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Autore: Redazione

Il saluto di Alessandro Campi al termine del suo incarico alla guida dell’Agenzia Umbria Ricerche

Cari lettori e lettrici,

sta per chiudersi il mio incarico alla guida dell’Agenzia Umbria Ricerche. Prima come Commissario straordinario: dal giugno 2020 al giugno 2022. Poi come Amministratore Unico: dal luglio 2022 sino ad oggi.

Oltre quattro anni, entusiasmanti e ricchi di soddisfazioni, nel corso dei quali l’AUR – che all’inizio della precedente legislatura molti consideravano una struttura in via di progressiva dismissione – ha ritrovato una straordinaria centralità nel dibattito pubblico regionale. La voce dell’AUR – le sue analisi congiunturali, i suoi report e focus, le sue indagini tematiche, le sue pubblicazioni – è tornata ad essere autorevole. Come tale oggetto di rispettosa attenzione. “Lo ha scritto l’AUR”: e questo suona ormai come una garanzia.

Quattro anni duranti i quali non ho mai rilasciato un’intervista per vantare a ogni passo i risultati raggiunti, non sono mai intervenuto per correttezza istituzionale nel dibattito politico locale (anche perché, sono sincero, mi appassiona poco) e non ho mai pubblicato sui social un selfie di me alla scrivania da lavoro.

Ma per arrivare a questi risultati c’è stato prima bisogno di un profondo riassetto organizzativo, uscendo l’Agenzia da un periodo a dir poco complicato. L’organico è stato ridotto con il ricollocamento di quello non funzionale alla sua missione istituzionale presso altri uffici regionali. Le spese di gestione sono state tagliate e razionalizzate, tenuto anche conto della riduzione del contributo annuo regionale (ma con poco, se correttamente gestito, si può fare molto). Si è provveduto al trasferimento della struttura presso una nuova sede, che è stato necessario allestire partendo quasi da zero.

Fatto tutto ciò, nel giro di pochi mesi, è iniziata una storia nuova. Ricca, come suole dirsi, di successi. Il monitoraggio sulle dinamiche sociali, economiche e istituzionali dell’Umbria – in una fase congiunturale peraltro difficile – è stato da parte dell’Agenzia puntuale, continuo e rigoroso. Al decisore politico – e in generale agli altri attori istituzionali presenti sul territorio, come anche all’opinione pubblica – abbiamo offerto stimoli, dati, interpretazioni, approfondimenti per quanto possibile neutrali e oggettivi. Ognuno, secondo la sua responsabilità e i suoi interessi, ne ha fatto l’uso dal suo punto di vista più opportuno.

Sono arrivato all’AUR chiamato personalmente dalla Presidente Donatella Tesei, fuori da ogni logica di spartizione tra partiti. Sento il dovere di ringraziarla per la fiducia che mi ha accordato e per la correttezza dimostrata durante l’intero suo mandato. Si è sempre fidata del nostro lavoro senza mai chiedere nulla. Non così si è comportato qualche suo assessore, uno solo in realtà, che avrebbe voluto un’Agenzia più fiancheggiatrice del lavoro della Giunta. Pressioni indebite e inopportune che senza indugi ho prontamente rispedite al mittente. L’autonomia scientifica dell’AUR è la premessa necessaria della sua autorevolezza. Il mio successore – uomo o donna che sia, sperabilmente proveniente dai ranghi della ricerca universitaria – dovrà certamente impegnarsi per garantire all’Agenzia il massimo dell’indipendenza. L’AUR, come recita la sua legge istitutiva, è un ente strumentale della Regione, non uno strumento della medesima, tantomeno delle maggioranze che si alternano a Palazzo Donini. Il suo impegno scientifico e di ricerca deve sempre essere a beneficio della comunità regionale nella sua interezza.

Non farò – perché noioso e inutile – l’elenco delle attività che l’AUR ha promosso in questi anni e degli studi, in alcuni casi molto originali, che sono stato realizzati, anche grazie al contributo di parecchi e validi collaboratori esterni. Sul sito dell’Agenzia – una delle prime novità introdotte sotto la mia gestione, proprio con l’idea di potenziare la sua capacità comunicativa e la sua presenza verso l’esterno – si trovano, liberamente accessibili, tutti i materiali prodotti. Gli studi e le pubblicazioni del passato, come quelli più recenti, sono interamente on line: liberamente consultabili, dal momento che il lavoro dell’AUR è per definizione pubblico. Cioè di tutti.

In quattro anni s’è dunque fatto molto, il bilancio è stato più che positivo. Mi attribuisco, senza presunzione, un merito percentuale del 30%. Il restante 70% va invece alla struttura interna. Un gruppo piccolo ma coeso di ricercatori (bravissimi) e di tecnici e amministrativi (molto competenti). Una piccola comunità motivata e volenterosa. Tra di loro un gruppo di amici e amiche. Il segreto della rinascita in fondo è stato questo: la capacità di lavorare insieme in vista d’un obiettivo comune, senza inutili rivalità interne. Personalmente, la cosa che porterò con me con maggior piacere è proprio il clima rilassato, cordiale, laborioso e civile che si è subito stabilito tra noi, pur venendo essi da anni di traversie e incertezze. Il mio augurio – che poi è anche un invito alla nuova amministrazione regionale – è che, le risorse permettendolo, si possa valorizzare ancora di più l’AUR e potenziare la sua struttura operativa. Sarebbe un beneficio per tutti. L’Umbria attraversa ancora una fase delicata di trasformazioni: serve qualcuno in grado di coglierle e analizzarle con gli strumenti adeguati e avendo uno sguardo lungo e attento sulla realtà che cambia.

Mi hanno chiesto alcuni amici: non ti spiace di essere sostituito? Istintivamente rispondo di sì, razionalmente rispondo di no. Gli incarichi, a partire da quelli pubblici, debbono essere a rotazione e limitati nel tempo. Quattro o cinque anni sono sufficienti per realizzare un progetto o lasciare una minima traccia di sé. Se accade il contrario è perché non c’era nessuna idea da concretizzare, ma solo una poltrona da occupare. E dunque ben venga il ricambio. Tra l’altro essendo uno studioso di cose politiche non posso certo sorprendermi – né posso biasimare – la pratica cosiddetta dello spoil system, della quale peraltro sono un acceso sostenitore. Chi vince deve poter lavorare con le persone di cui si fida. Se sbaglia nello sceglierle, preferendo la lealtà di partito o personale alla competenza e autonomia individuale, prima o poi ne risponderà. Aggiungo che il mio incarico all’AUR sarebbe finito anche se avesse vinto il centrodestra. Mi hanno raccontato che nella furia spartitoria preelettorale era già stato individuato il mio successore, uno considerato evidentemente più organico e malleabile del sottoscritto. Peccato che il centrodestra si sia dimenticato nel frattempo di vincere le elezioni.

Ciò detto, con un velo di maliziosa ironia, auguri sinceri a chi prenderà il mio posto. Lunga vita all’AUR e grazie a coloro che vi lavorano per la bella esperienza, professionale e umana, che mi hanno regalato. Vi porterò sempre nel cuore.

Alessandro Campi
Amministratore Unico
Agenzia Umbria Ricerche

Terni, Confartigianato: bene le telecamere, auspichiamo un ulteriore sforzo del Comune

La sicurezza urbana e il decoro essenziali elementi di contesto per facilitare lo sviluppo delle attività economiche nelle nostre città.

Ne è convinta Confartigianato Terni, che sottolinea come le zone sicure e ben curate siano fondamentali per garantire il flusso continuo di clienti, sia residenti che turisti: “Un ambiente sicuro favorisce una maggiore affluenza nelle aree commerciali ed artigianali, stimolando il consumo e creando un clima di fiducia che incoraggia gli utenti a frequentare le città”.

Accanto alla sicurezza, c’è il tema del decoro urbano: “Attraverso la manutenzione e la cura degli spazi pubblici – evidenzia Confartigianato Terni – rende le città più accoglienti, attraenti e piacevoli per tutti, dalle famiglie ai turisti. Le aree ben curate e pulite, con un’adeguata illuminazione e attenzione all’estetica, contribuiscono a rafforzare l’identità e l’immagine di un’area, favorendo la crescita delle attività commerciali”.

Per queste ragioni, Confartigianato Terni ritiene indispensabile, così come da sempre rimarcato, che le Istituzioni investano nella sicurezza e nel miglioramento del decoro urbano come priorità per lo sviluppo del commercio e dell’artigianato, stimolando un circolo virtuoso che porterà benefici a tutta la comunità.

“Sicurezza e decoro non sono solo una questione di estetica, ma una vera e propria strategia per garantire la prosperità economica delle nostre città e il benessere di chi le vive ogni giorno” evidenzia Confartigianato Terni. Che propone soluzioni per garantire questi due aspetti fondamentali, dal punto di vista sociale ed economico: “Per raggiungere l’obiettivo di un contesto territoriale attrattivo e sicuro, riteniamo indispensabile che la città sia dotata di un congruo numero di telecamere in grado di monitorare in particolare le aree più sensibili, sia del centro cittadino che delle aree artigianali/industriali e ribadisce la necessità che l’installazione di telecamere di sicurezza nelle aree urbane sia un impegno delle amministrazioni pubbliche. L’installazione di telecamere da parte delle Istituzioni locali – si evidenzia – rappresenta una misura di interesse collettivo, garantisce un ambiente sicuro e protetto consentendo agli imprenditori di operare in un contesto favorevole in grado di fare esprimere talento, creatività, capacità tipiche delle micro e piccole imprese dei settori dell’artigianato e del commercio”.

“Apprezziamo lo sforzo e l’impegno dell’Amministrazione comunale di Terni su questo fronte – commenta Confartigianato – ed il fatto che negli ultimi anni il numero di telecamere presenti nella nostra città sia cresciuto. Ed auspichiamo, per i motivi sopra richiamati, un ulteriore sforzo per rendere più sicura la nostra città anche alla luce di episodi di criminalità che continuano a colpire le attività dei nostri imprenditori”.

Confartigianato ricorda come le imprese stiano affrontando sfide senza precedenti a causa della crisi economica, con costi operativi in ​​continua crescita e una domanda di mercato che resta incerta. “In questo scenario – prosegue l’associazione – non riteniamo opportuno vederle gravate di un ulteriore onere per l’installazione e la gestione di telecamere di sorveglianza; questo rappresenterebbe un peso insostenibile per molti commercianti ed artigiani, che costituiscono il cuore pulsante del nostro territorio”.

Fatta questa premessa, Confartigianato Terni ritiene anche che, in alcuni casi, l’installazione privata di telecamere possa essere incoraggiata, per i suoi benefici anche di carattere pubblico, attraverso il collegamento con le centrali operative delle forze dell’ordine, “magari con misure compensative di sostegno a coloro che ritengono utile ed opportuno realizzare questo tipo di investimento, ad integrazione, ma mai in sostituzione – viene precisato – dell’intervento pubblico”.

Assegnati i premi “The Best Wines of Umbria 2025”

Assegnati all’Enoteca Gio di Perugia i premi della prima edizione di “The Best Wines of Umbria 2025”, evento esclusivo dedicato alle eccellenze enologiche umbre, durante il quale sono stati degustati e premiati i dieci migliori vini umbri secondo una classifica redatta ottenendo la media tra 4 delle più importanti Guide Vini d’Italia (Ais – Gambero Rosso – Slow Food – Veronelli).

Un “confronto” mai celebrato prima, ma al tempo stesso curioso ed autorevole, durante il quale si sono incontrati appassionati, esperti e produttori.

A guidare le degustazioni, di numerosissimi appassionati ed esperti, sono stati gli stessi produttori sotto l’attenta regia di Alberto Guarducci e Massimo Caponi.

Tutti i premiati sono soci della cooperativa dei produttori umbri Umbria Top, che si complimenta quindi per l’iniziativa e con le cantine protagoniste.

Questi, in rigoroso ordine alfabetico, i “The best wines of Umbria 2025” premiati e degustati: Campo del Guardiano 2021, Palazzone; Cos’A 2022, Madrevite; Il Bisbetico Domato 2020, Tabarrini; Le Tese 2022, Romanelli; Mare Antico 2022, Decugnano dei Barbi; Panata 2022, Argillae; Poggio Pietroso Riserva 2021, Duca della Corgna; Ramici 2021, Leonardo Bussoletti; Vigna Tonda 2022, Antonelli San-Marco; Vin Santo 10 Anni 2012, La Palazzola.

Camper a fuoco, gravi ustioni per una coppia e la bambina

La piccola ha solo 3 anni. E’ stata trasporta all’ospedale Mayer di Firenze, con gravi ustioni. Il papà, di 44 anni, anch’egli gravemente ustionato dalle fiamme che hanno avvolto il loro camper, è stato trasportato all’ospedale di Pisa. La mamma della piccola, di 42 anni, si trova invece ricoverata all’ospedale di Pisa. L’altra figlia, fortunatamente uscita illesa dal rogo, è stata affidata agli amici che avevano partecipato alla gita in Valsorda.

L’allarme è scattato domenica mattina, vicino al campeggio. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Gaifana, con due automezzi (APS e ABP), insieme alle autoambulanze dall’ospedale di Branca.

La piccola di tre anni ed i genitori, di Loreto, sono stati trasportati all’ospedale di Perugia. Vista la gravità delle lesioni della bambina e del papà, ne è stato deciso il trasferimento in strutture specializzate per le ustioni.

Sul posto anche le forze dell’ordine, che indagano sulle cause dell’incendio.

“Lavora con Larth”, cresce la rete di artigiani e terzo settore intorno al cammino di trekking

Nuove adesioni al progetto “Lavora con Larth”, l’iniziativa comunitaria lanciata dall’organizzazione del cammino di trekking dell’Intrepido Larth per coinvolgere enti del terzo settore ed artigiani locali nella realizzazione dei gadget acquistati dagli escursionisti.

A pochi giorni dal lancio dell’iniziativa, a cui aveva subito aderito la cooperativa sociale Mir, anche un altro importante protagonista dell’artigianato locale entra nel circuito. Si tratta di Giorgio Campanari, titolare della caratteristica bottega “La mia Orvieto” di corso Cavour, specializzata nella produzione e nella personalizzazione di numerosi e singolari oggetti da collezione, opere d’arte e souvenir di qualità.

“Credo molto in questo progetto che è impostato su una concezione del turismo inteso come risorsa a favore della comunità – dice Campanari – e appoggio con entusiasmo un’iniziativa che è sicuramente economica, gestita in maniera imprenditoriale, ma che sta producendo valore a favore di chi vive e lavora qui. Credo che sia un modello molto apprezzabile per sostenere l’artigianato, fornendo una leva in più, oltre che per dare una mano a quelle realtà che occupano persone con minori possibilità nel mercato del lavoro”.

A distanza di pochissimi giorni dall’avvio di “Lavora con Larth”, stanno già partendo le prime forniture dei gadget da parte della cooperativa Mir, la cui sartoria occupa donne del centro antiviolenza “L’albero di Antonia”, persone con disabilità o a rischio marginalità e devianza e detenuti semiliberi. Si tratta di oggetti che saranno commercializzati sia nei negozi e nelle attività convenzionate con il cammino che on line. Nel frattempo sta per essere presentato ufficialmente anche il cammino del miracolo del Corpus Domini, la grande novità con cui il territorio della diocesi darà il proprio contributo per accogliere al meglio i pellegrini dell’Anno Santo.

“Il potenziamento dell’offerta nel campo del turismo lento-spiegano gli organizzatori-sta facendo crescere tutto l’indotto economico collegato a questa tipologia di mercato che vede sempre più l’area orvietana proiettata in un’importante dimensione nazionale. I numeri sono in grandissima ascesa, ma siamo solo all’inizio del nostro progetto che si sviluppa attraverso varie tappe. Il senso di questo lavoro è quello di trasformare lo sviluppo turistico in un bene condiviso a vantaggio di tutta la comunità, mettendo in primo piano i nostri artigiani e produttori così come le persone che, per motivi personali o in una fase della loro vita, possono essere sostenute”.

Pesca sportiva alla trota, le date

La stagione della pesca professionale e sportiva alla trota in Umbria si aprirà ufficialmente domenica 23 febbraio. Su proposta dell’assessore regionale con delega Simona Meloni, la Giunta regionale ha approvato nell’ultima seduta la delibera che ripristina l’apertura della stagione di pesca alla trota all’ultima domenica di febbraio mantenendo tuttavia la chiusura all’ultima domenica di ottobre.

Spiega l’assessore Meloni: “È stato fatto un lavoro di concertazione importante che ci ha permesso di ripristinare l’apertura all’ultima domenica di febbraio e, grazie all’attività della Commissione consultiva per la tutela del patrimonio ittico e per la pesca sportiva, armonizzare così la pesca nella nostra regione con il Calendario della Regione Marche per la stagione 2025. Questa scelta di ridefinire apertura e chiusura ha lo scopo di diluire la pressione dell’attività di pesca soprattutto sul bacino del fiume Nera, un’attenzione che riteniamo importante per la tutela e la salvaguardia degli ecosistemi fluviali”.

La delibera della Giunta regionale ripristina le date di apertura e chiusura previste per pesca alla trota dal Regolamento regionale n. 2/2011; in particolare dall’alba dell’ultima domenica di febbraio fino a un’ora dopo il tramonto della prima domenica di ottobre. Fino al 31 marzo, ai fini della tutela della riproduzione della fauna ittica, la pesca è consentita solo da riva e senza entrare in acqua.

Liste d’attesa, così cambia il ricorso ai centri privati

Anche i centri privati accreditati in campo per abbattere le liste d’attesa. Ma la logica, avvertono dalla Regione, è quella di non proseguire nel percorso adottato negli anni passati, secondo cui sono stati assegnati dei budget alla sanità privata basati unicamente sul numero di prestazioni portando ad una sorta di concorrenza tra pubblico e privato.

La presidente Stefania Proietti, che ha tenuto per sé la delega alla Sanità, annuncia che, ad oggi, sono state aumentate le disponibilità nelle agende di prenotazione di oltre 30.600 posti. “I quali – spiega -verranno tutti prenotati entro il mese di marzo e circa il 70% delle prestazioni saranno effettuate entro il prossimo mese di aprile. Nel frattempo, verranno creati nuovi posti disponibili per proseguire il recupero delle prestazioni arretrate, cercando di rispettare al massimo gli ambiti territoriali di garanzia, ovvero evitare il più possibile il ‘turismo sanitario’ che in questi ultimi anni ha portato i cittadini da un capo all’altro della regione”.

“Contestualmente al recupero delle prestazioni – prosegue la presidente Proietti – sono state rese più efficaci anche le modalità di contatto dei cittadini, i quali vengono chiamati telefonicamente almeno tre volte e in momenti diversi della giornata. Vengono immediatamente fissati gli appuntamenti a coloro che accettano la data e la sede proposta mentre vengono mantenuti in lista coloro che scelgono di essere ricontattati per effettuare la prestazione in un’altra sede. Vengono cancellati dalle liste quei cittadini che lo chiedono espressamente mentre a coloro che non rispondono alla chiamata viene inviato un SMS con un numero di telefono da richiamare. Per rendere chiaro e trasparente il percorso ricordiamo che i numeri che chiamano per le liste di attesa sono quelli dei distretti sanitari di appartenenza”.

L’app “UmbriaFacile”

Inoltre, nell’ottica della semplificazione dell’accesso dei cittadini ai servizi sanitari, giova ricordare che grazie all’app unica regionale “UmbriaFacile” è possibile effettuare le prenotazioni per visite ed esami in totale sicurezza e con facilità, per sé stessi ma anche per terzi, scegliendo luogo, giorno e orario. UmbriaFacile infatti è dotata di un’interfaccia intuitiva e user-friendly che garantisce un’esperienza ottimale agli utenti. Autenticandosi tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica), è possibile consultare anche altri servizi sanitari, come il fascicolo sanitario, l’esenzione ticket, il cambio del medico curante e la situazione dell’affluenza dei pazienti nei vari pronto soccorso degli ospedali regionali, per codice di priorità. A breve verrà attivata anche il servizio di notifica push delle prenotazioni CUP, un utile promemoria direttamente sulla schermata del proprio smartphone. UmbriaFacile è scaricabile sia su Google Play https://play.google.com/store/apps/details?id=it.regione.umbria.appunica&pli=1  che su App Store https://apps.apple.com/it/app/umbriafacile/id6670786848

Pronunciamento Consulta, ANAP: rivedere il sistema di adeguamento pensioni

Dopo la recente pronuncia della Consulta, che ha riconosciuto la possibilità di considerare in futuro le perdite subite dai pensionati, ma senza fornire garanzie concrete, ANAP – l’Associazione dei Pensionati di Confartigianato – ribadisce la necessità di rivedere l’attuale sistema di adeguamento degli assegni pensionistici. E questo sempre nell’ottica di tutelare il potere d’acquisto delle pensioni e garantire equità nel meccanismo di rivalutazione.

“Capiamo l’importanza di tutelare i pensionati con assegni più bassi, ma questo non può avvenire penalizzando chi ha lavorato per una vita versando contributi significativi”, dichiara Luciano Vittori, presidente ANAP Provincia di Terni.

“Il sistema attuale erode progressivamente il potere d’acquisto di centinaia di migliaia di pensionati, senza certezze di recupero futuro. Non si può continuare a far cassa sulle pensioni con misure emergenziali che diventano strutturali, per mancanza di una visione sistema e di lungo respiro.”

ANAP sottolinea come il mancato adeguamento pieno colpisca soprattutto i pensionati con assegni medio-alti, che per anni hanno contribuito in modo rilevante al sistema previdenziale e fiscale del Paese.

“Chiediamo, quantomeno, che la percentuale di rivalutazione sia calcolata per fasce di importo e non sull’intero trattamento pensionistico. Solo così possiamo ristabilire un criterio di equità e giustizia sociale”, prosegue Vittori, “e stiamo valutando, se opportune, nuove possibilità di contenzioso volte a ottenere una rivalutazione più equa e coerente con i principi di proporzionalità e progressività e con quanto rilevato dalla Consulta”.

ANAP ribadisce al Governo la necessità di aprire un confronto serio e costruttivo sulla materia, per garantire ai pensionati la giusta tutela del loro reddito e il riconoscimento del contributo che hanno dato allo sviluppo del Paese.

Digitale, prima riunione del “Tavolo regionale dell’Umbria 2030”

Il vicepresidente della Regione Umbria con delega all’Innovazione e Agenda digitale, Tommaso Bori, ha avviato la prima riunione del “Tavolo regionale dell’Umbria 2030”, che ha fortemente voluto “proprio con l’obiettivo – ha spiegato – di coinvolgere il partenariato istituzionale ed economico/sociale, in un percorso finalizzato a fare del digitale una leva strategica per lo sviluppo dell’Umbria, sia in ambito pubblico, che privato”.

La Regione Umbria, ha assicurato l’assessore Bori – è orientata a promuovere una trasformazione digitale democratica e inclusiva, che diventi strumento di crescita dell’intera società umbra, capace di alimentare la partecipazione, di superare le disparità di genere e di scongiurare polarizzazioni sociali e territoriali che la tecnologia rischia di amplificare.

In apertura dell’incontro – alla presenza dei direttori e dei dirigenti regionali, dei rappresentanti delle società e enti partecipati o controllati, delle aziende sanitarie e ospedaliere, delle università e degli altri centri di ricerca presenti nella regione, dell’ufficio scolastico regionale per l’Umbria, delle associazioni di categoria, delle realtà cooperative, dei sindacati e delle altre principali istituzioni del territorio – Bori ha ricordato che “nel programma di governo della presidente Proietti, è evidenziato il proposito di fare dell’Umbria la Regione più digitale d’Italia e, di conseguenza, la priorità di far tornare l’agenda digitale in una dimensione trasversale della programmazione regionale.

Per Bori di conseguenza, “i servizi regionali non dovranno essere compartimenti stagni, ma al contrario, strutture leggere e sempre più dialoganti, anche sul fronte delle risorse, visto che il nuovo orientamento è quello di stabilire un’osmosi anche tra tutti i fondi a disposizione in un’ottica sempre più integrata per far sì che la Regione Umbria possa mettersi a servizio dell’intero sistema pubblico dell’Umbria”.

Spostando l’attenzione dai propositi all’azione, Bori ha reso noto che nel PIAO 2025-2027 approvato dalla Giunta la trasformazione digitale e la comunicazione sono state poste come missioni trasversali da coordinare in tutte le articolazioni regionali, perché è necessario e quanto mai urgente, che il miglioramento e la digitalizzazione del sistema amministrativo-contabile dell’ente sia attuato non come semplice riproposizione in chiave digitale dell’iter approvativo cartaceo, ma tramite una riorganizzazione dei processi, attraverso l’adozione di strumenti digitali avanzati, supportati anche dall’intelligenza artificiale, che possano condurre ad un sistema più efficiente a parità di investimenti”.

Le azioni avviate

Il focus della riunione è stato spostato quindi, sulle azioni avviate: ovvero il restyling e l’innovazione radicale del sito della Regione Umbria,(prossima.regione.umbria.it) la comunicazione integrata e i servizi dell’app UmbriaFacile.

Il responsabile del servizio regionale semplificazione e facilitazione digitale, Giovanni Gentili, ha illustrato la fase di dispiegamento e test del nuovo sito istituzionale della Regione Umbria denominato “prossima” sottolineando che la costruzione vuole essere partecipata e coinvolgere attivamente tutte le persone interessate nella definizione delle funzionalità, della struttura e dei contenuti. Una buona architettura dell’informazione infatti, aiuta i cittadini a comprendere ciò che le circonda e a trovare ciò che cercano, sia online che offline. A tal fine, occorre invertire il punto di vista burocratico prediligendo un approccio che parte dai bisogni dell’utente.

L’app “UmbriaFacile”, ha spiegato il dirigente regionale alla semplificazione e facilitazione digitale, Graziano Antonelli, ha consente ai cittadini di accedere rapidamente ad un’ampia gamma di servizi della PA, inclusi quelli socio-sanitari. Il design di UmbriaFacile, con un’interfaccia intuitiva e user-friendly, è basato sul “Modello Comuni” di AgID e segue i principi dell’User Centered Design per garantire un’esperienza ottimale agli utenti. Tra le principali funzionalità dell’app vi sono l’accesso facilitato ai servizi pubblici regionali, in linea con la strategia “Cloud First” per la digitalizzazione della pubblica amministrazione; l’autenticazione sicura tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d’Identità Elettronica), allerta meteo, battute di caccia, candidature ed offerte di lavoro e gestione delle pratiche amministrative, centrale è quello relativo all’area sanitaria permettendo a chiunque di usufruire in modo rapido e semplice di un servizio fondamentale, che consente di avere sempre a disposizione il proprio fascicolo sanitario, di essere informati della condizione delle file d’attesa nei vari pronto soccorso degli ospedali regionali e ambulatori in base al colore del codice di attesa, di prenotare visite mediche ed esami per se stessi e per terzi scegliendo luogo, giorno e orario e cambiare medico con un clik.

A conclusione dell’incontro sono stati presentati i DigiPass e le loro innovazioni dove i cittadini possono trovare il personale che li supporta nell’utilizzo dei servizi. Il percorso di digitalizzazione dei servizi pubblici quindi, è accompagnato dai 62 punti di facilitazione digitale distribuiti lungo il territorio umbro.

Questo è il primo passo che la Regione compie per porsi come possibile punto di riferimento in ambito digitale del Paese, anche grazie al ruolo del vicepresidente Bori come Coordinatore della Commissione per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione della Conferenza delle Regioni.

Lo stato di salute dell’economia del Folignate: il Report Camera di Commercio

Crisi demografica e il divario con il resto dell’Umbria e dell’Italia rappresentano sfide cruciali per l’economia del Folignate, che pure mostra segnali di crescita, anche se moderata e legata all’andamento di alcuni settori trainanti.

Il report “L’Economia del Folignate”, realizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria, fotografa un quadro complesso: redditi inferiori alla media regionale e nazionale e investimenti insufficienti in innovazione. L’occupazione tiene, ma resta inferiore ai livelli nazionali. Le strategie per il rilancio includono incentivi per attrarre giovani e imprese, formazione avanzata e supporto all’innovazione. Senza un intervento deciso, il rischio è un declino economico e sociale sempre più marcato.

L’analisi dei dati del sistema informativo “Pablo” e dei bilanci aziendali evidenzia un territorio con alcuni settori produttivi solidi, ma con bassa competitività e un calo della popolazione preoccupante. fattori che rischiano di compromettere lo sviluppo a lungo termine.

La presentazione del Report

Il report “L’Economia del Folignate”, realizzato dalla Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito dell’iniziativa di successo “La Camera incontra i territori”, è stato presentato nella tappa Foligno, dove la Giunta camerale si è riunita confrontandosi con istituzioni, associazioni imprenditoriali e categorie professionali del territorio (Bevagna, Foligno, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi e Valtopina).

Nell’occasione il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, ha ribadito la validità dell’iniziativa, avviata lo scorso anno e giunta alla sua quinta tappa dopo Città di Castello, Spoleto, Orvieto e Assisi. L’incontro ha permesso un confronto diretto sulle necessità del territorio, così da migliorare continuamente l’efficienza dell’attività camerale. Mencaroni ha poi ringraziato il Comune di Foligno per l’attenzione rivolta all’Ente camerale, sottolineando il legame storico tra Foligno e la Camera, che proprio quest’anno celebra i 190 anni dalla sua fondazione in questa città.

Con lui, il vice presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Mauro Franceschini. Presenti all’incontro anche i sindaci del territorio, a partire dal primo cittadino di Foligno, Stefano Zuccarini, che hanno espresso soddisfazione per l’iniziativa e ribadito l’importanza di rafforzare il rapporto con la Camera di Commercio. È stata sottolineata l’importanza di disporre di dati economici aggiornati, grazie ai report della Camera, per orientare le politiche locali.

Il report economico è stato illustrato il segretario generale dell’Ente Camerale, Federico Sisti, accompagnato dai vice segretari Mario Pera e Giuliana Piandoro.

Un territorio in declino demografico

Uno degli aspetti più allarmanti riguarda il trend demografico. Tra il 1971 e il 2024, la popolazione del Folignate è cresciuta solo del 6,2%, mentre l’Umbria ha registrato un aumento del 10% e l’Italia dell’8,9%. Ancora più preoccupante è la previsione al 2042: il Folignate perderà quasi 9.000 abitanti, con un calo del 9,3%. Il saldo naturale è negativo (-3.417 abitanti), con un indice di vecchiaia che passerà dagli attuali 224 anziani ogni 100 bambini a 386 nel 2042.

La questione non è solo numerica, ma anche qualitativa: la percentuale di popolazione con istruzione terziaria è ferma al 15,6%, inferiore alla media umbra (16,9%).

Dati più granulari sulla qualità della vita

  • La riduzione della popolazione ha portato alla chiusura di alcuni servizi essenziali nei piccoli centri.
  • Il reddito medio per contribuente è inferiore alla media umbra e nazionale, influenzando il potere d’acquisto locale.
  • Il coefficiente di Gini, che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito, mostra un divario crescente tra fasce di popolazione.

Economia: tra stabilità e difficoltà strutturali

L’economia del Folignate mostra segnali di crescita, ma a un ritmo inferiore rispetto al resto del Paese. Il valore aggiunto per impresa nel 2023 era di 592.764 euro, ben al di sotto della media umbra (723.907 euro) e italiana (753.527 euro). La produttività del lavoro è migliorata dal 2019 al 2023, ma resta inferiore ai livelli regionali e nazionali.

Il valore della produzione per impresa è cresciuto, ma rimane nettamente inferiore alla media umbra e nazionale, evidenziando un tessuto economico meno dinamico.

Le imprese e i settori trainanti

  • Il settore manifatturiero è in difficoltà con una riduzione delle unità locali (-2,7% nel 2024).
  • Il turismo mostra segnali di ripresa, con un aumento delle presenze, ma una permanenza media inferiore alla media nazionale.
  • I settori più dinamici sono il commercio all’ingrosso e i servizi alle imprese.
  • Le aziende leader per fatturato, come O.M.A. S.p.A. e UmbraGroup, svolgono un ruolo strategico per l’occupazione locale.

Redditività e investimenti: segnali misti

Gli indicatori di redditività mostrano un panorama altalenante. Il ROI delle imprese folignati nel 2023 era del 4,0%, inferiore alla media italiana (4,4%). Il ROE è sceso dal 7,7% del 2019 al 6,1% nel 2023.

Sul fronte degli investimenti, le imprese del Folignate hanno registrato un incremento delle immobilizzazioni totali nel 2023, superando la media italiana.

Competitività e innovazione

  • Il Folignate ha una bassa propensione all’innovazione.
  • Le imprese esportano meno rispetto alla media regionale e nazionale.
  • Gli investimenti in digitalizzazione sono limitati, riducendo la competitività.

Occupazione e mercato del lavoro

Il mercato del lavoro tiene, ma con criticità. Il numero di addetti per impresa è inferiore alla media umbra e italiana. Il costo del personale è cresciuto del 19% tra il 2019 e il 2023, ma resta inferiore alla media nazionale.

Politiche e strategie per il rilancio

  • Incentivi per attrarre giovani e professionisti.
  • Investimenti in formazione per colmare il gap di competenze.
  • Rafforzamento del sostegno all’innovazione e alle startup.

Il Folignate si trova in una posizione delicata: l’economia cresce, ma il divario con il resto del Paese resta marcato. Il nodo demografico è centrale e senza un’inversione di tendenza il rischio è un declino economico e sociale sempre più grave.