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Diocesi Perugia – Città della Pieve, le nomine per parrocchie e servizi

L’arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, Ivan Maffeis, ha provveduto ad affidare a venti sacerdoti e a un diacono permanente i mandati di ministero in parrocchie e non solo, che diverranno effettivi a partire dal prossimo settembre.

PARROCCHIE E UNITÀ PASTORALI

Padre Minz Abhishek, SAC, viene nominato collaboratore parrocchiale di Vaiano, Paciano, Sanfatucchio e Villastrada Umbra.

Padre Vito D’Amato, OFM, viene nominato vicario parrocchiale di Ponte d’Oddi.

Don Roberto Di Mauro conclude il suo servizio presso l’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero e viene nominato parroco di Mantignana e Migiana di Monte Malbe.

Don Nicolò Gaggia lascia le parrocchie di Ponte Pattoli e Civitella Benazzone e viene nominato parroco di Casamanza – Ponte Rio (Montelaguardia). Contestualmente viene nominato moderatore dell’unità pastorale con Ponte Felcino.

Don Sergio Ghio, della Fraternità San Carlo, da parroco in Roma viene nominato collaboratore parrocchiale di Marsciano.

Padre Rosario Corrado Giunta, OFM, viene nominato vicario parrocchiale di Colombella e di Bosco.

Don Arduino Marra viene nominato vicario parrocchiale di Ferro di Cavallo.

Don Filippo Pattarini lascia le parrocchie di Gioiella e Petrignano del Lago e viene nominato collaboratore parrocchiale di Castelvieto e Montesperello in aiuto alla zona pastorale.

Don Marco Pigoni lascia le parrocchie di Mantignana e Migiana di Monte Malbe e viene nominato parroco di Pozzuolo, Gioiella e Petrignano del Lago.

Padre Damiano Romagnolo, OFM, viene nominato parroco di Ponte d’Oddi.

Padre Francesco Pio Russi, OFM, viene nominato cappellano presso l’Ospedale S. Maria della Misericordia.

Don Fonasco Salvatori lascia la parrocchia di Casamanza – Ponte Rio (Montelaguardia) e viene nominato parroco di Ponte Pattoli e Civitella Benazzone.

Don George Sen Muthian viene nominato collaboratore parrocchiale di Prepo, Ponte della Pietra e San Faustino.

UFFICI E SERVIZI DIOCESANI

Don Luca Delunghi lascia il Servizio diocesano di Pastorale Giovanile e viene nominato direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano.

Don Daniele Malatacca viene nominato coordinatore dell’Area giovani e delegato per gli Oratori.

Don Alfonso Liguori viene nominato delegato per il Servizio diocesano di Pastorale Giovanile.

Don Emmanuele John Olajide Boluwatife inizia anche un percorso di studi in Scienza Politiche presso l’Università di Perugia.

Don Fabio Quaresima è nominato incaricato diocesano per la Faci.

Don Marco Pezzanera, viene nominato anche Vicario giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Umbro.

Don Simone Strappaghetti viene nominato assistente ecclesiastico dell’Anspi.

Il diacono Stefano Tenda viene nominato vice-direttore diocesano per il Servizio Insegnamento Religione Cattolica.

Il Cammino dell’intrepido Larth diventa un pacchetto turistico

Un’importante evoluzione per il Cammino dell’intrepido Larth, che ora diventa un vero e proprio pacchetto turistico della durata di tre giorni, proposto al mercato nazionale attraverso il tour operator orvietano Effegiviaggi.

L’offerta che può essere prenotata all’indirizzo:https://www.effegiviaggi.it/tour-item/cammino-dellintrepido-larth/, prevede non solo il soggiorno nelle strutture convenzionate, ma anche il servizio di guida che è assicurato da due professionisti di eccezioni quali Emanuele Rossi e Luca Sbarra che sono anche le guide escursioniste che hanno tracciato il cammino.

Nel frattempo prosegue e si amplia il progetto “Lavora con Larth”, che è finalizzato a coinvolgere produttori, operatori economici ed enti del terzo settore nella gestione economica dell’iniziativa turistica. L’ultima in ordine di tempo ad entrare nel progetto è stata la cooperativa Carli, che gestisce il negozio di alimentari “Caponeri” nel centro storico di Orvieto, in via Filippeschi. Nel negozio, i camminatori potranno infatti acquistare la “bisaccia dell’intrepido” che, a cinque euro comprende un panino, una bottiglietta d’acqua e un frutto. Per poterla acquistare è necessario prenotarla ai numeri:0763 340 273 oppure 345 389 8374 anche tramite WhatsApp.

Dall’11 e dal 25 agosto le nuove disposizioni peri cantieri del Brt

Proseguono i cantieri del Metrobus (Brt) – il sistema di mobilità elettrico Fontivegge – Castel del Piano.

Dall’11 agosto e fino al 30 novembre in via Sandro Penna è confermato il senso unico di marcia nel tratto compreso tra il civico 93 (prossimità via Pantaleoni) e il civico 115 (prossimità Strada delle Fratte), direzione Castel del Piano.

Le lavorazioni si spostano ora sulla corsia di sinistra rispetto al senso di marcia, con conseguenti modifiche agli accessi laterali e alle traverse.

Il limite di velocità è fissato a 30 km/h, ed è previsto l’obbligo di dare la precedenza e seguire le direzioni obbligatorie indicate dalla segnaletica provvisoria.

In via Gaetano Donizetti, dal 25 agosto al 30 novembre verrà istituito il senso unico di marcia nel tratto tra la traversa che conduce al civico 71/A (lato via Albinoni) e via Pergolesi/via Cimarosa, con il cantiere collocato sulla corsia di sinistra.

Anche in questo caso il limite di velocità è di 30 km/h. Sono previsti obblighi di stop e direzioni obbligatorie per alcuni accessi privati e laterali, come indicato nella segnaletica temporanea.

Ritrovato l’uomo disperso vicino al Castello di Titignano

E’ stato ritrovato, vivo ma con una ferita alla testa, l’uomo che non era rientrato venerdì sera dopo un’escursione cn gli amici nei pressi del Castello di Titignano, nel comune di Orvieto.

Le ricerche hanno impegnato le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU), unità cinofile, squadre dei vigili del fuoco e droni.

Grazie all’attivazione, da parte del SASU, delle squadre della Guardia di Finanza dotate di mezzo aereo e avanzati sistemi software per la ricerca di persone disperse, è stato possibile individuare rapidamente il soggetto.

Sul posto erano presenti anche i Carabinieri di Orvieto, che hanno fornito supporto alle operazioni di coordinamento e sicurezza.

Una volta localizzato dal personale della Guardia di Finanza, la Centrale Operativa 118 ha disposto l’intervento dell’elisoccorso regionale Nibbio 01, con a bordo un medico, un infermiere e un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico, per raggiungere e assistere la persona, che ha raccontato di aver battuto la testa a seguito di una caduta, perdendo i sensi.

Sisma 2022-23, pubblicato il decreto che sblocca i Contributi autonoma sistemazione

Il Governo ha approvato un decreto legge che sblocca i pagamenti del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 9 marzo 2023 e del 9 novembre 2022 in Umbria e Marche attraverso alcune misure urgenti approvate nell’ultimo Consiglio dei ministri e che sono state inserite all’interno del decreto “Terre dei fuochi” approvato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

“La Regione – spiega la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – ha continuato a fare sempre la sua parte, a cominciare dall’assegnazione delle risorse ai Comuni e dal seguire incessantemente l’evoluzione della vicenda. Dopo la fine dello stato di emergenza, cioè da aprile in poi, al fine di poter continuare ad erogare il Contributo per l’autonoma sistemazione la Regione ha richiesto al Dipartimento di Protezione Civile nazionale di predisporre condizioni per poter proseguire a garantire il Cas alle famiglie. L’ordinanza è stata sottoposta al vaglio del Mef (Ministero dell’economia e delle Finanze) che ha rilevato la necessità di una modifica di normativa per l’approvazione dell’atto ai fini dell’erogazione del Cas e dopo anche le nostre sollecitazioni abbiamo richiesto e ottenuto l’inserimento di una norma nell’ultimo decreto legge emanato dal Governo. Ieri ciò è avvenuto e quindi con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale la Protezione civile disporrà in tempi rapidi l’ordinanza per emanare i Cas”.

La presidente della Regione ha anche interessato il prefetto di Perugia Francesco Zito della questione, in particolare del fatto che 220 famiglie di Umbertide, Perugia e Gubbio erano in attesa del sostegno economico, oltre a tenersi costantemente in contatto con il commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli per trovare soluzioni alternative in grado di sbloccare l’erogazione del Cas. Ora, dopo l’inserimento del decreto legge, la Protezione civile emanerà l’ordinanza con cui potranno essere assegnati i contributi.

“E’ stato un lavoro di squadra – afferma la presidente – che ha portato ad ottenere il risultato in tempi rapidi così le famiglie colpite dal terremoto del 2023 potranno beneficiare del Cas e pensare alla ricostruzione delle proprie case. Ricordiamo infine che i cittadini interessati dovranno presentare le manifestazioni di interesse entro il 30 ottobre prossimo e come Ufficio speciale ricostruzione coadiuveremo tutte le richieste”.

Assisi come Maratea e Rio, la mega statua di Francesco fa discutere

Assisi come Rio de Janeiro o Maratea, in Basilicata. Sta facendo discutere, e non solo nella città Serafica, l’idea progettuale avanzata dall’imprenditore Federico Milletti, ceo di Breinstorm srl, che insieme a un gruppo di mecenati umbri intende realizzare una gigantesca statua di San Francesco visibile da tutta la Valle Umbra.

Una statua da collocare sulla Rocca Maggiore, alta 21 metri e larga 19 metri, sul modello di questa del Cristo Redentore di Maratea, dalla cui visita con la famiglia è nata l’idea a Milletti. Un’immagine pensata con il Poverello di Dio con le braccia aperte sulla Valle Umbra (“Nihil jucundius vidi Valle mea Spoletana”, “Non ho mai visto nulla di più giocondo della mia valle spoletana” è la frase di Francesco incisa nel belvedere di Monteluco, a Spoleto, un altro luogo delle due meditazioni).

E da inaugurare nel 2026, in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. “Un’iniziativa che vuole valorizzare il territorio, rafforzare l’identità culturale e offrire un nuovo punto di riferimento spirituale e turistico” ha spiegato Milletti al Corriere dell’Umbria, intervistato da Gabriele Burini. In cui si apprende che l’idea al momento è stata solo presentata in modo informale al sindaco della Città Serafica, Stoppini.

Un’idea che però sta ricevendo molte critiche, perché considerata tutt’altro rispetto allo spirito francescano che, pur con il turismo di massa religioso e artistico di cui beneficia Assisi, non deve essere perso. Un’idea commerciale per chi vuole fare selfie, è stato detto e scritto. Con l’invito agli imprenditori mecenati ad investire in altro modo quei fondi a favore della collettività. Ma c’è anche chi è incuriosito dalla possibile presenza della grande statua di Francesco che, anche visivamente, può “vegliare” su tutta l’Umbria.

Ricostruzione e Olimpiadi, interdittive per 7 imprese per collegamenti con mafie

La Presidenza del Consiglio dei Ministri informa che la Struttura per la Prevenzione Antimafia del Ministero dell’Interno ha adottato 7 provvedimenti interdittivi antimafia nei riguardi di altrettante imprese che hanno fatto richiesta di iscrizione nell’Anagrafe Antimafia degli Esecutori gestita dalla stessa Struttura per partecipare ai lavori di ricostruzione post sima centro Italia 2016 e due di queste anche per la
realizzazione delle opere per le Olimpiadi e Paraolimpiadi Milano-Cortina 2026.

“Tale interdittive – si spiega nella nota – consentono di estromettere preventivamente le imprese interessate prima di essere affidatarie di commesse pubbliche e, nel caso della ricostruzione, anche di commesse private con contribuzione pubblica”.

Si tratta di imprese individuali o società a responsabilità limitata semplificata, la cui attività principale dichiarata è quella edile. Le imprese sono state interdette per l’emersione di collegamenti con le maggiori organizzazioni criminali nazionali: cinque con la camorra, due con la ‘ndrangheta ed una con un sodalizio di matrice mafiosa riconducibile a personaggi criminali di etnia rom.

In particolare sono state evidenziate connivenze, alleanze e accordi di mutua convenienza attraverso i quali le organizzazioni criminali perfezionano sempre di più da un lato la pressione sul tessuto socio-economico e dall’altro la capacità di infiltrare la rete produttiva del territorio alterandone gravemente i meccanismi della libera concorrenza a scapito delle aziende “sane”.

Con questi 7 provvedimenti salgono a 30 le interdittive adottate nei primi sette mesi del 2025 dal
direttore della Struttura, prefetto Paolo Canaparo, con un incremento del 15% rispetto all’intero
anno 2024 (erano state 26) e del 40% rispetto all’intero anno 2023 (erano state 18).

Tale incremento dei provvedimenti interdittivi – viene spiegato ancora – costituisce l’esito di una intensificazione della attività di analisi info-investigativa da parte della Struttura, su indicazione del ministro Piantedosi, e del contestuale sviluppo di ulteriori forme di collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia, con il Gruppo Investigativo Centrale, istituito presso la Direzione centrale della polizia criminale, e con i Gruppi Interforze Antimafia delle Prefetture competenti.

Il direttore della Struttura ha inoltre adottato misure di prevenzione collaborativa ex art. 94-bis del Codice delle leggi antimafia, applicata a una società con sede nella provincia di Milano che ha fatto richiesta di iscrizione per partecipare ai lavori di ricostruzione post sisma centro Italia e per la quale sono stati accertati tentativi di infiltrazione riconducibili a situazioni di agevolazione occasionale. Tale provvedimento – di una durata di 12 mesi – prevede l’adozione di adeguate misure ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, atte a rimuovere e prevenire le cause di agevolazione occasionale, nonché l’obbligo di comunicazione di taluni atti al Gruppo interforze antimafia di Milano.

Alla scadenza delle misure di prevenzione, il direttore della Struttura del Viminale, sentito il predetto GIA, rilascerà un’informazione antimafia liberatoria, disponendo la conseguente iscrizione in Anagrafe, nel caso in cui accerti il venir meno dell’agevolazione occasionale e verifichi l’assenza di altri tentativi di infiltrazione mafiosa.

“Il contrasto alle infiltrazioni malavitose è sempre stata una priorità della struttura commissariale” aggiunge il commissario di Governo alla ricostruzione post sisma 2016 il sen. Guido Castelli (nella foto). “Abbiamo lavorato a lungo in questi mesi con l’unità di missione antimafia diretta dal prefetto Canaparo presso il Ministero degli Interni per rafforzare le difese del sistema. I risultati che il ministro Piantedosi ha ricordato ieri attraverso i suoi canali social confermano la bontà di questo lavoro. Come ricordava il Prefetto Canaparo, nel solo mese di luglio 2025, sono stati adottati un totale di 5 provvedimenti interdittivi antimafia riferiti ad imprese che hanno richiesto l’iscrizione all’Anagrafe Antimafia degli Esecutori, in quanto interessati a partecipare alla ricostruzione post sisma 2016 nel Centro Italia; queste si aggiungono alle 23 adottate nei primi sei mesi di quest’anno, per un totale, ad oggi, di 28 provvedimenti. Nel 2024 ne erano stati adottati 26 e altri 18 nel 2023. Difendiamo i nostri meravigliosi territori anche garantendo tutti i giorni la legalità” conclude il commissario Castelli.

Parla il camionista che ha fermato un’auto contromano sulla E45 (video)

Quando ha visto la Fiat Panda procedere contromano, lungo la E45, l’autotrasportatore, un camionista del posto, dopo essere riuscito a segnalare il grave errore all’anziano automobilista, ha posto il mezzo pesante tra le due corsie, con le quattro frecce. In questo modo ha impedito all’anziano conducente della Panda di procedere oltre e, allo stesso tempo, ad altri mezzi che viaggiavano nel giusto senso di marcia di scontrarsi frontalmente con l’utilitaria.

Con la sua prontezza e il suo gesto coraggioso il camionista ha evitato una tragedia nel tratto altotiberino della E45, dove purtroppo si sono verificati altri casi simili.

L’anziano conducente della Panda aveva imboccato la superstrada in direzione sbagliata, in un cambio di corsia per lavori.

Il camionista, che ha fermato anche altri due colleghi che sopraggiungevano, è sceso dal suo mezzo pesante ed ha spento la Panda, prendendo le chiavi all’anziano, apparso disorientato. Poi le ha consegnate agli agenti della Polizia stradale di Città di Castello, da lui stesso allertati. Chiesto anche l’intervento del 118 per soccorrere l’anziano automobilista, che era appunto in uno stato confusionale.

Per lui è scattata la segnalazione alla Procura della Repubblica, per la revoca della patente. L’auto è stata sottoposta a fermo amministrativo.

VIDEO

L’autotrasportatore, il 55enne tifernate Andrea Petturini, dipendente di una nota azienda di trasporto romagnola, per il suo gesto eroico sarà ricevuto dal sindaco di Città di Castello, Luca Secondi.

“Non mi sento un eroe. Noi camionisti abbiamo anche il dovere di salvaguardare la vita degli altri” ha detto poi Andrea Petturini. Che un anno fa ha raccontato di essersi trovato in una situazione analoga, con una ragazza che, in quell’occasione, non era riuscito a fermare, ma che miracolosamente non ha provocato incidenti.

Rispetto alle polemiche di questi giorni, per l’incidente sulla A1 provocato da un autotrasportare umbro, costato la vita a tre persone, Petturini ha detto: “Come in tutti i lavori, ci sono i buoni, i meno buoni e i cattivi. Succede a tutti di fare un errore. Certo, qui, quando si sbaglia, si paga a caro prezzo”.

(immagini ufficio stampa Comune di Città di Castello, si ringrazia Stefano Mariangeli)

Boutique dei prodotti taroccati, venduti anche su Tik Tok: scatta il sequestro

Una vera e propria boutique di prodotti di lusso taroccati, a Foligno, non molto distante dalla sede della guardia di finanza. Che è intervenuta, sequestrando oltre 2.300 articoli contraffatti e denunciando un imprenditore cinese, al termine di un’articolata operazione condotta dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Foligno, sotto il coordinamento del Comando Provinciale di Perugia.

L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di controllo economico del territorio posta in essere dalle Fiamme Gialle, con particolare attenzione al contrasto del commercio illegale e della contraffazione nonché alla tutela della concorrenza leale.

L’indagine è nata dal crescente utilizzo dei social media – in particolare TikTok, Facebook e Instagram – come strumenti di promozione e vendita da parte di attività commerciali, spesso anche illegali. I finanzieri hanno monitorato costantemente le piattaforme, individuando un profilo TikTok gestito da un soggetto di origine cinese che, tramite dirette e contenuti promozionali, proponeva articoli di moda a marchio apparentemente prestigioso: orologi, abbigliamento, profumi e pelletteria.

Le anomalie rilevate nelle inserzioni hanno fatto scattare un’operazione mirata. Il soggetto è risultato essere il titolare di una società neo costituita, attiva proprio nella vendita online. Da qui, l’avvio di accertamenti più approfonditi.

Il primo intervento è stato effettuato presso la sede operativa di una società di spedizioni presente sul territorio comunale, ritenuta collegata alla rete di distribuzione della merce. Durante il controllo, le Fiamme Gialle hanno ispezionato numerosi pacchi giacenti in magazzino e pronti per la spedizione, tutti privi di documentazione fiscale.
All’interno di alcuni colli, riconducibili al soggetto già individuato, sono stati rinvenuti circa 40 articoli con
marchi contraffatti, subito posti sotto sequestro. Si trattava di borse, cinture e altri accessori con etichette e loghi imitati fedelmente, apparentemente non distinguibili dagli originali.

L’attività investigativa ha portato, poi, a un secondo intervento presso i locali utilizzati come sede commerciale dal soggetto indagato. Una struttura ubicata a pochi metri dalla caserma della Guardia di Finanza di Foligno. Al suo interno, i finanzieri hanno trovato una stanza allestita come una vera e propria boutique del lusso, con scaffali e espositori pieni di merce fasulla, dove avvenivano le dirette social per pubblicizzare i prodotti.

In totale, sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 2.300 articoli contraffatti, tra cui profumi, borse, portafogli, cinture e capi di abbigliamento riportanti marchi noti come Fendi, Dior, Louis Vuitton, Chanel, Gucci, Hermès e altri brand internazionali. Particolarmente rilevante il ritrovamento di 11 orologi Rolex falsi, il cui valore di mercato – se autentici – avrebbe superato 80 mila euro.

La merce sequestrata presentava caratteristiche molto simili agli originali: materiali curati, etichette, confezioni e perfino QR Code stampati sulle scatole, nel tentativo di rendere più credibile la provenienza e l’originalità dei prodotti. In alcuni casi, come per i falsi Rolex, era presente anche una “garanzia del venditore”, abilmente falsificata.
L’esame tecnico condotto da periti del settore ha confermato la falsificazione sistematica dei marchi, con
l’intento evidente di trarre in inganno il consumatore finale, soprattutto nel contesto delle vendite social dove spesso manca la possibilità di verificare la qualità della merce prima dell’acquisto.

Al termine delle operazioni, il titolare dell’attività è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Spoleto con l’accusa di commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione, reati previsti dagli articoli 474 e 648 del Codice Penale.

Le indagini ora proseguono per risalire l’intera filiera di approvvigionamento e ricostruire la rete
di distribuzione, presumibilmente non limitata al solo territorio umbro.
L’operazione si inserisce nell’ambito del più ampio dispositivo approntato dalla Guardia di finanza a tutela del Made in Italy, della sicurezza dei consumatori e della leale concorrenza tra imprese. La contraffazione, infatti, non solo sottrae quote di mercato alle aziende oneste, ma rappresenta anche un rischio per i cittadini, che possono imbattersi in prodotti non sicuri o dannosi.