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Assisi, visita delle istituzioni comunali alla Ciam

Una delegazione istituzionale composta dal sindaco di Assisi Valter Stoppini, dalla presidente del Consiglio Comunale Annalisa Rossi, dall’assessore ai lavori pubblici Francesca Corazzi e dal consigliere Cristina Susta, ha visitato la sede della Ciam di Petrignano di Assisi, nell’ambito di un ciclo di incontri istituzionali avviati dall’Amministrazione comunale con le realtà produttive del territorio.

La delegazione è stata accolta dal presidente del Gruppo Ciam, Federico Malizia, e dal fondatore Giuseppe Malizia, con i quali si è svolto un momento di confronto e conoscenza della storia aziendale, delle attività produttive e dei molteplici progetti di sviluppo.

Fondata nel 1977, Ciam rappresenta oggi una realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale nel settore dell’arredo e della refrigerazione professionale per il comparto HO.RE.CA. La nuova sede di Petrignano, estesa su oltre 23.000 metri quadrati, integra produzione, progettazione e spazi espositivi, tra cui il Ciam Museum, ed è parte di una rete che comprende sedi a Milano, Dubai e Miami.

Nel corso della visita è stato possibile approfondire l’organizzazione del lavoro per isole di produzione, l’elevato livello tecnologico dei processi e la capacità dell’azienda di realizzare soluzioni personalizzate di design e refrigerazione, destinate a mercati internazionali e a brand del settore food retail.
Apprezzata anche la forte presenza di giovani all’interno dell’organico aziendale, elemento che testimonia la capacità della Ciam di investire sulle nuove generazioni, valorizzandone competenze tecniche e professionali in un contesto produttivo altamente specializzato e innovativo.

L’iniziativa – fanno sapere dal Comune – rientra nell’attività istituzionale di conoscenza e dialogo con il tessuto economico locale, con l’obiettivo di mantenere un contatto diretto con le imprese che operano e investono nel territorio comunale.

Incidenti stradali, due vittime umbre | Così sono morti Giulio e Marco

Due vittime umbre, nella giornata di sabato, per altrettanti incidenti stradali. Si tratta del 22enne Giulio Carlaccini, di Amelia, dipendente della Molini Popolari Riunioni di Umbertide, e del 39enne Marco Settimi, guardia giurata, di Giove.

Il primo incidente si è verificato lungo la E45 tra le uscite di Promano e Città di Castello. Il giovane, che stava tornando a casa dopo il turno di lavoro, era alla guida dell’utilitaria che si è scontrata contro un mezzo pesante. Per lui, inutili i soccorsi. La E45 è rimasta temporaneamente chiusa, con uscita obbligatoria allo svincolo di Promano al km 111,000 e rientro a Città di Castello sud al km 118,200 , con percorso alternativo su ex ss3bis tiberina. Sul posto, insieme ai soccorritori sanitari e ai vigili del fuoco, hanno operato la polizia stradale e l’Anas.

Marco Settimi ha invece perso la vita nel Viterbese, sulla Cassia tra Capranica e Vetralla. L’auto su cui viaggiava insieme a due colleghi – trasportati in ospedale in codice rosso – si è scontrata contro un pullman. Una ventina di passeggeri sono rimasti feriti.

Moplefan e Sangraf, i due nodi dell’industria ternana che non vengono sciolti

La Sangraf di Narni, ferma dall’aprile scorso. E la Moplefan di Terni, ferma da quasi un anno. Sono le due vertenze sulla quale la Filctem (Federazione lavoratori chimica, tessile, energia, manifatture) Cgil di Terni chiede attenzione alle istituzioni, nell’Assemblea generale in cui sono emerse le preoccupazioni per i poli chimici e in generale per il settore industriale e manifatturiero ternano.

Nel primo caso, l’azienda è ferma dall’aprile scorso ed è perciò aperto un tavolo in Regione per elaborare un piano di ripartenza degli impianti, in cui la stessa proprietà della Sangraf, come ricorda il sindacato, “ha fatto dichiarazioni in questo senso”. “Nell’ultimo incontro, dopo sollecitazioni sindacali e istituzionali – fanno sapere dalla Filctem Terni –, l’azienda si è impegnata a sottoscrivere un protocollo di intesa che prevede: mantenimento della produzione nello stabilimento di Narni; piano di manutenzione; ordinativi di materie prime; data di ripartenza degli impianti; pagamenti delle spettanze e degli istituti nei tempi, con rientro entro febbraio del versamento degli arretrati del fondo”. Documento che i sindacati sono in attesa di ricevere in questi giorni per verificare gli impegni e, “auspicatamente”, sottoscrivere l’accordo. In merito a ciò, l’assemblea generale della Filctem ternana ha chiesto l’impegno straordinario delle istituzioni e, se fosse necessario, anche del Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) per “fare sì che l’azienda si impegni per la ripartenza dello stabilimento a tutela dei lavoratori e dell’unica realtà italiana di produzione degli elettrodi per forni fusori di acciaio ad arco elettrico”.

Seria preoccupazione desta anche la situazione della Moplefan, sia i lavoratori che per la strategicità dell’azienda. Questa è, infatti,ormai ferma da quasi un anno per mancanza della liquidità necessaria. “Il capitale debitorio sta aumentando – fa sapere il sindacato – e questo mese è stata attivata la procedura di composizione negoziale del debito con i creditori. Il tavolo di crisi al Mimit, istituito per favorire il dialogo tra sistema bancario e azienda, non ha prodotto i risultati dichiarati e auspicati e, dopo sei mesi di confronti e incontri tecnici, gli istituti di credito non hanno ritenuto di concedere una linea di finanziamento. La nuova strada indicata è quella del subentro di un socio nel capitale sociale (che è stato trovato dall’attuale proprietà) e dell’intervento di Invitalia a garanzia. Iniziativa, quest’ultima, in valutazione da parte del Ministero per vagliarne la percorribilità, ma c’è l’incognita del tempo necessario a svolgere queste verifiche”.

“Nel frattempo – rende noto ancora la Filctem –, dato l’acuirsi delle difficoltà di liquidità, i lavoratori sono stati posti tutti in cassa integrazione straordinaria (Cigs) e non hanno percepito le spettanze di dicembre e la tredicesima mensilità, oltre a fondo previdenza, buoni pasto e altri istituti. Come se non bastasse, un’ispezione dell’Ispettorato del lavoro ha causato il protrarsi dei tempi per il rinnovo della Cigs che dovrebbe dare copertura per i lavoratori dal 1° dicembre 2025 per un altro anno”.

In questa vertenza, la Filctem di Terni chiede che il Ministero del lavoro si impegni a garantire strumenti di tutela dei lavoratori a partire dal 1° dicembre scorso e che il Mimit vagli al più presto la percorribilità del supporto di Invitalia e favorire la ripartenza dello stabilimento. “Altrimenti – afferma – va trovata un’alternativa per non disperdere potenzialità e professionalità di una fabbrica così strategica per il territorio”.

Infine, un appello alle istituzioni locali affinché “attivino una cabina di regia territoriale con i sindacati per affrontare tutte le crisi che investono il settore chimico e manifatturiero, così da favorire la messa a terra degli strumenti legislativi nazionali e territoriali come area di crisi complessa, Fsc e Zes, e tutti gli strumenti disponibili a supporto dell’industria e del manifatturiero sul territorio”.

Anas: entro venerdì sera Flaminia riaperta con semaforo

Entro la serata di oggi, venerdì, la Flaminia tra Spoleto e Terni potrà essere riaperta al traffico a tutti i veicoli.

E’ quanto ha assicurato Anas nel pomeriggio di oggi, venerdì, dopo che era stata bacchettata dalla Regione, per la lunghezza dei tempi di ripristino.

Per consentire la prosecuzione degli interventi di stabilizzazione del versante, il transito sarà provvisoriamente regolato a senso unico alternato con semaforo.

Sulla strada statale 3 Flaminia Anas ha completato le prime operazioni necessarie alla messa in sicurezza del tratto interessato da uno smottamento del versante in località Strettura, nel comune di Spoleto. In particolare, è stato rimosso dal versante il materiale instabile (terra, vegetazione e materiale roccioso) ed è stato demolito un masso che era stato reso pericolante dallo scivolamento del terreno.

Frana, Flaminia ancora chiusa: la Regione bacchetta Anas

Nonostante le rassicurazioni fornite da Anas circa una rapida riapertura della Flaminia tra Spoleto e Terni, dopo la frana nella zona di Strettura, la strada è ancora chiusa, con il transito consentito esclusivamente dai mezzi di soccorso e per l’accesso alle abitazioni presenti lungo il tracciato interessato dalla chiusura.

La Regione Umbria, con una nota, “stigmatizza il fatto che le rassicurazioni date da Anas in merito a una riapertura pressoché immediata non si sono concretizzate e chiede, a 3 giorni dalla chiusura, interventi urgenti e indifferibili di messa in sicurezza funzionale alla riapertura della strada”.

“Senza mettere in dubbio la necessità di intervenire in maniera più complessa, vista la condizione di pericolo derivante dall’instabilità della parte rocciosa della parete – si legge ancora – quello che appare chiaro è l’indispensabile attenzione che l’Anas deve riservare a istituzioni e cittadini nel mettere tutti nelle condizioni di recepire caratteristiche, soluzioni e tempi degli interventi che si rendono necessari”.

La Regione continua a monitorare la situazione con l’assessore competente Francesco De Rebotti, che venerdì mattina si è recato sul posto per verificare lo stato dei lavori. È stata completata la demolizione del blocco roccioso che incombeva sulla strada, quindi rimosso il pericolo maggiore e si è continuato a eliminare dalla scarpata i detriti più piccoli per renderla adeguata all’installazione delle reti di protezione.
Nel primo pomeriggio è prevista la verifica del geologo che, qualora fosse positiva, permetterà di autorizzare l’avvio dell’installazione della rete metallica da parte dei rocciatori.

Questa operazione potrà essere compiuta con la riapertura della strada a unica corsia di percorrenza a senso unico alternato.

Le condizioni piu critiche sembrano state quindi superate e in attesa del sopralluogo del geologo si auspica una apertura alla circolazione anticipata e con le caratteristiche di cui sopra.

“Nel ringraziare gli addetti che sono all’opera di Anas e della ditta – conclude la Regione – ricordiamo che nel frattempo sono utilizzabili le viabilità alternative per struttura del traffico leggero e la deviazione dei mezzi superiori a 3,5 tonnellate dal km 103+900 al km 124+400”.

La SS3 Flaminia resta comunque percorribile
Si raccomanda la massima prudenza, di limitare gli spostamenti e di utilizzare percorsi alternativi.
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐚 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐀𝐍𝐀𝐒 𝐚𝐥 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝟖𝟎𝟎.𝟖𝟒𝟏.𝟏𝟒𝟖

Frana, Flaminia chiusa tra Spoleto e Terni

In serata Anas ha fatto sapere che “a causa della presenza di materiale ancora instabile (fango e detriti) in scivolamento dalla scarpata di monte, la SS3 “Flaminia”

Resta provvisoriamente chiusa la Flaminia tra Terni e Spoleto, a causa della presenza di materiale ancora instabile in scivolamento dalla scarpata del monte, dopo la frana che si è verificata nel pomeriggio di oggi, mercoledì, nei pressi di Strettura.

Il traffico è deviato sulla SS209 “Valnerina”.

Sono intervenuti i tecnici e il personale Anas per gli interventi necessari a ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le condizioni meteo.

Tempi pagamento della PA, Confartigianato Terni avvia un monitoraggio

I tempi lunghi con i quali le pubbliche amministrazioni spesso pagano i propri fornitori di beni e servizi spesso rappresentano un problema per le imprese, che in alcuni casi devono anche anticipare cifre importanti. E questo, nonostante i tempi fissati dalla normativa nazionale.

Consapevole di questa situazione, Confartigianato Imprese Terni ha avviato in questi giorni una consultazione con le proprie aziende associate per monitorare l’andamento dei tempi di pagamento da parte della Pubblica amministrazione e delle Società partecipate locali.

L’iniziativa nasce con uno spirito di collaborazione e dialogo: l’Associazione ha richiesto alle imprese di segnalare eventuali criticità nei tempi di saldo delle fatture (fissati per legge a 30 giorni, con deroghe a 60 per la sanità), allo scopo di mappare le difficoltà, fare eventuali solleciti mirati e costruire soluzioni condivise.

L’obiettivo dell’iniziativa – spiega Confartigianato Terni in una nota – è sottolineare un principio economico fondamentale: la puntualità della PA e delle Amministrazioni Locali garantisce una stabilizzazione vitale per il tessuto produttivo. L’opportunità di questo monitoraggio discende anche dalla considerazione del momento di particolare difficoltà che il settore dell’edilizia sta vivendo in Umbria al fine di porre l’attenzione e contenere i fenomeni che possono influire negativamente sull’equilibrio finanziario delle PMI , come appunto i tempi di pagamento dei lavori pubblici.

“Siamo convinti – afferma Michele Medori segretario di Confartigianato Terni – che il rispetto dei tempi di pagamento abbia un impatto sul rilancio economico del territorio spesso più efficace e immediato di molti aiuti di Stato. Garantire flussi di cassa regolari significa permettere alle imprese di programmare, investire e crescere. È la forma più diretta di sostegno allo sviluppo”.

Confartigianato evidenzia che il monitoraggio mira innanzi tutto a individuare i colli di bottiglia che rallentano le procedure amministrative. E quindi, ad aprire un tavolo di confronto costruttivo con gli Enti e le Partecipate per favorire l’allineamento delle prassi locali alle direttive europee e nazionali.

In un’ottica di sistema – conclude l’Associazione – l’efficienza dei pagamenti pubblici non è solo un obbligo normativo legato anche agli obiettivi del PNRR, ma un impegno etico e strategico verso chi ogni giorno produce valore per la comunità ternana.

A Umbriafiere Expo Tecnocom 2026: il programma

Presentata l’dizione 2026 di Expo Tecnocom, la grande manifestazione biennale dedicata ai pubblici esercizi, all’ospitalità e all’arte bianca, in programma dall’8 all’11 febbraio a Umbriafiere.

Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni, il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci e il presidente di Umbriafiere Antonio Forini, che hanno sottolineato il valore strategico della manifestazione per il tessuto economico locale e per l’intero comparto della ristorazione e dell’accoglienza.

Expo Tecnocom 2026 si presenta come da tradizione con una forte e qualificata area espositiva, che vedrà la partecipazione di oltre 100 espositori distribuiti su 4 padiglioni, confermando la fiera come una delle principali piattaforme di incontro tra domanda e offerta per il settore Horeca. Anche per questa edizione saranno riproposte le tre macro aree tematiche – Food, Equipment e Contract –, pensate per facilitare l’orientamento dei visitatori e favorire una ricerca merceologica efficace e mirata. Un percorso espositivo completo che abbraccia materie prime, arredamento da interno ed esterno, impianti, attrezzature, macchinari, complementi e soluzioni per ogni esigenza del mondo della ristorazione e dell’ospitalità.

Trofeo della Pizza

Tra gli elementi di maggiore richiamo di questa edizione spicca il 4° Trofeo della Pizza, in programma lunedì 9 febbraio a partire dalle ore 10.00, organizzato da Molino Sul Clitunno, che porterà a Expo Tecnocom maestri pizzaioli, professionisti e operatori del settore, confermando il ruolo centrale dell’arte bianca all’interno della manifestazione.

Accanto al Campionato della Pizza, il programma propone un calendario ricco di cooking show e dimostrazioni tecniche organizzati direttamente dalle aziende protagoniste del settore. DAC firma una serie di appuntamenti dedicati alla valorizzazione delle materie prime e alle tecniche di lavorazione, con la partecipazione dello chef stellato Pasquale Palamaro e del campione mondiale della pizza Pasquale MoroVeganOK Academy cura invece gli eventi dedicati alla cucina vegetale e all’innovazione gastronomica, portando in fiera un approccio contemporaneo e sempre più centrale per il mondo Horeca.

Spazio anche ai temi dell’innovazione, della gestione e della sostenibilità, grazie agli incontri organizzati da Green for Business, focalizzati sull’intelligenza artificiale applicata alla hotellerie e sull’efficienza energetica come leva strategica per le imprese.

Meeting Confcommercio

Particolare rilievo assume il meeting promosso da Confcommercio Umbria, in programma lunedì 9 febbraio alle ore 15.00 presso la Sala Europa, dedicato alla presentazione del Bando INAIL, riservato alle micro e piccole imprese di settori specifici, tra cui ristorazione, bar, gelaterie e pasticcerie. Un appuntamento di grande interesse, pensato per fornire informazioni concrete sulle opportunità di incentivo per investimenti in salute e sicurezza sul lavoro, con un focus anche sul tema delle ZES.

Amoni: evento che aiuta lo sviluppo del settore

Expo Tecnocom rappresenta un’occasione concreta per accompagnare le imprese in un percorso di crescita reale. Non è soltanto una fiera espositiva, ma un luogo in cui contenuti, competenze e relazioni si trasformano in strumenti utili per chi opera ogni giorno nel mondo dei pubblici esercizi, dell’ospitalità e dell’arte bianca –  ha dichiarato il presidente Aldo Amoni -. Come Epta Confcommercio Umbria, in qualità di ente organizzatore, sentiamo la responsabilità di costruire un evento che non si limiti a fotografare il presente, ma che contribuisca attivamente allo sviluppo del settore, favorendo l’innovazione, la qualificazione professionale e la competitività delle imprese. Expo Tecnocom nasce proprio con questo obiettivo: creare connessioni, mettere in dialogo aziende, operatori e istituzioni e offrire occasioni concrete di aggiornamento e crescita“.

Così il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci: “Questo tipo di evento è legato alla natura storica di quello che accade ad Umbriafiere, centro che ha la capacità di portare a Bastia tanta tecnologia, innovazione e servizi, legati in questa occasione all’Horeca. Noi ormai ci rivolgiamo all’Italia, non più solo alla regione, e va quindi traguardato questo obiettivo per ripagare tutti gli sforzi dei soggetti coinvolti. Ad Umbriafiere bisogna portare una visione nazionale e continuare in questo percorso dove ci sono tutte le condizioni, umane, di contesto ed economiche“.

Parlando di Expo Tecnocom, il presidente di Umbriafiere Antonio Forini ha sottolineato come sia “tra gli eventi storici, più specializzati e specialistici, e che alza il livello di Umbriafiere“. Un evento necessario anche perché, ha aggiunto, “l’Umbria nel settore Horeca ha fatto grandi passi avanti“.

Expo Tecnocom 2026 si svolgerà dall’8 all’11 febbraio presso Umbriafiere di Bastia Umbra, con ingresso gratuito per gli operatori del settore, e si propone ancora una volta come punto di riferimento per chi guarda al futuro della ristorazione, dell’ospitalità e dell’impresa alimentare.

Programma completo: https://www.expo-tecnocom.it/

Marchio IGP per Crescionda e Attorta, Confartigianato supporta il percorso di riconoscimento

Valorizzare i dolci tipici spoletini, la Crescionda e l’Attorta. Grande partecipazione all’incontro organizzato da Confartigianato Imprese Umbria, attraverso il supporto della Associazione Territoriale di Terni, presso la Sede di Area Spoleto/Valnerina e rivolto alle Categorie Panificatori e Pasticceri.

Durante l’incontro è stato appunto illustrato il progetto promosso dal Comune di Spoleto per valorizzare i prodotti tipici locali. Il Comune di Spoleto ha avviato, nei mesi scorsi, un progetto teso al riconoscimento del marchio di tipicità (IGP) per la Crescionda e l’Attorta, due simboli della gastronomia spoletina.

Confartigianato Umbria, da sempre impegnata nell’obiettivo di valorizzare i prodotti agroalimentari, come il Pampepato di Terni IGP, e preso atto della volontà dell’Amministrazione Comunale di Spoleto, nella persona dell’Assessore al Turismo e allo Sviluppo Economico Giovanni Paroli, coordinerà i produttori, presenti all’incontro, per iniziare il percorso per il riconoscimento IGP e di procedere in questa direzione.

L’occasione è importante, non solo per il settore agroalimentare, ma per tutto l’artigianato spoletino e per l’intera economia locale. Nonostante la lunghezza dell’iter, Confartigianato Imprese Umbria si impegna ad avviare un dialogo e un confronto continuo tra i produttori, andando avanti con le procedure richieste e aiutando i produttori stessi a rimuovere ostacoli per poter arrivare al traguardo del riconoscimento IGP.

Il marchio IGP di due prodotti tipici del territorio spoletino sarà il riconoscimento della qualità e della territorialità e un volano di sviluppo economico e di promozione turistica.

Al tempo stesso il riconoscimento del marchio di tipicità Crescionda e Attorta tutelerà il lavoro dei produttori locali, mantenendo alta la qualità del loro prodotto.

Investimenti e governance, il nuovo corso di Umbriafiere

Il percorso avviato dalle istituzioni regionali, inaugurato , trova oggi una sintesi significativa. La convergenza degli obiettivi, unita alla rilevante autonomia finanziaria maturata grazie a vent’anni di gestione oculata, costituisce la base per l’elaborazione di un piano industriale proattivo, orientato allo sviluppo delle attività, in particolare di quelle fieristiche, e all’individuazione di nuove opportunità di crescita economica e sociale.

Si apre un nuovo capitolo per Umbriafiere, con la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e con la contestuale designazione di Antonio Forini, primo presidente di estrazione imprenditoriale.

Il progetto, presentato alle autorità istituzionali e ai soci costituenti di Umbriafiere Spa, ha l’obiettivo di restituire al quartiere fieristico regionale un ruolo centrale e strategico nella crescita economica dell’intero sistema umbro.

“Umbriafiere è un polo fieristico regionale – ha affermato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – ma è anche molto di più. È una visione, è organizzazione di eventi che hanno un respiro nazionale e internazionale di varia natura e oggi vive appunto un rilancio voluto da tutti i soci tra cui la Regione Umbria, anche tramite Sviluppumbria, la partecipata che si occupa proprio dello sviluppo della regione a vario titolo. È questa la politica regionale della fiducia e del rilancio che ci piace anche ampliando, come è stato fatto qui ad Umbria Fiere e chiamando nell’amministrazione di questo polo fieristico, personalità del mondo dell’imprenditoria, competenze ed energie della nostra meravigliosa società umbra”.

“Il Centro fieristico di Bastia Umbra – ha sottolineato il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti – rappresenta un’infrastruttura strategica per l’equilibrio territoriale della Provincia di Perugia, capace di connettere le diverse realtà comunali e di rafforzare il legame tra sviluppo economico e identità dei territori. Eventi di rilievo nazionale come Agriumbria dimostrano concretamente il valore di questo spazio come vetrina qualificata delle nostre eccellenze produttive”.

Il processo di evoluzione presentato trae impulso dall’opportunità offerta dai fondi regionali destinati alla riqualificazione dei padiglioni esistenti e si sviluppa attraverso una stretta collaborazione con il Comune di Bastia Umbra, ente appaltante degli interventi. Un’azione congiunta che testimonia la volontà condivisa di valorizzare un’infrastruttura considerata fondamentale per il territorio. Nel corso dell’incontro, il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci, ha evidenziato infatti come il quartiere fieristico rappresenti “un vero e proprio motore urbano e un presidio identitario non solo per Bastia Umbra, ma per l’intera regione”.

Umbriafiere, il passato e il futuro

Ripercorrendo le tappe storiche che dalla fiera moderna del 1969 conducono all’attuale Umbriafiere Spa, il sindaco ha sottolineato come il fare sistema tra istituzioni e territorio sia stato, e continui a essere, un elemento determinante per la crescita e la competitività del tessuto economico e sociale regionale. Umbriafiere Spa ha scelto di sostenere attivamente il progetto, mettendo a disposizione competenze tecniche, esperienza gestionale e optando per il sostanziale utilizzo di risorse proprie, al fine di garantire interventi pienamente coerenti con le esigenze contemporanee del mercato.

Gli investimenti infrastrutturali

Tra le iniziative di maggiore rilievo figura un articolato piano di investimenti infrastrutturali orientato a incrementare competitività, efficienza e sostenibilità del quartiere fieristico. Il programma prevede la realizzazione completamente autofinanziata di un nuovo padiglione permanente, l’installazione di un impianto fotovoltaico da 480 kW, il conferimento dell’impianto in una Comunità energetica rinnovabile per la condivisione dell’energia prodotta in eccesso, il rinnovo dell’illuminazione dei padiglioni e la sostituzione dell’attuale sistema di riscaldamento con tecnologie a pompa di calore. Un’evoluzione integrata che guarda al futuro e intercetta le esigenze del contesto economico e sociale, come ribadito anche da Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria.

“Non siamo qui per limitarci a gestire l’esistente – ha affermato Mencaroni – ma per investire con decisione nella crescita. È arrivato il momento di compiere un salto di qualità. La sostenibilità e il risparmio energetico rappresentano un impegno operativo concreto e non un mero esercizio comunicativo”. In tale prospettiva, la Comunità energetica diviene uno strumento strategico per rafforzare il legame tra Umbria Fiere e il Comune di Bastia Umbra, generando benefici diffusi per il territorio.

Una piattaforma multifunzionale

Nel solco di queste riflessioni si inserisce anche l’intervento del professor Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria Spa, che ha rimarcato il valore della Comunità energetica rinnovabile come leva di innovazione economica, sociale e istituzionale. “Il quartiere fieristico – ha dichiarato Ferrucci – possiede tutte le potenzialità per evolvere in una piattaforma multifunzionale capace di integrare attività fieristiche, congressuali, culturali e di servizio, ampliando le fonti di redditività, riducendo la stagionalità degli utilizzi e favorendo nuove forme di collaborazione pubblico-private. Un percorso che può trasformare Umbria Fiere da semplice contenitore di eventi a nodo centrale di un ecosistema territoriale dinamico e resiliente”. A completamento di questa nuova fase evolutiva si colloca anche la progettazione di una rinnovata identità visiva, comprensiva di logo e strumenti di comunicazione, pensata per riaffermare con chiarezza il ruolo di Umbria Fiere come soggetto autonomo, trasversale e rappresentativo dell’intero tessuto economico e sociale regionale. L’ambizione complessiva è trasformare il centro fieristico in un autentico polo di aggregazione per imprese, istituzioni e cittadini, capace di attrarre nuove manifestazioni, potenziare le esistenti, generare relazioni qualificate e offrire servizi avanzati, contribuendo in modo stabile e condiviso alla crescita dell’intero sistema regionale.

“Questo nuovo tragitto – ha dichiarato Antonio Forini, presidente di Umbriafiere Spa da maggio 2025 – trova solide fondamenta nella gestione virtuosa degli anni precedenti. Abbiamo ereditato un’azienda sana e con conti in ordine. È grazie a questa eredità, frutto di prudenza e lungimiranza, che oggi possiamo avviare con serenità una fase evolutiva capace di valorizzare il passato e rendere fertile il futuro”.