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Autore: Redazione

Prima e dopo: così i progetti PINQuA stanno cambiando Ponte San Giovanni (immagini)

Prende forma la nuova Ponte San Giovanni riqualificata attraverso i progetti PINQuA presentati negli anni passati dal Comune di Perugia e realizzati da Ater. Riqualificazione e rifunzionalizzazione sono alla base degli interventi.

Uno di questi, quello relativo al fatiscente condominio di via Cestellini, è praticamente giunto a conclusione. L’Ater ha infatti comunicato che è stata ultimata ed è in fase di collaudo tecnico amministrativo la riqualificazione e l’efficientamento energetico dell’edificio che ospita 50 alloggi di Edilizia Residenziale sociale.

L’edificio di via Cestellini

L’edificio di sette piani fu costruito negli anni ’70, le sue condizioni erano vetuste e in sensibile stato di decadimento. Grazie al progetto sono state ultimate importanti opere di efficientamento dell’involucro edilizio con conseguente trasformazione dell’aspetto esteriore del fabbricato. Sono state eliminate dispersioni di calore, condense e muffe, migliorato il comfort e la protezione della struttura dagli sbalzi termici e dagli agenti atmosferici. E’ stato migliorato nell’estetica e completamente rimodernato. Sono stati sistemati i parapetti dei terrazzi, sono state eseguite opere per la riqualificazione degli spazi carrabili, pedonali e a verde. La data di collaudo è prevista per luglio2025. I lavori sono stati eseguiti dall’Impresa Celletti Costruzioni Generali Srl di Roma.

La progettazione esecutiva e la direzione lavori sono state condotte dal Settore IIE di Ater.

Il Pinqua

Si tratta di un ulteriore tassello per la realizzazione della proposta progettuale PINQuA denominata “Ponte San Giovanni da periferia a città” approvata dal MIT e poi confluita nel finanziamento con i fondi del P.N.R.R.

Il Programma prevede una molteplicità di interventi di piccola media dimensione strettamente connessi tra loro per riqualificare ed efficientare il patrimonio di alloggi di edilizia residenziali pubblica di Ater e del Comune, riqualificare e connettere il sistema delle aree verdi, creare una rete di piste ciclopedonali, riqualificare e dare forma all’asse centrale di via Cestellini, migliorare l’accessibilità alla stazione ferroviaria dal centro del quartiere, riqualificare immobili pubblici del CVA e della scuola, migliorare il sistema della raccolta differenziata e l’efficienza energetica del quartiere e valorizzare il sito archeologico etrusco dei Volumni”. Tra questi rientra anche la rimessa a nuovo dell’edificio.

Ex Palazzetti

Intanto procede spedita anche la realizzazione dell’altro Programma integrato per la qualità dell’abitare, per la rigenerazione del grande quartiere perugino, quella denominata “PS5G”, il cui cuore è l’area dell’Ex Palazzetti’. Entrambi gli interventi sono stati presentati dal Comune e realizzati da Ater e sono tesi alla ricucitura degli spazi pubblici, alla qualificazione della struttura verde, delle percorrenze pedonali e ciclabili, delle attrezzature pubbliche”.

Santi (Ater): diminuire i locali sfitti e dare risposte ai bisogni degli inquilini

Commenta il presidente di Ater Umbria, Federico Santi: “Quella appena conclusa è una riqualificazione importante di edificio degradato nel cuore di uno dei quartieri più popolosi di Perugia, effettuata grazie ai fondi del PNRR, che contribuisce a migliorare sensibilmente la qualità della vita e dell’abitare di 50 famiglie. L’intervento è stato previsto in uno dei due PINQuA presentati dal Comune di Perugia e realizzati da Ater Umbria per la rigenerazione di un’area centrale di Ponte San Giovanni che è molto vasta. Detto questo, la vera grande sfida della Regione Umbria, e di Ater, sarà di diminuire i locali sfitti e di dare risposte più celeri ai bisogni degli inquilini”

Il Sian di Agea non va, Meloni: “Chiederemo conto dei ritardi nei pagamenti alle aziende”

Il Sian – il sistema informatico nazionale gestito da (Agenzia generale per le erogazioni in agricoltura) continua a funzionare a singhiozzo, provocando continui a gravi ritardi nei pagamenti alle imprese agricole e zootecniche.

Istruttorie bloccate per l’accesso ai fondi europei, liquidazioni parziali, tempi di pagamento sempre più incerti. Problemi che, nonostante gli interventi della Regione Umbria e le interlocuzioni con Agea, continuano a ripetersi.

“Siamo di fronte a una situazione non più accettabile – spiega l’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni – che riguarda direttamente le sorti degli imprenditori agricoli e zootecnici umbri e come loro quelle dei loro colleghi di molte altre regioni italiane. I nostri agricoltori e allevatori continuano infatti a subire danni e ritardi nell’accesso alle risorse stanziate a loro favore nell’ambito delle politiche europee della PAC e dello Sviluppo rurale e questo avviene a causa di problemi tecnici e gestionali del nuovo sistema informatico dell’organismo pagatore nazionale di Agea, ovvero il Sian”.

Nonostante i ripetuti solleciti di queste settimane, la situazione ha raggiunto dei livelli critici, spiegano dall’Assessorato. Il Sian è oggi un “collo di bottiglia” nella gestione agricola umbra e italiana. Nato per semplificare e informatizzare, sta invece ostacolando la burocrazia agricola a causa di ritardi tecnologici, carenza di manutenzione, scarsa interoperabilità e aumento della complessità normativa.

L’assessorato alle Politiche agricole e l’Autorità di gestione del PSR in queste settimane si sono attivati segnalando ripetutamente le criticità del Sian, aprendo canali di confronto e organizzando riunioni tecniche. Questa azione degli uffici della Regione Umbria è riuscita a sbloccare i pagamenti delle misure a superficie, evitando così di perdere risorse comunitarie vitali per le aziende umbre. Un risultato positivo che, inoltre, è stato esteso a tutte le regioni che lavorano con Agea.

“Da quando ci siamo insediati abbiamo lavorato con grande determinazione per rimuovere ogni ostacolo relativo alle istruttorie e ai pagamenti in capo ad Agea fino a quando, nei giorni scorsi, di fronte a una situazione non più accettabile, abbiamo posto la questione sui tavoli nazionali – continua l’assessore Meloni -. Qualcosa si sta muovendo grazie alle nostre sollecitazioni, ma è troppo poco e per questo la nostra azione è solo all’inizio. Non possiamo più tollerare ulteriori ritardi che significherebbero affossare un mondo, quello agricolo, che è il cuore della nostra economia e che, a causa di un sistema informatico nazionale, sta subendo gravi pregiudizi e disservizi. Tutto questo, infatti, comporterà la proroga di numerosi bandi per venire incontro alle giuste richieste di imprenditori e tecnici che però, a cascata, andranno a generare un aggravio di lavoro per tutti e possibili ritardi nelle rendicontazioni”.

Conclude Meloni: “Chiederemo conto delle ripercussioni negative che questi malfunzionamenti informatici stanno generando alle nostre aziende. Nonostante gli sforzi e il supporto degli uffici della Regione, che ringrazio per il loro grande impegno, il Sian continua a mostrare problematiche tecniche che rallentano le istruttorie per la partecipazione ai bandi sulle misure agroambientali, con conseguenti ritardi nei pagamenti e, in alcuni casi, liquidazioni parziali delle domande”.

Caldo rovente, l’ordinanza per il lavoro in agricoltura e nei cantieri all’aperto

Caldo rovente, la Regione emana l’ordinanza per prevenire i malori, sentite le parti sindacali e datoriali.

L’ordinanza contiene misure “di prevenzione per l’attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto, in condizioni di esposizione prolungata al sole”.

Questi i provvedimenti:

  • È vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2025, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto, in condizioni di esposizione prolungata al sole, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica- alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “Alto”
  • Il divieto di cui al punto precedente non trova applicazione per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori, quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, fatta salva in ogni caso l’adozione di idonee misure organizzative ed operative che riconducano il rischio di esposizione dei lavoratori alle alte temperature ad un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta dal datore di lavoro, come previsto dal decreto legislativo n. 81/2008 e s.m.i.
  • Restano salvi eventuali provvedimenti sindacali limitati all’ambito territoriale di riferimento
  • La mancata osservanza degli obblighi di cui alla presente ordinanza comporterà le conseguenze sanzionatorie come per legge (art. 650 c.p. se il fatto non costituisce più grave reato)
  • La presente ordinanza, per gli adempimenti di competenza e per garantire la più ampia diffusione sull’intero territorio regionale, viene trasmessa ai Prefetti della Provincia di Perugia e della Provincia di Terni, ai residenti delle Province di Perugia e di Terni, al Presidente di Anci Umbria, ai sindaci dell’Umbria, alle Aziende sanitarie locali della Regione Umbria, ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro e alle associazioni nazionali di categoria.

Un provvedimento che è stato accolto con favore dai sindacati, che sollecitano controlli per il rispetto di quanto prescritto nell’ordinanza.

Sisma, rafforzate le attività ispettive e di controllo

L’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria (USR Umbria), su indicazione della presidente Stefania Proietti, ha rafforzato le attività ispettive e di controllo nelle zone del sisma. L’obiettivo è quello di semplificare le procedure burocratiche.

Dopo un incontro svoltosi nei giorni scorsi a Norcia e incentrato sul monitoraggio della ricostruzione privata, monitorata la situazione nei territori di Preci e di Cascia.

L’ingegner Stefano Nodessi Proietti, coordinatore dell’USR Umbria, insieme al sindaco di Preci, Massimo Messi, hanno condotto un’attenta analisi di ogni singola pratica relativa alla ricostruzione pubblica. L’obiettivo di questo esame congiunto è stato quello di individuare e risolvere in tempo reale qualsiasi intoppo burocratico che potesse rallentare l’avvio dei cantieri previsti dall’ordinanza speciale n. 39/2022 come, ad esempio, la caserma dei Carabinieri, l’Hotel Scacchi, il palazzo comunale con la sala consiliare, il corpo spogliatoi della palestra comunale, palazzo Finocchioli.

La delegazione ha anche effettuato sopralluoghi diretti nei molti cantieri pubblici e privati già attivi nel centro storico di Preci, verificando lo stato di avanzamento dei lavori nonché presso la centrale idroelettrica del Comune di Preci, in località Piedivalle – che costituiva un introito strutturale per il bilancio comunale – e il cui ripristino è stato recentemente finanziato con un finanziamento commissariale di 1.1850.000 euro.

Il tour di monitoraggio dell’USR Umbria ha toccato anche il comune di Cascia. Qui, l’ingegner Stefano Nodessi Proietti, in compagnia del sindaco Mario De Carolis, ha potuto constatare con soddisfazione il buon avanzamento dei lavori presso l’ospedale Santa Rita da Cascia, un progetto chiave della ricostruzione la cui attuazione è affidata alla Regione Umbria. Un segnale importante per la comunità locale e il comprensorio della Valnerina che vede avvicinarsi il ripristino di un servizio essenziale.

Agenti commercio, incontro sul nuovo Accordo economico collettivo

Mercoledì 11 giugno la sede Confcommercio Umbria ospiterà un incontro illustrativo sul nuovo Accordo Economico Collettivo (AEC) per il settore del commercio, che disciplina i rapporti tra agenti di commercio e aziende mandanti, firmato la scorsa settimana.

L’iniziativa è di Fnaarc Umbria Confcommercio, il cui presidente Sergio Mercuri, che è vice presidente vicario Fnaarc nazionale, ha partecipato attivamente alla definizione dei contenuti dell’accordo, che anche in Umbria interessa migliaia di agenti. Dopo i saluti del presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni, sarà proprio Sergio Mercuri a spiegare le principali novità.
L’accordo attualizza il contratto di agenzia rispetto all’evoluzione dell’attività di promozione e rappresentanza.

Tra le innovazioni di maggiore rilievo viene per la prima volta riconosciuto esplicitamente il diritto alla provvigione anche sulle vendite online, valorizzando il concetto di esclusiva di zona e l’attività di promozione diffusa svolta dagli agenti, che oggi si conclude anche con vendite tramite e-commerce.

Durante l’incontro saranno inoltre disponibili postazioni per votare il rinnovo delle cariche del direttivo Enasarco. Il voto si potrà esprimere dal 6 al 16 giugno, collegandosi al sito Enasarco.

La segreteria di Fnaarc Umbria Confcommercio, previo appuntamento (tel. 075.506711, dottoressa Cristiana Cavallaro), è comunque a disposizione degli agenti e rappresentanti di commercio per fornire chiarimenti sul nuovo Accordo Economico Collettivo.

ITS Academy, ecco il Piano triennale per l’alta formazione

Approvato dalla Giunta regionale il Piano triennale 2025-2027 per l’Istruzione Tecnologica Superiore, destinato a rafforzare l’offerta formativa post-diploma in ambiti strategici come meccatronica, ICT, energia, agroalimentare e sostenibilità. Oltre 15 milioni di euro, tra fondi europei, statali e possibili risorse aggiuntive, sosterranno i percorsi ITS Academy, con l’obiettivo di formare figure altamente specializzate richieste dal mercato del lavoro.

“Scommettiamo sulla qualità dell’offerta e sul legame con il tessuto produttivo locale – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli -. L’ITS Umbria si conferma un modello vincente, come dimostrano gli ottimi risultati occupazionali certificati dal monitoraggio Indire 2025. Inoltre, tra i dieci percorsi attivati da ITS, quello di Meccatronica con sede a Terni si è distinto a livello nazionale per tasso di occupazione post-diploma”.

Il nuovo Piano, elaborato con il coinvolgimento di istituzioni, imprese e associazioni di categoria, prevede un potenziamento dei tirocini, percorsi più integrati con università e mondo del lavoro e azioni di orientamento per attrarre più studenti.

L’obiettivo è costruire filiere formative integrate con i settori produttivi più dinamici dell’Umbria, promuovendo l’accesso ai percorsi ITS in tutte le aree tecnologiche e rafforzando il legame tra competenze e territorio.

Sciopero Als, la protesta dei lavoratori arriverà in Cina? IMMAGINI

Adesione totale dei lavoratori della Angelantoni Life Science (Als) di Massa Martana allo sciopero proclamato dalla Fiom Cgil per chiedere all’azienda un piano industriale di rilancio. Tutti i 55 dipendenti, insieme ai loro rappresentanti sindacali, chiedono chiarezza, di fronte ad una proprietà che latita.

“Attualmente – aveva lamentato il sindacato proclamando lo stato di agitazione – Als versa in una situazione di paralisi produttiva, nonostante i nostri continui solleciti al socio di maggioranza – la Antonlin Life science (Zhejiang) Co Ltd, con sede in Cina, subentrata nel 2021 –, affinché conduca le normali azioni per mettere in sicurezza finanziaria l’azienda e ridarle un governo”.

Lo sciopero di otto ore è stato accompagnato da un presidio dei lavoratori di fronte ai cancelli dell’azienda, a cui sono intervenuti, per la Fiom Cgil Perugia, il segretario generale Marco Bizzarri e il segretario provinciale Nico Malossi, i consiglieri regionali Fabrizio Ricci (Alleanza Verdi e Sinistra) e Francesco Filipponi (Pd), e la vicesindaco di Massa Martana, Pamela Falchi, che voluto portare la vicinanza dell’amministrazione comunale e di tutta la popolazione ai lavoratori dell’Als, annunciando anche l’impegno del Comune a contribuire a trovare una soluzione.

“In questo momento – ha spiegato Malossi – abbiamo grosse difficoltà anche solo a riuscire a comunicare con l’attuale proprietà in Cina. Non riusciamo perciò a capire quali siano le intenzioni e in definitiva il progetto industriale. I buoni propositi che ci erano stati manifestati inizialmente non hanno avuto un seguito, dimostrando chiari segnali di difficoltà in una realtà industriale che occupa ancora cinquantacinque dipendenti, un’eccellenza nel settore della refrigerazione applicata al campo biomedicale, che doveva essere un fiore all’occhiello e testimoniare le potenzialità di una collaborazione italo-cinese”.

“Le poche interlocuzioni che siamo riusciti ad avere – ha aggiunto il segretario provinciale della Fiom – non hanno prodotto alcuna azione concreta al fine di mettere in sicurezza il futuro industriale del sito produttivo di Massa Martana. Le misure prese sono stati interventi tampone e comunque tardivi. Il rischio di una paralisi produttiva è già evidente”.

D’altronde, già nel 2023 si erano iniziati a registrare cali di produzione e problemi finanziari che, ha denunciato ancora Malossi, “oggi stanno portando alla paralisi dell’azienda, con i lavoratori che in alcuni momenti hanno dovuto finanziare essi stessi le spese aziendali legate al loro lavoro. Ancora più preoccupante, però – conclude Malossi – è la scomparsa della dirigenza che non ha lasciato più deleghe a nessuno per fare scelte. Visto che anche la cassa integrazione sta per terminare, chiediamo urgentemente all’azienda di adottare misure di sollievo finanziario per permettere di approvvigionare nell’immediato la struttura e un piano industriale di rilancio. Facciamo anche appello alle istituzioni affinché si impegnino con noi a salvaguardare questo importante sito produttivo, specializzato anche nel campo della ricerca e dello sviluppo.”.

Solidarietà ai lavoratori della Angelantoni Life Science è giunta anche dalla Rsu Fiom Cgil della Angelantoni Test Tecnologies: “La vicinanza è fortemente sentita verso questi lavoratori che in passato erano dipendenti dello stesso gruppo in cui lavoriamo e che, per questo, ancora oggi nella nostra azienda sono percepiti come colleghi. Auspichiamo che si possano trovare le necessarie soluzioni che permettano a questa realtà, che ben conosciamo, di proseguire in forza alle importanti professionalità che sempre ha espresso, e che gli oltre cinquanta dipendenti che vi sono occupati possano assicurare un futuro sereno alle loro famiglie”.

Il chiarimento del Gruppo Angelantoni

Angelantoni Industrie, società holding del Gruppo Angelantoni, precisa con fermezza la propria totale estraneità alla gestione aziendale da oltre due anni e ribadisce di non avere alcuna responsabilità nelle scelte che hanno condotto all’attuale scenario.
Nel luglio 2021, Angelantoni Industrie ha ceduto il controllo di ALS al gruppo cinese ANTOLIN LIFE SCIENCE (ZHEJIANG) LTD – “Antolin”, trasferendo il 70% delle quote nell’ambito di una più ampia strategia di riorganizzazione del Gruppo, finalizzata a focalizzarsi sul core business delle camere per test ambientali. La scelta fu dettata dalla volontà di rafforzare ALS attraverso un partner che, al tempo, si presentava come strategico: Antolin era portatore di nuove prospettive di crescita, grazie alla sua capacità di favorire l’ingresso nel promettente mercato cinese, l’accesso al settore farmaceutico e l’espansione delle capacità produttive di ALS. Angelantoni Industrie ha mantenuto il 30% della società, assumendo il ruolo di socio di minoranza con l’obiettivo di garantire continuità e presidio nel settore biomedicale.
Tuttavia, a partire da dicembre 2022, il partner cinese ha progressivamente escluso Angelantoni Industrie da ogni attività gestionale e decisionale.
Il Cav. Lav. Gianluigi Angelantoni, presidente del Gruppo, è stato costretto, quindi, prima a rimettere le deleghe operative e infine a rassegnare le dimissioni dalla carica di consigliere in ALS, in seguito al costante dissenso con le scelte della governance cinese e all’assenza di flussi informativi sull’andamento aziendale.
Da inizi 2023, Angelantoni Industrie non riveste quindi alcun ruolo gestionale in ALS, pur mantenendo una quota formale del 30% e ribadisce pertanto la totale assenza di responsabilità nella situazione in cui versa oggi ALS.
La proprietà italiana – che nel 2021 ha ceduto la partecipazione a un partner che appariva strategico per il futuro di ALS – esprime oggi profondo rammarico per l’evolversi di una vicenda che danneggia non solo economicamente, ma anche a livello reputazionale il nome Angelantoni, costruito in oltre 90 anni di attività all’insegna dell’innovazione, della serietà e del radicamento territoriale.

Laureati Unipg, più facile trovare un buon lavoro rispetto alla media degli Atenei italiani

L’Università degli Studi di Perugia si colloca al di sopra del dato medio del Paese sia nella percentuale di occupazione a 5 anni dalla laurea (93.0% contro l’89,8%) che nell’efficacia del titolo nel lavoro (71,2% contro il 68.2% del Paese a 1 anno dalla laurea e 75.9% contro 74,8% a 5 anni).

E’ quanto emerge dal rapporto 2025 del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, che fotografa le performance formative di circa 305mila laureati del 2024 e la condizione occupazionale di 690mila laureati di 81 Atenei italiani, contattati rispettivamente a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

L’indagine ha coinvolto 8.196 che si sono laureati all’UniPg. Per i laureati triennali a un anno dalla laurea che hanno scelto di non proseguire il percorso universitario (32,2% del totale) aumenta il valore degli occupati al 77.8% (76,9% nel 2024, +0.9), confermando il trend in forte crescita registrato a partire dal 2022. Pari al 31,5% la percentuale dei laureati UniPg di questa categoria che possono contare su un contratto a tempo indeterminato. Il 38,6% può contare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato e il 7,1% svolge attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge invece il 26,4% degli occupati. In forte aumento (+3.3) la percentuale di chi considera il titolo acquisito efficace o molto efficace per il lavoro svolto, che si attesta al 66,3% contro il 63,0% del 2024.

Tra i 1922 laureati di secondo livello contattati a un anno dalla laurea, si registra una netta crescita occupazionale al 78,0% (+3.1). Si conferma in forte crescita anche la percentuale di laureati magistrali che può contare su un lavoro a tempo indeterminato (da 15,7% del 2023 a 19,6% nel 2024 a 23,4% nel 2025) con un aumento di +3.8. In calo dopo l’aumento registrato lo scorso anno (+2.6%) il valore di chi può contare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato (26.1% del 2025 contro 27,8 del 2024%, -1.7), mentre l’11,1% lavora in proprio e il 16.0% ha un’occupazione part time.

Si conferma in crescita la percentuale di chi, a un anno dalla laurea, considera il titolo acquisito presso l’Università degli Studi di Perugia efficace o molto efficace per il lavoro che sta svolgendo, pari al 75.9% degli occupati contro il 72,4% registrato nel 2024, (+3.5). Un dato superiore del 2,9% rispetto alla media nazionale, che si attesta al 68,2%.

Il balzo a cinque anni dalla laurea

A cinque anni dalla laurea, in forte crescita (93.0%, +4.2) l’occupazione rispetto ai valori registrati nel 2024, pari all’89,8%. Di questi, in particolare crescita la percentuale di chi può contare su un contratto a tempo indeterminato, che si attesta al 48.7% contro il 43,2% registrato nel 2024 (+5.5). Al 15.6% quelli a tempo determinato, 12,6% in proprio e 7,3% part time.

Le retribuzioni

Per quanto riguarda le retribuzioni mensili nette, si mantengono stabili (da 1346 euro a 1350 euro) per i laureati triennali che non proseguono gli studi universitari e si registra un aumento di quelle relative ai laureati magistrali a 1 e a 5 anni dal conseguimento del titolo, che passano, rispettivamente, da 1367 a 1457 euro mensili e da 1701 euro a 1736 euro mensili (dato, quest’ultimo, che nonostante l’incremento continua a rimanere lievemente sotto la media nazionale, essendo influenzato in maniera particolare dalle condizioni di sviluppo economico del territorio).

Il livello di soddisfazione

Complessivamente, si legge nel rapporto, il 75,9% dei laureati magistrali dello Studium perugino a 5 anni dalla laurea considera il titolo acquisito molto efficace o efficace per trovare lavoro, un dato superiore alla soddisfazione italiana media, che si attesta al 74.8%.
Allo stesso modo, il 65,9% degli intervistati dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’Università degli Studi di Perugia.

Assisi, ecco la Giunta Stoppini: tutte le deleghe e i primi commenti

Ad Assisi il sindaco Valter Stoppini ha formato ufficialmente la suq squadra di governo cittadino, firmando i decreti di nomina dei componenti della nuova Giunta comunale e del vicesindaco. Oltre al primo cittadino, ne fanno parte Donatella Casciarri (Partito democratico), Veronica Cavallucci (Assisi Domani), Scilla Cavanna (Assisi Civica), Francesca Corazzi (Partito democratico), Fabrizio Leggio (Progressisti per Assisi), tutte figure con esperienza amministrativa, nella precedente legislatura.

Stoppini ha tenuto per sé le deleghe a Polizia Locale; Manutenzioni e Servizi operativi; Cimiteri; Sicurezza e Legalità; Personale e Organizzazione Uffici; Servizi Demografici; Rapporti con le Frazioni; Calendimaggio e Palio del Cupolone; Rapporti con le Basiliche Papali e Centri religiosi; Centenario Assisi 2026; Comunicazione; Protezione Civile.

Queste le deleghe agli assessori:

Veronica Cavallucci, vicesindaco con le seguenti deleghe: Mobilità, Parcheggi e P.U.M.S. (Piano del traffico); Cultura e Biblioteche; Alta Formazione e rapporti con Università; Sport, Associazioni, Pro Loco, Volontariato; Energia e Sviluppo Sostenibile; Urbanistica ed Edilizia; Edilizia Scolastica: Innovazione Digitale e Sistemi Informativi; Pari Opportunità; Ambiente e Rifiuti;

Donatella Casciarri: Bilancio; Tributi; Rapporti con le Partecipate; Programmazione e Controllo di Gestione; Politiche e valorizzazione del Centro Storico;

Scilla Cavanna: Attività produttive, Commercio e Agricoltura; Farmacia Comunale; Residenze servite e Protette; Patrimonio; Art Bonus e sostegno del Patrimonio culturale; Scuola e Politiche Educative e Giovanili; Parco del Subasio;

Francesca Corazzi: Lavori Pubblici; Politiche Sociali della Famiglia, inclusione e cooperazione sociale; Politiche del lavoro; Digipass; Edilizia Residenziale Pubblica; Politiche in materia sanitaria e Ospedale di Assisi;

Fabrizio Leggio: Politiche Turistiche;Gemellaggi e Patti di amicizia – Unesco e Onu; Marketing e Promozione del Territorio; Fondi Europei e Cooperazione Internazionale; Aeroporto e Società Partecipata.

I commenti

“Grazie alla collaborazione di tutte le liste della coalizione – ha sottolineato il sindaco Valter Stoppini, nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova Giunta – abbiamo messo in campo una squadra unita, giovane e competente, composta da quattro donne e due uomini, tutti di esperienza. Erano diverse e meritevoli le possibilità di scelta e ringrazio personalmente tutti per la disponibilità e lo spirito di servizio. Abbiamo costruito un gruppo forte, un’ottima squadra in grado di lavorare al meglio per il futuro della città. Insieme porteremo avanti il programma presentato, condividendo le priorità. A tutti gli assessori ho chiesto massima disponibilità, attenzione e presenza, contatto costante e dialogo con i cittadini e gli uffici comunali di riferimento, senza lasciare indietro nessuna persona e nessun territorio, dal centro storico alle frazioni. Non sarò un uomo solo al comando, ma gestiremo insieme tutto, cercando di dare risposte efficace ai bisogni della comunità. Ci aspettano anni, sfide e appuntamenti importanti, come l’imminente canonizzazione di Carlo Acutis e l’ottavo centenario della morte di San Francesco, oltre al Giubileo in corso, ma sono certo che Assisi può guardare con fiducia e speranza al futuro”.

“È un onore e una grande responsabilità – ha commentato Veronica Cavallucci – essere anche vice sindaco, dopo l’esperienza da assessore durante la quale ho condiviso un percorso umano e amministrativo importante insieme a Valter Stoppini, a cui mi lega un rapporto di affetto e stima reciproca. Lo ringrazio per la fiducia e continuerò a lavorare per Assisi con ancora più passione e impegno in una bella squadra”.

“Sono felice e onorata – ha affermato Francesca Corazzi – di essere in questo nuovo ruolo, dopo quello di consigliere comunale. Ho deleghe legate in particolare a lavori pubblici, sociale, attenzione ai più fragili, sanità: lavoreremo per dare risposte ai bisogni e la giusta collocazione all’ospedale di Assisi all’interno della nuova rete della sanità umbra”.

“Sono felice – ha evidenziato Fabrizio Leggio – di poter dare continuità al lavoro intrapreso negli ultimi anni nel settore strategico del turismo e della promozione. Consolideremo i risultati ottenuti con una squadra competente e affronteremo le nuove sfide, cercando di coniugare le esigenze di chi vive ad Assisi e di chi arriva qui come visitatore”.

“Grazie al sindaco – ha detto Scilla Cavanna – e ai cittadini che ci hanno dato fiducia. Siamo una squadra, qualsiasi scelta sarà collegiale, oneri e onori saranno ripartiti con l’obiettivo di fare sempre il meglio per la nostra comunità”.

“Sono onorata – ha sottolineato Donatella Casciarri – di far parte di questa Giunta. Per me è un’avventura nuova in questo ruolo, che affronterò con dedizione e impegno. Per le deleghe assegnate e la particolarità di una città come Assisi, sarà un compito complesso che insieme porteremo avanti al meglio, perché ci conosciamo bene e siamo già una squadra”.

Il 16 giugno il primo Consiglio

Il 16 giugno alle ore 15.00, nella sala consiliare, si terrà la prima seduta del nuovo Consiglio comunale. In tale occasione, si procederà alla convalida di tutti gli eletti, alle elezioni del presidente e dei due vice Presidenti del Consiglio Comunale, al giuramento del Sindaco e alla comunicazione dei componenti della Giunta.

Incontro con Donetti, Prometeo: rilancio dell’ospedale di Orvieto, vigileremo con spirito costruttivo

La Regione intende puntare sul rilancio dell’ospedale di Orvieto. E’ questo il senso dell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi tra la direttrice regionale di Salute e Welfare Daniela Donetti e l’associazione Prometeo.

L’incontro ha rappresentato un’occasione utile per fare un punto sulla situazione della sanità nel territorio orvietano e le sue criticità in termini di servizi ed impatti economici. Valore della produzione, attrattività, non coerenza tra servizi e bisogni del territorio dell’ospedale Santa Maria della Stella, liste di attesa, altissima percentuale di ricorso al privato, rinuncia alle cure da parte dei cittadini più fragili, questi i temi che hanno costituito oggetto del confronto.

“Abbiamo potuto riscontrare nella direttrice una conoscenza molto approfondita della situazione orvietana, una concreta volontà di intervenire ed un piano realistico di intervento – dicono dall’associazione – ci è stato confermato il ruolo strategico dell’ospedale di Orvieto, che si vuole mantenere e potenziare, insieme ad un investimento progressivo sulla medicina territoriale, vero nodo del cambiamento nei prossimi anni”.

La direttrice ha illustrato l’esistenza di un piano operativo regionale che prevede interventi concreti, percorsi di formazione e coinvolgimento del personale, funzionali all’implementazione dalla riforma. Abbiamo chiesto di esaminare la possibilità di istituire un hospice a Orvieto.

“Abbiamo fatto presente che continueremo a vigilare, con spirito costruttivo, che tali piani vengano realizzati. Ovvio che cominceremo a considerarci soddisfatti soltanto allora”.

In vista della discussione sul nuovo piano sanitario regionale, ad Orvieto deve ancora iniziare il dibattito sulle priorità per le quali chiedere un impegno da parte della Regione. Da chiarire c’è anche l’idea di realizzare una struttura per l’alzhaimer all’interno della ex mensa della caserma Piave. Una indicazione in direzione della quale si è espresso con voto unanime il Consiglio comunale, ma per quale è necessario trovare una forma di finanziamento oltre che procedere alla progettazione.