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Papa Leone XIV il 20 novembre ad Assisi: il significato e il programma della visita

Sarà la prima volta di Robert Francis Prevost in Umbria in veste di papa. Leone XIV ha annunciato che giovedì 20 novembre sarà nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, per la conclusione della 81ª Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana.

L’arrivo del Pontefice ad Assisi rappresenta uno dei momenti più attesi dell’anno, carico di significato spirituale e simbolico. Sarà la tappa finale di un’intensa settimana di lavori alla Domus Pacis, dal 17 al 20 novembre, durante la quale i vescovi italiani, guidati dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, rifletteranno sulle linee di indirizzo e sulle decisioni a conclusione del Cammino sinodale delle Chiese in Italia.

“La presenza del papa – commenta la presidente della Regione, Stefania Proietti – ci ricorda il valore del dialogo, dell’ascolto e della cura reciproca. Da Assisi, città che incarna i valori universali della pace e della fraternità, si leva un messaggio che abbraccia credenti e non credenti: costruire insieme un futuro fondato sulla dignità umana, sulla giustizia e sulla solidarietà”.

“La luce di San Francesco – conclude Proietti – continua a guidare la nostra regione e a ispirare il cammino della Chiesa. L’Umbria accoglie Papa Leone XIV con gratitudine e con il cuore aperto, certa che da Assisi, ancora una volta, partirà un messaggio di pace verso il mondo”.

Due giorni per discutere dello stato di salute del Lago Trasimeno

Si chiama “Ogni goccia conta!”, l’evento dedicato allo stato di salute del Lago Trasimeno, per individuare criticità e le azioni possibili per contrastarle.

Articolata su due giorni con la formula della tavola rotonda, l’iniziativa si svolgerà venerdì 7 e sabato 8 novembre 2025 a San Savino di Magione, presso la Sala del Gambero (via della Libertà 1), con i seguenti orari: 10-12.30 e 15-18.30. Parteciperanno numerosi tecnici (anche da fuori regione), operatori economici e sociali, rappresentanti delle istituzioni e, soprattutto, cittadini. A chiudere i lavori sarà l’Assessora regionale Simona Meloni. “E’ un’iniziativa questa – ha detto il Consigliere regionale Cristian Betti – che la Regione dell’Umbria è lieta di supportare per l’importanza che riveste. La grande attenzione sulle problematiche del Trasimeno da parte di chi lo vive tutti i giorni è di stimolo anche per le istituzioni a moltiplicare il proprio impegno, a partire appunto dalla Regione per proseguire con i comuni rivieraschi. E collaborare deve essere la parola d’ordine”.

L’iniziativa è organizzata dal Movimento popolare “Il Lago al Centro”, realtà apartitica costituita da oltre un anno e ideata, sostenuta e finanziata da cittadini che hanno a cuore le sorti del proprio territorio.
Come spiegato alla presentazione da Marcello Berioli e Marco Cardinali, rispettivamente portavoce e membro del Movimento popolare “Il Lago al Centro!”, alla presenza del consigliere regionale Cristian Betti e della direttrice del GAL Trasimeno-Orvietano Francesca Caproni, l’idea nasce dall’esigenza di confrontarsi sui numerosi temi discussi nell’ambito della task force istituita per la salvaguardia del lago, soprattutto dopo la ripresa delle manutenzioni che ha generato molte polemiche.

“Tornare a fare interventi è il nostro primo obiettivo – hanno spiegato Berioli e Cardinali – e riteniamo che rappresenti la priorità dopo oltre vent’anni di immobilismo. C’è molto da fare ed è giunto il momento di mettere a sistema le varie iniziative, interrogandoci ad esempio sull’opportunità di ripristinare un Consorzio di Bonifica. Tante le domande da porre ai partecipanti: come affrontare il tema del Parco, come gestire gli aspetti ambientali e turistici, la navigazione, la pesca, lo sport, le spiagge e come ripristinare gli attracchi alle isole. E ancora: quali tecnologie di dragaggio adottare, come affrontare il tema dell’adduzione dal Montedoglio e come gestire seriamente le criticità legate ai fossi e ai canali di scolo”.
L’obiettivo finale è costruire una visione di lago condivisa, capace di rispondere alle richieste della popolazione e di chi vive questo territorio ogni giorno “anche in considerazione del fatto – ha aggiunto Francesca Caproni – che l’area del Trasimeno rappresenta il secondo polo turistico dell’Umbria. Mantenerla in modo decoroso non è solo un dovere, ma dovrebbe essere un obbligo. Ed è per questo che come Gal Trasimeno-Orvietano non possiamo che essere a fianco di questo movimento popolare, uniti per sdalvare il nostro bellissimo lago”.

Il programma

Rispetto al programma dei lavori, venerdì mattina, dopo i saluti istituzionali, a partire dalle ore 10.30 verrà presentato il documento “Ogni goccia conta!” con approfondimenti su qualità e quantità delle acque, aspetti naturalistici, pesca, agricoltura e attività sostenibili, progetti e prospettive possibili, modelli di gestione e dibattito moderato dal giornalista Marco Pareti. Nel pomeriggio (dalle 15.30) ci si interrogherà sul “Definire un’idea di Lago Trasimeno” e se “Il consorzio di bonifica è la soluzione?” e ci si confronterà u approcci istituzionali e modelli di gestione, autorità di bacino e piano stralcio, piani di intervento nel bacino del Lago Trasimeno e modello di turismo per il territorio lacustre con interventi moderati da Diego Zurli.

Nella giornata di sabato, invece, al mattino gli argomenti trattati verteranno su proposte e progetti d’intervento, interventi in acqua, tecnologie a confronto, gestione dei porti e delle darsene, navigazione pubblica e da diporto, infrastrutture di sbarco e approdi insulari, sistema di gestione delle emergenze sul Trasimeno. Nella sessione pomeridiana, infine, la voce del territorio incontrerà le istituzioni, con successivi resoconto e conclusioni dal portavoce del Movimento e sintesi dei lavori e spunti dal confronto con la cittadinanza. A seguire, la presentazione dell’edizione 2026 dell’evento ‘’L’isola di Einstein’’ e un buffet conviviale.

Accademia “Vannucci”, D’Acchille confermata direttrice

La professoressa Tiziana D’Acchille riconfermata con voto unanime (una sola scheda bianca) alla guida dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia per un secondo mandato. Altri tre anni di mandato da direttrice, con una triplice linea strategica per rafforzare la prestigiosa istituzione perugina, fondata nel 1573. Una riconferma tutt’altro che scontata, che premia il lavoro svolto negli ultimi anni nel segno della crescita, dell’apertura internazionale e del rilancio dell’istituzione perugina come centro di eccellenza nel panorama delle Accademie italiane.

Ora D’Acchille proseguirà nel raggiungimento degli obiettivi messi nero su bianco nel suo programma: l’intensificazione delle azioni di orientamento internazionale, al fine di accrescere la visibilità e l’internazionalizzazione dell’Accademia, favorendo scambi, accordi con istituzioni estere (a partire dagli Istituti italiani di cultura all’esterno) e progetti comuni con network internazionali; il potenziamento delle dotazioni di laboratorio e delle infrastrutture didattiche, per supportare in modo concreto la didattica, la sperimentazione e la ricerca artistica, consentendo agli studenti di operare in ambienti all’avanguardia; il ritorno dell’istituzione a livelli di eccellenza storica, nella didattica e nella produzione culturale, valorizzando le sue radici storiche e il suo profilo di alta formazione artistica, pur guardando al futuro e alle sfide dell’innovazione nel campo delle arti visive.

Nel corso della sua prima direzione la professoressa D’Acchille ha già guidato l’Accademia nella definizione di nuovi corsi triennali, nell’ampliamento dell’offerta formativa e nell’apertura di nuovi spazi di dialogo con il mondo dell’arte contemporanea. Adesso, con il secondo mandato, l’impegno si rafforza: l’Accademia di Belle Arti diventerà sempre più un polo aperto, internazionale e orientato alla ricerca, capace di attrarre talenti, di collegarsi con il mondo produttivo e di contribuire alla formazione creativa di nuove generazioni di artisti.

“Sono grata ai professori dell’Accademia per aver voluto riconfermare la fiducia nei miei confronti. L’Accademia ha progetti importanti e innovativi, sia in termini di didattica, sia per la ricerca nei settori dell’arte visiva, delle arti applicate e delle arti performative”, sottolinea D’Acchille, lanciando anche un appello perché “in questa importante fase di crescita è necessario il supporto della città di Perugia e di tutte le sue componenti politiche: abbiamo urgenza di acquisire nuovi spazi perché la crescita in termini di utenza studentesca rappresenta un fondamentale contributo anche per la crescita della comunità cittadina”.

Soddisfatto del rinnovato incarico anche il presidente dell’Accademia, l’avvocato Mario Rampini, da anni sempre al fianco dell’Istituzione, per sostenere il rilancio e il potenziamento. “La riconferma della prof.ssa D’Acchille è un segnale forte per il futuro dell’Accademia – sostiene Rampini -. Il Corpo Accademico ha voluto confermare con unanimità la sua fiducia nel progetto che abbiamo davanti: rafforzare la statura nazionale e internazionale dell’istituto, supportare l’innovazione nella didattica e nei laboratori, e restituire all’Accademia di Perugia il ruolo di eccellenza che merita”.

Turismo, si prepara il futuro dell’ex ferrovia Spoleto – Norcia

La Regione accelera verso l’acquisizione dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia, di proprietà dell’Agenzia del Demanio, attualmente in gestione a Umbria TPL e Mobilità, percorso diventato una grande attrazione turistica e sportiva, con il trekking a piedi e in percorsi in bicicletta.

In preparazione del nuovo appuntamento con l’Agenzia del Demanio fissato per il prossimo 13 novembre, si è tenuto a Spoleto in Municipio un incontro tra la Regione Umbria, rappresentata dall’assessore De Rebotti con la presenza del consigliere Stefano Lisci, i sindaci del territorio che ospita le ex ferrovia e Sviluppumbria, con una delegazione di tecnici capitanata dall’amministratore unico Luca Ferrucci, che ha illustrato il documento dal titolo “Valnerina e Sibillini Outdoor Experience: un progetto territoriale di sviluppo economico e sociale a fini turistici”.

“È stata l’occasione – afferma l’assessore De Rebotti – per confrontarsi sul modello di gestione partecipata che si intende assumere, frutto del recepimento degli studi e ricerche fatti nel recente passato, non ultimo quello presentato nel 2022, ulteriormente puntualizzati dal lavoro di approfondimento ad opera di Sviluppumbria. Convenendo sull’impostazione presentata si è stabilito di procedere con forza verso l’acquisizione dell’infrastruttura, per poi dar vita a una modalità di gestione guidata da un convinto protagonismo territoriale ma, al contempo, fortemente aperta verso l’esterno e verso la collaborazione con soggetti privati. A riferimento sono stati individuate virtuose esperienze italiane e internazionali, utile spunto per definire una via umbra allo sviluppo di modelli gestionali innovativi, condivisi, fortemente attenti alle esigenze delle comunità e adeguati a corrispondere efficacemente alle forme di turismo ambientale in continuo, consistente sviluppo. Andiamo verso un progetto d’area vasta”.

cassa risparmio orvieto

CR Orvieto, l’utile netto scende a 8,9 milioni ma crescono i finanziamenti a famiglie e imprese

Utile netto pari a 8,9 milioni, in lieve calo (-4,5%) rispetto al dato di un anno fa. Crescono i finanziamenti e famiglie e imprese, a cui sono stati erogati 204,4 milioni (+16% rispetto a settembre 2024).

Sono i principali dati di risultati di Cassa di Risparmio di Orvieto al 30 settembre 2025, approvati dal Consiglio di amministrazione. Risultati di una banca che ha visto rafforzare il proprio capitale, con il Cet1 (il coefficiente di solidità patrimoniale) al 18,57% (era al 15,18% un anno prima).

In particolare – si legge nella nota di CR Orvieto – il risultato economico evidenzia un margine di intermediazione pari a 47,3 milioni di euro (+4,6% rispetto a 45,2 milioni di euro al 30 settembre 2024), grazie alla crescita delle commissioni nette (+13,6% da 13,3 milioni di euro di settembre 2024 a 15,1 milioni di euro al 30 settembre 2025) e agli utili realizzati dall’attività di negoziazione dei titoli di proprietà per oltre 1,6 milioni di euro (+0,9 milioni di euro rispetto a settembre 2024), compensata dal lieve decremento del margine di interesse (-2,4% da 30,9 milioni di euro di settembre 2024 a 30,2 milioni di euro al 30 settembre 2025).

Quanto alla gestione, i costi operativi ammontano a 31,4 milioni di euro, aumentati rispetto ai 28,1 milioni di un anno prima. Mentre le spese amministrative si attestano a 31,1 milioni di euro (rispetto ai 28,6 milioni di euro del 30 settembre 2024, +8,8%).

Quanto agli aspetti che evidenziano il rapporto con il territorio, gli impieghi netti a clientela passano da 1.282,2 milioni di euro di fine 2024 a 1.324,6 milioni di euro al 30 settembre 2025 (+3,3%). I crediti deteriora verso clientela presentano un valore contabile netto di 16,3 milioni di euro (rispetto a 13,9 milioni di euro a fine 2024), con un grado di copertura dei fondi rettificativi al 41,2% in diminuzione rispetto al 46,7% del 31 dicembre 2024 per effetto principalmente della chiusura (write-off) di posizioni rilevanti interamente accantonate. In crescita del 1,5% la raccolta totale da clientela pari a 1.745 milioni di euro rispetto a 1.719,1 milioni di euro del 31 dicembre 2024.

    Reati ambientali, nei guai Ad di un’industria e artigiano

    Due imprenditori nei guai per reati ambientali contestati dai carabinieri, a Gubbio e a Terni, al termine di due distinte verifiche.

    A Terni fenoli nelle acque reflue

    I carabinieri forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) di Terni hanno invece sanzionato una nota attività industriale di lavorazione materie prime del capoluogo provinciale, per violazione della normativa sulle acque reflue.

    In particolare, nel corso di un’attività di controllo e prevenzione ambientale, è stato accertato, tramite analisi, che venivano scaricati rifiuti liquidi contenenti sostanze pericolose con valori di concentrazione superiori alle soglie previste. Tra gli inquinanti erano, infatti, presenti i cosiddetti fenoli, che sono composti tossici e persistenti particolarmente preoccupanti la loro nocività e, di conseguenza, per il potenziale danno che possono causare alla salute umana e agli ecosistemi in cui vengono immessi.

    L’attività di indagine, condotta in sinergia con le autorità ambientali competenti, si è conclusa con l’irrogazione di una sanzione amministrativa dell’importo di euro 7.500 a carico del legale rappresentante della ditta, dopo aver verificato l’avvenuto adempimento delle prescrizioni impartite, ossia di provvedere alla regolarizzazione delle difformità accertate

    Rottamazione veicoli a Gubbio

    I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Perugia hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia, un 58enne, legale rappresentante di un’attività di raccolta di rifiuti dell’eugubino.
    L’attività economica, condotta con Autorizzazione Unica Ambientale comunale e determinazione dirigenziale regionale, consentiva all’azienda la gestione di un centro di raccolta, con la demolizione, il recupero e la rottamazione di veicoli fuori uso nonché il recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi, secondo i dettami e prescrizioni imposte e, in particolar modo, nel rispetto delle aree assegnate ed autorizzate per ciascuna attività.

    L’attività ispettiva condotta dai militari ha posto in luce numerose violazioni di natura penale, afferenti alla gestione non corretta dei rifiuti. Infatti è stato riscontrato che il gestore dell’impianto, effettuava arbitrariamente in carenza di autorizzazione, l’attività di raccolta di contenitori non bonificati dai gas, classificati come rifiuti speciali.
    Tali contenitori erano rinvenuti sul suolo senza nessun riparo o protezione da eventi potenzialmente in grado di provocare incidenti, prossimi a parti di autovetture disassemblate ed a rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche.
    L’aspetto che ha più colpito i militari, è stata l’individuazione di una zona dell’attività che, sebbene non fosse stata autorizzata al deposito di alcuna tipologia di rifiuti, di fatto era stata occupata con cassoni, cumuli di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da radiatori in alluminio, rame, ferro compresso, motori elettrici, materiale in acciaio e cromo, cumuli di cavi elettrici e nuovamente parti derivati dallo smontaggio di autovetture.
    Tutto quanto rilevato dai militari configurava, sostanzialmente, una attività di gestione di rifiuti in parte non autorizzata ed in parte non conforme alle autorizzazioni rilasciate.
    Per le violazioni rilevate, il titolare dell’attività economica è stato deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria perugina, per la parte di rilevanza penale, mentre la Provincia di Perugia è stata interessata per i provvedimenti di competenza, finalizzati al ripristino dello stato dei luoghi ed eventualmente all’emissione di motivato divieto di prosecuzione dell’attività, qualora persistano condizioni contrarie agli atti autorizzativi.

    (immagine carabinieri forestali generica d’archivio)

    Tamponamento tra due auto allo svincolo della E45, muore una donna

    Una donna di 58 anni ha perso la vita in un incidente che si è verificato sulla E45 lunedì mattinata, all’altezza dello svincolo di San Martino in Campo – Torgiano.

    Si è trattato di un tamponamento che ha coinvolto due vetture. La donna è stata estratta dalle lamiere di una delle auto, dove viaggiava sul sedile anteriore destro. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 ha potuto soltanto constatarne il decesso.

    Le donne che erano alla guida delle due vetture sono rimaste ferite in modo lieve, ma portate comunque all’ospedale di Perugia per controlli.

    Sul posto ha operato personale Anas e della polizia stradale, che ha effettuato i rilievi per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente.

    Eurochocolate World, a Perugia il gusto dai Paesi della fascia equatoriale

    Sviluppumbria in collaborazione con Cacao Solution, ha promosso Eurochocolate World, l’area dedicata ai Paesi della fascia equatoriale, all’interno del Festival Internazionale del Cioccolato.

    Dal 14 al 23 novembre, Largo delle Libertà a Perugia, saranno infatti presenti circa 40 marchi provenienti da ben 22 terre del cacao. Queste insolite varietà di cioccolato si racconteranno, per poi essere degustate, presso l’imperdibile ChocoLab, ospitato quest’anno all’interno del LAB-Luisa Annibale Base, diretto da Roberto Caraceni. Lo storico locale di via Angusta, utilizzato da Luisa e Annibale Spagnoli nei primi anni di attività della Perugina, accoglierà infatti i principali esperti del mondo del cacao e cioccolato a livello internazionale, oltre a proporre una suggestiva cerimonia del cacao.

    “Sviluppumbria, in qualità di soggetto di riferimento della Regione Umbria per la cooperazione internazionale e per il sostegno all’internazionalizzazione d’impresa – ha annunciato l’amministratore unico di Sviluppumbria, Luca Ferrucci – è lieta di sostenere questa iniziativa che apre Perugia e l’Umbria al mondo, ospitando i rappresentanti di tanti paesi produttori di cacao. Eventi come questo rappresentano un’importante occasione per mettere in contatto produttori e trasformatori, facilitando lo scambio di conoscenze, esperienze e opportunità commerciali in una filiera che unisce eccellenza, tradizione e sviluppo sostenibile. È anche un segnale forte e concreto dell’impegno dell’Umbria nella valorizzazione delle proprie filiere strategiche, come quella del cioccolato, e della capacità di attrarre e ospitare interlocutori di primo piano a livello internazionale”.

    I Paesi ospiti

    A celebrare “La festa tra le nuvole” – il claim scelto per accompagnare i chocolovers nel ricco programma di intrattenimento e approfondimento a tema – non mancherà il Brasile, rappresentato da Baianí, realtà produttrice di cioccolato tree to bar che, sin dal XIX secolo, porta avanti l’antica tradizione familiare di coltivatori di cacao. Vale Potumuju è il nome dell’azienda agricola con sede ad Arataca, nel cuore della Foresta Atlantica, dove il cacao viene coltivato seguendo il sistema agroforestale Cabruca, che punta a mantenere la vegetazione intatta, tutelare la biodiversità e sostenere i lavoratori locali.

    Presente anche El Salvador con Belu Cacao. L’avventura di questi produttori nasce nei primi anni 2000 con il sogno di ridare vita all’antica tradizione della Tablilla: un disco di cioccolato preparato con cacao macinato, zucchero e spezie. Dopo anni di studio e passione, Belu Cacao ha trasformato questa ricetta casalinga in un progetto bean to bar, recuperando le varietà pregiate di cacao autoctono e coinvolgendo nella produzione la comunità locale. Un percorso di tradizione e innovazione che ha portato la loro Tablilla a vincere, nel 2020, l’argento agli International Chocolate Awards in Germania nella categoria “Cioccolata da bere”.

    Direttamente dalla Colombia, arriverà Color Cacao, la prima fabbrica di cioccolato colombiano guidata da sole donne, rappresentate a Perugia da Ana Margarita Villegas. Fondata nel 2011, Color Cacao trasforma con passione il cacao di origine, coltivato dai contadini locali, in tavolette artigianali di alta qualità. Sempre dalla Colombia Cacao Disidente, con il ritorno di Manlio Larotonda e Okanta Cacao. Il nome Okanta nasce dalla fusione di “okonta”, che in lingua Muzo significa pianta di cacao ed “encantar”, incantare in Spagnolo. Un doppio binario che racconta la loro missione: sostenere lo sviluppo locale attraverso collaborazioni dirette e inclusive con i piccoli coltivatori di cacao e, parallelamente, far conoscere al mondo un cioccolato pregiato, capace di sedurre e incantare chi lo assapora.

    Non potevano mancare il Costa Rica con Chocolateria del Volcán – una passione nata nelle lussureggianti foreste pluviali, dove le piante di cacao vengono coltivate con metodi biologici e biodinamici – e il Perù con Q’uma Chocolate. La storia di Q’uma inizia nel 2014 con un sogno: valorizzare il cacao peruviano, trasformandolo localmente dalla fava di cacao alla tavoletta di cioccolato, per restituire al Paese l’eccellenza della sua materia prima e dare voce alla sua biodiversità unica. Il Perù custodisce infatti oltre il 60% delle varietà di cacao al mondo, incluso il pregiatissimo cacao chuncho. Con Q’uma, questo patrimonio non viene più esportato e lavorato altrove, ma è trasformato sul posto per diventare cioccolato di altissima qualità.

    Dall’altra parte del mondo e precisamente dalle Isole Salomone (Oceania) arriverà Cacao Latitudes, produttore che da decenni lavora fianco a fianco con i coltivatori di cacao nelle latitudini tropicali, costruendo relazioni solide, eque e durature.

    Immancabile la presenza del continente africano, presente con tre realtà provenienti rispettivamente da Costa d’Avorio, Ghana e Uganda. In particolare, Choco Plus, rappresentata un progetto unico: il primo laboratorio artigianale di lavorazione del cacao a Grand-Bassam, dove giovani ivoriani, formati in Italia, trasformano il cacao locale in raffinate tavolette di cioccolato. Paradossalmente in Costa d’Avorio, paese che produce la maggior parte del cacao mondiale, molti non conoscono il sapore del cioccolato; Choco Plus nasce per cambiare questa realtà, dando valore al cacao nel luogo in cui cresce. La storia di Three Mountains inizia invece in un giorno piovoso in Inghilterra, quando Leslie, alla ricerca di una cioccolata calda senza latte e di qualità, intraprende un viaggio che lo riporta alle sue radici in Ghana. Così, nel 2020, prende il via Three Mountains Cocoa, un progetto che unisce gusto autentico e impatto positivo, grazie alla collaborazione con le comunità locali ghanesi. Fondata nel 2016, Latitude Craft Chocolate è invece un’impresa sociale ugandese che produce cacao e cioccolato bean to bar puntando su una filiera tracciabile, un team giovane e ingredienti locali di altissima qualità, grazie ai quali porta nel mondo i sapori autentici e la cultura unica dell’Uganda.

    Arriverà direttamente dal Vietnam, il cioccolato firmato Marou. La sua storia nasce nel 2010 da un incontro fortuito, in piena giungla, tra Samuel Maruta e Vincent Mourou, due francesi che avevano lasciato le loro carriere per seguire un nuovo sogno: quello del cacao. Con un semplice frullatore e un forno, nella cucina di Saigon hanno dato vita a una realtà considerata una delle prime produzioni bean to bar in Asia. Oggi Marou lavora a stretto contatto con una rete di piccoli agricoltori vietnamiti, acquistando le migliori fave a un prezzo equo e trasformandole in un cioccolato riconosciuto a livello internazionale per la sua qualità e autenticità.

    Tra Choco Buskers, Chocoband, Chocoparade e Chocolieri pronti a cimentarsi con l’etereo tema delle nuvole, Eurochocolate rappresenta quindi un’occasione unica per incontrare chi, dall’altra parte del mondo, coltiva il proprio sogno di un cioccolato prodotto lì dove il cacao cresce, trasformandolo così mi un’opportunità di riscatto e sviluppo per le popolazioni autoctone.

    Dolci d’Italia chiude con l’Attorta da record

    L’Attorta – dolce tipico spoletino – da record chiuderà domenica 2 novembre la sesta edizione di Dolci d’Italia, il festival nazionale dei dolci organizzato da Epta Confcommercio Umbria. Dopo l’enorme successo di pubblico di sabato — con il Chiostro di San Nicolò gremito per i mercati e l’applauditissima Sweet Academy di Simone Rugiati — la manifestazione si avvia al gran finale con una giornata che unisce tradizione, creatività e passione per il gusto.

    L’evento clou sarà appunto alle ore 16.00 in Corso Garibaldi, dove andrà in scena il celebre “Dolce da record”: un’Attorta spoletina lunga 60 metri, realizzata dagli studenti dell’Istituto Alberghiero di Spoleto “Giancarlo De Carolis”. Un’impresa collettiva che ogni anno richiama centinaia di visitatori, simbolo perfetto del legame tra scuola, territorio e tradizione.

    Commenta il presidente di Epta, Aldo Amoni: “L’anno scorso con la cheesecake dei record ho utilizzato il cronometro per prendere nota di quanto sarebbe durata: solo 20 minuti, una risposta di pubblico incredibile. Quest’anno vogliamo fare ancora meglio, e grazie al meraviglioso lavoro dell’Istituto Alberghiero di Spoleto siamo convinti che il risultato sarà altrettanto sorprendente”.

    Il programma di domenica

    La giornata si aprirà alle 10.00 con la presentazione del libro “Mi chiamo Pimpinella e sono la cuoca di Babbo Natale” della Prof.ssa Roberta Testaguzza presso il 1° piano del Chiostro di S.Nicolò (replica alle 15.00 in Piazza Garibaldi negli spazi di “Aspettando il Natale”), seguita alle 11.00 dallo Sweet Lab della chef Donatella Aquili all’Ex Chiesa di San Giovanni Battista e alle 11.30 dalla Sweet Academy “Il Bianco”, curata da Fortunati Tartufi con la chef Giulia Martellini, giovane promessa formatasi alla scuola di Iginio Massari.
    Alle 12.00 il Palazzo GAL, nel Chiostro di San Nicolò, ospiterà lo show cooking dello chef Marco Cuccaro, con una raffinata “Cheesecake con ricotta di Norcia e pere, salsa mou e cioccolato fondente”.

    Nel pomeriggio il gusto si farà ancora più vario: alle 15.00 la VeganOK Academy con la chef Maria Luisa Lucherini presenterà i “Bocconcini ananas e caramello”. Alle 16.30 spazio alla pasticceria senza glutine con “I tozzetti alle mandorle” a cura dell’Associazione Italiana Celiachia e della chef Graziella Ponti, mentre alle 18.00 la Biscotteria Fe.Fi chiuderà la programmazione con “Crescionda amore e ricordi”, un dolce viaggio nella memoria di famiglia insieme a nonna Paola e Federica Gennari.

    Non mancheranno i sorrisi dei bambini nei laboratori “Piccoli Pasticceri Crescono” e il pubblico delle grandi occasioni che, tra stand, musica e degustazioni, ha consacrato anche quest’anno Dolci d’Italia come uno degli appuntamenti più amati del calendario umbro.

    Il “Cammino del miracolo del Corpus Domini” si unisce all’Intrepido Larth: Orvieto tra le capitali del turismo lento

    Un nuovo progetto di trekking tra natura, storia e tradizione religiosa, che si sviluppa lungo l’asse Bolsena-Orvieto per una lunghezza di 21 chilometri. E’ il “Cammino del miracolo del Corpus Domini”, che dopo il successo del Cammino dell’Intrepido Larth contribuirà a fare di Orvieto una delle capitali italiane del turismo lento.

    Abbiamo una strategia molto chiara: fare di Orvieto uno dei crocevia e delle capitali del turismo lento in Italia. Il progetto che presentiamo oggi è il secondo tassello per concretizzare questa ambiziosa aspirazione” ha detto i promotori del “Cammino del miracolo del Corpus Domini” (www.ilcamminodelmiracolo.it) Emanuele Rossi,Luca SbarraClaudia Marini e Claudio Lattanzi. Che nel corso della presentazione hanno parlato anche del piano di marketing generale entro il quale si collocano i cammini di trekking, oltre a fornire i numeri del cammino dell’intrepido Larth, che già dopo appena due anni di vita si attesta su una media di oltre duemila visitatori all’anno.

    La presentazione è avvenuta nei locali del Pozzo della Cava. Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il sindaco di Orvieto Roberta Tardani ed il presidente del Gal Gionni Moscetti oltre ad una nutrita rappresentanza di operatori turistici, in particolare nel settore della ricettività ed i vertici locali del Cai, tra cui il vice presidente Stefano Baccherini,Paolo Bellocchio, presidente di TriplO, orienteering outdoor Orvieto, Patrizia Pelorosso di Mirabilia ed Antonella Cannas, imprenditrice turistica in rappresentanza della coop Mir, partner dei cammini.

    “Bolsena. Il cammino del lago dei misteri”

    Gli organizzatori hanno annunciato anche il terzo cammino denominato “Bolsena. Il cammino del lago dei misteri” che sarà presentato entro l’inverno ed avrà carattere circolare, con tragitto di oltre ottanta chilometri intorno al lago. 

    Turismo lento e destagionalizzazione

    I nostri obbiettivi – hanno spiegato i promotori – sono quelli di aumentare i numeri complessivi del turismo orvietano, di destagionalizzare i flussi, di incrementare l’indice di permanenza qui. Per fare un vero e proprio marketing sulla città di Orvieto abbiamo deciso di portare il cammino di Larth da tre a quattro giorni, proponendo un giorno di permanenza in città e di calibrare quello del miracolo del Corpus domini su due giorni e non solo uno“.

    I numeri del Cammino dell’intrepido Larth

    Per quanto riguarda i numeri, il Cammino dell’intrepido Larth vale oggi un indotto a favore dell’economia del territorio pari almeno a 480 mila euro, una cifra stimata per difetto che scaturisce dalla moltiplicazione della spesa media del camminatore nell’arco dei tre giorni per il numero delle credenziali vendute. Per dare la giusta enfasi al valore religioso e culturale del nuovo cammini, si è deciso di lanciare l’associazione “Idee in cammino” che sarà aperta ad ogni contributo di privati, enti, associazioni ed aziende.

    Il Corpus Domini

    Il Cammino del miracolo del Corpus Domini che nasce non a caso nell’anno giubilare e da una positiva collaborazione con la Curia, avrà come simbolo una campanella, emblema liturgico che è stata anche collocata lungo il tabernacolo lungo rio Chiaro dove avvenne nel 1263 lo storico incontro per la consegna nelle mani del papa del lino macchiato dal sangue di Cristo. Alcune copie di campanelle in stile medievale in ceramica sono state riprodotte da Marco Sciarra, valente ceramista tra le altre cose, ed entreranno a far parte della ricca gamma di gadget collegati ai due cammini.

    Valore religioso e terapeutico

    Del grande valore del Cammino del miracolo del Corpus Domini ha parlato Claudia Marini, che ha sottolineato la necessità di rilanciare il collegamento tra Orvieto e la terza festa della Chiesa, con una grande operazione mediatica per trasformare Orvieto in “città eucaristica”.

    Il cammino che presentiamo oggi – ha detto Marini – è in realtà un vero e proprio pellegrinaggio di fede, probabilmente il più piccolo del mondo, ma quello capace di trasformare in profondità l’animo di ogni persona perché è in grado di metterci in collegamento con il messaggio più rivoluzionario del cristianesimo che può cambiare in profondità ognuno di noi. Orvieto è stata terra di pellegrinaggi anche prima del cristianesimo, basti pensare alla via sacra degli etruschi ed oggi noi siamo chiamati e recuperare questa profonda vocazione della nostra zona per un progetto di grande ambizione come questo“.

    Marini, che è medico, ha anche sottolineato la volontà di lavorare per far emergere “il valore terapeutico e curativo dei cammini, per questo si sta pensando ad una giornata dedicata a questo tema da svolgere lungo la tratta Bolsena-Orvieto”.

    Tardani: così è cambiata la proposta di Orvieto

    Questa giornata – le parole del sindaco Roberta Tardani – rappresenta molto più dell’apertura di un nuovo cammino turistico – culturale che arriva dopo i risultati di un’altra fortunata esperienza. È la testimonianza concreta di un percorso lungo, impegnativo, ma fruttuoso che la nostra città ha compiuto negli ultimi sei anni. Oggi Orvieto non è più una città che vive solo del Duomo o del Pozzo di San Patrizio ma è una destinazione completa che sa valorizzare ogni sua risorsa: la cultura, le tradizioni, l’enogastronomia, l’artigianato e la qualità dell’accoglienza, i cammini. Chi dice che Orvieto è diventata una ‘Disneyland’ – ha evidenziato Tardani – fa finta di non capire che la nostra proposta si fonda proprio sull’opposto, sull’autenticità, sulla verità dei luoghi, delle persone e delle tradizioni che abbiamo saputo custodire e rinnovare. questo cammino si inserisce in questa visione: un turismo che valorizza, invita a scoprire e vivere il territorio in profondità. Un turismo esperienziale che genera valore economico, umano e culturale“.