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Parcheggio chiuso per incendio: provvedimenti tampone, poi le scelte tra Comune e Saba

Vertice tra Comune e Saba, gestore del parcheggio Matteotti ad Assisi, chiuso per un rovinoso incendio sul quale sono in corso le indagini e le opportune verifiche anche ai fini assicurativi, per affrontare tutti i vari aspetti legati alla chiusura dello stesso e limitare al massimo i disagi di abbonati e utenti.

Nel frattempo il Comune ha adottato misure straordinarie e provvisorie, dettate dalla situazione di emergenza, almeno fino all’imminente termine dell’anno scolastico, per venire incontro alle esigenze degli utenti delle scuole Convitto Nazionale “Principe di Napoli” e Istituto Alberghiero di Assisi, siti proprio in Piazza Matteotti, che non possono più usufruire del parcheggio colpito dall’incendio.

La prima è a Santa Maria degli Angeli, in prossimità del Teatro Lyrick, dove sarà possibile parcheggiare gratuitamente la vettura e raggiungere la parte alta della città, attraverso autobus di linea ordinari che arriveranno e ripartiranno proprio in Piazza Matteotti. Il servizio, gestito da Busitalia, prevede l’acquisto di un biglietto. La fermata dei bus è collocata all’andata davanti all’ingresso del parcheggio del Lyrick e al ritorno in Piazza Matteotti.
Gli orari delle corse degli autobus di linea sono i seguenti: Andata (salita da fermata presso parcheggio Lyrick): 6.16, 6.44, 7.06, 7.33, 7.35, 7.37, 7.46, 8.14, 8.37, 8.57, 9.17, 9.37. Ritorno (discesa da fermata in Piazza Matteotti): 11.40, 12.00, 12.20, 12.40, 12.45, 13.00, 13.20, 13.30, 13.40, 13.45, 14.00, 14.20, 14.40, 15.00.

La seconda area di sosta messa a disposizione del Comune – individuata in via eccezionale e transitoria, per un numero determinato di veicoli, ad uso di studenti e personale di “Convitto” e “Alberghiero” di Assisi – è nel piazzale della Rocca Maggiore, dove sarà possibile parcheggiare gratuitamente i mezzi e raggiungere a piedi l’area del Matteotti.

Ubriaco, provoca incidente e picchia l’operatore del 118: arrestato

Ubriaco, prima provoca un incidente, poi picchia l’operatore del 118 e minaccia i poliziotti. E’ stato arrestato il 46enne, cittadino italiano, che venerdì sera, ubriaco, si è reso protagonista di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali a personale sanitario.

L’incidente automobilistico è avvenuto sulla E45, all’altezza di Ponte Valleceppi. L’uomo, in evidente stato di alterazione da sostanze alcoliche, dopo essere stato soccorso dal personale sanitario, è andato in escandescenza, ostacolando l’attività di un operatore del 118 che, nell’occasione, è stato spintonato violentemente riportando delle lesioni personali poi giudicate guaribili in 30 giorni.

Anche all’arrivo dei poliziotti, l’uomo ha continuato a tenere una condotta aggressiva, tentando di divincolarsi scalciando e minacciandoli.

Accompagnato presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, il 46enne ha continuato a tenere una condotta oppositiva, al punto da indurre gli operatori a contenerlo in sicurezza.

Per questo motivo, accompagnato in Questura per le attività di rito, l’uomo è stato tratto in arresto per il reato di resistenza e minacce a pubblico ufficiale e lesioni personali a personale sanitario.

Su disposizione del pubblico ministero, è stato trattenuto agli arresti domiciliari fino all’udienza di sabato mattina, con il quale il gip ha convalidato l’arresto disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Indagini sull’incendio al parcheggio di Assisi, assistenza ai turisti senz’auto

Una trentina i mezzi danneggiati dall’incendio scoppiato nel parcheggio “Matteotti”, ad Assisi, nel pomeriggio di venerdì.

Per cause in fase di accertamento, un’auto in sosta nel secondo piano sotterraneo dello stesso avrebbe preso fuoco intorno alle 16.30, scatenando fiamme che hanno colpito anche circa altri trenta mezzi e generando un’intensa colonna di fumo.

Immediato l’intervento di vigili del fuoco di Assisi, Foligno e Perugia, della polizia locale della città serafica e di carabinieri e poliziotti del Commissariato di Assisi.

Le fiamme sono state spente completamente dopo circa due ore e non ci sono stati feriti.

È in corso la rimozione dal parcheggio delle auto coinvolte e delle altre parcheggiate all’intenro.

Parte del parcheggio coperto (piani -2 e -1) è stata posta sotto sequestro per ulteriori indagini e per verificare eventuali danni strutturali.

Anche il piano in superficie, esterno e scoperto, è stato chiuso a scopo precauzionale e al fine di consentire tutte le verifiche del caso. Sono inoltre ancora in corso, e proseguiranno anche sabato mattina, le operazioni di l’estrazione delle auto parcheggiate ai piani sotterranei interessati dalle fiamme. Considerando che il parcheggio si trova in prossimità di scuole, la polizia locale invita a utilizzare i mezzi pubblici e ad evitare, nelle prossime ore, di appesantire in traffico nella zona interessata, che sarà gestito con agenti sul posto.

Il Comune di Assisi, subito presente sul luogo dell’incendio, si è attivato anche per prestare la massima assistenza alle persone, tra le quali diversi turisti in vacanza in città, che hanno necessitato di supporto o di assistenza per la notte, non avendo più l’auto a disposizione.

Sul posto anche rappresentanti dell’Amministrazione comunale, dirigenti e tecnici comunali per tutte le verifiche del caso.

Morto un altro motociclista dell’Altotevere

Ancora un motociclista dell’Altotevere vittima di un incidente stradale, la terza in due giorni. Il 55enne Marco Cecchetti, di Monte Santa Maria Tiberina, è morto nel pomeriggio di sabato lungo la Tiberina Nord, che collega Pierantonio e Umbertide.

Il centauro, per cause in corsa di accertamento, si è scontrato con un’auto. Cecchetti è caduto violentemente a terra. Sul posto è intervenuto l’elisoccorso, ma per lui non c’è stato nulla da fare. La dinamica dell’incidente è al vaglio delle forze dell’ordine.

Nella giornata del primo maggio avevano perso la vita due motociclisti residenti a Città di Castello, Dario Domingo Moscato, di 61 anni, e il 67enne Roberto Fiorucci, in incidenti avvenuti fuori regione. Le mogli che erano in moto con loro sono ricoverate negli ospedali di Siena e Cesena.

Ast, reazioni in chiaroscuro dei sindacati dopo il tavolo al Ministero

Reazioni diverse, tra delusione per il nuovo rinvio e prospettive di ulteriori investimenti sino ad oltre un miliardo di euro per il sito Ast, dopo la presentazione del piano industriale, da parte di Arvedi, al tavolo ministeriale. Tutte le sigle chiedono garanzie sui livelli occupazionali e invitano a fare presto sull’Accordo di programma, pur con dei distinguo.

Fiom Cgil: magnetico e occupazione, i dubbi della Fiom Cgil

“Registriamo ancora una volta una riunione su Acciai Speciali Terni che non è risolutiva e che rinvia alla fine di maggio la possibilità di sottoscrivere un Accordo di programma tra l’azienda, il governo e le Istituzioni locali” dichiarano in una nota congiunta Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil, e Alessandro Rampiconi, segretario generale Fiom-Cgil di Terni.

“Rispetto agli annunci iniziali – proseguono – con la produzione del magnetico e una linea del freddo messi in standby, si ridimensionano sia il volume degli investimenti che ammontano a 560 milioni di euro, sia delle produzioni che si attestano a un milione di acciaio fuso all’anno e a 800.000 tonnellate sul freddo. La parte pubblica si impegna con 70 milioni di euro di cui 60 milioni attraverso un contratto di sviluppo in sostituzione dei contributi del Pnrr ‘Hard to abate’ in quanto non più accessibili. Mentre, sul totale degli investimenti l’azienda ha già annunciato lo stanziamento di circa 300 milioni di euro. Rimane ancora irrisolta, al momento, la questione energetica con nodi che la Regione Umbria e l’azienda dovranno sciogliere nei prossimi giorni”.

“Al netto dell’annuncio di Ast su un incremento di 59 lavoratori diretti e sul mantenimento dei livelli occupazionali con la parte certa degli investimenti – evidenziano rispetto al nodo lavoro – nulla è stato specificato sull’impatto dei nuovi impianti e sull’organizzazione del lavoro e sui lavoratori dell’indotto”.

“Registriamo la volontà di tutte le Istituzioni – concludono il coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil e il segretario generale Fiom-Cgil di Terni – di trovare una soluzione per Acciai Speciali Terni ritenuta strategica per il territorio, per l’Umbria e per l’intero Paese, ritenendo necessario finalmente un confronto positivo che coinvolga le organizzazioni sindacali. Da qui alla fine di maggio abbiamo chiesto di discutere in azienda il dettaglio del piano industriale, cosa che facciamo ormai da questi tre anni e non si è mai concretizzata. La nostra richiesta è di fare una discussione su un piano industriale realizzabile e con investimenti certi, senza alcun vincolo legato al suddetto accordo di programma”.

Uilm: subito Accordo di programma, poi approfondimenti sul lavoro

“Con la presentazione delle linee guida del Piano industriale AsT Terni occorre procedere con la firma dell’Accordo di Programma ed il confronto a livello territoriale con il sindacato per approfondire le questioni dell’organizzazione del lavoro e livelli occupazionali. Tutte le istituzioni nazionali e locali debbono essere impegnate a contribuire alla crescita industriale e occupazionale della più grande realtà industriale della regione Umbria” dichiarano Guglielmo Gambardella e Simone Lucchetti a margine dell’incontro.

“Auspichiamo – proseguono – che l’Accordo di Programma in fase di implementazione possa supportare a pieno il piano industriale 2022-2028 che in parte è stato già realizzato, con circa 300 milioni già investiti, ma che potrà arrivare ad un volume di oltre un miliardo di euro se e quando verranno realizzati anche quelli della produzione dell’acciaio magnetico con oltre 400 milioni. Il piano presentato ha l’ambizione di raggiungere gli obiettivi di piena de carbonizzazione, riduzione CO2 e riduzione del consumo di risorse per rendere lo stabilimento ternano il più sostenibile ambientalmente in Europa”.

“Abbiamo molto apprezzato – proseguono i sindacalisti Uil – l’impegno della presidente Proietti di mettere a disposizione del sistema produttivo le concessioni dell’energia idroelettrica ma chiedendo al governo di poter prevedere, nelle discussioni in ambito europeo, una premialità anche in termini ETS per Ast. Speriamo che la discussione della riunione di oggi possa segnare un passo in avanti e che nelle prossime settimane si possa fare sintesi fra le dichiarate disponibilità delle istituzioni, ministeri regione e comune, a supportare il progetto di incremento della competitività di Acciai Speciali Terni e le necessità aziendali, a partire dagli strumenti legislativi disponibili per la riduzione del costo dell’energia. Come Uilm – avvertono però – solo dopo aver effettuato un approfondimento con Arvedi sul piano industriale in termini di livelli occupazionali e organizzazione del lavoro e verificato la conclusione dell’iter per l’Accordo di Programma, potremo fare una valutazione complessiva sulla vertenza”.

Ugl Metalmeccanici: invito alla responsabilità

“Ab­bia­mo rap­pre­sen­ta­to – dichiarano il vicese­gre­ta­rio na­zio­na­le Ugl Me­tal­mec­ca­ni­ci con de­le­ga alla si­de­rur­gia, Da­nie­le Fran­ce­scan­ge­li e il coor­di­na­to­re Ar­ve­di Ast An­to­nel­lo Mar­to­ni – la ne­ces­si­tà di ri­ce­ve­re un mi­liar­do di euro di in­ve­sti­men­to per la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca, l’in­stal­la­zio­ne di nuo­vi im­pian­ti la­vo­ra­ti­vi con un Ac­cor­do di pro­gram­ma vol­to al ri­lan­cio del sito e al man­te­ni­men­to dei vo­lu­mi pro­dut­ti­vi. Go­ver­no e isti­tu­zio­ni sono invitati alla re­spon­sa­bi­li­tà per una ra­pi­da so­lu­zio­ne del­le pro­ble­ma­ti­che, per la sal­va­guar­dia dei la­vo­ra­to­ri e del­l’in­te­ro ter­ri­to­rio regionale. En­tro la fine del mese di maggio si ter­rà un in­con­tro per la firma del­l’ac­cor­do di pro­gram­ma. Chiediamo che il piano venga discusso con le Rsu e i territoriali per risolvere i problemi dell’organico tecnologico che nel tempo ha subito dei cambiamenti e adeguarlo al nuovo piano così che possa avere ripercussioni positive anche per i lavori dell’ indotto”.

Fismic: ancora incertezze

Fismic manifesta delusione per le “attese e incertezze”, con il segretario nazionale Giovacchino Olimpieri e il coordinatore Rsu Ast Marvo Bruni. Che commentano: “Serve chiarezza sul piano industriale e sulle risorse. Nonostante l’ennesima riunione tenutasi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy sul futuro di Acciai Speciali Terni, dobbiamo purtroppo constatare che, anche questa volta, nessuna decisione concreta è stata assunta. Tutto viene rinviato a fine maggio, quando – forse – si arriverà finalmente alla sottoscrizione di un accordo di programma tra azienda, Governo e istituzioni locali. Registriamo con forte preoccupazione che, rispetto agli annunci iniziali, il progetto industriale ha subito un ridimensionamento e l’investimento complessivo ammonta a circa 560 milioni di euro, di cui 300 milioni a carico dell’ impresa e solo 70 milioni di contributo pubblico (60 milioni tramite contratto di sviluppo e 10 milioni da risorse dirette). Troppo poco per un impianto strategico come Ast. Restano aperti nodi fondamentali: la questione energetica, le garanzie sull’occupazione, l’impatto sull’indotto. Ad oggi, nulla è stato chiarito sull’effettivo impatto dei nuovi impianti sull’organizzazione del lavoro. I 59 posti annunciati da Ast rischiano di essere una misura di facciata, se non accompagnati da un vero piano occupazionale. Non bastano gli annunci. Serve una strategia vera, condivisa e sostenibile. È il momento di superare i rinvii, le promesse generiche e i documenti incompleti. Serve un confronto vero, libero da vincoli e interessi estranei, che metta al centro la salvaguardia industriale, occupazionale e ambientale del sito. Fiduciosi ma determinati, chiediamo che il Governo mantenga l’impegno assunto e che a fine maggio si entri finalmente nel merito. Non accetteremo – concludono – ulteriori rinvii”.

Ast, Arvedi presenta il piano industriale e sposta al 2028 il termine per gli investimenti

Presentazione del piano industriale Ast e un aggiornamento rispetto alla definizione dell’Accordo di Programma per la riconversione industriale e la messa in sicurezza ambientale del sito produttivo di Terni, in un’ottica di sostenibilità e rilancio competitivo.

Tavolo Ast, le reazioni dei sindacati

Passo in avanti al tavolo che si è tenuto a Palazzo Piacentini, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla presenza dei rappresentanti del Gruppo Arvedi Ast, delle organizzazioni sindacali, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, degli assessore regionali Francesco De Rebotti e Thomas De Luca, dei direttori regionali Luigi Rossetti e Gianluca Paggi, e dell’assessore del Comune di Terni Sergio Cardinali.

Il piano industriale

Nel corso della riunione, l’azienda ha presentato il proprio piano industriale, che prevede investimenti complessivi al 2028 per oltre 560 milioni di euro (di cui 300 già investiti) destinati all’elettrificazione dei processi e all’aumento dell’efficienza della produzione di acciaio inox, nonché investimenti per assicurare sicurezza e sostenibilità ambientale. Il Mimit contribuirà con un finanziamento a fondo perduto di circa 70 milioni di euro. L’azienda, dal canto suo, ha ribadito il proprio impegno al mantenimento dei livelli occupazionali, condizione imprescindibile per il proseguimento del confronto e per la sottoscrizione dell’accordo.

L’azienda ha prospettato un investimento da oltre un miliardo nel caso si coinvolga il Magnetico, legato però al nodo del costo energetico. Questione, quella energetica, sulla quale non c’è intesa tra azienda e Regione.

L’impegno della Regione

“Per quanto riguarda la Regione Umbria – ha dichiarato nel corso dell’incontro la presidente Stefania Proietti – ci impegniamo sin da ora, attraverso una delle forme previste ai sensi di legge come il partenariato pubblico-privato, a utilizzare parte dell’energia finalizzandola a politiche industriali e di sviluppo della provincia di Terni. Nei prossimi giorni termineremo le verifiche di fattibilità tecnico amministrativa con i nostri uffici e con il gruppo Tecnico inter Direttore istituito con delibera di giunta dello scorso gennaio. Il punto sull’energia, unito alla volontà espressa dall’azienda di procedere ad un deciso percorso di decarbonizzazione della produzione, saranno gli elementi qualificanti dall’accordo che sarà firmato entro fine mese dopo anni di attesa”.

L’Accordo di programma

La Regione Umbria insieme al Mimit è infatti impegnata dall’insediamento della giunta Proietti nella finalizzazione dell’Accordo di Programma, che definirà in modo puntuale gli impegni assunti dalle parti pubbliche e private. La firma è prevista entro il mese di maggio, e procederà al termine delle valutazioni sul piano industriale da parte del territorio e delle rappresentanze sindacali.

Urso: progetto e investimenti che rafforzano il polo ternano

“Il polo di Terni rappresenta un tassello fondamentale del piano siderurgico nazionale. Il progetto e gli investimenti rafforzeranno il ruolo strategico del sito ternano, valorizzando una filiera industriale essenziale per l’autonomia produttiva del nostro Paese e per la transizione tecnologica ed ecologica dell’intero comparto”, ha dichiarato il ministro Urso.

Il ministro ha intenzione di convocare un nuovo tavolo entro la fine del mese, sperando che, per allora, si possano sciogliere alcuni dei nodi.

Indagini sugli incidenti costati la vita a due motociclisti, le mogli ferite in ospedale

Nella giornata del primo maggio hanno perso la vita Dario Moscato e Roberto Fiorucci, entrambi di Città di Castello

La comunità tifernate è sconvolta per le due vittime, in altrettanti incidenti in moto, nella giornata del Primo Maggio.
Due incidenti che si sono verificati fuori regione, in una giornata di festa in cui, approfittando della bella stagione, le vittime avevano deciso di andare in moto.
Sulla E45, all’altezza di Pieve Santo Stefano, in un tratto in cui si viaggia ad una sola corsia per la presenza di un cantiere, ha perso la vita il 60enne Dario Domingo Moscato, originario dell’Argentina ma residente da anni a Piosina, insieme alla moglie. La donna, che sedeva sulla moto, è rimasta gravemente ferita ed è stata trasportata con l’elisoccorso all’ospedale di Siena.
La moto su cui viaggiavano i due si è scontrata contro un camper che procedeva in direzione opposta. La E45 è rimasta a lungo chiusa, con uscita obbligatoria a Pieve Santo Stefano.
Roberto Fiorucci, 67enne noto venditore d’auto 67enne, ha perso invece la vita sulla Romea, nei pressi di Ravenna. Secondo una prima ricostruzione dell’incidente, un’altra moto guidata da un 19enne, in un tentativo di sorpasso, avrebbe urtato quella del tifernate, che era con la moglie, mandandola contro un furgone che procedeva in direzione opposta. Fiorucci è morto sul colpo, la moglie è rimasta ferita e trasportata all’ospedale di Cesena, così come l’altro motociclista.

Sui due incidenti sono stati aperti altrettanti fascicoli da parte delle Procure di Ravenna e Arezzo.

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Disagi pendolari dell’Orvietano, De Rebotti attiva ART e Regione Toscana

Cantieri del Pnrr da gestire, ma senza penalizzare ulteriormente i pendolari dell’Orvietano. La Regione Umbria annuncia che si rivolgerà all’ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti), chiedendo una verifica sul rispetto dell’accordo con Rfi.

“Pur comprendendo le esigenze determinate dal completamento degli interventi finanziati con fondi PNRR per il miglioramento tecnologico dell’intera rete ferroviaria nazionale, e le correlate modifiche temporanee alla programmazione dei servizi di trasposto ferroviario, alcune opzioni gestionali assunte risultano eccessivamente penalizzanti per parte dei pendolari umbri e toscani, sicuramente per quelli di Orvieto e Chiusi”, dice l’assessore regionale ai Trasporti Franceco De Rebotti.

In particolare, la retrocessione del treno n. 598 in linea lenta, con l’allungamento del tempo di percorrenza connesso, rende ancora più complessa e impegnativa la quotidianità di molti cittadini clienti del servizio di trasporto ferroviario.

Su Orvieto, poi, c’è il tema supplementare dei treni che fanno riferimento alla Regione Toscana che, sempre a causa degli interventi attualmente in atto, si attestano il momento ad Orte, determinando ulteriori appesantimenti causati da ritardi, coincidenze complesse e indeterminatezza degli orari.

“Per una verifica su quest’ultima situazione – chiarisce De Rebotti – chiederemo anche un incontro con la Regione Toscana, con l’intento di costruire una proficua collaborazione a tutela dei diritti dei cittadini pendolari di entrambe le Regioni”.

“Uniti per un lavoro sicuro”, il Primo Maggio dei sindacati umbri

“Uniti per un lavoro sicuro”. Con questo slogan Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria sono scesi in piazza, a Orvieto, per chiedere più sicurezza nei luoghi di lavoro e festeggiare il Primo Maggio.

Sul palco di piazza della Repubblica si sono susseguiti gli interventi dei segretari confederali Fabio Benedetti, segretario organizzativo Uil Umbria; Angelo Manzotti, segretario generale Cisl Umbria; Maria Rita Paggio, segretaria generale Cgil Umbria.

In piazza con loro istituzioni regionali e locali, a cominciare dalla sindaca di Orvieto Roberta Tardani, che ha sottolineato dal palco come il lavoro “sia fondamento della società e che le Istituzioni devono creare le condizioni migliori per imprese e lavoratori. Il lavoro è presupposto per garantire futuro alla comunità”. Evidenziato, nel corso degli interventi, il dato drammatico delle 11 vittime sul lavoro in Umbria nei primi mesi del 2025.

Ad aprire gli interventi dei segretari, la relazione di Benedetti: “Chiediamo più sicurezza, affinché quello che, purtroppo, accade tre volte al giorno, non succeda più. Chiediamo un lavoro dignitoso, con retribuzione dignitosa e sicura. Le persone devono avere la garanzia di poter tornare a casa, sicure e in tranquillità. Chiediamo che la politica prenda le proprie decisioni seguendo i nostri consigli. Chiediamo da tempo di istituire dei tavoli che garantiscano una cabina di regia su questo tema. La sicurezza ci tocca da vicino. La nostra campagna zero morti sul lavoro sottolinea che per noi è un problema primario e anche una sola morte è una grande sconfitta”.

Manzotti, intervenuto subito dopo, ha lanciato un allarme: “Dopo la pandemia si sono abbassati i livelli di attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e in merito alla precarietà. Serve invertire la rotta e questo Primo maggio ci aiuta anche a sottolineare come la sicurezza passi attraverso la formazione e la riqualificazione dei lavoratori. Il percorso formativo – ha aggiunto – deve coinvolgere anche le imprese in modo che il percorso intrapreso possa essere condiviso da tutti i soggetti coinvolti”.

Le conclusioni sono state affidate alla segretaria Cgil Paggio: “Vogliamo restituire autorevolezza e valore al lavoro e questo Primo maggio va in questa direzione. Viviamo in una regione dove il dramma dei morti sul lavoro peggiora come la qualità del lavoro. C’è un grande problema salariale: troppi lavoratori part time involontari, interinali, tante persone che pur lavorando sono povere. C’è necessità di un cambiamento radicale. Noi vogliamo che il lavoro ritorni al centro del processo produttivo e non il profitto, perché sono i lavoratori che determinano la produzione di ricchezza”.

Incendio Lucyplast, revocate le ordinanze sui prodotti della terra

A seguito dell’incendio che ha interessato il 20 aprile scorso la ditta Lucyplast, situata nella zona industriale di Umbertide, arrivano importanti aggiornamenti sulla situazione ambientale e sanitaria. Le autorità preposte,

Dopo l’ultimo monitoraggio effettuato da Usl 1 e Arpa intorno all’azienda Lucyplast di Umbertide interessata da un grave incendio il giorno di Pasqua, proposta ai sindaci dei comuni coinvolti la revoca di tutti i divieti disposti in via precauzionale nei giorni immediatamente successivi all’evento. Le ulteriori analisi condotte su alimenti di origine vegetale e animale confermano valori di diossine e policlorobifenili (PCB) largamente inferiori ai limiti di legge.

Pur in un quadro dunque rassicurante, viene ribadita alla popolazione la raccomandazione di lavare accuratamente con acqua potabile tutti i prodotti ortofrutticoli prima del consumo, come ulteriore misura di cautela.

Nel frattempo, sono state impartite alla ditta Lucyplast precise disposizioni a tutela della salute pubblica, dei lavoratori e dell’ambiente, a conferma dell’impegno istituzionale per una gestione rigorosa e responsabile dell’accaduto.

L’Usl Umbria 1 e l’Arpa hanno sottolineato che tutte le azioni intraprese sin dall’inizio dell’emergenza sono state guidate dal principio di massima precauzione, con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza per i cittadini. Le proposte di ordinanza, infatti, sono state tempestivamente trasmesse ai Comuni interessati, assicurando una comunicazione trasparente e condivisa con gli enti locali. Dal punto di vista ambientale, dopo l’incendio sono stati eseguiti campionamenti dell’aria in due punti di rilevamento, situati nei comuni di Umbertide e Pietralunga. I valori registrati sono risultati compatibili con un contesto di sicurezza ambientale. Nessuna criticità è emersa neppure dalle analisi effettuate su alimenti di origine animale e vegetale, confermando la bontà del monitoraggio integrato messo in atto fin da subito.

Le attività di controllo proseguiranno nelle prossime settimane, con ulteriori campionamenti da parte di Arpa e Usl1. Al termine di tutte le indagini sarà prodotto un report finale che conterrà i risultati analitici complessivi dei monitoraggi eseguiti. In un contesto che ha suscitato comprensibile preoccupazione tra la popolazione, le istituzioni hanno scelto la via della trasparenza, del rigore scientifico e della tempestività, restando a fianco della cittadinanza con la massima disponibilità e attenzione.