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Autore: Redazione

Approvata in Commissione la Manovra della Regione, giovedì in Aula

Approvata dalla Prima commissione consiliare, a maggioranza, con 5 voti favorevoli (Filipponi, Betti.
Michelini, Proietti-Pd e Simonetti-M5S) e 3 contrari (Pernazza-Fi, Agabiti-FdI, Tesei-Lega), la proposta di risoluzione che accompagna il Documento di economia e finanza della Regione Umbria (Defr) 2026-2028.

L’atto – che ha già ricevuto il parere positivo delle altre due commissioni consiliari, la Seconda e la Terza, e del Cal – verrà discusso in Assemblea legislativa nella seduta di giovedì 11 dicembre. Relatori in Aula saranno Francesco Filipponi (Pd) per la maggioranza e Paola Agabiti (FdI) per la minoranza.

SCHEDA

Il Defr è lo strumento fondamentale di programmazione economico-finanziaria che serve ad inquadrare le politiche regionali su un triennio, individuando politiche, obiettivi strategici, priorità, risorse e vincoli di bilancio. La Regione con il Defr stabilisce i contenuti della politica socio-economica e delinea gli
interventi di finanza regionale. Il Defr viene utilizzato per orientare le politiche regionali, per delineare le priorità e per assicurare che le risorse siano indirizzate alla realizzazione degli obiettivi individuati.

Il Defr 2026-2028, il primo di questa legislatura, è impostato avendo a riferimento obiettivi di crescita e
sostenibilità, di inclusione, di attrattività e innovazione del sistema umbro. Il documento è composto da quattro sezioni.

La prima analizza il contesto socio economico: la situazione internazionale, nazionale e regionale con i dati su pil, demografia, mercato del lavoro, flussi turistici, export, e lo scenario di riferimento. In particolare è stato elaborato ‘Il termometro dell’economia umbra: lettura tendenziale dei dati più recenti’, uno strumento di controllo con 76 indicatori per individuare con tempestività i trend
positivi e negativi e reindirizzare le scelte di policy.

La seconda sezione esamina gli strumenti di programmazione europea e nazionale: la politica di coesione, la politica agricola per lo sviluppo rurale, il Pnrr.

La terza delinea le politiche regionali definendo, per ogni area tematica, gli obiettivi strategici e le attività prioritarie per il 2026.

La quarta sezione è dedicata alla situazione finanziaria regionale e alla manovra di bilancio, tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica alla luce delle manovre finanziarie del governo centrale.

Nel Defr le politiche regionali sono classificate in cinque aree tematiche secondo le missioni e i programmi del bilancio: area istituzionale, area economica, area culturale, area territoriale e area salute e sociale. Per ogni area tematica sono individuati gli obiettivi strategici, le attività prioritarie per il 2026, gli
indicatori fisici e finanziari che a posteriori permetteranno di valutare il risultato raggiunto. 

L’Umbria accresce il proprio peso nella green economy nazionale

Umbria più dinamica della media italiana sul fronte green. Sono infatti 8.390 le imprese ch hanno già investito in sostenibilità e oltre 22mila addetti operano nella transizione

L’elaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria su dati GreenItaly–Unioncamere–Excelsior mostra che la regione accresce il proprio peso nella green economy nazionale: imprese che investono, occupazione verde in crescita, filiere che si trasformano.

Umbria verde: numeri reali, sfide concrete, una scommessa da giocare.

In Umbria sta avvenendo un cambiamento graduale ma misurabile, che parte dai bilanci delle imprese e si allarga – secondo i dati del nuovo Rapporto GreenItaly uscito di recente – all’occupazione. 8.390 imprese con dipendenti hanno investito in prodotti, tecnologie e processi green, segnando una crescita rispetto alle 7.271 del quinquennio precedente. La sostenibilità sta diventando fattore produttivo, non solo valore etico. E questo mutamento — silenzioso ma concreto — è già inciso nei numeri.
Il mercato del lavoro conferma la tendenza. 22.680 contratti green attivati o programmati nel 2023/24 mostrano una domanda crescente di tecnici energetici, installatori, progettisti ambientali, ingegneri di efficienza, profili legati a riciclo materiali, bioeconomia e digitalizzazione industriale. Non è un margine del mercato: è una quota consistente, espressione di un’economia che vuole cambiare pelle. La Regione non è la locomotiva d’Italia, certo — ma per densità di green jobs dimostra un livello di reattività superiore a quanto spesso ci si aspetta.
Eppure la storia non finisce qui. Perché se la crescita c’è, il rischio è che non basti. Che l’onda verde umbra rimanga una successione di casi positivi senza compattarsi in un sistema competitivo.

Una crescita reale, ma ancora fragile

L’Umbria investe, assume, innova — ma si muove dentro un territorio produttivo frammentato. Molte imprese sono piccole, faticano ad accedere a tecnologie costose, necessitano di competenze tecniche rare. Il quadro è chiaro: esiste un potenziale di trasformazione, ma ancora non una piena massa critica. E la distanza rispetto alle regioni italiane più strutturate deriva soprattutto da tre elementi: burocrazia, skills tecniche e continuità degli incentivi.
Prima criticità: molte imprese sono piccole, spesso micro: installare impianti efficienti, ottenere certificazioni ambientali, digitalizzare processi può essere un salto impegnativo. Serve continuità, serve rete, serve visione condivisa.
Seconda criticità: le competenze. Le imprese cercano tecnici energetici, installatori evoluti, project manager della transizione, esperti in materiali riciclati, profili ingegneristici capaci di ridisegnare processi industriali a basso impatto. Alcuni di questi profili semplicemente non esistono in numero sufficiente. Senza capitale umano preparato, ogni rivoluzione industriale si interrompe.
Terza criticità: gli incentivi. Troppo spesso intermittenti, a sportello, con finestre brevi. Una Pmi pianifica in orizzonti lunghi: non si investe su bandi che durano tre mesi. Senza politiche stabili il rischio percepito cresce, e l’innovazione rallenta. La sostenibilità richiede fiducia e orizzonte, non solo fondi a scadenza.

Nonostante questo, l’Umbria ha una caratteristica che non tutte le regioni possiedono: diversità settoriale + compattezza geografica. Significa che le filiere sono corte, i passaggi tra comparti più rapidi, la capacità di integrare agroalimentare, manifattura, artigianato ed edilizia è più naturale che altrove. È questa la leva che può trasformare la transizione in vantaggio competitivo

Il posizionamento nazionale
Guardando l’Italia nel suo insieme, le regioni manifatturiere — Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna — dominano per numeri assoluti di imprese green. Ma il confronto utile non è sui volumi: è sul peso della transizione nell’economia locale. Qui l’Umbria emerge: meno grande, ma più dinamica in proporzione, con una quota di assunzioni green superiore alla media e un ritmo di crescita costante nelle imprese che investono in sostenibilità. Il vantaggio competitivo non è la dimensione, ma la direzione.

Settori che corrono — e chi può fare il salto
L’economia verde regionale vive su quattro colonne:
1. Agroalimentare & bioeconomia
Olio, vino, cereali, produzioni certificate, filiera corta. La sostenibilità qui è già un driver di mercato: meno chimica, più qualità, più tracciabilità.
2. Manifattura & industria
Efficientamento energetico, riciclo materiali, nuovi macchinari: il green non è estetica, è competitività industriale.
3. Edilizia, restauro, bioedilizia
Riqualificazione energetica, materiali a bassa impronta ambientale, recupero dei borghi: qui la transizione può creare lavoro stabile e visibile.
4. Artigianato e design
Dal legno alla ceramica, dal riuso all’eco-materiale: la cultura del saper fare si rinnova con linguaggi circolari.
Il valore non è solo ambientale: è industriale. Ogni kWh risparmiato è margine, ogni tonnellata riciclata è risorsa, ogni filiera circolare è un vantaggio competitivo contro mercati più grandi.

L’analisi del presidente Mencaroni
L’analisi di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati che presentiamo oggi dimostrano che l’Umbria sta avanzando con concretezza sul terreno della sostenibilità: 8.390 imprese che hanno investito e oltre 22mila addetti coinvolti indicano una transizione che non è più solo prospettiva, ma realtà in corso.Nel programma di mandato della Camera di Commercio la doppia transizione – digitale ed ecologica – è un caposaldo, e su questo stiamo investendo con iniziative, servizi e accompagnamento alle aziende. Un numero crescente di imprese sta facendo la propria parte, con scelte che migliorano i processi e rafforzano la competitività. Il compito delle istituzioni economiche è sostenere e facilitare questo movimento con formazione tecnica, autorizzazioni più rapide, strumenti stabili e reti d’impresa che permettano di crescere insieme. L’Umbria ha le qualità per consolidare questo percorso e renderlo strutturale: continuità, collaborazione e visione saranno gli elementi determinanti per trasformare l’attuale dinamica in vantaggio duraturo per tutto il territorio”.

Perisse e Montecucco consulenti per la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi

Due giovani professionisti umbri, Luca Perisse e Luca Montecucco, sono stati nominati consulenti per la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi.

L’assegnazione ufficiale dell’incarico è avvenuta nell’ambito del progetto Camerale IICUAE, in occasione del Gulf International Congress di Dubai, evento patrocinato dall’Ambasciata d’Italia negli Emirati. Alla presenza del presidente della Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti, Stefano Campagna, del direttore generale Roberta De Santis e dei rappresentanti di AssoCamere Estero.

“Utilizzerò le mie competenze di consulente di marketing – ha detto Luca Perisse – per valorizzare tutte quelle aziende italiane e quei territori che si affacciano ai nuovi mercati internazionali, guidando le imprese e gli enti pubblici ad un adeguato processo di promozione nel Middle East. Questo traguardo riflette la mia dedizione nel garantire strategie di comunicazione innovative e digitali, sempre aggiornate e conformi ai più alti standard professionali”.

“Questo prestigioso riconoscimento istituzionale – ha aggiunto il dottore commercialista Luca Montecucco – pone le basi per la costituzione di una fattiva sinergia tesa alla collaborazione internazionale. Come professionisti certificati, forniremo consulenza e supporto sotto il profilo fiscale e quello del marketing operativo a tutte quelle Imprese italiane interessate all’intera Area del Golfo. Un percorso di eccellenza che mira a costruire relazioni strategiche, a generare opportunità concrete ed a consolidare la presenza del Made in Italy. Ringrazio sentitamente la Camera di Commercio Italiana per la fiducia riposta e per averci messo a disposizione per l’intero incarico gli uffici camerali presso il Trade Center di Dubai che sfrutteremo per le missioni commerciali e di internazionalizzazione”.

Ospedale di Perugia, nuovo regolamento per l’attività libero professionale intramuraria (ALPI)

L’Azienda Ospedaliera di Perugia sta procedendo all’adozione di un nuovo regolamento per l’Attività Libero Professionale Intramuraria (ALPI), in piena attuazione della deliberazione della Giunta Regionale n° 378/2025, che ha definito le linee di indirizzo regionali per l’espletamento di tale attività.

“Il nuovo Regolamento si pone l’obiettivo di raggiungere un progressivo allineamento dei tempi medi di erogazione delle prestazioni rese in ambito istituzionale con quelli delle prestazioni erogate in regime di ALPI – sottolinea Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia -. Questo risultato sarà perseguito attraverso la definizione, per ciascuna struttura aziendale, dei volumi di attività istituzionale in rapporto a quelli relativi all’attività libero-professionale”.

L’Azienda Ospedaliera di Perugia, inoltre, in quanto azienda convenzionata con l’università e DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di secondo livello eroga prestazioni di altissima specialità, e quindi preposta prioritariamente all’erogazione di prestazioni di II livello in tutte le aree specialistiche anche in ambito ostetrico. In seguito al riordino della rete dei punti nascita, tali strutture di Ostetricia e Ginecologia accolgono pazienti con gravidanze a rischio e altre patologie ginecologiche e ostetriche complesse, garantendo al contempo le prestazioni in accesso diretto per le urgenze ostetrico-ginecologiche.

“Sul fronte dell’aumento dell’offerta di prestazioni specialistiche ambulatoriale, avviato dal mese di settembre scorso, – continua D’Urso – i dati testimoniano un trend positivo: nei mesi di settembre e ottobre si è rilevato un aumento medio della produzione pari al 3,6%, che porta a un incremento complessivo del 2,6% nel periodo gennaio-ottobre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024”.

Sul Canale 12 del Digitale Terrestre in Umbria spazio a economia verde e innovazione

Venerdì 12 dicembre, alle ore 10, al Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia si terrà la presentazione ufficiale della nuova piattaforma multicanale – in arrivo sul Canale 12 del Digitale Terrestre in Umbria – un progetto editoriale pensato per raccontare un’Umbria sostenibile, autentica e innovativa attraverso una narrazione contemporanea e multipiattaforma.

La piattaforma si presenta come una media hub integrata che unisce televisione, web, social, podcast e produzioni originali, con l’obiettivo di valorizzare l’economia verde, le imprese del territorio, l’agricoltura, la cultura del benessere, la ricerca scientifica, l’innovazione e le comunità che generano futuro.

Il progetto introduce un modello editoriale nuovo per ampiezza tematica e visione: una ricostruzione identitaria che mette al centro sostenibilità, cultura, qualità e sviluppo, dando voce ai protagonisti del territorio e alle filiere che generano valore.

All’incontro saranno presenti i soci fondatori e la direzione, che illustreranno visione, missione, linea editoriale e prospettive di crescita della nuova emittente.

A seguire, brindisi inaugurale presso la Rosetta Hotel Perugia – Tapestry Collection by Hilton.

Formazione nella PA, il ministro Zangrillo a Perugia per la tavola rotonda a Villa Umbra

Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, sarà a Perugia martedì 9 dicembre 2025 per l’iniziativa “Essere PA: La formazione che genera valore”, in programma dalle 15:00 alle 16:30 a Villa Umbra – Sala Europa, sede della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

L’evento è dedicato al percorso di alta formazione rivolto ai dipendenti pubblici.

Il ministro chiuderà l’incontro, al termine della tavola rotonda sul tema “La formazione: valore per le persone e le organizzazioni”.

I saluti istituzionali saranno affidati alla presidente della Regione Umbria e presidente del Consorzio SUAP, Stefania Proietti, e all’amministratore unico SUAP, Joseph Flagiello.

Ponte dell’Immacolata, oltre 180 turisti ad Orvieto grazie ai cammini di Larth e del miracolo del Corpus domini

Oltre 180 credenziali ritirate da parte di turisti provenienti da varie regioni italiane che percorreranno i cammini di trekking orvietani nel fine settimana dell’Immacolata. Un numero che, come sempre accade nel caso delle credenziali, è inferiore a quello reale perché non tutti i camminatori le ritirano. Nonostante il tempo non ottimale, l’imminente week end si annuncia dunque propizio per i territori toccati dal cammino dell’intrepido Larth e dal cammino del miracolo del Corpus domini che sono ormai diventati strumenti importanti per attrarre visitatori anche in un periodo storicamente di bassa stagione come il mese di novembre e quasi tutto quello di dicembre.

L’obiettivo di destagionalizzare il turismo orvietano lo si sta raggiungendo, ma ora sta per partire un’ambiziosa iniziativa che interesserà la promozione di un territorio molto vasto e che sarà sostenuta da nuoviee importante offerte turistiche da offrire al mercato nazionale ed estero – anticipano i promotori dei cammini – si tratta di un’operazione di marketing territoriale di ampio respiro che metterà al centro dell’azione decine di aziende turistiche e tanti imprenditori, impegnati ogni giorno a dare lustro ad Orvieto e ai tanti borghi che formano la sua vasta area di riferimento“.

Il nuovo progetto sarà presentato entro il mese di dicembre.

https://camminodilarth.it/
https://www.ilcamminodelmiracolo.it/

L’aeroporto dell’Umbria ha superato i 600.000 passeggeri

Per la prima volta nella sua storia l’aeroporto internazionale dell’Umbria ha superato i 600.000 passeggeri annui. Un traguardo tagliato in occasione della partenza del volo Ryanair FR2706 del 1° dicembre, diretto a Catania.

Lo scalo umbro segna così un risultato storico, superando il precedente record del 2024, quando al 31 dicembre erano stati registrati 534.210 passeggeri, con una proiezione stimata per la chiusura del 2025 di oltre 620.000 passeggeri e una crescita media annua al momento attestata a +18%. Un andamento che rafforza l’impatto dell’aeroporto sull’economia regionale, contribuendo in modo crescente al PIL dell’Umbria e alla creazione di posti di lavoro, diretti e indiretti. Numeri che confermano quindi la crescente attrattività dell’aeroporto nel proprio bacino di riferimento e il sempre maggiore appeal dell’Umbria come destinazione turistica.

Un risultato che rappresenta al tempo stesso un traguardo significativo e un nuovo punto di partenza, che coincide con l’avvio dei primi lavori di ampliamento. La struttura attuale, progettata per accogliere circa 500.000 passeggeri annui, opera infatti ormai in condizioni di saturazione. Per questo motivo si rendono necessari alcuni interventi di ampliamento e potenziamento dell’infrastruttura, fondamentali per sostenere il trend di crescita, migliorare la qualità dei servizi e abilitare un ulteriore sviluppo del traffico.

In questo momento di forte sviluppo per lo scalo, l’aeroporto celebra anche un’importante ricorrenza: gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi (1226–2026), cui è intitolato. Una figura che, attraverso il suo esempio e il suo messaggio di pace, fraternità, rispetto per la natura e apertura al dialogo, continua a parlare al cuore dell’umanità.

Per questa ricorrenza, l’aeroporto ha introdotto una versione speciale e commemorativa del proprio marchio, che verrà utilizzata sulle principali piattaforme istituzionali e di comunicazione. Maggiori informazioni sono disponibili nella pagina web dedicata, consultabile all’indirizzo www.airport.umbria.it/800francesco/.

Ecco perché i lavoratori dell’Opera del Duomo hanno manifestato

Prosegue la mobilitazione dei lavoratori delle Fabbricerie, in particolare di quelli dell’Opera del Duomo di Orvieto, che hanno organizzato un flash mob proprio davanti al Duomo, per sottolineare l’urgenza della riapertura del negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro e il conseguente adeguamento degli stipendi.

A quasi due anni dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro 2021-2023, infatti, erano seguiti mesi e mesi di trattativa e una procedura di conciliazione conclusasi con il mancato accordo a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale a compiere i necessari passi avanti.

“Dopo due anni di trattativa gli enti aderenti a Fabbricerie – si legge nei volantini che i manifestanti hanno esposto questa mattina durante il flash mob –, i responsabili dei monumenti che voi visitate non sono disponibili a riconoscere ai loro lavoratori e alle loro lavoratrici un aumento degli stipendi adeguato all’alta inflazione registrata in questi anni. Tutto è aumentato. Gli affitti, i beni alimentari, le bollette e i ricavi delle Fabbricerie. Solo i nostri stipendi non possono aumentare? Mentre noi continuiamo a prenderci cura dei monumenti e a tenerli aperti gli enti chiudono la trattativa. Riaprite la trattativa e dateci presto un giusto contratto”.

“Dopo la proposta dell’aumento del 5,2 per cento, a cui si è aggiunta l’ulteriore proposta di un rilancio dell’1,2 per cento da parte dei rappresentanti dei datori di lavoro delle Opere, riteniamo insufficiente tale proposta per procedere alla sottoscrizione del Contratto Nazionale – ha affermato Andrea Pitoni, segretario generale di Fp Cgil Terni –. L’Associazione nazionale delle fabbricerie deve tornare al tavolo con una proposta economica rispondente alle aspettative di chi, ogni giorno, garantisce l’accesso e la tutela di opere che rappresentano un patrimonio dell’umanità. La proposta di incremento del 6,4% non è sufficiente: non tutela il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e non risponde alle richieste contenute nella piattaforma unitaria, sostenute in tutte le assemblee svolte a ottobre”. “Questo contratto – conclude il segretario ternano della Fp Cgil – deve recuperare anche parte dello scostamento registrato nel triennio precedente, come previsto dalla clausola contrattuale. Basta con risposte elusive e insufficienti: servono aumenti tabellari adeguati per tutelare realmente i salari e dare risposte concrete a chi lavora ogni giorno nelle fabbricerie”.

Per la rissa sfiorata in Consiglio Bandecchi rinviato a giudizio

Oltraggio, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Sono i reati di cui dovrà rispondere il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, rinviato a giudizio dal gup Chiara Mastracchio, che ha accolte le richieste della Procura ternana che ha indagato sulla tumultuosa seduta consiliare comunale del 28 agosto 2023.

In quella seduta, a seguito di un diverbio avuto dal sindaco in particolare con i consiglieri di centrodestra Orlando Masselli e Marco Cecconi, la cui posizione era stata però già in precedenza archiviata, si sfiorò addirittura la rissa, con la polizia locale costretta ad intervenire prima della sospensione della seduta.

Stefano Bandecchi dovrà comparire in aula nella prima udienza il prossimo 22 gennaio.