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Autore: Redazione

Eccezionale intervento, operazione all’anca con innesto osseo di cavallo

La vecchia protesi all’anca è stata sostituita con un innesto osseo di cavallo. Eccezionale intervento chirurgico ortopedico eseguito presso all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno.

La Struttura Complessa di Ortopedia, diretta dal dr. Giulio Pucci, ha portato a termine con successo una revisione protesica d’anca su un paziente affetto da grave metallosi, in un quadro classificato come Paprosky tipo 3B, una delle condizioni più difficili da affrontare in ambito di chirurgia ricostruttiva dell’anca.

L’intervento è stato eseguito dal dr. Michele Berloco e dal dr. Andrea Farneti (nella foto), specialisti della stessa struttura, e ha richiesto l’utilizzo di un innesto osseo eterologo di origine equina, tecnica d’avanguardia che ha permesso il ripristino strutturale dell’acetabolo, fortemente compromesso dalla perdita ossea causata dall’usura e dalla mobilizzazione della protesi primaria.

Il paziente, residente in Umbria, era portatore di una protesi totale d’anca impiantata circa vent’anni fa. Negli ultimi mesi aveva iniziato a manifestare dolore acuto, rigidità articolare e difficoltà nella deambulazione, accompagnati da segni radiografici evidenti di mobilizzazione della componente acetabolare e presenza di metallosi, una complicanza rara ma molto seria, dovuta al rilascio di particelle metalliche da protesi usurate. Gli esami preoperatori hanno rivelato una grave osteolisi periacetabolare, con un quadro classificabile come Paprosky tipo 3B, stadio che indica un importante deficit osseo, migrazione craniale della protesi e instabilità articolare severa. 

“Abbiamo affrontato un caso tecnicamente molto impegnativo – spiega il dr. Michele Berloco – con una qualità ossea estremamente compromessa e un rischio concreto di non riuscire a garantire un ancoraggio stabile alla nuova protesi”.

La strategia operatoria ha previsto la rimozione completa della vecchia protesi e dei tessuti necrotici, seguita da un’accurata pulizia dei residui metallici derivanti dalla metallosi. La vera innovazione è però giunta nella fase ricostruttiva: è stato utilizzato un innesto osseo equino, trattato con tecnologie avanzate per garantire biocompatibilità e capacità osteoinduttiva.

L’osso equino deantigenato utilizzato in questo tipo di interventi è una soluzione biologica che, negli ultimi anni, ha dimostrato eccellenti risultati in chirurgia ortopedica ricostruttiva, grazie alla sua capacità di integrazione con il tessuto osseo umano. In questo caso specifico, l’innesto è stato modellato per ricostruire l’intera cavità acetabolare, offrendo un supporto solido alla nuova coppa protesica cementata.

“La scelta dell’innesto equino – prosegue Berloco – ci ha consentito di evitare prelievi ossei autologhi, che avrebbero comportato ulteriori traumi chirurgici, e al contempo ha offerto una matrice osteoconduttiva ideale per sostenere l’osteointegrazione della nuova protesi, permettendo al paziente una deambulazione con carico relativamente precoce già a poche settimane dall’intervento”.

L’intervento, durato circa tre ore e mezza, ha coinvolto un team multidisciplinare composto da chirurghi ortopedici, anestesisti, tecnici di sala operatoria e personale infermieristico altamente specializzato. Fondamentale anche il contributo dell’équipe di radiologia per la pianificazione preoperatoria e del laboratorio di anatomia patologica, che ha confermato la diagnosi di reazione da metallosi con necrosi dei tessuti molli circostanti. 

Il decorso post operatorio del paziente è stato regolare , il percorso riabilitativo è iniziato al reparto grazie all’impegno delle fisioterapiste della struttura Ortopedica e già dopo una settimana dall’intervento, il paziente è stato in grado di sostenere il carico parziale sull’arto operato; successivamente alla dimissione il paziente ha proseguito il recupero funzionale presso il Centro SCRIN di Trevi, struttura specializzata in riabilitazione ortopedica post-operatoria ad alta intensità.

Gli ultimi controlli radiografici hanno confermato la buona tenuta dell’innesto ed il corretto posizionamento della nuova protesi.

La soddisfazione e il ringraziamento della presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Stefania Proietti: “Questo intervento dimostra come nelle strutture pubbliche sia possibile realizzare procedure complesse con risultati eccellenti, grazie all’integrazione tra competenze specialistiche e tecnologie avanzate. Esprimo il mio ringraziamento a tutti i professionisti che hanno reso possibile questo eccezionale risultato e che contribuiscono quotidianamente a rendere sempre più attrattiva la nostra sanità”.

Quando la natura diventa innovazione: l’evoluzione della farina di Basalti Orvieto


In un mondo agricolo sempre più attento alla sostenibilità e alla qualità del suolo, c’è chi ha saputo guardare la natura con occhi diversi, scorgendo in essa una risorsa antica e preziosa. È la storia di Basalti Orvieto che ha scelto di valorizzare un materiale che la terra stessa fornisce, trasformandolo in una risorsa vitale per l’agricoltura: la farina di basalto.

“La farina di basalto funziona come ci confermano le crescenti quote di mercato – sostiene il dottor Roberto Castaldi, agronomo dell’azienda – .Volendo migliorare la funzionalità del nostro prodotto, attraverso prove, studi e ricerche condivise anche con alcuni clienti, abbiamo aggiunto alla farina di basalto un elemento in più”.

Nasce il Micobas, un prodotto che unisce la potenza della farina di basalto con il lavoro meticoloso di un consorzio microbico studiato appositamente per valorizzare la sinergia.

Il caso del kiwi di Cisterna di Latina: un test sul campo

L’efficacia di questo approccio è confermata dall’esperienza dell’agronomo Roberto Castaldi, consulente di Basalti Orvieto. “A marzo sono stato contattato da un’azienda agricola che coltiva kiwi a Cisterna di Latina – spiega -. Le piante non crescevano, si seccavano. Dall’analisi del terreno è emersa una salinità elevata che impediva l’assorbimento dei nutrienti. Occorreva intervenire, ma con delicatezza e metodo”.
La risposta è arrivata con l’applicazione mirata del basalto: “Abbiamo attivato trattamenti sia sul terreno con Micobas Suolo che sulle foglie con Micobas Foglie, a partire da aprile. Micobas ha consentito di rivitalizzare la cuffia radicale, la parte iniziale delle radici, restituendo loro la capacità di assorbimento”.
Con risultati evidenti: il terreno sottoposto a trattamento (1 ettaro su un totale di 20) ha prodotto 400 quintali di kiwi, contro i 300 quintali ottenuti l’anno precedente, con un incremento del fatturato almeno del 30%. I trattamenti sono stati numerosi (14 fogliari e 2 sul suolo). Con un modesto investimento per l’azienda agricola hanno ottenuto un tangibile miglioramento della qualità e della pezzatura dei frutti.
“La maggiore dimensione e uniformità del prodotto sono la prova che siamo andati nella direzione giusta, usando un prodotto biologico e naturale”, rimarca Castaldi. Tanto che il trattamento verrà ripetuto, per la prossima stagione, sui restanti 19 ettari di coltivazione.

I vantaggi della tecnologia Microbas

L’esperienza di Cisterna non è un caso isolato, ma un paradigma della potenzialità della tecnologia Micobas. Ogni campo, ogni appezzamento ha una propria storia geologica e chimica. Il vero vantaggio della tecnologia Micobas è che non impone soluzioni standard, ma si adatta, sostiene e rigenera. Restituisce vitalità al terreno, equilibrio alle piante, dinamismo all’ecosistema. È l’esempio che un’agricoltura più razionale, sostenibile e rigenerativa è possibile: la tecnologia oggi esiste, ma serve la saggezza di sapere come usarla.

Innovazione, ricerca e visione per il futuro

Basalti Orvieto non guarda solo al presente. L’azienda investe in nuove tecnologie, processi e modalità di applicazione, con l’obiettivo di rendere le tecnologie studiate più accessibili, efficaci e integrate ai sistemi agricoli moderni. Uno dei progetti più promettenti è l’applicazione della tecnologia Micobas tramite droni, per distribuire in modo preciso e sostenibile i trattamenti, riducendo sprechi e impatto ambientale.
“Coltivare in modo più razionale è possibile – aggiunge Gianluca Pizzuti – La tecnologia esiste — ma è nelle mani di chi sa usarla con coscienza che diventa strumento di cambiamento. Noi di Basalti Orvieto investiamo per creare un’agricoltura che guarda lontano, che lascia un segno positivo per le generazioni che verranno. Il nostro compito è innovare rispettando la terra”.

Insomma, in un mondo in cui spesso si cerca di dominare la natura, Basalti Orvieto sceglie di dialogare con essa: trasformare la roccia in vita, la pietra in nutrimento, l’innovazione in cura.

Autoffocina abusiva: sequestro, maximulta e segnalazione alla Camera di commercio

Un officina piena di attrezzatura. Presenti anche due auto in riparazione. Solo che quell’autofficina, a Foligno, era abusiva, in quanto priva di qualsiasi tipo di autorizzazione allo svolgimento dell’attività.

Nel corso del controllo da parte della polizia provinciale è stato identificato il trasgressore, uomo di 26 anni residente a Foligno, intento nell’attività di montaggio e smontaggio di un veicolo. Nel garage sono stati trovati molti veicoli privi di parte meccaniche e attrezzature professionali come: un sollevatore manuale idraulico, un carrello/cassettiera porta attrezzi, una scatola di chiavi inglesi, due saldatrici (una a filo una ad elettrodi) e un cavalletto porta motore.

L’attività abusiva è stata scoperta a seguito di una serie di controlli che hanno portato alla individuazione del capannone dove l’uomo lavorava abusivamente e che, al momento dell’accesso all’immobile da parte degli agenti di polizia, era intento al trattamento di alcune parti meccaniche di un veicolo.

Gli agenti hanno provveduto all’applicazione di una sanzione amministrativa di oltre 5.000 euro nonché al sequestro delle attrezzature, comunicando il tutto alla Camera di Commercio dell’Umbria quale autorità competente.

Tre Bicchieri Gambero Rosso per “Il Trebbio” della Cantina Goretti

Tre Bicchieri dalla guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso per ‘Il Trebbio’, vino bianco da uve 100% Trebbiano Spoletino della Cantina Goretti.

Un traguardo significativo, frutto di un percorso ambizioso e di una vera e propria scommessa enologica, nata dalla volontà di credere nelle potenzialità di una varietà autoctona ancora poco conosciuta ma dalle straordinarie capacità espressive.

“Questo riconoscimento ci riempie di gioia. È il risultato di anni di ricerca, sperimentazione e amore per la nostra terra” , le parole di Gianluca Goretti, che ha fortemente creduto in questo progetto.

“Abbiamo voluto puntare su una varietà storica del nostro territorio, il Trebbiano Spoletino – dichiarano all’unisono le due sorelle, Sara e Giulia, oggi in quarta generazione –, credendo fermamente nella sua eleganza, longevità e potenziale. ‘Il Trebbio’ nasce proprio da questa visione: valorizzare l’autenticità con uno stile contemporaneo”.

Fondamentale in questo percorso anche la collaborazione con l’enologo Emiliano Falsini, che ha accompagnato l’evoluzione tecnica del vino. “Abbiamo lavorato – commenta Falsini – per interpretare il Trebbiano Spoletino con un’identità precisa: freschezza, struttura, profondità aromatica. È un bianco che sorprende, capace di evolversi nel tempo e raccontare la sua origine con coerenza e forza”.

“Il Trebbio – afferma in conclusione Stefano Goretti – è oggi uno dei vini più rappresentativi della nuova visione Goretti: radici solide, con la volontà di migliorare attraverso uno sguardo aperto e ambizioso verso il futuro”.

Carlo Cracco: “Come cucinare il tartufo? Il limite è la fantasia…”

E’ iniziata nel segno dello chef Carlo Cracco la 38esima edizione della Mostra mercato del tartufo bianco e della patata di Pietralunga. Proponendo, grazie alla collaborazione con il main sponsor della manifestazione, Giuliano Tartufi, un pranzo esclusivo in piazza Fiorucci, ovviamente a base di quello che è considerato, a buon ragione, il re indiscusso della tavola: il tartufo bianco.

“Il tartufo – ha commentato Cracco – è un prodotto unico e noi, in Italia, abbiamo la fortuna di averne in abbondanza, ma per fare in modo che continui a essere così, dobbiamo tutelarlo rispettando la terra da cui nasce. Per quanto riguarda il come cucinarlo o il come servirlo, il limite è solo legato alla creatività e fantasia di ciascuno”.

“Carlo Cracco è il nostro testimonial fino al prossimo anno – ha spiegato il titolare della Giuliano Tartufi, Giuliano Martinelli, in apertura di pranzo –. È un grande chef che utilizza molto spesso e in molti dei suoi piatti il tartufo, sia nei suoi ristoranti che nelle sue esibizioni pubbliche in Italia e all’estero. Tra grandi professionisti abbiamo trovato subito un forte feeling e abbiamo così avvio a questa collaborazione”.

Insomma, tra piatti stellati e tanto divertimento, un avvio scoppiettante per un’edizione della mostra mercato ricca di novità, a partire dal raddoppio delle giornate di programmazione, con ben due weekend di eventi e iniziative. per degustare quindi nel migliore dei modi il tartufo bianco, nella prima manifestazione dell’anno in Umbria dedicata a tale prodotto, si potrà tornare ancora a Pietralunga sabato 18 e domenica 19 ottobre. Due ulteriori giorni di percorsi enogastronomici, con dodici chef che cucinano per le vie del borgo, di degustazioni, show cooking, stand enogastronomici, momenti di incontro tra cultura e cucina. e ancora: musica dal vivo, passeggiate tra i boschi, gare podistiche e di mountain bike.

“La promozione della nostra Umbria passa anche da queste manifestazioni, dall’enogastronomia e dal nostro paniere di prodotti tipici, dai prodotti della terra fino al piatto finale, attraverso la nostra grande cultura di trasformazione. E di questo paniere il tartufo ne è sicuramente il re, soprattutto in autunno. Ma va ricordato che l’Umbria è l’unica regione italiana in cui il tartufo nasce tutto l’anno, contribuendo così, grazie a quello che a Pietralunga hanno definito tuber turismo, a destagionalizzare i flussi turistici. In questi giorni, veramente si esalta pienamente il claim ‘l’Umbria in tutti i sensi” che abbiamo ideato per la nostra campagna di promozione turistica”.

Parlamento UE, ok all’estensione etichetta: niente più “bistecche” vegetali

Un voto che segna un cambio di passo importante per il futuro dell’agricoltura europea e per la tutela del lavoro degli agricoltori. Coldiretti Umbria commenta così l’approvazione da parte del Parlamento Europeo delle modifiche al Regolamento sull’Organizzazione Comune dei Mercati (Ocm) e il voto sulla semplificazione della Politica agricola comune (Pac).

“Le decisioni assunte, accolgono molte delle nostre storiche richieste e rappresentano – sottolinea Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – un primo risultato concreto delle mobilitazioni che hanno visto protagonisti anche gli agricoltori umbri, in piazza per difendere reddito, trasparenza e sostenibilità”.

“Grande soddisfazione – spiega Agabiti – per l’apertura all’estensione dell’etichetta d’origine su tutti gli alimenti, un principio di trasparenza che Coldiretti sostiene da anni e che permetterà ai cittadini di conoscere con chiarezza la provenienza dei cibi, valorizzando le produzioni locali e garantendo una concorrenza più leale. Bene anche la preferenza dei prodotti di origine comunitaria e locale in mense e appalti pubblici. Tra le principali novità inoltre – aggiunge Agabiti – lo stop all’utilizzo di denominazioni come ‘hamburger’ o ‘bistecca’ per prodotti vegetali o sintetici, una misura per contrastare il fenomeno del ‘meat sounding’ e tutelare i consumatori da pratiche commerciali ingannevoli, rafforzando al contempo il settore zootecnico, così rilevante pure per l’economia agricola regionale”.

“Sul fronte della filiera agroalimentare – riferisce il direttore regionale Coldirett,i Mario Rossi – il Parlamento europeo ha dato il via libera all’obbligatorietà dei contratti scritti, con la previsione che anche i costi di produzione vengano considerati nella fissazione dei prezzi. Un passo fondamentale – sottolinea Rossi – per mettere fine a pratiche sleali che troppo spesso hanno costretto le aziende agricole a vendere sottocosto, compromettendo la loro sostenibilità economica. Parallelamente – prosegue Rossi – l’approvazione delle misure di semplificazione della Pac rappresenta un ulteriore risultato di rilievo per il mondo agricolo. Le nuove disposizioni introducono maggiore flessibilità e meno burocrazia, con la possibilità, ad esempio, per gli Stati membri, di esentare dagli impegni degli ecoschemi gli agricoltori con meno di 10 ettari e/o con un numero limitato di capi introducendo una reale proporzionalità e riducendo drasticamente gli oneri per le piccole aziende. Le modifiche approvate dal Parlamento – conclude Rossi – dovranno ora passare al voto del Trilogo, ma rappresentano un segnale politico di grande rilievo nel percorso di sostenibilità e semplificazione per le imprese agricole”.

“Sos Sanità” l’analisi per capire la crisi del sistema sanitario pubblico umbro

Perché fare una visita medica in Umbria è diventato così difficile? Perché tanti cittadini devono rivolgersi al privato per curarsi? E che fine ha fatto il diritto alla salute per tutti?

“Sos Sanità” (Intermedia Edizioni) è il nuovo libro di Andrea Caporali e Andrea Impannati, un’analisi documentata sulla crisi del sistema sanitario umbro. Caporali, ingegnere biomedico e ricercatore all’Università di Teramo, e Impannati, giornalista e comunicatore, collaborano da anni con l’associazione PrometeOrvieto, impegnata nello studio delle politiche sanitarie regionali. Attraverso dati, ricerche e testimonianze raccolte sul territorio, il volume indaga le cause del progressivo indebolimento della sanità pubblica in Umbria, descrivendo un sistema che da tempo ha smarrito l’efficienza e la fiducia che lo avevano reso un modello nel panorama nazionale.

Questo libro, in uscita nazionale a partire dal 12 ottobre, racconta, in modo chiaro e diretto, cosa sta succedendo davvero alla sanità umbra. Un viaggio tra dati, testimonianze e scelte politiche che mostra come il nostro servizio sanitario nazionale stia cambiando, spesso in peggio: ospedali sotto organico, tempi di attesa infiniti, servizi tagliati e sempre più spazio al settore privato.

Un’inchiesta necessaria per capire le radici di questi problemi, che ha l’obiettivo di far riflettere su come difendere una sanità che sia davvero al servizio di tutti. Perché la salute non può diventare un privilegio.

Dal modello umbro alla crisi dei servizi

Il libro ricostruisce la storia della sanità regionale e il suo intreccio con la politica, evidenziando i passaggi che hanno portato al ridimensionamento di strutture e personale, alla crescita della mobilità passiva e all’espansione del settore privato. L’Umbria vede aumentare i cittadini costretti a curarsi altrove o a rinunciare alle prestazioni.
Emerge un quadro complesso, dove le disuguaglianze territoriali e sociali si ampliano e la qualità dei servizi di base risulta sempre più fragile. Un trend speculare è quello dell’incremento delle aziende private che si occupano di sanità nel territorio, sia nel numero delle strutture che nel
fatturato.

Il futuro della sanità

La sanità è tornata al centro del dibattito politico, grazie anche alle elezioni regionali del 2024 che hanno segnato un cambio di guida della Regione. Il libro cerca di far riflettere sul futuro del welfare: la necessità di rinnovare il Servizio sanitario regionale, di restituirgli efficienza, competenze e fiducia, affinché possa tornare ad essere uno dei pilastri fondamentali della comunità. Un testo che invita a comprendere la crisi non per dividere, ma per trovare una modalità per ripensare il diritto alla salute tanto caro ai cittadini.

https://www.intermediaedizioni.it/inchieste/sos-sanita-leredita-della-destra-in-umbria-tra-tagli-disuguaglianze-e-privatizzazioni

Impresa e Lavoro, storie e visioni per il futuro in 12 film gratis

Per festeggiare i 190 anni della Camera di Commercio dell’Umbria al via, dal 14 ottobre, a un viaggio tra le emozioni e le sfide del mondo produttivo attraverso dodici pellicole d’autore. Da Ken Loach a François Ozon, da Lars von Trier a Laurent Cantet: il valore del lavoro e dell’impresa al centro di una rassegna che unisce cultura, economia e società. Perugia e Terni si fanno set d’eccellenza, con quattro cinema coinvolti e ingresso gratuito. Ci saranno anche talk rapidi, un invito a ripensare lavoro e impresa con lo sguardo del cinema d’autore. Un progetto che celebra la storia della Camera di commercio dell’Umbria guardando al futuro con visione e coraggio.

Il cinema come palestra civile

Il cinema non intrattiene soltanto: allena lo sguardo. Ogni appuntamento è preceduto da un talk breve con un critico e un esperto, per collegare scene e vita reale: organizzazione, pari opportunità, qualità del lavoro. È un viaggio che parla a tutti – imprenditori, lavoratori, studenti, famiglie – perché la competitività non è solo tecnologia ma cultura condivisa. L’ingresso è libero: una scelta che dice che la cultura economica è un bene comune.

Storie che lasciano il segno

Dalla mensa di un ristorante che riparte tra mille inciampi alle aule dove insegnanti e studenti si misurano con il presente, dai piani alti delle aziende alle linee di produzione: le pellicole selezionate mostrano cadute, scelte, conflitti e rinascite. C’è l’ironia che sdrammatizza senza banalizzare, c’è la lotta per i diritti, c’è il coraggio di una leadership responsabile, c’è la fatica quotidiana di chi tiene insieme conti, persone e valori. Il risultato è un mosaico che invita a prendersi cura dei luoghi di lavoro.

Dopo il film

Ogni serata si chiude con un invito semplice: continuare a parlarne. Nel foyer, a casa, in ufficio, in classe. Le immagini funzionano davvero quando diventano scelte: una nuova procedura più equa, un’attenzione in più per chi è fragile, un’idea che diventa progetto. Questo è lo spirito della rassegna: condividere competenze, coltivare relazioni e accendere il gusto di innovare.

Calendario delle proiezioni

Cinema PostModernissimo – Perugia
14 ottobre, ore 21:30 – Il mio amico Eric di Ken Loach
21 ottobre, ore 21:30 – Soul Kitchen di Fatih Akin
28 ottobre, ore 21:30 – Un altro mondo di Stéphan Brizé

Cinema Zenith – Perugia

6 novembre, ore 21:30 – Il grande capo di Lars von Trier
13 novembre, ore 21:30 – La bella statuina di François Ozon
20 novembre, ore 21:30 – Lady Henderson presenta di Stephen Frears

Cinema Melies – Perugia

2 dicembre, ore 21:30 – Madame Clicquot di Thomas Napper
9 dicembre, ore 21:30 – We Want Sex di Nigel Cole
16 dicembre, ore 21:30 – La classe di Laurent Cantet

Cinema Politeama – Terni
8 gennaio, ore 21:30 – Madame Clicquot di Thomas Napper
22 gennaio, ore 21:30 – Un altro mondo di Stéphan Brizé
29 gennaio, ore 21:30 – Lady Henderson presenta di Stephen Frears

A Perugia partecipano PostModernissimo, Méliès e Zenith; a Terni il Politeama Lucioli. Orario 21:30. Aggiornamenti su umbria.camcom.it.

La programmazione completa si può seguire su:

umbria.camcom.it

PostModernissimo

Melies

Zenith

Politeama

Dall’archivio alla visione: 190 anni in avanti

Fondata nel 1835, la Camera di commercio ha attraversato ricostruzioni, crisi e ripartenze, sostenendo il tessuto produttivo con servizi, orientamento e promozione. Questo compleanno non è un punto e a capo: è un salto di pagina. Portare il cinema nelle sale significa aprire le celebrazioni alla città, chiamare la comunità a una riflessione che riguarda anche la qualità delle relazioni su cui si regge l’economia. Ricerca, formazione, digitalizzazione, sostenibilità: parole che diventano storie ed energie.

Un invito speciale ai più giovani

“Sguardo in Camera” dedica uno sguardo attento agli studenti: i film sono una bussola per orientarsi tra scelte di studio, lavoro e impresa. Non ci sono lezioni frontali: ci sono domande urgenti – come si guida un team? come si concilia vita e lavoro? come si reagisce all’errore? – a cui ciascuno può provare a rispondere. È un modo concreto per coltivare talento e cittadinanza, avvicinando i giovani alla realtà imprenditoriale dell’Umbria.

Partecipare è semplice

L’accesso è gratuito fino a esaurimento posti. Tutti gli appuntamenti iniziano alle 21:30. Il calendario completo, eventuali variazioni e materiali saranno su umbria.camcom.it e sui canali dei cinema. Venire in sala è già una scelta: quella di trasformare un anniversario in energia collettiva, di far vivere l’idea che il lavoro migliore nasce da comunità consapevoli.

Partecipare è semplice

Dichiara Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria: “Celebrando 190 anni di vita, la Camera di commercio dell’Umbria vuole parlare non solo di ciò che ha costruito, ma di ciò che può ancora costruire insieme ai cittadini e alle imprese. ‘Sguardo in Camera’ nasce da questa visione: portare il mondo economico fuori dagli uffici, dentro i luoghi della cultura e del pensiero condiviso. Il lavoro è cambiato, l’impresa pure: oggi più che mai servono dialogo, creatività e responsabilità sociale.Vogliamo che ogni proiezione diventi un momento di riflessione civile, capace di ispirare chi studia, chi produce, chi amministra. Perché lo sviluppo non è solo una questione di numeri, ma di valori, fiducia e comunità. Guardare un film insieme, discutere, riconoscersi nelle storie: è anche questo un modo per costruire il futuro dell’Umbria”.

Collegi del Mondo Unito, un altro umbro studente all’estero

Mancano poco più di tre settimane alla scadenza del bando della Commissione nazionale dei Collegi del Mondo Unito per frequentare gli ultimi due anni delle superiori in una scuola internazionale. Disponibili numerose borse di studio integrali o parziali.

Il mese scorso, un altro studente umbro, Giovanni Cari di Narni, è partito per il college UWC di Mostar, in Bosnia.

I posti disponibili

Il bando della commissione nazionale dei Collegi del Mondo Unito (UWC, United World College) per il biennio 2026/2028, mette a disposizione degli studenti residenti in Italia circa 30 posti, la maggior parte dei quali coperti da borse di studio totali o parziali, per frequentare gli ultimi due anni delle scuole superiori in uno dei college dell’organizzazione presenti in Europa, Asia, Africa e America. Una sede UWC si trova anche in Italia, a Duino, vicino a Trieste.

I College del Mondo unito (UWC)

Nati negli anni ’60 su iniziativa di Kurt Hahn, un filantropo e pedagogista tedesco che, in piena guerra fredda, ebbe l’idea di istituire luoghi in cui i ragazzi potessero imparare praticando i valori della fratellanza e condivisione per trasformarsi in individui in grado di imprimere un cambiamento positivo nel mondo, oggi questi college costituiscono un vero e proprio network educativo, con un totale di 18 scuole che, al termine del biennio, rilasciano il diploma internazionale in lingua inglese IB (international baccalaureate), riconosciuto in Italia e all’estero. Il programma didattico prevede la costruzione di un piano educativo individuale, con la scelta di sei materie appartenenti ad altrettante aree di studio, completato da attività sportive, creative e di volontariato al servizio delle comunità locali e combinando anche momenti conviviali con gli stessi docenti che fanno da tutor a piccoli gruppi di ragazzi. E dopo il diploma, un programma di borse di studio dedicato agli studenti che escono da questi college, offre la possibilità di frequentare le migliori università internazionali.

I college UWC sono finanziati attraverso donazioni da parte di filantropi, istituzioni nazionali e locali, fondazioni, ma anche ex studenti che si sono realizzati professionalmente e che spesso continuano a impegnarsi a titolo volontario all’interno dell’organizzazione per aiutare altri ragazzi a beneficiare di questa opportunità.

Le scadenze del bando

Il termine ultimo per partecipare al bando nazionale è il prossimo 31 ottobre alle ore 16 e possono parteciparvi i ragazzi nati tra il 1° settembre 2008 e il 31 agosto 2010 che hanno appena iniziato il terzo anno delle superiori (ma la casistica è varia ed è specificata nell’avviso).

Dopodiché, tra il mese di dicembre 2025 e gennaio 2026, si svolgeranno le selezioni in due fasi (interregionale e nazionale), che si baseranno sui risultati scolastici ma soprattutto sulle caratteristiche caratteriali dei ragazzi, ai quali sono richiesti anche curiosità, empatia, apertura mentale e intraprendenza. Solo dopo aver stilato la graduatoria di merito verrà valutata la situazione reddituale delle famiglie di provenienza affinché a nessun ragazzo meritevole sia preclusa la possibilità di frequentare un college UWC per motivi economici: le borse di studio, infatti, vengono assegnate in base al bisogno economico.

La graduatoria definitiva verrà resa nota tra la fine di febbraio e i primi di marzo 2026, con l’assegnazione delle sedi e delle borse di studio, mentre la partenza dei ragazzi è prevista entro il mese di settembre dello stesso anno per dare inizio a un’avventura in grado di trasformare la loro vita.

L’Umbria e UWC

La Presidente della Commissione nazionale UWC è Marina Macchiaiolo, di Città della Pieve, ex studentessa al college UWC di Duino e oggi pediatra esperto in malattie rare e genetica medica all’ospedale Bambino Gesù di Roma.

Cecilia Anesi, anche lei di Città della Pieve ed ex studentessa a Duino, oggi è giornalista investigativa, co-fondatrice e direttrice del Centro di giornalismo di inchiesta IRPI che è parte della Global Investigative Journalism Network.

Nel biennio 2022/2024 lo studente perugino Valerio Castellini (oggi all’università di Princeton, New Jersey) ha frequentato il collegio UWC di Maastricht, in Olanda, mentre il mese scorso un ragazzo di Narni, Giovanni Cari, è partito per il college di Mostar, in Bosnia-Erzegovina.

Generazione Z, ecco chi sono i giovani umbri

In Umbria i giovani della cosiddetta “Generazione Z” (coloro che oggi hanno tra i 13 e i 28 anni) studiano e lavorano più della media nazionale. Secondo i dati Tagliacarne-Unioncamere-Camera di Commercio dell’Umbria, il tasso di immatricolazione universitaria è record, disoccupazione giovanile in calo e imprese under 35 in crescita. La sfida è trattenere i talenti e far crescere qualità e sostenibilità. La spinta culturale, l’imprenditorialità under 35 e il consumo esperienziale confermano che i giovani della generazione Z non sono spettatori, ma protagonisti. La Camera di commercio dell’Umbria avverte: serve un salto: contratti qualificati, percorsi connessi con il territorio e incentivi per chi resta. È possibile trasformare questa forza potenziale in classe dirigente regionale.

Mencaroni: sono la più grande opportunità di crescita per l’Umbria

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I giovani della Generazione Z rappresentano la più grande opportunità di crescita per l’Umbria. Studiano più della media nazionale, partecipano al mercato del lavoro con energia e voglia di fare impresa. È una generazione concreta, che chiede percorsi formativi di qualità, lavoro vero, ambienti innovativi. Come Camera di Commercio lavoriamo costantemente per rafforzare il ponte tra scuola e imprese, facendo proposte per il rientro dei laureati e premiare chi sceglie di costruire qui il proprio futuro. I cinque punti chiave che proponiamo e sui quali va fatto convergere in maniera unitaria lo sforzo di tutte le istituzioni umbre sono da affrontare con decisione. Non possiamo permetterci di disperdere questo patrimonio umano: dobbiamo fare dell’Umbria una regione giovane, dinamica e attrattiva, dove restare e lavorare abbia senso.”

Motore dell’economia
In Umbria la Generazione Z è un motore reale dell’economia regionale. I dati più recenti raccontano una realtà che sorprende: i giovani umbri studiano e lavorano più della media nazionale. Il tasso di disoccupazione per la fascia 15–29 anni è sceso al 12,4% nel 2024, contro il 14,7% dell’Italia, mentre il tasso di attività — ovvero quanti lavorano o cercano lavoro — è salito al 71,5%, superando sia la media del Centro (70,6%) sia quella nazionale (66,6%).

Ma non è solo una questione occupazionale. Il vero salto riguarda la formazione: l’Umbria cresce nella qualità e nella quantità degli studi, segnando risultati di rilievo anche nel confronto con le regioni più forti.

I giovani umbri studiano di più
Secondo l’indagine del Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere (settembre 2025), la provincia di Terni è terza in Italia su 107 province per percentuale di immatricolati all’università rispetto alla popolazione di 19 anni (quindi tra coloro che su diplomano): un 69,3%, a fronte di una media nazionale inferiore al 50%. È un balzo di quasi trenta posizioni in un solo anno.

Anche Perugia si colloca nella fascia alta della graduatoria, confermando una propensione strutturale allo studio e alla formazione post-diploma. Entrambe le province presentano una quota di popolazione 25–49 anni con al più la terza media tra le più basse del Paese (Terni è 12ª), segno di un capitale umano istruito e in crescita.

Inoltre, quasi un terzo dei giovani universitari umbri sceglie discipline STEM — Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica — percentuale superiore alla media italiana e in linea con i territori più industrializzati.

Tutto ciò dimostra che la Generazione Z umbra non solo lavora, ma investe con decisione sulla conoscenza, costruendo basi solide per un futuro competitivo.

Neet in discesa, partecipazione in crescita
Altro segnale positivo è il calo dei Neet — i giovani che non studiano e non lavorano — scesi in Umbria al 10,5%, contro il 15% della media italiana. Tra il 2018 e il 2023, mentre la popolazione 15–34 anni diminuiva di circa 4mila unità, i Neet si riducevano di oltre 12mila 600 persone.
Non è un effetto demografico, ma un chiaro indice di maggiore partecipazione, di giovani che scelgono percorsi di formazione, tirocini o esperienze lavorative. È il segno di una generazione che non aspetta, ma agisce.

Impresa giovane: laboratorio di innovazione
L’Umbria è anche terreno fertile per l’imprenditorialità under 35. I dati della Camera di commercio dell’Umbria segnalano un saldo positivo di +409 nuove imprese nel secondo trimestre del 2025 rispetto al precedente: il miglior risultato degli ultimi cinque anni.
Il bilancio annuale resta leggermente negativo (-0,83%), ma la crescita delle imprese giovanili è decisamente più dinamica della media nazionale. I settori più vivaci: turismo esperienziale, agroalimentare innovativo, tecnologie digitali e manifattura sostenibile.

È una generazione che non teme il rischio, combina competenze tecniche e visione internazionale, ma chiede un ecosistema più rapido e semplice: meno burocrazia, più mentoring, fondi seed accessibili e spazi condivisi dove far nascere idee.

Trattenere i talenti, costruire senso
L’Umbria forma giovani preparati ma fatica a trattenerli. Molti laureati scelgono di partire per trovare altrove percorsi di crescita professionale. La sfida è trasformare la qualità formativa in occupazione qualificata, con contratti stabili e opportunità coerenti con le competenze acquisite.
Serve un patto strutturato tra istituzioni, università e imprese per incentivare il rientro dei laureati, collegare i corsi alla domanda locale e creare filiere di lavoro ad alta specializzazione.

Come osserva l’avvocato Andrea Carta Mantiglia di BonelliErede, la law firm da cui è passata la storia economica d’Italia: “Le nuove leve cercano autonomia, chiarezza, valori concreti. Vogliono sapere perché lavorano, non solo quanto guadagnano. Non basta dirsi inclusivi: bisogna dimostrarlo con fatti, benefit reali e percorsi trasparenti.”
È una riflessione che illumina anche la sfida umbra: non basta offrire un salario, bisogna costruire motivazione e appartenenza.

I cinque punti chiave

La Camera di Commercio dell’Umbria lavora perché, in concreto con tutte le altre istituzioni, si possano trasformare questi dati e queste aspettative in politiche concrete:

Voucher di rientro per laureati che scelgono l’Umbria come luogo di realizzazione professionale;
Contratti qualificati per i primi impieghi giovanili, con durata certificata e possibili evoluzioni;
Incentivi all’imprenditorialità giovanile, con supporti per startup, spin-off e innovazione locale;
Distretti culturali integrati e “hub dell’esperienza”, per moltiplicare le connessioni tra cultura, turismo e giovani consumatori;
Formazione mirata 4.0 e digitalizzazione delle PMI, per rispondere ai gap di competenze richiesti dai giovani.
Una generazione che può cambiare la regione
L’Umbria possiede un capitale umano di valore e un contesto favorevole: territorio compatto, comunità coesa, costi d’impresa contenuti, qualità della vita elevata. Ora serve un passo in più: trasformare la potenzialità dei giovani in forza strutturale della crescita economica.