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Autore: Redazione

Ammessa la mozione di sfiducia nei confronti della presidente Proietti

La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, sentito l’Ufficio di presidenza, ha dichiarato ammissibile la mozione di sfiducia che la minoranza di centrodestra ha presentato nei confronti della presidente Stefania Proietti per il modo in cui ha gestito la pratica che ha portato alle nuove aliquote Irpef e Irap.

Una mozione che il centrodestra aveva presentato per cercare di rinviare a dopo il 15 aprile la manovra, che invece è stata approvata in Aula giovedì scorso con i voti della maggioranza.

I consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei e Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza
Italia), Nilo Arcudi (Tesei presidente-Umbria civica).attaccano la presidente Bistocchi: “Dopo giorni di assenza ingiustificata, dopo aver fatto saltare la conferenza dei capigruppo e non averla riconvocata, come previsto dal regolamento su richiesta dell’opposizione, la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha finalmente dichiarato ammissibile, sentito l’Ufficio di Presidenza, la mozione di sfiducia nei confronti della presidente Stefania Proietti”.

In attesa della convocazione del Consiglio regionale straordinario con la mozione all’ordine del giorno, che deve avvenire entro 15 giorni, i lavori di Palazzo Cesaroni sono sospesi.

“Una decisione tardiva e strumentale quella della presidente Bistocchi – prosegue il centrodestra – che
arriva dopo l’approvazione in consiglio regionale, con i voti del campo largo di sinistra, dell’aumento indiscriminato di Irpef e Irap. Una scelta che danneggerà gravemente famiglie, lavoratori e imprese umbre, con effetti pesantissimi sul tessuto sociale ed economico della nostra regione. Nei giorni successivi alla presentazione della mozione di sfiducia in Ufficio di Presidenza – scrivono ancora i consiglieri di opposizione – la presidente Bistocchi ha ignorato deliberatamente le richieste
dell’opposizione, piegandosi alla linea dell’assessore Bori e della presidente Proietti. Così facendo, ha messo in discussione l’autonomia stessa del consiglio regionale, assumendosi la responsabilità politica di
portare al voto una manovra fiscale fondata su un presunto disavanzo di bilancio, sul quale abbiamo assistito a un vergognoso balletto di cifre, e definita sulla base di una verifica contabile affidata a una società privata che ad oggi non ha ancora prodotto alcun report e, a quanto ci risulta, non ha ancora firmato il contratto con la Regione”.

“La maggioranza – continuano i consiglieri di minoranza – può contare sui numeri, la minoranza ha il diritto di contare sulle regole. Se la presidente Bistocchi sceglie di ignorare queste regole, allora siamo di
fronte a una grave lesione della democrazia. Auspichiamo che il Consiglio regionale straordinario venga convocato al più presto per discutere la mozione di sfiducia alla presidente Proietti, e che, a differenza di quanto gravemente accaduto nella scorsa seduta, vengano rispettati il regolamento e i diritti dei consiglieri di opposizione, che rappresentano migliaia di cittadini umbri colpiti da aumenti fiscali record senza precedenti negli ultimi 20 anni”.

Umbria Mobilità, Filt Cgil e Faisa Cisal: “Conti in rosso, non può indire la gara Tpl”

Dopo l’allarme per i conti in rosso della Sase, la società che gestisce l’aeroporto dell’Umbria, e il dibattito sui conti della sanità, i sindacati guardano con preoccupazione alla situazione di Umbria Mobilità.

“Ancora sotto procedura ex articolo 67 legge fallimentare, a causa della cattiva amministrazione della giunta precedente. Tutto ciò è stato maniacalmente nascosto agli umbri fino alle elezioni, un atto vile nei confronti di chi ci lavora e di tutti i cittadini. Siamo davvero preoccupati oltre che sconcertati” commentano le segreterie delle organizzazioni sindacali Filt Cgil e Faisa Cisal, tramite i segretari generali Ciro Zeno e Cristian Di Girolamo.

“Non possiamo fare altro – proseguono i sindacati – che rivolgere uno sguardo critico a chi ha governato questa regione negli ultimi cinque anni, ma anche lanciare un grido di allarme a chi governa la Regione oggi e per i prossimi cinque anni. Stiamo viaggiando sul filo del rasoio: l’Umbria rischia seriamente il default e potrebbe vedere centinaia di persone scendere in piazza a manifestare contro questa gestione scellerata su molte partecipate. Se non si corre immediatamente ai ripari con interventi intelligenti, per mantenere i servizi e i posti di lavoro, il rischio di default diventa concreto”.

I sindacati chiedono un passo indietro verso quella gara che invece l’ex assessore e oggi consigliere regionale di opposizione Enrico Melasecche invoca, denunciando le perdite legate al ritardo.

“Umbria Mobilità, l’agenzia che si prepara a bandire la gara per il trasporto pubblico locale (Tpl) – scrivono Filt Cgil e Faisa Cisal – si trova in crisi economica. Secondo la legge, non può indire una gara pubblica mentre è in fase debitoria. Se la Regione pensa di procedere con la gara sul Tpl in questa situazione drammatica, rischia di esporsi a una mobilitazione popolare e a una lotta per difendere il diritto al lavoro, anche attraverso elementi giuridici. Ci chiediamo se una società che sta lavorando in deroga possa comunque procedere con un bando o gestire gare se alimentata da conti in rosso. Oltre tutto considerando che sta gestendo denaro pubblico”.

Tenacia e solidarietà imprenditoriale, così Novaplast è rinata dall’incendio

Una piena ripartenza, dopo l’incendio di un anno fa, per un’azienda che non ha mai smesso di lavorare, grazie alla tenacia imprenditoriale e dei dipendenti e della solidarietà di un territorio e di un intero settore. La Novaplast di Ferriera di Torgiano ha inaugurato il rinnovato reparto produttivo, distrutto nell’incendio che il 2 febbraio 2024 aveva colpito buona parte dello stabilimento.

Nonostante quell’evento, l’azienda specializzata nella produzione di allestimenti isotermici per furgoni, destinati al trasporto di alimenti, merci deperibili e farmaci, non si è mai fermata. Ha continuato la produzione, con la collaborazione delle aziende locali e dei concorrenti di altre regioni.

I nuovi macchinari, installati nei 700 mq del nuovo reparto produttivo, hanno fatto della Novaplast una realtà più competitiva ed efficiente. Dopo l’incendio, l’azienda non ha licenziato nessun dipendente, ma ha assunto nuovo personale. I programmi per il 2025 sono quelli di un anno di rinascita, con un aumento del fatturato e un impegno sia sul mercato italiano che su quello estero.

Grazie al rinnovamento del reparto produttivo, la Novaplast è anche diventata meno energivora e più rispettosa dell’ambiente. Ora, infatti, l’azienda impiega meno energia elettrica e di conseguenza evita l’emissione in atmosfera di oltre 6 quintali di Co2 l’anno.

La storia della Novaplast è quella di una piccola impresa locale, che festeggia un nuovo inizio. L’azienda a conduzione familiare, con 18 dipendenti, è attiva dagli anni ’70 e i furgoni allestiti con i suoi kit trasportano alimenti e medicinali in Italia e in diversi Paesi all’estero: dalla Germania alla Svezia, dagli Stati Uniti a Guadalupa, in uso sia ad aziende private che ad enti pubblici.

Una solida realtà imprenditoriale e umana, come dimostra anche la risposta del territorio nel momento di difficoltà, come sottolineato anche dal sindaco Eridano Liberti e dal presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, che con i fratelli Biagini hanno partecipato al taglio del nastro.

“Possiamo dire che la storia di un dramma si è trasformata in una storia di tenacia, collaborazione e solidarietà”, ha commentato Claudia Biagini, amministratrice e comproprietaria della Novaplast, prima del taglio del nastro. “Non abbiamo mai smesso di lavorare per poterci rialzare, nemmeno nei momenti di sconforto, e persino i concorrenti ci hanno teso la mano. Una manifestazione di stima e solidarietà, – ha continuato Biagini – che ci ricorda come i rapporti umani abbiano un valore e una forza superiore a quella delle logiche economiche. Adesso ci ritroviamo più produttivi, competitivi e più rispettosi dell’ambiente”.

Da un negozio alle attività nel Centro Italia, l’addio ad Amelia Palmerini

Nella chiesa parrocchiale di Ponte San Giovanni, a Perugia, si sono celebrati i funerali di Amelia Gardi in Palmerini, che con il marito Rino aveva fondato il piccolo negozio, attività poi cresciuta fino alle attuali attività di ricambi auto, oleodinamica, revisioni presenti in Umbria e Centro Italia.

“95 anni non sono troppi…sono tanti…ma di Amelia ce ne vorrebbero altri 1000 anni. Non so dove finiranno le anime, voglio credere e sperare che si ritrovino, però sono certa che la sua anima resterà anche in me, perché è una parte di me. Ironica, divertente, ma soprattutto intelligente, giusta ed equilibrata…sono sicura che tutte le persone che l’hanno conosciuta hanno imparato qualcosa da lei. Il più grande complimento che mi possono fare è “Sei come la tu nonna”! ed io mi impegnerò ad esserlo sempre! Ciao nonna, Giulia”. Con queste parole Giulia Palmerini ha salutato la nonna.

Anche Antonello Palmerini, con brevi ma significative parole, ha ricordato la mamma e quanti le sono stati vicino fino alla fine. Ricordando l’oretta di Parco Pascoletti, che Amelia era solita trascorrere per salutare e parlare con le tante persone che la conoscevano e apprezzavano il suo sorriso e la sua ironia.

Sempre presente in azienda e alle iniziative socio culturali dell’associazione “Pro Ponte, insieme per vivere” e “Pro Ponte Etrusca onlus” per stare accanto ai familiari e al pubblico numeroso e partecipe di questo aspetto della vita di Ponte San Giovanni, che lei aveva visto crescere. Una crescita e uno sviluppo cui lei e le aziende Palmerini hanno

“Lavora con Larth”, il Pozzo della Cava entra nella rete di aziende

Cresce il numero delle aziende che stanno aderendo al progetto “Lavora con Larth”, l’iniziativa che coinvolge artigiani, produttori, imprenditori e realtà del terzo settore in una visione sociale e comunitaria dei vantaggi collegati agli importanti flussi turistici che scaturiscono dai percorsi di trekking tra Orvieto e la Tuscia.

L’idea di fondo è quella di ridistribuire il più possibile sul territorio la ricchezza prodotta da questa nuova forma di turismo lento che vede in questa zona un importante epicentro a livello nazionale grazie al cammino dell’intrepido Larth, all’imminente attivazione del cammino del miracolo del Corpus Domini e ad altre innovative iniziative che partiranno entro l’estate.

Con centinaia di presenze anche nei mesi invernali, il cammino di Larth si sta rivelando come uno degli strumenti più efficaci applicati al turismo locale, soprattutto per destagionalizzare i flussi ed aumentare le presenze.

Gli organizzatori danno ora il gradito benvenuto al Pozzo della Cava di Marco Sciarra, titolare di un monumento simbolo della città di Orvieto e straordinario esempio di come un’iniziativa imprenditoriale possa produrre un significativo effetto positivo a favore della comunità “Il progetto di Larth rappresenta un connubio tra una forte spinta alla promozione turistica e culturale della nostra terra e una sensibilità verso il tessuto economico, in una visione condivisa e partecipata del turismo” dice Sciarra, che è anche coautore della guida dedicata al cammino del miracolo del Corpus Domini, in distribuzione a partire dal 18 aprile.

Al Pozzo della Cava sarà dunque possibile acquistare tutti i prodotti collegati al cammino di Larth e al cammino del miracolo del Corpus Domini, ma l’azienda di Marco Sciarra si inserisce anche nell’esclusivo club dei produttori dei vari gadget collegati al turismo lento ed emblemi del valore dell’artigianato locale.

Aumenti Irpef e Irap, Confartigianato: serviva più equità, si rischiano licenziamenti e delocalizzazioni

Restano riserve e insoddisfazione per gli inasprimenti fiscali che il Consiglio regionale ha deliberato, in Confartigianato. Nonostante l’apertura della presidente Proietti nel confronto con le parti sociali, che ha consentito di rendere meno penalizzanti i provvedimenti rispetto a quanto inizialmente prospettato.

“Prendiamo atto – si legge nella nota di Confartigianato – che l’Amministrazione ha ritenuto inevitabile, sulla base di proprie valutazioni, aumentare le entrate dell’Ente regionale. Rileviamo però che la manovra ha un’impostazione eccessivamente semplificata e sembra mirata esclusivamente al gettito. Mentre è largamente condiviso che le politiche fiscali non possano esaurirsi negli obiettivi di gettito, perché è prioritario valutarne l’impatto sul tessuto produttivo e sull’intera economia regionale”.

Confartigianato ritiene che una maggiore approfondimento sulle ricadute sia in termini di consumi che di occupazione, avrebbe consigliato prudenza, “perché in questo modo gli equilibri economici delle piccole e medie imprese umbre rischiano di essere messi sotto pressione da più direzioni”.

Spiega l’associazione: “Da un lato, le Pmi dovranno affrontare una riduzione dei ricavi indotta dalla prevedibile contrazione dei consumi per gli incrementi eccessivamente concentrati sulla classe media. È la classe media che presenta un ventaglio differenziato di consumi, che costituisce la base effettiva degli incassi delle Pmi umbre e del settore dei servizi in particolare, spina dorsale dell’occupazione regionale. Non sembra essere stato chiaramente spiegato che i redditi lordi complessivamente superiori ai 28.000 euro subiranno un peso molto elevato, perché non beneficeranno delle aliquote più basse esclusivamente previste per i redditi inferiori ai 28.000,00 euro. Questo genera un grave impatto del passaggio al terzo scaglione certamente non bilanciato dalla limitata detrazione di soli 150 euro. In questo senso sorgono dubbi sulla razionalità (e perfino sulla legittimità stessa) del sistema fiscale risultante; infatti, la progressività delle imposte deve crescere in modo graduale, non a salti, altrimenti si introducono gravi effetti distorsivi nell’economia”.

C’è poi la questione degli aumenti Irap, che scatteranno dal 2026: “Le Pmi umbre, che sono già alle prese con un contesto fragile a causa dell’instabilità internazionale, della crisi dei dazi e del rialzo dei costi energetici, sono oggetto dell’aumento dell’Irap, imposta che notoriamente grava sul lavoro e favorisce licenziamenti e processi di delocalizzazione. Con questa impostazione l’Umbria rischia una fuga di attività produttive verso territori più competitivi. Infatti, la manovra Proietti va inquadrata anche a livello territoriale e mentre in Umbria si aumenta, di fatto, il costo del lavoro, la Regione Lazio attiva programmi di incentivazione alle assunzioni con contributi mirati e la Regione Abruzzo beneficia del programma nazionale “Decontribuzione Sud”.

Confartigianato Imprese Umbria ribadisce la necessità di un approccio fiscale più equilibrato e contemporaneamente chiede che le riforme per l’efficientamento della spesa regionale, a partire dalla sanità, siano varate nel più breve tempo possibile al fine di poter correggere e superare la manovra fiscale, prima che i suoi effetti negativi nell’economia regionale si sviluppino compiutamente.

Riequilibrio tra Province, Confartigianato Terni: “Avviare procedura consultando le popolazioni”

Confartigianato Terni prende posizione sul tema del riequilibrio territoriale, molto sentito dai cittadini umbri. “Sono anni di dibattito infruttuoso sul punto – scrive l’associazione – occorre finalmente avviare la procedura vigente di riequilibrio, che prevede, si ricorda, la consultazione delle popolazioni interessate”.

Per Confartigianato il merito della questione, prima che una ridefinizione amministrativa dei confini, investe il livello dei servizi disponibili per i cittadini e le imprese sui singoli territori e la valorizzazione delle vocazioni territoriali. “È su questo aspetto – scrive l’associazione – che bisogna concentrare l’attenzione: occorre la capacità di guardare alle continuità territoriali, alle esigenze e alle possibili sinergie di sviluppo delle comunità dei comprensori di Terni, Orvieto, Narni, Todi e Spoleto. Tutte comunità che meritano un impegno concreto per migliorare le infrastrutture, i servizi essenziali, i presidi pubblici e le politiche amministrative, evitando scelte che possano compromettere le dinamiche economiche, demografiche e della vivibilità. È un fatto che le politiche di accentramento regionali lungamente perpetuate abbiano in ogni fase comportato perdite certe di autonomia e rappresentatività dei territori, a fronte di astratte politiche di efficientamento, non dimostrate a consuntivo, e ipotizzate a prescindere dai costi sociali ed economici dei fenomeni di spopolamento, costi che oggi stanno gravando su tutti gli umbri”.

Un’attenzione particolare. per Confartigianato Terni, va riservata alla Valnerina, che si trova ad affrontare sfide ancora più complesse: contrastare lo spopolamento accelerato dagli effetti del terremoto e rilanciare la sua vocazione storica di collegamento tra l’Adriatico e Roma. “Questo obiettivo – si legge ancora nella nota dell’associazione – si realizza non solo attraverso la ricostruzione, ma anche recuperando una continuità culturale e infrastrutturale che negli anni si è affievolita”.

Confartigianato Terni ritiene dunque che occorra perseguire “l’autorevolezza e la lungimiranza di avviare un confronto positivo tra le comunità locali su questi temi cruciali per l’economia dell’Umbria e per la sua capacità di giocare nel prossimo futuro un ruolo autonomo e definito in Italia e in Europa”.

(nella foto un’immagine di Spoleto, territorio interessato dal possibile “cambio” di Provincia)

Irpef e Irap, ecco l’emendamento della Giunta che cambia la manovra

La Giunta regionale ha approvato l’emendamento con il quale ha riscritto la manovra adottata il 21 marzo scorso. Manovra che vale 52 milioni per quest’anno e 66 milioni l’anno per il 2026 e il 2027.

Per il 2025 si interviene solo sull’Irpef. Con l’azzeramento dell’addizionale per la fascia di reddito tra 15 e 28mila euro, come è già per quella al di sotto dei 15mila euro. Nella fascia tra 28mila e 50mila la maggiorazione sarà dell’1,89%, ma con uno sgravio di 150 euro per ciascun contribuente. Riduzioni che saranno compensate dall’aumento più pesante per i redditi al di sopra dei 50.000 euro di imponibile, con una maggiorazione dello 2,1%.

Dal 2026 scatta l’aumento dell’Irap per le imprese, dello 0,40% (e non più dello 0,50% come inizialmente approvato dalla Giunta) che porta l’aliquota ordinaria a 4,30%.

Non sarà invece applicato l’aumento del bollo auto del 10%, che inizialmente era stato previsto dal 2026.

Emendamento che è stato presentato dalla Giunta questa mattina, mercoledì, e che domani (giovedì) approderà in Consiglio regionale per la definitiva approvazione. Per una manovra complessiva di 184 milioni di euro nel prossimo triennio.

Una manovra che è stata presentata dalla presidente Stefania Proietti e dal vice presidente e assessore al Bilancio Tommasi Bori, che hanno sottolineato come in questo modo si potrà far fronte al deficit della sanità (che nell’ultimo anno è di 34 milioni di euro) ed al pagamento della prima delle tre rate con le quali si intende ricostituire il Fondo di dotazione per complessivi 39 milioni di euro. La parte restante servirà a compensare i minori trasferimenti da parte dello Stato, che per quest’anno saranno di 5 milioni e mezzo di euro. Proietti e Bori hanno evidenziato come peri prossimi tre anni due terzi degli umbri non vedranno aumentate le tasse o beneficeranno di una riduzione.

La minoranza, che aveva chiesto di ritirare la manovra e che aveva presentato una mozione di sfiducia nei confronti della presidente Proietti per rinviarne l’iter, annuncia battaglia in Aula.

    Comunità Energetiche Rinnovabili, i casi concreti: così le impese risparmiano sulla bolletta

    “Comunità energetiche rinnovabili: dalle idee ai progetti concreti”. Questo il tema del confronto che si è tenuto nella sede di Arpa Umbria a Terni, organizzato da Confindustria Umbria, Legacoop Umbria e Confartigianato Imprese Umbria. Un’occasione per un confronto con le Istituzioni sulle normative e su quanto attuato, e per presentare i vantaggi delle CER costituite a Perugia e a Terni.

    QUI IL VIDEO https://www.facebook.com/100089473223934/videos/656929336930056

    L’inizio dell’evento, introdotto dai saluti , è stato posticipato nel rispetto del lutto cittadino proclamato in memoria della giovane Ilaria Sula.

    All’iniziativa – posticipata per rispettare il lutto cittadino per la morte di Ilaria Sula – introdotta dai saluti del direttore amministrativo di ARPA Umbria Amedeo Di Filippo e moderato dal giornalista Fabio Toni, hanno portato il proprio contributo gli assessori allo Sviluppo economico dei Comuni di Terni e di Perugia, Sergio Cardinali e Andrea Stafisso, che si sono soffermati sulle azioni messe in campo dagli enti locali per affrontare la sfida delle comunità energetiche, cercando di promuovere la sostenibilità e l’autosufficienza energetica.

    Gli aspetti legati alla configurazione delle CER e ai meccanismi di incentivazione sono stati affrontati dalla responsabile Funzione Promozione e Assistenza alle Imprese di GSE Enrica Cottatellucci, che ha illustrato i benefici che le CER possono assicurare alle comunità locali.

    Sul ruolo delle CER nella transizione energetica sono intervenuti Marco Centinari, presidente Sezione Territoriale Terni Confindustria Umbria, Giorgio Nanni, responsabile Ambiente e Energia Legacoop e Valentina Bagozzi, responsabile Mercato, Energia, Utilities Confartigianato Imprese.

    I casi concreti: le CER di Perugia e Terni

    Al centro dell’iniziativa due esperienze concrete, frutto della spinta propulsiva di un gruppo di imprenditori e realizzate con il coinvolgimento di Confindustria Umbria, Legacoop Umbria e Confartigianato Imprese Umbria. Si tratta, cioè, della Comunità energetica rinnovabile “Insieme sostenibili”, costituita a Terni da dieci imprese del territorio che si sono unite per produrre, consumare e condividere energia prodotta localmente da impianti da fonti rinnovabili, e della CER “Cooperativa Perugia Green Energy”, fondata a Perugia da undici imprese che hanno portato avanti un analogo progetto.

    Ad illustrarne caratteristiche e opportunità sono stati Paolo Garofoli, presidente della CER di Terni e Nicola Stabile, presidente della CER di Perugia, insieme a Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Umbria.

    “Le comunità energetiche rinnovabili – sottolineano le tre associazioni – non solo contribuiscono a un futuro più sostenibile, ma offrono anche vantaggi economici e sociali significativi. I progetti realizzati sul territorio in questo ambito rappresentano il risultato concreto di un’azione sinergica tra le nostre Associazioni e con le imprese, che hanno mostrato grande interesse verso le CER, consapevoli che l’adozione di questo modello può aumentare la competitività e contribuire alla creazione di un sistema energetico più resiliente, sostenibile e inclusivo”.

    Proietti: energia alle aziende a un prezzo giusto

    Le conclusioni sono state affidate alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti: “A Terni – ha affermato – si realizza il sogno di dare energia alle aziende a un prezzo giusto. E questo è possibile grazie alla Comunità energetica rinnovabile che rappresenta l’opportunità di renderci indipendenti, autonomi. Azzeccato il sottotitolo di questo incontro ‘dalle idee ai progetti concreti’ che ci porta con soddisfazione a toccare con mano la nascita di due nuove Cer in un’ottica di rilancio di questa regione e di solidarietà nelle scelte energetiche”.

    L’ultimo straziante addio a Ilaria Sula: “Basta violenza sulle donne”

    Fiori bianchi sulla bara di Ilaria Sula. Bianco il carro funebre, scortato da un lungo corteo silenzioso che ha accompagnato nel suo ultimo viaggio la studentessa uccisa a Roma dall’ex fidanzato, Mark Samson. “Per gelosia”, secondo quanto riferito agli inquirenti dal giovane di origine filippina.

    Un lungo corteo il cui rispettoso silenzio è stato rotto dall’applauso commosso, di fronte al feretro. E poi, più volte, dalle preghiere e dalle parole pronunciate in albanese dalla mamma di Ilaria, che non ha retto al dolore e si è accasciata; è stata costretta a proseguire su una sedia a rotelle nel corteo dal viale dello Stadio fino al cimitero, dove prima della tumulazione è stata celebrata una cerimonia laica.

    Un corteo che ha attraversato una città in lutto, come disposto dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. “Ilaria non doveva essere qui in questa condizione” ha detto il primo cittadino e presidente della Provincia. Che si è abbracciato idealmente alla comunità albanese ed alla famiglia di Ilaria. “Nessuno scorsi questo ennesimo atto osceno, questo ennesimo femminicidio” ha detto il sindaco, auspicando che sia fatta giustizia, passaggio questo sottolineato con un applauso da molti dei presenti.

    Con le autorità (c’era anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi), i gonfaloni della città di Terni, della Provincia ternana e di Capranica Prenestina, dove è stato trovato il corpo della studentessa, chiuso in una valigia e gettato in un dirupo.

    Tanti giovani. Alcune amiche hanno mostrato le foto di Ilaria. E poi i cartelli, per dire “no” a questo ennesimo femminicidio. “‘Per Ilaria e per tutte le altre vittime, basta violenza sulle donne”, recitava uno di questi.

    Quasi in contemporanea, a Roma gli inquirenti hanno interrogato un’altra donna, la mamma di Mark Samson, indagata perché sospettata ad aver aiutato il figlio a ripulire la scena del crimine una volta scoperto il corpo di Ilaria.

    L’Amministrazione comunale ha annunciato che parteciperà anche alla manifestazione che si terrà questa sera, lunedì, alle ore 21, in piazza della Repubblica. Una fiaccolata organizzata dal Comune e dalle associazioni delle donne per ricordare Ilaria Sula e per ribadire il “no” alla violenza di genere.

    (foto dal profilo social del Comune di Terni)