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Nuovo acceleratore lineare, il nuovo “alleato” per i pazienti oncologici: come funziona

Il Reparto di Radioterapia oncologica di Perugia sempre più all’avanguardia con il nuovo l’acceleratore lineare Radixact (sistema di tomoterapia elicoidale tra i cinque in Italia). Una tecnologia di ultima generazione che rappresenta un importante passo avanti nella cura dei pazienti oncologici. Il finanziamento statale ammonta a 7.203.850,00 euro mentre 379.150,00 euro sono fondi aziendali/regionali. Il costo del macchinario ammonta a 6.3 milioni di euro e i lavori a 352.270,40.

All’inaugurazione hanno partecipato il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha finanziato con fondi speciali l’acquisto del macchinario (fondi ex art. 20 L. 67/88 quota di riserva per interventi), il senatore Francesco Zaffini, presidente della Commissione Nazionale Salute e promotore dell’iniziativa e la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

Tra i presenti anche il sottosegretario al Ministero degli Interni, Emanuele Prisco, l’europarlamentare Marco Squarta, l’assessore comunale, Francesco Zuccherini, delegato dalla sindaca Ferdinandi, l’arcivescovo Ivan Maffeis, che ha benedetto il macchinario, i consiglieri regionali, i coniugi Chianelli, che da molti anni sollecitano le istituzioni per l’acquisto dell’acceleratore lineare, e i professionisti sanitari.

Trattamento di 25 pazienti al giorno

“Ringrazio il ministro Schillaci per aver scelto di investire nel nostro ospedale – ha sottolineato Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – un macchinario di importanza straordinaria perché ci permette di curare pazienti affetti da patologie oncologiche mirando meglio il tumore rispetto alla normale radioterapia, mi piacerebbe che sia la prima di tante inaugurazioni che faremo per rinnovare il parco tecnologico di questa azienda ospedaliera. I lavori di preparazione degli spazi e di installazione dell’acceleratore sono stati completati in 89 giorni, – continua D’Urso – e i primi pazienti sono stati trattati a partire da settembre con un turno h 12 (matt e pom) che permette di trattare 25 pazienti al giorno. Sono già stati trattati oltre 100 pazienti. La formazione dei sanitari e i test dosimetrici si sono svolti in Svizzera e in loco durante i mesi estivi. Un lavoro di squadra tecnico – amministrativo importante e per questo ringrazio l’ing. Luca Gusella e i suoi collaboratori, per aver progettato e diretto i lavori e per averli conclusi in così breve tempo”.

Come funziona

“Radixact è un sistema innovativo che integra in un’unica apparecchiatura una macchina per la terapia radiante, un sistema di Tomografia Computerizzata (TC) e un controllo in tempo reale dei movimenti degli organi – ha spiegato la prof.ssa Cyntia Aristei, direttrice di Radioterapia oncologica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – , questa combinazione tecnologica permette di individuare tumori anche molto piccoli e di seguirne lo spostamento dovuto a movimenti fisiologici quali respirazione o peristalsi. Grazie a queste caratteristiche, è possibile somministrare dosi elevate di radiazioni in modo estremamente preciso, anche su più sedi contemporaneamente, distruggendo le cellule tumorali e preservando i tessuti sani attraverso la radioterapia ablativa. Il trattamento è particolarmente indicato per piccole metastasi e tumori primitivi come quelli di polmone e prostata. La tecnologia Radixact si rivela particolarmente efficace nel trattamento di: tumori del polmone in stadio avanzato non operabili, neoplasie del distretto testa-collo, tumori pediatrici, dove la capacità di risparmiare i tessuti sani è fondamentale per ridurre la tossicità e preservare la qualità di vita dei giovani pazienti – continua Aristei – . Un ambito di particolare eccellenza riguarda le neoplasie ematologiche: la Radioterapia Oncologica di Perugia è tra i pochi centri ad aver sviluppato la tecnica TMLI (Total Marrow, Lymphoid Irradiation) per la preparazione di pazienti che verranno sottoposti a trapianto di midollo osseo. La TMLI consente di irradiare in modo mirato ossa e linfonodi, riducendo significativamente la tossicità per i tessuti sani. Questa innovazione ha reso possibile effettuare trapianti di midollo osseo anche in pazienti oltre i 70 anni e aumentare le dosi in pazienti non in remissione, riducendo così il rischio di recidiva”.

Risultato del “gioco di squadra”

A promuovere la richiesta presso il ministro Schillaci, è stato il presidente della Commissione Salute del Senato, on. Franco Zaffini, che per mesi ha lavorato per l’assegnazione dei fondi speciali: “L’Azienda Ospedaliera di Perugia è un ospedale di riferimento, non solo per la Regione Umbria, – ha affermato il senatore Zaffini – ma rappresenta una eccellenza in Italia nel campo dell’ematologia che potrà ancora migliorare in termini di risposta di qualità grazie a questo macchinario. Sono orgoglioso di aver contribuito attivamente alla riuscita di questo progetto per la mia regione e per gli umbri”.

Numerosi i ringraziamenti che la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha rivolto ai professionisti sanitari, ai coniugi Chianelli e in primis al ministro Schillaci e al senatore Zaffini che hanno reso possibile questo straordinario investimento: “Sono orgogliosa di assistere a questa inaugurazione che vede la sanità pubblica investire nell’innovazione tecnologica. Con l’arrivo dell’acceleratore, la Radioterapia di Perugia rafforza ulteriormente la sua posizione di riferimento nei percorsi di trattamento di precisione e nella ricerca clinica internazionale. I risultati raggiunti sono il frutto di un grande lavoro di squadra che coinvolge medici universitari e ospedalieri, tecnici di radiologia, infermieri, operatori socio-sanitari, fisici sanitari, figure fondamentali nel percorso di cura dei pazienti oncologici e che ringrazio personalmente per il lavoro che con dedizione svolgono quotidianamente”.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha concluso l’inaugurazione, nella sala Montalcini del Creo gremita di rappresentanti delle istituzioni regionali, comunali e personale sanitario: “Elogio la grande professionalità dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari. Sostengo che investire nelle innovazioni tecnologiche sia l’azione migliore per garantire le cure più efficaci, infatti, i progetti tecnici e la ricerca scientifica avanzata, consentono di mettere a disposizione strumenti sempre più all’avanguardia per rendere ancora più celeri le diagnosi soprattutto in campo oncologico. Con i fondi del PNRR siamo riusciti a distribuire agli ospedali italiani oltre 3.000 nuove apparecchiature di cui l’80% già in uso. E’ una grande emozione per me essere in questo ospedale per la seconda volta, una struttura che rappresenta una eccellenza nella ricerca e nella clinica, non solo in questo territorio”.

“Festeggiamo i 35 anni del Comitato per la vita “Daniele Chianelli”, con una immensa soddisfazione” ha commentato il presidente Franco Chianelli, per un macchinario invocato da diversi anni. “Quando sono venuto a conoscenza – spiega Chianelli” di un acceleratore lineare di ultima generazione, dal costo di 7 milioni e 800 mila euro che, grazie alla sua millimetrica precisione, colpisce solo le cellule malate, preservando quelle sane e aumentando la guarigione negli adulti sottoposti a trapianto di midollo osseo, dal 50 al 75%, non potevo certo restare indifferente. Ho bussato a tutte le porte, dalla Presidenza della Regione, alla Direzione regionale della Sanità, alle Fondazioni bancarie, ho inviato lettere, anche dei pazienti in attesa di trapianto, organizzato convegni, tavole rotonde e dibattiti ed ho ricevuto solo promesse ma non mi sono mai arreso perché la vita non ha prezzo. E finalmente, dopo circa due anni, in occasione di una visita al Residence sono riuscito a strappare una promessa al ministro della Salute, Orazio Schillaci che oggi ha onorato quell’impegno e partecipato al taglio del nastro. Un traguardo straordinario di cui sono felice ed orgoglioso”.

UmbriaLibri 2025: oltre 110 eventi fino al 26 ottobre | Il programma

Inaugurata UmbriaLibri 2025, il Festival letterario promosso dalla Regione Umbria, con più di 40 autori, scrittori, editori e intellettuali tra i più importanti del panorama letterario per gli oltre 110 eventi in programma fino al 26 ottobre.

Tantissimi gli appuntamenti già dalla prima giornata, che si è aperta con l’inaugurazione della mostra mercato del libro alla Sala Espositiva del Cerp (Centro Espositivo Rocca Paolina), alla presenza del Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Regione Umbria Tommaso Bori e del direttore artistico del Festival, Nicola Lagioia.

“Questa edizione di UmbriaLibri – ha sottolineato l’assessore Bori – si riallaccia a una strategia di sostegno e promozione forte dell’editoria locale, con una visione che guarda al futuro e alle grandi manifestazioni. Il percorso di promozione dei nostri editori, dopo gli appuntamenti di Perugia e Terni, prosegue verso con ‘Più libri più liberi’ a Roma e soprattutto mira al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove l’Umbria si candida come Regione ospite per il 2026. Questo ci offrirà – ha sottolineato il vice presidente della Regione – una piattaforma privilegiata per raccontare la nostra storia e la nostra cultura attraverso il patrimonio letterario, ma oltre a portare l’Umbria fuori dal suo contesto territoriale, in una visione di apertura internazionale, abbiamo esteso l’invito a collaborare in alcune iniziative all’Olanda che è Nazione ospite del Salone di Torino. Inoltre, per la prima volta, la Regione organizza la presenza a Lucca Comics dal 29 ottobre al 2 novembre, per valorizzare gli editori umbri di fumetti e illustrazione. Contemporaneamente, rafforziamo l’impegno portando la manifestazione negli Istituti di pena. L’azione per il settore culminerà nella stesura di un Testo Unico per la Cultura e l’Impresa Creativa. Un ringraziamento sentito – ha concluso Bori – va al direttore artistico Nicola Lagioia e a tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito e contribuiranno a realizzare questo nostro importante progetto”.

“Siamo felici e orgogliosi di poter finalmente accogliere il pubblico di Umbria Libri nei bellissimi luoghi in cui si svolgerà la manifestazione – ha affermato il direttore artistico del Festival Nicola Lagioia ricordando come “abbiamo lavorato senza sosta con case editrici, autori, istituzioni culturali, realtà associative per fare di questa trentunesima edizione un’esperienza preziosa e ci auguriamo capace di farsi ricordare a lungo e con piacere” e invitando tutti a partecipare: “Vi aspettiamo”.

Alla mostra mercato – visitabile alla sala espositiva del Cerp tutti i giorni della manifestazione dalle ore 10:00 fino alle ore 20:00 – è possibile toccare con mano l’offerta di pubblicazioni delle circa 50 le case editrici umbre dedicate ai temi sociali, alla storia, all’arte ma anche al romanzo e al fumetto.

Nella Sala Cannoniera della Rocca Paolina, invece, si è aperta “FLUO! Libri accesi”, la mostra bibliografica internazionale, donazione Bologna Children’s Book Fair a cura dell’Accademia Drosselmeier, visitabile tutti i giorni di UmbriaLibri dalle ore 10:00 alle ore 20:00.

Ultimo appuntamento della prima giornata del Festival, nell’edizione perugina, il Reading spettacolo ‘Paolo Nori racconta Delitto e Castigo di Dostoevskij’, alle ore 21:00 alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori.

Le imprese femminili strategiche per lo sviluppo dei territori

A Spoleto, a Palazzo Mauri, si sono aperti i lavori di “Costruire il futuro un passo alla volta”, l’evento promosso dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile (CIF) della Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito del Progetto Fenice. Una sala partecipata e attenta ha accolto imprenditrici, amministratori e rappresentanti del mondo economico in un confronto diretto su come rafforzare il ruolo delle donne nell’economia regionale e accelerare la rinascita delle aree colpite dal sisma. Non un convegno accademico, ma un vero laboratorio partecipato, dove dati, esperienze e buone pratiche si sono intrecciati con la visione strategica della Camera di Commercio.

Sisti: “Una forza vitale che chiede strumenti per crescere”
Ad aprire i lavori è stato Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, che ha offerto una lettura lucida e concreta della condizione attuale delle imprese femminili in Umbria e nell’area del cratere della ricostruzione post terremoto, con numeri e riflessioni tratti anche dalle slide presentate nel corso dell’incontro.
“Le aziende guidate da donne in Umbria sono una risorsa”, ha sottolineato Sisti. “Abbiamo uno dei tassi di femminilizzazione più alti d’Italia: 22.371 imprese, pari al 24,8% del totale. Nelle aree del cratere la quota sale al 26,7%”.
Un patrimonio diffuso, ma non privo di sfide. “Le imprese femminili sono mediamente più piccole, con costi del lavoro più bassi e una produttività per addetto più alta, segno di una grande efficienza. Tuttavia investono meno in ricerca, formazione e digitalizzazione, anche per le dimensioni ridotte. È qui che dobbiamo intervenire”.
Per Sisti, il nodo cruciale è la crescita dimensionale. “Serve accompagnare queste realtà verso una maggiore capacità di investimento e innovazione. È la condizione per competere e per rendere stabile quella forza che oggi rappresentano per il tessuto economico e sociale della nostra regione”.

Dalle parole ai progetti: il ruolo della Camera di Commercio
L’impegno della Camera di Commercio dell’Umbria, ha ricordato Sisti, passa anche attraverso progetti di formazione, networking e sostegno all’imprenditoria femminile, come il Progetto Fenice. “Il nostro compito è costruire ecosistemi che permettano alle imprese di crescere insieme, mettendo in rete competenze e opportunità”, ha detto il Segretario Generale.
Le slide proiettate durante l’evento hanno mostrato un’analisi puntuale dei settori a maggiore presenza femminile – in primis agricoltura e commercio al dettaglio – e delle potenzialità legate alla transizione digitale e alla sostenibilità. Fenice si inserisce in questo percorso come strumento di rilancio e coesione territoriale, in grado di connettere imprese, enti e comunità.

Angelini Paroli: “Una terra resiliente che guarda avanti”
Nei saluti istituzionali Giovanni Angelini Paroli, assessore all’innovazione imprenditoriale del Comune di Spoleto, ha richiamato il legame tra resilienza e futuro:
“Costruire il futuro un passo alla volta è essenziale. Viviamo in una terra segnata dal sisma, e per questo è fondamentale saper affrontare le difficoltà con coraggio e lungimiranza. L’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio va proprio in questa direzione, sostenendo chi ogni giorno lavora per far ripartire le comunità”.

Tattini: “Fenice è simbolo di rinascita e innovazione”
Andrea Tattini, membro della Giunta camerale, ha ricordato come il Progetto Fenice rappresenti un pilastro della strategia camerale per la rinascita economica delle aree interne:
“Fenice è la metafora della ripartenza. È il simbolo della capacità delle imprese umbre di innovare, creare valore e costruire una rete che unisce resilienza e sviluppo. Oggi più che mai, formazione e conoscenza sono gli strumenti per dare forza a questo processo”.

Sciamannini: “Confrontarsi per crescere insieme”
A rimarcare il valore della partecipazione è stata Dalia Sciamannini, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile:
“Le nostre iniziative sono sempre molto partecipate”, ha sottolineato, “segno di un bisogno reale di confronto, di ascolto e di condivisione. L’impresa femminile non è solo una componente dell’economia, ma una visione del lavoro e della comunità, capace di generare cambiamento”.
Nel cuore dell’evento si è tenuto un workshop esperienziale condotto da Cristiana Genta, psicologa del lavoro, e Maria Di Paolo, analista delle organizzazioni, che ha trasformato la mattinata in un viaggio collettivo di riflessione e crescita.

Conoscere per rinascere: la lezione di Spoleto
La giornata di Spoleto ha messo in luce un approccio nuovo all’imprenditoria femminile: meno centrato sull’assistenzialismo e più sull’empowerment reale, sulla formazione continua e sulla capacità di costruire reti solidali e competitive.
Dalle presentazioni è emerso come le imprese guidate da donne abbiano già un peso significativo nell’economia regionale, ma necessitino di un rafforzamento strutturale per reggere alle sfide della trasformazione digitale, del credito e dei mercati esteri.
“Ogni passo conta, ma conta ancora di più farlo insieme”, ha concluso Sisti, rilanciando la visione di una Camera di Commercio aperta, operativa e vicina al territorio, dove la crescita delle imprese femminili non è un capitolo a parte, ma una strategia di sviluppo complessiva.

Un passo alla volta, ma insieme
L’immagine del titolo – Costruire il futuro un passo alla volta – è diventata, a Spoleto, un impegno condiviso. Nel dialogo fra istituzioni, imprese e professioniste, è emersa la convinzione che la rinascita economica dell’Umbria passa anche dal talento e dalla tenacia delle donne.

Trifola, il pregiato tartufo bianco dalle ricette del Medioevo alle tavole dei vip

Da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre Città di Castello ospiterà il Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, la manifestazione con cui il Comune, con la Regione Umbria e il patrocinio della Camera di Commercio dell’Umbria proietteranno nel futuro la storia della mostra mercato dedica da 45 anni alla “trifola”, il ‘tubero’ più famoso e desiderato.

Per tre giorni, nel week-end del gusto, il centro storico sarà il regno della trifola, che, con il suo profumo inebriante e inconfondibile e guiderà e attirerà i visitatori nei luoghi della città più carichi di fascino e testimonianze artistiche. Piazze e giardini incorniciati dalle dimore custodi delle opere dei maestri del rinascimento e della contemporaneità, Raffaello Sanzio, Luca Signorelli e Alberto Burri, saranno i punti cardinali sulla bussola di buongustai e curiosi. I visitatori avranno l’opportunità di incontrare grandi chef, esperti di enogastronomia, aspiranti cuochi provenienti dal mondo della scuola, che saranno protagonisti di show cooking, laboratori e conversazioni. Nei ristoranti si potranno degustare piatti al tartufo con menù speciali, poi presso il villaggio dei sapori e delle pro-loco la cucina tipica italiana e umbra che popolerà vicoli e piazze insieme a una vasta scelta di prodotti agroalimentari a km zero. Eventi a tema e presentazioni di libri con grandi autori, giornalisti e personaggi famosi richiameranno l’attenzione del pubblico più interessato agli aspetti culturali e salutistici legati al cibo, con proposte e novità a livello internazionale.  Un viaggio aperto a tutti, con attrazioni per adulti e bambini, perché stare in compagnia del tartufo bianco è un piacevole momento da condividere.

“Nessun luogo come Città di Castello parla del tartufo e qui, dove la trifola è un’eccellenza e non una rarità come altrove, perché è abbondante, la nostra ambizione è di raccontare ed esaltare il suo legame con la terra, il valore aggiunto inimitabile di una storia, di una tradizione, di esperienze che lo rendono unico e desiderato in tutto il mondo”, hanno spiegato l’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, il presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato Lazzaro Bogliari ed il direttore dell’Associazione nazionale Città del Tartufo Antonella Brancadoro, assieme a rappresentanti istituzionali e dirigenti regionali e territoriali, fra cui, Letizia Michelini, consigliera regionale, Manuela Margutti, responsabile sezione tartufi e funghi dell’Agenzia Forestale regionale, presentando questa mattina in conferenza stampa il ‘45° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato’, in una location suggestiva, Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, una fra le più belle dimore rinascimentali del centro-Italia che si affaccia in un parco plurisecolare.  Guerri, Bogliari e Brancadoro, sottolineano anche l’aspetto “legato alla promozione e valorizzazione culturale, artistica e ambientale del comprensorio e dell’Umbria, grazie alla presenza del tartufo in tutte le stagioni, un elemento identitario che fa parte del patrimonio, sociale, culturale, tradizionale della città con importanti risvolti economico-occupazionali”. “L’edizione 2025 del salone bianco pregiato racconterà come a Città di Castello il tartufo sia un’esperienza autentica da vivere tutto l’anno. Una tre giorni in cui la filiera del tartufo dell’Alta valle del Tevere, dai cavatori e i loro cani alle nostre imprese ma anche quella del gusto con i produttori agricoli, i presidi slow food del paese, le nostre associazioni e tradizioni gastronomiche saranno in festa nel cuore della città. Un programma caratterizzato da un’offerta qualitativa e tecnica sempre più elevata, un racconto collettivo di quanto il tartufo per Città di Castello e per l’Alta valle del Tevere sia socialità, cultura, tradizione, innovazione ed economia” hanno concluso Guerri, Bogliari e Brancadoro.

Città di Castello e il tartufo

A Città di Castello e comprensorio da ottobre a dicembre nasce una trifola su tre in Italia, dove oltre 1.750 cavatori, “tartufai”, uomini e donne di tutte le età con più di tremila cani al seguito, sono il simbolo vivente e vincente di un’attività di ricerca dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco. 

Città di Castello è davvero la capitale del tartufo a suon di record e tutto l’anno si respira il profumo di questo prelibato prodotto simbolo del territorio che si può apprezzare in ogni stagione a tavola. Statistiche e ricerche degli ultimi anni confermano questo primato a partire dall’incidenza dei “cavatori” in possesso di regolare tesserino rispetto agli abitanti: Città di Castello da qualche anno si piazza al secondo posto a livello nazionale dietro a Forlì.  

E la presenza dei tartufai è in continua crescita tanto che nel corso del 2025, Afor (Agenzia Forestale regionale) ha rilasciato 50 nuovi tesserini. Tra gli aspiranti raccoglitori, con cane al guinzaglio, vanghino e bisaccia, ci sono sempre più giovanissimi di età compresa tra i 16 e i 25 anni: fra loro, ogni anno di più, anche le donne che si sono avvicinate alla ricerca dei tartufi per vari motivi, fra cui quello di poter passeggiare e  stare a contatto con la natura. Vicino agli aspiranti “tartufai”, quasi a volerli proteggere e coccolare, ci sono i veterani del “vanghino”, capitanati dal presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere (fondata nel 1986), Andrea Canuti che anticipa alcune previsioni sulla stagione della raccolta che si è da poche settimane aperta.

“La cerca e raccolta del tartufo bianco – dice – ha preso il via sotto buoni auspici: prima pioggia e ora sole.  Già ora con il cambio di luna si iniziano a scorgere ulteriori elementi positivi per pezzature e qualità del prodotto. Nella speranza di andare incontro a un periodo più freddo sotto il profilo climatico il tartufo sarà senza dubbio ottimo così come la stagione. La prossima luna potrà senza dubbio farci capire come sarà la tendenza”, ha precisato Canuti facendo riferimento oltre al clima anche alle fasi lunari che per tradizione secolare sono state sempre punti di riferimento per i tartufai.

I prezzi

“I prezzi come sempre li fa incrocio di domanda e offerta ma possiamo dire che ci stiamo assestando su cifre al chilo inferiori agli scorsi anni, che oscillano da 1500 a 3500 euro per le pezzature uniche e migliori del tartufo bianco, la nostra trifola che non teme confronti. Su prezzi inferiori il nero uncinato anch’esso assai prelibato. Una tendenza che potrebbe ancora scendere se la stagione e il clima saranno favorevoli alla raccolta”, ha sottolineato il presidente regionale del settore agroalimentare della Cna, Giuliano Martinelli, noto imprenditore del settore affiancato da tutti i suoi colleghi che saranno i protagonisti della rassegna nazionale e attori importanti della “filiera”.

La storia del tartufo in Umbria

L’Umbria è sempre stata terra di tartufi. Con l’avvento del Medioevo l’interesse verso il tartufo diminuì notevolmente, perché si credeva che fosse velenoso o un cibo delle streghe. Durante il Rinascimento, con l’affermarsi della cultura del gusto e dell’arte culinaria, fu rivalutato fino a essere considerato protagonista nella cucina dei signori dell’epoca. Nel 1564 il medico umbro Alfonso Ceccarelli scrisse la prima monografia sul tartufo, l'”Opusculum de Tuberibus” (ripubblicata a cura di Arnaldo Picuti e Antonio Carlo Ponti) in cui raccolse i contributi di naturalisti greci e romani e diverse curiosità storiche. La sua notorietà non si fermò e con il tempo rafforzò la sua fama di principe della tavola. Basti pensare che la tradizione di usare un cane per la sua ricerca sembrerebbe essere nata proprio nel XVIII secolo quando si svolgeva come divertimento di corte. Nella sua lunga storia è stato apprezzato da vari personaggi famosi, tra cui il Conte Camillo Benso di Cavour, che lo usava come mezzo diplomatico nella sua attività politica, o Lord Byron che lo teneva sulla scrivania perché gli ridestasse la creatività con il suo profumo intenso. Un prodotto così prezioso e prelibato e ricercato nei secoli tanto da meritarsi un piccolo museo, originale nel suo genere che nasce nel 2002 dalla passione di Saverio Bianconi, tartufaio e imprenditore del settore, appassionato cultore delle tradizioni e della storia della ‘filiera’. Una sala nella quale ha raccolto oltre 200 pezzi, compresi testi scritti, che riassumono l’universo del tartufo e dei tartufai; una raccolta privata, che contiene le spiegazioni sui vari tipi di tartufo, sui luoghi nei quali nasce e anche gli oggetti che ruotano attorno al tubero, vedi i vanghini per la raccolta e le bilance di precisione per pesarlo.

Il tartufo sulle tavole dei vip

Tartufo bianco oggetto del desiderio a tavola anche di tanti personaggi noti di cultura, arte, cinema, spettacolo e sport come la bellissima, Monica Bellucci, originaria di Città di Castello, che non ha mai fatto mistero di apprezzare il prelibato prodotto della sua terra e aveva sempre un tavolo riservato dallo chef dei ‘vip’, Pierluigi Manfroni, maestro indiscusso nella preparazione di piatti ‘leggendari’ a base di trifola e tartufo nero tutto l’anno: “il tartufo è un prodotto eccezionale che madre natura ci ha regalato e va trattato con cura e abbinato a piatti semplici in grado di esaltarne il profumo e la prelibatezza. Ottimo con l’uovo o sulle tagliatelle lavorate a mano,  sugli gnocchi con patate di Pietralunga e sul pane tostato quello umbro “sciapo” con un filo di olio extra vergine d’oliva delle nostre splendide regioni.”  

“Giuseppa” Valenti, magnifica 87enne, Franca e Gloria Cestelli, mamma e figlia, custodi delle secolari tradizioni culinarie del territorio, maestre nella preparazione della pasta in particolare delle tagliatelle lavorate con il matterello e la spianatoia e realizzate a base di farina di grano a chilometro zero macinato su pietra e uova, hanno dato prova della loro abilità in diretta prima del pranzo di degustazione dei piatti a base di tartufo presso il salone del gusto della Scuola di ‘Arti e Mestieri’, ‘G.O. Bufalini’, plurisecolare istituzione della formazione a vari livelli dall’artigianato alla meccanica, dalla falegnameria alla muratura, dalla cura della persona fino alla gastronomia e servizi di ristorazione. Preziosa la collaborazione anche dell’International Campus ‘Cavallotti’.

Il presidente della scuola, Giovanni Granci, ha accompagnato i giornalisti, fra cui una delegazione della Stampa Estera, alla scoperta di sua maestà la trifola in cucina. È stato possibile scoprire ogni segreto del tartufo bianco, assaggiarlo in tutti i modi e acquistarlo, conoscere chi lo cerca nei boschi e chi lo esalta in cucina, incontrare chi lo confeziona e lo porta sulle tavole di tutto il mondo, parlare con chi lo vive e lo racconta come una tradizione che è parte delle proprie radici profonde.

Per tutte le informazioni sul Salone del Tartufo Bianco Pregiato è possibile consultare il sito web della manifestazione (https://biancopregiato.it/), i portali istituzionali del Comune di Città di Castello (https://www.comune.cittadicastello.pg.it/) e di Città di Castello Turismo (https://www.cittadicastelloturismo.it/), insieme ai canali social collegati all’evento: tel. 075- 8529254 – 8554922.

Suv esce di strada sulla E45: un uomo è morto, una donna trasportata con l’elisoccorso

Incidente mortale sulla E45, poco prima dello svincolo di Terni nord , San Gemini sud. Un Suv, che procedeva in direzione nord, è uscito di strada, provocando la morte di un uomo.

All’interno della vettura, che ha abbattuto il guard rail ribaltandosi in un terreno, c’era anche una donna, rimasta ferita. E’ stata estratta dall’abitacolo dai vigili del fuoco arrivati dalla centrale di Terni e trasportata in ospedale con l’elisoccorso.

La dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia stradale. Non risultano coinvolti altri mezzi.

“Sweet Pampepato”, come partecipare alla sfida più dolce

Sarà una dolce sfida quella che si terrà a Terni in occasione seconda edizione di Sweet Pampepato. Il Premio 2025, Terni cala il tris con l’introduzione del voto della giuria popolare.

L’appuntamento è per venerdì 21 novembre alle ore 15.00 presso il PalaPampepato di piazza Tacito, nell’ambito della tre giorni più dolce, golosa, piccante e identitaria dell’anno.
Due le gare “ufficiali” in programma – Miglior Pampepato della Tradizione e Miglior Pampepato Innovativo – oltre a un contest speciale dedicato agli appassionati “slow”.
La partecipazione è riservata ai più veloci a inoltrare la richiesta via e-mail.

Le categorie in gara

La sfida per il miglior pampepato innovativo (con aggiunta, rimozione o sostituzione di ingredienti, purché mantenga la tipica forma a cupola e possa essere servito come il dolce tradizionale) è aperta ai residenti nella provincia di Terni che non abbiano superato i 40 anni di età al 21 novembre 2025.
Tutti gli altri potranno concorrere nella categoria Tradizione.
È ammessa la partecipazione anche in coppia o in gruppo, purché tutti i componenti rientrino nella stessa fascia d’età.

A decretare i vincitori sarà una giuria qualificata, che utilizzerà la stessa scheda di valutazione adottata nella passata edizione della Champions League del Pampepato, iniziativa che lo scorso anno ha premiato il “campione dei campioni” tra i vincitori storici del concorso del Met Bistrot, anche quest’anno partner dell’evento.

Come partecipare

Per candidarsi è sufficiente inviare una mail a sweetpampepato@gmail.com.
La finestra per le iscrizioni sarà aperta dalle ore 9.00 del 23 ottobre alle ore 12.00 del 3 novembre 2025.

Nella mail dovranno essere indicati:

  • nome e cognome del partecipante (o del team);
  • numero di cellulare;
  • documento/i di identità;
  • per i concorrenti under 40, la descrizione sintetica degli elementi di novità del pampepato (informazioni riservate ai giurati fino alla degustazione).

Saranno selezionati i dieci candidati più veloci per ciascuna categoria, che verranno contattati entro il 5 novembre.
La consegna dei pampepati, preferibilmente due per ogni partecipante o team, dovrà avvenire entro le ore 15.00 del 19 novembre presso il Met Bistrot (piazza Tacito / via Armellini, Terni), in una confezione alimentare con indicato nome e categoria di partecipazione.

Le giurie e il Premio Popolare

Due giurie distinte, ma con la stessa composizione, valuteranno i dolci durante un pomeriggio all’insegna dei sapori antichi e moderni di una tradizione che non conosce crisi – neanche quando i costi delle materie prime mettono a dura prova i maestri pasticceri.

Grande novità del 2025 sarà il Premio della Giuria Popolare: oltre ai dieci partecipanti ufficiali per categoria, altri pampepati potranno essere degustati dal pubblico, che riceverà schede di valutazione semplificate per esprimere il proprio voto.
In palio, oltre alla gloria, trofei e premi in natura.

Norcia, riapertura della Basilica di San Benedetto nel segno della pace

Sarà nel segno della pace la cerimonia di riapertura al culto della Basilica di san Benedetto a Norcia, che avverrà simbolicamente nelle giornate del 30 e 31 ottobre. Norcia si prepara a questo atteso e sentito momento con un calendario di appuntamenti. Tra gli eventi in programma questa settimana ci sono il 24 ottobre la presentazione del Premio San Benedetto da Norcia, riconoscimento annuale ispirato al patrono d’Europa, e il 25 una Marcia della pace.

Venerdì 24 ottobre alle 16.30 nella sala Digipass si terrà la presentazione della prima edizione del Premio istituito dal Comune di Norcia, alla presenza del sindaco Giuliano Boccanera. Un premio che nasce dalla volontà di ricordare la figura di san Benedetto e di valorizzare la ricchezza della tradizione benedettina ribadendo l’attualità dei suoi principi. Partendo dai valori della Regola benedettina ‘Ora et labora’, il premio intende valorizzare personalità che si siano distinte in vari campi del sapere e dell’impegno umano. Ogni edizione sarà infatti dedicata a una disciplina o ambito specifico, tra quelli che la figura di san Benedetto simbolicamente abbraccia (religione e spiritualità; lavoro ed economia; letteratura e cultura; arte e architettura; educazione e società; pace). Il Premio verrà consegnato ogni anno.

“L’istituzione del Premio San Benedetto – spiegano dall’amministrazione comunale di Norcia – non è soltanto un atto celebrativo, ma una proposta culturale per l’Europa di oggi. In un tempo segnato da divisioni e crisi, la Regola di san Benedetto offre un modello di equilibrio e comunità: una vita ordinata, basata sul rispetto reciproco, sul lavoro come servizio, sulla dignità della persona, e si propone di rendere attuale l’insegnamento del santo mostrando come i suoi valori possano illuminare le sfide contemporanee; collegare fede e cultura, facendo dialogare religione, arte, scienze sociali, economia e impegno civile; creare una rete di eccellenze europee, valorizzando figure che incarnano un impegno a beneficio della collettività”.

Sabato 25 ottobre alle 10 ci sarà poi la Marcia della pace, organizzata dal Comune di Norcia in onore di uno dei valori fondanti della regola benedettina, che vedrà la presenza di padre Ibrahim Faltas, frate francescano egiziano, direttore delle diciotto scuole della Custodia di Terra Santa, che arriverà dalla Palestina per dare testimonianza di quanto sta accadendo. Sono stati invitati inoltre a partecipare i venticinque Comuni della Diocesi Spoleto-Norcia, le associazioni del territorio, le pro loco, le scuole, e le consulte giovanili della Valnerina. Il corteo partirà dal parcheggio di Porta Meggiana, costeggerà le mura cittadine e attraverserà il centro storico arrivando in Piazza san Benedetto con il suo forte messaggio di pace e di fratellanza.

Programma sviluppo rurale, ultima riunione del Comitato di sorveglianza

Si è svolta a Castiglione del Lago la riunione del Comitato di sorveglianza del PSR 2014-2022 relativa allo stato di attuazione del Programma di sviluppo rurale per l’Umbria. Si tratta dell’ultimo appuntamento relativo a questa programmazione comunitaria che lascerà il posto al CSR (Complemento di sviluppo rurale) 2023-2027.

Un incontro che ha chiuso un percorso che ha visto l’Umbria protagonista a livello nazionale nell’impiego delle risorse europee in agricoltura, con un investimento complessivo di 1,216 miliardi di euro. Di queste risorse, al momento, restano da spendere, come ha spiegato l’Autorità di gestione del PSR Umbria, Graziano Antonielli, circa 50 milioni di euro che dovranno essere liquidati entro la fine dell’anno.

La riunione del Comitato di sorveglianza è iniziata con i saluti del sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, che ha poi lasciato la parola all’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni che ha aperto i lavori dell’appuntamento lacustre svolto alla presenza del rapporteur del PSR Umbria Emanuel Jankowski, delle associazioni di categoria del mondo agricolo, di Riccardo Passero della Direzione generale dello sviluppo rurale del MASAF, degli stakeholders del settore e, in collegamento, dei membri della Commissione europea.

“Abbiamo una fotografia dello stato di attuazione del PSR che ci consegna un importante risultato per l’Umbria: l’impegno totale delle risorse a disposizione e una piccola parte, residuale, in fase di pagamento e che contiamo di chiudere nei tempi previsti. Per questo voglio ringraziare la struttura e gli uffici che hanno fatto e continuano a fare un grande lavoro – ha spiegato l’assessore Meloni -. Con il PSR in Umbria sono state fatte scelte importanti per il settore agricolo e su cui noi abbiamo voluto spingere ulteriormente, penso al nostro primo bando sull’insediamento dei giovani che è stato pensato per permettere ai nostri ragazzi di fare impresa, avere un reddito e scegliere di restare a vivere in Umbria. Questo è un tema centrale oggi e per il futuro: far sì che chi fa impresa agricola possa garantirsi un reddito adeguato per sé e la sua famiglia”.

L’agricoltura umbra è “viva e vivace”, ha aggiunto Meloni, che ha sottolineato la continua interlocuzione con le associazioni di categoria per “proseguire un percorso di programmazione efficiente ed efficace in cui vogliamo mettere al centro la semplificazione burocratica”. “Non ci sfugge che i cambiamenti del mondo stanno mettendo a dura prova il settore agricolo – ha proseguito Meloni -. Noi abbiamo avuto la possibilità e capacità di spendere quasi tutte le risorse. Ora sforzo ulteriore per chiudere questa partita entro l’anno e guardare avanti. L’Umbria è una regione che ha saputo intercettare tante risorse ma ha un organico che va ulteriormente sostenuto per non perdere un euro delle risorse europeo perché ogni euro che va alle imprese agricole è una barriera allo spopolamento delle nostre aree interne, un elemento di tutela del paesaggio, un collante per le comunità”.

L’assessore Meloni, dopo aver ribadito che lo sviluppo rurale passa anche per la promozione dell’agroalimentare e per la sinergia col settore turistico, ha lanciato infine la sfida per il futuro: “Serve una convergenza di intenti e un lavoro congiunto perché con la nuova programmazione le risorse saranno minori e anche la nuova PAC, nonostante il grande lavoro che stiamo facendo, prevede un taglio dei fondi che ci preoccupa – ha detto Meloni -. Dobbiamo essere in grado di non disperdere risorse, convogliarle verso interventi strategici e impegnarci affinché gli investimenti possano trasformare la nostra agricoltura in chiave di sostenibilità e innovazione”.

La grande fuga dall’ospedale di Orvieto

Un ospedale ormai quasi alla canna del gas. Mentre ad Orvieto si discute sulla prossima apertura a Bardano del centro diagnostico privato Cidat, dotato di una risonanza magnetica ad altro campo come quella in uso al «Santa Maria della Stella«, le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti medici ed infermieri dell’ospedale continuano ad essere sempre più pesanti. Non solo, ma anche il clamoroso trasferimento del facente funzioni di cardiologia Andrea Mazza che ha vinto il concorso da primario a Città di Castello, sembra essere destinato ad essere presto seguito da altri abbandoni.

Ci si trova di fronte ad una situazione generale decisamente scoraggiante a causa delle carenze di personale che continuano a rendere difficoltosa l’attività dell’ospedale, costretto sempre di più ad appaltare all’esterno alcune prestazioni come avviene ad esempio con le ecografie che vengono eseguite dalla stessa Cidat la cui attività si svolge al momento in servizio di convenzione con la Asl. Un medico racconta come stanno le cose.

“Oltre a Mazza, anche un altro cardiologo si accinge a lasciare il reparto per andare a lavorare all’ospedale di Viterbo – riferisce – anche la situazione di chirurgia non è facile. Qui c’è già la richiesta di trasferimento ad altra sede da parte di un giovane chirurgo con esperienza, ma anche di un probabile terzo collega. Una dottoressa si è inoltre collocata in aspettativa in attesa di iniziare un nuovo incarico professionale all’ospedale di Perugia – prosegue il professionista – un’altra dottoressa proveniente da Roma ha subìto un incidente, è stata investita da un’auto, ciononostante ha dovuto tornare al lavoro, dicono sia stata vista lavorare con il gesso ma io non ho informazioni certe a riguardo”.

Anche nella diagnostica per immagini le cose non procedono bene. “Molti turni devono essere coperti da colleghi da altre sedi: Perugia, Terni e Foligno altrimenti diagnostiche ecografiche ed risonanza magnetica non sono in grado di funzionare. Al laboratorio analisi la scarsità di tecnici di laboratorio è tale che si rischia il blocco del servizio nel caso in cui ci fossero due malattie contemporaneamente. I tecnici dovrebbero essere quattro o cinque, ma a partire dall’anno scorso sono rimasti in tre. Anche per quanto riguarda i fondi del Pnrr per l’emergenza covid, è cambiato solo il nome dei reparti di medicina ma non c’è stato nessun effettivo cambiamento riguardo la qualità delle cure erogate e dei nuovi posti letto di terapia intensiva”.

Il medico riferisce anche le carenze che si registrano per il servizio per intervenire sugli ictus. Si tratterebbe in realtà di un servizio che esiste solo sulla carta. “Si basa infatti solo su pochi medici e non si hanno tutti gli strumenti necessari secondo quanto prescritto dalle linea guida”.

Elezioni Rsu IperConad Pienate Terni, Filcams Cgil si conferma primo sindacato

All’IperConad Pianeta di Terni, l’ipermercato del centro commerciale Cospea Village, concluse le elezioni per il rinnovo delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie). La Filcams Cgil si è confermata il primo sindacato nella maggiore realtà della grande distribuzione organizzata a Terni ottenendo 69 voti su 116 votanti una percentuale di consensi del 58,9 per cento e tre delegati su sei previsti: Paolo Paparelli, Corinna Panbianco e Sandro Padiglioni.

La Filcams Cgil di Terni ha espresso “grande soddisfazione per il risultato ottenuto alle elezioni per il rinnovo delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) dell’Iperconad di Terni. Questo importante risultato che i lavoratori ci hanno affidato ci riconsegna una grande responsabilità e ci spinge a continuare nell’impegno della difesa dei diritti e dei livelli occupazionali in questa fase delicata del ruolo della grande distribuzione nel territorio provinciale. Un sentito ringraziamento – ha concluso l’organizzazione sindacale – per la fiducia dimostrata e alle candidate e candidati della lista Cgil per la disponibilità dimostrata e per aver contribuito fattivamente al raggiungimento di questo risultato a dimostrazione che la rappresentanza è un valore a cui fare riferimento nei luoghi di lavoro”.