Lunedì 27 ottobre, a partire dalle ore 15, la Sala dei Notari di Perugia ospiterà “Imprese Futuro Umbria 2025”, evento promosso da Confcommercio Umbria. Un pomeriggio di confronto su rigenerazione urbana, economia di prossimità, innovazione, turismo e coesione territoriale, che vedrà alternarsi sul palco esperti, amministratori e rappresentanti delle imprese umbre.
Tra i relatori principali: Alessandro Balducci, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica al Politecnico di Milano, già assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, che aprirà i lavori con un intervento su “Rigenerazione urbana: progettazione integrata e partecipazione”; Elena Franco, architetta ed esperta di politiche pubbliche, con un focus su “L’approccio distrettuale all’economia di prossimità”; Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale, che porterà il tema “Dal Made in Italy al Sense of Italy”, offrendo una chiave di lettura originale sull’evoluzione dei modelli economici italiani; Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria e docente UniPg, insieme agli assessori Francesco De Rebotti e Simona Meloni, che dialogheranno su “L’Umbria di domani”, tra sviluppo economico, turismo e rigenerazione urbana; Giampaolo Rossi, CEO di Fabbrica di Lampadine, e Omar Di Curzio, presidente Giovani Imprenditori Confcommercio Umbria, che racconteranno le nuove visioni d’impresa con i talk “Il futuro di una volta” e “Next 80”.
Sul tema dei distretti del commercio si confronteranno Michele Biselli, Presidente Confcommercio Perugia e comprensorio, Oscar Fusini, Direttore Confcommercio Bergamo, Juri Imeri, Sindaco di Treviglio e Matteo Burico, Sindaco di Castiglione del Lago
Le conclusioni saranno affidate al presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni, insieme alle principali autorità istituzionali presenti: Emanuele Prisco, Sottosegretario al Ministero dell’Interno; Stefania Proietti, Presidente della Giunta regione dell’Umbria; Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia; Sarah Bistocchi, Presidente dell’Assemblea Legislativa regionale.
“Sarà un’occasione di confronto vera, tra chi studia, chi governa e chi vive ogni giorno i cambiamenti dei territori – sottolinea il presidente Giorgio Mencaroni – per trasformare idee e proposte in visione e futuro condiviso”.
L’incontro, moderato da Simone Pastorelli, CEO di Fattoria Creativa e membro della Giunta Confcommercio Umbria, rappresenta il cuore del programma celebrativo per gli 80 anni di Confcommercio Umbria.
Il Reparto di Radioterapia oncologica di Perugia sempre più all’avanguardia con il nuovo l’acceleratore lineare Radixact (sistema di tomoterapia elicoidale tra i cinque in Italia). Una tecnologia di ultima generazione che rappresenta un importante passo avanti nella cura dei pazienti oncologici. Il finanziamento statale ammonta a 7.203.850,00 euro mentre 379.150,00 euro sono fondi aziendali/regionali. Il costo del macchinario ammonta a 6.3 milioni di euro e i lavori a 352.270,40.
All’inaugurazione hanno partecipato il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha finanziato con fondi speciali l’acquisto del macchinario (fondi ex art. 20 L. 67/88 quota di riserva per interventi), il senatore Francesco Zaffini, presidente della Commissione Nazionale Salute e promotore dell’iniziativa e la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.
Tra i presenti anche il sottosegretario al Ministero degli Interni, Emanuele Prisco, l’europarlamentare Marco Squarta, l’assessore comunale, Francesco Zuccherini, delegato dalla sindaca Ferdinandi, l’arcivescovo Ivan Maffeis, che ha benedetto il macchinario, i consiglieri regionali, i coniugi Chianelli, che da molti anni sollecitano le istituzioni per l’acquisto dell’acceleratore lineare, e i professionisti sanitari.
Trattamento di 25 pazienti al giorno
“Ringrazio il ministro Schillaci per aver scelto di investire nel nostro ospedale – ha sottolineato Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – un macchinario di importanza straordinaria perché ci permette di curare pazienti affetti da patologie oncologiche mirando meglio il tumore rispetto alla normale radioterapia, mi piacerebbe che sia la prima di tante inaugurazioni che faremo per rinnovare il parco tecnologico di questa azienda ospedaliera. I lavori di preparazione degli spazi e di installazione dell’acceleratore sono stati completati in 89 giorni, – continua D’Urso – e i primi pazienti sono stati trattati a partire da settembre con un turno h 12 (matt e pom) che permette di trattare 25 pazienti al giorno. Sono già stati trattati oltre 100 pazienti. La formazione dei sanitari e i test dosimetrici si sono svolti in Svizzera e in loco durante i mesi estivi. Un lavoro di squadra tecnico – amministrativo importante e per questo ringrazio l’ing. Luca Gusella e i suoi collaboratori, per aver progettato e diretto i lavori e per averli conclusi in così breve tempo”.
Come funziona
“Radixact è un sistema innovativo che integra in un’unica apparecchiatura una macchina per la terapia radiante, un sistema di Tomografia Computerizzata (TC) e un controllo in tempo reale dei movimenti degli organi – ha spiegato la prof.ssa Cyntia Aristei, direttrice di Radioterapia oncologica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – , questa combinazione tecnologica permette di individuare tumori anche molto piccoli e di seguirne lo spostamento dovuto a movimenti fisiologici quali respirazione o peristalsi. Grazie a queste caratteristiche, è possibile somministrare dosi elevate di radiazioni in modo estremamente preciso, anche su più sedi contemporaneamente, distruggendo le cellule tumorali e preservando i tessuti sani attraverso la radioterapia ablativa. Il trattamento è particolarmente indicato per piccole metastasi e tumori primitivi come quelli di polmone e prostata. La tecnologia Radixact si rivela particolarmente efficace nel trattamento di: tumori del polmone in stadio avanzato non operabili, neoplasie del distretto testa-collo, tumori pediatrici, dove la capacità di risparmiare i tessuti sani è fondamentale per ridurre la tossicità e preservare la qualità di vita dei giovani pazienti – continua Aristei – . Un ambito di particolare eccellenza riguarda le neoplasie ematologiche: la Radioterapia Oncologica di Perugia è tra i pochi centri ad aver sviluppato la tecnica TMLI (Total Marrow, Lymphoid Irradiation) per la preparazione di pazienti che verranno sottoposti a trapianto di midollo osseo. La TMLI consente di irradiare in modo mirato ossa e linfonodi, riducendo significativamente la tossicità per i tessuti sani. Questa innovazione ha reso possibile effettuare trapianti di midollo osseo anche in pazienti oltre i 70 anni e aumentare le dosi in pazienti non in remissione, riducendo così il rischio di recidiva”.
Risultato del “gioco di squadra”
A promuovere la richiesta presso il ministro Schillaci, è stato il presidente della Commissione Salute del Senato, on. Franco Zaffini, che per mesi ha lavorato per l’assegnazione dei fondi speciali: “L’Azienda Ospedaliera di Perugia è un ospedale di riferimento, non solo per la Regione Umbria, – ha affermato il senatore Zaffini – ma rappresenta una eccellenza in Italia nel campo dell’ematologia che potrà ancora migliorare in termini di risposta di qualità grazie a questo macchinario. Sono orgoglioso di aver contribuito attivamente alla riuscita di questo progetto per la mia regione e per gli umbri”.
Numerosi i ringraziamenti che la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha rivolto ai professionisti sanitari, ai coniugi Chianelli e in primis al ministro Schillaci e al senatore Zaffini che hanno reso possibile questo straordinario investimento: “Sono orgogliosa di assistere a questa inaugurazione che vede la sanità pubblica investire nell’innovazione tecnologica. Con l’arrivo dell’acceleratore, la Radioterapia di Perugia rafforza ulteriormente la sua posizione di riferimento nei percorsi di trattamento di precisione e nella ricerca clinica internazionale. I risultati raggiunti sono il frutto di un grande lavoro di squadra che coinvolge medici universitari e ospedalieri, tecnici di radiologia, infermieri, operatori socio-sanitari, fisici sanitari, figure fondamentali nel percorso di cura dei pazienti oncologici e che ringrazio personalmente per il lavoro che con dedizione svolgono quotidianamente”.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha concluso l’inaugurazione, nella sala Montalcini del Creo gremita di rappresentanti delle istituzioni regionali, comunali e personale sanitario: “Elogio la grande professionalità dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari. Sostengo che investire nelle innovazioni tecnologiche sia l’azione migliore per garantire le cure più efficaci, infatti, i progetti tecnici e la ricerca scientifica avanzata, consentono di mettere a disposizione strumenti sempre più all’avanguardia per rendere ancora più celeri le diagnosi soprattutto in campo oncologico. Con i fondi del PNRR siamo riusciti a distribuire agli ospedali italiani oltre 3.000 nuove apparecchiature di cui l’80% già in uso. E’ una grande emozione per me essere in questo ospedale per la seconda volta, una struttura che rappresenta una eccellenza nella ricerca e nella clinica, non solo in questo territorio”.
“Festeggiamo i 35 anni del Comitato per la vita “Daniele Chianelli”, con una immensa soddisfazione” ha commentato il presidente Franco Chianelli, per un macchinario invocato da diversi anni. “Quando sono venuto a conoscenza – spiega Chianelli” di un acceleratore lineare di ultima generazione, dal costo di 7 milioni e 800 mila euro che, grazie alla sua millimetrica precisione, colpisce solo le cellule malate, preservando quelle sane e aumentando la guarigione negli adulti sottoposti a trapianto di midollo osseo, dal 50 al 75%, non potevo certo restare indifferente. Ho bussato a tutte le porte, dalla Presidenza della Regione, alla Direzione regionale della Sanità, alle Fondazioni bancarie, ho inviato lettere, anche dei pazienti in attesa di trapianto, organizzato convegni, tavole rotonde e dibattiti ed ho ricevuto solo promesse ma non mi sono mai arreso perché la vita non ha prezzo. E finalmente, dopo circa due anni, in occasione di una visita al Residence sono riuscito a strappare una promessa al ministro della Salute, Orazio Schillaci che oggi ha onorato quell’impegno e partecipato al taglio del nastro. Un traguardo straordinario di cui sono felice ed orgoglioso”.
La figura del geometra resta fondamentale nel mondo delle costruzioni, pur caratterizzato da una forte innovazione tecnologica. Con questa consapevolezza, ANCE Umbria ha messo a disposizione borse di studio per i ragazzi che si sono iscritti alle prime classi degli Istituti CAT – Costruzioni, Ambiente e Territorio (ex Geometri) che aderiscono a Rete ScuolANCE Umbria.
Un’azione formativa che ANCE Umbria ha avviato lo scorso anno con il protocollo d’intesa siglato con il “Capitini” di Perugia e che si è sviluppato, sino a coinvolgere tutti istituti tecnici umbri con indirizzo CAT, che nel marzo scorso hanno firmato l’adesione alla Rete ScuolANCE, alla presenza delle istituzioni regionali e dei presidenti dei Collegi Geometri di Perugia e Terni.
Borse di studio assegnate a 97 studenti, che saranno premiati lunedì 27 ottobre, dalle ore 10 all’Auditorium del Sistema Edilizia di Perugia, in via Tuzi 11, nel corso di una cerimonia alla quale parteciperanno molte classi prime degli istituti ex geometri, mentre altre seguiranno l’evento online.
Una cerimonia, intitolata “Costruire: il tuo futuro”, per conoscere direttamente e coinvolgere gli studenti che hanno iniziato il percorso formativo del geometra, spiegando loro le opportunità offerte dal mondo delle costruzioni.
L’iniziativa sarà l’occasione per illustrare la proposta formativa della Rete ScuolANCE Umbria e per parlare concretamente del collegamento tra scuola e mondo del lavoro, nello specifico nelle costruzioni.
Gli studenti e i loro familiari che saranno presenti, effettueranno una visita esperienziale alla Virtual Academy del Formedil – CESF Perugia, provando anche i simulatori di mezzi di cantiere di visori di realtà aumentata.
Dopo la breve relazione introduttiva del presidente di ANCE Umbria Albano Morelli sull’importanza nelle imprese e in cantiere della figura del geometra, e le parole dell’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Fabio Barcaioli, sono in programma gli interventi del commissario straordinario ARPAL Umbria Luigi Rossetti, del dirigente ITET “Capitini” di Perugia Silvio Improta, del presidente del Collegio Geometri di Perugia Enzo Tonzani e del presidente del Collegio Geometri di Terni Roberto Riommi. Invitato ildirettore dell’Ufficio Scolastico Regionale Umbria, Sergio Repetto. Il direttore di ANCE Umbria, Ernesto Di Benedetto, illustrerà poi la proposta formativa della Rete ScuolANCE Umbria.
Inaugurata UmbriaLibri 2025, il Festival letterario promosso dalla Regione Umbria, con più di 40 autori, scrittori, editori e intellettuali tra i più importanti del panorama letterario per gli oltre 110 eventi in programma fino al 26 ottobre.
Tantissimi gli appuntamenti già dalla prima giornata, che si è aperta con l’inaugurazione della mostra mercato del libro alla Sala Espositiva del Cerp (Centro Espositivo Rocca Paolina), alla presenza del Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Regione Umbria Tommaso Bori e del direttore artistico del Festival, Nicola Lagioia.
“Questa edizione di UmbriaLibri – ha sottolineato l’assessore Bori – si riallaccia a una strategia di sostegno e promozione forte dell’editoria locale, con una visione che guarda al futuro e alle grandi manifestazioni. Il percorso di promozione dei nostri editori, dopo gli appuntamenti di Perugia e Terni, prosegue verso con ‘Più libri più liberi’ a Roma e soprattutto mira al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove l’Umbria si candida come Regione ospite per il 2026. Questo ci offrirà – ha sottolineato il vice presidente della Regione – una piattaforma privilegiata per raccontare la nostra storia e la nostra cultura attraverso il patrimonio letterario, ma oltre a portare l’Umbria fuori dal suo contesto territoriale, in una visione di apertura internazionale, abbiamo esteso l’invito a collaborare in alcune iniziative all’Olanda che è Nazione ospite del Salone di Torino. Inoltre, per la prima volta, la Regione organizza la presenza a Lucca Comics dal 29 ottobre al 2 novembre, per valorizzare gli editori umbri di fumetti e illustrazione. Contemporaneamente, rafforziamo l’impegno portando la manifestazione negli Istituti di pena. L’azione per il settore culminerà nella stesura di un Testo Unico per la Cultura e l’Impresa Creativa. Un ringraziamento sentito – ha concluso Bori – va al direttore artistico Nicola Lagioia e a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito e contribuiranno a realizzare questo nostro importante progetto”.
“Siamo felici e orgogliosi di poter finalmente accogliere il pubblico di Umbria Libri nei bellissimi luoghi in cui si svolgerà la manifestazione – ha affermato il direttore artistico del Festival Nicola Lagioia ricordando come “abbiamo lavorato senza sosta con case editrici, autori, istituzioni culturali, realtà associative per fare di questa trentunesima edizione un’esperienza preziosa e ci auguriamo capace di farsi ricordare a lungo e con piacere” e invitando tutti a partecipare: “Vi aspettiamo”.
Alla mostra mercato – visitabile alla sala espositiva del Cerp tutti i giorni della manifestazione dalle ore 10:00 fino alle ore 20:00 – è possibile toccare con mano l’offerta di pubblicazioni delle circa 50 le case editrici umbre dedicate ai temi sociali, alla storia, all’arte ma anche al romanzo e al fumetto.
Nella Sala Cannoniera della Rocca Paolina, invece, si è aperta “FLUO! Libri accesi”, la mostra bibliografica internazionale, donazione Bologna Children’s Book Fair a cura dell’Accademia Drosselmeier, visitabile tutti i giorni di UmbriaLibri dalle ore 10:00 alle ore 20:00.
Ultimo appuntamento della prima giornata del Festival, nell’edizione perugina, il Reading spettacolo ‘Paolo Nori racconta Delitto e Castigo di Dostoevskij’, alle ore 21:00 alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori.
A Spoleto, a Palazzo Mauri, si sono aperti i lavori di “Costruire il futuro un passo alla volta”, l’evento promosso dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile (CIF) della Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito del Progetto Fenice. Una sala partecipata e attenta ha accolto imprenditrici, amministratori e rappresentanti del mondo economico in un confronto diretto su come rafforzare il ruolo delle donne nell’economia regionale e accelerare la rinascita delle aree colpite dal sisma. Non un convegno accademico, ma un vero laboratorio partecipato, dove dati, esperienze e buone pratiche si sono intrecciati con la visione strategica della Camera di Commercio.
Sisti: “Una forza vitale che chiede strumenti per crescere” Ad aprire i lavori è stato Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, che ha offerto una lettura lucida e concreta della condizione attuale delle imprese femminili in Umbria e nell’area del cratere della ricostruzione post terremoto, con numeri e riflessioni tratti anche dalle slide presentate nel corso dell’incontro. “Le aziende guidate da donne in Umbria sono una risorsa”, ha sottolineato Sisti. “Abbiamo uno dei tassi di femminilizzazione più alti d’Italia: 22.371 imprese, pari al 24,8% del totale. Nelle aree del cratere la quota sale al 26,7%”. Un patrimonio diffuso, ma non privo di sfide. “Le imprese femminili sono mediamente più piccole, con costi del lavoro più bassi e una produttività per addetto più alta, segno di una grande efficienza. Tuttavia investono meno in ricerca, formazione e digitalizzazione, anche per le dimensioni ridotte. È qui che dobbiamo intervenire”. Per Sisti, il nodo cruciale è la crescita dimensionale. “Serve accompagnare queste realtà verso una maggiore capacità di investimento e innovazione. È la condizione per competere e per rendere stabile quella forza che oggi rappresentano per il tessuto economico e sociale della nostra regione”.
Dalle parole ai progetti: il ruolo della Camera di Commercio L’impegno della Camera di Commercio dell’Umbria, ha ricordato Sisti, passa anche attraverso progetti di formazione, networking e sostegno all’imprenditoria femminile, come il Progetto Fenice. “Il nostro compito è costruire ecosistemi che permettano alle imprese di crescere insieme, mettendo in rete competenze e opportunità”, ha detto il Segretario Generale. Le slide proiettate durante l’evento hanno mostrato un’analisi puntuale dei settori a maggiore presenza femminile – in primis agricoltura e commercio al dettaglio – e delle potenzialità legate alla transizione digitale e alla sostenibilità. Fenice si inserisce in questo percorso come strumento di rilancio e coesione territoriale, in grado di connettere imprese, enti e comunità.
Angelini Paroli: “Una terra resiliente che guarda avanti” Nei saluti istituzionali Giovanni Angelini Paroli, assessore all’innovazione imprenditoriale del Comune di Spoleto, ha richiamato il legame tra resilienza e futuro: “Costruire il futuro un passo alla volta è essenziale. Viviamo in una terra segnata dal sisma, e per questo è fondamentale saper affrontare le difficoltà con coraggio e lungimiranza. L’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio va proprio in questa direzione, sostenendo chi ogni giorno lavora per far ripartire le comunità”.
Tattini: “Fenice è simbolo di rinascita e innovazione” Andrea Tattini, membro della Giunta camerale, ha ricordato come il Progetto Fenice rappresenti un pilastro della strategia camerale per la rinascita economica delle aree interne: “Fenice è la metafora della ripartenza. È il simbolo della capacità delle imprese umbre di innovare, creare valore e costruire una rete che unisce resilienza e sviluppo. Oggi più che mai, formazione e conoscenza sono gli strumenti per dare forza a questo processo”.
Sciamannini: “Confrontarsi per crescere insieme” A rimarcare il valore della partecipazione è stata Dalia Sciamannini, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile: “Le nostre iniziative sono sempre molto partecipate”, ha sottolineato, “segno di un bisogno reale di confronto, di ascolto e di condivisione. L’impresa femminile non è solo una componente dell’economia, ma una visione del lavoro e della comunità, capace di generare cambiamento”. Nel cuore dell’evento si è tenuto un workshop esperienziale condotto da Cristiana Genta, psicologa del lavoro, e Maria Di Paolo, analista delle organizzazioni, che ha trasformato la mattinata in un viaggio collettivo di riflessione e crescita.
Conoscere per rinascere: la lezione di Spoleto La giornata di Spoleto ha messo in luce un approccio nuovo all’imprenditoria femminile: meno centrato sull’assistenzialismo e più sull’empowerment reale, sulla formazione continua e sulla capacità di costruire reti solidali e competitive. Dalle presentazioni è emerso come le imprese guidate da donne abbiano già un peso significativo nell’economia regionale, ma necessitino di un rafforzamento strutturale per reggere alle sfide della trasformazione digitale, del credito e dei mercati esteri. “Ogni passo conta, ma conta ancora di più farlo insieme”, ha concluso Sisti, rilanciando la visione di una Camera di Commercio aperta, operativa e vicina al territorio, dove la crescita delle imprese femminili non è un capitolo a parte, ma una strategia di sviluppo complessiva.
Un passo alla volta, ma insieme L’immagine del titolo – Costruire il futuro un passo alla volta – è diventata, a Spoleto, un impegno condiviso. Nel dialogo fra istituzioni, imprese e professioniste, è emersa la convinzione che la rinascita economica dell’Umbria passa anche dal talento e dalla tenacia delle donne.
Nel terzo trimestre 2025 nella regione il numero delle aziende in Umbria è continuato a crescere. Il recupero nel numero delle imprese quindi prosegue, ma il confronto con un anno fa resta ancora negativo. Segnali di vitalità per le società di capitale, anche se la distanza dal resto del Paese si allarga.
Il risultato è comunque importante: mentre l’Italia e il Centro tirano il fiato, segnando una leggera flessione dopo il rimbalzo primaverile, l’Umbria si muove in controtendenza, confermando un tessuto imprenditoriale che prova a ritrovare equilibrio e fiducia dopo che, fino a due trimestri fa, aveva evidenziato una fase difficile.
Questo il quadro dell’imprenditoria umbra che emerge dai dati di Movimprese di Infocamere, la piattaforma del sistema camerale italiano che fotografa la dinamica delle imprese sul territorio. Nel trimestre luglio-settembre 2025, le imprese umbre iscritte al Registro camerale sono 90.440, in aumento di 132 unità rispetto al secondo trimestre.
Il confronto annuale Se però il confronto si sposta su base tendenziale, cioè rispetto allo stesso periodo del 2024, il quadro cambia. Un anno fa le imprese registrate erano 91.088: il saldo negativo è di 648 aziende, pari a un calo dello 0,7%. In Italia la flessione è del 0,6%, nel Centro del 0,5%. Un quadro dunque ambivalente: bene nel confronto ravvicinato, meno brillante nel confronto annuale. Ma la direzione di marcia è tornata quella giusta, e questo è il segnale che più conta in una fase ancora incerta.
Dieci anni di trasformazioni Se si guarda al decennio 2015-2025, l’Umbria registra una contrazione più marcata rispetto alla media nazionale e al Centro Italia. Dieci anni fa, nel terzo trimestre 2015, le imprese iscritte erano 95.422, quasi 5.000 in più rispetto a oggi. Il calo complessivo è quindi del 5,2%, contro il -3% dell’Italia e il -3,6% del Centro. Un arretramento che racconta le difficoltà di un territorio colpito duramente dalle crisi globali, ma anche la capacità di adattamento di chi è rimasto, investendo in nuovi modelli organizzativi e digitali.
Le società di capitale tornano a muoversi Segnali incoraggianti arrivano dalle società di capitale, considerate un termometro della solidità di un sistema produttivo. Nel terzo trimestre 2025 l’Umbria ne conta 25.907, pari al 28,6% del totale delle imprese.
Un valore ancora distante dalla media nazionale del 33,4%, ma in crescita rispetto ai trimestri precedenti: +200 società rispetto al secondo trimestre, dopo un rimbalzo già avviato nella primavera 2025. Sul fronte annuale, tuttavia, il bilancio resta in lieve rosso: tra il terzo trimestre 2024 e lo stesso periodo del 2025 si registra una flessione da 17.207 a 17.171 società di capitale. È un arretramento minimo, ma che segnala come le imprese umbre più strutturate abbiano faticato più della media nazionale a reggere l’urto post-Covid, probabilmente perché più esposte in settori colpiti duramente dalle restrizioni o perché meno dotate di riserve e strumenti finanziari.
Una crescita ancora da consolidare Nel lungo periodo, la quota delle società di capitale sul totale delle imprese umbre è comunque cresciuta in modo costante: era il 21,5% nel 2015, è salita al 25,8% nel 2019 e ha toccato il 28,6% nel 2025. Ma la distanza con l’Italia, invece di ridursi, si è ampliata. Se nel 2019 l’indice umbro era pari all’89,6% del dato nazionale, nel 2025 è sceso all’85,6%. Un gap che racconta un tessuto economico ancora troppo frammentato, dove la microimpresa resta il modello prevalente. Eppure, rispetto al 2015, l’Umbria ha guadagnato terreno: dieci anni fa era ferma all’81,2% dell’indice nazionale.
La mappa delle imprese umbre Nel III trimestre 2025, la composizione per forma giuridica conferma la netta prevalenza delle imprese individuali, che restano la spina dorsale dell’economia regionale: 44.952 aziende, pari al 49,7% del totale. Seguono le società di capitale, con 25.906 imprese (28,6%), e le società di persone, pari a 17.172 unità (19%). Chiudono il quadro le altre forme giuridiche con 2.410 imprese, il 2,7% del totale.
Tra resilienza e reazione La fotografia che emerge è quella di un’Umbria che prova a reagire pur restando fragile, come dimostra anche il calo su base annuale del numero delle imprese. La fase di ricostruzione economica post-pandemia si intreccia con un processo di selezione naturale delle imprese: chi ha saputo innovare e digitalizzarsi regge, chi è rimasto ancorato a modelli tradizionali fatica. Il messaggio, tuttavia, è chiaro: la vitalità del sistema imprenditoriale umbro non è spenta. È un segnale da leggere con attenzione e da sostenere con politiche mirate, capaci di rafforzare la struttura del tessuto produttivo, favorendo la transizione verso modelli d’impresa più solidi, capitalizzati e innovativi.
“I dati Movimprese del terzo trimestre 2025, dopo quelli positivi del II semestre – commenta il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – evidenziano un’Umbria che sta reagendo, anche in un contesto nazionale che torna a rallentare. È un segnale importante, perché dimostra che il sistema produttivo regionale ha ritrovato un po’ di fiducia e sta tornando a investire, dopo che fino a due trimestri fa aveva passato una fase difficile. Certo, la distanza con la media italiana resta, ma la direzione è quella giusta: serve continuità, non solo nel sostegno alle imprese ma anche nella semplificazione amministrativa e nell’accesso al credito. Il nostro compito, come Camera di Commercio, è accompagnare tutto questo, valorizzando chi scommette su qualità, digitalizzazione e capitale umano. L’Umbria non deve rinunciare a giocare un ruolo da protagonista in questa fase di transizione economica”.
Da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre Città di Castello ospiterà il Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, la manifestazione con cui il Comune, con la Regione Umbria e il patrocinio della Camera di Commercio dell’Umbria proietteranno nel futuro la storia della mostra mercato dedica da 45 anni alla “trifola”, il ‘tubero’ più famoso e desiderato.
Per tre giorni, nel week-end del gusto, il centro storico sarà il regno della trifola, che, con il suo profumo inebriante e inconfondibile e guiderà e attirerà i visitatori nei luoghi della città più carichi di fascino e testimonianze artistiche. Piazze e giardini incorniciati dalle dimore custodi delle opere dei maestri del rinascimento e della contemporaneità, Raffaello Sanzio, Luca Signorelli e Alberto Burri, saranno i punti cardinali sulla bussola di buongustai e curiosi. I visitatori avranno l’opportunità di incontrare grandi chef, esperti di enogastronomia, aspiranti cuochi provenienti dal mondo della scuola, che saranno protagonisti di show cooking, laboratori e conversazioni. Nei ristoranti si potranno degustare piatti al tartufo con menù speciali, poi presso il villaggio dei sapori e delle pro-loco la cucina tipica italiana e umbra che popolerà vicoli e piazze insieme a una vasta scelta di prodotti agroalimentari a km zero. Eventi a tema e presentazioni di libri con grandi autori, giornalisti e personaggi famosi richiameranno l’attenzione del pubblico più interessato agli aspetti culturali e salutistici legati al cibo, con proposte e novità a livello internazionale. Un viaggio aperto a tutti, con attrazioni per adulti e bambini, perché stare in compagnia del tartufo bianco è un piacevole momento da condividere.
“Nessun luogo come Città di Castello parla del tartufo e qui, dove la trifola è un’eccellenza e non una rarità come altrove, perché è abbondante, la nostra ambizione è di raccontare ed esaltare il suo legame con la terra, il valore aggiunto inimitabile di una storia, di una tradizione, di esperienze che lo rendono unico e desiderato in tutto il mondo”, hanno spiegato l’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, il presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato Lazzaro Bogliari ed il direttore dell’Associazione nazionale Città del Tartufo Antonella Brancadoro, assieme a rappresentanti istituzionali e dirigenti regionali e territoriali, fra cui, Letizia Michelini, consigliera regionale, Manuela Margutti, responsabile sezione tartufi e funghi dell’Agenzia Forestale regionale, presentando questa mattina in conferenza stampa il ‘45° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato’, in una location suggestiva, Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, una fra le più belle dimore rinascimentali del centro-Italia che si affaccia in un parco plurisecolare. Guerri, Bogliari e Brancadoro, sottolineano anche l’aspetto “legato alla promozione e valorizzazione culturale, artistica e ambientale del comprensorio e dell’Umbria, grazie alla presenza del tartufo in tutte le stagioni, un elemento identitario che fa parte del patrimonio, sociale, culturale, tradizionale della città con importanti risvolti economico-occupazionali”. “L’edizione 2025 del salone bianco pregiato racconterà come a Città di Castello il tartufo sia un’esperienza autentica da vivere tutto l’anno. Una tre giorni in cui la filiera del tartufo dell’Alta valle del Tevere, dai cavatori e i loro cani alle nostre imprese ma anche quella del gusto con i produttori agricoli, i presidi slow food del paese, le nostre associazioni e tradizioni gastronomiche saranno in festa nel cuore della città. Un programma caratterizzato da un’offerta qualitativa e tecnica sempre più elevata, un racconto collettivo di quanto il tartufo per Città di Castello e per l’Alta valle del Tevere sia socialità, cultura, tradizione, innovazione ed economia” hanno concluso Guerri, Bogliari e Brancadoro.
Città di Castello e il tartufo
A Città di Castello e comprensorio da ottobre a dicembre nasce una trifola su tre in Italia, dove oltre 1.750 cavatori, “tartufai”, uomini e donne di tutte le età con più di tremila cani al seguito, sono il simbolo vivente e vincente di un’attività di ricerca dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco.
Città di Castello è davvero la capitale del tartufo a suon di record e tutto l’anno si respira il profumo di questo prelibato prodotto simbolo del territorio che si può apprezzare in ogni stagione a tavola. Statistiche e ricerche degli ultimi anni confermano questo primato a partire dall’incidenza dei “cavatori” in possesso di regolare tesserino rispetto agli abitanti: Città di Castello da qualche anno si piazza al secondo posto a livello nazionale dietro a Forlì.
E la presenza dei tartufai è in continua crescita tanto che nel corso del 2025, Afor (Agenzia Forestale regionale) ha rilasciato 50 nuovi tesserini. Tra gli aspiranti raccoglitori, con cane al guinzaglio, vanghino e bisaccia, ci sono sempre più giovanissimi di età compresa tra i 16 e i 25 anni: fra loro, ogni anno di più, anche le donne che si sono avvicinate alla ricerca dei tartufi per vari motivi, fra cui quello di poter passeggiare e stare a contatto con la natura. Vicino agli aspiranti “tartufai”, quasi a volerli proteggere e coccolare, ci sono i veterani del “vanghino”, capitanati dal presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere (fondata nel 1986), Andrea Canuti che anticipa alcune previsioni sulla stagione della raccolta che si è da poche settimane aperta.
“La cerca e raccolta del tartufo bianco – dice – ha preso il via sotto buoni auspici: prima pioggia e ora sole. Già ora con il cambio di luna si iniziano a scorgere ulteriori elementi positivi per pezzature e qualità del prodotto. Nella speranza di andare incontro a un periodo più freddo sotto il profilo climatico il tartufo sarà senza dubbio ottimo così come la stagione. La prossima luna potrà senza dubbio farci capire come sarà la tendenza”, ha precisato Canuti facendo riferimento oltre al clima anche alle fasi lunari che per tradizione secolare sono state sempre punti di riferimento per i tartufai.
I prezzi
“I prezzi come sempre li fa incrocio di domanda e offerta ma possiamo dire che ci stiamo assestando su cifre al chilo inferiori agli scorsi anni, che oscillano da 1500 a 3500 euro per le pezzature uniche e migliori del tartufo bianco, la nostra trifola che non teme confronti. Su prezzi inferiori il nero uncinato anch’esso assai prelibato. Una tendenza che potrebbe ancora scendere se la stagione e il clima saranno favorevoli alla raccolta”, ha sottolineato il presidente regionale del settore agroalimentare della Cna, Giuliano Martinelli, noto imprenditore del settore affiancato da tutti i suoi colleghi che saranno i protagonisti della rassegna nazionale e attori importanti della “filiera”.
La storia del tartufo in Umbria
L’Umbria è sempre stata terra di tartufi. Con l’avvento del Medioevo l’interesse verso il tartufo diminuì notevolmente, perché si credeva che fosse velenoso o un cibo delle streghe. Durante il Rinascimento, con l’affermarsi della cultura del gusto e dell’arte culinaria, fu rivalutato fino a essere considerato protagonista nella cucina dei signori dell’epoca. Nel 1564 il medico umbro Alfonso Ceccarelli scrisse la prima monografia sul tartufo, l'”Opusculum de Tuberibus” (ripubblicata a cura di Arnaldo Picuti e Antonio Carlo Ponti) in cui raccolse i contributi di naturalisti greci e romani e diverse curiosità storiche. La sua notorietà non si fermò e con il tempo rafforzò la sua fama di principe della tavola. Basti pensare che la tradizione di usare un cane per la sua ricerca sembrerebbe essere nata proprio nel XVIII secolo quando si svolgeva come divertimento di corte. Nella sua lunga storia è stato apprezzato da vari personaggi famosi, tra cui il Conte Camillo Benso di Cavour, che lo usava come mezzo diplomatico nella sua attività politica, o Lord Byron che lo teneva sulla scrivania perché gli ridestasse la creatività con il suo profumo intenso. Un prodotto così prezioso e prelibato e ricercato nei secoli tanto da meritarsi un piccolo museo, originale nel suo genere che nasce nel 2002 dalla passione di Saverio Bianconi, tartufaio e imprenditore del settore, appassionato cultore delle tradizioni e della storia della ‘filiera’. Una sala nella quale ha raccolto oltre 200 pezzi, compresi testi scritti, che riassumono l’universo del tartufo e dei tartufai; una raccolta privata, che contiene le spiegazioni sui vari tipi di tartufo, sui luoghi nei quali nasce e anche gli oggetti che ruotano attorno al tubero, vedi i vanghini per la raccolta e le bilance di precisione per pesarlo.
Il tartufo sulle tavole dei vip
Tartufo bianco oggetto del desiderio a tavola anche di tanti personaggi noti di cultura, arte, cinema, spettacolo e sport come la bellissima, Monica Bellucci, originaria di Città di Castello, che non ha mai fatto mistero di apprezzare il prelibato prodotto della sua terra e aveva sempre un tavolo riservato dallo chef dei ‘vip’, Pierluigi Manfroni, maestro indiscusso nella preparazione di piatti ‘leggendari’ a base di trifola e tartufo nero tutto l’anno: “il tartufo è un prodotto eccezionale che madre natura ci ha regalato e va trattato con cura e abbinato a piatti semplici in grado di esaltarne il profumo e la prelibatezza. Ottimo con l’uovo o sulle tagliatelle lavorate a mano, sugli gnocchi con patate di Pietralunga e sul pane tostato quello umbro “sciapo” con un filo di olio extra vergine d’oliva delle nostre splendide regioni.”
“Giuseppa” Valenti, magnifica 87enne, Franca e Gloria Cestelli, mamma e figlia, custodi delle secolari tradizioni culinarie del territorio, maestre nella preparazione della pasta in particolare delle tagliatelle lavorate con il matterello e la spianatoia e realizzate a base di farina di grano a chilometro zero macinato su pietra e uova, hanno dato prova della loro abilità in diretta prima del pranzo di degustazione dei piatti a base di tartufo presso il salone del gusto della Scuola di ‘Arti e Mestieri’, ‘G.O. Bufalini’, plurisecolare istituzione della formazione a vari livelli dall’artigianato alla meccanica, dalla falegnameria alla muratura, dalla cura della persona fino alla gastronomia e servizi di ristorazione. Preziosa la collaborazione anche dell’International Campus ‘Cavallotti’.
Il presidente della scuola, Giovanni Granci, ha accompagnato i giornalisti, fra cui una delegazione della Stampa Estera, alla scoperta di sua maestà la trifola in cucina. È stato possibile scoprire ogni segreto del tartufo bianco, assaggiarlo in tutti i modi e acquistarlo, conoscere chi lo cerca nei boschi e chi lo esalta in cucina, incontrare chi lo confeziona e lo porta sulle tavole di tutto il mondo, parlare con chi lo vive e lo racconta come una tradizione che è parte delle proprie radici profonde.
La protezione civile regionale dell’Umbria ha diramato il documento di allerta regionale n. 298/2025 per rischio meteo-idrogeologico-idraulico nel quale si prevede:
· per il pomeriggio di oggi mercoledì 22 ottobre, allerta regionale codice giallo per rischio temporali su tutti i settori regionali
· dalle ore 00:00 di domani, giovedì 23 ottobre, allerta regionale codice arancione per rischio vento sui settori regionali A-C-D, e allerta regionale codice giallo per rischio idraulico e temporali su tutti i settori regionali, fino alle 00:00 di venerdì 24 ottobre.
Sarà un laboratorio di idee e di energia sull’imprenditoria al femminile l’incontro in programma domani, 23 ottobre, dalle 9.30 a Spoleto, a Palazzo Mauri, dal titolo “Costruire il futuro un passo alla volta. La sfida delle donne a reinventare le loro imprese partendo dalla comunità e dal talento”.
Un appuntamento organizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria in collaborazione con il Comitato Imprenditoria Femminile (CIF), la mattinata promette di accendere i riflettori sulla straordinaria capacità di innovazione dell’universo femminile.
Cuore pulsante dell’evento: il workshop esperienziale
A guidare le partecipanti in questo viaggio alla scoperta delle proprie potenzialità saranno Cristiana Genta, psicologa del lavoro, e Maria Di Paolo, analista delle organizzazioni. Non una lezione frontale, ma un dialogo attivo dove le protagoniste assolute saranno le storie, le esperienze e le buone pratiche di chi il business lo vive ogni giorno. Perché condividere non è solo crescere, è volare: ridurre i costi, rafforzare la competitività e valorizzare il capitale umano diventano obiettivi raggiungibili quando ci si sostiene in rete.
Una luce speciale per le aree del cratere
L’evento riserva un’attenzione particolare alle imprenditrici delle aree colpite dal sisma, offrendo esempi concreti di rinascita e resilienza. Storie di donne che, partendo dalla comunità e dal proprio talento, hanno saputo trovare strategie vincenti per superare la crisi, trasformando le difficoltà in opportunità.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali di un rappresentante del Comune di Spoleto, del Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Federico Sisti, e della Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile, Dalia Sciamannini.
Servizi a portata di mano
Per tutta la durata dell’evento un punto informativo della Camera di Commercio sarà a disposizione delle imprese per favorire la conoscenza reciproca e illustrare tutti i servizi che l’Ente mette a disposizione per sostenere la crescita e l’innovazione.
L’iniziativa si inserisce nel solco del Progetto FENICE, dedicato a internazionalizzazione e promozione del territorio, un percorso che vede la Camera di Commercio dell’Umbria in squadra con l’Università per Stranieri di Perugia, il Comune di Norcia e la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.
Gli studenti degli Istituti professionali a indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale (Ssas) potranno conseguire, al termine del percorso quinquennale, il diploma e la qualifica di Operatore Socio Sanitario (Oss) senza dover frequentare un ulteriore corso formativo gestito da privati.
Il nuovo protocollo approvato dalla Giunta Regionale su richiesta dell’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli.
Il progetto, che prenderà avvio dall’anno scolastico 2025/2026 con le classi terze, è frutto della collaborazione tra Regione, istituti professionali, Ufficio scolastico regionale e Arpal Umbria. Interesserà i cinque istituti professionali coinvolti, con sede a Città di Castello, Gubbio, Foligno, Terni e Castiglione del Lago.
Il nuovo percorso integrato consentirà agli studenti e alle studentesse degli istituti professionali Ssas di ottenere la qualifica Oss attraverso un modello quinquennale che combina formazione teorica, esercitazioni pratiche e tirocini in strutture sanitarie pubbliche o convenzionate. Le disposizioni attuative per la definizione del percorso saranno predisposte e condivise con il gruppo di lavoro regionale istituito.
“Abbiamo ridato dignità alla scuola pubblica, che è il fondamento della comunità. Garantire il diritto allo studio significa anche evitare che studenti e studentesse debbano frequentare, una volta conseguito il Diploma di Stato, corsi di formazione professionale privati per acquisire competenze già ricomprese nel curricolo scolastico. Finalmente anche l’Umbria, insieme a regioni limitrofe come l’Emilia Romagna e la Toscana, offre questa possibilità per favorire l’inserimento dei giovani diplomati nel mondo del lavoro. La qualifica di operatore socio sanitario costituisce una risorsa importante per i giovani e risponde alle esigenze del sistema sociosanitario regionale” ha commentato l’assessor Barcaioli.