Si fidava di quel giovane straniero, al punto da affidargli la cura del marito invalido. Ma quando i figli della coppia di anziani di Stroncone ha scoperto che in casa mancavano gioielli custoditi in un armadio, senza che nell’abitazione dei genitori vi fossero segni di effrazione, ha sporto denuncia ai carabinieri, indicando il 22enne straniero come il possibile responsabile.
I due figli della coppia hanno incalzato il giovane, che intanto aveva continuato a svolgere il proprio lavoro, riuscendo a fargli ammettere di esser stato proprio lui, con la complicità di due suoi giovanissimi amici, italiani, a sottrarre i monili, che aveva poi ceduto ad attività di “compro oro” del capoluogo.
I successivi accertamenti svolti dai militari hanno confermato quanto rivelato dal badante, facendo emergere sia il suo passaggio, insieme ai complici, presso alcuni esercizi specializzati che la vendita dei monili, riscontrata sugli appositi registri.
La refurtiva, che in piccola parte era stata avviata alla fusione, è stata così recuperata dai militari e riconsegnata alla vittima del furto, la quale ha peraltro potuto dimostrare la proprietà dei beni mostrando alcune fotografie in cui indossava alcuni dei gioielli.
Per i tre è scattata la denuncia in stato di libertà per furto in abitazione in concorso.
Il complesso San Giovanni, a Orvieto, ospita il Palazzo del Vino e dei prodotti della terra, progetto con un investimento di circa 670mila euro finanziato dal Gal Trasimeno Orvietano con i fondi del Psr. Gli adeguamenti degli ambienti alle nuove funzioni sono stati realizzati attraverso interventi edilizi di restauro e risanamento conservativo, il rifacimento e l’adeguamento degli impianti elettrici, illuminotecnici, idrico-sanitari e di climatizzazione, la realizzazione di servizi accessibili alle persone con disabilità oltre all’allestimento con nuovi arredi e apparecchiature multimediali.
Gli obiettivi
Sei gli obiettivi che si punta a centrare con il Palazzo del Vino e dei prodotti della terra: realizzare un punto di accesso conoscitivo interdisciplinare alle risorse agroalimentari ed enogastronomiche del territorio ad uso dei turisti, dei residenti e degli operatori; aumentare la visibilità e la competitività dei prodotti agroalimentari del territorio attraverso l’incremento dei contenuti culturali e di servizio e l’allestimento di un emporio dedicato ai prodotti della terra e dell’artigianato; mostrare, tramite nuove tecnologie, i forti legami tra archeologia, storia, arte/ artigianato e produzioni così da proporre nuovi itinerari di scoperta, conoscenza del territorio; realizzare un centro di documentazione territoriale per raccogliere e comunicare le memorie della cultura materiale gastronomica e agricola del territorio; realizzare servizi qualificati per l’enoturismo e diffondere pratiche, culture e saperi sui temi delle filiere agroalimentari, della biodiversità, del recupero di antiche coltivazioni e del paniere dell’Orvietano.
Gli spazi
Il piano terra del Palazzo del Vino e dei prodotti della terra si articola su sei spazi. Il chiostro, ideale per manifestazioni temporanee ed eventi, la galleria coperta che ospita ladocumentazione fotografica del territorio e uno spazio polifunzionale da utilizzare per mostre temporanee ed eventi collegato con il cortile esterno, una sala conferenze attrezzata, una bibliomultimediateca con monitor con tecnologia touch screen, un‘aula didattica e l‘emporio, vetrina per la vendita dei prodotti enogastronomici e dell’artigianato locali.
Qui si trova anche la scala che è stata recuperata e adeguata per fungere da collegamento con il piano interrato anch’esso composto da sei spazi tra corridoi e sale espositive tematiche ricche di contenuti multimediali interattivi ed immersivi e dedicate ai prodotti e alle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche ma anche all’arte a all’artigianato.
Il seme: origine, crescita, fertilità
Un seme stilizzato è il simbolo scelto per il Palazzo del Vino e dei prodotti della terra, che racchiude in sé il significato universale dell’origine, della crescita e della fertilità. Questo simbolo è stato scelto con la precisa volontà di raccontare una storia che abbraccia tutti gli aspetti fondamentali della cultura e delle tradizioni di Orvieto. Il museo sarà infatti un omaggio alla ricchezza del territorio, toccando temi come il vino, l’olio, i prodotti della terra, la ceramica e le tradizioni secolari. Il seme è risultato la scelta ideale nella ricerca di un elemento che fosse comune a tutte queste dimensioni e che potesse sintetizzare visivamente la profondità e la complessità di queste storie. Una metafora potente e universale, capace di evocare l’origine della vita, il legame con la terra, la fertilità e la promessa del futuro. Anche i colori non sono stati lasciati al caso: ogni tonalità è stata accuratamente selezionata per rappresentare un aspetto distintivo del museo.
“Un polo di riferimento per il mondo agroalimentare ed enogastronomico”
“Arriva a compimento – ha detto il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani – un importante intervento di riqualificazione che restituisce alla città uno dei suoi immobili più affascinanti e suggestivi. I lavori si sono conclusi ad aprile al termine di un lungo e non semplice percorso. Quando ci siamo insediati cinque anni fa avevamo infatti ereditato un progetto a cui bisognava dare forma ma che aveva innanzitutto bisogno di risolvere delle questioni formali con la Provincia di Terni sulla convenzione di utilizzo della struttura che abbiamo superato grazie alla collaborazione e agli ottimi rapporti tra i due Enti. La mission del nuovo Palazzo del Vino e dei prodotti della terra è racchiusa nell’obiettivo che più in generale ci siamo dati come amministrazione: puntare sulle vocazioni di questo territorio e valorizzare le sue eccellenze per farne fattori di crescita e di sviluppo della città. Vogliamo che questa struttura – ha aggiunto – diventi un vero e proprio polo di riferimento del mondo agroalimentare ed enogastronomico del territorio capace di mettere insieme tutti i soggetti del settore, pubblici e privati. Un luogo dedicato alla conoscenza e al sapere, alla formazione e alla promocommercializzazione ma anche uno spazio ideale per manifestazioni ed eventi, convegni ed esposizioni. Al momento il Palazzo è gestito direttamente dal Comune in attesa dell’avviso per la manifestazione di interesse per la gestione, che uscirà a gennaio, e che dovrà declinare contenuti e obiettivi del progetto. L’auspicio è che il Palazzo del Vino possa lavorare anche in stretta sinergia con il Distretto del Cibo il cui progetto illustrato oggi è fortemente connesso con le finalità di questa struttura”.
“Ho conosciuto questo complesso – ha detto Laura Pernazza, presidente della Provincia di Terni, Ente proprietario dell’immobile – quando sono stata eletta presidente. Allora era inutilizzato ma se ne percepivano le potenzialità. Tornare oggi e vedere un luogo così rinnovato e moderno è motivo di grande soddisfazione. Sono convinta che, in virtù degli accordi stretti con il Comune di Orvieto, sarà una importante vetrina non solo per le produzioni e le eccellenze enogastronomiche di questo territorio ma anche di tutta la provincia di Terni. Ma potrà essere anche un luogo per la formazione. Penso alla possibilità di cui parliamo da tempo con il sindaco Tardani di portare qui un corso Its, magari proprio legato al settore agroalimentare, un obiettivo per il quale continuerò a mettermi a disposizione anche nel nuovo ruolo di consigliere regionale. Ringrazio infine il Gal Trasimeno Orvietano per aver finanziato questo intervento e quello relativo a un altro importante immobile della Provincia, Villa Paolina a Porano, ma anche di aver lavorato per la costituzione dei Distretti del Cibo su cui il Ministero dell’Agricoltura ha puntato mettendo a disposizione una rilevante dotazione finanziaria a testimonianza dell’attenzione del Governo su un settore strategico per l’Umbria e l’Italia”.
Distretto del Cibo, un progetto da 14 milioni di euro
La struttura è stata aperta alla visita nel corso dell’iniziativa organizzata dal Comune di Orvieto – “Dalla vocazione alla valorizzazione, il ruolo delle eccellenze agroalimentari nello sviluppo del territorio” – durante la quale è stato illustrato anche il progetto del Distretto del Cibo “Umbria District” promosso dal Gal Trasimeno Orvietano.
“Come presidente del Gal ma anche come consigliere comunale – ha detto Gionni Moscetti – è una grande soddisfazione presentare oggi alla città il Palazzo del Vino e dei prodotti della terra, un nuovo tassello fondamentale nel mosaico della valorizzazione delle nostre eccellenze enogastronomiche. Il Gal, fin dalla sua costituzione, ha posto al centro della propria azione la valorizzazione delle risorse locali e la promozione dello sviluppo sostenibile del territorio. Con questo progetto diamo vita a un luogo che sarà un punto di riferimento e di incontro per gli operatori del settore e non solo. Sarà uno spazio dinamico e versatile, destinato a ospitare degustazioni, eventi, mostre, laboratori e iniziative di promozione ma sarà anche un luogo aperto al pubblico dove tutti potranno scoprire le nostre ricchezze enogastronomiche e vivere esperienze uniche. E sono certo che potrà rappresentare un volano per lo sviluppo economico e turistico del nostro territorio“.
La direttrice del Gal Trasimeno Orvietano, Francesca Caproni, ha poi illustrato i dettagli del progetto del Distretto del Cibo “Umbria District”, frutto della collaborazione tra il Distretto del Cibo Sud Ovest Orvietano e quello Trasimeno-Corcianese entrambi nati e riconosciuti nel giugno 2022. “Da allora – ha spiegato – abbiamo dovuto attendere due anni per il bando che è stato pubblicato nel settembre scorso dal Ministero dell’Agricoltura con una dotazione finanziaria di 100 milioni di euro probabilmente destinata a salire. In Umbria, il nostro è uno dei 4 progetti presentati su 9 Distretti mentre sono 80 quelli depositati in tutta Italia. Il progetto, per un importo di 14 milioni di euro, coinvolge 19 imprese dell’Orvietano e del Trasimeno e prevede importanti interventi, qualificanti anche dal punto di vista dell’innovazione. Entro il 31 dicembre sapremo se sarà finanziato e ci auguriamo di poter tornare proprio qui per raccontare quello che intendiamo fare“.
Incidente sulla Flaminia, al bivio di Strettura, tra un’utilitaria e un furgone. La donna alla guida dell’auto è stata estratta dalla lamiere dai vigili del fuoco e affidata al personale del 118, che l’ha trasportata in ospedale. Non sarebbe in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Terni e quelli del distaccamento di Spoleto del comando di Perugia. I rilievi sono stati effettuati dalla polizia stradale, che ha anche regolamentato il traffico.
La tendenza, tra i boschi di Santa Lucia, era il luogo dove i clienti venivano per acquistare droga lontano da occhi indiscreti. Solo che quel via-vai non è passato inosservato ad alcuni cacciatori, che hanno effettuato una segnalazione ai carabinieri.
I militari, attraverso appostamenti, hanno effettivamente verificato che la tenda in quella piazzola era utilizzata effettivamente come luogo per spacciare droga.
Lunedì mattina scattato il blitz, a seguito del quale due soggetti sconosciuti, verosimilmente di origine nordafricana, si sono dati ad una precipitosa fuga, riuscendo a far perdere le loro tracce nella fitta boscaglia.
I carabinieri hanno comunque smantellato la loro postazione, dove sono stati rinvenuti oggetti e materiali tali da far supporre che i presunti spacciatori vi si intrattenessero per un lungo periodo. La bonifica dell’area è avvenuta grazie all’ausilio dell’ASM di Terni.
Anche allo scopo di rinsaldare la percezione di sicurezza nella popolazione, queste attività – annunciano i militari – saranno ripetute nelle prossime settimane nel comprensorio narnese ed in altre zone della provincia.
Promette una “rivoluzione radicale” la neo presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, nel primo giorno di insediamento a Palazzo Donini.
Con accanto i segretari e referenti delle forze politiche che l’hanno sostenuta e in prima fila i consiglieri eletti in maggioranza (insieme all’immancabile sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi), la neo governatrice, subito dopo il cambio di consegne con Donatella Tesei, assicura che, pur nella richiesta di collaborazione con l’opposizione, la sua amministrazione intende rispondere a quella voglia di “cambiamento radicale” che ha portato alle urne gli elettori di centrosinistra (tra i quali, sottolinea, tanti giovanissimi) con uno scarto inatteso, alla vigilia, sull’avversaria.
L’altra parola d’ordine è “velocità”. Chiesta a quella struttura che la neo governatrice ha voluto salutare con un passaggio simbolico negli uffici, intanto, di Palazzo Donini. Struttura a cui chiederà “velocità” nel dare quelle risposte che gli umbri attendono.
A cominciare dalla priorità delle priorità: la sanità. Per la quale, intanto, sarà effettuata una ricognizione tecnica sui bilanci. Una “operazione sanità”, l’ha chiamata Proietti, annunciando che lo stesso sarà fatto su altre voci del bilancio, come i fondi comunitari. L’altra verifica tecnica sarà effettuata sulle liste d’attesa. “Moltissimo si potrà fare ottimizzando la gestione” è la convinzione della neo governatrice. Che vede come orizzonte temporale quello dei sei mesi per dare la scossa che serve.
Intanto, annuncia a proposito di tutta la macchina regionale, “ci saranno avvicendamenti”. Anche per riorganizzare gli uffici per renderli rispondenti agli assessorati. “Competenza” è l’altra parola d’ordine che si seguirà per la scelta di assessori e tecnici chiamati a coadiuvarla nel governo dell’Umbria.
Intanto, Proietti ha inviato lettere ai ministri dai quali attende risposte sulle questioni più urgenti che interessano l’Umbria. Urso e Pichetto Fration per le questioni economiche ed energetiche, a cominciare dal tavolo per Ast. Musumeci per l’emergenza Trasimeno. Salvini per le infrastrutture.I treni regionali in attesa di affrontare la questione Frecciarossa e Alta Velocità. Ma anche le rampe di Ponte San Giovanni, “le uniche finanziate”, schivando per ora il dossier Nodo. E la presidente Meloni, con la quale parlerà di come “ricentralizzare la centralità dell’Umbria”.
Sarà in Umbria l’8 dicembre 2025 a Terni e il 9 dicembre a Perugia la Fiamma Olimpica nel suo viaggio verso Cortina d’Ampezzo e Milano, che ospiteranno le Olimpiadi Invernali 2026. Un viaggio che partirà da Roma il 6 dicembre 2025 e sarà a Cortina d’Ampezzo il 26 gennaio 2026 nell’anniversario dei primi Giochi Olimpici Invernali organizzati in Italia. Dopo la sua accensione a Stoke Mandeville, la Fiamma Paralimpica viaggerà invece 11 giorni e percorrerà due mila chilometri fino ad arrivare il 6 marzo all’Arena di Verona. Due itinerari che non sono solo celebrazione, ma che rappresenteranno il contenuto profondo e valoriale radicato nella sacralità dei movimenti Olimpico e Paralimpico.
La Fiamma Olimpica
Sessantatre giorni di viaggio, 60 città di tappa e 12mila chilometri da percorrere toccando tutte le 110 province della penisola. Il viaggio inizierà il 26 novembre 2025 a Olimpia, con l’accensione del sacro fuoco, che arriverà in Italia, a Roma, il 4 dicembre da dove, due giorni dopo, inizierà il suo percorso. Sarà a Napoli a Natale e festeggerà il nuovo anno a Bari; il 26 gennaio tornerà invece, dopo 70 anni esatti dalla Cerimonia d’Apertura dei Giochi, a Cortina d’Ampezzo e concluderà il suo tragitto a Milano facendo il suo ingresso allo Stadio di San Siro, la sera di venerdì 6 febbraio 2026.
Un percorso pensato anche per rendere omaggio al grande patrimonio storico culturale del nostro Paese che vanta il maggior numero di siti UNESCO al mondo: la Fiamma illuminerà molti dei 60 luoghi iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità.
La Fiamma Paralimpica
La Fiamma Paralimpica percorrerà 2mila chilometri in 11 giorni e, dal 24 febbraio 2026 al 6 marzo 2026, giorno della Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici all’Arena di Verona, sfilerà nelle mani di 501 tedofori. Un percorso di condivisione e unione, che celebra non solo l’eccellenza sportiva ma anche i valori umani fondamentali: “La Fiamma Paralimpica verrà accesa il 24 febbraio a Stoke Mandeville in Inghilterra, storico luogo di nascita dello sport Paralimpico.
Tre persone sono rimaste ferite, in maniera comunque non grave, per un incidente che si è verificato domenica sera a Perugia, lungo la strada Pievaiola, all’altezza dello svincolo per Mugnano.
Nella collisione due auto sono finite fuori strada. In una di queste è rimasta incastrata una persona, ferita, che è stata liberata dalla lamiere dai vigili del fuoco.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale.
Oltre 538mila umbri attendono la tredicesima. Esattamente 538.523, di cui 261.954 pensionati e 276.569 lavoratori dipendenti, secondo la stima fatta dalla CGIA. Pari all’1,5% dei quasi 36 milioni di italiani che a fine anno percepiranno questa ulteriore indennità, per un ammontare complessivo di 59,3 miliardi tra quello che erogheranno Inps, le Amministrazioni pubbliche e imprenditori privati. Che al netto delle imposte significa 44,8 miliardi nelle tasche dei beneficiari.
Nella provincia di Perugia la tredicesima è attesa da oltre 404mila persone (circa 211mila i lavoratori dipendenti e oltre 193mila pensionati), mentre nella provincia di Terni l’indennità aggiuntiva di fine anno spetta a oltre 134mila persone, di cui 65.453 lavoratori dipendenti e quasi 69mila pensionati.
La quattordicesima
Alcuni percepiranno a luglio anche la quattordicesima. Secondo una stima dell’Ufficio studi della CGIA, sono tra i 7,5 e gli 8 milioni i lavoratori dipendenti del settore privato che beneficiano anche della quattordicesima. Prevista nei contratti dei settori agricoltura, alimentare, autotrasporto, commercio/turismo, pulizia/multiservizi.
La quattordicesima spetta anche ai pensionati che hanno compiuto 64 anni di età e in presenza di determinate condizioni. Tra queste ultime, nel 2024 il reddito complessivo non deve superare due volte il trattamento minimo.
Il bonus Natale
Da quest’anno, inoltre, chi ne ha diritto percepirà anche il bonus di Natale di 100 euro netti introdotto dal Governo. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) stima in 4,6 milioni i lavoratori dipendenti che ne hanno diritto. Una misura che interessa solo i lavoratori con redditi medio-bassi ed è riservata solo a chi ha un reddito complessivo non superiore a 28mila euro e la presenza di almeno un figlio a carico. Allo stesso tempo, non bisogna essere incapienti, ossia avere un’imposta lorda su redditi di lavoro dipendente il cui importo sia superiore alle detrazioni (da lavoro) spettanti.
Anche alcuni pensionati riceveranno anch’essi un bonus di Natale pari a 154,94 euro. Questo aiuto, destinato agli anziani che, in linea di massima, percepiscono un trattamento pensionistico non superiore all’importo minimo, interesserà circa 400.000 persone. Il contributo verrà erogato dall’Inps in modo automatico, senza bisogno di presentare alcuna domanda.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha stanziato oltre 6,6 milioni di euro per l’ammodernamento strutturale e tecnologico del Conservatorio Statale di Musica “Giulio Briccialdi” di Terni (5,2 milioni di euro) e per l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (1,4 milioni).
“Questo investimento – commenta il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ringraziando il ministro Ana Maria Bernini – non è solo un’operazione infrastrutturale, ma un’azione strategica per valorizzare le eccellenze formative della nostra regione e rafforzare il ruolo del Conservatorio Briccialdi come punto di riferimento per la formazione musicale in Italia. Come sottolineato dal ministro Bernini, migliorare e modernizzare queste istituzioni significa offrire alle nuove generazioni spazi più adeguati e funzionali, in grado di supportare al meglio la creatività, il talento e l’innovazione. È grazie a interventi come questo – conclude Nevi – che possiamo guardare con fiducia al futuro della nostra cultura e delle nostre eccellenze formative”.
Verifiche al ponte ad arco sulla Flaminia tra Terni e Spoleto, in prossimità di Strettura, con il conseguente stop per i mezzi pesanti.
Dopo l’allarme venerdì sera, nella giornata di sabato Anas ha eseguito ulteriori controlli tecnici approfonditi, a seguito dei quali si è reso necessario mantenere le limitazioni alla circolazione, disposte appunto nella serata di venerdì, in attesa di un intervento di ripristino per il quale è già stata avviata l’attività progettuale.
Di seguito la viabilità alternativa per i soli veicoli pesanti.
Per quelli con massa a pieno carico superiore alle 3.5 t, provenienti da Terni e diretti a Spoleto si consiglia l’uscita a Terni est e di proseguire sulla SS 209 “Valnerina”.
Per i veicoli con massa a pieno carico superiore alle 3.5 t provenienti da Foligno e diretti a Terni, si consiglia di uscire in località Eggi, proseguire sulla SS 685 in direzione Norcia e in prossimità di Sant’Anatolia di Narco proseguire sulla SS209 “Valnerina”.