Skip to main content

Autore: Redazione

SACI, famiglia Campanile in festa coi dipendenti per “un secolo di alchimie”

SACI Industrie ha celebrato i cento anni di attività con una giornata di festa nella sede di Ponte San Giovanni. L’evento, organizzato dalla famiglia Campanile, ha riunito dipendenti, collaboratori e istituzioni in un momento di riconoscimento e gratitudine verso chi, in quattro generazioni, ha contribuito a costruire e far crescere una delle realtà industriali più solide e longeve dell’Umbria.

Alla cerimonia istituzionale, aperta dai saluti del presidente di SACI Antonio Campanile, hanno preso parte la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli e don Simone Sorbaioli, vicario generale della Diocesi perugina. Tutti gli interventi hanno sottolineato il valore di SACI come esempio di impresa familiare capace di innovare, mantenendo saldi i legami con il territorio e la comunità.

La storia di SACI

Durante la serata è stato presentato il volume “SACI – Un secolo di alchimie”, scritto da Antonio, Filippo, Alessandro e Lorenzo Campanile con la collaborazione di Nino Miccolis e i testi a cura di Giovanni Maria Gambini, che racconta in forma narrativa la lunga storia dell’azienda, dalle origini come piccolo saponificio fondato nel 1925 da Antonio Campanile senior, fino all’attuale gruppo industriale che opera a livello nazionale e internazionale nel settore chimico e dei detergenti.

Le radici della storia di SACI affondano ai primi del Novecento, quando Antonio Campanile senior avviò la produzione di cremore di tartaro e lieviti chimici, per poi dedicarsi nel 1925 alla fabbricazione del sapone. Nel secondo dopoguerra, il figlio Salvatore ampliò l’attività con un approccio industriale moderno, trasferendo la produzione in Strada dei Loggi dove ancora oggi si trova la sede dell’azienda.

Con il passare dei decenni, l’azienda si è evoluta, mantenendo una forte identità familiare e consolidando la propria presenza in Italia e all’estero, con un sistema produttivo innovativo e una solida reputazione costruita sul lavoro e sulla continuità.

Il presidente Antonio Campanile, terza generazione alla guida dell’azienda, ha voluto dedicare il suo intervento al valore di questa eredità e al futuro dell’impresa:

“Sono felice di condividere la festa per i nostri cento anni – ha sottolineato – Tutto è cominciato ai primi del Novecento, quando mio nonno Antonio si stabilì a Ponte San Giovanni e nel 1925 avviò la produzione di sapone. Mio padre Salvatore, nel secondo dopoguerra, ne raccolse l’eredità.
A loro va il mio primo ringraziamento, perché da quel trampolino è partito tutto il nostro sviluppo. Oggi SACI rappresenta una risorsa economica importante per tutta l’Umbria. Il nostro impegno, mio e dei miei figli, è stato e sarà sempre quello di privilegiare il territorio nel quale mio nonno decise di radicarsi. Né io né loro ci siamo mai fatti tentare dalle sirene della delocalizzazione: il cuore, la mente e le braccia di SACI resteranno sempre qui, a Perugia, in Strada dei Loggi 29. Mi piace pensare che anche tutti i nostri collaboratori siano orgogliosi, come me e i miei figli, di quanto abbiamo costruito insieme grazie alla loro affidabilità e capacità: perché sono loro, ogni giorno, a rendere possibile la nostra storia in un mondo sempre più competitivo”.

A confermare la solidità dell’impresa, anche i dati produttivi e occupazionali: dallo stabilimento di Perugia escono ogni anno 250mila tonnellate di detersivi, destinati ai principali marchi della grande distribuzione europea. L’azienda impiega circa 300 addetti tra dipendenti e collaboratori in esclusiva. Una parte significativa della produzione è destinata all’export, verso l’Europa, i Paesi del Golfo e, più recentemente, l’Arabia Saudita.

A Santa Maria degli Angeli opera invece la struttura dedicata ai prodotti professionali per la pulizia e la manutenzione industriale, con circa 70 addetti tra dipendenti, venditori e trasportatori.
Il momento istituzionale è stato seguito da una cena di gala in un clima di condivisione e di orgoglio per un percorso imprenditoriale lungo un secolo.

Oggi SACI Industrie è guidata dalla quarta generazione della famiglia Campanile — Filippo, Alessandro e Lorenzo — che prosegue il cammino tracciato dai fondatori con la stessa visione e lo stesso spirito di innovazione che hanno contraddistinto l’azienda fin dalle sue origini.

Rapporto Isnart, così la Valnerina cerca di frenare lo spopolamento

Segnali di reazione della Valnerina. Agricoltura, turismo sostenibile e innovazione digitale stanno rilanciando il territorio, ancora impegnato nella ricostruzione post sisma 2016. E’ quanto emerge dal Rapporto Isnart 2025, con il focus group dedicato all’area interna della Valnerina, nell’ambito della Strategia promossa dal Ministero dell’Agricoltura e realizzata da Isnart in collaborazione con Unioncamere e la Camera di Commercio dell’Umbria. Dai dati del Rapporto Isnart 2025 emerge un territorio che resiste allo spopolamento, con un turismo in crescita ma ancora fragile e la necessità di infrastrutture materiali e digitali per una ripartenza duratura.

Spiega Paolo Bulleri, dirigente Isnart responsabile delle analisi sull’economia del turismo: “Il focus group sulla Valnerina si inserisce nel percorso di ascolto che stiamo portando avanti in tutta Italia per dare voce alle aree interne. Isnart, società del Sistema camerale, nasce proprio per accompagnare il turismo italiano nella comprensione dei nuovi fenomeni e nella costruzione di strategie sostenibili. Nella Valnerina emergono con forza i temi dell’accessibilità, dei servizi essenziali e della valorizzazione dei prodotti tipici come leva di sviluppo. Queste comunità chiedono infrastrutture, reti digitali e continuità progettuale: condizioni indispensabili per far sì che il turismo diventi motore stabile di crescita e non solo stagionale. Il Rapporto Isnart 2025 raccoglie e rilancia queste istanze, offrendo una base di lavoro concreta e condivisa”.

L’area del sisma 2016

I 14 comuni del cratere del 2016 – da Norcia, Cascia e Preci a Cerreto di Spoleto, Poggiodomo, Monteleone di Spoleto e Vallo di Nera, fino a Scheggino, Sant’Anatolia di Narco, Ferentillo, Montefranco, Arrone, Sellano e Polino – rappresentano la parte viva di un territorio ferito ma tenace. Spoleto, pur condividendo la storia del sisma, non rientra tra le aree interne riconosciute dalla Strategia nazionale (SNAI).

Un’Italia che si svuota, ma non si arrende

Il Rapporto Isnart 2025 restituisce l’immagine di un Paese attraversato da profonde disuguaglianze territoriali. Le 124 aree progetto individuate dalla Strategia nazionale comprendono 1.904 comuni e circa 4,5 milioni di abitanti, l’8% della popolazione italiana. Ma è in questi territori che si concentra la parte più fragile del tessuto demografico ed economico.

Tra il 2002 e il 2023 le nascite sono crollate, e l’indice di vecchiaia mostra un aumento costante: in alcune zone del Sud, come la Valle del Cedrino in Sardegna, si prevede un raddoppio (+100,4%) entro il 2043. Il fenomeno dello spopolamento è diffuso: in oltre 100 delle 124 aree analizzate il saldo naturale e migratorio resta negativo, con proiezioni Istat che indicano un calo medio del 20-30% della popolazione entro vent’anni.

A fronte di questa tendenza, la Valnerina si distingue per capacità di adattamento: pur registrando un progressivo calo dei residenti, mantiene una tenuta imprenditoriale e turistica che la colloca tra i casi virtuosi del Centro Italia.

Imprese, agricoltura e nuove energie

Nelle aree interne italiane operano 440mila imprese attive (9% del totale nazionale), con una forte incidenza agricola: 140mila aziende, pari al 20% dell’intero comparto agricolo del Paese. La dimensione media è ridotta, ma il contributo al valore aggiunto agricolo è tra i più elevati d’Italia.

La Valnerina riflette questa struttura produttiva, con un tessuto diffuso di imprese a conduzione familiare, femminile e giovanile, spesso integrate nella filiera del turismo e dell’agroalimentare. Il territorio si distingue per una vocazione biologica marcata e una Superficie Agricola Utilizzata (SAU) superiore alla media, con un’elevata presenza di boschi e pascoli.

Dove altrove prevale l’abbandono, qui cresce la specializzazione: 7,2 agriturismi ogni 100 imprese agricole (contro 4,5 della media nazionale), 4,9 prodotti certificati per comune e un patrimonio culturale fatto di borghi storici, musei e paesaggi riconosciuti a livello ambientale. Il Rapporto Isnart ne quantifica il potenziale con un indice di capitale territoriale superiore alla media italiana, che tuttavia resta ancora solo parzialmente tradotto in valore economico.

Turismo in crescita, ma con margini di miglioramento

Sul fronte turistico, la Valnerina registra una pressione turistica di 19,2 presenze per abitante, più che doppia rispetto alla media delle aree interne (8,9) e molto superiore a quella del resto del Paese (7,4). È un dato che la colloca al 28° posto nazionale su 130 aree considerate, e testimonia un forte appeal, in particolare per il turismo esperienziale e naturalistico.

La densità ricettiva – 4,7 posti letto per chilometro quadrato, contro i 21,8 della media nazionale – indica però una capacità di accoglienza ancora limitata. Eppure, il tasso di occupazione dei posti letto, pari al 18,7%, è tra i più alti del Paese (16° posto assoluto), superiore alla media nazionale delle aree interne (16,4%) e vicino ai valori di molte regioni turistiche consolidate.

Il gap tra potenzialità e turisticità risulta positivo: la Valnerina si colloca quattro posizioni sopra la media, segno che il turismo sfrutta più di quanto non sia ancora espresso dal capitale territoriale. Ma la dotazione infrastrutturale resta incompleta: nessuna stazione ferroviaria, accessibilità stradale da migliorare, connessione digitale ancora discontinua.

Un’Umbria a cinque anime interne

Accanto alla Valnerina, l’Umbria conta altre quattro aree classificate come interne: la Media Valle del Tevere e Umbria meridionale, il Nord Est Umbria, il Sud Ovest Orvietano e l’Unione dei Comuni del Trasimeno. In tutto 59 comuni, pari a oltre un quarto del territorio regionale.

Ognuna di queste aree condivide sfide comuni: calo demografico, carenza di servizi e infrastrutture, bisogno di innovazione. Tuttavia, l’Umbria mostra una capacità di reazione superiore alla media nazionale, grazie al radicamento delle filiere agricole e agroalimentari e a una crescente attenzione per il turismo lento, culturale e ambientale.

Dalla resilienza alla rinascita

Nel focus group Isnart sono emersi con chiarezza i temi cruciali per lo sviluppo della Valnerina: rafforzare la cooperazione istituzionale, migliorare i servizi essenziali di prossimità (bancomat, scuole, sanità, poste), promuovere la digitalizzazione, e creare reti tra imprese e comunità locali. Tra le proposte, anche quella di un “Marchio Valnerina” per unire prodotti, esperienze e ospitalità sotto un’unica identità territoriale.

La sfida è coniugare innovazione e autenticità: rendere la montagna un luogo dove vivere, lavorare e restare. Per farlo servono infrastrutture, competenze e politiche che sostengano chi sceglie di restare.

Il Rapporto Isnart 2025 mostra che la direzione è tracciata: la Valnerina non vuole arretrare, anzi. Con il suo patrimonio naturale e umano, può diventare il simbolo di una nuova stagione per le aree interne, dove la resilienza si trasforma in crescita, e la bellezza in futuro.

Esuberi alla Sitem, mercoledì sciopero di 4 ore

Sciopero di quattro ore nello stabilimento Sitem Spa di Cannaiola di Trevi per la giornata di mercoledì 29 ottobre. La protesta è stata indetta dalle organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, dopo il confronto con i lavoratori in assemblea.

La storica impresa, oggi di proprietà di un gruppo statunitense, ha infatti annunciato importanti esuberi tra i 165 dipendenti. Si parla di una trentina di lavoratori che potrebbero perdere il lavoro, con conseguenti risvolti sociali sull’intero territorio.

“L’indisponibilità ad aprire gli ammortizzatori sociali – spiegano le organizzazioni sindacali – e la conferma della procedura di licenziamento collettivo rimangono due elementi stigmatizzati dall’assemblea e la stessa proposta avanzata dall’azienda sull’accordo di licenziamento collettivo, pur registrando un avanzamento rispetto al precedente incontro, viene reputata ancora insufficiente nei numeri”. Per questo è stato indetto lo sciopero di quattro ore per mercoledì 29 ottobre, con presidio davanti ai cancelli dell’azienda alle ore 10.

(foto generica di archivio)

“Raccontami l’Umbria”, al via le candidature al Premio

Aperte le candidature per il concorso internazionale “Raccontami l’Umbria”, organizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria e riservato agli articoli e video che hanno trattato le eccellenze e il sistema produttivo di qualità della regione.

Le candidature dovranno pervenire entro il 2 febbraio 2026 e potranno essere inviate esclusivamente online direttamente sul sito del Premio (https://www.umbria.camcom.it/premio-giornalistico-internazionale-raccontami-lumbria)

Le sezioni

Il Concorso è articolato in quattro sezioni principali per ognuna delle quali il premio è di 2.500 euro:

  • Turismo, Ambiente e Cultura: articoli foto-giornalistici pubblicati su quotidiani o periodici, anche on line, nazionali o internazionali che abbiano trattato prevalentemente del patrimonio turistico, paesaggistico, ambientale e culturale dell’Umbria;
  • Umbria del Gusto: articoli foto-giornalistici pubblicati su quotidiani o periodici, anche on line, nazionali o internazionali, che abbiano trattato delle produzioni enogastronomiche tipiche e di qualità dell’Umbria;
  • Video (grandi produzioni): servizi audiovisivi andati in onda su canali televisivi nazionali o internazionali.
  • Video (produzioni indipendenti): video realizzati anche da singoli autori e diffusi su canali online (Blog, YouTube o altre piattaforme).

Alle sezioni principali si aggiungono:

– Premio Scuole di giornalismo, riservato a video realizzati dagli allievi delle scuole di giornalismo italiane, riconosciute dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che siano andati in onda su televisioni o canali web (1.000 euro)

– Premio della Giuria, destinato ad una candidatura risultata particolarmente meritevole a giudizio della Commissione di valutazione (2.500 euro)

Come sempre i vincitori verranno invitati a partecipare alla cerimonia di premiazione, che si terrà a Perugia durante la 20a edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (15-18 aprile 2026), col quale si conferma l’ormai consolidata collaborazione.

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il Premio giornalistico internazionale “Raccontami l’Umbria” giunge alla sua 16a edizione forte dei successi ottenuti, ma con la convinzione che abbia ancora molte potenzialità da esprimere e che mi auguro vengano colte anche da altre realtà istituzionali per farne una leva di promozione ancora più ampia, forte e penetrante dell’Umbria. Raccontami l’Umbria ha il grande pregio di aver creato un nuovo, efficace e suggestivo format di comunicazione del territorio, con un orizzonte a 360 gradi vista la sua caratura internazionale, confermata ogni anno da importanti partecipazioni da tutto il mondo. Il 2025 del resto ha fatto registrare una delle edizioni più prestigiose in assoluto con firme provenienti dal Telegraph, El País, Geo di Rai 3, Guide Michelin e il canale satellitare Deutsche Welle”

Spiega Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il Bando della nuova edizione di Raccontami l’Umbria conferma tutti i punti di forza che ne hanno decretato il successo e il livello sempre alto delle candidature, con articoli e servizi video apparsi su prestigiose testate internazionali come Washington Post (col premio Pulitzer Helene Cooper), New York Times, National Geographic, La Vanguardia, The Guardian, The Times, Süddeutsche Zeitung, Le Figaro e nazionali come Dove, Touring, RAI Linea Blu, RAI Linea Verde, In Viaggio, Gambero Rosso, Repubblica Viaggi, Bell’Italia. Raccontami l’Umbria non ha poi mai perso di vista le nuove leve del mestiere grazie alla sezione dedicata ai servizi delle Scuole di giornalismo italiane.”

Borse di studio universitarie, più fondi per 7,5 milioni

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli, ha approvato la delibera che incrementa di 7 milioni e mezzo di euro le risorse destinate alle borse di studio universitarie per l’anno accademico 2025/2026. L’intervento è finanziato nell’ambito del Programma Regionale Fse+ 2021-2027, Asse Inclusione sociale, con una quota di cofinanziamento pari al 18% a carico del bilancio di Adisu.

La decisione – specifica una nota dell’Ente – consente di rispondere al fabbisogno comunicato dall’Agenzia per il diritto allo studio universitario, che ha segnalato un incremento di studentesse e studenti idonei beneficiari. I nuovi fondi, pari complessivamente a 7.500.000 euro, si aggiungono alle risorse già previste per il sostegno economico a chi è in difficoltà, con l’obiettivo di garantire la copertura integrale delle richieste pervenute.

“L’incremento delle risorse destinate alle borse di studio nasce dalla volontà di sostenere il percorso formativo di ogni studentessa e di ogni studente, senza che le difficoltà economiche diventino un ostacolo all’università – ha spiegato l’assessore Barcaioli – il diritto allo studio è una priorità che intendiamo tutelare e rafforzare, anche attraverso un uso responsabile e mirato dei fondi europei” ha concluso Barcaioli.

Lunedì “Imprese Futuro Umbria 2025”: il programma

Lunedì 27 ottobre, a partire dalle ore 15, la Sala dei Notari di Perugia ospiterà “Imprese Futuro Umbria 2025”, evento promosso da Confcommercio Umbria. Un pomeriggio di confronto su rigenerazione urbana, economia di prossimità, innovazione, turismo e coesione territoriale, che vedrà alternarsi sul palco esperti, amministratori e rappresentanti delle imprese umbre.

Tra i relatori principali: Alessandro Balducci, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica al Politecnico di Milano, già assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, che aprirà i lavori con un intervento su “Rigenerazione urbana: progettazione integrata e partecipazione”; Elena Franco, architetta ed esperta di politiche pubbliche, con un focus su “L’approccio distrettuale all’economia di prossimità”; Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale, che porterà il tema “Dal Made in Italy al Sense of Italy”, offrendo una chiave di lettura originale sull’evoluzione dei modelli economici italiani; Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria e docente UniPg, insieme agli assessori Francesco De Rebotti e Simona Meloni, che dialogheranno su “L’Umbria di domani”, tra sviluppo economico, turismo e rigenerazione urbana; Giampaolo Rossi, CEO di Fabbrica di Lampadine, e Omar Di Curzio, presidente Giovani Imprenditori Confcommercio Umbria, che racconteranno le nuove visioni d’impresa con i talk “Il futuro di una volta” e “Next 80”.

Sul tema dei distretti del commercio si confronteranno Michele Biselli, Presidente Confcommercio Perugia e comprensorio, Oscar Fusini, Direttore Confcommercio Bergamo, Juri Imeri, Sindaco di Treviglio e Matteo Burico, Sindaco di Castiglione del Lago

Le conclusioni saranno affidate al presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni, insieme alle principali autorità istituzionali presenti: Emanuele Prisco, Sottosegretario al Ministero dell’Interno; Stefania Proietti, Presidente della Giunta regione dell’Umbria; Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia; Sarah Bistocchi, Presidente dell’Assemblea Legislativa regionale.

“Sarà un’occasione di confronto vera, tra chi studia, chi governa e chi vive ogni giorno i cambiamenti dei territori – sottolinea il presidente Giorgio Mencaroni – per trasformare idee e proposte in visione e futuro condiviso”.

L’incontro, moderato da Simone Pastorelli, CEO di Fattoria Creativa e membro della Giunta Confcommercio Umbria, rappresenta il cuore del programma celebrativo per gli 80 anni di Confcommercio Umbria.

Nuovo acceleratore lineare, il nuovo “alleato” per i pazienti oncologici: come funziona

Il Reparto di Radioterapia oncologica di Perugia sempre più all’avanguardia con il nuovo l’acceleratore lineare Radixact (sistema di tomoterapia elicoidale tra i cinque in Italia). Una tecnologia di ultima generazione che rappresenta un importante passo avanti nella cura dei pazienti oncologici. Il finanziamento statale ammonta a 7.203.850,00 euro mentre 379.150,00 euro sono fondi aziendali/regionali. Il costo del macchinario ammonta a 6.3 milioni di euro e i lavori a 352.270,40.

All’inaugurazione hanno partecipato il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha finanziato con fondi speciali l’acquisto del macchinario (fondi ex art. 20 L. 67/88 quota di riserva per interventi), il senatore Francesco Zaffini, presidente della Commissione Nazionale Salute e promotore dell’iniziativa e la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

Tra i presenti anche il sottosegretario al Ministero degli Interni, Emanuele Prisco, l’europarlamentare Marco Squarta, l’assessore comunale, Francesco Zuccherini, delegato dalla sindaca Ferdinandi, l’arcivescovo Ivan Maffeis, che ha benedetto il macchinario, i consiglieri regionali, i coniugi Chianelli, che da molti anni sollecitano le istituzioni per l’acquisto dell’acceleratore lineare, e i professionisti sanitari.

Trattamento di 25 pazienti al giorno

“Ringrazio il ministro Schillaci per aver scelto di investire nel nostro ospedale – ha sottolineato Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – un macchinario di importanza straordinaria perché ci permette di curare pazienti affetti da patologie oncologiche mirando meglio il tumore rispetto alla normale radioterapia, mi piacerebbe che sia la prima di tante inaugurazioni che faremo per rinnovare il parco tecnologico di questa azienda ospedaliera. I lavori di preparazione degli spazi e di installazione dell’acceleratore sono stati completati in 89 giorni, – continua D’Urso – e i primi pazienti sono stati trattati a partire da settembre con un turno h 12 (matt e pom) che permette di trattare 25 pazienti al giorno. Sono già stati trattati oltre 100 pazienti. La formazione dei sanitari e i test dosimetrici si sono svolti in Svizzera e in loco durante i mesi estivi. Un lavoro di squadra tecnico – amministrativo importante e per questo ringrazio l’ing. Luca Gusella e i suoi collaboratori, per aver progettato e diretto i lavori e per averli conclusi in così breve tempo”.

Come funziona

“Radixact è un sistema innovativo che integra in un’unica apparecchiatura una macchina per la terapia radiante, un sistema di Tomografia Computerizzata (TC) e un controllo in tempo reale dei movimenti degli organi – ha spiegato la prof.ssa Cyntia Aristei, direttrice di Radioterapia oncologica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – , questa combinazione tecnologica permette di individuare tumori anche molto piccoli e di seguirne lo spostamento dovuto a movimenti fisiologici quali respirazione o peristalsi. Grazie a queste caratteristiche, è possibile somministrare dosi elevate di radiazioni in modo estremamente preciso, anche su più sedi contemporaneamente, distruggendo le cellule tumorali e preservando i tessuti sani attraverso la radioterapia ablativa. Il trattamento è particolarmente indicato per piccole metastasi e tumori primitivi come quelli di polmone e prostata. La tecnologia Radixact si rivela particolarmente efficace nel trattamento di: tumori del polmone in stadio avanzato non operabili, neoplasie del distretto testa-collo, tumori pediatrici, dove la capacità di risparmiare i tessuti sani è fondamentale per ridurre la tossicità e preservare la qualità di vita dei giovani pazienti – continua Aristei – . Un ambito di particolare eccellenza riguarda le neoplasie ematologiche: la Radioterapia Oncologica di Perugia è tra i pochi centri ad aver sviluppato la tecnica TMLI (Total Marrow, Lymphoid Irradiation) per la preparazione di pazienti che verranno sottoposti a trapianto di midollo osseo. La TMLI consente di irradiare in modo mirato ossa e linfonodi, riducendo significativamente la tossicità per i tessuti sani. Questa innovazione ha reso possibile effettuare trapianti di midollo osseo anche in pazienti oltre i 70 anni e aumentare le dosi in pazienti non in remissione, riducendo così il rischio di recidiva”.

Risultato del “gioco di squadra”

A promuovere la richiesta presso il ministro Schillaci, è stato il presidente della Commissione Salute del Senato, on. Franco Zaffini, che per mesi ha lavorato per l’assegnazione dei fondi speciali: “L’Azienda Ospedaliera di Perugia è un ospedale di riferimento, non solo per la Regione Umbria, – ha affermato il senatore Zaffini – ma rappresenta una eccellenza in Italia nel campo dell’ematologia che potrà ancora migliorare in termini di risposta di qualità grazie a questo macchinario. Sono orgoglioso di aver contribuito attivamente alla riuscita di questo progetto per la mia regione e per gli umbri”.

Numerosi i ringraziamenti che la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha rivolto ai professionisti sanitari, ai coniugi Chianelli e in primis al ministro Schillaci e al senatore Zaffini che hanno reso possibile questo straordinario investimento: “Sono orgogliosa di assistere a questa inaugurazione che vede la sanità pubblica investire nell’innovazione tecnologica. Con l’arrivo dell’acceleratore, la Radioterapia di Perugia rafforza ulteriormente la sua posizione di riferimento nei percorsi di trattamento di precisione e nella ricerca clinica internazionale. I risultati raggiunti sono il frutto di un grande lavoro di squadra che coinvolge medici universitari e ospedalieri, tecnici di radiologia, infermieri, operatori socio-sanitari, fisici sanitari, figure fondamentali nel percorso di cura dei pazienti oncologici e che ringrazio personalmente per il lavoro che con dedizione svolgono quotidianamente”.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha concluso l’inaugurazione, nella sala Montalcini del Creo gremita di rappresentanti delle istituzioni regionali, comunali e personale sanitario: “Elogio la grande professionalità dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari. Sostengo che investire nelle innovazioni tecnologiche sia l’azione migliore per garantire le cure più efficaci, infatti, i progetti tecnici e la ricerca scientifica avanzata, consentono di mettere a disposizione strumenti sempre più all’avanguardia per rendere ancora più celeri le diagnosi soprattutto in campo oncologico. Con i fondi del PNRR siamo riusciti a distribuire agli ospedali italiani oltre 3.000 nuove apparecchiature di cui l’80% già in uso. E’ una grande emozione per me essere in questo ospedale per la seconda volta, una struttura che rappresenta una eccellenza nella ricerca e nella clinica, non solo in questo territorio”.

“Festeggiamo i 35 anni del Comitato per la vita “Daniele Chianelli”, con una immensa soddisfazione” ha commentato il presidente Franco Chianelli, per un macchinario invocato da diversi anni. “Quando sono venuto a conoscenza – spiega Chianelli” di un acceleratore lineare di ultima generazione, dal costo di 7 milioni e 800 mila euro che, grazie alla sua millimetrica precisione, colpisce solo le cellule malate, preservando quelle sane e aumentando la guarigione negli adulti sottoposti a trapianto di midollo osseo, dal 50 al 75%, non potevo certo restare indifferente. Ho bussato a tutte le porte, dalla Presidenza della Regione, alla Direzione regionale della Sanità, alle Fondazioni bancarie, ho inviato lettere, anche dei pazienti in attesa di trapianto, organizzato convegni, tavole rotonde e dibattiti ed ho ricevuto solo promesse ma non mi sono mai arreso perché la vita non ha prezzo. E finalmente, dopo circa due anni, in occasione di una visita al Residence sono riuscito a strappare una promessa al ministro della Salute, Orazio Schillaci che oggi ha onorato quell’impegno e partecipato al taglio del nastro. Un traguardo straordinario di cui sono felice ed orgoglioso”.

Lunedì la consegna delle borse di studio ANCE Umbria ai geometri di domani

La figura del geometra resta fondamentale nel mondo delle costruzioni, pur caratterizzato da una forte innovazione tecnologica. Con questa consapevolezza, ANCE Umbria ha messo a disposizione borse di studio per i ragazzi che si sono iscritti alle prime classi degli Istituti CAT – Costruzioni, Ambiente e Territorio (ex Geometri) che aderiscono a Rete ScuolANCE Umbria.

Un’azione formativa che ANCE Umbria ha avviato lo scorso anno con il protocollo d’intesa siglato con il “Capitini” di Perugia e che si è sviluppato, sino a coinvolgere tutti istituti tecnici umbri con indirizzo CAT, che nel marzo scorso hanno firmato l’adesione alla Rete ScuolANCE, alla presenza delle istituzioni regionali e dei presidenti dei Collegi Geometri di Perugia e Terni.

Borse di studio assegnate a 97 studenti, che saranno premiati lunedì 27 ottobre, dalle ore 10 all’Auditorium del Sistema Edilizia di Perugia, in via Tuzi 11, nel corso di una cerimonia alla quale parteciperanno molte classi prime degli istituti ex geometri, mentre altre seguiranno l’evento online.

Una cerimonia, intitolata “Costruire: il tuo futuro”, per conoscere direttamente e coinvolgere gli studenti che hanno iniziato il percorso formativo del geometra, spiegando loro le opportunità offerte dal mondo delle costruzioni.

L’iniziativa sarà l’occasione per illustrare la proposta formativa della Rete ScuolANCE Umbria e per parlare concretamente del collegamento tra scuola e mondo del lavoro, nello specifico nelle costruzioni.

Gli studenti e i loro familiari che saranno presenti, effettueranno una visita esperienziale alla Virtual Academy del Formedil – CESF Perugia, provando anche i simulatori di mezzi di cantiere di visori di realtà aumentata.

Dopo la breve relazione introduttiva del presidente di ANCE Umbria Albano Morelli sull’importanza nelle imprese e in cantiere della figura del geometra, e le parole dell’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Fabio Barcaioli, sono in programma gli interventi del commissario straordinario ARPAL Umbria Luigi Rossetti, del dirigente ITET “Capitini” di Perugia Silvio Improta, del presidente del Collegio Geometri di Perugia Enzo Tonzani e del presidente del Collegio Geometri di Terni Roberto Riommi. Invitato ildirettore dell’Ufficio Scolastico Regionale Umbria, Sergio Repetto. Il direttore di ANCE Umbria, Ernesto Di Benedetto, illustrerà poi la proposta formativa della Rete ScuolANCE Umbria.

UmbriaLibri 2025: oltre 110 eventi fino al 26 ottobre | Il programma

Inaugurata UmbriaLibri 2025, il Festival letterario promosso dalla Regione Umbria, con più di 40 autori, scrittori, editori e intellettuali tra i più importanti del panorama letterario per gli oltre 110 eventi in programma fino al 26 ottobre.

Tantissimi gli appuntamenti già dalla prima giornata, che si è aperta con l’inaugurazione della mostra mercato del libro alla Sala Espositiva del Cerp (Centro Espositivo Rocca Paolina), alla presenza del Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Regione Umbria Tommaso Bori e del direttore artistico del Festival, Nicola Lagioia.

“Questa edizione di UmbriaLibri – ha sottolineato l’assessore Bori – si riallaccia a una strategia di sostegno e promozione forte dell’editoria locale, con una visione che guarda al futuro e alle grandi manifestazioni. Il percorso di promozione dei nostri editori, dopo gli appuntamenti di Perugia e Terni, prosegue verso con ‘Più libri più liberi’ a Roma e soprattutto mira al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove l’Umbria si candida come Regione ospite per il 2026. Questo ci offrirà – ha sottolineato il vice presidente della Regione – una piattaforma privilegiata per raccontare la nostra storia e la nostra cultura attraverso il patrimonio letterario, ma oltre a portare l’Umbria fuori dal suo contesto territoriale, in una visione di apertura internazionale, abbiamo esteso l’invito a collaborare in alcune iniziative all’Olanda che è Nazione ospite del Salone di Torino. Inoltre, per la prima volta, la Regione organizza la presenza a Lucca Comics dal 29 ottobre al 2 novembre, per valorizzare gli editori umbri di fumetti e illustrazione. Contemporaneamente, rafforziamo l’impegno portando la manifestazione negli Istituti di pena. L’azione per il settore culminerà nella stesura di un Testo Unico per la Cultura e l’Impresa Creativa. Un ringraziamento sentito – ha concluso Bori – va al direttore artistico Nicola Lagioia e a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito e contribuiranno a realizzare questo nostro importante progetto”.

“Siamo felici e orgogliosi di poter finalmente accogliere il pubblico di Umbria Libri nei bellissimi luoghi in cui si svolgerà la manifestazione – ha affermato il direttore artistico del Festival Nicola Lagioia ricordando come “abbiamo lavorato senza sosta con case editrici, autori, istituzioni culturali, realtà associative per fare di questa trentunesima edizione un’esperienza preziosa e ci auguriamo capace di farsi ricordare a lungo e con piacere” e invitando tutti a partecipare: “Vi aspettiamo”.

Alla mostra mercato – visitabile alla sala espositiva del Cerp tutti i giorni della manifestazione dalle ore 10:00 fino alle ore 20:00 – è possibile toccare con mano l’offerta di pubblicazioni delle circa 50 le case editrici umbre dedicate ai temi sociali, alla storia, all’arte ma anche al romanzo e al fumetto.

Nella Sala Cannoniera della Rocca Paolina, invece, si è aperta “FLUO! Libri accesi”, la mostra bibliografica internazionale, donazione Bologna Children’s Book Fair a cura dell’Accademia Drosselmeier, visitabile tutti i giorni di UmbriaLibri dalle ore 10:00 alle ore 20:00.

Ultimo appuntamento della prima giornata del Festival, nell’edizione perugina, il Reading spettacolo ‘Paolo Nori racconta Delitto e Castigo di Dostoevskij’, alle ore 21:00 alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori.

Le imprese femminili strategiche per lo sviluppo dei territori

A Spoleto, a Palazzo Mauri, si sono aperti i lavori di “Costruire il futuro un passo alla volta”, l’evento promosso dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile (CIF) della Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito del Progetto Fenice. Una sala partecipata e attenta ha accolto imprenditrici, amministratori e rappresentanti del mondo economico in un confronto diretto su come rafforzare il ruolo delle donne nell’economia regionale e accelerare la rinascita delle aree colpite dal sisma. Non un convegno accademico, ma un vero laboratorio partecipato, dove dati, esperienze e buone pratiche si sono intrecciati con la visione strategica della Camera di Commercio.

Sisti: “Una forza vitale che chiede strumenti per crescere”
Ad aprire i lavori è stato Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, che ha offerto una lettura lucida e concreta della condizione attuale delle imprese femminili in Umbria e nell’area del cratere della ricostruzione post terremoto, con numeri e riflessioni tratti anche dalle slide presentate nel corso dell’incontro.
“Le aziende guidate da donne in Umbria sono una risorsa”, ha sottolineato Sisti. “Abbiamo uno dei tassi di femminilizzazione più alti d’Italia: 22.371 imprese, pari al 24,8% del totale. Nelle aree del cratere la quota sale al 26,7%”.
Un patrimonio diffuso, ma non privo di sfide. “Le imprese femminili sono mediamente più piccole, con costi del lavoro più bassi e una produttività per addetto più alta, segno di una grande efficienza. Tuttavia investono meno in ricerca, formazione e digitalizzazione, anche per le dimensioni ridotte. È qui che dobbiamo intervenire”.
Per Sisti, il nodo cruciale è la crescita dimensionale. “Serve accompagnare queste realtà verso una maggiore capacità di investimento e innovazione. È la condizione per competere e per rendere stabile quella forza che oggi rappresentano per il tessuto economico e sociale della nostra regione”.

Dalle parole ai progetti: il ruolo della Camera di Commercio
L’impegno della Camera di Commercio dell’Umbria, ha ricordato Sisti, passa anche attraverso progetti di formazione, networking e sostegno all’imprenditoria femminile, come il Progetto Fenice. “Il nostro compito è costruire ecosistemi che permettano alle imprese di crescere insieme, mettendo in rete competenze e opportunità”, ha detto il Segretario Generale.
Le slide proiettate durante l’evento hanno mostrato un’analisi puntuale dei settori a maggiore presenza femminile – in primis agricoltura e commercio al dettaglio – e delle potenzialità legate alla transizione digitale e alla sostenibilità. Fenice si inserisce in questo percorso come strumento di rilancio e coesione territoriale, in grado di connettere imprese, enti e comunità.

Angelini Paroli: “Una terra resiliente che guarda avanti”
Nei saluti istituzionali Giovanni Angelini Paroli, assessore all’innovazione imprenditoriale del Comune di Spoleto, ha richiamato il legame tra resilienza e futuro:
“Costruire il futuro un passo alla volta è essenziale. Viviamo in una terra segnata dal sisma, e per questo è fondamentale saper affrontare le difficoltà con coraggio e lungimiranza. L’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio va proprio in questa direzione, sostenendo chi ogni giorno lavora per far ripartire le comunità”.

Tattini: “Fenice è simbolo di rinascita e innovazione”
Andrea Tattini, membro della Giunta camerale, ha ricordato come il Progetto Fenice rappresenti un pilastro della strategia camerale per la rinascita economica delle aree interne:
“Fenice è la metafora della ripartenza. È il simbolo della capacità delle imprese umbre di innovare, creare valore e costruire una rete che unisce resilienza e sviluppo. Oggi più che mai, formazione e conoscenza sono gli strumenti per dare forza a questo processo”.

Sciamannini: “Confrontarsi per crescere insieme”
A rimarcare il valore della partecipazione è stata Dalia Sciamannini, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile:
“Le nostre iniziative sono sempre molto partecipate”, ha sottolineato, “segno di un bisogno reale di confronto, di ascolto e di condivisione. L’impresa femminile non è solo una componente dell’economia, ma una visione del lavoro e della comunità, capace di generare cambiamento”.
Nel cuore dell’evento si è tenuto un workshop esperienziale condotto da Cristiana Genta, psicologa del lavoro, e Maria Di Paolo, analista delle organizzazioni, che ha trasformato la mattinata in un viaggio collettivo di riflessione e crescita.

Conoscere per rinascere: la lezione di Spoleto
La giornata di Spoleto ha messo in luce un approccio nuovo all’imprenditoria femminile: meno centrato sull’assistenzialismo e più sull’empowerment reale, sulla formazione continua e sulla capacità di costruire reti solidali e competitive.
Dalle presentazioni è emerso come le imprese guidate da donne abbiano già un peso significativo nell’economia regionale, ma necessitino di un rafforzamento strutturale per reggere alle sfide della trasformazione digitale, del credito e dei mercati esteri.
“Ogni passo conta, ma conta ancora di più farlo insieme”, ha concluso Sisti, rilanciando la visione di una Camera di Commercio aperta, operativa e vicina al territorio, dove la crescita delle imprese femminili non è un capitolo a parte, ma una strategia di sviluppo complessiva.

Un passo alla volta, ma insieme
L’immagine del titolo – Costruire il futuro un passo alla volta – è diventata, a Spoleto, un impegno condiviso. Nel dialogo fra istituzioni, imprese e professioniste, è emersa la convinzione che la rinascita economica dell’Umbria passa anche dal talento e dalla tenacia delle donne.