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Autore: Redazione

Bandecchi manda i vigili all’Ast: “La prepotenza non porta mai serenità” VIDEO

“Manderò la polizia locale tutti i giorni a controllare”, aveva detto il sindaco di Terni Stefano Bandecchi. E lunedì si è presentato ai cancelli dell’Ast insieme agli agenti della polizia locale e ai dirigenti comunali Federico Nannurelli e Claudio Bedini.

Le pattuglie della vigilanza ambientale, coordinare dalla comandante Gioconda Sassi, hanno visionato anche il parco scorie, come si vede in un video pubblicato su Instagram dallo stesso Bandecchi.

“Abbiamo trovato un po’ di polvere e parecchie cose fuori posto. La polvere dilaga e prima di guardare quanto costa l’energia sarebbe meglio guardare la Salute di tutti. Chi lavora e chi sta fuori. La prepotenza non porta mai serenità . Arrediamo come va a fini’ …” le parole del primo cittadino a commento del video.

Bandecchi ha anche detto che si è trattato solo dell’inizio di una serie di verifiche che saranno fatte su Ast. Evidente il riferimento alla nota con la quale nei giorni scorsi l’azienda, attraverso il ceo Menecali, aveva detto che senza una soluzione definitiva del problema del costo dell’energia il Gruppo Arvedi non avrebbe firmato l’Accordo di programma. Una presa di posizione che ha messo in allarme anche la Regione, che ha chiesto la convocazione del tavolo ministeriale sul piano industriale ed ha invitato a Terni i parlamentari europei e nazionali.

L’Umbria tra le regioni dove è più difficile reperire personale, le ricette di Confartigianato

L’Umbria è tra le regioni italiane dove le imprese fanno più fatica a reperire le figure professionali di cui hanno bisogno. L’Umbria si posiziona infatti al secondo posto a livello nazionale in questa non invidiabile classifica, con un tasso di difficoltà di reperimento del 65,1%.

Un dato in forte crescita rispetto all’anno precedente (+4,6 punti percentuali) e superiore alla media nazionale del 59,2%.

Questo trend si inserisce in un quadro generale che vede un incremento significativo delle difficoltà di assunzione nelle micro e piccole imprese (51,3%) e, in particolare, nell’artigianato, dove la percentuale sale al 59,2%.

La situazione in Italia

Quello del reperimento di personale è un problema nazionale, in un’Italia che vede l’occupazione continuare a crescere, con un aumento dell’1,2% su base annua, pari a 274mila occupati in più.

Secondo i dati del Sistema informativo Excelsior, pubblicati da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2024 il 47,8% delle assunzioni previste dalle imprese italiane risulta di difficile reperimento, con un incremento di 2,7 punti percentuali rispetto al 2023.

Le cause di questa crescente difficoltà sono molteplici: la crisi demografica, l’invecchiamento della popolazione, l’inadeguatezza delle competenze rispetto alle richieste del mercato, le aspettative dei giovani sempre più orientate verso forme di lavoro autonome e l’intensificarsi della fuga di cervelli.

Il commento del segretario di Confartigianato Terni, Medori

Criticità che in Umbria risultano particolarmente marcate. Commenta Michele Medori, segretario di Confartigianato Imprese Terni: “Il dato dell’Umbria deve farci riflettere: la difficoltà di reperimento del personale è un ostacolo alla crescita delle nostre imprese. Dobbiamo investire in formazione, migliorare l’attrattività del lavoro artigiano e creare un ambiente che incentivi i giovani a rimanere e a valorizzare le loro competenze sul nostro territorio. Confartigianato sta già lavorando in questa direzione, promuovendo percorsi di qualificazione professionale e strategie per trattenere i talenti locali”.

Il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro rappresenta una delle principali sfide per il sistema economico regionale e nazionale. La capacità di affrontarlo dipenderà dalle politiche formative e dall’adozione di misure di sostegno per le imprese, al fine di garantire un mercato del lavoro più equilibrato e sostenibile nel lungo periodo.

Umbria Top porta le cantine umbre al Wine Paris & Vinexpo

Cresce, per numeri e aspettative, la seconda partecipazione di Umbria Top al Wine Paris & Vinexpo. La cooperativa che riunisce la maggioranza delle aziende vitivinicole umbre, da oggi (lunedì) e sino al 12 febbraio è a Parigi per partecipare a uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi per il settore vinicolo.

Le cantine umbre partecipanti (lo stand Umbria Top sarà posizionato nella Hall 6 B071) passano infatti dalle 6 dello scorso anno a 19: Antonelli San Marco, Blasi Cantina, Cantina Berioli, Cantina Cardèto SCA, Cantina Colle Ciocco, Castello di Montegiove, Cesarini Sartori, Chiorri, Fattoria Le Poggette, Goretti, La Madeleine, Le Cimate, Lungarotti, Perticaia, Roccafiore Organic Wines, Scacciadiavoli, Tenuta Bellafonte, Terre Margaritelli e Tudernum.

Un bel balzo in termini numerici che testimonia sia la crescita di interesse dei produttori umbri ma anche l’aumentata importanza di questa fiera come appuntamento internazionale. La manifestazione, che ospiterà oltre 4.000 espositori e più di 100 eventi tra workshop, degustazioni e conferenze, rappresenta infatti una vetrina di prim’ordine per i vini umbri. Anche perché sono sempre più buoni i dati delle esportazioni del vino italiano, pure per quanto riguarda la Francia.

Il calendario delle promozioni internazionali

Umbria Top Wines inaugura così il calendario 2025 delle attività di promozione internazionale che proseguirà poi con la partecipazione ad altre tre importanti fiere di settore: Slow Wine Fair a Bologna (23-25 febbraio), ProWein a Düsseldorf (16-18 marzo) e Vinitaly 2025 (6-9 aprile).

In tutte le fiere sarà promosso il concept “Radici”, che mira a riscoprire le radici della storia vitivinicola umbra attraverso la parte arborea, le tecniche produttive, i modi e i luoghi di consumo, le abitudini degli umbri e dei popoli del Centro Italia. Il concept “Radici” si propone quindi come un’esplorazione a 360°, un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire le origini e le tradizioni che hanno plasmato il vino umbro, creando un ponte tra passato e futuro. Una “indagine” che si concentrerà sullo studio delle varietà di viti autoctone, sul loro legame con il territorio e sul ruolo cruciale che hanno avuto nella produzione di vini unici, ma che analizzerà pure le pratiche agricole e di vinificazione utilizzate nel corso dei secoli, con un occhio di riguardo alle tecniche tradizionali e sostenibili. Inoltre, saranno analizzate le abitudini e i rituali legati al vino, elemento fondamentale della cultura e della tradizione umbra.

L’obiettivo principale di “Radici” è quindi duplice. Comprendere il passato, ricostruendo così la storia del vino umbro per capire cosa è rimasto oggi di quelle antiche tradizioni e conoscenze. Ma anche valorizzare il presente e costruire il futuro, individuando i punti di forza del passato per promuovere il vino umbro nel futuro, valorizzando le peculiarità botaniche, agronomiche e ambientali del territorio.

Il concept “Radici” sarà quindi lanciato per la prima volta a Parigi per poi accompagnare le spedizioni alle altre fiere. Successivamente, sarà approfondito e arricchito di contenuti al Vinitaly, la più grande fiera del vino italiano. “Radici” sarà il filo conduttore che guiderà la narrazione dei vari stand, enfatizzando il legame profondo tra tradizione, territorio e innovazione. Un modo per promuovere l’eccellenza del vino umbro nel mondo, raccontando la sua storia e valorizzando le sue peculiarità uniche.

Le iniziative di UmbriaTop sono inserite nell’ambito delle iniziative di promozione delle produzioni certificate umbre promosse dalla Cooperativa Umbria Top Wines nell’ambito della misura del CSR Umbria 2023-2027 – intervento SRG10 “Promozione dei prodotti di qualità”.

Settore Manifestazioni Confesercenti, Mauro Giorgi responsabile regionale

Mauro Giorgi, imprenditore, molto conosciuto nel settore dell’organizzazione di appuntamenti periodici dedicati agli appassionati dell’antiquariato, del collezionismo, del modernariato e del vintage, è stato nominato responsabile regionale del settore “Manifestazioni,Eventi Affini ” della Confesercenti Umbria.

Con la sua associazione culturale “InDivenire” Mauro Giorgi è presente a Todi, Perugia, Foligno e Orvieto, a dimostrazione delle capacità organizzative e della scrupolosa attenzione nell’organizzazione di questi eventi.

Confesercenti Umbria prosegue così nella costante attenzione verso il mondo della piccola e media impresa, aggregando nuovi consensi.

Opere pubbliche, la Regione Umbria si affida al digitale con il BIM

Il digitale per migliorare le procedure delle opere pubbliche. La Regione Umbria ha approvato la delibera che istituisce un gruppo di lavoro dedicato all’implementazione del Building Information Modeling (BIM), il metodo digitale che rivoluziona la progettazione, la costruzione e la gestione delle infrastrutture. Una decisione che risponde agli obblighi normativi previsti dal Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che impone l’adozione del BIM per tutti gli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione di importo superiore ai 2 milioni di euro.

L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza e la qualità delle opere pubbliche, rendendo i processi più trasparenti, ottimizzando tempi e costi e garantendo un controllo più puntuale su tutte le fasi di realizzazione e manutenzione delle infrastrutture.

“La transizione digitale non è un’opzione, ma una necessità per garantire efficienza e qualità negli investimenti pubblici,” ha dichiarato Francesco De Rebotti, Assessore alle infrastrutture, trasporti e sviluppo economico della Regione Umbria. “Questa delibera segna un cambio di passo fondamentale: il BIM ci consentirà di controllare ogni aspetto delle opere pubbliche con un approccio basato su dati certi e processi strutturati, riducendo sprechi e inefficienze.”

Il gruppo di lavoro, composto da dirigenti di diversi settori regionali, tra cui Infrastrutture e Trasporti, Lavori Pubblici, Demanio e Patrimonio, Cybersecurity e Risorse Tecnologiche, avrà il compito di sviluppare un sistema di gestione digitale basato su BIM, articolato in tre direttrici principali: formazione del personale, acquisizione di strumenti tecnologici e definizione di un modello organizzativo efficiente. Uno degli aspetti chiave del progetto riguarda la formazione del personale tecnico e amministrativo, affinché i professionisti coinvolti nella gestione degli appalti pubblici possano acquisire competenze specifiche sui nuovi strumenti digitali. A tal fine, la Regione ha già avviato un primo percorso formativo che ha coinvolto tecnici e dirigenti in corsi dedicati alla metodologia BIM, con l’obiettivo di consolidare una qualificazione avanzata della macchina amministrativa.

L’adozione del BIM richiede strumenti hardware e software avanzati, in grado di gestire in modo integrato ogni fase della progettazione e realizzazione delle opere. Il gruppo di lavoro definirà un piano di acquisizione e manutenzione di piattaforme digitali, garantendo che le stazioni appaltanti regionali possano operare con le tecnologie più moderne.

Un elemento centrale sarà la creazione di un ambiente digitale condiviso, che permetterà ai diversi soggetti coinvolti di accedere a un’unica piattaforma per consultare progetti, documenti tecnici e flussi informativi in tempo reale. Questo sistema consentirà una gestione più efficace delle gare d’appalto e una maggiore trasparenza nei processi decisionali. La delibera prevede anche la stesura di un atto organizzativo che definirà ruoli, responsabilità e flussi informativi nel nuovo sistema di gestione digitale. In particolare, verranno individuate figure chiave come il gestore dell’ambiente di condivisione dei dati, i responsabili dei processi digitali e il coordinatore del flusso informativo degli appalti, garantendo così una gestione efficiente e conforme alle normative vigenti.

“La digitalizzazione è la strada per una gestione più sostenibile e innovativa del nostro patrimonio infrastrutturale,” ha concluso l’assessore De Rebotti. “Grazie al BIM – assicura – la Regione Umbria sarà in grado di ottimizzare tempi e costi, garantendo al contempo la qualità e la sicurezza delle opere pubbliche. Si tratta di un passaggio essenziale per rendere il nostro territorio più competitivo e pronto ad affrontare le sfide del futuro.”

L’approvazione di questa delibera segna dunque un punto di svolta per il settore degli appalti pubblici in Umbria, ponendo le basi per una regione più innovativa, efficiente e digitale.

Un settore, quello dei lavori pubblici, nel quale nei giorni scorsi associazioni imprenditoriali delle costruzioni e organizzazioni sindacali di categoria hanno siglato il Protocollo per la legalità e la sicurezza, auspicando un’ampia adesione da parte delle stazioni appaltanti, alle quali si chiede anche di limitare il criterio del massimo ribasso per l’indizione delle e il subappalto a cascata.

Il Giordano Bruno di Perugia aderisce al progetto italo-francese “Prix Palatine”

A chiusura delle attività di Orientamento in ingresso e consapevole dell’incremento assoluto maggiore di iscrizioni registrato, lo scorso anno, tra tutte le Scuole Secondarie di Secondo Grado del comune di Perugia, il Liceo Linguistico dell’I.I.S. Giordano Bruno, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, presenta il Progetto ‘Prix Palatine’, rivolto alle sezioni Esabac del Liceo Linguistico e concernente l’intero anno scolastico 2024/2025.

Sotto la guida delle due docenti-referenti, la professoressa Cristina Cipolloni e la professoressa Maria Giovanna Gori, due classi del Liceo Linguistico di questo sperimentale Istituto perugino hanno aderito al prestigioso progetto ‘Prix Palatine’, proposto da Palatine e Lutetia, due associazioni culturali fondate a Parigi e a Roma con l’intento di promuovere scambi culturali tra Italia e Francia, in chiave europea. Si tratta di un progetto didattico e cinematografico che sintetizza l’educazione all’immagine e l’apprendimento della lingua francese: organizzato sia in Italia che in Francia, tale premio cinematografico, basato su tematiche socio-culturali e rivolto alla fascia adolescenziale, è riconosciuto da una giuria binazionale, composta da giovani provenienti da entrambi i Paesi.

Tra le competenze-chiave di questo progetto didattico si annoverano l’acquisizione dei primi rudimenti del linguaggio cinematografico, il potenziamento dello scambio culturale tra Italia e Francia, favorendo la costruzione di un’identità culturale europea e il consolidamento della padronanza della lingua francese. «Coerentemente con queste finalità educative – sottolineano le professoresse Cipolloni e Gori – nell’anno scolastico 2024/2025 le classi Esabac hanno aderito al progetto Prix Palatine, che valorizza il dialogo interculturale tra Italia e Francia, fornendo agli studenti gli strumenti per una fruizione consapevole del linguaggio cinematografico e rendendoli partecipi in prima persona come giuria giovanile di film in lingua originale a concorso».

«Gli studenti Esabac – proseguono le docenti-referenti – scoprono di acquisire progressivamente un metodo di approccio efficace e funzionale agli studi e alla comprensione della realtà».

Cos’è l’Esabac

Come si apprende navigando nel sito dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia (https://www.giordanobrunoperugia.edu.it/pagine/liceo-linguistico), al Liceo linguistico ‘tradizionale’ è affiancato il Liceo linguistico con opzione Esabac.

L’offerta formativa si articola in tre opzioni, basate sull’insegnamento delle seguenti lingue: inglese, francese, spagnolo o tedesco, e si basa su 33 ore annuali di conversazione con docenti madrelingua. La Storia viene impartita in francese. Dal terzo anno di Liceo è possibile scegliere l’opzione Esabac per il conseguimento del doppio diploma valido sia in Italia che in Francia: Esame di Stato – Baccalauréat.

Dunque, il percorso Esabac permette il rilascio simultaneo di un ‘doppio diploma’, con i patrocini dell’Ambassade de France en Italie e dell’Intitut Français: l’Esame di Stato italiano e il Baccalauréat francese (quest’ultimo titolo dà accesso all’Università in Francia al pari degli studenti francesi) nelle Scuole Secondarie di II grado con sezione binazionale italo-francese Esabac. Quattro, le ore di Lingua e letteratura francese settimanali e due, le ore di Storia in lingua francese.

Agricoltura dal passato al futuro, esperti a confronto nel convegno Cia a Fabro Scalo

Dalla sostenibilità al ruolo dell’agricoltore nella conservazione del territorio e della biodiversità, fino alle sfide moderne della ruralità. Questi temi che sono stati al centro dell’incontro intitolato “Dal passato al futuro attraverso le sfide del presente”, che si è tenuto a Fabro Scalo, organizzato da Cia Agricoltori Italiani dell’Umbria e con la partecipazione di esperti del settore. Una riflessione sull’evoluzione del settore agricolo, dalle sue radici ancora fortemente presenti nell’attività odierna, sino alle nuove esigenze e criticità, anche legate al cambiamento climatico.

Sono intervenuti Costantino Pacioni presidente Cia Orvieto, Enrico Brugnoli ricercatore, dirigente di spicco del Cnr e membro del Cda del Consorzio della Valdichiana, Emma Tedeschini docente dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, Enrico Pietrangeli antropologo, Nazzareno Mariucci agronomo, e Isabella Tedeschini consulente d’amministrazione e management aziendale. Le conclusioni sono state affidate a Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria e vice presidente nazionale.

Pacioni ha parlato di «una situazione di difficoltà» per gli agricoltori, sottolineando come i costi sostenuti non siano adeguatamente coperti. «Se sul carrello della spesa si percepisce un netto aumento, quello che noi vediamo è una diminuzione del prezzo alla produzione. Ogni 100 euro che il consumatore spende al supermercato, l’agricoltore guadagna 1,8 euro, che è una cifra pari a circa il 2% del totale. In meno di dieci anni, l’Umbria ha perso il 25% delle sue aziende agricole, un fenomeno che ha portato a un progressivo abbandono di terreni, al rischio idrogeologico e incendi. Non possiamo più andare avanti in queste condizioni. Se c’è un incremento nell’industria di trasformazione, si registra una diminuzione del 30% nella produzione agricola. Alle istituzioni chiediamo di essere ascoltati su tutti questi aspetti».

Enrico Brugnoli ha spiegato come il cambiamento climatico stia impattando sull’agricoltura e sulla disponibilità di acqua, sottolineando l’importanza «della gestione delle acque per l’agricoltura e sulla manutenzione del territorio per fronteggiare l’aumento di eventi estremi con frequenti inondazioni ed erosione del suolo». Brugnoli ha anche fatto cenno all’esperienza maturata all’interno del Consorzio di bonifica e a alcuni progetti che mettono al centro «una agricoltura cosiddetta di precisione».

La professoressa Emma Tedeschini ha presentato il progetto di “Citizen Science”, che coinvolge i cittadini nella ricerca agricola che studia il microbiota delle foglie di lattuga, con la partecipazione attiva delle comunità locali che partecipano direttamente alla sperimentazione». Una delle fasi del progetto si svolgerà nel territorio dell’alto Orvietano, dove i cittadini contribuiranno alla raccolta di dati e alla sperimentazione sul campo». Pietrangeli ha discusso il fenomeno del Neoruralismo, un controesodo dalle città alla campagna, dove le pratiche agroecologiche contrastano il modello agricolo industriale. «Esempi concreti di pratiche agroforestali mostrano come queste nuove realtà rurali stiano rispondendo alle sfide attuali, combinando tradizione e innovazione in modo efficace e trasformativo». L’agronomo Mariucci ha parlato delle opportunità offerte dai bandi del Csr in Regione Umbria attualmente disponibili e aperti.

Isabella Tedeschini ha evidenziato l’importanza di valorizzare le tradizioni agricole locali, mantenendole vive e adattandole alle specificità del territorio. Tre aree di lavoro: «il capitale umano – ha spiegato – la valorizzazione del territorio e la perseveranza necessaria per portare avanti il cambiamento». Il presidente regionale Bartolini ha concluso l’incontro ricordando che la conoscenza del passato è cruciale per evitare gli stessi errori. Ha evidenziato l’evoluzione del settore agricolo nel dopoguerra, ma anche il declino dei modelli di agricoltura familiare e biodiversità. Contrariamente a quanto affermano alcuni politici», ha detto, «i dati Istat mostrano che nel 2024 le aziende agricole sono scese sotto il milione, rispetto ai 3 milioni di venti anni fa. Se l’export agroalimentare aumenta noi siamo felici ma se contestualmente la produzione di materie prime del nostro paese diminuisce, chi difende l’agricoltura italiana non può tacere o gioire».

Contro le liste d’attesa cambia il modo di contattare gli utenti

Ottomila nuovi posti disponibili in 10 giorni e un nuovo sistema per ridurre gli spostamenti degli utenti. Sono le misure annunciate dalla Regione per ridurre le liste d’attesa. Un obiettivo prioritario dell’amministrazione della governatrice Stefania Proietti, che sta superviosionando il lavoro della squadra ‘direzione salute’, che coinvolge i direttori delle quattro aziende sanitarie regionali e i professionisti della Regione e delle aziende.

Vengono quindi ampliate le disponibilità di nuovi posti nelle agende di prenotazione, soprattutto per le prestazioni più critiche, al fine di migliorare l’equità d’accesso. Negli ultimi 10 giorni, da quando appunto si è insediata la squadra della direzione salute, sono stati aumentati oltre 8.000 nuovi posti per esami e visite. Questo sforzo – annuncia la Regione – continuerà con una revisione giornaliera delle agende di prenotazione, volta alla creazione di ulteriori disponibilità, grazie alla supervisione del nuovo responsabile unico regionale per le liste d’attesa (RUAS). La nomina di tale figura chiave sarebbe dovuta avvenire per legge nazionale entro il 31 ottobre 2024, ma è stata fatta – viene sottolineato – dall’attuale Giunta regionale che ha individuato il dirigente regionale responsabile del servizio programmazione sanitaria, assistenza ospedaliera, maxi-emergenza.

Nuovo metodo di contattare gli utenti

Cambiata anche la modalità con cui vengono contattati i cittadini che sono da più tempo in attesa, al fine di assegnare loro un appuntamento in tempi rapidi. In questo senso, per quelle tipologie di prestazioni storicamente più difficili da effettuare, come le colonscopie, le gastroscopie e le risonanze magnetiche, i cittadini riceveranno una chiamata telefonica proveniente da un numero fisso del distretto della Asl di appartenenza. A seguito della telefonata, il cittadino riceverà anche un sms dal numero “CUP Umbria” con la conferma della prenotazione. Per tutte le altre tipologie di prestazioni sanitarie invece, i cittadini in attesa riceveranno esclusivamente un messaggio sms dal numero “CUP Umbria” con le informazioni sul nuovo appuntamento assegnato.

“Molti cittadini non stanno rispondendo”

La governatrice chiede anche la collaborazione degli umbri: “In 10 giorni abbiamo aperto oltre 8000 posti disponibili nelle liste di attesa, ma abbiamo bisogno anche del vostro aiuto perché molti i cittadini – forse esasperati dal troppo tempo atteso per ottenere la prenotazione delle prestazioni richieste – non stanno rispondendo alle nostre chiamate che sbloccano le liste di attesa. Il nostro impegno concreto e costante riguarda anche gli ambiti territoriali di garanzia, volti a ridurre il più possibile gli spostamenti attraverso tutta la regione a cui sono stati costretti finora i cittadini per effettuare una visita o un esame. Con il nuovo modello che abbiamo iniziato ad implementare proprio per evitare un ulteriore disagio oltre ai tempi di attesa, stiamo progressivamente assegnando, sulla base delle tecnologie disponibili, appuntamenti nell’ambito dei distretti sanitari di residenza. È l’inizio di un percorso impegnativo – conclude la presidente – che non veniva più fatto da anni nella nostra regione, che richiede anche la riorganizzazione dei sistemi e delle prestazioni nei presidi, ma che per noi è una priorità verso l’obiettivo di una sanità di prossimità, vicina alla popolazione e che prenda in carico il percorso di prevenzione e cura di ogni cittadino”.

Costruzioni, imprese e sindacati insieme per la legalità e la sicurezza

Siglato nella sede del Sistema Edilizia di Perugia, dai presidenti regionali delle associazioni datoriali del settore delle costruzioni ANCE Umbria, CNA Costruzioni Umbria, ANAEPA Confartigianato Umbria, LEGACOOP Produzione e Servizi Umbria, e dai segretari delle organizzazioni sindacali di categoria Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL regionali, il Protocollo di Legalità sui temi della sicurezza, della salute, della dignità e della regolarità del lavoro, del pieno rispetto delle norme negli appalti pubblici.

Le finalità del Protocollo

L’accordo, frutto di un’ampia collaborazione tra le principali associazioni di rappresentanza delle imprese e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, mira a diventare una sorta di bussola operativa per tutte le Stazioni Appaltanti che vorranno sottoscrivere il Protocollo, nella consapevolezza che solo il pieno rispetto delle norme da parte di tutte le imprese possa garantire sicurezza nei cantieri, dignità del lavoro, evitare distorsioni nel mercato ed assicurare la corretta esecuzione dei lavori oggetto di pubblico appalto.

Nel Protocollo sono state condivise le linee guida concrete per garantire una corretta applicazione della normativa vigente, con particolare riferimento al Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023).

Il Protocollo non si limita alla semplice enunciazione di principi, ma promuove una condivisione di intenti tra le parti per rafforzare la trasparenza, la qualità e la tutela del lavoro nei cantieri pubblici. L’obiettivo è quello di contrastare fenomeni di lavoro irregolare, garantire condizioni di sicurezza per i lavoratori, tutelare la dignità professionale e combattere qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa o pratica distorsiva del mercato.

I segretari dei sindacati di categoria

Commentano i segretari di Fillea Cgil, Elisabetta Masciarri, Filca Cisl, Giuliano Bicchieraro e Feneal Uil, Alessio Panfili: “Si tratta di un protocollo importante, che mette al centro i lavoratori, la necessità di contrastare il lavoro irregolare, il dumping contrattuale e favorire il lavoro buono e di qualità. Un impegno condiviso – sottolineano – per assicurare che ogni progetto pubblico possa essere realizzato nel rispetto delle regole, valorizzando la qualità del lavoro e la legalità. Per questo, l’impegno che chiediamo alle Stazioni Appaltanti che vorranno sottoscriverlo è quello di assumersi una responsabilità chiara: limitare il subappalto a cascata, garantire che le lavoratrici e i lavoratori, sia in appalto che in subappalto, abbiano gli stessi diritti e lo stesso trattamento economico e normativo previsto dal Ccnl Edilizia, sottoscritto dai sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, e dalle parti datoriali, Ance, Cna, Confartigianato, Legacoop, e favorire il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nelle gare d’appalto, superando la logica del massimo ribasso che troppo spesso porta a tagli su sicurezza, salari e condizioni di lavoro. Rivendichiamo inoltre la necessità di una contrattazione di anticipo, non per burocratizzare il sistema, ma per prevenire contenziosi, tutelare i lavoratori e garantire che i cantieri operino nel rispetto delle regole fin dal primo giorno. Con questa firma, tutto il settore si schiera compatto per difendere e rafforzare i Contratti collettivi nazionali dell’Edilizia e la bilateralità, strumenti fondamentali per garantire diritti, sicurezza e dignità a chi lavora”.

I presidenti delle associazioni imprenditoriali

“Questo protocollo – commenta il presidente di ANCE Umbria, Albano Morelli – è un segnale concreto che l’attività delle costruzioni può e deve essere svolta all’interno di un contesto di regolarità e sicurezza. E’ teso ad assicurare prioritariamente la sicurezza delle maestranze e la vera dignità del lavoro attraverso il pieno rispetto delle tutele contrattuali. Ma non è da sottovalutare il fatto che solo il reale rispetto delle regole da parte di tutte le imprese può garantire un’effettiva concorrenza, a tutela del corretto sviluppo imprenditoriale e della qualità degli interventi. E le amministrazioni pubbliche devono essere sensibili a questi temi, anche limitando, per quanto possibile, il ricorso alla procedura del massimo ribasso e del subappalto a cascata, che possono favorire fenomeni di distorsione della concorrenza e il lavoro nero”.

“Le pubbliche amministrazioni – evidenzia il presidente di CNA Costruzioni, Emanuele Bertini – possono avere un ruolo fondamentale nel garantire non solo il regolare svolgimento del lavoro nei cantieri, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, ma anche i presupposti affinché già dalla pubblicazione delle gare le imprese che partecipano, sino a quelle che operano in subappalto, siano tutte nelle stesse condizioni di partenza, a tutela delle maestranze, di tutte le aziende ‘sane’, anche di quelle più piccole, e della qualità dei lavori eseguiti. Per questo – ribadisce Bertini – è fondamentale contenere il ricorso al massimo ribasso e limitare il subappalto a cascata”.

Pierangelo Lanini, presidente di ANAEPA Confartigianato Edilizia Umbria, commenta con soddisfazione la sottoscrizione del protocollo, “perché è il risultato di una cultura del lavoro edile che considera come una responsabilità collettiva il contenimento al minimo delle procedure di appalto al massimo ribasso, valorizza la scelta di fornitori affidabili e radicati nel territorio e afferma una volontà di contrasto del fenomeno del dumping contrattuale. Non è possibile – evidenzia Lanini – che le imprese corrette, che applicano il giusto CCNL, si trovino svantaggiate rispetto a chi pratica dumping”.

Il presidente di LEGACOOP Produzione e Servizi Umbria, Matteo Ragnacci, sottolinea come tutte le sigle che hanno sottoscritto il Protocollo riconoscano “il preminente interesse pubblico alla tutela della massima legalità e delle piena trasparenza in relazione alla realizzazione delle opere pubbliche, anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza e della regolarità nei cantieri. Noi come sistema delle imprese, anche attraverso il costante confronto con le organizzazioni sindacali, siamo pronti a fare concretamente la nostra parte”.

Alla luce di queste valutazioni, mondo delle imprese e organizzazioni sindacali auspicano che il Protocollo possa essere recepito e condiviso da un numero sempre maggiore di Stazioni Appaltanti, diventando un punto di riferimento per l’intero settore dei lavori pubblici in Umbria.

Confcommercio, venerdì l’inaugurazione della nuova sede a Orvieto

Venerdì 7 febbraio, ore 10:30, inaugurazione dei nuovi locali di Confcommercio Orvieto, all’interno dello spazio co-working “Spazi per l’Italia” di Poste Italiane, in Largo Maurizio Ravelli n. 4.

A fare gli onori di casa sarà il presidente di Confcommercio Orvieto, Stefano Malentacchi, insieme ai consiglieri dell’associazione. Saranno presenti il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, il presidente regionale di Confcommercio, Giorgio Mencaroni (nella foto) e il direttore Vasco Gargaglia.

Durante la cerimonia verranno illustrati brevemente alcuni servizi dedicati agli imprenditori, con un focus particolare su accesso al credito e bandi pubblici per favorire la crescita delle imprese locali; consulenza fiscale e assistenza personalizzata, per affrontare al meglio le sfide del mercato; formazione e aggiornamento professionale, con opportunità esclusive offerte dal Polo formativo di Confcommercio Umbria.