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Autore: Redazione

Umbria Film Commission, commissariamento fino al 31 luglio

Non è soddisfatta, la Giunta regionale, del lavoro e dei risultati sin qui ottenuti dalla Umbria Film Commission. Per la quale, con l’approvazione di una specifica delibera, ha avviato il processo di commissariamento dell’Umbria Film Commission.

Una decisione presa vista l’impossibilità di garantire il normale funzionamento della Fondazione e sarà sottoposta all’assemblea dei soci, a cui seguirà la nomina di un commissario che guiderà l’ente fino al 31 luglio 2025.

“La proposta di commissariamento – spiega l’assessora Simona Meloni – non è solo la conseguenza delle dimissioni del presidente Genovese e del decadimento del CDA di UFM, ma è anche il risultato di un’analisi approfondita sulle attività svolte fino ad ora e alle criticità riscontrate. Rappresenta senza dubbio il primo passo formale verso la ridefinizione di un progetto più ampio, efficace ed efficiente”.

La delibera, approvata su proposta della stessa Meloni, prevede anche l’approvazione di una proposta di modifica della Legge regionale n. 18 del 2 ottobre 2024, con l’obiettivo di ripensare un modello di governance mirato alla valorizzazione, promozione e supporto delle attività cinematografiche e audiovisive. La Giunta ribadisce di riconoscere l’importanza strategica di queste azioni per lo sviluppo economico, turistico e culturale dell’Umbria.

Welfare, lavoro, nuove povertà: il convegno della Fp Cgil

‘Welfare, lavoro, nuove povertà – Quali risposte dal territorio?’. È questo il titolo e il tema del convegno organizzato dalla Fp Cgil Umbria, in programma venerdì 21 marzo nella sede della Cgil Umbria (sala Conti), a Perugia, in via del Bellocchio 26, alle ore 9.

I lavori, patrocinati dal Comune di Perugia, si apriranno con la relazione di Michele Agnani, segretario di Fp Cgil Umbria. Seguirà una tavola rotonda coordinata da Giustina Orientale Caputo, professoressa di sociologia all’Università Federico II di Napoli: vi interverranno Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia; Simone Pampanelli, segretario generale della Camera del lavoro di Perugia; Andrea Bernardoni, presidente di Legacoopsociali Umbria; don Marco Briziarelli, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve.

“L’iniziativa di venerdì – anticipa Agnani – ha come obiettivo quello di aprire un confronto e mettere in rete le associazioni e le istituzioni che nel territorio operano, dando risposte ai cittadini più deboli. Questo mondo caratterizzato da individualismo e solitudine ci impone un cambio di paradigma, cioè quello di costruire una solidarietà dal basso e di territorio, attraverso la costruzione di una comunità coesa, che metta al centro gli ultimi. Come organizzazione sindacale, siamo sicuramente il primo soggetto collettivo e associativo che intercetta situazioni di difficoltà. In questo contesto, la nostra regione si colloca in una situazione veramente difficile e complicata”. Agnani fornirà, appunto, dati e informazioni sulla situazione economico-sociale dell’Umbria per concludere poi lanciando delle proposte alle istituzioni presenti.

Allarme automotive anche per le 150 aziende umbre, presto un tavolo regionale

Lo annuncia l’assessore regionale De Rebotti: comparto strategico

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco de Rebotti, annuncia che a breve convocherà un tavolo sull’automotive, comparto che svolge un ruolo strategico, che rischia di essere travolto da una crisi provocata da una congiuntura di situazioni nazionali e internazionali, che vanno analizzate e prevenute. Un tavolo al quale siederanno tutti i soggetti interessati in un’ampia concertazione.

“L’ascolto e la partecipazione – spiega De Rebotti – rappresentano la modalità che la Giunta regionale intende praticare, con continuità e fiducia, in tutti gli ambiti dove risulti necessario dar vita a processi di riprogettazione e innovazione. Ciò vale in particolare per quei comparti che più incidono sull’economia, com’è appunto quello dell’automotive che in Umbria rappresenta ad oggi una parte significativa dell’economia regionale, con diverse aziende attive nell’intera filiera, che si sono dimostrate competitive e resilienti nonostante le sfide affrontate negli ultimi anni”.

Dati alla mano, l’assessore ricorda che in termini numerici, considerando la filiera ristretta analizzata dall’ “Indagine Osservatorio sulla componentistica automotive italiana 2024”, in Italia l’automotive conta oltre 2130 aziende insediate ed è al secondo posto in Europa per la produzione di componentistica.

Circa 150 di queste aziende sono in Umbria: 70 aziende producono principalmente componenti per le grandi industrie automobilistiche e 80 attive nell’indotto. Aziende che occupano oltre 7mila lavoratori.

“La diminuzione della domanda di veicoli sul mercato causata dalla crisi economica, una concorrenza internazionale sempre più forte soprattutto da parte di produttori asiatici, la rapida evoluzione delle tecnologie digitali che ha individuato nuovi modelli di business cui adattarsi ed infine l’impatto dirompente della transizione verso la mobilità sostenibile – evidenzia De Rebotti – costituiscono gli elementi di criticità che hanno negativamente condizionato il comparto, anche nella nostra regione. A Tutto ciò si aggiungono anche le trasformazioni rese necessarie dagli obiettivi climatici dell’Unione europea con il pacchetto Pronti per il 55% (Fit for 55) e con la transizione verso veicoli digitalizzati e a zero emissioni che determinerà un forte impatto sugli ecosistemi automobilistici regionali”.

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Spoleto, nel fine settimana si demolisce il sottopasso ferroviario

La strada chiusa dalle 7 di sabato 22 alle 5 di lunedì 24 marzo: i percorsi alternativi

Sarà demolito e poi ricostruito il sottopasso ferroviario di Madonna di Lugo.

L’intervento richiederà, dalle 7 di sabato 22 alle 5 di lunedì 24 marzo, una diversa regolamentazione del transito veicolare e pedonale con deviazione su percorsi alternativi.

Questi i percorsi alternativi consigliati.

Per raggiungere via Sandro Pertini dalla rotatoria dello svincolo Nord, si può procedere verso la rotatoria presente all’altezza della scuola Villa Redenta, proseguire in via Caduti di Nassirya, superare la rotatoria di via Piazza D’Armi in direzione San Sabino, prendere la SS685 Tre Valli allo svincolo San Sabino-Crociferro ed uscire dalla SS685 Tre Valli, allo svincolo che porta a Madonna di Lugo in via Sandro Pertini.

Per coloro che invece procedono da San Giacomo sarà possibile fare il percorso inverso, attraverso la SS685 Tre Valli fino a San Sabino Crociferro, per poi proseguire verso via Caduti di Nassirya e via Pietro Conti.

Il servizio di trasporto pubblico è deviato sul nuovo percorso concordato e autorizzato.

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Ecco chi assume in Umbria (e chi non trova le figure richieste)

Industria manifatturiera, turismo, commercio, servizi alle imprese e costruzioni. Sono 5.610 le assunzioni programmate dalle imprese umbre nel mese di marzo e 16.290 quelle previste per il trimestre marzo-maggio. La crescita rispetto allo scorso anno si attesta a +4,7% per il mese e +3,8% per il trimestre. A trainare la domanda di lavoro sono i servizi e le costruzioni, mentre il manifatturiero mostra stabilità.

I settori trainanti e i profili richiesti

Le assunzioni umbre a marzo 2025 si concentrano principalmente nei seguenti settori:

  • Industria manifatturiera e public utilities: 1.360 assunzioni.
  • Costruzioni: 670 assunzioni.
  • Commercio: 850 assunzioni.
  • Servizi di alloggio e ristorazione, turismo: 1.160 assunzioni.
  • Servizi alle imprese: 1.040 assunzioni.
  • Servizi alle persone: 530 assunzioni.
    A livello di profili richiesti, spiccano:
  • Operai specializzati e conduttori di impianti (35%).
  • Professioni commerciali e dei servizi (28%).
  • Profili generici (17%).
  • Dirigenti, specialisti e tecnici (12%).
  • Laureati (9%).


Il bollettino Excelsior

Il Bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, conferma il trend positivo del mercato del lavoro umbro, pur evidenziando una criticità crescente: più di un’assunzione su due è difficile da coprire per carenza di profili qualificati.

Il Sistema Informativo Excelsior è divenuto uno strumento di riferimento per l’analisi del mercato del lavoro in Italia. Ogni mese, attraverso interviste a oltre 100mila imprese, fornisce dati sulle assunzioni previste, le figure professionali ricercate e le difficoltà di reperimento. L’obiettivo è supportare le politiche attive del lavoro con dati aggiornati e affidabili.

L’Umbria tra crescita e difficoltà di reperimento

Nel mese di marzo, il 16% delle imprese umbre prevede nuove assunzioni, in linea con la media nazionale. Le assunzioni si concentrano nei servizi (64%), seguiti da manifatturiero e costruzioni. A livello nazionale, sono 456mila i contratti previsti a marzo e oltre 1,4 milioni quelli del trimestre (+2,8% rispetto all’anno precedente).
La difficoltà di reperimento di personale qualificato resta un problema serio: il 54% delle imprese umbre segnala problemi nel trovare candidati idonei, un dato superiore alla media nazionale (48,2%). Tra le figure più difficili da trovare spiccano ingegneri, tecnici della gestione dei processi produttivi e fabbri ferrai.
Uno degli ostacoli principali è la necessità di esperienza pregressa: il 63% delle assunzioni programmate richiede competenze specifiche o esperienza nel settore. Questo fattore rende ancora più difficile l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, evidenziando il bisogno di programmi di formazione mirati.
Un ulteriore elemento da considerare è la crescente quota di assunzioni rivolte a lavoratori immigrati. In Umbria, il 22% delle imprese prevede di ricorrere a personale straniero per coprire le posizioni vacanti, una percentuale superiore alla media nazionale. Questo fenomeno si registra soprattutto nei settori dei servizi operativi, della logistica e delle costruzioni.

I settori più colpiti dalla difficoltà di reperimento del personale

Alcuni settori sono particolarmente colpiti dal problema della carenza di manodopera qualificata. La difficoltà di reperimento raggiunge il 66,5% per dirigenti e tecnici, mentre per i tecnici della salute si arriva addirittura all’84%. Tra le figure più ricercate ma difficili da trovare emergono fabbri ferrai e saldatori (75,7%), fondamentali per il settore manifatturiero e delle costruzioni.

Perugia e Terni: i dati provinciali

Questi i dati nelle due province umbre.

A Perugia 4.400 assunzioni previste a marzo e 12.530 nel trimestre. Il 65% delle entrate si concentra nei servizi, il 70% riguarda imprese con meno di 50 dipendenti. Solo il 12% delle assunzioni è destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, contro una media nazionale del 17%.
A Terni 1.210 assunzioni a marzo e 3.760 nel trimestre. Il 58% riguarda i servizi, il 70% delle aziende assumenti ha meno di 50 dipendenti. Qui il 13% delle assunzioni è destinato a figure qualificate e il 26% ai giovani under 30.

Un aspetto da evidenziare è la maggiore difficoltà di reperimento nella provincia di Terni, dove il 56% delle assunzioni previste risulta di difficile copertura, un dato superiore alla media regionale del 54%. Questo valore indica una criticità più marcata rispetto a Perugia, dove la domanda di lavoratori è più diversificata tra settori e livelli di specializzazione.

I giovani

Secondo il report Excelsior, il 29% delle assunzioni previste in Umbria riguarda giovani sotto i 30 anni. Tuttavia, le imprese segnalano una crescente difficoltà nel trovare lavoratori con competenze adeguate, soprattutto nei settori ad alta specializzazione come ingegneria, meccanica avanzata e programmazione informatica.

Per attrarre nuovi talenti, le aziende stanno puntando su percorsi di formazione e apprendistato, con focus su settori strategici per l’innovazione e la transizione ecologica.
Un altro aspetto rilevante è la prevalenza di contratti a termine. Solo il 26% delle assunzioni previste sarà stabile, ossia con contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il restante 74% sarà a tempo determinato o con durata predefinita. Questo dato sottolinea la difficoltà per molti lavoratori, specialmente giovani, di trovare un impiego duraturo e stabile.

Morte di “Sandro”, trasportatori con il lutto al braccio

La richiesta dei sindacati di categoria dopo la morte del 26enne dipendente della Tapojarvi ustionato dalle scorie di acciaio fuso dell’Ast

I sindacati del trasporto Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal hanno chiesto alle aziende del trasporto pubblico locale, Busitalia, Cmt bus, Cavs e Troiani, di poter far mettere al braccio degli autisti, dei dipendenti front line e dei lavoratori, a titolo volontario, un nastrino nero in segno di lutto per la morte di Sanderson ‘Sandro’ Mendoza, il giovane operaio 26enne della ditta Tapojärvi, rimasto ustionato in un incidente alla Ast di Terni e morto dopo una settimana di agonia in ospedale.

“Chiunque salendo a bordo di un bus, di un treno o di un traghetto nei giorni a seguire – spiegano i sindacati – vedrà un nastro nero in segno di commozione e di lutto che un’intera comunità vuole esprimere a seguito della disgrazia accaduta pochi giorni fa nelle acciaierie di Terni. Gli utenti, i giovani e i cittadini, siamo certi, guarderanno quel nastrino e si interrogheranno circa i motivi di questo gesto simbolico. Oltre che al mondo del lavoro è proprio alle nuove generazioni che ci rivolgiamo con attenzione. Gli studenti che saliranno su quei bus dovranno sapere che quel nastro nero è per la morte di un loro quasi coetaneo mentre stava lavorando”.

“Questa iniziativa – concludono i sindacati – nasce dal desiderio di alimentare la sensibilità dei giovani sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro. Sicurezza sul lavoro che si conquista con sensibilizzazione, ma anche investendo in formazione e cultura della sicurezza”.

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“Il deficit delle Aziende sanitarie umbre è di oltre 243 milioni”

La relazione del soggetto privato a cui la Giunta Proietti ha affidato la verifica dei conti delle 4 Aziende sanitarie

Il soggetto privato incaricato dalla Giunta proietti di verificare i conti delle quattro Aziende sanitarie umbre (i due Ospedali di Perugia e Terni e le Asl 1 e 2) calcola in oltre 243 milioni di euro i maggiori costi operativi rispetto al fondo sanitario regionale che ne garantisce la sussistenza.

Un deficit strutturale che parte dal 2020 e che nel 2024 ha raggiunto la cifra di 243 milioni e 452 mila euro maturata a fine 2024.

Il dato emerge dalla “relazione sullo stato dei conti del sistema sanitario regionale” che la Giunta regionale, guidata da Stefania Proietti, dopo aver analizzato i bilanci delle aziende sanitarie, ha commissionato a un ente di terza parte per avere un riscontro di verifica indipendente. Negli ultimi anni il sistema sanitario della Regione Umbria ha mostrato evidenti criticità nel conseguimento dell’equilibrio economico finanziario – è riportato nel documento – peraltro evidenziate dal Ministero dell’economia e delle finanze, già dal rendiconto 2021 in sede di verifica dei conti cui la Regione è sottoposta ai sensi della normativa vigente (Verbale MEF del Tavolo Tecnico per la verifica degli adempimenti Regionali del 16 novembre 2022).

L’assenza di qualsiasi manovra di efficientamento da parte dell’amministrazione regionale negli anni dal 2020 ad oggi ha comportato di fatto un trend in costante peggioramento dei conti. Che è andato di pari passo con un peggioramento delle prestazioni del sistema caratterizzato da una serie di criticità che hanno riguardato sia la sua sostenibilità economica, sia un graduale peggioramento della mobilità sanitaria interregionale, con un aumento della quota di cittadini umbri che si recano presso altre regioni per usufruire di servizi sanitari (mobilità passiva) e una diminuzione di cittadini di altre regioni che vengono a farsi curare da fuori (mobilità attiva): la Regione Umbria negli ultimi 5 anni è diventata maglia nera per mobilità passiva a livello nazionale (fonte Agenas) con il 23,9% di incremento di costi dovuti a chi si reca fuori regione per curarsi.

Dal punto di vista della sostenibilità economica, nel 2024 il risultato economico del consolidato regionale della sanità è negativo per -90 mln; in particolare il disavanzo delle 4 aziende del Servizio sanitario regionale pari a -243 mln e il risultato positivo della Gestione Sanitaria Accentrata regionale pari a 153 mln.

Quindi il sistema sanitario umbro conferma anche nel 2024 un trend economico negativo che si rileva già da alcuni anni e, in particolare, dal 2020 in poi (fino all’anno 2019 la situazione del Ssr era di sostanziale equilibrio).

La copertura degli disavanzi è avvenuta, a partire dal 2020, tramite il ricorso a risorse di natura non ordinaria e non ripetibile (risorse derivanti da emergenza sanitaria Covid-19, componenti straordinarie positive, ripiano dello sforamento della spesa farmaceutica, etc.), erodendo talvolta anche risorse regionali, da qui il richiamo del MEF avvenuto già a novembre 2022.

È in corso un approfondimento tecnico – fanno sapere dalla Regione – riguardante le contabilizzazioni operate negli anni dalle Aziende del Sistema Sanitario Regionale anche con riferimento al fondo di dotazione, per il quale è emerso che la precedente amministrazione regionale non ha adempiuto alla necessaria riclassificazione e copertura, più volte richiesta dal Mef negli ultimi anni e anche in data 26 novembre 2024 (ultimo tavolo tecnico del MEF prima dell’insediamento della giunta Proietti) con un ulteriore impatto negativo ulteriore stimato in circa – 39 milioni di euro cui trovare copertura.

“Appena ci siamo insediati – spiega la presidente Proietti, che ha mantenuto la delega alla sanità – abbiamo annunciato un’operazione verità sui conti della sanità, affidando a un ente di parte terza la verifica sullo stato di salute dei bilanci delle quattro aziende sanitarie e del Sistema Sanitario Regionale”.

L’esito dei controlli ha portato a un ingente disavanzo delle aziende verificato in oltre 243 milioni di euro, che solo grazie al risultato positivo della gestione accentrata regionale porta al risultato economico del consolidato regionale della sanità che è negativo per -90 mln. Una cifra enorme che ad oggi è assolutamente impossibile ripianare con il bilancio regionale, per di più gravato dal taglio di 40 milioni nei trasferimenti verso la nostra regione da parte del Governo.

“Immaginavamo un conto in rosso profondo – continua la presidente Proietti – ma numeri di questa proporzione ci hanno letteralmente sconvolto. Abbiamo deciso, come promesso, di rendere nota la situazione perché si tratta di essere trasparenti, di essere coerenti con quanto annunciato quando abbiamo cominciato a governare e raccontare la verità dei fatti. Ora insieme alla giunta valuteremo gli strumenti da adottare da un lato per risanare i conti del sistema sanitario e dall’altro per garantire i servizi e la sanità pubblica ai cittadini umbri”.

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Il Cammino del miracolo del Corpus Domini: fede, cultura, ambiente

Il secondo progetto di trekking tra l’Orvietano e la Tuscia è stato presentato al vescovo Sigismondi e al presidente del Capitolo della cattedrale don Danilo Innocenzi

E’ un percorso tra fede, storia, cultura e ambiente il Cammino del miracolo del Corpus Domini, presentato al vescovo Gualtiero Sigismondi e al presidente del Capitolo della Cattedrale, don Danilo Innocenzi. 

Si tratta del secondo progetto di trekking che ha come riferimento l’area orvietana e la Tuscia, questa volta collegato all’evento prodigioso del 1263 conosciuto da tutta la cristianità come il miracolo di Bolsena e alla istituzione della festa del Corpus Domini ad opera del papa Urbano IV con la promulgazione della bolla “Transiturus de hoc mundo”.

Al vescovo Sigismondi e a don Danilo Innocenzi è stato fatto omaggio della guida del Cammino del miracolo del Corpus Domini, la cui presentazione avverrà ufficialmente nelle prossime settimane per diventare poi pienamente operativo già nel mese di aprile.

Dopo l’avvio, a fine 2023, del Cammino dell’intrepido Larth, che sta conoscendo un successo crescente, adesso si punta all’asse Bolsena-Orvieto con un cammino di 19 chilometri, pensato per conferire la massima dignità possibile e garantire la più ampia diffusione, non solo nei confini nazionali, ad un evento centrale nella storia del cattolicesimo e indissolubilmente connesso all’identità di Orvieto e Bolsena.

“Il progetto del turismo lento – dicono i promotori dei cammini, Emanuele Rossi, Luca Sbarra e Claudio Lattanzi – si arricchisce di un nuovo servizio che rafforzerà dal punto di vista culturale e turistico la nostra terra in occasione dell’anno giubilare, ma questo progetto guarda lontano perché l’obiettivo ambizioso è quello di unire la comunità religiosa e quella laica in un grande iniziativa di valore sociale oltre che promozionale e spirituale”.

Attenzione al territorio anche nei gadget del Cammino del miracolo del Corpus Domini: saranno realizzati da artigiani e da cooperative sociali locali, cosi come massima sarà la collaborazione, assicurano gli ideatori, con le aziende del territorio e tra gli organizzatori e la Curia.

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Artigiani di Orvieto in lutto per la morte di Carlo Graziani, rinviato il Pialletto d’oro

Rinviata la cerimonia di consegna del Pialletto d’oro 2025, a Orvieto, a seguito dell’improvvisa scomparsa di Carlo Graziani, titolare della AspirMecc, artigiano della CNA e vincitore del Pialletto d’oro 2024.

Per rispetto, la cerimonia si terrà martedì 15 aprile.

“CNA Umbria – ha dichiarato il presidente regionale dell’Associazione, Michele Carloni – ha appreso con dolore la scomparsa improvvisa del proprio associato. Alla famiglia, agli amici e ai colleghi del compianto Carlo Graziani vanno le nostre più sentite condoglianze. In segno di cordoglio abbiamo quindi deciso di rinviare al mese prossimo l’iniziativa che si sarebbe dovuta tenere oggi”.

Quest’anno, che segna il quarantennale del premio istituito dalla CNA territoriale di Orvieto per celebrare l’eccellenza artigianale e imprenditoriale locale, la cerimonia sarebbe stata preceduta da un incontro con le imprese per parlare di innovazione. Anche questa parte dell’iniziativa è stata rinviata al 15 aprile 2025.

Caso Prospero, arrestato il 18enne che in chat lo ha “aiutato” a togliersi la vita

Svolta nelle indagini per la morte di Andrea Prospero, il 19enne studente di informatica all’Università di Perugia trovato senza vita in una stanza del centro storico che aveva preso in affitto all’insaputa di familiari e amici.

Si tratta di un giovane, appena 18enne, che risiede nel Lazio. A lui gli inquirenti sono arrivati analizzando le chat nei cellulari trovati nella stanza di Andrea. Quei cellulari dai quali il 18enne, dopo che Andrea aveva assunto i farmaci letali, si preoccupava di far sparire il proprio nickname, per paura di essere identificato.

Del resto, come emerge dalle ultime drammatiche chat, proprio lui aveva dato consigli ad Andrea su come fare per togliersi la vita “senza soffrire”. Consigliandogli di assumere gli oppiacei con il vino, nel momento in cui lo studente di Lanciano aveva manifestato timori e ripensamenti.

Parole per le quali ora il 18enne si trova indagato, agli arresti domiciliari.

L’altro indagato è un giovane residente in Campania, colui che avrebbe venduto illegalmente i farmaci oppiacei ad Andrea Prospero. Forse – ma un aspetto che gli inquirenti stanno accertando – non sapendo che lo studente volessi assumerli per togliersi la vita.

Un gesto estremo che al momento sembra motivato da questioni private e non da altre attività che forse Andrea gestiva, come testimonierebbe il ritrovamento di numerose sim-card nella stanza dove si è ucciso. Ma questo è l’altro filone su cui la Procura di Perugia sta indagando.