Una tendenza demografica che è in realtà una lenta e inarrestabile caduta verso il basso. Un piano inclinato preoccupante ed apparentemente senza scampo, che sta trasformando sempre di più Orvieto in un piccolo paese, ormai ridotto al decimo centro della regione, ma soprattutto con una proiezione per i prossimi anni che desta grandissimo allarme.
Sono anni che Orvieto perde abitanti, ma la crisi più acuta la si sta vivendo dal 2019 ad oggi, periodo nel corso del quale il comune ha perso il 5,2% della sua popolazione complessiva.
La drammaticità della situazione è emersa nel corso del recente dibattito che si è svolto all’interno dell’Assemblea legislativa intorno alla mozione sullo spopolamento delle città umbre, sollecitato da una mozione presentata dai consiglieri del Partito democratico Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti.
Illustrando l’atto in aula, il primo firmatario Filipponi ha spiegato che “la mozione impegna la Giunta regionale ad adottare un piano strategico regionale per il contrasto dello spopolamento nei comuni, che individui le priorità di intervento e le risorse da destinare a tale scopo, con particolare attenzione alle specificità territoriali dei comuni e delle aree rurali afferenti ai comprensori delle province di Terni e Perugia, con un focus sulle zone più colpite della regione, come la Valnerina valorizzando anche il patrimonio culturale e ambientale dei comuni a rischio di spopolamento, promuovendo la tutela del paesaggio, la conservazione delle tradizioni locali e la valorizzazione dei prodotti tipici”.
La situazione della provincia di Perugia è grave, ma nella provincia di Terni, è ancora più critica. Tra il 2019 e il 2024 nessun Comune del comprensorio orvietano ha saldi positivi. Si registrano cali oltre il 5% nei territori di Montecchio, Castel Viscardo, Fabro, Castel Giorgio, Parrano e Orvieto. Il comune di Orvieto scende in maniera netta sotto i 20 mila abitanti, fermandosi a 19.319. Alcuni studi, indicano che nei prossimi 5 anni la popolazione residente dovrebbe attestarsi intorno ai 18 mila mentre al 2035 addirittura a 16 mila abitanti.
Incontri con la cittadinanza in tutta la Regione per approfondire e condividere i contenuti della legge sull’individuazione delle aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile.
L’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, ha previsto in sei incontri organizzati nei rispettivi ambiti territoriali per una legge che entra così nella fase di partecipazione, con l’obiettivo di una rapida approvazione.
A metà febbraio, l’assessorato all’Ambiente della Regione Umbria aveva chiesto ai 92 Comuni umbri di inviare osservazioni e proposte su aree idonee e non. Richiesta che riguardava in particolare l’individuazione di beni comunali da tutelare ai sensi dell’articolo 7 del DM 21 giugno 2024 e l’indicazione di potenziali aree idonee aggiuntive rispetto alla normativa nazionale Il termine iniziale per le risposte dei comuni, fissato al 28 febbraio 2025, è stato posticipato a metà marzo. Circa due terzi dei Comuni hanno risposto inviando osservazioni e prescrizioni che sono state recepite nella legge, tendendo ad una sintesi tra le varie eterogenee necessità e richieste territoriali.
“La legge è una necessità improrogabile sia sotto il profilo energetico che paesaggistico e ambientale – spiega l’assessore all’ambiente e all’energia Thomas De Luca – . Sostituire le fonti fossili con impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile è fondamentale per imprese e famiglie, perché offre un approvvigionamento istantaneo, costante e stabile che libera dalle incertezze dei mercati internazionali e dalle dinamiche geopolitiche. La legge doveva essere approvata prima della scadenza della precedente legislatura, in attuazione del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, che recepisce la direttiva UE 2018/2001 sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili. Ma dal nostro insediamento abbiamo trovato letteralmente i cassetti vuoti, nessuno strumento legislativo per procedere, motivo per cui stiamo correndo sin dal primo giorno per recuperare il tempo perduto. Puntiamo a rendere l’Umbria una regione 100% rinnovabile, ma conciliando questo percorso con la tutela del paesaggio e dell’identità umbra. La zonizzazione del prezzo dell’energia in Italia renderà progressivamente ancor più evidente la differenza di competitività tra le regioni che hanno raggiunto gli obiettivi fissati dal PNIEC e chi no. Il nostro paradigma è quello di costruire un sistema integrato di minigrid, piccole reti bilanciate e interconnesse tra loro, favorendo l’implementazione di sistemi di accumulo in grado di compensare la discontinuità delle fonti naturali. Se le superfici sono uno spazio finito la nostra intenzione è quella di dare priorità assoluta di accesso alle necessità di autoconsumo delle nostre aziende e delle nostre famiglie, in primo luogo sotto forma di comunità energetiche. Quello che faremo nelle prossime settimane segue il solco del nostro approccio sin dal primo giorno, ovvero ascolto e reale condivisione”.
Il calendario degli incontri aperti al pubblico
Questi gli incontri, che iniziano giovedì a Perugia.
· Perugia giovedì 8 maggio ore 17 alla Sala digipass di Ponte San Giovanni, Via Pietro Cestellini
· Terni martedì 13 maggio ore 17 allo Spazio digipass presso la Bct in Piazza della Repubblica
· Orvieto giovedì 15 maggio ore 16 Sala digipass presso la Nuova Biblioteca Pubblica L.Fumi, Piazza Febei 1
· Norcia venerdì 16 maggio ore 17 alla Sala digipass presso ex centro di valorizzazione, Via Solferino snc
· Città di Castello lunedì 19 maggio ore 17 alla Sala digipass presso Sala Rossi-Monti biblioteca comunale Carducci, Via XI Settembre 18
In Umbria la variazione reale del reddito Irpef medio pro capite nel quinquennio 2019-2023 è la peggiore tra quelle registrate in Italia. Eppure, qui si continua a vivere meglio della media nazionale, grazie a servizi pubblici, scuola, cultura e coesione sociale. E’ quanto emerge analizzando i dati Istat e il rapporto BesT 2024, per confrontare gli indicatori economici e sociali tra le regioni italiane.
Redditi in picchiata: il peggiore saldo d’Italia
Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il reddito complessivo Irpef per contribuente in Umbria è cresciuto in valori nominali del 10,8%, contro il +13,9% della media nazionale. Ma è quando si considera l’inflazione che emerge la vera caduta: in termini reali, il calo è del 3,7%, oltre tre volte la media italiana (-1%). Una perdita secca di 865,5 euro pro capite in potere d’acquisto. Si tratta della variazione peggiore tra tutte le regioni italiane.
In confronto, la Basilicata ha guadagnato il 2,3% reale, seguita da Molise (+1,8%), Calabria (+1,6%) e Abruzzo (+1,5%). Altre sette regioni hanno almeno recuperato i livelli pre-Covid, ma l’Umbria resta in coda alla classifica.
Dipendenti al tappeto, pensionati in controtendenza
Il quadro peggiora quando si guarda al reddito dei lavoratori dipendenti. In Umbria, tra il 2019 e il 2023, il calo reale è stato del 10,7%, a fronte di una media nazionale del -4,5%. Nessuna regione ha fatto peggio. A fronte di un reddito medio di 25.734 euro nel 2019, i lavoratori umbri nel 2023 si sono ritrovati con 25.454 euro, considerando il potere d’acquisto attuale.
Va meglio, invece, ai pensionati: in Umbria i redditi da pensione sono cresciuti in termini reali dello 0,9%, sopra la media nazionale (+0,5%). Una piccola boccata d’ossigeno che rende meno negativo il quadro complessivo, ma non basta a invertire la tendenza.
Perugia e Terni, due fatiche parallele
A livello provinciale, la situazione resta critica su entrambi i fronti. La provincia di Perugia ha registrato una crescita nominale dell’11,1% del reddito medio Irpef, mentre Terni si ferma al +10,1%. Entrambe sotto la media italiana, entrambe in perdita se si considera l’inflazione. In numeri assoluti, il reddito medio Irpef in Umbria nel 2023 si attesta a 20.600 euro, contro i 21.800 della media nazionale. Meglio delle Marche (20.500 euro) e di tutte le regioni del Mezzogiorno, ma resta un dato deludente per una regione del Centro.
Il riscatto del BesT
A bilanciare il pessimismo economico arrivano i dati del BesT (Benessere equo e sostenibile dei territori) pubblicati da Istat. In questo campo l’Umbria mostra una resilienza sorprendente: il 46,1% degli indicatori delle due province si colloca nelle classi di benessere “alta” e “medio-alta”, contro una media italiana del 41,8%. Solo il 17,2% rientra nelle classi più basse, molto meno del 35,6% nazionale.
Il dominio dove l’Umbria eccelle è quello dell’Istruzione e formazione: ben il 44,4% degli indicatori è in fascia alta, e il passaggio diretto dei diplomati all’università (59,8%) supera di 8 punti la media italiana. Anche nella partecipazione civica e istituzionale, la regione si distingue: alle elezioni europee 2024 ha votato il 60,8% degli umbri, 11 punti sopra la media nazionale.
Innovazione e creatività: tallone d’Achille
Non mancano, tuttavia, le zone d’ombra. Il dominio più critico del BesT è quello legato a innovazione, ricerca e creatività. Solo il 37,5% degli indicatori è nelle fasce alte, e la regione presenta dati deludenti sulle domande di brevetto: 53,6 per milione di abitanti, contro una media nazionale di 102,9. Terni sprofonda a 21, mentre Perugia fa meglio con 64,8, ma resta lontana dagli standard nazionali.
Cultura, biblioteche, servizi: il capitale invisibile
Non si vive solo di reddito. In Umbria sono attive 156 strutture culturali tra musei, monumenti e aree archeologiche, il 3,5% del totale italiano. Le biblioteche pubbliche e private sono 119, presenti nel 67,4% dei comuni. I servizi online comunali per le famiglie sono tra i più avanzati d’Italia: il 61% dei comuni gestisce digitalmente almeno un servizio, contro il 53,6% nazionale.
Mencaroni: “Serve uno shock positivo per l’Umbria”
“Serve uno shock positivo per l’Umbria, non possiamo accontentarci del benessere statico” dice il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni. “Quello che emerge dal rapporto – prosegue – è un allarme che non possiamo ignorare. I dati sui redditi certificano una dinamica regressiva dell’Umbria che rischia di cristallizzarsi. Non possiamo accontentarci di una qualità della vita che resiste mentre l’economia arretra. Il benessere sociale è un patrimonio prezioso, ma da solo non basta: occorre rilanciare l’Umbria come territorio attrattivo, competitivo e capace di trattenere i giovani”.
Mencaroni indica le priorità: “Bisogna agire con decisione su tre fronti: innovazione, formazione e imprese. Servono investimenti mirati e strategie condivise tra istituzioni, università e sistema produttivo per dare impulso a un’economia in grado di generare valore aggiunto e occupazione qualificata. I dati sulle domande di brevetto ci dicono che siamo in ritardo, ma anche che c’è margine di crescita se si scommette sul capitale umano. Serve uno shock positivo: infrastrutture materiali e immateriali, digitalizzazione e filiere innovative. Servono – conclude – scelte coraggiose”.
Assisi entra nel Calendimaggio, in scena dal 7 al 10 maggio. A sfidarsi sono la Magnifica Parte de Sotto e la Nobilissima Parte de Sopra. L’albo d’oro della manifestazione, giunta alla settantesima edizione, al netto di due non assegnazioni e un ex aequo, conta 35 vittorie per i “Mammoni” de Sopra e 31 per i partaioli della “Torre” de Sotto.
Dove vedere la Festa
La Festa, per chi non potrà partecipare live dal palco, sarà nuovamente visibile anche in streaming grazie alla collaborazione con Umbria Webcam e InVideo, dal sito https://www.calendimaggiodiassisi.com/dirette/ o su YouTube. In via eccezionale, grazie al supporto della Città di Assisi e della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, la manifestazione sarà trasmessa live anche sui maxischermi di piazza Santa Chiara e nella zona del Vescovado, incluse le rievocazioni di vita medioevale che vengono però trasmesse in differita streaming e anche nella Sala delle Volte (Taverna) e nella Sala ex Pinacoteca.
La Consegna delle Chiavi
Il Calendimaggio si apre oggi, mercoledì 7 maggio, con la “Consegna delle Chiavi”: dopo la benedizione dei vessilli a San Rufino (Parte de Sopra) e a San Francesco (Parte de Sotto), in programma in entrambi i casi alle 15; alle 15.45 con il suono della campana delle Laudi, la partenza da Piazza Santa Chiara del corteo dell’Ente Calendimaggio e l’arrivo in piazza del Comune con l’esecuzione dell’inno del Coprifuoco a cura dei cori delle due Parti.
Dopo aver ricevuto le chiavi della città dal sindaco di Assisi, il Maestro di Campo, Bruno Cianetti, assume i poteri sovrani. Segue l’ingresso dei cortei, la restituzione del Palio lo scorso anno vinto dalla Nobilissima, il saluto del presidente-magistrato dell’Ente Calendimaggio, Stefano Venarucci, e la presentazione e l’investitura dei giurati: a decidere la Parte vincente quest’anno saranno i giudizi del direttore di coro Lorenzo Donati, della storica e docente Élisabeth Crouzet-Pavan e del regista e sceneggiatore Maurizio Zaccaro. Dopo lo spettacolo degli Sbandieratori di Assisi, l’uscita dei cortei per Corso Mazzini e Piazza Santa Chiara. A sera, nei vicoli di Parte de Sotto, le rievocazioni di vita medioevale a partire dalle 21.30.
Giovedì
Giovedì 8 maggio dalle 15.30 è come detto il giorno di “Madonna Primavera”, la regina della Festa eletta dopo i cortei di presentazione delle dieci Madonne – Monna Francesca Berretti, Monna Greta Muccino, Monna Amelie Rosignoli, Monna Isabella Talia e Monna Dania Tomassini (Sotto) e Monna Agnese Bernardini, Monna Sofia Chiappini, Monna Maddalena Pasquini, Monna Sara Sensi e Monna Irene Viola (Sopra) – e le prove di agilità e di abilità tra gli sportivi di Magnifica e Nobilissima – la gara di tiro dei Balestrieri, la corsa delle tregge (gli antichi carri utilizzati per il trasporto del fieno nelle zone più impervie delle montagne assisane) e il tiro alla fune. La vittoria in questa giornata non influisce nell’assegnazione del Palio, ma la Parte che vince Madonna Primavera ha la possibilità di mettere per prima in scena le rievocazioni di vita medioevale nel prossimo Calendimaggio e “impressionare” così per prima i giurati con le suggestive rievocazioni in notturna. A sera, nei vicoli di Parte de Sopra, le rievocazioni di vita medioevale.
Venerdì
Venerdì 9 maggio è il giorno de “Lo Spettacolo”: dalle 15.30 il Calendimaggio dei Piccoli: in una versione ‘ridotta’ del Calendimaggio, i giovani partaioli di Sopra (vincitrice dell’edizione dell’anno scorso) e Sotto si sfidano in tre giochi di forza e destrezza: fune e corsa il sacco (per bambini fino a 10 anni compiuti) e treggia (per bambini fino a 12 anni compiuti). Seguirà lo spettacolo degli Sbandieratori di Assisi. A sera, dalle 21.30, “La Tenzone”, con il suono della campana delle Laudi e l’ingresso dei cortei della sera con gli spettacolari giochi di fuoco.
La Sfida di sabato
Infine, sabato 10 maggio è il giorno de “La Sfida”: dalle 16, dopo il suono della campana delle Laudi, l’ingresso dei cortei storici, i bandi di sfida e la successiva uscita dei costumanti in Corso Mazzini e Piazza Santa Chiara. A sera, dalle 21.30, “Il Canto”, con la sfida canora dopo la quale i giurati si ritireranno per decidere l’assegnazione del Palio.
La taverna
Ultimi giorni per la Taverna dell’Ente Calendimaggio, nella Sala delle Volte nella zona di Piazza del Comune: i locali saranno aperti il 6 maggio solo cena, il 7 e l’8 a pranzo e cena, il 9 solo pranzo e il 10 maggio a pranzo e cena. Anche quest’anno in piazza del Comune, lato fontana, sarà possibile trovare il punto ristoro con il classico panino con porchetta, vino e dolci.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare www.calendimaggiodiassisi.com e seguire le pagine Facebook https://www.facebook.com/CalendimaggiodiAssisi e Instagram https://www.instagram.com/calendimaggiodiassisi/ della manifestazione.
Carmelo Campagna è il nuovo presidente di Banca Centro Toscana Umbria. Lo ha eletto, insieme al nuovo Cda, l’Assemblea dei soci, che si è riunita a Chianciano Terme.
Il nuovo Consiglio di amministrazione, che sarà appunto presieduto da Carmelo Campagna, vede Florio Faccendi nella carica di vice presidente, nel segno dell’alternanza tra Toscana e Umbria, come a suo tempo concordato.
Gli altri amministratori eletti sono: Maria Cristina Adurno, Ilaria Caporali, Bartolo Conte, Marco Fiorillo, Cristian Giardini, Monica Marinelli, Cristina Martinelli, Federico Paolini, Roberto Paolini, Michele Verdi e Daniela Vinciarelli. I sindaci revisori eletti sono Natali Camillo in qualità di presidente, Enrico Guarducci e Elisa Raoli.
Il neoeletto presidente Carmelo Campagna ha confermato che Banca Centro Toscana Umbria si appresta a proseguire, il suo percorso di sostenibilità a lungo termine in coerenza con il piano industriale in vigore, con la consueta prudenza e la consapevolezza del mutato contesto socioeconomico e monetario in cui si troverà a operare. Il nuovo Consiglio di amministrazione sarà impegnato, quindi, a garantire la continuità, la solidità e lo sviluppo della banca, nell’interesse dei soci e della comunità dei territori di competenza.
Il Bilancio 2024: utile netto superiore a 18 milioni
Il Bilancio 2024 di Banca Centro conferma la solidità e la crescita dell’istituto, con un utile netto superiore a 18 milioni di euro e un Total Capital Ratio (TCR) pari al 23,09%.
Il direttore generale, Umberto Giubboni, ha presentato il Bilancio 2024 definendolo “solido” e mostrando l’andamento positivo degli ultimi tre anni in termini di gestione del rischio, organizzazione, redditività e patrimonializzazione. La banca ha infatti, tra l’altro, mantenuto un alto livello di copertura dei crediti deteriorati e un livello di NPL (Non-Performing Loans) gross ratio al 2,56% e NPL netti allo 0,66%, valori al di sotto delle medie del sistema, le sofferenze nette si attestano allo 0,07% degli impieghi. Il prodotto bancario lordo si attesta intorno ai 4,3 miliardi di euro, con una raccolta totale di circa 3 miliardi di euro e un supporto costante in termini di finanziamenti a famiglie e imprese. Il Presidente Faccendi ha inoltre informato sulle numerose attività mutualistiche promosse dalla banca, fondamentali per consolidare il rapporto con i soci e rafforzare il legame con la comunità locale. Tali iniziative testimoniano l’impegno costante dell’istituto, che attraverso la rete delle sue 71 filiali distribuite su due regioni, si pone al fianco del territorio per favorirne lo sviluppo economico e sociale.
Il Gruppo Iccrea
All’assemblea hanno partecipato i rappresentanti del Gruppo Bancario Iccrea, di cui fa parte Banca Centro, della Federazione Toscana delle Bcc, di Confcooperative e i sindaci del Comune ospitante e dei Comuni in cui risiedono la direzione amministrativa e la sede legale, a testimonianza della vicinanza della banca al territorio e della convinta e attiva partecipazione al sistema Bcc.
Il borgo di San Terenziano di Gualdo Cattaneo in Umbria si appresta ad ospitare la 15esima edizione di Porchettiamo, il festival delle porchette d’Italia, che si terrà il 16, 17 e 18 maggio.
Per tre giorni verrà così celebrata la regina dello street food, una tradizione gastronomica italiana che si fa conoscere sempre di più: la porchetta. Un appuntamento imperdibile per gli amanti del cibo di strada e della tradizione gastronomica italiana, che potranno degustare le migliori porchette provenienti da tutta Italia, in un’atmosfera di festa e convivialità.
Un’edizione presentata nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, con gli interventi dell’onorevole Francesco Battistoni, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e vicepresidente VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati e dell’onorevole Raffaele Nevi, segretario della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, sono intervenuti Enrico Valentini, sindaco di Gualdo Cattaneo, Anna Setteposte, ideatrice e event manager di Porchettiamo, e lo storico della gastronomia Guido Farinelli (nella foto un momento della presentazione).
Porchetta, verso il marchio di qualità IGP
La presentazione è stata anche l’occasione per annunciare lo stato dei lavori del percorso avviato per il riconoscimento del marchio di qualità IGP alla porchetta umbra. Porchettiamo, infatti, continua a fare da stimolo a questo percorso avviato tramite il 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria. Dopo il riconoscimento del Cicotto di Grutti a Presidio Slow Food, ora il sostegno e la collaborazione del festival, come ha spiegato Anna Setteposte, “è quindi verso i lavori che stanno portando all’IGP per la porchetta umbra, con l’obiettivo di testimoniare e valorizzare il formidabile legame tra la storia gastronomica regionale e la lavorazione del maiale, che in Umbria ha radici antiche e documentate”.
“Porchettiamo – ha aggiunto – è infatti un evento partito con delle ambizioni che si stanno confermando, che è riuscito a valorizzare un prodotto dalla lavorazione ancora artigianale e dalle radici storiche in una chiave POP e contemporanea, ad essere attrattore turistico, valorizzando un piccolo borgo e il territorio, con un pubblico ormai affezionato ma che cresce negli anni”.
Tipicità umbra
“La porchetta – le parole di Marcello Serafini, amministratore unico 3A-Parco Tecnologico agroalimentare dell’Umbria, che pur non partecipando alla conferenza ha voluto inviare una sua dichiarazione – è una delle produzioni agroalimentari che più esprimono la tipicità dell’Umbria, e, insieme, anche la sua storia e le sue tradizioni. È per questo che abbiamo accolto con entusiasmo la richiesta, da parte dei produttori e delle istituzioni locali interessate, di intraprendere il percorso che porterà alla certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) della Porchetta umbra. Attraverso il riconoscimento di questa certificazione sarà così possibile tutelare questo prodotto, garantire la sua origine nonché le sue caratteristiche alimentari e i metodi di produzione ad essa associati”.
Il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Società in house della Regione Umbria, è infatti soggetto accreditato per l’emissione della certificazione DOP e IGP, oltre che di altre tipologie di certificazione. “Ad oggi – prosegue Serafini – certifichiamo tutte le DOP e IGP regionali e una parte importante delle denominazioni nel settore del vino, ma operiamo anche in altre regioni. Sarebbe entusiasmante poter aggiungere anche la Porchetta nel novero delle nostre referenze. Il percorso è già avviato e a breve dovrebbe costituirsi il Comitato Promotore, destinato poi nel tempo ad evolversi in Associazione o addirittura in Consorzio di Tutela, a seconda della strada che si deciderà di prendere. Il passo successivo sarà quindi la redazione del Disciplinare di Produzione e poi del Regolamento di Controllo, onde poter presentare la domanda che vedrà il pronunciamento del Ministero prima e della Commissione Europea poi”.
I maestri porchettai in Umbria
Su scala regionale, secondo i dati forniti da Confartigianato Perugia ed illustrati dal sindaco di Gualdo Cattaneo Valentini, l’incidenza della presenza dei mastri porchettai nella zona compresa tra Collazzone, Gualdo Cattaneo e Todi è di oltre l’80%. È sempre di questo territorio dell’Umbria il maggiore fatturato regionale, ed anche qua per circa l’80%. Un festival che fa anche da attrattore turistico per il territorio, come ha ricordato il sindaco: “Abbiamo l’80% delle strutture già piene per questo weekend, quindi l’evento rappresenta una grande possibilità di sviluppo per il territorio”.
Le novità dell’edizione 2025
Tornando al festival, l’organizzatrice Setteposte ha evidenziato che quest’anno Porchettiamo si arricchirà di alcune iniziative che animeranno la regione durante il mese di maggio, tra degustazione e laboratorio-spettacolo. L’obiettivo è celebrare il maiale in tutte le sue forme e preparazioni, anche in relazione con altri paesi del mondo.
Guido Farinelli sarà il protagonista di una conferenza spettacolo dal titolo “Sua maestà il maiale” cercando di recuperare elementi culturali e popolari che rendono speciale questo animale e i prodotti che da questo si ricavano: “Sono festival come questi – ha commentato Farinelli – che oltre a lavorare sulla dimensione del gusto e del piacere ci permettono anche di recuperare quell’aspetto storico e culturale che rende prezioso il cibo dei nostri territori, ed in queste giornate noi rivivremo i sapori della porchetta ma anche la storia popolare dei nostri contadini e la storia di questo straordinario animale che è il maiale che una volta veniva allevato con grande rispetto perché era un bene prezioso”.
La “Piazza delle Porchette”, nell’agorà principale del borgo, sarà poi ancora una volta il cuore pulsante dell’evento, dove i produttori di porchetta provenienti da diverse regioni italiane si daranno appuntamento per offrire ai visitatori un’ampia varietà di sapori e profumi. Oltre agli stand delle migliori porchette d’Italia, ci saranno anche quelli per i panini gourmet degli chef “In Punta di Porchetta”: chef dalla Sardegna con il maialino, ma anche chef umbri (ravioli artigianali fritti ripieni di porchetta), ci sarà Orto Sive Natura, un progetto che nasce nel 2016 intorno a due concetti chiave come riscoperta delle varietà più antiche e sostenibilità delle pratiche agricole, e Luce Ristorante, giovane e brillante realtà della ristorazione umbra.
Immancabile la versione gluten free della porchetta umbra, in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia.
Tra le novità di questa edizione, la porchetta di Cinghiale, in collaborazione con il progetto EcoSelvoFiliera, un marchio di Cratia, azienda di Confagricoltura, che nasce come nuovo progetto di filiera corta in Umbria per la valorizzazione delle carni selvatiche, in particolare capriolo e cinghiale. L’obiettivo principale di questo progetto è offrire alla ristorazione un prodotto esclusivo, tracciato, controllato, analizzato e selezionato, mantenendo uno standard qualitativo costante nel tempo, garantendo così una carne di selvaggina di alta qualità. Grazie ai metodi di trappolamento e caccia di selezione, queste carni sono prive dello stress tipico della caccia tradizionale.
Dalle altre regioni
Porchettiamo non è solo un festival della porchetta, ma anche una celebrazione dello street food di qualità, con la presenza di food truck provenienti da tutta Italia che proporranno le loro specialità, in un connubio perfetto tra tradizione e innovazione. L’appuntamento con “Porchettiamo&Friends” sarà ancora al Giardino del Castello, con il lampredotto toscano degli Eredi Nigro, il quinto quarto di terza generazione, la Sicilia con cannoli e arancini, l’Abruzzo con gli arrosticini, le Marche con le olive e l’Umbria con il fritto di lago.
In abbinamento alle porchette e alle altre eccellenze dello street food italiano ci saranno ancora le birre artigianali, nella “Birroteca artigianale”, e i vini del territorio.
I cocktail
Niente è lasciato al caso ed anche i cocktail diventano rosa con la collaborazione del nuovo “Sarti Rosa”, un aperitivo rosa che nasce nella storica distilleria “Casa Sarti di Bologna”, un’azienda familiare fondata nel 1885 in Emilia-Romagna.
Porchettiamo è un evento pensato per coinvolgere grandi e piccini, con un’area dedicata ai bambini e numerose attività di intrattenimento. La musica sarà protagonista, con concerti e spettacoli che animeranno le serate del festival. Quest’anno in programma anche il volo in mongolfiera al tramonto.
L’organizzazione dell’evento, in collaborazione con il Comune di Gualdo Cattaneo, è curata dall’agenzia Anna7Poste Eventi&Comunicazione (specializzata in eventi food&beverage), con il patrocinio del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e della Regione Umbria.
Persone anziane o con disabilità che stanno in palazzi senza ascensore o con barriere architettoniche. Famiglie con cinque bambini che vivono in 40 metri quadrati. E c’è chi ha perso il lavoro, è stato sfrattato ed è costretto a vivere in auto.
Sono solo alcuni casi di richieste di aiuto ai sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini nella città di Terni. Matteo Lattanzi per Sunia Terni, Gino Bernardini per Sicet Umbria e Jacopo Desantis per Uniat Terni hanno fatto il punto sulle tante criticità.
Il primo tema affrontato è stato quello relativo alla necessità di riattivare i contributi per l’affitto. “Da oltre tre anni a Terni – hanno ricordato i sindacati inquilini – non viene più pubblicato un bando per i contributi a sostegno dell’affitto. L’ultimo è del 2021. Questa mancanza ha lasciato migliaia di famiglie senza alcun sostegno, proprio nel periodo peggiore dal punto di vista economico. “Ci arrivano continuamente richieste di aiuto – hanno raccontato i sindacati – ad esempio, da parte di famiglie monoreddito o precarie, genitori separati che non riescono più a pagare l’affitto, giovani coppie o lavoratori atipici che vivono in subaffitto o con i genitori. Un nuovo bando darebbe respiro non solo agli inquilini, ma anche ai piccoli proprietari che spesso si trovano con affitti non pagati e contratti a rischio di risoluzione. Quindi è una misura sociale ma anche economica, che conviene a tutta la città. Abbiamo inviato una richiesta ufficiale di incontro al Comune per sollecitare l’uscita di un nuovo bando e lo facciamo adesso nuovamente, pubblicamente. Sebbene i fondi che venivano utilizzati per i contributi affitto non sono stati finanziati dal governo, ciò non toglie che i Comuni, con le proprie forze, possano stabilire dei bandi per conto loro, come è già stato fatto”.
Altra criticità è quella relativa alla gestione delle emergenze abitative, cioè quei casi estremi come possono essere le persone che si trovano all’improvviso sfrattate, con magari minori a carico, famiglie che vivono in auto o in strutture temporanee, oppure anziani o disabili senza rete familiare. “Oggi il Comune di Terni – hanno spiegato Lattanzi, Bernardini e Desantis – non ha un regolamento adeguato ai tempi e si limita a pubblicare un bando per emergenze ogni 2-3 anni, ma così le famiglie in crisi restano senza strumenti concreti nel momento in cui hanno bisogno. È un meccanismo che non funziona. Noi chiediamo che venga istituita una graduatoria permanente, sempre aperta, dove le famiglie possano fare richiesta in qualsiasi momento, e dove i casi urgenti vengano gestiti con continuità. Sarebbe un passo civile e logico”.
L’ultimo punto, forse quello più delicato, riguarda le numerose segnalazioni di assegnatari di case popolari che, come rendono noto i sindacati, “vivono in condizioni indegne”. Sono stati illustrati alcuni di questi casi tra cui persone con disabilità gravi che vivono in appartamenti non dotati di ascensore o con scale particolarmente ripide, solo per fare un esempio, o famiglie numerose che vivono in bilocali minuscoli, con bambini che dormono nel salotto o su materassi per terra.
“Abbiamo cominciato a inviare queste segnalazioni anche al sindaco – hanno reso noto Sunia, Sicet e Uniat –, in quanto responsabile della salute pubblica, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Per i casi più gravi, alcune famiglie stanno addirittura valutando di presentare esposti alla Procura della Repubblica. Non è una scelta fatta a cuor leggero, ma possono più tollerare di vivere in condizioni che ledono la loro dignità e la loro salute”.
La Cristianità attende la fumata bianca dalla Cappella Sistina, dove il Conclave, l’adunata dei cardinali elettori, è chiamato ad eleggere il Papa, successore del Pontefice Francesco. Quel Conclave che è stato… nella mani di un imprenditore umbro, il perugino Aldo Pascucci, ceo dell’azienda Archimede Arte a cui anni fa è stata affidata la digitalizzazione dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina.
“Toccare il comignolo, anzi tenerlo proprio in braccio per spostarlo nel sottotetto, dove giace da un Conclave all’altro prima di essere montato sulla Cappella Sistina… Proprio quel comignolo da cui uscirà la ‘fumata bianca’ che annuncerà al mondo l’elezione del nuovo Papa, è stata una delle emozioni più esclusive che abbia vissuto durante i lavori di digitalizzazione del patrimonio dei Musei Vaticani”. Così racconta Aldo Pascucci, che con l’azienda Archimede Arte ha realizzato quella che considera una esperienza unica, che gli ha permesso di vedere da vicino non solo uno dei simboli più iconici del Conclave, ma anche tutti i luoghi protagonisti della liturgia che accompagna l’elezione papale.
“Rivedo quei momenti vissuti all’interno della Cappella Sistina, di notte, nel silenzio assoluto, spogliata degli arredi e lontano dal brusio dei visitatori. Momenti eccezionali, irripetibili”. Emozioni che riaffiorano oggi più che mai, immortalate da strumenti digitali ad altissima definizione, capaci di restituire ogni millimetro di quei luoghi sacri. Immagini che fanno il giro del mondo, rilanciate ogni giorno dai media internazionali.
I rilievi nel dettaglio
Dal 2012, Pascucci ha avviato una attività di ricerca e digitalizzazione in 3D del patrimonio culturale, fin dagli albori dell’uso di questa tecnologia, per la salvaguardia e valorizzazione dei beni storico artistici, congiuntamente a Relevo, altra azienda perugina nata come spin-off dell’Università di Perugia.
“In questo contesto – spiega Pascucci – dal 2012 ho ricevuto l’incarico di progettare e realizzare la digitalizzazione tridimensionale georiferita dell’intero patrimonio artistico dei corpi di fabbrica dei Musei Vaticani dall’allora direttore dei musei, Professore ed Ex Ministro dei Beni Culturali, Antonio Paolucci. Le attività sono terminate prima dell’inizio del Covid quando direttrice è divenuta la dottoressa Barbara Jatta, anche se alcune piccole sale sottoposte a restauro, devono ancora essere digitalizzate ed integrate nel progetto globale”.
All’interno di questi lavori è stata dedicata molta attenzione al corpo di fabbrica della Cappella Sistina e alle aree limitrofe “dove si è lavorato per molte settimane per la digitalizzazione del sottotetto e dell’estradosso della volta (dalla parte superiore, praticamente con i piedi sopra “la Creazione di Adamo”), del camminamento esterno del corpo di fabbrica, della Sacrestia Papale che si trova esattamente dietro all’affresco del Giudizio Universale di Michelangelo, delle zone di accesso alla Cappella Sistina come la Sala Regia e la Scala Regia”.
I luoghi del Conclave
Una serie di obiettivi, dunque, puntati al calar del sole, su quelli che ora sono i luoghi caldi per l’elezione del Papa che succederà a Bergoglio.
“Durante questi interventi, che si sono svolti per la maggior parte del tempo in notturna – evidenzia -,è stato possibile, ma soprattutto necessario, effettuare i rilievi con tecniche di digitalizzazione laser scanner ad alta definizione, in ogni angolo del patrimonio artistico e degli anfratti meno nobili, ma importantissimi per la clonazione (digital twin) e conservazione del patrimonio architettonico vaticano.
Durante lo svolgimento di questi lavori è stato possibile entrare in contatto con tutti quei luoghi in cui si svolgono le funzioni operative e della “liturgia” del Conclave come la Sala del Pianto, dove si reca il nuovo Pontefice dopo la proclamazione per la vestizione con l’abito bianco, la Sacrestia Papale con la Cappella Privata (dove si trova l’inginocchiatoio di Leone XIII per la prima preghiera del Pontefice all’immagine della Madonna), il Museo dei paramenti storici dei Papi fino all’ultimo abito talare di Benedetto XVI.
In questa zona, che si trova dietro l’affresco del Giudizio Universale, insieme ai paramenti sacri dei Papi, ci sono anche lo scrittoio ed il materiale che Jorge Bergoglio ha usato durante il Conclave della sua elezione. Di particolare importanza è lo snodo, il passaggio, della Sala Regia da dove i porporati raggiungono la Cappella Paolina per poi entrare in processione nella Cappella Sistina per il Conclave; dalla Sala Regia attraverso la Sala Ducale si può accedere al Palazzo Apostolico, e attraverso un’altra scala al Cortile del Maresciallo, del Pappagallo e di San Damaso; tramite la Scala Regia si arriva al colonnato e alla basilica di San Pietro, e sempre dalla Sala Regia si sale alla Sala e alla Loggia delle Benedizioni.
Dopo la proclamazione del nuovo Pontefice, l’itinerario della processione prende il via dalla Sacrestia Papale, attraversa la Cappella Sistina per il saluto del Papa ai Cardinali elettori, quindi attraverso la porta che si era chiusa con la pronuncia da parte del maestro delle celebrazioni liturgiche della frase: “Extra omnes” entra nella Sala Regia per accedere, salendo alcuni gradini, alla Loggia delle Benedizioni dove viene pronunciata dal protodiacono la frase “Nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam…”.
La mappatura completa
Tutti questi luoghi sono stati documentati con rilievi laser scanner georiferiti in 3D da Archimede Arte con una campagna di attività durata fino al 2019 ed in cui sono stati digitalizzati i luoghi del Conclave, tutte le pertinenze della Cappella Sistina, i piani sopra e sotto in quanto la Cappella Papale si trova al terzo piano del famoso edificio, con i relativi magazzini ed il sottotetto, il comignolo per le fumate bianche e nere, i dettagli di tutti gli ingressi di accesso, primari e secondari di servizio.
“Oggi, alla viglia di questo grande evento che ci attende e che segue le esequie di Papa Francesco – conclude con un filo di emozione Pascucci – è particolarmente forte in me il ricordo e la conoscenza dei luoghi in cui si svolgeranno i riti che porteranno alla nomina del nuovo Pontefice. Particolarmente significativo è il ricordo di ogni dettaglio che ho vissuto fino ad oggi, come momento di storia e che da oggi rivivo, forse fra i pochi che hanno avuto questa ‘grazia’, come testimonianza invisibile di una realtà nascosta agli occhi che sarà elemento pieno e fecondo nei prossimi accadimenti”.
Vertice tra Comune e Saba, gestore del parcheggio Matteotti ad Assisi, chiuso per un rovinoso incendio sul quale sono in corso le indagini e le opportune verifiche anche ai fini assicurativi, per affrontare tutti i vari aspetti legati alla chiusura dello stesso e limitare al massimo i disagi di abbonati e utenti.
Nel frattempo il Comune ha adottato misure straordinarie e provvisorie, dettate dalla situazione di emergenza, almeno fino all’imminente termine dell’anno scolastico, per venire incontro alle esigenze degli utenti delle scuole Convitto Nazionale “Principe di Napoli” e Istituto Alberghiero di Assisi, siti proprio in Piazza Matteotti, che non possono più usufruire del parcheggio colpito dall’incendio.
La prima è a Santa Maria degli Angeli, in prossimità del Teatro Lyrick, dove sarà possibile parcheggiare gratuitamente la vettura e raggiungere la parte alta della città, attraverso autobus di linea ordinari che arriveranno e ripartiranno proprio in Piazza Matteotti. Il servizio, gestito da Busitalia, prevede l’acquisto di un biglietto. La fermata dei bus è collocata all’andata davanti all’ingresso del parcheggio del Lyrick e al ritorno in Piazza Matteotti. Gli orari delle corse degli autobus di linea sono i seguenti: Andata (salita da fermata presso parcheggio Lyrick): 6.16, 6.44, 7.06, 7.33, 7.35, 7.37, 7.46, 8.14, 8.37, 8.57, 9.17, 9.37. Ritorno (discesa da fermata in Piazza Matteotti): 11.40, 12.00, 12.20, 12.40, 12.45, 13.00, 13.20, 13.30, 13.40, 13.45, 14.00, 14.20, 14.40, 15.00.
La seconda area di sosta messa a disposizione del Comune – individuata in via eccezionale e transitoria, per un numero determinato di veicoli, ad uso di studenti e personale di “Convitto” e “Alberghiero” di Assisi – è nel piazzale della Rocca Maggiore, dove sarà possibile parcheggiare gratuitamente i mezzi e raggiungere a piedi l’area del Matteotti.
Luci ed ombre. E soprattutto, dinamiche asimmetriche tra le province di Perugia e Terni. Questa la fotografia economica dell’Umbria che emerge dal Dataview congiunturale di aprile 2025 del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, punto di riferimento analitico del sistema camerale italiano. Un’analisi che valuta dieci indicatori economici chiave e che, messi a confronto con le medie nazionali e regionali, restituiscono una mappa nitida delle trasformazioni economiche in atto. Non mancano sorprese.
Terni sorprende per dinamismo occupazionale ed export; Perugia va molto bene nell’export, ma soffre, soprattutto sul fronte dell’innovazione e del credito alle imprese.
Perugia: stagnazione industriale, vitalità nel sociale
La provincia di Perugia mostra segnali misti. La grande frenata arriva però dalle start-up innovative, in crollo del 29,4% (a fronte di un -6,1% nazionale): un segnale d’allarme per un territorio che dovrebbe puntare sull’innovazione per restare competitivo. E anche la crescita dei prestiti alle imprese segna il passo: -4,5%, contro una media nazionale del -3,2%. Questo dato può riflettere sia una difficoltà nell’accesso al credito che una minore domanda legata a una progettualità in stallo. Quanto alla cassa integrazione, cresce del 50,3% tra il 2023 e 2024, mostrando crescenti difficoltà nel mondo del lavoro.
Non tutto è negativo: il numero di istituzioni iscritte al RUNTS (Terzo Settore) cresce dell’11,7%, dato superiore alla media dell’8,2%, e le esportazioni aumentano del 5,7%, ben al di sopra del +0,4% nazionale. Anche le transazioni immobiliari (+0,2%) crescono. La cassa integrazione marca +50,3% tra il 2023 e 2024, evidenziando crescenti difficoltà in alcuni segmenti, principalmente industriali, mondo del lavoro. La variazione occupazionale è appena positiva (+1,8%) ma comunque inferiore alla media nazionale (+1,9%). Le entrate previste di lavoratori aumentano solo dello 0,2%, a fronte di un +1,9% medio, a indicare una certa stasi nel mercato del lavoro locale.
Terni: sorpresa umbra, tra lavoro ed export
Dall’altra parte dell’Umbria, Terni sorprende. In positivo. La crescita degli occupati è del +7,7% contro l’1,9% nazionale. Ma il dato più clamoroso è quello sulle entrate previste di lavoratori tra aprile e giugno 2025: +15,8%, a fronte del +1,9% della media Italia. Un vero boom occupazionale che sembra segnalare un recupero strutturale, probabilmente trainato da settori come la meccanica, la logistica e i servizi connessi alla transizione energetica. Anche l’export cresce in modo robusto: +4,3% (contro il +0,4% nazionale), mentre le transazioni immobiliari (+1,6%) e i depositi bancari (-0,7%, comunque meglio del -3,2% nazionale) danno l’idea di un territorio in effervescenza, con una maggiore fiducia delle famiglie e una relativa tenuta della liquidità. Il punto critico, però, resta il calo delle start-up innovative: -20,8%. Un dato migliore di Perugia ma comunque grave. Il terzo settore (+7,9%) e la stabilità delle imprese attive (-0,1%) dimostrano una certa solidità sociale, ma anche a Terni mancano segnali strutturali di innovazione tecnologica. Al contempo, la cassa integrazione cresce solo del 3,5% contro una media nazionale del 21,1%, sintomo di una minore esposizione a crisi settoriali improvvise.
Le due province umbre nel contesto del Centro Italia
Se confrontiamo Perugia e Terni con il resto del Centro Italia (Toscana, Marche e Lazio), emerge un quadro sfaccettato. L’Umbria complessivamente si difende sull’occupazione, ma perde terreno sull’innovazione e sui finanziamenti alle imprese. Firenze e Ancona, per esempio, pur con una dinamica più lenta sull’export, mostrano indicatori migliori in termini di start-up e accesso al credito. Un confronto ancor più impietoso arriva con l’Emilia-Romagna, dove territori come Reggio Emilia e Modena non solo attraggono start-up, ma aumentano gli investimenti in ricerca e sviluppo. In quel modello, le Camere di commercio svolgono un ruolo più aggressivo nell’incubazione di impresa e nel sostegno all’internazionalizzazione. L’Umbria sembra al contrario ancora legata a modelli tradizionali di sviluppo, meno orientati al rischio e più legati alla rendita.
Le leve per rilanciare l’Umbria
Dai dati Tagliacarne – sottolinea la Camera di commercio dell’Umbria – emerge con chiarezza che l’Umbria ha bisogno di ribilanciare le sue traiettorie di sviluppo. Terni mostra una dinamicità che dovrebbe essere analizzata e forse replicata, mentre Perugia ha il capitale umano e l’università per tornare a guidare l’innovazione regionale, a patto di poter contare su finanziamenti e agevolazioni. La chiave è il rafforzamento delle politiche per le start-up, una nuova stagione di credito intelligente e un rilancio delle politiche attive del lavoro. Fondamentale sarà il ruolo del PNRR: ci sono progetti ancora bloccati o rallentati. Un nuovo patto territoriale, che coinvolga istituzioni, camere di commercio, università e mondo delle imprese può essere la leva per superare la frattura fra Perugia e Terni e costruire un futuro regionale più armonico.
Mencaroni: la competitività si costruisce insieme
Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati Tagliacarne ci parlano con franchezza: l’Umbria è una regione con enormi potenzialità, ma con forti squilibri interni. Il dinamismo di Terni va valorizzato e messo a sistema, ma non possiamo accettare che Perugia resti indietro su innovazione e credito. Serve una regia condivisa che unisca università, imprese, istituzioni e terzo settore. Come sistema camerale siamo sempre pronti a fare la nostra parte per accelerare l’accesso ai finanziamenti, sostenere le start-up e creare nuove occasioni di occupazione qualificata. L’Umbria deve investire su giovani, tecnologia e qualità. Non possiamo più permetterci una crescita a macchia di leopardo. La competitività si costruisce insieme, oppure non si costruisce affatto.”