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Trifola, il pregiato tartufo bianco dalle ricette del Medioevo alle tavole dei vip

Da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre Città di Castello ospiterà il Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, la manifestazione con cui il Comune, con la Regione Umbria e il patrocinio della Camera di Commercio dell’Umbria proietteranno nel futuro la storia della mostra mercato dedica da 45 anni alla “trifola”, il ‘tubero’ più famoso e desiderato.

Per tre giorni, nel week-end del gusto, il centro storico sarà il regno della trifola, che, con il suo profumo inebriante e inconfondibile e guiderà e attirerà i visitatori nei luoghi della città più carichi di fascino e testimonianze artistiche. Piazze e giardini incorniciati dalle dimore custodi delle opere dei maestri del rinascimento e della contemporaneità, Raffaello Sanzio, Luca Signorelli e Alberto Burri, saranno i punti cardinali sulla bussola di buongustai e curiosi. I visitatori avranno l’opportunità di incontrare grandi chef, esperti di enogastronomia, aspiranti cuochi provenienti dal mondo della scuola, che saranno protagonisti di show cooking, laboratori e conversazioni. Nei ristoranti si potranno degustare piatti al tartufo con menù speciali, poi presso il villaggio dei sapori e delle pro-loco la cucina tipica italiana e umbra che popolerà vicoli e piazze insieme a una vasta scelta di prodotti agroalimentari a km zero. Eventi a tema e presentazioni di libri con grandi autori, giornalisti e personaggi famosi richiameranno l’attenzione del pubblico più interessato agli aspetti culturali e salutistici legati al cibo, con proposte e novità a livello internazionale.  Un viaggio aperto a tutti, con attrazioni per adulti e bambini, perché stare in compagnia del tartufo bianco è un piacevole momento da condividere.

“Nessun luogo come Città di Castello parla del tartufo e qui, dove la trifola è un’eccellenza e non una rarità come altrove, perché è abbondante, la nostra ambizione è di raccontare ed esaltare il suo legame con la terra, il valore aggiunto inimitabile di una storia, di una tradizione, di esperienze che lo rendono unico e desiderato in tutto il mondo”, hanno spiegato l’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, il presidente dell’Ente Fiera Nazionale Bianco Pregiato Lazzaro Bogliari ed il direttore dell’Associazione nazionale Città del Tartufo Antonella Brancadoro, assieme a rappresentanti istituzionali e dirigenti regionali e territoriali, fra cui, Letizia Michelini, consigliera regionale, Manuela Margutti, responsabile sezione tartufi e funghi dell’Agenzia Forestale regionale, presentando questa mattina in conferenza stampa il ‘45° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato’, in una location suggestiva, Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, una fra le più belle dimore rinascimentali del centro-Italia che si affaccia in un parco plurisecolare.  Guerri, Bogliari e Brancadoro, sottolineano anche l’aspetto “legato alla promozione e valorizzazione culturale, artistica e ambientale del comprensorio e dell’Umbria, grazie alla presenza del tartufo in tutte le stagioni, un elemento identitario che fa parte del patrimonio, sociale, culturale, tradizionale della città con importanti risvolti economico-occupazionali”. “L’edizione 2025 del salone bianco pregiato racconterà come a Città di Castello il tartufo sia un’esperienza autentica da vivere tutto l’anno. Una tre giorni in cui la filiera del tartufo dell’Alta valle del Tevere, dai cavatori e i loro cani alle nostre imprese ma anche quella del gusto con i produttori agricoli, i presidi slow food del paese, le nostre associazioni e tradizioni gastronomiche saranno in festa nel cuore della città. Un programma caratterizzato da un’offerta qualitativa e tecnica sempre più elevata, un racconto collettivo di quanto il tartufo per Città di Castello e per l’Alta valle del Tevere sia socialità, cultura, tradizione, innovazione ed economia” hanno concluso Guerri, Bogliari e Brancadoro.

Città di Castello e il tartufo

A Città di Castello e comprensorio da ottobre a dicembre nasce una trifola su tre in Italia, dove oltre 1.750 cavatori, “tartufai”, uomini e donne di tutte le età con più di tremila cani al seguito, sono il simbolo vivente e vincente di un’attività di ricerca dichiarata patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco. 

Città di Castello è davvero la capitale del tartufo a suon di record e tutto l’anno si respira il profumo di questo prelibato prodotto simbolo del territorio che si può apprezzare in ogni stagione a tavola. Statistiche e ricerche degli ultimi anni confermano questo primato a partire dall’incidenza dei “cavatori” in possesso di regolare tesserino rispetto agli abitanti: Città di Castello da qualche anno si piazza al secondo posto a livello nazionale dietro a Forlì.  

E la presenza dei tartufai è in continua crescita tanto che nel corso del 2025, Afor (Agenzia Forestale regionale) ha rilasciato 50 nuovi tesserini. Tra gli aspiranti raccoglitori, con cane al guinzaglio, vanghino e bisaccia, ci sono sempre più giovanissimi di età compresa tra i 16 e i 25 anni: fra loro, ogni anno di più, anche le donne che si sono avvicinate alla ricerca dei tartufi per vari motivi, fra cui quello di poter passeggiare e  stare a contatto con la natura. Vicino agli aspiranti “tartufai”, quasi a volerli proteggere e coccolare, ci sono i veterani del “vanghino”, capitanati dal presidente dell’Associazione Tartufai Alto Tevere (fondata nel 1986), Andrea Canuti che anticipa alcune previsioni sulla stagione della raccolta che si è da poche settimane aperta.

“La cerca e raccolta del tartufo bianco – dice – ha preso il via sotto buoni auspici: prima pioggia e ora sole.  Già ora con il cambio di luna si iniziano a scorgere ulteriori elementi positivi per pezzature e qualità del prodotto. Nella speranza di andare incontro a un periodo più freddo sotto il profilo climatico il tartufo sarà senza dubbio ottimo così come la stagione. La prossima luna potrà senza dubbio farci capire come sarà la tendenza”, ha precisato Canuti facendo riferimento oltre al clima anche alle fasi lunari che per tradizione secolare sono state sempre punti di riferimento per i tartufai.

I prezzi

“I prezzi come sempre li fa incrocio di domanda e offerta ma possiamo dire che ci stiamo assestando su cifre al chilo inferiori agli scorsi anni, che oscillano da 1500 a 3500 euro per le pezzature uniche e migliori del tartufo bianco, la nostra trifola che non teme confronti. Su prezzi inferiori il nero uncinato anch’esso assai prelibato. Una tendenza che potrebbe ancora scendere se la stagione e il clima saranno favorevoli alla raccolta”, ha sottolineato il presidente regionale del settore agroalimentare della Cna, Giuliano Martinelli, noto imprenditore del settore affiancato da tutti i suoi colleghi che saranno i protagonisti della rassegna nazionale e attori importanti della “filiera”.

La storia del tartufo in Umbria

L’Umbria è sempre stata terra di tartufi. Con l’avvento del Medioevo l’interesse verso il tartufo diminuì notevolmente, perché si credeva che fosse velenoso o un cibo delle streghe. Durante il Rinascimento, con l’affermarsi della cultura del gusto e dell’arte culinaria, fu rivalutato fino a essere considerato protagonista nella cucina dei signori dell’epoca. Nel 1564 il medico umbro Alfonso Ceccarelli scrisse la prima monografia sul tartufo, l'”Opusculum de Tuberibus” (ripubblicata a cura di Arnaldo Picuti e Antonio Carlo Ponti) in cui raccolse i contributi di naturalisti greci e romani e diverse curiosità storiche. La sua notorietà non si fermò e con il tempo rafforzò la sua fama di principe della tavola. Basti pensare che la tradizione di usare un cane per la sua ricerca sembrerebbe essere nata proprio nel XVIII secolo quando si svolgeva come divertimento di corte. Nella sua lunga storia è stato apprezzato da vari personaggi famosi, tra cui il Conte Camillo Benso di Cavour, che lo usava come mezzo diplomatico nella sua attività politica, o Lord Byron che lo teneva sulla scrivania perché gli ridestasse la creatività con il suo profumo intenso. Un prodotto così prezioso e prelibato e ricercato nei secoli tanto da meritarsi un piccolo museo, originale nel suo genere che nasce nel 2002 dalla passione di Saverio Bianconi, tartufaio e imprenditore del settore, appassionato cultore delle tradizioni e della storia della ‘filiera’. Una sala nella quale ha raccolto oltre 200 pezzi, compresi testi scritti, che riassumono l’universo del tartufo e dei tartufai; una raccolta privata, che contiene le spiegazioni sui vari tipi di tartufo, sui luoghi nei quali nasce e anche gli oggetti che ruotano attorno al tubero, vedi i vanghini per la raccolta e le bilance di precisione per pesarlo.

Il tartufo sulle tavole dei vip

Tartufo bianco oggetto del desiderio a tavola anche di tanti personaggi noti di cultura, arte, cinema, spettacolo e sport come la bellissima, Monica Bellucci, originaria di Città di Castello, che non ha mai fatto mistero di apprezzare il prelibato prodotto della sua terra e aveva sempre un tavolo riservato dallo chef dei ‘vip’, Pierluigi Manfroni, maestro indiscusso nella preparazione di piatti ‘leggendari’ a base di trifola e tartufo nero tutto l’anno: “il tartufo è un prodotto eccezionale che madre natura ci ha regalato e va trattato con cura e abbinato a piatti semplici in grado di esaltarne il profumo e la prelibatezza. Ottimo con l’uovo o sulle tagliatelle lavorate a mano,  sugli gnocchi con patate di Pietralunga e sul pane tostato quello umbro “sciapo” con un filo di olio extra vergine d’oliva delle nostre splendide regioni.”  

“Giuseppa” Valenti, magnifica 87enne, Franca e Gloria Cestelli, mamma e figlia, custodi delle secolari tradizioni culinarie del territorio, maestre nella preparazione della pasta in particolare delle tagliatelle lavorate con il matterello e la spianatoia e realizzate a base di farina di grano a chilometro zero macinato su pietra e uova, hanno dato prova della loro abilità in diretta prima del pranzo di degustazione dei piatti a base di tartufo presso il salone del gusto della Scuola di ‘Arti e Mestieri’, ‘G.O. Bufalini’, plurisecolare istituzione della formazione a vari livelli dall’artigianato alla meccanica, dalla falegnameria alla muratura, dalla cura della persona fino alla gastronomia e servizi di ristorazione. Preziosa la collaborazione anche dell’International Campus ‘Cavallotti’.

Il presidente della scuola, Giovanni Granci, ha accompagnato i giornalisti, fra cui una delegazione della Stampa Estera, alla scoperta di sua maestà la trifola in cucina. È stato possibile scoprire ogni segreto del tartufo bianco, assaggiarlo in tutti i modi e acquistarlo, conoscere chi lo cerca nei boschi e chi lo esalta in cucina, incontrare chi lo confeziona e lo porta sulle tavole di tutto il mondo, parlare con chi lo vive e lo racconta come una tradizione che è parte delle proprie radici profonde.

Per tutte le informazioni sul Salone del Tartufo Bianco Pregiato è possibile consultare il sito web della manifestazione (https://biancopregiato.it/), i portali istituzionali del Comune di Città di Castello (https://www.comune.cittadicastello.pg.it/) e di Città di Castello Turismo (https://www.cittadicastelloturismo.it/), insieme ai canali social collegati all’evento: tel. 075- 8529254 – 8554922.

Suv esce di strada sulla E45: un uomo è morto, una donna trasportata con l’elisoccorso

Incidente mortale sulla E45, poco prima dello svincolo di Terni nord , San Gemini sud. Un Suv, che procedeva in direzione nord, è uscito di strada, provocando la morte di un uomo.

All’interno della vettura, che ha abbattuto il guard rail ribaltandosi in un terreno, c’era anche una donna, rimasta ferita. E’ stata estratta dall’abitacolo dai vigili del fuoco arrivati dalla centrale di Terni e trasportata in ospedale con l’elisoccorso.

La dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia stradale. Non risultano coinvolti altri mezzi.

“Sweet Pampepato”, come partecipare alla sfida più dolce

Sarà una dolce sfida quella che si terrà a Terni in occasione seconda edizione di Sweet Pampepato. Il Premio 2025, Terni cala il tris con l’introduzione del voto della giuria popolare.

L’appuntamento è per venerdì 21 novembre alle ore 15.00 presso il PalaPampepato di piazza Tacito, nell’ambito della tre giorni più dolce, golosa, piccante e identitaria dell’anno.
Due le gare “ufficiali” in programma – Miglior Pampepato della Tradizione e Miglior Pampepato Innovativo – oltre a un contest speciale dedicato agli appassionati “slow”.
La partecipazione è riservata ai più veloci a inoltrare la richiesta via e-mail.

Le categorie in gara

La sfida per il miglior pampepato innovativo (con aggiunta, rimozione o sostituzione di ingredienti, purché mantenga la tipica forma a cupola e possa essere servito come il dolce tradizionale) è aperta ai residenti nella provincia di Terni che non abbiano superato i 40 anni di età al 21 novembre 2025.
Tutti gli altri potranno concorrere nella categoria Tradizione.
È ammessa la partecipazione anche in coppia o in gruppo, purché tutti i componenti rientrino nella stessa fascia d’età.

A decretare i vincitori sarà una giuria qualificata, che utilizzerà la stessa scheda di valutazione adottata nella passata edizione della Champions League del Pampepato, iniziativa che lo scorso anno ha premiato il “campione dei campioni” tra i vincitori storici del concorso del Met Bistrot, anche quest’anno partner dell’evento.

Come partecipare

Per candidarsi è sufficiente inviare una mail a sweetpampepato@gmail.com.
La finestra per le iscrizioni sarà aperta dalle ore 9.00 del 23 ottobre alle ore 12.00 del 3 novembre 2025.

Nella mail dovranno essere indicati:

  • nome e cognome del partecipante (o del team);
  • numero di cellulare;
  • documento/i di identità;
  • per i concorrenti under 40, la descrizione sintetica degli elementi di novità del pampepato (informazioni riservate ai giurati fino alla degustazione).

Saranno selezionati i dieci candidati più veloci per ciascuna categoria, che verranno contattati entro il 5 novembre.
La consegna dei pampepati, preferibilmente due per ogni partecipante o team, dovrà avvenire entro le ore 15.00 del 19 novembre presso il Met Bistrot (piazza Tacito / via Armellini, Terni), in una confezione alimentare con indicato nome e categoria di partecipazione.

Le giurie e il Premio Popolare

Due giurie distinte, ma con la stessa composizione, valuteranno i dolci durante un pomeriggio all’insegna dei sapori antichi e moderni di una tradizione che non conosce crisi – neanche quando i costi delle materie prime mettono a dura prova i maestri pasticceri.

Grande novità del 2025 sarà il Premio della Giuria Popolare: oltre ai dieci partecipanti ufficiali per categoria, altri pampepati potranno essere degustati dal pubblico, che riceverà schede di valutazione semplificate per esprimere il proprio voto.
In palio, oltre alla gloria, trofei e premi in natura.

Norcia, riapertura della Basilica di San Benedetto nel segno della pace

Sarà nel segno della pace la cerimonia di riapertura al culto della Basilica di san Benedetto a Norcia, che avverrà simbolicamente nelle giornate del 30 e 31 ottobre. Norcia si prepara a questo atteso e sentito momento con un calendario di appuntamenti. Tra gli eventi in programma questa settimana ci sono il 24 ottobre la presentazione del Premio San Benedetto da Norcia, riconoscimento annuale ispirato al patrono d’Europa, e il 25 una Marcia della pace.

Venerdì 24 ottobre alle 16.30 nella sala Digipass si terrà la presentazione della prima edizione del Premio istituito dal Comune di Norcia, alla presenza del sindaco Giuliano Boccanera. Un premio che nasce dalla volontà di ricordare la figura di san Benedetto e di valorizzare la ricchezza della tradizione benedettina ribadendo l’attualità dei suoi principi. Partendo dai valori della Regola benedettina ‘Ora et labora’, il premio intende valorizzare personalità che si siano distinte in vari campi del sapere e dell’impegno umano. Ogni edizione sarà infatti dedicata a una disciplina o ambito specifico, tra quelli che la figura di san Benedetto simbolicamente abbraccia (religione e spiritualità; lavoro ed economia; letteratura e cultura; arte e architettura; educazione e società; pace). Il Premio verrà consegnato ogni anno.

“L’istituzione del Premio San Benedetto – spiegano dall’amministrazione comunale di Norcia – non è soltanto un atto celebrativo, ma una proposta culturale per l’Europa di oggi. In un tempo segnato da divisioni e crisi, la Regola di san Benedetto offre un modello di equilibrio e comunità: una vita ordinata, basata sul rispetto reciproco, sul lavoro come servizio, sulla dignità della persona, e si propone di rendere attuale l’insegnamento del santo mostrando come i suoi valori possano illuminare le sfide contemporanee; collegare fede e cultura, facendo dialogare religione, arte, scienze sociali, economia e impegno civile; creare una rete di eccellenze europee, valorizzando figure che incarnano un impegno a beneficio della collettività”.

Sabato 25 ottobre alle 10 ci sarà poi la Marcia della pace, organizzata dal Comune di Norcia in onore di uno dei valori fondanti della regola benedettina, che vedrà la presenza di padre Ibrahim Faltas, frate francescano egiziano, direttore delle diciotto scuole della Custodia di Terra Santa, che arriverà dalla Palestina per dare testimonianza di quanto sta accadendo. Sono stati invitati inoltre a partecipare i venticinque Comuni della Diocesi Spoleto-Norcia, le associazioni del territorio, le pro loco, le scuole, e le consulte giovanili della Valnerina. Il corteo partirà dal parcheggio di Porta Meggiana, costeggerà le mura cittadine e attraverserà il centro storico arrivando in Piazza san Benedetto con il suo forte messaggio di pace e di fratellanza.

Programma sviluppo rurale, ultima riunione del Comitato di sorveglianza

Si è svolta a Castiglione del Lago la riunione del Comitato di sorveglianza del PSR 2014-2022 relativa allo stato di attuazione del Programma di sviluppo rurale per l’Umbria. Si tratta dell’ultimo appuntamento relativo a questa programmazione comunitaria che lascerà il posto al CSR (Complemento di sviluppo rurale) 2023-2027.

Un incontro che ha chiuso un percorso che ha visto l’Umbria protagonista a livello nazionale nell’impiego delle risorse europee in agricoltura, con un investimento complessivo di 1,216 miliardi di euro. Di queste risorse, al momento, restano da spendere, come ha spiegato l’Autorità di gestione del PSR Umbria, Graziano Antonielli, circa 50 milioni di euro che dovranno essere liquidati entro la fine dell’anno.

La riunione del Comitato di sorveglianza è iniziata con i saluti del sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, che ha poi lasciato la parola all’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni che ha aperto i lavori dell’appuntamento lacustre svolto alla presenza del rapporteur del PSR Umbria Emanuel Jankowski, delle associazioni di categoria del mondo agricolo, di Riccardo Passero della Direzione generale dello sviluppo rurale del MASAF, degli stakeholders del settore e, in collegamento, dei membri della Commissione europea.

“Abbiamo una fotografia dello stato di attuazione del PSR che ci consegna un importante risultato per l’Umbria: l’impegno totale delle risorse a disposizione e una piccola parte, residuale, in fase di pagamento e che contiamo di chiudere nei tempi previsti. Per questo voglio ringraziare la struttura e gli uffici che hanno fatto e continuano a fare un grande lavoro – ha spiegato l’assessore Meloni -. Con il PSR in Umbria sono state fatte scelte importanti per il settore agricolo e su cui noi abbiamo voluto spingere ulteriormente, penso al nostro primo bando sull’insediamento dei giovani che è stato pensato per permettere ai nostri ragazzi di fare impresa, avere un reddito e scegliere di restare a vivere in Umbria. Questo è un tema centrale oggi e per il futuro: far sì che chi fa impresa agricola possa garantirsi un reddito adeguato per sé e la sua famiglia”.

L’agricoltura umbra è “viva e vivace”, ha aggiunto Meloni, che ha sottolineato la continua interlocuzione con le associazioni di categoria per “proseguire un percorso di programmazione efficiente ed efficace in cui vogliamo mettere al centro la semplificazione burocratica”. “Non ci sfugge che i cambiamenti del mondo stanno mettendo a dura prova il settore agricolo – ha proseguito Meloni -. Noi abbiamo avuto la possibilità e capacità di spendere quasi tutte le risorse. Ora sforzo ulteriore per chiudere questa partita entro l’anno e guardare avanti. L’Umbria è una regione che ha saputo intercettare tante risorse ma ha un organico che va ulteriormente sostenuto per non perdere un euro delle risorse europeo perché ogni euro che va alle imprese agricole è una barriera allo spopolamento delle nostre aree interne, un elemento di tutela del paesaggio, un collante per le comunità”.

L’assessore Meloni, dopo aver ribadito che lo sviluppo rurale passa anche per la promozione dell’agroalimentare e per la sinergia col settore turistico, ha lanciato infine la sfida per il futuro: “Serve una convergenza di intenti e un lavoro congiunto perché con la nuova programmazione le risorse saranno minori e anche la nuova PAC, nonostante il grande lavoro che stiamo facendo, prevede un taglio dei fondi che ci preoccupa – ha detto Meloni -. Dobbiamo essere in grado di non disperdere risorse, convogliarle verso interventi strategici e impegnarci affinché gli investimenti possano trasformare la nostra agricoltura in chiave di sostenibilità e innovazione”.

La grande fuga dall’ospedale di Orvieto

Un ospedale ormai quasi alla canna del gas. Mentre ad Orvieto si discute sulla prossima apertura a Bardano del centro diagnostico privato Cidat, dotato di una risonanza magnetica ad altro campo come quella in uso al «Santa Maria della Stella«, le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti medici ed infermieri dell’ospedale continuano ad essere sempre più pesanti. Non solo, ma anche il clamoroso trasferimento del facente funzioni di cardiologia Andrea Mazza che ha vinto il concorso da primario a Città di Castello, sembra essere destinato ad essere presto seguito da altri abbandoni.

Ci si trova di fronte ad una situazione generale decisamente scoraggiante a causa delle carenze di personale che continuano a rendere difficoltosa l’attività dell’ospedale, costretto sempre di più ad appaltare all’esterno alcune prestazioni come avviene ad esempio con le ecografie che vengono eseguite dalla stessa Cidat la cui attività si svolge al momento in servizio di convenzione con la Asl. Un medico racconta come stanno le cose.

“Oltre a Mazza, anche un altro cardiologo si accinge a lasciare il reparto per andare a lavorare all’ospedale di Viterbo – riferisce – anche la situazione di chirurgia non è facile. Qui c’è già la richiesta di trasferimento ad altra sede da parte di un giovane chirurgo con esperienza, ma anche di un probabile terzo collega. Una dottoressa si è inoltre collocata in aspettativa in attesa di iniziare un nuovo incarico professionale all’ospedale di Perugia – prosegue il professionista – un’altra dottoressa proveniente da Roma ha subìto un incidente, è stata investita da un’auto, ciononostante ha dovuto tornare al lavoro, dicono sia stata vista lavorare con il gesso ma io non ho informazioni certe a riguardo”.

Anche nella diagnostica per immagini le cose non procedono bene. “Molti turni devono essere coperti da colleghi da altre sedi: Perugia, Terni e Foligno altrimenti diagnostiche ecografiche ed risonanza magnetica non sono in grado di funzionare. Al laboratorio analisi la scarsità di tecnici di laboratorio è tale che si rischia il blocco del servizio nel caso in cui ci fossero due malattie contemporaneamente. I tecnici dovrebbero essere quattro o cinque, ma a partire dall’anno scorso sono rimasti in tre. Anche per quanto riguarda i fondi del Pnrr per l’emergenza covid, è cambiato solo il nome dei reparti di medicina ma non c’è stato nessun effettivo cambiamento riguardo la qualità delle cure erogate e dei nuovi posti letto di terapia intensiva”.

Il medico riferisce anche le carenze che si registrano per il servizio per intervenire sugli ictus. Si tratterebbe in realtà di un servizio che esiste solo sulla carta. “Si basa infatti solo su pochi medici e non si hanno tutti gli strumenti necessari secondo quanto prescritto dalle linea guida”.

Elezioni Rsu IperConad Pienate Terni, Filcams Cgil si conferma primo sindacato

All’IperConad Pianeta di Terni, l’ipermercato del centro commerciale Cospea Village, concluse le elezioni per il rinnovo delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie). La Filcams Cgil si è confermata il primo sindacato nella maggiore realtà della grande distribuzione organizzata a Terni ottenendo 69 voti su 116 votanti una percentuale di consensi del 58,9 per cento e tre delegati su sei previsti: Paolo Paparelli, Corinna Panbianco e Sandro Padiglioni.

La Filcams Cgil di Terni ha espresso “grande soddisfazione per il risultato ottenuto alle elezioni per il rinnovo delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) dell’Iperconad di Terni. Questo importante risultato che i lavoratori ci hanno affidato ci riconsegna una grande responsabilità e ci spinge a continuare nell’impegno della difesa dei diritti e dei livelli occupazionali in questa fase delicata del ruolo della grande distribuzione nel territorio provinciale. Un sentito ringraziamento – ha concluso l’organizzazione sindacale – per la fiducia dimostrata e alle candidate e candidati della lista Cgil per la disponibilità dimostrata e per aver contribuito fattivamente al raggiungimento di questo risultato a dimostrazione che la rappresentanza è un valore a cui fare riferimento nei luoghi di lavoro”.

Si è conclusa la settima edizione della Terni Digital Week

Si è chiusa la tre giorni della settima edizione della Terni Digital Week, la manifestazione ideata da Edoardo Desiderio sul mondo dell’innovazione e della digitalizzazione.

Uno dei grandi protagonisti dell’ultima giornata è stato il “Gaming Day” al Casagrande – Cesi di Terni. La giornata si è infatti aperta all’Auditorium Falcone – Borsellino, dove sono intervenuti Benito Magliano, Sara Lodovici, Erika Di Sano, Lorenza Celiberti, Joy Grifoni ed Ermes Maiolica. Si è parlato delle ‘Implicazioni etico-filosofiche di un mondo condiviso con le macchine’, mentre in contemporanea sono state allestite sale tematiche con videogiochi e attività ludiche con giochi, console e accessori; da sottolineare la presenza di Free LAN Party Game con l’intramontabile multiplayer Urban Terror HackLab Terni Aps, in più anche l’Area Gaming con Play Station, Wii e Xbox.

Parallelamente agli eventi presso il Casagrande – Cesi, nel Piano Terra della Biblioteca Comunale di Terni si sono svolti due tornei: il primo (dalle 10.00 alle 18.00) è stato quello non ufficiale di Magic The Gathering, che ha garantito un premio dall’ottavo al primo classificato della griglia. Dalle 11.00 alle 18.00, inoltre, è stato effettuato anche il torneo di Battle of Shields: entrambi gli eventi sono stati curati da Matteo Ferrante.

E poi le attività espositive organizzate da “Compagnia dell’Aquila” di Todi, a cura di Alessandro Plebbani e Matteo Ferrante. Alle ore 12:00 è stato svolto il #TDW Lunch presso il Bar della Biblioteca Comunale al 2° Piano – Piazza della Repubblica.

Infine un ormai grande e consueto appuntamento sempre in BCT (in Sala DigiPass) con la consegna dei Premi Innovazione. Hanno ricevuto il prestigioso premio le seguenti aziende locali e nazionali: Eagleprojects, protagonista della Trasformazione Digitale a livello nazionale e internazionale, Telematica Italia, tra le principali società italiane di consulenza specialistica dedicata alle imprese per l’accesso ai finanziamenti agevolati, ai contributi e ai crediti d’imposta (premio condiviso e consegnato in collaborazione con Confapi Terni) e TFC System, azienda operante nell’ambito della realizzazione di assemblaggi elettrici e meccanici di alta precisione. Oltre alle aziende hanno ricevuto il premio anche dei professionisti nazionali, nello specifico: Giuseppe Izzo, esperto in progettazione, sviluppo e implementazione di soluzioni avanzate di sicurezza informatica, Gian Luca Comandini, imprenditore, professore e divulgatore tecnologico, Massimo Canducci, manager, tecnologo e saggista, Lorenzo Barone adventurer, Explorer e Speaker Ambassador e Giovanni Iovane, studioso e tra i padri fondatori della Sofimatica disciplina emergente e nuova frontiera dell’intelligenza artificiale.

Per completare il sabato e i tre giorni di festival l’appuntamento finale è stato il #TDW25 FEST in Piazza della Repubblica, con l’esibizione del Gruppo Sbandieratori di Narni, ha concluso la kermesse ‘Un Secolo da Fere’, serata-evento in collaborazione con il Comune di Terni e Centro di Coordinamento Ternana Clubs.

L’appuntamento, confermato, è per ottobre 2026, con Terni capitale dell’innovazione grazie alla Digital Week.

Da Assisi il messaggio per un nuovo umanesimo economico

Ad Assisi si è tenuta la prima edizione della Conferenza biennale “Verso una economia universale fondata sui Diritti Umani”, riflessione sui nuovi modelli di sviluppo sostenibile. L’iniziativa, promossa dalla Cattedra UNESCO in Sistemi Economici e Diritti Umani dell’Università Nazionale de La Plata, in collaborazione con Regione UmbriaComune di AssisiUniversità degli Studi di Perugia e Camera di Commercio dell’Umbria, ha riunito economisti, magistrati, imprenditori e studiosi da oltre venti Paesi, trasformando il Palazzo del Monte Frumentario in una vera “capitale dei diritti”.

Dopo le Lectio Magistralis di mons. Domenico Sorrentino e del prof. Stefano Zamagni, la Conferenza ha sviluppato quattro tavoli tematici dedicati a economia, ambiente, educazione e finanza etica, culminando nella presentazione del Manifesto di Assisi per un’economia universale dei diritti umani e nella nascita di un Comitato permanente che ne seguirà l’attuazione.

Tra le riflessioni emerse con maggiore forza, la necessità di ripensare la teoria economica dominante, oggi schiacciata sulla massimizzazione del profitto e lontana dai bisogni delle persone. “La povertà non è un destino, ma una scelta politica”, ha affermato Zamagni, ricordando che oltre un terzo della popolazione mondiale vive con meno di sette dollari al giorno. Da qui l’urgenza di una finanza nuovamente ancorata all’economia reale, capace di generare valore condiviso e non disuguaglianze.

Sotto accusa anche le cosiddette economie di morte, dall’industria bellica al traffico di rifiuti tossici, fino a un concetto di “green economy” spesso utilizzato dai grandi gruppi per rilegittimarsi. “È tempo di restituire all’economia il suo senso ontologico – ha detto il profesor Francesco Vigliarolo, titolare della Cattedra UNESCO e ideatore della Conferenza – ponendo i diritti umani come bussola di ogni scelta produttiva. Non è solo necessario, è urgente”.

Tra le proposte concrete, quella del giudice Francesco Neri di riconoscere il reato ambientale come crimine contro l’Umanità, un passo simbolico ma di grande portata giuridica e morale. Proprio la Cattedra UNESCO lancerà una campagna internazionale per promuovere questa istanza presso istituzioni e organismi multilaterali.

La voce delle istituzioni e il ruolo della Camera di Commercio dell’Umbria

Determinante il contributo della Camera di Commercio dell’Umbria, partner istituzionale e sostenitore della Conferenza. Il Segretario Generale Federico Sisti ha ricordato come l’impresa, nella Costituzione italiana, non sia soltanto un soggetto economico ma anche un fattore sociale: “Conta il Pil, ma ancora di più il Bil, il Benessere interno lordo – ha dichiarato – La ricchezza prodotta da un’impresa è anche culturale e relazionale. In Umbria questo principio è concreto: da Luisa Spagnoli a Brunello Cucinelli fino alle società benefit, il valore della persona è parte integrante del sistema produttivo”.

La Camera di Commercio ha portato ad Assisi l’esperienza di una regione laboratorio di sostenibilità, dove l’economia circolare e i criteri Esg si traducono in azioni tangibili. “Le imprese umbre – ha sottolineato Sisti – mostrano che competitività e responsabilità possono camminare insieme, restituendo valore ai territori e fiducia alle comunità”.

Nel panel Economy and Society: Innovations and Social Practices for Human Rights, il confronto con esperti internazionali ha evidenziato la necessità di diffondere nuovi indicatori di benessere e di sostenibilità, capaci di misurare non solo la crescita economica ma anche l’impatto sociale e ambientale delle imprese.

Giovani protagonisti e dialogo globale

Importante partecipazione dei giovani, provenienti da università italiane e straniere, che hanno animato i laboratori dedicati a educazione economica, finanza etica e cooperazione. Le loro proposte – innovative e pragmatiche – sono entrate a pieno titolo nel testo finale del Manifesto, segnando un passaggio generazionale nel modo di pensare l’economia.

Accanto ai relatori italiani, hanno portato il loro contributo Michael Humphrey (Australia), Srikanta Patnaik (India), Wolfram Elsner (Germania), Gloria Ramirez (Messico), Antonio Rojas (Spagna) e Jurema Tomelin (Brasile), insieme ai magistrati Francesco Neri e Olga Tarzia. L’ampio spettro di provenienze ha dato corpo a un dialogo tra culture e discipline, confermando Assisi come luogo privilegiato di incontro tra economia, etica e spiritualità.

Nel complesso, la Conferenza ha registrato oltre duecento partecipanti in presenza e da remoto, con un intenso scambio di idee che ha generato nuove collaborazioni accademiche e istituzionali.

Da Assisi al mondo: un’economia di vita

Il messaggio finale della tre giorni è netto: un’economia che non mette al centro l’uomo non è più sostenibile. Da Assisi parte un cammino globale che punta a una “economia di vita”, contrapposta a quella di morte e di sfruttamento.

L’Umbria, grazie anche al ruolo della sua Camera di Commercio, si conferma laboratorio di un nuovo umanesimo economico, dove impresa, conoscenza e solidarietà dialogano nel segno di San Francesco.

Assisi non è solo un luogo simbolico – ha osservato Vigliarolo – ma il punto da cui rilanciare una visione di fraternità capace di ispirare la politica economica mondiale”.

Da questo primo appuntamento nasce una rete internazionale pronta a portare avanti, da qui ai prossimi due anni, un programma di ricerca, formazione e divulgazione dedicato ai Sistemi economici fondati sui diritti umani. Una sfida culturale e civile che ha trovato, nel cuore verde d’Italia, la sua voce più autentica.

Si ribalta con il trattore, muore a 44 anni

Stava lavorando sul terreno di famiglia con il trattore quando il mezzo si è ribaltato, schiacciandolo. Un 44enne ha perso la vita domenica, poco dopo le13, in località Liè, nel territorio del comune di Foligno.

La dinamica dell’incidente – non classificabile come incidente sul lavoro – è al vaglio dei carabinieri, intervenuti insieme ai vigili del fuoco ed al personal del 118. Dopo il sopralluogo del magistrato è stato possibile rimuovere il corpo. I vigili del fuoco hanno poi potuto rimuovere il mezzo agricolo, che non è stato posto sotto sequestro.