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Autore: Redazione

Dalla Regione 1,1 milioni per completare la ciclovia Terni-Narni

La ciclovia Terni-Narni è stata fin dall’inizio individuata dalla Giunta regionale come un’opera incompleta. Per questo motivo si è intervenuti mettendo a disposizione le risorse necessarie a eliminare i nodi strutturali che la caratterizzano, assicurando la piena rispondenza all’obiettivo per cui è stata concepita: una dorsale di collegamento cicloviario tra la città di Terni e la Cascata delle Marmore/Valnerina, da una parte, e la città di Narni e le Gole del Nera, dall’altra.

La Regione Umbria ha destinato 1.100.000 euro in due annualità: 400.000 euro nel 2027 e 700.000 euro nel 2028. Le risorse riguarderanno principalmente la risoluzione del problema nell’attraversamento del torrente Tarquinio e la messa in sicurezza dei terrapieni della parte di ciclovia ricompresa nel tratto urbano di Terni, in prossimità di via Vanzetti.

“Con queste risorse – sottolinea l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti – interveniamo per affrontare i nodi che ancora impediscono alla ciclovia Terni-Narni di esprimere pienamente la sua funzione. È un’opera che consideriamo strategica perché mette in relazione Terni, Narni, la Valnerina e le Gole del Nera, con importanti ricadute anche sul piano ambientale, turistico e della mobilità sostenibile. Ora è necessario procedere con una programmazione precisa degli interventi, condivisa con i Comuni, per arrivare al completamento dell’opera nei tempi necessari”.

Queste somme, unite a quelle ancora disponibili e derivanti dall’Accordo per la Qualità dell’Aria della Conca Ternana, messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente, consentiranno la realizzazione delle opere di completamento del tratto Terni-Narni, con una passerella ciclopedonale di attraversamento del fiume Nera che metterà in collegamento le due sponde, consentendo successivi sviluppi di itinerari ciclabili per il collegamento tra le due città e le rispettive aree produttive, con un significativo beneficio ambientale derivante dall’utilizzo della mobilità dolce in luogo di quella meccanizzata.
Parte di queste somme sarà inoltre utilizzata per alcuni necessari interventi di estensione della ciclovia che da Terni raggiungerà la Cascata delle Marmore.

“A breve – conclude De Rebotti – convocheremo i Comuni di Terni e Narni per definire insieme nel dettaglio la tipologia, le priorità e la cronologia degli interventi da eseguire. L’obiettivo è riuscire a definire i tempi necessari per la progettazione, l’appalto e l’esecuzione delle lavorazioni e valutare, dove conveniente o necessario, la suddivisione degli interventi in lotti, così da poter gestire contemporaneamente i diversi cantieri”.

Con l’Assestamento del bilancio di previsione 2026-2028, approvato con la Legge regionale n. 11 del 31 luglio 2026, la Regione Umbria ha riprogrammato una serie di interventi sul territorio, destinando nuove risorse a opere e progetti attesi dalle comunità locali, ma non ancora completati dal punto di vista infrastrutturale e negli elementi necessari a garantirne accessibilità e fruibilità in sicurezza.

Festival delle Nazionali, omaggio alla musica della tradizione germanica

Dal 27 agosto omaggio alla Germania e ai Paesi di lingua germanica per tre secoli di storia musicale, da Beethoven a Schönberg, con focus su giovani e nuove produzioni a Città di Castello nell’Altotevere umbro, per l’edizione 2026 del Festival delle Nazioni, in programma fino all’11 settembre.

Dopo la Francia, protagonista dell’edizione 2025, quest’anno il Festival omaggia la Germania e i paesi di lingua germanica, dando seguito a un itinerario culturale triennale che culminerà nel 2027 con una celebrazione dedicata all’Europa, in occasione del sessantesimo anniversario della manifestazione, in un percorso teso a rafforzare la vocazione internazionale dell’evento e approfondire il dialogo con le grandi tradizioni artistiche europee. Il percorso prenderà avvio dall’universo musicale di Johann Sebastian Bach, protagonista del concerto inaugurale, per proseguire con un approfondimento dedicato alle corti di Federico II di Prussia, dove si intrecciano le figure di Bach e di suo figlio Carl Philipp Emanuel Bach, e attraversare quindi Vienna e Salisburgo con Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms, Mahler e Schönberg, fino ad arrivare a Kurt Weill, Erich Wolfgang Korngold e alle espressioni della musica contemporanea.

La programmazione alternerà concerti cameristici, spettacoli interdisciplinari e produzioni originali, affidati a interpreti ed ensemble di rilievo internazionale accanto a giovani musicisti emergenti, confermando la vocazione del Festival come luogo di incontro tra generazioni, linguaggi e tradizioni.

Artista in residenza sarà Ramin Bahrami, protagonista del concerto inaugurale Beethoven al Chiaro di Luna (27 agosto, Chiesa di San Domenico, Città di Castello) e di altri due progetti dedicati a Johann Sebastian Bach: Metti una sera a Sanssouci, ispirato allo storico incontro tra Bach e Federico il Grande (8 settembre, Chiesa di San Domenico), e la prima assoluta di Bach Dance Concert in door, realizzata insieme alla Compagnia Zappalà Danza (11 settembre, Teatro degli Illuminati).

A Città di Castello la Chiesa di San Domenico ospiterà il Trio d’Archi di Salisburgo (29 agosto), Tamás Érdi (30 agosto), la Wiener Kammersymphonie (31 agosto), il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique (5 settembre), il progetto di Bahrami Metti una sera a Sanssouci (8 settembre) e il Trio Yablonsky (9 settembre). Sempre a Città di Castello si svolgeranno inoltre il progetto Risuonarte, con l’Ensemble Suono Giallo (29 e 30 agosto tra Ex Seccatoi del Tabacco della Fondazione Burri, Pinacoteca comunale, Museo Diocesano e Complesso di San Domenico); Kurt Weill: alla ricerca di Youkali (primo settembre, Complesso di San Domenico); il concerto della Filarmonica Giacomo Puccini, diretta dal maestro Angelo Benedetti (5 settembre, Teatro degli Illuminati); il Quintetto ‘Alighieri-Pascoli’ (6 settembre, Complesso di San Domenico); gli Itinerari Didattici Musicali (7 settembre, Teatro degli Illuminati); il Progetto Maestri e Allievi (8, 9 e 11 settembre tra Museo Tela Umbra, Oleificio Ranieri e Bottega Tifernate); Robert Lehrbaumer (10 settembre, Chiesa di San Francesco).

Il Festival si estenderà inoltre a numerosi comuni del territorio con un percorso anch’esso distribuito lungo tutto il calendario: Enoch Arden, melologo per voce e pianoforte (28 agosto, Anghiari); Ornamenti europei tra Settecento e Ottocento (31 agosto, Pietralunga); La suite in tutte le sue forme con Luigi Piovano (primo settembre, Citerna); Elio con La rivalutazione della tristezza (2 settembre, Sansepolcro); il Rapsodia Saxophone Quartet (3 settembre, Lisciano Niccone); il Trio Chimera (3 settembre, San Giustino); Tra salotti e teatri viennesi (4 settembre, Monte Santa Maria Tiberina); Sorella Acqua (4 settembre, Montone); il Quartetto di Venezia (7 settembre, Umbertide); Lodovico Parravicini (10 settembre, Monterchi).

I biglietti sono acquistabili presso il front office della biglietteria di Palazzo del Podestà, in Corso Cavour a Città di Castello (info: 349.8092046, ticket@festivalnazioni.com) e online sul sito www.festivalnazioni.com o su www.vivaticket.com, con acquisto biglietto consentito fino al giorno precedente l’evento.

Meno persone lasciano l’Umbria, ma resta la fuga dei giovani laureati

Nell’ultimo anno, secondo i nuovi dati Istat (pur provvisori) si è ridotto il numero delle persone che, dall’Umbria, sono andate a vivere all’estero. Nel 2025 il saldo degli italiani residenti in Umbria con l’estero passa da -1.203 a -687: il deficit si riduce del 42,9%, più del 36,4% nazionale. Un calo netto, anche se gonfiato – evidenzia la Camera di Commercio dell’Umbria nella sua elaborazione – dalle norme più stringenti varate nel 2024 sulle iscrizioni all’Aire.

Ma tra il 2019 e il 2025 la regione la regione accumula un saldo migratorio complessivo di circa -2.700 laureati italiani di 25-34 anni, considerando insieme estero e movimenti con il resto d’Italia.

I dati del 2025

Le nuove tavole dell’Istat sui trasferimenti di residenza, aggiornate al 2025 appunto con dati provvisori, registrano per l’Umbria 712 iscrizioni dall’estero e 1.399 cancellazioni verso altri Paesi tra i cittadini italiani: saldo -687. Nel 2024 era stato di -1.203, con 762 arrivi e 1.965 partenze. In dodici mesi il deficit si è ridotto del 42,9%, più del 36,4% registrato in Italia.

Il confronto con il 2024 richiede però cautela. L’Istat segnala che il picco degli espatri di quell’anno fu influenzato da norme più stringenti sull’iscrizione all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero), il che significa con grande probabilità che fecero emergere anche trasferimenti precedenti. Una parte della riduzione del deficit nel 2025 riflette quindi il venir meno di questo effetto straordinario: il miglioramento c’è, ma non può essere letto interamente come un’inversione delle tendenze migratorie.

I dati riguardano esclusivamente i cittadini italiani: gli stranieri sono esclusi. Tra gli italiani con livello di istruzione alto il recupero è più lento: il saldo con l’estero passa da -424 a -301, una riduzione del 29%, contro il 37,3% nazionale. Le persone con istruzione elevata rappresentano quasi il 44% dell’intero saldo negativo umbro con l’estero. Nel 2025, per ogni cento italiani con istruzione alta che lasciano l’Umbria, ne arrivano 38; il rapporto sale a 49 per il livello medio e a 67 per quello basso.

Il doppio rosso dei giovani laureati

L’estero racconta però solo una parte del fenomeno. Per l’Umbria al saldo negativo con gli altri Paesi si aggiunge quello nei movimenti con il resto d’Italia. Una parte importante della competizione per il capitale umano si gioca quindi dentro i confini nazionali.

Tra i laureati italiani di 25-34 anni, nel periodo 2019-2025 l’Umbria accumula un saldo migratorio complessivo di circa -2.700 persone, considerando insieme il saldo con l’estero e quello nei movimenti interregionali. Nello stesso periodo il Lazio guadagna circa 6.100 laureati e la Toscana 1.200, mentre le Marche ne perdono circa 5.800. Il Centro perde circa 15mila giovani laureati verso l’estero ma ne recupera circa 14mila dalle altre aree del Paese, chiudendo quasi in pareggio. L’Umbria rimane invece negativa su entrambi i fronti.

Un secondo indicatore Istat, riferito ai laureati italiani di 25-39 anni nel 2023, misura il saldo tra iscrizioni e cancellazioni per trasferimento di residenza ogni mille laureati residenti della stessa fascia d’età. L’Umbria è a -14,7 per mille: il nono valore peggiore in Italia e il peggiore del Centro-Nord. Peggio fanno soltanto le otto regioni del Mezzogiorno.

Il confronto nel Centro rende evidente la distanza: Marche -13,7 per mille, Toscana +0,3, Lazio +5,0, mentre la ripartizione nel complesso è quasi in equilibrio a -0,1 e l’Italia è a -6,2. Le Marche seguono quindi immediatamente l’Umbria tra le regioni centro-settentrionali. La frattura prosegue dentro la regione: Perugia è a -12,0 laureati ogni mille, Terni a -23,5. Il saldo negativo ternano è quasi doppio rispetto a quello perugino e quasi quattro volte quello nazionale.

L’università attrae, il lavoro qualificato trattiene meno

Qui emerge la questione centrale. L’Umbria non è un territorio incapace di attrarre giovani. Secondo la Banca d’Italia, nell’anno accademico 2023-2024 i due atenei regionali contavano quasi 30mila studenti, il 22,7% in più rispetto a dieci anni prima, e l’Umbria era sesta in Italia per attrattività del sistema universitario. La difficoltà si manifesta soprattutto dopo la laurea, quando conta la capacità dell’economia locale di offrire percorsi professionali abbastanza numerosi e competitivi da trattenere chi si è formato qui o attirare chi ha studiato altrove.

Anche il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, restituisce un segnale coerente. Nell’intero 2025 le imprese umbre hanno programmato 69.970 entrate, ma solo l’8,1% richiedeva un titolo universitario, contro l’11,6% nazionale e il 12,2% del Centro: 3,5 punti in meno dell’Italia e 4,1 del Centro. Nel confronto fra le regioni centrali, la Toscana è al 9,0%, le Marche all’8,7% e il Lazio al 15,5%.

Non significa che i laureati partano soltanto perché mancano posti di lavoro. Né c’è contraddizione tra imprese che faticano a reperire alcuni profili e una domanda complessiva relativamente contenuta di laureati: possono mancare competenze specifiche mentre il numero totale delle opportunità ad alta qualificazione resta insufficiente rispetto al capitale umano disponibile.

È questa la chiave che tiene insieme i dati. L’Umbria riesce ad attrarre capitale umano nella fase della formazione, ma fatica a trasformare quella capacità in attrattività professionale. Non conta soltanto quanti giovani trovino un lavoro, ma quale lavoro trovino, con quali prospettive e quale percorso possano immaginare. Un’assunzione e una traiettoria professionale capace di trattenere un laureato non sono la stessa cosa.

Il miglioramento del 2025 va dunque riconosciuto senza sopravvalutarlo. La perdita degli italiani verso l’estero si riduce più della media nazionale, ma tra le persone più istruite il recupero è più debole; sui giovani laureati resta il doppio deficit e l’indicatore Istat colloca l’Umbria nella posizione peggiore del Centro-Nord. La questione non è impedire ai giovani di partire, ma fare in modo che una regione capace di convincerli a venire qui a studiare sia altrettanto convincente quando devono scegliere dove costruire i prossimi dieci o vent’anni della propria vita professionale.

Il commento del presidente Mencaroni

Questo il commento di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il miglioramento del 2025 è un segnale importante: la distanza tra gli italiani residenti in Umbria che lasciano la regione per l’estero e quelli che arrivano si è ridotta più della media nazionale, al netto della stretta sulle iscrizioni All’Aire. Ma non possiamo confondere il rallentamento delle partenze con la soluzione del problema. Tra le persone più istruite il recupero è più lento e sui giovani laureati l’Umbria continua a perdere sia verso l’estero sia verso altre regioni italiane. Il punto è trasformare la capacità di attrarre e formare giovani in capacità di offrire loro percorsi professionali competitivi. Non basta creare lavoro: dobbiamo rendere credibile la scelta di costruire qui il proprio futuro. Per questo serve una risposta comune di Regione, Camera di Commercio, università, imprese e associazioni. La sperimentazione che ho proposto, con un contributo pubblico aggiuntivo al compenso pagato dall’impresa secondo i contratti vigenti per alcune centinaia di laureati, può aiutare a rendere più competitive le offerte umbre e favorire permanenze, rientri e nuovi arrivi”.

Imprese artigiane da tutelare, l’Umbria è tra le regioni che ne ha perse di più | I dati

L’Umbria, dopo le Marche, è la regione che nell’ultimo decennio ha conosciuto la più alta percentuale di perdita di imprese artigiane. Rispetto al 2015 se ne contano 8.791 nel Cuore verde d’Italia, pari ad un contrazione del 29,3%.

Solo le Marche, appunto, hanno fatto peggio, con una riduzione del 31,3%.

Su questo non invidiabile podio sale anche l’Emilia-Romagna (-28,7), appena sotto c’è il Piemonte (-28,4). Il
Mezzogiorno, invece, è stata la ripartizione geografica che ha subito le “perdite” più contenute (-20,2).

Questa l’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia, che lancia l’allarme per un fenomeno che in Italia ha portato in un decennio alla perdita di un quinto delle imprese artigiane registrate (-433.863 in termini assoluti).

Nell’ultimo anno l’Umbria ha perso altre 1.280 imprese artigiane (-5,7%). In termini percentuali, sempre riferiti all’andamento dell’ultimo anno, Terni è tra le province con la maggiore contrazione (-335 imprese, -6,4%), ma anche nel Perugino il fenomeno risulta piuttosto elevato (-945 imprese, -5,5%).

Un fenomeno che ora deve fare i conti anche con l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, che certo non può sostituire il “saper fare” artigiano, ma può creare un’ulteriore selezione (anche con occasioni di sviluppo) tra le imprese del settore.

Aeroporto San Francesco, verso un nuovo record assoluto ad agosto

Nuovo record storico assoluto di traffico mensile dello scalo, per l’aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi”, che a luglio ha toccato 82.222 passeggeri.

Il risultato supera il precedente primato, registrato nell’agosto 2025 con 81.267 passeggeri, con una crescita dell’1,2%. Si tratta del primo mese nella storia dell’Aeroporto dell’Umbria a superare la soglia degli 82.000 passeggeri.

Il dato conferma il forte andamento della stagione estiva e consolida il percorso di crescita dello scalo, che nei primi sette mesi del 2026 ha movimentato complessivamente 376.312 passeggeri, in aumento del 5,3% rispetto ai 357.488 dello stesso periodo del 2025.

Particolarmente significativo il contributo del traffico internazionale, che nel mese di luglio ha rappresentato il 67,2% del traffico complessivo, con 55.279 passeggeri. Un dato che conferma il ruolo sempre più centrale dei collegamenti internazionali e la crescente capacità del “San Francesco d’Assisi” di intercettare la domanda di mobilità e di sostenere l’incoming turistico verso l’Umbria.

Il nuovo record arriva dopo un primo semestre già caratterizzato da risultati particolarmente positivi: giugno aveva fatto registrare il miglior mese di giugno di sempre, con circa 76.000 passeggeri, mentre maggio aveva superato per la prima volta nella storia dello scalo la soglia dei 70.000 passeggeri.

L’andamento delle prossime settimane lascia inoltre prevedere nuovi risultati di rilievo. Agosto, mese di picco per il traffico aeroportuale, è infatti già proiettato verso il superamento del record appena stabilito, con la concreta possibilità di fissare un nuovo primato mensile assoluto a distanza di poche settimane da quello di luglio.

I risultati dei primi sette mesi confermano quindi il positivo andamento del 2026 e rafforzano le prospettive per la seconda parte dell’anno, in un contesto caratterizzato da una domanda di viaggio sostenuta e da un network di collegamenti sempre più consolidato.

Tutte le informazioni su voli e collegamenti sono disponibili sul sito ufficiale dell’aeroporto, raggiungibile all’indirizzo www.airport.umbria.it.

Innovazione in agricoltura, bando da 6 milioni

La Regione Umbria mette a disposizione 6 milioni di euro per sostenere progetti pilota e di collaudo dell’innovazione nei settori agricolo, agroalimentare e forestale.

Le risorse sono previste dall’Avviso pubblico relativo all’intervento SRG08 – “Sostegno ad azioni pilota e di collaudo dell’innovazione”, nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2023-2027: il sostegno previsto dal bando è pari al 100% della spesa ammissibile.

L’intervento punta a sviluppare, collaudare, adattare e diffondere innovazioni già prodotte dalla ricerca scientifica o maturate in altri contesti, verificandone l’efficacia nelle condizioni produttive e territoriali dell’Umbria. Le proposte potranno riguardare nuovi prodotti e processi, tecnologie, strumenti digitali, modelli organizzativi e gestionali, ma anche pratiche tradizionali reinterpretate e applicate in contesti nuovi.

Importi e spese ammissibili

Ogni progetto potrà avere un valore compreso tra 100mila e 300mila euro e dovrà essere realizzato attraverso un partenariato. È richiesta la presenza di almeno due soggetti giuridici diversi, appartenenti ad almeno due differenti categorie del sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, l’AKIS, e dovrà obbligatoriamente partecipare almeno un’impresa agricola o forestale.

Il bando apre così alla collaborazione tra imprese agricole, forestali e agroalimentari, associazioni di produttori, organizzazioni interprofessionali, enti di ricerca pubblici e privati, soggetti proprietari o gestori di boschi, enti strumentali e società in house della Regione e altri attori del sistema dell’innovazione rurale.

Per i costi diretti del personale potranno essere applicati, ove previsto, costi unitari standard e, sull’importo ammissibile, un tasso forfettario del 40% consentirà di coprire le altre spese senza la necessità di una rendicontazione analitica delle singole voci.

I progetti potranno avere una durata massima di 24 mesi e dovranno prevedere specifiche attività di dimostrazione, divulgazione e trasferimento dei risultati, affinché le innovazioni sperimentate possano essere conosciute e utilizzate anche oltre il partenariato che le ha sviluppate.

Le domande

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente attraverso il portale SIAN entro il 30 settembre 2026.

Chiarimenti e informazioni possono essere richiesti all’indirizzo srg08@regione.umbria.it.

 Le FAQ e la documentazione completa dell’Avviso sono disponibili sul portale del Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Umbria: www.regione.umbria.it/csrumbria.

Meloni: vogliamo accorciare la distanza tra ricerca e impresa

“Vogliamo accorciare la distanza tra ricerca e impresa e fare in modo che l’innovazione diventi uno strumento concreto nelle mani di chi ogni giorno lavora nei nostri campi e nelle filiere agroalimentari – sottolinea l’assessora regionale all’Agricoltura Simona Meloni -. Sei milioni di euro rappresentano un investimento importante per accompagnare il sistema agricolo umbro verso soluzioni capaci di aumentarne competitività, capacità di adattamento e qualità delle produzioni. L’innovazione per noi va trasformata in pratiche realmente utilizzabili dalle aziende”.

Raccordo Perugia-Bettolle, dal 14 agosto la galleria Madonna Alta riaperta a 4 corsie | Gli altri interventi

Da domani mattina, venerdì 14 agosto, la galleria Madonna Alta, sul Raccordo autostradale Perugia-Bettolle, sarà nuovamente percorribile nella sua interezza. Si conclude così la fase dei lavori che dallo scorso 10 giugno ha richiesto lo scambio di carreggiata sia in orario diurno che notturno.

Da lunedì 24 agosto, poi, il cantiere riprenderà i lavori esclusivamente nelle ore notturne, dalle 21 alle 6. In questa fascia oraria il traffico in direzione Ponte San Giovanni sarà deviato sulla viabilità locale, con uscita obbligatoria allo svincolo di Madonna Alta e rientro a San Faustino.

I cantieri sono stato oggetto di un sopralluogo con i tecnici Anas al quale hanno preso parte gli assessori regionale Francesco De Rebotti e comunale Pierluigi Vossi.

La nuova organizzazione del cantiere, che consente di proseguire con i lavori mantenendo la piena fruibilità della galleria nelle ore di maggiore traffico, è il risultato di una programmazione che punta a conciliare la necessità di intervenire sulle infrastrutture con quella di contenere i disagi per chi percorre quotidianamente questa tratta.

I lavori nella galleria Madonna Alta, per un investimento di 23,5 milioni di euro, proseguiranno fino alla fine di ottobre. L’intervento continuerà nelle ore notturne comprendendo principalmente opere idrauliche e il rifacimento degli impianti tecnologici e di sicurezza.

Proseguono anche gli interventi nella galleria Pallotta, dove il cantiere, necessario per consentire gli interventi di consolidamento strutturale, è attualmente organizzato con scambio di carreggiata sia di giorno sia di notte. Le lavorazioni, iniziate in modalità notturna a febbraio e sospese durante Umbria Jazz, entro il 31 agosto torneranno esclusivamente nelle ore notturne, come per Madonna Alta. Si sta lavorando affinché si possa anticipare di qualche giorno la riapertura. Il completamento dell’intervento è previsto entro la fine del 2026.

Per Pallotta l’investimento complessivo è di 52 milioni di euro e sta riguardando il risanamento delle opere civili e l’ammodernamento degli impianti. Tra gli interventi principali ci sono il consolidamento delle strutture in calcestruzzo, l’impermeabilizzazione della calotta e la realizzazione di un nuovo rivestimento interno, oltre al rifacimento degli impianti elettrici, di illuminazione, antincendio e ventilazione. Saranno inoltre realizzati nuovi sistemi di videosorveglianza, segnaletica luminosa, colonnine SOS e pannelli a messaggio variabile. I bypass tra i due tunnel saranno compartimentati e pressurizzati per garantire una via di fuga sicura in caso di emergenza. Lavorazioni che saranno svolte tutte in orario notturno.  

La gestione dei due cantieri è stata programmata tenendo conto dei vincoli tecnici e dei volumi di traffico della tratta. Per la galleria Pallotta sono stati utilizzati elementi prefabbricati che consentono di concentrare le lavorazioni durante la notte e riaprire completamente al traffico durante il giorno. Per Madonna Alta, invece, le caratteristiche tecniche dell’intervento hanno reso necessario concentrare i lavori nel periodo estivo, con l’obiettivo di completare la fase più impattante e tornare ora alla circolazione su quattro corsie nelle ore diurne.

Dal 13 luglio, quando entrambi i cantieri hanno richiesto lo scambio di carreggiata anche durante il giorno, le attività sono state portate avanti 24 ore su 24, con oltre 100 tra operai e tecnici, impegnati su tre turni, sette giorni su sette.

Approvato il bilancio di Umbria TPL e Mobilità

Approvato all’unanimità il bilancio di Umbria TPL e Mobilità S.p.A.. L’assemblea ordinaria dei soci della partecipata si è tenuta a Perugia, alla presenza della presidente della Regione Stefania Proietti e dell’assessore ai Trasporti Francesco De Rebotti.

L’assemblea ha esaminato il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, insieme alle relazioni degli organi di controllo e all’informativa sulle attività svolte nel corso dell’ultimo anno, caratterizzato dal consolidamento delle funzioni dell’agenzia, dal rafforzamento dell’organizzazione e dall’avvio delle attività propedeutiche alla nuova procedura di affidamento del servizio di trasporto pubblico locale. Al termine della discussione, il bilancio è stato approvato all’unanimità dei soci presenti e rappresentati. L’utile di esercizio sarà destinato alla copertura delle perdite pregresse, proseguendo così il percorso di risanamento della società.

“L’unanimità con cui è stato approvato il bilancio conferma la bontà del percorso di risanamento e il rafforzamento del ruolo dell’agenzia al servizio della Regione e degli enti locali – evidenzia l’assessore ai Trasporti, Francesco De Rebotti -. Siamo consapevoli che restano aperte alcune questioni che richiedono attenzione, ma oggi registriamo un passaggio significativo che ci permette di guardare avanti con maggiore solidità. Il nostro obiettivo è costruire un sistema di trasporto pubblico sempre più efficiente, moderno e vicino alle esigenze dei cittadini”.

“Il mandato ricevuto dalla Regione e il sostegno costantemente dimostrato hanno consentito all’agenzia di avviare un rigoroso percorso di riorganizzazione, valorizzando le professionalità presenti al suo interno – le parole dell’amministratore unico Emilio Giacchetti –. Questo lavoro ha permesso a Umbria TPL e Mobilità di fornire un contributo concreto anche alla gara regionale per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. La complessità delle funzioni che ci sono state affidate ci impone di continuare a migliorare le nostre performance: per questo l’approvazione unanime di questo primo bilancio della nuova gestione rappresenta per noi non solo un importante riconoscimento del lavoro svolto, ma anche un forte incentivo a proseguire con responsabilità e determinazione”.

Agricoltura, con sei bandi e un avviso oltre 50 milioni a disposizione delle imprese umbre

Oltre 50 milioni di euro, con sei diversi bandi e un nuovo avviso della Regione Umbria, per sostenere il mondo agricolo umbro, accompagnare gli investimenti delle imprese, favorire il ricambio generazionale, rafforzare le filiere agroalimentari e intervenire sulla tutela del territorio, della biodiversità e del patrimonio forestale.

Sei bandi del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, ai quali si aggiunge il recente avviso regionale destinato agli allevatori per l’acquisto di riproduttori selezionati.

“Stiamo attraversando una fase particolarmente importante nell’attuazione del CSR – sottolinea l’assessora regionale alle Politiche agricole Simona Meloni – con una serie di strumenti che intervengono su ambiti differenti ma rispondono a una strategia comune: sostenere chi investe in agricoltura, rendere le nostre imprese più forti e competitive, accompagnare i giovani che scelgono questo settore e, allo stesso tempo, prenderci cura dei territori rurali e del loro patrimonio ambientale. Parliamo di oltre 50 milioni di euro che vogliamo trasformare in investimenti, innovazione e nuove opportunità per il sistema agricolo umbro”.

Tra le misure attive c’è SRE01 “Insediamento giovani agricoltori”, che mette a disposizione 9 milioni di euro per sostenere il primo insediamento e favorire il ricambio generazionale nelle campagne umbre. Le domande possono essere presentate fino al 24 agosto 2026.

Con 8 milioni di euro, l’intervento SRD07 – Reti viarie al servizio delle aree rurali sostiene invece gli investimenti nelle infrastrutture viarie funzionali all’agricoltura e allo sviluppo socioeconomico dei territori rurali. La scadenza è fissata al 15 settembre 2026.

Alla tutela del territorio è dedicato anche SRD04 – Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale, con una dotazione di 5,2 milioni di euro. L’obiettivo è sostenere interventi capaci di contrastare la perdita di biodiversità e preservare il paesaggio rurale. Anche in questo caso le domande possono essere presentate fino al 15 settembre 2026.

Sul fronte della conoscenza e dell’assistenza alle aziende, SRH01 – Erogazione di servizi di consulenza prevede 5 milioni di euro distribuiti su tre annualità, con una prima dotazione di 3,5 milioni. Le scadenze per la presentazione delle domande sono il 15 settembre 2026, il 30 giugno 2027 e il 30 giugno 2028. L’intervento punta a rafforzare il trasferimento di competenze e il supporto specialistico al sistema rurale regionale.

Particolarmente significativa è poi la dotazione di 17,8 milioni di euro dell’intervento SRD13 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, destinato a rafforzare le filiere e la capacità di creare valore aggiunto a partire dalle produzioni umbre. Le risorse interessano i comparti dei cereali, legumi e semi oleosi, zootecnia, olivicoltura, ortofrutta, vitivinicolo, tabacco, luppolo e altri comparti produttivi. Il termine per le domande è il 21 settembre 2026.

Altri 5 milioni di euro sono disponibili attraverso SRD12 – Investimenti per la prevenzione e il ripristino dei danni alle foreste, rivolto sia alla prevenzione sia al recupero del potenziale forestale danneggiato. La scadenza è fissata al 21 settembre 2026.

A questo pacchetto di interventi si aggiunge il nuovo avviso per l’acquisto di riproduttori selezionati, finanziato con 150mila euro del Fondo Unico Regionale per l’Agricoltura. La misura sostiene le imprese zootecniche umbre nell’acquisto di riproduttori maschi e fattrici di specie bovina, bufalina, ovina, caprina, suina, asinina ed equina, con l’obiettivo di migliorare la qualità del patrimonio zootecnico e tutelare la biodiversità. Il contributo può arrivare al 60 per cento della spesa, fino a un massimo di 9mila euro per beneficiario. La prima finestra per le domande sarà aperta dal 1° al 30 settembre, mentre la seconda dal 15 novembre al 31 dicembre 2026. Info e documentazione sul sito gepafin.it.

“Abbiamo cercato di costruire un insieme di misure che tocchi alcuni dei nodi decisivi per il futuro dell’agricoltura umbra – prosegue Meloni. Giovani, competitività delle filiere, infrastrutture, consulenza, tutela della biodiversità, foreste e qualità della zootecnia: sono tasselli di uno stesso disegno. Il nostro obiettivo è utilizzare pienamente le risorse disponibili e fare in modo che arrivino alle imprese e ai territori, traducendosi in crescita, reddito e capacità di affrontare le trasformazioni che il settore ha davanti”.

Tutti gli avvisi, con requisiti, modalità di partecipazione e relativa documentazione, sono consultabili nella sezione Bandi della Regione Umbria:
https://www.regione.umbria.it/la-regione/bandi
Per individuare rapidamente gli interventi dedicati al settore è sufficiente selezionare, alla voce “Area tematica/Materia”, “Agricoltura e sviluppo rurale”: i primi bandi presenti nell’elenco sono quelli attualmente aperti.

Contratto Funzioni centrali, interessati circa 2500 dipendenti pubblici in Umbria

Il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro per il personale del comparto Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici come Inps e Inail), per il triennio 2025-2027, interessa circa 2.500 lavoratori umbri del settore pubblico. Il documento è stato sottoscritto dalla Fp Cgil con il 94% dei consensi tra i dipendenti.

“La nostra firma – spiega il segretario regionale di Fp Cgil Umbria, Michele Agnani (nella foto) – arriva a meno di due mesi dalla pre-intesa e dopo un’intensa campagna di assemblee nei luoghi di lavoro per consultare i lavoratori in merito merito delle innovazioni contenute nel testo. Innovazioni su cui il 94% si è espresso in modo favorevole alla sottoscrizione. Continueremo a organizzare assemblee e incontrare i lavoratori per illustrare loro i contenuti e le opportunità dell’accordo”.

Agnani spiega che “l’accordo torna a riconoscere incrementi delle retribuzioni superiori all’inflazione programmata per il triennio, dopo l’impoverimento dei salari prodotto dal Ccnl precedente, e introduce, novità assoluta per i contratti delle pubbliche amministrazioni, un momento di verifica successivo a salvaguardia del potere di acquisto degli stipendi. Tra i punti principali del contratto – prosegue Agnani – c’è l’equiparazione delle giornate di ferie per i neo-assunti, il pagamento dell’indennità di turno anche durante il periodo di ferie, il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale, il miglioramento della disciplina di importanti istituti di conciliazione (congedi, ferie solidali, flessibilità oraria) e del lavoro agile, l’incremento dei trattamenti di trasferta e lo sblocco del tetto al buono pasto. Si regolamenta l’introduzione e l’utilizzo dei sistemi di Intelligenza artificiale, si pone attenzione alla condizione occupazionale del personale con disabilità e agli sviluppi di carriera, e si qualificano i percorsi di formazione, con attenzione alla loro piena accessibilità, per la crescita professionale di tutte e tutti”.

“Questo accordo – prosegue il segretario della Fp Cgil Umbria –, dal mese di settembre riconoscerà ai lavoratori gli aumenti previsti e gli arretrati per i mesi passati, ma questo importante risultato non è sufficiente a restituire la dovuta centralità al lavoro pubblico. Continueremo a mobilitarci nelle prossime settimane per chiedere che il Governo stanzi in legge di Bilancio le risorse che servono per rimuovere il tetto al salario accessorio, e aumentare le disponibilità dei Frd per consentire la valorizzazione del personale, aumentare i buoni pasto e, soprattutto, adottare un Piano straordinario di assunzioni per le pubbliche amministrazioni e superare la carenza di personale che in troppe amministrazioni sta rendendo difficile garantire le attività e i servizi alla cittadinanza”.