Skip to main content

Iniziata l’edizione 2026 di Expo Casa

Si è aperta a Umbrifiere l’edizione 2026 di Expo Casa, in programma fino all’8 marzo, appuntamento di riferimento per il mondo dell’abitare nel Centro Italia.

Tra le novità di questa edizione anche un’installazione speciale firmata dal collettivo creativo Lighthouse, realtà giovane e interamente umbra, che ha realizzato per Expo Casa un progetto immersivo dedicato all’evoluzione dell’abitare.

“Siamo emozionati e pronti ad aprire le porte di questa nuova edizione”, ha dichiarato il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni. “Da quarantadue anni Expo Casa rappresenta un valore aggiunto per l’economia del territorio. Molte aziende espositrici raccolgono in questi giorni contatti e ordini che sostengono la loro attività per tutto l’anno. È una manifestazione che genera lavoro e opportunità concrete. Accanto alla qualità dell’offerta, abbiamo voluto inserire anche elementi capaci di sorprendere. Penso ad esempio all’installazione curata da Lighthouse, ragazzi del territorio che hanno realizzato per noi un progetto speciale. Non anticipo altro, perché è qualcosa che va scoperto dal vivo. Invito tutti a venire in fiera fin dal primo giorno”.

Nei padiglioni presenti centinaia di stand con oltre 5.000 proposte dedicate alla casa: arredamento, soluzioni per la ristrutturazione, impiantistica, efficienza energetica e tecnologie innovative. Un’offerta ampia che consente ai visitatori di confrontare idee, raccogliere informazioni e orientarsi tra le diverse possibilità disponibili sul mercato. Accanto all’area espositiva, un ricco programma di incontri e approfondimenti accompagnerà il pubblico per tutta la durata della manifestazione, affrontando temi legati alla sostenibilità, alla progettazione e all’evoluzione degli spazi domestici.

Sabato 28 febbraio alle ore 17.30 debutterà in Area Eventi anche il nuovo format “Il sapore dell’abitare”. Ad aprire il calendario sarà il cooking show di Silvia Baracchi, chef del ristorante Il Falconiere, una stella Michelin, interprete di una cucina che unisce territorio e visione contemporanea. Non si tratta di un semplice appuntamento gastronomico, ma dell’avvio di un percorso che mette al centro la cucina come spazio identitario della casa, luogo di relazione e racconto. Con “Il sapore dell’abitare” Expo Casa amplia il proprio sguardo e intreccia design, convivialità e cultura del vivere quotidiano, inaugurando una serie di incontri che porteranno in fiera alcuni dei protagonisti più seguiti del panorama culinario italiano.

Gemellaggio di fede tra Cascia e Chicago | Il programma

Gemellaggio di fede 2026 tra le città di Cascia e di Chicago, in programma dal 13 al 19 marzo. L’iniziativa, promossa dal Comune di Cascia e dalle comunità agostiniane, rinnova una tradizione che, sin dal 1958, unisce la città di Santa Rita da Cascia a una comunità internazionale nel segno della fede condivisa, del dialogo spirituale e delle relazioni tra popoli. L’edizione 2026 assume un significato particolarmente rilevante in quanto dedicata al forte legame di amicizia tra Cascia e il Santo Padre: il prossimo 20 maggio, infatti, dopo l’accensione a Chicago, la Fiaccola farà tappa in Vaticano, dove sarà ricevuta da Papa Leone XIV prima di giungere definitivamente a Cascia.

Il gemellaggio si configura come un percorso strutturato di cooperazione culturale, religiosa e istituzionale. Tra le finalità evidenziate: il rafforzamento degli scambi internazionali, la promozione del turismo religioso e la diffusione nel mondo del messaggio ritiano di pace e perdono. Elemento centrale dell’iniziativa è l’accensione della Fiaccola della pace e del perdono, gesto fondativo del gemellaggio che incarna i valori di riconciliazione e fraternità propri della spiritualità ritiana.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco di Cascia, Mario De Carolis, il rettore della Basilica di Santa Rita, padre Giustino Casciano, e il giornalista e divulgatore Roberto Giacobbo. Il sindaco Mario De Carolis ha sottolineato: “Dal 1958 a oggi, grazie al gemellaggio, in tutto il mondo abbiamo avuto un’accoglienza importantissima. L’edizione 2026 è dedicata al legame tra Cascia e il Santo Padre e rafforza ulteriormente questa vocazione universale del gemellaggio. Abbiamo avuto numeri importantissimi di presenze negli ultimi tre anni, quasi 2 milioni di visitatori con più di 250mila persone che hanno soggiornato nelle nostre strutture, e noi di tutto questo non possiamo che ringraziare l’elezione del Papa che da sempre è stato legato alla figura della nostra Santa Rita”.

Il rettore padre Giustino Casciano ha evidenziato: “Santa Rita è stata una donna incredibile: sposa e madre capace di aiutare le famiglie. È nel cuore di tantissime persone dentro e fuori il mondo cattolico. Il nostro Gemellaggio serve a valorizzare sempre la figura di Santa Rita nel mondo. Vogliamo portare la Fiaccola della pace e del perdono dove il Papa è nato e cresciuto e poi la porteremo al Santo Padre in Vaticano”.

Anche il giornalista Roberto Giacobbo è intervenuto alla conferenza: “Io mi occuperò di raccontare il viaggio della Fiaccola da Chicago a Roma e fino a Cascia. Mi piace raccontare le buone notizie e non è mai facile, quando abbiamo girato Freedom a Cascia è stato tutto magico, abbiamo raccontato Santa Rita con il rispetto e la passione, una donna così attuale: la donna più venerata e più seguita al mondo, seconda solo a Maria di Nazareth. Faremo un documentario che chiunque lo vorrà distribuire, sarà libero per tutti”.

“Sono legatissima a Cascia e a Santa Rita – ha detto la presidente Proietti –. Il gemellaggio con Chicago è un ulteriore legame tra il Papa e Cascia. Questo legame speciale ci dà tanta ricchezza, soprattutto spirituale. Questa comunità che lavora per l’accoglienza turistica è importantissima. Il gemellaggio con Chicago è un lavoro che ci porterà sempre più turisti in Umbria. Il vostro è un servizio che Cascia fa all’Umbria e per questo l’Umbria vi ringrazia doppiamente”.

Il Gemellaggio 2026 conferma così la vocazione internazionale di Cascia che, attraverso la propria storia e la figura di Santa Rita, continua a costruire ponti di dialogo e fraternità tra comunità e nazioni. Importante oggi, come all’epoca di Santa Rita, trovandoci in un periodo storico fortemente segnato da tensioni, violenze e guerre. Fu proprio Papa Leone, sulla cui figura è incentrato il Gemellaggio 2026 a invitare, all’inizio del suo pontificato, la comunità cristiana di tutto il mondo a “costruire ponti di fraternità universale”.

Il programma del Gemellaggio 2026

In occasione del Gemellaggio di fede tra Cascia e Chicago, la delegazione istituzionale sarà impegnata, dal 13 al 19 marzo 2026, in un programma ufficiale fortemente incentrato sui momenti istituzionali, religiosi, culturali e che rappresentano il cuore dell’iniziativa. La partenza è prevista per venerdì 13 marzo da Cascia. Il primo giorno sarà centrale l’accensione della Fiaccola della pace e del perdono e l’incontro con la Comunità Agostiniana: realtà spirituale di riferimento che custodisce e diffonde il messaggio ritiano nel contesto americano.

L’accensione della Fiaccola il primo giorno è anche l’occasione per poi avviare un concreto cammino condiviso tra le due comunità: il simbolo del gemellaggio, infatti, attraverserà poi Chicago per incontrare i luoghi e le persone legati alla figura di Papa Leone XIV. Dall’Università Cattolica di Teologia dove il Santo Padre ha compiuto i suoi studi, alla visita a Dalton, città natale del Pontefice, con un momento istituzionale nei luoghi della sua infanzia e presso la sua casa di origine.

La delegazione e la fiaccola, inoltre verranno accolte anche presso il Palazzo del governo della città di Chicago. In quella sede si terrà lo scambio di saluti istituzionali e il consolidamento formale del gemellaggio, sancendo pubblicamente il legame tra le due comunità.

La Fiaccola, accesa a Chicago, proseguirà poi il suo cammino fino al Vaticano. Il 20 maggio 2026 sarà infatti da Papa Leone XIV, prima di fare ritorno a Cascia per le celebrazioni ritiane del 22 maggio, Solennità di Santa Rita, completando così un percorso che unisce idealmente America, Roma e la città di Santa Rita in un unico segno di pace, perdono e fraternità tra i popoli.

Ferrovie a Perugia, i sindacati preoccupati chiedono un incontro con Istituzioni e Rfi

Esprimono “profonda preoccupazione e netta contrarietà” i sindacati Filt Cgil e la Uilt Umbria in merito alle recenti indiscrezioni che danno per certo un drastico depotenziamento del settore tecnico, organizzativo e manutentivo delle infrastrutture ferroviarie nel capoluogo di regione.

“Una decisione di Rfi che, se confermata, rappresenterebbe un inedito passo indietro rispetto agli impegni presi e alla funzionalità stessa del sistema di gestione del comparto manutentivo ferroviario regionale” scrivono i sindacati. Per i quali questa scelta sarebbe inefficiente e tradirebbe gli accordi del 10 gennaio 2024, anche riguardo il contratto di lavoro sulla parte della soglia anagrafica di trasferibilità del personale. Oltre che dell’accordo del 2019 siglato con Rfi per la riapertura della linea ex Fcu (Sansepolcro-Terni via Perugia/Todi), con il quale venne stabilito un principio di equilibrio strategico: l’istituzione a Perugia di tre unità manutentive specialistiche di Rfi che oggi contano complessivamente circa 40 dipendenti tra quadri e impiegati, fatta esclusione degli operai. “Tale assetto – ricordano i sindacati – riconosceva la centralità geografica e operativa del capoluogo di Regione rispetto all’asse ferroviario, garantendo un bilanciamento fondamentale con le tre unità già presenti a Foligno”.

Secondo Filt Cgil e Uil Trasporti, si andrebbe incontro ad un danno tecnico e occupazionale e “saremmo di fronte a un paradosso, perché da un lato si parla di investimenti sulla linea, dall’altro si procederebbe ad un depotenziamento logistico. Oggi, la scelta di smantellare i presidi perugini per accentrare le attività a Foligno appare del tutto priva di logica tecnica e operativa. Questa manovra comporterebbe una perdita di centralità strategica: Perugia verrebbe privata del suo ruolo di hub dirigenziale e manutentivo proprio mentre la rete si espande. Allontanare tutto l’apparato organizzativo dalle squadre di manutenzione dai tratti di competenza aumenta i tempi di intervento e i costi logistici in maniera davvero importante”.

A questo si aggiungerebbe un disagio per i lavoratori. “Decine di maestranze verrebbero costrette a una mobilità forzata verso Foligno – affermano le sigle sindacali – per ogni banale esigenza, ignorando le professionalità consolidate nel territorio del capoluogo. Non possiamo accettare che, a fronte della prossima riapertura integrale della linea, si decida di decentrare apparati che già operano con efficacia a Perugia. Ribadiamo, è un paradosso: si investe sulle infrastrutture ma si smantella la capillarità di presenziamento necessaria a mantenerle sempre più efficienti. La nostra posizione è di totale indisponibilità a trattare su un progetto che svuota Perugia di competenze e funzioni essenziali e che diversamente dovrebbe iniziare ad intravedere sviluppo anche per Terni, in quanto nodo ancora più strategico con la riapertura della ex Fcu. La Filt Cgil Umbria chiede un confronto immediato con i vertici di Rfi, con le istituzioni regionali e quelle comunali di Perugia, perché si fermi un piano che rischia di indebolire il futuro ferroviario del cuore verde d’Italia”.

Muore investita da una betoniera nel cantiere di casa

Indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Spoleto sulla morte di una donna, investita da una betoniera nella sua proprietà a Pantalla di Todi.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo da cantiere stava lavorando nel terreno per la realizzazione di una piscina. Il conducente non si è accorto che la donna, anziana e con problemi di deambulazione, si era spostata dietro al mezzo, investendola.

Inutili i soccorsi del personale del 118 e dei vigili del fuoco. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri della Compagnia di Todi.

Parlare in pubblico, da “DO” e “Estroversi” il corso con l’attore Gianluca Foresi

Imparare a parlare in pubblico con sicurezza e senza ansie. Al via un corso targato Destinazione Orvieto e l’associazione Estroversi con l’attore Gianluca Foresi.
Ogni volta che devi parlare davanti a più persone l’ansia e la paura prendono il sopravvento? Ti dimentichi il discorso che avevi preparato, la voce non esce, la salivazione è azzerata e vorresti fuggire il prima possibile? Saper parlare in pubblico è un’arte e non occorre essere un professionista dello spettacolo o della formazione per padroneggiarla, eppure in diversi ambiti lavorativi è fondamentale: sentirsi a proprio agio e non intimiditi da un uditorio più o meno numeroso, o perfino da una sola persona, può fare la differenza nella percezione di sé e degli altri. Dietro una cattedra, in un meeting aziendale o semplicemente a colloquio con un cliente non tutti hanno l’abilità innata di catturare e mantenere l’attenzione di chi ascolta.

Acquisire una volta per tutte la padronanza e della scioltezza del parlare in pubblico significa sentirsi più sicuri di sé, ma anche migliorare le proprie perfomance professionali. Si tratta di un miglioramento personale che ora Destinazione Orvieto offre a tutti coloro che sono interessati a questo percorso di crescita professionale grazie ad una speciale convenzione attivata con l’associazione culturale “Estroversi” e l’attore e formatore Gianluca Foresi, artista poliedrico ed uno dei professionisti più importanti a livello nazionale nel settore delle rievocazioni storiche. Il corso si svolge nel corso del fine settimana.

Tutti coloro che chiederanno di aderire mostrando lo speciale coupon che potrà essere scaricato sul portale di Destinazione Orvieto a partire da martedì 24 febbraio, avranno un costo di partecipazione pari 100 invece dei 150. Allo stesso tempo, per chi proviene da fuori ed intende dormire in zona, sono previste convenzioni con strutture che aderiscono al circuito Destinazione Orvieto. Il workshop “Parlare in pubblico” è stato pensato proprio per affrontare con tranquillità qualsiasi situazione: elementi base, teorici e pratici, per esprimersi consapevolmente, dall’ambiente lavorativo a quello familiare fino alle più varie forme di interazione, per essere sempre se stessi in ogni situazione e far sentire la propria voce.

IL PROGRAMMA

Sabato pomeriggio: La teoria in p
ratica
Dalle 15:30 alle 18:30
Incontro e presentazione dei partecipanti;
Warm up (esercizi di respirazione, emissione vocale, trovare la propria voce e la propria gestualità: io sono la mia voce)
Alla conquista dello spazio, il corpo come presenza; pubblico e presentatore un corpo unico; respirare con il pubblico; presentare, presentire. I linguaggi: verbale, paraverbale e non-verbale. Il corpo.
Ore 17:00 Coffee break.
La pausa: pausa breve, pausa lunga, pausa eterna; sospensione, silenzi; i tempi, i ritmi; orchestrazioni: il
presentatore come direttore d’orchestra.
Il testo e il contesto. Il programma e il fuori programma. Il previsto e l’imprevisto. L’incidente, il guasto tecnico, i giochi, gli aneddoti. Il bagaglio. L’improvvisazione.
Domenica mattina: La Pratica della Teoria
Dalle 9:30 alle 12:30
La comunicazione. La voce. Mollare le zavorre: ovvero, non pensare. L’errore voluto. Sapersi orientare. I riferimenti. L’importanza del canovaccio. Vocabolario.
Ore 11:00 Coffe break
Il discorso. Preparazione, prove tecniche, riscaldamento. A voce nuda, con microfono.
In scena. Io mi presento, io presento.
Per informazioni e contatti: assestroversi@gmail.com 3207513785

Gianluca Foresi

Attore e regista, da più di 20 anni si esibisce all’interno delle maggiori rievocazioni storiche italiane. Ispirandosi alla tradizione medievale dello joculator latino e del jongleur francese, ha reinventato il personaggio del giullare in chiave moderna: il “Giullar Cortese”. Con questo personaggio ha preso parte alla più importanti rievocazioni storiche italiane. Inoltre ha partecipato a due edizioni del “Todi Arte Festival” la prestigiosa rassegna di teatro e arti sceniche diretta da Maurizio Costanzo. Come attore comico ha partecipato a molte trasmissioni su tutto il territorio nazionale alla serie “RideRai”, per la regia di Giancarlo Nicotra in onda su Rai Uno. Inoltre ha preso parte alla trasmissione condotta da Luca Barbareschi Barbareschi Sciock su La7.

Home

Nel primo giorno dell’ostensione in 18mila hanno venerato le spoglie di San Francesco

Sono circa 18.000 persone entrate nella chiesa inferiore della Basilica per rendere omaggio a San Francesco e venerare le sue ossa, in ostensione sino al 22 marzo nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco in Assisi.

Oggi, domenica, nella prima giornata, fin dalle prime ore dell’alba, i pellegrini si sono messi in coda per la venerazione delle reliquie.

La prima pellegrina, proveniente da Modena, è entrata in chiesa alle ore 7.00 di questa mattina, segnando simbolicamente l’inizio di una giornata intensa e profondamente partecipata.
Le temperature primaverili e il clima di rispetto, raccoglimento e collaborazione, hanno fatto sì che i fedeli, con pazienza e devozione, abbiano atteso il proprio turno, offrendo una testimonianza concreta di fede e partecipazione che conferma quanto il messaggio francescano sia ancora vivo e attuale.

Determinante il contributo dei volontari, delle forze dell’ordine, dei frati e di tutto lo staff organizzativo, che hanno garantito un flusso costante e ordinato dei fedeli, senza criticità. L’accesso alla chiesa inferiore ha registrato una media di circa 1.500 persone ogni ora, consentendo a un numero significativo di pellegrini di raccogliersi in preghiera davanti alle spoglie del Santo. A tutti i pellegrini è stato consegnato un libretto pensato per accompagnare il percorso di venerazione.

“È proprio vero che san Francesco vive! – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – Migliaia di persone, in un clima di raccoglimento ma anche di gioia, hanno varcato le porte della Basilica per venerare i resti mortali di san Francesco e sentirlo sussurrare nel loro cuore una parola di bene che sostiene e fa crescere. Un segno tangibile di questa gioia composta e festosa è il silenzio che avvolge la Basilica: niente cellulari, niente selfie, solo tanta commozione e spiritualità. Un sentito grazie a tutti coloro che sono venuti, che amano Francesco e che collaborano con noi frati per rendere questa occasione un autentico momento di fraternità”.

La Solenne Celebrazione delle ore 11.00, presieduta da S.Em. il Cardinale Ángel Fernández
Artime, Legato Pontificio per le Basiliche papali di Assisi e andata in onda su Rai1 all’interno del
programma A Sua Immagine, ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli nella chiesa superiore
della Basilica, fino al raggiungimento della massima capienza consentita.
Confermato nella giornata odierna il grande interesse da parte dei mezzi di comunicazione. Dopo
gli oltre 200 giornalisti accreditati alla conferenza stampa di ieri, oggi diverse testate – provenienti
da tutto il mondo – hanno raccontato l’avvio di questo mese dell’ostensione.

Risultati importanti raggiunti anche dalla rivista San Francesco Patrono d’Italia: sono state
distribuite oltre 1.000 copie dell’edizione speciale dedicata all’ostensione – un volume di 160
pagine che approfondisce il passato, il presente e il futuro di Francesco – a testimonianza
dell’interesse e della partecipazione suscitati da questo tempo di grazia. Dal 24 febbraio sarà
possibile trovare, in tutte le edicole, la rivista in allegato con il quotidiano Avvenire.
Le fotografie della giornata di ieri e di oggi – pubblicate sui social della Basilica – hanno raccolto
oltre 2.000.000 di visualizzazioni.

Preso d’assalto anche il sito www.sanfrancescovive.org che potrebbe registrare dei temporanei
disservizi (legati alla prenotazione) a causa dell’enorme flusso di accessi. Dalle prossime ore sarà
possibile ancora prenotare gli ultimi posti disponibili.

L’evento dell’ostensione e altre iniziative del Centenario francescano sono sostenute anche dal
Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco
presieduto dal poeta Davide Rondoni.

Foligno, stato di agitazione tra i dipendenti comunali

Proclamato lo stato d’agitazione generale al Comune di Foligno. Lo hanno dichiarato la RSU e le organizzazioni sindacali UIL FPL, FP CGIL, CISL FP e USB, chiedendo alla Prefettura l’attivazione del tentativo di conciliazione previsto per i servizi pubblici essenziali.

La decisione, spiegano i sindacati, arriva dopo mesi di segnalazioni e richieste di incontro rimaste senza un confronto stabile e verificabile. Le criticità sono aumentate di mese in mese: da ultimo, il 26 gennaio scorso il sindacato aveva formalmente richiesto alla Giunta un incontro urgente, segnalando rischi di disservizi e la necessità di scelte immediate su alcuni snodi strategici dell’Ente. Il 4 febbraio si è tenuta una riunione alla presenza del Sindaco e di tutti gli assessori, nella quale è stato possibile rappresentare unitariamente le criticità più urgenti e chiedere un percorso ravvicinato di aggiornamenti e verifiche; a distanza di oltre due settimane, tuttavia, mentre le criticità permangono, non risultano convocazioni successive né un calendario operativo di confronto.

Tra le urgenze principali viene indicata la situazione dell’Area Lavori Pubblici, chiamata a gestire in una fase delicatissima interventi complessi e procedure connesse anche al PNRR. Il personale segnala una condizione di forte pressione operativa e fragilità organizzativa, con un punto cruciale: la tenuta della catena decisionale e delle responsabilità sui procedimenti, a partire dalle funzioni essenziali legate ai progetti.

“Se i procedimenti rallentano o si bloccano – sottolinea il sindacato – i riflessi non restano dentro un ufficio: possono tradursi in ritardi, criticità amministrative, maggiori oneri e, nei casi peggiori, nel rischio di perdita di risorse. Questo significa possibili impatti sul bilancio comunale e quindi sulla capacità dell’Ente di garantire servizi e investimenti alla cittadinanza”.

Altro nodo urgente è la piena operatività dell’Ufficio Personale, snodo decisivo per tutta la macchina comunale: gestione del rapporto di lavoro, assunzioni, organizzazione, atti e scadenze. Risulta essenziale che l’Amministrazione assicuri continuità operativa immediata, ricoprendo senza ulteriore attesa il posto di responsabile dell’Ufficio, vacante da circa due mesi.

“Senza un Ufficio Personale pienamente operativo – spiegano – si rallentano o si fermano processi che riguardano tutti: lavoratori, uffici e, quindi, servizi alla cittadinanza. Non è una questione ‘di settore’: è un tema di tenuta complessiva dell’Ente e di garanzia della regolarità delle attività”.

RSU e sindacati evidenziano infine che, pur nel rispetto delle procedure previste, su dossier cruciali – tra cui riorganizzazione e sistema di valutazione/performance – il confronto rischia di ridursi a un passaggio formale, senza reale incidenza sulle scelte finali, comprimendo il contributo dei lavoratori e alimentando tensioni interne.

Con lo stato d’agitazione, RSU e OO.SS. chiedono quindi: un metodo di relazioni sindacali effettivo, con verifiche ravvicinate e riscontri tracciabili, affinché il confronto non resti di facciata sulle principali scelte organizzative e sulle ricadute sul lavoro; misure urgenti per assicurare la piena operatività dell’Ufficio Personale; azioni immediate per mettere in sicurezza l’Area Lavori Pubblici e garantire continuità gestionale e capacità di rispettare scadenze e adempimenti, inclusi quelli connessi al PNRR, prevenendo ricadute su bilancio e servizi.

“Dopo la riunione del 4 febbraio – concludono – il Sindacato ha mantenuto una linea di estrema riservatezza e cautela, confidando nell’avvio di un percorso concreto e di dialogo. Il passare del tempo, senza soluzioni certe e senza un confronto stabile sulle scelte, impone oggi nuove iniziative”.

Ad Assisi l’ostensione delle ossa di San Francesco

Da domani, domenica 22 febbraio, e per un mese, prenotandosi sul sito sanfrancescovive.org, si potrà prenotare la visita per venerare da vicino i resti mortali di San Francesco d’Assisi. L’ostensione prolungata è stata autorizzata da Papa Leone, dopo che il padre custode del Sacro Convento, Marco Moroni, aveva esposto l’idea a Papa Francesco, avendo la sua benedizione.

Questa mattina, sabato, a partire dalle 9 si è proceduto – alla presenza tra gli altri di diversi frati della comunità – all’estumulazione dei resti mortali di san Francesco dal sarcofago in cui riposano. sono stati deposti su una mensa preparata ad hoc nella cripta della Basilica. Poi la celebrazione della traslazione – a partire dalle 16 – e dei vespri in chiesa inferiore alla presenza di circa 300 frati.

Le visite tramite prenotazione

Da domenica mattina l’accesso a coloro che si sono prenotati, fino al 22 marzo.

Le persone prenotate, all’ingresso della tenda dell’accoglienza – montata per l’occasione nella piazza inferiore – riceveranno:
il libretto del pellegrino: con informazioni sui luoghi, gli orari e le possibilità dell’esperienza e con un testo che prepara la venerazione attraverso la valorizzazione dell’arte presente in Basilica. Nell’ultima pagina i pellegrini potranno ricevere anche il timbro del pellegrino, come è tradizione in occasione di pellegrinaggi verso alcuni celebri santuari della cristianità.
un foglio su cui scrivere una preghiera a san Francesco – da deporre a lato dell’urna con i resti del santo;
il santino con la preghiera del pellegrino
Le possibilità di visita sono due, a seconda dei giorni e degli orari.
Il percorso A (guidato da un frate: dalle 10 alle 16, dal lunedì al venerdì) è per gruppi linguisticamente omogenei di massimo 60 persone. Prevede una catechesi di accoglienza e, dopo la venerazione, la conclusione con la liturgia del rinnovo delle promesse battesimali nella cappella San Bonaventura all’interno del Sacro Convento. Questi pellegrini, riceveranno anche in dono un ricordo simbolico: un vasetto biodegradabile, con della torba essiccata e dei semi di grano, per rivivere a casa l’esperienza che – solo morendo alla condizione di seme – esso può diventare fecondo.
Il percorso B, fino alle 10 del mattino e dopo le 16 nei giorni feriali, tutto il giorno nei weekend, è un cammino autonomo da parte del pellegrino, munito del libretto con le informazioni essenziali per l’esperienza.

L’ingresso nei giorni feriali è a partire dalle 7.30 (nel weekend alle 7) mentre la chiusura è alle 19.

In Basilica non è permesso fare foto o video.
All’interno del convento è stata allestita un’area per le confessioni, una sala per la registrazione di intenzioni di messe, le offerte e l’eventuale ritiro del numero da collezione della rivista San Francesco vive e del timbro ufficiale del pellegrinaggio.

I numeri dell’ostensione

Le persone prenotate per la venerazione delle reliquie di san Francesco sono a oggi circa 370000, dai 5 continenti, sebbene la maggior parte sia italiana (80%). 5000 dagli USA, 3100 dalla Croazia, 2000 dalla Slovacchia, 1500 dal Brasile e dalla Francia, 234 dall’Indonesia, 37 dal Giappone, 1000 dal Regno Unito, alcuni da Kenya, Giamaica, e Singapore.
I volontari sono circa 400; tra loro anche persone provenienti da America e Australia, dal Pakistan e dall’India e dal Kenia. Appartengono a oltre 60 associazioni: Ente Calendimaggio, Pro Loco, Protezione Civile, misericordie, realtà ecclesiali di stampo francescano e non, associazioni laiche, Scuola Alberghiera, Associazione Nazionale Carabinieri, CISOM.

Soddu lascia la Curia di Terni-Narni-Amelia: sarà vescovo a Sassari

Il vescovo Francesco Antonio Soddu lascia la Diocesi di Terni-Narni-Amelia, dove era arrivato nel 2021. In Duomo, dove aveva chiamato a raccolta la comunità religiosa e le autorità locali, Soddu ha annunciato di essere stato nominato da Papa Leone vescovo dell’Arcidiocesi di Sassari.

Nato a Chiaramonti, in provincia ed arcidiocesi di Sassari, il 24 ottobre 1959, Soddu è stato vicerettore del Pontificio seminario regionale di Cagliari dal 1985 al 1987 e poi del seminario arcivescovile di Sassari fino al 1996. Dopo essere stato direttore della Caritas diocesana dal 2005, nel 2012 è stato nominato direttore nazionale della Caritas Italiana[2], incarico che ha mantenuto fino alla nomina episcopale.

Il 27 ottobre 2012 è stato nominato da papa Benedetto XVI membro del Pontificio consiglio “Cor Unum”.

Il 29 ottobre 2021 papa Francesco lo ha nominato vescovo di Terni-Narni-Amelia, succedendo a Giuseppe Piemontese, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 5 gennaio 2022 ha ricevuto l’ordinazione episcopale, nella cattedrale di Terni, dal suo predecessore Giuseppe Piemontese, co-consacranti l’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba e il vescovo Stefano Russo, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Durante la stessa celebrazione ha preso possesso della diocesi.

Il 10 novembre dello stesso anno è stato eletto segretario generale della Conferenza episcopale umbra. Ora il suo ritorno in Sardegna.

Inizio anno, numeri in crescita per i Cammini di Destinazione Orvieto

Due anni di numeri crescenti ed un successo turistico che continua ad aumentare di mese in mese. Il 2026 è iniziato con un incremento esattamente pari al 50% per i due cammini di trekking dell’Intrepido Larth e del Miracolo del Corpus domini, entrambi compresi nel progetto di promozione territoriale e marketing turistico di Destinazione Orvieto a cui hanno aderito finora 102 aziende della provincia di Terni e Viterbo.

Stando alla valutazione statistica basata sul rilascio delle credenziali, tra il mese di gennaio e la metà di febbraio 2026 si è registrata la presenza di circa 180 camminatori, contro i circa 130 dello stesso periodo del 2025. L’incremento di circa 50 unità in uno dei mesi più freddi dell’anno rappresenta un segnale evidente di quanto il primo progetto di marketing attuato a Orvieto, facendo inizialmente leva sul turismo lento, sia ormai pienamente decollato e consolidato. Cifre che comprendono anche le presenze relative all’iniziativa promozionale “Dolce metà” promossa da DO in occasione della festa di san Valentino.

Il trend di gennaio indica una tendenza che, se sarà rispettata come fanno già intravedere le richieste giunte dall’organizzazione in vista della primavera, potrebbe portare a fine anno i due cammini a segnare tremila presenze a fronte delle 2011 del 2025. Una tendenza che Luca Sbarra ed Emanuele Rossi, responsabili dei percorsi di trekking per Destinazione Orvieto, commentano così: “I numeri dimostrano che l’idea di inserire per la prima volta Orvieto nel circuito del trekking italiano ed internazionale era azzeccata. Ricordiamo sempre che i numeri di cui parliamo fanno rifermento alle credenziali, ma ci sono molti camminatori che non le ritirano affatto, quindi le stime ufficiali sono sempre al ribasso. Adesso la sfida è quella di trasformare in maniera definitiva Orvieto ed il suo territorio in una delle capitali riconosciute del turismo lento. Il progetto Destinazione Orvieto serve anche a sostenere questa grande ambizione che è collegata allo sforzo di incrementare la permanenza dei turisti-aggiungono Sbarra e Rossi-e lo stiamo perseguendo offrendo al mercato turistico otto nuove escursioni che possono essere effettuate in mezza giornata per poi trascorrere il resto del tempo alla scoperta delle tantissime bellezze di un’area vasta a cavallo di due regioni. Destinazione Orvieto lavora tuttavia ogni giorno anche su molte altre iniziative a favore dell’economia locale e delle aziende che hanno aderito al nostro circuito e tra pochissimo presenteremo delle interessanti novità in questa direzione“.