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Autore: Sara Grossi

Confesercenti Trasimeno: valorizzare l’economia locale e promuovere lo sviluppo sostenibile del nostro territorio

Il Lago Trasimeno rappresenta un patrimonio inestimabile non solo dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, ma anche come motore dell’economia locale. Turismo, agricoltura, artigianato e servizi sono i pilastri su cui si basa la vitalità della comunità.

In questo momento di sfide e opportunità, Confesercenti Trasimeno si impegna a sostenere le imprese del territorio, promuovendo iniziative volte a rafforzare la competitività e a valorizzare le eccellenze locali. È fondamentale investire in innovazione, sostenibilità e formazione per garantire uno sviluppo duraturo e rispettoso dell’ambiente che ci circonda.

A tal proposito, il presidente territoriale Claudio Rossi ha espresso il suo apprezzamento per l’accordo riguardante l’approvvigionamento idrico dal Montedoglio, sottolineando come questa iniziativa possa rappresentare un passo importante per la sicurezza delle risorse e lo sviluppo del territorio. “Ringraziamo l’assessora regionale Simona Meloni per il suo impegno e la sua attenzione alle esigenze del nostro territorio. Questo accordo dimostra come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa portare a risultati concreti e benefici condivisi” ha dichiarato Rossi.

Tuttavia, Rossi ha anche espresso una certa preoccupazione riguardo all’andamento delle presenze turistiche, evidenziando come questa situazione possa influire sulla ripresa economica del settore: “Siamo consapevoli delle difficoltà attuali e lavoriamo affinché il turismo possa continuare ad essere uno dei motori principale della nostra economia, ma è fondamentale che tutte le parti collaborino per rilanciare il nostro territorio. In questo il GAL Trasimeno deve trovare un nuovo protagonismo con misure in grado di incidere permanentemente sulla struttura economica del Trasimeno. Su questo, con la prestigiosa presenza del nostro rappresentante nell’Assemblea dei soci del GAL, Giuseppe Germani, siamo certi di poter dare un grande contributo nella programmazione delle nuove proposte e dei nuovi bandi”.

Conclude Rossi: “Il nostro obiettivo è creare un network di imprese resilienti, capaci di attrarre visitatori e investimenti, contribuendo così alla crescita economica e sociale del Trasimeno. Siamo convinti che, lavorando insieme, possiamo affrontare le sfide attuali e costruire un futuro più prospero per tutta la comunità. Confesercenti Trasimeno continuerà a essere al fianco delle imprese, ascoltando le loro esigenze e promuovendo iniziative che valorizzino il nostro splendido territorio”.

Stazione TAV MedioEtruria, Giani porta Proietti allo scambio: da Creti e Rigutino

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, pronto a firmare con la governatrice umbra Stefania Proietti lo “scambio” della stazione della TAV MedioEtruria, da Creti a Rigutino. E questo, nonostante per il ministro Salvini, sulla base dei rilievi precedentemente fatti dai tecnici ministeriali, la scelta resti quella di Creti.

Giani ha detto di aver trovato in Stefania Proietti la disponibilità ad effettuare uno studio e una progettazione dell’hub dei treni veloci a Rigutino. Passo per il quale Toscana e Umbria sono pronti a siglare un protocollo di intesa.

La Regione Toscana si impegna a mettere le risorse per completare la bretella alla SR 71 a Camucia, fino alla realizzazione della variante di Castiglion Fiorentino, così da favorire anche chi arriva dall’Umbria. L’altro tratto, quello da Castiglion del Lago a Camucia, è in corso di realizzazione. Giani assicura che sarà inaugurato entro la fine dell’anno.

Una volta firmato l’accordo tra loro, Toscana e Umbria chiederanno al Ministero la modifica del progetto che finora i tecnici del Mit hanno pensato per Creti.

A Monteleone di Spoleto la due giorni della Fiera di San Felice (foto)

Inaugurata a Monteleone di Spoleto la Fiera di San Felice, mostra-mercato del bestiame, cereali e prodotti tipici umbri, in programma sabato 19 e domenica 20 luglio.

Insieme alla sindaca di Monteleone di Spoleto Marisa Angelini, al taglio del nastro della manifestazione erano presenti Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, il prefetto di Perugia Francesco Zito, il questore di Perugia Dario Sallustio, i consiglieri regionali Paola Agabiti e Stefano Lisci, e molti sindaci della Valnerina, oltre a rappresentanti di Anci Umbria, Cedrav e Fai.

“È la tredicesima edizione – ha dichiarato la sindaca Angelini – abbiamo voluto anche quest’anno mettere in vetrina tutto quello che è la produzione agricola e zootecnica di Monteleone di Spoleto, una grande occasione per dare visibilità e luce all’imprenditoria locale. È un giorno di festa che affonda le radici nel 1600 quando padre Felice Carosi portò le reliquie di san Felice a Monteleone di Spoleto oggi conservate nel Complesso monumentale della Chiesa di san Francesco e volle istituire una festa. È un momento molto importante, in cui la nostra mission è quella di stare vicino agli impreditori e allevatori e a tutti coloro che rimangono e producono in questo territorio, sempre con grande qualità”.

“Questa è una zona di confine – ha commentato il presidente Presciutti –, un’area interna e quella di oggi non è solo una bella e importante manifestazione per il Comune di Monteleone, ma è la dimostrazione che le aree interne solo un valore per l’Umbria e l’Italia. Questo modo di approcciare alle cose è quello che ci piace perché crea comunità e rilancia il messaggio che le aree interne non sono da ‘lenta eutanasia’ ma sono un valore. Quello che si trova in termini di ambiente, enogastronomia, qualità della vita, non si trova da altre parti ed è un valore inestimabile che va rilanciato in tutto il Centro Italia”.

Nella sua veste moderna la fiera è organizzata da Comune e Pro loco di Monteleone e dall’associazione Borghi più belli d’Italia, con il sostegno di consorzio Bacino imbrifero montano (Bim) del Nera e Velino della provincia di Perugia, Assemblea legislativa dell’Umbria, Cedrav, Camera di commercio dell’Umbria, Produttori locali agricoli e zootecnici, e la collaborazione di Fai, Gruppo locale tradizioni popolari, Archeoambiente e Filitalia International Chapter Monteleone di Spoleto.

Inaugurata, dunque, sulle note del corpo bandistico ‘Carlo Innocenzi’ di Monteleone di Spoleto, la Fiera, allestita da porta Spoletina alle Vallatte, e aperta anche domenica 20 luglio fino alle 19. A seguire sono stati consegnati il premio San Felice – Etica, qualità e gusto italiano nel mondo all’Azienda Colle del Capitano per la sezione agroalimentare e alla signora Giuseppina Ceccarelli per la sezione volontariato.

Il programma

Tante le attività, tra cui nei due giorni, fino alle 20, la possibilità di fare giri turistici in carrozza per le vie del paese, a cura dell’associazione attacchi Umbria asd. Cavalli ancora protagonisti, sabato sera in località Le Vallatte, area verde a pochi metri dal centro storico, per lo spettacolo equestre che emoziona sempre grandi e piccini per le straordinarie performace degli artisti. Stessa location, nella giornata di apertura, anche per l’arrivo dei partecipanti al trekking su cavallo ‘Sulla via dei due santi’, partiti il venerdì da Montereale, in provincia dell’Aquila, e per una dimostrazione di educazione cinofila a cura dell’educatrice cinofila Veronica Angelini. Al Giardino della Biga, invece, arte con un laboratorio dell’associazione Filitalia international chapter Monteleone e il progetto ‘Dipingi il tuo borgo’, alla prima edizione, promosso da ‘I borghi più belli d’Italia in Umbria’ di cui è protagonista l’artista Domenico Bordacchini. Spazio poi a Fabio Matteucci, artista che realizza le sue opere utilizzando una semplice penna bic in mostra anche al Museo della Biga con la personale ‘Fiabe d’inchiostro e creature selvagge’. Nella giornata anche una mostra di moto d’epoca in centro storico e, a chiudere, dopo il galà equestre, a Le Vallatte, gli Alta Quota, con balli e musica. Domenica si apre con la Colazione del contadino, offerta dai produttori locali alle 10 e si prosegue con un incontro divulgativo sul cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido (Caitpr) e sulla valorizzazione degli allevamenti selezionati del borgo di Monteleone di Spoleto, organizzato dall’associazione nazionale allevatori Caitpr, con la presentazione di esemplari del territorio. Il pomeriggio, e fino alle 20.30, spettacolo itinerante Paesi danzanti, progetto del Fai e Cedrav con gruppi folcloristici locali che daranno spazio alle tradizioni, tra saltarello, quadriglia, organetto e rime baciate, con la partecipazione del gruppo folk Interamna, e della Sala d’arme ‘Achille Marozzo’, con il gruppo di gioco di Ruolo dal vivo, che darà vita a uno spettacolo di scherma storica rinascimentale (dallle 16.30 alle 18.30 alle Vallatte). Il gran finale ‘a suon di organetto’ sarà in piazza Regina Margherita, alle 20, con la degustazione ‘Le cose di una volta – l’acquacotta’, a cura dell’associazione Filitalia international chapter Monteleone di Spoleto, l’estrazione della lotteria di san Felice, e la consegna del premio a tutti i ‘Felici’ d’Italia presenti, riservato a chi porta il nome di Felice, Felicita o Feliciano.

“Retrò”, a Città di Castello attesi oltre 120 espositori di antiquariato e vintage

Oltre 120 gli espositori saranno presenti domenica 20 luglio alla seconda edizione “estiva” di Retrò a Cttà di Castello, la rassegna di antiquariato, collezionismo, rigatteria e hobbistica, nell’abituale collocazione tra piazza Matteotti, Largo Gildoni, Via Mario Angeloni, Piazza Fanti, Corso Cavour e Piazza Gabriotti. Espositori provenienti da tutto il Centro Italia, con nuovi ingressi da Toscana, Lazio e Marche

La rassegna principale, una delle prime di questo genere, nata nel 1984, che si svolge da più di 40 anni e abbraccia diversi ambiti espositivi che spaziano dalla filatelia alla numismatica, dall’artigianato all’antiquariato, dal libro al mobile antico, ha registrato nel corso degli ultimi due anni, ogni terza domenica del mese, una presenza media di 110 operatori con picchi record a giugno e dicembre che hanno sfiorato i 130 operatori. La presenza media è aumentata rispetto agli anni precedenti di circa il venti per cento.

Variegata e rappresentativa di tutto il Centro Italia e del Nord la presenza degli espositori che provengono da Umbria, Lazio, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lombardia. Numeri e statistiche che promuovono a pieni voti una manifestazione che non sente affatto il peso degli anni.

La seconda edizione estiva

Per quanto riguarda la seconda edizione estiva di quest’anno, in programma domenica 20 luglio, si prevedono oltre 120 espositori.

Esposizione che si svolge nel suggestivo centro storico dove a fare da cornice sono le vie, le piazze e i magnifici palazzi nobili rinascimentali come Palazzo Vitelli a Sant’Egidio centro di mostre di arte contemporanea, Palazzo Vitelli alla Cannoniera sede della Pinacoteca comunale, Palazzo Vitelli a San Giacomo che ospita la Biblioteca Comunale, Palazzo Albizzini Fondazione Burri. Retrò diventa non solo una possibilità per conoscere una città ricca di opere d’arte che vanno dal Medioevo al Rinascimento all’arte contemporanea, ma anche un’occasione per poter gustare nei ristoranti ed esercizi ricettivi della città i prelibati menù della cucina locale di cui il tartufo estivo è il protagonista assoluto in tutte le stagioni.

“E’ la seconda edizione che si inserisce a pieno titolo nel cartellone di ‘Estate in città’. Una rassegna che non sente affatto il peso degli anni e mantiene sempre inalterato il fascino e gradimento di tutti italiani e stranieri”, commenta l’assessore al Commercio e Turismo, Letizia Guerri, nell’aggiungere anche “la gratitudine per il personale comunale del settore Commercio e Turismo ed il corpo di polizia locale per tutto il lavoro di supporto svolto”.

Info traffico

Per consentire lo svolgimento della manifestazione il comando della polizia locale ha emesso un’ordinanza che dalle ore 06.00 alle ore 20.00 di domenica 20 Luglio vieterà il transito a tutti i veicoli a motore (compresi gli autorizzati, eccetto i mezzi di soccorso e i mezzi di polizia) su piazza Matteotti, piazza Fanti e piazza Gabriotti, nel tratto compreso tra via del Popolo e via Cacciatori del Tevere. La sosta sarà vietata su piazza Fanti (compresi gli autorizzati) e su piazza Costa (compresi gli autorizzati, eccetto gli espositori della manifestazione che utilizzeranno tale piazza per effettuare operazioni di carico e scarico materiale). Sosta vietata, compresi gli autorizzati, anche in piazza Gabriotti

Scuola, tutela assicurativa già dall’anno scolastico 2025/2026

Nella scuola italiana diventa strutturale la tutela assicurativa, già dall’anno scolastico 2025/2026. Approvato infatti, nel corso dell’esame del decreto-legge n. 90 del 2025, da parte della Commissione VII del Senato, l’emendamento del Governo, proposto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che estende, a regime, la tutela assicurativa in favore di studenti e personale docente a partire dall’anno scolastico 2025/2026.

Dopo le sperimentazioni dei primi due anni, il Governo era infatti già intervenuto per gli anni scolastici 2023/24 e 2024/25, la tutela assicurativa per gli alunni e gli insegnanti di tutte le scuole diventa dunque una misura strutturale a partire dal prossimo anno scolastico.

“Si tratta di uno sforzo senza precedenti da parte del Governo e della maggioranza, con uno stanziamento notevole. Lo abbiamo promesso, lo abbiamo fatto, intervenendo nel primo veicolo normativo utile, a dimostrazione dell’importanza che attribuiamo alla sicurezza sul lavoro. Un impegno mantenuto a tutela dei nostri insegnanti e dei più giovani, per aiutare a proteggerli e a creare una nuova cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro”, sottolinea il ministro Calderone.

“Con questa misura aggiungiamo un ulteriore tassello alle politiche di valorizzazione della scuola. È un intervento che abbiamo fortemente voluto e che conferma l’attenzione del Governo e della maggioranza per studenti e docenti, per la loro salute e sicurezza”, dichiara il ministro Valditara.

Primo elisoccorso notturno: così è stata salvata la vita di un 53enne (video)

Intervento salvavita all’ospedale di Perugia grazie al primo volo notturno fino all’aviosuperficie.

Alle ore 1:20 la Centrale Operativa 118 di Perugia è stata contattata dalla Centrale Operativa 118 di Ancona per un trasferimento secondario d’urgenza. Il paziente, un uomo di 53 anni in condizioni critiche, necessitava di un trasferimento immediato da Macerata a Perugia a causa di una grave patologia aortica. Appena atterrato all’Ospedale di Perugia è stato preso in carico dai sanitari del Pronto Soccorso e dall’equipe di Cardiochirurgia che lo ha sottoposto ad un intervento chirurgico in urgenza.

La Centrale Operativa Umbra del 118, diretta dal dott. Francesco Borgognoni, ha coordinato con precisione l’intera operazione. Il personale sanitario della Centrale si è immediatamente attivato per predisporre l’accoglienza del paziente, che sarebbe stato trasportato dall’elisoccorso delle Marche, con l’elicottero Icaro 02.
Alle ore 1:50 la Centrale Operativa ha ricevuto la comunicazione del tempo stimato di arrivo: circa 25 minuti. A questo punto, il personale della CO 118 ha proceduto con l’accensione manuale dell’impianto di illuminazione dell’elisuperficie dell’ospedale di Perugia, garantendo le condizioni di sicurezza necessarie per l’atterraggio notturno.
Alle ore 2:22 precise, Icaro 02 ha effettuato con successo il suo atterraggio sulla piazzola dell’ospedale perugino, segnando un momento storico per la struttura sanitaria e per l’intero sistema di emergenza-urgenza regionale.

“Questo primo utilizzo notturno dell’elisuperficie rappresenta un importante traguardo per l’Ospedale di Perugia e per l’intero sistema sanitario umbro. – sottolinea Emanuele Ciotti, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia -. La possibilità di operare voli notturni amplia significativamente le capacità operative della struttura, garantendo continuità assistenziale 24 ore su 24 anche per i trasferimenti aerei più complessi. L’operazione ha mostrato l’efficacia del coordinamento tra diverse Centrali Operative regionali testimoniando come la collaborazione interregionale rappresenti un elemento fondamentale per garantire l’efficacia del sistema di emergenza-urgenza nazionale. Mi complimento con il personale sanitario del 118 che ha gestito con competenza e tempestività questa nuova sfida operativa e con i professionisti sanitari del Pronto Soccorso, di Cardiochirurgia e della Terapia Intensiva cardio-toraco-vascolare che hanno in cura il paziente. Un grazie, anche, al Soccorso Alpino Speleologico Umbria e Marche presenti nelle operazioni di decollo e atterraggio”.

Un intervento che apre nuove prospettive al servizio di assistenza sanitaria d’emergenza in Umbria.

Sicurezza e qualità lavoro, il Protocollo Uil a Regione e Comune di Perugia

La Uil dell’Umbria ha elaborato e consegnato ufficialmente alla Regione Umbria e al Comune di Perugia il “Protocollo regionale unico per la sicurezza e la qualità del lavoro”.

Per la Regione c’era la presidente della Seconda commissione, Letizia Michelini mentre per il Comune i presidenti di Prima e terza commissione, Antonio Donato e Cesare Carini.

Per la Uil è l’inizio di un percorso che coinvolgerà tutti i 92 Comuni umbri e le principali Istituzioni. A presentarlo il segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari e le segretarie nazionali Uil, Vera Buonomo (delega agli Appalti) e Ivana Veronese (delega alla Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro).

“Vogliamo muovere le acque e fare qualcosa – ha detto Molinari – e questa, per noi, è un’azione forte e concreta. Vogliamo ottenere obblighi per le stazioni appaltanti in merito al rispetto dei contratti, alla legalità e alla tutela del lavoro. Il Protocollo dovrà essere un primo pilastro per arrivare ad una legge regionale sugli appalti: abbiamo l’ambizione di pensare di aver lanciato un’iniziativa innovativa sul territorio. Per noi, che abbiamo lanciato un Coordinamento appalti, la prevenzione diventa cultura permanente”.

“Ci auguriamo che aderiscano le parti sociali e le istituzioni – ha detto Buonomo – ad una proposta che è importante che veda la luce. Importante partire dall’Umbria, perché c’è un tessuto produttivo complesso e per questo, come Uil nazionale, abbiamo deciso di sostenere questa proposta”. Stigmatizzato, dalla segretaria Buonomo, l’iter di approvazione del Decreto legislativo sugli appalti, che non ha visto il coinvolgimento delle parti sociali.

“Ci auguriamo che questo approccio – ha proseguito – venga seguito anche da altri territori”. “Il tema delle zero morti sul lavoro – ha detto Veronese – va oltre la campagna di comunicazione e l’azione sugli enti locali è fondamentale, perché sono loro le più grandi stazioni appaltanti. In Umbria nel 2024 ci sono stati 10.464 infortuni sul lavoro e 25 mortali: numeri che non sono accettabili e tollerabili, per questo dobbiamo agire sotto ogni punto di vista”.

CAM nel prezzario edilizia: la sostenibilità ambientale passa anche dalla sostenibilità economica

Aumentare la sostenibilità ambientale degli edifici e delle infrastrutture soprattutto stradali, senza aumentare oneri ed incombenze burocratiche a carico delle imprese e dei professionisti.
Imprese delle costruzioni di ANCE Umbria, professionisti di tutti gli Ordini professionali riuniti nella Rete delle Professioni Tecniche e Regione Umbria, nella parte politica e tecnica, si sono confrontati nell’Auditorium di Confindustria, reso particolarmente innovativo e funzionale anche dal punto di vista della strumentazione tecnologica, sul tema della sostenibilità ambientale ed economica dei lavori delle costruzioni, nel convegno “I nuovi CAM e il prezzario regionale”.

Un incontro operativo per spiegare come il prezzario regionale abbia recepito i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e cosa questo comporti in termini pratici per i soggetti che operano nella progettazione, realizzazione e gestione dei cantieri delle costruzioni e delle infrastrutture viarie in particolare. Un passaggio strategico per garantire una maggiore sostenibilità delle opere pubbliche e delle fasi di lavorazione utilizzando anche materiali di recupero, valorizzando lo sforzo delle imprese e rafforzando il legame tra costruzioni e territorio.

In questo senso, il recepimento dei CAM nel prezzario rappresenta anche un importante cambio di prospettiva nei rapporti con le stazioni appaltanti, chiamate a riconoscere – anche economicamente – l’impegno delle imprese in termini di qualità ambientale e innovazione nei processi.

I CAM, ha sottolineato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Infrastrutture, Francesco De Rebotti, devono rappresentare non solo un’incombenza normativa, ma un’opportunità per coniugare sviluppo economico, qualità dell’ambiente e benessere collettivo. Un obiettivo che però, ha evidenziato, per essere concreto deve rendere vantaggioso, anche dal punto di vista economico, l’utilizzo dei materiali di recupero. Ricordando come la convenienza della sostenibilità sia stata recepita anche nell’Accordo di programma di Ast e come il lavoro sul nuovo prezzario regionale vada in questa direzione.

Dopo il saluto del presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli, il presidente di ANCE Umbria Albano Morelli, e l’architetto Livio Farina per la Rete delle Professioni Tecniche dell’Umbria hanno parlato del lavoro svolto al tavolo del prezzario, del cambio di prospettiva con la strada intrapresa, ma anche di alcune criticità operative che permangono rispetto alla normativa sui CAM.

Il presidente Morelli, in particolare, ha ricordato l’impegno concreto di ANCE sui temi della qualità dei cantieri, della sicurezza e della sostenibilità. Su quest’ultimo punto, è però necessario che le imprese vengano messe nella condizione di poter scegliere soluzioni meno impattanti, appunto anche attraverso l’utilizzo di materiali come gli inerti riciclati, che da rifiuti, e quindi da problema, possono divenire una risorsa. Morelli ha sottolineato in particolare le criticità riscontrate sull’interpretazione e quindi l’applicazione delle norme contenute nel decreto “End of Waste inerti”, che rischia di frenare gli impianti di raccolta e quindi di ostacolare un approccio virtuoso verso la sostenibilità.

L’architetto Farina si è soffermato sulle incombenze alle quali sono chiamati i professionisti, sottolineando alcuni affinamenti ritenuti necessari per superare le criticità evidenziate in questa fase transitoria.
Gli aspetti tecnici del recepimento dei CAM nel prezzario sono stati affrontati da Paolo Gattini (Regione Umbria), Patrizia Macaluso (Osservatorio contratti pubblici della Regione) e Maurizio Bocci (già professore ordinario alla Università Politecnica delle Marche) che ha relazionato sui CAM Strade, evidenziando gli aspetti più rilevanti per progettisti e imprese, in particolare sui nuovi conglomerati bituminosi e il riutilizzo di materiali riciclati provenienti da impianti di trattamento.

Le conclusioni sono state affidate a Gianluca Paggi, direttore Governo del Territorio, Ambiente, Protezione civile, Riqualificazione urbana e Coordinamento PNRR della Regione Umbria.

Un incontro che ha visto una nutrita presenza di imprenditori delle costruzioni e di professionisti, a conferma di come il tema dei CAM e della sostenibilità ambientale ed economica dei cantieri sia particolarmente sentito dagli operatori del mondo delle costruzioni.

“Fresco” e inclusione, il CNDDU: scuole aperte d’estate

Scuole “fresche” e confortevoli aperte anche d’estate, per attività formative e di inclusione.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani lancia nuovamente un appello urgente al ministero dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, alle famiglie e a tutte le istituzioni democratiche: “E’ tempo di agire con coraggio e visione, non solo per affrontare l’emergenza, ma per trasformare radicalmente il modo in cui concepiamo il sistema scolastico di fronte al cambiamento climatico.

Per iil CNDDU le scuole non possono chiudere per tre mesi: servono presìdi educativi aperti anche d’estate. “Eppure, una scuola aperta – si è evidenzia – è un presidio sociale e climatico: è un luogo che può proteggere i più giovani, offrire spazi climatizzati, attività di recupero, socializzazione e supporto emotivo in un periodo in cui la solitudine e il disagio si amplificano”.

Da qui la richiesta dell’apertura estiva programmata delle scuole per corsi di recupero, supporto personalizzato, alfabetizzazione digitale e attività culturali, specie nelle aree a maggiore dispersione scolastica. Il coinvolgimento di enti locali, terzo settore e famiglie in un patto educativo estivo che valorizzi le risorse del territorio. Eisorse dedicate al personale volontario e supplente per garantire l’organizzazione delle attività e la sicurezza degli ambienti.

Ma per far questo, il CNDDU chiede scuole resilienti al caldo. E lancia la proposta di un piano nazionale per il comfort climatico scolastico.
“Le nostre aule – evidenzia – sono ostili alla vita nei mesi estivi e spesso anche a settembre e maggio. Non è più solo una questione di “disagio”: è un tema di salute, di concentrazione, di equità territoriale e di diritto costituzionale allo studio. A Palermo, Napoli, Lecce, Foggia, Roma o Cagliari, moltissime scuole superano i 35° già alle 11 del mattino, in locali senza ombra né ventilazione. Questo rende drammatica anche la fase di avvio dell’anno scolastico 2025/2026, con molte strutture incapaci di garantire un ambiente sicuro e vivibile per studenti e personale, costringendo a rinvii, riduzioni dell’orario o condizioni di studio insostenibili”.

Da qui la proposta dell’avvio immediato di un Piano Nazionale per la Resilienza Climatica delle Scuole. Con climatizzazione intelligente e sostenibile delle aule, con impianti a basso impatto energetico; riqualificazione bioedilizia: tetti verdi, schermature solari, ventilazione naturale, materiali isolanti; installazione di stazioni climatiche scolastiche per il monitoraggio costante di temperatura, umidità e qualità dell’aria interna, da usare anche a fini didattici.

E’ morto il saggista e attivista letterario Goffredo Fofi

E’ morto Goffredo Fofi, intellettuale, saggista e attivista letterario eugubino.

Lo ricordano esprimendo cordoglio anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, e il vice sindaco Marco Pierini, che ricordano: “Giusto un mese fa, invitato alla Sala dei Notari dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, Goffredo Fofi aveva ricordato assieme all’amico Piergiorgio Giacchè la figura di Aldo Capitini, alternando brani di memoria – personale e collettiva – a riflessioni sui nostri tempi nelle quali le parole del filosofo perugino riecheggiavano sempre vive e attuali. In qualche modo, quest’ultimo, recentissimo, affondo su Capitini completava un lungo percorso biografico e intellettuale, riportando Fofi alle origini, a quel 1955 quando, appena diciottenne, lasciò Gubbio per raggiungere in Sicilia Danilo Dolci che alla non violenza di origine gandhiana e capitiniana, stava dando corpo facendone lo strumento di lotta contro la mafia, l’analfabetismo, lo sfruttamento, la miseria”.

“Nei settant’anni di vita che sono seguiti a questo esordio non convenzionale – proseguono – anche per gli ambienti più aperti della sinistra del tempo, il critico cinematografico e teatrale, il giornalista, il letterato, il giornalista, l’attivista Fofi non ha mai mancato di indagare la contemporaneità con uno sguardo anticonformista, attento, indirizzato innanzi tutto all’osservazione e all’ascolto. Delle arti, e in particolare del Cinema, sapeva sempre cogliere la loro rispondenza a quanto di più genuino e autentico scaturiva, nei vari decenni, dagli ambienti culturali e dai contesti sociali, comprendendone in anticipo le possibilità di sviluppo, abolendo le gerarchie e le classificazioni, sovvertendo i confini tra la cultura ‘alta’ e quella popolare e trattando con il medesimo acume di Bellocchio e di Totò, la cui comicità nelle alte sfere dell’intellighenzia veniva ignorata se non addirittura derisa. Penna felice e instancabile Fofi ha affiancato alla produzione saggistica un inesauribile amore per le riviste, collaborandovi, dirigendole, fondandole senza sosta, lasciando il proprio segno inconfondibile su pagine come quelle di “Quaderni Piacentini”, “Ombre rosse”, “Lo Straniero””.

Il 10 giugno, al termine dell’incontro, prima di tornare nella casa di Gubbio, Goffredo Fofi si è intrattenuto con gli amici vecchi e nuovi, condividendo con loro dei progetti in corso e di quelli ancora da mettere in cantiere, “dimostrando ancora una volta – concludono Ferdinandi e Pierini – che la passione e la libertà non conoscono limiti e che i migliori maestri – come lui è stato – non sono quelli che pretendono di essere seguiti ma quelli che amano farsi accompagnare”.