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Autore: Redazione

Comunità energetiche e rinnovabili, fondi per 4,4 milioni

Fondi per un totale di 4,4 milioni di euro destinati a finanziare interventi di ottimizzazione energetica del patrimonio pubblico e alla promozione delle Comunità energetiche rinnovabili (CER).

La misura, approvata dalla Giunta regionale è stata assunta nell’ambito dell’Accordo per la Coesione 2021-2027, un programma strategico che mira a sostenere la transizione verso fonti di energia sostenibili e a incentivare il coinvolgimento degli enti pubblici locali in questo processo.

Il bando pubblico, che verrà attivato dal Servizio Energia, Ambiente e Rifiuti, sarà rivolto a tutti gli enti pubblici locali dell’Umbria, con l’obiettivo di favorire nuove modalità di approvvigionamento energetico. Le risorse verranno destinate principalmente per la realizzazione degli interventi, con una parte dedicata al supporto dei costi di adesione alle CER. L’approvazione dei criteri di ammissibilità, di valutazione tecnico-economica e di premialità è stato un passo significativo per garantire una distribuzione omogenea delle risorse. Le attività supportate da questo bando potranno integrare l’uso delle fonti rinnovabili per la gestione energetica degli edifici pubblici.

Umbria la regione con la più bassa dispersione scolastica

E’ l’Umbria la regione italiana con la più bassa dispersione scolastica nel 2023. Secondo l’elaborazione fatta dalla Cgia di Mestre su dati Istat i giovani tra 18 e 24 anni che hanno dichiarato di aver abbandonato prematuramente il percorso scolastico o comunque formativo sono il 5,6% del totale. Una percentuale che è circa la metà di quella italiana. In tutto sono 3mila circa i giovani umbri che hanno solo la licenza media.

In Italia la media di abbandono scolastico è del 10,5%. Con 431mila giovani che hanno solo la licenza media.

Un tema, quello della povertà educativa, molto sentito nel Mezzogiorno, ma con una presenza altrettanto preoccupante anche in alcune aree geografiche del Nord. E sebbene in questi ultimi anni sia in diminuzione la percentuale a livello nazionale di coloro che in età tra i 18 e i 24 hanno abbandonato gli studi sul totale della popolazione corrispondente, rimane una criticità che colpisce in particolare i giovani con alle spalle famiglie caratterizzate da un forte disagio sociale o alle prese con seri problemi economici.

In Italia sono il Sud e le Isole a presentare i livelli di abbandono scolastico più elevati. La regione maggiormente in difficoltà è la Sardegna, che nel 2023 ha registrato un tasso del 17,3%. Seguono la Sicilia con il 17,1% e, sorprendentemente, la Provincia di Bolzano con il 16,2%. Subito dopo ci sono la Campania con il 16%, la Puglia con il 12,8% e la Calabria con l’11,8%. In termini assoluti il maggior numero di
giovani che hanno lasciato la scuola prematuramente è riferito alla Campania ed è pari a 72mila unità, seguono la Sicilia con 62mila, la Lombardia con 53mila e la Puglia con 38mila.

Contro il muro di una casa, giovane muore nell’auto in fiamme

E’ morto all’interno della sua auto, in fiamme, dopo il violento impatto contro il muro di una casa. Il giovane ha perso la vita all’alba di domenica, a Calvi dell’Umbria, lungo la statale 71, la strada che collega a Otricoli.

La squadra dei vigili del fuoco partita dalla centrale di Terni al arrivo sul posto non ha potuto fare altro che estinguere l’incendio dell’autovettura, con al suo interno il giovane conducente già deceduto.

Le cause dell’incidente, nel quale non risulterebbero coinvolti altri mezzi, sono al vaglio delle forze dell’ordine. Possibile che il giovane al volante possa aver avuto un colpo di sonno.

Accertamento in vita, ecco i pensionati che saranno controllati

Inps annuncia l’avvio della seconda fase dell’accertamento dell’esistenza in vita per gli anni 2024 e 2025 dei pensionati che riscuotono in Europa, Africa e Oceania. A partire dal 20 settembre 2024, Citibank N.A. curerà la spedizione delle richieste di attestazione dell’esistenza in vita ai pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania – ad esclusione dei Paesi scandinavi e dei Paesi dell’est Europa già interessati dalla prima fase – da restituire alla Banca entro il 18 gennaio 2025.

Qualora l’attestazione non sia prodotta, il pagamento della rata di febbraio 2025, laddove possibile, avverrà in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza e, in caso di mancata riscossione personale o produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 febbraio 2025, il pagamento delle pensioni sarà sospeso a partire dalla rata di marzo 2025.

Al fine di ridurre il rischio di pagamenti di prestazioni dopo la morte del beneficiario, alcuni pensionati potranno essere interessati dalla verifica generalizzata dell’esistenza in vita, indipendentemente dalla propria area geografica di residenza o domicilio.

Chi è escluso dall’accertamento

Per razionalizzare lo svolgimento dell’attività di verifica in un’ottica di semplificazione amministrativa, sono esclusi dall’accertamento alcuni gruppi di pensionati quali, ad esempio, quelli che risiedono in Paesi in cui operano Istituzioni con le quali l’INPS ha stipulato accordi di collaborazione per lo scambio telematico di informazioni sul decesso dei pensionati comuni.

La prova dell’esistenza in vita

I pensionati possono fornire la prova di esistenza in vita con le seguenti modalità:

  1. inviando il modulo di attestazione dell’esistenza in vita alla casella postale PO Box 4873, Worthing BN99 3BG, United Kingdom. Tale modulo dovrà essere restituito a Citibank N.A. controfirmato da un “testimone accettabile” ossia da un rappresentante di un’Ambasciata o di un Consolato Italiano o da un’Autorità locale abilitata ad avallare la sottoscrizione dell’attestazione;
  2. attraverso operatori di Patronato aventi la qualifica di “testimoni accettabili”, autorizzati ad accedere al portale predisposto da Citibank N.A. al fine di attestare telematicamente l’esistenza in vita dei pensionati. La medesima funzionalità di attestazione telematica è a disposizione anche dei funzionari delle Rappresentanze diplomatiche indicati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. A tal proposito si ricorda che, al fine di agevolare i pensionati, l’Istituto e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale hanno condiviso un progetto che prevede anche la possibilità di rapportarsi con i funzionari delle Rappresentanze diplomatiche tramite un servizio di videochiamata;
  3. riscuotendo personalmente la pensione presso gli sportelli Western Union.

Inps ricorda che è attivo il servizio di supporto della Banca per pensionati, funzionari delle Rappresentanze diplomatiche, Patronati, delegati e procuratori che necessitino di assistenza riguardo alla procedura di attestazione dell’esistenza in vita.

Il servizio di supporto Citi può essere contattato dai pensionati con le seguenti modalità:

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 (ora italiana), in lingua italiana, inglese, spagnola, francese, tedesca e portoghese.

Le informazioni in merito all’avvio dell’accertamento generalizzato e alle modalità da seguire per il completamento del processo, anche con riguardo alla localizzazione del pagamento presso gli sportelli Western Union, sono disponibili nel sito web della Banca (www.inps.citi.com).

Da qui al 2028 l’Umbria avrà bisogno di oltre 66mila lavoratori: i settori

Da qui al 2028 in Umbria il fabbisogno occupazionale delle imprese e pubbliche amministrazioni (al netto del settore agricolo, della silvicultura e della pesca) sarà di 66mila 200 occupati, di cui 52mila 700 da parte delle imprese private e 13mila 500 da parte del settore pubblico. Si tratta per l’Umbria, per il quinquennio 2024-2028, di un incremento medio annuo del 4% dello stock occupazionale, ossia il secondo valore più alto tra le regioni italiane, mentre la media nazionale si attesta al +3,3%. Ancora, dei 66mila 200 occupati di cui l’Umbria avrà bisogno dal 2024 al 2028, 44mila 100 deriveranno dalla necessità di sostituire personale in uscita e 22mila 100 dall’espansione economica. Di questi ultimi avviamenti al lavoro, solo 100 riguarderanno il pubblico impiego, mentre 20mila saranno appannaggio del settore privato, il che fa presumere per l’Umbria una crescita economica più forte, nel quinquennio 2024-2028, sia di quella media nazionale che di quella del Centro.

È quanto emerge dall’aggiornamento del report sulle “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2024-2028)”, elaborato nell’ambito del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’impostazione seguita per lo sviluppo delle stime contenute nel report segue l’impianto adottato dal Cedefop (Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, organo della Commissione Ue), che fornisce previsioni occupazionali come somma algebrica delle due componenti di expansion e replacement demand. La prima di queste due componenti evidenzia gli andamenti legati alla tendenza dell’economia, mentre la seconda quelli legati al turnover dei lavoratori. Per la formulazione degli scenari è stato preso a riferimento il Documento di Economia e Finanza (DEF) presentato dal Governo il 9 aprile 2024.

Il quadro delle regioni. Dal PNRR un quarto delle assunzioni previste nel quinquennio

È la Sardegna, con un aumento medio-annuo del 4,1%, la prima regione italiana in cui lo stock occupazionale crescerà di più nel quinquennio 2024-2028. Al secondo posto l’Umbria, con +4% (62mila 200 avviamenti). Il quintetto di testa è completato da Trentino Alto Adige (+3,8%, per un totale di 101mila 200 avviamenti previsti), Sicilia (+3,8%, 255mila avviamenti totali 2024-2028) e Campania (+3,7%, 312mila 300 avviamenti).

A livello di numeri assoluti, a determinare oltre il 18% dell’intero fabbisogno nazionale dello scenario positivo è la Lombardia – con un fabbisogno atteso di 709mila occupati – seguita dal Lazio (391mila unità, pari al 10,1% del totale), dal Veneto (326mila unità, 8,4%), dall’Emilia-Romagna (325mila unità, 8,4%) e dalla Campania (312mila unità, 8,1%).

Complessivamente, in Italia ammonta a 3milioni e 853mila il numero delle assunzioni previste per il quinquennio 2024-2028, con una crescita media annua – quindi per ogni anno del quinquennio – del 3,3%.

Sulle previsioni incide per lo più l’effetto positivo atteso dall’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che, nel caso di piena realizzazione degli investimenti, si stima possa attivare nel complesso in Italia circa 970mila occupati (ossia il 25,2% degli avviamenti al lavoro previsti nel Paese), considerando sia gli effetti diretti che indiretti e sull’indotto. Le filiere maggiormente beneficiate saranno “finanza e consulenza” (con il 23% dell’impatto occupazionale complessivo del PNRR), “commercio e turismo” (21%), “formazione e cultura” (12%), “costruzioni e infrastrutture” e “altri servizi pubblici e privati” (entrambe con il 10%).

Gli ulteriori numeri dell’Umbria a confronto con le medie nazionali e del Centro: la quota degli avviamenti nella regione derivante dall’espansione dell’economia nel quadriennio 2024-2028 sarà assai più alta di quella media nazionale, il che fa presumere una crescita economica più forte della regione

Oltre a quelli già citati, tra i numeri dell’Umbria che emergono dal report è da evidenziare il fatto che, dei 52mila 700 avviamenti nel quinquennio relativi al settore privato, 12mila 200 riguarderanno immigrati (23,1%) – il dato è superiore al 21,3% della media nazionale, ma inferiore al 24,7% del Centro –

Guardando poi alla già citata distinzione tra avviamenti al lavoro derivanti dall’espansione dell’economia e di quelli derivanti dalla sostituzione di personale in uscita (come visto, nella regione i primi ammontano a 22mila 100 e i secondi a 44mila 100), va notato che la quota dei primi sugli avviamenti totali 2024-2028 è in Umbria notevolmente più elevata (33,5%) rispetto sia al dato nazionale (21,6%) che a quello del Centro (22,4%). Questo fa presumere che il trend della crescita economica dell’Umbria nel quinquennio sarà più elevata di quella media italiana e di quella del Centro.

Di converso, gli avviamenti al lavoro legati alla sostituzione di occupati in uscita, sempre nel periodo 2024-2028, rappresenteranno, secondo le stime del report, il 66% in Umbria e il 78,4% a livello nazionale. Nel Centro saranno il 77,6%.

Occupati sempre più anziani

Il report Excelsior fornisce anche i dati 2021-2022 sulla quota di lavoratori (dipendenti e autonomi) over 59 sul totale. Emerge un progressivo e rapido invecchiamento della base occupazionale. In Umbria nel 2021 era over 59 il 6,7% degli occupati (sia nel settore privato che in quello pubblico), mentre nel 2022 tale percentuale era già crescita al 7,3% (in Italia si è passati in un anno dal 6,1% al 6,6%, nel Centro dal 7% al 7,3%).

Il commento del presidente Mencaroni

Questo il commento del presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni: “È buono, con l’aumento medio annuo più alto d’Italia dopo quello della Sardegna, il fabbisogno occupazionale dell’Umbria per il quinquennio 2024-2028. E il quadro positivo che emerge dall’aggiornamento del Report Excelsior sulle previsioni circa i fabbisogni occupazionali è confortato dal fatto che, a un’attenta lettura dei dati, il fenomeno dovrebbe essere accompagnato da una crescita economica 2024-2028 superiore sia a quella media italiana, sia a quella del Centro. Ma tale crescita potrebbe essere frenata dal fatto che, in Umbria, le assunzioni considerate di “difficile reperimento” hanno sfondato il muro del 60%, dato più elevato di quello già alto della media nazionale. Ciò è legato a un complesso di fenomeni già sviscerato, ma voglio evidenziare come il gelo demografico italiano, e ancora di più quello umbro, si faccia ormai sentire di anno in anno, perché la maggior parte delle assunzioni a rischio lo sono perché i candidati non si presentano proprio. Questo è un tema su cui la Camera di Commercio dell’Umbria, in raccordo con le Associazioni di categoria, è molto attenta, monitorando la situazione e avanzando proposte. E c’è la questione PNRR. Il report, nelle sue previsioni elaborate peraltro con una metodologia affidabile utilizzata in tutta l’Unione europea, incorpora le previsioni di assunzioni legate al PNRR nell’ipotesi che tutti gli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vengano realizzati e portati a termine nei tempi programmati. Un quarto delle assunzioni totali, nel quadriennio 2024-2028, è legato al PNRR e questo dà l’idea dell’importanza della partita. È fondamentale, quindi, che il PNRR sia attuato e che ciò sia fatto nei tempi previsti. La concentrazione su questo da parte delle Istituzioni e del sistema economico e sociale deve essere altissima. La Camera di Commercio dell’Umbria, per quanto le compete, in sinergia con le altre Istituzioni e in raccordo con le Associazioni di categoria è in prima fila in questa sfida”.

Abbigliamento e ristorazione, manca personale: l’appello di Confartigianato

Nei settori dell’abbigliamento tradizionale, sartoria e maglieria, oltre che quelli del la ristorazione e dei pubblici esercizi, si sta manifestando, anche in Umbria, carenza di personale da inserire. Un problema che si aggiunge alla spinta inflattiva, che sta determinando una sensibile lievitazione dei costi. E alle conseguenze degli eventuali possibili aggiornamenti della normativa contributivo-previdenziale.

Ad evidenziare la difficoltà a reperire personale, soprattutto in alcuni settori, è il presidente di Confartigianato Imprese Perugia, Giorgio Buini: “Alla luce della situazione avanti delineata appare auspicabile che vengano adottate specifiche misure atte ad evitare l’esaurimento della manualità che caratterizza le relative professionalità, favorendo la loro conservazione, indipendentemente dai percorsi scolastici individuali e dal titolo di studio conseguito singolarmente. I nostri uffici – informa Buini – sono a disposizione per fornire specifica assistenza e consulenza in ordine all’esame e alla valutazione delle singole situazioni”.

Residenze artistiche, nuove opportunità per il settore dello spettacolo dal vivo

Residenze intese anche come modo di “abitare” e vedere il mondo. Residenze pure come spazi di coabitazione responsabile. Per la realtà emergente delle Residenze Artistiche, nate dal basso per volontà grazie alla sinergia tra operatori, professionisti e artisti e poi riconosciute dal Ministero dieci anni fa, c’è ancora tutto un presente e soprattutto un futuro da costruire, con gli operatori culturali visti come agenti di cambiamento in grado di sperimentare modelli alternativi di pratiche artistiche per scenari desiderati e per dare sempre più senso ad un impegno che è soprattutto collettivo.

“Le Residenze del futuro / Il futuro delle residenze” è stato il titolo della due giorni di rilevanza nazionale che si è tenuta all’Auditorium di San Francesco al Prato di Perugia. Il capoluogo umbro ha fatto quindi da scenario per una ampia riflessione sulle residenze artistiche, considerate elemento di novità e innovazione nel sistema italiano dello spettacolo dal vivo. Ora, dopo anni di lavoro con l’avvio di processi culturali anche attraverso laboratori ed attività, le residenze artistiche nazionali hanno fatto il punto su ciò che è stato fatto per proiettarsi verso il futuro.

L’evento è stato organizzato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, dalla Regione Umbria, con il patrocinio del Comune di Perugia, in collaborazione con le residenze artistiche umbre C.U.R.A. (Centro Umbro di Residenze Artistiche) e Home/Dance Gallery.

Dal 2018 C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (composto da La Mama Umbria, International di Spoleto, Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT! di Foligno, Indisciplinarte srl di Terni, Centro Teatrale Umbro di Gubbio e Micro Teatro Terra Marique di Perugia) insieme a HOME – Residenza di Danza per Artisti nei Territori (realizzato da Dance Gallery di Perugia) sono i due progetti di residenza artistica riconosciuti da MiC e Regione Umbria nell’ambito del progetto di residenza per lo spettacolo dal vivo e realizzano residenze multidisciplinari e di danza, workshop intensivi, promuovono percorsi di incubazione e di accompagnamento drammaturgico e coreografico, lo sviluppo di azioni di scouting, dedicate ad artisti giovani e progetti emergenti, e processi creativi nello spazio pubblico e site specific.

L’iniziativa è stata l’occasione per avviare un confronto tra tutte le residenze artistiche italiane (43 quelle riconosciute) che si è aperto anche ai contributi di altri interlocutori del sistema spettacolo, agli artisti, alle istituzioni, agli studiosi, ai critici e ai cittadini, col supporto di Fondazione Fitzcarraldo e per discutere del presente e del futuro dei luoghi di creazione artistica.

La due giorni, iniziata con i saluti e i primi interventi da parte delle istituzioni, dopo MiC, Regione Umbria anche l’amministrazione comunale di Perugia guarda con interesse all’evento perché, ha sottolineato l’assessore allo spettacolo dal vivo e alla creatività urbana Fabrizio Croce, “vuole essere parte in causa e propositiva per tracciare le linee guida di quelle che saranno le residenze artistiche del futuro”. “Pensiamo infatti che queste – ha proseguito – possano essere una risorsa molto importante per la città, prima di tutto per farla crescere culturalmente ospitando un segmento dell’attività performativa che avviene attraverso uno scambio di conoscenze ed esperienze, e poi perché pensiamo possano essere una risorsa interessante per il turismo e la valorizzazione di alcuni ambiti cittadini che a volte sono poco considerati. Come amministrazione abbiamo tanti spazi dedicati alle arti performative che molto spesso non dialogano tra loro o comunque non sono messi in una rete dove invece ognuno può andare a rappresentare un piccolo pezzo finalizzato a produrre un lavoro di residenza diffuso sul territorio”.

Prima di proiettarsi in avanti, verso il futuro, l’iniziativa nazionale di Perugia è partita da quello che ad oggi le residenze italiane, in quanto elemento di novità e di innovazione, rappresentano nel sistema dello spettacolo dal vivo. La consapevolezza di tutto ciò che è stato prodotto in questi anni può costituire – è stato sottolineato – un tassello utile per rinnovare il sistema dello spettacolo insieme agli attori della filiera e agli altri stakeholders.

Nel corso delle due giornate sono intervenuti anche rappresentanti di categoria con alcune riflessioni sul presente e il futuro delle residenze, tra cui Marco Parri di Federvivo che ha auspicato passaggi fondamentali a livello governativo per il futuro delle residenze perché “ci sono situazioni sospese da anni per lo spettacolo dal vivo” e prosegue: “Va intrapresa la strada del futuro che nel breve periodo porti al riconoscimento definitivo del settore per sviluppare con tutti gli enti lavoro e attività”. Anche Davide D’antonio di C.Re.S.Co: “Il lavoro della residenza si è dissoluto in un sistema di pensiero condiviso. Gli artisti sono interconnessi con la popolazione che frequenta gli spettacoli in maniera fluida ed organica. La qualità artistica della produzione italiana è indiscutibilmente elevata. La comunità anche artistica si nutre dei processi dell’altrove terracqueo – è così che adesso chiamano lo scenario internazionale. Il sapere culturale è condiviso con tutti ed è ritenuto necessario per il benessere della comunità intera. Come sia arrivati qui?”.

Una delle domande che ha animato i pensieri e le discussioni all’interno dei laboratori e dei tavoli di lavoro a cui hanno partecipato attivamente, oltre ai titolari di residenza e curatori, anche i rappresentanti delle istituzioni presenti, Ministero della Cultura, referente Conferenza Stato-Regioni, Regione Umbria, e il Teatro Stabile dell’Umbria, insieme a artisti, esperti, studiosi e cittadini, per creare nuove pratiche, nuove alleanze, nuovi format, nuovi scenari.

Anche Paola Macchi, direttrice amministrativa e dell’organizzazione generale del Festival dei Due Mondi, è intervenuta durante l’incontro per evidenziare l’importanza di fare sistema in ambito culturale, condividendo risorse, esperienze e competenze e favorire maggiori opportunità di creazione artistica. “Il bando BOTTOM UP – ha detto Macchi – riveste un ruolo importante perché mette in relazione diversi promotori e istituzioni culturali del territorio, dai centri di residenza e di produzione, ai festival e ai teatri. Lavorare in rete è essenziale per promuovere i processi artistici e produttivi, fornendo un supporto concreto agli artisti emergenti, ciascuno secondo la propria specificità. Il prossimo passo sarà quello di organizzare un tavolo più ampio per portare all’attenzione anche di altri operatori le migliori esperienze artistiche, dare maggiore visibilità e supporto ai giovani talenti e far sì che le loro creazioni entrino nel sistema dello spettacolo dal vivo”.

A partire dal lavoro dei tavoli della prima giornata, durante la seconda il tema è stato quello dei futuri possibili: nuovi scenari delle residenze in Italia con uno sguardo all’internazionale. E poi il ruolo e le funzioni delle residenze nel sistema dello spettacolo dal vivo. Nello stesso tempo però è stata posta l’attenzione e lo sguardo su alcuni punti specifici e su alcune criticità del presente così da prendere la rincorsa per il futuro.

I casi di Toscana e Friuli Venezia Giulia

Durante gli incontri si sono accesi focus, oltre che sulla realtà umbra, anche per i casi dei centri di residenza della Toscana e del Friuli-Venezia Giulia.

Le riflessioni di chiusura sono state riservate agli “osservatori”, un gruppo eterogeneo di studiosi, critici, curatori, artisti e spettatori, appositamente convocato per partecipare attivamente a tutti i momenti di approfondimento dei tavoli di lavoro, osservare e ascoltare l’evolversi del confronto, in dialogo aperto con i protagonisti delle residenze, e restituire una visione, ognuno dalla propria prospettiva di campo (culturale, sociale, estetica, etica) con uno sguardo trasversale e di traiettoria rispetto ai futuri possibili.

La due giorni ricca di riflessioni e spunti è stata coordinata da Antonella Pinna (dirigente regionale del Servizio valorizzazione risorse culturali) che, portando i saluti dell’assessore alla Cultura della Regione Umbria Paola Agabiti, ha ricordato come le due residenze umbre abbiano “spinto” per fare questo incontro a Perugia.

Per Carmelina Miranda della direzione generale Spettacolo del Ministero, “le residenze non sono più a margine dello spettacolo dal vivo ma sono una componente sempre più importante, sono una struttura ormai acquisita che sta accanto al settore dello spettacolo dal vivo e non più a latere”. “Quello che mi piace segnalare – ha poi aggiunto – è l’orgoglio da parte delle residenze di essere state riconosciute perché esistevano, nate dal basso quindi e non per una categorizzazione normativa. Registriamo anche la loro richiesta di avere rapporti diretti, intese e scambi di modelli tra regioni per assorbire le esperienze che funzionano già bene”.

Anche per la referente della Conferenza Stato Regioni, Graziella Gattulli, il modello delle residenze in questi primi 10 anni ha funzionato bene: “La concertazione tra Ministero, Regioni e Comuni e stato proficuo e questo non avviene in altri settori, con il codice dello spettacolo che quindi dovrà prendere spunto da qua. Il futuro è già domani, visto il prossimo triennio in arrivo. Il nodo fondamentale sarà quello di schiodare il rapporto con gli altri attori del settore dello spettacolo. La residenza è un momento di ricerca ma poi lo spettacolo deve andare in scena e per farlo ci vuole un pubblico e quindi c’è bisogno di qualcuno del settore che supporti il tutto”.

I referenti delle residenze umbre CURA e HOME chiudono questi due giorni di lavoro, intensi ma anche molto proficui, soddisfatti di quanto emerso dai tavoli e dalle riflessioni comuni, con il pensiero che “le residenze sono forse una realtà fragile ma anche molto resiliente, che va rafforzata e sostenuta perché sempre più fondante nello sviluppo dei processi creativi ed elemento di rinnovamento ormai irrinunciabile nel sistema spettacolo italiano”.

Resta incastrato sotto al trattore ribaltato, salvato dai vigili del fuoco

E’ rimasto incastrato sotto il suo trattore cingolato, che si è ribaltato mentre stava eseguendo lavori su un terreno impervio, a Pianello (Perugia).

Per liberare l’uomo da sotto il mezzo è stato necessario l’intervento di due squadre dei vigili del fuoco di Perugia. Poi, in collaborazione con il 118 e il Soccorso Alpino, l’uomo è stato trasportato con l’elisoccorso Nibbio all’ospedale di Perugia.

L’incidente si è verificato nella tarda mattinata di giovedì. Durante le operazioni l’uomo è rimasto sempre cosciente. Un incidente che ripropone il tema della pericolosità del lavoro in campagna legato all’utilizzo dei mezzi cingolati, in particolare su determinati terreni.

Agricoltura, aumenta dell’80% la quantità di carburante agricolo ad accisa agevolata

Aumentata dell’80% la quantità di carburante agricolo ad accisa agevolata per le operazioni di irrigazione per gli agricoltori umbri. Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore Roberto Morroni, per sostenere le aziende agricole colpite dalla siccità di quest’anno.

Le avverse condizioni climatiche dell’ultima estate, contraddistinte da un prolungato periodo di siccità e temperature elevate, hanno infatti incrementato notevolmente la necessità di gasolio agricolo. In risposta a questa emergenza e ai dati meteorologici che attestano l’eccezionalità della situazione, la misura è progettata per alleviare l’impatto economico derivante dall’aumento dei costi di irrigazione.

Il provvedimento riguarderà tutte le aziende agricole umbre che beneficiano già di carburante agevolato per l’irrigazione e sarà attuabile nel rispetto dei quantitativi idrici consentiti. Le richieste per la maggiorazione dovranno essere presentate attraverso la piattaforma digitale GARI, nella sezione dedicata all’UMA.

Incidente sulla Marscianese, perde la vita vigile del fuoco da poco in pensione

I vigili del fuoco intervenuti sulla Marscianese, per un incidente tra un auto e un furgone, hanno verificato che la vittima, alla guida della vettura, era un loro collega, Mario Cotogni, andato in pensione solo da poco tempo.

Il tragico incidente si è verificato intorno alle 18 di mercoledì a Sant’Angelo di Celle (Derura), sulla provinciale 375. L’auto su cui viaggiava Cotogni si è scontrata frontalmente con un furgone con a bordo tre persone, rimaste ferite, in maniera non grave.Due di loro sono stati trasportati in codice verde all’ospedale di Pantalla, il terzo in codice giallo al Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Per il vigile del fuoco in pensione, precedentemente in servizio presso il distaccamento di Todi, non c’è stato nulla da fare da parte del personale sanitario del 118, accorso sul luogo dell’incidente insieme ai vigili del fuoco, alla polizia locale e ai carabinieri della compagnia di Todi, a cui sono state affidate le indagini per accertare, sulla base dei rilievi effettuati, l’esatta dinamica dell’incidente.

La strada Marscianese, più volte teatro di gravi incidenti, è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.

Sconcerto e dolore tra i vigili del fuoco, che esprimono il più sentito cordoglio alla famiglia del loro collega stimato e benvoluto, Mario Cotogni, colpita da questa improvvisa e tragica perdita. “Il comando dei vigili del fuoco di Perugia – si legge in una nota – si stringe al dolore dei familiari in questo difficile momento”.