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Autore: Redazione

“Lavoro manuale partecipazione all’opera creatrice di Dio”, Confartigianato ricorda Papa Francesco

In questi giorni di lutto per tutta la comunità cattolica mondiale per la morte di Papa Francesco, i cui funerali saranno celebrati nella giornata di sabato, la Federazione Regionale di Confartigianato Imprese Umbria esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Santo Padre.

“Il mondo dell’artigianato umbro – scrive in una nota Confartigianato – si unisce al dolore della comunità ecclesiale e di tutta l’umanità per la perdita di un Pontefice che ha saputo parlare con forza e semplicità al cuore delle persone, valorizzando la dignità del lavoro come elemento fondante della vita umana e sociale”.

L’associazione ricorda le parole che il Santo Padre ha rivolto agli artigiani italiani il 10 febbraio 2024, riconoscendo nel lavoro manuale una partecipazione all’opera creatrice di Dio. Un messaggio che ha saputo restituire valore e senso al fare artigiano, alla sua dimensione spirituale, etica e comunitaria.

“La testimonianza di Papa Francesco – prosegue la nota – continuerà a ispirare l’agire quotidiano delle donne e degli uomini dell’artigianato, rafforzando l’impegno per un’economia sostenibile, inclusiva e attenta alla persona. La Federazione Regionale di Confartigianato Imprese Umbria si unisce in preghiera e ricordo, rendendo omaggio a una figura straordinaria che ha lasciato un segno indelebile nella storia contemporanea”.

Bori convoca i dipendenti della Regione, la posizione dei sindacati

“Ribadiamo la disponibilità al dialogo e al confronto, ma anche la determinazione a garantire che ogni cambiamento organizzativo avvenga nel rispetto delle regole, dei ruoli e della trasparenza”. Così le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, rappresentanti la funzione pubblica dell’Umbria, intervengono in merito all’assemblea generale del personale della Regione Umbria, convocata per il 28 aprile dall’assessore al personale della Regione Umbria, Tommaso Bori.

Un’assemblea anomala rispetto alle consuete relazioni sindacali. I sindacati, però, hanno scelto “di non alimentare polemiche premature”, ma di valutare alla luce di quanto emergerà effettivamente il 28. “Il nostro giudizio – spiegano – sarà fondato su ciò che emergerà concretamente, sia sotto il profilo del rispetto delle relazioni sindacali, sia sotto quello della chiarezza organizzativa”.

“Pur riconoscendo all’assessore la possibilità di avviare momenti di confronto e ascolto con il personale – chiariscono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – rileviamo la necessità di definire sin da ora le modalità operative relative allo svolgimento e, in particolare: come verrà garantita la presenza o l’uscita del personale dalle sedi (senza informazioni certe su timbrature, missioni o coperture assicurative); chi autorizza il personale delle sedi decentrate (come Foligno, Terni, piazza Partigiani, palazzo Donini e altre sedi decentrate) a recarsi a Perugia; se e come saranno coinvolti i dirigenti, titolari effettivi della direzione del personale. Ricordiamo che materie come l’organizzazione del lavoro, i criteri di mobilità, i sistemi di valutazione, il welfare aziendale e, più in generale, la valorizzazione del personale rientrano espressamente tra quelle oggetto di informazione, confronto o contrattazione integrativa, sia con le organizzazioni sindacali che con le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie), come prevede il Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) Funzioni locali”.

Rispetto alle rappresentanze dei lavoratori, i sindacati sottolineano: “Oltretutto, a oggi le Rsu elette il 14-16 aprile non si sono ancora insediate. Rsu elette con una partecipazione al voto di circa l’85% degli aventi diritto, dato che conferma la piena rappresentatività dei dipendenti”.

“Il rischio concreto – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – è quello di generare confusione tra i lavoratori, indebolire il ruolo dei dirigenti e sovrapporre piani di comunicazione a processi regolati da norme contrattuali e regole di relazioni sindacali”. Da qui il richiamo al rispetto dei ruoli e della trasparenza.

Rinvio Acutis, scuole aperte. I provvedimenti del Comune di Assisi per l’ordine pubblico

Il Comune di Assisi – anche in esito a quanto emerso in una serie d’incontri in Prefettura di Perugia – per il periodo tra il 25 e il 27 aprile, ha adottato una serie di provvedimenti per garantire sicurezza e ordine pubblico in città, considerato il grande afflusso di visitatori legato al ponte del 25 aprile, ma anche a pellegrinaggi sulla tomba del Beato Carlo Acutis, la cui canonizzazione era stata programmata per il 27 aprile per poi essere sospesa a seguito della scomparsa di Papa Francesco.

Con ordinanza sindacale n.115 del 23 aprile 2025 – che rettifica parzialmente quando previsto nell’ordinanza n. 107 del 18 aprile 2025 – dalle ore 8.00 del 25 aprile, è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC). Si tratta della struttura di coordinamento a supporto del Sindaco come autorità di protezione civile, per garantire la pronta e coordinata gestione, in caso di eventi critici, degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione.

È stato anche approvato uno specifico piano di sicurezza, condiviso con tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Tra il 25 e il 27 aprile, fra le ore 9.30 e le 19.00, è stata inoltre vietata la somministrazione di alimenti e bevande di asporto in contenitori di vetro o in lattine in alluminio.

È stata invece revocata la sospensione delle attività didattiche nelle scuole in prossimità del centro storico tra il 24 e il 28 aprile, inizialmente prevista nell’ordinanza antecedente alla sospensione della canonizzazione di Acutis. Le lezioni si svolgeranno dunque regolarmente, secondo il normale orario scolastico.

Cinghiale, Federcaccia: ecco perché abbiamo proposto modifiche al regolamento

L’associazione venatoria umbra: sottoscritte da un numero significativo di squadre di caccia e da moltissimi cacciatori singoli, in particolare da coloro che praticano la cerca

Migliorare la gestione del territorio, aumentare la sicurezza durante le attività venatorie e rendere più efficiente il prelievo, salvaguardando tutte le forme di caccia ed evitando sovrapposizioni dannose tra le varie modalità”. Queste le finalità che hanno portato Federcaccia Umbra ad avanzare alla Regione Umbria una proposta di modifica dell’attuale regolamento regionale sulla caccia al cinghiale. Una proposta che ha aperto il dibattito sulla caccia al cinghiale, tema da sempre molto sentito nel mondo venatorio.

Tali proposte – spiegano da Federcaccia Umbra in una nota – sono frutto di un’approfondita riflessione tecnica. Si tratta di proposte aperte al confronto e alla discussione, nella convinzione che solo attraverso un dialogo leale e costruttivo tra tutte le componenti del mondo venatorio si possano trovare soluzioni condivise ed efficaci”.

Purtroppo, come sempre più frequentemente accade – constata Federcaccia – tali proposte sono state oggetto di strumentalizzazioni da parte di alcune associazioni venatorie e di soggetti terzi mossi da interessi diversi da quelli della corretta gestione faunistica. Costoro hanno mistificato la realtà, diffondendo informazioni distorte e incitando i cacciatori alla protesta senza nemmeno aver preso visione del reale contenuto delle proposte”.

Non intendiamo più prestarci a questo tipo di giochi di basso livello – afferma quindi Federcaccia –, che nulla hanno a che fare con il bene della caccia e dell’ambiente. Continueremo, come sempre abbiamo fatto, a portare avanti la nostra attività con serietà e responsabilità, mettendo al centro le valutazioni tecniche e non gli interessi legati esclusivamente alla ‘caccia al tesserato’. A sostegno della nostra posizione, sottolineiamo che le proposte presentate sono già state sottoscritte da un numero significativo di squadre di caccia e continuano ad arrivare nuove adesioni da tutto il territorio regionale. Inoltre, sono condivise da moltissimi cacciatori singoli, in particolare da coloro che praticano la caccia alla cerca, i quali ne riconoscono il valore in termini di trasparenza, rispetto delle regole e sicurezza”.

Federcaccia Umbra ha quindi invitato la Regione Umbria “a proseguire il confronto in modo da garantire un dialogo costruttivo e basato su elementi oggettivi, per il bene della gestione faunistico-venatoria e della credibilità di tutto il mondo della caccia”.

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“Legalità e sicurezza”, fattori indispensabilità per un territorio e la sua economia

Sovraindebitamento e usura, trasparenza negli appalti pubblici, il modo in cui la criminalità organizzata condiziona l’economia di un territorio.

Questi i temi che saranno affrontati lunedì 28 aprile alle ore 16 nell’incontro in programma alla Sala Conferenze Confartigianato Imprese Terni (via Luigi Casale 9) dal titolo “Legalità e sicurezza. Fattori di crescita dei territori”.

Un incontro organizzato da Confartigianato Imprese Terni, in collaborazione con Confartigianato Imprese Viterbo e Rieti e con il patrocinio della Regione Umbria e la Provincia di Terni. Con ingresso libero, fino ad esaurimento posti.

Un’occasione di confronto aperto tra istituzioni, forze dell’ordine, esperti ed esponenti del mondo economico, per analizzare e discutere il ruolo della legalità e della sicurezza come leve strategiche per lo sviluppo delle imprese e del territorio.

Durante l’incontro si affronteranno temi di grande attualità, tra cui sovraindebitamento, usura e reati economici; legalità e trasparenza negli appalti pubblici; riforma del Fondo Anti-Usura (L. 108/96); criminalità organizzata e condizionamenti sull’economia locale.

Sono previsti gli interventi di rappresentanti delle istituzioni, del Ministero dell’Interno, della Regione Umbria, di ANAC, ABI, SOS Impresa e di numerosi esperti e operatori del settore.

Martedì 29 aprile si vota la mozione di sfiducia alla presidente Proietti

Si riunirà martedì 29 aprile l’Assemblea legislativa per votare la mozione di sfiducia che i consiglieri di opposizione hanno presentato nei confronti della presidente della Regione Stefania Proietti.

Una mozione di sfiducia presentata a seguito della manovra con la quale la maggioranza ha rivisto le addizionali Irpef, complessivamente aumentate per il 2025 per 55 milioni e dal 2026 dell’aumento Irap per le imprese.

L’opposizione aveva presentato la mozione di sfiducia a fini ostruzionistici proprio per evitare che la manovra venisse approvata entro il 15 aprile. Ma la mozione è stata ammessa solo dopo il voto sulla manovra.

La seduta è convocata per le ore 12 e sarà possibile seguirla in diretta streaming su Youtube.

Ufficiali tecnici carabinieri, bando per 17 posti

L’Arma dei carabinieri informa che sono state avviate le procedure per la selezione e l’arruolamento di 17 ufficiali del Ruolo Tecnico dell’Arma dei Carabinieri. Questi i posti disponibili: 
• 5 per la specialità in medicina;
• 1 per la specialità veterinaria;
• 1 per la specialità psicologia;
• 1 per la specialità investigazioni scientifiche – fisica;
• 1 per la specialità investigazioni scientifiche – biologia;
• 3 per la specialità telematica;
• 1 per la specialità genio;
• 1 per la specialità amministrazione e commissariato;
e 3 posti, riservati a carabinieri già in servizio:
• 1 per la specialità telematica;
• 1 per la specialità genio;
• 1 per la specialità amministrazione e commissariato.

Gli aspiranti potranno presentare la domanda online attraverso il sito www.carabinieri.it nell’area concorsi, seguendo l’apposito iter, entro il 19 maggio 2025.

La particolarità del ruolo tecnico – viene spiegato in una nota dell’Arma – è quella di mettere a disposizione il proprio bagaglio di conoscenze e la propria professionalità al servizio dell’Istituzione.

Al concorso possono partecipare, per una sola specialità, i cittadini italiani in possesso di laurea magistrale dell’indirizzo di interesse che, alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande, non abbiano superato il 32° anno di età.

I vincitori del concorso saranno nominati tenenti in servizio permanente nel ruolo tecnico dell’Arma dei Carabinieri e frequenteranno un corso della durata di un anno presso la Scuola Ufficiali Carabinieri, incentrato principalmente sullo studio di materie tecnico-professionali.

Lutto per Papa Francesco, rinviata la canonizzazione di Carlo Acutis

A seguito della morte di Papa Francesco, le autorità vaticane hanno comunicato che è sospesa la cerimonia di canonizzazione del Beato Carlo Acutis, che era stata fissata per domenica 27 aprile, in occasione del Giubileo degli Adolescenti.

Ad Assisi, città con la quale Papa Bergoglio aveva un profondo legale, è stato dichiarato il lutto cittadino. Bandiere a mezz’asta sulle sedi comunali e il suono eccezionale del Campanone della Torre del Popolo.

Anche nel giorno delle esequie, le bandiere sugli edifici comunali e pubblici saranno a mezz’asta. Prevista anche l’osservazione di cinque minuti di raccoglimento in tutti i luoghi pubblici e di lavoro, con le serrande degli esercizi commerciali cittadini abbassate in segno di lutto, in orario che sarà definito e comunicato il giorno antecedente. Sarà inoltre proposto ai docenti delle scuole della città di promuovere riflessioni sulla figura di Papa Francesco, come sostenitore nel mondo di valori fondamentali come pace e fratellanza.

L’Amministrazione comunale ricorda il rapporto speciale tra il Santo Padre e la città serafica, non solo perché come Papa ha voluto assumere il nome di San Francesco, ma anche per la sua presenza ricorrente qui e per i tanti messaggi di pace e speranza lanciati al mondo, richiamando i valori francescani. Proprio ad Assisi, il 3 ottobre 2020, ha voluto firmare l’enciclica “Fratelli Tutti”, che propone la fraternità e l’amicizia sociale come vie per costruire un mondo migliore. “I principi fondamentali richiamati, come pace, giustizia, vicinanza agli ultimi, solidarietà umana, cura per il creato e la casa comune, rispetto per l’ambiente – si legge in una nota del Comune – resteranno nella storia della città e dell’intera comunità mondiale e Assisi continuerà a promuoverli all’insegna di San Francesco e nel ricordo di Papa Francesco, un grande uomo che ha lasciato nel mondo un segno indelebile”.

Incendio Lucyplast, rischio diossina: ordinanze in 5 Comuni, indagano i carabinieri VIDEO

Ordinanze in 5 Comuni, su proposta di Asl Umbria 1 e Arpa, a seguito del rovinoso incendio nell’azienda Lucyplast srl, situata nella zona industriale di Pian d’Assino nel territorio di Umbertide. Oltre a Umbertide e Pietralunga, seguiti nella serata di Pasqua da Montone e Gubbio, dove il vento ha portato la nube di denso fumo nero, lunedì mattina anche la sindaca di Perugia ha emesso un provvedimento per le misure precauzionali per la popolazione che vive e lavora a di Ponte Pattoli.

Il rischio è che la combustione di materie plastiche possa aver portato nell’aria, per poi depositarsi sui terreni, diossina ed altre sostanze tossiche.

In questi cinque comuni, nei territori interessati, fino a nuova comunicazione queste sono le disposizioni:

  • mantenere le finestre delle abitazioni chiuse;
  • evitare attività all’aperto, comprese quelle commerciali, sportive, ludiche e religiose;
  • divieto di raccolta e consumo di prodotti alimentari coltivati, nonché di funghi spontanei;
  • divieto di pascolo e razzolamento degli animali;
  • divieto di utilizzo di foraggi e cereali coltivati all’esterno per gli animali;
  • manutenzione straordinaria degli impianti di ventilazione meccanica con prelievo di aria dall’esterno.

Tali misure sono finalizzate a proteggere la salute della comunità e delle attività economiche in attesa di una valutazione più completa dell’incidente.

La popolazione è invitata a seguire scrupolosamente queste direttive e a rimanere informata attraverso i canali istituzionali.

Nonostante l’intensità dell’evento, non si registrano feriti né casi di intossicazione tra i lavoratori, i soccorritori e la popolazione. La tempestività dell’intervento e le misure di sicurezza attuate hanno evitato conseguenze alle persone.

Lunedì mattina l’incendio risultava quasi completamente domato, sebbene permangano alcuni focolai isolati ancora attivi. La maggior parte del materiale plastico stoccato all’esterno risulta distrutta o gravemente danneggiata. Per completare le operazioni, sono in arrivo i mezzi dei Gruppi Operativi Speciali (GOS) dei Vigili del Fuoco, che si occuperanno delle attività di smassamento e bonifica dell’area.

Nelle ultime ore, le squadre hanno continuato a operare per contenere le fiamme, impiegando un’ingente quantità d’acqua e ricorrendo all’uso di schiumogeni, fondamentali per limitare la propagazione dell’incendio e proteggere le strutture circostanti. Il coordinamento efficace e l’impiego di risorse specializzate hanno permesso di evitare ulteriori danni e garantire la sicurezza dell’area.

I tecnici Arpa stanno continuando a monitorare i territori interessati. I vigili del fuoco stanno proseguendo il lavoro per bonificare l’area interessata dall’incendio.

In Procura è stato aperto un fascicolo, i carabinieri indagano sulle cause del rogo.

Taglio irregolare di alberi a Orvieto, indagano i carabinieri

Il taglio degli alberi effettuato poche settimane fa nel centro storico non era stato autorizzato e sull’episodio stanno indagando i carabinieri forestali. Lo dimostra Stefano Deliperi, responsabile dell’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico, che aveva sollevato dubbi sulla regolarità dell’abbattimento di 47 piante da parte del Comune ed aveva chiesto chiarimenti a tutti gli enti pubblici coinvolti.

Il Comune di Orvieto ha fornito la relazione tecnica di un agronomo incaricato per la verifica strumentale e l’aggiornamento dello stato del patrimonio arboreo, ma la relativa autorizzazione per potatura e abbattimento di numerosi alberi è comunque successiva all’avvio del cantiere di taglio.

“Ma è il ministero della Cultura ad aver messo nero su bianco l’inesistenza di alcuna autorizzazione paesaggistica – dice Deliperi – le strutture del ministero della Cultura hanno certificato, a lavori iniziati , “che ad oggi non è pervenuta a questo Ufficio alcuna richiesta di parere”. Per cui, “atteso inoltre che il numero delle 47 essenze arboree di cui si indica l’abbattimento appare significativo sotto l’aspetto della tutela paesaggistica”, è stata chiesta “la immediata sospensione dei lavori, ferma restandola eventuale messa in sicurezza delle piante, ove necessaria, che vengono dichiarate instabili e rischio caduta”.

Deliperi aggiunge: “I carabinieri forestale stanno conducendo in proposito indagini su ipotesi di reato, molto probabilmente per violazione del vincolo paesaggistico. Esprimiamo soddisfazione e apprezzamento per lo svolgimento di rapidi controlli finalizzati alla verifica della legittimità o meno di tagli e potature relativi a un patrimonio arboreo che costituisce elemento importante del centro storico umbro. Continueremo a seguire la vicenda per garantirne la migliore salvaguardia ambientale e storico-culturale”.