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Autore: Redazione

A Terni torna San Valentino Jazz, concerti per gli innamorati

Concerti jazz nei giorni della festa degli innamorati. Sedici concerti in nove locali, circa cento musicisti coinvolti tra nazionali, internazionali ed eccellenze del territorio. Dal 6 al16 febbraio torna San Valentino Jazz, il festival ideato da Fabrizio Zampetti e prodotto da Confartigianato Imprese Terni, con la direzione artistica del maestro Alessandro Bravo.

Una rassegna spalmata in un tempo lungo in locali del centro e della periferia, tutti associati a Confartigianato Imprese Terni.

Protagonisti musicisti conosciuti a livello internazionale: il 7 febbraio al Bloom Antonello Salis e Baba Sissoko; il 9 febbraio al Rendez vous suoneranno Fabrizio Bosso e il Marco Guidolotti trio; sempre al Rendez vous la serata del 14 febbraio si esibirà il trio Yuille – Rosen – Burgio.

Un grande spazio anche quest’anno verrà riservato alle eccellenze musicali del territorio: il 13 febbraio, alle ore 18, si esibirà davanti a Pazzaglia il Briccialdi sax 4et; il 14 febbraio, sempre davanti a Pazzaglia,
con inizio alle ore 14, suonerà il Low budget orchestra, un’orchestra di venti elementi diretta dal maestro Vincenzo Rito Liposi.

“Lo scopo del festival San Valentino jazz come ogni anno – spiega Fabrizio Zampetti – è quello di consolidare l’antico rapporto d’amore di Terni con il jazz; di ospitare musicisti di livello internazionale valorizzando nel contempo le eccellenze del territorio. Ma anche quello di ridare vita, attraverso un evento di qualità che si spalma in diversi locali, al centro cittadino e che si spera come nel passato possa richiamare appassionati dal circondario ma anche da fuori regione”.

San Valentino jazz è ormai una manifestazione consolidata nelle varie elezioni, nata da un’idea di Fabrizio
Zampetti subito accolta da Confartigianato Imprese Terni: ospitare concerti jazz a ridosso della festa del santo patrono nonché protettore mondiale degli innamorati. Un’idea vincente, che anno dopo anno, a parte la pausa imposta dal Covid, è andata crescendo come pubblico.

Spese trasferte dipendenti e autonomi, cambiano le regole

A partire dal periodo di imposta 2025, i lavoratori dipendenti ed autonomi che effettueranno trasferte o missioni, all’interno o all’esterno del perimetro del comune dove è ubicato il luogo di lavoro, potranno non includere nel reddito imponibile le spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto, questi ultimi effettuati mediante autoservizi pubblici non di linea quindi anche taxi o NCC, rimborsate dal datore di lavoro, solo se i pagamenti sono stati eseguiti mediante carte di credito, bancomat, prepagate, app di pagamento, assegni bancari e circolari.

Non sarà dunque sufficiente per il lavoratore rendicontare gli importi su una semplice modulistica messa a disposizione dell’azienda (nota spese piè di lista), ma dovrà necessariamente provare la tracciabilità degli stessi.

Qualora la spesa sia effettuata in contante e richiesta a rimborso la conseguenza sarà l’assoggettamento a prelievo fiscale e contributivo al pari di qualunque altra somma corrisposta al lavoratore. Da tale disposizione rimane sempre escluso, a parere di chi scrive, il rimborso forfetario delle spese sostenute nei limiti e per le cause previste dal medesimo.

Incidente sul lavoro: “La sicurezza non è una spesa, ma un investimento”

“La sicurezza non è una spesa, ma un investimento”. Così il segretario generale Uil Trasporti Umbria, Stefano Cecchetti, e il coordinatore Salute e Sicurezza della categoria, Piero Iannini, dopo l’ennesimo grave incidente sul lavoro avvenuto in un’azienda della logistica del Perugino. Un episodio che segue gli altri già avvenuti nella regione dall’inizio dell’anno.

“Una sequela di episodi e feriti, senza vittime – affermano i sindacalisti – che non possiamo assistere inermi. Lanciamo infatti un nuovo forte appello al cambiamento radicale di mentalità per cercare di contrastare il ripetersi di tali tragedie cercando di arrivare, si spera il prima possibile, a quel “zero morti sul lavoro” che al momento appare solo un lontano miraggio. Noi non fermeremo nel denunciare ed urlare ad alta voce le nostre idee e convinzioni nella speranza di essere ascoltati sia dai datori di lavoro che dai lavoratori considerando, come Uil e Uiltrasporti, l’obiettivo dello zero morti sul lavoro non uno slogan ma una priorità”.

“In questa ottica – assicurano Cecchetti e Iannini – continueremo con ancora maggior impegno a svolgere il nostro compito di sindacalisti ‘educatori’, e quindi saremo ancora più presenti nei luoghi di lavoro per cercare di fare capire alle aziende che i soldi spesi in sicurezza sono un investimento prezioso e non uno spreco di denaro… e dovremo essere ancora più incisivi verso i lavoratori (tutti indistintamente, iscritti e non) spiegando loro l’importanza delle norme in materia che, essendo degli obblighi, vengono percepite spesso, come un fastidio. Ma questi ‘fastidi’ salvano la vita o preservano da invalidità permanenti, come dicono le amare statistiche del settore infortuni. Così come può prevenire qualsiasi sinistro lavorativo “il legittimo rifiuto a svolgere attività se si individua, nella stessa, un rischio per la propria salute e sicurezza” come prescritto nel D.Lgs 81/08 o Testo unico sulla sicurezza integrato dal D.Lgs 106/09. Si pensi alla semplice scivolata dovuta a calzature con suola non adatta al terreno dove si opera (che si trova tra i primi posti della classifica sopra citata) evento facilmente evitabile con accortezze maggiori e Dispositivi prevenzione infortuni di buona qualità”.

I due rappresentanti della Uil invitano a “creare la cultura della prevenzione abbandonando la logica del “just in time” ritornando a ritmi ed orari di lavoro più ‘umani ed accettabili’ nel rispetto della dignità dei lavoratori ai quali va, comunque, ricordato anche gli obblighi concernenti le loro mansioni oltre che tutelati nei loro sacrosanti diritti”.

Aiuto, ci scappano i (giovani) cervelli

Aiuto, ci scappano i (giovani) cervelli. L’emorragia di capitale umano è ormai un’emergenza per l’Umbria, che dal 2013 al 2023 ha visto 4.165 laureati umbri lasciare l’Italia, con un saldo negativo di 2.470 tra cancellazioni e ritorni.

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, rilancia la proposta di un fondo regionale per contrastare il fenomeno e incentivare il rientro dei talenti. Anche a livello nazionale il saldo è preoccupante: oltre 308.000 laureati emigrati e solo 131.692 rientrati. I giovani tra i 25 e i 39 anni sono i più colpiti, e nonostante una timida speranza che era sorta nel 2021, il trend negativo persiste. La regione deve affrontare questa sfida con politiche innovative e mirate.

Come emerge dai dati Istat relativi al 2023, che permettono di osservare quanto accaduto nell’intero decennio 2013-2023 e che sono stati approfonditi e sistematizzati nel report preparato dall’Ufficio Stampa e Comunicazione dell’Ente camerale, la situazione è peggiorata nel tempo: nel 2013, le cancellazioni definitive verso l’estero erano 233, già superiori alle 73 iscrizioni dall’estero. Dieci anni dopo, nel 2023, le uscite sono salite a 450, mentre i rientri si sono fermati a 219. Nonostante un aumento dei rientri (da 49 nel 2013 a 102 nel 2023), il saldo rimane fortemente negativo.

Nel 2021 sembrava profilarsi un’inversione di tendenza. Le uscite si erano ridotte a 312 e i ritorni erano saliti a 234, portando il saldo negativo a 78. Tuttavia, questa speranza si è rivelata effimera: nel 2022 i trasferimenti definitivi verso l’estero sono aumentati a 451, rimanendo stabili nel 2023 con 450 partenze. I ritorni, invece, si sono mantenuti pressoché invariati, passando da 234 nel 2021 a 214 nel 2022 e a 219 nel 2023. Il 2021, d’altronde, è stato un anno eccezionale, con un poderoso rimbalzo dell’economia dopo l’annus horribilis 2020 e con le ali spiegate sulle speranze accese dai progetti per i 200 miliardi di euro del Recovery fund europeo “Next Generation Eu”, poi declinate nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

Il commento di Mencaroni (Camera di commercio dell’Umbria)

“Il report dell’Ente camerale – commenta il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni – rilancia una grande questione che riguarda l’Umbria, ma anche tutta l’Italia, e che ha a che fare con le chance di successo della transizione digitale ed ecologica. La perdita secca che ormai da anni si registra nel saldo tra i laureati italiani che tornano dall’estero in Italia e quelli che invece sono usciti definitivamente verso l’estero è una perdita secca di potenziale di crescita. La situazione, anche se sembra non peggiorare ulteriormente, almeno stando ai dati dell’Istat che la Camera di commercio dell’Umbria ha sistematizzato, è cristallizzata in una perdita costante di laureati nell’interscambio con l’estero. Dobbiamo quindi favorire la riduzione prima e la scomparsa poi di questa forbice sfavorevole, che deriva da tanti fattori che vanno studiati a fondo e che attengono ai problemi del sistema Paese, anche con incentivi ad hoc che da un lato frenino le uscite e dall’altro attraggano dall’estero le persone più istruite, con aiuti specifici per i laureati italiani che tornano a lavorare nel nostro Paese. Una questione certamente nazionale, ma che va affrontata anche a livello regionale”.

“Per questo – prosegue Mencaroni – rilancio la mia proposta per un fondo regionale ad hoc a cui contribuiscano tutti gli enti e che sia aggiuntivo rispetto ad auspicabili interventi nazionali. Su questo tema la Camera di Commercio c’è a tutto tondo, sia spingendo per la crescita innovativa delle imprese sulle ali della transizione digitale ed ecologica, sia rafforzando l’offerta formativa per imprese e cittadini, soprattutto giovani, sia con l’impegno a partecipare a un’iniziativa regionale di incentivi per chiudere la forbice negativa che l’Umbria ha sui laureati”.

In Umbria servono 16.500 lavoratori entro marzo, ma qui è più difficile trovarli

E’ l’Umbria la regione italiana dove gli imprenditori hanno maggiore difficoltà a reperire le figure professionali richieste. Qui l’indice di difficoltà di reperimento dei lavoratori raggiunge il 55,7%, a fronte di una media nazionale del 49,4%.

E così più della metà delle circa 16.500 assunzioni che gli imprenditori umbri hanno comunicato a Unioncamere – Ministero del Lavoro di voler effettuare nel primo trimestre di quest’anno potrebbero risultare inevase.

L’Ufficio studi della Cgia rileva che in Italia, dove nel trimestre si ipotizzano 1 milione 373mila contratti di lavoro, la difficoltà di reperimento della manodopera richiesta è stimata in 49,4%. Secondo gli imprenditori italiani, tra il 2017 e l’inizio di quest’anno la percentuale di difficoltà nel reperire il personale è più che raddoppiata: se otto anni fa 21,5 imprenditori su cento avevano denunciato la grave difficoltà nel trovare collaboratori da assumere nella propria attività, per l’anno in corso la soglia è salita appunto al 49,4%.

Le figure più difficili da reperire

Le categorie professionali che più delle altre si faticano a trovare sul mercato del lavoro sono i dirigenti nel 68,2% dei casi e gli operai specializzati nel 66,9%. Le offerte di lavoro più numerose riguardano professioni qualificate nel commercio/servizi (344mila entrate previste su 1milione e 373mila) ma le difficoltà maggiori di reperimento coinvolgono operai specializzati (67%) e dirigenti (68%).

I territori dove si assume

Del milione 37 mila di nuovi assunti previsti in questi primi tre mesi del 2025 in Italia, oltre 414.300 unità dovrebbero interessare il Nordovest. Seguono il Sud con 362.400, il Nordest con 315.350 e il Centro con 281.100. Il Nordest dovrebbe essere la ripartizione geografica dove la difficoltà di reperimento del personale è più elevata e pari al 54,3%. Seguono il Centro con il 49,1, il Nordovest con il 48,8% e il Mezzogiorno con il 46,1%.

Ad eccezione di Benevento e Chieti, in tutte le province del Mezzogiorno nel primo trimestre di quest’anno è previsto un aumento delle assunzioni rispetto alle previsioni riferite allo stesso periodo del 2024. Nel resto d’Italia, invece, per 45 province del Nord e del Centro le variazioni saranno anticipate dal segno meno.

I numeri in provincia di Perugia e Terni

In provincia di Perugia nel trimestre sono previste 12.820 assunzioni, oltre 100 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Terni è tra le province italiane con il maggior incremento percentuale (+11,2%) nel confronto tra i due trimestri 2024 e 2025: quest’anno se ne prevedono 3.760, cioè 380 in più.

Stop caccia turdidi e beccacce, la motivazione

La Giunta regionale dell’Umbria ha deliberato “di sospendere in attuazione dell’Ordinanza del Consiglio di Stato n. 163/2025, a decorrere dall’adozione del presente atto, l’attività venatoria alle seguenti specie: tordo bottaccio, cesena, tordo sassello e beccaccia; di dare ampia diffusione delle disposizioni assunte con il presente atto; di dare atto che il presente provvedimento è soggetto alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria”.

E’ quanto contenuto nella delibera votata venerdì dalla Giunta Proietti, dopo che il Consiglio di Stato aveva confermato la sospensiva a queste specie già indicata a dicembre dal presidente dello stesso tribunale amministrativo di appello, accogliendo l’istanza cautelare d’urgenza contenuta nel ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste e animaliste. Sospensiva che, come la precedente, sarebbe stata superata dall’emendamento all’art. 18 della legge 157/92 contenuto nella Finanziaria, che prevede, in caso di sospensiva di un Calendario venatorio, che fino alla sentenza di merito entri in vigore quello dell’anno precedente. Che per l’Umbria indicava, per queste specie, le stesse date.

“A fronte dell’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato e tenuta in prioritaria considerazione, nella
valutazione degli interessi pubblici in gioco, la valenza ambientale della disciplina – si legge nel documento istruttorio – si ritiene di dovere dare seguito a quanto disposto con l’Ordinanza n. 163/2025, sospendendo, in attesa di ulteriori approfondimenti, l’attività venatoria alle seguenti specie: tordo bottaccio, cesena, tordo sassello e beccaccia a decorrere dall’adozione del presente atto”.

Esultano le associazioni ambientaliste e animaliste. Le associazioni venatorie, invece, si preparano ad impugnare il provvedimento al Tar, che aveva dato loro ragione nel primo grado di giudizio.

    Fusioni in Unicoop Etruria, i sindacati: evitare ripercussioni sui livelli occupazionali

    I sindacati Cgil e Cisl dell’Umbria, unitamente alle categorie Filcams e Fisascat, esprimono preoccupazione per la fusione di Coop Centro Italia con Unicoop Tirreno, in Unicoop Etruria, comunicata ufficialmente il 13 gennaio, dopo il via libera dei rispettivi Cda.

    “Tale scelta – scrivono i sindacati – comporterà per l’Umbria la riorganizzazione della sede legale, che non sarà più nella regione ma avrà il suo assetto di direzione politica e amministrativa in Toscana.
    Si assiste a una grande realtà cooperativa che si allontana dal potere decisionale nella nostra regione e non ha definito in modo compiuto un confronto sulle ricadute in termini di sviluppo e occupazione che potrebbero determinarsi in Umbria”.

    Le organizzazioni sindacali condividono l’obiettivo di rilanciare la cooperativa e assicurare la sua sostenibilità, “perché costituisce l’elemento prioritario per garantire l’occupazione”. Però aggiungono: che “la riorganizzazione della cooperativa in funzione della fusione già definita presenta delle criticità che dovranno essere affrontate nelle necessarie sedi di confronto”.

    Per il movimento sindacale la salvaguardia dei livelli occupazionali e del perimetro commerciale restano presupposti imprescindibili per qualsiasi operazione di rilancio e sviluppo e per ogni possibile scelta che Coop Centro Italia intenderà compiere.

    Il processo di fusione coinvolge anche la controllata di Coop Centro Italia “Superconti” che, in base a quanto annunciato, rischia una riorganizzazione che potrebbe coinvolgere i lavoratori occupati nella sede di Terni oltre che il magazzino gestito dalla società Medei

    Malgrado le rassicurazioni avute nell’incontro a livello nazionale, evidenziano i sindacati, il rischio che le sedi e i magazzini di Castiglione del Lago e Terni, potrebbero avere ripercussioni in termini di occupazione o con ulteriori esternalizzazioni “è evidente e va arginato con azioni che si dovranno definire nel rapporto con la cooperativa e i livelli Istituzionali di riferimento a partire dalla Regione”.

    Sanità, imprese, lavoro, ricostruzione: il programma della presidente Proietti

    La sanità al primo punto, per una materia che la governatrice umbra Stefania Proietti ha voluto tenere per sé. Puntando sulla manager Daniela Donetti. Ma anche la ricostruzione delle zone sismiche, l’emergenza lavoro, lo sviluppo economico e le infrastrutture, materie da coniugare anche nell’esigenza della tutela ambientale.

    Questi i temi che la presidente ha portato in Consiglio regionale, dove ha illustrato le linee guida del suo programma di mandato.

    Sanità

    L’obiettivo annunciato è quello di costruire il ‘Sistema Salute’, andando ad incidere sulle 8 direttrici per lo sviluppo del sistema integrato della salute, definendo il nuovo Piano sanitario regionale.

    1. Sviluppo dell’approccio ‘One-Health’ (UNA SOLA SALUTE) attraverso il
      rafforzamento del sistema di prevenzione a garanzia del benessere del
      cittadino, con particolare riguardo alla popolazione a rischio e promozione
      di corretti stili di vita, potenziamento del sistema di sorveglianza
      epidemiologica e della prevenzione e contrasto alle emergenze sanitarie,
      programmazione degli interventi per il benessere animale e a tutela della
      sicurezza degli alimenti.
    2. Riorganizzazione della RETE OSPEDALIERA E DEL TERRITORIO attraverso il
      potenziamento dell’offerta clinico-assistenziale e socioassistenziale,
      secondo le priorità sancite in sede di programmazione regionale attraverso
      l’innovazione, la differenziazione dell’offerta e attivando livelli di
      specializzazione crescente e ampliando la gamma delle tipologie di servizio,
      nel rispetto dei principi di razionalizzazione ed efficientemento dei
      servizi.
    3. Sviluppo della rete di cooperazione tra Ospedali-Territorio e
      Territorio-Territorio per la creazione di RETI CLINICHE INTERAZIENDALI
      FUNZIONALI per gestire in modo integrato i Percorsi Diagnostici Terapeutici e
      Assistenziali (PDTA) secondo i principi di sicurezza delle cure, complessità
      prestazioni e gestione in prossimità della persona.
    4. Promozione dell’efficientamento delle strutture organizzative della rete
      dell’offerta ospedaliera e territoriale e sviluppo con il PRIVATO
      ACCREDITATO in una logica di supporto e non di competizione, di
      programmazione e non di emergenzialità.
    5. Azioni per la riduzione delle disuguaglianze nell’erogazione delle
      prestazioni sanitarie e dei LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA), anche
      attraverso il miglioramento dell’accessibilità ai servizi, ai tempi di
      attesa e appropriatezza delle prescrizioni e azioni per la comunicazione, la
      partecipazione, la condivisione anche mediante la partecipazione delle
      associazioni del Terzo settore e dei pazienti ai percorsi.
    6. Potenziamento della SANITÀ DIGITALE: sviluppo delle politiche per
      ‘l’Ospedale sicuro’ e il ‘dato sicuro’ attraverso gli investimenti
      in cybersecurity e implementazione e diffusione del fascicolo sanitario
      elettronico, sviluppo ed interoperabilità dei sistemi digitali, la
      diffusione e lo sviluppo dei sistemi di e-Health e telemedicina.
    7. Nel rapporto con l’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI di Perugia creazione di una
      collaborazione di valore per la didattica e per la realizzazione di progetti
      di ricerca nell’area medica e delle professioni sanitarie, sia sul versante
      biomedico che su quello della organizzazione dei servizi sanitari, volti a
      sviluppare procedure diagnostiche e terapeutiche innovative e a favorire il
      rapido trasferimento applicativo delle acquisizioni sperimentali.
    8. Sostegno a politiche per la VALORIZZAZIONE DEI PROFESSIONISTI SANITARI,
      anche dando adeguato riconoscimento alle prestazioni svolte e compensando
      maggiormente le funzioni per le quali si registrano carenze, tra cui i
      servizi di pronto soccorso.

    Ricostruzione

    Altra delega che Proietti ha tenuto per sé p quella della ricostruzione delle aree colpite dal sisma e dalle calamità naturali. “Serve velocizzazione – ha detto – le persone colpite da questi eventi non possono più aspettare. Abbiamo avuto, oltre a quello del 2016, un altro sisma minore per danni ma non nell’impatto sulla popolazione. Urge avviare la ricostruzione anche delle altre aree. Ho tenuto anche la delega alla
    Protezione civile – ha evidenziato – perché c’è la responsabilità di dover correre immediatamente. Le risorse devono essere incrementate. Quindi la delega per le grandi manifestazioni: Giubileo e Centenario sono due grandi occasioni di sviluppo per l’Umbria, per un sistema di accoglienza integrato su tutti i
    territori”.

    Sviluppo e lavoro

    Per Proietti su sviluppo e lavoro “deve esserci una tavola rotonda di coprogettazione per il futuro dell’Umbria, non separando lo sviluppo dal lavoro, un lavoro non precario, con un salario minimo garantito, e in sicurezza. Al centro ci devono essere i giovani, non vogliamo più assistere al depauperamento e alla dispersione delle loro energie. Auspichiamo che prima o poi la politica crei
    le condizioni per farli tornare. Il Pnrr – ha evidenziato – è una grande opportunità per affrontare velocemente i temi cruciali”.

    “Dobbiamo chiedere infrastrutture – ha proseguito – quindi risorse per le ferrovie ma anche per infrastrutture digitali. E non possiamo fermarci al digitale, serve diritto allo studio per tutti, anche di
    scegliere l’Università. Quello dei Trasporti pubblici locali è un tema collegato. Il diritto alla mobilità deve essere ancora più esteso, anche per fasce di età, non solo per gli universitari. Serve una casa per i
    giovani che scelgono di restare in Umbria”.

    Questione ambientale

    Per Proietti la questione ambientale diventa fondamentale anche per non perdere posti di
    lavoro: “Sappiamo che l’industria non sostenibile non ha futuro, sono necessari investimenti con intervento del governo. Occorre fermare l’inceneritore per dare un futuro all’Umbria, servono nuove soluzioni di sviluppo che partano dai rifiuti per rigenerare interi siti produttivi, non prescindendo dalla tutela dell’ambiente. Il Piano energetico ambientale regionale sarà fra i primi documenti che produrremo, per dare certezze non solo ai comuni ma anche agli investitori”.

    Altri temi economici

    Altro tema fondante del programma della Giunta Proietti è il turismo: “Giubileo e Centenario possono farci ripartire e questo riguarda il sistema dell’accoglienza in tutti i territori, servono infrastrutture efficienti”.

    E poi il commercio, che “vive situazione drammatica, soprattutto nei centri storici: senza servizi – dice la presidente – non c’è vivibilità. Faremo – assicura – la legge sul commercio”.

    Proietti ha assicurati anche che si punterà su internazionalizzazione e accesso al credito per le imprese, con intese con altre regioni, anche a livello internazionale. “Gli investimenti in tecnologia – ha spiegato – devono essere fatti nelle logiche di rete, anche per ciò che concerne le reti infrastrutturali e trasportistiche. Come per le strade non possiamo prescindere da finanziamenti governativi.

    Sull’agricoltura, ha ricordato che con la programmazione europea e le innovazioni può diventare elemento trainante di nuovo sviluppo economico sostenibile.

    Il patrimonio pubblico è poi da rilanciare: “Vi sono grandi potenzialità e lavoreremo sull’edilizia residenziale pubblica per dare a ogni persona un tetto”.

    Istruzione e formazione

    Il processo di crescita dell’Umbria, anche economica, dovrà essere favorito nel medio-lungo periodo anche promuovendo l’accesso all’istruzione e combattendo l’abbandono scolastico. “Più servizi possibili – ha detto Proietti – anche per conciliare vita e lavoro”. Annunciando risorse su edilizia scolastica e collaborazione con l’Università e l’alta formazione.

    La replica delle opposizioni

    Per le opposizioni ha parlato la portavoce, ed ex governatrice, Donatella Tesei. Che in premessa ha detto rivolgendosi a Proietti e alla maggioranza che la sostiene: “Faremo un’opposizione concreta, non ideologica e preconcetta, ma senza sconti, sui temi e sugli argomenti. Basta però raccontare storie da campagna elettorale e mistificare la realtà. È tempo di lavorare sulla concretezza”.

    “Sulla sanità avete evidenziato gli stessi punti su cui abbiamo iniziato a lavorare a metà del 2022, appena usciti dalla pandemia. Allora – ha ricordato Tesei – ci siamo trovati ad affrontare una sanità completamente disastrata e questo non può essere dimenticato. Dobbiamo fare in modo che quello che si è verificato non accada più.

    “Si dovrà procedere con le integrazioni e la realizzazione dei nuovi ospedali – ha proseguito – e si dovranno anche chiarire i tempi. Le risorse per l’ospedale di Terni ci sono e vanno messe a valore mentre si interviene per ridurre gli accessi impropri”.

    Le opposizioni chiedono “concretezza” sui progetti del Pnrr e di far uscire l’Umbria dall’isolamento. “Dobbiamo permettere agli umbri – le parole di Tesei – di accedere all’alta velocità ferroviaria. Ci sono già pronti 10 milioni di euro per progettare la nuova stazione AV Medio Etruria. Avendo il progetto si potranno trovare i finanziamenti per realizzare un infrastruttura che sarà anche al servizio dell’Umbria. Importante sarà poi affrontare la questione del Nodo di Perugia, per il quale si deve decidere cosa si vuole fare, ricordando che le opere pubbliche avvengono per stralci funzionali e con i progetti pronti. Con la volontà di realizzare le opere i finanziamenti si trovano”.

    Quanto alla situazione economica, Tesei ha ricordato: “L’Umbria nel 2018 è scesa a ‘Regione in transizione’, con il rischio della recessione, che abbiamo scongiurato sostenendo le aziende e puntando
    sulla crescita, come dimostrano i dati sull’occupazione finalmente positivi. Dobbiamo fare in modo che questo processo virtuoso vada avanti. Nella scorsa legislatura abbiamo investito molto nella promozione
    dell’Umbria e speriamo che quell’impegno prosegua. L’accordo sugli 80 milioni di euro per gli 800 anni di S.Francesco l’ho concluso io e lo conosco. Così come ho portato alla cabina di regia sulla ricostruzione un
    elemento importante, ossia lo sblocco delle risorse per i luoghi di culto. Accordo che ho concluso con il commissario Legnini, avendo compreso l’importanza del Giubileo e degli 800 anni di S.Francesco. Chi governa la Regione deve guardare avanti e lontano, dato che ora l’Umbria è una meta ambita, che prima veniva promossa con le foto della Toscana. Il nostro target turistico è medio-alto e servono investimenti importanti. Ci sono stati e ci sono bandi per migliorare la ricettività e l’accoglienza. Quella è la via
    giusta e bisogna continuare a seguirla”.

    “Altra sfida rilevante – ha continuato la portavoce delle opposizioni – è il raddoppio immediato dell’aeroporto. Nel 2024 lo scalo ha battuto il record del 2023 con 534mila passeggeri. Deve essere
    velocemente approvato il piano industriale – convocando l’assemblea della Sase – visto che le rotte partono da marzo. Il volo su Milano-Bergamo era stato richiesto dalle nostre imprese e collegava Perugia con un Hub dove transitano 14 milioni di passeggeri. Si tratta di un volo finanziato anche dalla Fondazione e da Confindustria, proprio per la sua valenza economica. Il numero dei passeggeri non era quello delle tratte turistiche ma la sua valenza era alta. Per attivare le rotte serve un piano industriale e la
    relativa disponibilità economica. Il ‘San Francesco’ era in fin di vita 5 anni fa ma ora può crescere ulteriormente ed arrivare a 1 milione di passeggeri. Senza soldi gli aerei non volano ma questi sono servizi essenziali e strategici. L’assessore De Rebotti ha recentemente incontrato i sindacati ma non ha incontrato la società di gestione dell’aeroporto”.

    Quanto ad uno dei dossier che riguarda Perugia, Tesei ha lamentato il fatto che la Regione “immotivatamente” abbia rinviato sine die l’assemblea dei soci del Fondo Monteluce, “che invece deve essere convocata al più presto per porre fine a una vicenda drammatica che abbiamo ereditato. È necessario muoversi velocemente per costruire la Casa della Salute e mettere le strutture a disposizione di Ater, restituendo almeno l’area alla città. Una zona che prima era un cratere è stata salvata solo grazie al nostro intervento su questo altro imbarazzante dossier”.

    Infine, Tesei ha detto: “La legge sulla famiglia va conservata e rifinanziata. Abbiamo lavorato sul riconoscimento delle persone con disabilità ed abbiamo ottenuto la sperimentazione dei progetti di vita indipendente, che avremmo voluto estendere anche al Ternano”.

    Contributi a fondo perduto per la transizione industriale, c’è il PID a sostegno delle imprese umbre

    Il Fondo per la Transizione Industriale, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito da Invitalia, rappresenta un’opportunità per le imprese che vogliono investire nella tutela ambientale.

    Con una dotazione di 400 milioni di euro, di cui il 40% destinato al Mezzogiorno, il fondo offre contributi a fondo perduto per favorire l’adeguamento del sistema produttivo. Accedendo così a finanziamenti essenziali per migliorare la loro efficienza energetica, promuovere l’uso efficiente delle risorse e sostenere l’economia circolare.

    Chi può beneficiare del Fondo?

    Le imprese, indipendentemente dalla loro dimensione, possono presentare domanda se regolarmente costituite e attive nel registro delle imprese. I settori coinvolti includono:

    • Efficienza energetica
    • Sostenibilità e uso efficiente delle risorse
    • Economia circolare e riduzione delle emissioni

    Progetti ammissibili

    I programmi d’investimento devono essere finalizzati esclusivamente al miglioramento dei processi aziendali in termini di tutela ambientale. Le aree di intervento ammissibili comprendono:

    • Risparmio energetico
    • Produzione di energia da fonti rinnovabili o idrogeno per autoconsumo
    • Risparmio della risorsa idrica
    • Riduzione dei rifiuti in discarica

    Modalità di accesso e tempistiche

    Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 5 febbraio 2025 fino alle ore 12.00 dell’8 aprile 2025 tramite la piattaforma di Invitalia. La pubblicazione della graduatoria è prevista entro il 30 maggio 2025. Una parte significativa dei fondi (50%) è riservata alle imprese energivore, con una quota del 40% dedicata a progetti nelle regioni del Mezzogiorno.

    Il supporto alle imprese umbre

    Per cogliere questa opportunità, le imprese umbre possono contare sul supporto del Punto Impresa Digitale (PID) dell’Umbria. Al PID possono rivolgersi per ricevere assistenza personalizzata per comprendere meglio le opportunità disponibili e ottimizzare le loro domande di finanziamento.

    Disoccupazione agricola, le domande entro marzo: come fare

    Entro il 31 marzo è possibile presentare la domanda di disoccupazione agricola per l’anno 2024. Possono presentare la domanda i lavoratori agricoli che hanno prestato attività per almeno 102 giornate nel biennio 2023/2024 e posseggono almeno 2 anni di anzianità assicurativa, contro la disoccupazione involontaria. La prestazione è rivolta agli Operai Agricoli a tempo determinato (OTD) e a certe condizioni anche agli Operai Agricoli a tempo indeterminato (OTI). L’indennità spetta nella misura del 40% della retribuzione di riferimento. Agli Operai agricoli a tempo Indeterminato l’indennità viene erogata nella misura del 30% della retribuzione effettiva.

    La domanda è importante – spiegano da Epaca Coldiretti Umbria – sia per ottenere la prestazione economica che per la copertura contributiva, ma anche per eventuali prestazioni integrative a sostegno del reddito come ad esempio gli assegni al nucleo familiare per il coniuge.

    Per verificare i propri requisiti, è necessario contattare uno degli uffici del patronato Epaca Coldiretti presenti sul territorio, dove gli operatori sono a disposizione per controllare la posizione contributiva e per la presentazione della domanda, previo appuntamento.

    La scadenza delle domande – precisa Coldiretti – è fissata al 31 marzo, ma è utile agire per tempo reperendo i seguenti documenti: documento di riconoscimento; passaporto e copia del permesso/carta di soggiorno in caso di nazionalità extra UE; copia dichiarazione redditi 2023/2024 propri e del coniuge, se si richiedono gli assegni familiari.