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Autore: Redazione

Dolci d’Italia chiude con l’Attorta da record

L’Attorta – dolce tipico spoletino – da record chiuderà domenica 2 novembre la sesta edizione di Dolci d’Italia, il festival nazionale dei dolci organizzato da Epta Confcommercio Umbria. Dopo l’enorme successo di pubblico di sabato — con il Chiostro di San Nicolò gremito per i mercati e l’applauditissima Sweet Academy di Simone Rugiati — la manifestazione si avvia al gran finale con una giornata che unisce tradizione, creatività e passione per il gusto.

L’evento clou sarà appunto alle ore 16.00 in Corso Garibaldi, dove andrà in scena il celebre “Dolce da record”: un’Attorta spoletina lunga 60 metri, realizzata dagli studenti dell’Istituto Alberghiero di Spoleto “Giancarlo De Carolis”. Un’impresa collettiva che ogni anno richiama centinaia di visitatori, simbolo perfetto del legame tra scuola, territorio e tradizione.

Commenta il presidente di Epta, Aldo Amoni: “L’anno scorso con la cheesecake dei record ho utilizzato il cronometro per prendere nota di quanto sarebbe durata: solo 20 minuti, una risposta di pubblico incredibile. Quest’anno vogliamo fare ancora meglio, e grazie al meraviglioso lavoro dell’Istituto Alberghiero di Spoleto siamo convinti che il risultato sarà altrettanto sorprendente”.

Il programma di domenica

La giornata si aprirà alle 10.00 con la presentazione del libro “Mi chiamo Pimpinella e sono la cuoca di Babbo Natale” della Prof.ssa Roberta Testaguzza presso il 1° piano del Chiostro di S.Nicolò (replica alle 15.00 in Piazza Garibaldi negli spazi di “Aspettando il Natale”), seguita alle 11.00 dallo Sweet Lab della chef Donatella Aquili all’Ex Chiesa di San Giovanni Battista e alle 11.30 dalla Sweet Academy “Il Bianco”, curata da Fortunati Tartufi con la chef Giulia Martellini, giovane promessa formatasi alla scuola di Iginio Massari.
Alle 12.00 il Palazzo GAL, nel Chiostro di San Nicolò, ospiterà lo show cooking dello chef Marco Cuccaro, con una raffinata “Cheesecake con ricotta di Norcia e pere, salsa mou e cioccolato fondente”.

Nel pomeriggio il gusto si farà ancora più vario: alle 15.00 la VeganOK Academy con la chef Maria Luisa Lucherini presenterà i “Bocconcini ananas e caramello”. Alle 16.30 spazio alla pasticceria senza glutine con “I tozzetti alle mandorle” a cura dell’Associazione Italiana Celiachia e della chef Graziella Ponti, mentre alle 18.00 la Biscotteria Fe.Fi chiuderà la programmazione con “Crescionda amore e ricordi”, un dolce viaggio nella memoria di famiglia insieme a nonna Paola e Federica Gennari.

Non mancheranno i sorrisi dei bambini nei laboratori “Piccoli Pasticceri Crescono” e il pubblico delle grandi occasioni che, tra stand, musica e degustazioni, ha consacrato anche quest’anno Dolci d’Italia come uno degli appuntamenti più amati del calendario umbro.

Il “Cammino del miracolo del Corpus Domini” si unisce all’Intrepido Larth: Orvieto tra le capitali del turismo lento

Un nuovo progetto di trekking tra natura, storia e tradizione religiosa, che si sviluppa lungo l’asse Bolsena-Orvieto per una lunghezza di 21 chilometri. E’ il “Cammino del miracolo del Corpus Domini”, che dopo il successo del Cammino dell’Intrepido Larth contribuirà a fare di Orvieto una delle capitali italiane del turismo lento.

Abbiamo una strategia molto chiara: fare di Orvieto uno dei crocevia e delle capitali del turismo lento in Italia. Il progetto che presentiamo oggi è il secondo tassello per concretizzare questa ambiziosa aspirazione” ha detto i promotori del “Cammino del miracolo del Corpus Domini” (www.ilcamminodelmiracolo.it) Emanuele Rossi,Luca SbarraClaudia Marini e Claudio Lattanzi. Che nel corso della presentazione hanno parlato anche del piano di marketing generale entro il quale si collocano i cammini di trekking, oltre a fornire i numeri del cammino dell’intrepido Larth, che già dopo appena due anni di vita si attesta su una media di oltre duemila visitatori all’anno.

La presentazione è avvenuta nei locali del Pozzo della Cava. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il sindaco di Orvieto Roberta Tardani ed il presidente del Gal Gionni Moscetti oltre ad una nutrita rappresentanza di operatori turistici, in particolare nel settore della ricettività ed i vertici locali del Cai, tra cui il vice presidente Stefano Baccherini,Paolo Bellocchio, presidente di TriplO, orienteering outdoor Orvieto, Patrizia Pelorosso di Mirabilia ed Antonella Cannas, imprenditrice turistica in rappresentanza della coop Mir, partner dei cammini.

“Bolsena. Il cammino del lago dei misteri”

Gli organizzatori hanno annunciato anche il terzo cammino denominato “Bolsena. Il cammino del lago dei misteri” che sarà presentato entro l’inverno ed avrà carattere circolare, con tragitto di oltre ottanta chilometri intorno al lago. 

Turismo lento e destagionalizzazione

I nostri obbiettivi – hanno spiegato i promotori – sono quelli di aumentare i numeri complessivi del turismo orvietano, di destagionalizzare i flussi, di incrementare l’indice di permanenza qui. Per fare un vero e proprio marketing sulla città di Orvieto abbiamo deciso di portare il cammino di Larth da tre a quattro giorni, proponendo un giorno di permanenza in città e di calibrare quello del miracolo del Corpus domini su due giorni e non solo uno“.

I numeri del Cammino dell’intrepido Larth

Per quanto riguarda i numeri, il Cammino dell’intrepido Larth vale oggi un indotto a favore dell’economia del territorio pari almeno a 480 mila euro, una cifra stimata per difetto che scaturisce dalla moltiplicazione della spesa media del camminatore nell’arco dei tre giorni per il numero delle credenziali vendute. Per dare la giusta enfasi al valore religioso e culturale del nuovo cammini, si è deciso di lanciare l’associazione “Idee in cammino” che sarà aperta ad ogni contributo di privati, enti, associazioni ed aziende.

Il Corpus Domini

Il Cammino del miracolo del Corpus Domini che nasce non a caso nell’anno giubilare e da una positiva collaborazione con la Curia, avrà come simbolo una campanella, emblema liturgico che è stata anche collocata lungo il tabernacolo lungo rio Chiaro dove avvenne nel 1263 lo storico incontro per la consegna nelle mani del papa del lino macchiato dal sangue di Cristo. Alcune copie di campanelle in stile medievale in ceramica sono state riprodotte da Marco Sciarra, valente ceramista tra le altre cose, ed entreranno a far parte della ricca gamma di gadget collegati ai due cammini.

Valore religioso e terapeutico

Del grande valore del Cammino del miracolo del Corpus Domini ha parlato Claudia Marini, che ha sottolineato la necessità di rilanciare il collegamento tra Orvieto e la terza festa della Chiesa, con una grande operazione mediatica per trasformare Orvieto in “città eucaristica”.

Il cammino che presentiamo oggi – ha detto Marini – è in realtà un vero e proprio pellegrinaggio di fede, probabilmente il più piccolo del mondo, ma quello capace di trasformare in profondità l’animo di ogni persona perché è in grado di metterci in collegamento con il messaggio più rivoluzionario del cristianesimo che può cambiare in profondità ognuno di noi. Orvieto è stata terra di pellegrinaggi anche prima del cristianesimo, basti pensare alla via sacra degli etruschi ed oggi noi siamo chiamati e recuperare questa profonda vocazione della nostra zona per un progetto di grande ambizione come questo“.

Marini, che è medico, ha anche sottolineato la volontà di lavorare per far emergere “il valore terapeutico e curativo dei cammini, per questo si sta pensando ad una giornata dedicata a questo tema da svolgere lungo la tratta Bolsena-Orvieto”.

Tardani: così è cambiata la proposta di Orvieto

Questa giornata – le parole del sindaco Roberta Tardani – rappresenta molto più dell’apertura di un nuovo cammino turistico – culturale che arriva dopo i risultati di un’altra fortunata esperienza. È la testimonianza concreta di un percorso lungo, impegnativo, ma fruttuoso che la nostra città ha compiuto negli ultimi sei anni. Oggi Orvieto non è più una città che vive solo del Duomo o del Pozzo di San Patrizio ma è una destinazione completa che sa valorizzare ogni sua risorsa: la cultura, le tradizioni, l’enogastronomia, l’artigianato e la qualità dell’accoglienza, i cammini. Chi dice che Orvieto è diventata una ‘Disneyland’ – ha evidenziato Tardani – fa finta di non capire che la nostra proposta si fonda proprio sull’opposto, sull’autenticità, sulla verità dei luoghi, delle persone e delle tradizioni che abbiamo saputo custodire e rinnovare. questo cammino si inserisce in questa visione: un turismo che valorizza, invita a scoprire e vivere il territorio in profondità. Un turismo esperienziale che genera valore economico, umano e culturale“.

Norcia, quando “le chiese” sono amate come come le case

“Prima le case e poi le chiese” era uno degli slogan circolati dopo il terremoto del 2016, persino tra le tifoserie sportive. E dare una sistemazione alle persone sfollate, ricostruire le loro case e renderle più sicure è stata una priorità.

Ma la gioia spontanea, di popolo, per la riapertura della Basilica di San Benedetto a Norcia dimostra come una popolazione che ha visto letteralmente crollare il mondo addosso abbia bisogno anche dei suoi simboli, religiosi, cultural, identitari. Ecco perché la riapertura della Basilica, a 9 anni esatti dalla scossa che la devastò il 30 ottobre del 2016 (in uno sciame sismico iniziato il 24 agosto di quell’anno e terminato a gennaio 2017) ha rappresentato un punto importante nella ricostruzione nel Centro Italia.

Il finanziamento

L’intervento di ricostruzione della Basilica di San Benedetto a Norcia è stato finanziato con
Ordinanza Speciale n.8 del 16 maggio 2021 grazie alle risorse messe a disposizione dal
Commissario per la Ricostruzione Sisma 2016, dalla Regione Umbria (POR-FESR 201-2020) e
da ENI Spa, per un importo totale di circa 15 milioni di euro.
L’impegno di Eni è stato definito con un accordo di sponsorizzazione tecnica con l’obiettivo di
sostenere la ricostruzione della Basilica attraverso risorse economiche e contributi di alto
profilo professionale e organizzativo, accanto al commissario straordinario per la
Ricostruzione e al Ministero della Cultura – l’Arcidiocesi di Spoleto e Norcia, la Regione Umbria
e il Comune di Norcia, in un’alleanza che ha unito enti pubblici e privati in una visione strategica condivisa

La ricostruzione in Umbria

In Umbria dal 2016, a fronte di un totale di 5261 istanze presentate all’Ufficio Speciale
Ricostruzione, ben 3728 risultano concesse per un importo totale richiesto di oltre 1,9 miliardi
di euro, di cui 1,4 miliardi di euro già concessi e 831 milioni liquidati. Nove pratiche su dieci
presentate all’USR Umbria sono state evase. Questo significa che per quasi ogni richiesta di
contributo, c’è stata una risposta concreta e tempestiva, resa possibile anche dalla semplificazione delle procedure avvenuta negli ultimi anni. Ma non basta evadere le pratiche; l’obiettivo è la conclusione dei lavori. E anche qui il dato è incoraggiante: 6 pratiche su 10 hanno visto la fine dei lavori per cui centinaia di famiglie sono potute tornare a casa. Nel solo Comune di Norcia, oltre 730 famiglie sono rientrate nelle loro abitazioni ricostruite mentre diverse attività commerciali storiche hanno riaperto, ricominciando a creare valore e a dare lavoro.

Santa Maria Argenta

A Norcia è in corso anche la ricostruzione della concattedrale di Santa Maria Argentea, che dovrebbe essere consegnata entro un paio di anni. Gli eventi sismici avevano causato il ribaltamento della sommità della facciata e l’espulsione dei conci di rivestimento delle murature e, all’interno, il crollo della copertura ha coinvolto i pilastri e ampi brani del paramento interno delle murature perimetrali. L’importo dell’intervento è di circa 7 milioni e 400 mila euro, che provengono dal fondo sisma 2016.

Il Palazzo Comunale

In corso anche il cantiere del Palazzo Comunale, uno dei cantieri più innovativi della ricostruzione post sisma. Un intervento da poco meno di 6 milioni di euro e unico caso in Italia in cui un edificio storico è stato tagliato alle fondamenta per installare isolatori sismici.

Attesa la riapertura per l’anno prossimo. In ricostruzione anche l’edificio della “Castellina” che ospitava il museo civico e diocesano per il quale è attesa la riapertura nel corso del 2026. In questo caso è stato assegnato l’importo di quasi 154mila euro, a valere sulle risorse del fondo di accantonamento per le ordinanze speciali per i lavori che hanno un costo totale di circa 2,5 milioni di euro. Nel giro di pochi anni
quindi l’iconica piazza di San Benedetto ritroverà il suo profilo originario.

Castelli: Norcia merita la capitale europea della Cultura 2033

“Il recupero delle eccellenze storico culturali e religiose è un elemento essenziale del nostro lavoro volto a far rinascere tutta l’Italia Centrale – commenta il commissario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli- Norcia e la Civitas appenninica si candidano a Capitale europea della cultura 2033, la patria di San Benedetto, patrono d’Europa, merita questo riconoscimento. Ringrazio il presidente della Regione Stefania Proietti, l’arcivescovo Renato Boccardo, l’Ufficio ricostruzione Umbria e il sindaco Giuliano Boccanera per la sinergia e la collaborazione”.

Città del Cioccolato, un progetto sostenuto da quasi 200 investitori

Dopo la visita con le autorità – presenti, tra le varie personalità in rappresentanza delle istituzioni civili e militari delle forze economiche, il prefetto di Perugia Francesco Zito, il questore di Perugia Dario Sallustio, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, l’europarlamentare Marco Squarta, il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, il vicepresidente della Provincia di Perugia Riccardo Vescovi, il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni – la Città del Cioccolato ha aperto le sue porte a mille persone che si erano prenotate per l’Open Day della giornata inaugurale.

Il sostegno economico

La Città del Cioccolato è un progetto che prende forma nella città tradizionalmente più dolce d’Italia, qualificandosi così come il maggior polo attrattivo tematico al mondo, grazie al recupero dell’ex Mercato Coperto di proprietà del Comune di Perugia, ristrutturato nel 2016 con il sostegno finanziario di Regione Umbria e Fondazione Perugia. Nel 2023 l’immobile è stato oggetto di un Avviso di Valorizzazione pubblicato dal Comune di Perugia, aggiudicato l’anno successivo alla società Destinazione Cioccolato Srl SB, costituita appositamente per la presentazione di un progetto di alto valore. Tale proposta ha consentito la sottoscrizione di una concessione trentennale, finalizzata all’avvio e al completamento, in tempi rapidi, di significativi interventi di allestimento, per un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro.

Il progetto ha potuto beneficiare della Misura “Italia Economia Sociale”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) in collaborazione con Invitalia. Grazie alle agevolazioni finanziarie previste dal programma, è stato possibile avviare anche lo sviluppo di iniziative legate ai temi dell’inclusività sociale, con particolare attenzione all’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie fragili e, in special modo, di quelle tutelate dalla Legge n. 68/1999. Un cantiere imponente in cui hanno lavorato circa 200 persone, esclusi i fornitori esterni di materiali e merci per il completamento dell’allestimento.

Intesa Sanpaolo, attraverso la Direzione Impact nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, ha concesso un importante finanziamento che ha consentito la realizzazione dell’operazione. Questa progettualità è stata successivamente ampliata grazie a una brillante operazione di equity crowdfunding, realizzata tramite la piattaforma Mamacrowd, che ha consentito di coinvolgere 198 investitori tra piccoli, medi e grandi, rafforzando ulteriormente la solidità e la partecipazione del progetto.

L’ex Mercato Coperto diventato Città del Cioccolato

I suoi 2.800 metri quadri di estensione raccontano tutto ciò che ruota attorno al mondo del Cibo degli Dèi. Un percorso tanto didattico quanto immersivo, capace di coinvolgere tutti e cinque i sensi. Un approfondimento, passo dopo passo, che spazia dalla geografia dei Paesi produttori alla storia del cacao, da 5.300 anni fa ad oggi; dalla biodiversità legata a un prodotto ancora tutto da scoprire, alla sostenibilità che interessa l’intera filiera.

La Città del Cioccolato è un progetto nato da un’idea di Eugenio Guarducci, fondatore e presidente di Eurochocolate, il Festival Internazionale del Cioccolato che da oltre 30 anni porta a Perugia centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo.

Gargaglia: dalla Perugia a Eurochocolate fino ad oggi

“Perugia – ha dichiarato Vasco Gargaglia, presidente di Destinazione Cioccolato Srl SB – rappresenta nell’immaginario collettivo la Città del Cioccolato per eccellenza. Questo lo dobbiamo a una tradizione che parte da lontano ovvero dal 1907 quando, a poche decine di metri dall’ex Mercato Coperto, nacque il primo laboratorio della Perugina, ma anche a un grande sforzo di comunicazione e promozione costruito negli ultimi 30 anni attraverso Eurochocolate. Aver aperto il cantiere di questo ambizioso progetto ha significato per tutti noi iniziare a trasformare un sogno in dolce realtà”.

Dopo l’Intrepido Larth, il Cammino del miracolo del Corpus Domini

Sarà presentato alla stampa venerdì 31 ottobre (ore 11,30 nei locali del Pozzo della Cava a Orvieto, il nuovo progetto di trekking del “Cammino del miracolo del Corpus Domini“. Questo il suggestivo nome dato al tragitto che collega Bolsena ad Orvieto attraverso un meraviglioso percorso nella natura del Centro Italia.

Non solo, dunque, l’offerta del Cammino dell’intrepido Larth. A quasi due anni dal lancio del primo progetto orvietano collegato al turismo lento, è ora di raddoppiare con il “Cammino del miracolo del Corpus Domini”. Il nuovo percorso sarà presentato ufficialmente dagli organizzatori, che nell’occasione illustreranno anche il sito internet e i social del progetto, oltre alla guida del secondo percorso al cui interno sarà allegata anche la credenziale.

Verranno presentati anche i dati relativi al bilancio del Cammino dell’intrepido Larth e la costituenda associazione “Idee in cammino”.

Il Cammino del miracolo del Corpus Domini si propone non solo di contribuire alla crescita del turismo locale, puntando sull’aumento complessivo delle presenze, sulla destagionalizzazione e sull’incremento dell’indice di permanenza, ma anche di svolgere un’azione di vigorosa rivalutazione dell’evento prodigioso di Bolsena, per quanto attiene all’aspetto religioso così come a quello culturale e storico.

Il nuovo cammino avrà come simbolo una campanella, elemento liturgico per eccellenza. Il suono di una speciale campanella è anche quello con il quale i pellegrini segneranno il loro arrivo ad Orvieto, facendo risuonare quella che è stata installata nella piccola edicola del Ponte del Sole (Ponte di Rio Chiaro secondo la denominazione medievale) nel luogo in cui, secondo la tradizione religiosa, il sacro lino venne consegnato alla delegazione orvietana inviata da papa Urbano IV. Al termine della conferenza stampa seguira’ un aperitivo conviviale.

Zafferano, simbolo identitario della comunità di Cascia

Da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre si terrà la XXIV Mostra mercato dello zafferano di Cascia. Un appuntamento sempre più punto di riferimento per la promozione delle eccellenze umbre e per la valorizzazione di un prodotto simbolo del territorio: lo zafferano purissimo di Cascia. 

La Mostra mercato dello zafferano di Cascia verrà inaugurata venerdì 31 ottobre, con la presentazione alle 10 e il taglio del nastro alle 12, alla presenza delle autorità civili e militari. Tra gli appuntamenti più attesi figurano le Vie dell’oro, lo show cooking curato dagli studenti dell’Istituto alberghiero, e gli spettacoli di intrattenimento: la serata del 31 ottobre con DJ Wender da Lo Zoo di 105 e il primo novembre con Giovanni Cacioppo di Comedy Central.

Il programma completo e tutti gli aggiornamenti saranno disponibili sulle pagine ufficiali Discover Cascia su Facebook e Instagram.

Il vicesindaco e assessore al turismo del Comune di Cascia, Marco Emili, in occasione della presentazione del programma, ha ricordato l’importanza dello zafferano: “Oggi a Cascia lo zafferano non è solo una spezia, ma un simbolo identitario della nostra comunità. Il centro della città si trasforma in una vetrina per promuovere questo prodotto d’eccellenza e tutti gli altri che la nostra terra può offrire, creando al contempo momenti di confronto e crescita tra i vari attori del territorio. È un piacere per me presentare questa edizione accanto a due giovani aziende locali, radicate e fortemente legate alla nostra terra: persone che hanno creduto nelle potenzialità di Cascia e dimostrano come ancora oggi i nostri luoghi possano offrire spezie, materie prime preziose per l’economia e futuro alle nuove generazioni. La capacità di ricerca e innovazione anche nello zafferano apre la strada a nuovi orizzonti, approfondendo e introducendo il suo utilizzo in ambiti diversi da quello culinario”.

Una delle novità in calendario per l’edizione 2025 è infatti lo zafferano in ambito cosmetico, una sfida che testimonia la voglia di evolversi nel segno della qualità.

Parallelamente, grazie al lavoro condiviso con la DMO Discover Cascia, costruiti percorsi esperienziali per i visitatori. Nasce così il progetto ‘Le Vie dell’Oro’ che unisce sapori, cultura e natura in un unico itinerario.

Il vicepresidente dell’associazione ‘Zafferano di Cascia – Zafferano Purissimo dell’Umbria’, Stefano De Carolis, ha sottolineato l’importanza della manifestazione per i produttori. “Per noi produttori – ha dichiarato De Carolis – la Mostra Mercato è il momento più importante dell’anno. È qui che possiamo mostrare il frutto del nostro lavoro, un prodotto che racchiude mesi di impegno, dedizione e amore per la nostra terra. Ogni fiore di zafferano racconta una storia di tradizione, di fatica e di orgoglio: la storia di un territorio che continua a credere nella qualità, nella sostenibilità e nella propria identità agricola. Negli anni Cascia ha saputo costruire attorno allo zafferano un simbolo riconosciuto in tutta Italia. Oggi, però, la sfida è guardare oltre, ampliando gli orizzonti di utilizzo di questa spezia straordinaria, anche in settori come la cosmetica e il benessere naturale”.

Camillo Pietrolucci, presidente della DMO Discover Cascia, ha illustrato il ruolo della DMO e le iniziative legate alla promozione del territorio. “La Mostra mercato dello zafferano – ha commentato Pietrolucci – è un momento centrale per la promozione di Cascia e della Valnerina. Per la DMO rappresenta un’occasione concreta per valorizzare il lavoro fatto insieme agli operatori locali e per creare una rete che unisca eventi, tradizioni, turismo e cultura in un’unica strategia di sviluppo. In questo contesto nasce il progetto ‘Le Vie dell’Oro’, un percorso enogastronomico e culturale pensato per raccontare lo zafferano in tutte le sue forme, come esperienza autentica che trasmette l’essenza del nostro territorio. Durante la Mostra sarà presente anche uno stand DMO Discover Cascia, concepito come punto informativo per conoscere itinerari, esperienze e iniziative che valorizzano Cascia tutto l’anno. Come DMO stiamo potenziando la presenza alle fiere di settore e le attività divulgative, per ampliare la visibilità della città e renderla un punto di riferimento nel turismo esperienziale. L’obiettivo è far conoscere Cascia a un pubblico sempre più vasto, creando un modello di turismo sostenibile e duraturo”.

Simone Vagni, giovane produttore e membro dell’associazione: “Coltivare lo zafferano significa dare nuova vita ai campi in un periodo dell’anno in cui la terra, normalmente, riposa. È una coltura che si inserisce perfettamente nei cicli agricoli e rappresenta un’opportunità concreta per diversificare e valorizzare la produzione. Lo zafferano contiene carotenoidi e antiossidanti naturali con straordinarie proprietà benefiche, non solo per la salute ma anche per la pelle. Vogliamo staccarci dall’idea che lo zafferano serva solo per il risotto: è un ingrediente capace di valorizzare dolci, formaggi, liquori e piatti creativi, unendo tradizione, innovazione e amore per questa terra”. 

Contratti col Comune di Perugia solo con lavoratori con salario minimo di 9 euro l’ora

Retribuzione minima salariale nei contratti pubblici del Comune di Perugia, sulla base delle linee guida approvate dalla Giunta comunale.

La delibera dà attuazione all’ordine del giorno proposto dalla maggioranza e approvato dal Consiglio comunale ad autunno 2024, che impegnava la sindaca e la Giunta a introdurre una soglia minima retributiva oraria di almeno 9 euro lordi nei contratti pubblici del Comune e a promuovere ulteriori clausole premiali a tutela dei lavoratori.

Nessun lavoratore impiegato negli appalti o nei subappalti con il Comune dovrà percepire meno di 9 euro lordi all’ora, nel rispetto dei contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative.

Le nuove linee guida prevedono anche clausole sociali per garantire la stabilità occupazionale, la parità di genere, l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità o in condizione di svantaggio, e la promozione di un dialogo costante con le parti sociali.

“Si tratta di un atto che rafforza la qualità del lavoro e delle imprese, valorizzando chi rispetta le regole e tutela i propri dipendenti. Perugia vuole essere un modello di pubblica amministrazione che promuove una concorrenza sana, sostenibile e responsabile” la posizione espressa dall’amministrazione comunale in una nota.

La delibera non comporta oneri per il bilancio comunale e sarà accompagnata da tavoli di confronto periodici con sindacati e associazioni datoriali per monitorare l’applicazione delle nuove disposizioni e favorire condizioni di miglior favore nei settori più esposti al rischio di lavoro povero.

Confindustria Umbria, Giammarco Urbani succede a Briziarelli

Giammarco Urbani è il nuovo presidente di Confindustria Umbria per il biennio 2025-2027. L’Assemblea generale degli industriali umbri, riunita al Teatro Lyrick di Assisi, per la successione alla presidenza Briziarelli ha scelto l’amministratore delegato della Urbani Tartufi srl, che sarà coadiuvato dal vicepresidente Matteo Minelli, fondatore e amministratore delegato di Universo Flea.

La relazione di Urbani

Nella relazione programmatica presentata all’Assemblea, Giammarco Urbani ha sottolineato la volontà di proseguire nel solco della continuità con l’azione associativa degli ultimi anni muovendosi lungo tre direttrici principali: il rafforzamento della struttura associativa e dei servizi alle imprese, lo sviluppo di progetti strategici per il territorio e il consolidamento del ruolo di rappresentanza e di interlocuzione istituzionale a livello regionale, nazionale ed europeo.

“Il nostro compito – ha dichiarato Urbani – è far sì che Confindustria Umbria continui a essere un punto di riferimento solido per le imprese e una voce unitaria e autorevole dell’industria. Dobbiamo accompagnare il sistema produttivo regionale in una fase di trasformazione profonda, nella quale l’innovazione tecnologica, la sostenibilità e il capitale umano rappresentano le vere leve della competitività. Serve ora una visione condivisa per tradurre l’energia delle imprese in crescita strutturale dell’Umbria, rafforzando i legami tra impresa, istituzioni, università e territorio”.

Analisi economica, progettualità e digitale

Urbani ha sottolineato la necessità di potenziare le attività di analisi economica e progettualità interna dell’Associazione, per supportare la rappresentanza con dati, studi e proposte operative capaci di orientare le politiche pubbliche e gli interventi sul territorio.

Un’attenzione particolare sarà riservata alla trasformazione digitale delle imprese, alla formazione di nuove competenze manageriali e tecniche, e alla valorizzazione delle filiere e delle reti d’impresa come strumento per accrescere la dimensione e la competitività del tessuto produttivo umbro.

Le rappresentanze di Confindustria

“Credo in un’Associazione aperta e inclusiva – ha aggiunto – che valorizzi la pluralità delle sue componenti: territori, categorie, piccola industria e giovani imprenditori.
Confindustria Umbria deve essere una piattaforma di connessioni e di idee, capace di attrarre competenze, stimolare progettualità e ispirare una nuova stagione di crescita per la regione.
È fondamentale anche proiettare il nostro sguardo oltre i confini umbri, rafforzando i rapporti con Bruxelles e con il Sistema confindustriale nazionale, perché le grandi sfide di oggi – dall’energia all’intelligenza artificiale, dalla transizione ecologica all’accesso ai mercati internazionali – si giocano su scala europea e globale.”

Il bilancio di mandato di Briziarelli

Nel suo intervento di saluto, Vincenzo Briziarelli ha ripercorso l’attività svolta durante il mandato. “Confindustria Umbria – ha detto – in questi anni ha saputo essere casa comune e voce autorevole delle imprese, un luogo dove si è lavorato insieme con spirito costruttivo e con la consapevolezza che la crescita del territorio passa attraverso la crescita dell’impresa. Abbiamo affrontato momenti complessi e con uno stile basato su rapidità e concretezza e costruito presupposti solidi per il futuro, rafforzando il dialogo con le istituzioni e consolidando un modello associativo moderno, coeso e aperto all’innovazione. Lascio la guida con orgoglio e gratitudine, nella certezza che Giammarco Urbani saprà dare continuità e nuovo impulso a questo percorso, mantenendo viva la vocazione di Confindustria Umbria come forza propulsiva dello sviluppo regionale”.

Quest’anno l’Assemblea generale di Confindustria Umbria ha assunto un formato originale, che prevede la separazione netta tra il momento riservato ai soci e quello pubblico aperto agli ospiti e istituzioni.
L’Assemblea pubblica di Confindustria Umbria si terrà, infatti, martedì 11 novembre a Umbriafiere, in forma di cena di gala, alla quale parteciperanno il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione Tommaso Foti. La serata sarà aperta dal saluto della Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, proseguirà con l’intervento di Vincenzo Briziarelli e degli ospiti istituzionali e si concluderà con l’intervento del nuovo Presidente Giammarco Urbani.
Confindustria Umbria associa oltre 1.000 imprese che rappresentano circa il 90 per cento del valore della produzione dell’industria manifatturiera regionale per un totale di oltre 50.000 dipendenti. È l’Associazione di riferimento per il sistema manifatturiero e dei servizi produttivi regionali, impegnata a promuovere sviluppo, innovazione e competitività del territorio.

Giammarco Urbani e l’impero del tartufo

Giammarco Urbani è nato a Terni il 7 marzo 1975. È amministratore delegato della Urbani Tartufi Srl, CEO della Urbani Truffles Usa Corp. e presidente della Tartufi Morra Srl con sede ad Alba (CN).

giammarco urbani

La Urbani Tartufi, fondata a Scheggino nel 1852, alla sesta generazione, è oggi leader mondiale di mercato nel campo della lavorazione e distribuzione di tartufi e di prodotti a base di tartufi e di funghi grazie alla presenza capillare in Italia e all’estero con numerose filiali negli Stati Uniti, in Asia e in Europa e con un Export al 75% in 80 Paesi.

Dal 2007, inoltre, è stata creata l’Accademia del Tartufo, allo scopo di promuovere la cultura e la conoscenza gastronomica del tartufo nel mondo e nel 2010 nasce il Museo del Tartufo Urbani, luogo di ricordi e testimonianze.

Nel 2014 Giammarco Urbani è stato eletto presidente della Sezione Agroalimentare di Confindustria Umbria, nel 2015 eletto membro di Giunta della Camera di Commercio di Terni, nel 2018 eletto componente del Consiglio di Presidenza del Cluster Agrifood Nazionale.

Dal 2016 al 2020 Presidente della Sezione di Terni di Confindustria Umbria.

Dal 2021 al 2025 è stato Vice Presidente di Confindustria Umbria.

Matteo Minelli, Ecosuntek e Universo Flea

Matteo Minelli è nato a Gualdo Tadino il 19 luglio 1980. È fondatore e amministratore delegato di Universo Flea, gruppo imprenditoriale con interessi nei settori dell’energia, dell’agroalimentare e della sostenibilità.

È fondatore e amministratore delegato di Ecosuntek spa, società quotata su Borsa Italiana e attiva nella produzione e distribuzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, è presidente del Consiglio di amministrazione di Eco Trade srl, operante nella distribuzione di energia a clienti business e domestici attraverso +energia.

Nel corso della sua attività ha dato vita a un articolato ecosistema di imprese che operano nell’ambito dell’energia, del food & beverage e della green economy.

Nel 2011 ha fondato Flea – Società Agricola srl, produttrice delle birre artigianali “Birra Flea”, oggi tra i marchi più conosciuti nel panorama brassicolo italiano.

Nel 2016 è stato eletto presidente della Sezione Eugubino-Gualdese di Confindustria Umbria, incarico che ha mantenuto fino al 2020. È stato inoltre vice presidente di AssoBirra, l’Associazione nazionale dei birrai e dei maltatori aderente al sistema Confindustria e Componente del Consiglio nazionale dei Giovani Imprenditori di Federalimentare.

Tempesta perfetta sulla manifattura, l’allarme di CNA

CNA lancia l’allarme per la manifattura italiana e umbra. Nella regione i settori manifatturieri più in difficoltà sono quelli della moda, della meccanica e dell’agroalimentare. Su questi, in particolare, rischia di abbattersi una tempesta perfetta. L’entrata in vigore dei pesanti dazi statunitensi, che nei primi due mesi hanno già assestato un colpo fortissimo alle esportazioni, l’aumento dei costi energetici e della tassazione nazionale e locale, il blocco degli investimenti seguito all’espansione registrata nel post Covid, la carenza di manodopera e i nuovi vincoli legati alle politiche di sostenibilità, rischiano di mettere una pietra tombale su un settore che ha sempre rappresentato al meglio l’anima e le capacità dell’Italia.

La moda

“Nella moda la situazione è a macchia di leopardo – afferma Giampaolo Cicioni, presidente regionale di CNA Produzione -: le piccole imprese che lavorano in subfornitura per i grandi marchi umbri che hanno fatto la scelta strategica di mantenere le produzioni nel territorio, al momento non incontrano grossi problemi. Ma quelle che lavorano per brand globali con sedi fuori dall’Italia o dalla nostra regione sono in grande difficoltà, alle prese ormai da tempo con una sensibile riduzione degli ordinativi”.

La meccanica

“Nella meccanica – prosegue – è l’automotive a risentire dei problemi maggiori, soprattutto per le assurde politiche ambientali dell’Unione europea, che anziché dare spazio a tutte le soluzioni tecniche innovative in grado di garantire una riduzione delle emissioni inquinanti, ha deciso di puntare esclusivamente sul passaggio obbligato alle auto elettriche, di fatto condannando l’industria automobilistica del continente a una crisi inesorabile, al punto che diventa difficile immaginare che questo tipo di produzione possa sopravvivere in Europa, a cominciare dall’Italia, dove il declino di Stellantis è lampante”.

L’alimentare

Sull’agroalimentare, invece, su cui già pesa il dazio del 15% deciso da Trump, dal 1° gennaio prossimo potrebbe aggiungersi un super dazio al 97% sulla pasta da parte del dipartimento del Commercio Usa.

“Dalla Regione appelli inascoltati”

“A tutto ciò – sottolinea Cicioni – si aggiunge il fatto che gli investimenti in nuovi macchinari, che si erano già contratti nel 2024 dopo anni di espansione prolungata, ora si sono fermati del tutto, riducendo ulteriormente la capacità competitiva del sistema produttivo locale. Proprio in vista dell’entrata in vigore dei dazi americani avevamo chiesto un intervento urgente della Regione affinché approvasse misure di sostegno all’internazionalizzazione che aiutassero le imprese umbre a diversificare i mercati di sbocco delle produzioni locali, ma finora i nostri appelli sono rimasti inascoltati. Avevamo anche sperato in una boccata di ossigeno dagli ultimi bandi a sostegno degli investimenti calibrati sulle diverse dimensioni d’impresa che si sono chiusi nel marzo scorso, ma le graduatorie sono ancora provvisorie e le erogazioni dei contributi sono ferme. Per non parlare del bando Solar Attack del 2022, una misura a sostegno dell’autoproduzione di energia che avrebbe dovuto aiutare le imprese umbre a ridurre i costi energetici, già in partenza molto più alti di quelli sostenuti dai loro competitor europei, ma che a distanza di tre anni non ha ancora erogato un solo euro. Un tipico esempio di come la burocrazia possa soffocare lo sviluppo. Di fronte alle avvisaglie di una crisi che potrebbe assestare un colpo durissimo al nostro sistema produttivo questi ritardi nei bandi non sono più accettabili. E dire che in Umbria, oltre agli uffici regionali, sono ben due le società pubbliche chiamate a gestire gli avvisi: Sviluppumbria e Gepafin. Com’è possibile – incalza Cicioni – che strutture dotate di un consistente numero di dipendenti non riescano a gestire in modo fluido i bandi emanati dalla Regione?”.

La carenza di manodopera

E poi c’è il problema della carenza di manodopera “che nei periodi migliori impedisce la crescita e in quelli critici rende più difficile affrontare la crisi. Però sembra che i problemi delle imprese non interessino a nessuno, anche se una crisi aziendale può tradursi in un’attivazione della cassa integrazione o in una riduzione sistematica del personale e, quindi, sfociare in una crisi sociale. Eppure le piccole imprese rappresentano il 99% del tessuto imprenditoriale umbro e il 70% dell’occupazione nel settore privato, al punto che possiamo ben dire che garantiscono la tenuta delle comunità e del lavoro nel territorio regionale”.

“Troppe tasse”

Ma i motivi di insoddisfazione del presidente regionale di CNA Produzione non finiscono qui.
“In momenti di difficoltà come questo siamo costretti a tornare a ragionare sui fondamentali, a cominciare dalle tasse: come possiamo fare, noi piccole imprese umbre, a crescere facendo investimenti e diversificando i mercati velocemente aumentando contemporaneamente i salari dei dipendenti, se la tassazione complessiva sul reddito d’impresa supera il 60%, sommando tasse nazionali e locali, e il costo del lavoro è pari al 120% del salario netto percepito da un lavoratore dipendente? Soprattutto se a questi livelli di tassazione non corrispondono livelli adeguati di servizi pubblici essenziali, mentre le risorse vengono utilizzate per il mantenimento di una struttura pubblica elefantiaca generatrice di burocrazia spesso inutile. Noi crediamo che, di fronte all’urgenza della situazione, sia necessaria una presa di coscienza delle difficoltà che le imprese, a partire da quelle più piccole, affrontano quotidianamente. Alle imprese non servono bonus o una tantum per sopravvivere, hanno bisogno di uno Stato e, soprattutto, di una Regione efficienti e in grado di individuare politiche di sostegno alla crescita di tutte i tipi di impresa e – conclude Cicioni – di fare le riforme necessarie a risparmiare risorse da poter dedicare allo sviluppo e alla semplificazione delle procedure”.

“Il futuro delle comunità passa da rigenerazione urbana e distretti del commercio”

Rigenerazione urbana e distretti del commercio. Questa la spinta allo sviluppo delle città che arriva da “Imprese Futuro Umbria 2025”, l’evento con cui Confcommercio Umbria ha celebrato 80 anni di storia associativa. Alla Sala dei Notari di Perugia si sono alternati economisti, accademici, amministratori e imprenditori, accomunati da una stessa convinzione: il futuro dell’Umbria si costruisce nei territori, nelle città e nella capacità delle comunità di rinnovarsi.

La rigenerazione urbana

Dopo il saluto del vicepresidente di Confcommercio Umbria Simone Fittuccia e dell’assessore allo sviluppo economico del Comune di Perugia Andrea Stafisso, il primo a prendere la parola è stato il professor Alessandro Balducci, già prorettore del Politecnico di Milano, considerato tra i massimi esperti di rigenerazione urbana.

Balducci ha posto al centro del suo intervento un messaggio forte: “La rigenerazione non è un progetto edilizio, ma un progetto di comunità. Le città torneranno a vivere solo se sapranno coinvolgere cittadini e imprese dei servizi di prossimità in un disegno condiviso di rinascita”.

Distretti del commercio

A seguire, la professoressa Elena Franco, architetto e studiosa delle politiche urbane, ha approfondito il tema dei distretti del commercio, strumento innovativo capace di rigenerare economie urbane e rafforzare la coesione sociale.

“I distretti del commercio”, ha spiegato Elena Franco, “non sono semplici formule amministrative: sono vere e proprie reti collaborative, in cui pubblico e privato co-progettano spazi, esperienze e nuove opportunità economiche”.

Esperienze concrete di distretti del commercio sono state raccontate da Michele Biselli (presidente Confcommercio Perugia), Oscar Fusini (direttore Confcommercio Bergamo), Juri Imeri (Sindaco di Treviglio) e Matteo Burico (Sindaco di Castiglione del Lago), che hanno sostenuto come una governance locale forte e partecipata possa ridare vitalità ai centri urbani.

Dal “made in Itaky” al “sense of Italy”

Un cambio di paradigma è arrivato con l’intervento di Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio nazionale, che ha presentato la sua innovativa teoria del Sense of Italy: un concetto che supera la logica tradizionale del Made in Italy – legato alla produzione materiale – per abbracciare un’identità economica fondata sulla relazione tra beni e servizi, cultura, turismo e qualità della vita.

Bella ha dimostrato, dati alla mano, come la crescita italiana sia oggi trainata proprio dai servizi di mercato e dall’esperienza turistica, settori che alimentano un ciclo virtuoso tra desiderio, memoria e valore percepito.

“Ogni territorio – ha spiegato Mariano Bella – deve costruire il proprio Sense of Italy, la propria capacità di generare senso, emozione, desiderio. È lì che si forma il valore economico contemporaneo”.

Da qui l’idea, lanciata simbolicamente durante l’evento, di un “Sense of Umbria”: una chiave interpretativa che racconta la regione attraverso autenticità, bellezza discreta, qualità della vita e valore delle relazioni.

Un modello che può trasformare il patrimonio culturale e umano dell’Umbria in una nuova economia dell’esperienza, radicata nei territori e aperta al mondo.

Mencaroni: rigenerare le città per rigenerare le comunità

Il presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni, ha collegato i temi emersi dal confronto ai pilastri della missione dell’associazione: “Viviamo un tempo in cui anche le nostre piccole città e i nostri borghi stanno cambiando. Cambiano le economie, i modi di vivere, di incontrarsi. È un cambiamento che interroga tutti noi – istituzioni, imprese, comunità locali – ma che può offrire nuove opportunità se lo affrontiamo con visione e coraggio”.

Mencaroni ha ricordato come Confcommercio Umbria abbia da tempo lanciato l’allarme sulla desertificazione commerciale dei centri storici, e oggi lavori insieme a istituzioni e Comuni per contrastarla con un approccio nuovo, sistemico e integrato.

“La difesa del commercio tradizionale – ha aggiunto – è solo un tassello di una strategia più ampia di rigenerazione urbana. In questa direzione vanno i distretti del commercio, su cui stiamo investendo energie e competenze, perché se tornano a vivere i centri storici, tornano a vivere anche le relazioni, l’identità e la fiducia.

Ci aspettiamo dalla Regione risposte concrete in tema di risorse, anche attraverso lo strumento dei Fondi Strutturali: stiamo seguendo con estrema attenzione questa partita che riteniamo strategica”.

Nel richiamare gli interventi dei relatori, Mencaroni ha citato la lezione di Balducci e Franco come esempi di una visione comune: “La rigenerazione urbana è un progetto di comunità, e i distretti del commercio sono strumenti di innovazione territoriale”.

E ha poi collegato la riflessione di Mariano Bella alla vocazione umbra: “Il Sense of Italy di cui ha parlato Bella è ciò che noi umbri possiamo e dobbiamo raccontare: la qualità della vita, la bellezza dei luoghi, l’autenticità delle nostre imprese. È questo senso profondo di italianità radicato nelle comunità locali che dobbiamo tradurre in valore economico, in attrattività turistica, in nuova impresa”.

L’Umbria di domani

La sezione “L’Umbria di domani”, con Luca Ferrucci (amministratore unico di Sviluppumbria), Francesco De Rebotti (assessore regionale allo Sviluppo Economico) e Simona Meloni (Assessore regionale al Turismo, Riqualificazione urbana e centri storici), ha tracciato un percorso comune: unire innovazione, politiche territoriali e turismo in una strategia unitaria di crescita sostenibile.

“L’Umbria ha bisogno di una visione condivisa – ha ribadito Mencaroni – che metta insieme istituzioni, imprese e cittadini per restituire alle nostre città la loro anima produttiva, sociale e culturale. Confcommercio è pronta, come sempre, a fare la sua parte”.

Gli 80 anni di Confcommercio Umbria

Nel segmento conclusivo, dedicato a “Ricordare il futuro”, Giampaolo Rossi (CEO Fabbrica di Lampadine) e Omar Di Curzio (presidente Giovani Imprenditori Confcommercio Umbria) hanno portato due testimonianze simboliche: il passato che ispira e il futuro che incalza.

Dopo il contributo del presidente Giorgio Mencaroni, si sono succeduti gli interventi istituzionali del sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco, della presidente della Giunta regionale dell’Umbria Stefania Proietti, della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e della presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria Sarah Bistocchi, che hanno ribadito l’importanza del sistema delle imprese per la coesione territoriale e sociale dell’Umbria.

Le premiazioni

L’evento si è concluso con la consegna – da parte delle autorità presenti – di una serie di riconoscimenti a figure simbolo che hanno fatto la storia di questi primi 80 anni della Confcommercio dell’Umbria e alle imprese che da decenni hanno il proprio patto associativo con l’organizzazione. Un premio simbolico, attraverso il quale – ha tenuto a sottolineare il presidente Giorgio Mencaroni – “vogliamo dire grazie a tutte gli imprenditori e professionisti che ogni giorno, da 80 anni, si affidano a Confcommercio Umbria per gestire al meglio la propria attività e affrontare le sfide di un cambiamento sempre più vertiginoso”.

Riconoscimento a Francesco Sacchetti, ex direttore di Confcommercio Umbria.
Riconoscimenti alla memoria ai presidenti di Confcommercio della provincia di Perugia e dell’Umbria Giuseppe Paoloni e Antonio Giorgetti e al presidente di Confcommercio Gubbio e Innovazione Terziario Lucio Lupini.

Premi alle Eccellenze: AD Motor, Barton Group, Bianconi Ospitalità, Cancelloni Food Service, Donati Abbigliamento, Macelleria Pucci, Micra Software & Services S.r.l, PAC 2000 A CONAD

Premi alle imprese, selezionate su tutto il territorio regionale in base alla anzianità del rapporto associativo con Confcommercio:

Assisi: Brunelli Angelo Calzature, Il Buongustaio di Gambacorta Eugenio, Fontebella Palace Hotel
Bastia Umbra: Marini Edilizia srl, Mondia Srl
Città di Castello: Hotel Park Geal, Oreficeria Talamelli Snc
Gualdo: Ristorante Gigiotto
Gubbio: Gioielleria Bedini Sas; Magazzini Santini Snc, Mercerie Parlanti Snc
Foligno: Best Food 1967, di Trampetti Daniele; Hotel Ristorante Fichetto; Norcineria Massatani; Pasticceria Muzzi srl; Righi Abbigliamento
Spoleto: Hotel dei Duchi, Paoluzi Maria Rita, Tomasini Francia srl, Trattoria “Da Piero” al Palazzaccio
Orvieto: Esperienza Vera Sas
Terni: Mode Manni snc di Corradi F. & R.; Ottica Dragoni srl; Societa’ Pegaso srl
Todi-Marsciano: La Bottega di Carlino; Pizzeria Italo Snc di Giubilei Marco
Perugia: Alessandrelli Centro Casa; Automigliorgas; Biagini Oreficeria; Casa del Lampadario; Gerbi Adriano
Trasimeno: Camilloni s.r.l.; Gelateria Tropical; Gioielleria Capolsini & C. Snc.