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Nuovo ospedale di Terni: le 5 ipotesi con costi e tempi

Presentato in Terza Commissione regionale lo “Studio per le Aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale di Terni”, predisposto dalla società Binini Partners. In una seduta a cui hanno partecipato la presidente della Giunta, Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, la direttrice
regionale “Salute e Welfare” Donatella Donetti, il direttore della Azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari, gli ingegneri dello studio Binini.

L’audizione è stata convocata su richiesta del consigliere Eleonora Pace (FdI) per “verificare aspetti rilevanti sulla nuova struttura, valutando approfonditamente costi e tempistiche per la sua
realizzazione”.

Il presidente della Commissione, Luca Simonetti, ha annunciato che la seduta è “solo la prima di una serie di incontri e approfondimenti, che verranno svolti anche a Terni, per condividere le ipotesi progettuali e raccogliere le indicazioni di cittadini, amministratori e portatori di interessi”.

Lo studio

Lo studio, in sintesi, individua le criticità della struttura esistente, delinea cinque ipotesi localizzative per la nuova, stima entità economica e tempistiche per la realizzazione del nuovo ospedale. L’analisi dei siti ha tenuto in considerazione le zone esondabili e quelle a rischio frana, gli indicatori sull’inquinamento acustico e sulla qualità dell’aria, i tempi di percorrenza e l’accessibilità stradale, il paesaggio circostante.

Le criticità del vecchio ospedale

L’attuale struttura ospedaliera può contare su circa 600 posti letto accreditati, 14 sale operatorie, un elevato numero di ambulatori e studi medici, distribuiti su una superficie complessiva di circa 80mila mq. Essa mostra alcune criticità significative, tra cui: gli spogliatoi centralizzati che non rispondono alle esigenze organizzative moderne in termini di sicurezza e igiene; la mancanza di un collegamento diretto tra l’ospedale e la camera mortuaria; la scarsità di depositi; l’assenza di spazi sufficienti per garantire gli standard minimi di superficie richiesti per posto letto.

Le caratteristiche del nuovo ospedale

Alla luce delle criticità individuate, viene ipotizzata una struttura da 600 posti letto per una superficie complessiva compresa tra 110 e 120mila mq, dotata di almeno 1.200 posti auto, tra parcheggi pubblici, parcheggi dedicati ai dipendenti e aree riservate ai mezzi di emergenza e ai servizi logistici.

Cinque le ipotesi.

“Gabelletta”. Ampia, ma caratterizzata da un forte dislivello, la proposta progettuale adotta una tipologia di ospedale verticale, sfruttando proprio la pendenza naturale del terreno.

“Campitello”. Particolarmente favorevole per la sua conformazione prevalentemente pianeggiante, che permetterebbe di sviluppare l’ospedale secondo un modello orizzontale.

“Stazione”. La morfologia articolata e con specifiche condizioni geologiche ha suggerito lo sviluppo di quattro proposte progettuali, quattro varianti dello stesso concetto di ospedale verticale.

“Maratta”. Zona ampia e pianeggiante che consente lo sviluppo di un ospedale orizzontale, con due possibili versioni.

“Colle Obito”. Probabilmente la più complessa e articolata. Il nuovo edificio deve essere inserito all’interno di un tessuto urbano già consolidato e caratterizzato da una viabilità particolarmente
articolata.

L’attuale polo sanitario

La nuova struttura deve inoltre dialogare con l’attuale polo sanitario, con l’università e con un insieme di elementi urbani eterogenei, mantenendo un equilibrio funzionale e visivo. A ciò si aggiungono le condizioni geomorfologiche dell’area, che presentano differenze di quota ridotte ma comunque significative e da non sottovalutare nella progettazione.

Stima dei costi

Alcune aree dovrebbero essere acquisite/espropriate poiché non di proprietà pubblica. Il costante aumento dei prezzi e la necessità di affiancare alla realizzazione dell’ospedale adeguate opere di inserimento ambientale, portano il costo stimato a circa 4.350 €/mq. Con un investimento totale, per una superficie costruita di circa 115mila mq, di circa 500 milioni (comprensivi di arredi e tecnologie). A cui andrebbero aggiunti 50 milioni per eventuali parcheggi pluripiano.

La stima aumenta, in considerazione delle difficoltà presenti, per tre aree che necessitano di maggiori
attenzioni nelle fasi realizzative: 630 milioni per Gabelletta; 715 milioni per Stazione; 770 milioni per Colle Obito, dove si dovrebbe anche intervenire per stralci essendo un’area già edificata.

Obiettivi temporali

La bozza di crono-programma definisce gli obiettivi temporali per la realizzazione del nuovo ospedale. Le fasi principali dell’iter riguardano: programmazione, ricerca e ottenimento dei finanziamenti, acquisizione delle aree, progettazione, ottenimento delle autorizzazioni e procedure di appalto. Per poi passare alla realizzazione dell’opera. La stima dei tempi minimi necessari si attesta su 7 anni per le aree di Gabelletta, Campitello e Maratta, che salgono a 8 per Stazione e a 9 anni per Colle Obito, che necessiterebbe di maggiori tempi iniziali di installazione rispetto agli interventi in area libera.

Feste di fine anno, il maltempo non condiziona i cammini dell’orvietano

Il maltempo non condiziona i cammini dell’orvietano. Oltre 250 escursionisti hanno percorso i cammini dell’Intrepido Larth e del Miracolo del Corpus Domini dalla vigilia di Natale fino all’Epifania.

La persistenza del tempo avverso, appunto, non ha affatto scoraggiato i camminatori, molti dei quali si sono messi in viaggio anche sotto la pioggia con spirito di avventura e buoni equipaggiamenti. “Ci sono tantissime richieste per i primi mesi dell’anno – anticipano i promotori dei cammini – stiamo lavorando per fare in modo che, dalle duemila e passa presenze del 2025, si possa arrivare a tremila nell’anno che è appena iniziato e le premesse sono più che favorevoli

Per incentivare le presenze, destagionalizzare il turismo orvietano e per incrementare l’indice di permanenza, sta intanto per essere messa sul mercato turistico nazionale ed estero una nuova ed importante iniziativa. “Tra poche settimane – aggiungono – presenteremo alla città un ambizioso progetto che si propone di far rimanere per molti giorni sul nostro territorio i turisti. Uno dei fulcri di questa iniziativa è fondata su otto escursioni di trekking che sono state selezionate tra quelle esistenti nell’orvietano e che si svolgeranno nei luoghi più suggestivi. Non si tratta di percorsi destinati ai professionisti del trekking, ma a tutti coloro che amano trascorrere del tempo in mezzo alla natura attraversando e conoscendo luoghi di particolare pregio.  I tragitti sono accomunati dal fatto di poter essere tutti percorsi in mezza giornata. Abbiamo infatti creato una innovativa proposta turistica per trascorrere almeno una settimana in questi luoghi, dedicando metà giornata alla scoperta della natura con appassionanti escursioni e l’altra metà a conoscere Orvieto, i suoi borghi e l’enorme patrimonio culturale e artistico che viene ingiustamente ignorato da quel turismo mordi e fuggi e stagionale che rimane ancor oggi il maggior limite nella nostra offerta turistica“.

Protagoniste del piano di marketing saranno le aziende dal momento che l’intera iniziativa è stata promossa da privati e si rivolge agli imprenditori.

Progetto eolico Phobos, la Regione Umbria si è costituita in giudizio

Progetto eolico Phobos, la Regione Umbria si è costituita in giudizio. “Se oggi siamo costretti a costituirci in giudizio – spiega in una nota l’assessore Thomas De Luca – è perché la Regione Umbria nel 2025 ha concluso l’iter autorizzativo con un esito negativo, a differenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri che con la deliberazione del 27 giugno 2023 ha dato esito positivo. Decreto, a firma di Giorgia Meloni, che ha visto l’unanimità del Governo nonostante il parere contrario del Ministero della Cultura. Una scelta pienamente discrezionale del Governo a favore di questo impianto che non abbiamo condiviso e che non condividiamo”.

Il Progetto Phobos

Il Progetto Phobos prevede un impianto eolico di sette aerogeneratori da 6 MW ciascuno per una potenza complessiva di 42 MW nei comuni di Castel Giorgio e Orvieto. Con la DGR n. 1367 del 30 dicembre 2025, ben prima di avere notizia della Sentenza del Consiglio di Stato, la Regione Umbria si è costituita in giudizio sul ricorso della società proponente avverso al diniego all’autorizzazione da parte della Regione.

L’appello ai parlamentari di centrodestra

“Il mio – prosegue De Luca – è un appello a tutti i parlamentari umbri della maggioranza di Governo, a partire dai sen. Franco Zaffini e Antonio Guidi, in quanto il decreto Transizione 5.0 approderà prima al Senato, ma successivamente agli on. Raffaele Nevi, Catia Polidori, Emanuele Prisco e Virginio Caparvi ad accogliere le proposte emendative avanzate in sede di Conferenza Stato-Regioni. In particolare l’emendamento 20 che prevede il ripristino delle aree non idonee – prosegue l’assessore De Luca – senza queste modifiche quello che è successo a Castel Giorgio accadrà ovunque in Umbria. Le scelte miopi del Governo trasformeranno radicalmente il paesaggio orvietano ed umbro. Anche con un esito negativo dell’autorizzazione regionale, con una VIA nazionale favorevole l’esito viene sistematicamente ribaltato vanificando qualsiasi tutela territoriale”.

L’impugnazione della legge regionale n. 7/2025

Questa situazione si inserisce nel quadro di riferimento dell’impugnazione da parte del Governo della legge regionale n. 7/2025. “La nostra legge regionale è nata per governare il territorio, escludendo tutte le visuali identitarie dell’Umbria, Orvieto e la sua rupe in primis, dall’installazione di impianti industriali, come pale eoliche alte 250 metri. Il Governo Meloni ha impugnato la nostra legge perché secondo loro non dovremmo farlo. La liberalizzazione selvaggia – conclude l’assessore De Luca – favorisce esclusivamente interessi estranei a quelli nazionali e del territorio umbro, danneggiando per sempre l’identità paesaggistica dell’Umbria. Inutile riconoscere la cucina italiana come patrimonio UNESCO, per poi cancellarne i luoghi dove i suoi alimenti d’eccellenza vengono prodotti”.

“Sguardo in Camera”, a Terni tre giovedì gratis al cinema per storie di impresa e lavoro

Dopo le proiezioni al PostModernissimo, allo Zenith e al Méliès di Perugia, Sguardo in Camera – Impresa e Lavoro, storie e visioni per il futuro in 12 film approda al Cinema Politeama Lucioli di Terni. Il progetto cinematografico ideato, promosso e finanziato dalla Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito delle celebrazioni per i 190 anni dalla nascita dell’Ente, prosegue così il suo percorso regionale con tre giovedì di cinema d’autore a ingresso completamente libero.

Una nuova tappa che conferma la vocazione della rassegna: portare il racconto dell’impresa, del lavoro e delle trasformazioni sociali fuori dai luoghi istituzionali, affidandolo allo sguardo del grande cinema, capace di parlare a pubblici diversi e di stimolare riflessioni condivise.

Cinema Politeama Lucioli – Terni

Giovedì 8 gennaio, ore 21:30
Madame Clicquotdi Thomas Napper

Film biografico poetico e ribelle dedicato a Barbe‑Nicole Ponsardin Clicquot, pioniera assoluta dell’imprenditoria femminile. Nella Francia napoleonica, quando era addirittura illegale che una donna gestisse un’attività di famiglia, Barbe‑Nicole – 27 anni, determinata e insofferente ai divieti – sceglie di sfidare tutto per portare avanti la vigna e la produzione di champagne del marito scomparso.
Una storia di coraggio, intrighi, ostacoli e ferite che parla ancora oggi a chiunque creda nella libertà di scegliere la propria strada.

La proiezione sarà accompagnata da un breve talk con:

• Maria Rita Fedrizzi, storica del cinema
• Giuliana Piandoro, Vice Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria
Un dialogo tra cinema e realtà per ampliare lo sguardo del pubblico.

Giovedì 22 gennaio, ore 21:30
Un altro mondodi Stéphan Brizé

Un film asciutto e potente che mette al centro il lavoro come terreno di conflitto etico e umano. Brizé racconta l’impatto brutale delle logiche economiche globali sulle vite delle persone, seguendo il percorso di un manager chiamato a prendere decisioni che mettono in crisi la sua coscienza. Un’opera rigorosa e necessaria, che interroga il senso di responsabilità individuale all’interno dei meccanismi dell’impresa contemporanea.

Giovedì 29 gennaio, ore 21:30
Lady Henderson presenta, di Stephen Frears

Una commedia elegante e irriverente ambientata nella Londra degli anni Trenta. La storia di una donna fuori dagli schemi che, rimasta vedova, decide di investire il proprio patrimonio in un teatro, sfidando convenzioni sociali e morali. Dietro il tono brillante, il film celebra l’audacia imprenditoriale, la libertà creativa e il coraggio di innovare anche quando il contesto sembra ostile.

Ingresso gratuito

Le proiezioni al Cinema Politeama Lucioli confermano l’impegno della Camera di Commercio dell’Umbria nel promuovere occasioni culturali accessibili, capaci di stimolare un confronto aperto sui temi del lavoro, dell’impresa e delle trasformazioni sociali.
Con la tappa di Terni, Sguardo in Camera rafforza il suo carattere regionale e la sua ambizione: usare il cinema come strumento di lettura del presente e come spazio condiviso di pensiero sul futuro.

Via i vecchi treni diesel, sull’ex FCU ci sono i Minuetto elettrici

Addio al vecchio treno diesel sulla linea regionale Perugia Sant’Anna – Città di Castello (ex Fcu). Avviato oggi il servizio ferroviario elettrico sulla storica linea IFRU, che prevede l’entrata in esercizio di nove elettrotreni Minuetto, al posto delle automotrici diesel, e il passaggio alla trazione elettrica sull’intera linea.

I treni elettrici

Dei nove elettrotreni Minuetto entrati in servizio, quattro sono di proprietà dell’Agenzia regionale Umbria TPL e Mobilità e sono concessi in comodato d’uso a Trenitalia, mentre cinque appartengono a Trenitalia, Gruppo FS. I quattro convogli di proprietà dell’Agenzia regionale sono stati sottoposti a manutenzione straordinaria presso le Officine Trenitalia di Foligno, con il completo rifacimento della livrea: tre treni hanno la livrea verde del Regionale Trenitalia, mentre un convoglio ha una livrea dedicata alla promozione turistica dell’Umbria, con immagini del territorio realizzate dai fotografi Marco Giugliarelli e Pierpaolo Metelli. L’intervento è stato finanziato dalla Regione con fondi FSC Sviluppo e Coesione 2017–2021 per un importo di circa 9 milioni e mezzo di euro.

Gli elettrotreni Minuetto, appartenenti alla famiglia Coradia di Alstom e disegnati da Giugiaro, dispongono di 142 posti a sedere, fino a 345 posti complessivi, spazi per biciclette, postazioni per persone a mobilità ridotta, toilette accessibile, prese elettriche, display informativi e sistemi di videosorveglianza. La velocità massima è di 160 chilometri orari.
L’avvio del servizio con i Minuetto rientra nel Contratto di Servizio Trenitalia Umbria 2018–2032, che prevede il rinnovo dell’85% della flotta entro il 2027. Dopo la consegna di un ETR104 a fine 2024, nel primo semestre del 2026 sono previsti nuovi elettrotreni ETR108, capaci di raggiungere i 200 chilometri orari, dodici dei quali destinati all’Umbria.

Le dichiarazioni

“Questo treno brandizzato Umbria – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – rappresenta un paradigma di innovazione che unisce più livelli di intervento. Non è soltanto uno strumento di promozione e celebrazione del territorio regionale, dalle aree naturalistiche come Piediluco e il Trasimeno fino ai luoghi simbolo della cultura e della spiritualità umbra come la Basilica di San Francesco, ma è anche un segno concreto di attenzione alla sostenibilità ambientale e all’universalità dell’accesso al trasporto pubblico. L’investimento sul ferro – sul quale la nostra amministrazione vuole puntare – va nella direzione di un sistema di mobilità sempre più orientato a mezzi sostenibili, moderni e accessibili, con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio e rendere il trasporto pubblico una scelta sempre più conveniente per cittadini e visitatori, anche attraverso una progressiva riduzione delle tariffe”.

“Oggi non mettiamo semplicemente in servizio nuovi treni, ma compiamo un passo concreto verso un modello di mobilità più moderno, sostenibile e vicino alle esigenze quotidiane dei cittadini umbri – ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti – L’elettrificazione della linea e l’arrivo dei Minuetto significano maggiore qualità del servizio, più comfort per pendolari e studenti e un’attenzione reale all’ambiente e al turismo”.

“Con l’arrivo dei nove Minuetto abbassiamo l’età media della flotta regionale in Umbria, garantendo treni più moderni e sostenibili. È il risultato di investimenti nell’evoluzione tecnologica e nelle attività manutentive, che consentono di migliorare la qualità del servizio”, ha spiegato Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Trenitalia.

Gli orari

Le informazioni sui servizi ferroviari e sugli orari sono disponibili sul sito e sull’app Trenitalia, oltre che presso le biglietterie, le emettitrici self-service e i desk di assistenza clienti. Nei giorni festivi il servizio è potenziato con due corse aggiuntive al mattino, per un totale di tredici collegamenti. Alcune rimodulazioni temporanee prevedono il cambio a Perugia Ponte San Giovanni e saranno superate nei prossimi mesi.

Morte di Arnaldo Caprai, il ricordo dei figli | Mercoledì i funerali

Si terrà martedì 7 gennaio alle ore 10, nella chiesa di San Feliciano di Foligno, la commemorazione funebre per il cavaliere del lavoro Arnaldo Caprai, morto all’età di 92 anni.

“Nostro padre è stato un ottimista e un generoso – raccontano i figli Arianna, Marco e Luca – e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia”.

L’azienda ricorda questa eccezionale storia imprenditoriale, dal tessile al vino, dal merletto al Sagrantino, eccellenza del Made in Italy e ponte fra tradizione artigianale e innovazione.

Il re del merletto

Classe 1933, Arnaldo Caprai inizia la sua straordinaria avventura imprenditoriale all’età di 22 anni come venditore di corredi e biancheria per la casa nell’Italia Centrale. Un lavoro svolto con passione, competenza e forte spirito di iniziativa che, nel corso degli anni, gli permette di raggiungere un successo tale da spingerlo a consolidare e ampliare la sua attività, fino a mettersi in proprio e produrre biancheria per la casa in prima persona.
Nel 1964 apre il suo primo maglificio artigianale. Pochi anni dopo, nel 1968, crea la società Maglital, poi conosciuta in tutto il mondo con il marchio Cruciani. Verso la metà degli anni Settanta definisce e realizza una filiera integrata che gli consente di sviluppare in proprio l’intero processo produttivo e di creare pezzi preziosi ed eleganti di arredamento per la casa.
Negli stessi anni emerge la passione dell’imprenditore per i manufatti in merletto. Inizia così a costituire una straordinaria Collezione Museale che oggi conta oltre 25.000 reperti, considerata “la più importante collezione delle arti tessili esistente al mondo”.
Nel 2007 inaugura il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili, un’intuizione pionieristica che gli vale il Premio Guggenheim “Impresa & Cultura”.
L’azienda tessile Arnaldo Caprai diventerà un punto di riferimento internazionale per la qualità del Made in Italy, con prodotti che spaziano dalla biancheria pregiata ai capi in cashmere del marchio Cruciani.

Il padre del Sagrantino moderno

Ma la fama mondiale di Arnaldo Caprai è indissolubilmente legata al Sagrantino di Montefalco. Negli anni Settanta, quando questo vitigno autoctono umbro era ancora poco conosciuto e quasi dimenticato, confinato a una dimensione locale, Caprai intuisce un’opportunità straordinaria dove altri vedevano solo limiti. Nel 1971 acquista 42 ettari a Montefalco, di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio, e lancia con grande passione un progetto visionario per la valorizzazione del Sagrantino.
«Nostro padre compra la prima parte di questa azienda agricola con l’idea di produrre Sagrantino perché quello era il vino che faceva ancora allora la differenza di notorietà di questo territorio», raccontano i figli.
La ricerca continua dell’eccellenza produttiva e l’impegno costante nell’innovazione di processo – portando nel mondo vitivinicolo l’esperienza maturata nell’industria tessile – fissano il successo internazionale del Sagrantino di Montefalco e dell’azienda Arnaldo Caprai. L’azienda diventa leader nella produzione di questo straordinario vitigno autoctono, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e il suo vino nel mondo.
Oggi l’azienda produce circa un milione di bottiglie all’anno che hanno portato il Sagrantino sulle tavole più prestigiose del pianeta, con riconoscimenti internazionali che ne hanno sancito l’eccellenza. Il nome di Arnaldo Caprai resterà per sempre legato al mondo del vino attraverso le sue iconiche bottiglie di Sagrantino, simbolo di una visione che ha trasformato un vitigno dimenticato in un’eccellenza riconosciuta a livello globale.

Cavaliere del lavoro

Il 2 giugno 2003 Arnaldo Caprai viene nominato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Cavaliere del Lavoro per Meriti in Agricoltura, riconoscimento che corona uno straordinario percorso di vita e lavoro lungo settant’anni.
Un riconoscimento che suggella una carriera dedicata non solo al successo economico, ma alla responsabilità verso il territorio, le persone e le generazioni future.

“Nostro padre – concludono i figli – ci ha insegnato il grande rispetto per il nostro mestiere e per le persone che lavorano con noi”.

Spari con la pistola in un video sui social, denunciate due persone

Una bravata nella notte di Capodanno può costare cara a due persone a Todi, dove i carabinieri della locale stazione hanno denunciato, in stato di libertà, un 53enne italiano ed un 39enne cinese, al termine di un’indagine avviata dopo la comparsa di un video su un social network, che ha destato particolare allarme.

Nel filmato, pubblicato da uno dei due uomini, si vede un soggetto esplodere due colpi in aria nella notte di capodanno, davanti ad un esercizio commerciale della zona.

Gli accertamenti effettuati hanno permesso di ricostruire che l’arma utilizzata apparteneva all’autore del video, il quale riprendeva l’autore degli spari durante l’azione di fuoco. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento di una pistola scacciacani in metallo, priva del tappo rosso, replica di una Beretta FS calibro 9 mm, insieme a 36 cartucce a salve.

L’arma e il munizionamento sono stati posti sotto sequestro. L’episodio è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Spoleto.

Maltempo in Umbria | Vento nell’Orvietano, nevicate sull’Appennino

Arrivato il maltempo in Umbria, dove era stata diramata dalla protezione civile un’allerta gialla.

Numerosi interventi dei vigili del fuoco nel territorio orvietano per il forte vento. Dalla mattinata i vigili del fuoco di Orvieto sono stati impegnati in una serie di interventi dovuti alle avverse condizioni meteorologiche. Diversi recuperi di autovetture – tra cui anche quello di un’ambulanza – e la rimozione di alberi caduti. Un albero in località Buinviaggio, che ha interrotto completamente la circolazione sulla strada che da Orvieto conduce in direzione Viterbo, poco prima del bivio per Torre San Severo–Porano.

Sul versante opposto dell’Umbria, al confine con le Marche, i disagi sono stati invece provocati dalle intense nevicate, in particolare nella zona tra Fossato di Vico e Fabriano, con disagi per la viabilità.

E’ morto il cavaliere Arnaldo Caprai, mercoledì i funerali

E’ morto all’età di 92 Arnaldo Caprai, l’imprenditore che, insieme al figlio Marco, ha fatto conoscere l’eccellenza del vino Sagrantino di Montefalco in tutto il mondo.

Eppure, Arnaldo Caprai è nato come imprenditore del settore tessile, con la produzione e la commercializzazione di tessuti riccamente decorati.

Ma la sua passione è l’agricoltura. Nel 1971 acquista 45 ettari di terreno a Montefalco, intuendo la potenzialità del vitigno del Sagrantino. Che trova la piena consacrazione negli Ottanta, quando il figlio Marco, che nel frattempo ha assunto la conduzione dell’azienda, sviluppa il Sagrantino in collaborazione con l’Università di Milano e con altri centri di ricerca.

L’azienda Caprai porta quindi il Sagrantino nel mondo e Arnaldo Caprai nei diventa l’ambasciatore, ottenendo per questo nel 2003 il titolo di Cavaliere del Lavoro.

I funerali di Arnaldo Caprai si terranno mercoledì alle 10 a San Feliciano.

Il cordoglio delle istituzioni

Numerose le attestazioni di cordoglio alla famiglia di Arnaldo Caprai, ai familiari, alla moglie Fiorella e ai figli Marco, Luca e Arianna. Da parte della presidente Stefania Proietti a nome di tutta la Giunta regionale (“l’Umbria perde un uomo di straordinaria visione che ha saputo con tenacia portare avanti e innovare la tradizione manifatturiera e quella vitivinicola”), del senatore Verini (“ha saputo coniugare in tutta la sua vita radici e futuro, esperienza e innovazione”), della presidente dell’Assemblea legislativa regionale Bistocchi (“è stato un ambasciatore dell’Umbria nel mondo”).

Si traveste da uomo per rubare l’incasso di tutto il locale in cui lavora

Si è travestita da uomo ed ha sfondato il parabrezza dell’auto del titolare del ristorante in cui lavorava, per rubare la borsa con l’incasso. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Città della Pieve hanno denunciato, in stato di libertà, la cameriera.

Il titolare del locale ha chiamato il 112, segnalando che un soggetto stava colpendo a martellate il parabrezza della propria autovettura parcheggiata nei pressi del locale e, dopo averlo sfondato, si allontanava a piedi.

I militari in tempi brevi giungevano sul posto ed apprendevano dal richiedente che il danneggiamento del parabrezza della costosa autovettura, era servito al ladro per penetrare all’interno dell’abitacolo ed appropriarsi di una borsa nascosta sotto il sedile, dove erano custodite alcune migliaia di euro, frutto dell’incasso dell’attività commerciale, relativo all’intero periodo natalizio, non ancora versato in banca in ragione delle festività.

Durante i primi accertamenti i militari repertavano una serie di tracce di sangue, evidentemente lasciate dal ladro, ed acquisivano i video dal sistema di sorveglianza presente sul parcheggio. Dalle immagini notavano un soggetto goffo con in mano un martello da carpentiere, vestito da uomo, ma con fattezze e forme femminili. Nonostante la persona indossasse un cappuccio che impediva di osservarne il volto, gli operanti iniziavano a sospettare di una dipendente del ristorante, già nota alle forze dell’ordine e che per l’appunto presentava le stesse caratteristiche fisiche del soggetto ritratto nei filmati.

In tempi brevi, sotto la direzione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Perugia, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile perquisivano la casa della sospettata, dove rinvenivano e sequestravano sostanza stupefacente del tipo cocaina, parte della refurtiva e tutti i capi di abbigliamento indossati dalla donna per perpetrare il furto.

Nel raccogliere la denuncia del commerciante, i carabinieri apprendevano come la dipendente, soltanto pochi mesi fa, fosse stata ripresa mentre occultava le mance destinate a tutti i dipendenti, ma allora fu deciso di soprassedere dando un’opportunità di ravvedimento alla colpevole.

La posizione dell’indagata è attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria.