Skip to main content

Autore: Redazione

Opere pubbliche, la Regione Umbria si affida al digitale con il BIM

Il digitale per migliorare le procedure delle opere pubbliche. La Regione Umbria ha approvato la delibera che istituisce un gruppo di lavoro dedicato all’implementazione del Building Information Modeling (BIM), il metodo digitale che rivoluziona la progettazione, la costruzione e la gestione delle infrastrutture. Una decisione che risponde agli obblighi normativi previsti dal Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che impone l’adozione del BIM per tutti gli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione di importo superiore ai 2 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza e la qualità delle opere pubbliche, rendendo i processi più trasparenti, ottimizzando tempi e costi e garantendo un controllo più puntuale su tutte le fasi di realizzazione e manutenzione delle infrastrutture.

“La transizione digitale non è un’opzione, ma una necessità per garantire efficienza e qualità negli investimenti pubblici,” ha dichiarato Francesco De Rebotti, Assessore alle infrastrutture, trasporti e sviluppo economico della Regione Umbria. “Questa delibera segna un cambio di passo fondamentale: il BIM ci consentirà di controllare ogni aspetto delle opere pubbliche con un approccio basato su dati certi e processi strutturati, riducendo sprechi e inefficienze.”

Il gruppo di lavoro, composto da dirigenti di diversi settori regionali, tra cui Infrastrutture e Trasporti, Lavori Pubblici, Demanio e Patrimonio, Cybersecurity e Risorse Tecnologiche, avrà il compito di sviluppare un sistema di gestione digitale basato su BIM, articolato in tre direttrici principali: formazione del personale, acquisizione di strumenti tecnologici e definizione di un modello organizzativo efficiente. Uno degli aspetti chiave del progetto riguarda la formazione del personale tecnico e amministrativo, affinché i professionisti coinvolti nella gestione degli appalti pubblici possano acquisire competenze specifiche sui nuovi strumenti digitali. A tal fine, la Regione ha già avviato un primo percorso formativo che ha coinvolto tecnici e dirigenti in corsi dedicati alla metodologia BIM, con l’obiettivo di consolidare una qualificazione avanzata della macchina amministrativa.

L’adozione del BIM richiede strumenti hardware e software avanzati, in grado di gestire in modo integrato ogni fase della progettazione e realizzazione delle opere. Il gruppo di lavoro definirà un piano di acquisizione e manutenzione di piattaforme digitali, garantendo che le stazioni appaltanti regionali possano operare con le tecnologie più moderne.

Un elemento centrale sarà la creazione di un ambiente digitale condiviso, che permetterà ai diversi soggetti coinvolti di accedere a un’unica piattaforma per consultare progetti, documenti tecnici e flussi informativi in tempo reale. Questo sistema consentirà una gestione più efficace delle gare d’appalto e una maggiore trasparenza nei processi decisionali. La delibera prevede anche la stesura di un atto organizzativo che definirà ruoli, responsabilità e flussi informativi nel nuovo sistema di gestione digitale. In particolare, verranno individuate figure chiave come il gestore dell’ambiente di condivisione dei dati, i responsabili dei processi digitali e il coordinatore del flusso informativo degli appalti, garantendo così una gestione efficiente e conforme alle normative vigenti.

“La digitalizzazione è la strada per una gestione più sostenibile e innovativa del nostro patrimonio infrastrutturale,” ha concluso l’assessore De Rebotti. “Grazie al BIM – assicura – la Regione Umbria sarà in grado di ottimizzare tempi e costi, garantendo al contempo la qualità e la sicurezza delle opere pubbliche. Si tratta di un passaggio essenziale per rendere il nostro territorio più competitivo e pronto ad affrontare le sfide del futuro.”

L’approvazione di questa delibera segna dunque un punto di svolta per il settore degli appalti pubblici in Umbria, ponendo le basi per una regione più innovativa, efficiente e digitale.

Un settore, quello dei lavori pubblici, nel quale nei giorni scorsi associazioni imprenditoriali delle costruzioni e organizzazioni sindacali di categoria hanno siglato il Protocollo per la legalità e la sicurezza, auspicando un’ampia adesione da parte delle stazioni appaltanti, alle quali si chiede anche di limitare il criterio del massimo ribasso per l’indizione delle e il subappalto a cascata.

Il Giordano Bruno di Perugia aderisce al progetto italo-francese “Prix Palatine”

A chiusura delle attività di Orientamento in ingresso e consapevole dell’incremento assoluto maggiore di iscrizioni registrato, lo scorso anno, tra tutte le Scuole Secondarie di Secondo Grado del comune di Perugia, il Liceo Linguistico dell’I.I.S. Giordano Bruno, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, presenta il Progetto ‘Prix Palatine’, rivolto alle sezioni Esabac del Liceo Linguistico e concernente l’intero anno scolastico 2024/2025.

Sotto la guida delle due docenti-referenti, la professoressa Cristina Cipolloni e la professoressa Maria Giovanna Gori, due classi del Liceo Linguistico di questo sperimentale Istituto perugino hanno aderito al prestigioso progetto ‘Prix Palatine’, proposto da Palatine e Lutetia, due associazioni culturali fondate a Parigi e a Roma con l’intento di promuovere scambi culturali tra Italia e Francia, in chiave europea. Si tratta di un progetto didattico e cinematografico che sintetizza l’educazione all’immagine e l’apprendimento della lingua francese: organizzato sia in Italia che in Francia, tale premio cinematografico, basato su tematiche socio-culturali e rivolto alla fascia adolescenziale, è riconosciuto da una giuria binazionale, composta da giovani provenienti da entrambi i Paesi.

Tra le competenze-chiave di questo progetto didattico si annoverano l’acquisizione dei primi rudimenti del linguaggio cinematografico, il potenziamento dello scambio culturale tra Italia e Francia, favorendo la costruzione di un’identità culturale europea e il consolidamento della padronanza della lingua francese. «Coerentemente con queste finalità educative – sottolineano le professoresse Cipolloni e Gori – nell’anno scolastico 2024/2025 le classi Esabac hanno aderito al progetto Prix Palatine, che valorizza il dialogo interculturale tra Italia e Francia, fornendo agli studenti gli strumenti per una fruizione consapevole del linguaggio cinematografico e rendendoli partecipi in prima persona come giuria giovanile di film in lingua originale a concorso».

«Gli studenti Esabac – proseguono le docenti-referenti – scoprono di acquisire progressivamente un metodo di approccio efficace e funzionale agli studi e alla comprensione della realtà».

Cos’è l’Esabac

Come si apprende navigando nel sito dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia (https://www.giordanobrunoperugia.edu.it/pagine/liceo-linguistico), al Liceo linguistico ‘tradizionale’ è affiancato il Liceo linguistico con opzione Esabac.

L’offerta formativa si articola in tre opzioni, basate sull’insegnamento delle seguenti lingue: inglese, francese, spagnolo o tedesco, e si basa su 33 ore annuali di conversazione con docenti madrelingua. La Storia viene impartita in francese. Dal terzo anno di Liceo è possibile scegliere l’opzione Esabac per il conseguimento del doppio diploma valido sia in Italia che in Francia: Esame di Stato – Baccalauréat.

Dunque, il percorso Esabac permette il rilascio simultaneo di un ‘doppio diploma’, con i patrocini dell’Ambassade de France en Italie e dell’Intitut Français: l’Esame di Stato italiano e il Baccalauréat francese (quest’ultimo titolo dà accesso all’Università in Francia al pari degli studenti francesi) nelle Scuole Secondarie di II grado con sezione binazionale italo-francese Esabac. Quattro, le ore di Lingua e letteratura francese settimanali e due, le ore di Storia in lingua francese.

Agricoltura dal passato al futuro, esperti a confronto nel convegno Cia a Fabro Scalo

Dalla sostenibilità al ruolo dell’agricoltore nella conservazione del territorio e della biodiversità, fino alle sfide moderne della ruralità. Questi temi che sono stati al centro dell’incontro intitolato “Dal passato al futuro attraverso le sfide del presente”, che si è tenuto a Fabro Scalo, organizzato da Cia Agricoltori Italiani dell’Umbria e con la partecipazione di esperti del settore. Una riflessione sull’evoluzione del settore agricolo, dalle sue radici ancora fortemente presenti nell’attività odierna, sino alle nuove esigenze e criticità, anche legate al cambiamento climatico.

Sono intervenuti Costantino Pacioni presidente Cia Orvieto, Enrico Brugnoli ricercatore, dirigente di spicco del Cnr e membro del Cda del Consorzio della Valdichiana, Emma Tedeschini docente dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, Enrico Pietrangeli antropologo, Nazzareno Mariucci agronomo, e Isabella Tedeschini consulente d’amministrazione e management aziendale. Le conclusioni sono state affidate a Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria e vice presidente nazionale.

Pacioni ha parlato di «una situazione di difficoltà» per gli agricoltori, sottolineando come i costi sostenuti non siano adeguatamente coperti. «Se sul carrello della spesa si percepisce un netto aumento, quello che noi vediamo è una diminuzione del prezzo alla produzione. Ogni 100 euro che il consumatore spende al supermercato, l’agricoltore guadagna 1,8 euro, che è una cifra pari a circa il 2% del totale. In meno di dieci anni, l’Umbria ha perso il 25% delle sue aziende agricole, un fenomeno che ha portato a un progressivo abbandono di terreni, al rischio idrogeologico e incendi. Non possiamo più andare avanti in queste condizioni. Se c’è un incremento nell’industria di trasformazione, si registra una diminuzione del 30% nella produzione agricola. Alle istituzioni chiediamo di essere ascoltati su tutti questi aspetti».

Enrico Brugnoli ha spiegato come il cambiamento climatico stia impattando sull’agricoltura e sulla disponibilità di acqua, sottolineando l’importanza «della gestione delle acque per l’agricoltura e sulla manutenzione del territorio per fronteggiare l’aumento di eventi estremi con frequenti inondazioni ed erosione del suolo». Brugnoli ha anche fatto cenno all’esperienza maturata all’interno del Consorzio di bonifica e a alcuni progetti che mettono al centro «una agricoltura cosiddetta di precisione».

La professoressa Emma Tedeschini ha presentato il progetto di “Citizen Science”, che coinvolge i cittadini nella ricerca agricola che studia il microbiota delle foglie di lattuga, con la partecipazione attiva delle comunità locali che partecipano direttamente alla sperimentazione». Una delle fasi del progetto si svolgerà nel territorio dell’alto Orvietano, dove i cittadini contribuiranno alla raccolta di dati e alla sperimentazione sul campo». Pietrangeli ha discusso il fenomeno del Neoruralismo, un controesodo dalle città alla campagna, dove le pratiche agroecologiche contrastano il modello agricolo industriale. «Esempi concreti di pratiche agroforestali mostrano come queste nuove realtà rurali stiano rispondendo alle sfide attuali, combinando tradizione e innovazione in modo efficace e trasformativo». L’agronomo Mariucci ha parlato delle opportunità offerte dai bandi del Csr in Regione Umbria attualmente disponibili e aperti.

Isabella Tedeschini ha evidenziato l’importanza di valorizzare le tradizioni agricole locali, mantenendole vive e adattandole alle specificità del territorio. Tre aree di lavoro: «il capitale umano – ha spiegato – la valorizzazione del territorio e la perseveranza necessaria per portare avanti il cambiamento». Il presidente regionale Bartolini ha concluso l’incontro ricordando che la conoscenza del passato è cruciale per evitare gli stessi errori. Ha evidenziato l’evoluzione del settore agricolo nel dopoguerra, ma anche il declino dei modelli di agricoltura familiare e biodiversità. Contrariamente a quanto affermano alcuni politici», ha detto, «i dati Istat mostrano che nel 2024 le aziende agricole sono scese sotto il milione, rispetto ai 3 milioni di venti anni fa. Se l’export agroalimentare aumenta noi siamo felici ma se contestualmente la produzione di materie prime del nostro paese diminuisce, chi difende l’agricoltura italiana non può tacere o gioire».

Contro le liste d’attesa cambia il modo di contattare gli utenti

Ottomila nuovi posti disponibili in 10 giorni e un nuovo sistema per ridurre gli spostamenti degli utenti. Sono le misure annunciate dalla Regione per ridurre le liste d’attesa. Un obiettivo prioritario dell’amministrazione della governatrice Stefania Proietti, che sta superviosionando il lavoro della squadra ‘direzione salute’, che coinvolge i direttori delle quattro aziende sanitarie regionali e i professionisti della Regione e delle aziende.

Vengono quindi ampliate le disponibilità di nuovi posti nelle agende di prenotazione, soprattutto per le prestazioni più critiche, al fine di migliorare l’equità d’accesso. Negli ultimi 10 giorni, da quando appunto si è insediata la squadra della direzione salute, sono stati aumentati oltre 8.000 nuovi posti per esami e visite. Questo sforzo – annuncia la Regione – continuerà con una revisione giornaliera delle agende di prenotazione, volta alla creazione di ulteriori disponibilità, grazie alla supervisione del nuovo responsabile unico regionale per le liste d’attesa (RUAS). La nomina di tale figura chiave sarebbe dovuta avvenire per legge nazionale entro il 31 ottobre 2024, ma è stata fatta – viene sottolineato – dall’attuale Giunta regionale che ha individuato il dirigente regionale responsabile del servizio programmazione sanitaria, assistenza ospedaliera, maxi-emergenza.

Nuovo metodo di contattare gli utenti

Cambiata anche la modalità con cui vengono contattati i cittadini che sono da più tempo in attesa, al fine di assegnare loro un appuntamento in tempi rapidi. In questo senso, per quelle tipologie di prestazioni storicamente più difficili da effettuare, come le colonscopie, le gastroscopie e le risonanze magnetiche, i cittadini riceveranno una chiamata telefonica proveniente da un numero fisso del distretto della Asl di appartenenza. A seguito della telefonata, il cittadino riceverà anche un sms dal numero “CUP Umbria” con la conferma della prenotazione. Per tutte le altre tipologie di prestazioni sanitarie invece, i cittadini in attesa riceveranno esclusivamente un messaggio sms dal numero “CUP Umbria” con le informazioni sul nuovo appuntamento assegnato.

“Molti cittadini non stanno rispondendo”

La governatrice chiede anche la collaborazione degli umbri: “In 10 giorni abbiamo aperto oltre 8000 posti disponibili nelle liste di attesa, ma abbiamo bisogno anche del vostro aiuto perché molti i cittadini – forse esasperati dal troppo tempo atteso per ottenere la prenotazione delle prestazioni richieste – non stanno rispondendo alle nostre chiamate che sbloccano le liste di attesa. Il nostro impegno concreto e costante riguarda anche gli ambiti territoriali di garanzia, volti a ridurre il più possibile gli spostamenti attraverso tutta la regione a cui sono stati costretti finora i cittadini per effettuare una visita o un esame. Con il nuovo modello che abbiamo iniziato ad implementare proprio per evitare un ulteriore disagio oltre ai tempi di attesa, stiamo progressivamente assegnando, sulla base delle tecnologie disponibili, appuntamenti nell’ambito dei distretti sanitari di residenza. È l’inizio di un percorso impegnativo – conclude la presidente – che non veniva più fatto da anni nella nostra regione, che richiede anche la riorganizzazione dei sistemi e delle prestazioni nei presidi, ma che per noi è una priorità verso l’obiettivo di una sanità di prossimità, vicina alla popolazione e che prenda in carico il percorso di prevenzione e cura di ogni cittadino”.

Costruzioni, imprese e sindacati insieme per la legalità e la sicurezza

Siglato nella sede del Sistema Edilizia di Perugia, dai presidenti regionali delle associazioni datoriali del settore delle costruzioni ANCE Umbria, CNA Costruzioni Umbria, ANAEPA Confartigianato Umbria, LEGACOOP Produzione e Servizi Umbria, e dai segretari delle organizzazioni sindacali di categoria Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL regionali, il Protocollo di Legalità sui temi della sicurezza, della salute, della dignità e della regolarità del lavoro, del pieno rispetto delle norme negli appalti pubblici.

Le finalità del Protocollo

L’accordo, frutto di un’ampia collaborazione tra le principali associazioni di rappresentanza delle imprese e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, mira a diventare una sorta di bussola operativa per tutte le Stazioni Appaltanti che vorranno sottoscrivere il Protocollo, nella consapevolezza che solo il pieno rispetto delle norme da parte di tutte le imprese possa garantire sicurezza nei cantieri, dignità del lavoro, evitare distorsioni nel mercato ed assicurare la corretta esecuzione dei lavori oggetto di pubblico appalto.

Nel Protocollo sono state condivise le linee guida concrete per garantire una corretta applicazione della normativa vigente, con particolare riferimento al Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023).

Il Protocollo non si limita alla semplice enunciazione di principi, ma promuove una condivisione di intenti tra le parti per rafforzare la trasparenza, la qualità e la tutela del lavoro nei cantieri pubblici. L’obiettivo è quello di contrastare fenomeni di lavoro irregolare, garantire condizioni di sicurezza per i lavoratori, tutelare la dignità professionale e combattere qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa o pratica distorsiva del mercato.

I segretari dei sindacati di categoria

Commentano i segretari di Fillea Cgil, Elisabetta Masciarri, Filca Cisl, Giuliano Bicchieraro e Feneal Uil, Alessio Panfili: “Si tratta di un protocollo importante, che mette al centro i lavoratori, la necessità di contrastare il lavoro irregolare, il dumping contrattuale e favorire il lavoro buono e di qualità. Un impegno condiviso – sottolineano – per assicurare che ogni progetto pubblico possa essere realizzato nel rispetto delle regole, valorizzando la qualità del lavoro e la legalità. Per questo, l’impegno che chiediamo alle Stazioni Appaltanti che vorranno sottoscriverlo è quello di assumersi una responsabilità chiara: limitare il subappalto a cascata, garantire che le lavoratrici e i lavoratori, sia in appalto che in subappalto, abbiano gli stessi diritti e lo stesso trattamento economico e normativo previsto dal Ccnl Edilizia, sottoscritto dai sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, e dalle parti datoriali, Ance, Cna, Confartigianato, Legacoop, e favorire il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nelle gare d’appalto, superando la logica del massimo ribasso che troppo spesso porta a tagli su sicurezza, salari e condizioni di lavoro. Rivendichiamo inoltre la necessità di una contrattazione di anticipo, non per burocratizzare il sistema, ma per prevenire contenziosi, tutelare i lavoratori e garantire che i cantieri operino nel rispetto delle regole fin dal primo giorno. Con questa firma, tutto il settore si schiera compatto per difendere e rafforzare i Contratti collettivi nazionali dell’Edilizia e la bilateralità, strumenti fondamentali per garantire diritti, sicurezza e dignità a chi lavora”.

I presidenti delle associazioni imprenditoriali

“Questo protocollo – commenta il presidente di ANCE Umbria, Albano Morelli – è un segnale concreto che l’attività delle costruzioni può e deve essere svolta all’interno di un contesto di regolarità e sicurezza. E’ teso ad assicurare prioritariamente la sicurezza delle maestranze e la vera dignità del lavoro attraverso il pieno rispetto delle tutele contrattuali. Ma non è da sottovalutare il fatto che solo il reale rispetto delle regole da parte di tutte le imprese può garantire un’effettiva concorrenza, a tutela del corretto sviluppo imprenditoriale e della qualità degli interventi. E le amministrazioni pubbliche devono essere sensibili a questi temi, anche limitando, per quanto possibile, il ricorso alla procedura del massimo ribasso e del subappalto a cascata, che possono favorire fenomeni di distorsione della concorrenza e il lavoro nero”.

“Le pubbliche amministrazioni – evidenzia il presidente di CNA Costruzioni, Emanuele Bertini – possono avere un ruolo fondamentale nel garantire non solo il regolare svolgimento del lavoro nei cantieri, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, ma anche i presupposti affinché già dalla pubblicazione delle gare le imprese che partecipano, sino a quelle che operano in subappalto, siano tutte nelle stesse condizioni di partenza, a tutela delle maestranze, di tutte le aziende ‘sane’, anche di quelle più piccole, e della qualità dei lavori eseguiti. Per questo – ribadisce Bertini – è fondamentale contenere il ricorso al massimo ribasso e limitare il subappalto a cascata”.

Pierangelo Lanini, presidente di ANAEPA Confartigianato Edilizia Umbria, commenta con soddisfazione la sottoscrizione del protocollo, “perché è il risultato di una cultura del lavoro edile che considera come una responsabilità collettiva il contenimento al minimo delle procedure di appalto al massimo ribasso, valorizza la scelta di fornitori affidabili e radicati nel territorio e afferma una volontà di contrasto del fenomeno del dumping contrattuale. Non è possibile – evidenzia Lanini – che le imprese corrette, che applicano il giusto CCNL, si trovino svantaggiate rispetto a chi pratica dumping”.

Il presidente di LEGACOOP Produzione e Servizi Umbria, Matteo Ragnacci, sottolinea come tutte le sigle che hanno sottoscritto il Protocollo riconoscano “il preminente interesse pubblico alla tutela della massima legalità e delle piena trasparenza in relazione alla realizzazione delle opere pubbliche, anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza e della regolarità nei cantieri. Noi come sistema delle imprese, anche attraverso il costante confronto con le organizzazioni sindacali, siamo pronti a fare concretamente la nostra parte”.

Alla luce di queste valutazioni, mondo delle imprese e organizzazioni sindacali auspicano che il Protocollo possa essere recepito e condiviso da un numero sempre maggiore di Stazioni Appaltanti, diventando un punto di riferimento per l’intero settore dei lavori pubblici in Umbria.

Confcommercio, venerdì l’inaugurazione della nuova sede a Orvieto

Venerdì 7 febbraio, ore 10:30, inaugurazione dei nuovi locali di Confcommercio Orvieto, all’interno dello spazio co-working “Spazi per l’Italia” di Poste Italiane, in Largo Maurizio Ravelli n. 4.

A fare gli onori di casa sarà il presidente di Confcommercio Orvieto, Stefano Malentacchi, insieme ai consiglieri dell’associazione. Saranno presenti il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, il presidente regionale di Confcommercio, Giorgio Mencaroni (nella foto) e il direttore Vasco Gargaglia.

Durante la cerimonia verranno illustrati brevemente alcuni servizi dedicati agli imprenditori, con un focus particolare su accesso al credito e bandi pubblici per favorire la crescita delle imprese locali; consulenza fiscale e assistenza personalizzata, per affrontare al meglio le sfide del mercato; formazione e aggiornamento professionale, con opportunità esclusive offerte dal Polo formativo di Confcommercio Umbria.

“Bonus mamme”, le precisioni dell’Inps per le donne lavoratrici

Precisazioni dall’Inps sul “Bonus mamme”, previsto dalla legge di bilancio 2024, alla luce della nuova e diversa misura introdotta dalla legge di bilancio 2025.
Nello specifico, la legge di bilancio 2024 ha previsto un esonero totale della quota di contribuzione previdenziale a carico del lavoratore, nel limite massimo di 3.000 euro annui, in favore delle lavoratrici madri di tre o più figli, fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. L’esonero è valido dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 ed è applicabile solo alle lavoratrici con contratto dipendente a tempo indeterminato, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico.
In via sperimentale, per il solo anno 2024, tale esonero è stato esteso anche alle lavoratrici madri di due figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a esclusione dei rapporti di lavoro domestico, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.
Dal punto di vista temporale, pertanto, mentre la misura in favore delle lavoratrici madri di due figli ha cessato di avere applicazione alla data del 31 dicembre 2024, l’esonero per le lavoratrici madri di tre o più figli rimane valido fino al 31 dicembre 2026 e si applica anche in caso di nascita, affido o adozione di un terzo figlio intervenuti entro questa data.
La legge di bilancio 2025 ha introdotto un nuovo esonero parziale per le lavoratrici titolari di un rapporto di lavoro dipendente, sia a tempo determinato che indeterminato, con reddito annuo fino a 40.000 euro, nonché in favore delle lavoratrici autonome.
A decorrere dal 1° gennaio 2025, possono beneficiare di tale misura le lavoratrici madri di due o più figli, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.
Dal 2027, le lavoratrici madri di tre o più figli potranno beneficiare dell’agevolazione fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo.
Le modalità operative del nuovo esonero saranno definite con un decreto del Ministero del Lavoro e dell’Economia e l’Inps fornirà successivamente le istruzioni per la sua applicazione.

Pid-Next, ancora pochi giorni per accedere ai contributi per la trasformazione digitale

Le imprese hanno tempo fino al prossimo 18 febbraio per candidarsi al programma Pid-Next, finanziato dal PNRR e promosso da Unioncamere.

Il progetto è rivolto alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane e punta a guidarle in un percorso strutturato di trasformazione digitale e trasferimento tecnologico, grazie a un assessment innovativo e un supporto mirato.

Il costo dei servizi sarà coperto fino al 100% per le micro e piccole imprese e fino all’80% per le medie imprese, rendendo questa un’opportunità senza precedenti per le aziende che vogliono innovare e migliorare la propria competitività.

Mencaroni: scalare i livelli della transizione digitale

Il presidente dell’Ente camerale umbro, Giorgio Mencaroni, sottolinea il valore strategico del progetto: “L’iniziativa di Unioncamere, con il supporto di Dintec, è di sistema e di grande interesse e utilità. La Camera di Commercio dell’Umbria vi si riconosce pienamente perché i cardini essenziali della sua azione sono la transizione digitale e quella ecologica, che poi sono due facce della stessa medaglia. Il PID dell’Umbria è attivissimo e fornisce formazione, informazione e assistenza alle imprese locali per supportarle nel trasferimento tecnologico. Le imprese umbre devono scalare i livelli della transizione digitale per rimanere competitive, e per questo segnalo l’importanza di questa iniziativa”.

Un percorso in tre fasi per la trasformazione digitale

PID-Next offre un percorso in tre step chiave per le imprese selezionate:

  1. Assessment digitale personalizzato: un esperto del Polo di Innovazione visiterà l’azienda per valutare il suo livello di maturità digitale, gli obiettivi e i fabbisogni tecnologici.
  2. Analisi dei fabbisogni e orientamento: un team nazionale specializzato analizzerà l’assessment per identificare le migliori opportunità di digitalizzazione per l’impresa.
  3. Report finale e indicazioni strategiche: verrà consegnato un documento dettagliato che non solo descriverà il livello di maturità digitale dell’impresa, ma offrirà anche suggerimenti su partner strategici, servizi finanziati e ulteriori opportunità di crescita.

L’iniziativa fa leva su ZOOM 4.0, uno strumento di assessment modulare avanzato, in grado di adattarsi alle specificità di ogni impresa e fornire un report altamente personalizzato e preciso.

Chi può partecipare e come candidarsi

Possono candidarsi al bando le micro, piccole e medie imprese (MPMI) con sede legale o operativa in Italia. La domanda va presentata accedendo alla piattaforma restart.infocamere.it con SPID, CIE o CNS.

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato alle ore 16:00 del 18 febbraio 2025.

Grazie al finanziamento del PNRR, il costo dei servizi sarà coperto fino al 100% per le micro e piccole imprese e fino all’80% per le medie imprese, rendendo questa un’opportunità senza precedenti per le PMI italiane che vogliono innovare e migliorare la propria competitività.

PID-Next: un ponte verso il futuro delle imprese italiane

Il progetto PID-Next non si limita a fornire un semplice assessment, ma crea un ponte tra le PMI e un ecosistema d’innovazione, offrendo loro la possibilità di accedere a un network di partner pubblici e privati, servizi finanziati e percorsi di aggiornamento.

Le imprese italiane che vogliono investire nel proprio futuro digitale non possono lasciarsi sfuggire questa occasione.

Come partecipare e una guida per presentare la domanda

Per partecipare è necessario inviare la domanda accedendo con SPID/CIE/CNS al sistema restart.infocamere.it fino alle ore 16:00 del 18 febbraio 2025.

Il Pid ha realizzato una guida, molto comoda, spiegando tutti i passi per presentare la domanda al Bando Pid Next. La Guida è in allegato al presente Comunicato.

Tutta la documentazione relativa a Pid Next e per avere supporto è a questo link: https://www.umbria.camcom.it/limpresa-digitale/punto-impresa-digitale-impresa-4-0-pid/pid-next

Per contattare il Punto Impresa Digitale Umbria la mail è: pid@umbria.camcom.it

Anas, focus sui lavori per le strade dell’Umbria VIDEO

Approda in Umbria il progetto di digital communication di Anas (Gruppo FS Italiane), per approfondire e conoscere da vicino le attività quotidiane svolte da ingegneri, geometri, operai e cantonieri lungo le strade di competenza.

QUI IL VIDEO https://we.tl/t-DFkQpYSogK

Dopo il Lazio, le Marche, la Basilicata, l’Abruzzo e il Molise, protagoniste delle prime quattro puntate pubblicate sulle piattaforme digital e social della società, da oggi 4 febbraio 2025 sono online i contenuti della quinta puntata: “Anas per l’Umbria”.

Il progetto di digital communication è un viaggio sulla rete stradale e autostradale gestita da Anas, per testimoniare l’impegno che quotidianamente il personale mette nella gestione e nella manutenzione delle strade, ma anche nei progetti di completamento e potenziamento dei grandi itinerari, per un’Italia sempre più connessa. Un racconto a puntate che nei prossimi mesi toccherà tutte le strutture territoriali di Anas, attraverso le interviste a tecnici e responsabili dei cantieri e le immagini suggestive del territorio, delle nuove opere in costruzione e dei lavori di manutenzione in corso.

La Struttura territoriale Anas Umbria gestisce oltre 800 km di strade, di cui circa 300 a quattro corsie. Una rete strategica su cui si svolge gran parte del traffico che interessa la regione, dai collegamenti locali ai transiti di lunga percorrenza lungo i grandi itinerari.

Per parlare delle principali opere e dei lavori di Anas nella regione, nella quinta puntata intervengono l’ingegnere Lamberto Nicola Nibbi (Responsabile Struttura Territoriale Umbria) e i Direttori lavori di alcuni tra i più importanti interventi lungo la rete stradale. Tra i temi della puntata:

Gli investimenti e i lavori ultimati, in corso di esecuzione e programmati lungo le direttrici strategiche come la SS3 bis “Tiberina” (itinerario E45) e il Raccordo autostradale Perugia-Bettolle;
Le nuove opere in corso di realizzazione, con focus sul completamento a quattro corsie della SS318 “di Valfabbrica” (Direttrice Perugia-Ancona) e sui lavori della variante alla SS219 “di Gubbio e Pian d’Assino” tra Mocaiana e il bivio per Pietralunga, nel comune di Gubbio;
Il piano di potenziamento e riqualificazione della SS3 “Flaminia” tra Spoleto e Terni e i lavori di manutenzione effettuati lungo la SS452 “della Contessa”, tornata nella competenza Anas nel 2018 con il piano di rientro strade.

“Cammino dell’intrepido Larth” con il vento in poppa a gennaio

Un mese di gennaio che si è chiuso con 159 credenziali vendute per il Cammino dell’intrepido Larth contro le 42 di gennaio 2024, quando il progetto di marketing territoriale aveva solo tre mesi di vita.

Un risultato ritenuto di grande importanza dai promotori dell’iniziativa di trekking su un percorso circolare che si sviluppa per 58 chilometri da Orvieto a Bolsena fino a Civita di Bagnoregio, con il ritorno ad Orvieto.

Si tratta di un incremento estremamente significativo, seppur su numeri assoluti ancora contenuti che indica però una tendenza di enorme crescita, suffragata dai numerosissimi contatti già arrivati all’organizzazione da parte degli escursionisti che arriveranno in primavera.

L’ANALISI ECONOMICA SUL SISTEMA TURISTICO LOCALE

I promotori del progetto Luca Sbarra, Emanuele Rossi e Claudio Lattanzi, commentano così i numeri relativi al primo mese del 2025. “Gli obiettivi ambiziosi che devono essere raggiunti a favore del sistema turistico orvietano sono quelli della destagionalizzazione e dell’incremento medio della permanenza che è fermo da anni. I progetti di trekking servono a questo, nell’interesse della comunità. Il cammino dell’intrepido Larth sta dimostrando di essere un prototipo capace di dare ottimi risultati sul fronte della destagionalizzazione, leggermente di meno su quello dell’incremento della permanenza media perché la sua articolazione su tre comuni, due dei quali nel Lazio, comporta che i pernottamenti siano concentrati in una certa percentuale fuori Umbria. Per questo motivo, i nuovi progetti che stiamo realizzando vanno nella direzione di focalizzare l’attenzione sull’area l’orvietana per massimizzare le presenze qui, ma offrendo ai visitatori la possibilità di andare alla scoperta di altre zone di grande fascino“.

Nel corso del primo anno di attività, il cammino dell’intrepido Larth ha fatto scaturire un indotto a favore dell’economia locali dei tre comuni interessati pari a 240 mila euro.

I PROGETTI DEL PROSSIMO FUTURO

Prima della fine dell’inverno sarà presentato e collocato sul mercato italiano ed estero il nuovo “Cammino del miracolo del Corpus domini” sul tracciato Bolsena-Orvieto. Si tratta di un secondo progetto strettamente collegato all’identità spirituale di questa terra che sarà sostenuto da un ampio coinvolgimento di singoli, associazioni e portatori di interesse sia laici che cattolici. Intanto, come annunciato dal seminario organizzato dal sindaco di Castel Viscardo Daniele Longaroni, si è iniziato a lavorare all’altro importante cammino che si snoderà sull’altopiano dell’Alfina e che sarà in un secondo momento collegato al ponte tibetano che le amministrazioni comunali di Castel Viscardo ed Allerona realizzeranno sul fiume Paglia, con inizio lavori previsto per fine 2025.

camminodilarth.it