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Autore: Redazione

Umbria nella ZES, Mencaroni: “Offrirà importanti opportunità di crescita”

Esprime soddisfazione, il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, per il provvedimento con cui il Governo ha ampliato alle Marche e all’Umbria la ZRS (Zona Economica Speciale) unica, che offre la possibilità di incentivi, sgravi fiscali e semplificazione burocratica per le imprese.

“Offrirà importanti opportunità di crescita alla regione attraverso una maggiore capacità di attrazione degli investimenti”, spiega Mencaroni. Che rileva come “l’Ente Camerale abbia da sempre sollecitato questo ingresso con convegni, richieste e prese di posizioni pubbliche. Un ruolo importante, quello che svolge il sistema camerale nella ZES, perché il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) della Zona Economica Speciale è gestito da Unioncamere, in sinergia con le Camere dei territori interessati, e impostato per dare concretezza alla sburocratizzazione per aumentare la capacità di attrarre investimenti”.

Aree interne, dalla Regione interventi di 9,3 milioni per il Sud Ovest Orvietano

Aree interne, dalla Giunta regionale il via libera alla strategia “Abitare e crescere: cultura, natura e cura tra generazioni”, per il Sud Ovest Orvietano, con interventi per 9,3 milioni di euro.

Il provvedimento è stato proposto dall’assessore regionale con delega alle Aree interne, Simona Meloni.

Utilizzando le risorse del PR Umbria FESR e FSE+ 2021-2027, la Regione avvia un piano articolato che mette al centro rigenerazione urbana, promozione del patrimonio naturale e culturale, rafforzamento dei servizi socio-sanitari, inclusione lavorativa, istruzione e formazione.

Le azioni

La strategia prevede azioni importanti: quasi 3,5 milioni per la riqualificazione degli spazi pubblici, oltre 1,4 milioni per il patrimonio naturale e l’ecoturismo, interventi su infrastrutture sanitarie, servizi culturali e turistici, ma anche progetti per l’inclusione socio-lavorativa, l’istruzione e l’occupazione giovanile. Significativo anche il finanziamento al progetto “Insieme”, finalizzato all’integrazione socio-sanitaria delle comunità locali.

Meloni: le Aree interne luoghi generativi di futuro

“Questa strategia – afferma l’assessore Simona Meloni – è frutto di un importante lavoro di co-progettazione tra Regione, territori e amministrazioni locali. È la conferma che le Aree Interne non sono periferie, ma luoghi generativi di futuro. Con questi interventi puntiamo a migliorare concretamente la qualità della vita delle persone, rafforzare le opportunità di lavoro e creare nuove occasioni per i giovani, in particolare nelle aree più fragili. L’Umbria – prosegue Meloni – sceglie di investire sulla prossimità, sulla coesione e sull’inclusione. Lo fa in modo concreto, con risorse mirate e una visione chiara: quella di un’Umbria che cresce insieme e non lascia indietro nessuno”.

“Come Regione – conclude Meloni – vogliamo restituire protagonismo alle nostre comunità, sostenendo modelli di sviluppo sostenibili, radicati nei territori e attenti alle persone. Questa strategia è un esempio concreto di buona programmazione, che guarda lontano. Siamo orgogliosi di essere al fianco dei comuni e delle cittadine e cittadini del Sud Ovest Orvietano in questa sfida di rigenerazione e rinascita”.

Appalti: Corridore attacca in Consiglio Confartigianato, che chiede una rettifica: “Parole ingiustificate”

Quantomeno “inopportune”. Ma le parole pronunciate nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Terni dal vice sindaco Riccardo Corridore contro Confartigianato, che ha sollevato il tema degli appalti comunali, vanno ben oltre, per tono, contenuto e ruolo di provenienza. Parole che per l’associazione “meritano un chiarimento pubblico”.

Rappresentatività

“Confartigianato – ricorda l’associazione in una nota – rappresenta da decenni, con trasparenza e piena legittimazione democratica, gli interessi degli Artigiani e delle PMI del territorio. La nostra rappresentatività è verificata periodicamente dalla Camera di Commercio e certificata dalla libera scelta di oltre 2500 imprese locali. Metterla in dubbio, come ha fatto il vicesindaco, significa mistificare la realtà e indebolire il tessuto economico e sociale della città. Un danno – sottolinea l’associazione – che colpisce non solo la nostra associazione, ma anche le altre e l’intero sistema delle imprese locali”.

Ruolo delle istituzioni

“Un amministratore pubblico ha il dovere di misurare parole e toni, soprattutto quando parla da un consesso istituzionale. Le affermazioni del vicesindaco Corridore travalicano ogni limite accettabile, utilizzando un ruolo istituzionale per attaccare un interlocutore legittimo” ricorda Confartigianato. Che ribadisce quali sono i fatti su cui l’associazione – e poi anche altre – chiama legittimamente l’Ente al confronto: il frequente ricorso al massimo ribasso da parte del Comune e delle sue partecipate; la mancata applicazione delle premialità alle imprese locali (art. 108 comma 7 del Codice degli Appalti); l’insufficiente dimostrazione, secondo Confartigianato, dell’economicità nelle scelte di internalizzazione dei lavori.

Eppure, Confartigianato sottolinea con rammarico come al confronti si preferisca spostare il confronto “su un piano meramente politico, estraneo al nostro ruolo e al nostro stile. È la prima volta, nella storia istituzionale della città, che assistiamo a un uso tanto disinvolto e propagandistico di una carica pubblica contro un’associazione di categoria”.

“Ancora più grave – aggiunge Confartigianato – è il modo in cui il vicesindaco Corridore descrive il rapporto con le associazioni: non come luogo di dialogo e proposta, ma come strumento di controllo del consenso. Una visione distorta, che dice molto su chi la pronuncia e nulla sulla realtà dei fatti”.

Chiarezza e disponibilità al confronto

Confartigianato prosegue però sulla sua linea, di correttezza e apertura al confronto, nell’interesse delle imprese e, in questo caso, della città. “Nonostante la gravità di quanto accaduto – scrive l’associazione – confermiamo la nostra totale disponibilità al confronto, e riteniamo utile la conferenza stampa annunciata dalla Giunta per rispondere nel merito alle osservazioni che abbiamo avanzato sugli appalti pubblici. La attendiamo con serenità, pronti a rispondere, con lo spirito costruttivo che ci contraddistingue”.

Richiesta di rettifica

Nel frattempo, però, Confartigianato chiede formalmente che il vicesindaco Corridore rettifichi pubblicamente le proprie affermazioni. “Lo deve non solo alla nostra Associazione, ma alla dignità del ruolo istituzionale che ricopre” chiarisce Confartigianato. Che conclude assicurando: “In ogni caso garantiamo che Confartigianato Terni continuerà senza timori e senza silenzi a svolgere il proprio compito, tutelando trasparenza, legalità e concrete pari opportunità negli appalti pubblici, nell’interesse delle imprese, dei cittadini e della buona amministrazione”.

Zes in tutta l’Umbria, Proietti: “Opportunità concreta per impulso alla nostra economia”

La presidente della Regione Stefania Proietti in una nota ha manifestato soddisfazione per l’inserimento dell’Umbria, insieme alle Marche, con il suo intero territorio nelle ZES (Zone economiche speciali) e ringrazia il Governo per questa grande opportunità.

“L’inclusione dell’Umbria tra le Zone Economiche Speciali, che avevamo fortemente chiesto, è una notizia di notevole importanza per il futuro della nostra Regione – afferma la presidente – e questa decisione della premier Giorgia Meloni, che ringrazio, costituisce un’opportunità concreta per dare un forte impulso alla nostra economia e alla nostra crescita. Le agevolazioni fiscali, gli sgravi contributivi e le procedure amministrative semplificate previste per le Zes sicuramente contribuiranno a creare un ambiente più fertile per le imprese che avranno la possibilità di ridurre i costi, di snellire tempi e procedure della burocrazia per concentrarsi sull’innovazione e sullo sviluppo. Siamo certi che tutto questo porterà un deciso rilancio occupazionale in Umbria e noi come Regione siamo pronti a cogliere questa grande opportunità. Tutti questi fattori rappresenteranno un potente attrattore per nuovi investimenti, migliorando la competitività di tutto il nostro sistema regione in un’ottica sempre più interregionale, visto che siamo rientrati nelle Zes insieme alla Regione Marche”.

“Da oggi quindi anche l’Umbria su tutto il territorio regionale potrà godere di strumenti in più – aggiunge la presidente – per favorire lo sviluppo economico, il rilancio occupazionale e la coesione sociale, l’inserimento tra le Zes è il riconoscimento della posizione strategica della nostra terra e si tradurrà in un forte impulso per l’economia e lo sviluppo. Siamo convinti che l’Umbria saprà sfruttare appieno questa opportunità per rafforzare i propri settori produttivi ma anche infrastrutturali, per favorire la creazione di nuove imprese anche innovative, capaci di trattenere e attrarre i giovani talenti, e per creare nuovi posti di lavoro e sostenere una crescita duratura e sostenibile soprattutto a favore dei giovani e dell’innovazione. Come Regione abbiamo lavorato per questo risultato e faremo la nostra parte nell’interesse dell’intera comunità”.

VIDEO

Patto di Amicizia tra la Porziuncola e Collemaggio

In occasione della Solennità del Perdono d’Assisi nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola è stato sottoscritto il Patto di Amicizia tra la Basilica della Porziuncola di Assisi e la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dell’Aquila, luoghi simbolo del messaggio cristiano di misericordia.

La firma del Patto è avvenuta al termine della celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Antonio D’Angelo, arcivescovo metropolita dell’Aquila. A sottoscrivere il Patto dentro la Porziuncola, il vescovo di Assisi mons. Domenico Sorrentino, l’arcivescovo Antonio D’Angelo, fr. Francesco Piloni ministro provinciale e fr. Massimo Travascio, custode della Porziuncola.

Questa alleanza sancisce un legame spirituale tra due luoghi che, attraverso la Perdonanza Celestiniana e il Perdono di Assisi, custodiscono da secoli il dono dell’indulgenza, anticipatori dell’Anno Santo del 1300 e oggi più che mai attuali. La firma del Patto rappresenta un segno concreto di un cammino condiviso nel segno del Vangelo, guidato dalle figure luminose di San Francesco d’Assisi e San Celestino V.

Nel corso dell’omelia, mons. Antonio D’Angelo ha sottolineato l’importanza mariana delle due basiliche e il valore del perdono come dono prezioso offerto dalla Madre di Dio all’umanità: “San Francesco e San Celestino V ci invitano, con la loro testimonianza, a guardare al perdono come fiamma che riscalda il cuore e spezza ogni catena di violenza, per costruire una nuova umanità”.

Il ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, fr. Francesco Piloni, ha evidenziato come il Patto non sia un semplice accordo formale, ma un autentico “abbraccio spirituale” che rafforza l’identità e la missione di due santuari che continuano a illuminare il cammino della riconciliazione nel mondo contemporaneo.

Numerose le voci istituzionali che hanno espresso sostegno e apprezzamento per l’iniziativa.

Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, ha dichiarato: “È un gesto che unisce due città e due popoli nel segno della Misericordia, della Pace e della Speranza. Ci auguriamo che sia l’inizio di un cammino condiviso di fede, cultura e promozione dei nostri territori”.

Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila, ha ribadito come questo gesto rafforzi un vincolo spirituale e culturale profondo, fondato sul messaggio universale del perdono: “Un onore per la nostra comunità camminare accanto a quella di Assisi in un percorso di dialogo, accoglienza e speranza.”

Fr. Massimo Travascio, Custode del Protoconvento della Porziuncola, ha sottolineato il significato giubilare dell’accordo: “Con questa firma celebriamo non solo un legame storico, ma una comune vocazione come templi del perdono. La Porziuncola e Collemaggio sono fari che testimoniano la misericordia di Dio e indicano la via per il Paradiso.”

Anche la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha commentato l’evento: “Il Patto è un’intesa che affonda le radici nella storia e prepara il futuro, in vista del dono dell’olio da parte dell’Abruzzo il prossimo 4 ottobre, nel contesto dell’ottavo centenario del Cantico delle Creature.”

Infine, il Sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha ricordato l’impatto culturale e sociale del perdono: “Parlare oggi di perdono e riconciliazione significa costruire azioni concrete di pace e speranza. Accogliamo con gioia questo accordo, rinnovando il nostro impegno per la pace.”

Il 3 e 4 ottobre 2025, sarà l’Abruzzo a offrire l’olio per la lampada votiva che arde sulla tomba di San Francesco, proseguendo un’antica tradizione che unisce spiritualmente le regioni italiane nel nome del Santo di Assisi. Questo gesto sarà il primo frutto concreto del Patto firmato oggi, aprendo ufficialmente il cammino verso le celebrazioni dell’ottavo centenario del transito di San Francesco.

Cresce il turismo in Umbria, ma il peso sull’economia resta inferiore alla media italiana

Il report sintetico Dataview – Il barometro dell’economia territoriale, realizzato da Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria, confronta l’andamento delle province italiane secondo sei indicatori chiave. In Umbria, Perugia mostra segnali di vitalità ma anche limiti strutturali. Terni arranca, con valori sotto media in quasi tutti i parametri. Male entrambe sul fronte dell’universo AirBnb. Buoni segnali invece dalla destagionalizzazione e dalla crescita delle presenze rispetto al 2019.

Presenze turistiche per kmq di suolo consumato, c’è margine di crescita

Tra i sei parametri considerati, quello delle presenze turistiche per kmq di superficie consumata è uno dei più significativi. Il concetto, definito da ISPRA, indica quanto turismo genera il territorio già urbanizzato, cioè la parte che può effettivamente ospitare strutture ricettive.

In questo indicatore, la provincia di Perugia si posiziona al 41° posto – sulle 107 province italiane – con 16.819 presenze per kmq, un dato che la colloca nella parte medio-alta della classifica nazionale. Terni si ferma a 9.350 presenze per kmq (63° posto), evidenziando un’attrattività inferiore di circa la metà rispetto al capoluogo regionale. Entrambe le province, comunque, sono ben lontane da fenomeni di overtourism, con ampi margini di crescita sostenibile.

Crescita post-Covid: Perugia meglio, ma anche Terni avanza

Il parametro che sorride di più all’Umbria è la variazione percentuale delle presenze turistiche 2019-2024. Perugia segna +15,15%, collocandosi al 23° posto tra le 107 province italiane. Terni registra +11,50%, guadagnando la 33ª posizione.

Un segnale forte: l’Umbria ha recuperato e superato i livelli pre-Covid, mostrando una capacità di adattamento che merita attenzione. Il dato premia gli sforzi fatti per attrarre visitatori anche fuori dai grandi flussi tradizionali e conferma che il turismo locale ha tenuto botta alla crisi sanitaria, rilanciando la propria offerta.

Stagionalità contenuta, equilibrio virtuoso

Buona anche la performance sull’indice di concentrazione mensile delle presenze turistiche, basato sul coefficiente di Gini. Minore è il valore, più il turismo è distribuito lungo l’anno.

Perugia è a 0,259 (37° posto), Terni a 0,253 (35° posto). Meglio della media nazionale, con Terni che supera lievemente Perugia. È l’unico parametro in cui il Ternano si piazza meglio del Perugino, segno che il suo turismo è meno stagionale, e dunque potenzialmente più resiliente.

Universo AirBnb: tasso di occupazione dei posti letto debole

I due parametri relativi all’universo AirBnb evidenziano una debolezza strutturale dell’offerta extra-alberghiera.

Nel 2024, Perugia conta 2,02 alloggi medi annui disponibili per kmq nell’universo AirBnb (50° posto), Terni appena 1,48 (63° posto). Peggio ancora va sul fronte dell’occupazione media annuale degli alloggi: 22,21% per Perugia (65° posto), 20,74% per Terni (77° posto).

Emerge quindi una scarsa capacità di attrarre prenotazioni effettive. Il turismo breve in Umbria, oggi, non è competitivo.

Un peso economico ancora indietro rispetto alle potenzialità

Il sesto parametro misura l’incidenza del valore aggiunto di alloggio e ristorazione sull’economia provinciale. Anche qui, l’Umbria fatica a lasciare il segno.

Perugia si attesta al 3,93% (51° posto), Terni al 3,39% (70° posto). Un dato che sottolinea come il turismo, pur presente, nella regione abbia da guadagnare e possa guadagnare spazio e posizioni nella scala del Pil regionale.

Tante potenzialità, ma competitività da costruire

In sintesi, la provincia di Perugia mostra segnali di vitalità, ma resta lontana dalle aree leader. Terni arranca, con risultati troppo timidi per ambire a un posizionamento competitivo.

L’Umbria ha le carte per crescere: una domanda in aumento, una buona destagionalizzazione, un’offerta ancora espandibile. Ma i nodi restano: pochi alloggi moderni, basso utilizzo delle strutture esistenti, incidenza economica al di sotto di quella della maggioranza delle province italiane.

Serve un cambio di passo. Non basta esserci: bisogna competere. E il turismo, se sostenuto da investimenti, formazione e promozione efficace, può diventare finalmente un motore strutturale dell’economia regionale.

Il commento del presidente Mencaroni

Questo il commento di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il turismo è una delle leve più potenti della nostra economia: se consideriamo anche l’indotto – trasporti, cultura, commercio, servizi – il suo peso sul Pil umbro si moltiplica ben oltre quanto indicano i dati sul solo alloggio e ristorazione. Tra il 2019 e il 2024 le presenze turistiche sono cresciute in modo netto, segnando un balzo importante per l’intero sistema regionale. Anche il 2025 sta registrando numeri molto incoraggianti, trainati in parte dal Giubileo. La sfida ora è capitalizzare questa fase, puntando su qualità, accoglienza, infrastrutture e promozione. L’Umbria ha potenzialità straordinarie per affermarsi come destinazione stabile, competitiva e sostenibile nel panorama nazionale e internazionale”.

Posto Teleconduzione, nuovo appello dei sindacati per scongiurare la chiusura

Nuovo appello, da parte dei sindacati, alle istituzioni locali e regionali e alle forze politiche, per scongiurare la chiusura del Posto di Teleconduzione di Terni.

“Rispetto alle logiche prettamente economiche e non più sostenibili di Enel, chiediamo a tutti di far prevalere la sicurezza del territorio ternano, la salvaguardia dell’occupazione sul territorio umbro e che si interrompa drasticamente il continuo depauperamento della nostra regione nei confronti dei servizi essenziali e fondamentali”, scrivono i segretari Fabio Mencarelli e Stefano Ribelli di Filctem Cgil, Ciro Di Noia di Flaei Cisl e Doriana Gramaccioni di Uiltec Uil.

“Rispetto a quanto sta accadendo e alle modalità di gestione delle relazioni sindacali/industriali la strategia che Enel sta mettendo in atto in tutte le società del gruppo – spiegano i segretari Mencarelli, Ribelli, Di Noia e Gramaccioni – ha come unico obiettivo quello di anteporre logiche finanziarie e di risparmio a ogni costo rispetto al servizio primario che dovrebbe fornire. I costi di gestione del personale sono irrisori (circa l’8% del bilancio globale, Enel risulta ad oggi una tra le aziende più efficientate), nonostante le entrate garantite dalle quote che Enel percepisce quale concessionaria di vari servizi come quello della distribuzione elettrica o della gestione degli impianti di generazione, come appunto quelli per la produzione idroelettrica nel caso specifico”.

“L’azienda – dichiarano i segretari di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil – ha inviato alle organizzazioni sindacali una richiesta di incontro perché ha la ferrea intenzione di proseguire con la chiusura del Pt e quindi di procedere con le valutazioni riguardo i riflessi sul personale interessato. Enel prosegue nel suo intento noncurante della ferma presa di posizione contraria della Regione Umbria, espressa tramite una mozione unanime (ricordando che la Regione è la proprietaria degli impianti), tanto meno delle richieste degli assessori regionali, dei responsabili provinciali, del sindaco di Terni, e soprattutto senza tenere conto del parere, a nostro avviso più importante, della Protezione civile rispetto al rischio idrogeologico e di controllo del territorio. Questo potrebbe rappresentare l’atto finale del depotenziamento degli asset sul territorio regionale già svuotato di tutte le funzioni strategiche”.

L’on. Emma Pavanelli parla di “ennesimo atto di abbandono del territorio umbro da parte di un soggetto che, per missione e struttura, dovrebbe tutelare l’interesse collettivo prima di ogni logica di mero profitto”.

“Colpisce il silenzio del Governo – attacca Pavanelli – che pur detenendo una quota significativa di controllo su Enel attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, non esercita alcun indirizzo politico capace di invertire questa rotta miope e dannosa. Un’inerzia colpevole, che equivale a un tacito via libera al depotenziamento di presidi fondamentali per la sicurezza del territorio e per l’occupazione”.

“È inoltre particolarmente significativo, e non può essere ignorato – aggiunge la parlamentare pentastellata – che la stessa Protezione Civile abbia riconosciuto esplicitamente il ruolo determinante svolto dagli operatori del PT di Terni nella gestione delle emergenze ambientali. Solo questi lavoratori, infatti, possiedono la competenza, l’esperienza e la prontezza operativa necessarie per intervenire tempestivamente sugli impianti idroelettrici, contribuendo così alla prevenzione di gravi rischi idrogeologici. La loro funzione di interfaccia tecnica con la Protezione Civile è essenziale per garantire una comunicazione efficace e interventi mirati sul territorio, come dimostrato in occasione dell’emergenza del gennaio 2021, quando – sotto la gestione di Erg – si registrò un grave malfunzionamento proprio per l’assenza di presidio qualificato. Siamo di fronte non solo a un problema occupazionale, ma a un serio pericolo per la sicurezza idraulica dell’Umbria e, più in generale, a un grave segnale di dismissione dello Stato dai propri doveri verso le comunità locali. Presenterò l’ennesima interrogazione parlamentare nei confronti della linea di azione di Eni e chiedo a tutte le forze politiche e istituzionali di uscire dall’ambiguità e prendere posizione, in modo chiaro e netto, contro la desertificazione dei servizi essenziali in Umbria. Alla logica finanziaria esasperata, rispondiamo con la logica del bene comune”.

Appalti al Comune di Terni, si allarga il fronte delle Pmi locali che chiedono un cambio

In attesa del confronto annunciato dall’amministrazione comunale di Terni dopo l’appello iniziale di Confartigianato, si amplia il fronte imprenditoriale che chiede all’Ente di rinunciare al massimo ribasso come procedura per assegnare gli appalti pubblici.

Mirko Papa, presidente territoriale di Cna Terni, ha rivolto un invito alle associazioni di rappresentanza per formula una proposta condivisa in grado di garantire la tutela delle imprese locali che, nonostante le difficoltà, continuano a lavorare a Terni, creando occupazione e ricchezza. E quindi garantire la crescita del territorio.

Cna propone un tavolo di confronto interassociativo, aperto a tutte le associazioni, attraverso il quale interloquire con il Comune, con la Regione, con la CCIAA, facendo proposte condivise che tengano conto delle peculiarità di Terni, una città che si differenzia notevolmente dal capoluogo di regione.

Intanto la Cna si dice contraria all’aggiudicazione delle gare pubbliche con il criterio del massimo ribasso, privilegiando invece quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa e le procedure negoziate con l’invito a rotazione delle imprese. “In tal modo – ha spiegato Papa – si potrebbe aprire anche uno spazio per le imprese locali se, pur nel rispetto delle regole, venissero costruiti dei regolamenti comunali che privilegino criteri legati alla territorialità. Ma sul tema siamo aperti al confronto prima con le altre associazioni e poi con l’amministrazione comunale, al fine di trovare soluzioni adeguate che siano in grado di garantire una crescita costante della nostra città”.

Dichiarazioni, quelle di Papa, accolte con soddisfazione da Confartigianato Imprese Terni. Si tratta di una posizione che concorda in modo sostanziale con quanto Confartigianato Terni sostiene da tempo e che è al centro della recente querelle tra l’associazione e l’Amministrazione Comunale di Terni, in relazione agli appalti anche degli enti partecipati.

Con l’occasione, Confartigianato ribadisce con forza che è diffusa tra le imprese locali la preoccupazione per l’uso eccessivo e indiscriminato del massimo ribasso che penalizza la professionalità, la sicurezza e la tenuta economica del tessuto produttivo del territorio.

“Registriamo quindi positivamente – si legge in una nota di Confartigianato Imprese Terni – l’allargamento del fronte delle associazioni di categoria che condividono la necessità di rivedere le politiche comunali in materia di appalti pubblici, auspicando un confronto vero e operativo con l’Amministrazione comunale, che rifugga da propaganda e battute, finalizzato alla definizione di regole più eque e sostenibili per tutte le imprese del territorio, all’interno di quanto consente il quadro normativo vigente, che non abbiamo mai richiesto di forzare”.

L’intera rappresentanza del mondo dell’artigianato e delle PMI locali, sottolinea quindi Confartigianato, “richiede unanimemente di rimettere al centro l’impresa, con spirito concreto e positivo, senza alcuna volontà polemica o divisiva nei confronti della cooperazione sociale, nel pieno rispetto dei ruoli reciproci e delle regole. Evidenza ne è anche la sottoscrizione, da parte di Confartigianato Umbria, avvenuta in data 25/07/2025 presso la Regione con ARPAL Umbria della ‘Convenzione quadro ex articolo 14 DLGS 10/09/2003 n. 276’ per l’inserimento mirato dei lavoratori con disabilità che incontrano difficoltà nel contesto lavorativo ordinario. Resta il problema, da noi sollevato, di garantire l’aderenza alla lettera e allo spirito della legge della prassi di ricorso alle gare di appalto riservate art. 61 (codice degli appalti), che deve essere limitata ai casi eccezionali e sufficientemente motivati”.

“Ribadiamo infine – prosegue Confartigianato – che anche la politica di internalizzazione delle opere perseguita dal Comune di Terni, se può essere positiva riguardo ad interventi di minore portata, suscita perplessità nelle modalità attualmente adottate, che tra l’altro ottengono l’effetto di traslare il rischio di impresa sul bilancio comunale e quindi sulla collettività. Per questo motivo il Comune ha l’obbligo di motivare pienamente queste scelte e dimostrare la effettiva convenienza economica delle stesse, se non vuole esporsi al rischio di inefficienze e maggiori costi per la collettività”.

“Confartigianato continuerà, come sempre – conclude l’associazione – a lavorare con spirito costruttivo, nel rispetto di tutte le realtà economiche e sociali del territorio, con l’obiettivo prioritario di garantire pari opportunità, qualità e legalità negli appalti pubblici, a tutela dei cittadini, degli interessi generali e degli interessi legittimi delle categorie rappresentate”.

Comunità del Cibo, a Todi la presentazione del Manuale

Si terrà a Todi il convegno finale di presentazione del percorso di animazione e costruzione del progetto pilota per la costituzione in Umbria delle Comunità del Cibo.

L’appuntamento è per giovedì 31 luglio, a partire dalle 9.30, presso la Sala del Consiglio di Palazzo del Capitano, con la presentazione del Manuale delle Comunità del Cibo. Si tratta di una guida che accompagnerà quanti, sul territorio regionale, intenderanno intraprendere il percorso con l’obiettivo primario di far nascere una Comunità del Cibo, punto di partenza da cui avviare forme di valorizzazione e sviluppo in chiave collaborativa e partecipata dall’intera Comunità stretta intorno a chi produce le eccellenze dell’agroalimentare regionale. Oltre alla presenza istituzionale del sindaco di Todi Antonino Ruggiano e del nuovo amministratore unico di 3A-PTA Devis Cruciani e dell’assessore alle politiche agricole Simona Meloni, interverranno il prof. Gaetano Martino Direttore del DSA3 ed i tecnici di 3A-PTA e Regione Umbria. Fondamentali per animare il dibattito la partecipazione di rappresentanti di altre regioni che racconteranno la propria esperienza di costituzione delle Comunità del cibo.

Durante la manifestazione è prevista la proiezione di un video racconto dedicato al tema centrale dell’incontro.

Un viaggio per immagini attraverso volti, testimonianze e paesaggi, nato per raccontare il significato contemporaneo di una Comunità del Cibo: un’iniziativa corale che mette al centro agricoltura, sostenibilità, identità territoriale e cooperazione.

Lavori, chiuso per due notti un tratto della Perugia – Ancona

Nelle notti di mercoledì 30 e giovedì 31 luglio dalle 21:00 alle 6:00 del giorno successivo, la strada statale 318 “di Valfabbrica” (direttrice Perugia-Ancona) sarà temporaneamente chiusa al transito nel tratto compreso tra Valfabbrica e Casacastalda, per consentire l’esecuzione di alcune attività di cantiere nell’ambito dei lavori in corso per l’ampliamento a quattro corsie.

Il traffico sarà deviato sul vecchio tracciato della statale con uscita obbligatoria allo svincolo di Valfabbrica e rientro allo svincolo di Casacastalda per il traffico in direzione Ancona (viceversa per il traffico in direzione Perugia).

La chiusura – spiega Anas – si rende necessaria per proseguire le attività di realizzazione dei bypass che serviranno a collegare trasversalmente le due canne della galleria Casacastalda e a consentire sia l’evacuazione in caso di emergenza che l’accesso dei mezzi di soccorso in caso di incidente. Complessivamente sono previsti cinque bypass, di cui quattro pedonali e uno carrabile.

I lavori di raddoppio a quattro corsie, per un investimento complessivo di 135 milioni di euro, consistono nella realizzazione della seconda carreggiata, affiancata a quella già esistente e aperta al traffico nel 2016 in variante al vecchio tracciato della statale.

Il tratto da raddoppiare è lungo circa 3 km di cui 2,4 km in galleria: la galleria “Casacastalda”, lunga 1.545 m, e la galleria “Picchiarella”, lunga 874 metri. Comprende anche due viadotti per 190 metri complessivi: il viadotto “Tre Vescovi” e il viadotto “Calvario”.