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Autore: Redazione

Legge di Bilancio, l’allarme per lo stop alla compensazione dei crediti

Legge di Bilancio 2026, lo stop alla compensazione dei crediti preoccupa l’Ordine dei commercialisti di Perugia. Il presidente Enrico Guarducci lancia l’allarme: “Rischia di penalizzare le imprese che hanno già effettuato investimenti. Nel caso passasse la norma – è il suo auspicio – non dovrebbe essere retroattiva”

L’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Perugia (Odcec) manifesta in questo modo preoccupazione per le imprese e lancia un grido di allarme per coloro che vantano crediti fiscali utilizzabili in compensazione. “L’articolo 26 della bozza della Legge di Bilancio 2026 – specifica, in una nota, il presidente dell’Odcec di Perugia, Enrico Guarducci – prevede infatti che dal primo luglio 2026 non sarà più possibile la compensazione dei crediti d’imposta generati dal piano Transizione 4.0 e 5.0 o dai bonus edilizi, in particolare dal Bonus 110, e tutti i crediti non derivanti dalla liquidazione delle imposte come l’Ires, l’Iva o l’Irpef, con i contributi Inps. Tale decisione rischia di penalizzare le imprese in questa di difficile congiuntura ed in particolare quelle che hanno effettuato investimenti, ad esempio in macchinari, o impiegato la liquidità per acquistare crediti fiscali certi di poter beneficiare di compensazioni che con la Legge di Bilancio rischiano dall’oggi al domani di scomparire”.

“Il provvedimento – aggiunge Guarducci – va anche ad accentuare quell’atavico problema, tutto italiano, dell’incertezza normativa nel tempo che mina alle fondamenta lo spirito imprenditoriale e la voglia di investire dei nostri imprenditori non potendo contare su una pianificazione finanziaria certa”.

“Se non si riuscisse ad eliminare la norma in oggetto – conclude Guarducci –, dovrebbe in caso mai esserne limitata l’applicazione alle imprese di grandi dimensioni e, in ogni caso, applicata esclusivamente ai crediti maturati o acquistati dopo l’entrata in vigore della Legge di Bilancio”.

Aggressioni a personale sanitario, numeri allarmanti

“Proteggi chi ti cura – prevenzione e gestione degli atti di violenza contro le professioni sanitarie e sociosanitarie”. A Perugia si è svolta l’iniziativa promossa dalla consulta delle professioni sanitarie e sociosanitarie della Regione Umbria nell’ambito del progetto “Umbria contro ogni genere di violenza”, al fine di richiamare l’attenzione su un fenomeno in costante crescita che mette a rischio la sicurezza degli operatori e la qualità dell’assistenza.

“La violenza contro il personale sanitario – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – rappresenta una violazione grave del patto di fiducia tra cittadini e sistema di cura. Proteggere chi ogni giorno tutela la salute dei cittadini è un dovere istituzionale e un impegno politico imprescindibile. La Regione sarà sempre al fianco degli operatori con interventi concreti, rafforzando prevenzione, sicurezza, formazione e supporto psicologico. Nessuna forma di violenza può essere tollerata: difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti”.

Per la Regione è intervenuta Enrica Ricci, medico, dirigente del servizio Programmazione e controllo strategico del SSR, che ha ribadito la necessità di un’azione coordinata e continuativa; mentre Ottavio Alessandro Nicastro, direttore sanitario dell’USL Umbria 1 e Simona Carosati, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Perugia, hanno richiamato l’impegno delle aziende sanitarie nel potenziare le misure di prevenzione. Tiziano Scarponi, vicepresidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Perugia e rappresentante della consulta, ha illustrato i progetti in corso, tra cui sistemi di segnalazione più efficaci, percorsi formativi specifici e strumenti di supporto agli operatori vittime di aggressione.

I numeri

I rappresentanti della consulta delle professioni sanitarie e sociosanitarie hanno presentato un quadro allarmante del fenomeno: oltre 18mila aggressioni nel 2024 a livello nazionale con 22mila operatori coinvolti, un incremento del 15% rispetto al 2023. Le donne rappresentano oltre il 60% delle vittime, con il personale infermieristico che registra il 55% delle aggressioni.

È stato presentato anche un piano di interventi concreti che include sistemi di allerta immediata, segnalazione digitale tramite QR code, sportelli di supporto psicologico con interventi entro 96 ore dall’aggressione, formazione specifica e monitoraggio sistematico attraverso survey regionali.

Luca Benedetti, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria ha riportato al centro del dibattito la Carta di Perugia del 1995, nata dalla collaborazione tra giornalisti, medici e psicologi, i cui principi, inclusi nel codice deontologico, mantengono piena attualità: rispetto della dignità del paziente, obbligo di verifica delle fonti, responsabilità delle fonti sanitarie nel fornire informazioni complete, e impegno reciproco a evitare allarmismi e distorsioni della verità. Un’informazione responsabile, che necessita del contributo di tutti gli attori coinvolti, può educare l’opinione pubblica sulla complessità del sistema sanitario, valorizzare il lavoro degli operatori e gestire realisticamente le aspettative dei cittadini, contribuendo così alla prevenzione della violenza.

Alla tavola rotonda è stato rappresentato il quadro complesso e peculiare in cui ogni professione si trova ad operare quotidianamente, grazie agli interventi di: Elisa Ceciarini, presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Perugia; Federico Pompei, presidente dell’Ordine delle Professioni tecniche della riabilitazione e della prevenzione; Brigitta Favi, presidente dell’Ordine dei Medici veterinari di Perugia; Roberta Fratini, presidente dell’Ordine della Professione di ostetrica; Filiberto Orlacchio, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Perugia e Carlo Garofalo, presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Umbria, Cristina Zinci per l’Ordine degli Avvocati di Perugia, che ha illustrato il quadro giuridico di tutela; Luca Benedetti, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria.

La Regione ha ribadito che il percorso avviato con “Umbria contro ogni genere di violenza” proseguirà con determinazione, confermando il proprio impegno per un sistema sanitario più sicuro, rispettoso e vicino ai cittadini.

Il punto sulla ricostruzione tra fine del Superbonus e novità normative

Il Comitato Istituzionale dell’Umbria si è riunito per fare il punto sull’avanzamento della ricostruzione post-sisma 2016.

“È stato un momento importante di confronto tra Regione, Province, Comuni del cratere e Ufficio Speciale Ricostruzione, che ringrazio per il lavoro quotidiano e per lo spirito di squadra” ha dichiarato la presidente della Regione Stefania Proietti, che ha ringraziato l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, i Comuni del cratere e gli uffici delle Province e della Regione per il lavoro di squadra. Tanto più importante in una fase di grandi cambiamenti, tra la fine del Superbonus ed alcuni importanti aggiornamenti normativi.

Nella ricostruzione privata 9 pratiche su 10 sono state evase, con oltre 3.700 cantieri avviati e 2.300 conclusi, mentre i contributi concessi superano 1,4 miliardi di euro, di cui oltre 861 milioni liquidati. Di questi 190 milioni, pari al 22 per cento, sono stati liquidati solo nei primi 10 mesi del 2025.

Anche sulla ricostruzione pubblica il percorso procede con decisione: 436 interventi finanziati, per un totale di 735 milioni di euro, che riguardano scuole, municipi, infrastrutture, ospedali come quelli di Norcia e Cascia, beni culturali e grandi interventi simbolici come la Basilica di San Benedetto, riaperta lo scorso 31 ottobre. Tra i progetti più innovativi, l’intervento pubblico-privato per la ricostruzione di Castelluccio di Norcia su una piastra di fondazione dotata di isolatori sismici per una riduzione del rischio sismico quasi a zero.

Il programma Next Appennino, finanziato attraverso il Fondo Complementare al PNRR, ha stanziato 1,78 miliardi per l’area del sisma, con progetti e cantieri ormai in piena operatività.

Formaggi, ecco le eccellenze umbre

Si è composto il podio dell’ “Umbria dei Formaggi”, che per le varie categorie in concorso ha decretato i prodotti più gustosi.

Tra pastori 4.0, borghi che diventano capitali del gusto e assaggiatori ONAF che trasformano la tecnica in passione, la quarta edizione della Rassegna “L’Umbria dei Formaggi” ha avvolto la Sala Polivalente della Camera di Commercio con i suoi profumi. Sul palco Slow Food, Vallo di Nera, le associazioni agricole e la comunità del cacio umbro. E soprattutto loro: i formaggi premiati, protagonisti assoluti della cerimonia di quest’anno.

Formaggio umbro in rassegna

La quarta edizione della Rassegna “L’Umbria dei Formaggi” (45 formaggi in gara tra pecorini, caprini e misti), organizzata da Promocamera, ha confermato il suo ruolo: non una semplice premiazione, ma una rappresentazione corale di ciò che significa fare formaggio in Umbria oggi.

A scandire i tempi e guidare l’incontro è stato Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio, che ha aperto i lavori con un richiamo secco e appassionato alla necessità di rafforzare una filiera coesa, capace di crescere con strumenti moderni e visione condivisa. Accanto a lui il presidente Giorgio Mencaroni, che ha ricordato la nascita della rassegna e la sua evoluzione in un progetto strutturato, capace di raccontare un settore identitario della regione.

Il rigore ONAF e il cuore degli assaggiatori

Il contributo degli assaggiatori della ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi è stato decisivo. Claudio Spallaccia, responsabile della delegazione perugina, ha illustrato al pubblico il metodo: campioni anonimizzati, schede sensoriali basate su parametri oggettivi, analisi rigorose, completa trasparenza nella desanonimizzazione. Un lavoro che unisce scienza, competenza ed esperienza, ma anche passione, come si è percepito nella consegna degli attestati ai giurati, accolti da un applauso spontaneo e caloroso.

Slow Food accende la sala: “Fior di Cacio può diventare il nuovo punto di riferimento nazionale”

Tra gli interventi più vibranti, quello di Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, che ha tracciato un quadro moderno e coraggioso del mestiere del pastore. Nessuna figura romantica: oggi servono competenze tecniche, gestione aziendale, conoscenza dei mercati, capacità di innovare.

Poi l’annuncio che ha scosso la platea: l’idea di trasformare Fior di Cacio – l’evento di Vallo di Nera – in un appuntamento nazionale alternativo negli anni di pausa della rassegna “Cheese” di Bra. Una proposta che rende l’Umbria protagonista non solo della qualità produttiva, ma anche della cultura casearia italiana.

La storia di un borgo e il suo ruolo nell’Italia del cacio

La sindaca Agnese Benedetti ha ricostruito con precisione il percorso che ha portato Vallo di Nera a diventare l’unico “Comune italiano del formaggio” riconosciuto da ONAF. Una storia fatta di intuizioni, di lavoro di comunità, di scelte lungimiranti.

Il suo intervento, intenso e diretto, ha ricordato come la cultura del cacio abbia radici profonde e come la collaborazione tra istituzioni locali, Slow Food e Camera di Commercio stia aprendo nuove prospettive per tutto il territorio.

La visione della Camera di Commercio: identità, qualità, futuro

Il presidente Mencaroni ha riaffermato il senso della rassegna: creare un’identità forte per il formaggio umbro e dotare i produttori di strumenti concreti per crescere.

Ha ricordato il valore del metodo ONAF, l’importanza della partecipazione degli allevatori, il ruolo delle associazioni agricole – Coldiretti, Confagricoltura e CIA – e ha sottolineato il contributo di figure come Paolo Pani e Piergiorgio Angelini, fondamentali nella costruzione del progetto.

“L’Umbria dei Formaggi – ha ribadito – non è un concorso, ma un laboratorio che valorizza il territorio, stimola l’innovazione e crea nuovi spazi per la qualità”.

La premiazione: applausi, emozioni e storie

Quando il momento della premiazione è arrivato, la sala si è trasformata in un piccolo teatro di emozioni. Ogni produttore chiamato sul palco ha portato con sé un pezzo di Umbria: pascoli in altura, mungiture all’alba, caseifici familiari, esperimenti riusciti, formaggi che raccontano un’annata intera.

I riconoscimenti hanno seguito le soglie previste:
– Premio Qualità (da 75/100)
– Premio Eccellenza (oltre 80/100)

L’elenco delle aziende ha dato corpo a una comunità che cresce, si confronta e mette al centro del proprio lavoro la qualità.

Un finale che profuma di territorio

Il banco d’assaggio ONAF che ha chiuso la giornata ha trasformato il pomeriggio in un’esperienza sensoriale completa. Il pubblico ha assaggiato i formaggi protagonisti della rassegna, scoprendo aromi, differenze, sfumature, storie.

Un momento conviviale che ha confermato una verità semplice: la filiera casearia umbra è piccola, ma straordinariamente viva; è radicata, ma pronta a innovare; è composta da persone che credono ancora profondamente nel valore del proprio lavoro.

Premi Umbria dei Formaggi 2025

Menzione Speciale a latte crudo – Premio Slow Food Umbria
Azienda Agricola Alfina di Marceddu & C. Soc. Semplice di Orvieto

Azienda Agraria Solana di Colle Umberto – Perugia
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pecardo- Premio Qualità
Sollazzano – Premio Qualità

Azienda Agricola Alfina di Marceddu & C. Soc. Semplice – di Orvieto
· Categoria Pecorino Semistagionato
Alfina Semistagionato – Premio Eccellenza
· Categoria Pecorino Stagionato
Canestrato Stagionato – Premio Eccellenza
Cuore di capretto – Premio Qualità

Azienda Agricola Andrea Pasqua – Acquasparta – Terni
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pecorino – Premio Qualità
· Categoria Pecorino Stagionato
Pecorino Gran Riserva – Premio Qualità

Azienda Agricola Fattoria del Monte Puro di Foligno
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pecorino – Premio Eccellenza
· Categoria Pecorino Stagionato
Il Verchianese – Premio Qualità
· Categoria Formaggio Misto
Formaggio Misto – Premio Qualità

Azienda Agricola Febbi Nadia di Norcia, frazione Piediripa
· Categoria Pecorino Semistagionato
Il Norcia Novello – Premio Eccellenza
· Categoria Pecorino Stagionato
Il Norcia Antico – Premio Qualità

Azienda Agricola Le Mandrie – Monte Subasio – Assisi
· Categoria Formaggio Misto
Mandrigiano – Premio Qualità

Azienda Agricola Marco Medei – Coste di Trevi
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pecorino Umbro – Premio Qualità
· Categoria Pecorino Stagionato
Pecorino Umbro – Premio Qualità

Azienda Agricola Reali “ Il Pastore di Rescia “ – Monteleone di Spoleto
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pecorino Resciano – Premio Qualità

Azienda Agricola Rossi Rita – Colforcella – Cascia
· Categoria Pecorino Stagionato
Pecorino – Premio Eccellenza
· Categoria Formaggio Misto
Cacio – Premio Qualità

Azienda Agricola Salvatori Celestino – Norcia
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pecorino – Premio Qualità

Azienda Agricola Tabarrini Marco -Fattoria la Redola Verde – Turrita – Montefalco
· Categoria Pecorino Semistagionato
Turriolo – Premio Eccellenza

Caseificio Broccatelli – Santa Maria degli Angeli – Assisi
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pecorino Subasio – Premio Eccellenza

Caseificio Mazzatosta srl – Passaggio di Bettona
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pecorino di Bettona -Premio Qualità

Gruppo Grifo Alimentare – Perugia
· Categoria Pecorino Semistagionato
Pilato Norcia- Premio Eccellenza
· Categoria Pecorino Stagionato
Testa Nera – Premio Qualità
Roccaccio – Premio Qualità
· Categoria Formaggio Misto
Pellegrino – Premio Eccellenza
Caciottone – Premio Qualità

Nuovo McDonald’s a Orvieto Scalo: cibo iconico, lavoro e punto di ritrovo con attenzione ai bambini

L’apertura di una nuova attività (già 30 i dipendenti, il doppio a regime) è di per sé già una buona notizia per un territorio. Ma McDonald’s, da lunedì attivo a Orvieto Scalo in via A. Costanzi SNC, il quarto ristorante del celebre marchio nella provincia ternana, è destinato a diventare un punto di ritrovo, in particolare per i giovani e le famiglie.

Non deve sorprendere, quindi, che al taglio del nastro sia intervenuta anche la sindaca Roberta Tardani, insieme a Paolo Orabona e naturalmente insieme al suo team.

“Sono entusiasta – le parole di Paolo Orabona, licenziatario McDonald’s – di annunciare l’apertura di un nuovo ristorante McDonald’s proprio qui a Orvieto. Il mio obiettivo – ha infatti annunciato – insieme con tutto il mio team, è quello di offrire momenti unici di convivialità e il nostro pieno supporto al territorio locale, generando non solo occupazione ma anche valore sociale. Sono sicuro che, con i nostri servizi e la nostra nuova offerta di ristorazione in questa parte della città, potremo diventare un punto di riferimento per tutta la comunità locale”.

Il nuovo McDonald’s conta un totale di 236 posti a sedere ed è dotato di kiosk digitali che permettono di ordinare in totale autonomia e velocità, personalizzando alcune ricette e modificando alcuni ingredienti. Un’innovazione che consente ai clienti di attendere il proprio ordine comodamente seduti al tavolo del ristorante.

Il locale mette a disposizione dei suoi clienti il McCafé: un luogo di ritrovo ideale per condividere con gli amici o in famiglia la colazione mattutina, per fare una pausa caffè veloce o per ritagliarsi un momento di gusto nel corso della giornata. Qui i clienti possono, infatti, non solo gustare un caffè di qualità ma anche scegliere tra la varietà di bevande calde, fresche spremute e gustosi prodotti da forno, tutti provenienti da aziende italiane.

Il ristorante ha una doppia corsia McDrive, grazie alla quale è possibile ordinare, pagare e ricevere l’ordine direttamente dalla propria auto. La soluzione ideale per chi ha fretta o non può comunque fermarsi al ristorante.

Per le famiglie che invece possono consumare i pasti all’interno, grande attenzione ai più piccoli. All’interno della sala si trova infatti uno spazio interamente dedicato ai bambini, con una serie di servizi che regalano alle famiglie momenti di spensieratezza e divertimento; all’esterno del locale, possono intrattenersi nell’area giochi a loro dedicata. Sempre alle famiglie è dedicato anche il servizio che permette ai più piccoli di celebrare il proprio compleanno, organizzando una festa a tema proprio all’interno del ristorante.

Il nuovo McDonald’s sarà aperto da domenica a giovedì dalle 7:30 alle 24, venerdì e sabato fino alla 1:00. La doppia corsia McDrive sarà disponibile da domenica a giovedì dalle 7:30 alla 1:00, venerdì e sabato fino alle 2:00.

“Cucinare Insieme”, il laboratorio di cucina per l’autonomia dei ragazzi con Disturbo dello spettro autistico

Presentato l’innovativo progetto “Cucinare Insieme”, per l’autonomia dei ragazzi con Disturbo dello spettro autistico. Un laboratorio di cucina che diventa spazio di crescita, autonomia e lavoro. Un percorso pratico e strutturato di apprendimento, attraverso attività culinarie e di sala svolte all’interno dell’Agriturismo La Maestà di Carpello di Foligno, con il supporto degli operatori della Cooperativa Seriana 2000 in appalto con la USL Umbria 2 – Salute Mentale.

In questo contesto ha preso il via “CiambelliAmo”, la prima iniziativa concreta del percorso: ciambelline dolci e salate prodotte dai ragazzi e dalle ragazze, che verranno vendute per generare una entrata economica destinata a costruire per loro un vero e proprio stipendio mensile. Un primo passo verso una possibile autonomia lavorativa.

Un progetto frutto di una convenzione pubblico-privata che è stato presentato alla Sala Fiume di Palazzo Donini, a Perugia, partendo da un quadro introduttivo sullo stato dell’agricoltura sociale in Umbria delineato dalla professoressa Biancamaria Torquatidell’Università degli studi di Perugia DSA3. A spiegare nel dettaglio gli obiettivi dell’accordo sono stati il dottor ⁠Marco Grignani, Direttore DSM USL Umbria 1, e il dottor Angelo RellaResponsabile CSM Foligno, USL Umbria 2. Tra gli altri interventi quello di Bianca Maria Tagliaferri, presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità in Umbria, di Sandro Acciarini dell’azienda agrituristica La Maestà e di Ledy Silva, cuoca e referente del progetto “CiambelliAmo”. Per l’occasione sono intervenuti anche due dei ragazzi e delle ragazze inseriti nei progetti, quale testimonianza del valore del laboratorio gastronomico inclusivo e per aumentare la loro qualità di vita e le prospettive di lavoro. Dopo aver raccontato la loro esperienza hanno voluto far degustare al pubblico intervenuto le preparazioni dolci e salate. Presenti l’assessore all’Agricoltura del Comune di Trevi, Cinzia Speroni, e l’imprenditore Carlo Caporicci della Tenuta San Pietro a Pettine molto sensibili all’iniziativa, tanto da voler intraprendere delle azioni concrete per supportare il progetto, in modo che possa espandersi.

Un progetto di inclusione che unisce famiglie, sanità, territorio

Come riportato nella convenzione, “il progetto parte da un presupposto semplice ma potente: la cucina è un luogo sicuro e strutturato, perfetto per lavorare sulle principali aree di difficoltà delle persone nello spettro autistico. Attraverso attività guidate, i ragazzi imparano a migliorare le abilità sociali e comunicative, seguire routine e passaggi operativi, ampliare interessi e competenze, ridurre rigidità e ipersensibilità sensoriali, usare strumenti come il “lavoro a specchio” (imitazione guidata), preparare e servire una tavola in autonomia, scegliere ingredienti, porzionare piatti, sperimentare nuovi alimenti. Le attività sono personalizzate e graduali, in modo da rispettare sensibilità, tempi e preferenze sensoriali”.Un’opportunitàper loro, frutto di una sinergia. “Cucinare Insieme” è, infatti, una iniziativa che mette in rete famiglie, istituzioni, operatori e comunità locale, con una “valenza importante – ha sottolineatoil dottor Marco Grignani – perché questi progetti di inserimento sociale sono quelli che in questo momento servono di più alle persone in difficoltà, dato che prevalentemente vengono messe da parte, stigmatizzate. Questi progetti, invece, consentono loro di entrare o in un ciclo produttivo, nel migliore dei casi, o comunque in una situazione esistenziale di maggiore accoglienza, di maggiore inclusione, rendendo la loro condizione molto migliore”. Molto soddisfatto nel vedere concretizzata l’iniziativa è stato il responsabile del CSM di Foligno. “Siamo stati i promotori di questo progetto con la Maestà, rivolto ai soggetti affetti da sindrome autistica – ha detto il dottor Rella – perché pensiamo che iniziare a confrontarsi con il mondo del lavoro reale sia per loro una fantastica opportunità sia dal punto di vista riabilitativo, sia di confronto con gli altri, sia per implementare le relazioni sociali, e soprattutto per dare un volano a quelle che possono essere delle attività davvero con una ricaduta economica. La Maestà si è resa disponibile a fare da apripista in tal senso, speriamo che ciò sia di ottimo esempio per tutte le aziende che vorranno collaborare con noi, nell’interesse dei nostri utenti”.

Dalla teoria alla pratica, 3 mesi di avvio

Il progetto “Cucinare Insieme” prevede una prima fase di 3 mesi di avvicinamento alla cucina e alla sala. Una volta acquisita sicurezza, e dopo aver ottenuto la certificazione HACCP, i ragazzi potranno far assaggiare i loro piatti ai clienti dell’agriturismo, mettendo in pratica le competenze acquisite.Un’altra tappa storica per l’azienda agrituristica. “Per noi de La Maestà – ha evidenziato Sandro Acciarini – questa giornata segna un passaggio importante: un percorso che nasce da lontano e che trova oggi una forma concreta. La convenzione porta nella nostra cucina l’idea che un lavoro vero e strutturato possa diventare uno strumento di crescita e autonomia per le persone più fragili. Da questa visione è nato CiambelliAmo, la piccola produzione di prodotti da forno dolci e salati che, attraverso la vendita, contribuisce a sostenere gli inserimenti lavorativi dei ragazzi. La loro presenza oggi testimonia il valore di questo cammino condiviso. Grazie alle istituzioni e a tutti coloro che accompagnano il progetto con competenza, sensibilità e continuità”. Un progetto che ha già decollato con soddisfazione “perché come abbiamo visto possono sperimentare ricette, conoscere tecniche, strumenti e mansioni, imparare a lavorare in gruppo – ha commentato la cuoca Ledy Silva, che sotto la sua supervisione coordina le attività da portare avanti – ma ancheaffrontare la rigidità comportamentale e scoprire nuove autonomie. Tutto, come dicono i nostri ragazzi, con un ingrediente segreto: l’amore”

“L’Umbria dei formaggi”: martedì la premiazione dei migliori prodotti

Una filiera, quella del formaggio in Umbria, che conta oltre 3.000 allevamenti ovini e caprini, pari al 2,7% del totale nazionale. Un patrimonio produttivo che mantiene viva la tradizione nelle aree collinari e montane dell’Umbria.

Quarantacinque formaggi in gara tra pecorini, caprini e misti, per l’edizione 2025 de “L’Umbria dei formaggi”. Prodotti valutati con metodo scientifico e criteri ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi). Premio Qualità sopra i 75/100 e Premio Eccellenza oltre gli 80/100. Martedì 18 novembre, ore 15, la cerimonia finale alla Camera di Commercio dell’Umbria.

Un comparto piccolo ma identitario

L’Umbria produce circa 5 mila tonnellate annue di formaggi, frutto del lavoro di poco più di 3.000 allevamenti ovini e caprini, pari al 2,7% degli allevamenti italiani. Un settore dalle dimensioni ridotte, soprattutto se confrontato con le regioni leader italiane, ma che per l’Umbria ha un ruolo essenziale: presidiare le aree interne, mantenere vivo il paesaggio rurale, tramandare tradizioni pastorali che altrove rischiano di scomparire.

Un settore in trasformazione

I dati nazionali mostrano un comparto in pieno cambiamento: negli ultimi anni gli allevamenti ovicaprini italiani sono diminuiti di circa il 20%, mentre il gregge ha perso quasi il 10% dei capi. Una contrazione che ha favorito le aziende più grandi, mettendo sotto pressione soprattutto le realtà familiari.
L’Umbria resiste grazie a un modello fondato sulla qualità, sulla biodiversità dei pascoli, su un rapporto ancora forte tra allevatore e territorio. Proprio queste caratteristiche rendono oggi la regione un presidio culturale e produttivo di grande valore.

La Rassegna “L’Umbria dei formaggi”

In questo scenario si inserisce la Rassegna, organizzata dalla Camera di Commercio dell’Umbria tramite Promocamera, con il sostegno della Regione e delle principali organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura e CIA).
Sono 45 i formaggi in gara: pecorini, caprini e misti, provenienti da colline, montagne e aree appenniniche. Una mappa completa delle tipicità umbre.
La procedura di valutazione è rigorosa:
• anonimizzazione dei campioni,
• analisi sensoriale affidata alla giuria tecnica ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi).
• trasparenza totale nelle fasi di esame e desanonimizzazione.
I riconoscimenti previsti seguono due soglie di merito:
• Premio Qualità per i formaggi che raggiungono almeno 75/100,
• Premio Eccellenza per quelli che superano 80/100.
Non un concorso “a podio”, ma una rassegna che premia tutti i prodotti in grado di raggiungere livelli di assoluto valore.

La Rassegna si propone di:
• valorizzare le produzioni pecorine, caprine e miste dell’Umbria;
• rafforzarne la presenza sul mercato regionale e nazionale;
• stimolare il miglioramento continuo dei produttori;
• raccogliere elementi per un futuro disciplinare del formaggio umbro.
Una prospettiva di sistema che guarda al futuro della filiera e alla necessità di dare ai prodotti umbri una identità più definita, riconoscibile e competitiva.
Un ruolo cruciale nel panorama nazionale
A livello italiano il latte ovino rappresenta circa il 3,3% del totale raccolto, mentre il latte caprino lo 0,3%. Numeri contenuti, ma vitali per le regioni interne e montane.
In questo contesto, le produzioni umbre — destinate soprattutto al mercato regionale — assumono il valore di una nicchia di eccellenza, capace di distinguersi proprio per la propria scala ridotta e la forte componente artigianale.

Reddito e lavoro, Terni ha accelerato più di Perugia

Terni guadagna 17 posizioni, collocandosi al 45esimo posto, appena dietro a Perugia, che con un balzo di 12 posizioni arriva al 40esimo posto. Così la classifica tra le province italiane nell’indagine annuale sulla qualità della vita 2025 nelle province italiane, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, giunta alla 27ª edizione.

Perugia

In particolare, Perugia, nelle nove dimensioni d’analisi si posiziona:

Affari e lavoro: 43° posto (rispetto al 44° posto del 2024)

Ambiente: 38° posto (rispetto al 36° posto del 2024)

Reati e sicurezza: 64° posto (rispetto al 82° posto del 2024)

Sicurezza sociale: 61° posto (rispetto al 101° posto del 2024)

Istruzione e formazione: 10° posto (rispetto al 11° posto del 2024)

Popolazione: 48° posto (rispetto al 46° posto del 2024)

Sistema salute: 35° posto (rispetto al 23° posto del 2024)

Turismo: 39° posto (rispetto al 39° posto del 2024)

Reddito e ricchezza: 64° posto (rispetto al 60° posto del 2024)

Terni

In particolare, Perugia, nelle nove dimensioni d’analisi si posiziona:

Affari e lavoro: 50° posto (rispetto al 61° posto del 2024)

Ambiente: 23° posto (rispetto al 24° posto del 2024)

Reati e sicurezza: 64° posto (rispetto al 82° posto del 2024)

Sicurezza sociale: 16° posto (rispetto al 70° posto del 2024)

Istruzione e formazione: 30° posto (rispetto al 23° posto del 2024)

Popolazione: 96° posto (rispetto al 97° posto del 2024)

Sistema salute: 66° posto (rispetto al 44° posto del 2024)

Turismo: 64° posto (rispetto al 71° posto del 2024)

Reddito e ricchezza: 54° posto (rispetto al 63° posto del 2024)

La classifica nazionale

Milano conquista nuovamente il primo posto, con ottimi risultati nella dotazione di servizi, reddito, gestione delle infrastrutture, vitalità del tessuto produttivo, seguita da Bolzano e Bologna, nell’Indagine. Rispetto alla classifica dello scorso anno, per Milano e Bolzano si tratta di una conferma, mentre migliora Bologna che sale di una posizione. Due passi indietro, invece, per Monza e della Brianza, mentre si segnala un significativo avanzamento in graduatoria di Rimini e Ascoli Piceno, rispettivamente al 12° e 15° posto, con oltre venti posizioni guadagnate rispetto al 2024. Ancora in fondo alla classifica Caltanissetta (107ª), preceduta da Crotone (106ª), che scende di cinque posizioni in un anno e Reggio Calabria (105ª), che invece conquista un posto. Da rilevare, in negativo, Foggia, che passa dalla 93ª alla 104ª posizione in classifica, Pordenone dalla 9ª alla 23ª e Gorizia dalla 26ª alla 52ª.

Lo studio sulla qualità della vita 2025

Lo studio si articola in nove dimensioni d’analisi: affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, popolazione, reati e sicurezza, reddito e ricchezza, sicurezza sociale, sistema salute, turismo intrattenimento e cultura, che hanno permesso di indagare in maniera approfondita i molteplici aspetti relativi alla qualità della vita a livello locale. Le 107 province italiane sono state classificate in 5 cluster(Mediterraneo, Francigena, Adriatico, Padania, Metropoli), ottenendo così una fotografia più dettagliata delle specificità territoriali. La qualità della vita nel 2025 è risultata buona o accettabile in 60 province su 107. Si tratta di un valore inferiore a quello registrato negli ultimi anni e quindi indicativo di un peggioramento.

Resta il divario tra province del Centro-Nord e Sud e Isole

L’indagine conferma anche per il 2025 la frattura esistente tra il Centro-Nord e l’Italia meridionale e insulare. Nelle regioni del Mezzogiorno, inoltre, restano significative aree di disagio sociale e personale. La qualità della vita nelle province del Nord-Ovest risulta in leggero arretramento (19 province su 25 sono nei due gruppi di testa – qualità buona e accettabile – 2 in meno rispetto alla passata edizione). Una situazione opposta caratterizza il Nord-Est, mentre nell’Italia centrale si registra un lieve miglioramento. Per le province dell’Italia meridionale e insulare, soltanto L’Aquila si classifica nel gruppo 2 (qualità della vita accettabile), contro le due (Pescara e Teramo) censite lo scorso anno.

Affari e lavoro

Gli indicatori della dimensione “Affari e lavoro” riportano informazioni sul mercato occupazionale, sulle imprese, sull’importo dei protesti per abitante e sulla incidenza di startup e Pmi innovative. Bolzano si classifica al primo posto come nelle tre passate edizioni, seguita da Firenze (che si trova al quarto posto) e che scala ben 16 posizioni rispetto allo scorso anno. A seguire Prato, Padova e Trento. In coda alla classifica troviamo esclusivamente province dell’Italia meridionale e insulare: Agrigento, Siracusa e Napoli.

Ambiente

La dimensione dell’ambiente è articolata in due sottodimensioni: quella negativamente associata alla qualità della vita comprende indicatori di impatto ambientale, mentre nella sottodimensione positiva figurano anche variabili il cui andamento può essere messo in relazione con le azioni degli amministratori locali. È ancora Bolzano in vetta: apre la classifica della qualità ambientale, seguita da Bologna, Bergamo e Reggio Emilia. Nelle 19 posizioni di testa figurano 6 province del Nord-Ovest; 12 province del Nord-Est e Macerata in rappresentanza dell’Italia centrale. In coda si confermano anche per il 2025 Palermo e Catania.

Reati e sicurezza

Ascoli Piceno apre la classifica della dimensione relativa a reati e sicurezza, scalando dieci posizioni rispetto allo scorso anno. Seguono nell’ordine Oristano, Potenza, Matera e Treviso. L’analisi dei risultati rilevati in questa e nelle passate edizioni denota una sostanziale stabilità del quadro relativo alla sicurezza. Infatti, anche quest’anno le province in cui la sicurezza è risultata buona o accettabile ammontano a 65, dato in linea con quello delle ultime sette edizioni dell’indagine, un risultato quindi stabile nel tempo e molto positivo. In coda troviamo Roma, Trieste, Firenze e, ultima, Milano.

Sicurezza sociale

Per il 2025, nella dimensione della sicurezza sociale sono stati sostituiti 5 dei 12 indicatori in cui si articola. È subentrato il dato relativo ai NEET (percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati né in percorsi di istruzione o formazione, né nel mondo del lavoro). Al posto dei 4 indicatori rimossi troviamo: omicidi stradali ogni 100 incidenti stradali, dai morti per abuso di alcol per 100 mila abitanti, dai morti per abuso di sostanze stupefacenti per 100 mila abitanti e, infine, dall’indice di affollamento carcerario. La provincia che quest’anno apre la classifica è Ascoli Piceno, seguita da Lodi, Prato, Siena e Ragusa, mentre chiude quella del Sud Sardegna.

Istruzione e formazione

Sono 6 gli indicatori della dimensione Istruzione e formazione: tasso di partecipazione alla scuola dell’infanzia, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 39 anni con laurea o altri titoli, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni coinvolte in attività di formazione permanente e la percentuale di studenti in possesso di adeguate competenze numeriche e alfabetiche. Apre la classifica Bologna, confermando il piazzamento delle passate due edizioni dell’indagine. A seguire Milano, due province del Nord-Est, Udine e Trieste, e Ascoli Piceno in rappresentanza dell’Italia centrale. Chiudono Caltanissetta e, ultima, ancora una volta, Crotone.

Popolazione

La struttura di questa dimensione di analisi è stata profondamente modificata nel 2022, con l’eliminazione della densità demografica; la sostituzione del numero medio di componenti del nucleo familiare con il numero medio di figli per donna; l’inserimento di 5 nuovi indicatori. Bolzano si conferma al primo posto, risultato che si ripete da undici anni a questa parte. A seguire si classificano nel gruppo di testa Trento, Brescia, Monza e della Brianza e Milano. In ultima posizione Sud Sardegna e Oristano.

Sistema salute

A partire dal 2025, accanto alle sottodimensioni dei posti letto in reparti specialistici e della dotazione di grandi apparecchiature diagnostiche, è stata inserita la sottodimensione degli indicatori di attività ospedaliera, che tenta di catturare l’impatto della mobilità ospedaliera extraregionale sul sistema ospedaliero provinciale e la sua attrattività. Ancona apre la classifica, migliorando il terzo posto già conseguito lo scorso anno, seguita da Catanzaro, Siena, Pisa e Verona. Chiude la classifica la provincia del Sud Sardegna, che peggiora di una posizione.

Turismo

Nella nuova dimensione turismo, intrattenimento e cultura apre la classifica Bolzano, seguita da Trieste, Rimini, Roma e Livorno. Nel gruppo di testa sono comprese 17 province, contro le 14 censite lo scorso anno. Vi figurano, tra le altre, Milano, Imperia, Verona, Venezia, Gorizia, Ravenna e Forlì-Cesena, Firenze, Grosseto, Lucca. Chiude la classifica Enna.

Reddito e ricchezza

A partire dalla presente edizione dell’indagine, la ricchezza matrimoniale pro capite è stata sostituita dai valori immobiliari (sottodimensione positiva), ed è stato inserito un nuovo significativo indicatore, rappresentato dal costo al mq per l’affitto di un immobile residenziale. Milano apre la classifica confermando i risultati ottenuti nelle cinque passate edizioni. A seguire nel gruppo di testa troviamo Bolzano, Firenze, Monza e della Brianza e Bologna. Chiude la classifica, come nelle sei passate edizioni, la provincia di Crotone.

I commenti

Commenta Marino Longoni, Condirettore di ItaliaOggi: “La classifica 2025 dell’Indagine elaborata da ItaliaOggi e Ital Communications conferma tendenze già osservate in passato: le grandi città, soprattutto del Centro-Nord, mostrano una forte capacità di resilienza e di adattamento alle emergenze degli ultimi anni. Purtroppo, si accentua invece il divario tra Centro-Nord e Sud, dove emergono segnali sempre più evidenti di disagio sociale e personale. Milano, da due anni, rimane nelle prime posizioni in classifica e, nonostante risultati molto negativi per l’indicatore relativo alla sicurezza, mantiene salda la sua leadership”.

Attilio Lombardi, Founder di Ital Communications, ha affermato: “L’indagine che anche nel 2025 Ital Communications, insieme a ItaliaOggi e in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, ha condotto su 107 province italiane, analizzando dimensioni quali lavoro, sicurezza sociale, ambiente, istruzione, giustizia, salute, ha permesso di avere un quadro ampio e dettagliato sul livello di qualità della vita. Sono emersi segnali importanti, utili per valutare criticità e urgenze, ma anche aspetti positivi e di crescita. Il nostro impegno e il nostro ruolo, come comunicatori, è quello di favorire la buona comunicazione, che rappresenta un elemento fondamentale per la capacità dei cittadini a partecipare alle decisioni collettive: si tratta di un modo per agevolare un dialogo concreto all’interno delle comunità, utile allo sviluppo dei singoli territori”.

Per Alessandro Polli, docente di Statistica economica e Analisi delle serie storiche all’Università La Sapienza di Roma: “L’indagine sulla qualità della vita – giunta alla 27ª edizione – è uno degli studi più completi disponibili in Italia. Si articola in nove dimensioni e 97 indicatori che permettono un’analisi approfondita del contesto locale. L’edizione di quest’anno conferma tre tendenze: la crescente frattura tra il centro-nord, più resiliente, e il Mezzogiorno, sempre più vulnerabile; la presenza di ampie aree di disagio sociale nel sud, difficili da affrontare nell’attuale quadro di finanza pubblica; e il consolidamento del primato delle province e città metropolitane del centro-nord, che anche nella fase economica e geopolitica attuale mostrano la maggiore capacità di resistenza”.

Eurochocolate, nel centro di Perugia prosegue la dolce processione dei golosi

Continua a Perugia la dolce processione degli amanti del cioccolato per la trentunesima edizione di Eurochocolate, la “Festa tra le nuvole”, in programma fino al 23 novembre.

Affollatissimi i golosi stand del Chocolate Show, il più grande emporio del cioccolato a cielo aperto che accoglie la vasta proposta di prodotti in vendita per un totale di 180 aziende e circa 6.000 referenze, a partire dalle nuove e coloratissime nuvolette di cioccolato, firmate Costruttori di Dolcezze, prodotte artigianalmente in collaborazione con la maître chocolatier Alice Cianuri.

Dopo il successo del cooking show firmato Giuseppe Healthy, ricchissimo per tutta la prossima settimana il calendario delle degustazioni internazionali in programma e centrale, come sempre, sarà il ruolo del goloso LAB – Luisa Annibale Base, collettore di imperdibili appuntamenti esperienziali, guidati da maestri cioccolatieri ed esperti, che attendono il pubblico presso i nuovi spazi di via Angusta.

In particolare, The Kairi: l’esperienza di degustazione del cioccolato Kairi, il viaggio alla scoperta di Trinidad e Tobago, proseguirà da lunedì 17 a venerdì 21 novembre alle ore 13. I partecipanti potranno assaggiare cioccolati realizzati con fave coltivate sull’isola, rinomate per il loro distintivo profilo fruttato.

Spazio quindi alla Giamaica, da lunedì 17 a giovedì 20 novembre alle ore 18, con Pure Chocolate: Giamaica, un assaggio dei Caraibi. Pluripremiato sarà il cioccolato offerto da Definite Chocolate: un assaggio della Repubblica Dominicana venerdì 21 novembre alle ore 18, sabato 22 alle 19 e domenica 23 alle ore 16.

Il viaggio in America Latina proseguirà con Cacao de Origen Lab: le forme del cioccolato venezuelano, giovedì 20 alle 14.30 e sabato 22 alle ore 12, in compagnia di Raùl Ramirez e Maria Fernanda Di Giacobbe che proporranno interessanti dimostrazioni e golose degustazioni. Sarà invece la colombiana Elizabeth Agudelo a condurre gli appuntamenti firmati Gobernación del Arauca: le anime del cacao araucano in programma martedì 18 novembre alle ore 16, mercoledì 19 alle 14.30, giovedì 20 alle 15 e sabato 22 alle ore 13.

E ancora, Color Cacao: i sapori dell’Antioquia. Lunedì 17 alle ore 14.30 e mercoledì 19 alle ore 16, la prima fabbrica di cioccolato colombiano guidata da sole donne, rappresentate a Perugia da Ana Margarita Villegas, racconterà con passione la storia di un cacao di origine, coltivato dai contadini locali e trasformato in tavolette artigianali di alta qualità. Colombia protagonista anche negli appuntamenti di lunedì 17 e mercoledì 19 alle ore 13 e di martedì 18 alle ore 14.30, firmati Fundacion Carlota: i cacao colombiani d’eccellenza per i mercati internazionali. Qui i Dipartimenti colombiani di Caquetà, Meta, Huila e Santander proporranno degustazioni guidate da Monica Gomez.

Giovedì 20 novembre alle ore 13 si volerà invece in Africa con Three mountains: scopri i sapori del Ghana. La storia inizia in un giorno piovoso in Inghilterra, quando Leslie, alla ricerca di una cioccolata calda senza latte e di qualità, intraprende un viaggio che lo riporta alle sue radici in Ghana. Così, nel 2020, nasce Three Mountains Cocoa, un progetto che unisce gusto autentico e sostenibilità, grazie alla collaborazione con le comunità locali ghanesi.

Dall’altra parte del mondo e precisamente dalle Isole Salomone (Oceania) arriverà invece Cacao Latitudes – produttore che da decenni lavora con i coltivatori di cacao nelle latitudini tropicali costruendo relazioni solide, eque e durature – protagonista venerdì 21 novembre alle ore 14.30. Non poteva mancare il Costa Rica con l’appuntamento firmato Chocolateria del Volcán, una passione nata nelle lussureggianti foreste pluviali, dove le piante di cacao vengono coltivate con metodi biologici e biodinamici, che verrà raccontata e degustata con Marco Corsetti lunedì 17 novembre alle ore 16 e martedì 18 alle ore 13.

Tutti gli appuntamenti del ChocoLab sono prenotabili online sul sito ufficiale www.eurochocolate.com e hanno un costo di 6 euro a persona.

Grazie al coinvolgimento delle scuole, inoltre, centinaia di bambini torneranno a vivere coinvolgenti momenti formativi per apprendere, divertendosi, tutti i segreti del buon cioccolato. Nelle mattine dei prossimi giorni feriali, il Choco Lab sarà infatti riservato agli alunni delle scuole primarie di Perugia.

Mostra del tartufo a Valtopina, il programma di domenica

In corso di svolgimento a Valtopina la 43esima edizione della Mostra mercato del tartufo e dei prodotti tipici di Valtopina, in scena nell’area del palasport fino a domenica 16 novembre. Tra gli intervenuti sabato all’inaugurazione, insieme al sindaco Gabriele Coccia, Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, la consigliera regionale Donatella Tesei, Laura Servi, vicepresidente della Provincia di Perugia, Emanuele Prisco, sottosegretario all’interno, Antonella Brancadoro, direttore dell’Associazione nazionale Città del tartufo di cui Valtopina fa parte, e David Fongoli, direttore del Gal Valle umbra e Sibillini. Presenti anche sindaci dei comuni limitrofi.

“Questa manifestazione è per noi motivo di orgoglio – ha commentato il sindaco Coccia –. Dopo tanti anni, rappresenta una vera e propria istituzione, non si può pensare a novembre senza questo evento. D’altronde sono tantissimi i cavatori che vivono a Valtopina e altrettanti i cittadini che lavorano volontariamente a questa manifestazione, impegnati a portare sempre più espositori e offrire nuove attrazioni”.

A precedere l’inaugurazione, come da tradizione, negli spazi della mostra mercato si è tenuto un momento di riflessione e approfondimento quest’anno dedicato al tema ‘Coltivare il futuro: sostenibilità e promozione delle aree rurali’. Un convegno a cui hanno preso la parola oltre a Fongoli, Coccia e Brancadoro, anche Fabio Roscini, esperto di marketing territoriale, Ugo Giannantoni, dottore agronomo, Alessandro Varallo, dirigente dell’Afor (Agenzia forestale regionale), e Giorgia Marchionni, project manager di Egina srl.

Tornando al programma dell’evento, la mostra mercato ne è ovviamente il cuore pulsante, con i suoi oltre trenta stand di tartufo e prodotti tipici, e rimarrà aperta gratuitamente dalle 10 alle 20. Vi è inoltre un ristorante allestito all’interno del Centro Subasio, in cui sarà possibile degustare piatti a base di tartufo e non solo (sabato a pranzo e cena e domenica solo a cena).

Tra le iniziative collaterali in programma domenica, si parte alle 8.30 con un trekking a cavallo (info 373.5293354 e 320.0361207). Vi sono poi approfondimenti con l’agronoma Isabella Dalla Ragione, presidente della Fondazione Archeologia Arborea, che da anni si dedica al recupero e al salvataggio di frutti dimenticati e a rischio scomparsa, e che proporrà mostre di frutti antichi e dipinti che li raffigurano risalenti al 15°-17° secolo (alle 15). Non mancheranno poi laboratori di artigianato, gare podistiche e attività sportive. Grande attesa per la quarta edizione del Trail del cavatore, gara podistica che negli anni ha raccolto sempre maggiore successo e un numero crescente di partecipanti. Quest’anno andrà in scena con un percorso rinnovato e molto più tecnico, con dislivello aumentato.

Infine, spazio alla comicità per il gran finale. A chiusura dell’edizione 2025 della Mostra mercato del tartufo di Valtopina, domenica 16 novembre alle 16, nell’area eventi del palasport, direttamente da Zelig, il comico e cabarettista Dado metterà in scena il suo esilarante spettacolo teatrale Dado a tutto tondo.