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Autore: Redazione

Dal 2026 il 4 ottobre, San Francesco, sarà festa nazionale

Dal prossimo anno il 4 ottobre, San Francesco, tornerà ad essere festa nazionale. Con l’approvazione finale in Senato, il provvedimento è legge.

“San Francesco – ricorda con soddisfazione Stefania Proietti, presidente della Regione e già sindaco di Assisi – è il Patrono d’Italia, è il Santo che da sempre parla di pace e fraternità e riconoscere il 4 ottobre come festa nazionale vuol dire riconsegnare al Paese, a tutti noi, un messaggio di unità e un grande carico di valori universali”.

Già da sindaco di Assisi la presidente Proietti si era impegnata per questo riconoscimento inoltrando varie richieste alle più alte Istituzioni del Paese, compresi il Governo e il Presidente della Repubblica.

Proietti ha anche ringraziato tutte le forze politiche hanno votato la legge che oggi più di ieri assume un significato ancora più importante: “San Francesco ci richiama con tutta la sua forza spirituale alla pace, disarmata e disarmante, e alla condanna di tutte le guerre, la sua eredità ci invita a rigettare qualsiasi forma di violenza e odio. E ora il 4 ottobre tornerà a essere festa nazionale, festa di tutti gli italiani”.

Olio umbro conquista il “Gold Award” in Giappone

Dal Giappone il “Tokio international extra – virgin olive oil-competition – Joota Awards 2025 Tokio 100C” ha assegnato al Frantoio Giovanni Batta il prestigioso riconoscimento “Gold Award” nella sezione fruttato medio al suo olio EVO BIO Dop Umbria Colli del Trasimeno. A giudicare i vari oli giunti da tutto il mondo la “Japan Olive Oil Taster Association”.
Invece nella storica sede del celebre Kunstlerhaus di Monaco di Baviera, in Germania, l’Azienda Agraria di Bacci Noemio, di Gualdo Cattaneo, ha avuto l’onore di essere selezionata con il suo olio per l’evento “Taste Italian Excellence”.
Siamo ormai in periodo di raccolta e Bacci e Batta sono già pronti per la raccolta delle olive sui propri oliveti dislocati, rispettivamente, sulle colline di Gualdo Cattaneo e di Perugia – via San Girolamo – dove al frantoio Batta è giunta, proprio in questi giorni, la classifica stilata dalla prestigiosa Guida agli oli extravergini “Flos Olei” di Marco Oreggia, che ancora una volta ha premiato l’olio Batta -Colli del Trasimeno con il punteggio di 99/100. Da notare che soltanto otto oli al mondo hanno ricevuto il punteggio di 100/100. Una soddisfazione per Batta e Bacci ai vertici di concorsi e classifiche grazie alla qualità dei loro prodotti, frutto di esperienza, passione e professionalità, che gratifica l’olivicoltura umbra e nazionale.

“Protocollo sicurezza e qualità del lavoro”, Uil in audizione in Regione

La Seconda e la Terza commissione dell’Assemblea legislativa si sono riunite in seduta congiunta per l’audizione dei rappresentanti della Uil Umbria, che hanno presentato il “Protocollo regionale per la sicurezza e la qualità del lavoro negli appalti pubblici della Regione Umbria”.

Il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari, ha parlato delle difficoltà dei lavoratori delle cooperative, anche per chi ha un contratto a tempo indeterminato, a “passare attraverso trattative lacrime e sangue non per quanto c’è scritto sul capitolato d’appalto, ma per l’utilizzo del criterio del massimo ribasso, che riduce il margine delle cooperative e gli stipendi stessi, lasciando i lavoratori alle prese con grandi disagi in quanto, nonostante titolari di una posizione lavorativa si trovano in difficoltà anche per ottenere risorse dagli istituti di credito, rimanendo nella impossibilità di affrontare il proprio futuro. Con il protocollo che presentiamo all’attenzione dell’Assemblea legislativa noi vogliamo ridare dignità al lavoro e garantire anche la sicurezza di chi lavora, quindi no al massimo ribasso o a gare prive di certificazioni adeguate. E in corso d’opera vi sia la possibilità che l’appalto possa essere ritirato. La legge ‘2/2024’ ha bisogno di fare un passo avanti. Chi ha un contratto a tempo indeterminato deve avere la stessa busta paga indipendentemente dal cambio di appalto, non dover ricominciare daccapo senza nemmeno sapere se il giorno dopo lavorerà. Il protocollo, firmato da tutti i capigruppo in Regione, è di enorme importanza, andiamo fino in fondo, integriamo la legge e facciamo un salto di qualità, saremmo la prima Regione a mettere in campo una legge che ridà dignità ai lavoratori ora privi di certezze quando cambia l’appalto”.

Il protocollo

La Regione, in qualità di stazione appaltante, dovrà esaminare gli appalti dando luogo ad incontri preventivi. Dovrà essere prevista l’applicazione dei contratti collettivi nazionali e integrativi, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente e maggiormente rappresentative sul piano nazionale, questo risulterà utile anche per affrontare il dumping contrattuale, un problema da affrontare concretamente. Per quanto concerne l’edilizia va prevista l’obbligatorietà dell’iscrizione alla Cassa edile. La clausola sociale deve essere vincolante per tutte le stazioni appaltanti, sempre orientata alla stabilità occupazionale e al riassorbimento del personale. Va superato il criterio del massimo ribasso a fronte di un ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Va anche arginato il ricorso al subappalto, possibile causa di situazioni di frammentazione delle responsabilità e l’indebolimento delle tutele lavorative e previdenziali. La parte pubblica deve riconoscere l’importanza della tracciabilità nei cantieri quale presidio di legalità, sicurezza e regolarità contributiva. Nei capitoli speciali di appalto relativi a lavori pubblici va dunque inserito l’obbligo di applicazione delle procedure del ‘Cantiere trasparente’. Ogni cantiere dovrà essere tracciabile, vigilato, regolamentato e abitato da lavoratori consapevoli, protetti, formati e dignitosamente retribuiti. Altri punti cardine saranno quelli della trasparenza, del contrasto totale alle infiltrazioni della criminalità, la regolarità contributiva e pagamenti e retribuzioni dignitose.

Molinari: il nostro un intento costruttivo

Questo il commento del segretario della Uil Umbria, Maurizio Molinari: “E’ iniziato, con la nostra audizione, il percorso che ha portato il Protocollo regionale per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro elaborato dalla Uil, all’attenzione della Regione. Abbiamo infatti partecipato all’incontro con la Seconda e la Terza commissione di Palazzo Cesaroni, spiegando quanto il nostro intento sia costruttivo: dare una direzione che possa anche essere la base per nuova normativa in grado di incidere anche sulla giungla degli appalti, che poi si ripercuote sulla sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è quello ridare dignità al lavoro”.

“Ringraziamo tutti i capigruppo che avevano firmato la proposta, i presidenti delle Commissioni Letizia Michelini e Luca Simonetti e tutti i consiglieri che hanno partecipato all’incontro, per lo spirito costruttivo dimostrato che mette al centro l’obiettivo e non la bandierina politica. Auspichiamo dunque che il percorso possa andare avanti, con il contributo di tutti i portatori di interesse, a tutela del lavoro e dei lavoratori e affinché la nostra Regione possa essere di nuovo un esempio per buone pratiche. Da parte nostra – assicura Molinari – ci sarà il massimo dell’attenzione, della disponibilità e della sensibilità per un lavoro aperto, inclusivo e concreto che porti risultati tangibili quanto prima”.

Prisciano, primo tavolo di confronto per il monitoraggio

Monitoraggio congiunto su salute, ambiente e lavoro. La Giunta regionale dell’Umbria ha dato seguito alla Deliberazione dell’assemblea legislativa dello scorso 5 giugno con il primo tavolo di confronto che si è tenuto alla Sala Arpa a Terni, volto a monitorare l’impatto ambientale dell’insediamento siderurgico del quartiere di Prisciano. La convocazione del tavolo, promossa dall’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, avviene in attuazione della delibera votata in consiglio regionale dopo la proposta di risoluzione della II Commissione consiliare permanente presieduta da Letizia Michelini.

“L’Accordo di Programma – le parole di De Luca – è in fase di verifica ma tutti gli attori lo stanno già attuando. L’azienda con la realizzazione della nuova Rampa Scorie e la Regione procedendo in maniera regolare sulla Paur del progetto di landfill mining relativo alla discarica e sulla soluzione energetica legata alle grandi derivazioni idroelettriche. Registriamo per la prima volta una fase del tutto nuova dove il dialogo istituzionale è finalizzato al controllo partecipato del territorio, dove cittadini e lavoratori pongono questioni legate a tematiche ambientali e sanitarie con un monitoraggio costante e le relative soluzioni. Una strategia integrata per il miglioramento continuo della situazione ambientale di Terni. Grazie soprattutto al supporto scientifico di Arpa per l’attuazione dell’Accordo di Programma rispetto alla verifica puntuale dell’avanzamento dei lavori sulla nuova Rampa Scorie e al monitoraggio delle emissioni. L’obiettivo per la Rampa Scorie è la fine dei lavori entro la prossima primavera ed il Comitato di Prisciano sarà incluso nelle attività di monitoraggio sanitario”.

Il tavolo tecnico a cui hanno partecipato il Comitato Prisciano, il Comune di Terni, Arpa Umbria, Arvedi-Ast e le organizzazioni sindacali risponde all’impegno assunto dalla Giunta Regionale di riattivare un confronto regolare tra le parti coinvolte, a seguito delle problematiche ambientali emerse e della richiesta di audizione presentata dal Comitato Prisciano che aveva precedentemente evidenziato disagi causati da circa 30 anni di convivenza con l’attività siderurgica, tra cui polveri corrosive, fenomeni odorigeni, vibrazioni, e una forte preoccupazione per le conseguenze sulla salute umana, richiedendo uno studio epidemiologico alla luce del superamento dei valori obiettivo di Nichel e dei valori alti di PM10.

Gli obiettivi centrali del tavolo di confronto, che dovrà essere convocato con cadenza regolare, vanno dal monitorare lo stato di attuazione degli interventi proposti da Arvedi-Ast e delle prescrizioni autorizzatorie definite dalle autorità competenti; alla verifica a posteriori della corretta realizzazione degli adempimenti richiesti e l’efficacia degli stessi, fino all’analisi di eventuali nuove problematiche emergenti e l’individuazione di eventuali azioni risolutive.

CAT Colacem, porte aperta a Tunisi per i 25 anni dello stabilimento

CAT Colacem ha celebrato il suo 25° anniversario con un Open Day nello stabilimento di Tunisi Djebel Djelloud, accogliendo oltre 800 visitatori tra cittadini, studenti, istituzioni e partner. L’iniziativa ha permesso di conoscere da vicino il ciclo produttivo del cemento, le tecnologie adottate e l’impegno concreto di questa realtà imprenditoriale per la sostenibilità.

Durante la giornata, i visitatori hanno potuto scoprire come l’azienda abbia saputo rafforzare il proprio impegno verso la tutela dell’ambiente, investendo in tecnologie innovative, adottando pratiche di gestione responsabile delle risorse e promuovendo la sicurezza e la formazione continua dei propri collaboratori. CAT Colacem ha rafforzato la comunicazione con le persone che interagiscono con l’azienda, includendo la comunità locale e avviando iniziative di trasparenza e responsabilità sociale.

Al termine della visita, la presidente del Gruppo italiano Financo, Francesca Colaiacovo, ha ricordato come CAT Colacem sia stato il primo esempio di internazionalizzazione del Gruppo, il valore umano e professionale di chi ha contribuito alla crescita dell’azienda e la volontà di aprire le porte alla comunità per condividere la propria visione di futuro.

Il direttore generale, Giuseppe Colaiacovo, ha evidenziato il percorso di crescita e trasformazione dello stabilimento, sottolineando come CAT Colacem sia oggi un’eccellenza industriale grazie al dialogo tra cultura italiana e tunisina, all’impegno quotidiano dei collaboratori e a una visione condivisa di sostenibilità.

Presente anche l’ambasciatore italiano in Tunisia, Alessandro Prunas, che ha ribadito l’importanza del ruolo delle imprese italiane nel tessuto economico tunisino.

Insieme ai tanti cittadini sono stati presenti l’on. Massimo Ruspandini parlamentare italiano, Mourad Fradi presidente della Camera Italo-Tunisina, Taieb Bahri segretario aggiunto del dipartimento costruzioni del Sindacato UGTT, Touhami Midani presidente dell’Associazione Tunisia For All.

CAT Colacem si conferma un punto di riferimento per l’industria tunisina, capace di coniugare innovazione, responsabilità sociale e attenzione al territorio.

Così è stata riorganizzata la rete oncologica regionale in Umbria

Nuova rete oncologica regionale in Umbria, di cui sono stati presentati i primi cinque percorsi preventivi diagnostico-terapeutici assistenziali dedicati ai tumori della mammella, del polmone, della prostata, del colon e del retto.

“Si tratta di un modello innovativo di organizzazione e funzionamento dei servizi oncologici – scive la Regione – che intende garantire uniformità, qualità ed equità delle cure, orientando e prendendo in carico la persona malata secondo la visione del Piano oncologico nazionale 2023-2027, parte integrante del nuovo Piano socio-sanitario regionale”.

All’incontro hanno preso parte la presidente della Regione, Stefania Proietti, la direttrice regionale salute e welfare, Daniela Donetti, e l’amministratore unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Joseph Flagiello. Il rettore dell’Università degli Studi di Perugia Maurizio Oliviero ha inviato un saluto istituzionale, non potendo essere presente per impegni.

“Con la Rete oncologica regionale – ha sottolineato la presidente Stefania Proietti – vogliamo garantire che ogni cittadino umbro, indipendentemente dal luogo di residenza, abbia accesso agli stessi percorsi, agli stessi standard di qualità e agli stessi diritti di cura. È una rete che mette al centro la persona, sostenuta dal lavoro straordinario di professionisti, istituzioni e associazioni, e che si avvale di strumenti digitali e innovativi per rendere i percorsi più sicuri, rapidi ed equi. La rete è un investimento concreto sulla salute e sulla fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario regionale”.

La Rete oncologica regionale, frutto del lavoro condiviso dalla direzione regionale salute e welfare con le direzioni strategiche, i professionisti delle quattro aziende sanitarie, l’Università degli Studi di Perugia e le associazioni di volontariato, rappresenta un passaggio decisivo verso il modello di Comprehensive cancer care network. L’obiettivo è integrare in modo strutturale ospedali, servizi territoriali, medicina generale e associazioni dei pazienti, rafforzando la continuità assistenziale e la prossimità delle cure.

I percorsi preventivi

“Elemento centrale della nuova rete sono i percorsi preventivi diagnostico-terapeutici assistenziali – ha evidenziato la direttrice Daniela Donetti – che definiscono con precisione i passaggi di presa in carico del paziente. I primi cinque percorsi adottati riguardano i tumori della mammella, del colon-retto, del polmone e della prostata. In particolare, quello dedicato alla mammella rappresenta un modello di eccellenza che integra screening, diagnosi precoce, chirurgia, trattamenti oncologici e radioterapici, fino alla riabilitazione e al supporto psiconcologico. Attraverso la rete delle Breast unit regionali (Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello) vengono garantiti standard omogenei, volumi adeguati e continuità assistenziale”. Accanto ai percorsi clinici, la rete punta con decisione sulla digitalizzazione. La codifica unica dei Cip (Codici identificativi di percorso) consente di tracciare l’intero iter del paziente, monitorare tempi e prestazioni e passare da una logica prestazionale a una medicina di iniziativa. Telemedicina, teleconsulto e teleriabilitazione diventano strumenti quotidiani per favorire l’integrazione delle competenze e migliorare la qualità delle decisioni cliniche.

I Polo

Una delle principali novità organizzative è l’attivazione dei Polo (Punti di orientamento locale oncologico), presenti in ogni azienda sanitaria: spazi dedicati all’accoglienza e all’ascolto, con apertura prefissata e numero telefonico dedicato, presso cui il paziente con sospetta o accertata diagnosi oncologica può rivolgersi per essere preso in carico. Nei Polo operano oncologi e infermieri-case manager, in grado di programmare prestazioni, attivare i gruppi oncologici multidisciplinari e monitorare la continuità del percorso.

“Da anni chiediamo che la Rete oncologica regionale diventi davvero operativa – ha dichiarato Anna Maria Biancifiori, coordinatrice del gruppo Insieme Umbria contro il cancro. Oggi possiamo finalmente dire che si sta aprendo una fase nuova. Per la prima volta percepiamo la volontà politica di accelerare i tempi, di ascoltare i pazienti e di rendere più chiari i percorsi di presa in carico. È un segnale che riconosciamo e apprezziamo. Con una rete moderna, efficiente e uniforme, siamo fiduciosi che l’Umbria possa tornare a essere un modello di eccellenza nella cura oncologica”.

Inquadramento nei primi percorsi

La prima sessione dell’incontro è stata dedicata all’inquadramento nazionale e regionale, alle prospettive di innovazione e alla presentazione dei primi percorsi, a partire da quello dedicato al tumore della mammella. I lavori proseguiranno domani con approfondimenti sui percorsi oncologici relativi a prostata e colon-retto e con tavole rotonde che coinvolgeranno associazioni di pazienti, stakeholder e direzioni generali delle aziende sanitarie. La Regione esprime un sentito ringraziamento a tutti i professionisti che hanno contribuito alla costruzione della rete oncologica regionale: oncologi, chirurghi, radiologi, anatomopatologi, palliativisti, medici di medicina generale, biologi molecolari, psicologi, genetisti, riabilitatori, infermieri e tutti coloro che hanno messo competenze e impegno al servizio della comunità. Un riconoscimento particolare va ai coordinatori della rete, Sergio Bracarda (coordinatore organizzativo) e Fausto Roila (coordinatore scientifico), ai responsabili delle Breast unit, ai referenti del Registro tumori umbro e alle direzioni delle aziende sanitarie e ospedaliere umbre. “La nuova Rete oncologica regionale – ha concluso la presidente Proietti – è la dimostrazione che l’Umbria sa affrontare le sfide più complesse con un approccio moderno, partecipato e inclusivo. È una rete che unisce persone, competenze e tecnologie per offrire ai cittadini percorsi oncologici più sicuri, accessibili e umani. È un modello di sanità che guarda avanti, restando saldamente ancorato ai valori di equità e solidarietà”.

La guida pratica per tecnici e tartuficoltori

Sono sintetizzati oltre quarant’anni di ricerca scientifica condotta dal professore Mattia Bencivenga, ordinario di Botanica ambientale e applicata dell’Università di Perugia, oggi in pensione, nel manuale ‘La coltivazione pratica dei tartufi’, scritto da Bencivenga insieme a Gabriella Di Massimo e Matteo Galletti. Un importante ausilio pratico per tecnici e tartuficoltori.

L’edizione illustrata del manuale di tartuficoltura si compone di oltre 180 pagine in cui viene descritta la coltivazione di tutte le specie di tartufo che si possono raccogliere e commercializzare in Italia, secondo la legge quadro numero 752 del 1985: Tartufo bianco pregiato, Tartufo nero pregiato, Tartufo nero d’inverno, Tartufo moscato, Tartufo nero d’estate o Scorzone, Tartufo uncinato, Tartufo bianchetto o marzuolo, Tartufo nero liscio, Tartufo nero ordinario, redatto in maniera chiara e sintetica, per renderlo leggibile anche ai ‘non addetti ai lavori’. “Negli ultimi decenni – ha spiegato Bencivenga – la tartuficoltura ha fatto grossi passi in avanti, ma questi successi scientifici e colturali non sono stati completamente recepiti dagli operatori del settore, dove si rileva una disomogeneità di comportamento nei confronti della conduzione delle tartufaie. Per questo ho voluto fornire ai tecnici elementi utili per progettare l’esecuzione e la conduzione di una tartufaia coltivata”.

Nella stesura del manuale, sono stati così coinvolti due suoi ex allievi, la dottoressa Gabriella Di Massimo, che ha dedicato la sua trentennale attività di studio e di ricerca alla tartuficoltura e che progetta e gestisce prove pratiche di coltivazione in campo, e il dottor Matteo Galletti, vivaista impegnato nella ricerca di nuove tecniche per migliorare la produzione delle piante tartufigene e la loro coltivazione in pieno campo. Alla presentazione del libro, oltre agli autori c’erano il dottor Moreno Moraldi, dell’Accademia italiana scienze forestali, che ha moderato l’incontro, Graziano Antonielli, dirigente della Regione Umbria, Antonella Brancadoro, direttrice dell’Associazione nazionale Città del tartufo, numerosi agronomi, vivaisti, tartufai e conduttori di tartufaie coltivate, oltre al professore Bruno Granetti, con il quale “nel 1975-77 – ha ricordato Bencivenga – da giovani ricercatori quali eravamo, iniziammo a interessarci di tartufi perché ci arrivò la notizia che in Francia avevano iniziato a coltivare il tartufo nero pregiato. Eravamo completamente digiuni, ci documentammo, iniziammo a fare le prove di micorrizazione e nel 1980 mettemmo a dimora la prima tartufaia a fini sperimentali a Volperino”.

“Abbiamo sentito l’esigenza come studiosi e come tecnici – ha affermato Di Massimo – di riportare le nostre esperienze che affondano le loro radici all’origine della tartuficoltura in Umbria, fondata dal professor Bencivenga negli anni ’80. Per l’Umbria questo è un settore importante, abbiamo molti impianti coltivati e un manuale tecnico è sicuramente utile per i colleghi agronomi, anche se ovviamente persone perfettamente formate, e per i tartuficoltori. Il tartufo è un prodotto molto richiesto dal mercato mondiale, quindi se è fatta bene, la sua coltivazione garantisce reddito all’azienda agricola e alla comunità”.

Il dottor Galletti ha spiegato, infine, che “il tartufo bianco è la specie più pregiata ma ancora non coltivabile. Tuttavia, dato il miglioramento delle tecniche vivaistiche e l’uso della biologia molecolare, si è iniziato a produrre piante micorrizate con il tartufo bianco; non abbiamo ancora la piena conoscenza sulle pratiche agronomiche per la sua coltivazione, quindi è necessario effettuare ricerche sul campo, per questo abbiamo realizzato diverse tartufaie sperimentali per mettere a punto nei prossimi anni, le tecniche colturali per coltivare il tartufo più pregiato per l’Umbria e per il mercato mondiale”.

“Pacifica-Mente”, dal 6 al 10 ottobre Psicologia Umbria Festival

Sarà l’edizione che celebra il decennale quella in programma dal 6 al 10 ottobre per lo Psicologia Umbria Festival, appuntamento diventato una tradizione per l’Ordine degli Psicologi dell’Umbria che ha definito in questi giorni un ricco programma di incontri aperti a tutta la cittadinanza.

Confermato il format che prevede numerosi appuntamenti a Perugia, ma anche in altre località della regione come Terni, Foligno e Orvieto, oltre incontri on-line per offrire momenti di confronto e riflessione su ampie tematiche di natura psicologica, sociale e culturale. A promuovere le varie iniziative l’Ordine in prima persona grazie all’impegno del gruppo di lavoro coordinato dalla dottoressa Elena Arestia e dalla comunità professionale.
Strettamente connesso al delicato contesto internazionale il titolo scelto per l’undicesima edizione: Pacifica-Mente.
«In un momento storico in cui il mondo è scosso da conflitti e guerre confidiamo che questi momenti di scambio ed apertura alla comunità siano forieri di speranza rispetto al ruolo che la psicologia può ricoprire in tempi di crisi, anche attraverso la promozione di azioni orientate al benessere individuale e collettivo», spiega l’Ordine regionale presieduto dalla dottoressa Laura Berretta, eletta nei mesi scorsi.
Il programma del Festival, che conta decine di appuntamenti, tutti gratuiti, aperti non solo agli addetti ai lavori ma anche e soprattutto ai cittadini, sarà divulgato nei prossimi giorni.

Concessioni idriche di Bagnara, mercoledì l’incontro pubblico

Si terrà mercoledì 1 ottobre alle ore 17 alla Sala Sant’Anna in Viale Roma 15, a Perugia, il secondo incontro nell’ambito della consultazione pubblica riguardante il rinnovo delle concessioni idriche di Bagnara.

“Un percorso improntato sui principi di trasparenza, sostenibilità e partecipazione pubblica – spiega l’assessore regionale Thomas De Luca – iniziato con la consultazione convocata a Nocera Umbra il 24 luglio sul rinnovo delle concessioni delle sorgenti del fiume Topino. La Regione Umbria, consapevole della delicatezza della questione, ritiene imprescindibile il confronto pubblico con i cittadini delle comunità coinvolte, le istituzioni, i gestori, l’AURI e le associazioni. La gestione di una risorsa vitale come l’acqua è un tema cruciale per la salute delle persone e per la sopravvivenza degli ecosistemi, specialmente in un’epoca caratterizzata da eventi climatici estremi e crescente pressione sulle risorse naturali. L’obiettivo è trovare soluzioni sostenibili, concrete ed equilibrate per garantire il fabbisogno idrico dei cittadini umbri e la tutela ambientale”.

L’iniziativa mira a discutere la gestione sostenibile dell’acqua e la riduzione progressiva dei prelievi, pur garantendo il fabbisogno idropotabile della popolazione. In questo senso, la Giunta regionale sta lavorando all’aggiornamento dell’iter di rinnovo delle concessioni per assicurare un uso equo e responsabile della risorsa idrica a beneficio dei territori interessati, puntando all’uso equilibrato e alla promozione di interventi strutturali volti a migliorare l’efficienza e l’autosufficienza delle aree. Tale lavoro è in linea con i principi di tutela ambientale, uso sostenibile della risorsa e riequilibrio idrico territoriale, tutelando al contempo l’ambiente e l’alveo del fiume Topino che ha risentito di periodi di carenza d’acqua negli anni siccitosi.

EcoSanfra, il bilancio degli incontri su sostenibilità economica, sociale e ambientale

Eco Sanfra chiude la seconda edizione con quasi 3.000 presenze in tre giorni a San Francesco al Prato, registrando il tutto esaurito in tutti gli eventi.

Il festival, ispirato al Cantico delle Creature di San Francesco che celebra gli 800 anni dalla sua nascita, si è dedicato quest’anno al tema “fratello Sole”, promuovendo la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Organizzato da Davide Placidi e Maurita Passaquieti con Fattoria Creativa e Regusto, in collaborazione con Rai Umbria e con il sostegno della Camera di Commercio dell’Umbria, Eco Sanfra conferma il suo ruolo di appuntamento culturale di rilievo nel panorama regionale.

La rassegna ha visto la partecipazione di esperti di livello nazionale e internazionale, tra cui il neuroscienziato Stefano Mancuso, il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi, il co-fondatore di ASviS Enrico Giovannini e il research professor Antonio Ereditato dell’Università di Chicago. Di particolare successo è stato lo spettacolo dedicato ai bambini con Mario Acampa e gli incontri rivolti alle scuole locali, tutti sold out con la partecipazione di 5 istituti del territorio.

Gli organizzatori evidenziano come la varietà dei linguaggi e l’attenzione alle nuove generazioni siano la chiave del successo, anticipando già il tema per il 2026, “Madre Terra”, che approfondirà ulteriormente il rapporto con la natura e il futuro sostenibile. Giovanni Parapini, direttore di Rai Umbria, sottolinea l’importanza del festival come strumento di sensibilizzazione sul cambiamento climatico, particolarmente rilevante per le giovani generazioni chiamate ad affrontare sfide ambientali sempre più complesse.

EcoSanFra 2025 è un evento ideato e organizzato da Maurita Passaquieti e Davide Placidi insieme a Fattoria Creativa e Regusto, in collaborazione con Rai Umbria e in compartecipazione con Camera di Commercio dell’Umbria. Il festival si avvale del patrocinio di Regione Umbria, Ispra, Comune di Perugia, Auri, Unesco Wwap, Sacro Convento di Assisi, Felcos, Accademia di Belle Arti di Perugia, Fondazione per la Sostenibilità Digitale, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, ITS Academy. Partner scientifico Sviluppumbria. Si realizza con il supporto di Banca Generali, Nwg Energia, SentNet, Grafiche Antiga, AcquaSì, Tsa, VusCom, 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Umbria Top Wines, Pefc, Hydra – museo multimediale delle Cascate delle Marmore, Sushi Umbro, Ad Motor Offical Car, Ordine degli ingegneri di Perugia, Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Perugia, Ordine dei commercialisti Perugia, Ordine degli architetti di Perugia e Grafox.