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Autore: Redazione

Report Costruzioni ANCE: il settore ancora motore dello sviluppo in Umbria

Il settore delle costruzioni si conferma un pilastro fondamentale per la crescita economica e sociale dell’Umbria. Nonostante il rallentamento della massa salari registrato nell’ultimo trimestre rappresenta un elemento da non sottovalutare, anche rispetto a temi che si stanno dibattendo come le risorse per la ricostruzione delle aree terremotate, la riarticolazione dei bonus edilizi con la cessazione del Superbonus 110, le infrastrutture viarie.

È quanto emerge dai dati riportati nel Rapporto annuale su “Le costruzioni e lo sviluppo economico e sociale dell’Umbria” predisposto da ANCE Perugia (Associazione Costruttori Edili della Provincia di Perugia) e presentato oggi 10 dicembre nell’ambito del convegno organizzato in concomitanza con l’Assemblea 2024 dell’Associazione, dal titolo: “COSTRUTTORI DI FUTURO – Un cambio di passo”.

Il rapporto evidenzia come, in un contesto di incertezza economica, il comparto delle costruzioni sia riuscito a mantenere un ruolo centrale, trainato anche dai finanziamenti del PNRR e dalla ricostruzione. Anche se nell’ultimo trimestre disponibile si registra una riduzione del monte salari che induce alla cautela.

Andamento del settore delle costruzioni

Nel periodo ottobre 2023 – settembre 2024, il volume delle ore lavorate nel settore delle costruzioni è cresciuto del +9,8% a Perugia e del +7% a Terni, con un aumento della massa salari rispettivamente del +12% e del +9,3%. Questo ha generato un incremento occupazionale che ha portato il numero di lavoratori mediamente attivi a superare le 13.000 unità a livello regionale e quello delle imprese a sfiorare le 2.500.

Il PNRR come catalizzatore

Grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in Umbria sono stati avviati oltre 4.200 interventi per un valore complessivo di 4,7 miliardi di euro, concentrati su cinque missioni strategiche, in particolare per la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture.

Opportunità e sfide per il mercato delle costruzioni in Umbria

Il mercato delle costruzioni in Umbria si trova in una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da nuove opportunità e sfide significative. Questa evoluzione richiede un approccio innovativo, che sappia bilanciare le esigenze di sviluppo economico con la sostenibilità e il benessere del territorio.

Rigenerazione urbana: un nuovo modello di sviluppo

La rigenerazione urbana si conferma una priorità strategica per il settore. I progetti di riqualificazione si concentrano sulla valorizzazione delle aree esistenti, riducendo il consumo di suolo e puntando a creare spazi vivibili, moderni e sostenibili. L’obiettivo è coniugare sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica, integrando soluzioni avanzate per l’efficienza energetica e il benessere dei cittadini. Questi interventi non solo migliorano la qualità della vita, ma offrono anche nuove prospettive economiche per le imprese e i territori coinvolti.

Sostenibilità al centro delle costruzioni

La transizione verso un’edilizia sostenibile è ormai una necessità imprescindibile. Le imprese umbre stanno dedicando crescente attenzione a strumenti e metodologie che promuovano la sostenibilità, come l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM) per una gestione più efficiente dei progetti, e l’adozione di pratiche per ridurre le emissioni di CO₂. L’impiego di materiali green e l’attenzione all’economia circolare rappresentano ulteriori leve per innovare il settore, rispondendo alle richieste di un mercato sempre più orientato alla responsabilità ambientale.

Carenza di competenze: una sfida da affrontare

Una delle criticità principali evidenziate dal Rapporto ANCE riguarda la carenza di figure professionali qualificate. Il 40% delle imprese umbre lamenta difficoltà nel trovare personale con competenze specifiche, specialmente nei settori emergenti come la digitalizzazione, la sostenibilità e l’efficienza energetica. Questa situazione sottolinea l’urgenza di investire nella formazione, sia attraverso percorsi accademici, sia tramite programmi di aggiornamento professionale. Solo così sarà possibile colmare il divario tra la domanda di competenze e l’offerta, garantendo al settore le risorse umane necessarie per affrontare le sfide future.

La relazione del presidente ANCE Perugia, Giacomo Calzoni

La carenza di competenze e di mano d’opera – ha affermato nella sua relazione il presidente di Ance Perugia Giacomo Calzoni costituisce il principale ostacolo per continuare un trend virtuoso per le imprese e per lo sviluppo dei territori. Egualmente diventa urgente una crescita di efficienza delle amministrazioni pubbliche con le quali noi collaboriamo dando il nostro supporto, ma a fronte di crescenti rischi di tenuta economica e finanziaria delle imprese. E’ una questione che va affrontata urgentemente. Dobbiamo lavorare insieme per trovare delle risposte concrete. La sfida attuale e per il futuro non può prescindere da un confronto costruttivo e da un dialogo tra sistema delle imprese, amministrazioni pubbliche e chi ha responsabilità decisionale a livello territoriale. E’ inoltre fondamentale – evidenzia il presidente Calzoni – che per tutta l’area del cratere sismico siano assicurate per i prossimi anni risorse certe e adeguate. E che si proceda rapidamente con la realizzazione delle infrastrutture viarie necessarie”.

Guardando al futuro

Le previsioni per il 2025 sono ottimistiche per il 37% delle imprese intervistate, che prevedono una crescita, mentre il 50% stima una stabilità rispetto all’anno in corso. Tuttavia, il settore si trova a fronteggiare importanti sfide legate all’aumento dei costi dei materiali e alla necessità di innovare i processi.

Da non sottovalutare il rallentamento della massa salari dell’ultimo trimestre, del quale occorrerà valutare attentamente le cause.

In sintesi, il mercato delle costruzioni in Umbria si trova davanti a un momento decisivo: le opportunità offerte dalla rigenerazione urbana e dalla sostenibilità devono essere supportate da un sistema formativo efficace, capace di fornire al settore le competenze necessarie per innovare e crescere.

ANCE Perugia ribadisce il proprio impegno a collaborare con imprese, amministrazioni pubbliche e stakeholder, per affrontare con successo le trasformazioni del settore e contribuire allo sviluppo sostenibile e inclusivo della regione.

Premi fedeltà associativa ANCE Perugia

All’interno dell’iniziativa pubblica che ha fatto seguito all’Assemblea annuale di ANCE Perugia, il presidente Giacomo Calzoni ha consegnato i premi alla fedeltà associativa alle seguenti imprese:

– Biocostruzioni (associata ANCE da 75 anni), premio ritirato da Fabrizio Bandini

– Calcestruzzi Magione di Gradassi & C. (associata ANCE da 50 anni), premio ritirato da Milena Gradassi

– Colabeton (associata ANCE da 50 anni), premio ritirato da Paola Colaiacovo

– Edilizia Papa Costruzioni Generali (associata ANCE da 50 anni), premio ritirato da Daniele Papa

– RE.RI.T. (associata ANCE da 25 anni), premio ritirato da Andrea Tulli

– Varian (associata ANCE da 25 anni), premio ritirato da Francesco Angelelli

Rapina in un bar, titolare colpito in testa col registratore di cassa

Ha minacciato i titolari di un bar con un cacciavite e ne ha colpito uno alla testa con il registratore di cassa, da cui ha preso 60 euro.

I carabinieri di Foligno stanno cercando l’uomo che, nelle prime ore della mattinata, ha effettuato una rapina in un bar del centro storico.

Quando hai due lo sconosciuto ha intimato di consegnare il denaro, ne è scaturita una colluttazione, con il lancio del registratore di cassa. Provocando al titolare del locale, trasportato in ospedale, ferite giudicate guaribili in dieci giorni.

Fondazione Perugia, 12 bandi per 10,2 milioni di euro

Definito il programma di interventi della Fondazione Perugia per il 2025, che ha scelto di aumentare le iniziative in calendario e i fondi in favore del territorio di riferimento. Stanziati infatti 10,2 milioni di euro, con la possibilità di un ulteriore aumento in caso di necessità.

Dodici i bandi che verranno pubblicati nel corso dell’anno, per coprire le sei linee di intervento stabilite dal piano triennale, a sua volta ispirato all’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile: benessere economico, ricerca e innovazione, benessere sociale, sostenibilità ambientale, patrimonio storico-artistico e culturale, salute.

I primi due bandi, fra i più attesi dagli enti e dalle associazioni umbre, sono già aperti e scadranno il 22 gennaio: si tratta di “Eventi folcloristici per la promozione del territorio”, con risorse per 300.000 euro, e di “Iniziative ed eventi culturali”, che stanzia ben 600.000 euro.

Nel corso dell’anno verranno pubblicati gli altri dieci bandi, a partire da gennaio con il consueto strumento “Richieste libere”, attivo per dodici mesi. A febbraio sarà la volta di “Più Api”, “Educazione alla cultura” e “Automezzi per i servizi sociali e di soccorso”; a marzo arriverà la seconda edizione di “Raddoppia il valore delle tue idee”, destinato a iniziative in cofinanziamento con le imprese, mentre ad aprile “Progetti innovativi e creazioni di nuovi enti non profit” e il “Concorso InvestiAMOsociale”. A giugno verrà lanciato “Riqualificazione e valorizzazione di aree degradate del territorio”, mentre a settembre il Bando Ricerca su “Scienze naturali, ingegneria, scienze umane e sociali” e il Bando Welfare “Allenamento alla vita indipendente”.

Sul sito ufficiale della Fondazione, fondazioneperugia.it, è disponibile il Documento programmatico previsionale 2025 e il calendario completo dei bandi, insieme a tutte le informazioni per partecipare e alle altre iniziative in programma.

“I fondi stanziati dimostrano ancora una volta la solidità e la fruttuosità del patrimonio dell’ente” spiega Alcide Casini, Presidente di Fondazione Perugia: “Non si tratta di finanziamenti a pioggia, ma di erogazioni programmate nel dettaglio e costantemente monitorate per produrre risultati efficaci. Nella definizione del nuovo Documento annuale, in particolare, abbiamo tenuto conto delle crescenti esigenze del nostro territorio e della volontà di diffondere valori positivi, come la sostenibilità ambientale e l’attivismo sociale. Oltre ai bandi” continua Casini “il 2025 vedrà l’ente filantropico ugualmente impegnato in tutte le altre attività che lo caratterizzano fin dalla nascita, nel 1992: mostre d’arte, gestione e apertura al pubblico dei suoi edifici storici, organizzazione di convegni ed eventi, sostegno a progetti di terzi particolarmente meritevoli, tutela del patrimonio storico-artistico regionale. Torneranno, infine, i percorsi formativi gratuiti per enti pubblici e Terzo settore, sempre più centrali nella missione della Fondazione e nel suo proposito di essere non solo erogatore di fondi, ma attivatore di processi partecipativi”.

Ubriaco, prende a calci e pugni la compagna: arrestato

Ubriaco, ha preso a calci e pugni la compagna, dopo una lite. La donna, dopo essere fuggita in strada per chiedere aiuto, è stata sentita da una vicina che, allarmata, ha richiesto l’intervento della polizia di Stato.

Gli agenti, intervenuti nell’abitazione di Perugia dove era stata segnalata la lite, ha arrestato il 27enne.

In precedenza i poliziotti avevano messo al sicuro l donna, affidata alle cure del personale sanitario. Le sono state diagnosticate lesioni personali giudicate guaribili in 45 giorni.

Su disposizione del pubblico ministero, l’uomo è stato quindi trattenuto nel carcere di Capanne, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’uomo si era reso responsabile più volte degli stessi reati, sempre ai danni della donna. In particolare, è stato tratto in arresto lo scorso mese di ottobre, circostanza nella quale gli era stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento, provvedimento poi revocato a seguito di remissione di querela da parte della vittima.

Tentato colpo alle Poste, il 48enne arrestato piantonato in ospedale

Si trova agli arresti, piantonato all’ospedale di Foligno, il 48enne, di origini romene, ritenuto responsabile del furto su uno sportello atm di un ufficio postale, che, insieme a un complice, voleva far saltare con l’esplosivo.

I due non hanno potuto effettuare il colpo perché una persona, che si trovava nelle vicinanze, ha chiamato il 112.

I carabinieri, prontamente intervenuti, hanno rintracciato poco distante uno dei due o più fuggitivi, che, a seguito dell’attivazione accidentale dell’esplosivo, ha riportato delle lesioni, motivo per il quale è stato soccorso da personale del servizio 118 e trasportato al locale ospedale, ove è tuttora ricoverato, non in pericolo di vita, e piantonato dai militari.

Sul luogo è stato eseguito un accurato sopralluogo da parte dei militari, che hanno acquisito una serie di elementi indiziari finalizzati all’esatta ricostruzione della dinamica, oltre che potenzialmente utili all’identificazione dei complici, nell’ambito delle immediate indagini avviate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Spoleto.

Il 48enne è risultato essere destinatario anche di due mandati di arresto europeo emessi dalle autorità romene e francesi per reati analoghi, consumati dal 2019 al 2023 in Romania e Francia, provvedimenti per i quali seguirà l’attuazione delle relative formalità di rito.

In Umbria oltre 13mila occupati in più in 2 anni, ma timori per la cig

In Umbria quest’anno si contano circa 13.400 occupati in più rispetto a due anni fa. Ufficialmente sono oggi 365.700. Con il tasso di disoccupazione che è sceso al 5,7%, anche in virtù dei quasi 22mila disoccupati in meno nel confronto con il 2022.

Una dinamica che, pur con percentuali differenti da regione a regione, si registra in tutta Italia. Con il dato preoccupante però, soprattutto negli ultimi mesi, dell’aumento del ricorso alla cassa integrazione straordinaria. E con la prospettiva di perdite di posti di lavoro in settori finora strategici, come quello dell’automotive, il cui indotto in Umbria conta circa 140 imprese e 10mila lavoratori tra diretti e indiretti.

In Italia

Nel Paese, secondo quanto evidenzia l’Ufficio studi della Cgia, l’occupazione è cresciuta complessivamente di 847mila unità (+3,6%). Di questi nuovi posti di lavoro, 672mila sono lavoratori dipendenti e 175mila autonomi.

Tra i lavoratori dipendenti, lo stock di coloro che in quest’ultimo biennio dispone di un contratto a tempo indeterminato è aumentato di 937mila unità, mentre i lavoratori con un contratto a termine sono diminuiti di 266mila. Pertanto, l’incidenza percentuale di lavoratori subordinati che attualmente possiede un contratto di lavoro precario è scesa al 14,4 per cento (-2 punti rispetto a ottobre 2022). Sempre nello stesso periodo, i disoccupati sono diminuiti a 1.473.000 (-496mila) e gli inattivi a 12.538.000 (-198mila).

Oltre alle variazioni assolute, anche l’andamento dei tassi, ovviamente, è stato positivo. Nella fascia di età 15-64 anni, quello di occupazione è salito al 62,5% (+1,9%), mentre il tasso di disoccupazione è diminuito al 5,8% (-2 punti).

Giovani, donne, Sud

In forte contrazione anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che si è attestato al 17,7% (-5 punti).

Nel Paese con il tasso di occupazione femminile più basso d’Europa, in questi ultimi due anni lo stesso si è attestato al 53,6% (+2) e il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% (-2,7%).

Tra le quattro ripartizioni geografiche presenti in Italia, il Mezzogiorno – grazie al buon andamento delle esportazioni, delle costruzioni e degli investimenti pubblici correlati al Pnrr – parerebbe registrare l’incremento occupazionale più importante d’Italia, con quasi 350mila addetti in più negli ultimi due anni.

Anche per quanto concerne la contrazione dei disoccupati, sarebbe sempre il Sud la macro area più dinamica del Paese, con una riduzione delle persone che cercano una occupazione pari a 113mila unità. In valore assoluto a guidare la graduatoria regionale dovrebbe essere la Sicilia con -36.800 disoccupati. Seguono la Puglia con -35.600 e la Lombardia con -34.600. Questi ultimi dati, infine, trovano una ulteriore conferma dall’analisi del tasso di disoccupazione che dovrebbe subire le riduzioni più importanti in Sicilia (-3,1 per cento), in Sardegna (-3 per cento) e in Puglia (-2,6%).

La cassa integrazione

Dall’analisi della cassa integrazione guadagni autorizzata negli ultimi due anni, emerge un andamento altalenante che da sempre è legato alla stagionalità. Tuttavia, dall’inizio del 2024 il monte ore mensile risulta essere mediamente più elevato di quello registrato nell’anno precedente.

Dall’ottobre del 2022, comunque, la punta massima è stata toccata nel gennaio di quest’anno (quasi 48 milioni di ore autorizzate), successivamente c’è stata una costante discesa fino ad aprile, a maggio è tornata a salire fino a 46,3 milioni per poi crollare ad agosto, attestandosi a 23,8 milioni di ore. A settembre (ultimo dato Inps disponibile) c’è stata una forte impennata fino a raggiungere i 43,6 milioni di ore autorizzate. Un dato, stando alle crisi occupazionali scoppiate in queste ultime settimane, che dovrebbe essere destinato a salire stabilmente negli ultimi mesi di quest’anno.

A livello di ripartizione geografica, durante l’estate 2023 e a partire da febbraio di quest’anno sia il Nordovest che il Nordest presentano un monte ore autorizzato superiore alle altre due circoscrizioni. Un dato che rimane in linea anche a settembre dove a Nordest il picco sfiora i 17 milioni di ore, mentre nel Mezzogiorno è a poco sopra i 7 milioni.

Pnrr a Orvieto, l’analisi: meno fondi pro capite e nessun investimento per lavoro e sviluppo

A Orvieto meno soldi pro capite dal Pnrr che nel resto d’Italia e nessun investimento per creare lavoro sviluppo. E’ quanto emerge dallo studio fatto dal ricercatore Andrea Caporali per l’associazione Prometeo, che ha valutato l’impatto di questi interventi destinati in larga misura all’ambito socio-sanitario a differenza di quanto accaduto nella maggior parte dell’Italia, dove i soldi del Pnrr sono soprattutto andati a sostenere interventi di sviluppo economico.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza porterà a Orvieto 54 milioni e mezzo di euro. Di questi, solo 8,6 milioni derivano da progetti messi in campo dal Comune, mentre a fare la parte del leone è stata la Regione, a cui si deve ricondurre quasi il 21% di tutti i finanziamenti gestiti, compresi quelli per l’ospedale e per l’ex ospedale di piazza Duomo, a cui sono destinati 7 milioni e 700mila euro per la realizzazione della casa e dell’ospedale di comunità.

La parte maggiore dei finanziamenti transitati dal Comune riguarda la costruzione del centro per le politiche sociali di Orvieto scalo, a cui sono destinati 5 milioni. L’altro intervento riguarda la costruzione del nuovo asilo di Sferracavallo, dopo che la vecchia struttura è stata demolita perché non sicura.

Rispetto ai valori nazionali, Orvieto ha ricevuto meno soldi della media nazionale. La quota di Pnrr per l’Italia è di circa 220 miliardi di euro, pari a 3764 euro per ogni italiano; per Orvieto, che ha 19.300 abitanti, il livello totale di finanziamento, per essere in linea con questa media nazionale, dovrebbe essere di 72,6 milioni di euro.

“Si tratta più che altro di importanti rifacimenti di servizi ed attività che già esistono” è l’analisi di Caporali rispetto agli interventi complessivi del Pnrr a Orvieto. “Pochi progetti – ricorda – relativi a digitalizzazione, innovazione, competitività. Scarsi – evidenzia Caporali – anche quelli relativi a cultura e turismo. Il principale problema della nostra città è che non progetta il suo futuro, e per questo non riesce cogliere le occasioni ed i fondi quando si rendono disponibili”.

Secondo questa analisi, le ombre sono dunque molto più evidenti e sostanziose delle luci. I 55 milioni e mezzo di euro non produrrebbero sviluppo e nuova occupazione. “Si tratta in larga parte – dice Caporali – di una occasione persa. Anche il Pnrr non si occupa di garantire l’occupazione: nelle strutture sanitarie di piazza Duomo lavorerà un numero molto ridotto di medici ed infermieri rispetto a quelli che sono in servizio attualmente”.

A Perugia un arresto per la coltellata dopo l’aggressione a un gay, a Terni straniero ferito

La Squadra mobile della polizia di Terni indaga sul ferimento di un 28enne tunisino, trovato a terra la scorsa notte nella zona di Porta Sant’Angelo. A dare l’allarme sono stati alcuni passanti, che hanno visto il giovane a terra sanguinante.

Il 28enne è stato trasportato in ospedale, alcune ore dopo i medici hanno sciolto la prognosi.

A Perugia è stato invece arrestato un 20enne ritenuto l’accoltellatore che nei giorni scorsi aveva ferito un 22enne nel parcheggio del McDonald’s di Corciano. Secondo quanto sinora ricostruito dagli inquirenti, il 22enne sarebbe stato ferito perché era giunto in soccorso di un amico gay, che era stato accerchiato e aggredito da un gruppo di giovani, tra i quali ci sarebbe il 20enne che è stato poi arrestato.

Idroelettrico ternano, Italia Nostra fa i conti all’Enel e manda tutto alle autorità

Italia Nostra stima in 550 milioni nel 2022 e in 240 milioni nel 2023 il fatturato di Enel grazio allo sfruttamento idroelettrico delle acque del Velino e del Nera. Stime, perché, come lamenta l’associazione ambientalista tramite Marco Sansoni e Andrea Liberati, la società energetica non ha fornito, nonostante le richieste, i dati finanziari più recenti del polo idroelettrico locale, rispondendo che si tratterebbe di “dati sensibili”.

E allora Italia Nostra ha elaborato autonomamente gli ipotetici ricavi del polo Enel di Terni, partendo dal prezzo all’ingrosso della Borsa Elettrica-PUN del 2022 (euro 0,303 al kWh, tra guerra in Ucraina e inflazione) e del 2023 (euro 0,127 al kWh), moltiplicando il PUN per la produzione media annua degli impianti locali, pari a 1,4 TWh.

Tuttavia, considerando il ruolo prevalente degli impianti a bacino – avverte Italia NOstra – tali numeri aumentano del 30-35%: infatti produrre molta energia all’alba e al tramonto, come qui accade ‘caricando’ e ‘scaricando’ il lago di Piediluco due volte al giorno, ripaga il concessionario uscente Enel ancora di più.

Alla luce di questo, secondo i calcoli di Italia Nostra, “grazie all’ipersfruttamento delle acque dei fiumi Velino-Nera”, nel 2022 Enel ha potuto fatturare appunto oltre 550 milioni, mentre nel 2023 non è lontana dai 240 milioni.

“Circa l’80% della produzione idroenergetica – evidenzia Italia Nostra – è notoriamente generata proprio a Terni -città in plateale declino che viceversa ottiene una quota frazionale di già modesti canoni idroelettrici regionali. Città che fino al 2018 riceveva addirittura …nulla! Per Enel, invece, ben 800 milioni di ricavi in soli due anni!”.

“Al di là degli extraprofitti 2022 – prosegue Italia Nostra – è dunque Enel l’azienda in assoluto più florida e redditizia di qualsiasi altra nell’intera Umbria, anche se non ritroverete tali dati in alcuna statistica o ricerca ufficiale: eppure parliamo di oltre 1 milione di euro al giorno”, prodotti in modo parassitario su impianti ammortizzati da decenni! Una cuccagna senza pari”.

Ecco perché, da un lato, sottolinea Italia Nostra, i concessionari uscenti vorrebbero evitare le gare previste dalla legge nazionale; dall’altro lato, il Gruppo Arvedi reclama per lui stesso la rendita. Il tutto, accusa l’associazione ambientalista, “cedendo briciole alla città”.

Elementi che Italia Nostra, mentre si discute sul presidio di telecontrollo di Galleto, ha posto all’attenzione delle autorità competenti.

Incendio nella notte, evacuata una palazzina a Castel Viscardo

Incendio nella notte in un appartamento a Castel Viscardo. A dare l’allarme è stata la proprietaria dell’appartamento, posto al primo piano, da cui è partito l’incendio. Illesa la donna e il figlioletto.

Al piano terra viveva una anziana che è stata fatta evacuare, mentre al secondo e ultimo piano una coppia di sessantacinquenni sono stati salvati dai vigili del fuoco del distaccamento di Orvieto.

Il fabbricato risulta inagibile e gli occupati sono stati evacuati. Hanno trovato dimora autonomamente.

Sul posto oltre a tre mezzi dei vigili del fuoco, anche l’auto scala di Terni. Intervenuto anche il personale del 118 e i carabiniere, che indagano sulla base dei rilievi effettuati.