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Autore: Redazione

BCC Spello Velino, nel 2024 raccolta di 828 milioni (+8%)

Una raccolta complessiva di 828 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente, e crediti netti pari a 345 milioni di euro. I crediti lordi, incluso il deteriorato, ammontano a 363,7 milioni di euro. Le nuove delibere di credito nel 2024 si attestano a circa 72 milioni di euro a sostegno di famiglie, imprese e territorio. Le masse intermediate complessive superano i 1.183 milioni di euro. I Soci della Bcc sono oggi 3.745. Numeri record nel bilancio 2024 della BCC di Spello e del Velino, approvato all’unanimità dai soci.

L’indice CET1 si attesta al 26,50%, confermando una struttura patrimoniale tra le più solide del panorama bancario. La qualità dell’attivo resta eccellente: la copertura del credito deteriorato è pari all’89,6%, un valore che colloca la Banca tra le eccellenze del settore. L’utile netto è di 6,38 milioni di euro; Il capitale primario Tier 1, dopo gli accantonamenti a mutualità e beneficenza, si attesta a 48,5 milioni di euro.

“Questi risultati non sono un punto d’arrivo, ma uno slancio verso il futuro. Un futuro che vogliamo continuare a costruire insieme, mettendo sempre al centro i bisogni reali delle comunità” ha detto il presidente Alessio Cecchetti. Che ha poi aggiunto: “La Banca rinnova il proprio impegno a essere un punto di riferimento per il territorio, con i valori cooperativi e mutualistici che ne guidano da sempre l’azione. La BCC è parte della vita quotidiana delle persone, accompagna le idee che nascono e crescono nella comunità, ed è protagonista della costruzione di un domani per le nuove generazioni”.

Accanto ai numeri, il bilancio restituisce l’immagine di un istituto che continua a investire nel territorio, attraverso borse di studio, contributi e sostegno ad attività culturali, sportive e associative. Crescono anche la base sociale e i conti correnti, con un incremento superiore al 4%.

Fondazione Umbra Architettura a capo di un Consorzio europeo di Ordini professionali

La Fondazione Umbra per l’Architettura (Fua) guiderà in Europa un Consorzio di 13 ordini professionali per i prossimi tre anni. Ne ha dato comunicazione la presidente della Fua, l’architetta Virna Venerucci (nella foto) durante i lavori del board per la sostenibilità europea e per l’alta formazione.

“È stato un lavoro impegnativo – ha dichiarato Venerucci – ma siamo davvero soddisfatti. Vorrei ringraziare per la collaborazione il Consiglio di Amministrazione, composto da Rosaria Catana e Paolo Moressoni, ed il direttore della Fua, Claudio Minciotti, per l’impegno profuso in questo periodo e per il sostegno ricevuto”.

Il programma Erasmus+ VET ha riconosciuto strategico il progetto presentato dal Fua, tanto da finanziarlo per 3 annualità consecutive (2025-2026-2027) fino alla fine della programmazione. I 13 Ordini degli Architetti – che vanno da Trento a Siracusa, passando per Parma Firenze, Perugia e Potenza – parteciperanno al trasferimento coinvolgendo un bacino di 16mila architetti. Un esperimento di mobilità dei professionisti unico, con la possibilità di svolgere una esperienza di crescita professionale all’estero, per arricchire il proprio bagaglio professionale, costruire un confronto con colleghi internazionali, acquisire nuove competenze ed ampliare il proprio network professionale. Il prossimo mese uscirà il bando per la richiesta a partecipare sul sito della Fondazione e ne sarà inviata informazione a tutti gli iscritti.

Per l’Ordine degli Architetti di Perugia e la Fondazione Umbra per l’Architettura, l’apertura, la contaminazione e la crescita europea è fondamentale e strategica in un momento di grandi trasformazioni come quello che si sta vivendo nella professione. Per questo la Fondazione sta lavorando su un altro progetto finanziato dal Ministero della Cultura “ComunitUP” per costituire delle comunità di pratica nel settore dell’architettura dell’arte della moda e dello spettacolo, aiutando i giovani ad approcciare alla vita lavorativa.

Il prossimo 5 giugno, nella suggestiva struttura Carapace della Tenuta Castelbuono a Bevagna, è in programma anche un importante evento di connessione tra le arti e l’intelligenza artificiale.

Carlo Ghista è il nuovo presidente provinciale di Confesercenti Terni

Nuove cariche per la Confesercenti ternana. Carlo Ghista è infatti il nuovo presidente provinciale della Confesercenti di Terni, succede a Sergio Giardinieri chiamato ad altri incarichi. Alessandro Cecchini, invece, è il nuovo presidente comunale di Terni

Carlo Ghista, già responsabile territoriale della FIEPET, la federazione degli esercenti pubblici e turistici, vanta un consolidato impegno associativo nei confronti della Confesercenti umbra, avendo già ricoperto il ruolo di presidente regionale. Unitamente a Giardinieri, è chiamato a seguire lo svolgimento delle fasi congressuali delle varie Federazioni di categoria per approdare poi ai congressi della Confederazione provinciale e regionale.

Questa fase congressuale sarà anche l’occasione per un riposizionamento della Confesercenti sul territorio, come nelle zone di Orvieto, Narni e Amelia, e così via. Un impegno non certo di poco rilievo per la Confesercenti di Terni.

A Terni si è già cominciato con la nomina di Alessandro Cecchini, che da vice diventa presidente comunale. Da tempo impegnato nei servizi associativi, in particolare nella predisposizione e formulazione delle pratiche di finanziamento, Cecchini si impegnerà in particolare nello sviluppo della Federazione degli ambulanti, l’ANVA, e nelle pratiche associative. Si rafforzeranno poi azioni di ulteriore incremento degli associati di altre categorie che nel corso degli ultimi tempi hanno visto nella Confesercenti un punto di riferimento per le necessità degli imprenditori locali del terziario.

Cotes, da oggi perdono il lavoro gli ultimi lavoratori

Da oggi, lunedì 12 maggio, perderanno definitivamente il lavoro ed entreranno in Naspi gli 11 lavoratori rimasti alla Cotes (erano 40 fino a qualche mese fa). L’azienda di telecomunicazioni di San Marino, che aveva sedi a Rimini e Balanzano, vicino Perugia, è entrata in crisi nel 2023, quando ha perso la gara per la posa dei cavi per la fibra.

“È davvero paradossale – accusa il consigliere regionale di AVS, Fabrizio Ricci – che nel momento in cui l’Umbria ha bisogno di affrontare con il massimo slancio la sfida della digitalizzazione, una delle aziende storiche del settore, la Cotes di Perugia, che per oltre 20 anni ha operato sulle reti telefoniche e della fibra ottica, chiuda i battenti, disperdendo un patrimonio di professionalità prezioso per la nostra regione”.

Ricci nei giorni scorsi ha incontrato una delegazione dei lavoratori Cotes: “Si tratta per la stragrande maggioranza di lavoratori over 50, che, come noto, incontrano difficoltà aggiuntive nel ricollocarsi, ma vista la loro professionalità e tanto più con la sfida del Pnrr aperta, sfida da non perdere assolutamente, è assurdo pensare di non avvalersi di queste professionalità. Quindi lavoreremo, di concerto con la nostra giunta, per cercare risposte per questi lavoratori e non lasciarli soli”.

Confagricoltura ed Eps dopo il cacciatore gentleman Parodi il punto sulla rete delle carni di selvaggina

Dopo la chiacchierata sullo stile e le tradizioni del mondo dei gentiluomini country a cura di Roberto Parodi, Confagricoltura Umbria lunedì 12 maggio (ore 11), nell’ultimo giorno del Caccia Village a Umbriafiere, farà il punto su “Umbria Selvatica”, la rete di imprese voluta da Confagricoltura Umbria ed EPS (Ente Produttori Selvaggina). La rete costituita da aziende agricole, di trasformazione e dedite alla ristorazione che coprono l’intero territorio regionale umbro, è infatti nata per favorire la corretta gestione delle carni di selvaggina, dalla raccolta delle carcasse sul territorio, alla loro lavorazione fino alla trasformazione e distribuzione tramite una filiera certificata e garantita che possa finalmente trasformare un problema, come quello della sovrabbondanza di ungulati, in una risorsa e in un volano di sviluppo per imprese e territorio.

Interverranno Igor Cruciani, presidente EPS (Ente Produttori Selvaggina), Daniele Paoloni, presidente “Umbria Selvatica”, e Simona Meloni, assessore all’agricoltura della Regione Umbria.

Parte de Sotto vince il Calendimaggio di Assisi 2025 (Video)

E’ La Parte de Sotto a vincere la settantesima edizione del Calendimaggio di Assisi. Il verdetto è arrivato alle ore 1.29 della notte tra sabato e domenica, dopo quattro giorni di spettacolo tra cortei, scene, sfide canore nella Città Serafica.

La Magnifica Parte de Sotto sale a 32 vittorie, la Nobilissima Parte de Sopra guida ancora l’albo d’oro con 35 vittorie (ci sono poi due non assegnazioni e un ex aequo).

Nei giorni precedenti i partaioli rossi de Sotto avevano conquistato Madonna Primavera e il Calendimaggio dei Piccoli, entrambe manifestazioni ininfluenti ai fini della vittoria finale.

A giudicare musica, veridicità storica e lo spettacolo cortei e scene la giuria composta dal direttore di coro Lorenzo Donati, la storica e docente Élisabeth Crouzet-Pavan e il regista e sceneggiatore Maurizio Zaccaro.

Si è aperto il Caccia Village (immagini), domenica il Cinghiale Day

Si è aperta a Umbriafiere di Bastia Umbra l’edizione 2025 del Caccia Village, la fiera del mondo venatorio e del tiro, il principale appuntamento del settore per il Centro e Sud Italia.

Ad inaugurare la fiera, insieme alle autorità locali (l’assessore regionale Meloni e il consigliere Giambartolomei per l’opposizione e il sindaco di Bastia Umbra Pecci) il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra, che ha poi voluto incontrare singolarmente i rappresentanti delle associazioni venatorie e agricole presenti. Al taglio del nastro anche i presidenti nazionali di Federcaccia, Massimo Buconi, e Libera Caccia, Paolo Sparvoli.

Già dalla prima giornata numerosi gli incontri, nei quali sono stati affrontati i temi della caccia al cinghiale, della selezione, del colombaccio, della filiera delle carni selvatiche ed anche della trota.

Molto seguiti, come di consueto, gli spettacoli, quest’anno con Davide de Carolis e Raniero Testa.

Nella giornata di domenica 11 maggio spazio al Cinghiale Day,la grande novità dell’edizione 2025 del Caccia Village che si concluderà lunedì 12 maggio.

Negli stand (all’interno dei quattro padiglioni e nelle aree esterne) presenti 350 espositori tra aziende e associazioni, con circa 900 brand.

Bioter riaccende l’inceneritore, la Regione cerca il cavillo per bloccarlo

Bioter riavvia a Terni l’impianto di coincenerimento, senza attendere il Consiglio di Stato. E la Regione cerca il vincolo per bloccarlo, rivedendo tutta l’autorizzazione, rilasciata nel 2017.

Bioter aveva comunicato la sospensione dell’attività dal febbraio 2020, a seguito della sentenza del Tar Umbria 00125/2024 REG.RIC. Ora, l’azienda ternana ha comunicato ai servizi regionali la messa in esercizio dell’impianto a far data dal prossimo 13 maggio. La Regione precisa che per “messa in esercizio” si intende l’avvio dell’attività e la prima accensione dell’impianto, a differenza della “messa a regime”, che invece riguarda l’avvio della produzione vera e propria e che deve avvenire entro 90 giorni dalla messa in esercizio.

Nonostante il ricorso della Regione Umbria al Consiglio di Stato – per il quale è stata richiesta l’anticipazione della trattazione dell’udienza decisoria che dovrebbe essere imminente – l’azienda ha deciso, assumendosene integralmente la responsabilità, di riattivare l’impianto. “Sebbene non risulterebbe essere stato adeguato – scrive ancora la Regione – alle conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT Conclusions) come da anni è stato richiesto dall’autorità competente”.

Una fuga in avanti a cui la Regione reagisce, cercando appunto di stoppare la riaccensione. Perché “non intende farsi espropiare da quelli che sono i propri poteri e le proprie competenze”. Prosegue la nota di Palazzo Donini: “La lotta all’inquinamento resta una priorità assoluta della Giunta regionale. Il quadro critico della qualità dell’aria nella Conca Ternana, in particolare nell’area dove insiste l’impianto, le normative di settore e le misure previste dai piani regionali impongono una verifica approfondita e urgente sulla conformità del riavvio. Sebbene il procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) sia attualmente sospeso in attesa di un giudizio del Consiglio di Stato, a cui si è rivolta la Regione Umbria dopo la sentenza del TAR favorevole alla Bioter che ha affermato che non sussisterebbe l’automatismo del riesame dell’A.I.A, come sottolineato dalla stessa sentenza la normativa (art. 29 octies d.lgs. n. 152 del 2006) consente una valutazione discrezionale dell’Autorità competente per disporre il riesame in diverse circostanze. Queste includono la necessità di aggiornare l’autorizzazione per garantire che le emissioni corrispondano ai “livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili” o qualora le prescrizioni non garantiscano il conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale o, ancora, qualora sviluppi delle norme di qualità ambientali o nuove disposizioni legislative lo esigano.
Ad oggi l’area di Maratta continua a presentare criticità significative in termini di qualità dell’aria.
La stazione di monitoraggio di Maratta, area dove insiste l’impianto Bioter – viene sottolineato – ha registrato nel 2023 e 2024 ben 41 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10 (50 µg/mc). Questo dato è ben oltre la soglia attuale di 35 giorni consentita dal D.Lgs 155/20106 e più del doppio rispetto al limite previsto dalla nuova Direttiva (UE) 2024/2881 che entrerà in vigore nei prossimi anni. Anche i valori medi annuali di PM10 e PM2.5 rilevati a Maratta nel 2024 risultano superiori ai nuovi limiti che entreranno in vigore nel 2030. Maratta si conferma unica area della regione con mancato rispetto dei limiti di legge per la qualità dell’aria e zona più inquinata dell’Umbria. Tale situazione, anche in termini di superamento dei limiti di PM10, ha portato negli anni precedenti all’avvio di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea contro l’Italia. Procedura che in costanza dei suddetti superamenti e con un aggravio della situazione esistente potrebbe riproporsi con ripercussioni anche economiche sull’Ente. Inoltre, il recente aggiornamento del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (PRQA), approvato nel dicembre 2022, si propone in via prioritaria la risoluzione del problema dell’inquinamento atmosferico nella Conca Ternana. Tra le misure inserite, la misura P1T02 prevede che, per gli impianti produttivi collocati nell’area critica della Conca Ternana, l’Autorità competente applichi, in sede di rilascio, rinnovo e modifica sostanziale dell’AIA, vincoli emissivi pari o inferiori al valore più restrittivo indicato nelle BAT Conclusions. A tal fine, la Regione Umbria ha sottoscritto un Accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente per il risanamento della qualità dell’aria nella Conca Ternana che ha messo a disposizione 29 milioni di euro per le azioni individuate. In mancato rispetto dell’applicazione di tali misure potrebbe persino compromettere l’utilizzo finale di tali risorse”.

Alla luce di tutto ciò l’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, ha ritenuto pertanto di scrivere agli uffici preposti in materia di rilascio delle autorizzazioni di verificare la sussistenza delle condizioni per procedere con il riesame dell’AIA ai sensi dell’articolo 29-octies del D.Lgs. 152/2006, al fine di confermare la linea interpretativa di esigere l’applicazione delle BAT Conclusion prima di qualsiasi attività di riavvio dell’impianto, garantendo il massimo livello di protezione ambientale a cui i cittadini ternani hanno diritto come nel resto della regione.

Boccardo: “Inviterò Papa Leone XIV a farsi pellegrino a Cascia e Montefalco”

“Inviterò Papa Leone XIV a farsi pellegrino a Cascia e a Montefalco per affidare il suo ministero petrino all’intercessione di Santa Rita e di Santa Chiara, delle quali è molto devoto”. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, Renato Boccardo, parla così del cardinale Francis Robert Prevost, primo americano e primo agostiniano ad essere eletto Papa.

A Papa Leone XIV, Boccardo intende affidare il ministero petrino a Santa Rita e Santa Chiara della Croce, delle quali è molto devoto.

Leone XIV quando era priore generale degli agostiniani e poi cardinale ha visitato tante volte Cascia e Montefalco, comunità legate alle Sante agostiniane Rita e Chiara della Croce.

E mons. Renato Boccardo invita il Pontefice a tornare: “Ancora una volta rendiamo grazie Dio per il dono di Papa Leone XIV”.

Donetti ha presentato a Giunta e maggioranza il nuovo Piano sociosanitario

La Regione Umbria ha avvito ufficialmente l’iter che dovrà portare all’approvazione del Piano Socio-Sanitario Regionale 2025–2030. Le linee guida sono state presentate dalla direttrice regionale salute e welfare Daniela Donetti, alla Giunta e ai consiglieri regionali di maggioranza.

A differenza dell’ultimo Piano sanitario 2008-2011, approvato nell’aprile 2009, questo è un Piano sociosanitario in quanto la pandemia ha modificato il contesto con la necessità di prendere in carico le persone con i loro bisogni.

“Il nuovo Piano – evidenzia una nota della Regione – intende colmare il vuoto dell’integrazione sociosanitaria, restituendo al sistema salute dell’Umbria una guida chiara, solida e orientata al futuro”.

Proietti: modello moderno, equo e integrato

“Con questo Piano – ha dichiarato la residente della Regione, Stefania Proietti – mettiamo fine a un’assenza programmatica durata troppo a lungo e ci impegniamo a costruire un modello sanitario moderno, equo e integrato. La nostra visione è quella di una sanità pubblica vicina alle persone, in grado di rispondere alle nuove sfide poste dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita della cronicità e dai cambiamenti ambientali, mettendo al centro il potenziamento della prevenzione, rafforzando le cure domiciliari, la telemedicina, le Case e gli Ospedali di Comunità. Dopo anni di immobilismo, servono visione, responsabilità e coraggio. Questo Piano è una sfida collettiva, che chiama in causa tutte le istituzioni, gli operatori e i cittadini dell’Umbria”.

La partecipazione

Fondamentale è il coinvolgimento di tutti le parti sociali, delle istituzioni, degli ordini professionali, del terzo settore e delle associazioni dei cittadini, attraverso la costituzione di tavoli tecnici, ma anche attraverso una serie di eventi di presentazione dedicati ai diversi ambiti del Piano, dalla partecipazione sulla riforma della disabilità e della governance regionale con il tavolo di coordinamento disabilità, avvenuti nei mesi scorsi, passando per la rete territoriale, alla rete oncologica, la rete della riabilitazione, quella della salute mentale e la piattaforma di chirurgia, quindi la presentazione del modello del Dipartimento di prevenzione in ottica One Health, della telemedicina, dell’ecosistema digitale e del fascicolo sanitario 2.0.

Il brand “Umbria in Salute”

Un ulteriore elemento di innovazione del Piano sarà anche la sua nuova identità visiva e comunicativa, costruita attorno al nuovo brand regionale “Umbria In Salute”, simbolo di un cambiamento culturale che accompagnerà tutte le politiche sociosanitarie regionali come elemento distintivo di riconoscibilità e un sistema sanitario unico e coordinato, valorizzandone l’identità e l’appartenenza collettiva.

“Dignità e sicurezza”

Accanto a questa nuova identità, il Piano rilancia con forza l’impegno della Regione Umbria sul fronte dei diritti e della tutela delle persone più fragili con la campagna “Umbria contro ogni forma di violenza”. Questa linea strategica integra azioni concrete contro la violenza di genere, il bullismo, le discriminazioni, l’abuso su minori, gli episodi di violenza verso operatori sanitari e ogni altra forma di prevaricazione.

“Non può esserci salute senza sicurezza e rispetto per la dignità delle persone – evidenzia a questo proposito la presidente Proietti –. Il nostro Piano pone al centro la tutela dei più deboli, promuovendo una sanità inclusiva che non tollera nessuna forma di violenza, dentro e fuori le strutture sanitarie. Questa battaglia culturale è parte integrante del nostro impegno per una Regione più giusta e coesa”.

Alcune attività già avviate

Oltre ad aver presentato le linee guida del Piano, sono state raccontate alcune attività in corso che hanno già visto i primi 90 professionisti del Sistema sanitario regionale che stanno partecipando a parte della sua costruzione, come ad esempio il lavoro integrato sulla rete di gastroenterologia ed endoscopia digestiva, quindi inizieranno prima il confronto con gli operatori sanitari e poi gli incontri di partecipazione nei territori e con i sindaci dei comuni dell’Umbria.