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Autore: Redazione

San Francesco torna festa nazionale, ok dalla Camera

Il 4 ottobre dal 2026 torna ad essere festa nazionale nella giornata di San Francesco, patrono d’Italia. Dopo il via libera della Camera dei Deputati manca solo l’ok definitivo in Senato nei prossimi giorni.

Il giorno di San Francesco torna dunque ad essere festa nazionale, come era stato fino al 1977.

Un provvedimento accolto con “grande gioia, gratitudine e responsabilità” nella città Serafica.

“Per Assisi – evidenzia il sindaco Valter Stoppini – è un onore essere il cuore pulsante di una festa che unisce l’intero Paese, rafforzando il ruolo e la missione della nostra città come luogo d’incontro e speranza, chiamato a portare avanti l’eredità di San Francesco. Una responsabilità che sentiamo forte, soprattutto in questo momento storico difficile, segnato da guerre e divisioni che tutti insieme dobbiamo respingere, promuovendo innanzitutto la cultura della pace e dell’inclusione”.

“Nel corso degli anni – ricorda Stoppini – diversi sindaci e amministratori di Assisi hanno caldeggiato l’idea di riportare il 4 ottobre a festa nazionale. Anche la Regione Umbria si è espressa più volte favorevolmente in tal senso. La precedente amministrazione comunale, con il sindaco Stefania Proietti, oggi presidente dell’Umbria, ha rilanciato più volte la richiesta. Anche il Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco ha sostenuto l’idea e ci sono state diverse proposte di legge. Oggi è stato raggiunto un traguardo importante, che lancia all’Italia e al mondo un messaggio chiaro e forte: pace, solidarietà, inclusione, rispetto per l’ambiente sono valori fondamentali, che vanno promossi e praticati, come antidoto al clima di odio e violenza che stiamo vivendo”.

Danni cinghiali, nuove regole per i risarcimenti | Al vaglio modifiche al regolamento 34

Nuovo disciplinare in Umbria per gli indennizzi dei danni causati dalla fauna selvatica a chi viaggia sulle strade. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Simona Meloni, approvando le nuove regole ha stanziato 800mila euro l’anno per garantire la copertura degli indennizzi. Il fondo, istituito presso la direzione sviluppo economico, agricoltura, istruzione, formazione e lavoro, turismo e sport, stabilisce criteri e modalità di accesso. Il disciplinare definisce con chiarezza i casi di ammissibilità, i soggetti beneficiari e la misura del ristoro: 60% delle spese documentate per la riparazione del veicolo o, in caso di rottamazione, fino al 50% del valore stimato secondo listino Eurotax, con un tetto massimo di 4.999,99 euro. Le domande dovranno essere presentate entro 30 giorni dal sinistro, esclusivamente tramite PEC o raccomandata A/R, corredate da modulistica e documentazione completa.

La presidente Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza del nuovo provvedimento: “Fino a oggi i cittadini che subivano danni a causa della fauna selvatica erano costretti a rivolgersi ai tribunali, affrontando trafile giudiziarie lunghe, costose e dall’esito incerto, con un aggravio anche per la pubblica amministrazione. Ogni anno si registrano circa 120 procedimenti con la Regione Umbria, a cui vanno aggiunti i casi coperti dalle assicurazioni private e quelli in cui i cittadini hanno rinunciato ad agire. Oggi, con l’approvazione di questa misura mettiamo fine a questa situazione introducendo una procedura amministrativa semplificata che, grazie all’investimento regionale, consentirà di ottenere il risarcimento in maniera diretta e chiara, senza passare per le aule di giustizia, dando risposte concrete, rapide e trasparenti”.

Proietti ha parlato del problema della fauna selvatica: “Non possiamo ignorare i numeri, che descrivono la diffusione della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali. Negli ultimi decenni la crescita non è stata più frutto di una gestione programmata, ma ha assunto dimensioni tali da incidere in modo pesante sulla sicurezza stradale, sull’attività agricola, sulla tutela del paesaggio e persino sulla salute delle persone. È un problema che riguarda non solo i cittadini coinvolti negli incidenti, ma anche le nostre comunità, le imprese e i territori, spesso segnati dall’abbandono dei terreni e dalle difficoltà di chi vive nelle aree interne”.

Meloni ha spiegato: “Il disciplinare introduce regole semplici e di facile accesso per i cittadini che subiscono danni, evitando il ricorso ai tribunali e garantendo un indennizzo diretto. Dopo anni di richieste inascoltate, colmiamo un vuoto normativo e restituiamo ai cittadini uno strumento snello e concreto. Abbiamo stanziato risorse importanti a tutela della sicurezza stradale, ma questo è solo un tassello di una strategia più ampia. Ogni anno la fauna selvatica provoca in Umbria danni stimati in oltre un milione di euro, tra incidenti stradali e perdite in agricoltura. Per questo stiamo lavorando anche sul contenimento dei cinghiali e sul rafforzamento del confronto con il mondo agricolo e venatorio, attraverso la consulta della caccia. L’obiettivo è duplice: ridurre i danni e allo stesso tempo ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche. Questo disciplinare segna un cambio di passo: tutela i cittadini, sostiene gli agricoltori e rende più efficiente l’azione regionale”.

Infine, l’assessora Meloni ha annunciato che sono in arrivo novità per quanto riguarda il regolamento n. 34 del 1999 sul prelievo venatorio del cinghiale in forma singola e collettiva. Sono infatti al vaglio alcune proposte che dovranno essere poi partecipate con la consulta regionale della caccia. L’obiettivo è quello di contribuire in maniera efficace al depopolamento dei capi in ottemperanza al piano di contenimento elaborato dal commissario straordinario alla peste suina africana. Tra le misure allo studio anche il ripensamento delle modalità di caccia attualmente previste.

Dall’Università di Perugia i designer del futuro

All’Università di Perugia si formano i designer del futuro, con il concorso di idee ‘Contemporary stones’, riservato ai circa 120 studenti universitari iscritti al terzo anno del corso di laurea triennale in Design, attivato nel Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale (Dica) dell’Ateneo perugino e per il quale sono chiamati a esprimere tutto il loro ingegno e la loro creatività.

“Immaginate di essere nel più grande studio di Design dell’Umbria, a cui il cliente ha commissionato la progettazione di uno stand fieristico. L’azienda si aspetta un punto di vista diverso dal solito, giovane e fresco” ha detto il professore Paolo Belardi ha introdotto il concorso di idee illustrato al Polo di Ingegneria in occasione della prolusione al corso di ‘Exhibit design’ tenuto, appunto, dal professore Paolo Belardi. Presenti i committenti, rappresentanti dell’azienda eugubina ‘Pietre d’Arredo’, brand di Colmef group, eccellenza italiana del settore edile, che hanno presentato l’azienda e il contesto in cui opera: Franco Giacometti e Mario Ferrazzano, il primo amministratore e il secondo direttore commerciale di Colmef group, e Andrea Gottardo, business manager di Pietre d’Arredo; è intervenuto, inoltre, per i saluti istituzionali, il professore Giovanni Gigliotti, direttore del Dica.

Il concorso prevede la selezione di un trentina di progetti individuali da consegnare entro aprile 2026 e il vincitore si aggiudicherà un viaggio studio in una capitale europea, perché “si sa che il designer è un professionista che vive con la valigia in mano”, ha commentato il professore Belardi. Nello specifico, la progettazione dovrà riguardare uno stand fieristico per Pietre d’Arredo, organizzato in un’area ipotetica di forma quadrata di 10 X 10 metri, accessibile su due lati adiacenti con il vincolo di un’altezza massima delle strutture pari a 4 metri.

“Un’azienda come la nostra – ha dichiarato Gottardo – deve cercare di unire la filiera, che parte dalla fabbrica, dalla Ricerca & Sviluppo, in cui inserire design italiano, competenza e tradizione. Se da un lato bisogna tramandare la tradizione, dall’altro occorre uno sguardo aperto al futuro e il futuro sono i giovani, ingegneri e architetti che un domani disegneranno emozioni di natura estetica. Partecipare a questi eventi è per noi una semina: questi futuri designer dovranno cercare di interpretare un prodotto, di emozionare attraverso la pietra”.

“Colmef è un’azienda umbra che nasce nel 1980 a Gubbio – ha aggiunto Ferrazzano – e produce prodotti premiscelati per l’edilizia ad alto contenuto tecnologico; attraverso il brand Pietre d’Arredo guardiamo ai progettisti del futuro, al mondo del design, dell’architettura e quindi ben si addice un progetto come questo, che è di supporto alla progettazione, anche stilistica, degli edifici e alla loro valorizzazione”. “Il corso di laurea in Design non ha ancora compiuto dieci anni – ha precisato Gigliotti – ma si è affermato a livello locale e nazionale per alcune sue peculiarità, tra cui il forte legame che c’è con l’Accademia di Belle Arti ‘Pietro Vannucci’ di Perugia, unico in Italia. Inoltre, il legame con il territorio si esplica soprattutto nelle centinaia di convenzioni che abbiamo stipulato con aziende, in realtà anche fuori regione, per lo svolgimento dei tirocini. Abbiamo tra le 200 e le 250 matricole all’anno, che vengono coinvolte in tante iniziative come quella di oggi, con risultati molto interessanti. Le prospettive lavorative sono molto buone, proprio perché ormai il Design è entrato in tantissime aziende”. Belardi, infine, ricordando la Settimana della custodia, ha richiamato l’attenzione sul fatto che “noi siamo custodi del patrimonio immobiliare dell’ateneo, ma siamo anche soprattutto custodi del patrimonio immateriale che sono i ragazzi e le ragazze che si iscrivono ai nostri corsi e si formano sotto la nostra guida. Questo è un mondo che tende a dare poche speranze, a soffocare la creatività. Il nostro ruolo di custodi è proprio quello di alimentare e valorizzare la creatività dei giovani ed è quello che stiamo cercando di fare e che faremo con questo concorso, credo ci saranno belle sorprese”.

Crisi del lago, sgravi a imprese e associazioni del Trasimeno

L’Unione dei Comuni del Trasimeno valuta positivamente gli sgravi agli operatori economici e alle associazioni del comprensorio predisposti dalla Regione alla luce della crisi del lago.

“Questo è un passaggio significativo rispetto a una questione davvero complessa come la crisi idrica del Trasimeno”, commenta Giulio Cherubini, reggente pro tempore dell’Unione dei comuni del Trasimeno.

Gli sgravi annunciati riguardano il canone dovuto per l’utilizzo delle pertinenze idrauliche e delle spiagge del lago: per le attività economiche con scopo di lucro (a cui era già stata accordata una riduzione del 30%) è prevista una ulteriore riduzione che porta lo sconto totale al 50%; per le associazioni senza scopo di lucro e le associazioni sportive dilettantistiche (che prima non erano incluse negli sgravi) è prevista una riduzione del 20%.

Cherubini spiega come si sta muovendo l’Unione dei Comuni del Trasimeno per cercare di affrontare le sfide legate alla gestione di un territorio così vasto e articolato: “La collaborazione che stiamo avendo con la Regione Umbria, e che ha portato anche a questi sgravi, è un’opportunità che dobbiamo sfruttare affinché l’Unione dei Comuni del Trasimeno possa diventare la solida, efficace ed efficiente struttura di gestione di quella che vorremmo diventi la ‘Città del Trasimeno’. L’Unione dei Comuni, infatti, deve ora fare un ulteriore salto di qualità per rafforzarsi e strutturarsi. Questo è un passaggio che chiediamo di poter realizzare a Regione Umbria, in particolare con il confronto con il vicepresidente Bori, che ha già dato un segnale significativo in tal senso. La struttura e l’organigramma attuali ci consentono l’attuazione di alcune funzioni proprie dei comuni: politiche sociali integrate e innovative (da poco è attivo anche il nuovo servizio di Pronto Intervento Sociale), l’assistenza tecnica per le strategie territoriali (ITI e Aree Interne), il bilancio, il turismo. Serve, senza ulteriori indugi, crescere per poter svolgere gli ulteriori compiti che garantiscono i grandi interventi per cui l’Unione è stata creata”. Cherubini spiega infatti che quest’anno, a fronte di un nostro progetto di crescita, Regione Umbria ha aumentato il trasferimento delle risorse stato/regione per le funzioni associate delle unioni, di ulteriori 80.000 euro.

“Dobbiamo utilizzare questi spazi di manovra economici che ci sono stati concessi – afferma – per rafforzare l’Unione e consentirgli finalmente di essere un soggetto protagonista: questo anche in vista della messa a terra dei progetti elaborati nell’ambito della Snai (Strategia nazionale aree interne) Trasimeno, per cui ci sono risorse fondamentali e investimenti sul territorio per 12 milioni di euro”. In quest’ottica, il piano di rafforzamento strutturale dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, prevede proprio il rafforzamento delle aree tecniche e la creazione di una centrale di committenza propria.

“I Comuni del Trasimeno – conclude Cherubini – sono chiamati a un forte senso di responsabilità. Dobbiamo dimostrare di essere pronti a questo percorso di crescita, affinché poi l’ente regionale possa stabilizzare e portare avanti il suo percorso di sostegno alle Unioni dei Comuni. Un percorso ineludibile se vogliamo che realtà aggregate, che rispondono a interessi aggregati di aree vaste come il Trasimeno, possano avere successo”.

Rispetto degli impegni dell’Accordo di programma, sopralluogo all’Ast

Sopralluogo dell’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, insieme ai vertici di Ast-Arvedi, un sopralluogo presso lo stabilimento di Terni, per verificare il rispetto del cronoprogramma relativo agli interventi previsti dall’Accordo di programma in materia ambientale e di sostenibilità della produzione industriale e in particolare per la realizzazione della nuova rampa scorie.

Il sopralluogo si è concentrato in particolare sui lavori di realizzazione della nuova rampa scorie, opera strategica per risolvere le annose problematiche relative alle polveri di Prisciano e per il contenimento delle emissioni diffuse.

“Si tratta del primo vero passo verso la risoluzione delle polveri di Prisciano, grazie all’Accordo di programma sottoscritto quest’estate – ha dichiarato l’assessore Thomas De Luca – è un’enorme soddisfazione constatare come dopo oltre dieci anni il cantiere ha preso finalmente avvio. L’intervento avrà l’obiettivo di trattare interamente al chiuso le scorie, abbattendo le emissioni diffuse oggi non captate”.

L’autorizzazione alla realizzazione è stata rilasciata dalla Regione il 14 luglio 2025 a seguito di un percorso lungo e complesso. “Abbiamo voluto verificare in loco il rispetto del cronoprogramma. Il progetto per la rampa è inoltre strategico per il recupero progressivo delle scorie e per la riduzione significativa del loro conferimento in discarica. L’entrata in funzione dell’infrastruttura è prevista, secondo gli obiettivi, entro l’inizio della primavera del 2026. Non abbiamo mai mollato su questo obiettivo e continueremo a vigilare”.

De Luca ha ribadito l’impegno della Giunta nel monitoraggio costante: “Nei prossimi mesi attueremo passo dopo passo quanto contenuto nell’Accordo di programma. La tutela della salute pubblica e la salvaguardia ambientale sono il punto centrale del percorso di ambientalizzazione delineato all’interno dello stesso, che ha visto l’impegno senza precedenti della Regione Umbria mediante la soluzione energetica basata sulle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche”.

Ciam Industrie, il polo della refrigerazione punta ad espandersi all’estero

L’industrie della refrigerazione commerciale umbra punta a consolidarsi e crescere anche nei mercati esteri grazie all’ambizioso progetto Ciam Industrie, il nuovo gruppo che raccoglie 11 brand da quasi 80 milioni di euro di fatturato e 470 dipendenti.

La holding

La nuova holding detiene il 100% del capitale di Ciam spa di Petrignano di Assisi, azienda leader nel settore HO.RE.CA. che opera da quasi 50 anni nella refrigerazione commerciale di alta gamma, e ha recentemente firmato accordi vincolanti per l’acquisizione di due importanti realtà industriali: Criocabin, storica azienda padovana specializzata in attrezzature refrigerate, presente sul mercato da oltre 40 anni e CierreEsse, impresa brianzola d’eccellenza nella produzione di arredamenti personalizzati e vetrine refrigerate per l’alta pasticceria.

Con questo perimetro iniziale, Ciam Industrie diventa appunto un gruppo da quasi 80 milioni di euro di fatturato, con 11 brand, 60.000 mq di sedi produttive e commerciali in Italia e all’estero (Assisi, Milano, Padova, Brianza, Parigi e Miami), 470 dipendenti e una distribuzione a forte vocazione internazionale oltre a una interessante presenza nei settori a maggior valore aggiunto della refrigerazione e del contract. Un gruppo che nasce dall’integrazione di realtà focalizzate su aree di mercato sinergiche e complementari: Ciam è riconosciuta per la competenza consolidata nel mondo della pasticceria, pralineria e gelateria, Criocabin è nota per le sue conoscenze specialistiche nelle categorie merceologiche delle carni e della gastronomia mentre CierreEsse vanta un posizionamento di eccellenza negli arredi personalizzati per pasticceria, food e hotellerie.

Gli sviluppi futuri

Un polo destinato a breve ad essere implementato, come ha anticipato Federico Malizia, ceo di Ciam spa e presidente di Ciam Industrie – nella presentazione fatta nel nuovo Auditorium di Confindustria Umbria a Perugia.

Queste operazioni sono infatti i primi passi di una serie di importanti iniziative strategiche che permetteranno a Ciam Industrie di offrire una gamma di prodotti più ampia e completa, garantendo un’ottimizzazione delle risorse e la creazione di economie di scala, indispensabili per l’efficientamento dell’intera struttura e per la competitività globale.

Nelle operazioni di M&A, Ciam Industrie è stata assistita dallo Studio Stefano Mazzi per la consulenza legale, da PwC per la due diligence finanziaria e legale e dallo Studio Antonelli e Cecchetti per la consulenza fiscale e finanziaria.

Malizia: puntiamo a costruire una nuova fase di crescita e sviluppo, soprattutto nei mercati esteri

“Credo fortemente nelle potenzialità del progetto Ciam Industrie – ha sottolineato Malizia – e sono convinto che, grazie all’integrazione industriale e all’ampliamento dell’offerta, potremo superare il limite dimensionale che caratterizza gran parte del tessuto imprenditoriale nazionale e regionale. Puntiamo a costruire una nuova fase di crescita e sviluppo, soprattutto nei mercati esteri dove il made in Italy è molto apprezzato. Il nostro piano industriale è semplice: fare bene il nostro lavoro nel pieno rispetto della storia, del capitale umano e dell’identità di ogni azienda che fa e farà parte del gruppo”.

Il plauso di Confindustria e Regione

Un’operazione salutata con soddisfazione dal presidente degli industriali umbri, Vincenzo Briziarelli, che ha sottolineato la necessità di investimenti e nuova progettualità di fronte ad un’economia che al netto dei lavori finanziati con il Pnrr è in difficoltà. E dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha ricordato la centralità della manifattura per l’economia umbra.

“UmbriaRoma”, ecco l’elenco dei premiati

Si svolgerà martedì 23 settembre a Roma, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, la ventunesima edizione del “Premio UmbriaRoma”, dedicato alle personalità, umbre o amanti della regione, he hanno contribuito con il loro talento a valorizzare la storia, l’arte, la cultura, l’identità del “Cuore Verde dell’Italia”.

I premiati dell’Edizione 2025 sono Gianluca Broccoletti, capo della Gendarmeria Vaticana; Enrico Ducrot,
ad Viaggi dell’Elefante, Presidente Postignano Music Festival; Monique Veaute, vice presidente vicario RomaEuropa, già direttore artistico del Festival dei Due Mondi; Sergio Casagrande, direttore del Corriere dell’Umbria e del Gruppo Corriere; Pino Strabioli, attore e conduttore tv; Paola Firmi, presidente RFI; Maurizio Caniglia, primario di Oncoematologia Pediatrica Ospedale di Perugia; Claudia Mazzola, presidente RAI COM e dell’Auditorium Parco della Musica; Roberto Cammarelle, direttore tecnico
Fiamme Oro, gia campione olimpionico di Boxe; Marco Minciaroni, imprenditore e
ambientalista, presidente società Agricola Montelera: Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente FINANCO e presidente del CdA del Sole 24 Ore; il Consorzio di Tutela IGP Prosciutto di Norcia.

Il Premio “M. Caterina Rederici sarà attribuito a Roberto Leoni, presidente “Sorella Natura”.

La cerimonia, presieduta dal presidente Ada Urbani e dal presidente onorario Massimo Palombi, sarà condotta da Marco Frittella.

Cultura, la Regione chiama le Fondazioni umbre

Regione Umbria e Fondazioni del territorio a confronto sui nuovi progetti culturali. L’incontro è stato convocato dal vicepresidente con delega alla Cultura, Tommaso Bori.

Dopo i saluti della presidente della Regione, Stefania Proietti, Bori ha rinnovato la volontà di dare seguito a un’alleanza strategica e mirata per promuovere una cultura che segni un cambio di passo per la crescita dell’Umbria. “E lo vogliamo fare – ha detto – attraverso scelte condivise. Le fondazioni sono la vera anima culturale della regione e la loro filantropia è un motore essenziale per lo sviluppo del territorio. Puntiamo a far diventare l’Umbria una sorta di laboratorio culturale e ciò è possibile anche attraverso un piano d’azione condiviso”. L’assessore Bori ha quindi presentato un programma di azioni che puntano a rendere il sistema culturale umbro più forte, accessibile e innovativo, invitando le fondazioni a diventare parte attiva di questo percorso. Questi gli argomenti sul tavolo: Testo unico regionale sulla cultura: ovvero “un’unica cornice normativa – ha spiegato Bori – per dare stabilità e slancio a tutto il settore, dal cinema allo spettacolo dal vivo, dai musei alla cultura popolare. Questo disegno di legge introdurrà strumenti di programmazione triennale e rafforzerà la collaborazione tra pubblico e privato”. Art Bonus “come strumento di sostegno economico che permetterà di raccogliere fondi per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Un primo esempio significativo è il restauro della Cappella del Dottori a Perugia”.

Welfare culturale e rigenerazione urbana, quindi “la cultura vista come uno strumento di inclusione e coesione sociale. Intendiamo investire in progetti che intreccino cultura, salute e giustizia sociale – ha proseguito – Inoltre, sono previsti piani di rigenerazione urbana degli spazi culturali nelle periferie e nei piccoli centri, utilizzando anche fondi comunitari”.

Il vicepresidente ha poi anticipato alcuni dei prossimi appuntamenti culturali di rilievo che animeranno il territorio: Centenario Dario Fo (2026), “che renderà l’Umbria teatro di una serie di eventi nazionali e internazionali”; UmbriaLibri 2025, la rassegna ormai storia che tornerà con un doppio appuntamento a Perugia (24-26 ottobre) e a Terni (28-30 novembre), con la direzione artistica di Nicola Lagioia e che tra le novità prevede la “Giornata delle Biblioteche Umbre”, un focus sul fumetto e il coinvolgimento di istituti penitenziari e scuole.I rappresentanti delle fondazioni hanno espresso corale apprezzamento per i progetti e gli strumenti presentati, in particolare per la possibilità di programmare le proprie attività su base triennale e per l’impegno a uniformare la normativa con un Testo unico di settore. L’incontro si è concluso con l’invito a condividere proposte e iniziative, rafforzando così il patto per una crescita che coinvolga tutti gli attori del settore.

Aziende dell’Orvietano e del Ternano nella Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria

Si amplia l’offerta oleoturistica della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria per la provincia di Terni, con nuove realtà imprenditoriali che, grazie alla produzione di olio e.v.o. di altissima qualità ed alla eccellente accoglienza nelle loro strutture, danno vita a nuovi itinerari lungo la Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria tra la zona Dop Umbria dei Colli Amerini e quella dei Colli Orvietani.

Nella zona di produzione della Dop dei Colli Orvietani, proprio nel centro storico di Orvieto, c’è La Pergola, un piccolo ristorante, nel “vicolo degli artigiani”, adiacente alla Piazza del Duomo. Un giovane chef, un giovane staff, tanta tradizione nei piatti e nella scelta dei prodotti, molta innovazione nella presentazione e a volte nell’elaborazione delle ricette. Un’attenzione particolare, dovuta alla consapevolezza del valore della qualità dei prodotti, è riposta negli oli di categoria superiore, prodotti da piccole aziende del territorio, utilizzati in cucina e ai tavoli in abbinamento ai pani, rigorosamente fatti in casa con lievito madre e farine locali. Il Ristorante La Pergola è anche uno degli Evoo Ambassador dell’Umbria, la rete di ristoranti ed enoteche, sparsi in tutta l’Umbria e selezionati tra i migliori presenti nei borghi e nelle città ad alta vocazione olivicola, dove avere la certezza di trovare una selezione di oli umbri di qualità, scelti tra le produzioni aziendali delle aziende associate alla Strada dell’Olio e.v.o Dop Umbria o partecipanti al Premio Regionale “Oro Verde dell’Umbria”.

Restando nel centro storico di Orvieto, nel centralissimo Corso Cavour, c’è il Ristorante&Oleoteca Bartolomei, un ristorante con all’interno una macina in pietra di un antico frantoio riadattata a tavolo conviviale, un luogo la cui l’atmosfera richiama il frantoio. L’Oleoteca propone menù, a base di prodotti del territorio, con piatti scelti per valorizzare gli oli e.v.o. aziendali prodotti nel frantoio di Montecchio. Uno degli obiettivi dei proprietari, che hanno spinto verso l’apertura dell’Oleoteca è quello di diffondere e raccontare la tradizione della famiglia Bartolomei ed il loro legame con il mondo dell’olio, una storia che va avanti da oltre quattro generazioni, per tale ragione nell’Oleoteca si possono degustare solo Oli e.v.o. prodotti dal Frantoio Bartolomei.

Sempre nella zona dei Colli Orvietani, produce l’Olio Evo Del Nibbio, l’omonima azienda agricola, i cui oliveti sono in posizione collinare e panoramica, nel comune di Ficulle (Tr), che si affacciano sulla città di Orvieto, che spunta dalla rupe di tufo, il monte Amiata e il monte Cetona. L’azienda nata nel 2018 conta circa 23 ettari di superficie olivata, con impianti di circa 30 anni, nuovi oliveti e un bellissimo uliveto secolare ancora produttivo. Le varietà di olive coltivate sono: Leccino, Coratina, Moraiolo, Frantoio, Borgiona, Don Carlo, Itrana e Diana. Due le etichette di olio e.v.o. prodotte: Domus 10 e Blasius; oltre ad una cospicua produzione di miele.

Spostandosi a Montecchio si può invece incontrare la Famiglia Bartolomei che dal 1890, si dedica, alla produzione dell’Olio Extravergine di Oliva. Il lavoro dei fratelli Bartolomei – Carla, Rita, Pierluigi e Chiara – inizia dagli uliveti di Moraiolo, il Frantoio ed il Leccino cultivar utilizzate per la produzione del blend Diamante – DOP Umbria Colli Orvietani. L’azienda dal 2012 ha impiantato nuove varietà e nuove piante di Moraiolo, Nocellara del Belice e Leccio del Corno, utilizzate per la produzione di oli e.v.o. monovarietali. Il lavoro in frantoio è favorito da un impianto all’avanguardia, “Molinova Serie Oro”, capace di coniugare in maniera sapiente artigianalità e innovazione. Le visite all’azienda sono poi “condite” con vere e proprie esperienze di oleoturismo, grazie al Museo dell’Olio aziendale, che vede tre ricche sale espositive dove immergersi nel passato, un luogo unico e magico dove è possibile sentire con il cuore e toccare con mano come avveniva la produzione.

Dirigendosi nella zona di produzione della Dop Umbria dei Colli Amerini, proprio ad Amelia c’è il frantoio Italyheart, un concentrato di salvaguardia delle eccellenze dell’Umbria e promozione di uno stile di vita sano e semplice in cui soci, dipendenti e fornitori condividono valori aziendali e senso di appartenenza tanto da definire il progetto ItalyHeart, una Ecofamiglia, fatta di relazioni accomunate dal profondo rispetto per la terra ed i suoi frutti. Importanti investimenti in tecnologie all’avanguardia inoltre, permettono una produzione sostenibile e sicura. Nel frantoio Italyheart è infatti operativo l’estrattore Leopard (Pieralisi Circular Thinking) con tecnologia DMF, Decanter Multi Fase, unico estrattore centrifugo a due fasi, capace di coniugare la moderna tecnologia di estrazione a freddo, con temperatura controllata, senza aggiunta di acqua, alla lavorazione partitaria, che garantisce una qualità eccelsa dell’olio estratto, una resa più alta e consumi ridotti, sia idrici che energetici. Fiore all’occhiello del progetto Italyheart è poi il Molino delle Fate, un Frantoio sperimentale con sede a Guardea, dove ogni anno nasce l’Infinito, un olio e.v.o. prodotto in quantità limitata, esclusivamente da olive Rajo del territorio.

Selvatico Fest, il finale nella Selva del Lamone

Domenica 21 settembre, per il suo ultimo giorno, il Selvatico Fest si sposta nella località Roppozzo, all’interno della Selva del Lamone con Culinaria – laboratorio di storie e cucina con l’artista Massimo Ricciardo a cura di Cantieri d’Arte e un laboratorio di stampa botanica per adulti e bambini a cura di Tillafrog. Alle 16:30 si terrà anche una passeggiata guidata nella Selva del Lamone condotta da Pierluca Gaglioppa, direttore della Riserva. La serata si concluderà con la proiezione del documentario “No Other Land” (2024).

Il paesaggio è il tema centrale di Selvatico Fest: non una semplice cartolina da contemplare, ma un ecosistema vivo, da praticare, rigenerare e proteggere dalle logiche speculative che sempre più spesso investono le aree rurali.

Ha aperto il Fest in Piazza della Rocca a Farnese l’incontro I cammini e il turismo lento per la valorizzazione delle aree interne, introdotto e moderato da Paolo Piacentini e con Giuseppe Ciucci (Sindaco di Farnese), Maurizio Davolio (AITR), Lucio De Simone (Cammino nelle Terre Mutate), Paola Nacamulli (Progetto Lamone EcoLab), Claudio Lattanzi (Cammino dell’intrepido Larth), Marco D’Aureli (Consorzio Camminatori Indipendenti), Stefano Mecorio (Guide Sentimentali, Sette Città Edizioni). A seguire, la presentazione del libro “In cammino per un nuovo umanesimo” di Paolo Piacentini e la proiezione del documentario “Pasturismo” di Boschilla.

Sabato 20 settembre si è aperto con una passeggiata nella Selva del Lamone a cura di Trekking Tuscia. Alle ore 11:00, presso la sede della Riserva, si è tenuto il talk Il Futuro del Paesaggio e della Pastorizia: Storie e Pratiche in Evoluzione con la partecipazione di Anna Kauber, regista e paesaggista in dialogo con Tommaso Campedelli (D.R.E.AM.), Daniela Storti (Riabitare l’Italia/ CREA-PB), Federico Varazi (Slow Food Italia), Marco Lauteri (CNR Iret Porano/Biodistretto del Lago di Bolsena), Pierluca Gaglioppa (Riserva Naturale Selva del Lamone), Ludovico Di Biagio (agronomo) e Margherita Autorino (Università di Bari).

Nel pomeriggio, un secondo momento di approfondimento in Piazza della Rocca è stato dedicato all’incontro Per pratica non estrattiva del paesaggio, introdotto e moderato da Rossano Pazzagli (Università del Molise) con la partecipazione di Gabriele Antoniella (Biodistretto Lago di Bolsena), Famiano Crucianelli (Biodistretto della Via Amerina), Adriana Riccardi (Arci Massa Carrara), Luca Federici (Comitato Ambiente e Salute Tuscia), Massimo Luciani (Ecomuseo Paesaggio Orvietano), Mirco Di Sandro (No Pizzone II), Rossana Giannarini (SNAI Antica città di Castro). In serata, la proiezione del film “Nessun posto al mondo” di Vanina Lappa.

Sono partner del Festival: Arci Nazionale, AITR – Associazione Italiana Turismo Responsabile, Riabitare l’Italia, Biodistretto Lago di Bolsena, CNR IRET di Porano, D.R.E.AM. Italia, Area Interna dell’Antica Città di Castro, Università degli Studi della Tuscia (DAFNE e DIBAF), Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Viterbo. Partner tecnico: Associazione di promozione sociale Farnese e Tuscia Viterbese.

(Selva del Lamone_ ph. credit Gianni Mercuri)