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Autore: Redazione

Trasporti, la proposta di Filt Cgil a Regione, Enti locali e parlamentari umbri

Mobilità che unisce. Sviluppo e progresso che cresce’. È questo il titolo della tavola rotonda organizzata dall’organizzazione sindacale Filt (Federazione italiana lavoratori trasporti) Cgil Umbria, in programma lunedì 19 gennaio a Perugia, nella sala della Fondazione Sant’Anna (via Roma 15).

Un evento pubblico per fare il punto, con i vertici delle istituzioni locali e regionali e con i parlamentari umbri, sulla stato dei trasporti nella regione – “settore fondamentale e strategico per il progresso della regione” – illustrare i progetti in corso e lanciare proposte e idee per lo sviluppo di una mobilità sostenibile, efficiente ed efficace.

A fare una rappresentazione dello stato dell’arte, in apertura dei lavori, alle 8.30, saranno Ciro Zeno, segretario generale della Filt Cgil Umbria, e Marco Damiani, amministratore unico dell’Agenzia Umbria Ricerche. Seguirà la tavola rotonda coordinata dalla giornalista Lisa Malfatto e a cui parteciperanno, oltre allo stesso Zeno, Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Francesco De Rebotti, assessore ai trasporti della Regione Umbria, Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia, Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia. Interverranno poi Stefano Malorgio, segretario nazionale della Filt Cgil, le deputate Elisabetta Piccolotti (Avs) ed Emma Pavanelli (M5S) e Andrea Casu (Pd), vicepresidente della IX commissione (Trasporti) della Camera dei deputati.

Al termine del confronto verrà sottoscritto un ‘atto di intenti per l’amore dell’Umbria’, un documento contenente propositi e proposte per il futuro dei trasporti in Umbria.

A trarre le conclusioni della giornata saranno Emilio Giacchetti, amministratore unico di Umbria Mobilità, e Stefano Malorgio, segretario nazionale di Filt Cgil.

Eles Semiconductor Equipment, sciopero lunedì 19 gennaio

Todi, “niente accordo integrativo aziendale” alla Eles Semiconductor Equipment: Fiom e Fim annunciano sciopero per lunedì 19 gennaio.

“Da diversi mesi oramai – scrivono i sindacati -la Eles Semiconductor Equipmet di Todi è alle cronache dei giornali per quanto riguarda aspetti che hanno un valore prettamente finanziario, rispetto alle dinamiche societarie legate a operazioni di borsa che vedono contrapposti due fronti, con la opas considerata ostile, di Mare Group e quella recepita diversamente di Xenon. Per noi, però, in un soggetto reale dell’economia, che progetta e realizza prodotti innovativi e di qualità, il fattore umano resta l’elemento centrale. Le relazioni sindacali non dovrebbero essere percepite come un ostacolo, ma come un’opportunità per costruire un rapporto proficuo con tutte le maestranze”.

A parlare sono le organizzazioni territoriali sindacali Fiom Cgil e Fim Cisl, attraverso i segretari Nico Malossi e Rocco Ricciarelli, che aggiungono: “Dentro questo quadro il fatto che da anni si cerchi senza successo di concordare un accordo integrativo aziendale già evidenzia una forte difficoltà di dialogo. Eppure stiamo parlando di una realtà che produce un discreto margine operativo lordo e che si inserisce in un segmento, quello dei semiconduttori, che viene globalmente considerato strategico. Le lavoratrici e i lavoratori della Eles hanno assistito negli anni a continui rinvii, motivati dagli investimenti effettuati e dalla necessità di essere sempre più “efficienti”: un termine che è risultato svilente per chi ha sempre profuso il massimo impegno con dedizione e passione. Stiamo parlando di una realtà che è cresciuta negli anni, anche attraverso acquisizioni importanti come Cbl e Campera, ma soprattutto riuscendo a sviluppare prodotti in un mercato tecnologico in cui la differenza la fanno le professionalità presenti e che oggi, proprio per questo, si dimostra di estremo interesse tanto da essere contesa da due diverse opa”. Una condizione, questa, che ha costretto le organizzazioni sindacali a proclamare lo stato di agitazione già a dicembre e infine lo sciopero per lunedì 19 gennaio. I sindacati lamentano “un atteggiamento di completa indifferenza su tutti i fronti, a partire dalla noncuranza di quanto discusso in assemblea con le lavoratrici e i lavoratori, i quali hanno segnalato con forza un peggioramento del clima aziendale, chiedendo inoltre di valorizzare le competenze e la polifunzionalità di molti. Una completa assenza di risposte se non una ostilità al confronto con la parte sindacale con la quale non si è voluto neppure concordare un accordo quadro sullo smartworking. Non appare comprensibile come attualmente, dentro a dinamiche di borsa che assorbono tante energie, si trascuri completamente il rapporto con le maestranze e si sia operato questo distacco dalle problematiche sottoposte quando ci sarebbe bisogno di una maggiore coesione tra tutti i livelli aziendali”.

“Non è possibile – concludono Malossi e Ricciarelli – ragionare solo ed esclusivamente in termini finanziari su quello che è un soggetto protagonista dell’economia reale, che deve essere protagonista dello sviluppo del territorio. L’invito rivolto è quello di ascoltare chi lavora, di parlare con trasparenza di prospettive, di rispondere alle domande legittime e alle aspettative dei lavoratori che i lavoratori e le lavoratrici si pongono sapendo che l’Azienda cammina sulle loro gambe”.

“Verde Inclusivo”, per creare valore sociale e ambientale

Presentato ad Amelia, nella sede di Comunità Incontro ETS, il progetto “Verde Inclusivo”, iniziativa che punta a creare valore sociale e ambientale attraverso l’inserimento lavorativo di giovani che hanno vissuto situazioni di fragilità.

L’evento di kick-off ha visto la partecipazione di circa 200 persone tra partner di progetto, stakeholder locali e ragazzi delle comunità. Partner dell’iniziativa insieme a Fondazione Snam, Comunità Incontro, Umbra Servizi, Confapi Umbria, Confartigianato Terni e alle imprese del verde del Gruppo Snam coinvolte.

Il progetto “Verde Inclusivo” nasce con l’obiettivo di favorire l’autonomia e l’inclusione sociale di giovani vulnerabili, attraverso un percorso formativo certificato nel settore della manutenzione del verde, integrato da esperienze pratiche e tirocini retribuiti presso le aziende aderenti. Un modello che unisce sostenibilità ambientale, responsabilità sociale d’impresa e sviluppo di competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i contenuti del progetto, il ruolo dei partner coinvolti e le opportunità offerte ai giovani, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con enti promotori e imprese, approfondendo le prospettive occupazionali e formative.

“Progetti come Verde Inclusivo – dichiara l’assessore regionale alle politiche del lavoro Francesco De Rebotti – dimostrano che il lavoro può essere uno strumento fondamentale di inclusione, dignità e riscatto personale. Come Regione Umbria sosteniamo con convinzione percorsi che mettono insieme politiche attive del lavoro, attenzione alle fragilità e sostenibilità ambientale. La collaborazione tra istituzioni, imprese e Terzo settore è la chiave per costruire opportunità concrete e durature, soprattutto per i giovani”.

Pnrr, Zes e politiche europee: a Bruxelles Proietti ha incontrato Kata Tüttő

I cantieri del Pnrr, a sei mesi dal termine per la conclusione. La Zes come grande occasione di crescita, ma anche con il nodo della parte di territorio regionale che non può accedere al credito d’imposta. Lo sviluppo turistico. E poi altri temi, non strettamente economico, come salute, trasporti, scuola, ambiente sono stati al centro dell’incontro che a Bruxelles la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca hanno avuto con Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle Regioni.

La presidente Proietti e l’assessore De Luca hanno parlato anche dell’appuntamento di giugno: il 18 e 19, ad Assisi, si riunirà la Commissione europea ENVE (Ambiente ed Energia). Nel corso dell’incontro, la presidente e l’assessore hanno inoltre invitato Kata Tüttő a visitare l’Umbria, per conoscere le eccellenze e le tradizioni del territorio.

“È stato un confronto cordiale – ha commentato la presidente Proietti – nel corso del quale abbiamo parlato di argomenti importanti per la nostra regione come Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza) e Zes (Zona economica speciale), ma anche della straordinaria varietà di offerte culturali, artistiche e gastronomiche che vanta l’Umbria. Con la presidente del Comitato delle Regioni lavoreremo a Bruxelles per rafforzare il ruolo della nostra Umbria in Europa e la ringrazio per l’interesse mostrato nei confronti della nostra regione”.

“In un momento in cui i leader locali e regionali europei sono mobilitati per difendere il valore della coesione e il ruolo delle regioni in Europa – ha detto la presidente del Comitato europeo delle regioni, Kata Tüttő – l’esperienza della Regione Umbria è di grande interesse. L’incontro con la presidente Proietti si è concentrato su priorità decisive come la continuità degli investimenti regionali dopo la conclusione del Pnrr, il ruolo vitale dei fondi strutturali per tutte le regioni europee, la sfida di garantire servizi fondamentali come sanità e scuola nelle aree interne, l’opportunità delle Zes. Di grande interesse anche l’esperienza umbra sul turismo sostenibile – ha aggiunto – con l’esempio virtuoso di Assisi, capace di accogliere milioni di visitatori ogni anno, nel pieno rispetto dell’ambiente e del suo straordinario patrimonio culturale e religioso. Con la presidente Proietti lavoreremo insieme qui a Bruxelles, in seno al Comitato, per rafforzare il sostegno dell’UE per tutte le regioni e anche in Umbria, a giugno, in occasione della riunione esterna della nostra Commissione Ambiente”.

La Sapienza con ARPA Umbria per monitorare le emissioni nell’area siderurgica di Terni

Il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma collaborerà on ARPA Umbria per il monitoraggio e la mappatura delle emissioni nell’area siderurgica di Terni.

Lo studio scientifico avanzato è incentrato sull’analisi di micro-elementi ed elementi in traccia nel particolato atmosferico (PM10) nonché del suo potenziale ossidativo e si pone l’obiettivo di approfondire la conoscenza sulla qualità dell’aria nella Conca ternana.

Il progetto si focalizza in particolare sulla mappatura spaziale delle sorgenti emissive di nichel e altri metalli pesanti all’interno e all’esterno del polo siderurgico AST. Questa attività, che vedrà impegnati i due enti fino a giugno 2027, è finalizzata a identificare i processi emissivi a maggiore impatto per consentire l’adozione di mirate azioni di mitigazione. I risultati forniranno inoltre il supporto tecnico-scientifico necessario per la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) in linea con gli obiettivi della nuova Direttiva Europea 2024/2881.

L’accordo sarà presentato alla stampa lunedì 19 gennaio alle ore 10.30 alla Sala Convegni Maurizio Santoloci nella sede di Arpa Umbria a Terni.

Interverranno l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca, il direttore di ARPA Umbria Alfonso Morelli, Caterina Austeri dirigente del Dipartimento ARPA Umbria Sud e Lorenzo Massimi, ricercatore del Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma e responsabile scientifico dell’accordo.

Parco eolico Phobos, tra Regione e Comune lo scontro politico più forte dell’interesse comune

Scontro tra il Comune di Orvieto e la Regione Umbria anche quando, teoricamente, dovrebbero giocare nella stessa squadra, sulla partita relativa al parco eolico denominato Phobos. Uno scontro politico che, evidentemente, va al di là del merito su una vicenda che vede i due enti contrari al progetto.

Il Comune di Orvieto si è costituito in giudizio nel ricorso promosso da Rwe Renewables Italia srl contro il diniego della Regione Umbria all’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del parco eolico.

“Un atto dovuto ma non formale – commentano il sindaco Roberta Tardani e l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti – perché non intendiamo arretrare di un metro sulla difesa del nostro territorio da progetti altamente impattanti e senza ricadute dirette sullo sviluppo”.

Il Comune bacchetta la Regione

“Ci lascia tuttavia perplessi e preoccupati – proseguono dal Comune – la decisione della Regione Umbria, al momento inspiegabile, di non costituirsi in giudizio nell’udienza di questa mattina al Tar che era invece stata annunciata a mezzo stampa dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca. Il Comune di Orvieto oggi è stato l’unico soggetto istituzionale a costituirsi in giudizio presentando una memoria difensiva, una presenza che di fatto ha costituito un vero e proprio argine poiché in assenza di questo il giudice avrebbe potuto già pronunciarsi anche sul merito della questione. Nella memoria che è stata depositata – proseguono – abbiamo rivendicato il diritto del Comune di Orvieto ad avere un ruolo attivo nell’iter decisionale di un procedimento così importante e complesso. Non possiamo accettare che per una valutazione su un cavillo procedurale si blocchi l’operato di un Comune che rischia così di non avere più voce su quello che accade sul proprio territorio. Sarebbe incostituzionale. Ci auguriamo – concludono – che ora la Regione non ci lasci da soli a portare avanti questa battaglia. È necessario quindi che la giunta regionale metta in campo ogni iniziativa possibile affinché si possa dare forza e legittimità al procedimento amministrativo che ha portato al diniego al progetto in sede di conferenza dei servizi. Il Comune di Orvieto non è pregiudizialmente contrario alle energie rinnovabili, ma rivendichiamo il rispetto delle procedure, del ruolo degli enti locali e soprattutto della compatibilità territoriale dei progetti”.

L’Avvocatura regionale: inutile la sospensiva al Tar

L’avvocatura regionale respinge con forza ogni accusa di disinteresse. “Al contrario di quanto affermato dal Comune di Orvieto in una nota pubblicata sul sito ufficiale – la replica della Regione – la Giunta regionale con la deliberazione n. 1365 del 30 dicembre 2025 ha provveduto formalmente alla costituzione in giudizio dinanzi al TAR Umbria contro il ricorso di RWE Renewables Italia Srl avverso al diniego all’autorizzazione da parte della Regione. Tale decisione è stata assunta ben prima di avere notizia della sentenza del Consiglio di Stato. È necessario chiarire, per interrompere narrazioni distorte, che la sentenza del Consiglio di Stato ha reso superfluo ed inutile il passaggio sulla sospensiva cautelare in sede di TAR. La Regione ha scelto di costituirsi direttamente nel merito della questione, essendo l’unica autorità competente a dare esecuzione a quanto stabilito dal Consiglio di Stato e a difendere l’esito negativo della Conferenza dei servizi. Nessuna controparte, nemmeno il Comune di Orvieto è lasciato da solo. La Regione sta esercitando e continuerà a esercitare i propri diritti e doveri sia in chiave amministrativa procedimentale che in sede di giudizio”.

De Luca: dal centrodestra accuse paradossali

L’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca ribadisce che la Regione Umbria non ha mai abbandonato il campo. Per questo stupisce la posizione del Comune di Orvieto che appare come una mera strumentalizzazione politica priva di fondamento giuridico e amministrativo. “È paradossale che chi oggi grida all’abbandono sia parte di quella stessa area politica che, a livello di Governo nazionale, ha firmato il decreto per dare il via libera all’impianto Phobos nonostante il parere contrario del Ministero della Cultura – sottolinea l’assessore De Luca – ricordiamo alla sindaca Tardani che proprio il provvedimento a firma di Giorgia Meloni del 27 giugno 2023, insieme all’inerzia della giunta Tesei, sia l’origine del problema che il territorio sta affrontando. L’attuale Giunta regionale è stata l’unica istituzione a concludere l’iter autorizzativo con un esito negativo, ponendo un argine concreto alla liberalizzazione selvaggia promossa dal Governo centrale. Perché la sindaca Tardani, oggi molto attiva nel diffondere fake news, allora non intervenne con il Ministro Gilberto Pichetto Fratin e con l’ex assessore del suo stesso partito? Tutelare il territorio e difendere i diritti dei cittadini orvietani, a prescindere dal comportamento di chi li amministra, resta una priorità assoluta dell’attuale Giunta, come dimostra anche la legge regionale n. 7/2025, purtroppo impugnata dal Governo Meloni. La sindaca Tardani eviti dunque di cercare visibilità politica su una questione così complessa e stia tranquilla che la Regione non arretrerà di un millimetro e continuerà a difendere le proprie determinazioni dirigenziali (come la n. 11536 del 4 novembre 2025) che hanno sancito la conclusione negativa del procedimento per l’impianto Phobos” conclude l’assessore De Luca.

Il giudice si è riservato la decisione sulla richiesta di sospensiva cautelare, presentata dalla Rwe Renewables Italia srl, rimandando alla fissazione di una successiva udienza per la trattazione del merito.

Bonus abbonamento treni, come ottenerlo

Dal primo gennaio di quest’anno in Umbria, grazie all’intesa raggiunta tra la Regione e Trenitalia, è stato introdotto il Bonus Abbonati Umbria 2026, un’agevolazione dedicata ai residenti che consente di ottenere uno sconto del 20% sul costo degli abbonamenti regionali. L’iniziativa, regolata dalla tariffa 40/19 Umbria, mira a favorire la mobilità sostenibile e supportare dal punto di vista economico i cittadini nei loro spostamenti quotidiani.

 “Il Bonus Abbonati Umbria 2026 – sottolinea l’assessore Francesco De Rebotti – costituisce la concretizzazione di un orientamento forte dell’attuale Giunta regionale: agire a sostegno degli utenti umbri dei servizi ferroviari, nella consapevolezza delle difficoltà che essi sono chiamati ad affrontare quotidianamente. Lo strumento si inserisce all’interno delle azioni intraprese con l’intento di tutelare il diritto al trasporto pubblico dei cittadini e delle cittadine, garantito dall’attuale normativa europea. La dotazione iniziale prevista è di 250mila euro, stanziamento che verrà riconsiderato qualora la richiesta dovesse eccedere le attuali previsioni. Si tratta di un sostegno economico reale e immediato che va a coprire gli abbonamenti sottoscritti nel corso di tutto il 2026, generato dalla volontà di restituire ai viaggiatori le risorse maturate come penali da Trenitalia per i disservizi registrati negli scorsi anni. Non possiamo eliminare le difficoltà e i disagi vissuti dagli utenti; siamo altresì fortemente impegnati nella ricerca di un ulteriore interlocuzione con il Governo e con i soggetti regolatori del trasporto pubblico su ferro, al fine di migliorare le attuali condizioni”.

Il bonus infatti è finanziato esclusivamente attraverso le risorse derivanti dalle penali accumulate da Trenitalia S.p.A. nel triennio 2022–2024, ai sensi del contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale (2018–2032). Tale contratto stabilisce che le sanzioni per il mancato raggiungimento degli standard qualitativi del servizio debbano essere prioritariamente destinate al ristoro dei viaggiatori.

COME FUNZIONA IL BONUS

•        Il bonus, disposto da Regione Umbria con DGR n.1376 del 30/12/2025, è riservato ai residenti in Umbria

•        Il valore del bonus viene detratto dal costo a carico del titolare dell’abbonamento, al momento dell’acquisto

•        Applicabile ad abbonamenti con validità non antecedente al 1° gennaio 2026, per emissioni che potranno essere effettuate in tutto l’anno 2026

•        Applicabile ad abbonamenti mensili e annuali – anche con applicazione sovraregionale – e ad abbonamenti annuali scolastici

COME RICHIEDERE IL BONUS

•        Gli abbonamenti con bonus possono essere richiesti presso le biglietterie Trenitalia dell’Umbria: Perugia, Terni, Foligno, Assisi, Orvieto

•        Occorre presentare in biglietteria il modulo di domanda/autocertificazione opportunamente compilato ed un documento d’identità valido

•        Il modulo è scaricabile on line e disponibile presso le biglietterie

NORME PARTICOLARI

•        Recupero del bonus: gli aventi diritto che hanno acquistato abbonamenti mensili e annuali Umbria validi dal 1° gennaio 2026, senza applicazione del bonus, acquistati anche nel periodo antecedente ed anche tramite canali digitali, possono recuperare il bonus richiedendo l’annullamento dell’abbonamento e la riemissione di uno analogo con bonus.  La richiesta deve essere effettuata entro il 20 gennaio 2026 presso le biglietterie Trenitalia dell’Umbria

•        Agevolazioni disponibili nel limite delle risorse stanziate da Regione Umbria con DGR n.1376 del 30/12/2025

•        Per gli abbonamenti annuali scolastici, in caso di oggettiva impossibilità a recarsi presso le suddette biglietterie, è confermata la possibilità di acquistare l’abbonamento da remoto, anche con applicazione del bonus.

CONDIZIONI E LIMITAZIONI

Le agevolazioni sono disponibili entro il limite delle risorse stanziate dalla Regione Umbria, come stabilito dalla DGR Umbria n.1376 del 30/12/2025.

Per ulteriori informazioni, dettagli sulle condizioni e limitazioni, si invita a consultare il sito ufficiale www.trenitalia.com

Commissariamento scuole, i sindacati: il riconteggio degli alunni avrebbe ridotto l’impatto

I sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola e Snals intervengono sul commissariamento della Regione Umbria sul dimensionamento scolastico. Per i sindacati il riconteggio degli alunni avrebbe comportato riduzione dell’impatto del dimensionamento. Chiedendo una “vera e leale collaborazione tra Stato, Regioni e parti sociali”.

“Il commissariamento della Regione Umbria sul dimensionamento scolastico non può essere liquidato come un semplice atto tecnico” esordiscono. Spiegando: “Il metodo seguito presenta, infatti, criticità rilevanti, a partire dal mancato aggiornamento dei dati relativi alla popolazione scolastica. Un riconteggio degli alunni, più volte richiesto e basato su numeri reali e verificabili, avrebbe comportato una riduzione dell’impatto del dimensionamento. Una differenza sostanziale, che incide direttamente sull’organizzazione delle scuole e sugli organici di tutto il personale, sul lavoro dei dirigenti scolastici, del personale amministrativo e sull’equilibrio complessivo delle comunità educative”.

È quanto affermano in una nota i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Flc Cgil Umbria, Moira Rosi, Cisl Scuola Umbria, Caterina Corsaro, e Snals Umbria, Anna Rita Di Benedetto. “Procedere al commissariamento – proseguono le segretarie – senza tenere conto di questo aggiornamento, ha significato irrigidire il quadro decisionale e rinunciare a un confronto che avrebbe potuto portare a soluzioni più sostenibili, soprattutto in una regione come l’Umbria, caratterizzata da aree interne e da una significativa dispersione territoriale, con territori tuttora interessati dagli effetti del sisma del 2016. La Regione Umbria ha sempre rispettato i requisiti richiesti, intervenendo ogni volta che le scuole non soddisfacevano i parametri stabiliti dalla legge. Per questo motivo, l’obbligo imposto dal Governo appare ancor più ingiustificato”.

“Ribadiamo la necessità – concludono Flc Cgil, Cisl Scuola e Snals – di una vera e leale collaborazione tra Stato, Regioni e parti sociali. Le riforme che incidono sull’assetto della scuola pubblica devono essere accompagnate da dati aggiornati, trasparenza nelle decisioni e ascolto di chi nella scuola lavora ogni giorno”.

Fnp-Cisl Umbria premia la giovane laureata Noemi Selvi

Domani, 14 gennaio, nella Sala Dessau dell’Università degli Studi di Perugia, la Fnp (Federazione nazionale pensionati) Cisl dell’Umbria consegnerà il Premio di Laurea 2025 alla dott.ssa Noemi Selvi, giovane laureata in Scienze dell’Educazione, per una tesi di altissimo valore sociale e umano.

Il premio, del valore di 2.000 euro, è stato deliberato dalla Commissione FNP CISL Umbria e sarà ufficialmente consegnato nel corso di una cerimonia alla presenza dell’intero gruppo dirigente della Fnp-Cisl Umbria, dal cominciare Segretario Generale Dario Bruschi. Sarà presente anche il segretario generale della CISL Umbria, Angelo Manzotti. Saranno presenti anche le autorità accademiche.

La tesi premiata, discussa nell’anno accademico 2023–2024 presso l’Università degli Studi di Perugia, è intitolata: “Sulle tracce di rapporti intergenerazionali: quando l’infanzia prende per mano l’Alzheimer”.

Relatrice del lavoro è stata la prof.ssa Moira Sannipoli, del Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione.

Un lavoro che unisce infanzia, memoria e cura

Il titolo della tesi premiata racchiude una visione profondamente innovativa e coraggiosa: mettere in relazione due mondi apparentemente lontani – l’infanzia e l’Alzheimer – per costruire ponti di umanità, cura e reciprocità.

La ricerca di Noemi Selvi affronta il tema della fragilità cognitiva nella terza età attraverso lo sguardo dei bambini, mostrando come il rapporto intergenerazionale non sia solo assistenza, ma scambio emotivo, riconoscimento e dignità.
Quando “l’infanzia prende per mano l’Alzheimer”, non è solo il malato a ricevere aiuto: è la società intera che ritrova il valore della memoria, della lentezza e dell’ascolto.

È esattamente questa la filosofia che guida l’azione quotidiana della Fnp-Cisl: difendere le persone anziane non come categoria passiva, ma come risorsa viva, portatrice di storia, diritti e legami.

Un segnale forte da parte della Fnp Cisl Umbria

Con questo premio la Fnp Cisl dell’Umbria ribadisce il proprio impegno nel promuovere una cultura che metta al centro le relazioni tra generazioni, la cura delle fragilità e la dignità della persona in ogni fase della vita.

“Sostenere una ricerca come quella di Noemi Selvi – sottolinea il segretario generale Fnp Cisl Umbria, Dario Bruschi – significa investire in una società più giusta, capace di non lasciare solo nessuno, soprattutto chi è più vulnerabile”.

La presenza del segretario generale della CISL Umbria Angelo Manzotti rafforza il valore politico e sociale dell’iniziativa, che unisce mondo del lavoro, ricerca universitaria e rappresentanza sociale in un unico grande progetto di coesione.

Questa non è una semplice cerimonia.È un atto politico e culturale: affermare che il futuro dell’Umbria passa dal rispetto della memoria, dalla cura degli anziani e dalla responsabilità delle nuove generazioni.

Pnrr sanità, l’allarme della Corte dei conti sul rispetto dei tempi

Ospedali e case di comunità, la Corte dei conti mette in guardia sul rispetto dei tempi in Umbria, nella verifica sullo stato di avanzamento dei lavori finanziati con il Pnrr, fissato al 31 marzo prossimo.

Nella sua relazione, la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per l’Umbria evidenzia come i lavori di otto case della comunità (Orvieto, Narni, Amelia, Città di Castello, Montefalco, Norcia, Cascia e Perugia-Monteluce) e di tre dei cinque ospedali di comunità (Orvieto, Montefalco e Umbertide) termineranno a ridosso della scadenza.

In merito al progetto “mille esperti”, si evidenzia che nel 2024 si sono registrate 8 cessazioni di esperti Pnrr e 18 nuove contrattualizzazioni. Cosa che avrebbe contribuito alla scelta di sostituire il progetto della casa di comunità di Gubbio con quello per la realizzazione della casa della comunità di Bastia Umbra.

La Sezione di controllo, tra le criticità, evidenzia l’aumento dei prezzi, che ha interessato i progetti della Missione 6, Componente 2 – Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale, linea di investimento M6-C2-I1.1.1.2 “Rafforzamento strutturale del Ssn”, finanziati dal d.l. 34/2020. Gli interventi riguardano la realizzazione 58 posti letto di terapia intensiva, 62 di terapia semi-intensiva nei presidi ospedalieri sede di Dea di I e II livello e la ristrutturazione di sette pronto soccorso.

Per tre di questi interventi ci sono poi criticità nella fase di affidamento dei lavori all’appaltatore individuato tramite gara. I lavori sono stati avviati e sono tuttora in corso, ma si registrano ritardi già rispetto al target fissato al 31 dicembre 2024.

La Regione Umbria ha attribuito i ritardi a diversi fattori: l’eccezionale aumento dei prezzi di materiali, carburanti ed energia, che ha condizionato la disponibilità delle imprese a sottoscrivere i contratti fino all’aggiornamento dei prezzi al tariffario 2024; la necessità di rivedere le progettazioni per garantire il rispetto delle condizionalità Pnrr, incluso il principio Dnsh, con conseguente incremento dei costi; la revoca di fondi Foi già assegnati; e la necessità di reperire ulteriori risorse finanziarie.