Si chiude venerdì 16 maggio, con la presentazione del bilancio sociale 2024 e la relazione di fine mandato, la gestione di Michela Sciurpa in qualità di amministratore unico di Sviluppumbria.
“Lascio una società sana e solida, riorganizzata e produttiva che rappresenta una risorsa centrale e strategica per la crescita e lo sviluppo socio economico della Regione Umbria” ha scritto sui social Sciurpa, ringraziando quanti le hanno dato sostegno nel lavoro svolto in questi anni.
A Palazzo Donini, dopo i saluti istituzionali della presidente della Regione, Stefania Proietti, ci saranno le relazioni di Sciurpa, all’ultimo atto del suo mandato, e quelle tecniche di Mauro Marini, responsabile di funzione attività operative, e Fausto Broccoletti, responsabile di funzione tecnico amministrativa.
Le conclusioni dell’incontro sono affidate all’assessore Sviluppo economico Regione Umbria, Francesco De Rebotti.
L’attesa è chiaramente per il nome che sarà scelto dalla presidente Proietti, tra quelli che hanno presentato le candidature, per conoscere la nuova guida politica della società regionale di sviluppo.
E’ morto nella notte a 65 anni (ne avrebbe compiuti 66 ad agosto) Riccardo Regi, figura di riferimento del giornalismo, per 18 anni vice direttore del Corriere dell’Umbria e delle altre testate del gruppo ed attuale direttore di Vivo Umbria.
Perugino doc, laureato in Lettere dopo la maturità al Liceo classico Mariotti, ha contribuito negli anni ad avviare alla professione giornalistica tanti giovani. Un lavoro che, insieme ai suoi interessi sportivi e musicali, ha continuato a coltivare nonostante la malattia che lo aveva colpito.
I funerali di Riccardo Regi saranno celebrati nella chiesa di San Donato, a Elce, sabato 17 maggio alle ore 10.
Numerose le attestazioni di cordoglio. Tra le quali, quelle dell’Associazione Stampa Umbra e dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, dell’amministrazione regionale e di quella comunale di Perugia.
‘Umbria Selvatica’, oltre 30 aziende insieme per valorizzare le carni di selvaggina. E in particolare del cinghiale, che da problema può diventare risorsa, come fonte di reddito, di impresa e di sviluppo del territorio, in un percorso di filiera di qualità, garantita, salubre e sostenibile.
Confagricoltura ed Eps
Al Caccia Village è stata presentata Umbria selvatica, la Rete di imprese promossa da Confagricoltura Umbria ed Ente produttori selvaggina (Eps), che racchiude appunto oltre 30 aziende agricole umbre, organizzate per dar vita ad un esempio unico di filiera delle carni di selvaggina in Italia.
La presentazione è avvenuta in occasione di un incontro che ha visto la partecipazione di Igor Cruciani, presidente di Eps, Daniele Paoloni, presidente di Umbria Selvatica, e Simona Meloni, assessore alle Politiche agricole a agroalimentari e a Cacca e Pesca della Regione Umbria.
Crescita degli ungulati
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come, parallelamente alla crescita delle popolazioni di cinghiali, caprioli, daini e cervi, non si è ancora affermata in Umbria una piena tracciabilità e valorizzazione delle carni di ungulati selvatici che quindi, ad oggi, rappresentano sostanzialmente un ‘costo’ per tutta la collettività.
La selvaggina può diventare fonte di reddito
La Rete si pone l’obiettivo di rovesciare radicalmente la prospettiva: la carne di ungulati, e in generale quella di selvaggina, può e deve diventare una fonte di reddito, di impresa e di sviluppo del territorio, tramite una sua valorizzazione in un percorso di filiera di qualità, garantita, salubre e sostenibile. Inoltre, a fronte di un elevato interesse del mercato, certificato da sondaggi realizzati a livello nazionale, e di un’ampia disponibilità di ‘materia prima’, si rileva come la quantità di carne di ungulati selvatici di origine estera è preponderante su quella locale e quindi la creazione di una filiera è anche un mezzo per salvaguardare il benessere animale ed il consumatore finale, in quanto la carne migliore è quella proveniente da animali che non subiscono stress in vita e che vengono adeguatamente trattati durante le fasi di lavorazione.
Da problema a opportunità
“L’iniziativa, finanziata dalla Regione Umbria – ha detto Cruciani – intende trasformare una criticità in un’opportunità economica e sociale. Metteremo sul mercato dei prodotti di alta qualità che seguiranno tutti quei controlli necessari a dare sicurezza al consumatore finale. Saranno realizzati dei centri di raccolta, centri di lavorazione selvaggina e laboratori di sezionamento, confezionamento e preparazione delle carni. In particolare, si prevede di realizzare circa 20 centri di raccolta, distribuiti su tutto il territorio regionale. Sono molto orgoglioso di poter dare il via a questa rete e spero che al più presto si possano trovare sul mercato i nostri prodotti”.
“È un progetto veramente ambizioso – ha aggiunto Paoloni – perché le aziende del territorio si sono messe insieme e hanno deciso di cooperare per sfruttare questa risorsa sostenibile e naturale. La carne degli ungulati selvatici è davvero naturale e per le sue caratteristiche ha tutte le ‘carte’ per entrare in un mercato più ampio, non di nicchia”.
Cinghiale, tre criticità
“Dovremmo cercare di trasformare gli ungulati da problema ad opportunità – ha dichiarato Meloni –. Abbiamo ormai tre tipi di problematiche più urgenti e di criticità, a partire dalla sicurezza agricola con i danni ingenti che arrecano gli ungulati, cinghiali in particolare, alle nostre coltivazioni anche nei luoghi di montagna, dove tra l’altro gli agricoltori e le aziende zootecniche sono un grande importante presidio anche per evitare lo spopolamento; abbiamo il problema della sicurezza stradale e poi abbiamo il problema sanitario per il contenimento della peste suina, perché se è vero che in Umbria fino ad oggi siamo stati ‘molto bravi’, è anche vero che nelle regioni limitrofe si sono verificati dei casi. Essendo l’Umbria una regione anche a vocazione venatoria e con una grande presenza di ungulati nel territorio, credo che sia arrivato il momento di regolamentare in maniera chiara, trasparente e formale questo processo”.
Una raccolta complessiva di 828 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente, e crediti netti pari a 345 milioni di euro. I crediti lordi, incluso il deteriorato, ammontano a 363,7 milioni di euro. Le nuove delibere di credito nel 2024 si attestano a circa 72 milioni di euro a sostegno di famiglie, imprese e territorio. Le masse intermediate complessive superano i 1.183 milioni di euro. I Soci della Bcc sono oggi 3.745. Numeri record nel bilancio 2024 della BCC di Spello e del Velino, approvato all’unanimità dai soci.
L’indice CET1 si attesta al 26,50%, confermando una struttura patrimoniale tra le più solide del panorama bancario. La qualità dell’attivo resta eccellente: la copertura del credito deteriorato è pari all’89,6%, un valore che colloca la Banca tra le eccellenze del settore. L’utile netto è di 6,38 milioni di euro; Il capitale primario Tier 1, dopo gli accantonamenti a mutualità e beneficenza, si attesta a 48,5 milioni di euro.
“Questi risultati non sono un punto d’arrivo, ma uno slancio verso il futuro. Un futuro che vogliamo continuare a costruire insieme, mettendo sempre al centro i bisogni reali delle comunità” ha detto il presidente Alessio Cecchetti. Che ha poi aggiunto: “La Banca rinnova il proprio impegno a essere un punto di riferimento per il territorio, con i valori cooperativi e mutualistici che ne guidano da sempre l’azione. La BCC è parte della vita quotidiana delle persone, accompagna le idee che nascono e crescono nella comunità, ed è protagonista della costruzione di un domani per le nuove generazioni”.
Accanto ai numeri, il bilancio restituisce l’immagine di un istituto che continua a investire nel territorio, attraverso borse di studio, contributi e sostegno ad attività culturali, sportive e associative. Crescono anche la base sociale e i conti correnti, con un incremento superiore al 4%.
La Fondazione Umbra per l’Architettura (Fua) guiderà in Europa un Consorzio di 13 ordini professionali per i prossimi tre anni. Ne ha dato comunicazione la presidente della Fua, l’architetta Virna Venerucci (nella foto) durante i lavori del board per la sostenibilità europea e per l’alta formazione.
“È stato un lavoro impegnativo – ha dichiarato Venerucci – ma siamo davvero soddisfatti. Vorrei ringraziare per la collaborazione il Consiglio di Amministrazione, composto da Rosaria Catana e Paolo Moressoni, ed il direttore della Fua, Claudio Minciotti, per l’impegno profuso in questo periodo e per il sostegno ricevuto”.
Il programma Erasmus+ VET ha riconosciuto strategico il progetto presentato dal Fua, tanto da finanziarlo per 3 annualità consecutive (2025-2026-2027) fino alla fine della programmazione. I 13 Ordini degli Architetti – che vanno da Trento a Siracusa, passando per Parma Firenze, Perugia e Potenza – parteciperanno al trasferimento coinvolgendo un bacino di 16mila architetti. Un esperimento di mobilità dei professionisti unico, con la possibilità di svolgere una esperienza di crescita professionale all’estero, per arricchire il proprio bagaglio professionale, costruire un confronto con colleghi internazionali, acquisire nuove competenze ed ampliare il proprio network professionale. Il prossimo mese uscirà il bando per la richiesta a partecipare sul sito della Fondazione e ne sarà inviata informazione a tutti gli iscritti.
Per l’Ordine degli Architetti di Perugia e la Fondazione Umbra per l’Architettura, l’apertura, la contaminazione e la crescita europea è fondamentale e strategica in un momento di grandi trasformazioni come quello che si sta vivendo nella professione. Per questo la Fondazione sta lavorando su un altro progetto finanziato dal Ministero della Cultura “ComunitUP” per costituire delle comunità di pratica nel settore dell’architettura dell’arte della moda e dello spettacolo, aiutando i giovani ad approcciare alla vita lavorativa.
Il prossimo 5 giugno, nella suggestiva struttura Carapace della Tenuta Castelbuono a Bevagna, è in programma anche un importante evento di connessione tra le arti e l’intelligenza artificiale.
Nuove cariche per la Confesercenti ternana. Carlo Ghista è infatti il nuovo presidente provinciale della Confesercenti di Terni, succede a Sergio Giardinieri chiamato ad altri incarichi. Alessandro Cecchini, invece, è il nuovo presidente comunale di Terni
Carlo Ghista, già responsabile territoriale della FIEPET, la federazione degli esercenti pubblici e turistici, vanta un consolidato impegno associativo nei confronti della Confesercenti umbra, avendo già ricoperto il ruolo di presidente regionale. Unitamente a Giardinieri, è chiamato a seguire lo svolgimento delle fasi congressuali delle varie Federazioni di categoria per approdare poi ai congressi della Confederazione provinciale e regionale.
Questa fase congressuale sarà anche l’occasione per un riposizionamento della Confesercenti sul territorio, come nelle zone di Orvieto, Narni e Amelia, e così via. Un impegno non certo di poco rilievo per la Confesercenti di Terni.
A Terni si è già cominciato con la nomina di Alessandro Cecchini, che da vice diventa presidente comunale. Da tempo impegnato nei servizi associativi, in particolare nella predisposizione e formulazione delle pratiche di finanziamento, Cecchini si impegnerà in particolare nello sviluppo della Federazione degli ambulanti, l’ANVA, e nelle pratiche associative. Si rafforzeranno poi azioni di ulteriore incremento degli associati di altre categorie che nel corso degli ultimi tempi hanno visto nella Confesercenti un punto di riferimento per le necessità degli imprenditori locali del terziario.
Da oggi, lunedì 12 maggio, perderanno definitivamente il lavoro ed entreranno in Naspi gli 11 lavoratori rimasti alla Cotes (erano 40 fino a qualche mese fa). L’azienda di telecomunicazioni di San Marino, che aveva sedi a Rimini e Balanzano, vicino Perugia, è entrata in crisi nel 2023, quando ha perso la gara per la posa dei cavi per la fibra.
“È davvero paradossale – accusa il consigliere regionale di AVS, Fabrizio Ricci – che nel momento in cui l’Umbria ha bisogno di affrontare con il massimo slancio la sfida della digitalizzazione, una delle aziende storiche del settore, la Cotes di Perugia, che per oltre 20 anni ha operato sulle reti telefoniche e della fibra ottica, chiuda i battenti, disperdendo un patrimonio di professionalità prezioso per la nostra regione”.
Ricci nei giorni scorsi ha incontrato una delegazione dei lavoratori Cotes: “Si tratta per la stragrande maggioranza di lavoratori over 50, che, come noto, incontrano difficoltà aggiuntive nel ricollocarsi, ma vista la loro professionalità e tanto più con la sfida del Pnrr aperta, sfida da non perdere assolutamente, è assurdo pensare di non avvalersi di queste professionalità. Quindi lavoreremo, di concerto con la nostra giunta, per cercare risposte per questi lavoratori e non lasciarli soli”.
Dopo la chiacchierata sullo stile e le tradizioni del mondo dei gentiluomini country a cura di Roberto Parodi, Confagricoltura Umbria lunedì 12 maggio (ore 11), nell’ultimo giorno del Caccia Village a Umbriafiere, farà il punto su “Umbria Selvatica”, la rete di imprese voluta da Confagricoltura Umbria ed EPS (Ente Produttori Selvaggina). La rete costituita da aziende agricole, di trasformazione e dedite alla ristorazione che coprono l’intero territorio regionale umbro, è infatti nata per favorire la corretta gestione delle carni di selvaggina, dalla raccolta delle carcasse sul territorio, alla loro lavorazione fino alla trasformazione e distribuzione tramite una filiera certificata e garantita che possa finalmente trasformare un problema, come quello della sovrabbondanza di ungulati, in una risorsa e in un volano di sviluppo per imprese e territorio.
Interverranno Igor Cruciani, presidente EPS (Ente Produttori Selvaggina), Daniele Paoloni, presidente “Umbria Selvatica”, e Simona Meloni, assessore all’agricoltura della Regione Umbria.
E’ La Parte de Sotto a vincere la settantesima edizione del Calendimaggio di Assisi. Il verdetto è arrivato alle ore 1.29 della notte tra sabato e domenica, dopo quattro giorni di spettacolo tra cortei, scene, sfide canore nella Città Serafica.
La Magnifica Parte de Sotto sale a 32 vittorie, la Nobilissima Parte de Sopra guida ancora l’albo d’oro con 35 vittorie (ci sono poi due non assegnazioni e un ex aequo).
Nei giorni precedenti i partaioli rossi de Sotto avevano conquistato Madonna Primavera e il Calendimaggio dei Piccoli, entrambe manifestazioni ininfluenti ai fini della vittoria finale.
A giudicare musica, veridicità storica e lo spettacolo cortei e scene la giuria composta dal direttore di coro Lorenzo Donati, la storica e docente Élisabeth Crouzet-Pavan e il regista e sceneggiatore Maurizio Zaccaro.
Si è aperta a Umbriafiere di Bastia Umbra l’edizione 2025 del Caccia Village, la fiera del mondo venatorio e del tiro, il principale appuntamento del settore per il Centro e Sud Italia.
Ad inaugurare la fiera, insieme alle autorità locali (l’assessore regionale Meloni e il consigliere Giambartolomei per l’opposizione e il sindaco di Bastia Umbra Pecci) il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra, che ha poi voluto incontrare singolarmente i rappresentanti delle associazioni venatorie e agricole presenti. Al taglio del nastro anche i presidenti nazionali di Federcaccia, Massimo Buconi, e Libera Caccia, Paolo Sparvoli.
Già dalla prima giornata numerosi gli incontri, nei quali sono stati affrontati i temi della caccia al cinghiale, della selezione, del colombaccio, della filiera delle carni selvatiche ed anche della trota.
Molto seguiti, come di consueto, gli spettacoli, quest’anno con Davide de Carolis e Raniero Testa.
Nella giornata di domenica 11 maggio spazio al Cinghiale Day,la grande novità dell’edizione 2025 del Caccia Village che si concluderà lunedì 12 maggio.
Negli stand (all’interno dei quattro padiglioni e nelle aree esterne) presenti 350 espositori tra aziende e associazioni, con circa 900 brand.