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Autore: Redazione

Sicurezza, la denuncia del Siap: “Mancano gli agenti”

Mancano gli agenti in tutta la provincia di Perugia per garantire la sicurezza pubblica. E’ la denuncia del Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia) attraverso i segretari regionale e provinciale di Perugia, rispettivamente Vincenzo D’Acciò e Giacomo Massari.

“Ormai – attaccano – non si tratta più di un’emergenza organica ma di un vero e proprio problema strutturale, dovuto a anni di dimagrimento delle forze effettive ai vari reparti. Come in passato, le recenti assegnazioni non sono state in grado di tamponare neanche le uscite per i pensionamenti”.

Il Siap chiede di rivedere il sistema delle assunzioni e l’apparato scuole di formazione “insufficienti a garantire il necessario incremento degli organici”.

Il Siap lamenta da tempo il disagio dei poliziotti “costretti agli straordinari per garantire tutti i servizi, ma anche degli stessi cittadini che vorrebbero vedere più pattuglie nel proprio quartiere o lungo le strade. La sezione della Polizia stradale, con i suoi quattro distaccamenti, non riesce infatti a far uscire più di due pattuglie per tutta la provincia nei turni serali e notturni. Peggio ancora per i commissariati – sottolineano – tutti tremendamente sotto organico. Foligno, la terza città dell’Umbria, è sotto di 15 unità, Spoleto di 8 e Città di Castello 15. E ancora, la Polfer non ha adeguato organico per coprire tutti i servizi e anche il Posto di Polizia all’aereoporto internazionale di Sant’Egidio non riceve rinforzi a fronte di nuove tratte e numeri di passeggeri in costante aumento. Per non parlare del controllo del territorio con l’Upgsp (Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico) è affidato a sole due volanti per turno quando va bene”.

“È scontato dire che la sicurezza è un diritto dei cittadini – concludono D’Acciò e Massari –, ma vale la pena precisare che è anche un fattore di prosperità economica e sociale di un Paese. E nel complesso tra Questura e stradale servirebbero almeno 50 uomini di apporto minimo in termini di risorse umane”.

A Spoleto “Conserva”, dall’arte alla buona (e sana) tavola

La visita al Deposito dei Beni Culturali di Santo Chiodo ha fatto da anteprima a “Conserva”, il Salone nazionale dell’arte della conservazione alimentare e dei beni culturali, dall’11 al 13 ottobre in programma al Complesso monumentale di San Nicolò a Spoleto.

Un’anteprima dedicata alla Conservazione dei beni culturali, e non si poteva non partire mettendo in luce il Deposito spoletino che custodisce un tesoro composto da migliaia di opere d’arte, qui ricoverate dopo il sisma del Centro Italia del 2016: pale d’altare, statue in marmo, in legno, in terracotta, crocifissi, paramenti liturgici, tessuti, arredi sacri, oggetti da cerimonia, colonne, campane, porzioni di affreschi, frammenti di chiese che poco o niente hanno potuto contro la violenza delle scosse che hanno colpito le nostre terre.

Le opere, catalogate e messe in sicurezza da un team di storici dell’arte, architetti, archeologi, restauratori, funzionari ministeriali, in attesa di essere ricollocate nei loro luoghi d’origine, in questa occasione sono state eccezionalmente presentate al pubblico, guidato nella visita da Giovanni Luca Delogu (storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria). Una visita esclusiva, quindi, visto che il Deposito, nonostante le opere importanti vengano ricoverate per lungo tempo, non è un luogo museale.

L’iniziativa è poi proseguita anche con la visita al Laboratorio dell’azienda di restauro CooBeC, con la presenza dei restauratori. Anche in questo caso una apertura eccezionale delle porte dei laboratori, per consentire al pubblico di assistere ad alcune fasi di restauri in corso, presentate da Antonella Filiani, presidente Coo.Be.C.

Da sabato l’avvio di Conserva, con il cuore del centro storico spoletino – con fulcro al Complesso monumentale di San Nicolò – che ospita quindi per la II edizione un’iniziativa che promuove la riscoperta delle tecniche tradizionali di conservazione alimentare, l’innovazione scientifica, e che da quest’anno allarga i suoi orizzonti anche alla tutela del territorio e alla salvaguardia del patrimonio artistico. Tre giorni di approfondimenti, degustazioni, aziende e realtà selezionate, mostre e visite guidate. Il fil rouge che lega cibo e cultura si fa così ancora più intenso, proponendo una visione integrata della conservazione: non solo alimentare ma anche ambientale, storica e identitaria.

Sabato 11 e domenica 12 ottobre (ore 10-20) sarà possibile acquistare e degustare prodotti di aziende umbre e non solo selezionate del settore della conservazione grazie alla Mostra Mercato al Complesso monumentale San Nicolò. Sarà possibile anche un Pic-nic urbano, creando il proprio cestino con i prodotti di Conserva.

Il Complesso monumentale di San Nicolò, in occasione di Conserva, ospiterà con la mostra “conservArte” la serie completa delle 10 serigrafie della Campbell’s Soup di Andy Warhol. Risalente al 1962, la zuppa Campbell’s da allora è divenuta iconica, facendo conoscere di fatto l’artista americano al mondo intero. Un’idea geniale la sua, come lo sarà tutta la produzione a venire: prendere a prestito oggetti e volti, che sia dagli scaffali o dal jet-set americano e internazionale poco importa, e riproporli all’infinito. Accanto alle opere di Warhol saranno esposti lavori di altri artisti storicizzati (Botero, Wesselmann, Ramos) e viventi, sia affermati che emergenti (Kusama, Banksy, Policastro, Wonder), nonché alcuni progetti dell‘Istituto Italiano Design di Perugia, tutti convergenti attorno al tema del cibo e del design. La mostra è a cura di Adelinda Allegretti e ad ingresso libero (sabato dalle 10.00 alle 20.00; domenica dalle 10.00 alle 19.00; lunedì dalle 10.00 alle 13.00).

Sabato

Conserva prevede anche laboratori, corsi, degustazioni e visite guidate. La giornata di sabato 11 ottobre (ore 10.30) inizia con la Visita guidata agli interventi di restauro della Tecnireco srl nel Duomo di Spoleto: l’affresco di Filippo Lippi, il pavimento cosmatesco, il rosone principale. A cura di Paolo Virilli, direttore tecnico Tecnireco – Tecnici Restauro Conservazione Beni Culturali.

Alle ore 15, Laboratorio “Autoproduzione dell’aceto” con Carlo Nesler. Presentazione teorica e laboratorio pratico di produzione dell’aceto. Al termine di questo laboratorio, ogni partecipante riceverà uno starter per produrre in casa il proprio aceto.

Alle ore 16, “Cibus, la conservazione all’epoca dei romani”, visita guidata alla Casa Romana di Spoleto, una domus del I sec. d.C., che si trasforma in un’occasione per approfondire gli usi e costumi dell’epoca, con un focus sulle abitudini alimentari e i metodi di conservazione di 2000 anni fa. A cura di Maggioli Cultura.

Alle ore 16.30, “Conservare senza rischi: il problema del botulino”. Incontro con l’agronomo Daniele Paci. Un talk chiaro e pratico per capire cos’è il botulino, perché può essere pericoloso e quali accorgimenti semplici ci permettono di prevenirlo in cucina. Per conservare in sicurezza senza rinunciare al gusto.

Domenica

La giornata di domenica 12 ottobre inizia alle ore 11 con il laboratorio “Buongiorno madre”, a cura di Riccardo Raspa e Chiara Bazzurri di Ora Forneria. L’arte dell’impasto naturale, i segreti della fermentazione spontanea e della lievitazione lenta. Al termine dell’esperienza, ogni partecipante porterà a casa il proprio “starter” di lievito madre, pronto per dare vita a pani, pizze e focacce e la sua pagnotta da cuocere a casa. A Cura di Ora Forneria, con la collaborazione di OIRZ Molini Fagioli (farine di Origine Italiana Residuo Zero).

Alle ore 11 a Palazzo Collicola prenderà il via invece l’incontro dal titolo “L’arte della conservazione Barocca”. La celebre “Spezieria” della bottega del Guercino, esposta al Piano Nobile di Palazzo Collicola, offre l’occasione per parlare della raffinata arte della conservazione del Seicento. Una carrellata di nature morte e di ricette dell’epoca, per evocare la complessità dei gusti dell’età barocca. A cura di Maggioli Cultura.

Alle ore 12, “I molti volti dell’Umami: degustazione di miso e shoyu”, laboratorio e degustazione con Carlo Nesler. Viaggio sensoriale per assaporare e conoscere qualità e usi di diversi condimenti fermentati accomunati dall’umami.

Alle ore 15, “Dalle erbe spontanee il tuo insaporitore naturale”, laboratorio dimostrativo con Orto Sive Natura. Come conservare fiori spontanei ed erbe selvatiche per condire olio, burro e utilizzarle in cucina.

Alle ore 16, “Brave come le Api, buono come il Miele”, laboratorio per bambini, a cura di Apicoltura Galli. Un’attività creativa dedicata ai bambini dai 3 agli 8 anni: tra pennarelli e disegni da colorare, prepareremo insieme terriccio, argilla e semi di fiori, le bombe di semi, da portare a casa e lanciare in un campo o in un angolo di terra, per aiutare le api nel loro prezioso lavoro di impollinazione.

Alle ore 17, “Frigorifero e congelatore: come usarli bene per conservare i cibi”, talk con l’agronomo Daniele Paci. Dall’organizzazione degli scaffali al giusto utilizzo delle temperature: un incontro utile e ricco di consigli pratici per sfruttare al meglio frigorifero e congelatore, ridurre gli sprechi e garantire cibi sempre sicuri.

Gran finale lunedì 13 ottobre alle ore 10.30 ancora al Complesso monumentale di San Nicolò con il convegno “Conserva Azione – Il passato e il futuro dell’arte della conservazione alimentare. Il rapporto tra il tempo e il cibo, tra storia, cultura, sostenibilità e nuove pratiche”, con l’obiettivo di stimolare una riflessione attenta sul tempo, la memoria, il cibo e la cultura, interrogandosi sulle prospettive future delle pratiche di conservazione in un mondo che cambia.

Dopo i saluti istituzionali di Andrea Sisti, sindaco del Comune di Spoleto, e Giovanni Maria Angelini Paroli, assessore turismo Comune di Spoleto, interverranno: Guido Farinelli, storico dell’alimentazione (“Ma qual è il tempo del cibo? Dal passato, un’analisi per capire il rapporto tra la dimensione gastronomica e quella temporale nell’alimentazione moderna”); Daniele Paci, agronomo (“Conservare in sicurezza: tra mode alimentari e falsi miti dei social”); Carlo Nesler, esperto di fermentazioni (“Conserve o prodotti? Cosa rende così interessanti molte conserve e perché invece molti prodotti conservati sono meno validi dei prodotti freschi?); lo chef Tommaso Tonioni del ristorante Arso. Modera Maurizio Pescari, giornalista. Un appuntamento dedicato agli operatori del settore, per confrontarsi e capire insieme ad esperti le nuove tendenze.

Un modo per chiudere in bellezza la tre giorni di Conserva per confrontarsi insieme ad esperti, sui temi legati all’innovazione, alla sicurezza e alla tradizione. Stiamo vivendo un momento di grande sperimentazione, in cucina e nella ristorazione, i cibi fermentati diventano novità gastronomiche “assolute”, applicare tecniche innovative ai prodotti locali permette di dare un grande valore aggiunto ai prodotti del nostro territorio.

Si parlerà di fermentazioni, di cibo vivo insieme a Carlo Nesler, punto di riferimento nazionale e non solo, delle fermentazioni alternative. Tecniche importanti si, ma da realizzare in sicurezza. Con Daniele Paci si parlerà proprio di sicurezza, il tema del botulino, nelle preparazioni, dalle conservazioni domestiche alla ristorazione.

L’iniziativa – ideata da Anna Setteposte, di Anna7Poste Eventi&Comunicazione Srl, organizzatrice dell’evento insieme al Comune di Spoleto – è patrocinata dalla Regione Umbria ed è realizzata con il sostegno del Gal Valle Umbra e Sibillini – AS 2.1 nell’ambito del CSR per l’Umbria 2023 – 2027 – intervento SRG 06.

Tutti gli eventi si svolgeranno principalmente al Complesso monumentale di San Nicolò e in spazi dedicati nel centro storico di Spoleto. Per programma completo, info e prenotazioni: www.saloneconserva.it; info@saloneconserva.it.

“Sweet Pampepato” e “Borghi Artigiani”, i progetti di Confartigianato Terni al TTG di Rimini

La seconda edizione di “Sweet Pampepato” e il progetto “Borghi Artigiani”. Sono le due iniziative, che uniscono promozione territoriale, turismo e valorizzazione dell’artigianato locale, presentate da Confartigianato Imprese Terni al TTG Travel Experience di Rimini.

A presentare l’edizione 2025 del festival Sweet Pampepato, evento organizzato da
Confartigianato Imprese Terni, ANCOS comitato provinciale di Terni e SGP grandi eventi, è stato
Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Terni, insieme a Stefano Pellicciardi di
SGP Grandi Eventi e Roberta Corbò responsabile del settore Turismo di Confartigianato Imprese.

L’evento, dedicato al dolce simbolo della tradizione ternana, giunto alla seconda edizione, si terrà
nel centro di Terni dal 21 al 23 novembre 2025, e proporrà tre giorni di degustazioni, laboratori,
incontri e spettacoli dedicati all’eccellenza artigiana e alla cultura gastronomica umbra.
Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale: www.sweetpampepato.it.

A seguire, è stato presentato il progetto “Borghi Artigiani”, promosso congiuntamente da
Confartigianato Terni, Confartigianato Macerata–Ascoli Piceno–Fermo, Confartigianato Rieti e
Confartigianato Viterbo, nell’ambito del programma nazionale Percorsi Accoglienti di Ancos
Confartigianato. All’incontro hanno partecipato Roberta Corbò, e i presidenti delle associazioni di Confartigianato di Terni Mauro Franceschini, Viterbo Michael Del Moro, Macerata – Ascoli Enzo Mengoni, Riccardo Natalini sindaco di Urbisaglia, Rachele Chiani vicesindaco di Soriano
nel Cimino e Fabio Menicacci segretario generale di Ancos e responsabile nazionale del progetto
Percorsi Accoglienti.

Il progetto coinvolge quattro borghi “pilota” – Poggio Mirteto, Soriano nel Cimino, San Gemini e
Urbisaglia – e punta a costruire una rete di esperienze artigiane e culturali capaci di attrarre
visitatori e favorire nuove forme di turismo sostenibile e identitario.

Due progetti diversi ma complementari, “Sweet Pampepato” e “Borghi Artigiani”, che condividono una stessa visione: valorizzare i territori attraverso le persone, le imprese, il sapere artigiano, i valori identitari dei territori e le tipicità gastronomiche.

Ottimo riempimento voli, a settembre +20% di passeggeri all’aeroporto “San Francesco”

A settembre sono stati 74.757 i passeggeri transitati all’aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi”, con una crescita del +20% rispetto ai 62.532 registrati nello stesso mese del 2024.

Sase – la società che gestisce lo scalo perugino – in una nota sottolinea come, a fronte di 718 movimenti aerei (+2% rispetto ai 706 del 2024), il traffico passeggeri sia aumentato di 20 punti percentuali, grazie alle ottime performance di riempimento registrate su tutte le rotte del network. Quello appena concluso rappresenta inoltre il mese di settembre più trafficato nella storia dello scalo, superando il precedente record del 2023, quando i passeggeri furono 63.189.

Nel dettaglio, il 66% del traffico passeggeri è stato generato da voli internazionali, mentre il 33% ha riguardato collegamenti nazionali. Il traffico di aviazione generale ha fatto invece registrare 233 movimenti aerei.

Analizzando i dati dei primi nove mesi dell’anno, sono stati registrati 513.512 passeggeri, con un incremento del +20% rispetto allo stesso periodo del 2024 – anno record per il “San Francesco d’Assisi” – quando i passeggeri furono 426.982.

Alla fine di ottobre terminerà la programmazione voli della stagione estiva 2025, che vede operative fino a 17 rotte e 114 voli settimanali.

Per tutte le informazioni sui collegamenti operati da/per l’aeroporto internazionale dell’Umbria è possibile consultare il nuovo sito web dello scalo: www.airport.umbria.it.

Energia rinnovabile, c’è la nuova legge regionale

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza (la minoranza si è astenuta, chiedendo un approfondimento in Commissione degli ulteriori emendamenti presentati dalla Giunta) il disegno di legge “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro”, provvedimento cruciale che colma il vuoto normativo, fornendo finalmente un quadro certo e definito a livello regionale sulle aree idonee e aree non idonee per l’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili.

legge energia

Incentivi nelle aree idonee, deterrenza nelle aree non idonee

La legge individua in modo chiaro le aree idonee, che superano i limiti della normativa statale puntando su superfici antropizzate o già compromesse, al fine di incentivare la rigenerazione e l’uso razionale del territorio preservando al massimo il territorio non antropizzato. Per gli impianti ricadenti nelle aree idonee, i termini dei procedimenti autorizzativi sono ridotti di un terzo, e il parere paesaggistico, se previsto, è obbligatorio ma non vincolante.

Sono considerate aree idonee, tra le altre, superfici e coperture di edifici, parcheggi, insediamenti produttivi esistenti o dismessi (con una zona di rispetto di 500 metri), discariche e cave cessate o abbandonate. Sono idonee le aree adiacenti alla rete autostradale (A1, E45, Terni-Orte e Perugia-Bettolle) e alle linee ferroviarie, entro 300 metri. L’Umbria è la prima regione a definire idonee anche le aree dove ricadono impianti dedicati a Comunità Energetiche.

La Regione ha stabilito barriere chiare per la tutela del patrimonio umbro. Sono considerate aree non idonee le zone di tutela e a rischio di dissesto idrogeologico e idraulico. Sono non idonee aree protette ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, ad esempio anche i siti UNESCO, la Rete Natura 2000, le praterie sommitali sopra i 900 metri, e la fascia pedemontana olivata Assisi-Spoleto. La non idoneità si applica con specifiche fasce di rispetto dal perimetro dei beni vincolati: 500 metri per fotovoltaico e agrivoltaico e 3.000 metri per gli impianti eolici. Per impianti di grande taglia, le aree non idonee si estendono fino a 2.000 metri dai recettori sensibili (centri abitati, scuole) e 3.000 metri dai beni tutelati.

Fare impianti nelle aree idonee sarà semplice, veloce e a rischio zero. Presentare progetti in aree non idonee avrà un’elevata probabilità di esito negativo.

Criteri di alta qualità progettuale e garanzie finanziarie

La legge prevede che tutti i progetti, a prescindere dall’area, abbiano caratteristiche di alta qualità progettuale che viene garantita attraverso la richiesta di dettagliata documentazione tecnica, tra cui anche la presentazione di una garanzia finanziaria nel caso di dimissione dell’impianto e la previsione di oneri istruttori nella misura dello 0,1% nel caso di progetti su aree idonee, 5% nel caso di aree idonee e che non sono dovuti nel caso di impianti dedicati a CER.

Priorità alle Comunità Energetiche Rinnovabili e all’agricoltura umbra

La legge privilegia l’autoconsumo e le esigenze delle comunità locali. Le aree destinate a progetti a servizio di una CER sono considerate aree idonee. Viene eliminato l’obbligo di documentare preventivamente i fabbisogni energetici dei membri, consentendo lo sviluppo graduale e l’ingresso di nuovi membri.

Eolico strategico

Per equilibrare le ampie protezioni assicurate al peculiare paesaggio umbro sono state individuate aree idonee specifiche per gli impianti eolici (superiori a 1 MW e altezza massima al mozzo di 100 metri) limitatamente ad aree con adeguata ventosità (> 6 m/s) e bassa esposizione panoramica rispetto ai beni paesaggistici.

Agrivoltaico avanzato

Nelle aree non idonee, gli impianti agrivoltaici avanzati sono ammessi solo se a servizio di aziende agricole e zootecniche con sede in Umbria, e la cui attività realizzata al di sotto sia destinata ad agricoltura biologica certificata o a colture/allevamenti costituiti da razze e varietà autoctone di interesse agrario, garantendo l’integrazione nel paesaggio.

Il ruolo dei Comuni e la cartografia

La legge rafforza il ruolo degli enti locali nella pianificazione energetica. I Comuni che intendono tutelare i centri storici (Zone A) possono individuare zone non idonee all’installazione di impianti sulle coperture, a condizione che individuino aree idonee da destinare al soddisfacimento dei bisogni energetici degli utenti (domestici e non domestici) o superfici idonee alternative per l’autoconsumo, anche tramite CER.

La Giunta regionale si impegna ora nella fase operativa, prevedendo entro 120 giorni la mappatura ricognitiva delle aree idonee a bassa visibilità panoramica per l’eolico, ed entro 180 giorni la mappatura ricognitiva di tutte le aree idonee, distinta per tipologia di fonte rinnovabile, consultabile liberamente sulla piattaforma WebGis della Regione Umbria che risulterà uno strumento fondamentale non soltanto per gli operatori economici, ma anche per enti locali e cittadini.

De Luca: autoprodursi energia è un diritto

 “Abbiamo stabilito che autoprodursi energia è un diritto – il commento dell’assessore De Luca – che a decidere dove si fanno gli impianti sono lo Stato, le Regioni e i Comuni, non il mercato. Abbiamo stabilito che le aree dove si presentano progetti di impianti per le Comunità Energetiche sono aree idonee”.

De Luca ha annunciato che ora si aprirà la fase per portate al nuovo Piano energetico regionale, “con cui andremo a costruire le politiche attive, declinando la strategia nelle sedi territoriali per dare una risposta ai fabbisogni di ogni comune”.

Aerospazio, asset strategico con l’Umbria protagonista

Dall’aerospazio opportunità di sviluppo per l’Italia. Con l’Umbria protagonista, grazie all’Umbria Aerospace Cluster, che raggruppa 50 imprese che operano nel settore dell’aerospazio, che insieme creano prodotti ad alto valore tecnologico per un valore di oltre 1 miliardo di euro, impiegando oltre 5.000 addetti sul territorio regionale.

Il nuovo Quaderno di RID Analytics

In uno scenario internazionale sempre più segnato da crisi globali e forte competizione, l’industria dell’aerospazio si conferma un asset strategico. È intorno a questo tema che si è sviluppato il convegno “I cluster aerospaziali per un Sistema Paese resiliente e competitivo”, organizzato da Umbria Aerospace Cluster e RID Analytics a Roma nella prestigiosa Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”.

Un’occasione significativa, nel corso della quale è stato presentato il nuovo Quaderno di RID Analytics, frutto della sinergia tra RID e il Cluster umbro: una pubblicazione che – attraverso una approfondita attività di ricerca e confronto che ha coinvolto istituzioni, forze armate, altri Cluster regionali e grandi Gruppi – mette in evidenza l’importanza strategica dell’intera filiera del settore aerospazio-difesa per la competitività del nostro Paese.

L’iniziativa, aperta da Franco Lazzari e Pietro Batacchi, editore e direttore di RID, dopo un messaggio di saluto dell’on. Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario di Stato per la Difesa, ha visto gli interventi di autorevoli relatori: l’amm. Giacinto Ottaviani, Direttore Nazionale degli Armamenti, la presidente del CTNA Cristina Leone, il delegato di Confindustria all’Aerospazio Giorgio Marsiaj, il presidente di AIAD Giuseppe Cossiga, il direttore della Divisione Aeronautica di Leonardo Stefano Bortoli e Valerio Moro, head of Airbus in Italy.

Il messaggio del presidente Tonti

A concludere i lavori è stato il presidente di Umbria Aerospace Cluster, Daniele Tonti, che ha sottolineato il valore di questo progetto, che riunisce i principali stakeholder nazionali e internazionali con l’obiettivo di condividere una visione strategica e adottare azioni operative e ancor più sinergiche per la crescita del settore.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Daniele Tonti – che abbiamo promosso con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dei Cluster territoriali all’interno del sistema dell’aerospazio, come anello di congiunzione tra tutti gli stakeholder. In questa giornata abbiamo voluto condividere un percorso strategico per il nostro Paese, per trasformare il nostro settore in un’opportunità per lo sviluppo e la crescita dell’Italia. L’auspicio è che possa essere costituito un tavolo permanente, in continuità con quanto realizzato oggi”.

Il comparto dell’aerospazio

Il comparto dell’aerospazio rappresenta il settimo comparto manifatturiero nel mondo, il quarto in Europa e il primo in Italia per i sistemi integrati ad alta tecnologia. All’interno dell’UE, l’Italia si posiziona inoltre al terzo posto per numero di imprese e addetti nel settore. Ciò che distingue in particolare l’Italia – e anche l’Umbria – è la sua capacità di operare in maniera completa lungo l’intera catena del valore aerospaziale, che comprende servizi di progettazione, sistemi aeronautici, produzione di motori, fabbricazione di componenti, assemblaggio, manutenzione e servizi di supporto.

Energia, green e geopolitica, l’economia Sachs a Terni per Nemetria

“Un piano di connessione energetica tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa”. E’ questa la proposta che dalla Biblioteca storica delle Acciaierie Arvedi Ast di Terni, ha lanciato l’economista Jeffrey D.Sachs in occasione del convegno ‘La transizione verso l’energia pulita e la sostenibilità in Italia e in Europa’, organizzato da Nemetria.

Sachs, professore alla Columbia University e punto di riferimento globale nei processi di transizione sostenibile, ha approfondito le sfide e le opportunità legate alla transizione energetica mettendo in luce come la strategia verso uno sviluppo green non può escludere l’energia idroelettrica, eolica, solare e nucleare, evidenziando anche l’impatto negativo della crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina. “L’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina – ha affermato Sachs – ha sconvolto l’Europa privandola di tantissime fonti di energia a basso costo, ho sempre creduto che questa guerra è stata un errore che ci ha colti impreparati”.

E a proposito del piano a cui l’Europa dovrebbe lavorare per una connessione energetica con il Medio Oriente e il Nord Africa “è necessario – ha detto appunto Sachs – ma ora l’Europa ha fatto un altro errore che è quello di dire ‘Sì’ alla spesa di centinaia e centinaia di migliaia di dollari per andare a comprare delle armi dagli Stati Uniti, errore fatale perché la spesa doveva essere rivolta verso l’energia sostenibile per rendere l’Europa più pacifica, più solidale e soprattutto più ecocompatibile”.

L’incontro si inserisce nel solco delle attività promosse da Nemetria che, come sottolineato dal vicepresidente Angelo Maria Petroni, ha sin dalla sua nascita nel 1987 l’obiettivo di “migliorare, educare, sensibilizzare la popolazione dell’Umbria, ma non solo, sulle tematiche della modernità, dell’economia, della crescita umana con la persona al centro. Oggi sicuramente un tema fondamentale è quello dell’energia perché c’è bisogno di un’energia più pulita”, inoltre “senza energia pulita e a basso costo l’Italia e l’Europa rischiano una deindustrializzazione che sarebbe dannosa”. Petroni ha anche ricordato come in Umbria l’industria rappresenti la prima attività economica, davanti anche al turismo.

A proposito di acciaio green, Sachs afferma che “esistono delle tecnologie pulite per la produzione dell’acciaio, che utilizzano l’idrogeno e vanno a sostituire il carbone in favore del gas naturale. Sono procedure in fase di ricerca ma è senza dubbio la strada che va intrapresa”.

Gusto, tradizione, divertimento: dal 21 al 23 novembre a Terni “Sweet Pampepato”

Dal 21 al 23 novembre torna a Terni “Sweet Pampepato”, l’evento che mette al centro il celebre dolce ternano, vanto della pasticceria umbra. Tre giorni tra sapori, arte e tradizione (qui il programma completo).

Per quest’anno, la promessa di SGP Grandi Eventi, su iniziativa di Confartigianato Terni, è quella dei sapori divenuti tradizione, che si snodano lungo percorsi di enogastronomia, cultura, spettacolo e maxi-installazioni pronte a stupire grandi e piccini.

La kermesse è molto più di una semplice fiera: è un vero e proprio viaggio attraverso l’identità di un territorio. Partendo dal Pampepato di Terni, un’eccellenza che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento IGP, l’evento vuole raccontare l’Umbria in tutte le sue sfumature: dalla ricchezza culinaria alla storia millenaria, dall’arte che la pervade alla bellezza naturalistica che la circonda. Perché un dolce può racchiudere l’anima di una terra intera.

Durante i tre giorni, il centro di Terni ospiterà un’area espositiva esclusiva dove i migliori maestri pasticceri e produttori artigianali faranno assaggiare e scoprire le loro creazioni, dal tradizionale Pampepato ovviamente, alle altre delizie umbre e nazionali, senza dimenticare un angolo irresistibile dedicato al cioccolato artigianale.

L’area eventi sarà un palcoscenico dinamico per show-cooking, degustazioni guidate per affinare il palato e sfide gastronomiche ad alto tasso di adrenalina. Ogni appuntamento sarà un’occasione per immergersi nella storia e nell’evoluzione di questo dolce iconico.

“Sweet Pampepato” è anche cultura, scoperta, con interviste, premi, talk show, visite guidate che accompagnano il pubblico alla scoperta di tradizioni secolari e segreti della storia del dolce umbro doc.
Le vie e le piazze del centro storico si trasformeranno in un teatro a cielo aperto, con spettacoli itineranti e performance artistiche e musicali capaci di incantare grandi e piccini. Sarà un’esperienza immersiva per scoprire la città e il suo “dolce” segreto.

Non mancheranno momenti di sana competizione, con le disfide “pampepate” che vedranno darsi battaglia professionisti del settore e non, tra tradizione e innovazione.

Sarà inoltre assegnato il premio “PamPepato D’Oro”, un riconoscimento speciale dedicato a chi, con la propria passione e il proprio talento, ha saputo portare il cuore di Terni e dell’Umbria nel mondo.

Tutta la città parteciperà a questa festa: le vetrine del centro si vestiranno a tema e i locali aderenti proporranno menù creativi dove le specialità tradizionali si fonderanno in abbinamenti inaspettati con il pampepato, l’indiscusso protagonista della festa.

Frode ai danni dell’Ue, denunciati 48 imprenditori agricoli

C’è anche Perugia tra le province italiane dove operavano i 48 imprenditori denunciati dalla guardia di finanza per frode ai danni dell’Unione Europea, sulla base di un’indagine condotta dalla Procura di Padova.

Secondo le accuse attraverso 12 imprese fittiziamente create suddividendo un’azienda agricola, avrebbero indebitamente percepito, tra il 2017 e il 2022, contributi del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (F.E.A.GA.) per oltre 20 milioni di euro.

La guardia di finanza ha dato esecuzione al provvedimento del gip del Tribunale di Padova, sequestrando beni per 17,2 milioni di euro oltre a 4 milioni di titoli di pagamento.

Le indagini sono state svolte, dal 2021 al 2025 dal Gruppo della Guardia di Finanza di Padova, in collaborazione con i Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Macerata e Rieti, le Sezioni Aeree della Guardia di Finanza di Pratica di Mare e di Pescara, nonché con il Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) dell’Arma dei Carabinieri di Rieti.
Attraverso perquisizioni, intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari, acquisizioni documentali presso
Aziende Sanitarie di diverse Regioni, appostamenti e sorvoli aerei, è emerso che i 48 indagati indagati, domiciliati in Veneto tra le province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, nonché in altre località del territorio nazionale (Ascoli Piceno, Brescia, L’Aquila, Macerata, Mantova, Perugia, Teramo, Rieti, Torino), tra il 2017 e il 2022, hanno indebitamente ottenuto contributi erogati dagli organismi pagatori nazionali AG.E.A., A.VE.PA., A.R.P.E.A. e Regione Lombardia, attraverso due distinte condotte fraudolente.

In un primo caso, attraverso il frazionamento di un’azienda attiva nel padovano in dodici imprese agricole ritenute dagli inquirenti “di comodo” dislocate in Veneto, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, eludendo quindi i limiti imposti dalla Politica Agricola Comune (P.A.C.) in materia di aiuti diretti (c.d. disciplina del “capping”) che fissa il tetto massimo degli aiuti spettanti a ogni singola azienda agricola in 500.000 euro annui.

Eluso anche il divieto di pascolamento svolto da terzi (non più consentito dalla normativa nazionale a decorrere dal 2015), allo scopo di consentire a soggetti compiacenti di poter incassare contributi senza averne diritto.

Nel dettaglio, numerosi imprenditori agricoli del Nord Italia, essendo in possesso di titoli P.A.C. inutilizzati, si rivolgevano ai principali responsabili della frode, identificati in due padovani, per ottenere formalmente terreni, stalle, bestiame, pastori e veterinari, nonché servizi amministrativi e sanitari, così da precostituirsi i presupposti per avanzare la domanda di pagamento dei contributi. In realtà, i finanzieri hanno accertato che le aziende richiedenti il sostegno finanziario non esercitavano alcuna attività di pascolo: queste venivano svolte dagli ideatori padovani della frode – in violazione del divieto di pascolamento svolto da terzi – che conseguivano rilevanti vantaggi economici grazie all’incasso dei canoni di locazione dei terreni destinati al pascolo, concessi a prezzi fuori mercato.

All’esito delle attività investigative, la Procura Europea di Venezia ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di quanto ritenuto profitto del reato. Condividendo l’impianto probatorio acquisito, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Padova ha emesso appunto un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, per complessivi di euro 17,2 milioni, nonché un provvedimento di sequestro preventivo impeditivo al trasferimento di titoli di pagamento pari a circa euro 4 milioni notificato ad AG.E.A. (che avrebbero generato, per ogni campagna agraria annuale, ulteriori indebite percezioni di pari importo).

Gli imprenditori agricoli sono stati inoltre segnalati alla Procura Regionale della Corte dei Conti del Veneto per un complessivo danno erariale di 32,1 milioni di euro, conseguente alle condotte fraudolente definitivamente accertate.

L’operazione della Guardia di Finanza – viene spiegato in una nota delle Fiamme gialle – ha permesso di recuperare le risorse finanziarie messe a disposizione dalla Politica Agricola Comune, perseguendo, tanto sul piano penale e della responsabilità erariale, il comportamento di coloro che agiscono nel mercato in modo sleale. L’indebito utilizzo di aiuti a sostegno dell’agricoltura, infatti, oltre a danneggiare le casse dell’Unione Europea, consente di applicare prezzi altamente competitivi, in d in danno degli operatori onesti e rispettosi delle regole, chiamati a sostenere maggiori oneri economici e finanziari.

Il Distretto del Vino Umbro di Ǫualità al Vinitaly USA

Il Distretto del Vino Umbro di Ǫualità – progetto triennale di Umbria Top, la cooperativa delle cantine umbre – sbarca al Vinitaly USA a Chicago con la sua prima partecipazione internazionale, prendendo parte a uno degli appuntamenti più rilevanti per il settore, in programma il 5 e 6 ottobre al Navy Pier.

Con un’area espositiva di oltre 10.000 metri quadrati affacciata sul lago Michigan, Vinitaly.USA si consolida come piattaforma di riferimento per la promozione internazionale del vino italiano, offrendo alle aziende l’opportunità di accedere a buyer, importatori, distributori e professionisti del trade provenienti da Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile e altri mercati dell’America Latina.

“Risulta di strategica importanza essere presenti e fare squadra in Usa oggi, con la problematica dei dazi e l’incertezza del comparto, al fine di sostenere il lavoro che i vari buyers svolgono su uno dei principali mercati di riferimento” specifica Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top e del Distretto. “Ǫuesta prima partecipazione del Distretto è un segnale forte: l’Umbria del vino si presenta unita, con l’obiettivo di promuovere la propria identità e qualità su un palcoscenico internazionale strategico come quello statunitense” sottolinea Gioia Bacoccoli, coordinatrice del Distretto.

Il Distretto del Vino Umbro di Ǫualità è un progetto triennale di Umbria Top dedicato all’armonizzazione e allo sviluppo della filiera vitivinicola regionale, grazie a un partenariato pubblico-privato. In questa prima occasione di presentazione al pubblico sarà presente in uno spazio di oltre 70 metri quadri a cui si aggiunge un’area istituzionale presidiata dalla Camera di Commercio dell’Umbria e Regione Umbria che sarà caratterizzata dal claim “Discover Umbria in all Senses” e offrirà un “assaggio” di eccellenze regionali, dal tartufo ai formaggi fino al cioccolato, oltre momenti di promozione enoturistica.

Di fianco, lo spazio dedicato al vino e animato da otto aziende socie di Umbria Top, a testimonianza dell’eccellenza e della varietà dei vini di qualità della regione: Decugnano dei Barbi, Fattoria di Monticello, Guerrini, La Veneranda, Lungarotti, Tenuta Bellafonte, Terre Margaritelli e Tudernum.

Inoltre, sempre grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria per i produttori e per i rappresentanti del Distretto sarà possibile partecipare a una masterclass- degustazione guidata (il 5 ottobre alle ore 16) della durata di 60 minuti, condotta da un Master Sommelier di rilievo internazionale. Durante l’incontro, ciascuna azienda sarà presente con un vino di eccellenza per un pubblico selezionato di almeno 40 operatori qualificati del settore.

Il Distretto del Vino Umbro di Ǫualità si presenta a Chicago anche con una nuova veste grafica: un logo pensato per sintetizzare i valori di qualità, autenticità e legame con il territorio che contraddistinguono la produzione vinicola umbra.

Con questa prima esperienza internazionale, il Distretto intende rafforzare la propria presenza sui mercati esteri e consolidare il brand “Umbria” come sinonimo di eccellenza enologica in prima istanza in Usa, mercato di snodo per la filiera.