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Autore: Sara Grossi

Inflazione e incertezza, in Umbria si risparmia meno che nel resto d’Italia

In Umbria si risparmia meno che altrove. Meno della media nazionale, meno delle altre regioni del Centro, meno di tutte le regioni del Centro-Nord, anche se più delle realtà del Mezzogiorno d’Italia. L’indagine del Centro Studi delle Camere di commercio “Guglielmo Tagliacarne”, in collaborazione con Unioncamere, integrata dalle elaborazioni della Camera di Commercio dell’Umbria, conferma che il Cuore verde d’Italia resta una regione a bassa propensione al risparmio, anche se – come il resto d’Italia – ha visto crescere questo tasso per motivi di natura difensiva. Le famiglie umbre risparmiano poco, ma cercano comunque di mettere da parte quel che possono. È una risposta razionale a un contesto sfavorevole, non un segnale di miglioramento. E, finché non miglioreranno i redditi, i servizi e il clima di fiducia, sarà difficile invertire davvero la rotta.

I dati

La propensione al risparmio delle famiglie umbre si attesta al 6,4%, contro una media nazionale dell’8,3% e una media del Centro Italia del 7,5%. Si tratta della percentuale più bassa tra le regioni del Centro-Nord. Nel Centro, la Toscana si attesta all’8,1%, le Marche al 7,5%, il Lazio al 7,2%. Solo le regioni meridionali mostrano dati più bassi, a partire dalla Basilicata (6%) fino a Sicilia e Sardegna (entrambe al 4,5%). In vetta alla classifica si trovano Piemonte (11,2%), Lombardia (10,9%) ed Emilia-Romagna (10,3%).

Il legame tra reddito e capacità di risparmio è forte, anche se non è tutto. In Umbria, secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, i redditi medi risultano inferiori dell’11,8% rispetto a quelli nazionali. In termini numerici, se il valore medio del reddito italiano è 100, quello umbro si ferma a 88,2. Questo spiega in parte – ma non del tutto – la minore propensione al risparmio: le famiglie umbre hanno meno margine per accantonare risorse. Tuttavia, il comunicato Unioncamere-Tagliacarne sottolinea come non vi sia una correlazione automatica: esistono realtà a basso reddito con elevata propensione al risparmio, e viceversa. A incidere sono molti altri fattori, dalla qualità dei servizi pubblici alla geografia degli investimenti familiari, dal livello percepito di sicurezza economica alla disponibilità di reti sociali.

Anche i dati assoluti confermano il ritardo. Il totale del risparmio accumulato dalle famiglie umbre nel 2023 ammonta a 1.187,9 milioni di euro, pari all’1,1% del risparmio complessivo italiano. Una quota che appare bassa, soprattutto se rapportata al peso demografico e produttivo della regione, che incide tra l’1,4% e l’1,5% sia sulla popolazione nazionale sia sul PIL. In altre parole: l’Umbria contribuisce di più in termini di abitanti e ricchezza, ma meno in termini di risparmio.

Le province

La provincia ternana registra una propensione al risparmio del 6,9%, quella perugina si ferma al 6,5%. Entrambe, tuttavia, si collocano nella parte medio-bassa (Terni) e bassa (Perugia) della classifica nazionale: Terni è 73ª su 107 province, Perugia è 82ª. In valori assoluti, le famiglie del Perugino hanno messo da parte 905,4 milioni di euro, quelle del Ternano 282,5 milioni. Nel confronto interregionale, peggio delle due province umbre fa, nel Centro Italia, solo Viterbo, con una propensione al risparmio del 6,35%. In testa al Centro spiccano invece Firenze (8,9%), Lucca (8,8%), Ancona (8,7%) e Frosinone (8,4%).

Aumenta il tasso di risparmio rispetto agli anni precedenti, ma non è un segnale di benessere, evidenzia la Camera di commercio dell’Umbria. Sia Terni che Perugia hanno migliorato la loro propensione al risparmio rispetto al 2019: Terni dal 6,2% al 6,9%, Perugia dal 5,9% al 6,5%. Tuttavia, questo incremento è parte di una dinamica nazionale e non indica un recupero dell’Umbria rispetto al resto del Paese. È piuttosto la conseguenza di due fattori ben noti e tutt’altro che rassicuranti.

L’inflazione

Il primo è l’inflazione. L’impennata dei prezzi tra 2022 e 2023 ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie e svalutato il risparmio accumulato in passato. Molti nuclei hanno cercato di ricostituire la “scorta reale” di risparmio, risparmiando di più per riportare il livello del proprio “cuscinetto” finanziario a quello precedente, al netto dell’erosione subita. È un comportamento razionale di fronte a un contesto economico instabile, ma non è indice di disponibilità crescente.

L’incertezza

Il secondo, più profondo, è l’aumento dell’incertezza. La pandemia, la guerra in Ucraina, l’instabilità geopolitica diffusa, il caro energia e la pressione internazionale sulle filiere produttive hanno contribuito a generare un clima di profonda insicurezza. Quando il futuro appare minaccioso, le famiglie reagiscono riducendo i consumi e aumentando il risparmio per far fronte a possibili emergenze. È un meccanismo difensivo, che si attiva anche in assenza di risorse elevate, spesso a scapito del benessere quotidiano.

Difficoltà del welfare

A tutto questo si aggiungono le difficoltà del welfare. Sanità (i dati sulle persone che si rivolgono al privato sono in costante aumento), istruzione e assistenza costano sempre di più. Le famiglie umbre, come quelle del resto d’Italia, sono costrette a compensare con risorse proprie il progressivo arretramento dello Stato. Questo significa accantonare quanto possibile in vista di spese crescenti: visite mediche, spese universitarie fuori regione, supporto agli anziani e alle persone non autosufficienti, tariffe per servizi di base come energia, acqua, riscaldamento.

Non si tratta di risparmio orientato all’investimento, ma di risparmio precauzionale. In molti casi, il taglio ai consumi non serve a costruire ricchezza, ma solo a conservare un minimo di margine contro imprevisti percepiti come sempre più probabili. E ciò vale anche per chi, come gran parte delle famiglie umbre, parte già da un livello di reddito modesto.

Il commento di Mencaroni

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il basso livello dei redditi in Umbria, specchio di un lavoro spesso povero e di profitti aziendali inferiori alla media nazionale, non aiuta certo la propensione al risparmio. Anche se non mancano realtà di eccellenza, il quadro generale impone un salto di qualità. Il vero nodo strutturale è la scarsa produttività: è su questo che dobbiamo agire. Occorre una spinta decisa sull’innovazione, puntando su transizione digitale ed ecologica. Ma per farlo servono competenze e la formazione continua di imprenditori e lavoratori. Tutti temi che conosciamo, ma che vanno affrontati con uno spirito nuovo. Serve un “New Deal” umbro che coinvolga tutte le istituzioni, le forze economiche e sociali e anche il governo centrale, alla cui attenzione va posta con determinazione la questione di aiutare ad evitare quello scivolamento della regione verso il Mezzogiorno, in atto da almeno venti anni. Solo così il nostro sistema economico e sociale potrà davvero cambiare passo e riaprire l’orizzonte di un futuro di benessere”.

In Umbria sempre più le case di lusso in vendita

Sale la quota delle case di lusso in vendita in Umbria. Secondo l’ultima ricerca condotta da eXp Italy, la Sardegna è la regione, dopo la Toscana, dove aumenta questo settore di nicchia. In Italia le case di lusso rappresentano solo l’1,7% di tutti gli immobili residenziali in vendita.

A livello nazionale, gli immobili di lusso rimangono un segmento relativamente di nicchia, con solo 13.145 annunci su un totale di 788.318 (1,7%) che rientrano nella categoria di lusso. Tuttavia, alcune zone continuano a superare di gran lunga la media nazionale, evidenziando sacche di domanda costante nel segmento di fascia alta.

La Toscana è la regione più ambita a livello nazionale, con il 4,8% di tutte le case in vendita che rientrano nella categoria di lusso, ovvero 4.776 su poco più di 99.000 case sul mercato.

Seguono la Sardegna, dove il 3,0% degli annunci è considerato di lusso, e appunto l’Umbria, con il 2,8%.

All’altra estremità della scala, le regioni meridionali come la Calabria (0,1%), l’Abruzzo (0,2%) e la Basilicata (0,3%) registrano un numero molto inferiore di case di lusso immesse sul mercato, riflettendo la diversa domanda degli acquirenti e le variazioni di prezzo a livello regionale.

Confesercenti Trasimeno: valorizzare l’economia locale e promuovere lo sviluppo sostenibile del nostro territorio

Il Lago Trasimeno rappresenta un patrimonio inestimabile non solo dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, ma anche come motore dell’economia locale. Turismo, agricoltura, artigianato e servizi sono i pilastri su cui si basa la vitalità della comunità.

In questo momento di sfide e opportunità, Confesercenti Trasimeno si impegna a sostenere le imprese del territorio, promuovendo iniziative volte a rafforzare la competitività e a valorizzare le eccellenze locali. È fondamentale investire in innovazione, sostenibilità e formazione per garantire uno sviluppo duraturo e rispettoso dell’ambiente che ci circonda.

A tal proposito, il presidente territoriale Claudio Rossi ha espresso il suo apprezzamento per l’accordo riguardante l’approvvigionamento idrico dal Montedoglio, sottolineando come questa iniziativa possa rappresentare un passo importante per la sicurezza delle risorse e lo sviluppo del territorio. “Ringraziamo l’assessora regionale Simona Meloni per il suo impegno e la sua attenzione alle esigenze del nostro territorio. Questo accordo dimostra come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa portare a risultati concreti e benefici condivisi” ha dichiarato Rossi.

Tuttavia, Rossi ha anche espresso una certa preoccupazione riguardo all’andamento delle presenze turistiche, evidenziando come questa situazione possa influire sulla ripresa economica del settore: “Siamo consapevoli delle difficoltà attuali e lavoriamo affinché il turismo possa continuare ad essere uno dei motori principale della nostra economia, ma è fondamentale che tutte le parti collaborino per rilanciare il nostro territorio. In questo il GAL Trasimeno deve trovare un nuovo protagonismo con misure in grado di incidere permanentemente sulla struttura economica del Trasimeno. Su questo, con la prestigiosa presenza del nostro rappresentante nell’Assemblea dei soci del GAL, Giuseppe Germani, siamo certi di poter dare un grande contributo nella programmazione delle nuove proposte e dei nuovi bandi”.

Conclude Rossi: “Il nostro obiettivo è creare un network di imprese resilienti, capaci di attrarre visitatori e investimenti, contribuendo così alla crescita economica e sociale del Trasimeno. Siamo convinti che, lavorando insieme, possiamo affrontare le sfide attuali e costruire un futuro più prospero per tutta la comunità. Confesercenti Trasimeno continuerà a essere al fianco delle imprese, ascoltando le loro esigenze e promuovendo iniziative che valorizzino il nostro splendido territorio”.

Stazione TAV MedioEtruria, Giani porta Proietti allo scambio: da Creti e Rigutino

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, pronto a firmare con la governatrice umbra Stefania Proietti lo “scambio” della stazione della TAV MedioEtruria, da Creti a Rigutino. E questo, nonostante per il ministro Salvini, sulla base dei rilievi precedentemente fatti dai tecnici ministeriali, la scelta resti quella di Creti.

Giani ha detto di aver trovato in Stefania Proietti la disponibilità ad effettuare uno studio e una progettazione dell’hub dei treni veloci a Rigutino. Passo per il quale Toscana e Umbria sono pronti a siglare un protocollo di intesa.

La Regione Toscana si impegna a mettere le risorse per completare la bretella alla SR 71 a Camucia, fino alla realizzazione della variante di Castiglion Fiorentino, così da favorire anche chi arriva dall’Umbria. L’altro tratto, quello da Castiglion del Lago a Camucia, è in corso di realizzazione. Giani assicura che sarà inaugurato entro la fine dell’anno.

Una volta firmato l’accordo tra loro, Toscana e Umbria chiederanno al Ministero la modifica del progetto che finora i tecnici del Mit hanno pensato per Creti.

A Monteleone di Spoleto la due giorni della Fiera di San Felice (foto)

Inaugurata a Monteleone di Spoleto la Fiera di San Felice, mostra-mercato del bestiame, cereali e prodotti tipici umbri, in programma sabato 19 e domenica 20 luglio.

Insieme alla sindaca di Monteleone di Spoleto Marisa Angelini, al taglio del nastro della manifestazione erano presenti Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, il prefetto di Perugia Francesco Zito, il questore di Perugia Dario Sallustio, i consiglieri regionali Paola Agabiti e Stefano Lisci, e molti sindaci della Valnerina, oltre a rappresentanti di Anci Umbria, Cedrav e Fai.

“È la tredicesima edizione – ha dichiarato la sindaca Angelini – abbiamo voluto anche quest’anno mettere in vetrina tutto quello che è la produzione agricola e zootecnica di Monteleone di Spoleto, una grande occasione per dare visibilità e luce all’imprenditoria locale. È un giorno di festa che affonda le radici nel 1600 quando padre Felice Carosi portò le reliquie di san Felice a Monteleone di Spoleto oggi conservate nel Complesso monumentale della Chiesa di san Francesco e volle istituire una festa. È un momento molto importante, in cui la nostra mission è quella di stare vicino agli impreditori e allevatori e a tutti coloro che rimangono e producono in questo territorio, sempre con grande qualità”.

“Questa è una zona di confine – ha commentato il presidente Presciutti –, un’area interna e quella di oggi non è solo una bella e importante manifestazione per il Comune di Monteleone, ma è la dimostrazione che le aree interne solo un valore per l’Umbria e l’Italia. Questo modo di approcciare alle cose è quello che ci piace perché crea comunità e rilancia il messaggio che le aree interne non sono da ‘lenta eutanasia’ ma sono un valore. Quello che si trova in termini di ambiente, enogastronomia, qualità della vita, non si trova da altre parti ed è un valore inestimabile che va rilanciato in tutto il Centro Italia”.

Nella sua veste moderna la fiera è organizzata da Comune e Pro loco di Monteleone e dall’associazione Borghi più belli d’Italia, con il sostegno di consorzio Bacino imbrifero montano (Bim) del Nera e Velino della provincia di Perugia, Assemblea legislativa dell’Umbria, Cedrav, Camera di commercio dell’Umbria, Produttori locali agricoli e zootecnici, e la collaborazione di Fai, Gruppo locale tradizioni popolari, Archeoambiente e Filitalia International Chapter Monteleone di Spoleto.

Inaugurata, dunque, sulle note del corpo bandistico ‘Carlo Innocenzi’ di Monteleone di Spoleto, la Fiera, allestita da porta Spoletina alle Vallatte, e aperta anche domenica 20 luglio fino alle 19. A seguire sono stati consegnati il premio San Felice – Etica, qualità e gusto italiano nel mondo all’Azienda Colle del Capitano per la sezione agroalimentare e alla signora Giuseppina Ceccarelli per la sezione volontariato.

Il programma

Tante le attività, tra cui nei due giorni, fino alle 20, la possibilità di fare giri turistici in carrozza per le vie del paese, a cura dell’associazione attacchi Umbria asd. Cavalli ancora protagonisti, sabato sera in località Le Vallatte, area verde a pochi metri dal centro storico, per lo spettacolo equestre che emoziona sempre grandi e piccini per le straordinarie performace degli artisti. Stessa location, nella giornata di apertura, anche per l’arrivo dei partecipanti al trekking su cavallo ‘Sulla via dei due santi’, partiti il venerdì da Montereale, in provincia dell’Aquila, e per una dimostrazione di educazione cinofila a cura dell’educatrice cinofila Veronica Angelini. Al Giardino della Biga, invece, arte con un laboratorio dell’associazione Filitalia international chapter Monteleone e il progetto ‘Dipingi il tuo borgo’, alla prima edizione, promosso da ‘I borghi più belli d’Italia in Umbria’ di cui è protagonista l’artista Domenico Bordacchini. Spazio poi a Fabio Matteucci, artista che realizza le sue opere utilizzando una semplice penna bic in mostra anche al Museo della Biga con la personale ‘Fiabe d’inchiostro e creature selvagge’. Nella giornata anche una mostra di moto d’epoca in centro storico e, a chiudere, dopo il galà equestre, a Le Vallatte, gli Alta Quota, con balli e musica. Domenica si apre con la Colazione del contadino, offerta dai produttori locali alle 10 e si prosegue con un incontro divulgativo sul cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido (Caitpr) e sulla valorizzazione degli allevamenti selezionati del borgo di Monteleone di Spoleto, organizzato dall’associazione nazionale allevatori Caitpr, con la presentazione di esemplari del territorio. Il pomeriggio, e fino alle 20.30, spettacolo itinerante Paesi danzanti, progetto del Fai e Cedrav con gruppi folcloristici locali che daranno spazio alle tradizioni, tra saltarello, quadriglia, organetto e rime baciate, con la partecipazione del gruppo folk Interamna, e della Sala d’arme ‘Achille Marozzo’, con il gruppo di gioco di Ruolo dal vivo, che darà vita a uno spettacolo di scherma storica rinascimentale (dallle 16.30 alle 18.30 alle Vallatte). Il gran finale ‘a suon di organetto’ sarà in piazza Regina Margherita, alle 20, con la degustazione ‘Le cose di una volta – l’acquacotta’, a cura dell’associazione Filitalia international chapter Monteleone di Spoleto, l’estrazione della lotteria di san Felice, e la consegna del premio a tutti i ‘Felici’ d’Italia presenti, riservato a chi porta il nome di Felice, Felicita o Feliciano.

“Retrò”, a Città di Castello attesi oltre 120 espositori di antiquariato e vintage

Oltre 120 gli espositori saranno presenti domenica 20 luglio alla seconda edizione “estiva” di Retrò a Cttà di Castello, la rassegna di antiquariato, collezionismo, rigatteria e hobbistica, nell’abituale collocazione tra piazza Matteotti, Largo Gildoni, Via Mario Angeloni, Piazza Fanti, Corso Cavour e Piazza Gabriotti. Espositori provenienti da tutto il Centro Italia, con nuovi ingressi da Toscana, Lazio e Marche

La rassegna principale, una delle prime di questo genere, nata nel 1984, che si svolge da più di 40 anni e abbraccia diversi ambiti espositivi che spaziano dalla filatelia alla numismatica, dall’artigianato all’antiquariato, dal libro al mobile antico, ha registrato nel corso degli ultimi due anni, ogni terza domenica del mese, una presenza media di 110 operatori con picchi record a giugno e dicembre che hanno sfiorato i 130 operatori. La presenza media è aumentata rispetto agli anni precedenti di circa il venti per cento.

Variegata e rappresentativa di tutto il Centro Italia e del Nord la presenza degli espositori che provengono da Umbria, Lazio, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lombardia. Numeri e statistiche che promuovono a pieni voti una manifestazione che non sente affatto il peso degli anni.

La seconda edizione estiva

Per quanto riguarda la seconda edizione estiva di quest’anno, in programma domenica 20 luglio, si prevedono oltre 120 espositori.

Esposizione che si svolge nel suggestivo centro storico dove a fare da cornice sono le vie, le piazze e i magnifici palazzi nobili rinascimentali come Palazzo Vitelli a Sant’Egidio centro di mostre di arte contemporanea, Palazzo Vitelli alla Cannoniera sede della Pinacoteca comunale, Palazzo Vitelli a San Giacomo che ospita la Biblioteca Comunale, Palazzo Albizzini Fondazione Burri. Retrò diventa non solo una possibilità per conoscere una città ricca di opere d’arte che vanno dal Medioevo al Rinascimento all’arte contemporanea, ma anche un’occasione per poter gustare nei ristoranti ed esercizi ricettivi della città i prelibati menù della cucina locale di cui il tartufo estivo è il protagonista assoluto in tutte le stagioni.

“E’ la seconda edizione che si inserisce a pieno titolo nel cartellone di ‘Estate in città’. Una rassegna che non sente affatto il peso degli anni e mantiene sempre inalterato il fascino e gradimento di tutti italiani e stranieri”, commenta l’assessore al Commercio e Turismo, Letizia Guerri, nell’aggiungere anche “la gratitudine per il personale comunale del settore Commercio e Turismo ed il corpo di polizia locale per tutto il lavoro di supporto svolto”.

Info traffico

Per consentire lo svolgimento della manifestazione il comando della polizia locale ha emesso un’ordinanza che dalle ore 06.00 alle ore 20.00 di domenica 20 Luglio vieterà il transito a tutti i veicoli a motore (compresi gli autorizzati, eccetto i mezzi di soccorso e i mezzi di polizia) su piazza Matteotti, piazza Fanti e piazza Gabriotti, nel tratto compreso tra via del Popolo e via Cacciatori del Tevere. La sosta sarà vietata su piazza Fanti (compresi gli autorizzati) e su piazza Costa (compresi gli autorizzati, eccetto gli espositori della manifestazione che utilizzeranno tale piazza per effettuare operazioni di carico e scarico materiale). Sosta vietata, compresi gli autorizzati, anche in piazza Gabriotti

Scuola, tutela assicurativa già dall’anno scolastico 2025/2026

Nella scuola italiana diventa strutturale la tutela assicurativa, già dall’anno scolastico 2025/2026. Approvato infatti, nel corso dell’esame del decreto-legge n. 90 del 2025, da parte della Commissione VII del Senato, l’emendamento del Governo, proposto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che estende, a regime, la tutela assicurativa in favore di studenti e personale docente a partire dall’anno scolastico 2025/2026.

Dopo le sperimentazioni dei primi due anni, il Governo era infatti già intervenuto per gli anni scolastici 2023/24 e 2024/25, la tutela assicurativa per gli alunni e gli insegnanti di tutte le scuole diventa dunque una misura strutturale a partire dal prossimo anno scolastico.

“Si tratta di uno sforzo senza precedenti da parte del Governo e della maggioranza, con uno stanziamento notevole. Lo abbiamo promesso, lo abbiamo fatto, intervenendo nel primo veicolo normativo utile, a dimostrazione dell’importanza che attribuiamo alla sicurezza sul lavoro. Un impegno mantenuto a tutela dei nostri insegnanti e dei più giovani, per aiutare a proteggerli e a creare una nuova cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro”, sottolinea il ministro Calderone.

“Con questa misura aggiungiamo un ulteriore tassello alle politiche di valorizzazione della scuola. È un intervento che abbiamo fortemente voluto e che conferma l’attenzione del Governo e della maggioranza per studenti e docenti, per la loro salute e sicurezza”, dichiara il ministro Valditara.

Primo elisoccorso notturno: così è stata salvata la vita di un 53enne (video)

Intervento salvavita all’ospedale di Perugia grazie al primo volo notturno fino all’aviosuperficie.

Alle ore 1:20 la Centrale Operativa 118 di Perugia è stata contattata dalla Centrale Operativa 118 di Ancona per un trasferimento secondario d’urgenza. Il paziente, un uomo di 53 anni in condizioni critiche, necessitava di un trasferimento immediato da Macerata a Perugia a causa di una grave patologia aortica. Appena atterrato all’Ospedale di Perugia è stato preso in carico dai sanitari del Pronto Soccorso e dall’equipe di Cardiochirurgia che lo ha sottoposto ad un intervento chirurgico in urgenza.

La Centrale Operativa Umbra del 118, diretta dal dott. Francesco Borgognoni, ha coordinato con precisione l’intera operazione. Il personale sanitario della Centrale si è immediatamente attivato per predisporre l’accoglienza del paziente, che sarebbe stato trasportato dall’elisoccorso delle Marche, con l’elicottero Icaro 02.
Alle ore 1:50 la Centrale Operativa ha ricevuto la comunicazione del tempo stimato di arrivo: circa 25 minuti. A questo punto, il personale della CO 118 ha proceduto con l’accensione manuale dell’impianto di illuminazione dell’elisuperficie dell’ospedale di Perugia, garantendo le condizioni di sicurezza necessarie per l’atterraggio notturno.
Alle ore 2:22 precise, Icaro 02 ha effettuato con successo il suo atterraggio sulla piazzola dell’ospedale perugino, segnando un momento storico per la struttura sanitaria e per l’intero sistema di emergenza-urgenza regionale.

“Questo primo utilizzo notturno dell’elisuperficie rappresenta un importante traguardo per l’Ospedale di Perugia e per l’intero sistema sanitario umbro. – sottolinea Emanuele Ciotti, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia -. La possibilità di operare voli notturni amplia significativamente le capacità operative della struttura, garantendo continuità assistenziale 24 ore su 24 anche per i trasferimenti aerei più complessi. L’operazione ha mostrato l’efficacia del coordinamento tra diverse Centrali Operative regionali testimoniando come la collaborazione interregionale rappresenti un elemento fondamentale per garantire l’efficacia del sistema di emergenza-urgenza nazionale. Mi complimento con il personale sanitario del 118 che ha gestito con competenza e tempestività questa nuova sfida operativa e con i professionisti sanitari del Pronto Soccorso, di Cardiochirurgia e della Terapia Intensiva cardio-toraco-vascolare che hanno in cura il paziente. Un grazie, anche, al Soccorso Alpino Speleologico Umbria e Marche presenti nelle operazioni di decollo e atterraggio”.

Un intervento che apre nuove prospettive al servizio di assistenza sanitaria d’emergenza in Umbria.

Sicurezza e qualità lavoro, il Protocollo Uil a Regione e Comune di Perugia

La Uil dell’Umbria ha elaborato e consegnato ufficialmente alla Regione Umbria e al Comune di Perugia il “Protocollo regionale unico per la sicurezza e la qualità del lavoro”.

Per la Regione c’era la presidente della Seconda commissione, Letizia Michelini mentre per il Comune i presidenti di Prima e terza commissione, Antonio Donato e Cesare Carini.

Per la Uil è l’inizio di un percorso che coinvolgerà tutti i 92 Comuni umbri e le principali Istituzioni. A presentarlo il segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari e le segretarie nazionali Uil, Vera Buonomo (delega agli Appalti) e Ivana Veronese (delega alla Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro).

“Vogliamo muovere le acque e fare qualcosa – ha detto Molinari – e questa, per noi, è un’azione forte e concreta. Vogliamo ottenere obblighi per le stazioni appaltanti in merito al rispetto dei contratti, alla legalità e alla tutela del lavoro. Il Protocollo dovrà essere un primo pilastro per arrivare ad una legge regionale sugli appalti: abbiamo l’ambizione di pensare di aver lanciato un’iniziativa innovativa sul territorio. Per noi, che abbiamo lanciato un Coordinamento appalti, la prevenzione diventa cultura permanente”.

“Ci auguriamo che aderiscano le parti sociali e le istituzioni – ha detto Buonomo – ad una proposta che è importante che veda la luce. Importante partire dall’Umbria, perché c’è un tessuto produttivo complesso e per questo, come Uil nazionale, abbiamo deciso di sostenere questa proposta”. Stigmatizzato, dalla segretaria Buonomo, l’iter di approvazione del Decreto legislativo sugli appalti, che non ha visto il coinvolgimento delle parti sociali.

“Ci auguriamo che questo approccio – ha proseguito – venga seguito anche da altri territori”. “Il tema delle zero morti sul lavoro – ha detto Veronese – va oltre la campagna di comunicazione e l’azione sugli enti locali è fondamentale, perché sono loro le più grandi stazioni appaltanti. In Umbria nel 2024 ci sono stati 10.464 infortuni sul lavoro e 25 mortali: numeri che non sono accettabili e tollerabili, per questo dobbiamo agire sotto ogni punto di vista”.

CAM nel prezzario edilizia: la sostenibilità ambientale passa anche dalla sostenibilità economica

Aumentare la sostenibilità ambientale degli edifici e delle infrastrutture soprattutto stradali, senza aumentare oneri ed incombenze burocratiche a carico delle imprese e dei professionisti.
Imprese delle costruzioni di ANCE Umbria, professionisti di tutti gli Ordini professionali riuniti nella Rete delle Professioni Tecniche e Regione Umbria, nella parte politica e tecnica, si sono confrontati nell’Auditorium di Confindustria, reso particolarmente innovativo e funzionale anche dal punto di vista della strumentazione tecnologica, sul tema della sostenibilità ambientale ed economica dei lavori delle costruzioni, nel convegno “I nuovi CAM e il prezzario regionale”.

Un incontro operativo per spiegare come il prezzario regionale abbia recepito i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e cosa questo comporti in termini pratici per i soggetti che operano nella progettazione, realizzazione e gestione dei cantieri delle costruzioni e delle infrastrutture viarie in particolare. Un passaggio strategico per garantire una maggiore sostenibilità delle opere pubbliche e delle fasi di lavorazione utilizzando anche materiali di recupero, valorizzando lo sforzo delle imprese e rafforzando il legame tra costruzioni e territorio.

In questo senso, il recepimento dei CAM nel prezzario rappresenta anche un importante cambio di prospettiva nei rapporti con le stazioni appaltanti, chiamate a riconoscere – anche economicamente – l’impegno delle imprese in termini di qualità ambientale e innovazione nei processi.

I CAM, ha sottolineato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Infrastrutture, Francesco De Rebotti, devono rappresentare non solo un’incombenza normativa, ma un’opportunità per coniugare sviluppo economico, qualità dell’ambiente e benessere collettivo. Un obiettivo che però, ha evidenziato, per essere concreto deve rendere vantaggioso, anche dal punto di vista economico, l’utilizzo dei materiali di recupero. Ricordando come la convenienza della sostenibilità sia stata recepita anche nell’Accordo di programma di Ast e come il lavoro sul nuovo prezzario regionale vada in questa direzione.

Dopo il saluto del presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli, il presidente di ANCE Umbria Albano Morelli, e l’architetto Livio Farina per la Rete delle Professioni Tecniche dell’Umbria hanno parlato del lavoro svolto al tavolo del prezzario, del cambio di prospettiva con la strada intrapresa, ma anche di alcune criticità operative che permangono rispetto alla normativa sui CAM.

Il presidente Morelli, in particolare, ha ricordato l’impegno concreto di ANCE sui temi della qualità dei cantieri, della sicurezza e della sostenibilità. Su quest’ultimo punto, è però necessario che le imprese vengano messe nella condizione di poter scegliere soluzioni meno impattanti, appunto anche attraverso l’utilizzo di materiali come gli inerti riciclati, che da rifiuti, e quindi da problema, possono divenire una risorsa. Morelli ha sottolineato in particolare le criticità riscontrate sull’interpretazione e quindi l’applicazione delle norme contenute nel decreto “End of Waste inerti”, che rischia di frenare gli impianti di raccolta e quindi di ostacolare un approccio virtuoso verso la sostenibilità.

L’architetto Farina si è soffermato sulle incombenze alle quali sono chiamati i professionisti, sottolineando alcuni affinamenti ritenuti necessari per superare le criticità evidenziate in questa fase transitoria.
Gli aspetti tecnici del recepimento dei CAM nel prezzario sono stati affrontati da Paolo Gattini (Regione Umbria), Patrizia Macaluso (Osservatorio contratti pubblici della Regione) e Maurizio Bocci (già professore ordinario alla Università Politecnica delle Marche) che ha relazionato sui CAM Strade, evidenziando gli aspetti più rilevanti per progettisti e imprese, in particolare sui nuovi conglomerati bituminosi e il riutilizzo di materiali riciclati provenienti da impianti di trattamento.

Le conclusioni sono state affidate a Gianluca Paggi, direttore Governo del Territorio, Ambiente, Protezione civile, Riqualificazione urbana e Coordinamento PNRR della Regione Umbria.

Un incontro che ha visto una nutrita presenza di imprenditori delle costruzioni e di professionisti, a conferma di come il tema dei CAM e della sostenibilità ambientale ed economica dei cantieri sia particolarmente sentito dagli operatori del mondo delle costruzioni.