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Autore: Redazione

Altro caso di febbre Dengue a Perugia, scatta l’ordinanza in alcune vie

Scatta l’ordinanza anti zanzara con disinfestazione e ulteriori provvedimenti in alcune vie di Perugia dopo che la Asl ha accertato un altro caso di febbre Dengue, veicolata dalla zanzara Aedes.

L’ordinanza dispone la disinfestazione adulticida a cura del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl Umbria 1 – U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica e della società specializzata nei giorni 17 – 18 – 19 settembre, dalle ore 3.00 alle ore 5.00, in corrispondenza di aree pubbliche situate lungo le seguenti vie: VIA DEL COPPETTA, VIALE ORAZIO ANTINORI, VIALE ENZO PAOLO TIBERI, VIA MARCANTONIO BONCIARI, VIA RUGGERO D’ANDREOTTO, VIA LORENZO SPIRITO GUALTIERI, VIA SAN GALIGANO, VIA FRANCESCO MATURANZIO, VIA SERAFINO SIEPI.

Sarà inoltre effettuato un intervento di disinfestazione contro le larve di zanzare, in ambito pubblico il 17 settembre dalle ore 8 alle ore 20 in corrispondenza delle citate vie.

In caso di avverse condizioni atmosferiche o per altre cause di forza maggiore gli interventi devono essere rimandati al primo giorno utile successivo ai giorni programmati.
Inoltre, negli orari dell’intervento di disinfestazione adulticida è disposto il divieto di transito pedonale e la sospensione della circolazione di tutti i veicoli nelle vie sopra elencate, eccetto quelli coinvolti nei trattamenti di disinfestazione, delle forze dell’ordine e dei mezzi di soccorso. L’ordinanza prevede altresì che, durante il tempo necessario all’effettuazione dei trattamenti di disinfestazione adulticida, in corrispondenza di appartamenti, locali e corti esterne siti nelle vie interessate dagli interventi:
-non siano mantenuti ad asciugare indumenti e biancheria all’esterno delle abitazioni;
-porte e finestre di appartamenti/locali siano tenute chiuse per tutto il tempo del trattamento e per almeno 30 minuti dalla fine delle operazioni;
-sia sospeso l’uso di impianti di ricambio di aria;
-gli animali domestici e da cortile siano detenuti all’interno dei propri ricoveri o comunque allontanati e messi al riparo;
-si provveda ad allontanare o mettere al riparo acqua e cibo destinati agli animali;
-si provveda a ricoprire o svuotare le piscine ad uso natatorio;
-in presenza di apiari gli stessi siano preservati con le opportune modalità;
-siano protette o svuotate vasche ornamentali con presenza di pesci, mantenendo al riparo gli stessi;
-nel caso in cui possano essere irrorati anche giardini con arredi e suppellettili e/o aree gioco, siano coperti con teli le strutture, i giochi e gli arredi presenti all’esterno, o lavati accuratamente dopo gli interventi prima di renderli di nuovo fruibili;
-siano protetti colture e ortaggi ricoprendoli in modo adeguato e lavati accuratamente prima del loro consumo;
-sia consentito l’accesso all’interno delle corti private a tutto il personale coinvolto nelle operazioni di disinfestazione (funzionari del Comune, operatori disinfestatori, personale tecnico del Dipartimento di Prevenzione della Usl 1, Servizio Igiene e Sanità Pubblica e operatori della Protezione civile).

La mancata osservanza delle disposizioni dell’ordinanza è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro.

Sciopero Tpl, Filt Cgil e Faisa Cisal: adesione all’80%

Parlano di un’adesione all’80% i sindacati Filt Cgil e Faisa Cisal allo sciopero del trasporto pubblico locale indetto per lunedì, oggi, primo giorno di scuola in Umbria.

‘Tpl, lottò ma perì sotto i colpi delle istituzioni’ si legge sui volantini mostrati in piazza Italia a Perugia, dove Filt Cgil e Faisa Cisal dell’Umbria hanno dato vita ad un presidio davanti ai palazzi di Regione e Prefettura, per protestare contro l’idea della divisione in quattro lotti del servizio di Trasporto pubblico locale (Tpl).

“L’alta adesione che c’è stata – ha affermato Ciro Zeno, segretario generale Filt Cgil Umbria – è un segnale fortissimo Hanno aderito iscritti e non iscritti al sindacato perché molti hanno a cuore questa battaglia, vibra l’anima quando si parla di perdita di posti di lavoro. Oggi è il dodicesimo sciopero che facciamo e non ci arrenderemo fino a quando le istituzioni non ascolteranno questo grido, ‘No ai quattro lotti’, perché significa devastare un settore strategico per l’Umbria. Il trasporto pubblico locale non può essere messo a mercato, è un servizio universale. È cambiata la Giunta ma non le linee di indirizzo. Siamo di fronte a una politica debole, che non ha la forza di contrapporsi ai dirigenti che, ahimè, determinano le scelte politiche. I dirigenti pensano in maniera matematica, i politici dovrebbero pensare per la comunità, si è perso quest’ultimo passaggio”.

“L’adesione allo sciopero è stata alta – ha aggiunto Cristian Di Girolamo, segretario generale Faisa Cisal Umbria – ma siamo preoccupati perché nonostante sia cambiata l’amministrazione regionale non è cambiato nulla per il Tpl. Siamo qui per difendere il diritto alla mobilità per i cittadini e il diritto all’occupazione per i lavoratori. Fare una gara a quattro lotti non dà speranze positive, le clausole sono insufficienti quindi speriamo che questa nostra azione dia uno slancio per rivedere tutto quanto. Un gestore unico crea economie di scala, dividere in quattro lotti significa non poter ottimizzare il personale e i mezzi rispetto al servizio; questa cosa, se dovesse accadere, porterà un aumento delle spese e precarietà tra i lavoratori”.

Turismo, verifiche mirate della guardia di finanza: effettive irregolarità in 24 delle 29 strutture controllate

Guardia di finanza nella provincia di Perugia al setaccio di irregolarità nelle strutture ricettive e locazioni turistiche, con l’obiettivo prevenire e reprimere l’abusivismo e la concorrenza sleale nel settore.
L’attività – spiegano dal Comando provinciale della guardia di finanza di Perugia – si inserisce in un piano di controlli mirati, messo in atto anche a seguito delle numerose segnalazioni provenienti dalle principali associazioni di categoria, tra cui Federalberghi e Assoturismo, che, da tempo, denunciano la proliferazione di attività non in regola, capaci di alterare il mercato e danneggiare gli operatori che rispettano le normative.

Le Fiamme Gialle perugine hanno effettuato verifiche su attività situate nei comuni di Assisi, Foligno, Spoleto, Todi, Gubbio, Campello sul Clitunno e Umbertide.

I controlli sono stati preceduti da una fase di analisi e mappatura del rischio, realizzata anche sulla base delle risultanze delle banche dati e delle informazioni ottenibili dalle piattaforme online.

Dei 29 esercizi ispezionati, ben 24 (percentuale dell’83%) sono risultati non in regola: in diversi casi, è emersa la mancata comunicazione dell’avvio dell’attività ricettiva agli uffici comunali, l’assenza della dichiarazione di locazione degli alloggi e l’omessa esposizione del Codice Identificativo Nazionale (C.I.N.), introdotto dalla legge n. 191/2023 come strumento per garantire trasparenza e tracciabilità dell’offerta ricettiva.

Sono stati, inoltre, segnalati al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate ricavi non dichiarati per oltre
880.000 euro e segnalati alla competente Autorità Giudiziaria 11 responsabili di altrettante strutture, responsabili di non aver comunicato le generalità degli ospiti, in violazione delle norme sulla sicurezza pubblica. Più in particolare, durante le attività ispettive, sono stati individuati tre soggetti (2 nel comune di Gubbio e 1 nel comune di Umbertide) che avevano concesso in locazione i propri immobili a fini turistici senza alcun tipo di contratto regolare e, soprattutto, senza adempiere agli obblighi fiscali, omettendo di dichiarare ricavi complessivi per oltre 90.000 euro.

A Todi è stata individuata una persona fisica residente all’estero, proprietaria di un immobile, utilizzato per svolgere l’attività di ricezione extra alberghiera, in forma non imprenditoriale. Gli accertamenti effettuati hanno permesso di riscontrare l’omessa dichiarazione dei redditi percepiti per circa 180.000 euro.

Anche a Campello sul Clitunno è stato scoperto un immobile utilizzato per svolgere, in forma non
imprenditoriale, attività di ricezione extra alberghiera: i correlati accertamenti effettuati hanno permesso di riscontrare l’omessa dichiarazione dei redditi per un importo complessivo pari a circa 195.000.

Nel corso delle attività di controllo, sono stati inoltre individuati 3 datori di lavoro che impiegavano 6 lavoratori in nero. Le sanzioni previste per ogni lavoratore irregolare vanno da un minimo di 1.950 a un massimo di 11.700 euro, per un importo complessivo massimo per oltre 70 mila euro.

L’azione di controllo, che – annunciano i finanzieri – proseguirà anche nei prossimi mesi, si inserisce in un più ampio programma di monitoraggio delle attività economiche nella provincia di Perugia, un’area a forte vocazione turistica che attrae ogni anno migliaia di visitatori, soprattutto nel periodo estivo e durante gli eventi culturali e religiosi.

Franceschini (Confartigianato) analizza la fase “complessa” dell’economia ternana

E’ un invito “alla coesione” quello che arriva dal presidente di Confartigianato Terni, Mauro Franceschini, di fronte ad una situazione economica che nel Ternano è definita “complessa”. I cui effetti sono evidenti, come spiega Franceschini in un’intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria, a firma di Antonella Lunetti, già dal livello dei consumi pro capite sensibilmente più bassi rispetto alla provincia di Perugia, con la spesa reale che tra il 2019 e il 2023 è calata del 5,5%.

Fa fatica anche il turismo, in una regione che invece complessivamente galoppa: a Terni le presenze sono addirittura scese, da 303mila a 278mila.

Molto, come spiega Franceschini, è legato all’andamento del comparto industriale, con siderurgia e metalmeccanica che però soffrono degli alti costi energetici.

L’inclusione dell’Umbria nella ZES Unica può portare benefici, anche se, sottolinea il presidente di Confartigianato, le regole attuali limitano l’accesso alle piccole imprese. Rischiando così di penalizzare comparti che sono centrali, come l’artigianato e il commercio.

Nell’intervista Franceschini ricorda anche la difficoltà a reperire manodopera, fenomeno che in Umbria pesa più rispetto a quanto avviene mediamente in Italia, con più di 6 aziende su 10 che non trovano le figure di cui hanno bisogno.

Quanto ai rapporti tra Confartigianato e il Comune di Terni, dopo il confronto sulla stampa sul tema degli appalti pubblici, Franceschini ribadisce la disponibilità al dialogo, accogliendo l’apertura del tavolo sugli appalti pubblici, convocato per il 30 settembre. Ma mantiene ferme le tre criticità poste, sulle quali Confartigianato attende risposte sul merito: l’uso frequente del massimo ribasso; la mancata applicazione delle premialità per le imprese locali previste nel Codice Appalti; la scelta di internazionalizzazione, senza la dimostrazione di un concreto vantaggio economico. Temi sui quali Confartigianato auspica un confronto serio, sulla base di dati reali.

“Troppe tasse in Umbria”, l’allarme di Carloni (Cna)

In Umbria un’impresa deve lavorare circa un mese in più rispetto a una dello stesso tipo con sede a Bolzano per onorare gli impegni con il fisco. E’ quanto mostrano i dati dell’osservatorio CNA sul fisco presentati a Roma. Una situazione che preoccupa la Cna dell’Umbria, anche in considerazione degli aumenti Irrap decisi dalla Regione Umbria che scatteranno da gennaio.

Nonostante la lieve flessione registrata dal nostro osservatorio sul fisco rispetto alla precedente rilevazione – afferma il presidente di Cna Umbria, Michele Carloni – la tassazione sulle imprese è ancora troppo alta: a Perugia e Terni una piccola impresa deve lavorare circa un mese in più rispetto a una dello stesso tipo con sede a Bolzano per riuscire a coprire i costi delle imposte nazionali, regionali e locali. E la situazione non potrà che peggiorare per le imprese umbre quando entreranno a regime le nuove addizionali regionali”.

L’osservatorio della CNA, giunto alla settima edizione, ogni anno prende a riferimento un’impresa tipo e ne mette a confronto la situazione sul piano della tassazione nazionale e locale. Il dato che ne è emerso è che nel migliore dei casi, come a Bolzano, quell’impresa nel 2024 ha dovuto lavorare il 46% dell’anno, pari a 169 giorni, solo per chiudere i conti con il fisco.

Ma altrove va anche peggio, a cominciare dall’Umbria, dove le imprese dei capoluoghi di provincia di Perugia e Terni devono lavorare rispettivamente 193 (53%) e 198 giorni (54%) prima di raggiungere il tax free day, quando finalmente potranno cominciare a produrre per se stesse. Nella classifica generale, che vede il capoluogo più virtuoso in testa e quello più esigente nei confronti delle imprese in coda, Perugia si colloca al 73° posto, mentre Terni è al 91°.

La piccola impresa tipo presa in esame dall’osservatorio è di tipo personale, con un costo annuo per i dipendenti di 165mila euro (corrispondenti a 4 operai e 1 impiegato), l’utilizzo di un laboratorio artigiano di 350 mq, un negozio di proprietà destinato alla vendita di 175 mq, ricavi per 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila.

carloni cna

“Va tenuto conto – sottolinea Carloni – che questi calcoli sono stati fatti su dati del 2023, gli ultimi disponibili in materia di tasse erariali, comunali e regionali. Ciò che ci preoccupa ulteriormente è che in Umbria, dal 2025, c’è stato un sostanziale incremento sia delle addizionali regionali che della Tari: questo significa che l’anno prossimo la tassazione sulle imprese umbre sarà ancora maggiore, con il conseguente aumento dei giorni necessari a coprire i costi fiscali. Imposte così pesanti rappresentano un vincolo molto grande per la crescita delle imprese, che per la ricchezza e i posti di lavoro creati meriterebbero un fisco più leggero, semplice ed equo. Un passo verso una tassazione nazionale più giusta potrebbe essere quello di equiparare le detrazioni fiscali a prescindere dalla tipologia di reddito. Oppure distinguere, anche nelle aziende personali, la tassazione sul reddito d’impresa distribuito tra i soci e quello destinato agli investimenti”.

“A livello locale, invece – prosegue il presidente di Cna – non possono più attendere le riforme che chiediamo da tempo per razionalizzare e ottimizzare la spesa pubblica. Mi riferisco alla necessità di andare verso un accorpamento delle società partecipate dalla Regione Umbria, di chiudere il ciclo dei rifiuti, di riorganizzare il trasporto pubblico puntando sui servizi a chiamata e, infine, di tornare a pensare alla riorganizzazione dei Comuni nelle cosiddette aree interne, soggette ormai da un ventennio a un progressivo spopolamento. Non si può continuare a chiedere alle imprese di crescere e di investire per aumentare la produttività, l’occupazione e i redditi da lavoro se oltre il 50% dell’anno è assorbito dalle tasse” conclude Carloni.

“Orizzonti Digitali”, oltre mille partecipanti ai 18 panel sull’AI

Oltre mille partecipanti hanno seguito i 18 panel in programma nei due giorni della terza edizione di Orizzonti Digitali, quest’anno ospitata a Villa del Colle del Cardinale, a Perugia.

La terza edizione dell’evento, promosso da Confindustria Umbria, Umbria Digital Innovation Hub, Ance Umbria, Umbria Business School e ITS Umbria Academy – in collaborazione con Il Cortile di Francesco, Nemetria, Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e con il patrocinio del Comune di Castiglione del Lago – ha proposto incontri di grande interesse, offrendo una panoramica sul modo in cui l’Intelligenza Artificiale sta già trasformando imprese, sanità, sport, diritto, agricoltura, infrastrutture e risorse umane.

“La forza di questa iniziativa – ha spiegato Alessandro Tomassini, presidente Umbria Digital Innovation Hub – sta nell’aver messo attorno allo stesso tavolo esperti, professionisti, istituzioni e imprese, creando un dialogo che va oltre i confini tradizionali. L’intelligenza artificiale non può essere interpretata come una moda tecnologica: è una trasformazione strutturale che richiede conoscenza, formazione e contaminazione tra mondi diversi. È proprio questo intreccio di saperi che consente al nostro territorio di affrontare l’innovazione in modo concreto e con una visione di lungo periodo”.

Il pubblico che ha seguito i lavori alla Villa del Colle del Cardinale a Colle Umberto (Perugia) ha potuto confrontarsi con esperti, imprenditori, accademici e professionisti, che hanno portato visioni e casi concreti di applicazione dell’AI nei settori produttivi e nei servizi.

La seconda giornata ha mostrato la trasversalità dell’AI in contesti molto diversi. Dal panel “Tecnologia e sport”, che ha evidenziato come l’Intelligenza Artificiale stia aprendo nuove prospettive anche nel mondo dello sport, a “AI al servizio dei legali”, in cui è stato approfondito l’impatto dell’AI nella professione forense.

Grande attenzione anche a settori chiave per il territorio. Le costruzioni, con i due panel promossi da ANCE Umbria (“AI per costruzioni e professioni tecniche”, che ha mostrato l’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore delle costruzioni con applicazioni concrete lungo tutte le fasi del processo costruttivo; “Infrastrutture intelligenti”, in cui si è parlato di città più sicure ed efficienti grazie alla manutenzione predittiva). Il lavoro, con “Competenze umane nell’era dell’AI”, in cui è emerso l’impatto degli algoritmi sul mondo HR. L’agricoltura: “Dalla terra ai dati”, ha mostrato come l’AI possa aumentare produttività e sostenibilità. In ambito economico e finanziario, i panel “Quali benefici può trarre il CFO dall’AI” e “AI come alleato del CEO” hanno offerto esempi concreti di come l’Intelligenza Artificiale stia già affiancando dirigenti e manager nelle decisioni strategiche. Un approfondimento è stato dedicato al progetto UDD – Umbria Digital Data, che mette a disposizione 4,5 milioni di euro per le imprese umbre che investono in digitale.

“Confindustria Umbria ha scelto di guidare la trasformazione digitale del territorio, mettendo a disposizione delle imprese strumenti e risorse concrete – ha sottolineato Vincenzo Briziarelli, presidente di Confindustria Umbria – Ad oggi abbiamo concluso 300 progetti con altrettante aziende e sviluppato applicazioni di intelligenza artificiale anche nella pubblica amministrazione, dalla sanità alla giustizia.  Con Orizzonti Digitali vogliamo offrire alle imprese umbre e a tutto il territorio uno spazio di confronto concreto sui cambiamenti che l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno producendo”.

A chiudere il programma, il convegno “I Volti dell’Intelligenza Artificiale”, a cui è intervenuto anche il Direttore Generale di Confindustria Maurizio Tarquini, nel quale sono confluite le riflessioni di istituzioni, imprese, Pubblica Amministrazione e cultura, restituendo una visione corale delle opportunità e delle sfide che l’AI porta con sé.

“L’Intelligenza Artificiale – ha detto Tarquini – è una realtà, ma ci sono ancora passi importanti da fare. Serve investire sul rafforzamento delle competenze, non solo tecniche ma anche culturali: pensiero critico, consapevolezza e formazione. Recentemente abbiamo presentato un Rapporto sull’utilizzo operativo dell’AI in azienda, in cui sono stati raccolti 240 casi d’uso da 70 imprese italiane. Le grandi aziende sono partite bene ma abbiamo bisogno che il maggior numero possibile del tessuto imprenditoriale segua questa strada. Il nostro obiettivo è diffondere questi casi d’uso, generare curiosità e accompagnare le imprese. Ma per utilizzare l’IA in azienda, l’impresa deve essere digitalizzata. E c’è ancora molto lavoro da fare. Su questo fronte, chiederemo non solo di proseguire con i fondi del PNRR, ma di affiancare una strategia di lungo termine, in cui il governo consideri l’investimento nel digitale come il più rilevante per il futuro del Paese”.

Federcaccia Umbra, l’avvocato Maurizio Lorenzini è il nuovo presidente

L’avvocato Maurizio Lorenzini è il nuovo presidente di Federcaccia Umbra. Raccoglie il testimone da Nazzareno Desideri, che aveva lasciato la carica per sopraggiunti motivi di salute, al quale la federazione esprime “il più sentito ringraziamento da parte di tutta la struttura regionale per il lavoro svolto con dedizione e passione, nonché i più sinceri auguri di pronta ripresa da parte di tutti i dirigenti e associati”.

L’elezione è avvenuta durante l’assemblea regionale della federazione, durante la quale sono stati rinnovati gli organismi dirigenti regionali. A guidare la Federazione per il prossimo mandato sarà dunque Lorenzini “figura di comprovata esperienza – commentano da Federcaccia Umbra – e da sempre impegnata nella tutela e nella valorizzazione della caccia e del mondo venatorio”.

“Federcaccia regionale Umbra attraverso le sue sezioni provinciali di Perugia e Terni – prosegue la nota – sta attraversando un periodo di straordinaria partecipazione e unità interna. La coesione delle sezioni comunali e il crescente entusiasmo da parte degli associati rappresentano un momento di grande forza e condivisione, mai registrato con questa intensità nella storia recente della Federazione”.

Il nuovo gruppo dirigente, che si insedierà entro 30 giorni, si pone come obiettivo prioritario quello di rafforzare il dialogo tra tutte le componenti del mondo venatorio umbro, proseguendo lungo la strada della gestione responsabile del territorio, della promozione della cultura venatoria e della collaborazione istituzionale.

Federcaccia ribadisce “il proprio impegno a non farsi distrarre da inutili e sterili polemiche, alimentate da una ristretta minoranza di dissidenti che, purtroppo, continuano a portare avanti azioni e ricorsi privi di fondamento, nel tentativo di minare il lavoro della Federazione. Tentativi che non solo non rispecchiano il sentire della base associativa, ma che vengono promossi vantando inesistenti consensi da parte degli iscritti”.

“Federcaccia Umbra – conclude la nota – guarda avanti, con rinnovata determinazione e senso di responsabilità, per continuare a rappresentare con forza e autorevolezza la voce dei cacciatori umbri e per essere, come sempre, al servizio del territorio, della fauna e della buona gestione venatoria”.

Lunedì sciopero regionale del trasporto pubblico, orari e servizi garantiti

Per lunedì 15 settembre i sindacati Filt Cgil e Faisa Cisal hanno proclamato uno sciopero di 24 ore. Busitalia (Gruppo FS) comunica le modalità di effettuazione dello sciopero.

Busitalia ha comunicato le modalità dell’erogazione dei servizi.

PROVINCIA DI PERUGIA

Servizi autobus urbani ed extraurbani, Navigazione Lago Trasimeno, Minimetrò di Perugia, Mobilità alternativa di Spoleto (percorsi meccanizzati dei parcheggi “Spoletosfera” e “Ponzianina-Rocca e Posterna”): sciopero di 24 ore con garanzia di effettuazione dei servizi nelle fasce orarie: 6:00 – 9:00 e 12:00 – 15:00.

Le corse che partono dal capolinea prima dell’orario dello sciopero raggiungeranno comunque il capolinea di destinazione.

Servizio biglietterie città di Perugia – P.zza Partigiani e Stazione FS: il servizio sarà garantito con il normale orario.

Servizio biglietteria Spoleto Stazione FS: il servizio sarà garantito con il normale orario.

Servizio ascensori e scale mobili di Perugia: i servizi saranno garantiti per l’intera giornata con il normale orario.

Ufficio Relazioni con il Pubblico di Perugia: il servizio sarà garantito con il normale orario.

PROVINCIA DI TERNI

Servizi autobus urbani ed extraurbani, Funicolare di Orvieto: sciopero di 24 ore con garanzia di effettuazione dei servizi nelle fasce orarie: 6:30 – 9:30 e 12:30 – 15:30.

Le corse che partono dal capolinea prima dell’orario dello sciopero raggiungeranno comunque il capolinea di destinazione.

Servizio biglietterie città di Terni – Biglietteria Bus Terminal: il servizio sarà garantito con il normale orario.

Ufficio Relazioni con il Pubblico di Terni: il servizio sarà garantito con il normale orario.

SERVIZI FERROVIARI

Il servizio ferroviario è sospeso per interruzioni programmate, disposte da RFI per interventi di manutenzione straordinaria; pertanto, tutto l’esercizio sarà coperto interamente da autobus sostitutivi.

Nella Rete Regionale IFRU (EX FCU), in caso di adesione, sono garantiti i servizi sostitutivi nelle seguenti fasce orarie: 5:45-8:45 e 11:45-14:45

Nella Rete Nazionale saranno garantiti tutti i servizi sostitutivi indicati nell’orario ufficiale Trenitalia.

Le motivazioni dello sciopero

Ciro Zeno e Cristian Di Girolamo, segretari generali rispettivamente di Filt Cgil e Faisa Cisal dell’Umbria, hanno spiegato le ragioni dello sciopero: “Dopo quattro anni e mezzo siamo ancora qui a denunciare lo stesso grande problema: la divisione in quattro lotti del trasporto pubblico locale in Umbria. Cambiano le giunte, ma l’impostazione della prossima prevista gara di affidamento del servizio rimane invariata. Oggi il sistema è gestito da un unico grande soggetto che coordina lavoratori, mezzi e servizi in maniera integrata. Se invece si andrà avanti con l’attuale delibera di giunta si passerà a quattro piccole gestioni separate: urbano di Perugia, extraurbano di Perugia, Foligno-Spoleto e Terni. Insomma, si torna alla preistoria. Una scelta che porta con sé il rischio concreto di frammentare e indebolire il Tpl, soprattutto in territori caratterizzati da basso impatto demografico. Si mette in crisi il servizio – hanno detto – con evidenti ripercussioni negative per i lavoratori, economiche, occupazionali e dal punto di vista dei diritti, e per i cittadini che vedranno contrarsi ancora di più i servizi e la loro qualità”.

Andrea Casciari confermato dg dell’Ospedale di Terni

Andrea Casciari resta direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. Il prolungamento dell’incarico per altri due anni è stato deliberato dalla Giunta regionale, d’intesa con il magnifico rettore dell’Università degli Studi di Perugia

“La scelta di Casciari – si legge in una nota della Regione – garantisce continuità gestionale in una fase strategica per l’ospedale ternano, chiamato a consolidare il proprio ruolo di polo sanitario di rilievo regionale e nazionale, anche in sinergia con l’Università di Perugia”.

L’amministrazione regionale augura al direttore Casciari buon lavoro, “con l’auspicio che l’esperienza maturata possa tradursi in ulteriori risultati a beneficio della qualità delle cure, dell’innovazione dei servizi e della vicinanza ai cittadini”.

Londra e Palermo fanno “volare” l’aeroporto dell’Umbria: nuovo record ad agosto

Nuovo record assoluto di traffico, nel mese di agosto, all’aeroporto internazionale dell’Umbria, dove sono transitati 81.267 passeggeri. Si tratta del miglior risultato di sempre, che supera il precedente primato stabilito appena un mese fa, a luglio. Rispetto all’agosto 2024, quando i passeggeri furono 69.525, la crescita è del 17%.

Per la prima volta, sia a luglio che ad agosto è stata superata la soglia degli 80.000 passeggeri mensili, un traguardo che conferma il trend di forte sviluppo dell’aeroporto dell’Umbria.

Tra i collegamenti, la destinazione internazionale più trafficata del mese è stata Londra, con 15.544 passeggeri grazie ai 22 voli settimanali operati da Ryanair (Stansted) e British Airways (Heathrow). Sul fronte nazionale, Palermo si conferma la rotta più frequentata, con 8.761 passeggeri e 12 voli settimanali.

Inoltre, nella giornata di martedì 19 agosto l’aeroporto ha fatto registrare il nuovo record storico giornaliero, con 4.120 passeggeri in un solo giorno.

Nei primi otto mesi del 2025 i passeggeri complessivi sono stati 438.755, con una crescita del +20,4% rispetto allo stesso periodo del 2024 (364.450 pax). Le proiezioni attuali indicano che entro la fine dell’anno lo scalo supererà la soglia dei 600.000 passeggeri, stabilendo così il nuovo record annuale.

Si ricorda che il network di collegamenti della stagione “Summer 2025”, operativa fino a fine ottobre, comprende fino a 17 destinazioni e 114 voli settimanali. Tutte le informazioni sui voli sono disponibili sul sito www.airport.umbria.it.