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“Verde Inclusivo”, per creare valore sociale e ambientale

Presentato ad Amelia, nella sede di Comunità Incontro ETS, il progetto “Verde Inclusivo”, iniziativa che punta a creare valore sociale e ambientale attraverso l’inserimento lavorativo di giovani che hanno vissuto situazioni di fragilità.

L’evento di kick-off ha visto la partecipazione di circa 200 persone tra partner di progetto, stakeholder locali e ragazzi delle comunità. Partner dell’iniziativa insieme a Fondazione Snam, Comunità Incontro, Umbra Servizi, Confapi Umbria, Confartigianato Terni e alle imprese del verde del Gruppo Snam coinvolte.

Il progetto “Verde Inclusivo” nasce con l’obiettivo di favorire l’autonomia e l’inclusione sociale di giovani vulnerabili, attraverso un percorso formativo certificato nel settore della manutenzione del verde, integrato da esperienze pratiche e tirocini retribuiti presso le aziende aderenti. Un modello che unisce sostenibilità ambientale, responsabilità sociale d’impresa e sviluppo di competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i contenuti del progetto, il ruolo dei partner coinvolti e le opportunità offerte ai giovani, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con enti promotori e imprese, approfondendo le prospettive occupazionali e formative.

“Progetti come Verde Inclusivo – dichiara l’assessore regionale alle politiche del lavoro Francesco De Rebotti – dimostrano che il lavoro può essere uno strumento fondamentale di inclusione, dignità e riscatto personale. Come Regione Umbria sosteniamo con convinzione percorsi che mettono insieme politiche attive del lavoro, attenzione alle fragilità e sostenibilità ambientale. La collaborazione tra istituzioni, imprese e Terzo settore è la chiave per costruire opportunità concrete e durature, soprattutto per i giovani”.

La Sapienza con ARPA Umbria per monitorare le emissioni nell’area siderurgica di Terni

Il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma collaborerà on ARPA Umbria per il monitoraggio e la mappatura delle emissioni nell’area siderurgica di Terni.

Lo studio scientifico avanzato è incentrato sull’analisi di micro-elementi ed elementi in traccia nel particolato atmosferico (PM10) nonché del suo potenziale ossidativo e si pone l’obiettivo di approfondire la conoscenza sulla qualità dell’aria nella Conca ternana.

Il progetto si focalizza in particolare sulla mappatura spaziale delle sorgenti emissive di nichel e altri metalli pesanti all’interno e all’esterno del polo siderurgico AST. Questa attività, che vedrà impegnati i due enti fino a giugno 2027, è finalizzata a identificare i processi emissivi a maggiore impatto per consentire l’adozione di mirate azioni di mitigazione. I risultati forniranno inoltre il supporto tecnico-scientifico necessario per la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) in linea con gli obiettivi della nuova Direttiva Europea 2024/2881.

L’accordo sarà presentato alla stampa lunedì 19 gennaio alle ore 10.30 alla Sala Convegni Maurizio Santoloci nella sede di Arpa Umbria a Terni.

Interverranno l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca, il direttore di ARPA Umbria Alfonso Morelli, Caterina Austeri dirigente del Dipartimento ARPA Umbria Sud e Lorenzo Massimi, ricercatore del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma e responsabile scientifico dell’accordo.

Parco eolico Phobos, tra Regione e Comune lo scontro politico più forte dell’interesse comune

Scontro tra il Comune di Orvieto e la Regione Umbria anche quando, teoricamente, dovrebbero giocare nella stessa squadra, sulla partita relativa al parco eolico denominato Phobos. Uno scontro politico che, evidentemente, va al di là del merito su una vicenda che vede i due enti contrari al progetto.

Il Comune di Orvieto si è costituito in giudizio nel ricorso promosso da Rwe Renewables Italia srl contro il diniego della Regione Umbria all’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del parco eolico.

“Un atto dovuto ma non formale – commentano il sindaco Roberta Tardani e l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti – perché non intendiamo arretrare di un metro sulla difesa del nostro territorio da progetti altamente impattanti e senza ricadute dirette sullo sviluppo”.

Il Comune bacchetta la Regione

“Ci lascia tuttavia perplessi e preoccupati – proseguono dal Comune – la decisione della Regione Umbria, al momento inspiegabile, di non costituirsi in giudizio nell’udienza di questa mattina al Tar che era invece stata annunciata a mezzo stampa dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca. Il Comune di Orvieto oggi è stato l’unico soggetto istituzionale a costituirsi in giudizio presentando una memoria difensiva, una presenza che di fatto ha costituito un vero e proprio argine poiché in assenza di questo il giudice avrebbe potuto già pronunciarsi anche sul merito della questione. Nella memoria che è stata depositata – proseguono – abbiamo rivendicato il diritto del Comune di Orvieto ad avere un ruolo attivo nell’iter decisionale di un procedimento così importante e complesso. Non possiamo accettare che per una valutazione su un cavillo procedurale si blocchi l’operato di un Comune che rischia così di non avere più voce su quello che accade sul proprio territorio. Sarebbe incostituzionale. Ci auguriamo – concludono – che ora la Regione non ci lasci da soli a portare avanti questa battaglia. È necessario quindi che la giunta regionale metta in campo ogni iniziativa possibile affinché si possa dare forza e legittimità al procedimento amministrativo che ha portato al diniego al progetto in sede di conferenza dei servizi. Il Comune di Orvieto non è pregiudizialmente contrario alle energie rinnovabili, ma rivendichiamo il rispetto delle procedure, del ruolo degli enti locali e soprattutto della compatibilità territoriale dei progetti”.

L’Avvocatura regionale: inutile la sospensiva al Tar

L’avvocatura regionale respinge con forza ogni accusa di disinteresse. “Al contrario di quanto affermato dal Comune di Orvieto in una nota pubblicata sul sito ufficiale – la replica della Regione – la Giunta regionale con la deliberazione n. 1365 del 30 dicembre 2025 ha provveduto formalmente alla costituzione in giudizio dinanzi al TAR Umbria contro il ricorso di RWE Renewables Italia Srl avverso al diniego all’autorizzazione da parte della Regione. Tale decisione è stata assunta ben prima di avere notizia della sentenza del Consiglio di Stato. È necessario chiarire, per interrompere narrazioni distorte, che la sentenza del Consiglio di Stato ha reso superfluo ed inutile il passaggio sulla sospensiva cautelare in sede di TAR. La Regione ha scelto di costituirsi direttamente nel merito della questione, essendo l’unica autorità competente a dare esecuzione a quanto stabilito dal Consiglio di Stato e a difendere l’esito negativo della Conferenza dei servizi. Nessuna controparte, nemmeno il Comune di Orvieto è lasciato da solo. La Regione sta esercitando e continuerà a esercitare i propri diritti e doveri sia in chiave amministrativa procedimentale che in sede di giudizio”.

De Luca: dal centrodestra accuse paradossali

L’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca ribadisce che la Regione Umbria non ha mai abbandonato il campo. Per questo stupisce la posizione del Comune di Orvieto che appare come una mera strumentalizzazione politica priva di fondamento giuridico e amministrativo. “È paradossale che chi oggi grida all’abbandono sia parte di quella stessa area politica che, a livello di Governo nazionale, ha firmato il decreto per dare il via libera all’impianto Phobos nonostante il parere contrario del Ministero della Cultura – sottolinea l’assessore De Luca – ricordiamo alla sindaca Tardani che proprio il provvedimento a firma di Giorgia Meloni del 27 giugno 2023, insieme all’inerzia della giunta Tesei, sia l’origine del problema che il territorio sta affrontando. L’attuale Giunta regionale è stata l’unica istituzione a concludere l’iter autorizzativo con un esito negativo, ponendo un argine concreto alla liberalizzazione selvaggia promossa dal Governo centrale. Perché la sindaca Tardani, oggi molto attiva nel diffondere fake news, allora non intervenne con il Ministro Gilberto Pichetto Fratin e con l’ex assessore del suo stesso partito? Tutelare il territorio e difendere i diritti dei cittadini orvietani, a prescindere dal comportamento di chi li amministra, resta una priorità assoluta dell’attuale Giunta, come dimostra anche la legge regionale n. 7/2025, purtroppo impugnata dal Governo Meloni. La sindaca Tardani eviti dunque di cercare visibilità politica su una questione così complessa e stia tranquilla che la Regione non arretrerà di un millimetro e continuerà a difendere le proprie determinazioni dirigenziali (come la n. 11536 del 4 novembre 2025) che hanno sancito la conclusione negativa del procedimento per l’impianto Phobos” conclude l’assessore De Luca.

Il giudice si è riservato la decisione sulla richiesta di sospensiva cautelare, presentata dalla Rwe Renewables Italia srl, rimandando alla fissazione di una successiva udienza per la trattazione del merito.

Incontri gratuiti per caregivers e familiari di malati di Alzheimer

Undici incontri gratuiti, della durata di due ore l’uno, dedicati soprattutto ai caregiver e ai familiari di malati di Alzheimer. Sono organizzati dal Distretto del Perugino e dall’Unità operativa aziendale Disturbi Cognitivi dell’Usl Umbria1, insieme ad Ama (Associazione malati alzheimer) Umbria.

Si terranno ogni lunedì (dalle ore 16,00 alle 18,00) a partire dal 12 gennaio fino al 23 marzo presso la sede del Centro per la Formazione dell’Usl Umbria 1, situato nell’aula Zaffiro dei padiglioni Neri del parco Santa Margherita di Perugia (via Enrico dal Pozzo).

Il corso è articolato in moduli e l’iscrizione è prevista presso la sede del corso, anche il pomeriggio stesso. L’iniziativa è indirizzata a caregivers, familiari ed operatori dei servizi pubblici e del terzo settore, che lavorano con persone con Alzheimer. È stato organizzato dall’Usl Umbria 1 con un approccio al tema multidisciplinare e multilivello, perché i bisogni delle persone con Alzheimer sono integrati e complessi: sanitari, assistenziali, sociali e psicologici.

Hanno dato la propria disponibilità al corso e alla partecipazione: medici, personale sanitario e sociale dell’Usl Umbria 1, con la presenza dei medici di medicina generale, la preziosa collaborazione della Rete d’Argento per l’invecchiamento attivo, le Farmacie Afas e ad alcune associazioni quali Ama, Ant e Amata. All’ultimo incontro sarà presentato il libro “Dietro il sipario dell’Alzheimer” scritto dalla counselor Francesca Ragni ed è previsto un momento conviviale.

L’Ottocentenario del Transito francescano si apre con la nomina di mons. Accrocca per le diocesi di Assisi e Foligno

Monsignor Felice Accrocca è il nuovo vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e, insieme, vescovo di Foligno, unendo le due sedi in persona episcopi, fino all’insediamento del nuovo vescovo.

La nomina è stata ufficializzata da papa Leone XIV e segue l’apertura delle celebrazioni per l’Ottocentenario francescano che si svolgono proprio ad Assisi in questi giorni. L’annuncio è stato dato direttamente da monsignor Domenico Sorrentino, al termine dell’apertura dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco, in un’atmosfera di grandissima emozione.

Monsignor Accrocca, già arcivescovo di Benevento e docente di storia medievale con un consolidato legame con il mondo francescano, porterà la sua esperienza ecclesiale alle due comunità umbre con l’obiettivo di proseguire nella promozione di percorsi pastorali condivisi.

La presidente della Regione Stefania Proietti ha commentato la nomina e il momento ecclesiale con un messaggio di valore civico e spirituale per il territorio: “Accogliamo con profondo rispetto e gratitudine la nomina del nuovo Vescovo da parte di Papa Leone XIV. La comunicazione ufficiale giunge oggi, nell’apertura dell’ottavo centenario del transito di San Francesco, e segna un passaggio della nostra storia spirituale e comunitaria come regione Umbria, proprio nell’anno francescano della nostra storia, come cittadini e come comunità. Assisi, Foligno e le rispettive Diocesi rappresentano per il mondo luoghi di incontro, dialogo, cura, cultura e fraternità, valori che rispecchiano l’identità più profonda della nostra regione, che nel 2026 sarà il cuore dell’accoglienza d’Italia”.

Proietti ha espresso immensa gratitudine al padre vescovo Domenico Sorrentino che per 20 anni ha guidato “con grandissima fede e straordinaria sapienza la chiesa di Assisi, Nocera umbra, Gualdo Tadino e Foligno”.

Nel dare il benvenuto a nome della regione al padre vescovo Felice Accrocca, Proietti ha detto:; “Ci mettiamo a disposizione sin da ora come Istituzione e comunità umbra affinché il centenario francescano sia occasione di unità, sviluppo, accoglienza, coesione per la nostra intera Umbria”.

La gioia dei frati del Sacro Convento

Il custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, appresa la notizia, ha espresso la gioia per la nomina di monsignor Accrocca e la gratitudine a Monsignor Sorrentino per quanto svolto durante il suo ministero pastorale.

“La scelta di papa Leone – ha detto – mi riempie di gioia. Mons. Felice Accrocca è universalmente riconosciuto per la sua straordinaria competenza su san Francesco e sulla storia delle origini del francescanesimo. A ciò si aggiungono la sua umanità e la passione per la vita pastorale e l’evangelizzazione, qualità che abbiamo avuto modo di apprezzare in numerosi incontri qui ad Assisi. L’ultimo di questi, giovedì scorso, lo ha visto parlare a noi superiori francescani d’Italia, offrendoci ancora una volta un segno tangibile del suo impegno e della sua visione”.

“Ritengo – ha aggiunto – che questa sia la scelta più appropriata per il tempo presente, in cui celebriamo l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma anche per gli anni a venire. La figura e il messaggio di san Francesco d’Assisi, grazie a questa guida, potranno continuare a portare frutti di fede in una società che ha urgente bisogno di riscoprire il Signore Gesù, di ritrovare la fraternità in un mondo sempre più individualista e di abbracciare quella piccolezza evangelica che rappresenta l’antidoto alla brama di potere dell’uomo contemporaneo”.

“In questo momento, non posso che esprimere la mia gratitudine a Mons. Domenico Sorrentino, che conclude il suo ventennale mandato come Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Il suo instancabile impegno a favore di questa Chiesa, così ricca di santità, e la cura con cui ha coltivato le relazioni con noi frati, sostenendo la nostra variegata attività in Basilica – ha concluso – meritano il nostro più sincero ringraziamento”.

La nota della CEI dell’Umbria

“I vescovi dell’Umbria – si legge in una nota della CEI dell’Umbria – accolgono fraternamente mons. Felice Accrocca nominato vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno. La sua esperienza pastorale e la sua conoscenza appassionata e approfondita di S. Francesco costituiscono un prezioso contributo al cammino delle nostre Chiese sulla via del Vangelo. A mons. Domenico Sorrentino, amico fedele nel pellegrinaggio di questi anni, l’ammirazione e la gratitudine per la dedizione appassionata nell’annuncio del Vangelo e nel servizio episcopale al popolo di Dio e alle Chiese a lui affidate”.

Nuovo ospedale di Terni: le 5 ipotesi con costi e tempi

Presentato in Terza Commissione regionale lo “Studio per le Aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale di Terni”, predisposto dalla società Binini Partners. In una seduta a cui hanno partecipato la presidente della Giunta, Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, la direttrice
regionale “Salute e Welfare” Donatella Donetti, il direttore della Azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari, gli ingegneri dello studio Binini.

L’audizione è stata convocata su richiesta del consigliere Eleonora Pace (FdI) per “verificare aspetti rilevanti sulla nuova struttura, valutando approfonditamente costi e tempistiche per la sua
realizzazione”.

Il presidente della Commissione, Luca Simonetti, ha annunciato che la seduta è “solo la prima di una serie di incontri e approfondimenti, che verranno svolti anche a Terni, per condividere le ipotesi progettuali e raccogliere le indicazioni di cittadini, amministratori e portatori di interessi”.

Lo studio

Lo studio, in sintesi, individua le criticità della struttura esistente, delinea cinque ipotesi localizzative per la nuova, stima entità economica e tempistiche per la realizzazione del nuovo ospedale. L’analisi dei siti ha tenuto in considerazione le zone esondabili e quelle a rischio frana, gli indicatori sull’inquinamento acustico e sulla qualità dell’aria, i tempi di percorrenza e l’accessibilità stradale, il paesaggio circostante.

Le criticità del vecchio ospedale

L’attuale struttura ospedaliera può contare su circa 600 posti letto accreditati, 14 sale operatorie, un elevato numero di ambulatori e studi medici, distribuiti su una superficie complessiva di circa 80mila mq. Essa mostra alcune criticità significative, tra cui: gli spogliatoi centralizzati che non rispondono alle esigenze organizzative moderne in termini di sicurezza e igiene; la mancanza di un collegamento diretto tra l’ospedale e la camera mortuaria; la scarsità di depositi; l’assenza di spazi sufficienti per garantire gli standard minimi di superficie richiesti per posto letto.

Le caratteristiche del nuovo ospedale

Alla luce delle criticità individuate, viene ipotizzata una struttura da 600 posti letto per una superficie complessiva compresa tra 110 e 120mila mq, dotata di almeno 1.200 posti auto, tra parcheggi pubblici, parcheggi dedicati ai dipendenti e aree riservate ai mezzi di emergenza e ai servizi logistici.

Cinque le ipotesi.

“Gabelletta”. Ampia, ma caratterizzata da un forte dislivello, la proposta progettuale adotta una tipologia di ospedale verticale, sfruttando proprio la pendenza naturale del terreno.

“Campitello”. Particolarmente favorevole per la sua conformazione prevalentemente pianeggiante, che permetterebbe di sviluppare l’ospedale secondo un modello orizzontale.

“Stazione”. La morfologia articolata e con specifiche condizioni geologiche ha suggerito lo sviluppo di quattro proposte progettuali, quattro varianti dello stesso concetto di ospedale verticale.

“Maratta”. Zona ampia e pianeggiante che consente lo sviluppo di un ospedale orizzontale, con due possibili versioni.

“Colle Obito”. Probabilmente la più complessa e articolata. Il nuovo edificio deve essere inserito all’interno di un tessuto urbano già consolidato e caratterizzato da una viabilità particolarmente
articolata.

L’attuale polo sanitario

La nuova struttura deve inoltre dialogare con l’attuale polo sanitario, con l’università e con un insieme di elementi urbani eterogenei, mantenendo un equilibrio funzionale e visivo. A ciò si aggiungono le condizioni geomorfologiche dell’area, che presentano differenze di quota ridotte ma comunque significative e da non sottovalutare nella progettazione.

Stima dei costi

Alcune aree dovrebbero essere acquisite/espropriate poiché non di proprietà pubblica. Il costante aumento dei prezzi e la necessità di affiancare alla realizzazione dell’ospedale adeguate opere di inserimento ambientale, portano il costo stimato a circa 4.350 €/mq. Con un investimento totale, per una superficie costruita di circa 115mila mq, di circa 500 milioni (comprensivi di arredi e tecnologie). A cui andrebbero aggiunti 50 milioni per eventuali parcheggi pluripiano.

La stima aumenta, in considerazione delle difficoltà presenti, per tre aree che necessitano di maggiori
attenzioni nelle fasi realizzative: 630 milioni per Gabelletta; 715 milioni per Stazione; 770 milioni per Colle Obito, dove si dovrebbe anche intervenire per stralci essendo un’area già edificata.

Obiettivi temporali

La bozza di crono-programma definisce gli obiettivi temporali per la realizzazione del nuovo ospedale. Le fasi principali dell’iter riguardano: programmazione, ricerca e ottenimento dei finanziamenti, acquisizione delle aree, progettazione, ottenimento delle autorizzazioni e procedure di appalto. Per poi passare alla realizzazione dell’opera. La stima dei tempi minimi necessari si attesta su 7 anni per le aree di Gabelletta, Campitello e Maratta, che salgono a 8 per Stazione e a 9 anni per Colle Obito, che necessiterebbe di maggiori tempi iniziali di installazione rispetto agli interventi in area libera.

Feste di fine anno, il maltempo non condiziona i cammini dell’orvietano

Il maltempo non condiziona i cammini dell’orvietano. Oltre 250 escursionisti hanno percorso i cammini dell’Intrepido Larth e del Miracolo del Corpus Domini dalla vigilia di Natale fino all’Epifania.

La persistenza del tempo avverso, appunto, non ha affatto scoraggiato i camminatori, molti dei quali si sono messi in viaggio anche sotto la pioggia con spirito di avventura e buoni equipaggiamenti. “Ci sono tantissime richieste per i primi mesi dell’anno – anticipano i promotori dei cammini – stiamo lavorando per fare in modo che, dalle duemila e passa presenze del 2025, si possa arrivare a tremila nell’anno che è appena iniziato e le premesse sono più che favorevoli

Per incentivare le presenze, destagionalizzare il turismo orvietano e per incrementare l’indice di permanenza, sta intanto per essere messa sul mercato turistico nazionale ed estero una nuova ed importante iniziativa. “Tra poche settimane – aggiungono – presenteremo alla città un ambizioso progetto che si propone di far rimanere per molti giorni sul nostro territorio i turisti. Uno dei fulcri di questa iniziativa è fondata su otto escursioni di trekking che sono state selezionate tra quelle esistenti nell’orvietano e che si svolgeranno nei luoghi più suggestivi. Non si tratta di percorsi destinati ai professionisti del trekking, ma a tutti coloro che amano trascorrere del tempo in mezzo alla natura attraversando e conoscendo luoghi di particolare pregio.  I tragitti sono accomunati dal fatto di poter essere tutti percorsi in mezza giornata. Abbiamo infatti creato una innovativa proposta turistica per trascorrere almeno una settimana in questi luoghi, dedicando metà giornata alla scoperta della natura con appassionanti escursioni e l’altra metà a conoscere Orvieto, i suoi borghi e l’enorme patrimonio culturale e artistico che viene ingiustamente ignorato da quel turismo mordi e fuggi e stagionale che rimane ancor oggi il maggior limite nella nostra offerta turistica“.

Protagoniste del piano di marketing saranno le aziende dal momento che l’intera iniziativa è stata promossa da privati e si rivolge agli imprenditori.

Progetto eolico Phobos, la Regione Umbria si è costituita in giudizio

Progetto eolico Phobos, la Regione Umbria si è costituita in giudizio. “Se oggi siamo costretti a costituirci in giudizio – spiega in una nota l’assessore Thomas De Luca – è perché la Regione Umbria nel 2025 ha concluso l’iter autorizzativo con un esito negativo, a differenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri che con la deliberazione del 27 giugno 2023 ha dato esito positivo. Decreto, a firma di Giorgia Meloni, che ha visto l’unanimità del Governo nonostante il parere contrario del Ministero della Cultura. Una scelta pienamente discrezionale del Governo a favore di questo impianto che non abbiamo condiviso e che non condividiamo”.

Il Progetto Phobos

Il Progetto Phobos prevede un impianto eolico di sette aerogeneratori da 6 MW ciascuno per una potenza complessiva di 42 MW nei comuni di Castel Giorgio e Orvieto. Con la DGR n. 1367 del 30 dicembre 2025, ben prima di avere notizia della Sentenza del Consiglio di Stato, la Regione Umbria si è costituita in giudizio sul ricorso della società proponente avverso al diniego all’autorizzazione da parte della Regione.

L’appello ai parlamentari di centrodestra

“Il mio – prosegue De Luca – è un appello a tutti i parlamentari umbri della maggioranza di Governo, a partire dai sen. Franco Zaffini e Antonio Guidi, in quanto il decreto Transizione 5.0 approderà prima al Senato, ma successivamente agli on. Raffaele Nevi, Catia Polidori, Emanuele Prisco e Virginio Caparvi ad accogliere le proposte emendative avanzate in sede di Conferenza Stato-Regioni. In particolare l’emendamento 20 che prevede il ripristino delle aree non idonee – prosegue l’assessore De Luca – senza queste modifiche quello che è successo a Castel Giorgio accadrà ovunque in Umbria. Le scelte miopi del Governo trasformeranno radicalmente il paesaggio orvietano ed umbro. Anche con un esito negativo dell’autorizzazione regionale, con una VIA nazionale favorevole l’esito viene sistematicamente ribaltato vanificando qualsiasi tutela territoriale”.

L’impugnazione della legge regionale n. 7/2025

Questa situazione si inserisce nel quadro di riferimento dell’impugnazione da parte del Governo della legge regionale n. 7/2025. “La nostra legge regionale è nata per governare il territorio, escludendo tutte le visuali identitarie dell’Umbria, Orvieto e la sua rupe in primis, dall’installazione di impianti industriali, come pale eoliche alte 250 metri. Il Governo Meloni ha impugnato la nostra legge perché secondo loro non dovremmo farlo. La liberalizzazione selvaggia – conclude l’assessore De Luca – favorisce esclusivamente interessi estranei a quelli nazionali e del territorio umbro, danneggiando per sempre l’identità paesaggistica dell’Umbria. Inutile riconoscere la cucina italiana come patrimonio UNESCO, per poi cancellarne i luoghi dove i suoi alimenti d’eccellenza vengono prodotti”.

“Sguardo in Camera”, a Terni tre giovedì gratis al cinema per storie di impresa e lavoro

Dopo le proiezioni al PostModernissimo, allo Zenith e al Méliès di Perugia, Sguardo in Camera – Impresa e Lavoro, storie e visioni per il futuro in 12 film approda al Cinema Politeama Lucioli di Terni. Il progetto cinematografico ideato, promosso e finanziato dalla Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito delle celebrazioni per i 190 anni dalla nascita dell’Ente, prosegue così il suo percorso regionale con tre giovedì di cinema d’autore a ingresso completamente libero.

Una nuova tappa che conferma la vocazione della rassegna: portare il racconto dell’impresa, del lavoro e delle trasformazioni sociali fuori dai luoghi istituzionali, affidandolo allo sguardo del grande cinema, capace di parlare a pubblici diversi e di stimolare riflessioni condivise.

Cinema Politeama Lucioli – Terni

Giovedì 8 gennaio, ore 21:30
Madame Clicquotdi Thomas Napper

Film biografico poetico e ribelle dedicato a Barbe‑Nicole Ponsardin Clicquot, pioniera assoluta dell’imprenditoria femminile. Nella Francia napoleonica, quando era addirittura illegale che una donna gestisse un’attività di famiglia, Barbe‑Nicole – 27 anni, determinata e insofferente ai divieti – sceglie di sfidare tutto per portare avanti la vigna e la produzione di champagne del marito scomparso.
Una storia di coraggio, intrighi, ostacoli e ferite che parla ancora oggi a chiunque creda nella libertà di scegliere la propria strada.

La proiezione sarà accompagnata da un breve talk con:

• Maria Rita Fedrizzi, storica del cinema
• Giuliana Piandoro, Vice Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria
Un dialogo tra cinema e realtà per ampliare lo sguardo del pubblico.

Giovedì 22 gennaio, ore 21:30
Un altro mondodi Stéphan Brizé

Un film asciutto e potente che mette al centro il lavoro come terreno di conflitto etico e umano. Brizé racconta l’impatto brutale delle logiche economiche globali sulle vite delle persone, seguendo il percorso di un manager chiamato a prendere decisioni che mettono in crisi la sua coscienza. Un’opera rigorosa e necessaria, che interroga il senso di responsabilità individuale all’interno dei meccanismi dell’impresa contemporanea.

Giovedì 29 gennaio, ore 21:30
Lady Henderson presenta, di Stephen Frears

Una commedia elegante e irriverente ambientata nella Londra degli anni Trenta. La storia di una donna fuori dagli schemi che, rimasta vedova, decide di investire il proprio patrimonio in un teatro, sfidando convenzioni sociali e morali. Dietro il tono brillante, il film celebra l’audacia imprenditoriale, la libertà creativa e il coraggio di innovare anche quando il contesto sembra ostile.

Ingresso gratuito

Le proiezioni al Cinema Politeama Lucioli confermano l’impegno della Camera di Commercio dell’Umbria nel promuovere occasioni culturali accessibili, capaci di stimolare un confronto aperto sui temi del lavoro, dell’impresa e delle trasformazioni sociali.
Con la tappa di Terni, Sguardo in Camera rafforza il suo carattere regionale e la sua ambizione: usare il cinema come strumento di lettura del presente e come spazio condiviso di pensiero sul futuro.

Via i vecchi treni diesel, sull’ex FCU ci sono i Minuetto elettrici

Addio al vecchio treno diesel sulla linea regionale Perugia Sant’Anna – Città di Castello (ex Fcu). Avviato oggi il servizio ferroviario elettrico sulla storica linea IFRU, che prevede l’entrata in esercizio di nove elettrotreni Minuetto, al posto delle automotrici diesel, e il passaggio alla trazione elettrica sull’intera linea.

I treni elettrici

Dei nove elettrotreni Minuetto entrati in servizio, quattro sono di proprietà dell’Agenzia regionale Umbria TPL e Mobilità e sono concessi in comodato d’uso a Trenitalia, mentre cinque appartengono a Trenitalia, Gruppo FS. I quattro convogli di proprietà dell’Agenzia regionale sono stati sottoposti a manutenzione straordinaria presso le Officine Trenitalia di Foligno, con il completo rifacimento della livrea: tre treni hanno la livrea verde del Regionale Trenitalia, mentre un convoglio ha una livrea dedicata alla promozione turistica dell’Umbria, con immagini del territorio realizzate dai fotografi Marco Giugliarelli e Pierpaolo Metelli. L’intervento è stato finanziato dalla Regione con fondi FSC Sviluppo e Coesione 2017–2021 per un importo di circa 9 milioni e mezzo di euro.

Gli elettrotreni Minuetto, appartenenti alla famiglia Coradia di Alstom e disegnati da Giugiaro, dispongono di 142 posti a sedere, fino a 345 posti complessivi, spazi per biciclette, postazioni per persone a mobilità ridotta, toilette accessibile, prese elettriche, display informativi e sistemi di videosorveglianza. La velocità massima è di 160 chilometri orari.
L’avvio del servizio con i Minuetto rientra nel Contratto di Servizio Trenitalia Umbria 2018–2032, che prevede il rinnovo dell’85% della flotta entro il 2027. Dopo la consegna di un ETR104 a fine 2024, nel primo semestre del 2026 sono previsti nuovi elettrotreni ETR108, capaci di raggiungere i 200 chilometri orari, dodici dei quali destinati all’Umbria.

Le dichiarazioni

“Questo treno brandizzato Umbria – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – rappresenta un paradigma di innovazione che unisce più livelli di intervento. Non è soltanto uno strumento di promozione e celebrazione del territorio regionale, dalle aree naturalistiche come Piediluco e il Trasimeno fino ai luoghi simbolo della cultura e della spiritualità umbra come la Basilica di San Francesco, ma è anche un segno concreto di attenzione alla sostenibilità ambientale e all’universalità dell’accesso al trasporto pubblico. L’investimento sul ferro – sul quale la nostra amministrazione vuole puntare – va nella direzione di un sistema di mobilità sempre più orientato a mezzi sostenibili, moderni e accessibili, con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio e rendere il trasporto pubblico una scelta sempre più conveniente per cittadini e visitatori, anche attraverso una progressiva riduzione delle tariffe”.

“Oggi non mettiamo semplicemente in servizio nuovi treni, ma compiamo un passo concreto verso un modello di mobilità più moderno, sostenibile e vicino alle esigenze quotidiane dei cittadini umbri – ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti – L’elettrificazione della linea e l’arrivo dei Minuetto significano maggiore qualità del servizio, più comfort per pendolari e studenti e un’attenzione reale all’ambiente e al turismo”.

“Con l’arrivo dei nove Minuetto abbassiamo l’età media della flotta regionale in Umbria, garantendo treni più moderni e sostenibili. È il risultato di investimenti nell’evoluzione tecnologica e nelle attività manutentive, che consentono di migliorare la qualità del servizio”, ha spiegato Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Trenitalia.

Gli orari

Le informazioni sui servizi ferroviari e sugli orari sono disponibili sul sito e sull’app Trenitalia, oltre che presso le biglietterie, le emettitrici self-service e i desk di assistenza clienti. Nei giorni festivi il servizio è potenziato con due corse aggiuntive al mattino, per un totale di tredici collegamenti. Alcune rimodulazioni temporanee prevedono il cambio a Perugia Ponte San Giovanni e saranno superate nei prossimi mesi.