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Autore: Redazione

Canonizzazione di Carlo Acutis, già completo il treno dei pellegrini

Già completo il treno che il 7 settembre partirà dall’Umbria per portare a Roma i pellegrini che parteciperanno alla canonizzazione di Carlo Acutis. A darne notizia è don Antonio Borgo, vicario per la pastorale della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e coordinatore della commissione costituita ad hoc per questo grande evento.

“Dall’annuncio del Santo Padre Leone XIV della nuova data della canonizzazione di Carlo – spiega don Borgo – abbiamo riattivato tutta la macchina organizzativa che porterà circa 800 pellegrini a San Pietro per la cerimonia presieduta dal Santo Padre. Sarà un momento di grande gioia che abbiamo cercato di gestire al meglio sia da un punto di vista spirituale che logistico”.

Il treno è messo a disposizione dalla Diocesi, per cui i biglietti sono gli stessi già distribuiti per la cerimonia saltata del 27 aprile e da questo momento non sarà più possibile apportare modifiche o effettuare rimborsi. Il treno partirà alle ore 5,30 dalla stazione di Assisi Santa Maria degli Angeli, pertanto i partecipanti dovranno trovarsi lì entro e non oltre le ore 5,00 (sia per chi sale ad Assisi che per coloro che salgono a Foligno). Da Foligno il treno partirà alle ore 5,43. Ogni pellegrino sarà sottoposto ai controlli di routine da parte della polizia ferroviaria perché il treno arriverà direttamente nello Stato della Città del Vaticano (è vietato portare con sé oggetti appuntiti, coltellini, tagliaunghie, pinzette). Chi avrà il biglietto a sedere dovrà salire nella carrozza indicata sul biglietto. Coloro che viaggiano con posto in piedi si collocheranno negli spazi che saranno indicati dai volontari responsabili del treno nella carrozza indicata sul biglietto. Tutti i pellegrini scenderanno dal treno alla stazione San Pietro Vaticano e da lì saranno accompagnati dalla gendarmeria vaticana e da alcuni addetti della curia di Assisi in piazza San Pietro. Nel pomeriggio, entro e non oltre le 16.00 tutti i pellegrini si dovranno trovare nella stazione San Pietro (ferrovie dello Stato) che dista circa 1km a piedi da piazza San Pietro, perché il treno ripartirà da lì alle ore 17.00.

Tutte le news e le info saranno disponibili sul sito della diocesi www.diocesiassisi.it o all’indirizzo del Santuario: www.assisisantuariospogliazione.it alla voce canonizzazione Carlo Acutis.

Trasimeno, Isola B in 3 mesi ha catturato oltre 12 milioni di chironomidi

Isola B, la struttura galleggiante collocata lo scorso 19 maggio nel cuore del lago Trasimeno e progettata per il prelievo selettivo dei chironomidi (che durante l’estate creano disagio per residenti, turisti e attività ricettive), ha catturato in tre mesi (fino allo scorso 24 luglio) oltre 12 milioni di questi insetti.

A fornire questi dati sono Regione e Asl1. Che spiegano che in questi tre mesi sono stati effettuati dalla ditta assegnataria dell’appalto di fornitura con installazione e manutenzione dell’Isola otto prelievi che sono stati consegnati al Dipartimento di Chimica Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia per verificare gli insetti catturati ed effettuare studi approfonditi. Il peso secco complessivo degli insetti si è attestato sui 36 chilogrammi mentre la cattura media giornaliera è stata di circa 150mila chironomidi.

“I risultati della cattura devono essere visti in prospettiva per i prossimi anni. La sottrazione di 12 milioni, di cui una buona percentuale femmine che non potrà deporre in media 400 uova ciascuna, comporta nel tempo una riduzione esponenziale di soggetti”, spiega Alessandro Maria Di Giulio, responsabile dell’attività di disinfestazione della Usl Umbria 1 e del procedimento per la fase di esecuzione dell’isola.

L’intervento si inserisce nella strategia regionale che promuove la One Health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambiente. Il progetto, finanziato dal Piano nazionale per gli investimenti complementari nel programma “salute, ambiente, biodiversità e clima”, rappresenta un’azione concreta del sistema regionale di prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (Dgr 1067/2023).

La nuova isola è dotata di un sistema tecnologico avanzato per il monitoraggio e la cattura dei chironomidi direttamente in acqua, riducendo l’impatto sulle zone costiere e turistiche. Funziona in modo autonomo grazie a un impianto fotovoltaico con batterie di accumulo, garantendo sostenibilità ambientale e operatività costante.

Con questa iniziativa, la Regione Umbria e l’Usl Umbria 1 confermano la volontà di investire in soluzioni sostenibili e integrate, a beneficio del benessere collettivo e della valorizzazione del territorio del lago Trasimeno.

Nel contempo il Servizio Controllo Organismi Infestanti dell’Usl Umbria 1, in collaborazione con l’Unione dei Comuni del Trasimeno, sta continuando con il terzo intervento riguardante i trattamenti larvicidi dello specchio lacustre per limitare le larve di zanzara. Il prodotto biologico controlla indirettamente anche le larve dei chironomidi.

Impianti rinnovabili, con “Energia Umbra” la Regione prova ad accelerare

“Il grave ritardo nella realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, che emerge dal nuovo rapporto Terna, è il risultato di anni di mancate decisioni da parte della politica. Con la legge ‘Energia Umbra’ colmeremo questo vuoto fermando l’avanzata di una desertificazione economica e sociale attraverso un intervento strutturale di competitività per le nostre aziende. Questa legge è la chiave per il futuro energetico dell’Umbria”. Questo il commento dell’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, alla notizia di Ansa sui dati elaborati da Italia Solare su base Gaudì-Terna.

L’Umbria a giugno 2025 – scrive la Regione in una nota – registra un divario di 80 megawatt di potenza nominale installata di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile rispetto all’obiettivo intermedio fissato dal DM Aree Idonee a 354 megawatt.

“Sono dati – commenta De Luca – che ci spingono a ribadire con forza l’urgenza di procedere all’approvazione della legge entro il mese di settembre. Quella forbice negativa del 20% in meno di impianti è costituita da progetti di piccole e medie imprese, di famiglie che preferiscono rinunciare. Non hanno le forze per assumersi il rischio di un investimento messo a repentaglio da un quadro normativo a dir poco folle. Oggi vanno avanti solo esclusivamente i grandi progetti proposti da gruppi che hanno le risorse economiche per forzare la mano con i territori, con conseguenze incalcolabili. Abbiamo il dovere di consegnare un quadro certo e definito su dove poter realizzare gli impianti, nel più breve tempo e nel minor costo possibile, e dove non si può fare”.

L’assessore De Luca infine chiama in causa il Governo: “Il ministro Pichetto Fratin aveva annunciato che avremmo avuto il nuovo decreto entro luglio, poi prima delle ferie ma ancora non c’è traccia dell’adeguamento alla sentenza del TAR del Lazio che, è bene ricordarlo, dava 60 giorni di tempo a metà maggio. Nell’auspicio che arrivi prima di Natale, ci organizziamo da soli”.

Campus tecnico – professionali, pubblicata la graduatoria dei 54 finanziati dal Ministero

Al via in tutta Italia 54 campus formativi scolastici integrati per rafforzare la filiera tecnologico-professionale. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la graduatoria che assegna a ciascun campus 750 mila euro, con un investimento complessivo di 40,5 milioni di euro.

I campus sono realizzati dagli istituti tecnici e professionali in partenariato con le Fondazioni ITS Academy, università, centri di ricerca, aziende e associazioni datoriali, in un’ottica di stretta collaborazione tra mondo della formazione e sistema produttivo.

L’iniziativa rappresenta un tassello fondamentale per il potenziamento della filiera tecnologico-professionale (4+2) e per la costruzione di esperienze didattiche e formative verticali.

I fondi servono alla realizzazione di spazi integrati e dinamici, aperti all’apprendimento e alla formazione sul campo, dotati di metodologie didattiche innovative e sistemi avanzati di Intelligenza Artificiale.

I 54 progetti selezionati sono stati scelti tra 436 candidature pervenute, a conferma del grande interesse del sistema scolastico verso le innovazioni promosse dalla filiera tecnologico-professionale.

“Con i campus formativi costruiamo un percorso che unisce scuola, ricerca e impresa. Offriamo agli studenti ambienti moderni e dinamici, con tecnologie avanzate e metodologie didattiche innovative, per garantire agli studenti opportunità reali di crescita personale e professionale e per una formazione sempre più vicina alle esigenze dei nostri ragazzi e del Paese”, dichiara il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

I nuovi campus copriranno le principali filiere strategiche dell’economia nazionale: moda, agroalimentare ed enogastronomia, promozione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, turismo, meccatronica, nautica e aeronautica, data analysis e cybersecurity, Intelligenza Artificiale generativa e automazione dei processi industriali, costruzioni, biotecnologie, salute e benessere.

Disturbi dopo la cena, la Festa Grossa di Collestrada chiude la cucina

Il Comitato organizzatore della Festa Grossa di Collestrada ha decisione di sospendere il servizio di ristorazione nell’ultimo giorno della manifestazione, oggi, domenica 17 agosto.

La decisione è stata presa precauzionalmente dopo che due famiglie, che sabato avevano mangiato alla Festa, hanno accusato disturbi, recandosi autonomamente al pronto soccorso dell’ospedale. Le persone interessate dai disturbi, appartenenti a due nuclei familiari, sono state dimesse dopo i necessari controlli medici.

Ma il Comitato ha deciso di non rischiare, spiegando: “La decisione di chiudere temporaneamente la cucina è stata presa in via esclusivamente precauzionale, nell’interesse della salute pubblica e per garantire la massima sicurezza ai partecipanti alla festa”.

Il Comitato si scusa per l’inconveniente. Tutte le altre attività della festa proseguiranno regolarmente per la giornata di oggi, domenica.

Così è cambiata la presenza delle donne nelle imprese umbre negli ultimi dieci anni

Aumentano nelle aziende umbre le donne dipendenti non familiari. Un segno di vera crescita, come sottolinea la Camera di commercio dell’Umbria, che ha analizzato le dinamiche nella regione nell’ultimo decennio.

Spiega Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati dimostrano che l’imprenditoria femminile umbra, pur riducendosi numericamente, ha saputo crescere in qualità, struttura e occupazione. È un segnale di maturità che dobbiamo valorizzare: le imprese guidate da donne sono oggi più solide, meno legate al nucleo familiare e più aperte a competenze esterne, capaci quindi di affrontare le sfide del mercato globale. Tuttavia, restano barriere che non possiamo ignorare: l’accesso al credito, la burocrazia e la difficoltà di consolidare le attività nel tempo. Per questo la Camera di Commercio dell’Umbria continuerà a sostenere percorsi di formazione, digitalizzazione e certificazione di parità, strumenti essenziali per rendere l’impresa femminile un pilastro sempre più forte del nostro sviluppo economico e sociale. La crescita dell’Umbria passa anche dalla crescita delle sue imprenditrici”.

Meno imprese ma più robuste
Il decennio 2015-2025 ridisegna la geografia delle imprese femminili in Umbria. Se da un lato il numero complessivo cala – da 20.789 a 19.633, pari a -5,6% – dall’altro la solidità delle aziende “rosa” cresce. Gli addetti crescono da 49.594 a 52.563, con un incremento del 6% che segnala un percorso di consolidamento. Aumenta soprattutto la dimensione media: 2,68 addetti contro i 2,39 del 2015, +12,1%, un progresso ben superiore alla media nazionale (+8,7%).

È un segnale importante: le imprese femminili umbre restano più piccole delle maschili (4,14 addetti medi), ma accorciano le distanze. E soprattutto smettono di poggiare quasi esclusivamente sulla famiglia, aprendo a nuove forme di occupazione.

Un cambio culturale evidente
Dentro questi numeri si legge un cambiamento di prospettiva. In dieci anni gli addetti familiari si riducono del 15,7% (da 20.670 a 17.416), mentre crescono con forza gli addetti non familiari (+17,7%, da 28.924 a 35.147). Significa che sempre più imprenditrici scelgono di affidarsi a competenze esterne, assumendo dipendenti veri e propri. Una tendenza che, in proporzione, è quasi doppia rispetto a quella delle imprese maschili (+9,5%).

Il risultato è chiaro: meno attività a stretta conduzione familiare, più imprese professionalizzate. È un salto di qualità che cambia la natura del tessuto produttivo “rosa”, rendendolo più competitivo e pronto ad affrontare sfide complesse.

La sfida della sopravvivenza
Resta però un punto debole: la durata delle imprese femminili. I dati Unioncamere mostrano che a 5 anni dalla nascita sopravvive il 72,3% delle aziende “rosa”, contro il 77,3% di quelle maschili; oltre i 5 anni la distanza si allarga, 67,5% contro 73,1%. Un segnale che richiama l’urgenza di strumenti di accompagnamento più forti, per aiutare le imprese femminili a consolidarsi nel tempo.

Eppure, nonostante le difficoltà, le imprese femminili continuano a rappresentare un quarto del tessuto imprenditoriale umbro, con un peso leggermente sceso, in Umbria, dal 25,7% al 25,3%. Un dato che non toglie rilevanza al loro ruolo, sempre più centrale nelle dinamiche economiche locali.

Il nodo del credito
Altro fronte cruciale è quello del finanziamento. Solo poco più di un terzo delle imprese femminili ricorre a prestiti bancari, una quota simile a quella maschile. Ma le modalità di avvio mostrano una forte differenza culturale: tre imprenditrici su quattro iniziano con capitali personali o familiari, mentre solo una su quattro utilizza prestiti bancari (26,9% contro il 22,4% degli uomini).

L’uso di strumenti innovativi come business angels, venture capital o crowdfunding è marginale: meno dell’1%. Una scelta che garantisce autonomia finanziaria, ma che limita la possibilità di scalare i mercati. È qui che si gioca una partita decisiva per il futuro: aprirsi a fonti di capitale diversificate è ormai condizione indispensabile per crescere in un contesto competitivo globale.

Burocrazia e incentivi
Alle difficoltà di accesso al credito si sommano quelle legate agli incentivi pubblici. Oltre la metà delle imprese segnala ostacoli burocratici. Una imprenditrice su tre lamenta la complessità delle pratiche, mentre più di una su dieci sottolinea le attese troppo lunghe per ricevere concretamente i fondi.

Questa rigidità amministrativa rischia di vanificare l’impatto delle politiche pubbliche, soprattutto per le realtà più piccole, che non hanno uffici dedicati a seguire pratiche e scadenze. In molti casi, la burocrazia diventa un ostacolo alla competitività, più che uno strumento di sostegno.

Certificazione di parità in crescita, ma con ampi margini di miglioramento
Un segnale incoraggiante arriva dalla certificazione della parità di genere, introdotta dal PNRR e gestita da Unioncamere. A livello nazionale le imprese certificate sono passate dalle poche decine del 2022 alle 7.960 del 2025. Un progresso significativo, ma che riguarda ancora una quota molto limitata del tessuto produttivo italiano.

Considerato che in Italia le imprese femminili attive sono oltre 1,3 milioni, la certificazione oggi interessa solo una minoranza e lascia dunque ampi margini di crescita. Rafforzare questo strumento non significa solo ridurre il gender gap, ma anche rendere più trasparenti i processi interni, aumentare la reputazione e migliorare la competitività delle aziende, creando un ambiente più attrattivo per talenti e investimenti.

Il ruolo del comitato per l’imprenditoria femminile
Fondamentale, in questo scenario, il contributo del Comitato per l’imprenditoria femminile (CIF) della Camera di Commercio dell’Umbria. Presieduto da Dalia Sciamannini e coordinato sul piano dirigenziale dal vice segretario generale Giuliana Piandoro, il CIF promuove la cultura d’impresa, organizza attività di formazione, mentoring e networking, e offre strumenti per affrontare i nodi più critici, dal credito alla digitalizzazione.

Un lavoro costante che trasforma i numeri in occasioni concrete di crescita e accompagna le donne imprenditrici verso percorsi di maggiore autonomia e stabilità.

Tabacco, Philip Morris ha premiato i coltivatori umbri

In occasione del roadshow Coldiretti-Philip Morris, che si è svolto a Perugia nei giorni scorsi, si è tenuto l’incontro annuale con i coltivatori umbri facenti parte del contratto di filiera tra Coldiretti e Philip Morris Italia, durante il quale sono state premiate le eccellenze attinenti a cinque diverse categorie per il raccolto 2024.

Per la categoria Buone pratiche di lavoro agricolo è stata premiata l’azienda Cirignoni Bernardo di Citerna; per la Qualità del prodotto l’azienda Ca’ Moniale società semplice di Assisi; per l’Integrità del prodotto l’azienda Eredi Marcacci Domenico società semplice agricola di Deruta; per l’Eccellenza imprenditoriale l’azienda Lgb società semplice di Città di Castello e infine, per la categoria Collaborazione a ricevere il premio è stata la Società agricola Chioccoloni di Deruta.

Philip Morris ha così riconosciuto l’impegno degli imprenditori agricoli umbri verso qualità, sostenibilità e innovazione, nonché la loro capacità di adattamento alle nuove sfide del settore, contribuendo attivamente alla crescita della filiera. Un riconoscimento speciale è stato assegnato ai coltivatori che entreranno dal raccolto 2025 nel programma ‘Digital farmers’, un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Centro per sviluppo agricolo e rurale (Cesar) e con l’Università degli studi di Perugia, per supportare i coltivatori nel percorso di transizione eco-energetica e digitale. Il percorso di formazione, rivolto in particolare ai giovani coltivatori, intende favorire il miglioramento delle loro competenze tecniche e imprenditoriali, unitamente all’adozione di tecnologie all’avanguardia nel campo dell’agricoltura di precisione.

“Come capofiliera – ha affermato Cesare Trippella, head of leaf EU Philip Morris Italia – non solo ci siamo presi l’impegno di creare una prospettiva per i prossimi dieci anni con il rinnovo dell’accordo che abbiamo siglato con Coldiretti e Masaf, che scadrà nel 2034, ma è nostro obbligo anche influenzare il resto del comparto, visto che noi compriamo il 55% del tabacco prodotto in Italia. In questi anni il nostro impegno si è rivolto anche nell’implementazione di programmi e strategie che guardano al futuro, da un lato per trovare soluzioni per mitigare tutti gli effetti delle tensioni geopolitiche, come l’aumento dei costi energetici, dall’altro per innovare continuamente la filiera”.

“Non parlare di digitalizzazione nelle imprese agricole e tabacchicole in questo momento sarebbe anche fuori dalla storia – ha detto Alberto Mantovanelli, presidente dell’Organizzazione dei produttori italiani di tabacco (Opit) –. È importante implementare il digitale cercando di aggregare tutta la filiera in un percorso tarato sulle nostre imprese per ottimizzare i processi produttivi che di fatto possono migliorare le performance sotto tutti i profili, dalla sostenibilità ambientale a quella economica passando per quella sociale”.

“Opit ha sposato in maniera attiva il progetto Digital farmers – ha aggiunto Francesco Martella, direttore di Opit – perché ne condividiamo i contenuti e contribuiamo ad individuare quelle che sono anno dopo anno i temi emergenti. Oltre ai contenuti, un aspetto importante del progetto è la possibilità di fare rete tra tutti i produttori di area geografiche diverse (Veneto, Umbria e Campania). I produttori diventano quindi parte attiva del progetto, scambiandosi esperienze, buone pratiche e innovazioni, esperienze diverse che aiutano ad accrescere la cultura d’impresa e a crescere tutti insieme”.

“Il progetto Digital farmers, al terzo anno di attività – ha spiegato Gabriele Chiodini, agronomo del Cesar – consiste in un’attività di affiancamento agli agricoltori, soprattutto ai giovani tabacchicoltori della filiera di Philip Morris che vogliono attuare un percorso di transizione ecologica e digitale. Il Cesar mette a disposizione delle competenze attraverso professionisti, agronomi e consulenti che sono in grado di supportare i tabacchicoltori nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Un indicatore importante è il numero di tabacchicoltori che vi aderisco e che progressivamente aumentano l’utilizzo di tecnologie che supportano le decisioni dell’agricoltore circa l’utilizzo di acqua, interventi di difesa, sistemi che possono automatizzare alcune attività. Abbiamo testato robot, sistemi autonomi per dimostrare che anche nel campo del tabacco si riesce a fare automazione robotica. Quest’anno testeremo nuove tecnologie legate sempre ad un’attività di transizione dell’agricoltura che riguarda soprattutto l’ecologia e la sostenibilità”.

Aeroporto, via ai lavori con un nuovo record passeggeri

La giunta regionale dell’Umbria ha approvato lo schema di convenzione con Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) e Sase S.p.A. per l’avvio dell’intervento “Aeroporto San Francesco – potenziamento infrastrutture, attrezzaggio, digitalizzazione”, dal valore complessivo di 6.814.667 euro, di cui 5.111.000 euro finanziati dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027 e cofinanziato da Sase.

Il piano di investimento prevede il miglioramento funzionale dei servizi, l’ampliamento degli spazi destinati ai passeggeri, la riqualificazione del piazzale aeromobili, la realizzazione di un edificio per il ricovero dei mezzi di rampa, la messa a disposizione di nuove attrezzature di supporto a terra, investimenti per la sicurezza e per la gestione ottimale dei flussi di passeggeri, oltre a un’ampia digitalizzazione dei processi. La convenzione definisce anche il cronoprogramma degli interventi e i meccanismi di monitoraggio, con obblighi puntuali di rendicontazione e rispetto delle tempistiche, al fine di garantire l’efficace utilizzo delle risorse e la piena operatività entro i termini stabiliti.

E questo all’indomani di un nuovo record. L’aeroporto internazionale dell’Umbria ha superato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 4.000 passeggeri in un solo giorno: martedì 12 agosto sono transitati 4.093 passeggeri, di cui 1.976 arrivi e 2.117 partenze.

Il precedente record risaliva al 22 luglio 2025 con 3.947 passeggeri. Nei primi sei mesi dell’anno lo scalo ha registrato 276.334 passeggeri (+21,6% rispetto al 2024), con una crescita media del 22% contro il +6% nazionale e con il traffico internazionale che rappresenta il 71% del totale.

La stagione estiva “Summer 2025” vede lo scalo collegato a 17 destinazioni, servite da 6 compagnie aeree, fino a 114 voli settimanali: 8 rotte nazionali (Brindisi, Cagliari, Olbia, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Lampedusa e Pantelleria) e 9 internazionali (Londra Stansted, Londra Heathrow, Bruxelles, Bucarest, Barcellona, Rotterdam, Cracovia, Malta e Tirana).

La presidente della Regione Stefania Proietti dichiara: “Oggi celebriamo un doppio traguardo per il nostro aeroporto, un record di passeggeri che testimonia l’attrattività dell’Umbria e l’approvazione di un piano di investimenti strategici che renderanno lo scalo ancora più moderno, funzionale e competitivo. Questo significa più opportunità di collegamento con l’Italia e l’Europa, in linea con gli indirizzi che abbiamo dato nel piano di sviluppo, più servizi di qualità per cittadini e turisti e un impatto diretto sulla crescita economica del territorio regionale. Il nostro obiettivo è fare dell’aeroporto dell’Umbria una porta d’accesso efficiente e accogliente verso una regione che ha molto da offrire al mondo oltre che una infrastruttura strategica per lo sviluppo regionale in un’ottica che fa dell’Umbria il perno dell’Italia mediana”.

“Lo sviluppo dell’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi – ha concluso la presidente – è un obiettivo di grande coesione politica, da perseguire con forza in un’ottica di complementarietà con altri scali del centro Italia per rendere l’Umbria il cuore pulsante dell’Italia Mediana”.

Diocesi Perugia – Città della Pieve, le nomine per parrocchie e servizi

L’arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, Ivan Maffeis, ha provveduto ad affidare a venti sacerdoti e a un diacono permanente i mandati di ministero in parrocchie e non solo, che diverranno effettivi a partire dal prossimo settembre.

PARROCCHIE E UNITÀ PASTORALI

Padre Minz Abhishek, SAC, viene nominato collaboratore parrocchiale di Vaiano, Paciano, Sanfatucchio e Villastrada Umbra.

Padre Vito D’Amato, OFM, viene nominato vicario parrocchiale di Ponte d’Oddi.

Don Roberto Di Mauro conclude il suo servizio presso l’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero e viene nominato parroco di Mantignana e Migiana di Monte Malbe.

Don Nicolò Gaggia lascia le parrocchie di Ponte Pattoli e Civitella Benazzone e viene nominato parroco di Casamanza – Ponte Rio (Montelaguardia). Contestualmente viene nominato moderatore dell’unità pastorale con Ponte Felcino.

Don Sergio Ghio, della Fraternità San Carlo, da parroco in Roma viene nominato collaboratore parrocchiale di Marsciano.

Padre Rosario Corrado Giunta, OFM, viene nominato vicario parrocchiale di Colombella e di Bosco.

Don Arduino Marra viene nominato vicario parrocchiale di Ferro di Cavallo.

Don Filippo Pattarini lascia le parrocchie di Gioiella e Petrignano del Lago e viene nominato collaboratore parrocchiale di Castelvieto e Montesperello in aiuto alla zona pastorale.

Don Marco Pigoni lascia le parrocchie di Mantignana e Migiana di Monte Malbe e viene nominato parroco di Pozzuolo, Gioiella e Petrignano del Lago.

Padre Damiano Romagnolo, OFM, viene nominato parroco di Ponte d’Oddi.

Padre Francesco Pio Russi, OFM, viene nominato cappellano presso l’Ospedale S. Maria della Misericordia.

Don Fonasco Salvatori lascia la parrocchia di Casamanza – Ponte Rio (Montelaguardia) e viene nominato parroco di Ponte Pattoli e Civitella Benazzone.

Don George Sen Muthian viene nominato collaboratore parrocchiale di Prepo, Ponte della Pietra e San Faustino.

UFFICI E SERVIZI DIOCESANI

Don Luca Delunghi lascia il Servizio diocesano di Pastorale Giovanile e viene nominato direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano.

Don Daniele Malatacca viene nominato coordinatore dell’Area giovani e delegato per gli Oratori.

Don Alfonso Liguori viene nominato delegato per il Servizio diocesano di Pastorale Giovanile.

Don Emmanuele John Olajide Boluwatife inizia anche un percorso di studi in Scienza Politiche presso l’Università di Perugia.

Don Fabio Quaresima è nominato incaricato diocesano per la Faci.

Don Marco Pezzanera, viene nominato anche Vicario giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro.

Don Simone Strappaghetti viene nominato assistente ecclesiastico dell’Anspi.

Il diacono Stefano Tenda viene nominato vice-direttore diocesano per il Servizio Insegnamento Religione Cattolica.