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Autore: Redazione

Manutenzioni sulla linea Firenze – Roma, cambiano gli orari dei treni

Per consentire lavori di manutenzione programmati da RFI sulla linea Direttissima, la circolazione ferroviaria sulla linea Firenze – Roma dal 7 gennaio al 4 marzo subirà delle modifiche.

Inoltre, saranno svolti lavori sempre di manutenzione sulla linea Convenzionale Firenze – Roma dal 9 gennaio al 7 maggio.

I lavori comporteranno modifiche alla circolazione ferroviaria. Sui Regionali, dal 9 gennaio al 4 marzo, per i treni in servizio tra Firenze-Arezzo-Chiusi-Roma, Firenze-Foligno, Firenze-Borgo S. Lorenzo (via Vaglia e via Pontassieve), dall’Umbria verso Roma, Viterbo-Orte-Roma, Rieti-Roma sono previste: cancellazioni o limitazioni dei servizi, i tempi di percorrenza avranno un incremento fino a 10 minuti e ci saranno modifiche di orario anche con partenze anticipate o posticipate. Previste alcune ripercussioni anche per i treni delle FL1 linee Orte – Fiumicino Aeroporto, FL2 Roma – Tivoli e FL7 Roma – Formia. Per i treni in servizio tra Firenze-Arezzo-Chiusi-Roma, Firenze-Foligno, Firenze-Borgo S. Lorenzo (via Vaglia e via Pontassieve), i tempi di percorrenza avranno un incremento fino a 10 minuti e ci saranno modifiche e limitazioni di percorso e di orario anche con partenze anticipate o posticipate.

Per gli Intercity, dal 7 gennaio al 4 marzo, i treni delle relazioni Milano-Napoli/Salerno/Reggio di Calabria, Prato-Napoli, Roma-Firenze/Prato/Trieste Roma-Ancona/San Benedetto del Tronto/Perugia e i treni Intercity Notte delle relazioni Roma-Trieste/Brennero, Torino-Salerno subiscono modifiche di orario e di fermate.

Frecce, dal 7 gennaio al 4 marzo 2025: previste modifiche di orario dei treni.

Ast, Istituzioni col rebus “soluzione praticabile” per il nodo costi energetici

Affrontare il tema del contenimento dei costi energetici “attraverso delle proposte praticabili, normativamente inappuntabili e efficaci per consolidare il progetto di sviluppo di Ast, nella garanzia degli investimenti e del mantenimento dei livelli occupazionali”. E’ quanto ribadito dall’assessore regionale alle Politiche industriali, Francesco De Rebotti, che ha partecipato al vertice di fine anno che si è tenuto al Ministero sulle prospettive presenti e future di Ast.

Il ministro Urso intende esplorare, attraverso un confronto tra Governo, Regione e azienda, le possibili soluzioni al tema dei costi energetici contingenti fino all’appuntamento del 2029. Il tutto entro il 20 gennaio, se si vuole arrivare a siglare l’Accordo di programma entro febbraio, come auspicato dal ministro. Considerando che il gruppo Arvedi ha sempre subordinato il mantenimento degli impegni sugli investimenti con la soluzione dei costi energetici, considerati eccessivi.

Un impegno verso il quale De Rebotti ha chiamato all’unità tutte le Istituzioni ed al senso di responsabilità, nell’interesse dei lavoratori e del territorio.

Ma Confartigianato Imprese Terni, proprio in ragione delle difficoltà nel trovare soluzioni rapide e praticabili sul versante dei costi energetici, a cominciare da “soluzioni ponte” che erano state ipotizzate, è tornata a manifestare la propria preoccupazione, chiedendo misure a sostegno delle piccole e medie imprese dell’indotto, che non possono attendere sino al 2029, termine della nuova concessione idroelettrica.

Caos nei carceri di Spoleto e Terni, la denuncia e le proposte del Sappe

Dopo i disordini nei carceri di Spoleto e Terni nei giorni di San Silvestro e il primo dell’anno, il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria commentando) torna a denunciare carenze di organico e problematiche che rendono difficile e pericoloso il lavoro degli operatori.

A Spoleto, un detenuto marocchino lavorante ha fatto esplodere una bomboletta messa sopra un fornellino all’ingresso della Sezione Transito. Poi ha dato fuoco agli indumenti rendendo inagibili due celle. Due poliziotti sono rimasti intossicati e sono stati dimessi stamattina mentre è da rilevare l’intervento dei vigili del fuoco ieri sera intorno alle 21.30 oltre a tre ambulanze in via precauzionale.

Poi, altro evento critico a Terni, dove tre detenuti marocchini della Sezione G hanno devastato la Sezione, rompendo anche le telecamere, preso a calci e pugni il poliziotto di servizio e cercato di entrare in infermeria. Non riuscendoci, uno di loro è sceso in sorveglianza generale, e una volta bloccato, ha devastato il piano terra e minacciato un collega mettendogli un pezzo di vetro sotto al collo.

Eventi di fronte ai quali il referente umbro per il Sappe, Fabrizio Bonino, si dice “sconfortato” dai numerosi appelli del suo sindacato “rimasti lettera morta a fronte di una situazione penitenziaria regionale grave, pericolosa ed allarmante”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, ha espresso gratitudine al capo dello Stato, Sergio Mattarella, perché nel suo discorso di fine anno ha voluto volgere lo sguardo alla realtà penitenziaria delle carceri. “È vero: sono inaccettabili – dice Capece – anche le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria, impegnato “H24” nelle sezioni detentive e i cui appartenenti sono sempre più vittime di aggressioni e atti violenti dalla parte minoritaria della popolazione detenuta più refrattaria a rispettare l’ordine e la sicurezza anche durante la carcerazione. Ma nei nostri istituti di pena si può e si deve ‘potere respirare un’aria diversa da quella che li ha condotti alla illegalità e al crimine’. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo”.

La proposta operativa del Sappe è “prevedere un sistema penitenziario basato su tre “gradini”: il primo, per i reati meno gravi con una condanna non superiore ai 3 anni, caratterizzato da pene alternative al carcere, quale l’istituto della “messa alla prova”; il secondo riguarda le pene superiori ai 3 anni, che inevitabilmente dovranno essere espiate in carcere, ma in istituti molto meno affollati per lo sgravio conseguente all’operatività del primo livello e per una notevole riduzione dell’utilizzo della custodia cautelare; il terzo livello, infine, è quello della massima sicurezza, in cui il contenimento in carcere è l’obiettivo prioritario”. Quello del sovraffollamento, secondo il Sappe, “è certamente un problema storico e comune a molti Paesi europei, che hanno risolto il problema in maniera diversa – sottolinea Capece – L’osservazione della tipologia dei detenuti e dei reati consente di affermare che il sistema della repressione penale colpisce prevalentemente la criminalità organizzata e le fasce deboli della popolazione In effetti, il carcere è lo strumento che si usa per affrontare problemi che la società non è in grado di risolvere altrimenti”.

Per il Sappe, “il carcere così come è strutturato oggi in Italia va cambiato. Crediamo sia davvero giunta l’ora di ripensare l’esecuzione penale mettendo da un lato i fatti ritenuti di un disvalore sociale di tale gravità da imporre una reazione dello Stato con la misura estrema che è il carcere: e dall’altro, anche mantenendo la rilevanza penale, indicare le condotte per le quali non è necessario il carcere”. E Capece conclude evidenziando che “i peculiari compiti istituzionali del Corpo di Polizia Penitenziaria sono richiamati nel motto del nostro Stemma araldico: “Despondere spem munus nostrum” (garantire la speranza è il nostro compito), iscritto nella lista d’oro alla base dello stemma. Proprio garantire la speranza è un nostro dovere istituzionale, che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio, nelle carceri per adulti e minori della Nazione, con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato”.

Incendio in un appartamento, muoiono due persone

Sono morti insieme, madre e figlio, nell’appartamento di via XX Settembre, a Terni, dove si è verificato un incendio la mattina del primo dell’anno.

Lui 59 anni, la donna 87. Morto anche un cane che era nell’appartamento.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, gli agenti della polizia di Stato e gli operatori del 118. Sono in corso accertamenti sulle cause del rogo e quindi dei due decessi.

Morta mentre si recava in bici al lavoro, indagini in corso

Indagini in corso sull’incidente che la sera dell’ultimo dell’anno è costato la vita ad una 55enne, Monia Massoli, a Papiano di Marsciano, colpita da un’auto mentre in bicicletta si stava recando nel ristorante dove lavorava.

L’incidente è avvenuto sulla strada provinciale 357, poco distante dal ristorante. Alla guida dell’auto c’era un giovane, anche lui delposto.

Come da prassi, è indagato per omicidio stradale. I rilievi sul luogo dell’incidente sono stati effettuati dalla polizia locale e dai carabinieri della compagnia di Todi.

Trasporti, scambio di accuse da opposte vedute dopo la soppressione del volo Perugia – Bergamo

Prima e dopo. Nel passaggio di consegne politiche in Regione, la prima polemica arriva… in volo. La cancellazione della sospensione del volo Aeroitalia Perugia – Bergamo-Milano apre un botta e risposta tra l’ex assessore ai Trasporti Enrico Melasecche e la neo assessora Simona Meloni sul tema dei trasporti. Partendo appunto dall’aeroporto, per passare poi ai bus, ai treni e alle infrastrutture stradali, in particolare il Nodo di Perugia. Tema sui quali Melasecche, ora consigliere di opposizione, annuncia un’interrogazione.

Ma intanto la polemica è servita sull’aeroporto.

L’affondo di Melasecche

“Tutti coloro che si sono fin qui adoperati – attacca Melasecche – per costruire anche quella nuova rotta, a cominciare da Donatella Tesei, con cui abbiamo messo l’anima nel conseguire i brillanti risultati di questi anni, sanno le enormi difficoltà che abbiamo dovuto incontrare per rompere il muro dell’isolamento costruito dalla sinistra fino al 2019, dopo decenni di errori e risultati anche drammatici, su tutti i fronti: aereo, ferroviario, stradale e nella gestione del trasporto pubblico locale”.

“Parlare poi da parte di qualche buontempone di iniziativa elettorale per la rotta aeroporto San Francesco-Orio al Serio (direttamente su Linate il sabato e la domenica nella fase iniziale mancando gli slot per i giorni feriali) – sottolinea il consigliere di opposizione – fa soltanto sorridere perché a marzo di quest’anno le vicende elettorali erano ancora ben lontane. Piuttosto la creazione di nuove rotte ed il loro mantenimento è stato il frutto di un lavoro certosino, coraggioso, senza un attimo di tregua, utilizzando le magrissime risorse a disposizione, con i due Comuni di Perugia ed Assisi, entrambi soci e principali fruitori
dei vantaggi, che non hanno mai versato quanto la Corte dei Conti sembra ormai aver accertato come dovuto, con la necessità adesso di far fronte al pagamento delle quote arretrate”.

“Come assessore regionale ai trasporti – ricorda Melasecche – ho cessato di operare dalla data delle elezioni e la nostra Giunta aveva impegnato la società di gestione dello scalo (Sase) a presentare il piano
industriale nell’assemblea del 15 dicembre scorso, data rinviata inspiegabilmente sine die dalla neo presidente, nonostante fossero a tutti ben presenti i problemi sul tappeto. In quella seduta dovevano essere presentate tutte le iniziative e le strategie sul mantenimento delle nostre rotte e su quelle che da tempo andavamo creando. Il governo di una Regione non consente soluzioni di continuità o cali di attenzione sui problemi che incombono e che sono moltissimi. Il 20 ottobre – prosegue – già la neo residente sapeva di essere eletta e dalla sua proclamazione doveva raccogliere il testimone come in una gara di velocità perché la vita di 850 mila umbri dipende anche da lei. Abbiamo viceversa assistito a liti fra i partiti per la spartizione degli incarichi, al rimescolamento delle deleghe e alla creazione anche di quella per la conseguire la pace nel mondo, obiettivo certamente condiviso ma difficilmente alla portata di un assessore locale per quanto esperto in materia”.

“Credo – prosegue il capogruppo della Lega – che nessuno possa oggi ingannare più gli umbri come facilmente avviene in campagna elettorale. Qual è il piano industriale per l’aeroporto della Giunta Proietti? Quali risorse intende impegnare? Intende far pagare quanto dovuto ai soci Perugia e Assisi oppure pensa di mantenere un aeroporto internazionale che ha portato ad un incremento importantissimo nel turismo regionale con la fiscalità generale di tutti gli altri umbri che comunque, in queste condizioni di assenza partecipativa, non riesce ad agganciare hub fondamentali fra cui Francoforte? Non una parola su tutto questo è stata impegnata in campagna elettorale, vuoto assoluto. E non prendiamo in giro i cittadini con la tecnica della furbizia perché ha le gambe cortissime, dichiarando di iniziare con l’ascolto dei cittadini perché costituisce la più grande presa in giro della democrazia che impone a chi si propone di avere idee e progetti chiari confrontandosi con gli avversari su questo e non di certo sulla bellezza del Creato e sui versetti del Cantico delle creature”.

La replica di Meloni

Pronta la replica dell’assessora Simona Meloni. Aeroitalia – ripercorre – fu contattata nel novembre 2023 su richiesta della Regione per un collegamento su Milano Linate. Non potendo operare su Linate la Regione Umbria portò avanti l’ipotesi di un collegamento su Malpensa per poi ripiegare, in accordo con la Presidenza della Regione Lombardia, su Bergamo-Orio sul Serio.

“Ci risulta inoltre – evidenzia – che il Consiglio di amministrazione della Sase abbia espresso riserve visti gli alti costi dell’operazione comunque poi approvata. E lo stesso ha fatto anche il management della società”.

Quindi prosegue la cronista, ricordando che la compagnia Aeroitalia ha iniziato a operare con base a Perugia per il mezzo ATR72 producendo gravi disservizi ai passeggeri e allo scalo; tra questi vanno segnalati gli ulteriori costi di aperture anticipate e chiusure anticipate dello scalo. A ottobre 2024 la Sase ha deciso di chiedere alla compagnia di trovare una diversa soluzione per non gravare ulteriormente sui costi dell’aeroporto e per non procurare ulteriori disservizi anche di orario ai pochi passeggeri interessati a volare sulla tratta. Va ricordato che la media a bordo del collegamento con Bergamo è stata di circa 32/35 persone per volo. A questo punto la compagnia ha deciso di chiudere su Bergamo e riposizionare l’ATR su Comiso.

E’ stato anche valutato – evidenzia l’Esecutivo regionale – se rescindere il contratto ma sono stati presi in considerazione i pro e i contro e Aeroitalia ha deciso di attivare altre tratte, come Lamezia, Lampedusa e ovviamente Comiso, oltre il collegamento su Olbia.

“L’intera operazione con Aeroitalia, con un costo di un milione di euro – ribatte Meloni – è stata frutto di un mero accordo politico della passata amministrazione regionale che, visto come sono andate le cose, condurrà molto probabilmente effetti negativi sui conti della Sase, ascrivibile a una tratta che è non stata programmata con l’adeguata fattibilità tecnico economica ma solo per meri interessi politici come più volte sottolineato anche in documenti del management e direzione tecnica dell’aeroporto. Pur constatando che storicamente esisteva un volo di collegamento con Milano, oggi con il Freccia Rossa da Perugia in 3 ore si arriva nel centro della città, pertanto – è la posizione dell’attuale amministrazione – occorrerebbe investire su voli internazionali e hub che portino flussi in ingresso, soprattutto turistici in previsione del Giubileo, ed è comunque sempre necessario operare scelte sulla base di analisi serie e approfondite anche per quanto riguarda le compagnie”.

“La cronistoria dei fatti segna – commenta ancora l’assessora – con tutta evidenza la responsabilità dell’intera vicenda che non può certo essere ascritta all’ attuale amministrazione insediata da pochi giorni e che ha ben presente la necessità di collegamenti strutturali, sostenibili, coerenti con la vocazione dell’Umbria e in grado di contribuire a connettere l’Umbria soprattutto sul piano internazionale. Su questi temi sarà convocato nelle prossime ore – annuncia Meloni – uno specifico incontro con la società di gestione dell’Aeroporto dell’Umbria al fine di esaminare i piani di attività anche alla luce dei grandi appuntamenti dell’anno giubilare e della ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco che attendono l’Umbria nei prossimi due anni”.

Ast, il nodo energia complica l’Accordo di programma. Confartigianato: subito sostegni alle Pmi dell’indotto

Il nodo energia complica l’effettiva attivazione degli investimenti previsti nell’Accordo di programma con Ast, che il ministro Urso conta di poter firmare a febbraio.

Dopo l’ultimo vertice al Ministero, Confartigianato Imprese Terni vede confermati i timori espressi nei mesi scorsi ed invita a prevedere da subito aiuti per le piccole medie imprese dell’indotto.

“Contrariamente alle trionfalistiche letture interessate politicamente – evidenzia Confartigianato a proposito dei timori espressi – già allora era chiaro che non si erano registrati passi in avanti rispetto all’obiettivo della sottoscrizione dell’Accordo di programma. Al contrario era arrivata l’ufficializzazione che una ipotetica soluzione strutturale del nodo delle tariffe energetiche, questione posta come condizione da Arvedi Ast per la firma, non era ipotizzabile prima del 2029. Quindi già da ottobre scorso la firma dell’Accordo era completamente rimessa all’impegno assunto dal ministro Urso a trovare una soluzione ponte sulle tariffe energetiche”.

Con l’incontro del 30 dicembre lo stesso ministro ha ufficializzato che la normativa non consente alcuna soluzione ponte. Auspicando che l’Accordo possa essere firmato a febbraio, ma senza alcuna possibilità di venire incontro alle richieste che Ast ha posto come precondizione per la firma.

“E’ chiaro che né Ast né il territorio – sottolinea ancora Confartigianato – possono attendere fino al 2029. E’ anche chiaro che sono passati mesi e anni in attesa della firma dell’accordo, con il connesso sblocco degli investimenti di 700 milioni di parte privata e 300 milioni di parte pubblica, accordo sempre preannunciato come imminente, anzi ‘all’ultimo miglio’, e ancora una volta rinviato a febbraio 2025, ma senza alcuna certezza”.

Prosegue l’associazione di categoria: “Non ci sfugge che le questioni energetiche sono un problema europeo e nazionale che investe tutto il sistema produttivo italiano e che la trattativa sul polo Ast può essere anche vista strumentalmente come ricerca di spazi straordinari di flessibilità rispetto ai vincoli europei. Resta il fatto che non è ammissibile che la ricerca di un nuovo equilibrio nazionale ed europeo di politica energetica possa andare a scapito del territorio; infatti, in questo periodo di sostanziale stallo che si protrae dal 2022, il territorio ternano, e in particolare l’indotto delle Pmi locali, ha pagato il prezzo più alto”.

Confartigianato Terni si limita ad osservare che “non è credibile che ci sia voluto un tempo così lungo (dal 2022 al 2025) solo per verificare che non è possibile la soluzione strutturale e non è possibile nemmeno la soluzione ponte per rispondere alla precondizione posta da Ast. Tali verifiche, infatti, potevano essere fatte in pochi mesi o giorni”.

Per questo, Confartigianato Terni chiede strumenti immediati dedicati al sostegno delle Pmi locali dell’indotto, “che non possono aspettare oltre”. E una strategia nazionale “chiara e condivisa tra le istituzioni con le connesse e conseguenti politiche energetiche e industriali per la valorizzazione del polo siderurgico ternano, che, giova ricordare a tutti – sottolinea – non è composto solo da Ast, ma è un polo integrato Ast – Pmi locali dell’indotto”.

Vertice su Ast: a febbraio l’Accordo di programma, ma prima la questione idroelettrica

Gruppo Arvedi, sindacati e Istituzioni – dal Ministero, alla Regione, al Comune di Terni – hanno concordato un percorso che entro febbraio dovrà portare alla stesura di un cronoprogramma, a cominciare con la firma dell’Accordo di programma per il rilancio del polo siderurgico ternano. Ma prima, entro il 20 gennaio, insieme alla Regione Umbria, si dovrà concordare una modalità per ridurre i costi energetici. Fondamentale, su questo fronte, sarà la gara per la nuova concessione della centrale idroelettrica, che avverrà nel 2029.

Questo l’esito dell’incontro che si è tenuto questa mattina (lunedì) al MiMiT, al quale hanno preso parte, insieme al ministro Adolfo Urso, l’assessore De Rebotti per la Regione Umbria, il sindaco di Terni Bandecchi insieme all’assessore Cardinali, rappresentanti dell’azienda e delle organizzazioni sindacali. Un risultato commentato positivamente dal sottosegretario agli Interi, Emanuele Prisco, per il quale quando deciso “consente di fare un passo in avanti nella vertenza in corso. Positiva la stesura di un cronoprogramma, che da qui a febbraio porterà alla stesura dell’accordo di programma tra le varie istituzioni e l’azienda, al fine di rilanciare un polo siderurgico molto importante e strategico per l’Umbria come per l’Italia”.

“Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy – prosegue Prisco – si sta occupando della vertenza con grande solerzia ed efficacia e di questo ringrazio il ministro Urso. Dirimenti saranno adesso le determinazioni della Regione in merito alla concessione della centrale idroelettrica, determinazioni che dovranno arrivare entro fine gennaio: la riduzione del costo dell’energia è infatti condizione chiave per la realizzazione del piano industriale elaborato dall’azienda”

Aeroitalia, stop al volo Perugia – Bergamo / Milano

Stop al volo Aeroitalia Perugia-Bergamo, con collegamento con Milano. Ultimo volo nella giornata di venerdì 30 dicembre. Poi, “non ci sono voli disponibili”, come si legge nel sito della compagnia aerea.

Che aveva spostato gli orari, con partenza da Perugia alle 12,30 e rientro da Bergamo il giorno successivo alle 11 del mattino. Più di un campanello di allarme per il disimpegno della compagnia nella tratta tra l’Umbria e la Lombardia, come aveva denunciato nelle scorse settimane un fruitore del volo, il giornalista perugino Matteo Grandi.

Un volo da mantenere con 700mila euro. Soldi che al momento, tra pubblico e privato, non vengono garantiti.

Un duro colpo, al momento, per gli accessi in Umbria, nell’anno del Giubileo.

Eppure due mesi fa Krassimir Tanev, chief commercial officer di Aeroitalia, aveva confermato il collegamento tra l’aeroporto umbro e quello di Bergamo, annunciando la ripresa a metà dicembre dei collegamenti con Lamezia e il nuovo volo per Comiso, rotte entrambe con frequenza bisettimanale.

E la notizia della soppressione del volo per Bergamo – Milano già fa discutere: “Come assessore regionale ai trasporti – ricorda Enrico Melasecche, assessore della Giunta uscente – ho cessato di operare dalla data delle elezioni e la nostra Giunta aveva impegnato la società di gestione dello scalo (Sase) a presentare il piano industriale nell’assemblea del 15 dicembre scorso, data rinviata inspiegabilmente sine die dalla neo presidente, nonostante fossero a tutti ben presenti i problemi sul tappeto. In quella seduta dovevano essere presentate tutte le iniziative e le strategie sul mantenimento delle nostre rotte e su quelle che da tempo andavamo creando. Il governo di una Regione non consente soluzioni di continuità o cali di attenzione sui problemi che incombono e che sono moltissimi”.

Nuovi negozi senza tasse per 3 anni, così Todi prova a sostenere il commercio

Niente tasse per tre anni per chi apre nuove attività commerciali a Todi. Dove si riduce anche la tassa per l’occupazione di suolo pubblico. Viene poi ridotta l’Imu per i proprietari di immobili nel centro storico che li concedono in locazione a commercianti.

Queste le misure con cui l’amministrazione comunale di Todi cerca di rivitalizzare le attività economiche, in particolare quelle del settore del commercio, alle prese con l’aumento dei costi di gestione e soprattutto la concorrenza dei grandi centri commerciali che stanno aprendo un po’ ovunque in Umbria.

Le misure sono state previste nel Bilancio di previsione, dove resta invariata per tutti l’Imu e si riduce l’addizionale comunale Irpef, che scende allo 0,62%.

Per le famiglie bisognose, rifinanziato il fondo Tari attraverso il quale scatteranno i rimborsi.