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Autore: Redazione

Costruzioni, Sviluppumbria ‘apre’ un cantiere di lavoro con Webuild per le imprese umbre

Aprire un dialogo con un’azienda come Webuild, tracciare scenari possibili per le imprese umbre e, più in generale del Centro Italia, che operano nel settore della progettazione e delle costruzioni, partendo dall’esperienza del ‘colosso’ italiano delle costruzioni, soprattutto con l’arrivo a scadenza della misura Bonus 110 e dei fondi del Pnrr.

Con questi obiettivi Sviluppumbria ha organizzato alla Posta dei Donini 1579 a Perugia un incontro, voluto dal suo amministratore unico Luca Ferrucci, con Gian Luca Gregori, presidente del Consiglio di amministrazione di Webuild.

L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con le agenzie pubbliche dello sviluppo regionale di Lazio, Marche e Abruzzo. Grande la partecipazione di imprese e imprenditori della filiera delle costruzioni all’evento che ha visto la presenza anche di Francesco De Rebotti, assessore allo sviluppo economico della Regione Umbria, Monica Mancini Cilla, presidente di Sviluppo Europa Marche, Carola De Angelis in sostituzione del presidente di Lazio Innova Francesco Marcolini, mentre in collegamento hanno partecipato Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, e Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria. Hanno portato il loro contributo, sempre da remoto, inoltre, il direttore commerciale e il direttore della catena di fornitori mondiali di Webuild Francesco Falco e Claudio Notarantonio.

“La nostra regione – ha dichiarato il professor Ferrucci – vanta una specializzazione storica in questa filiera e, anche a seguito degli eventi sismici dal 1997, ha sviluppato competenze altamente qualificate nella ricostruzione. Negli ultimi anni il settore ha beneficiato di ingenti risorse pubbliche, dal sisma al Superbonus 110% fino al Pnrr, ma questo flusso è destinato a ridursi sensibilmente. Già oggi emergono criticità legate ai costi dell’energia e alla carenza di manodopera qualificata. In questo contesto è fondamentale guardare ai mercati internazionali. Per questo abbiamo promosso un incontro con i vertici di Webuild, coinvolgendo oltre cento imprese umbre, con l’obiettivo di creare un ‘cantiere di lavoro’ che favorisca l’ingresso delle nostre aziende nella supply chain globale del gruppo e ne sostenga i percorsi di internazionalizzazione. Come Sviluppumbria, ci impegneremo ad accompagnare e supportare questo processo evolutivo”.

Durante il suo intervento Gian Luca Gregori ha proposto una panoramica rispetto al contesto in cui il settore delle costruzioni si trova a operare sottolineando come le infrastrutture siano “determinanti” nello sviluppo di un Paese. “Varie tipologie di infrastrutture – ha spiegato Gregori – permettono di essere più attrattivi e competitivi, favoriscono l’inclusione, la mobilità e quindi vanno considerate in maniera molto positiva. È chiaro che modificano l’ambiente, creano anche delle problematiche ma le utilità che consentono di ottenere sono molto consistenti. Webuild è una grande società che fattura attualmente circa 13 miliardi e mezzo di euro, ha 95mila addetti un po’ in tutto il mondo con tante società controllate. La dimensione è importante perché diventa rilevante se si opera a livello internazionale, comprendere dove ci sono delle opportunità e tenere sotto controllo i rischi. Da questo punto di vista dunque una grande società organizzata ha sicuramente delle opportunità maggiori di piccole imprese, ma il ‘campione nazionale’ vince se c’è un sistema di filiera efficace e fortemente correlato a esso e in questa direttiva dobbiamo muoverci”.

Il commissario Castelli, in apertura dell’incontro, ha fatto un plauso all’iniziativa che ha visto insieme le agenzie di sviluppo delle quattro regioni del cratere. “Creare una sorta di telaio del centro Italia – ha sottolineato Castelli – ci consente di affrontare lo sviluppo di un’area in transizione da cui è possibile uscire. Due vicende vanno considerate per lo sviluppo di questi territori: ricostruzione che sta cambiando passo e sta dimostrando un’affidabilità che non può non essere protagonista e la Zes, altro strumento molto importante che ha un potenziale significato anche per quanto riguarda la semplificazione amministrativa”.

Un punto di vista condiviso anche dalla presidente Proietti che ha ricordato tre leve di sviluppo importanti: parlando di ricostruzione, in particolare prevenzione e manutenzione. “La terza leva – ha aggiunto Proietti – dovrà essere la progettazione universale: nuove opere pubbliche che siano per tutti. Un’altra grande opportunità di riscatto e riscossa si chiama Zes che permette di autorizzare opere in 30 massimo 40 giorni”. Venendo alle infrastrutture ha ricordato come siano strategiche per la regione. “Ne abbiamo assoluto bisogno – ha concluso la presidente Proietti –. L’Umbria deve chiedere impegno serio pluriennale e multimodale al governo italiano perché per troppo tempo è rimasta al margine. Le soluzioni, anche in questo ambito, dobbiamo vederle in termini di Italia mediana”.

Rifiuti “da problema a risorsa”, il piano della Regione

Presentato dall’assessore regionale Thomas De Luca e dalla presidente Stefania Proietti il percorso di partecipazione sulla nuova legge economia circolare e sull’aggiornamento del piano rifiuti. “La gestione dei rifiuti non deve più essere un problema, ma una risorsa capace di generare valore” hanno detto Proietti e De Luca. Spiegando come l’obiettivo, ambizioso, sia uscire dalla logica dell’emergenza per una soluzione strutturale, coniugando la sostenibilità ambientale con quella economia e sociale.

Nessun inceneritore – è stato ribadito – e la progressiva riduzione del conferimento in discarica. Saranno introdotti meccanismi premiali per incentivare comportamenti virtuosi, a partire dalla tariffazione puntuale, in cui chi inquina paga. Vi saranno poi i risparmi annui per circa 22 milioni di euro dovuti alla riduzione dei costi di conferimento in discarica e i maggiori proventi della vendita delle materie prime seconde recuperate, per 1,5 milioni, mentre si prevede l’istituzione di un fondo regionale dedicato alle politiche ambientali e di rivedere il sistema tariffario incentivando i comuni che hanno comportamenti virtuosi.

Il disegno di legge, composto da 53 articoli, mira a superare il vecchio modello di smaltimento, promuovendo un ecosistema industriale regionale fondato sulla circolarità, la simbiosi tra filiere produttive e l’innovazione tecnologica. Tra i punti cardine individuati come obiettivi da raggiungere attraverso l’adozione del Piano regionale ci sono:

  • Obiettivo Residual Waste Cap 2030: massimo 100 kg di rifiuti indifferenziati per abitante.
  • Raccolta differenziata: incremento fino all’80% entro il 2030.
  • Riciclo effettivo: raggiungimento del 65% di materia recuperata.
  • Riduzione dello smaltimento in discarica: dal 30% al 20% entro il 2030.
  • Tariffa puntuale (PAYT): sistema di tariffazione basato sulla tracciabilità dell’utenza, per premiare i comuni virtuosi e ridurre l’impatto economico della tassa sui rifiuti.
  • Stop all’inceneritore: nessun ampliamento delle discariche e nessun nuovo inceneritore, in linea con il principio nessun danno significativo su ambiente e salute.
  • Innovazione impiantistica: trasformazione dei vecchi impianti Tmb in strutture automatizzate guidate dall’intelligenza artificiale e sensori ottici.
  • Nuovo piano per la riduzione e la prevenzione della produzione dei rifiuti: incentivi per la riparazione, il riuso e la seconda mano, introduzione nelle pubbliche amministrazioni dei dispenser per l’acqua potabile, la promozione del commercio sfuso, eliminazione dell’usa e getta, contrasto allo spreco alimentare e incentivazione del compostaggio domestico e di comunità. Il nuovo piano prevede una riduzione del 10% della produzione totale di rifiuti, limitando il totale a 410.000 tonnellate entro il 2030, e un aumento della raccolta differenziata a 328.000 tonnellate.

Il percorso di partecipazione prevede sei incontri territoriali, aperti a cittadini, amministratori e stakeholder, per raccogliere proposte e criticità e costruire insieme una Umbria più sostenibile. Questi gli incontri già calendarizzati:

Spoleto, Villa Redenta – 29 aprile, ore 16

Magione, Officina La Piazzetta – 5 maggio, ore 21

Orvieto, Sala Digipass – 8 maggio, ore 16

Marsciano, Sala Capitini – 12 maggio, ore 21

Terni, Sala Santoloci di Arpa – 14 maggio, ore 21

San Giustino, Museo del tabacco – 15 maggio, ore 21

Confronto alla Camera del lavoro di Terni

Confronto a Palazzo Primavera di Terni, organizzato dalla Camera del lavoro cittadina, nell’ambito della vertenza territoriale aperta a inizio anno. Un’iniziativa con cui la Cgil ha rilanciato le proprie proposte per uscire dalla crisi sociale ed economica che sta mordendo la città e tutta la provincia, come già evidenziato in precedenti iniziative fornendo preoccupanti dati e statistiche. Proposte volte a ribadire la strategicità e specificità di un territorio che può svolgere un ruolo decisivo nelle strategie politiche dell’Italia di mezzo.

Durante l’incontro, dopo l’introduzione ai lavori da parte del segretario generale della Cgil di Terni Claudio Cipolla, che ha ricordato il percorso intrapreso in questi primi mesi dell’anno, a confrontarsi sui modelli di sviluppo più sostenibili per il territorio sono stati Maria Rita Paggio, segretaria generale di Cgil Umbria, Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Terni, e Francesco De Rebotti, assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria. A concludere la giornata è stato Christian Ferrari, segretario nazionale della Cgil.

Le parti hanno concordato sulla necessità di partire dalle persone come motore di sviluppo sociale ed economico del territorio ternano, che può essere un vero propulsore per tutta la regione.

UniStra e Polizia Postale, protocollo per difendere i dati informatici

Il dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per l’Umbria, Francesco Verduci, e il rettore dell’Università per gli stranieri di Perugia, Valerio De Cesaris, alla presenza del questore di Perugia Dario Sallustio, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Università per Stranieri di Perugia e la Polizia Postale dell’Umbria per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici a tutela dei sistemi informativi e delle infrastrutture tecnologiche in uso all’Ateneo.

Il Protocollo prevede una collaborazione volta alla condivisione e all’analisi di informazioni per prevenire e contrastale eventuali attacchi o danneggiamenti informatici, segnalazioni di emergenze relative a vulnerabilità dei sistemi e sviluppo di attività di comunicazione per fronteggiare le situazioni di emergenza.

Tutelare i dati sensibili e salvaguardare la continuità dell’erogazione dei servizi sono gli obiettivi principali dell’Accordo. Del resto, nel delicato settore della protezione della sicurezza cibernetica, la rapidità e l’aggiornamento del flusso informativo costituisce uno strumento insostituibile per la realizzazione di efficaci strategie di prevenzione e di repressione, a fronte di sempre più sofisticate e mutevoli dinamiche d’attacco.

La Polizia Postale è quotidianamente impegnata nella creazione di forme sempre più solide e strutturate di collaborazione, che consentano di ottimizzare le conoscenze acquisite, anche grazie al fondamentale contributo dei numerosi attori istituzionali coinvolti e delle più qualificate realtà del mondo imprenditoriale, sia in ambito nazionale sia a livello regionale.

Si tratta di un settore della sicurezza su cui hanno influito anche gli effetti derivanti da un panorama internazionale ancora caratterizzato dalla forte instabilità conseguita ai diversi conflitti in corso, che ha determinato un aumento degli attacchi a livello nazionale, soprattutto contro istituzioni finanziarie, nonché Enti e aziende che operano in vari settori strategici per il nostro Paese.

Caro-gasolio, anche in Umbria stop trasporti dal 25 al 29 maggio

Anche in Umbria, se non sarà raggiunto con il Governo nazionale un accordo sulle misure per mitigare gli effetti del caro-gasolio, l’autotrasporto dei servizi pubblici essenziali dalle ore 00:01 del 25 maggio alle ore 24:00 del 29 maggio.

L’annuncio è stato fatto alla Commissione di Garanzia da UnaTras (il coordinamento unitario delle associazioni nazionali dell’autotrasporto merci, che rappresenta la maggior parte delle 100mila imprese italiane e riunisce Fai, Cna e Confartigianato). Nel giorno in cui TrasportoUnito ha sospeso lo sciopero di 5 giorni a causa del decesso di un autista investito mentre manifestava nel Casertano. Sciopero ritenuto illegittimo da UnaTras, che chiede alla Commissione l’applicazione delle sanzioni previste dalla Legge 146/1990 per lo sciopero proclamato da TrasportoUnito, che non avrebbe rispettato i termini di legge.

Al Governo, UnaTras chiede un confronto “serio” e misure compensative sul costo del carburante. “Il tempo delle risposte interlocutorie – scrive UniTras – è finito. Servono misure compensative concrete contro l’aumento insostenibile del costo del carburante. L’autotrasporto è un’infrastruttura essenziale per il Paese e per la tenuta dell’economia nazionale: è necessario aprire un confronto serio con chi opera nel rispetto delle regole”.

Le start up umbre protagoniste allo Smau di Parigi

L’Umbria che innova ha fatto tappa per la prima volta a “ItalyRestartup in Paris”, evento centrale del roadshow internazionale di Smau. L’iniziativa, sostenuta da Regione Umbria ed attuata da Sviluppumbria, si è tenuta a Parigi ed ha visto la partecipazione di 5 selezionate start up umbre che hanno presentato soluzioni pronte per il mercato internazionale in diversi settori, dall’intelligenza artificiale – con Red LynX Robotics che ha sviluppato soluzioni AI su misura per l’integrazione e la valorizzazione dei dati aziendali e Dentalhub che applica all’AI alla gestione avanzata di studi dentistici e Culture Aid che lavora sull’accessibilità dei servizi attraverso soluzioni AI per la comunicazione multilingue – fino a soluzioni di ricerca applicata ad alto contenuto scientifico con Prolabin & Tefarm, che sviluppa materiali funzionali avanzati per applicazioni industriali e Hypesound che con una tecnologia acustica proprietaria migliora l’efficienza dei processi biotech industriali. Moltissime le occasioni di connessioni concrete per le aziende presenti.

La serata inaugurale si è tenuta all’Ambasciata d’Italia a Parigi che ha scelto Smau ItalyRestartup in Paris come evento ufficiale per celebrare la Giornata Nazionale del Made in Italy. Parlando delle capacità di innovazione del Made in Italy, l’Ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro ha sottolineato che l’Italia va ben oltre le tradizionali ‘tre F’ (Forniture-Fashion-Food), essendosi affermata come un Paese dalla solida base industriale e settimo esportatore mondiale, patria di circa circa 13.000 startup innovative con ecosistema di Venture Capital in rapida crescita.

La giornata centrale del programma si è svolta il 15 aprile a Station F, hub di riferimento per l’innovazione a livello internazionale, dove si sono alternati incontri B2B, momenti di networking, pitch e panel tematici dedicati ai trend emergenti. Tra questi il panel “Founding the Future: creating new ecosystems” che ha messo a confronto incubatori, istituzioni e corporate sul ruolo degli ecosistemi nell’abilitare l’innovazione; “Emerging opportunities and strategic collaboration, shaping what comes next” focalizzato sulle nuove traiettorie di collaborazione tra media, ricerca e industria; “Futureproof: redesigning work and skills for the AI era” che ha esplorato l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sulle competenze, con il coinvolgimento di aziende e community internazionali.

Ha chiuso l’iniziatva un tour nei principali luoghi dell’innovazione parigini, che ha offerto alla delegazione umbra l’opportunità di entrare in contatto diretto con alcuni dei protagonisti dell’ecosistema francese ed internazionale dell’innovazione grazie ad incontri diretti con realtà come TotalEnergies On, Marble, Microsoft e HEC Paris Incubator, oltre a una tappa presso Le Village by Crédit Agricole e presso Sorbonne University – SCAI Center for Artificial Intelligence, una delle istituzioni simbolo dell’eccellenza accademica, culturale e scientifica europea.

“Essere presenti come Regione Umbria in uno dei contesti più dinamici d’Europa significa dare alle nostre imprese più innovative un’opportunità concreta per trasformare il loro potenziale in percorsi di crescita internazionale – ha detto l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti, presente all’evento – ringraziamo Smau che, in collaborazione con Ice Agenzia (Italian Trade Agency), ha saputo portare all’estero un format di collaborazione tra territori, corporate e nuovi attori dell’innovazione al quale ho fortemente voluto che la Regione Umbria partecipasse per la prima volta. il Made in Umbria oggi è rappresentato anche da startup e Pmi innovative a favore delle quali vogliamo costruire un ecosistema sempre più aperto”.

“Questa tappa di Parigi – ha aggiunto Francesco De Rebotti – vuole essere l’avvio di un percorso che, partendo da contesti internazionali come questo, sia in grado di portare in Umbria investitori, corporate e stakeholder globali. Un evento tutto Made in Umbria da realizzare nella nostra Regione in collaborazione con Smau e con gli altri attori del Sistema Paese a livello nazionale e locale, con l’obiettivo di attrarre investimenti e strutturare il posizionamento internazionale dell’Umbria cogliendo tempestivamente le opportunità offerte dalla Zes”.

”Il coinvolgimento dell’ecosistema di Regione Umbria a Smau Parigi rappresenta un passaggio concreto nella costruzione di un dialogo strutturato tra territorio e contesti internazionali dell’innovazione”, ha dichiarato Valentina Sorgato, Amministratore delegato di Smau. “Il ruolo delle istituzioni regionali è determinante nel creare le condizioni affinché le startup possano crescere, accedere a opportunità di open innovation e confrontarsi con mercati e attori globali. Questa prima tappa condivisa segna l’inizio di un percorso che alimenterà nuove occasioni di collaborazione, scambio e contaminazione tra imprese, territori e hub internazionali”.

“Dall’idea alla realtà. L’arte di costruire il futuro”: martedì l’incontro al Formedil di Perugia

Cosa significa oggi scegliere ingegneria? Quali strade apre davvero questa scelta? Questi gli interrogativi principali a cui professionisti e manager d’azienda proveranno a dare risposte nel corso del seminario promosso dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Perugia, dal titolo “Dall’idea alla realtà. L’arte di costruire il futuro”. L’incontro, coordinato dall’avvocato Valeria Tocchio, punta a far conoscere “le diverse anime dell’ingegneria oggi”.

L’appuntamento è per martedi 21 aprile nella sede di Formedil di via Pietro Tuzi 11, a partire dalle 15.50. L’iniziativa non è solo un momento di formazione per ingegneri, ma anche un’occasione di orientamento per gli studenti delle scuole superiori, chiamati a confrontarsi con una decisione che può incidere profondamente sul loro percorso di vita.

Attraverso le testimonianze dirette di ingegneri provenienti da ambiti diversi – dal settore pubblico al privato, dall’azienda al mondo universitario – i partecipanti potranno comprendere come, dietro una stessa laurea, si nascondano percorsi professionali e stili di vita molto differenti.

Non esiste infatti “un solo modo” di fare l’ingegnere: c’è chi lavora in azienda, chi sceglie la libera professione, chi intraprende la carriera accademica o chi opera nelle istituzioni.

Il seminario si propone proprio di rendere visibili queste differenze, offrendo ai ragazzi strumenti concreti per orientarsi e agli stessi professionisti uno spazio di riflessione sul ruolo dell’ingegneria oggi.

Più che un elenco di possibilità, sarà un invito a guardare alle scelte formative non solo in termini di studio o lavoro, ma come passaggi che contribuiscono a costruire il proprio progetto di vita.

Al seminario sarà presente la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Anche l’Umbria protagonista a Rimini per il MacFrut

Anche espositori dalla Sardegna saranno da martedì 21 aprile a Rimini per la 43esima edizione di MacFrut, la fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta, al Rimini Expo Centre fino al 23 aprile. Di scena 1400 espositori, oltre 800 top buyer, 10 Regioni presenti, Saloni Tematici, un centinaio di eventi. Presenti i ministri di Libano, Siria e Repubblica Dominicana. Il taglio del nastro è affidato al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida.

La cerimonia di inaugurazione è prevista martedì 21 aprile alle ore 10.30 presso lo spazio ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue), in una giornata che vedrà la presenza dei Ministri dell’Agricoltura di Libano (Nizar Hani) e Siria (Amjad Bader), insieme ai Ministri della Repubblica Dominicana, Francisco Oliverio Espaillat Bencosme dell’Agricoltura e Eduardo jose Sanz Lovaton del Commercio.

Protagonista dell’evento fieristico la filiera internazionale dell’ortofrutta che per tre giorni fa di Rimini il baricentro mondiale del settore grazie alle proposte di oltre 1400 espositori da cinque Continenti, più di 800 top buyer grazie ad Agenzia ICE, 10 Regioni Italiane presenti (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria) con una speciale menzione per la Sicilia Regione partner. E ancora, focus internazionale sui Paesi dell’Area Caraibica, Saloni tematici sui trend del settore, un centinaio di eventi con importanti convegni sui temi d’attualità del settore, due campi prova di 2500 metri quadrati sulle novità in frutticoltura e orticoltura, 26 Startup sull’innovazione e tanto altro.

Ortofrutta, settore da 60 miliardi di euro

L’ortofrutta è un settore strategico del made in Italy per un valore alla produzione di circa 19 miliardi di euro, che salgono a 60 miliardi se si considera l’intera filiera. Circa un terzo della produzione viene esportato per un valore di 6,7 miliardi (+11%). Il primo partner commerciale è la Germania con 2,1 miliardi di euro, seguito da Francia (722 milioni di euro) e Austria (476 milioni di euro). In ambito Europeo, l’Italia è il secondo produttore nella produzione di ortaggi (incluso il pomodoro da industria) e il secondo nella produzione di frutta (inclusa la frutta secca).

In crescita i consumi nel nostro Paese con un 2025 che ha registrato un +5% in quantità pari a 5,45 milioni di tonnellate. Ogni italiano in media consuma 92 kg di ortofrutta all’anno per una spesa di 519 euro (+4,9%).

I frutti più apprezzati sono le banane (leader del mercato, +6%), mele (consumo elevato e stabile), arance (stabile), pere (+9%), kiwi (+15%). Riguardo gli ortaggi: patate (prodotto più acquistato), pomodori (+6%), insalate (+6%), carote (+5%), zucchine (+5%).

Recuperato dopo il sisma 2016, riaperto a Norcia il Palazzo Comunale

Inaugurato a Norcia il Palazzo Comunale, restituito alla comunità al termine di un complesso intervento di restauro e adeguamento sismico che segna una tappa fondamentale nella ricostruzione post sisma 2016. All’evento hanno partecipato il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, il presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera.

I lavori, dal valore complessivo di oltre 7,3 milioni di euro, hanno consentito di recuperare uno dei principali simboli identitari della città, coniugando tutela storico-artistica e innovazione tecnologica.

L’intervento ha riguardato un edificio di origine medievale (XIII-XIV secolo), gravemente danneggiato dal terremoto del 30 ottobre 2016, che aveva evidenziato criticità soprattutto nelle connessioni strutturali tra le diverse parti del complesso. Per superare tali vulnerabilità è stata adottata una soluzione all’avanguardia: l’isolamento sismico alla base, una tecnologia che consente di ridurre drasticamente le sollecitazioni trasmesse durante un sisma.

Il progetto ha previsto il taglio delle fondazioni esistenti, la realizzazione di un nuovo sistema fondale e l’inserimento di 67 isolatori sismici, capaci di ridurre fino a 8-10 volte le accelerazioni e di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri. Un approccio innovativo che ha permesso di garantire un comportamento strutturale unitario dell’edificio, preservandone al contempo gli elementi architettonici e decorativi.

L’intervento rappresenta uno dei casi più avanzati a livello nazionale ed europeo nell’applicazione dell’isolamento sismico su edifici storici, tanto da essere stato recentemente premiato ai Global design and innovation awards 2025. Norcia e l’Appennino centrale si confermano così un laboratorio di eccellenza nella ricostruzione, dove vengono sviluppati modelli replicabili per la tutela del patrimonio nelle aree ad alta sismicità.

Borsa Immobiliare, i prezzi e le dinamiche del mattone in Umbria

La Borsa Immobiliare dell’Umbria, organo della Camera di Commercio, rileva che nel IV trimestre 2025 la richiesta si concentra sugli immobili efficientati e sugli alloggi in locazione. A Perugia le punte massime arrivano a 2.800 euro al mqin semicentro, a Terni a 2.800 euronel centro storico, mentre il non residenziale registra meno scambi, più offerta e valori in discesa. Dal 2021 al 2025 prezzi massimi cresciuti a Perugia in termini reali (ossia al netto dell’inflazione) tra il 27,3% e il 37,5%, con addirittura + 72,7% in zona agricola. Meno bene Terni, dove in termini reali nel centro storico c’è il segno meno.

La Borsa rileva uno slittamento delle compravendite verso la parte alta della forchetta dei prezzi. Per gli immobili nuovi, la Borsa segnala che l’aumento dei costi di costruzione ha avuto ripercussioni dirette sui prezzi di vendita. Per gli immobili usati, invece, si registra una domanda in crescita a fronte di un’offerta sostanzialmente stazionaria. Anche sul versante delle locazioni abitative il mercato appare teso: “a seguito dell’incremento della domanda delle locazioni abitative, il prezzo delle stesse si attesta nella parte alta della forchetta del prezzo riportato nel Listino vista la scarsa disponibilità di alloggi”. Più debole, invece, il comparto non residenziale: per gli immobili con destinazione diversa dall’abitativo si osserva una riduzione della domanda e, di conseguenza, dei valori; commerciale, direzionale e laboratori mostrano scambi limitati, offerta in aumento e prezzi sensibilmente in calo.

Dentro questo scenario, i prezzi massimi delle abitazioni nuove aiutano a leggere dove si stanno addensando gli incrementi dei prezzi. A Perugia, dove nel centro storico non si registra un’offerta nuova significativa, la punta alta del listino arriva a 2.800 euro al metro quadrato in semicentro, 2.400 euro in semiperiferia, 2.200 euro in periferia e 1.900 euro in zona agricola. A Terni i livelli sono più bassi, in media di circa il 10 per cento, con un divario che in zona agricola sale intorno al 20 per cento a favore del capoluogo regionale. Ma Terni presenta un tratto distinto: a differenza di Perugia, dispone anche di abitazioni nuove nel centro storico. Qui i valori massimi arrivano a 2.800 euro al metro quadrato nel centro storico, 2.700 nel centro, 2.400 in semicentro, 2.200 in periferia e 1.600 in zona agricola.

Il confronto con altri comuni umbri rafforza l’idea di un mercato tutt’altro che uniforme. A Città di Castello i prezzi massimi delle case nuove raggiungono 2.700 euro al metro quadrato in semiperiferia, 2.300 in periferia e 1.900 in zona agricola: livelli leggermente inferiori a quelli di Perugia, ma superiori a Terni. A Foligno i valori risultano, tra i centri più popolosi della regione, i più elevati: 2.900 euro al metro quadrato nel centro storico, 2.900 in semiperiferia, 2.700 in periferia e 2.000 in zona agricola. A Orvieto, invece, i prezzi massimi delle abitazioni nuove si attestano a 2.200 euro in semiperiferia, 2.100 in periferia e 2.050 in zona agricola: un livello in genere inferiore a Perugia, salvo la zona agricola, dove il dato risulta più alto.

C’è poi il tema del tempo, che aiuta a distinguere meglio le traiettorie locali. Nel quinquennio 2021-2025, a fronte di un’inflazione cumulata del 18 per cento, il mercato di Perugia mostra in diversi segmenti aumenti superiori al costo della vita. In semicentro, per esempio, il valore massimo di un’abitazione nuova passa da 2.200 a 2.800 euro al metro quadrato, con un incremento del 27,3 per cento (+9,3% il dato reale, ossia al netto dell’inflazione 2021-2025). In zona agricola il salto è ancora più netto: da 1.100 a 1.900 euro, pari a +72,7 per cento (+54,7% in termini reali). Sono numeri che descrivono una crescita legata a una domanda sempre più orientata verso immobili efficienti e pronti all’uso.

A Terni la dinamica è diversa e più selettiva. I prezzi nominali delle abitazioni nuove crescono del 12 per cento nel centro storico (che, in termini reali, significa -6%), del 29,7 per cento in semicentro (+11,7% reale), del 29,4 per cento (+11,4% reale) in periferia e del 45,5 per cento (27,5% reale) (in zona agricola. Quindi, rapportati all’inflazione del periodo, questi andamenti dicono che non tutte le aree si muovono allo stesso modo: il centro storico resta sotto il costo della vita, mentre semicentro, periferia e zona agricola conservano una crescita reale positiva. È un segnale utile, perché mostra come il riallineamento dei prezzi non sia automatico e come la qualità dell’offerta e la struttura della domanda continuino a incidere in misura decisiva.

La lettura che emerge dal listino, in fondo, è lineare. L’Umbria non presenta un solo mercato immobiliare, ma mercati diversi, con intensità differenti da città a città e da zona a zona. Tuttavia una tendenza generale appare chiara: dove l’offerta di abitazioni nuove o efficientate è scarsa, la pressione della domanda spinge le transazioni verso la fascia alta dei valori. In questo quadro la funzione della Borsa Immobiliare dell’Umbria diventa ancora più centrale. Per operatori e famiglie, poter contare su un Listino immobiliare autorevole, trasparente e terzo significa avere uno strumento concreto di orientamento, capace di restituire prezzi credibili e di rendere più leggibile, e quindi più affidabile, il mercato.