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Autore: Redazione

Morte di Arnaldo Caprai, il ricordo dei figli | Mercoledì i funerali

Si terrà martedì 7 gennaio alle ore 10, nella chiesa di San Feliciano di Foligno, la commemorazione funebre per il cavaliere del lavoro Arnaldo Caprai, morto all’età di 92 anni.

“Nostro padre è stato un ottimista e un generoso – raccontano i figli Arianna, Marco e Luca – e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. La sua è stata una grande visione imprenditoriale, prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia”.

L’azienda ricorda questa eccezionale storia imprenditoriale, dal tessile al vino, dal merletto al Sagrantino, eccellenza del Made in Italy e ponte fra tradizione artigianale e innovazione.

Il re del merletto

Classe 1933, Arnaldo Caprai inizia la sua straordinaria avventura imprenditoriale all’età di 22 anni come venditore di corredi e biancheria per la casa nell’Italia Centrale. Un lavoro svolto con passione, competenza e forte spirito di iniziativa che, nel corso degli anni, gli permette di raggiungere un successo tale da spingerlo a consolidare e ampliare la sua attività, fino a mettersi in proprio e produrre biancheria per la casa in prima persona.
Nel 1964 apre il suo primo maglificio artigianale. Pochi anni dopo, nel 1968, crea la società Maglital, poi conosciuta in tutto il mondo con il marchio Cruciani. Verso la metà degli anni Settanta definisce e realizza una filiera integrata che gli consente di sviluppare in proprio l’intero processo produttivo e di creare pezzi preziosi ed eleganti di arredamento per la casa.
Negli stessi anni emerge la passione dell’imprenditore per i manufatti in merletto. Inizia così a costituire una straordinaria Collezione Museale che oggi conta oltre 25.000 reperti, considerata “la più importante collezione delle arti tessili esistente al mondo”.
Nel 2007 inaugura il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili, un’intuizione pionieristica che gli vale il Premio Guggenheim “Impresa & Cultura”.
L’azienda tessile Arnaldo Caprai diventerà un punto di riferimento internazionale per la qualità del Made in Italy, con prodotti che spaziano dalla biancheria pregiata ai capi in cashmere del marchio Cruciani.

Il padre del Sagrantino moderno

Ma la fama mondiale di Arnaldo Caprai è indissolubilmente legata al Sagrantino di Montefalco. Negli anni Settanta, quando questo vitigno autoctono umbro era ancora poco conosciuto e quasi dimenticato, confinato a una dimensione locale, Caprai intuisce un’opportunità straordinaria dove altri vedevano solo limiti. Nel 1971 acquista 42 ettari a Montefalco, di cui quattro già vitati nella Tenuta Val di Maggio, e lancia con grande passione un progetto visionario per la valorizzazione del Sagrantino.
«Nostro padre compra la prima parte di questa azienda agricola con l’idea di produrre Sagrantino perché quello era il vino che faceva ancora allora la differenza di notorietà di questo territorio», raccontano i figli.
La ricerca continua dell’eccellenza produttiva e l’impegno costante nell’innovazione di processo – portando nel mondo vitivinicolo l’esperienza maturata nell’industria tessile – fissano il successo internazionale del Sagrantino di Montefalco e dell’azienda Arnaldo Caprai. L’azienda diventa leader nella produzione di questo straordinario vitigno autoctono, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e il suo vino nel mondo.
Oggi l’azienda produce circa un milione di bottiglie all’anno che hanno portato il Sagrantino sulle tavole più prestigiose del pianeta, con riconoscimenti internazionali che ne hanno sancito l’eccellenza. Il nome di Arnaldo Caprai resterà per sempre legato al mondo del vino attraverso le sue iconiche bottiglie di Sagrantino, simbolo di una visione che ha trasformato un vitigno dimenticato in un’eccellenza riconosciuta a livello globale.

Cavaliere del lavoro

Il 2 giugno 2003 Arnaldo Caprai viene nominato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Cavaliere del Lavoro per Meriti in Agricoltura, riconoscimento che corona uno straordinario percorso di vita e lavoro lungo settant’anni.
Un riconoscimento che suggella una carriera dedicata non solo al successo economico, ma alla responsabilità verso il territorio, le persone e le generazioni future.

“Nostro padre – concludono i figli – ci ha insegnato il grande rispetto per il nostro mestiere e per le persone che lavorano con noi”.

Spari con la pistola in un video sui social, denunciate due persone

Una bravata nella notte di Capodanno può costare cara a due persone a Todi, dove i carabinieri della locale stazione hanno denunciato, in stato di libertà, un 53enne italiano ed un 39enne cinese, al termine di un’indagine avviata dopo la comparsa di un video su un social network, che ha destato particolare allarme.

Nel filmato, pubblicato da uno dei due uomini, si vede un soggetto esplodere due colpi in aria nella notte di capodanno, davanti ad un esercizio commerciale della zona.

Gli accertamenti effettuati hanno permesso di ricostruire che l’arma utilizzata apparteneva all’autore del video, il quale riprendeva l’autore degli spari durante l’azione di fuoco. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento di una pistola scacciacani in metallo, priva del tappo rosso, replica di una Beretta FS calibro 9 mm, insieme a 36 cartucce a salve.

L’arma e il munizionamento sono stati posti sotto sequestro. L’episodio è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Spoleto.

Così sta cambiando il settore dell’accoglienza turistica in Umbria

Il calo degli alberghi (in Umbria il quarto più consistente in Italia) e l’aumento degli affitti brevi, comunque sotto la media nazionale, ridisegnano il mercato dell’accoglienza turistica in Umbria.

Una trasformazione che non riguarda solo il numero delle imprese, ma il modo stesso in cui il territorio intercetta e organizza la domanda turistica. È quanto emerge dal report realizzato da Unioncamere con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria, basato sui dati del Registro delle imprese al terzo trimestre 2025 e sul confronto con il terzo trimestre 2021.

Il contesto nazionale

Il quadro nazionale fornisce il riferimento entro cui leggere le dinamiche regionali. In Italia, negli ultimi quattro anni, le imprese di “Servizi di alloggio di alberghi e simili” sono diminuite del 5,2%, mentre quelle legate agli alloggi per vacanze e soggiorni di breve durata sono cresciute del 42,1%, con oltre 13mila imprese in più. Un mutamento che segnala una ridefinizione strutturale dell’offerta turistica, alimentata da soggiorni più brevi, viaggi più frequenti, piattaforme digitali e da una domanda orientata a soluzioni flessibili.

L’Umbria nel cambiamento

Dentro questo scenario, l’Umbria mostra un profilo definito e riconoscibile, collocandosi a metà strada tra le regioni a più alta intensità turistica e quelle che faticano ad agganciare la nuova domanda. Tra il terzo trimestre 2021 e il terzo trimestre 2025 le imprese alberghiere regionali sono scese da 458 a 420 unità, con un calo dell’8,3%. Un dato che colloca la regione al quarto posto in Italia per contrazione, subito dopo Lazio (–13,3%), Marche (–12,9%) e Molise (–10,1%).

Affitti brevi: crescita sostenuta ma non esplosiva

Il calo degli alberghi non equivale a un arretramento della vocazione turistica regionale. Al contrario, si accompagna a una crescita consistente dell’ospitalità diffusa. In Umbria le imprese di “Servizi di alloggio per vacanze e altri soggiorni di breve durata” passano da 499 a 675 unità, con un incremento del 35,3%. Un valore inferiore alla media nazionale, ma che colloca la regione seconda nel Centro Italia dopo le Marche (+44,1%), davanti a Lazio (+34,8%) e Toscana (+18,7%).

Le province umbre

Le differenze emergono con chiarezza anche a livello provinciale. In provincia di Terni la flessione degli alberghi è più marcata (–11,3%, da 80 a 71 strutture), mentre in provincia di Perugia il calo si ferma al –7,7%. Sul fronte degli affitti brevi, Terni registra l’incremento percentuale più elevato (+39,6%), mentre Perugia cresce del 34,2%, confermandosi il principale bacino dell’offerta regionale.

La ristorazione come fattore di stabilità

Il doppio movimento dell’ospitalità si accompagna a una sostanziale tenuta della ristorazione. In Umbria i ristoranti con servizio al tavolo crescono dell’1,5%, un dato inferiore alla media nazionale ma il migliore tra le regioni del Centro Italia. Anche in questo caso Terni mostra una dinamica più vivace (+3,6%) rispetto a Perugia (+0,8%).

Il significato delle densità

Particolarmente rilevante è l’analisi delle densità ricettive, ovvero il rapporto tra popolazione residente e numero di strutture. In Italia esiste un albergo ogni 2.019 abitanti e un’impresa di affitti brevi ogni 1.316 residenti. In Umbria la densità alberghiera è quasi identica alla media nazionale (2.027 abitanti per albergo), mentre quella degli affitti brevi è più elevata (1.261 abitanti per impresa).

Il confronto nel Centro Italia

Nel confronto con le altre regioni del Centro, l’Umbria si colloca in una posizione intermedia: meno densa della Toscana, più del Lazio per gli alberghi e nettamente più delle Marche per gli affitti brevi. Un equilibrio che riflette una pressione turistica significativa, ma non eccessiva, e che definisce i contorni di un nuovo assetto dell’offerta ricettiva regionale.

Il commento

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati del report mostrano con chiarezza che il turismo sta cambiando e che le forme di ospitalità si stanno diversificando rapidamente. È una trasformazione che va governata, non subita, perché deve garantire equilibrio, qualità e sostenibilità dei territori. Le imprese alberghiere operano all’interno di un sistema di regole, investimenti e responsabilità che tutelano clienti e comunità locali. È quindi fondamentale che l’evoluzione dell’offerta avvenga in un quadro di concorrenza leale e di norme omogenee. Solo così si può valorizzare l’intero sistema turistico regionale senza penalizzare chi lavora nel rispetto delle regole. La sfida è costruire un modello di sviluppo ordinato, capace di coniugare innovazione, legalità e qualità dell’accoglienza”.

“Luci sul Trasimeno”, il programma fino al gran finale della Befana

Ha contribuito a far ottenere all’Umbria il terzo posto tra le regioni italiane più visitate nel periodo di festività natalizie e a Castiglione del Lago l’inserimento tra le città umbre virtuose in fatto di grandi manifestazioni, l’Albero di Natale più grande del mondo costruito sull’acqua. Che si avvia alle ultime giornate di accensione, che culmineranno con la festa dell’Epifania.

E sarà proprio la Befana l’ospite speciale atteso nel “Percorso dell’Albero”, dopo aver “volteggiato” tra i vicoli del borgo a partire dalle 15 con una dotazione di ben 500 calze ricche di dolciumi, grazie all’iniziativa “Befanavis” della sezione locale dell’Avis, tra i tanti partner di “Luci sul Trasimeno” a testimonianza, come da tradizione, del forte senso di comunità che si è respirato per un mese nella città di Ascanio della Corgna. Tanto che per le 18.30 proprio del 6 gennaio nella sede del palazzo comunale che porta il suo nome, alla presenza delle autorità cittadine e regionali, è prevista una cerimonia ufficiale di saluto e ringraziamento a tutti coloro che hanno supportato l’iniziativa, dai volontari dell’associazione “Eventi Castiglione del Lago” che l’organizza con passione e fatica da sei anni alle tante aziende del territorio desiderose di contribuire alla riuscita di una manifestazione ormai molto conosciuta a livello nazionale e ovviamente irrinunciabile, attraverso l’adesione al progetto “Impresa Amica” proposto da Confcommercio Trasimeno.

Prima, però, c’è da completare nell’ultimo weekend festivo l’accoglienza dei tantissimi turisti (ma non solo) che hanno cinto d’assedio la Rocca del Leone, come confermano il via vai costante di camper e autobus organizzati, il boom di prenotazioni per le strutture ricettive, la frenetica attività di esercizi commerciali e ristorativi, non solo nell’area del centro storico, registrata dalla stessa Confcommercio Trasimeno. Sarà così anche per oggi, domenica, che mantiene le cinque accensioni quotidiane delle 17.30, 18.30, 19.30, 20.30 e 22. E così sarà anche domani, lunedì.

Mentre per la serata dell’Epifania lo spegnimento ufficiale dell’Albero è fissato per le 19.30 di fronte ai tanti ospiti prima ricevuti dagli organizzatori e dall’amministrazione comunale. Si tratta delle ultime opportunità, dunque, per ammirare gli effetti luminosi del “Wonder Show”, del tunnel di accesso al “Percorso dell’Albero”, delle installazioni disseminate sul Poggio, ma anche per i più piccoli per salutare Babbo Natale e gli Elfi ormai a riposo e visitare il Presepe artistico dedicato a San Francesco e agli 800 anni del Cantico delle Creature.

Ci sono poi ancora da gustare “Le dolcezze di Luci sul Trasimeno” con il pesciolino Ascanio, mascotte della manifestazione, a guidare i presenti negli assaggi, il “Ghiaccio Park” per le ultime evoluzioni in pista e le foto da scattare a pezzi unici e rari tra i mattoncini di “Castiglione del LEGO”. Come a dire che il “Natale delle Meraviglie” di “Luci sul Trasimeno” non vorrebbe finire mai. Per la gioia dei grandi e lo stupore dei piccini.

Utilizzato il 99,7% delle risorse per l’agricoltura: ecco come sono state spese

Con la fine del 2025 terminata la possibilità di spesa sul Programma di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2014-2022. La Regione Umbria conferma la sua storica capacità di utilizzo dei fondi agricoli comunitari, raggiungendo la quota del 99,7% delle risorse spese rispetto alla disponibilità finanziaria messa a disposizione da parte del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).

Un risultato che pone l’Umbria ai vertici, per percentuali di spesa, rispetto al resto del panorama nazionale. Un traguardo raggiunto – si sono sottolinea dalla Regione – nonostante la limitazione di spesa posta in essere in questo periodo di programmazione rispetto a quelli precedenti: i programmi sono infatti generalmente organizzati in assi contenenti le misure attuative e mentre in passato si è potuto compensare le spese realizzate nelle varie misure per asse (nel caso di avanzo di risorse per alcune misure, le stesse potevano essere utilizzate per altre misure dello stesso asse), con il PSR 14-22 la compensazione è stata possibile solo tra le eventuali sotto-misure.

Come sono stati spesi i fondi

La disponibilità complessiva per il periodo di programmazione pari a 1.169 milioni di euro è stata principalmente utilizzata così:
– 274 milioni di euro sono serviti per compensare i maggiori costi delle aziende aderenti al sistema certificato di agricoltura integrata o biologica;
– 150 milioni di euro hanno sopperito alle maggiori difficoltà operative delle aziende situate in aree montane o svantaggiate; 5
– 5 milioni di euro sono stati destinati alla zootecnia, in particolare alle aziende che hanno aumentato il benessere degli animali migliorando le tecniche di allevamento;
– 46 milioni per l’insediamento dei giovani in agricoltura;
– 219 milioni per finanziare investimenti nelle aziende agricole o in quelle di prima trasformazione;
– 84 milioni le misure forestali.

L’azione dei GAL (Gruppi di Azione Locale) dispiegata nella Regione tramite finanziamenti per 64 milioni di euro. E infine il comparto della promozione che, beneficiando di aiuti per 9 milioni di euro, ha contribuito alla conoscenza ed alla valorizzazione della moltitudine di prodotti umbri.

Il commento dell’assessora Simona Meloni

“Siamo davanti a un risultato davvero importante e che fa dell’Umbria una Regione capofila in Italia e in Europa per capacità di gestione e di spesa delle risorse europee – sottolinea l’assessora regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni -. Gestire la fine di un periodo di programmazione e l’inizio di uno nuovo, ovvero il Complemento di Sviluppo Rurale valido per il periodo 23-27, non è stato facile. L’accavallarsi di numerose scadenze ha generato difficoltà operative anche in quello che definirei il ‘mondo esterno’ che va dai CAA (Centri di assistenza Agricola) fino al singolo tecnico consulente ed alla singola azienda agricola. Nonostante questo, siamo riusciti a centrare un grande traguardo”. La fine della programmazione 2014-2022 consente all’assessore Meloni anche di rivolgere un particolare apprezzamento a chi, in questi anni, ha lavorato al Programma di sviluppo rurale. “Voglio fare un plauso alla struttura interna all’Assessorato, che ha saputo centrare gli obiettivi nonostante i numerosi pensionamenti, rispettando gli impegni e portando a termine praticamente tutti i percorsi avviati – prosegue Meloni. Abbiamo voluto inviare un segnale chiaro ai nostri giovani agricoltori, completando il finanziamento di una vecchia graduatoria risalente al 2017 e aprendo un nuovo bando a loro dedicato. Crediamo nella loro capacità trasformativa, nelle loro competenze e nel loro entusiasmo. Sono loro la vera forza trainante del futuro e il nuovo volto dell’Umbria agricola che intendiamo realizzare insieme nei prossimi anni”.

Gravi disabilità, prorogato al 31 marzo il termine per presentare domande di contributo

Prorogato al 31 marzo 2026 il termine per presentare domanda di accesso al contributo economico destinato alle persone con grave disabilità residenti in Umbria.

Si tratta di un sostegno da 300 euro mensili, fino a 1.200 euro per il 2025, pensato per alleggerire il carico delle spese quotidiane che gravano sulle famiglie. La misura è parte integrante del Progetto di vita personalizzato e partecipato, così come previsto dal DLgs 62/2024 e di cui l’Umbria è uno dei 9 territori di sperimentazione in Italia. Il contributo può essere utilizzato per assumere assistenti personali, acquistare servizi di assistenza domiciliare, pagare il canone di locazione per progetti di vita autonoma o acquisire ausili tecnologici. La Regione Umbria conferma così il proprio impegno, mettendo al centro la dignità e l’autonomia delle persone con disabilità e il supporto alle loro famiglie.

Il contributo, istituito con delibera regionale n. 1024/2025, è rivolto a cittadini minorenni, adulti e anziani con riconoscimento di grave disabilità ai sensi della Legge 104/92 (articolo 3, comma 3) che rispettino specifici requisiti sanitari ed economici. L’ISEE richiesto non deve superare i 50.000 euro per adulti e anziani (ISEE sociosanitario ristretto) e i 65.000 euro per i minorenni (ISEE per prestazioni agevolate rivolto a minorenni e famiglie con minori).

Le risorse complessive ammontano a due milioni di euro, suddivise tra i distretti sanitari delle due Aziende Sanitarie regionali. Le domande devono essere presentate esclusivamente via Posta Elettronica Certificata (PEC) agli indirizzi indicati negli avvisi pubblici.

Per informazioni complete, requisiti dettagliati e modulistica, è possibile consultare le pagine dedicate:

USL Umbria 1 https://www.uslumbria1.it/wp-content/uploads/2022/07/Allegato-A-Avviso-e-Schema-di-Domanda.pdf

USL Umbria 2: https://www.uslumbria2.it/amministrazione-trasparente/criteri-e-modalita

Le aziende umbre che parteciperanno al Vinitaly 2026

Si chiamerà “Umbria: Stili di Vite” il claim con cui la cooperativa delle cantine Umbria Top parteciperà dal 12 al 15 aprile a Vinitaly, con lo stand nel Padiglione D. Spazio espositivo dedicato alle eccellenze vitivinicole umbre con uno spazio interamente dedicato alla Regione.

Sono circa 40 le aziende produttrici di vino umbro già confermate per l’edizione 2026, a testimonianza del rinnovato interesse verso il progetto di una Umbria presente in modo forte e coeso in uno degli appuntamenti di maggior respiro a livello internazionale. Come di consueto, la presenza regionale a Vinitaly sarà accompagnata da un articolato programma di animazioni, approfondimenti, degustazioni guidate e incontri professionali, pensato per sostenere e rafforzare la presenza sia culturale, che enoturistica che commerciale delle aziende socie espositrici.

“Per l’Umbria, valorizzare un comparto fondamentale come quello del vino è essenziale, e intendiamo difenderlo e promuoverlo sempre di più attraverso politiche pubbliche che guardino anche all’apertura di nuovi mercati” afferma l’assessora regionale all’Agricoltura e Turismo, Simona Meloni. “Abbiamo lavorato duramente in questi mesi, insieme alla cooperativa Umbria Top Wines, per dare all’Umbria l’opportunità di andare oltre criticità e le incertezze e aprire una nuova fase, in cui sperimentare una formula che siamo certi saprà valorizzare ancor di più la nostra ricchezza enologica, la nostra identità gastronomica oltre che l’offerta culturale e turistica. Il nuovo padiglione sarà un luogo vibrante, ricco di esperienze, dove i visitatori potranno scoprire non solo i nostri stili di ‘vite’ e di ‘vita’, ma anche godere di uno spazio che saprà raccontare la passione per il vino e quella per la terra”.

Quest’anno il tema della presenza umbra a Vinitaly sarà “Umbria: Stili di Vite”, che racconta l’anima profonda della regione attraverso le numerose tipologie di vini che nascono dal Cuore Verde d’Italia, dove la cultura della vite e del vino si intreccia a uno stile di vita autentico e definisce una strategia di valorizzazione integrata ad un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, qualità delle produzioni, espressione di un’arte del vivere che da secoli distingue l’Umbria.

“Vinitaly è un appuntamento imperdibile per i nostri soci e siamo fiduciosi che, anche quest’anno, grazie a una proposta espositiva rinnovata, la partecipazione umbra saprà ottenere risultati importanti e confermare il successo riscontrato nelle edizioni precedenti – dichiara Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top Wines –. La collaborazione positiva e costante con le istituzioni regionali rappresenta per Umbria Top un valore fondamentale e il lavoro condiviso svolto in questi anni ci ha permesso di costruire una presenza sempre più strutturata e riconoscibile a Vinitaly. In questo solco, continuiamo a lavorare per una progettazione costruttiva e integrata con le istituzioni e tutti i produttori soci”.

Oltre all’immancabile appuntamento del Vinitaly, Umbria Top prosegue il proprio impegno nella promozione e valorizzazione del vino umbro con il supporto della Regione Umbria, attraverso un programma di interventi che interesserà l’intero anno 2026 e un piano di sostegno promozionale di carattere pluriennale che opererà grazie a fondi ministeriali ed europei, dedicato al comparto vitivinicolo regionale, riconosciuto quale elemento identitario e strategico per lo sviluppo economico del territorio.

Le iniziative di Umbria Top sono inserite nell’ambito delle iniziative di promozione delle produzioni certificate umbre promosse dalla Cooperativa Umbria Top Wines nell’ambito della misura del CSR Umbria 2023-2027 – intervento SRG10 “Promozione dei prodotti di qualità”.

@Pier Paolo Metelli. Le foto possono essere utilizzate solo con l’autorizzazione dell’ Autore

Gli effetti della Manovra 2026 sulle imprese umbre, col nodo ZES

Anche le imprese umbre contano di accedere a parte dei 3,5 miliardi che la Legge di Bilancio 2026 ha messo a disposizione delle imprese.

In particolare, aumentano i tempi dell’iperammortamento: estesi a tre anni per investimenti in beni prodotti nell’Unione europea. Previsti sgravi per chi assume giovani e donne.

Finanziato inoltre il credito d’imposta per la Transizione 5.0.

Partita ancora aperta, invece, sul credito di imposta per la ZES, che al momento riguarda solo parte del territorio regionale, cioè quello rientrante nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 delle agevolazioni fiscali.

Nei giorni scorsi i presidenti delle regioni Umbria e Marche, Stefania Proietti e Francesco Acquaroli, hanno inviato una lettera all’onorevole Teresa Ribera, vice presidente esecutiva della Commissione Europea e commissaria dell’Unione Europea alla Concorrenza, per aprire un confronto preliminare sulla revisione delle rispettive carte aiuti a finalità regionale in funzione anche della Zes (Zona economica speciale).

In due settimane, nelle Marche sono state presentate 158 domande che hanno attivato investimenti complessivi pari a 69,8 milioni di euro, per un credito d’imposta di 18,6 milioni di euro, e in Umbria 92 domande che hanno attivato un investimento di 59,8 milioni di euro, per un credito di imposta di 14,7 milioni di euro.

Motivo dell’incontro è la possibilità di esplorare una possibile modifica della Carta degli aiuti a finalità regionale, che potrebbe avvenire anche mantenendo invariati alcuni indicatori e garantendo così una piena coerenza con le finalità della Carta stessa, per cogliere ancora più pienamente le opportunità della Zes Unica che punta a sostenere il rilancio economico e sociale dei territori in transizione.

Milei vs Tapia: l’origine dello scontro che tocca anche il presidente del Perugia

La prima inchiesta della giustizia argentina sul calcio è stata aperta per una presunta evasione fiscale del presidente e del tesoriere dell’AFA (la federazione calcistica argentina). Claudio Tapia e Pablo Toviggino sono formalmente indagati per aver trattenuto Iva e contributi pensionistici, nell’ultimo anno e mezzo, per circa 13 milioni di dollari. Tutto partito da una denuncia della Direzione generale delle imposte argentine (Dgi).

“E’ un attacco coordinato del Governo argentino” la replica di Tapia. Che però ora rischia di veder messo sotto inchiesta tutto il Consiglio dell’AFA che lo sostiene.

Intanto, infatti, altre tre indagini su presunte irregolarità finanziarie e riciclaggio hanno coinvolto, a vario titolo, imprenditori molto vicini al presidente dell’AFA, tra cui Ariel Vallejo e Javier Faroni, presidente del Perugia Calcio, che secondo quanto si apprende dalla stampa argentina ha dovuto subire nelle ultime ore una perquisizione domiciliare in cerca di tracce di quei 42 milioni di euro che mancherebbero all’appello rispetto alle cifre raccolte per le gare esterne della Nazionale argentina. Faroni nei giorni scorsi, attraverso i suoi legali aveva parlato di uno scenario di sospetto senza fondamento oggettivo, ricordando che la TourProdEnter è una “società privata e autonoma che definisce liberamente e discretamente i fondi che le appartengono, rispettando la legislazione vigente del paese di origine in termini di mercato valutario, regime fiscale e tributario, come ha fatto nel corso della sua storia”. Una società straniera (ha sede negli Stati Uniti) che non ha mai gestito fondi pubblici. Da qui anche la tranquillità con la quale finora finora sono state accolte le notizie rimbalzate dall’Argentina dal Perugia Calcio, società che ovviamente non è toccata dall’inchiesta.

Ma soprattutto, persone vicine a Faroni e a Vallejo hanno sempre ribadito che tutto è frutto del braccio di ferro tra il presidente argentino Javier MIlei e il numero uno dell’AFA, Tapia. Uno scontro che va avanti da un anno.

La riforma delle società calcistiche argentine

Da quando, cioè, la federazione calcistica argentina, con l’appoggio della maggioranza dei club, si è apertamente opposta al disegno di riforma del presidente Milei, che vuole introdurre la possibilità per le società calcistiche (oggi esclusivamente società civili senza scopo di lucro) di diventare società per azioni.

Uno scontro iniziato formalmente un anno fa, quando la senatrice Patricia Bullrich ha presentato un esposto alla Conmebol (la federazione calcistica sudamericana) chiedendo l’apertura di un’indagine su presunte violazioni del Codice etico e della Politica anticorruzione nei confronti del presidente dell’AFA Tapia.

Esposto da cui poi sarebbero originate le indagini giudiziarie che hanno finito per coinvolgere anche imprenditori legati al numero uno dell’AFA.

Dal 5 gennaio Minuetto elettrico Perugia – Città di Castello | Le altre proposte per i treni

Il 5 gennaio 2026 entrerà in servizio, nel tracciato storico della ex Ferrovia centrale Umbra ora gestita da Rfi, il primo convoglio Minuetto a trazione elettrica rigenerato da Trenitalia, interviene.

Un provvedimento atteso dai pendolari e accolto con soddisfazione anche dalle organizzazioni sindacali.

Così il segretario generale della Filt (Federazione lavoratori trasporti) Cgil Umbria, Ciro Zeno: “Il 5 gennaio è una data fatidica per l’Umbria con la riapertura della linea Perugia-Città di Castello elettrificata, un successo che viene da lontano e che vede gli investimenti di dieci anni fa diventare oggi realtà, grazie al Decreto Delrio che aveva inserito questa linea, assieme a quella Perugia-Terni, tra le tratte di interesse nazionale. Ora però non è ancora il momento delle glorie, ma dei fatti. Bisogna ultimare il potenziamento e riaprire urgentemente la tratta Perugia-Terni. La regione ha un’assoluta necessità di infrastrutture e di potenziare il proprio asset su ferro per garantire a lavoratori, studenti e turisti di lasciare l’auto e muoversi con i treni migliorando così sovraccarichi alla rete stradale e migliorare le condizioni ambientali. Con il passaggio da Busitalia a Trenitalia della gestione anche di questa tratta, possiamo dire che abbiamo un vettore unico di gestione del ferro in Umbria potenziando la Direzione Regionale Umbria. Lo chiedevamo e gridavamo ad alta voce ormai da cinque anni. Questo sogno si sta ora avverando. Ma non basta”.

Al Trasimeno

Zeno, infatti, seguita illustrando le soluzioni prospettate dall’organizzazione sindacale per lo sviluppo dei trasporti su ferro in Umbria: “Dobbiamo potenziare le nostre tratte e prevedere investimenti che da Perugia ci consentono di andare a Roma passando anche per il lago Trasimeno, costruendo un raccordo di soli 3 chilometri tra Borghetto e Castiglione del Lago, che eviterebbe di arrivare a Terontola obbligatoriamente e farebbe risparmiare anche 25 minuti per il cambio banco dei macchinisti”.

A Terni

“Nella stessa misura – aggiunge il segretario della Filt Cgil regionale – va previsto e fatto immediatamente un progetto esecutivo di un raccordo che a Terni eviti di entrare in stazione per far così proseguire i treni tra Perugia e Roma evitando la sosta e il cambio banco anche in questa stazione, pur garantendo la fermata nel capoluogo di provincia. Potremmo così facendo arrivare da Perugia a Roma in un’ora e mezzo e potremmo arrivare da Terni a Roma con treni diretti provenienti da Perugia in 45 minuti. Chiaro che tutto ciò connetterebbe anche Orvieto in modo fluido e veloce col resto dell’Umbria creando un anello Ferroviario Regionale Tecnologico, veloce e capillare. Non è vero che i sogni non si possono realizzare bisogna solo volerlo e crederci e noi come Filt Cgil siamo certi di dare un contributo in questo delicato settore”.