Skip to main content

Autore: Redazione

Cia, da Alleanza Contadina al futuro dell’agricoltura “per la comunità”

“Coltivare valore, sostenere le comunità”, questo il tema scelto dalla Cia (Cia Agricoltori italiani dell’Umbria) per l’evento pubblico, nell’ambito di Agriumbria 2025, che ha anche celebrato il 70º anniversario dell’Alleanza Contadina. Una riflessione su temi cruciali per il futuro dell’agricoltura e delle comunità agricole, ripercorrendo allo stesso tempo l’anniversario di un percorso che ha segnato profondamente la storia dell’agricoltura italiana. Un’occasione, dunque, per passare in rassegna il passato e il presente dell’agricoltura, ma anche per delinearne il possibile futuro.

Un’agricoltura al servizio delle persone, delle comunità e dell’ambiente, obiettivo per il quale serve la collaborazione tra tutti gli attori del settore per costruire.

Dopo i saluti istituzionali di Stefano Ansideri, presidente di Umbriafiere, che ha presentato i numeri dell’edizione 2025, e di Simona Meloni, assessore regionale all’Agricoltura, che ha sottolineato l’importanza del settore agricolo per la regione, Alfonso Pascale, testimone storico di Cia, ha aperto i lavori con un intervento sulle radici dell’Alleanza Contadina, in questo racconto per comprendere quanto sia stato importante il senso di unità tra gli agricoltori.

Roberto Di Filippo, vitivinicoltore biologico, che ha discusso delle sfide attuali delle aziende agricole, e di Fabio Cossu, policy analyst presso la Commissione Europea, che ha presentato la visione dell’Unione Europea sul futuro dell’agricoltura. Problemi e possibili soluzioni alle difficoltà odierne e le prospettive future del settore.

Focus, poi, sul ruolo fondamentale che i consumatori e le cooperative alimentari stanno assumendo insieme ad Enzo Di Rosa, fondatore de “La marca del consumatore” che ha illustrato la visione futura dell’agricoltura e il ruolo crescente dei consumatori, e Giorgio Vicario, presidente della Food Coop Birà, la prima in Umbria: il primo supermercato collaborativo in via Birago a Perugia. Iniziativa che risponde alle esigenze di una comunità del quartiere.

Le conclusioni sono state affidate a Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria e vice presidente nazionale, che ha invitato i presenti a riflettere sulle direzioni future per promuovere una vera economia civile nel settore agricolo. “C’è la necessità – ha detto Bartolini – di un impegno collettivo per promuovere una vera economia civile nel settore agricolo. Ad esempio, la food coop Birà è un nuovo modello che stiamo cercando di far nascere e crescere in Umbria e che parte dalla conoscenza dei cittadini della necessità di creare una nuova relazione con il territorio a partire da chi lavora la terra e chi fa presidio. Pensiamo che questa sia la filiera vincente e che questo modello, che oggi sorge a Perugia e, trovi presto spazio anche in altri comuni dell’Umbria”.

Bartolini ha però evidenziato dati preoccupanti riguardo al settore: la riduzione del numero di aziende agricole in Umbria, l’elevata percentuale di terreni abbandonati e che in Umbria sono il 20%, e la predominanza di piccole imprese agricole, che rappresentano sfide significative per la regione.

“Forse il tema della comunità che supporta l’agricoltura, e dell’agricoltura che supporta la comunità – ha aggiunto – rappresenta la sfida che dobbiamo provare a cogliere. Serve fare un passo ulteriore, e lanciare il cuore oltre l’ostacolo e un approccio che coinvolga gli agricoltori. Condividiamo la visione che l’Europa ha per il futuro dell’agricoltura, come ci ha spiegato l’esponente della Commissione europea, per un sistema attrattivo, competitivo ed adeguato alle generazioni attuali e future. Ma questa visione necessita di investimenti adeguati ad affrontare le sfide future. Il rischio, altrimenti, è che la visione rimanga un bel progetto sulla carta e bisognerà rimboccarsi le maniche e trovare altre soluzioni ai problemi del settore. Il messaggio che qua oggi vogliamo lasciare è quello che serve il contributo attivo di tutti alla costruzione di un’agricoltura sostenibile e puntare sul ruolo fondamentale delle comunità nel supportare e valorizzare il settore agricolo”.

La Uil contro l’aumento tasse: a pochi giorni dall’incontro al MEF non abbiamo un documento che lo giustifichi

Era stato tra i primi a tuonare contro la delibera con cui la Giunta Proietti, senza alcun confronto con le parti, aveva adottato l’aumento immediato di Irpef e dal prossimo anno di Irap e bollo auto. Criticandone il metodo e il merito.

Ora il segretario generale Maurizio Molinari torna a tuonare, a nome di tutta la Uil dell’Umbria, contro una manovra che, sottolinea, inciderà pesantemente sulle tasche delle famiglie umbre, senza che sia stato avviato un vero confronto con le parti sociali: “Non si può continuare a far ricadere sui cittadini il peso degli errori accumulati nel tempo dalla politica regionale. L’aumento delle tasse in Umbria è una scelta sbagliata, nel merito e nel metodo”.

“Una decisione così rilevante, che riguarda direttamente la vita di lavoratori, pensionati e imprese – prosegue la nota del sindacato – avrebbe dovuto essere costruita in modo partecipato, ascoltando le organizzazioni sindacali e i corpi intermedi. Invece, ancora oggi, a pochi giorni dall’incontro previsto il 1° aprile al MEF, non abbiamo ricevuto alcuna documentazione ufficiale che giustifichi nel dettaglio la manovra, se non quanto anticipato in una conferenza stampa. Partecipazione e responsabilità dovrebbero essere i capisaldi di ogni scelta che incide sulla fiscalità dei cittadini. Per questo motivo, lunedì mattina è stato convocato l’Esecutivo regionale della Uil Umbria, che valuterà tutte le azioni da intraprendere nei prossimi giorni”.

La Uil condivide anche l’appello della Caritas di Perugia alle forze politiche “per valorizzare il dialogo e superare le divisioni, con l’obiettivo di trovare la soluzione migliore per i cittadini”.

“Da parte nostra – conclude il sindacato – abbiamo il dovere di difendere il lavoro, il reddito e la dignità delle persone. E non possiamo stare in silenzio di fronte a scelte che scaricano sulle famiglie il prezzo di anni di gestioni sbagliate”.

Conferme e flop, ecco i comuni umbri dove c’è più voglia di fare impresa

E’ ancora Todi il territorio dove c’è più voglia di fare impresa. Si contano infatti 14,1 imprese ogni 100 residenti. Seguono Castiglione del Lago e Bastia Umbra (11,9 imprese ciascuno), poi Orvieto (11,8) e Assisi (11,7), restando ai comuni sopra i 10mila abitanti.

E’ quanto emerge dal report della Camera di Commercio dell’Umbria, che analizza la densità di aziende rispetto alla popolazione residente nel 2024.

Todi leader da tre anni, San Giustino ultimo tra i grandi comuni

Per Todi si tratta di una conferma dopo aver primeggiato anche nel 2022 e nel 2023. Dopo la Top Five, la graduatoria prosegue con Città di Castello (11,2), Gualdo Tadino e Gubbio (11), Marsciano (10,8). Più distanti Perugia (10,5), Spoleto e Umbertide (10,4), Terni e Foligno (9,9), Corciano (9,7). Chiudono Narni (9,6), Magione (9,4), Amelia (8,7) e, fanalino di coda, San Giustino con appena 7,8 imprese ogni 100 residenti.

Municipi tra 5 mila e 10 mila abitanti: testa a testa tra Gualdo Cattaneo e Montefalco

Tra i comuni medi (da 5 mila a 10 mila abitanti), Gualdo Cattaneo mantiene il primato per il terzo anno consecutivo con 14,3 imprese ogni 100 abitanti. A un’incollatura segue Montefalco con 14,2. Completano la graduatoria Torgiano (12,4), Tuoro sul Trasimeno (10,7), Spello (9,5), Nocera Umbra (9,3), Deruta (9,2), Trevi (8,5), Panicale (8,4). Città della Pieve è ultima.

Nei piccoli comuni Cascia in coda, Monteleone di Spoleto in vetta

Nei comuni umbri sotto i 5 mila abitanti, dove piccole variazioni numeriche influenzano fortemente il tasso imprenditoriale, spiccano Monteleone di Spoleto (18,1 imprese ogni 100 residenti), Norcia (15,6), Sant’Anatolia di Narco (15,2), Massa Martana (13,6) e Lisciano Niccone (6,6). Al fondo della classifica Cascia, con solo 6,3 imprese ogni 100 abitanti, preceduta da Porano (6,4), San Gemini (7,0), Allerona (7,3) e Giove (7,7).

Umbria, imprenditorialità ancora alta ma in calo nel 2024

A livello regionale, l’Umbria registra nel 2024 un calo del tasso di imprenditorialità, scendendo da 11 a 10,1 imprese ogni 100 residenti. La diminuzione, ossia il calo generale del numero di aziende superiore rispetto alla contrazione della popolazione, riguarda anche i comuni più imprenditoriali. Todi scende da 14,5 a 14,1, Castiglione del Lago da 12,4 a 11,9, Bastia Umbra da 12,3 a 11,9 e Orvieto da 12,1 a 11,8. Assisi registra una lieve diminuzione, da 11,8 a 11,7.

Nonostante questa flessione, l’Umbria mantiene una propensione all’imprenditorialità tra le più alte d’Italia, posizionandosi quinta per densità imprenditoriale rispetto alla popolazione e terza per densità di società di capitale.

L’Umbria del vino e dell’olio: il triangolo d’oro

L’area compresa tra Montefalco (14,2 imprese ogni cento abitanti), Todi (14.1) e Spoleto (10.4) continua a dominare la classifica, formando quello che si può chiamare “il triangolo d’oro” dell’imprenditorialità umbra.

Tra i fattori di successo, la Camera di commercio evidenzia la presenza di DOCG (Sagrantino di Montefalco), turismo enogastronomico di qualità e una eete consolidata di agriturismi

La crisi della Valnerina: tra resilienza e spopolamento

La Valnerina – Norcia (15.6), Cascia (6.3) e Preci (11.6) – presenta il divario più marcato tra comuni vicini.

Norcia beneficia ancora del brand del tartufo e della norcineria, ma il colpo assestato dal terremoto di fa sentire. Cascia soffre l’isolamento post-terremoto

L’asse del Trasimeno: turismo vs crisi del lago

I comuni del comprensorio del Trasimeno mostrano performance contrastanti: Castiglione del Lago (11.9) e Passignano (9.3) sono in calo, Tuoro (10.7) in ripresa, mentre Magione delude.

Le terre di confine: la sfida delle aree periferiche

Le zone al confine con Lazio e Marche rivelano criticità sistemiche. Città della Pieve (7.2) e Allerona (7.3) soffrono la doppia dipendenza da Orvieto e Chiusi.

Gualdo Cattaneo (14.3) fa eccezione, grazie alla strategica posizione sulla Flaminia

Le città murate: un modello in affanno?

I borghi storici mostrano dati preoccupanti. · Bevagna (11.6) e Trevi (11.8) tengono grazie agli eventi; · Spello (10.5) e Deruta (10.8) pagano la crisi dell’artigianato.

Le aree industriali: le ex eccellenze non brillano

Il corridoio tra Terni (9.9) Narni (9.9) e Foligno (9.9) evidenzia dinamiche diverse, evidenziate dalla Camera di commercio.

Resilienza di Terni grazie alla riconversione green. Narni è addirittura un caso studio di transizione. Delude invece Foligno, il cui risultato è al di sotto delle aspettative.

Mencaroni: il calo del 2024 è una sfida per l’Umbria

Questo il commento di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il calo registrato nel 2024 rappresenta una sfida per l’Umbria, una regione da sempre sinonimo di imprenditorialità e dinamismo economico, due leve per affrontare con decisione sul fronte della digitalizzazione e dell’innovazione, incentivando l’ingresso dei giovani nel mondo delle imprese. Sono necessarie politiche coraggiose e interventi mirati, sostenendo concretamente gli imprenditori. Un concerto di iniziative e di misure che richiedono una stretta collaborazione tra le Istituzioni e un dialogo costante con le associazioni di categoria, elementi fondamentali per l’animazione e l’articolazione territoriale delle politiche”.

Alfonso Morelli è il nuovo direttore generale di Arpa Umbria

L’ingegner Alfonso Morelli è ufficialmente il direttore generale di Arpa Umbria, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

E’ stato nominato dalla Giunta regionale con decreto n. 24/2025. L’incarico avrà una durata di cinque anni.

Il direttore Morelli, subito dopo l’ufficialità dell’incarico, ha incontrato i dirigenti e una parte del personale nelle sedi di Terni e Perugia.

Ricostruzione, le 8 proposte Confartigianato consegnate al commissario Castelli

Otto proposte per migliorare e accelerare il lavoro delle imprese impegnate nella ricostruzione dell’area del sisma, dando una risposta alle popolazioni del Centro Italia. Sono quelle che Confartigianato ha elaborato e consegnato al commissario straordinario per la ricostruzione, Guido Castelli, nell’incontro pubblico che si è tenuto a Norcia, promosso da Confartigianato Imprese Umbria. Per cercare di rimuovere ostacoli e criticità, legate alla burocrazia, ai ritardi nei pagamenti, ai prezzi dei materiali e alla specifica problematica delle seconde case fuori dal Cratere.

L’incontro, sul tema “Sisma Centro Italia: aggiornamenti tecnico-normativi e prospettive per la ricostruzione”, ha riunito istituzioni, tecnici e rappresentanti del mondo produttivo, per fare il punto sulla ricostruzione post-sisma e affrontare le nuove criticità emerse.

Dopo i saluti istituzionali del presidente regionale di Confartigianato Imprese Umbria, Mauro Franceschini, del sindaco di Norcia Giuliano Boccanera e di Massimiliano Galli, rappresentante della Rete delle Professioni Tecniche Umbria, il presidente di Anaepa Confartigianato Edilizia Umbria, Pierangelo Lanini ha introdotto i lavori, evidenziato i progressi della ricostruzione, ma anche le nuove difficoltà normative e procedurali che rischiano di rallentare i cantieri.


L’incontro moderato dal coordinatore della Categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Umbria, Fabrizio Ferroni, ha affrontato i temi dei ritardi nei pagamenti, quali appunto la complessità burocratica, l’insostenibilità economica per interventi su seconde case fuori cratere e l’anomalo aumento dei prezzi dei materiali.

Aspetti analizzati con una serie di interventi tecnici che hanno approfondito specifici aspetti della ricostruzione.

Gianluca Fagotti, dirigente dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria, ha illustrato le principali novità normative introdotte dall’Ordinanza Commissariale n. 222/2025, soffermandosi in particolare sui recenti aggiornamenti tecnico-procedurali e sugli adeguamenti dei criteri contributivi per la ricostruzione privata.

Franco Lodovici, presidente di Confartigianato Edilizia Rieti, ha denunciato le difficoltà burocratiche ancora presenti – procedure complesse, iter farraginosi – che frenano l’avanzamento dei lavori, evidenziando inoltre i gravi ritardi nei pagamenti alle imprese esecutrici che mettono a rischio la tenuta finanziaria delle aziende impegnate nei cantieri.

Augusto Tomassini, presidente di Confartigianato Edilizia Perugia, si è concentrato sul tema delle seconde case situate fuori dal “cratere” sismico: per questi immobili la copertura pubblica dei costi di riparazione è parziale e la quota di accollo a carico dei proprietari può arrivare al 50% dell’importo dei lavori; Tomassini ha evidenziato, inoltre, che la soppressione dal 2025 delle opzioni fiscali, come lo sconto in fattura sui lavori a carico dei privati, rischia di rendere proibitivo l’avvio degli interventi sulle seconde case, chiedendo quindi misure per evitare che tali edifici rimangano danneggiati.

Stefano Foresi, responsabile del settore Edilizia di Confartigianato Imprese Macerata–Ascoli Piceno–Fermo, ha invece posto l’accento sull’andamento anomalo dei prezzi dei materiali e delle lavorazioni nelle zone colpite: in alcune aree si registrano incrementi di costo ancor più marcati che altrove, anche a causa delle difficoltà logistiche e differenze di prezzo significative per gli stessi prodotti rispetto ad altri contesti. Foresi ha proposto l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio dei prezzi nell’area del cratere, così da tenere sotto controllo le oscillazioni e prevenire fenomeni speculativi che possano ulteriormente gravare sulla ricostruzione.

Problematiche che Confartigianato vuole contribuire a risolvere attraverso il documento con le otto proposte consegnare al commissario Guido Castelli.

Il senatore Castelli ha partecipato attivamente ai lavori, raccogliendo le sollecitazioni delle imprese. Ha ringraziato Confartigianato Umbria per l’occasione di confronto costruttivo e ha assicurato il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con gli attori della ricostruzione, al fine di individuare soluzioni condivise che permettano di superare gli ostacoli segnalati e di accelerare i cantieri nel rispetto della legalità e della trasparenza.

Infine il commissario, con riferimento alle mancata proroga della ZFU (Zona Franca Urbana) ha prospettato una possibile soluzione della problematica nel breve tempo.

Confartigianato Umbria ha confermato il proprio impegno a favorire una ricostruzione più rapida, trasparente ed efficace, al fianco delle imprese e delle comunità colpite dal sisma.

Carceri, 92mila euro per nuove figure professionali

Accordo tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Provveditorato regionale per la Toscana e l’Umbria e la Regione Umbria

Accordo di collaborazione tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Provveditorato regionale per la Toscana e l’Umbria e la Regione Umbria per l’implementazione di progetti regionali volti all’assistenza ai detenuti, agli internati e alle persone sottoposte a misure alternative alla detenzione o soggette a sanzioni di comunità e alle loro famiglie, contenenti, in particolare, iniziative educative, culturali e ricreative.
“Lo schema di accordo approvato dalla Giunta regionale – spiega la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – si basa sulla volontà e necessità di individuare, quanto più precocemente possibile, i diversi percorsi che il detenuto potrà e dovrà seguire anche al termine della pena o alternativamente al carcere. Solo così la restrizione può concretizzare il suo vero senso che è quello della riabilitazione. Si tratta di mutuare una progettualità sperimentale per delineare una modalità operativa sostenibile poi nel lungo termine nei vari istituti di pena, nell’ottica di una continuità tra carcere e territorio. L’obiettivo finale sarà quello di incrementare, consolidare o anche costruire ex-novo, rapporti di collaborazione strutturati tra carcere e servizi territoriali per una presa in carico delle persone detenute, affinché possano seguire percorsi tutelati all’interno del territorio di appartenenza attraverso progetti di inserimento in strutture residenziali o di trattamento ambulatoriale territoriale, in collaborazione con i servizi di riferimento”.
I fondi previsti, 92.408,35 euro, saranno utilizzati per l’implementazione di diverse figure professionali che operino all’interno della struttura carceraria e che possano fungere da collegamento tra carcere e territorio.
Per lo svolgimento delle attività è prevista la riattivazione di una cabina di regia, già istituita nel 2022 e integrata nella sua composizione da tre membri con funzione decisoria, nonché da due membri con funzione consultiva, il magistrato di sorveglianza competente e il garante regionale per le persone private della libertà personale.

Condividi questo articolo

Ultime notizie


Continua a leggere

Metalmeccanici, è il giorno dello sciopero generale

Oggi, venerdì 28 marzo, è il giorno dello sciopero generale di 8 ore per i lavoratori metalmeccanici, contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Con un presidio in piazza Italia, a Perugia, a partire dalle 9.30.

La richiesta di Fim, Fiom e Uilm è quella di riaprire il tavolo della trattativa, sulla base della piattaforma unitaria. “Federmeccanica e Assistal stanno impedendo la ripresa della trattativa, negando il diritto fondamentale delle lavoratrici e dei lavoratori al rinnovo del Ccnl che, mai come in questa fase, è necessario per aumentare il salario e migliorare le condizioni di vita e di lavoro” dicono le organizzazioni sindacali. Che aggiungono: “Con gli scioperi, la lotta, la mobilitazione e il blocco dello straordinario e delle flessibilità, siamo determinati a superare l’intransigenza di Federmeccanica e di Assistal per: definire aumenti certi ed esigibili sui minimi contrattuali, oltre l’inflazione, a tutela del potere d’acquisto dei salari; estendere i diritti, contrastare la precarietà, ridurre l’orario di lavoro; aumentare la tutela in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti. È importante rinnovare il Ccnl in tempi rapidi – concludono i sindacati – per dare certezze alle lavoratrici, ai lavoratori e a tutte quelle imprese che scelgono regole certe per difendersi dalla concorrenza sleale del dumping contrattuale che penalizza salari e riduce diritti e tutele”.

La confessione di Romita: “Ecco perché ho ucciso Laura”

Il 48enne si trova in carcere a Maiano: ha strangolato la moglie dopo l’ennesima lite perché lei voleva un figlio

Con un minuto di silenzio in apertura della seduta del Consiglio comunale le Istituzioni hanno voluto manifestare il cordoglio della città di Spoleto per l’uccisione di Laura Papadia, strangolata dal marito Ginaluca Romita nella loro abitazione all’interno della Rocca dei Perugini.

Un’uccisione, ha confessato l’uomo nell’interrogatorio a cui è stato sottoposto in commissariato prima di essere portato nel carcere di Maiano, nato per continue liti a causa della volontà della donna, 37enne, di aver un figlio. Lui invece di figli ne ha già due, da precedenti relazioni. Liti continue, sino a quella dell’altra notte, in cui Romita ha strangolato la moglie. Per poi recarsi al Ponte delle Torri per togliersi la vita, venendo però fermato dai poliziotti ai quali lui stesso aveva telefonicamente comunicato quanto appena compiuto.

Sarà l’autopsia a confermare le cause del decesso. E soltanto dopo l’ultimo esame autoptico la salma potrà essere riconsegnata ai familiari, che risiedono a Palermo, dove saranno celebrati i funerali. Quel giorno, a Spoleto sarà proclamato il lutto cittadino

Intanto sabato 29 marzo alle ore 18,30 si terrà una fiaccolata per sensibilizzare l’opinione pubblica alla piaga della violenza sulle donne, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Centro Anti Violenza.

Condividi questo articolo

Ultime notizie


Continua a leggere

Ricostruzione, a Norcia punto e prospettive nell’incontro Confartigianato

Un incontro sugli aggiornamenti tecnico-normativi, ma anche per fare il punto sulla ricostruzione e parlare delle prospettive future. E’ quello in programma giovedì 27 marzo alle 17 al DigiPass di Norcia, organizzato da Confartigianato Imprese Umbria.

Dopo i saluti istituzionali del presidente regionale di Confartigianato Mauro Franceschini, del sindaco Giuliano Boccanera e del segretario della Rete delle professioni tecniche Umbria Livio Farina, sarà il presidente di Anaepa Confartigianato Edilizia Umbria Pierangelo Lanini ad introdurre i lavori. Con gli interventi del dirigente Usr Umbria Gianluca Fagotti, dei presidenti di Confartigianato Edilizia Rieti Franco Lodovici e Perugia Augusto Tomassini e del responsabile per le province Mc, Ap, Fm Stefano Faresi. Le conclusioni del convegno, moderato dal coordinatore umbro della categoria Edilizia di Confartigianato, Fabrizio Ferroni, sono affidate al commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli.

Tasse per la sanità, dopo gli incontri con sindacati e imprese la Giunta rivaluta la manovra

Una partecipazione tardiva (“ma c’è urgenza”, si è giustificata la presidente Stefania Proietti) ma che forse porterà ad una revisione della manovra che la Giunta regionale ha preadottato nella seduta di venerdì 21 marzo.

Lo ha spiegato la stessa governatrice nella conferenza stampa in cui ha mostrato il primo studio con cui l’advisor KPMG ha “certificato” un rosso nella gestione delle quattro Aziende sanitarie umbre che per il 2024 è di 243 milioni di euro, che con i 153 milioni della gestione sanitaria accentrata porta a un deficit complessivo per il 2024 di 90 milioni di euro. Più altri 5 milioni di minori trasferimenti stimati, ma a cui occorre togliere il payback che l’Umbria incasserà dallo Stato per il rimborso di parte della spesa farmaceutica.

Numeri che comunque l’opposizione, che da martedì sta occupando il Consiglio regionale, contesta.

Salvaguardare il reddito 15-28mila euro

L’idea è quella di ridurre l’aliquota Irpef per lo scaglione di reddito tra 15.001 e 28.000 euro, attraverso un fondo di salvaguardia. Ed altri aggiustamenti.

Che però la maggioranza è intenzionata ad approvare entro il 15 aprile, termine fissato dalla Finanziaria per modificare le aliquote delle addizionali comunali e regionali.

Intanto, nell’incontro tecnico con il Mef spostato al primo aprile l’Umbria vuole arrivare con la manovra preadottata di 90 milioni per l’anno in corso, che coprirebbe il disavanzo massimo stimato sulla base, appunto, della due diligenze affidata all’advisor privato.

Il primo aprile il tavolo del Mef

In attesa dell’incontro con i sindaci fissato per giovedì, dopo le critiche e le richieste dei sindacati lunedì mattina e il confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria mercoledì mattina, la Giunta è pronta a rivedere in parte la manovra.

La presidente Proietti e l’assessore al Bilancio Tommaso Bori hanno giustificato il salto della prima fase della concertazione con le parti sociali con la necessità di preadottare la manovra in modo urgente, dato che inizialmente il tavolo tecnico con il Mef era fissato per il 25 marzo. Manovra, hanno detto Proietti e Bori, necessaria per evitare il commissariamento della sanità pubblica.

“La delibera che abbiamo dovuto pre-adottare – hanno dichiarato la presidente Proietti e il vicepresidente Bori – rappresenta uno ‘scudo’ con il quale presentarci il primo aprile al tavolo del Mef (Ministero economia e finanza) ed evitare il commissariamento ad acta. I 90 milioni che in essa sono stati previsti rappresentano il massimo del fabbisogno finanziario di cui stimiamo avere bisogno, ma da questa stima vogliamo riuscire a scendere il più possibile. Per questo, dopo il punto fermo che abbiamo messo pre-adottando tale atto, vogliamo confrontarci con tutti i soggetti interessati per mettere a punto la manovra che sarà legge solo con la sua approvazione in Assemblea legislativa”.

La nota delle associazioni di categoria

Le associazioni hanno espresso preoccupazione “perché, se da un lato commissariare la sanità significherebbe ridurre ulteriormente i servizi essenziali rivolti alla collettività, mettendo in difficoltà tutti, a partire dalle persone più fragili, dall’altro lato l’aumento della tassazione è una soluzione nefasta in un momento in cui l’economia rischia di entrare in recessione, la crescita è vicina allo zero, gli investimenti privati registrano il segno meno e i consumi, già fermi, rischiano un’ulteriore compressione a fronte della riduzione dei redditi disponibili dei cittadini. Pertanto l’aumento delle addizionali e le riforme strutturali – hanno ribadito in una nota congiunta firmata da CNA Umbria – Confartigianato Imprese Umbria – Confindustria Umbria – Confapi Umbria – Confcommercio Umbria – Confesercenti regionale dell’Umbria – Confcooperative Umbria – Legacoop Umbria – Confagricoltura Umbria – per noi rappresentano due facce della stessa medaglia, non può esservi l’una senza che vi sia l’altra”.

Chieste riforme strutturali

Per le associazioni la prima cosa da fare entro la prima decade di aprile è migliorare la manovra fiscale deliberata dalla Giunta. “Ma se vogliamo evitare che si creino nuovi buchi di bilancio e soprattutto se vogliamo rendere l’Umbria più attrattiva nei confronti di nuovi residenti, a partire dai giovani altamente scolarizzati, la seconda cosa da fare – hanno sostenuto le associazioni – è quella di avviare subito e portare a compimento in breve tempo una serie di riforme strutturali che contribuiscano a rendere l’Umbria più competitiva”.

Concertazione e semplificazione

“Allo stesso tempo – hanno proseguito le associazioni datoriali – andrebbero riviste le politiche di sviluppo regionali, che dovrebbero avere come asse portante la crescita dimensionale di tutti i tipi di imprese, attraverso il pieno utilizzo delle risorse europee del FESR, FSE+ e CSR, ma anche con un forte processo di semplificazione normativa regionale e comunale. Ad oggi lo sportello unico per le attività produttive in alcuni comuni continua ad essere una chimera. Tutto ciò è necessario che passi per un forte processo di concertazione con le parti sociali, anche attraverso la cosiddetta co-progettazione. Partendo da una criticità è necessario lavorare assieme per creare un contesto favorevole all’attrazione di nuove imprese, investitori e talenti, stimolando la crescita di un ecosistema dinamico e competitivo. Questo processo innescherebbe effetti moltiplicatori sull’economia regionale, con un incremento dell’occupazione, dell’innovazione e della produttività. Ne deriverebbero – hanno concluso i rappresentanti delle associazioni d’impresa – maggiori entrate fiscali e contributive, risorse fondamentali per sostenere politiche di sviluppo economico e sociale e per rafforzare i servizi pubblici e lavorare la qualità della vita dei cittadini”.