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Autore: Redazione

Nel centro di Perugia è già tempo di Sbaracco

Nel centro storico torna l’iniziativa Sbaracco – La Festa del Piccolo Commercio, organizzata dal Consorzio Perugia in Centro, l’associazione che riunisce i commercianti dell’acropoli. L’evento, giunto alla sua 22esima edizione, si terrà il venerdì 21 e sabato 22 febbraio 2025 e rappresenta un’opportunità imperdibile per tutti gli appassionati di shopping.

Le vie storiche di Perugia e i pittoreschi borghi dell’acropoli si trasformeranno in un grande salotto a cielo aperto, animato da artigiani e commercianti locali che proporranno prodotti di ogni tipo, arricchendo l’atmosfera con stand allestiti direttamente davanti alle vetrine dei negozi. Il cuore dell’iniziativa è il tradizionale “saldo dei saldi”, con sconti ulteriori rispetto a quelli già applicati durante il periodo dei saldi invernali, offrendo così l’occasione di acquistare a prezzi vantaggiosi.

“Sbaracco è un evento che rappresenta molto di più di una semplice occasione di shopping – spiega Paolo Mariotti, presidente del Consorzio Perugia in Centro – . È un’opportunità per tutta la cittadinanza di scoprire, grazie a sconti imperdibili, e sostenere il commercio di prossimità, che è il cuore pulsante della nostra città. In un periodo in cui la concorrenza è sempre più globale, è fondamentale valorizzare le realtà locali, che contribuiscono a mantenere viva l’identità e la tradizione del nostro centro storico. L’iniziativa è un’occasione unica per fare acquisti vantaggiosi e rafforzare il legame tra i cittadini e le attività commerciali locali”.

L’evento prenderà il via venerdì 21 febbraio alle ore 10 e interesserà decine di negozio diffusi nelle diverse aree del centro storico, tra cui Corso Vannucci e le vie limitrofe come piazza Matteotti, via dei Priori, via Oberdan, corso Cavour, via Marconi, via Masi e viale Indipendenza. Decine di negozi esporranno all’esterno i propri prodotti, offrendo sconti fino all’80% su una vasta gamma di articoli, tra cui abbigliamento, calzature, accessori, prodotti per il benessere e molto altro.

Dai gioielli agli articoli per la casa, dai profumi ai prodotti di erboristeria, dai casalinghi agli articoli sportivi, ogni angolo del centro si riempirà di occasioni imperdibili. Un’ulteriore sorpresa per i visitatori: in caso di maltempo, l’evento proseguirà con corner dedicati all’interno dei negozi aderenti, garantendo così un’esperienza di shopping senza interruzioni.

Sbaracco è ormai un appuntamento consolidato nel panorama degli eventi perugini e non solo, richiamando ogni anno centinaia di visitatori pronti a scoprire le migliori offerte e a supportare il piccolo commercio locale. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Perugia, che sostiene attivamente il commercio e le tradizioni della città. Per rimanere aggiornati su tutte le novità dell’evento e conoscere l’elenco completo dei negozi partecipanti, vi invitiamo a seguire i profili social “Enjoy Perugia” e “Perugia in Centro”.

Un milione di euro per il Trasimeno, ecco gli interventi

Si è aperta con un confronto presso il Museo della Pesca a San Feliciano, cui hanno partecipato gli amministratori locali, le associazioni, i tecnici e i cittadini dei Comuni del Lago Trasimeno e con la presenza degli assessori regionali Simona Meloni e Thomas De Luca e del consigliere regionale Christian Betti, la ricognizione al Lago Trasimeno del commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, Nicola Dell’Acqua.

Gli interventi per il Trasimeno

Un sopralluogo che arriva a seguito dello sblocco di risorse finanziarie per circa un milione di euro da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e all’esito positivo delle analisi sulle acque di Montedoglio, che possono rappresentare un pezzo importante degli interventi urgenti allo studio per tutelare l’ecosistema del lago.

Dragaggi, pulizia delle sponde, sistemazione della rete di scolo, pesca e acqua da Montedoglio: sono questi gli elementi essenziali di una strategia più ampia che di cui si è parlato a San Feliciano e che ora sarà al centro di una Conferenza dei servizi che il commissario Dell’Acqua intende convocare quanto prima e che, come è stato detto durante l’incontro al Museo della Pesca, avrà tempi stretti e un carattere immediatamente operativo.

Le parole del commissario

“Ci sono delle attività da svolgere subito per dare un segnale a tutto il Trasimeno e far capire che si possono avviare attività non impattanti per sistemare l’attuale situazione e le sue criticità – ha detto il commissario Dell’Acqua -. Poi ci sono anche azioni a lungo termine da avviare, a cominciare da una gestione integrata dell’ecosistema. Prima di tutto, comunque, occorre chiudere l’accordo sull’acqua di Montedoglio. Ne abbiamo parlato con la presidente della Regione Stefania Proietti e abbiamo concordato che questo passaggio è necessario per dare la certezza al Trasimeno di avere una disponibilità idrica che consenta al lago di essere resiliente anche di fronte al cambiamento climatico e l’andamento delle piogge. Per farlo serve l’acqua di Montedoglio che va adattata perché viene da un altro bacino idraulico e occorre poi la pulizia dei fondali dai sedimenti”.

Gli assessori regionali

Uscire da una logica emergenziale e dall’inerzia che ha contraddistinto il passato è quello che ha sottolineato l’assessore regionale Thomas De Luca: “È evidente che nessuna delle risposte che intendiamo adottare, presa singolarmente, è risolutiva ma deve essere portata avanti nel suo complesso. Ogni azione è fondamentale. E soprattutto quello che è necessario è cambiare il paradigma: da una gestione emergenziale a una gestione ordinaria – ha spiegato De Luca -. Lo sappiamo che è difficile, ma in questo momento è fondamentale costruire una nuova normalità in cui la manutenzione ordinaria dei fossi, le nuove opere adduttive, la gestione e la governance dei fenomeni, siano qualcosa che anticipi le crisi idriche e le emergenze. È evidente che i vincoli ambientali previsti dalla Direttiva Habitat sussistono se l’habitat c’è: quindi tutelare la biodiversità vuol dire agire. Non fare nulla significa trasformare il Trasimeno in una palude. Dobbiamo agire presto con la prospettiva che non si ritorni all’inerzia degli anni passati”.

Parla di una forte azione di sistema per la tutela e lo sviluppo del Trasimeno anche l’assessore regionale Simona Meloni: “Occorre una terapia d’urto per iniziare al meglio la stagione estiva del Lago. Questo è quello che abbiamo già previsto con una delibera della Giunta regionale che ci consente di avviare un’azione per l’ecosistema e la vivibilità del Trasimeno. Un lago che è fatto di turismo, economia, pesca e sviluppo – ha spiegato Meloni -. La visita del Commissario Dell’Acqua ci consente anche di pianificare il futuro affinché non si ripetano più situazioni di emergenza. Occorre un intervento normativo quadro con risorse annuali stabili e che diano ogni anno certezza sulle attività che si possono svolgere per mantenere il lago vivo, attivo e pulito. Dalla manutenzione delle sponde fino ai dragaggi, il Trasimeno deve poter essere navigabile con collegamenti verso le isole e valorizzare le sue attività economiche consentendo anche quel ricambio generazionale di chi, in questa terra, vive e investe da generazioni”.

La ricognizione del commissario Dell’Acqua è poi proseguita fino a concludersi con un meeting presso uffici Unione dei Comuni a Passignano sul Trasimeno.

Fusione in Unicoop Etruria, giovedì sciopero. Coop Centro Italia: percorso sindacale già avviato

I lavoratori della sede e del magazzino di Castiglione del Lago di Coop Centro Italia, unitamente alle organizzazioni sindacali Filcams Cgil Perugia e Uiltucs Uil Umbria, riuniti in assemblea, hanno indetto lo stato di agitazione e due ore di sciopero per giovedì 20 febbraio, dalle ore 8:30 alle ore 10:30, con presidio fuori dalla stessa sede di Castiglione del Lago.

“Nonostante le nostre ripetute richieste – spiegano le organizzazioni sindacali – l’azienda non ha ancora fornito il piano industriale relativo alla fusione per incorporazione con Unicoop Tirreno. Con questa iniziativa vogliamo informare l’opinione pubblica della condotta dell’azienda e richiedere con forza il piano industriale e le ricadute occupazionali che l’applicazione dello stesso avranno sui lavoratori e su tutto il territorio locale”.

Coop Centro Italia, infatti, è una delle imprese più grandi della regione e, considerando gli addetti del centro logistico e direzionale di Castiglione del Lago, è uno dei maggiori bacini occupazionali del Trasimeno.

Il progetto di fusione prevede la creazione di Unicoop Etruria Società Cooperativa. “La fusione per incorporazione – ricordano Filcams Cgil Perugia e Uiltucs Uil Umbria – sposta la sede legale e amministrativa in provincia di Livorno e rischia di indebolire la presenza nel territorio della cooperativa. Per queste ragioni, consapevoli che Coop Centro Italia rappresenti un patrimonio di tutta la comunità, chiediamo il sostegno delle istituzioni e invitiamo al presidio tutte le forze politiche e sociali della regione, auspicando che la mobilitazione favorisca un cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti e degli amministratori di Coop Centro Italia, che sino a ora sono stati evasivi”.

La risposta di Coop Centro Italia

Coop Centro Italia precisa però che il confronto sindacale sul percorso di fusione con Unicoop Tirreno è stato già avviato in occasione dell’incontro del 13 gennaio, con l’incontro a Roma presso lo Starhotels Metropole, con le rappresentanza sindacali di categoria, nonché RSU e RSA di ogni singola unità organizzative/lavorative delle due Cooperative.

“In quella sede – scrive Coop Centro Italia – la Cooperativa ha illustrato i contenuti del Piano Industriale e ha condiviso con le OO.SS. di proseguire un percorso di confronto con la rappresentanza dei lavoratori sui diversi ambiti coinvolti”.

Successivamente, viene ricordato, si è tenuto un ulteriore incontro il 4 febbraio e un altro è già fissato per il prossimo 26 febbraio nell’ambito della consultazione sindacale relativa alla procedura di fusione.

“Riteniamo importante evidenziare – scrive ancora Coop Centro Italia – che a seguito dell’ultimo incontro, del 4 febbraio le OO.SS. hanno diffuso un comunicato unitario in cui si evidenzia che la Cooperativa ha fornito ‘prime, parziali rassicurazioni’ riguardo a magazzini e sedi”. E si evidenzia come nel comunicato sindacale a firma Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil diffuso il giorno 4 febbraio sia stato scritto: “I magazzini di Vignale e Castiglione del Lago non saranno interessati da ricadute dirette e in generale tutti gli attuali siti logistici sono considerati funzionali al nuovo progetto”; “Sulle Sedi sarà operata “un’ottimizzazione”, ma non sono ancora in grado di quantificare gli eventuali esuberi che si determineranno. È escluso in ogni caso il ricorso a procedure unilaterali di licenziamento collettivo”.

Con questa precisazione Coop Centro Italia intende quindi sottolineare che il tavolo di confronto è già attivo e vede la partecipazione delle rappresentanze sindacali nazionali e territoriali (comprese Filcams Cgil di Perugia e Uiltucs Uil Umbria), nonché delle RSU e RSA di tutte le unità organizzative della Cooperativa e della controllata Superconti.

Gli incontri con le organizzazioni sindacali, conclude Coop Centro Italia, stanno a testimoniare una interlocuzione che, nel corso dei confronti che ci saranno, “potrà anche tenere di conto di valutazioni e suggerimenti da parte delle OO.SS. nazionali”.

(foto di archivio, notizia aggiornata alle 17.28)

Software per rilevare la presenza degli operai di Umbraflor, sindacati all’attacco

Le organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgi e Uila Uil all’attacco dopo che i vertici dell’Agenzia Forestale Regionale dell’Umbria Umbraflor hanno dato attuazione all’ultimo decreto sull’applicazione di un software per la rilevazione della presenza in modalità digitale e non più cartacea del comparto operai forestali.

“Sembra più un ultimo colpo di coda – scrivono i sindacati – data la scadenza dell’incarico dell’amministratore o un difendere una propria scelta di organizzazione del lavoro, su cui vi erano impegni presi con le rappresentanze sindacali per una discussione aperta all’interno dell’accordo sindacale integrativo scaduto già a dicembre 2023”.

Nel frattempo è arrivata alle organizzazioni sindacali la risposta dell’assessore Simona Meloni sulla richiesta incontro, in cui i sindacati annunciano che chiederanno le immediate dimissioni dell’amministratore unico ed uno stop all’attuazione dell’ultimo decreto di Afor sulle modalità e sui tempi di attuazione della registrazione digitale delle timbrature degli operai forestali.

“Come sempre ribadito – concludono i sindacalisti – chiediamo una discussione ampia e partecipata dei lavoratori nel contratto integrativo regionale ed in assenza di adeguate risposte nell’incontro programmato proclameremo lo sciopero degli operai forestali”.

Liste d’attesa e mobilità le riflessioni di Fipac Confesercenti sulla sanità umbra

Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione di Sergio Giardinieri (consigliere nazionale Fipac e presidente Confesercenti Terni) su alcune problematiche della sanità umbra maturata in occasione della 33esima Giornata Mondiale del Malato celebrata nei giorni scorsi e istituita da San Giovanni Paolo II nella ricorrenza dell’apparizione della Madonna a Lourdes.

Cominciamo con l’annoso problema delle liste di attesa che, da 44mila che erano in estate, sono quasi raddoppiate agli inizi di quest’anno. Gli interventi della nuova giunta regionale, dopo la nomina del nuovo direttore Salute e Welfare della Regione, Daniela Donetti, approvata nella seduta di mercoledì 15 gennaio con gli obiettivi prioritari delle liste di attesa, dei conti delle quattro aziende sanitarie umbre e del piano sanitario, e la nomina della dottoressa Enrica Ricci quale responsabile unico dell’assistenza sanitaria (RUAS) dell’Umbria il 30 gennaio scorso con la delibera della giunta regionale numero 70, si sono concentrati nell’annunciato piano di azzeramento delle liste di attesa entro tre mesi. Per ora siamo di fronte ad una sforbiciata del 10 per cento con ottomila posti in più per esami e visite, intervenendo sulle prestazioni più difficili da prenotare; un sistema, quello delle prenotazioni, destinato ad essere modificato.
Intanto sempre più umbri si curano fuori regione e questa mobilità sanitaria passiva determina un saldo negativo nei conti: lo scorso anno il fenomeno dei cittadini umbri che sono andati a curarsi fuori regione, con l’obbligo di saldare economicamente visite ed esami da parte della Regione di provenienza, ha superato i 119 milioni di euro mentre la mobilità attiva ha di poco superato gli 82 milioni.
Quali le ragioni?
Diverse e non ultima le lunghe liste di attesa, ma si può anche aggiungere la carenza di personale sanitario. Secondo il presidente di Cimo Fesmed Umbria sono 322 i dirigenti medici del servizio sanitario regionale che mancano, mentre per quanto riguarda gli infermieri, per il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, il fabbisogno è di oltre mille unità. Per non parlare dei farmacisti che lamentano 150 unità mancanti sul territorio regionale, uno ogni due presidi territoriali. Quelli che sono al lavoro hanno un’età elevata, superiore ai 55 anni il 14,3% dei medici e dei veterinari, il 17,7 degli odontoiatri e il 18,7 del personale infermieristico ad esempio. Entro quest’anno andranno in pensione 29 mila camici bianchi e 21 mila infermieri mentre il 41 per cento del personale infermieristico del SSN ha tra i 50 e i 59 anni. Se si considera che gli iscritti al corso di laurea infermieristica nell’anno accademico 2023-2024 risulta essere in media 1,1 rispetto al numero dei posti disponibili, appare evidente la crisi vocazionale delle professioni sanitarie, le dure condizioni di lavoro che non consentono una adeguata vita sociale e familiare, uno stipendio che è il 19% in meno rispetto alla media europea.
Eppure, oltre alla carenza del personale, alle lunghe liste di attesa e alla emigrazione sanitaria, i cittadini sono sfiduciati e lo rileva anche l’undicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile di ISTAT. Il numero dei posti letto è diminuito e si stima che negli ospedali italiani ne manchino almeno 100 mila di degenza ordinaria e 12 mila di terapia intensiva e diminuisce anche il numero dei nosocomi, in particolare quelli pubblici.
In Umbria, oltre il 72 per cento dei pensionati ha una pensione che non raggiunge i mille euro e di questi più del 64 per cento è a rischio povertà. Aumentano quindi i casi di anziani in difficoltà che lamentano condizioni di indigenza ed i dati della ricerca sull’invecchiamento Age-it dell’Università di Firenze, ci dicono che la Regione, con i suoi 92 Comuni piccoli e medi, ne conta un quarto con rischio per gli anziani come Todi, Gubbio, Città di Castello, ma anche gran parte della Valnerina e quelli del Trasimeno per un totale di 18 Comuni. Le maggiori difficoltà riguardano realtà come Poggiodomo, Costacciaro, Pietralunga Scheggia e Pascelupo.
Nel frattempo ci viene ricordato dalla Fondazione Gimbe che l’Umbria risulta la penultima regione per medici specialisti delle aziende sanitarie abilitati alla consultazione dell’Fse (fascicolo sanitario elettronico) alla data del 31 agosto scorso, con una media dell’1 per cento rispetto alla media nazionale del 76 per cento. Viene superata solo dalla Liguria con la totale assenza di medici specialisti abilitati.
Chiudiamo ricordando l’istituzione della Commissione speciale sull’attuazione del PNNR missione 6, salute, da parte della Prima Commissione consiliare dell’Umbria con il compito di svolgere audizioni e indagini conoscitive per esaminare l’efficacia degli interventi sanitari già realizzati o in corso.
Come FIPAC Confesercenti auspichiamo che dalle parole si passi ai fatti e non sia l’ennesimo tentativo di diluire i problemi che, come visto non mancano e sono urgenti.

Sergio Giardinieri, consigliere nazionale Fipac Confesercenti e presidente Confesercenti Terni

Premio San Valentino, ecco i vincitori 2025

Svelati i vincitori del Premio San Valentino 2025, assegnato dall’Istituto di Studi Teologici e Storico Sociali di Terni e destinato a opere e figure che hanno valorizzato la figura del santo martire ternano e i valori da lui incarnati come famiglia, relazioni e pace e che in passato è andato, tra gli altri, a Daniele Mencarelli, Anna Fiscale, Alessandro D’Alatri e papa Francesco. Si tratta di Anna Cherubini, Rita Lizzi Testa, Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, Francesco Pesce, Serse Conti, Cecilia Di Giuli, Michela Giraud, Riccardo Milani, il Conservatorio Briccialdi di Terni, Francesco Belletti e Alessia Bertelli della Croce Rossa Internazionale.

Il prestigioso riconoscimento è stato annunciato come da tradizione la sera del 14 febbraio, in occasione dell’apertura del Valentine Fest, rassegna interamente dedicata a san Valentino e che prosegue fino al 5 aprile con incontri, presentazioni di libri, concerti e spettacoli al Cenacolo San Marco, dove è allestita la mostra Il Santo senza volto dedicata all’iconografia di san Valentino dall’arte paleocristiana fino all’intelligenza artificiale, passando per le rivisitazioni pop di molti artisti, in alcune delle quali il santo è ritratto con il volto di personaggi conosciuti, come l’attore Stefano Sala o il sindaco di Terni Stefano Bandecchi. Il catalogo della mostra è contenuto nel numero valentiniano di Adesso in distribuzione gratuita al Cenacolo San Marco.

La maggior parte dei premi verranno consegnati proprio nel corso della chiusura del Valentine Fest il 5 aprileDomenica 23 febbraio verrà invece consegnato il Premio San Valentino 2024 per la Teologia a Philippe Bordeyne, presidente del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, che presiederà nella Basilica la celebrazione per le Nozze d’argento.

TUTTI I VINCITORI DEL PREMIO SAN VALENTINO 2025

LETTERATURA

Anna Cherubini 
per Diventeremo amiche 

Esistono nella vita destini paralleli e due di questi destini si sono sfiorati, quattro decenni fa, all’ombra del Cupolone. Sono quelli di Emanuela Orlandi e di Anna Cherubini. Entrambe figlie di funzionari vaticani, entrambe con famiglie numerose e amati fratelli maggiori, entrambe appassionate di musica. Diventeremo amiche non è un’inchiesta sul caso Orlandi, ma la testimonianza di una sua coetanea che ha condiviso con lei la vita da “Vatican Girl” e la stessa scuola di musica. Oltre a offrire una prospettiva completamente diversa sulla storia di Emanuela, Cherubini presenta un affresco di grande intensità sulla vita di una famiglia al tempo stesso normale e particolarissima, in cui si affaccia anche Lorenzo detto Jovanotti, uno dei tre fratelli di Anna.

STORIA

Rita Lizzi Testa per gli studi sulla famiglia di origine di san Valentino.

Ordinaria di Storia romana all’Università di Perugia, si è formata a Firenze e ha studiato al King’s College di Londra, a l’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi e all’Institute for Advanced Study di Princeton. Esperta delle relazioni tra Impero romano e Chiesa, è stata Responsabile di cinque Progetti nazionali e componente di due Progetti internazionali volti allo studio delle istituzioni antiche e delle sue trasformazioni in età tarda. Nel volume Valentino martire, santo e vescovo. Dalla tradizione alla Storia ha avanzato l’ipotesi di una provenienza del Santo dalla famiglia dei Simmachi.


FILOSOFIA

Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, direttori della rivista Prospettiva persona.

Coppia di filosofi, hanno scritto insieme – tra l’altro – i libri Le ragioni del matrimonioPerdono… per dono. Quale risorsa per la famiglia e la societàIl buio sconfitto – Cinque relazioni speciali tra eros e amicizia spirituale, Un amore scritto in cielo – Zelia Guérin e Luigi Martin genitori di Teresa di Lisieux Amore e pane. Eucaristia in famiglia. Giulia è stata ricercatrice e docente di sociologia alle Università di Chieti, di Teramo e di Bari e agli Istituti di Scienze Religiose di L’Aquila e di Pescara, oltre che ai Pontifici Istituti “Marianum” e “Auxilium” di Roma. Attilio è docente di Filosofia politica all’Università di Chieti ed è membro del Comitato direttivo dell’Accademia Internazionale Intams di Bruxelles. Insieme hanno fondato e sono direttori di “Prospettiva Persona”, rivista semestrale del Centro Ricerche Personaliste di Teramo. www.prospettivapersona.it


TEOLOGIA

Francesco Pesce per Il matrimonio a Wittenberg. Con un’antologia di testi di Martin Lutero.

Il matrimonio segna un cambiamento forte nella vita di Martin Lutero e anche nella sua riflessione teologica. Il volume di Francesco Pesce indaga questo mutamento, a partire dalla lettura dei testi e delle lettere dedicati al matrimonio. Il volume, che si avvale della prefazione di Munib Younan, vescovo emerito della Chiesa luterana in Terra Santa ed ex presidente della Federazione Luterana Mondiale, da una parte racconta il matrimonio cristiano attraverso l’esperienza personale del fondatore del protestantesimo, dall’altro rappresenta una straordinaria esperienza ecumenica. Francesco Pesce, classe 1974, è ordinario di teologia pastorale presso l’Istituto di Scienze Religiose Giovanni Paolo I ed è direttore del Centro della Famiglia di Treviso.


ARTE

Artaserse Conti per il ritratto di San Valentino

Operaio, pugile, allenatore, pittore, Artaserse Conti – ternano, classe 1943 – è un personaggio ribelle e controverso, con una storia vissuta all’insegna dell’istinto e delle passioni, tra boxe, pittura e viaggi. Prima pugile, poi allenatore della Team Boxe Terni, dove si distingue per l’eccellente tecnica e la profonda umanità verso i suoi allievi, ha scoperto per caso la pittura da autodidatta diventando uno dei più apprezzati autori naif della scena ternana. Un’arte che lui stesso definisce “strana”. I suoi dipint sono animati da personaggi che spaziano da Frankenstein a Dante, da Alberto Sordi a Gesù e san Francesco. Il suo ritratto di san Valentino è stata una delle primissime opere entrate nella collezione permanente del Cenacolo San Marco in occasione della prima edizione del Valentine Fest, e compare anche nella copertina del numero di Adesso che ne raccoglie il catalogo. A lui è stato dedicato anche un documentario realizzato da sue colleghi artisti: Desiderio e Cristiano Carotti.


TEATRO

Cecilia Di Giuli per Come Lucio Dalla e Ronn Moss

Ternana, attrice e autrice teatrale, ha interpretato – tra l’altro – in televisione Don Matteo, Distretto di polizia Un professore e al cinema Chiara di Susanna Nicchiarelli e I peggiori giorni di Edoardo Leo e Massimiliano Bruno. E’ stata la prima attrice a interpretare Jacopa dei Settesoli – fedelissima compagna di Francesco d’Assisi – nel film La Stella di Greccio. Nel monologo autobiografico Come Lucio Dalla e Ronn Moss racconta il primo contatto con la morte, attraverso la storia di un pesce rosso compratole da bambina alla fiera di San Valentino.


CINEMA

Riccardo Milani perUn mondo a parteMichela Giraudper Flaminia

Un mondo a parte, interpretato da Antonio Albanese e Virginia Raffaele, racconta la storia di un insegnante che da una grande città si trasferisce in un piccolo paese marsicano nel Parco nazionale d’Abruzzo, dove deve far fronte al calo demografico a causa del quale la scuola rischia la chiusura. Riccardo Milani è tra i principali protagonisti della commedia italiana degli ultimi trent’anni: tra i suoi film Auguri professore, La guerra degli Antò, Piano solo, Come un gatto in tangenziale, Corro da te Grazie ragazzi.

Flaminia, con cui Michela Giraud ha debuttato alla regia, racconta la storia, in parte autobiografica, del rapporto tra una donna e la sorella affetta da autismo. Tra le comiche più popolari degli ultimi anni, Giraud – classe 1987 – ha fatto parte del cast di programmi come Colorado, LOL Quelli che il calcio. E’ autrice e interprete del monologo La verità, nient’altro che la verità, lo giuro!. Nel 2020 ha partecipato al Terni Film Festival.


MUSICA

Conservatorio “Briccialdi” di Terni per Il martirio di San Valentino

Il 24 febbraio 2024 nella Basilica di San Valentino a Terni è andato in scena Il martirio di San Valentino. Oratorio per soli, coro e orchestra di Giacomo Puccini (1712-1781) messo in scena da solisti, coro e orchestra del Conservatorio Statale di Musica “Briccialdi” con la direzione diu Marco Gatti.

Ispirato al martirio del san Valentino cosiddetto “romano” (ma che si identifica – nel nome, data di morte e principali caratteristiche con quello di Terni), vede in scena san Valentino (interpretato dalla soprano Bianca Josefina Asturiano Perez-Chao), la Fede (la soprano Aurora Tarantola), Asterio (il tenore Roberto Mattioni), Calfurnio (il tenore Domenico Maglioni) e Claudio (il basso Danilo Paludi).

Lo spartito dell’oratorio scritto dal nonno del più celebre Puccini, è stato ritrovato da Emiliano Buccetti, vicepresidente del Centro Culturale Valentiniano e affidato all’Istituto musicale ternano, che lo ha studiato e ne ha proposto un’esecuzione. Il progetto ha rappresentato una straordinaria operazione sotto il profilo dell’indagine storica sul santo dai mille volti e ma anche l’occasione per una formidabile sinergia tra le forze del territorio per la valorizzazione del proprio patrono.


COMUNICAZIONE

Francesco Belletti per il Centro Italiano di Studi sulla Famiglia

Nato nel 1957, Francesco Belletti si è laureato in Scienze Politiche a Milano e ha lavorato per oltre 15 anni come consulente e ricercatore libero professionista per enti pubblici e privati no profit su tematiche sociali come indagini, analisi statistiche, formazione e consulenza organizzativa. Dal 1990 collabora al Cisf e dal 2000 ne è direttore. E’ stato anche Presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari ed è stato consultore del Pontificio Consiglio per la famiglia. Ha scritto, tra l’altro, Essere padri (San Paolo) e Mai parlato così tanto di famiglia? tra Dico e Family Day (Paoline).

Il Centro Internazionale Studi Famiglia intende promuovere una cultura della famiglia nel solco dei valori tramandati ed insieme nella prospettiva dei mutati scenari della società contemporanea. Promuove un Centro Documentazione informatizzato e specializzato sulle tematiche familiari, la pubblicazione di un Rapporto sulla famiglia in Italia a cadenza biennale, affidato a centri di ricerca e a specialisti in varie discipline, la promozione della ricerca scientifica su temi concernenti la vita familiare; la pubblicazione di saggi e studi che siano particolarmente rivolti alla condizione storica della famiglia e alla definizione dei suoi ruoli specifici nella società contemporanea; il dibattito pubblico attraverso seminari, convegni a carattere scientifico o informativo.


PACE

Alessia Bertelli della Croce Rossa Internazionale per il lavoro svolto nello Yemen.

Quella che si sta consumando nello Yemen è una di quelle guerre “nascoste”, che non fanno notizia e che contribuiscono a creare quella che papa Francesco definisce “Terza guerra mondiale a pezzi”. L’origine delle tensioni  a divisioni politiche e regionali emerse durante le proteste della “primavera araba” del 2011 che ha portato alla caduta del presidente Ali Abdullah Saleh.

Il conflitto è esploso nel 2014, quando il movimento sciita Houthi, supportato dall’Iran, ha preso il controllo di ampie aree del Paese, inclusa la capitale Sanaa.  Nel 2015, una coalizione guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta militarmente a sostegno del governo yemenita internazionalmente riconosciuto, intensificando il conflitto. Da allora, lo Yemen è diventato luogo di una guerra regionale con profonde ripercussioni internazionali, con l’Iran che sostiene gli Houthi e i paesi del Golfo, guidati dall’Arabia Saudita, che supportano il governo yemenita che ha spostato la sua capitale temporaneamente ad Aden. La guerra ha prodotto oltre 19.000 vittime civili, 4,5 milioni di di sfollati, 2,5 milioni di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione acuta, 8 milioni di persone senza accesso all’acqua potabile e oltre 18 milioni di persone, un terzo della popolazione, che sopravvivono solo grazie agli aiuti umanitari. La guerra in Yemen è alimentata dal commercio di armi, in gran parte provenienti da Stati Uniti, Regno Unito ma anche da tanti paesi europei.

Alessia Bertelli è nata nel 1979 e dopo la laurea in relazioni internazionali ha lavorato per la Oxfam per trasferirsi nel 2013 alla Croce Rossa internazionale. Ha operato, tra l’altro, a Gerusalemme, in Etiopia, Ucraina, Russia, Siria, Centrafrica, Sudan e Iraq. Nel 2023 è stata ospite del Terni Film Festival parlando delle condizioni dell’Iraq a vent’anni dalla guerra. Dal 2024 è in Yemen.

Giubileo, riunita la Cabina di regia: Umbria seconda tappa dopo Roma

Si è riunita a Palazzo Chigi la Cabina di regia istituzionale per il Giubileo, presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, il sindaco di Roma e commissario al Giubileo Roberto Gualtieri, i governatori del Lazio e dell’Umbria Francesco Rocca e Stefania Proietti, e la sottosegretaria al Mef, Sandra Savino, il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Presenti anche rappresentanti degli altri dicasteri interessati (Turismo, Cultura, Interno).

La presidente della Regione, Stefania Proiettia, ha riferito che l’Umbria si sta mobilitando per l’accoglienza del Giubileo degli adolescenti, primo evento molto significativo che, per la concomitanza della canonizzazione di Carlo Acutis, il periodo di alta stagione turistica con il ponte del 25 aprile-Pasqua e le iniziative per l’ottavo centenario francescano, porterà flussi molto consistenti di persone in Umbria.

“Le principali necessità per l’Umbria nel gestire i flussi che si annunciano straordinari di pellegrini e turisti – ha aggiunto la presidente – riguardano l’accoglienza, i trasporti locali regionali e interregionali, la gestione della sanità di emergenza, il potenziamento del sistema di protezione civile e di sicurezza, il coordinamento di informazione e comunicazione e anche l’accessibilità per tutti delle nostre città”.

“L’inserimento ufficiale nel tavolo istituzionale di Cabina di regia nazionale, a dimostrazione che l’Umbria sarà la seconda tappa dopo Roma in questo Giubileo della Speranza – ha concludo la governatrice – conferma la disponibilità del Governo nel supportare la nostra Regione in questo anno che sarà importantissimo non solo per i flussi turistici, ma per diventare il vero e proprio ‘cuore’ dell’accoglienza in Italia”.

Banche via dai piccoli comuni, la Regione convocherà un tavolo tecnico

Dopo l’allarme per la desertificazione bancaria nei piccoli comuni, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, accoglie la proposta di Anci Umbria. E annuncia che presto convocherà un tavolo tecnico per le azioni di contrasto.

“Nella mia precedente esperienza in veste di sindaco – le parole di De Rebotti – non posso che condividere le preoccupazioni espresse dal presidente di Anci Umbria, Federico Gori, sul pericoloso fenomeno della desertificazione dei servizi nei piccoli comuni della regione avvalorato dai dati messi a disposizione da Banca d’Italia e Istat, in merito alle chiusure bancarie che confermano questo trend preoccupante”.

“Le piccole comunità – prosegue l’assessore – sono un patrimonio inestimabile che dobbiamo tutelare e sostenere. La loro esistenza e vitalità consente di mantenere un presidio forte in tutto il territorio regionale, in particolare nelle aree interne e periferiche che rappresentano, senza dubbio, una ricchezza straordinaria della quale non possiamo fare a meno. Guardiamo con preoccupazione ai dati divulgati e a tutte le problematiche che Anci ha sollevato ponendole anche all’attenzione dell’istituzione regionale. I numeri infatti, raccontano dell’ulteriore diminuzione degli sportelli bancari fuori dai principali centri urbani e, più in generale, del decremento della quantità dei servizi disponibili per cittadini e imprese. L’interesse della Regione Umbria – conclude De Rebotti – consiste sia nel tutelare la qualità della vita degli umbri, tanto quanto nel sostenere le imprese in un momento critico collegabile alla complessa situazione economica del paese. La stessa presidente Proietti, ha condiviso e visto con favore l’istituzione di un tavolo, ci faremo quindi, parte attiva per rispondere al più presto alla richiesta, coinvolgendo una pluralità di soggetti con l’intento di individuare azioni efficaci che consentano di invertire il trend negativo in atto”.

Fondazione Banca Centro – Toscana Umbria, rinnovato il Cda

La Fondazione Banca Centro – Toscana Umbria ha rinnovato il proprio Consiglio di amministrazione, mantenendo viva la continuità con la precedente ‘Fondazione Vivalbanca’. La Fondazione – che ha sede legale a Sovicille (Siena) e sede amministrativa a Moiano (Città della Pieve, Perugia) – mira a promuovere iniziative di utilità sociale, culturale e ricreativa, dedicate al benessere delle comunità locali. Al contempo, si impegna a favorire la loro crescita e sviluppo, contribuendo a un progresso sostenibile e inclusivo.

Il nuovo Cda è composto da Carmelo Campagna (presidente), Umberto Giubboni vicepresidente), Alessandro Pucci (consigliere designato), Lorenzo Cantelli (segretario), Emilio Bernini (tesoriere), e i consiglieri Ugo De Carolis, Michela Sciurpa, Maria Alessandra Trinetti e Oreste Ruggiero. Il Collegio sindacale è presieduto da Massimo Fanucci, affiancato dai sindaci Ida Calzini e Giulietta Capacchione.

“Intendiamo perseguire gli scopi e le attività statutarie in tutti i territori di competenza – ha commentato il presidente Carmelo Campagna –, oltre a proseguire nell’allestimento del museo negli spazi di Villa delle Ortensie a Montecatini Terme. Lì saranno esposte, in un contesto moderno e tecnologico, le opere a disposizione della Fondazione a suo tempo oggetto di una rilevante e generosa donazione dell’Accademia d’arte ‘Dino Scalabrino’. La Fondazione rappresenterà un’importante opportunità per potenziare e consolidare il supporto mutualistico che l’ente fondatore fornisce già attivamente in Toscana e Umbria”.

Imprese e aeroporto, l’Umbria guarda al Messico

Si è parlato anche delle possibili opportunità di collaborazione che le imprese dell’Umbria potrebbero avere con quelle messicane nell’incontro che la presidente della Regione, Stefania Proietti, ha avuto con l’ambasciatore del Messico in Italia, Carlos García de Alba, ricevuto a Palazzo Donini.

Nell’incontro è stata anche prospettata la possibilità che l’Aeroporto San Francesco possa rappresentare un’ulteriore porta di accesso da oltreoceano per i pellegrini che giungono per il Giubileo, la canonizzazione di Carlo Acutis e per le celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco.

Nel salutare la presidente l’ambasciatore García de Alba, che recentemente è stato eletto presidente dell’Istituto Italo Latino Americano di Roma, ha invitato la Presidente Proietti ad un incontro a Roma con i rappresentanti anche degli altri 21 Paesi che ne fanno parte.