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Autore: Redazione

Blue tongue, presentate 64 domande di ristori da parte delle aziende zootecniche colpite

Sono 64 le domande pervenute da parte di aziende umbre del settore zootecnico colpite da lingua blu (blue tongue) per accedere al bando regionale. Somme che, ha detto l’assessore regionale Simona Meloni rispondendo in Aula ad una interrogazione del consigliere Andrea Romizi, saranno erogate entro il mese di marzo.

Alle richieste di chiarimento da parte di Romizi sull’effettiva dotazione finanziaria per la misura, l’assessore Meloni ha risposto: “Abbiamo ascoltato, abbiamo provato ad agire immediatamente, subito dopo, con azioni concrete, cercando anche di trovare le vie più facili per agire e per poter aiutare e sostenere i produttori e gli allevatori, abbiamo fatto una prima delibera di giunta il 16 luglio del 2025. Abbiamo preso il Fondo Unico regionale dell’agricoltura, ai sensi della legge 12 del 2024, anche per far fronte alle problematiche connesse alla Blue tongue, quindi quei fondi erano fermi a Gepafin, che abbiamo contattato per cercare di utilizzare quel milione che era giacente lì, che era stato stanziato da chi mi aveva preceduto peraltro, per metterlo alla disposizione di questa emergenza. Quindi il 29 di luglio 2025 – ha proseguito – abbiamo fatto un atto amministrativo che modificava ma integrava anche quel fondo che
avevamo a Gepafin. Il 21 ottobre del 2025 Gepafin ha pubblicato un avviso per la concessione di indennizzi a favore degli allevatori per fronteggiare i danni causati dall’epidemia della febbre catarrale dei
ruminanti, prevedendo una dotazione finanziaria di un milione di euro, che è sempre rimasta quella”.

“Per non modificare una legge, utilizzando quel milione di euro . ha chiarito Meloni – noi ci siamo dovuti rifare anche a una legge nazionale che prevede l’80% delle spese relative alle carcasse, e il 90% sul valore di mercato del capo, con riferimento ai prezzi Smea, non ci siamo inventati niente. Quindi, sulla base di quanto previsto dalla legge, e anche dall’avviso pubblicato di Gepafin, variamo come indennizzo da 142 euro a un massimo di 810 euro per ovino e per i bovini da un minimo di 1.105 a un massimo di 4.300, considerando lo smaltimento delle carcasse. Ora, l’invio delle domande per la richiesta degli indennizzi è stato aperto da Gepafin nel periodo dal 4 novembre al 2 dicembre 2025”.

Le 64 domande pervenute cubano sul milione a disposizione ancora lì fermo: 200mila euro.
Quindi su 59 domande ammissibili, 5 non ammissibili, e una in rivalutazione, fatta al 3 marzo, quattro richieste liquidate, sedici in corso di liquidazione con gli istruttori e 39 per le quali sono in corso “soccorsi istruttori” perché sono state richieste delle documentazioni aggiuntive”.

Meloni ha argomentato che questa scelta è stata fatta “per accelerare e per stare vicino agli allevatori”. Ricordando he per questo si sta modificando la legge regionale, al fine di poterla aggiornare rispetto anche alle questioni che possono avvenire nel futuro.rsare anche in
altre situazioni di urgenza”.

Nella replica, Romizi ha detto: “Mi sembra una risposta estremamente confusa. Della Dgr si è diffusamente detto che era solamente un primo intervento. Abbiamo una nota della Regione dove quantomeno si apriva alla possibilità di verificare un ristoro sulle vaccinazioni e sulle disinfestazioni. Una nota dove, e questo la legge oggi già lo prevederebbe, non è che vada cambiata, quantomeno si prospettava un adeguamento ai sensi dell’articolo 84. Abbiamo una mozione votata all’unanimità, presentata dal collega Lisci, che, lo ricordo e la rileggo, impegnava la Giunta a prevedere un fondo straordinario dedicato con risorse economiche aggiuntive rispetto a quelle stanziate. Tutto questo però è carta straccia, il ruolo dell’Assemblea mi sembra sempre meno rilevante e quello che credo vada
messo in evidenza è che in altre regioni si stanno mettendo in campo degli strumenti e delle misure che quantomeno cercano di rendere questo danno meno gravoso per le aziende colpite. Quindi – ha concluso – chiediamo che si faccia tesoro anche di queste discussioni, di queste interrogazioni, con l’impegno di tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione, affinché si metta mano in maniera reale e concreta a
delle misure che abbiano una capacità di soddisfazione che oggi manca”.

Anziani e assistenza, Vittori (ANAP Terni): “Servono più servizi domiciliari”

Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione di Luciano Vittori, presidente ANAP Territoriale Terni.

Nel nostro Paese la maggior parte delle ricerche sui temi socio-economici disegna un quadro che, nei numeri, riproduce fedelmente la posizione geografica delle Regioni alle quali si riferisce. Il livello e la qualità della vita e del lavoro, il controllo dello Stato, la Scuola, la Sanità, l’Assistenza decrescono insieme alla latitudine.
Quest’ultima voce, l’Assistenza, tra le tante è quella che in futuro troverà maggiori difficoltà a raggiungere un livello sufficiente di qualità che possa soddisfare la maggioranza delle persone, soprattutto le non autosufficienti; tutto questo aggravato dal progressivo aumento dell’età mediana della popolazione italiana.
L’anno passato ha visto ancora scendere il tasso di fecondità italiano a 1,18 figli per donna.
La visione del futuro della popolazione è quella di una maggioranza di anziani e vecchi che supererà quella delle persone abili al lavoro, che dovrà giustamente gravare sulle spalle dei più giovani, anche con difficoltà che cresceranno esponenzialmente rendendo più difficile questo naturale sostegno.
La situazione della nostra Regione non sfugge certamente a questa regola non scritta ma impressa a fuoco nella Storia di tutti i Sud del mondo.
I numeri dell’Umbria, relativi all’assistenza alla terza e quarta età, ci dicono che ogni centomila abitanti gli ultrasessantacinquenni ospiti delle RSA sono circa il doppio dei restanti, adulti e minori; nelle Regioni del Nord sono anche nove volte questo secondo dato.
Questo rappresenta il divario tra le Regioni più sviluppate economicamente e quelle meno; forse dimostra la diversa cultura nella volontà di accudire gli anziani in casa ma anche la scelta quasi obbligata di chi, per necessità lavorative, deve in mancanza d’altro avvalersi di strutture esterne.
Su questo punto credo sia auspicabile uno sforzo serio della Politica per migliorare l’assistenza domiciliare anche stornando risorse verso modalità possibili che sostengano iniziative anche miste, pubblico-privato.
Se ci fermiamo ad analizzare il valore assoluto dei posti nelle RSA salta immediatamente all’occhio l’elevato numero, nettamente superiore, delle Regioni del Nord e decrescente scendendo verso il Sud, ma anche le differenze di cui sopra.
Credo si debba lavorare ad un solo scopo: migliorare, per quanto possibile, la parte più difficile della vita di un individuo, quella in cui la sua fragilità si incrocia con il ricordo della sua vita lavorativa e produttiva non facendogli perdere la speranza e la fiducia in coloro a cui hanno dato guida e insegnamento.
Credo sia legittimo sognare il momento in cui i Governi territoriali — Comuni, Province, Regioni — anche con un lavoro in collaborazione con le Associazioni rappresentative dei Pensionati, incomincino a studiare nuove modalità di assistenza agli anziani, ricordando che la prima, la migliore, la più efficace terapia per la fragilità dell’Anziano è vivere in mezzo alle sue cose e respirare l’inconfondibile aria della sua casa.

Luciano Vittori
Presidente ANAP Territoriale Terni

L’Accademia “Vannucci” inaugura l’Anno Accademico con il massimo storico di nuovi iscritti

Con un messaggio di ottimismo per il futuro dell’Alta formazione artistica, l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” ha celebrato l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025-2026 mostrando tutta la sua levatura: ha raggiunto un altro massimo storico di nuovi iscritti, consolidato il proprio prestigio internazionale e riaffermato la volontà di formare cittadini consapevoli, oltre che artisti di talento. Un appuntamento che quest’anno ha assunto un rilievo straordinario, non solo per la presenza del filosofo di fama mondiale Giorgio Agamben, nominato per l’occasione Academico d’onore, ma anche per il potenziamento di un percorso di crescita che vede l’Istituzione perugina ai vertici dell’Alta formazione artistica nazionale.

Ad aprire la cerimonia tenutasi nella cornice dell’Auditorium San Francesco al Prato, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, sono stati la direttrice Tiziana D’Acchille, e il presidente Mario Rampini. A seguire, i saluti istituzionali di Tommaso Bori, vice presidente della Regione Umbria, Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, Marco Pierini, vice sindaco del Comune di Perugia. In un clima di piena sintonia, i rappresentanti degli Enti hanno elogiato i traguardi raggiunti dalla “Vannucci”, sottolineando il prestigio di un’Accademia che vanta una storia plurisecolare sin dal 1573.

Un’Accademia in crescita: nuovo boom di matricole 

L’inaugurazione è stata l’occasione per celebrare un dato numerico di grande significato: anche per questo anno accademico, l’Accademia “Vannucci” registra un trend dicostante crescita delle matricole: per l’a.a. 2025-2026 raggiungono quasi quota 300 (290, contro le 250 del 2024). Un dato che conferma la soglia dei 700 iscritti complessivi (695 per l’esattezza), un largo consenso che premia la strategia di rinnovamento profondo intrapresa negli ultimi anni. Un traguardo che vede protagonisti studenti e studentesse sempre più italiani, segno di una rinnovata fiducia dei giovani talenti del nostro Paese verso le carriere artistiche e il valore della formazione d’eccellenza offerta da Perugia. Questo radicamento nazionale si sposa con una proiezione globale sempre più marcata: grazie alla sinergia con gli Istituti Italiani di Cultura all’estero e a una promozione internazionale mirata, l’Accademia continua ad attrarre studenti da ogni parte del mondo, confermandosi un hub cosmopolita di creatività e ricerca.

Spazio al pensiero critico, ad uno scambio di idee

Il momento centrale della cerimonia è stata la conferenza di Giorgio Agamben. Il filosofo, autore del fondamentale Homo Sacer, ha dedicato la sua riflessione agli studenti e ai docenti, ribadendo in qualche modo come le Accademie debbano essere luoghi di confronto democratico del sapere, di discussione, di formazione che in qualche modo mira anche a ricongiungere tanti aspetti che sembrano oggi scissi tra la formazione umanistica artistica e scientifica. “Ed è importante – ha sottolineato con ferma convinzione la direttrice Tiziana D’Acchille – che le discipline che oggi sono molto di moda, le cosiddette STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), siano però anche, in qualche modo, corroborate dalla conoscenza della storia della nostra cultura e del nostro patrimonio. L’Accademia può tornare ad essere un luogo di scambio proficuo di idee, non solo uno spazio dove si formano coloro che sanno fare ‘con le mani’, ma un luogo in cui si forma anche il pensiero. Un pensiero che in tempi di inclusività comprenda tutto, non soltanto il diverso, la persona emarginata. È importantissimo estendere, infatti, questo concetto di tolleranza e di inclusività anche in ciò che noi pensiamo a livello di formazione accademica”. Per quanta riguarda il percorso intrapreso sul fronte dell’internazionalizzazione, la direttrice ha annunciato che gli ultimi accordi siglati con le istituzioni all’estero sono quelli con le Accademie di Okinawa e Dresda, e l’International Film School di Parigi.

Ristrutturazioni e dotazioni tecnologiche

Se da un lato crescono i nuovi iscritti, dall’altro l’Accademia persegue l’ampliamento di aule, spazi didattici, laboratori. A fare il punto sul cantiere aperto nella sede di San Francesco al Prato è stato il presidente Rampini, evidenziando che “a dicembre sono iniziati i lavori nell’ala ovest, da tanti anni inagibile. Grazie alla Fondazione Perugia saranno a breve acquistate tutte le dotazioni tecnologiche e strumentali utili per l’allestimento anche dei nuovi spazi”. Un investimento che in qualche modo auspica possa soddisfare le esigenze espresse dalla Consulta degli studenti, che attraverso il suo rappresentante Mitch ha esposto alla platea una serie di riflessioni sulle reali necessità avvertite, in particolare, da chi studia in una Accademia, aprendo ad un dialogo costruttivo con le istituzioni locali.

Il plauso delle istituzioni

Un messaggio di vicinanza all’Accademia e agli studenti lo hanno espresso i rappresentanti delle istituzioni, a partire dal vice presidente della Regione Umbria, Tommaso Bori (“Credo che noi istituzioni dobbiamo cogliere l’insegnamento che viene da secoli di storia, ovvero essere di supporto a realtà come l’Accademia, facendolo tramite il sostegno del diritto allo studio, i fondi europei, etc.”); a seguire il saluto del presidente della Provincia Presciutti (“L’Accademia con i suoi 700 iscritti, provenienti anche da fuori Italia, è un grande viatico non solo di cultura e approfondimento, ma anche di un messaggio positivo e propositivo. L’arte ci richiama a un grande senso di comunità fondata sul dialogo e il senso critico. Vi auguro che questo vostro sapere fare e questo coraggio che vi contraddistingue sia contagioso”); il vice sindaco Marco Pierini ha elogiato i risultati raggiunti dall’Accademia in questi ultimi anni, ed esortato gli studenti e studentesse “cuore pulsante dell’Accademia, ad andare a visitare le mostre, i musei – definiti da Agamben luoghi d’arte della memoria incarnata davanti a noi -, a guardare le opere anche da soli, a deporre lo sguardo su sull’opera”).

L’offerta formativa che incontra la domanda di lavoro

Oggi l’offerta formativa della “Vannucci” si presenta estremamente ampia e orientata alla contemporaneità, offrendo concrete professionalità subito spendibili nel mondo del lavoro. Chi si iscrive al Triennio può scegliere tra percorsi innovativi e multidisciplinari – quali Character design e gaming, Cinema e audiovisivo, Grafica e illustrazione d’arte, Graphic design, Fashion design, Fotografia, Video e social media per le arti, Illustrazione e linguaggi del fumetto, Pittura, Product design sostenibile, Scenografia e Scultura – per sviluppare competenze artistiche e professionali all’altezza delle sfide creative globali.

Per chi è già in possesso di un Diploma Accademico di I livello (o titolo equipollente), i Bienni offrono specializzazioni di alto profilo: Pittura, Pittura per l’editoria d’arte, Brand design, Fashion design per la maglieria, Design sostenibile, Scenografia e Scultura, in un percorso formativo che valorizza ricerca, sperimentazione e professionalità. Una serie variegata di corsi che pongono l’Accademia perugina tra le istituzioni di riferimento per l’alta formazione artistica in Italia.

Moplefan | Ok la cassa integrazione, al lavoro per la nuova

Chiusa con esito positivo l’istruttoria sulla cassa integrazione 2023-2025 alla Moplefan. In attesa di aver il via libera ai nuovi ammortizzatori.

Queste le notizie fornite dai sindacati dopo l’incontro che si è tenuto a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sulla situazione dell’industria ternana.

“Si conferma con esito positivo la chiusura dell’istruttoria relativa alla cassa integrazione per il periodo 2023/2025. È attualmente in corso un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro per monitorare l’iter di approvazione della nuova Cigs (Cassa integrazione guadagni straordinaria). Abbiamo ribadito l’assoluta urgenza di una definizione in tempi brevi per garantire la continuità del sostegno al reddito dei lavoratori”, scrivono Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil a seguito dell

“Per quanto concerne la vendita degli assets aziendali non afferenti alla produzione – proseguono i sindacati – nonostante la sottoscrizione del preliminare d’acquisto sia già avvenuta, il perfezionamento definitivo dell’operazione è previsto entro e non oltre la fine di marzo. L’azienda ha confermato che, una volta incassati i proventi della vendita, procederà prioritariamente al saldo delle pendenze verso i creditori e alla liquidazione delle spettanze arretrate dovute ai lavoratori. In questa fase cruciale, resta fondamentale l’attività di ricerca di nuovi partner industriali. A breve è attesa la presentazione formale di una manifestazione d’interesse da parte di un nuovo investitore che dovrà essere vagliata dall’esperto”.

“Parallelamente, la società prosegue l’attività di scouting – concludono i sindacati – per individuare ulteriori soggetti interessati, valutando i profili anche se non strettamente legati al settore di riferimento. In attesa del prossimo aggiornamento ufficiale al Mimit, fissato per l’8 aprile, abbiamo avviato, insieme a istituzioni locali e regionali, Confindustria e azienda, un percorso di verifica e confronto costante sui temi sopra esposti”.

“Piccolo comune amico”, torna il premio per valorizzare i territori

Torna quest’anno anche in Umbria il premio “Piccolo comune amico”, realizzato da Codacons in collaborazione con Coldiretti e sostenuto da Autostrade per l’Italia, Enac, Intesa Sanpaolo, Fit, Touring Club Italiano, Symbola e il patrocinio di Aci, Anci, Uncem, con lo scopo di valorizzare i piccoli Comuni italiani, far conoscere le eccellenze locali e favorire il turismo.

Un progetto, giunto alla sesta edizione, che premia le eccellenze italiane nelle categorie agroalimentare, artigianato, innovazione sociale e cultura, arte e storia. I comuni che parteciperanno al concorso potranno contare su un sito internet interamente dedicato e su una mappa interattiva delle realtà comunali in gara, con gli eventi e le eccellenze delle varie categorie selezionate. Il progetto è ampiamente promosso sui maggiori canali mediatici, come Facebook e Instagram, dando visibilità alle bellezze delle realtà comunali vincitrici nelle varie categorie, e vedrà campagne promozionali gratuite sui social e sulla stampa.

Oltre alle categorie tradizionali ci sono i Premi Speciali: “Piccolo aeroporto amico”, dedicato alla riqualificazione dei piccoli centri aeroportuali, “Aria, acqua, terra”, sulla bellezza naturalistica del territorio, “Comuni contro il caro energia”, dedicato alle Green Community che hanno realizzato progetti integrati su energia rinnovabile e sviluppo sostenibile, “Comuni per l’accessibilità”, dedicato ai Comuni che si sono caratterizzati per politiche di inclusione di particolare efficacia, “Comuni per l’apicoltura”, che premia i Comuni che hanno realizzato iniziative di valorizzazione e tutela dell’apicoltura.

Altre due opportunità sono il Premio “Il borgo in una foto”, con il quale una commissione presieduta dalla fotografa Tiziana Luxardo premia le tre migliori foto del borgo inviate dai comuni in gara, e quello “Giovane imprenditore agricolo”, consegnato da Coldiretti Giovani a cinque giovani imprenditori che abbiano contribuito, con la propria attività, ad arricchire il valore agricolo dei piccoli Comuni.

I Comuni dell’Umbria che intendano partecipare al concorso possono ancora iscriversi a “Piccolo Comune Amico – Edizione 2026” entro e non oltre il prossimo 30 marzo. Per farlo è sufficiente seguire le istruzioni a questo link.

In Valnerina è ripresa la produzione di vino dal ‘Pecorino’

In Valnerina è ripresa la produzione di vino dal ‘Pecorino’, pregiato vitigno a bacca bianca storicamente coltivato nel Centro Italia. Questo grazie al recupero di alcune ‘vigne eroiche’ nell’ambito del programma ministeriale “Vi.Va.”, che promuove la sostenibilità del comparto vitivinicolo italiano, e all’impegno di alcuni produttori vitivinicoli locali che hanno creduto in questa possibilità.

Dopo la fase sperimentale infatti si è avuta una prima produzione di vino ‘Pecorino’, piccola nelle quantità, ma di grande qualità, e questo importante risultato è stato presentato durante il convegno ‘Viticoltura eroica in Valnerina: sfide climatiche e nuove opportunità per il territorio’, organizzato dal Gal Valle Umbra e Sibillini, durante l’ultimo weekend della 62esima edizione di Nero Norcia. Un momento di confronto tra istituzioni, mondo scientifico, operatori e produttori per ragionare intorno al ruolo strategico della viticoltura per lo sviluppo di quest’area, prima tappa del percorso di comunicazione territoriale continuativo per il 2026, denominato ‘Fare Rete per generare valore’, promosso dal Gal insieme alle amministrazioni comunali del territorio e all’Università degli Studi di Perugia. Alla tavola rotonda, moderata da David Fongoli, direttore del Gal Valle Umbra e Sibillini, dopo i saluti del sindaco di Norcia Giuliano Boccanera, hanno partecipato il presidente del Gal Valle Umbra e Sibillini Pietro Bellini, l’europarlamentare Camilla Laureti, l’agronomo Andrea Sisti, l’antropologo Luciano Giacchè, Alberto Palliotti, professore Ordinario DSA3, e, in collegamento web, Alin Vierim, referente nazionale del Cervim (Centro di ricerca e valorizzazione della Viticoltura di Montagna).

“Una giornata importante – ha commentato il presidente Bellini – in cui parliamo a tutto tondo del tema della viticoltura eroica ma soprattutto di un ritorno al passato, come risposta ai cambiamenti climatici. Lo statuto del 1500 del Comune di Norcia già parlava della coltivazione di ‘Pecurino’. È un’attività che si è realizzata grazie all’impegno di alcune aziende che hanno creduto in questo progetto, iniziamo questo percorso interessante, ancora difficile ma che va a implementare le produzioni già certificate e non solo di cui il ricco paniere della Valnerina dispone. Inserire anche un vino all’interno di questo scenario è straordinario e interessante. Quello di oggi è un turismo nuovo, lento a cui piace accarezzare, toccare, gustare, dobbiamo fare qualcosa per mettere insieme più elementi che caratterizzano questi territori”. “Trattiamo un tema all’avanguardia – ha aggiunto il direttore Fongoli –, una risposta ai cambiamenti climatici ma anche un segno di vitalità di questi territori che devono fare delle limitazioni ambientali un volano economico. Oggi siamo qui a raccontare, attraverso il tema della viticoltura eroica, un lavoro che portiamo avanti da tempo. Iniziamo con questo evento un percorso in cui cercheremo di stimolare gli imprenditori agricoli per far sì che si raggiunga un risultato concreto ovvero un sviluppo del territorio e dell’economia locale”. Parlando del progetto Vi.Va. Andrea Sisti ha sottolineato come sia stato “un lavoro partito dalla ricerca territoriale attraverso il quale abbiamo capito che la viticoltura veniva messa da parte in luoghi in cui in passato veniva praticata. Il nostro progetto, prima sperimentalmente, andando a prendere viti maritate che si erano perse nel tempo, poi vinificando le uve ha permesso di capire che c’era qualità. Abbiamo parlato con degli imprenditori e con le istituzioni per promuovere il progetto, sono partite alcune aziende, adesso siamo in grado di dimostrare che si tratta di un vino di grande qualità e che queste vigne sono eroiche. È stato un gran risultato e spero che tutto questo abbia un seguito per arrivare a dimensioni interessanti, parliamo di 20-30 ettari che per un territorio vitato rappresenterebbe il nulla, invece qui significa mantenere un’opportunità e soprattutto cominciare a classificare il territorio della Valnerina come un luogo in cui la viticultura si può fare”.

“L’agricoltura – ha concluso Laureti – è un tramite per far sì che le nostre aree rurali interne possano continuare a vivere. Il mio lavoro al Parlamento europeo in Commissione agricoltura è quello di far sì che i finanziamenti di questa programmazione e della prossima possano arrivare fino ai nostri territori. Sto lavorando su tre obiettivi: non più e non solo i finanziamenti alle aziende agricole per ettaro, altrimenti i finanziamenti principali arrivano solo a quelle più grandi; finanziamenti alle aziende guidate da donne e giovani perché se non lavoriamo per il rinnovo generazionale non potremo parlare di agricoltura nel futuro; finanziamenti ad hoc per chi mette in campo misure agroecologiche ma anche rispetto al luogo in cui si trova l’azienda agricola: se è in un’area interna deve essere finanziata dalla Pac e dall’Europa. Il tutto con l’importante supporto delle antenne del territorio: i Gal”.

Da Perugia a Milano, prosegue il sogno di diventare stilisti per tre giovani di talento

Da Perugia a Milano, per una tappa ‘intermedia’ di un viaggio verso la realizzazione di un sogno ambizioso, affermarsi come stilisti di moda, lasciando la propria impronta nel fashion system. Sono i giovani talenti che hanno partecipato alla terza edizione di Umbria Fashion, a novembre 2025 a Perugia, e come premio hanno potuto prendere parte alla Milano Fashion Week 2026, andata in scena dal 24 febbraio al 2 marzo nel capoluogo lombardo.

Alice Paparelli, vincitrice del contest per stilisti emergenti, insieme a Giulia Brunetti e Maria Chiara Tenda, seconda e terza classificata, sono state ospiti della sfilata di Vivetta. Ad accompagnarle una guida esperta, Laura Cartocci, founder di Umbria Fashion e presidente di Un’idea per la vita onlus, da oltre 30 anni nel settore della moda dapprima come indossatrice di noti brand nazionali ed internazionali e poi come insegnante di portamento e collaboratrice della casa di moda Luisa Spagnoli, protagonista nelle sfilate milanesi. Proprio con la Luisa Spagnoli le ragazze hanno avuto un’altra grande opportunità, potendo entrare nel backstage e partecipare attivamente al fashion show inserito in un evento internazionale, la Milano Fashion Week appunto, dove stilisti e case di moda presentano le proprie collezioni al pubblico lanciando mode e tendenze. Non solo: prima di ripartire le aspiranti stiliste hanno vissuto anche un’altra esperienza coinvolgente nel set allestito a Palazzo Barozzi per la presentazione della collezione fall-winter 2026/2027 di Fabiana Filippi. Qui, l’architettura del XX secolo e gli affreschi di Giulio Borsani hanno dialogato con un’installazione di fili disposti secondo una struttura a labirinto concentrico. In questo spazio, il filo ha preso vita come segno e percorso, in un racconto in cui l’identità di Fabiana Filippi si è rivelata nel dialogo tra arte, materia e corpo.

“Sono giovani e talentuose – ha dichiarato Laura Cartocci, riferendosi alle stiliste emergenti che hanno ‘mosso i primi passi’ proprio a Umbria Fashion – e sono felice di aver potuto accompagnarle in questa esperienza milanese. Hanno potuto respirare un’atmosfera internazionale e osservare cosa succede dietro le quinte di una sfilata per compiere, così, un ulteriore passo verso la realizzazione del loro sogno”.

“Questa è una delle tante opportunità offerte da Umbria Fashion – ha ricordato Cartocci –, evento che coniuga moda, arte e solidarietà e che vuole anche essere un ponte tra i giovani che si stanno formando nelle scuole di moda e design del territorio e il mondo imprenditoriale del fashion. Non a caso, tra i premi dell’edizione 2025 del contest, oltre alla partecipazione alla Milano Fashion Week, c’erano anche due tour in aziende di moda che si sono tenuti alla Monnalisa di Arezzo e alla Cardinalini & C. spa di Acquasparta, dove gli stilisti emergenti sono stati accolti rispettivamente dai presidenti Piero Iacomoni e Marco Cardinalini. La vincitrice del contest di UF, Alice Paparelli, inoltre, sarà chiamata a svolgere un tirocinio di tre mesi alla Cardinalini & C.”.

Le novità dell’edizione 2026 del Caccia Village

Presentata l’edizione 2026 del Caccia Village, la grande community venatoria in programma a Umbriafiere di Bastia Umbra dal 16 al 18 maggio.

Un evento che negli anni ha saputo consolidare il proprio ruolo a livello nazionale, diventando un punto di incontro privilegiato per aziende, professionisti, appassionati e operatori del settore, dove tradizione, innovazione e cultura venatoria dialogano e si evolvono insieme.

La presentazione della manifestazione si è svolta al Vivaio il Castellaccio di Umbraflor, a Spello, con un momento conviviale di cucina wild, curato da Tenuta Borgo Santa Cecilia di Gubbio, eccellenza ristorativa a livello nazionale sulla carne selvatica e centro di formazione per chef e addetti al settore in un progetto congiunto con Cibo Selvaggio by Caccia Village e Fondazione Una.

A dialogare con il patron della manifestazione Andrea Castellani, nello spirito di convivialità e confronto che contraddistingue Caccia Village, sono intervenuti: l’assessore regionale Simona Meloni, il presidente di Umbriafiere Antonio Forini, il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci, il presidente di Umbraflor Paolo Fratini e i presidenti delle associazioni venatorie e agricole nazionali e del territorio.

Con oltre dieci anni di storia, Caccia Village rappresenta oggi molto più di una fiera: è un ecosistema esperienziale capace di riunire l’intera filiera in un contesto dinamico e altamente partecipativo. Esposizioni, dimostrazioni tecniche, momenti formativi, workshop e incontri con esperti trasformano la visita in un’esperienza immersiva, pensata per valorizzare competenze, prodotti e nuove visioni del settore.

L’edizione 2026 segna un importante passo evolutivo, a partire da un nuovo layout fieristico progettato per migliorare la fruizione degli spazi e favorire un dialogo ancora più diretto tra espositori e pubblico. Nuove aree tematiche e attività dedicate arricchiranno il percorso dei visitatori, confermando la volontà di Caccia Village di interpretare e anticipare i cambiamenti del mercato e delle passioni legate al mondo venatorio.

Tra le principali novità, grande spazio sarà riservato al mondo del cibo selvaggio, con aree dedicate alla valorizzazione della cultura gastronomica legata alla selvaggina e al territorio. Il pubblico potrà vivere esperienze dirette attraverso attività tematiche, degustazioni, momenti di approfondimento e spazi dedicati alla vendita e alla somministrazione di prodotti, in un percorso che unisce tradizione culinaria, sostenibilità e qualità delle materie prime.

L’edizione 2026 sarà inoltre caratterizzata da una forte integrazione tra esperienza fisica e comunicazione digitale. Attraverso nuovi strumenti e progetti dedicati alla visibilità degli espositori, la fiera punta a prolungare nel tempo il valore della partecipazione, trasformando la presenza in fiera in un’opportunità concreta di relazione con il pubblico e crescita del brand. Caccia Village si conferma così come il grande villaggio della community venatoria italiana: un luogo di incontro, confronto e condivisione, capace di raccontare il presente e costruire il futuro del settore. Tre giorni di evento. Un’esperienza che continua nel tempo.

“Caccia Village – ha commentato Andrea Castellani – rappresenta oggi molto più di una semplice fiera: è un punto di incontro reale per una community che cresce ogni anno e che condivide valori, passione e cultura legati al mondo venatorio e all’outdoor. Per l’edizione 2026 abbiamo voluto compiere un ulteriore passo in avanti, lavorando su un nuovo layout, su aree tematiche ancora più coinvolgenti e su un’esperienza sempre più interattiva tra aziende e pubblico. Il nostro obiettivo è quello di offrire non solo un evento espositivo, ma un vero momento di confronto, formazione e scoperta. Grande attenzione sarà dedicata come sempre al mondo del cibo selvaggio, ai quali per primi abbiamo dato un contenitore strutturato all’interno della fiera e che rappresenta un’importante espressione culturale e gastronomica legata al territorio e alla tradizione, con spazi dedicati alla degustazione, alla somministrazione e alla valorizzazione dei prodotti. Caccia Village continua così a evolversi, mantenendo salda la propria identità e guardando al futuro con una visione sempre più moderna, capace di unire esperienza fisica, innovazione e relazione con la community”.

Guerra in Medio Oriente, schizzano i prezzi dei carburanti anche in Umbria | Timori per le bollette

La guerra in Medio Oriente ha portato ai temuti primi rialzi del prezzo del petrolio (le quotazioni di Wti e del Brent del Mare del Nord tra l’8 e il 9%, con il barile di petrolio che lambisce gli 80 dollari) e del gas (ad Amsterdam le quotazioni dell’indice Ttf al rialzo del 44,73%).

E secondo gli analisti, se la chiusura dello Stretto di Hormuz si protrarrà, il prezzo del petrolio potrà schizzare a 100 dollari al barile. Con conseguenze per famiglie e imprese.

In Umbria i prezzi medi registrati dal Mimit sono:

Gasolio SELF 1.725
Benzina SELF 1.665
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.323

Ma le ripercussioni maggiori si temono sulle bollette di luce e gas.

Una situazione che spinge l’assessore regionale Thomas De Luca a ribadire l’urgenza di una svolta energetica radicale per l’Umbria: “Mentre Donald Trump dichiara cinicamente di ‘non essere preoccupato’ per l’impatto sui prezzi, noi ci troviamo nuovamente a pagare duramente le violazioni del diritto internazionale e le strategie di tensione di Netanyahu. In questa situazione la Regione Umbria non può rimanere ostaggio di chi rallenta la transizione energetica. Il governo deve comprendere che non possiamo permetterci di puntare tutto sul nucleare che richiederà decenni per essere operativo. Abbiamo bisogno di impianti ora: idroelettrici, eolici e fotovoltaici sono le uniche risposte concrete per mettere in sicurezza le nostre famiglie e le nostre imprese. Anche di grandi impianti situati nella giusta collocazione”.

“Non è più solo una questione ambientale, ma di sicurezza della nostra comunità regionale. Il Piano delle aree di accelerazione è in fase di completamento del percorso di valutazione ambientale, saremo tra le prime regioni ad avere questo strumento ma serve un grande balzo in avanti” – dice l’assessore De Luca, richiamando l’attenzione sulla legge regionale “Energia Umbra”.

“È bene ricordare che oggi ogni edificio è area idonea. Quindi installare un impianto fotovoltaico su qualsiasi copertura è oggi un percorso assolutamente semplificato, anche in area vincolata. La Regione sta facendo la sua parte ma serve uno strumento straordinario di finanziamento da parte del Governo al fine di garantire concretamente il diritto all’autoproduzione di energia.” Conclude l’assessore: “Se non intendono chiamarlo Superbonus, lo chiamino come vogliono ma è evidente che oggi più che mai è necessario che ci sia un impianto fotovoltaico per ogni tetto”.

Area interna Media Valle, piano di investimenti da 12 milioni

Mercoledì 4 marzo, alle 12, nella sala Fiume di Palazzo Donini, a Perugia, si terrà la conferenza stampa di presentazione della strategia dell’Area interna della Media Valle del Tevere e dell’Umbria meridionale e al relativo piano di investimenti per circa 12 milioni di euro finalizzato a promuovere coesione, sostenibilità, crescita equilibrata e innovazione sociale. La conferenza vedrà la presenza dell’assessore regionale Simona Meloni, del sindaco di Todi (Comune capofila), Antonino Ruggiano e dei sindaci dell’Area interna costituita dai Comuni di Acquasparta, Avigliano Umbro, Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Montecastrilli e San Gemini.

Oltre alla strategia d’area, ovvero un vero e proprio progetto di futuro per il territorio in oggetto, verrà presentato il piano degli investimenti individuati a valere sulla programmazione 2021-2027 della Snai, la Strategia nazionale aree interne.