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Autore: Redazione

Il presidente di Assaeroporti al San Francesco: valore strategico degli scali regionali

Ha evidenziato il valore strategico degli scali regionali per l’economia locale e nazionale, il presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, nella visita effettuata all’aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi”. Dove ha incontrato i vertici di Sase, la società che gestisce l’aeroporto, e i rappresentanti dei principali Enti operanti nello scalo. All’incontro era presente anche il direttore Aeroportuale Regioni Centro di Enac, Silvia Ceccarelli.

Il presidente Borgomeo ha sottolineato il ruolo cruciale degli aeroporti regionali. In un contesto di crescente domanda di trasporto aereo e di trend positivi per i prossimi anni, ha evidenziato come queste infrastrutture siano fondamentali per il collegamento e lo sviluppo dei territori e per accogliere la domanda che gli aeroporti potrebbero non essere in grado di soddisfare. Ha ricordato, inoltre, l’impatto significativo del sistema aeroportuale italiano, che contribuisce al 3,8% del PIL nazionale e sostiene oltre un milione di posti di lavoro, tra effetti diretti, indiretti, indotti e catalitici.

Presente anche Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e membro del Cda di Sase (la Camera di Commercio è stata tra i soci fondatori di SASE e azionista principale per molti anni), che ha offerto una prospettiva articolata sulla necessità di coordinare meglio i piccoli aeroporti, sia tra loro che con i grandi hub.

“Con il presidente Borgomeo – il commento di Mencaroni – abbiamo condiviso la convinzione che i piccoli aeroporti sono fondamentali per l’assetto aeroportuale italiano perché rappresentano una realtà che, se connessa a quella dei grandi aeroporti, aiuta a decongestionare questi ultimi. Tuttavia, non solo è fondamentale la connessione tra piccoli e grandi aeroporti, ma anche quella – ed è una mia vecchia battaglia – tra i piccoli aeroporti di aree diverse ma raggiungibili entro un lasso di tempo accettabile, perché non ci sia un florilegio delle stesse tratte, magari anche negli stessi giorni, quando l’offerta, se coordinata, potrebbe essere più diversificata e ampia. Ricordo – ha concluso – che anni fa realizzammo un’indagine sugli aeroporti dell’Umbria, delle Marche, di parte della Toscana e dell’Emilia Romagna, allargando l’attrazione di utenza anche all’Alto Lazio, rilevando che c’erano, e spesso negli stessi giorni, venti voli per Londra, quando coordinandosi ne sarebbero bastati meno, con tassi di riempimento delle tratte più elevati e con risorse per nuove tratte”.

Aeroporto che in questi giorni, in attesa del nuovo board, è alle prese con la vertenza sindacale dei lavoratori del servizio sicurezza e con il “caso” Aeroitalia, che dopo il collegamento con Bergamo ha fermato anche quello per Comiso, attivato solo un mese fa.

No al progetto agrivoltaico a Bevagna, De Luca: definire le aree idonee

“Incompatibilità ambientale e paesaggistica”. Questi i motivi che hanno portato la Commissione Tecnica Regionale per le Valutazioni Ambientali (CTR-VA) della Regione Umbria ad esprimere parere non favorevole alla realizzazione di un impianto agrivoltaico di 27,06 MWp a Bevagna.

La CTR-VA ha evidenziato inoltre la mancanza di dettagli sul progetto di connessione alla rete elettrica e l’impatto dovuto sui beni e valori paesaggistici e ambientali.

“Un parere – viene ricordato in una nota dell’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca – che si basa su un’analisi approfondita delle caratteristiche ambientali e storico-culturali dell’area, giudicata di elevato valore. Questa decisione, presa in data 8 gennaio 2025, è stata ponderata attentamente dopo l’analisi approfondita della documentazione presentata e delle caratteristiche del territorio interessato”.

“Le principali motivazioni che hanno portato al parere negativo – chiarisce l’assessore – riguardano prima di tutto il significativo impatto paesaggistico del progetto che si estende su circa 30 ettari, ritenuto incompatibile con il contesto in cui si inserisce, classificato come area di pregio e di particolare interesse agricolo, votata alla produzione di vino DOCG Montefalco Sagrantino e di olio DOP Extravergine di oliva Umbria Colli Martani. Un’area anche considerata di elevato valore naturalistico e paesaggistico, con un’unità di paesaggio di elevata qualità ed esposizione panoramica. L’installazione dell’impianto comporterebbe l’artificializzazione del territorio, la compromissione del paesaggio agricolo e rurale, e l’alterazione delle componenti e relazioni funzionali, storiche, visive (anche da molteplici punti panoramici e da grandi distanze), culturali, simboliche ed ecologiche che caratterizzano il paesaggio. Il progetto non definisce in modo preciso le opere di connessione alla rete di trasporto nazionale, in particolare la posizione della stazione elettrica, il tracciato e la tipologia dell’elettrodotto. La mancanza di queste informazioni non consente una valutazione completa delle ripercussioni negative sul paesaggio, sulle risorse storico-culturali, sull’impatto delle radiazioni elettromagnetiche e sulla biodiversità.
Non sono state presentate ipotesi progettuali efficaci per la mitigazione dell’impatto visivo, aggravando ulteriormente le preoccupazioni relative all’alterazione del paesaggio. Inoltre, non è possibile escludere impatti sul rischio idraulico e idrogeologico, data la presenza dei fiumi Topino e Clitunno e del lago dell’Aiso. L’area è soggetta a vincoli paesaggistici ai sensi del D.Lgs. 42/04 art. 136, che ne limitano le trasformazioni edilizie e ambientali per tutelare le caratteristiche peculiari del luogo. Infine, l’area interferisce con siti di interesse archeologico”.

“È fondamentale sottolineare – prosegue De Luca – che la Regione Umbria riconosce la transizione ecologica come obiettivo prioritario e improcrastinabile, e che siamo fortemente favorevoli alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tuttavia la transizione ecologica deve essere governata come qualsiasi altro fenomeno”.

“Oggi – conclude l’assessore – ci troviamo con l’assenza pressoché totale di strumenti non solo nella mancata definizione delle aree idonee ma anche di quelle non idonee. Questo crea un contesto sfavorevole anche a chi vuole investire in Umbria. La giunta e gli uffici tecnici continueranno a lavorare per promuovere uno sviluppo sostenibile, in cui la transizione energetica sia compatibile con la tutela del patrimonio naturale e culturale dell’Umbria. Lo faremo – assicura De Luca – a partire dalla definizione delle aree idonee e dal riavvio del percorso per l’approvazione del piano paesaggistico regionale”.

Sul Brt incontri per l’area di via Chiusi, dove è stato aperto il cantiere

Proseguono gli incontri dell’amministrazione comunale e dei tecnici legati ai cantieri del Brt (Bus Rapid Transit), il Metrobus che collegherà Castel del Piano a Fontivegge.

Lunedì l’assessore comunale alla Mobilità Pierluigi Vossi, insieme ai tecnici comunali e di Abacus, si è confrontato con i componenti del comitato di via Chiusi rappresentati da Lorenzo Scirocco presso il circolo arci La Piroga. Da parte del comitato è stata espressa soddisfazione per il recepimento da parte dell’Amministrazione comunale delle richieste formulate, tra cui la riduzione drastica del numero degli alberi che dovranno essere tagliati (solo 8) e la non realizzazione delle corsie preferenziali mantenendo l’attuale conformazione. Il tratto stradale – ha tuttavia spiegato l’assessore Vossi insieme ai tecnici – subirà comunque delle migliorie in quanto verrà completamente riasfaltato, verranno rinnovati i marciapiedi e verranno, infine, realizzate le due fermate del Metrobus in prossimità del complesso scolastico di via Chiusi (I.C. Perugia 5, infanzia, primaria Santucci e secondaria di primo grado) e del centro commerciale Emisfero.

L’Amministrazione comunale ha poi incontrato la direzione dell’Emisfero ed il dirigente scolastico dell’I.C. Perugia 5 Fabio Gallina per dare notizia dell’avvio dei lavori.

Cambia la viabilità in via Chiusi

Intanto, con il cantiere aperto tra via Chiusi e via Settevalli, anche quella zona è stata interessata da una modifica alla viabilità.

Queste le disposizioni dell’ordinanza:

1-istituzione del senso unico di marcia sul tracciato stradale di collegamento fra via Settevalli e via Chiusi (Rotatoria Donato Fezzuoglio), secondo questo senso di marcia;

2-direzione obbligatoria a sinistra per i veicoli in uscita dal parcheggio del centro commerciale, all’intersezione con il tracciato di cui al punto 1);

3-limite massimo di velocità di 30 Km/h nei tratti interessati dai lavori e in quelli ad essi adducenti.

Le misure verranno istituite progressivamente in relazione allo sviluppo dei lavori.

Regione, insediate le tre Commissioni permanenti

Insediate a Palazzo Cesaroni le tre Commissioni consiliari permanenti dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

La Prima Commissione ha eletto Francesco Filipponi (Pd) presidente e Laura Pernazza (FI) vice. Gli altri componenti sono Paola Agabiti (FdI), Cristian Betti, Letizia Michelini, Maria Grazia Proietti (Pd),
Luca Simonetti (M5S), Donatella Tesei (Lega).

Le materie di competenza della Commissione sono: bilancio, programmazione generale, programmazione e organizzazione delle risorse finanziarie, patrimoniali e umane, enti dipendenti dalla Regione e società partecipate dalla regione, rapporti con gli enti locali, innovazione e sistemi informativi, politiche comunitarie, relazioni internazionali, cooperazione allo sviluppo, emigrazione.

La Seconda Commissione ha eletto alla carica di presidente Letizia Michelini (Pd) e Nilo Arcudi (Umbria civica) come vicepresidente. Gli altri componenti sono Cristian Betti, Stefano Lisci (Pd), Enrico Melasecche Germini (Lega), Laura Pernazza (FI), Fabrizio Ricci (Avs), Luca Simonetti (M5S).

Le materie di competenza della Commissione sono: politiche agricole e agro-alimentari, programmazione forestale e politiche per lo sviluppo della montagna, artigianato e cooperazione, energia, commercio, turismo, governo del territorio, protezione civile, urbanistica, valorizzazione dei sistemi naturalistici e paesaggistici, aree protette, infrastrutture e trasporti, difesa del suolo, ciclo idrico integrato, cave, miniere e acque minerali, opere pubbliche e infrastrutture tecnologiche, mobilità.

La Terza Commissione ha eletto alla carica di presidente Luca Simonetti (M5S) e Matteo Giambartolomei (FdI) come vicepresidente. Gli altri componenti sono Stefano Lisci, Maria Grazia Proietti (Pd), Eleonora Pace (FdI), Andrea Romizi (FI), Fabrizio Ricci (Avs), Bianca Maria Tagliaferri (Umbria domani).

Le materie di competenza della Commissione sono: tutela della salute, sicurezza dei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, politiche abitative, edilizia pubblica, beni e attività culturali, volontariato e cooperazione sociale, sport e impiantistica sportiva, istruzione e sistema formativo, formazione professionale, diritto allo studio, politiche attive del lavoro, pari opportunità, caccia e pesca, immigrazione.

Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno verso Unicoop Etruria: il piano

Via libera dai rispettivi Cda al percorso di aggregazione di Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia. Si chiamerà Unicoop Etruria Società Cooperativa. A febbraio saranno convocate le assemblee dei soci alle quali verranno sottoposte queste novità.

I numeri

Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia sono due delle cooperative del mondo Coop, ognuna con le proprie storie e il proprio radicamento nei territori e nelle comunità in cui sono presenti coi punti vendita e le sezioni soci. Unicoop Tirreno, con sede a Piombino (LI), è nata 80 anni fa e oggi ha 510 mila soci, 3500 dipendenti e 98 supermercati in Toscana, Lazio e Umbria. Coop Centro Italia ha oltre 270 mila soci, 2300 lavoratori e 76 punti vendita in Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. La loro unione darà vita ad una delle più grandi cooperative di consumo in Italia.

Le aggregazioni

Aggregazioni di questo tipo sono state negli anni una costante tra le cooperative di consumatori. Questo tema è stato al centro del Documento programmatico per il rinnovamento delle coop di consumatori approvato a settembre 2024 a Populonia (LI) dalle Cooperative del Distretto Coop Tirrenico e che, tra i suoi capisaldi per il futuro, sottolineava la necessità di nuove sinergie produttive, sociali ed economiche tra cooperative, ampliando il loro ruolo di collante sociale e di punto di riferimento per i servizi, la solidarietà e lo scambio culturale, capace di rispondere ai nuovi bisogni di una popolazione che, secondo le previsioni, sarà sempre più anziana e sola.

Nuovo modello di governance

Una delle novità derivanti da questo progetto sarà il coinvolgimento dei soci, che attraverso l’adozione di un nuovo modello di governance, rafforzeranno il loro ruolo nelle scelte e nei processi decisionali della cooperativa. Attualmente le due cooperative hanno un assetto di tipo tradizionale, mentre quello di Unicoop Etruria sarà basato su una divisione chiara di ruoli tra chi rappresenta i soci e chi ha la responsabilità della gestione, ovvero rispettivamente il Consiglio di sorveglianza e il Consiglio di gestione. Con questo tipo di organizzazione, definita dualistica, verrà dato maggiore potere e capacità di indirizzo ai soci, elemento essenziale per iniziare questo percorso.

Il piano industriale

Intanto, in attesa delle doverose modifiche statutarie, le due cooperative proseguono un percorso di avvicinamento sia dal punto di vista della socialità, sia estendendo le sinergie già in essere su logistica, informatica, centrale acquisti.

In questo percorso Unicoop Firenze sarà parte del progetto di rilancio, avendo espresso una esplicita manifestazione di interesse ad una revisione dei perimetri delle cooperative per semplificare il sistema e renderlo più adeguato ai nuovi bisogni dei territori, dei soci e dei consumatori.

Il percorso di Unicoop Etruria poggia su un piano industriale, che prevede interventi per fare in modo che la nuova cooperativa risponda ancor di più alle esigenze dei soci e dei consumatori. Azioni sì complesse, ma chiare e definite che, nell’arco di un triennio, porteranno la nuova cooperativa ad avere una rete vendita produttiva, confermando l’insegna Coop leader economico e sociale nei territori storici, capace di anticipare le trasformazioni socioeconomiche e rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone.

I commenti

“Il progetto di rinnovamento, consolidamento e sviluppo delle nostre cooperative non nasce oggi – spiega Simonetta Radi (nella foto), presidente di Unicoop Tirreno – lo stiamo realizzando passo dopo passo da tempo, in stretta sinergia col movimento cooperativo (ANCC e Distretto Coop Tirrenico). Siamo giunti ora al passaggio che rafforza i valori che stanno alla base della cooperazione di consumo, valorizza il ruolo dei soci e pone basi più solide per un riposizionamento favorevole sia in termini di prodotto che di prezzo” dichiara Antonio Bomarsi, presidente di Coop Centro Italia. “La nascente cooperativa sarà una realtà solida e protesa verso il futuro, impegnata per offrire prodotti e servizi alle migliori condizioni di mercato, per tutelare il potere d’acquisto, promuovere la solidarietà e la salvaguardia dell’ambiente. In sintesi, la nuova cooperativa, Unicoop Etruria, continuerà ad evolversi e per farlo ripartirà dalle proprie origini che oggi più che mai risultano attuali e vitali”.

“Con il documento presentato a Populonia abbiamo tracciato un percorso per il rafforzamento della cooperazione tra consumatori del distretto tirrenico, partendo dall’analisi dei cambiamenti in atto nella nostra società – afferma Roberto Negrini, presidente del Distretto Coop Tirrenico -. L’aggregazione di due realtà importanti come Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia è un passo fondamentale per dare risposta alle nuove esigenze economiche e sociali del nostro territorio, frutto di un lavoro di squadra che procede da mesi con un obiettivo comune: centralità del socio, maggiore convenienza e incremento della solidità economica e patrimoniale del movimento cooperativo.”

“Questo processo di aggregazione – dichiara Ernesto Dalle Rive, presidente dell’Associazione nazionale delle coop dei consumatori – è un esempio del dinamismo e della capacità di innovazione che hanno oggi le cooperative del consumo. Con questo passo Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia mettono al centro il socio e si pongono l’obiettivo di sviluppare l’offerta rivolta ai consumatori dei territori e le nuove esigenze del mercato. È senza dubbio un’operazione coraggiosa che consente a Coop di consolidare il ruolo di leader in quelle aree in una fase non semplice a causa dell’andamento dei consumi”.

Lavori al cavalcavia di Casalina, così cambia la viabilità sulla E45

Da domani, martedì 14 gennaio, lavori al cavalcavia dello svincolo di Casalina, lungo la E45.

Per consentire il montaggio dei ponteggi sospesi, fino a venerdì 17 gennaio, comunica Anas, sarà necessaria la chiusura di una carreggiata con transito regolato a doppio senso di marcia in carreggiata opposta, mentre lo svincolo di Casalina sarà temporaneamente chiuso in ingresso e in uscita per chi viaggia in direzione Perugia.

Il montaggio di questa tipologia di ponteggi consentirà di eseguire gran parte dei lavori senza limitazioni al transito sulla E45.

Gli interventi riguardano in particolare il risanamento delle spalle, il rinforzo dell’impalcato e l’ammodernamento delle barriere laterali, al fine di migliorare gli standard di sicurezza e la durata delle opere nel tempo.

Nell’ambito del programma di riqualificazione e potenziamento della E45, Anas ha avviato i lavori di manutenzione programmata per il risanamento strutturale di 20 cavalcavia che sovrappassano la sede stradale.

Sciopero metalmeccanici, i sindacati: adesione anche dell’80%

Per i sindacati è stata alta, con punte anche dell’80%, l’adesione in Umbria allo sciopero generale indetto dopo la rottura della trattativa con Federmeccanica e Assistal sul rinnovo del contratto nazionale del lavoro.

In concomitanza con le otto ore di astensione dallo sciopero, Fim, Fiom e Uilm dell’Umbria hanno tenuto un presidio di protesta davanti alla sede regionale di Confindustria per far sentire la propria voce e chiedere il rinnovo del Contratto di lavoro e la ripresa della trattativa.

“Respingiamo la provocazione che abbiamo ricevuto con la piattaforma alternativa presentataci da Federmeccanica – dicono i rappresentanti dei metalmeccanici dell’Umbria -. Il nostro obiettivo è creare un lavoro di qualità, respingendo una piattaforma che ha generato il caos e che non dà risposte su salario, welfare integrativo, diritti, parità di genere, salute e sicurezza. Senza metalmeccanici in questo Paese non c’è futuro. Se non ci sarà una risposta seria, le organizzazioni sindacali continueranno a mobilitarsi per ottenere il contratto nazionale”.

La trattativa si è rotta, secondo quanto denunciano i sindacati, perché Federmeccanica e Assistal avevano respinto la piattaforma dei lavoratori, presentandone un’altra.

“La proposta di Federmeccanica e Assistal – sottolineano le segreterie territoriali Fim, Fiom e Uilm di Perugia e Terni – prende solo i titoli della piattaforma di Fim, Fiom e Uilm smontando complessivamente la proposta delle organizzazioni sindacali votata dal 98 per cento dei lavoratori. Peggiora complessivamente tutte le condizioni. Non c’è alcuna disponibilità, per esempio, a normare l’utilizzo dei contratti precari attraverso il contratto nazionale. Per l’orario di lavoro nessuna disponibilità a ridurre l’orario di lavoro e a regolamentare lo smart working, come nessuna disponibilità a riconoscere permessi per conciliare tempi di vita e di cure dei figli e dei genitori. Nella piattaforma poi nessuna garanzia economica e occupazione per i lavoratori in caso di cambio di appalto”.

NASpI, le nuove regole per chi licenzia e trova un nuovo lavoro

Dal 1° gennaio sono entrate in vigore le nuove regole relative alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), introdotte dalla Legge di Bilancio.

Norme che prevedono un cambiamento significativo per i lavoratori dimissionari che trovano un nuovo impiego. Secondo le disposizioni aggiornate, infatti, i lavoratori che hanno lasciato volontariamente il proprio lavoro e successivamente hanno trovato un altro impiego potranno accedere alla NASpI in caso di licenziamento dal secondo lavoro “solo se avranno maturato almeno 13 settimane di contribuzione nel nuovo impiego”.

In passato, tale requisito non era previsto: i lavoratori potevano richiedere l’indennità di disoccupazione anche senza aver maturato un periodo minimo di contribuzione presso il nuovo datore di lavoro. Questo rischia di avere un impatto negativo per molti lavoratori.

Natili (Fisascat): i rischi per “eccesso di zelo”

Sulle nuove regole è intervenuto Valerio Natili, segretario della Fisascat Cisl Umbria, che ha dichiarato: “Con le modifiche introdotte dalla Manovra L’intenzione dichiarata è quella di contrastare i comportamenti elusivi di datori di lavoro e lavoratori, ma appare come un ‘eccesso di zelo’”.

“Superando- aggiunge Natili- la realtà dei fatti e scadendo in un processo alle intenzioni, sembra infatti presupporre che se un lavoratore in un arco temporale di 12 mesi si dimette da una azienda e successivamente viene licenziato da un’altra azienda, stia necessariamente mettendo in atto un comportamento fraudolento. In realtà da qualche anno siamo di fronte ad un forte dinamismo del mercato del lavoro, soprattutto sono aumentate le dimissioni per ricercare migliori condizioni lavorative, ed una norma del genere non solo sarebbe ingiustamente punitiva, ma andrebbe anche a scoraggiare la mobilità lavorativa.”

Le nuove regole mirano in teoria a rafforzare il principio di continuità contributiva e a favorire una maggiore stabilità lavorativa, ma sollevano interrogativi sulle loro conseguenze per alcune categorie di lavoratori.

Torna a riunirsi il Consiglio regionale, si insediano le Commissioni permanenti


E’ convocata per giovedì 16 gennaio, alle ore 10, dalla presidente Sarah Bistocchi, la prossima seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.

All’ordine del giorno l’illustrazione, da parte della presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, del programma di governo a cui seguirà la presentazione degli assessori e delle relative deleghe assegnate.

Si insedieranno inoltre a Palazzo Cesaroni le tre Commissioni consiliari permanenti. Nelle tre riunioni, che verranno presiedute dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi verranno eletti i presidenti ed i vice presidenti di ognuna di esse.

Elettricità e gas, per le imprese umbre 257 milioni in più in bolletta

Le imprese umbre potrebbero nel 2025 potrebbero spendere 257 milioni di euro in più per le bollette di elettricità e gas. Per industrie, laboratori artigiani, negozi, bar e ristoranti, uffici privati, il conto passerà da 1.337 milioni a 1.594 milioni (+19,2)%.

A stimarlo è la Cgia, sulla base dei consumi effettuati nell’ultimo anno e dei prezzi medi offerti dai gestori presenti nei vari territori.

Rincari che colpiranno le attività più energivore: industrie della metallurgia e chimiche, negozi, attività ludiche, parrucchieri ed estetisti, alberghi e ristoranti, per il consumo di elettricità.

Attività estrattive, lavorazione e conservazione alimenti, laboratori tessili quelle che consumano molto gas.

I costi delle bollette in Umbria

Nel 2023 (ultimo anno per il quale sono disponibili dati definitivi) le industri, le botteghe artigiane, i negozi e gli uffici privati in Umbria hanno consumato 3.852 GW/h di energia elettrica. E su questi consumi, la spesa – stima la Cgia rispetto al costo medio prospettato dagli operatori presenti nel territorio – passerà dai 1.031 del 2024 ai 1.213 milioni stimati per quest’anno, visto l’andamento dei prezzi che si prospetta.

Quanto al gas, su un consumo di 4.103 GW/h la spesa in bolletta stimata lieviterà da 305 milioni di euro a 381 milioni di euro.