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Autore: Redazione

Turismo, la Regione Umbria punta sulla comunicazione social

La Regione Umbria punta sui social per parlare ai giovani. Con i progetti Umbria TIC Days e Road2TIC, ideati dall’associazione culturale Umbria for the Future – fondata da ragazzi uniti dalla passione per il territorio e per la comunicazione digitale – che ha già al suo attivo tre edizioni del TIC Festival (Terni Influencer & Creator Festival).

Umbria TIC Days è un itinerario a tappe nella regione pensato con l’obiettivo di promuovere al meglio varie eccellenze dell’Umbria, in linea con il claim della campagna “L’Umbria in tutti i sensi”. Coinvolgerà 10 content creator che valorizzeranno 5 aree interne della regione.

Road2TIC è invece un viaggio in stile Pechino Express che dal 27 al 31 ottobre porterà influencer di vari ambiti e provenienze alla scoperta delle bellezze culturali, naturalistiche, storiche e ambientali della regione.

“Queste iniziative ci consentono di avvicinare un pubblico giovane, che spesso fatichiamo a coinvolgere nelle nostre progettualità – ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo Simona Meloni – e rappresentano un salto di qualità per l’Umbria. La nostra regione è ricca di risorse e di potenzialità, ma per valorizzarle è necessario innovare e sperimentare nuovi linguaggi, nuovi format e nuove occasioni di partecipazione. Il turismo oggi non è più solo ‘andare in un luogo e fermarsi’, è vivere esperienze: attraverso i sensi, il gusto, lo sport, la natura, la cultura. L’Umbria è perfetta per questo, perché può offrire un turismo autentico, sostenibile, fatto di esperienze concrete e immersive. Non a caso parliamo di una regione che, pur essendo composta in gran parte da piccoli comuni delle aree interne, riesce a esprimere eccellenze in tanti settori”.

“Il progetto Road2TIC è nato nel 2024 come spin-off del TIC Festival coinvolgendo cinque comuni della provincia di Terni – ha spiegato Simone Scoppetta, presidente dell’associazione culturale Umbria for the Future – Quest’anno faremo un passo avanti con una gara a tappe che toccherà alcune delle città più rappresentative dell’Umbria: Terni, Spoleto, poi Foligno, Assisi, Perugia e Città di Castello. I content creator coinvolti si cimenteranno in esperienze concrete – dalla cucina tradizionale all’artigianato, dallo sport alla cultura – permettendo ai follower di vivere l’Umbria attraverso contenuti autentici e coinvolgenti”.
I due progetti nel complesso coinvolgeranno 13 influencer/content creator che toccheranno 10 comuni realizzando più di 40 attività e coinvolgendo circa 50 milioni di follower.

“L’Umbria è l’autunno, con i suoi colori, i paesaggi, i prodotti tipici e i festival che animano i borghi – ha commentato in conclusione l’assessore Meloni – Ma è anche un territorio che può proporre attività tutto l’anno: dalla gastronomia all’enoturismo, dalla musica agli eventi sportivi, fino alle esperienze a contatto diretto con l’ambiente. Credo che progetti come quelli presentati oggi siano la strada giusta per promuovere la nostra terra in modo innovativo, anche con l’obiettivo di destagionalizzare il turismo”.

Celebrazioni San Francesco, tutti gli eventi: le spoglie esposte ai fedeli

Nel 2026, per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia, Assisi sarà al centro di eventi religiosi, sociali, culturali. Iniziative suddivise in sei macro temi. Per l’occasione saranno anche esposti i resti mortali del santo.

Le sei aree tematiche

Assicurare la Memoria: edizioni, catalogazioni delle fonti francescane e digitalizzazione dei Fondi antichi presso il Sacro Convento di Assisi, per garantire la fruizione scientifica e la tutela nel tempo.

Francesco nel Giubileo: iniziative a Roma e Assisi in occasione del Giubileo, con eventi simbolici e culturali che rimandano alla figura del Santo; Francesco nel Mondo: azioni internazionali con Auditorium Parco della Musica e rete degli Istituti Italiani di Cultura, Piano Mattei e altri, attività negli istituti penitenziari e presenza nei principali saloni del libro.

Sculture – Nuovi Segni: collocazione di opere permanenti di grandi artisti contemporanei in città italiane ed estere, per lasciare tracce durevoli della figura di Francesco.

Francesco e i Giovani: concorsi e percorsi partecipativi ispirati al Cantico delle Creature, con un Capitolo delle Stuoie dei Giovani ad Assisi.

Cammino di Francesco: armonizzazione dei percorsi ad opera di un soggetto unitario di governance. Il Comitato nazionale collabora anche con il Piano Mattei per sviluppare iniziative di carattere internazionale, in particolare rivolte all’Africa e al Mediterraneo. Previsti programmi congiunti di sostegno a Gerusalemme, in Kenya e in Egitto.

Il programma delle iniziative e degli eventi approvato dal Comitato per le Celebrazioni degli ottocento anni della morte di San Francesco d’Assisi è stato presentato a Palazzo Chigi a Roma.

Dopo l’intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha ricordato la recente approvazione della legge che istituisce il 4 ottobre festa nazionale, ha preso la parola la presidente della Regione Stefania Proietti, che ha espresso un “sentimento di gratitudine sincero e commosso per il riconoscimento unanime, tante volte chiesto e desiderato, a un santo che è di tutti per i valori comuni e fondativi che rappresenta come la pace, la fraternità, il dialogo, l’amore per i deboli e gli oppressi, la custodia del creato, la giustizia sociale”.

“L’approvazione del provvedimento da parte delle forze politiche all’unanimità segna un passaggio fondamentale: tutto il popolo italiano si riconosce nei grandi valori francescani oggi più che mai attuali e urgenti. La Regione Umbria, terra francescana – ha aggiunto la presidente – farà la sua parte in questo passaggio con la storia non solo partecipando attivamente alle attività del Comitato nazionale ma anche nella stesura di una legge che, sulla base degli ideali francescani e contribuendo alle celebrazioni del 2026, si pone l’obiettivo di rendere alcune scelte generative come l’attenzione ai giovani, la sanità per i più fragili, la cultura e la bellezza accessibili a tutti, l’accoglienza la fraternità il dialogo e la pace, che sono il codice etico e quasi genetico degli assisani, degli umbri e degli italiani. Ora siamo noi che dobbiamo avere il coraggio di rendere concreti i valori francescani nelle azioni e nelle scelte politiche”.

Alla conferenza hanno partecipato il presidente del Comitato Davide Rondoni, il sindaco di Assisi Valter Stoppini, il vescovo Domenico Sorrentino, il custode del Sacro Convento fra’ Marco Moroni e il ministro provinciale dei minori Francesco Piloni.

Primi d’Italia, edizione da record aspettando il Villaggio dei Primi di San Francesco

Con oltre 80mila presenze, migliaia di assaggi e un pubblico internazionale giunto da Stati Uniti, Giappone, Argentina e Australia, l’edizione 2025 de “I Primi d’Italia” è stata da record, che consacra il festival come una delle manifestazioni gastronomiche più rilevanti a livello nazionale e internazionale.

I numeri parlano chiaro: oltre 80mila presenze, circa 63mila assaggi nei Villaggi del Gusto, 200 partecipanti alle Food Experience, 400 partecipanti ai laboratori per bambini realizzati con il contributo prezioso della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Un palinsesto che ha trasformato Foligno in una capitale del gusto e della convivialità, con strade, taverne e palazzi storici sempre gremiti di visitatori fino a tarda notte.

Il riconoscimento istituzionale ha dato ulteriore lustro all’evento: il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, accompagnato dal sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, venerdì scorso ha visitato per oltre due ore i Villaggi del Gusto e i mercati, accolto dall’entusiasmo di espositori e pubblico. La sua presenza non è stata solo una visita di cortesia: nel cuore del festival, Lollobrigida ha voluto ribadire il sostegno alla candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale UNESCO, sottolineando come un appuntamento del calibro de ‘I Primi d’Italia’ rafforzi concretamente questa aspirazione, mettendo in scena la forza della dieta mediterranea come patrimonio vivo e condiviso. Un tema che il ministro aveva già posto al centro lo scorso 5 settembre a Roma, quando ha premiato il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni con il titolo di “Ambasciatore della Qualità” presso la sede del Ministero. Un riconoscimento che ha suggellato simbolicamente il legame tra il festival e la promozione internazionale della cultura gastronomica italiana. Al loro fianco, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, a rimarcare il valore di un evento che si è confermato motore di identità culturale e sociale per tutto il territorio.

Non solo Italia: visitatori da paesi come Stati Uniti, Giappone, Australia e Argentina hanno dato un profilo internazionale sempre più marcato. Da segnalare la presenza dell’Academia de Fútbol Tocalli di Buenos Aires, scuola calcio del preparatore dei portieri della nazionale argentina campione del mondo, giunta a Foligno con oltre quaranta persone per vivere l’esperienza del festival.

“Abbiamo consolidato i numeri straordinari della 25ª edizione – ha dichiarato il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni – con oltre 80mila presenze e la soddisfazione unanime di espositori e visitatori. È stata un’edizione che ha messo in evidenza non solo la ricchezza della nostra cucina, ma anche la sua capacità di attrarre turisti, generare movimento e trasformare Foligno in un palcoscenico internazionale”.

Amoni ha poi sottolineato il ruolo del festival come motore per l’economia cittadina: “L’impatto è stato enorme: le taverne, i ristoranti e le strutture ricettive hanno lavorato a pieno ritmo, così come i negozi del centro storico. I Primi d’Italia non è soltanto un appuntamento gastronomico, ma un volano che fa bene a tutta la città e all’Umbria intera”.

Lo sguardo è già rivolto al futuro: “Per il 2026 sogno un Villaggio dei Primi di San Francesco – ha concluso il presidente di Epta – perché questo festival non è soltanto celebrazione del gusto, ma anche occasione per raccontare al mondo i valori universali di una terra che unisce storia, spiritualità e convivialità”.

Settembre da record per il Cammino dell’intrepido Larth

Un inizio d’autunno ricco di soddisfazioni e con grandi prospettive per il cammino dell’intrepido Larth che sta consolidando di mese in mese la propria funzione di essenziale progetto di marketing turistico per l’area orvietana. L’anno in corso si conferma come quello del boom. Dopo l’esordio nel 2024, il 2025 sta infatti procedendo verso un raddoppio delle presenze, ovvero verso un numero complessivo di duemila persone. “Il mese di settembre si è appena concluso con 156 turisti-dicono i promotori dell’iniziativa Luca Sbarra, Emanuele Rossi e Claudio Lattanzicome sempre si tratta di numeri ufficiali perché corrispondono alle credenziali che sono state ritirate, ma sappiamo che non tutti i camminatori le ritirano o che, magari, in una coppia ne viene presa solo una. Quindi si tratta come sempre di cifre reali, ma al ribasso rispetto alle presenze effettive“.

Nel frattempo, il 31 ottobre verrà ufficialmente presentato il secondo cammino di trekking: Il Cammino del miracolo del Corpus Domini che si estende su 21 chilometro collegando Bolsena ad Orvieto, con una durata di due giorni, dal momento che per il secondo giorno viene proposto un itinerario turistico concentrato su Orvieto e, in particolare, sul quartiere medievale per andare alla scoperta di questa parte della città dal fascino antico e di straordinaria suggestione.

Il Cammino del Corpus Domini sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà appunto il 31 ottobre alle 11 e 30 all’interno dei locali del Pozzo della Cava, nel quartiere medievale in collaborazione con Marco Sciarra, la cui famiglia è proprietaria del monumento.

Il simbolo del nuovo cammino sarà rappresentato una campanella-spiegano gli organizzatori-come quella che è stata collocata nella piccola edicola in tufo che, al Ponte del Sole, ricorda lo storico incontro nel corso del quale la delegazione proveniente da Bolsena consegnò il lino miracoloso nelle mani del vescovo di Orvieto. I camminatori che arrivano ad Orvieto faranno risuonare la campanella a significare il termine del loro viaggio prima di arrivare ad Orvieto. La campanella richiama anche il significato eucaristico ed il riferimento alla tradizione religiosa è senz’altro un elemento caratterizzante per una offerta turistica che trova anche nella cultura, nell’arte e nella natura i suoi tratti distintivi. Il nostro progetto continua ad essere quello di fare del territorio orvietano un crocevia di cammini e di questa zona una delle capitali italiane nel turismo lento. Adesso ci accingiamo a porre un secondo mattoncino in questo edificio che può sorreggere una parte significativa dell’offerta turistica“.

Asl1, Volpini subentra a Martelli alla direzione amministrativa

Roberta Volpini sarà la nuova direttrice amministrativa dell’Usl Umbria 1. Dal 1° novembre subentrerà ad Enrico Martelli, che ha presentato le sue dimissioni per motivi personali.

Volpini ha ricoperto il ruolo di direttrice amministrativa di Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo regionale) Toscana e in varie aziende ospedaliere e sanitarie in Piemonte, Campania e Lazio, tra cui l’Asl Roma 1 dove è stata anche direttrice generale facente funzione.

“Siamo certi che la dottoressa Volpini saprà offrire un contributo significativo alla nostra azienda sanitaria, nel solco e in continuità con l’eccellente lavoro svolto dal dottor Enrico Martelli, al quale va la più sincera gratitudine, da parte mia, dei professionisti e della Regione, per l’impegno prezioso e l’umanità dimostrata in tutti questi anni”, commenta Emanuele Ciotti, direttore generale dell’Usl Umbria 1.

Così si congeda Enrico Martelli: “Dopo un lungo percorso professionale è arrivato per me il momento di congedarmi dalla vita lavorativa attiva e di aprire una nuova fase della mia vita. Lascio l’incarico di direttore amministrativo con un profondo sentimento di gratitudine verso tutti i colleghi. Il mio ruolo mi ha permesso di incrociare molte competenze, professionalità e, soprattutto, persone di grande valore umano. Desidero ringraziare tutti per la collaborazione, la fiducia e il confronto costruttivo che non sono mai mancati, anche nei momenti più difficili o sfidanti. Come in tutte le attività complesse ho il rammarico di non aver avuto il tempo di portarne a compimento alcune, tuttavia sono certo che la collega Volpini, con le sue qualificate esperienze e professionalità, potrà garantire la continuità che è necessaria per lo sviluppo dei progetti aziendali”.

Dal 2026 il 4 ottobre, San Francesco, sarà festa nazionale

Dal prossimo anno il 4 ottobre, San Francesco, tornerà ad essere festa nazionale. Con l’approvazione finale in Senato, il provvedimento è legge.

“San Francesco – ricorda con soddisfazione Stefania Proietti, presidente della Regione e già sindaco di Assisi – è il Patrono d’Italia, è il Santo che da sempre parla di pace e fraternità e riconoscere il 4 ottobre come festa nazionale vuol dire riconsegnare al Paese, a tutti noi, un messaggio di unità e un grande carico di valori universali”.

Già da sindaco di Assisi la presidente Proietti si era impegnata per questo riconoscimento inoltrando varie richieste alle più alte Istituzioni del Paese, compresi il Governo e il Presidente della Repubblica.

Proietti ha anche ringraziato tutte le forze politiche hanno votato la legge che oggi più di ieri assume un significato ancora più importante: “San Francesco ci richiama con tutta la sua forza spirituale alla pace, disarmata e disarmante, e alla condanna di tutte le guerre, la sua eredità ci invita a rigettare qualsiasi forma di violenza e odio. E ora il 4 ottobre tornerà a essere festa nazionale, festa di tutti gli italiani”.

Olio umbro conquista il “Gold Award” in Giappone

Dal Giappone il “Tokio international extra – virgin olive oil-competition – Joota Awards 2025 Tokio 100C” ha assegnato al Frantoio Giovanni Batta il prestigioso riconoscimento “Gold Award” nella sezione fruttato medio al suo olio EVO BIO Dop Umbria Colli del Trasimeno. A giudicare i vari oli giunti da tutto il mondo la “Japan Olive Oil Taster Association”.
Invece nella storica sede del celebre Kunstlerhaus di Monaco di Baviera, in Germania, l’Azienda Agraria di Bacci Noemio, di Gualdo Cattaneo, ha avuto l’onore di essere selezionata con il suo olio per l’evento “Taste Italian Excellence”.
Siamo ormai in periodo di raccolta e Bacci e Batta sono già pronti per la raccolta delle olive sui propri oliveti dislocati, rispettivamente, sulle colline di Gualdo Cattaneo e di Perugia – via San Girolamo – dove al frantoio Batta è giunta, proprio in questi giorni, la classifica stilata dalla prestigiosa Guida agli oli extravergini “Flos Olei” di Marco Oreggia, che ancora una volta ha premiato l’olio Batta -Colli del Trasimeno con il punteggio di 99/100. Da notare che soltanto otto oli al mondo hanno ricevuto il punteggio di 100/100. Una soddisfazione per Batta e Bacci ai vertici di concorsi e classifiche grazie alla qualità dei loro prodotti, frutto di esperienza, passione e professionalità, che gratifica l’olivicoltura umbra e nazionale.

“Protocollo sicurezza e qualità del lavoro”, Uil in audizione in Regione

La Seconda e la Terza commissione dell’Assemblea legislativa si sono riunite in seduta congiunta per l’audizione dei rappresentanti della Uil Umbria, che hanno presentato il “Protocollo regionale per la sicurezza e la qualità del lavoro negli appalti pubblici della Regione Umbria”.

Il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari, ha parlato delle difficoltà dei lavoratori delle cooperative, anche per chi ha un contratto a tempo indeterminato, a “passare attraverso trattative lacrime e sangue non per quanto c’è scritto sul capitolato d’appalto, ma per l’utilizzo del criterio del massimo ribasso, che riduce il margine delle cooperative e gli stipendi stessi, lasciando i lavoratori alle prese con grandi disagi in quanto, nonostante titolari di una posizione lavorativa si trovano in difficoltà anche per ottenere risorse dagli istituti di credito, rimanendo nella impossibilità di affrontare il proprio futuro. Con il protocollo che presentiamo all’attenzione dell’Assemblea legislativa noi vogliamo ridare dignità al lavoro e garantire anche la sicurezza di chi lavora, quindi no al massimo ribasso o a gare prive di certificazioni adeguate. E in corso d’opera vi sia la possibilità che l’appalto possa essere ritirato. La legge ‘2/2024’ ha bisogno di fare un passo avanti. Chi ha un contratto a tempo indeterminato deve avere la stessa busta paga indipendentemente dal cambio di appalto, non dover ricominciare daccapo senza nemmeno sapere se il giorno dopo lavorerà. Il protocollo, firmato da tutti i capigruppo in Regione, è di enorme importanza, andiamo fino in fondo, integriamo la legge e facciamo un salto di qualità, saremmo la prima Regione a mettere in campo una legge che ridà dignità ai lavoratori ora privi di certezze quando cambia l’appalto”.

Il protocollo

La Regione, in qualità di stazione appaltante, dovrà esaminare gli appalti dando luogo ad incontri preventivi. Dovrà essere prevista l’applicazione dei contratti collettivi nazionali e integrativi, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente e maggiormente rappresentative sul piano nazionale, questo risulterà utile anche per affrontare il dumping contrattuale, un problema da affrontare concretamente. Per quanto concerne l’edilizia va prevista l’obbligatorietà dell’iscrizione alla Cassa edile. La clausola sociale deve essere vincolante per tutte le stazioni appaltanti, sempre orientata alla stabilità occupazionale e al riassorbimento del personale. Va superato il criterio del massimo ribasso a fronte di un ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Va anche arginato il ricorso al subappalto, possibile causa di situazioni di frammentazione delle responsabilità e l’indebolimento delle tutele lavorative e previdenziali. La parte pubblica deve riconoscere l’importanza della tracciabilità nei cantieri quale presidio di legalità, sicurezza e regolarità contributiva. Nei capitoli speciali di appalto relativi a lavori pubblici va dunque inserito l’obbligo di applicazione delle procedure del ‘Cantiere trasparente’. Ogni cantiere dovrà essere tracciabile, vigilato, regolamentato e abitato da lavoratori consapevoli, protetti, formati e dignitosamente retribuiti. Altri punti cardine saranno quelli della trasparenza, del contrasto totale alle infiltrazioni della criminalità, la regolarità contributiva e pagamenti e retribuzioni dignitose.

Molinari: il nostro un intento costruttivo

Questo il commento del segretario della Uil Umbria, Maurizio Molinari: “E’ iniziato, con la nostra audizione, il percorso che ha portato il Protocollo regionale per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro elaborato dalla Uil, all’attenzione della Regione. Abbiamo infatti partecipato all’incontro con la Seconda e la Terza commissione di Palazzo Cesaroni, spiegando quanto il nostro intento sia costruttivo: dare una direzione che possa anche essere la base per nuova normativa in grado di incidere anche sulla giungla degli appalti, che poi si ripercuote sulla sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è quello ridare dignità al lavoro”.

“Ringraziamo tutti i capigruppo che avevano firmato la proposta, i presidenti delle Commissioni Letizia Michelini e Luca Simonetti e tutti i consiglieri che hanno partecipato all’incontro, per lo spirito costruttivo dimostrato che mette al centro l’obiettivo e non la bandierina politica. Auspichiamo dunque che il percorso possa andare avanti, con il contributo di tutti i portatori di interesse, a tutela del lavoro e dei lavoratori e affinché la nostra Regione possa essere di nuovo un esempio per buone pratiche. Da parte nostra – assicura Molinari – ci sarà il massimo dell’attenzione, della disponibilità e della sensibilità per un lavoro aperto, inclusivo e concreto che porti risultati tangibili quanto prima”.

Prisciano, primo tavolo di confronto per il monitoraggio

Monitoraggio congiunto su salute, ambiente e lavoro. La Giunta regionale dell’Umbria ha dato seguito alla Deliberazione dell’assemblea legislativa dello scorso 5 giugno con il primo tavolo di confronto che si è tenuto alla Sala Arpa a Terni, volto a monitorare l’impatto ambientale dell’insediamento siderurgico del quartiere di Prisciano. La convocazione del tavolo, promossa dall’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, avviene in attuazione della delibera votata in consiglio regionale dopo la proposta di risoluzione della II Commissione consiliare permanente presieduta da Letizia Michelini.

“L’Accordo di Programma – le parole di De Luca – è in fase di verifica ma tutti gli attori lo stanno già attuando. L’azienda con la realizzazione della nuova Rampa Scorie e la Regione procedendo in maniera regolare sulla Paur del progetto di landfill mining relativo alla discarica e sulla soluzione energetica legata alle grandi derivazioni idroelettriche. Registriamo per la prima volta una fase del tutto nuova dove il dialogo istituzionale è finalizzato al controllo partecipato del territorio, dove cittadini e lavoratori pongono questioni legate a tematiche ambientali e sanitarie con un monitoraggio costante e le relative soluzioni. Una strategia integrata per il miglioramento continuo della situazione ambientale di Terni. Grazie soprattutto al supporto scientifico di Arpa per l’attuazione dell’Accordo di Programma rispetto alla verifica puntuale dell’avanzamento dei lavori sulla nuova Rampa Scorie e al monitoraggio delle emissioni. L’obiettivo per la Rampa Scorie è la fine dei lavori entro la prossima primavera ed il Comitato di Prisciano sarà incluso nelle attività di monitoraggio sanitario”.

Il tavolo tecnico a cui hanno partecipato il Comitato Prisciano, il Comune di Terni, Arpa Umbria, Arvedi-Ast e le organizzazioni sindacali risponde all’impegno assunto dalla Giunta Regionale di riattivare un confronto regolare tra le parti coinvolte, a seguito delle problematiche ambientali emerse e della richiesta di audizione presentata dal Comitato Prisciano che aveva precedentemente evidenziato disagi causati da circa 30 anni di convivenza con l’attività siderurgica, tra cui polveri corrosive, fenomeni odorigeni, vibrazioni, e una forte preoccupazione per le conseguenze sulla salute umana, richiedendo uno studio epidemiologico alla luce del superamento dei valori obiettivo di Nichel e dei valori alti di PM10.

Gli obiettivi centrali del tavolo di confronto, che dovrà essere convocato con cadenza regolare, vanno dal monitorare lo stato di attuazione degli interventi proposti da Arvedi-Ast e delle prescrizioni autorizzatorie definite dalle autorità competenti; alla verifica a posteriori della corretta realizzazione degli adempimenti richiesti e l’efficacia degli stessi, fino all’analisi di eventuali nuove problematiche emergenti e l’individuazione di eventuali azioni risolutive.

CAT Colacem, porte aperta a Tunisi per i 25 anni dello stabilimento

CAT Colacem ha celebrato il suo 25° anniversario con un Open Day nello stabilimento di Tunisi Djebel Djelloud, accogliendo oltre 800 visitatori tra cittadini, studenti, istituzioni e partner. L’iniziativa ha permesso di conoscere da vicino il ciclo produttivo del cemento, le tecnologie adottate e l’impegno concreto di questa realtà imprenditoriale per la sostenibilità.

Durante la giornata, i visitatori hanno potuto scoprire come l’azienda abbia saputo rafforzare il proprio impegno verso la tutela dell’ambiente, investendo in tecnologie innovative, adottando pratiche di gestione responsabile delle risorse e promuovendo la sicurezza e la formazione continua dei propri collaboratori. CAT Colacem ha rafforzato la comunicazione con le persone che interagiscono con l’azienda, includendo la comunità locale e avviando iniziative di trasparenza e responsabilità sociale.

Al termine della visita, la presidente del Gruppo italiano Financo, Francesca Colaiacovo, ha ricordato come CAT Colacem sia stato il primo esempio di internazionalizzazione del Gruppo, il valore umano e professionale di chi ha contribuito alla crescita dell’azienda e la volontà di aprire le porte alla comunità per condividere la propria visione di futuro.

Il direttore generale, Giuseppe Colaiacovo, ha evidenziato il percorso di crescita e trasformazione dello stabilimento, sottolineando come CAT Colacem sia oggi un’eccellenza industriale grazie al dialogo tra cultura italiana e tunisina, all’impegno quotidiano dei collaboratori e a una visione condivisa di sostenibilità.

Presente anche l’ambasciatore italiano in Tunisia, Alessandro Prunas, che ha ribadito l’importanza del ruolo delle imprese italiane nel tessuto economico tunisino.

Insieme ai tanti cittadini sono stati presenti l’on. Massimo Ruspandini parlamentare italiano, Mourad Fradi presidente della Camera Italo-Tunisina, Taieb Bahri segretario aggiunto del dipartimento costruzioni del Sindacato UGTT, Touhami Midani presidente dell’Associazione Tunisia For All.

CAT Colacem si conferma un punto di riferimento per l’industria tunisina, capace di coniugare innovazione, responsabilità sociale e attenzione al territorio.