codice doganale dell’UE approvata proprio lo scorso mese di settembre. Nel sottolineare l’importanza di saper calcolare in anticipo il Total Landed Cost – ossia il costo totale del prodotto sdoganato a terra, integrando variabili geopolitiche, dazi e costi di conformità ambientale prima ancora di firmare un contratto di fornitura – è stato posto risalto all’opportunità per le aziende affidabili che condivideranno i dati di filiera in tempo reale con le autorità doganali, di ottenere lo svincolo automatico delle merci e l’eliminazione quasi totale dei controlli fisici e burocratici alla frontiera. “È auspicabile dunque, per manager e professionisti, un salto culturale per superare l’approccio della logistica operativa con quello della strategia industriale” ha concluso Tavoni. 

A seguire, la relazione della dottoressa Angela Bruno, dell’Ufficio tecnico della Direzione ADM di Toscana e Umbria: “Le barriere doganali, dazi e misure non tariffarie, sono uno strumento di strategia politica ed economica, soprattutto nel momento attuale di tensioni geopolitiche. Conoscere e governare le barriere doganali nel quadro delle strategie aziendali vuol dire anzitutto assumerle come elementi fondamentali del contesto. Integrare le tematiche doganali nella supply chain è imprescindibile per ottenere un meccanismo efficiente che utilizza gli strumenti più adatti, trasforma gli obblighi in occasioni di consapevolezza e azzera il cosiddetto rischio doganale”.

GreenASM, ok al rinnovo dell’autorizzazione al biodigestore di Nera Montoro | Le prescrizioni

La Giunta regionale dell’Umbria ha comunicato l’avvenuta adozione della determinazione dirigenziale che conclude il procedimento di riesame con modifica e valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) per l’impianto di digestione anaerobica e compostaggio gestito dalla società GreenASM S.r.l., situato in località Nera Montoro, nel Comune di Narni.

Un provvedimento autorizzativo che arriva a poco più di un anno dall’incendio che interessò l’area del biodigestore realizzato nell’ex Terni Chimica. Giunge a conclusione, spiegano dalla Regione, di un approfondito iter istruttorio condotto nell’ambito della Conferenza dei Servizi che ha visto la partecipazione e il contributo di tutti gli enti tecnici e territoriali preposti tra cui ARPA Umbria, Azienda USL Umbria 2, Provincia di Terni, Comune di Narni e AURI. L’atto adegua l’impianto alle più recenti e stringenti conclusioni sulle migliori tecniche disponibili europee (BAT di settore per il trattamento dei rifiuti). E fissa un quadro prescrittivo di estremo rigore, concepito per superare le criticità storiche della struttura e assicurare la massima tutela dell’ambiente e della salute pubblica a garanzia della comunità locale.

L’efficacia dell’autorizzazione è strettamente vincolata alla realizzazione di una serie di rilevanti interventi di adeguamento strutturale ed impiantistico, la cui conformità sarà preventivamente verificata dagli organi di controllo.

La parte centrale del provvedimento interviene nel rafforzamento di tutti i presidi tecnologici volti ad azzerare i disagi per la popolazione, a partire dal radicale potenziamento dei sistemi di aspirazione dell’aria e dal ripristino dell’isolamento ermetico dei capannoni. L’accesso dei camion avverrà attraverso una bussola di conferimento dotata di portoni automatici ad apertura alternata, studiata per impedire la fuoriuscita di odori non trattati, mentre la pressione interna e i sistemi di filtraggio dell’aria saranno monitorati continuamente.

Inoltre l’azienda dovrà provvedere all’innalzamento delle barriere perimetrali per i materiali stoccati, l’obbligo di lavaggio automatico delle ruote per tutti i mezzi in uscita, la netta separazione delle acque piovane dai liquidi di processo da avviare a smaltimento esterno e l’installazione di un naso elettronico di ultima generazione posizionato nei pressi del centro abitato per rilevare costantemente la qualità dell’aria.

Per garantire l’esecuzione dei lavori in condizioni di massima sicurezza e senza alcuna interferenza con la gestione ordinaria dei rifiuti, il provvedimento stabilisce una disciplina transitoria vincolante, della durata stimata in circa 12 mesi.
Prima dell’avvio dei cantieri principali, la società dovrà completare i processi in corso ed effettuare il progressivo e totale svuotamento di ogni sezione dell’impianto da qualsiasi tipologia di rifiuto, matrice organica o compost stoccato.
Per tutta la durata della fase transitoria è fatto assoluto divieto di svolgere l’attività ordinaria di trattamento biologico, digestione anaerobica e compostaggio.

Durante i lavori, l’impianto potrà operare esclusivamente come stazione di trasferenza temporanea dei rifiuti organici provenienti dai Comuni del Sub-Ambito n. 4 dell’AURI, con scarico diretto in fossa al chiuso, aspirazione d’aria attiva e immediato ricarico su mezzi autorizzati diretti a impianti terzi.

Il tempo massimo di permanenza dei rifiuti in fossa durante la trasferenza è fissato in sole 24 ore (estendibile a 48 ore esclusivamente per i conferimenti del sabato, prefestivi o in caso di limiti alla circolazione). Inoltre, durante l’esecuzione dei lavori di potenziamento della rete di aspirazione dell’aria, anche l’attività di trasferenza dovrà essere completamente sospesa, previa notifica formale con almeno 5 giorni lavorativi di preavviso.

La Giunta regionale conferma che la vigilanza sul sito industriali di Nera Montoro e sul rispetto delle norme ambientali è ai livelli massimi. Il provvedimento obbliga l’azienda a trasmettere relazioni bimestrali sullo stato di avanzamento dei lavori a Regione, ARPA e Comune di Narni, oltre all’obbligo di notifica immediata entro 24 ore in caso di qualsiasi anomalia tecnica o guasto.
ARPA Umbria, unitamente agli altri organi di controllo, garantisce un presidio ispettivo costante per assicurare l’assoluta ottemperanza di ogni prescrizione a tutela della qualità dell’aria e della salute dei cittadini.

Infine, sull’area di Nera Montoro sono in corso di istruttoria le attività per l’installazione di una nuova centralina della qualità dell’aria, previsione inserita nel DEFR dalla giunta regionale, nonché lo sviluppo di un’indagine odorigena sull’area con il Politecnico di Milano per l’individuazione di tutti gli apporti emissivi.

(l’immagine relativa all’incendio del settembre 2025)

Caro-carburanti, bando per le imprese di pesca e acquacoltura

Bando della Regione Umbria per le imprese della pesca e dell’acquacoltura contro il caro-carburanti. “Chi lavora e produce con il Lago Trasimeno o fa acquacoltura non può sostenere da solo il peso di una crisi internazionale – dichiara l’assessora con delega alla Pesca, Simona Meloni –. Questo bando ci permette di intervenire in modo rapido e con regole chiare, a tutela del reddito di imprese che custodiscono un pezzo della nostra identità regionale”.

Chi può partecipare

Micro, piccole e medie imprese armatrici di imbarcazioni da pesca nelle acque interne del Lago Trasimeno (codice ATECO 03.1) e imprese di acquacoltura (codice ATECO 03.2), con sede legale o operativa in Umbria.

Il benefico e i pagamenti

Gli interessati al bando, con i requisiti in regola, potranno ottenere un indennizzo che copre il 100% dei maggiori costi sostenuti tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026 per ciascuna imbarcazione da pesca e per ciascuna impresa acquicola. Gli importi verranno calcolati sulla base dei costi standard unitari e specifici coefficienti differenziati per pesca e acquacoltura. Per la pesca contano potenza del motore (kW) e mesi di armamento. Per l’acquacoltura contano la produzione propria commercializzata nel 2025 e i mesi di attività. L’indennizzo è cumulabile con altri aiuti, anche per gli stessi costi, entro il 100% dei costi ammissibili. Una prima tranche di pagamenti andrà a coprire il periodo dal 28 febbraio al 31 agosto 2026. Il saldo, per i mesi successivi, sarà liquidato nel 2027. Tutte le domande ammissibili saranno indennizzate.

Come presentare domanda

Le domande vanno inviate solo via PEC a direzioneagricoltura.regione@postacert.umbria.it, in formato PDF, dall’8 ottobre, giorno successivo alla pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria (BUR), fino a martedì 27 ottobre 2026. Nell’oggetto va riportata la dicitura “FEAMPA REGIONE UMBRIA 2021/2027 – candidatura al Bando di INTERVENTO codice 222507”. Le informazioni del bando qui https://www.regione.umbria.it/agricoltura/fondo-europeo-affari-marittimi-pesca-e-acquacoltura-feampa-

Confartigianato promuove il progetto “Benessere a 360°” nei luoghi di lavoro

Presentato da Confartigianato Imprese Umbria il “Progetto Benessere a 360°”, programma di prevenzione dei rischi lavorativi integrato rivolto alle micro, piccole e medie imprese umbre. Un’iniziativa che va oltre la pur fondamentale prevenzione contro i rischi sui luoghi di lavori e le più tradizionali malattie professionali. Il progetto, elaborato con il contributo della Direzione regionale Inail dell’Umbria, nasce infatti per affrontare le trasformazioni del lavoro e promuovere ambienti di lavoro più sicuri, sani e inclusivi.

Ai tradizionali rischi per la sicurezza si affiancano infatti le sfide della transizione digitale, del tecnostress, della disconnessione. Ma anche quelli legati alla presenza di barriere linguistico-culturali e alle diseguaglianze di genere.

Franceschini: un vantaggio per i lavoratori e per l’impresa

Un concetto, quello del benessere nei luoghi di lavoro, che, come spiegato dal presidente di Confartigianato Imprese Umbria, Mauro Franceschini, si accompagna alla prevenzione contro infortuni e malattie professionali. “Il benessere delle persone – ha evidenziato – è un elemento essenziale per il futuro delle imprese. Nell’artigianato, dove il valore nasce dalle competenze e dalle relazioni quotidiane, tutelare la salute di chi lavora significa proteggere il patrimonio umano e professionale del tessuto produttivo regionale”. Aggiungendo: “Assicurare il benessere dei lavoratori – ha ricordato – giova anche all’impresa, perché dipendenti soddisfatti contribuiscono ad aumentare la produttività”.

“L’obiettivo – ha spiegato ancora Franceschini – è costruire un’esperienza misurabile e replicabile, da mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di imprese umbre. Investire nelle persone significa creare ambienti di lavoro più sicuri, inclusivi e capaci di affrontare il cambiamento: è su queste basi che si intende far crescere il sistema produttivo”.

Pastorelli (Inps) e il modello WHP

Il direttore regionale dell’Inail Umbria Alessandro Pastorelli ha evidenziato che  “che il progetto è orientato alla diffusione del modello di promozione della salute nei luoghi di lavoro (Workplace Health Promotion – WHP), favorendo una visione complessiva del benessere del lavoratori che tenga conto degli aspetti fisici, psicologici, organizzativi e sociali, in linea con quanto previsto nel piano nazionale della prevenzione 2026-2031, promuovendo strategie innovative, inclusive e capaci di ridurre le disuguaglianze, incentrate sulla salute in un’ottica integrata e orientata al futuro”.

Le finalità

Gli obiettivi sono stati illustrati dal segretario di Confartigianato Imprese Umbria, Marcello Serafini. La parte operativa è stata spiegata nel dettaglio dal funzionario dell’associazione di Terni, Corrado Bordoni, referente tecnico del progetto. All’incontro hanno poi portato il proprio contributo Gabriella Medeo (Direzione Salute e Welfare Regione Umbria), Claudia Mazzeschi (delegata del rettore UniPg). E la testimonianza dell’imprenditore Alessandro Carovano.

Il progetto è volto a integrare la tutela della salute fisica, psicologica e digitale nei luoghi di lavoro. Promuovere alimentazione sana, attività fisica, gestione dello stress e contrasto al fumo. Accompagnare le Pmi nella transizione digitale e modelli di responsabilità sociale. Contrastare diseguaglianze di genere, isolamento da smart working e burnout. Un concetto di benessere, appunto, a 360°, anche rispetto alle nuove criticità ed esigenze, che si pone gli obiettivi di promuovere la cultura dell’integrazione, ridurre i rischi, favorire stili di vita salutari e una crescita responsabile dell’impresa.

Il percorso

L’Accordo si pone l’obiettivo di realizzare iniziative di informazione e di sensibilizzazione rivolte nei confronti dei lavoratori della piccola e media impresa artigiana del territorio regionale attraverso la promozione di un sistema di gestione integrata e multidimensionale per la salute e la sicurezza sul lavoro che coniughi: prevenzione dei rischi, stili di vita salutari, benessere psico-fisico, l’inclusione socio-lavorativa, parità di genere, sostenibilità e transizione tecnologica.

Le imprese artigiane sono state coinvolte in attività di check-up organizzativo e di valutazione dei principali fattori di rischio, sia professionali sia individuali e aspetti innovativi quali tecnostress, controllo digitale, competenze digitali e isolamento lavorativo al fine di realizzare dei piani di miglioramento aziendali personalizzati.

Saranno organizzati webinar dedicati alla salute e al benessere, con approfondimenti su alimentazione, attività fisica, gestione dello stress, contrasto al fumo ed uso consapevole delle tecnologie digitali. Verrà inoltre creata una rete di “testimoni del benessere” all’interno delle aziende per favorire la diffusione di buone pratiche.

Come aderire

Aderire è semplice. Basta compilare la manifestazione di interesse, che porterà ad essere contattati dal referente territoriale, con il quale poi si avvia il percorso di valutazione integrata. Per informazioni e adesioni www.confartigianatoumbria.it (progetto360@confartigianatoumbria.it).

Si inizia con 20 aziende aretigiane

Il coinvolgimento di 20 aziende artigiane e 100 lavoratori, insieme alla formazione di 20 Ambasciatori del Benessere, consentirà di portare strumenti, consulenza e buone pratiche direttamente nei luoghi di lavoro.

Impatti attesi

Nelle imprese che aderiranno al progetto (l’obiettivo è 20 nel territorio regionale nel primo anno) si attende una riduzione degli infortuni e delle malattie professionali del 10%; aumento di almeno il 30% nella partecipazione a programmi di promozione della salute; riduzione di almeno il 20% del tecnostress percepito; miglioramento del clima aziendale segnalato da almeno il 70% dei partecipanti.