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Autore: Redazione

San Valentino Jazz 2026, il programma completo fino al 15 febbraio

Confartigianato Imprese Terni ha reso noto il programma completo di San Valentino Jazz 2026, il festival diffuso che fino al 15 febbraio porta a Terni undici giorni di musica, incontri e atmosfere jazz.

Club, bistrot, ristoranti, spazi culturali e luoghi della città diventano palcoscenici vivi, animati da molti concerti con artisti e progetti che attraversano il jazz nelle sue molteplici forme: dal suono più tradizionale alle sperimentazioni contemporanee.

San Valentino Jazz è molto più di una rassegna musicale: è un’esperienza condivisa, un percorso urbano fatto di note, relazioni e partecipazione, capace di unire musica, città e comunità.

San Valentino e Carnevale, la Finanza sequestra prodotti contraffatti

Controlli straordinari contro la contraffazione e il commercio abusivo da parte del Comando provinciale guardia di finanza di Terni in in occasione delle festività di San Valentino e del Carnevale. Materiale che in alcuni casi può risultare pericoloso, soprattutto per i bambini.

Il Gruppo di Terni e la Tenenza di Orvieto hanno proceduto, in diverse località della provincia, al sequestro amministrativo di oltre sei mila prodotti non conformi agli standard europei, tra i quali decorazioni, maschere di carnevale e giocattoli vari, destinati ai consumatori in vista delle imminenti festività. Le motivazioni del sequestro sono connesse alla mancanza di marcatura CE o dichiarazione di conformità, nonché alla presenza di etichettature non conformi alle norme vigenti o all’assenza delle indicazioni concernenti la composizione di tali prodotti.

I titolari dei negozi controllati sono stati segnalati in via amministrativa alla locale Camera di Commercio per violazione del Codice del Consumo, con l’irrogazione di sanzioni pecuniarie per un importo che va da un minimo di 516,00 ad un massimo di 25.000,00 euro.

Le operazioni poste in essere dalle Fiamme Gialle ternane, confermano il costante impegno del Corpo nell’attività di prevenzione e repressione degli insidiosi fenomeni della contraffazione e del commercio di prodotti non conformi, non sicuri e dannosi per la salute pubblica, con il duplice fine di salvaguardare l’incolumità dei consumatori, spesso bambini, e garantire il rispetto delle regole del mercato, a tutto vantaggio degli operatori economici corretti.

Francesco, Cammini e sport: l’Umbria alla Bit di Milano con l’obiettivo dei 9 milioni di turisti nel 2026

L’Umbria alla Bit di Milano con l’obiettivo dei 9 milioni di turisti nel 2026, anche grazie agli eventi francescani. Inaugurata la partecipazione alla Borsa internazionale del turismo, in programma fino al 12 febbraio.

Commenta la presidente della Regione, Stefania Proietti: “Il turismo è uno dei motori economici che cresce più in Umbria trascinando con sé molti altri comparti. Per questo ci stiamo lavorando con tutto il nostro impegno. Ne è un esempio il bellissimo stand che abbiamo allestito alla Bit e il ricchissimo programma di appuntamenti e incontri che vi abbiamo organizzato in questi pochi giorni. Lo scorso anno abbiamo sfiorato gli 8 milioni di turisti, ma non ci accontentiamo. Nel 2026, infatti, ricorre l’ottocentenario della morte di san Francesco d’Assisi e questo anniversario attrarrà in Umbria ancora più persone. Nel mese in cui avverrà l’ostensione pubblica straordinaria delle spoglie di Francesco, nella sola città di Assisi sono già confermate 450mila prenotazioni e ne stimiamo almeno 750mila. Numeri incredibili. Ciò ci lascia ben sperare e siamo già al lavoro per cercare di raggiungere l’ambizioso obiettivo dei 9 milioni di turisti”.

Turismo lento

L’Umbria è presente alla BIT con un proprio spazio allestito da Sviluppumbria su una superficie di circa 300 metri quadrati, dotato anche di una tecnologica installazione immersiva dedicata agli itinerari che attraversano il territorio regionale, che consente al pubblico di vivere virtualmente questa esperienza. L’Umbria ha infatti scelto di partecipare alla manifestazione, con la collaborazione di Sport & Salute Spa, focalizzandosi su benessere, sport, spiritualità ed esperienze outdoor come chiavi contemporanee di lettura del territorio, proponendo in due giorni dieci specifici panel su questi temi. Una strategia che intende mettere a sistema turismo lento, cammini, grandi eventi sportivi e innovazione digitale, facendo dell’Umbria una destinazione di riferimento per un modello di sviluppo turistico sostenibile, accessibile e orientato alla qualità dell’esperienza.

Oltre alla presidente Proietti, alla giornata inaugurale erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale al turismo e allo sport, Simona Meloni, l’amministratore unico di Sviluppumbria, Luca Ferrucci, il presidente di Anci Umbria, Federico Gori, il direttore Sport nei territori di Sport e Salute, Lorenzo Marzoli. il segretario generale della Camera di commercio dell’Umbria, Federico Sisti, rappresentanti dei Comuni umbri e delle associazioni di categoria, oltre a una ventina di operatori turistici, rappresentativi dell’intera filiera dell’ospitalità, a cui sono state messe a disposizione altrettante postazioni per incontri B2B (business to business) con omologhi di tutto il mondo. Numerosi anche gli ospiti di rilievo che sono intervenuti agli eventi organizzati dalla Regione Umbria nella prima giornata della Bit tra cui il campione di rugby Andrea Lo Cicero, il campione olimpico e mondiale di nuoto Massimiliano Rosolino e campione olimpico e mondiale di marcia Maurizio Damilano. A condurre e coordinare i panel il giornalista e conduttore televisivo Pierluigi Pardo.

“L’Umbria – ha dichiarato l’assessore Meloni – vuole diventare un laboratorio nazionale del turismo lento, dove spiritualità, natura e mobilità dolce si incontrano, riprendendo un’antica vocazione, ma guardando alla contemporaneità. Alla Bit in particolare, abbiamo voluto raccontare le opportunità che offriamo di cicloturismo e turismo lento, cercando di rendere protagonista anche il turista slow che, come abbiamo visto dai dati, è quello che si ferma di più, che spende di più e che è alla ricerca anche di quell’autenticità e genuinità che oggi l’Umbria è in grado di raccontare. I numeri estremamente positivi che abbiamo raggiunto nel 2025 ci confermano che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta”.

“A poche ore dall’inaugurazione – ha rilevato l’amministratore unico di Sviluppumbria, Luca Ferrucci –, guardando anche l’affluenza e la partecipazione del pubblico, posso già dire che i risultati sono ottimi. Abbiamo allestito uno stand che, anche comparativamente alle altre regioni, si distingue per originalità, bellezza e capacità attrattiva. Inoltre, la presenza delle postazioni del pool di operatori turistici forma una corona attorno al nostro stand, che fortifica l’attrattività dell’Umbria”. In merito all’innovativa postazione immersiva dedicata ai cammini umbri, intitolata

Cammini

‘I cammini del benessere’, così ha illustrato questa novità Ferrucci: “Ormai si può immaginare di camminare in Umbria anche usando la tecnologia. Ma ovviamente l’invito è a venirla a percorrere nella realtà e non solo in modo virtuale”. Realizzato con il contributo attivo di Sport e Salute, l’allestimento consiste in un cubo, all’interno del quale vengono proiettate immagini in movimento di sentieri, borghi, eremi e aree boschive, offrendo al visitatore l’esperienza di una totale immersione nello spazio del cammino. Potendo anche utilizzare il supporto di tapis roulant e cyclette Riprese in soggettiva, suoni della natura e una colonna musicale evocativa restituiscono in modo realistico il movimento come pratica di benessere fisico, mentale e spirituale.

Bici

E poi c’è il turismo in bicicletta. “Bici in Comune, driver per lo sviluppo del Cicloturismo in Umbria”: questo è il titolo del panel che si è tenuto martedì 10 febbraio alla BIT di Milano, presso lo stand della Regione Umbria. A parlarne – moderati dal giornalista sportivo Pierluigi Pardo – Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Simona Meloni, assessora regionale al Turismo e Agricoltura, e i rappresentanti di alcune delle amministrazioni comunali coinvolte, tra capofila e partner, tra cui Federico Gori, sindaco di Montecchio e presidente di Anci Umbria (intervenuto anche in rappresentanza di Anci nazionale),  i sindaci Roberta Tardani (Orvieto), Vittorio Fiorucci (Gubbio) e Luciano Clementella (San Gemini), il vicesindaco Fabio Carloni (Baschi) e l’assessora Luisa Cacciamani (Cannara).

“’Bici in Comune’ – ha spiegato Federico Gori – è un progetto promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, con il supporto del Dipartimento per lo Sport, tramite di Sport & Salute e da Anci. È rivolto ai Comuni italiani ed finalizzato alla promozione della mobilità ciclistica, quale strumento per uno stile di vita sano e attivo, e all’implementazione della mobilità ciclistica e del cicloturismo. Il bando ha riscosso un grande successo con l’adesione di quasi 2.000 Comuni (pari al 25% di quelli italiani) a conferma di un tema molto attenzionato che mette insieme politiche attive per la promozione della salute e di corretti stili di vita dei cittadini nonché per la promozione delle eccellenze locali, dell’innovazione e del marketing territoriale. Ora siamo nella fase di realizzazione delle progettualità da parte di circa 500 Comuni (di cui 200 capofila e il restante in qualità di partner dei progetti)”.

Nello specifico, in Umbria sono undici i Comuni capofila i cui progetti sono risultati idonei (a cui ne sono collegati altri come partner): Gubbio, Perugia, Todi, Bettona, Bevagna, Fabro, Giove, Marsciano, Montecchio, Montone e Spoleto.

Ilenia vuole diventare ingegnere, a lei la borsa in memoria di Angelo Sportellini

Consegnato alla studentessa Ilenia Gervasi dell’Istituto tecnico tecnologico statale (Itts) ‘Alessandro Volta’ di Perugia la borsa di studio in memoria di Angelo Sportellini, scomparso a 60 anni poco meno di un anno fa, ex studente del “Volta” e collaboratore della Trafocoop di Tavernelle di Panicale, azienda che ha donato un assegno di 1.500 euro.

Una sorpresa per la giovane che frequenta il quinto anno dell’indirizzo Meccanica Meccatronica Energia dell’Istituto di Piscille, alla quale era stato detto che avrebbe dovuto presentare il proprio corso di studi ai rappresentanti dell’azienda. Come è noto, infatti, tra le missioni del Volta c’è anche quella di creare un legame profondo tra istruzione tecnica e tessuto aziendale del territorio, “senza tralasciare il lato umano”, ha sottolineato la dirigente scolastica Fabiana Cruciani, presente insieme al presidente della Trafocoop, Federico Malizia, e ai familiari di Angelo Sportellini.

“Coltivate il vostro capitale umano – ha esortato gli studenti la dirigente Cruciani –. L’intuizione, il sentimento che c’è dietro a ogni azione che noi portiamo avanti è estraneo al mondo delle macchine. Cosa voglio dire con questo? Il capitale umano è quello che vi salverà dalle situazioni pesanti che la vita vi riserverà. Oggi la Trafocoop ci insegna che anche dalle situazioni drammatiche è possibile avere uno sguardo di speranza per il futuro. Il dolore si supera guardando avanti e tenendo vivo il buono delle persone che ci hanno lasciato”. Dopo l’intervento della figlia di Sportellini, Eleonora, è seguito quello di Malizia, che ha presentato brevemente l’azienda che si occupa di fabbricazione e progettazione di trasformatori elettrici, per poi ricordare il collega scomparso e le motivazioni che hanno spinto la cooperativa e la famiglia a portare avanti la sua “eredità professionale”.

“Su questi banchi Angelo ha maturato le sue capacità professionali – ha affermato il presidente di Trafocoop – e per tantissimi anni è stato un nostro collega di lavoro. Lo ricordiamo tutti i giorni, ma oggi con un gesto in più, attraverso l’assegnazione di questa borsa di studio. L’abbiamo consegnata con molta gioia, con la speranza che sempre più ragazzi si rendano conto che anche nelle loro strette vicinanze ci sono possibilità lavorative e possono veramente realizzare i propri sogni. È stato molto emozionante”.

Emozionata anche la giovane Ilenia perché “ho capito che l’impegno che ho messo in questi anni è stato ricompensato. Spero di riuscire a raggiungere i miei obiettivi, vorrei proseguire con l’Università e studiare Ingegneria meccanica”.

Expo Tecnocom, dopo il Trofeo della Pizza la giornata dedicata alle imprese

Expo Tecnocom, la manifestazione del settore Horeca in corso di svolgimento a Umbriafiere, entra nel vivo, dopo la giornata di lunedì in cui a a catalizzare l’attenzione di operatori e pubblico è stato il 4° Trofeo della Pizza, promosso da Molino Sul Clitunno, che ha trasformato l’Area Eventi in un palcoscenico di confronto ad alto livello tra professionisti provenienti da tutta Italia.

Un concorso che si conferma ormai come appuntamento di riferimento nel panorama nazionale, capace di valorizzare l’eccellenza della pizza italiana nelle sue molteplici interpretazioni. Tecnica, ricerca sugli impasti, attenzione alle materie prime e visione contemporanea del mestiere si sono intrecciate in una giornata intensa, seguita con grande interesse da addetti ai lavori e operatori del settore Horeca.

Accanto al successo degli eventi, emerge con forza anche la soddisfazione degli espositori, che parlano di un avvio di fiera dinamico e ricco di contatti qualificati. Sensazioni confermate anche dal presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni, che in queste ore sta visitando gli stand e incontrando direttamente le aziende partecipanti: “Girando tra i padiglioni si percepisce un clima estremamente positivo. Gli espositori ci restituiscono l’immagine di una fiera viva, con un pubblico preparato, realmente interessato e orientato al confronto. Expo Tecnocom – ha continuato Amoni – si conferma un appuntamento in cui non si viene solo a esporre, ma a costruire relazioni e creare opportunità concrete per il lavoro delle imprese”.

Il programma di martedì

La manifestazione prosegue martedì 10 febbraio con una giornata dedicata all’approfondimento tecnico e alle nuove opportunità per le imprese. In Area Eventi, alle ore 11.00, si aprirà la mattinata con un confronto tra due grandi interpretazioni della pizza, quella romana, bassa e croccante, e quella classica con bordo pronunciato, in un appuntamento curato dal Gruppo Dac insieme al Campione del Mondo di Pizza 2016 Pasquale Moro. Nel pomeriggio, alle ore 15.00, sempre il Gruppo Dac proporrà un focus su chimica della carne e termodinamica in cottura, un tema di grande interesse per i professionisti della ristorazione, guidato dal pitmaster Davide Bigarella.

Alle 17.00 l’evento dal titolo emblematico “Ma sei serio? paghi ancora l’energia nel 2026?” offrirà invece uno sguardo rivolto al futuro e alla sostenibilità economica delle imprese, a cura di Green 4 Business.

Expo Tecnocom conferma così il proprio ruolo di piattaforma di riferimento per il mondo Horeca del Centro Italia e non solo, capace di unire formazione, innovazione e occasioni di sviluppo in un unico grande evento pensato per chi vive il settore ogni giorno.

Mercoledì

La giornata di mercoledì 11 febbraio si aprirà nel segno della creatività e della ricerca gastronomica con due appuntamenti in Area Eventi curati da VEGANOK Academy, affidati allo chef Emanuele Rengo. Alle ore 11.30 il pubblico potrà assistere al live cooking “Te lo dico con un fiore”, un piatto che unisce tecnica, sensibilità e valorizzazione delle materie prime vegetali, mentre alle ore 12.30 sarà protagonista “Innamorarsi al primo… gnocco”, una proposta che racconta un approccio contemporaneo e creativo alla cucina, inserita in un percorso di formazione e approfondimento professionale.

Expo Tecnocom si avvia così alla conclusione confermando il proprio ruolo di appuntamento di riferimento per il settore Horeca del Centro Italia e non solo, capace di unire visione, innovazione e partecipazione in un unico grande evento.

Dal gemellaggio tra Terni e Cremona nasce il “PanTorrone”

E’ un gemellaggio solido come l’acciaio e dolce come i suoi prodotti gastronomici simbolo, quello tra Terni e Cremona. Città unite dalla qualità artigiana gastronomica e dalla produzione siderurgica. Un gemellaggio da cui è nato il “PanTorrone”, un dolce che unisce il Panpepato di Terni IGP e il Torrone di Cremona. E che sarà presentato – e soprattutto fatto assaporare – alla cittadinanza il 15 febbraio, quando Terni è ancora immersa nel clima delle festività per il suo Patrono San Valentino, nella Sala delle Coppe del Circolo Lavoratori Terni.

E qui c’è l’altro elemento del legame tra Terni e Cremona: l’acciaio, presente con il Gruppo Arvedi nelle due storiche città dalla forte vocazione industriale. Ma anche (e questo è il terzo legame) artigianale. Insieme a Confartigianato Terni, che con i maestri pasticcieri ha sostenuto il percorso che ha portato il Panpepato a ottenere la certificazione IGP, prodotto celebrato nella manifestazione “Sweet Pampepato”, è coinvolta infatti Confartigianato Cremona.

Ha spiegato il presidente di Confartigianato Imprese Terni, Mauro Franceschini: “A Terni, nella settimana di San Valentino, riproponiamo il gemellaggio avviato quattro anni fa a Cremona, tra il panpepato ed il torrone”.

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Come è fatto il PanTorrone

Un matrimonio, quello del 2022, da cui è nato il PanTorrone, sintesi di due eccellenze IGP e artigianali. Ne ha spiegato la composizione il maestro pasticciere Diego Petrelli: “Il panpepato da mezzo chilo, realizzato dai produttori artigiani ternani è il cuore di questa torta, ricoperto di torrone morbido bianco alle mandorle, realizzato ai Fratelli Rivoltini, poi guarnito ancora con il panpepato”. Con un consiglio per gustare al meglio questo dolce connubio: “Lo spicchio va assaggiato dando un morso al panpepato e poi, girandolo, con un morso al torrone”.

Due comunità ora legate anche dal Gruppo Arvedi

Teatro di questo connubio pasticciero, ma anche produttivo, sarà il Circolo Lavoratori Terni. “Terni e Cremona sono comunità – ha ricordato il direttore relazioni esterne e istituzionali Arvedi AST e presidente del CLT, Giovanni Scordo – legate anche per la presenza del fondatore del Gruppo Arvedi”. E chissà che dall’attenzione del Gruppo Arvedi anche per altri simboli identitari ternani, oltre alla siderurgia, non possano maturare in futuro collaborazioni con il coinvolgimento diretto in progetti per valorizzare le eccellenze artigianali del territorio.

Nello sport come nell’impresa, quando la mente aiuta a costruire il futuro

Martedì 10 febbraio alle 10 il Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino ospiterà l’evento ‘Oltre il campo – Come la mente costruisce il futuro’, un incontro dedicato al ruolo centrale della preparazione mentale nello sport, nel percorso scolastico e nella crescita personale, rivolto ai giovani degli istituti superiori di Gualdo Tadino.

Protagonista dell’iniziativa sarà Riccardo Ceccarelli, medico chirurgo e ceo & founder di Formula Medicine, che interverrà sul tema ‘Sogno, scelte e coraggio: la mente dietro il successo’, con un approfondimento volto ad evidenziare come l’allenamento mentale rappresenti oggi uno strumento concreto e indispensabile per affrontare le sfide ad alte prestazioni, nello sport come nella vita quotidiana. L’incontro ospiterà anche Demetrio Albertini, ex calciatore dell’AC Milan e della Nazionale italiana di calcio, che porterà la propria esperienza diretta, offrendo una testimonianza autentica sul valore delle scelte, della responsabilità e della crescita personale, entrambi in dialogo con Mario Donnini, giornalista sportivo e scrittore. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del sindaco del Comune di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, e dei dirigenti scolastici Angela Codignoni e Renzo Menichetti, la prima dell’Istituto Comprensivo ‘Franco Storelli’ di Gualdo Tadino – Casacastalda, e il secondo dell’Istituto di Istruzione superiore ‘Raffaele Casimiri’. Un evento patrocinato dal Comune di Gualdo Tadino a supporto di un progetto nato dalla collaborazione sinergica tra il professore Renzo Menichetti e Matteo Minelli, ceo di Ecosuntek e Birra Flea, aziende fortemente radicate nel territorio ed accomunate da una visione che mette al centro i giovani, la formazione e la responsabilità sociale d’impresa.

“Attraverso il sostegno a iniziative come questa – ha dichiarato Matteo Minelli – confermiamo anche in questo nuovo anno il nostro ed anche mio personale impegno nel promuovere progetti educativi capaci di offrire strumenti concreti, stimoli culturali e modelli positivi, contribuendo alla crescita consapevole delle nuove generazioni e al rafforzamento del legame tra scuola, mondo produttivo e comunità locale. Questo evento si inserisce in un percorso di dialogo e collaborazione, con l’intento di lasciare un segno duraturo nel tessuto sociale del nostro territorio”.

Innamorati a Terni per la promessa nella Basilica di San Valentino

Cinquanta coppie di fidanzati, a rappresentare simbolicamente gli innamorati di tutto il mondo, si sono scambiati la promessa d’amore nella Basilica di San Valentino, nella tradizionale cerimonia che avvicina alla festa per il giorno del patrono di Terni e degli innamorati.

“La promessa che vi scambiate davanti a san Valentino è la vita stessa che intendete fondare l’uno sull’altra, nel prendersi cura l’una dell’altra, come uno sbocciare continuo dell’amore”, è l’augurio che il vescovo Francesco Antonio Soddu ha rivolto alle coppie di fidanzati, provenienti, oltre che da Terni, da Assisi, Arezzo, Rimini, Trapani, Palermo, Tolentino, Trevi, Rieti, Perugia,alcune di loro insieme ai figli neonati.

Una cerimonia che suggella ancora di più il legame tra san Valentino e i fidanzati che diranno il loro “sì” entro l’anno, con la testimonianza di un Santo che parla di amore fedele e paziente, un amore attento, generoso e rispettoso, della famiglia fondata sul sacramento del matrimonio. Oltre ai tanti ternani che hanno preso parte alla celebrazione, anche coppie provenienti

“Il senso vero della vostra presenza oggi accanto a san Valentino – ha detto il vescovo – edifica e cementa quello che sta sbocciando nella vostra vita, ossia l’amore, che non finisce mai ed è come un giardino che rifiorisce, un germogliare continuo, nel quale si sente anche il profumo della vita nuova e bella che ognuno emana per l’altra persona e che insieme costituiscono il bel giardino della chiesa e della società. Il Signore chiama ciascuno di voi a realizzare ciò che Dio vuole, l’amore. Non allontanate mai il vostro cuore da Dio. Voi siete luce del mondo, ci dice il vangelo di Matteo, luce che serve non per se stessa, ma per illuminare, per dare senso a ciò che ci circonda. Gesù usa questo esempio per dire che le persone, vedendo le vostre opere buone, la cura, l’amore, attirano a Dio e rendono gloria a Dio”.

“San Valentino – ha sottolineato il vescovo – ci ricorda che, nella misura in cui si annuncia e testimonia il Vangelo, allora la vita ha un senso: il senso pieno, in quanto fondata sul Dio della vita e della realizzazione delle promesse. Non abbiate mai a noia questo grande insegnamento, esso è il segreto lieve e forte della vita stessa, essere presenza di Dio che è il sacramento stesso del matrimonio”.

Le coppie hanno quindi pronunciato coralmente la promessa d’amore davanti all’urna di san Valentino e, prima della benedizione del vescovo, la preghiera al Santo protettore dei fidanzati. Dopo la benedizione del vescovo, la consegna della pergamena alle coppie di futuri sposi, che insieme alla rosa bianca e al cuore su cui scrivere un pensiero d’amore ricevuto all’accoglienza da parte del comitato organizzatore della parrocchia di San Valentino, sono i segni in ricordo di questa giornata loro dedicata.

“Scettro dell’Imprenditorialità”, così nei comuni umbri

Todi tra i comuni umbri sopra i 10mila abitanti, Montefalco per quelli compresi tra 5mila e 10mila abitanti, Norcia per quelli sotto i 5mila abitanti. Sono i tre comuni umbri, per le varie fasce di dimensione, a cui, secondo i dati della Camera di commercio dell’Umbria, va lo “Scettro dell’Imprenditorialità”, per la quantità di imprese rispetto al numero di residenti.

Tra i municipi più grandi la palma resta a Todi, con 12 imprese attive ogni 100 abitanti, con una vocazione imprenditoriale superiore di quasi il 74%% a quella dell’ultimo in graduatoria (San Giustino). Montefalco, nei municipi tra 5mila e 10mila abitanti, vanta 13,3 aziende attive ogni 100 abitanti e tra i municipi da 2mila a 5mila residenti Norcia ha una densità imprenditoriale di 15,1 imprese attive per ogni 100 residenti. Una cifra, quella di Norcia, che ne fa il comune umbro sopra i 2mila abitanti che presenta la maggiore densità imprenditoriale.

Lo Scettro dell’Imprenditorialità

Lo “Scettro dell’Imprenditorialità” (che riguarda sia il numero degli abitanti che delle imprese attive al 31 dicembre 2025) fotografa con precisione dove, in Umbria, l’impresa è più diffusa, più radicata e le trasformazioni di questa diffusione a livello territoriale. Il criterio utilizzato è tanto semplice quanto rivelatore: il numero di imprese attive ogni 100 abitanti. Più è alto questo valore, più è elevata la vocazione a fare impresa.

Il dato centrale riguarda esclusivamente le imprese attive, cioè quelle non solo iscritte al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio dell’Umbria, ma effettivamente operative. Un passaggio tutt’altro che formale: in Umbria le imprese registrate sono 90.231, ma quelle attive sono 77.777. È su queste che si misura la reale capacità di un territorio di generare economia, lavoro e valore.

Umbria sopra la media italiana

Nel 2025 l’Umbria conferma una densità imprenditoriale nettamente superiore alla media nazionale. In regione si contano 9,1 imprese ogni 100 abitanti, contro 8,5 della media italiana. Il risultato è chiaro: la vocazione imprenditoriale umbra resta più diffusa – anche se non in maniera esorbitante – rispetto al resto del Paese. Si tratta di un tratto strutturale del sistema economico regionale, che attraversa dimensioni territoriali diverse.

Comuni oltre i 10mila abitanti

Nella fascia più rilevante – quella dei comuni con almeno 10mila abitanti, dove si concentra la parte più consistente della popolazione e dove anche la dimensione media delle imprese (numero di addetti per azienda) è più elevata – lo Scettro dell’Imprenditorialità quest’anno va ancora a Todi con 12 imprese attive ogni 100 abitanti. Un dato che lo pone nettamente davanti a Castiglione del Lago (10,4), Assisi e Orvieto (entrambi con 10,1). Completano la “Top Ten” Bastia Umbra (9,9), Gubbio e Città di Castello (9,8), seguite da Gualdo Tadino, Marsciano (entrambe con10,6) e Umbertide (9,0).

In coda alla graduatoria si collocano San Giustino (6,9 imprese ogni 100 aitanti), Amelia (7,9), Magione (8,0), Terni e Corciano (8,2). Tra gli altri municipi sopra i 10mila abitanti Spoleto presenta 8,8 imprese ogni 100 abitanti, Foligno 8,6 e Narni 8,3.

Perugia, capoluogo regionale, tra i 19 comuni oltre i 10mila abitanti si colloca al 13° posto, con 8,6 imprese attive ogni 100 abitanti.

Il confronto è eloquente: tra Todi e San Giustino, ossia tra il primo e l’ultimo comune umbro sopra i 10mila abitanti per numero di imprese ogni 100 abitanti sfiora il 74%. In altre parole, a Todi la propensione a fare impresa è del 73,9% più alta rispetto al comune fanalino di coda. Tra i due capoluoghi di provincia, invece, Perugia mostra una vocazione imprenditoriale solo del 4,9% superiore a Terni, molto meno di quanto l’immaginario collettivo potrebbe far pensare.

Comuni tra 5mila e 10mila abitanti

Nella fascia intermedia si registra nel 2025 il sorpasso di Montefalco (13,3 imprese attive ogni 100 abitanti) su Gualdo Cattaneo (12), che fino al 2014 ha detenuto lo “Scettro dell’Imprenditorialità” tra i municipi 5mila-10mila residenti, anche se già nel 2024 Montefalco appariva in crescita e a una spanna da Gualdo Cattaneo. Alle loro spalle Nocera Umbra (9,9), Trevi e Panicale (9,9), Spello (9,4).

In fondo alla classifica Passignano sul Trasimeno (7,8) e Città della Pieve (8,5). Deruta ha 9,2 imprese attive ogni 100 abitanti e Torgiano 8,6. Anche qui il divario è netto: Montefalco presenta una vocazione imprenditoriale superiore di oltre il 70% rispetto a Passignano sul Trasimeno, ultimo in graduatoria in questa fascia di comuni.

Comuni tra 2mila e 5mila abitanti

Novità dello “Scettro” di quest’anno è la graduatoria dedicata ai comuni tra 2mila e 5mila abitanti, introdotta per evitare le forti oscillazioni tipiche dei centri molto piccoli, che negli anni scorsi venivano invece considerati. In questa fascia lo “Scettro dell’Imprenditorialità” va a Norcia, che con 15,1 imprese ogni 100 abitanti mostra una densità imprenditoriale molto elevata, tanto da essere il comune umbro con il numero maggiore di aziende attive ogni 100 abitanti.

Seguono Massa Martana (13.2), Cascia (12,3), Giano dell’Umbria (12,1), Collazzone e Valfabbrica (entrambe con 11,8). In coda quattro comuni del Ternano come Attigliano (6), San Gemini (6,7), Stroncone (7,6), Castel Viscardo (7,9) e uno del Perugino (Sigillo 12,6).

Governo del territorio, la Rete professioni tecniche: riattivare il Tavolo regionale

La Rete delle professioni tecniche chiede la riattivazione del tavolo a Villa Umbra per risolvere i problemi di interpretazione dell’articolo 251 della legge regionale sul governo del territorio, che risulta nuovamente inattivo da luglio.

Richiesta avanzata alla presidente Proietti e all’assessore De Luca. “Un luogo di confronto fondamentale – afferma a proposito del Tavolo Livio Farina, coordinatore della Rete delle professioni tecniche (Rpt) dell’Umbria – nel quale professionisti, uffici tecnici comunali e uffici regionali potevano discutere insieme di problematiche applicative della normativa sul governo del territorio e norme correlate, condividere criticità interpretative e sollecitare interventi di modifica, aggiornamento e uniformazione applicativa”.

“Da anni – ricorda Farina – chiediamo che le normative regionali che regolano il governo del territorio siano il più possibile chiare, comprensibili, coerenti con la legislazione di rango superiore e applicate in modo uniforme nel territorio dell’Umbria. Una richiesta legittima, alla luce dei ruoli e delle responsabilità che siamo chiamati ad assumerci, ma anche un’esigenza di interesse generale per cittadini, professionisti, imprese e amministrazioni pubbliche. Una richiesta necessaria quindi per garantire uniformità procedurale, interpretativa e applicativa delle norme regionali: requisito che oggi non può essere dato per scontato”.

La richiesta del rappresentante dei circa 11mila tecnici umbri, giunge pochi giorni dopo un simile appello lanciato dal presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Enzo Tonzani, anch’egli da tempo impegnato affinché tale tavolo di confronto riparta.

“Quando un cittadino si rivolge a un professionista per una consulenza tecnica – spiega Farina – le richieste sono quasi sempre tre: si può fare? Quando? Quanto costa? Domande legittime, che oggi però trovano sempre più spesso risposte incerte, quando non addirittura impossibili. Le cause sono note: scarsa chiarezza normativa accompagnata da un’eccessiva possibilità di interpretazione delle regole; incertezza dei tempi e delle procedure; estrema variabilità e volatilità dei costi. Se su questi ultimi i margini di intervento sono limitati, sugli altri aspetti è invece possibile e doveroso agire. I professionisti tecnici hanno un ruolo fondamentale di congiunzione tra cittadini e pubblica amministrazione e sono parte essenziale del processo di semplificazione amministrativa che, anche attraverso la digitalizzazione e i meccanismi di certificazione, attribuisce loro deleghe e responsabilità sempre maggiori”.

Il coordinatore della Rpt Umbria quindi conclude: “Auspichiamo che le professioni tecniche vengano coinvolte attivamente nelle fasi iniziali dei processi di analisi, revisione e aggiornamento delle normative in materia di governo del territorio, offrendo un contributo concreto e utile nell’interesse collettivo, per l’auspicata semplificazione amministrativa. In questo senso, riteniamo e ribadiamo che la riattivazione del tavolo di confronto di Villa Umbra rappresenti un’occasione reale e immediata per affrontare e risolvere le criticità che oggi, spesso, impediscono chiarezza e uniformità interpretativa e applicativa delle norme”.