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Autore: Redazione

Assegnate le borse di studio Fabrizio Mearelli

Assegnate le borse di studio in ricordo di Fabrizio Mearelli, dipendente della Sezione di Terni di Confindustria Umbria Servizi, prematuramente scomparso.

La borsa di studio, giunta alla seconda edizione, è stata istituita dalla Sezione di Terni di Confindustria Umbria insieme a Confindustria Umbria Servizi per ricordare con un atto tangibile la figura di Mearelli.

Il riconoscimento è stato attribuito a una studentessa e a uno studente del Liceo Scientifico “Renato Donatelli” di Terni, lo stesso frequentato da Mearelli.

Si tratta di Bianca Marini e Alessandro Gargagli, delle classi 5aD e 5aB, che hanno ottenuto risultati scolastici eccellenti al termine del quarto anno di liceo.

Ciascuno dei due studenti ha ricevuto una targa e un premio di 500 euro.

I riconoscimenti sono stati consegnati dai familiari di Fabrizio Mearelli: la moglie Simona Cavalli con i figli Tommaso e Michele. Alla cerimonia sono intervenuti il Presidente della Sezione di Terni di Confindustria Umbria Marco Centinari, il Presidente di Confindustria Umbria Servizi Marcello Serafini, il Direttore Generale di Confindustria Umbria Simone Cascioli e la Dirigente scolastica del Liceo “Donatelli” Luciana Leonelli, oltre ai dipendenti dell’Associazione e delle società del sistema confindustriale colleghi di Fabrizio e una delegazione di studenti.

“Siamo grati a Confindustria Umbria – ha detto Simona Cavalli – per questa iniziativa che, ogni anno, ricorda Fabrizio con un gesto concreto sostenendo il percorso di chi, con determinazione e passione, sta costruendo il proprio futuro. Condividere questo momento con i colleghi di lavoro e gli allievi della scuola frequentata da Fabrizio, è per noi familiari motivo di grande emozione e riconoscenza”.

“La nostra Associazione crede fortemente nel valore della formazione dei giovani – ha aggiunto Marco Centinari, Presidente della Sezione di Terni di Confindustria Umbria – siamo quindi orgogliosi di poter consegnare questa borsa di studio a due studenti meritevoli in memoria del nostro caro collega Fabrizio. Con questa iniziativa, che è diventata un appuntamento annuale, vogliamo continuare a ricordare un uomo profondamente legato ai valori dell’impegno, della correttezza e dell’educazione, celebrando anche la speranza e la fiducia nel futuro rappresentato da giovani capaci e motivati”.  

“Abbiamo aderito con profonda convinzione a questa iniziativa – ha dichiarato Marcello Serafini, Presidente di Confindustria Umbria Servizi – che rappresenta un modo concreto per custodire il ricordo di Fabrizio e trasmettere i valori che lo hanno sempre guidato. La sua competenza professionale, unita a una grande umanità, ha lasciato un segno indelebile in chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui. Ci auguriamo che questa borsa di studio possa essere d’ispirazione per molti giovani, spingendoli a coltivare le proprie ambizioni con lo stesso entusiasmo e impegno che hanno contraddistinto la vita di Fabrizio”.

Ad Assisi l’edizione 2026 del World Tourism Event

L’edizione 2026 del WTE – World Tourism Event si terrà ad Assisi, il 24 e 25 settembre, in occasione delle celebrazioni degli 800 anni della morte di San Francesco.

L’annuncio è stato dato in occasione della cerimonia inaugurale dell’evento, che si chiude oggi a Roma (26 settembre 2025), dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in collegamento, insieme all’assessore al turismo della Regione, Simona Meloni, presente a Roma e a Marco Citerbo, organizzatore del WTE.

“Il WTE in questi 15 anni ha svolto in pieno un ruolo fondamentale per valorizzare i siti del patrimonio Unesco e quindi attrarre turisti da tutto il mondo. Il fatto che il WTE tornerà l’anno prossimo ad Assisi, nella città dove è nato in occasione dell’ottavo centenario francescano, riempie tutti di orgoglio – spiega la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Come presidente della Regione non posso che esprimere grande soddisfazione perché sarà l’occasione per mettere al centro l’Umbria con la sua straordinaria bellezza fatta di storia, arte, cultura, paesaggi e, considerato il ritorno a casa di un appuntamento così prestigioso come il WTE, anche di valori francescani universali come la pace e la fraternità. Inoltre la Regione continuerà a sostenere la mission del WTE che ormai custodisce e diffonde il marchio Unesco nell’esaltazione e sviluppo di un turismo sostenibile e consapevole”.

Per l’edizione 2026, dunque, il World Tourism Event torna nella città dove è nato nel 2010 e dove si sono svolte le prime quattro edizioni, prima che l’unico evento dedicato alla valorizzazione turistica dei siti patrimonio mondiale UNESCO diventasse itinerante nelle principali città italiane, da Padova a Siena, da Torino a Verona, Genova e Roma.

Ad ospitarlo, nel cuore della città serafica, sarà lo storico Palazzo del Monte Frumentario, uno dei primi ospedali d’Italia, risalente al 1267, oggi adibito a esposizioni ed eventi.

Il World Tourism Event 2026 sarà un’importante vetrina per tutta la regione, a partire dai suoi beni UNESCO. In occasione dell’evento, infatti, buyers internazionali e giornalisti di settore avranno l’opportunità di scoprire le tante ricchezze del territorio regionale, per poi farsene ambasciatori. All’interno di palazzo del Monte Frumentario sarà allestita l’area espositiva a ingresso gratuito in cui il pubblico potrà conoscere i diversi beni materiali e immateriali patrimonio dell’umanità e le offerte turistiche disponibili.

Non mancheranno i momenti di approfondimento sui temi di attualità legati al turismo nei siti UNESCO, con la presenza di rappresentanti istituzioni, operatori ed esperti, per i quali il WTE, ha rappresentato, da sempre, un’importante occasione di confronto e scambio di buone pratiche.

“Portare il World Tourism Event 2026 ad Assisi, negli 800 anni dalla morte di San Francesco, rappresenta un’opportunità storica per l’Umbria. In quei giorni la nostra regione diventerà il cuore del dialogo internazionale sul turismo culturale e sostenibile, offrendo al mondo un messaggio di pace, spiritualità e qualità della vita che affonda le radici nella nostra identità – afferma l’assessore regionale al Turismo, Simona Meloni. Il turismo, se guidato da una visione di lungo periodo, non è solo motore economico, ma anche strumento di coesione sociale e di rigenerazione territoriale. Assisi e l’Umbria sapranno essere all’altezza di questa sfida, trasformando il WTE in un laboratorio di futuro per le comunità locali e per l’intero settore”.

Istituzioni e operatori, sempre più spesso, si trovano a dover rispondere alla sfida di indirizzare il turismo verso un approccio responsabile e sostenibile per garantire la tutela di beni di particolare valore culturale e naturale, come sono quelli Patrimonio mondiale; dall’altro lato, è sempre più necessario attuare strategie di lungo periodo per la pianificazione e gestione dei flussi, in grado di equilibrare il turismo stesso, la salvaguardia del bene e la sussistenza delle comunità locali. In tale contesto, il “brand” UNESCO ha assunto, negli ultimi anni, un ruolo crescente nell’attrattività di una destinazione turistica, conferendole un significativo vantaggio competitivo, che si traduce spesso in un incremento delle presenze già dopo qualche anno dal riconoscimento. Da anni, l’iscrizione nella WHL UNESCO ha un’influenza crescente sulla motivazione di viaggio di turisti sempre più consapevoli e sempre più alla ricerca di esperienze.

Crisi idrica e climatica, l’appello di EcoSanFra per una “water governance” planetaria

Crisi idrica e climatica, l’appello di EcoSanFra per una “water governance” planetaria. Da Perugia, sede Unesco per le risorse idriche, il grido degli esperti per i ritardi degli obiettivi dell’Agenda 2030: perché l’acqua è sinonimo di energia e geopolitica.

E’ iniziata con un appello per una sempre più necessaria “water governance” a livello planetario la prima giornata di EcoSanFra, il festival dedicato alla sostenibilità con oltre 30 ospiti in programma all’Auditorium San Francesco di Perugia per affrontare temi come crisi climatica, transizione energetica e salute urbana.

La risorsa acqua

Nella prima giornata dibattito, moderato da Umberto Berlenghini (direzione Cinema e Serie TV – Rai) e preceduto dalla proiezione del film “Siccità” di Paolo Virzì, che ha visto protagonisti esperti e figure autorevoli per parlare della crisi idrica, della prevenzione delle emergenze e della gestione responsabile delle risorse naturali.

Miguel Doria, coordinatore Unesco World Water Assessment Programme (Wwap) e direttore Unesco Programme Office on Global Water Resources, alla fine del suo intervento ha lanciato anche l’idea di realizzare l’edizione 2026 del “Premio Latinoamericano per cortometraggi su acqua e scienza”, magari sempre a Perugia, sede tra l’altro proprio del programma Wwap delle Nazioni Unite e che pubblica un rapporto annuale sullo stato, uso e gestione delle risorse idriche globali, per offrire un quadro generale delle risorse di acqua dolce mondiali, fornendo strumenti ai decisori per politiche idriche sostenibili.

Per Doria, il sole (EcoSanFra che si ispira al Cantico delle Creature di San Francesco in questa seconda edizione gira intorno a “Fratello Sole” come fonte di vita e di energia) è fondamentale anche per affrontare il tema acqua e la questione della scarsità idrica a livello globale. “La siccità riguarda molte parti del globo, con il 10% della popolazione mondiale che vive in paesi con forte stress idrico” ha affermato.

In merito alla domanda di acqua, Doria ha poi ricordato che l’uso a livello globale si è stabilizzato nel corso ultimi 10 anni, anche se questo, secondo alcuni studi, dovrebbe aumentare dell’1% ogni anno nei prossimi 30 anni: “Il Rapporto tra popolazione e disponibilità acqua è destinato a diminuire ed i paesi a reddito basso e medio basso non stanno beneficiando dei miglioramenti relativi all’efficienza nell’uso dell’acqua. I progressi verso il conseguimento degli obiettivi in materia dell’Agenda 2030 stanno subendo ritardi anche gravi”.

Adattamento (“insieme di opzioni naturali, artificiali e tecnologiche, come pure misure sociali e istituzionali, con l’obiettivo di moderare il pericolo o sfruttare le opportunità vantaggiose rese disponibili dai cambiamenti climatici”) e mitigazione (“include l’intervento umano volto a ridurre le fonti o a rafforzare l’assorbimento e la rimozione dei gas ad effetto serra”), sono quindi le parole chiave invocate per affrontare le problematiche in materia.

“Esiste una siccità diretta che avviene per la scarsità di piogge ma anche una indotta da meccanismi che sono di scala geopolitica più ampia” ha affermato Chiara Biscarini, docente di Ingegneria Idraulica, Università per Stranieri di Perugia e copresidente Cattedra Unesco sulla gestione delle risorse idriche e la cultura dell’acqua, per poi aggiungere: “L’acqua, anche se si potrebbe non pensare, è uno dei motivi principali di discordia tra paesi. Possiamo parlare di guerra di siccità anche nella questione israelo-palestinese o in quella russo-ucraina”.

Di acqua come risorsa di energia ha parlato Elisa Moretti, docente di Fisica e Tecnica Ambientale, Dipartimento di ingegneria, Università degli Studi di Perugia: “L’energia è connessa con l’acqua e con la sua disponibilità e quindi nelle prossime sfide energetiche dobbiamo tenere presente questo legame. Nella produzione di energia dal sole la variabilità è modesta, per l’acqua non è così perché può variare di molto la sua disponibilità. Oggi il 15% dell’energia prodotta viene fatta usando acqua, elemento che non solo usato nell’idroelettrico ma anche nelle centrali termoelettriche o nucleari”.

All’incontro sono intervenuti anche Eleonora Mariano, progettazione e comunicazione PEFC, e Alessandro Capati, direttore Hydra – Museo Multimediale Cascata delle Marmore.

La giornata era iniziata dando spazio ai giovani con l’appuntamento curato da Rai Umbria insieme a Mario Acampa – conduttore del Junior Eurovision Song Contest e di Italian Green su Rai2 – in un incontro con studenti e docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio che hanno riempito l’Auditorium perugino.

L’obiettivo di questo evento originale e ideato in esclusiva per il festival EcoSanfra, è stato quello di aprire un confronto su temi fondamentali come la biodiversità, il rispetto dell’ambiente, il bullismo, l’inclusione, fino ad arrivare al drammatico scenario attuale: la guerra. Acampa ha presentato “Fuoco Sacro”, una performance unica nel suo genere, pensata per dare una testimonianza anche ai più piccoli di cosa sia scoprire il “fuoco sacro” che ciascuno custodisce dentro di sé.

Il fuoco è stato esplorato in tutte le sue sfaccettature: come motivazione, con Alessandro Ossola; come odio, bombe e guerra, con Pegah Moshirpour. Iris Di Domenico ha affrontato il tema del bullismo, mentre Marco Martinelli ha parlato del fuoco come reazione chimica tra elementi, ma anche come metafora della passione che unisce nelle relazioni. Mariangela De Luca ha spiegato il potere delle parole, ricordando come anche Dante, nella Divina Commedia, utilizzi più volte l’immagine del fuoco. Infine, con l’illustratore Gabriele Pino, il fuoco è stato raccontato come creatività: l’artista ha dato vita a creature fantastiche, realizzando dal vivo un’opera inedita con il “fuoco sacro” al centro di un disegno. A presentare l’evento è stata Monica Tasciotti, giornalista Tgr Umbria.

A seguire Anter Associazione no-profit ha presentato il progetto “Il Sole in Classe” iniziativa formativa nata per diffondere la conoscenza e il corretto utilizzo delle energie rinnovabili tra i bambini e ragazzi di scuole primarie e secondarie di primo grado. La lezione, tenuta dall’ambasciatrice volontaria Anter per l’Umbria Ilaria Caporali ha offerto agli studenti un’esperienza interattiva e stimolante in sintonia con il fil rouge del festival, “Fratello Sole”, celebrando il Sole come fonte primaria di vita e di energia pulita.

“È fondamentale investire nell’educazione come leva culturale per accompagnare la transizione ecologica ed è ciò che la nostra associazione si impegna a fare ogni giorno presentando Il Sole in Classe nelle scuole con il supporto degli ambasciatori volontari presenti su tutto il territorio nazionale” ha commentato il presidente di Anter Alessandro Giovannini.

La prima serata di EcoSanFra si è conclusa invece con la lectio magistralis del professore Stefano Mancuso, il neuroscienziato, saggista e insegnante di arboricoltura generale ed etologia vegetale all’Università di Firenze, che si è concentrato sull’intelligenza delle piante affascinando il pubblico di un San Francesco al Prato sold out e portando in scena, in anteprima assoluta, una Lectio Magistralis al Cantico delle Creature.

Mancuso, tra le persone che cambieranno il mondo secondo il New Yorker, ha invitato i presenti a cambiare radicalmente lo sguardo sul mondo vegetale. Attraverso scoperte scientifiche e riflessioni ecologiche, Mancuso ha parlato di un’intelligenza silenziosa e diffusa, capace di comunicare, memorizzare, scegliere e collaborare per la sopravvivenza dell’intero ecosistema. La Lectio Magistralis ha intrecciato la Scienza con la spiritualità del messaggio profetico di San Francesco, espresso all’interno del Cantico in cui risuona un’intuizione profonda: la Terra come sorella e madre, un organismo vivente e interconnesso dove la cura per la natura diventa forma di giustizia e responsabilità verso le generazioni future.

Il programma di venerdì

EcoSanFra prosegue la sua programmazione con altri panel e incontri, ma anche concerti e spettacoli. Venerdì 26 settembre (ore 9.30) con “Energia intelligente: innovazione digitale, tecnologie energivore e IA” in cui si parlerà di come, in un mondo sempre più connesso e digitale, anche l’energia stia cambiando volto. Un’occasione per fare il punto sulle nuove tecnologie e sul modo in cui possono aiutarci a ridurre gli sprechi e risparmiare. Se ne discuterà, tra gli altri, anche con Stefano Epifani, presidente della Fondazione Sostenibilità Digitale. Modera Roberto Natale, giornalista e consigliere di Amministrazione Rai.

Un grande tema del nostro tempo sarà al centro di un altro panel, ancora il 26 settembre (ore 11), quello sui cambiamenti climatici e la transizione energetica, con un’attenzione particolare a una transizione giusta, capace di garantire inclusione, accessibilità e benefici perseguendo obiettivi di indipendenza energetica. Ne discuteranno Enrico Giovannini, co-fondatore e Direttore scientifico di ASviS, Antonio Ereditato, research professor all’Università di Chicago e Pierluigi Sassi, presidente Earth Day Italia, Claudia Ravera, responsabile CSR e Sostenibilità Nwg, Enzo Ruini, sales Manager Strategico – Sustainability di Banca Generali (invitato dal team di Financial Planner di Banca Generali Umbria). Modera Giovanna Giubbini, Direttrice dell’Archivio Centrale di Stato. Saluti istituzionali di Stefania Proietti, presidente Regione Umbria, e Marco Giulietti, presidente Its Academy Umbria.

Di grande attualità anche il panel (ore 16.30) “Isole di calore e verde urbano, strategie, tutela del suolo e rigenerazione delle città” che rappresenta la vera sfida delle città contemporanee, visto che l’intensificarsi delle temperature incide sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini. All’incontro interverranno anche Isabella Dalla Ragione, presidente della Fondazione Archeologia Arborea e Paolo Pileri, docente di pianificazione territoriale ambientale all’Università Politecnico di Milano.

Focus poi sul settore agricolo e sul ruolo dell’energia solare in quel comparto con il quarto panel (ore 17.45). Della crescita dell’agrovoltaico e delle numerose sfide che questo pone ne discuteranno, tra gli altri, Mariangela Lancellotta di Aias (Associazione Italiana agrivoltaico sostenibile) e Angelica De Vito, consulente diplomatica per lo studio dei migranti climatici.

In programma in serata anche il concerto gratuito (ore 21) del musicista e attivista Eugenio Cesaro (Eugenio in Via Di Gioia).

Sabato

Infine, sabato 27 settembre (ore 10.30) con “Dal Cantico delle Creature di San Francesco alla comunicazione contemporanea” si parlerà inoltre di linguaggio come strumento universale con le lectio magistralis di Paolo Iabichino, direttore creativo e scrittore pubblicitario, maestro della Scuola Holden e fondatore dell’Osservatorio Civic Brands con Ipsos Italia; di Enrico Menestò, presidente CISAM (Centro Italiano di Studi sull’alto medioevo) e di Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi, che parlerà dell’importanza di un linguaggio di pace in tempo di guerra, tema centrale soprattutto in questi giorni. Ad introdurre invece sarà Silvio Antiga, presidente e fondatore di Grafiche Antiga.

Nel decimo anniversario dell’enciclica “Laudato Sì”, il testo con cui papa Francesco ha richiamato l’umanità a prendersi cura della casa comune intrecciando ecologia, giustizia sociale e spiritualità, EcoSanfra ha voluto anche organizzare il focus “Custodire il creato” (ore 12.20) per riflettere insieme su come custodire la bellezza e la fragilità del Creato. Un dialogo per costruire percorsi concreti di cura e sostenibilità. Tra i relatori Alessio Lutazi, consigliere delegato TSA – Trasimeno Servizi Ambientali, Federica Lunghi, vicepresidente Umbra Acque e Luca Ferrucci, amministratore unico Sviluppumbria. Modera Antonio Pergolizzi, giornalista.

Per i panel si discuterà di comunità energetiche e di fonti rinnovabili nel doppio incontro organizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria. Nel primo, “Il ruolo strategico delle comunità energetiche per le imprese e il territorio” (ore 16) si valorizzerà, attraverso l’intervento degli esperti, il potenziale delle Comunità Energetiche Rinnovabili come strumento strategico per lo sviluppo sostenibile del territorio. Parteciperà, tra gli altri, Silvia Chiassai Martini, presidente Fondazione Cer. Il secondo, “Consumi energetici e fonti rinnovabili al 2050: prospettive e strategie” (ore 17.30) si concentrerà invece sulla transizione energetica, con l’intervento di Alessandra Scognamiglio, ricercatrice presso il dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e presidente Aias.

Il finale di EcoSanFra sarà invece con “Il Canto per la Terra – Dialogo tra un certo ieri e un forse domani” (ore 21). Lo spettacolo (testo, drammaturgia e regia di Giuseppe Di Bello, musiche originali di Sulutumana) è un recital musical/teatrale che racconta la sfida che il genere umano sta affrontando per mettere in sicurezza la propria esistenza.

Si apre a Foligno “I Primi d’Italia”, il programma

Al via oggi, giovedì 25 settembre, a Foligno, la 26ª edizione de “I Primi d’Italia”, il Festival Nazionale dei Primi Piatti organizzato da Epta Confcommercio Umbria con il patrocinio e il contributo del Comune di Foligno.

La prima giornata

La giornata inaugurale si apre alle 15.30 a Palazzo Candiotti, con il taglio del nastro della mostra “Ricette di Ricamo” – esposizione di manufatti tessili ispirati ai primi piatti italiani, a cura delle ricamatrici de “La Gruppa”, laboratorio tessile dell’Università della Terza Età di Foligno – e con il debutto de I Primi d’Italia Junior, i laboratori per bambini realizzati con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e la collaborazione della Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione e dell’associazione Il Filo Rosso.
Alle 16.00 spazio all’apertura ufficiale dei Villaggi del Gusto tematici e dei mercati, che porteranno nel centro storico sapori e tradizioni da tutta Italia. Sempre alle 16.00 si terranno le prime Food Experience all’Auditorium Santa Caterina: “Legàmi di pasta”, a cura dell’Università dei Sapori con la chef Catia Ciofo, e alle 18.00 “Giovani talenti all’opera”, protagonisti i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Spoleto, che proporranno una degustazione con pici in guazzetto di mare con ostriche allo champagne e bottarga.
Il pomeriggio prosegue a Palazzo Candiotti con i laboratori Junior “Le tagliatelle”, “Paglia e fieno” e “La pasta colorata”, per poi lasciare spazio alle 18.00 in Largo Carducci alla cerimonia di inaugurazione ufficiale, con la rappresentazione della scuola di ballo Spazio Danza e il coro della Scuola primaria I.C. Foligno II°.
La serata porta in scena l’alta cucina e la musica. Alle 21.00 l’Auditorium Santa Caterina ospita il primo appuntamento della rassegna “A tavola con le stelle”, con protagonista lo chef Alfonso Caputo della Taverna del Capitano di Marina del Cantone (1 stella Michelin). A seguire, alle 21.30, Largo Carducci accoglie il concerto del gruppo rock Carro Bestiame.

Amoni: passione ed energia di 26 edizioni

“L’avvio de I Primi d’Italia è sempre un momento carico di emozione – le parole del presidente di Epta, Aldo Amoni –. C’è la consapevolezza del lavoro fatto e la voglia di offrire al pubblico un festival che sappia sorprendere e crescere a ogni edizione. Siamo pronti ad accogliere migliaia di visitatori, dall’Italia e dall’estero, con la passione e l’energia che da ventisei edizioni anima questa manifestazione».
Con un programma che unisce cucina, cultura, intrattenimento e solidarietà, grazie alla partnership con Fondazione Telethon per sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare, Foligno si prepara a vivere quattro giornate intense, confermando il ruolo de I Primi d’Italia come uno degli appuntamenti più rappresentativi del panorama enogastronomico nazionale.

Programma completo: https://iprimiditalia.it/

Ordine Architetti Perugia, c’è il nuovo Consiglio di disciplina

Si è insediato il nuovo Consiglio di disciplina dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Perugia. Il nuovo organo, che resterà in carica 4 anni, e composto da 8 architetti – Alessandro Balucani (presidente), Paolo Moressoni (segretario), Stefania Ferretti, Rosaria Catana, Andrea Dragoni, Stefano Tanci, Federica Fabiani, Maurizio Grasselli – e da tre avvocati: Francesco Vantaggiato, Rossano Monacelli ed Alessia Gionnangeli.

La presidente dell’Ordine, Virna Venerucci, ha accolto nella seduta di insediamento i nuovi membri nominati dal Tribunale di Perugia.

Ringraziandoli per l’attività che andranno a svolgere, la presidente ha sottolineato l’importanza del Consiglio di disciplina: “poiché è l’organo che vigila sulla correttezza dell’esercizio professionale e ha il compito di decisione delle questioni deontologiche e disciplinari riguardanti gli iscritti all’albo”.

San Francesco torna festa nazionale, ok dalla Camera

Il 4 ottobre dal 2026 torna ad essere festa nazionale nella giornata di San Francesco, patrono d’Italia. Dopo il via libera della Camera dei Deputati manca solo l’ok definitivo in Senato nei prossimi giorni.

Il giorno di San Francesco torna dunque ad essere festa nazionale, come era stato fino al 1977.

Un provvedimento accolto con “grande gioia, gratitudine e responsabilità” nella città Serafica.

“Per Assisi – evidenzia il sindaco Valter Stoppini – è un onore essere il cuore pulsante di una festa che unisce l’intero Paese, rafforzando il ruolo e la missione della nostra città come luogo d’incontro e speranza, chiamato a portare avanti l’eredità di San Francesco. Una responsabilità che sentiamo forte, soprattutto in questo momento storico difficile, segnato da guerre e divisioni che tutti insieme dobbiamo respingere, promuovendo innanzitutto la cultura della pace e dell’inclusione”.

“Nel corso degli anni – ricorda Stoppini – diversi sindaci e amministratori di Assisi hanno caldeggiato l’idea di riportare il 4 ottobre a festa nazionale. Anche la Regione Umbria si è espressa più volte favorevolmente in tal senso. La precedente amministrazione comunale, con il sindaco Stefania Proietti, oggi presidente dell’Umbria, ha rilanciato più volte la richiesta. Anche il Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco ha sostenuto l’idea e ci sono state diverse proposte di legge. Oggi è stato raggiunto un traguardo importante, che lancia all’Italia e al mondo un messaggio chiaro e forte: pace, solidarietà, inclusione, rispetto per l’ambiente sono valori fondamentali, che vanno promossi e praticati, come antidoto al clima di odio e violenza che stiamo vivendo”.

Danni cinghiali, nuove regole per i risarcimenti | Al vaglio modifiche al regolamento 34

Nuovo disciplinare in Umbria per gli indennizzi dei danni causati dalla fauna selvatica a chi viaggia sulle strade. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Simona Meloni, approvando le nuove regole ha stanziato 800mila euro l’anno per garantire la copertura degli indennizzi. Il fondo, istituito presso la direzione sviluppo economico, agricoltura, istruzione, formazione e lavoro, turismo e sport, stabilisce criteri e modalità di accesso. Il disciplinare definisce con chiarezza i casi di ammissibilità, i soggetti beneficiari e la misura del ristoro: 60% delle spese documentate per la riparazione del veicolo o, in caso di rottamazione, fino al 50% del valore stimato secondo listino Eurotax, con un tetto massimo di 4.999,99 euro. Le domande dovranno essere presentate entro 30 giorni dal sinistro, esclusivamente tramite PEC o raccomandata A/R, corredate da modulistica e documentazione completa.

La presidente Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza del nuovo provvedimento: “Fino a oggi i cittadini che subivano danni a causa della fauna selvatica erano costretti a rivolgersi ai tribunali, affrontando trafile giudiziarie lunghe, costose e dall’esito incerto, con un aggravio anche per la pubblica amministrazione. Ogni anno si registrano circa 120 procedimenti con la Regione Umbria, a cui vanno aggiunti i casi coperti dalle assicurazioni private e quelli in cui i cittadini hanno rinunciato ad agire. Oggi, con l’approvazione di questa misura mettiamo fine a questa situazione introducendo una procedura amministrativa semplificata che, grazie all’investimento regionale, consentirà di ottenere il risarcimento in maniera diretta e chiara, senza passare per le aule di giustizia, dando risposte concrete, rapide e trasparenti”.

Proietti ha parlato del problema della fauna selvatica: “Non possiamo ignorare i numeri, che descrivono la diffusione della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali. Negli ultimi decenni la crescita non è stata più frutto di una gestione programmata, ma ha assunto dimensioni tali da incidere in modo pesante sulla sicurezza stradale, sull’attività agricola, sulla tutela del paesaggio e persino sulla salute delle persone. È un problema che riguarda non solo i cittadini coinvolti negli incidenti, ma anche le nostre comunità, le imprese e i territori, spesso segnati dall’abbandono dei terreni e dalle difficoltà di chi vive nelle aree interne”.

Meloni ha spiegato: “Il disciplinare introduce regole semplici e di facile accesso per i cittadini che subiscono danni, evitando il ricorso ai tribunali e garantendo un indennizzo diretto. Dopo anni di richieste inascoltate, colmiamo un vuoto normativo e restituiamo ai cittadini uno strumento snello e concreto. Abbiamo stanziato risorse importanti a tutela della sicurezza stradale, ma questo è solo un tassello di una strategia più ampia. Ogni anno la fauna selvatica provoca in Umbria danni stimati in oltre un milione di euro, tra incidenti stradali e perdite in agricoltura. Per questo stiamo lavorando anche sul contenimento dei cinghiali e sul rafforzamento del confronto con il mondo agricolo e venatorio, attraverso la consulta della caccia. L’obiettivo è duplice: ridurre i danni e allo stesso tempo ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche. Questo disciplinare segna un cambio di passo: tutela i cittadini, sostiene gli agricoltori e rende più efficiente l’azione regionale”.

Infine, l’assessora Meloni ha annunciato che sono in arrivo novità per quanto riguarda il regolamento n. 34 del 1999 sul prelievo venatorio del cinghiale in forma singola e collettiva. Sono infatti al vaglio alcune proposte che dovranno essere poi partecipate con la consulta regionale della caccia. L’obiettivo è quello di contribuire in maniera efficace al depopolamento dei capi in ottemperanza al piano di contenimento elaborato dal commissario straordinario alla peste suina africana. Tra le misure allo studio anche il ripensamento delle modalità di caccia attualmente previste.

Dall’Università di Perugia i designer del futuro

All’Università di Perugia si formano i designer del futuro, con il concorso di idee ‘Contemporary stones’, riservato ai circa 120 studenti universitari iscritti al terzo anno del corso di laurea triennale in Design, attivato nel Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale (Dica) dell’Ateneo perugino e per il quale sono chiamati a esprimere tutto il loro ingegno e la loro creatività.

“Immaginate di essere nel più grande studio di Design dell’Umbria, a cui il cliente ha commissionato la progettazione di uno stand fieristico. L’azienda si aspetta un punto di vista diverso dal solito, giovane e fresco” ha detto il professore Paolo Belardi ha introdotto il concorso di idee illustrato al Polo di Ingegneria in occasione della prolusione al corso di ‘Exhibit design’ tenuto, appunto, dal professore Paolo Belardi. Presenti i committenti, rappresentanti dell’azienda eugubina ‘Pietre d’Arredo’, brand di Colmef group, eccellenza italiana del settore edile, che hanno presentato l’azienda e il contesto in cui opera: Franco Giacometti e Mario Ferrazzano, il primo amministratore e il secondo direttore commerciale di Colmef group, e Andrea Gottardo, business manager di Pietre d’Arredo; è intervenuto, inoltre, per i saluti istituzionali, il professore Giovanni Gigliotti, direttore del Dica.

Il concorso prevede la selezione di un trentina di progetti individuali da consegnare entro aprile 2026 e il vincitore si aggiudicherà un viaggio studio in una capitale europea, perché “si sa che il designer è un professionista che vive con la valigia in mano”, ha commentato il professore Belardi. Nello specifico, la progettazione dovrà riguardare uno stand fieristico per Pietre d’Arredo, organizzato in un’area ipotetica di forma quadrata di 10 X 10 metri, accessibile su due lati adiacenti con il vincolo di un’altezza massima delle strutture pari a 4 metri.

“Un’azienda come la nostra – ha dichiarato Gottardo – deve cercare di unire la filiera, che parte dalla fabbrica, dalla Ricerca & Sviluppo, in cui inserire design italiano, competenza e tradizione. Se da un lato bisogna tramandare la tradizione, dall’altro occorre uno sguardo aperto al futuro e il futuro sono i giovani, ingegneri e architetti che un domani disegneranno emozioni di natura estetica. Partecipare a questi eventi è per noi una semina: questi futuri designer dovranno cercare di interpretare un prodotto, di emozionare attraverso la pietra”.

“Colmef è un’azienda umbra che nasce nel 1980 a Gubbio – ha aggiunto Ferrazzano – e produce prodotti premiscelati per l’edilizia ad alto contenuto tecnologico; attraverso il brand Pietre d’Arredo guardiamo ai progettisti del futuro, al mondo del design, dell’architettura e quindi ben si addice un progetto come questo, che è di supporto alla progettazione, anche stilistica, degli edifici e alla loro valorizzazione”. “Il corso di laurea in Design non ha ancora compiuto dieci anni – ha precisato Gigliotti – ma si è affermato a livello locale e nazionale per alcune sue peculiarità, tra cui il forte legame che c’è con l’Accademia di Belle Arti ‘Pietro Vannucci’ di Perugia, unico in Italia. Inoltre, il legame con il territorio si esplica soprattutto nelle centinaia di convenzioni che abbiamo stipulato con aziende, in realtà anche fuori regione, per lo svolgimento dei tirocini. Abbiamo tra le 200 e le 250 matricole all’anno, che vengono coinvolte in tante iniziative come quella di oggi, con risultati molto interessanti. Le prospettive lavorative sono molto buone, proprio perché ormai il Design è entrato in tantissime aziende”. Belardi, infine, ricordando la Settimana della custodia, ha richiamato l’attenzione sul fatto che “noi siamo custodi del patrimonio immobiliare dell’ateneo, ma siamo anche soprattutto custodi del patrimonio immateriale che sono i ragazzi e le ragazze che si iscrivono ai nostri corsi e si formano sotto la nostra guida. Questo è un mondo che tende a dare poche speranze, a soffocare la creatività. Il nostro ruolo di custodi è proprio quello di alimentare e valorizzare la creatività dei giovani ed è quello che stiamo cercando di fare e che faremo con questo concorso, credo ci saranno belle sorprese”.

Crisi del lago, sgravi a imprese e associazioni del Trasimeno

L’Unione dei Comuni del Trasimeno valuta positivamente gli sgravi agli operatori economici e alle associazioni del comprensorio predisposti dalla Regione alla luce della crisi del lago.

“Questo è un passaggio significativo rispetto a una questione davvero complessa come la crisi idrica del Trasimeno”, commenta Giulio Cherubini, reggente pro tempore dell’Unione dei comuni del Trasimeno.

Gli sgravi annunciati riguardano il canone dovuto per l’utilizzo delle pertinenze idrauliche e delle spiagge del lago: per le attività economiche con scopo di lucro (a cui era già stata accordata una riduzione del 30%) è prevista una ulteriore riduzione che porta lo sconto totale al 50%; per le associazioni senza scopo di lucro e le associazioni sportive dilettantistiche (che prima non erano incluse negli sgravi) è prevista una riduzione del 20%.

Cherubini spiega come si sta muovendo l’Unione dei Comuni del Trasimeno per cercare di affrontare le sfide legate alla gestione di un territorio così vasto e articolato: “La collaborazione che stiamo avendo con la Regione Umbria, e che ha portato anche a questi sgravi, è un’opportunità che dobbiamo sfruttare affinché l’Unione dei Comuni del Trasimeno possa diventare la solida, efficace ed efficiente struttura di gestione di quella che vorremmo diventi la ‘Città del Trasimeno’. L’Unione dei Comuni, infatti, deve ora fare un ulteriore salto di qualità per rafforzarsi e strutturarsi. Questo è un passaggio che chiediamo di poter realizzare a Regione Umbria, in particolare con il confronto con il vicepresidente Bori, che ha già dato un segnale significativo in tal senso. La struttura e l’organigramma attuali ci consentono l’attuazione di alcune funzioni proprie dei comuni: politiche sociali integrate e innovative (da poco è attivo anche il nuovo servizio di Pronto Intervento Sociale), l’assistenza tecnica per le strategie territoriali (ITI e Aree Interne), il bilancio, il turismo. Serve, senza ulteriori indugi, crescere per poter svolgere gli ulteriori compiti che garantiscono i grandi interventi per cui l’Unione è stata creata”. Cherubini spiega infatti che quest’anno, a fronte di un nostro progetto di crescita, Regione Umbria ha aumentato il trasferimento delle risorse stato/regione per le funzioni associate delle unioni, di ulteriori 80.000 euro.

“Dobbiamo utilizzare questi spazi di manovra economici che ci sono stati concessi – afferma – per rafforzare l’Unione e consentirgli finalmente di essere un soggetto protagonista: questo anche in vista della messa a terra dei progetti elaborati nell’ambito della Snai (Strategia nazionale aree interne) Trasimeno, per cui ci sono risorse fondamentali e investimenti sul territorio per 12 milioni di euro”. In quest’ottica, il piano di rafforzamento strutturale dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, prevede proprio il rafforzamento delle aree tecniche e la creazione di una centrale di committenza propria.

“I Comuni del Trasimeno – conclude Cherubini – sono chiamati a un forte senso di responsabilità. Dobbiamo dimostrare di essere pronti a questo percorso di crescita, affinché poi l’ente regionale possa stabilizzare e portare avanti il suo percorso di sostegno alle Unioni dei Comuni. Un percorso ineludibile se vogliamo che realtà aggregate, che rispondono a interessi aggregati di aree vaste come il Trasimeno, possano avere successo”.

Rispetto degli impegni dell’Accordo di programma, sopralluogo all’Ast

Sopralluogo dell’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, insieme ai vertici di Ast-Arvedi, un sopralluogo presso lo stabilimento di Terni, per verificare il rispetto del cronoprogramma relativo agli interventi previsti dall’Accordo di programma in materia ambientale e di sostenibilità della produzione industriale e in particolare per la realizzazione della nuova rampa scorie.

Il sopralluogo si è concentrato in particolare sui lavori di realizzazione della nuova rampa scorie, opera strategica per risolvere le annose problematiche relative alle polveri di Prisciano e per il contenimento delle emissioni diffuse.

“Si tratta del primo vero passo verso la risoluzione delle polveri di Prisciano, grazie all’Accordo di programma sottoscritto quest’estate – ha dichiarato l’assessore Thomas De Luca – è un’enorme soddisfazione constatare come dopo oltre dieci anni il cantiere ha preso finalmente avvio. L’intervento avrà l’obiettivo di trattare interamente al chiuso le scorie, abbattendo le emissioni diffuse oggi non captate”.

L’autorizzazione alla realizzazione è stata rilasciata dalla Regione il 14 luglio 2025 a seguito di un percorso lungo e complesso. “Abbiamo voluto verificare in loco il rispetto del cronoprogramma. Il progetto per la rampa è inoltre strategico per il recupero progressivo delle scorie e per la riduzione significativa del loro conferimento in discarica. L’entrata in funzione dell’infrastruttura è prevista, secondo gli obiettivi, entro l’inizio della primavera del 2026. Non abbiamo mai mollato su questo obiettivo e continueremo a vigilare”.

De Luca ha ribadito l’impegno della Giunta nel monitoraggio costante: “Nei prossimi mesi attueremo passo dopo passo quanto contenuto nell’Accordo di programma. La tutela della salute pubblica e la salvaguardia ambientale sono il punto centrale del percorso di ambientalizzazione delineato all’interno dello stesso, che ha visto l’impegno senza precedenti della Regione Umbria mediante la soluzione energetica basata sulle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche”.