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Autore: Redazione

Il paradosso dei laureati in Umbria: pochi assunti ma difficili da trovare

Il paradosso dei laureati in Umbria: pochi assunti ma difficili da trovare

La regione tra le ultime in Italia per percentuale di assunzioni di laureati, ma le imprese lamentano difficoltà nel reperire il personale qualificato. Un’analisi del report Unioncamere-Excelsior 2023

Un paradosso evidente caratterizza il mercato del lavoro per i laureati in Umbria nel 2023. Da un lato, la regione si posiziona come terzultima in Italia per la percentuale di assunzioni di laureati sul totale degli avviamenti al lavoro; dall’altro, le imprese umbre segnalano una difficoltà significativa nel reperire i laureati necessari, con percentuali di carenza che raggiungono picchi del 74% tra il personale medico e paramedico, 70% tra gli ingegneri elettronici e dell’informazione e 68% tra i laureati in ingegneria civile e architettura.

Il quadro emerge dal report realizzato da Unioncamere, utilizzando i dati del sistema informativo Excelsior (curato da Unioncamere e Anpal) e quelli di AlmaLaurea, intitolato ‘Laureati e Lavoro – gli sbocchi professionali dei laureati nelle imprese, indagine 2023’. Questo studio analizza approfonditamente la situazione in tutte le regioni italiane, offrendo un’istantanea delle difficoltà e delle dinamiche del mercato del lavoro per i laureati.

Nel 2023, le imprese umbre hanno dichiarato di voler assumere 5.900 laureati, rappresentando il 9,1% delle assunzioni totali. Questo dato colloca l’Umbria al terz’ultimo posto in Italia, superata solo da Abruzzo (8,3%) e Valle d’Aosta (6,8%). Al contrario, le regioni con le migliori performance sono Lombardia (18,8%), Lazio (18,4%) e Piemonte (15,7%). Anche altre regioni del centro Italia non sono molto sopra l’Umbria: la Toscana registra un 9,5% e le Marche un 9,3%.

Il numero di laureati assunti in Umbria è passato dai 5.284 del 2019 ai 3.912 del 2020, a causa della pandemia. Tuttavia, nel 2021 e 2022 si è registrata una ripresa con rispettivamente 4.904 e 6.475 assunzioni, superando i livelli pre-Covid. Nel 2023, complice una crescita economica più modesta, il numero di assunzioni è sceso a 5.900, segnando un calo dell’8,9% rispetto al 2022. Nel confronto tra il 2019 e il 2023, la crescita delle assunzioni di laureati in Umbria è stata dell’11,7%, ben al di sotto del +30,2% registrato a livello nazionale.

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio regionale, ha evidenziato come l’Umbria non brilli nel panorama delle assunzioni di laureati. Tuttavia, le imprese lamentano difficoltà nel trovare il personale qualificato necessario. Mencaroni sottolinea la necessità di approfondire le ragioni di questo mismatch, esaminando i canali di reclutamento utilizzati dalle imprese umbre e i problemi nel reperimento del personale.

«L’Umbria non brilla e anzi è a fondo classifica sulle assunzioni dei laureati, eppure le imprese della regione affermano che, in media in oltre un caso su due, hanno difficoltà a trovare i laureati di cui hanno bisogno. Insomma, il mismatch è grande e il report di Unioncamere-Excelsior, molto corposo e approfondito, va studiato a fondo perché può contribuire a mettere in campo innovazioni nelle politiche della formazione e del lavoro» ha dichiarato Mencaroni.

Nonostante la crescita inferiore rispetto al dato nazionale, Mencaroni ha sottolineato che tra il 2019 e il 2023 le assunzioni di laureati in Umbria sono comunque cresciute, passando da 5.284 a 5.900. Questo testimonia un cambiamento, seppur insufficiente, del sistema imprenditoriale umbro verso livelli di maggiore innovazione e qualità. La Camera di Commercio regionale è impegnata a supportare questo cambiamento, ponendo al centro la transizione digitale ed ecologica.

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Il prosciutto umbro conquista il mercato americano

Il prosciutto umbro conquista il mercato americano

Via libera dalla FDA: un traguardo storico grazie alla sinergia tra istituzioni e produttori umbri

Il prosciutto umbro ha ottenuto il tanto atteso via libera per l’ingresso nel mercato americano. La notizia, accolta con grande entusiasmo, è stata comunicata dall’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni, attualmente impegnato al “Summer Fancy Food” di New York, una delle principali fiere internazionali dedicate al settore del food and beverage.

L’approvazione della “Food and Drug Administration” (FDA), l’ente governativo statunitense che regola i prodotti alimentari, rappresenta una svolta storica per i produttori umbri. “Questo traguardo è il risultato di un’azione coordinata che ha visto la collaborazione della Regione Umbria, del Ministero della Salute e del Ministero degli Esteri, con il ruolo fondamentale del ministro Antonio Tajani e il sostegno del deputato Raffaele Nevi,” ha spiegato Fioroni. “È un esempio di come le istituzioni possano essere più competitive sui mercati internazionali quando lavorano in sinergia.”

Nonostante l’autorizzazione, i produttori umbri dovranno attendere 15 mesi prima di poter esportare i loro prosciutti negli Stati Uniti. Questo tempo è necessario non solo per garantire che i prosciutti raggiungano il massimo del sapore e della qualità attraverso una stagionatura adeguata, ma anche per rispettare le normative americane in termini di sicurezza e qualità alimentare.

La soddisfazione tra i produttori umbri è palpabile. Cristiano Ludovici, amministratore delegato del Prosciuttificio Valtiberino, ha dichiarato: “È uno splendido risultato di un intervento di sistema. Sono tanti anni che aspettavamo questa apertura. Negli ultimi due anni, la situazione ha avuto una forte accelerazione grazie all’interessamento dell’assessore regionale Fioroni e alla costante attenzione dell’onorevole Nevi, che ha coinvolto la Farnesina e il ministro Tajani.”

La partecipazione delle dieci aziende umbre alla fiera newyorkese, insieme alla Regione e a Sviluppumbria, ha dimostrato ancora una volta l’importanza di promuovere e valorizzare i prodotti locali su scala internazionale. Con l’accesso al mercato statunitense, il prosciutto umbro non solo potrà raggiungere nuovi consumatori, ma avrà anche l’opportunità di consolidare la propria reputazione come eccellenza gastronomica italiana.

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Accordo di programma Arvedi-Ast: collaborazione con Enel per ridurre il costo dell’energia

Accordo di programma Arvedi-Ast: collaborazione con Enel per ridurre il costo dell’energia

Investimenti, sostenibilità ambientale e sviluppo occupazionale al centro della strategia per il futuro dell’Acciai Speciali Terni

Nel biennio 2018-2019, Thyssen Krupp deteneva la proprietà di un’Acciai Speciali Terni (Ast) in profonda crisi. Nonostante i continui tentativi di riassetto organizzativo, l’azienda tedesca decise di mettere in vendita l’acciaieria proprio quando la Regione Umbria stava iniziando a governare sotto la guida della presidente Donatella Tesei. Durante una recente sessione a Palazzo Cesaroni, la governatrice ha risposto a un’interrogazione del consigliere Pd Fabio Paparelli, fornendo un quadro dettagliato della situazione e delle azioni intraprese.

“Quando siamo arrivati, l’azienda era in una situazione di stallo totale,” ha dichiarato Tesei. I progetti di risanamento ambientale, cruciali per un’azienda con un evidente impatto sulla città, erano bloccati e mai decollati. Gli investimenti erano fermi da anni, la competitività dell’azienda era talmente scadente che si parlava solo di tagli e riduzione della forza lavoro, inclusa quella impiegatizia.

Dal momento dell’insediamento, la giunta regionale ha dovuto gestire una situazione complessa. “Abbiamo dialogato con il Governo e seguito da vicino le fasi della vendita, accompagnando l’acquisto da parte del gruppo italiano Arvedi,” ha continuato Tesei. Questo intervento ha salvato l’azienda e l’occupazione, offrendo una prospettiva di rilancio.

Fin dall’inizio, la Regione ha stabilito tre linee guida fondamentali per Arvedi: lo sviluppo industriale, il piano di risanamento ambientale e lo sviluppo occupazionale. “È nato così il piano industriale che oggi l’azienda sta già mettendo in atto,” ha spiegato la presidente. Il piano prevede 900 milioni di euro di investimenti per la fabbrica, con l’obiettivo di recuperare produttività e rendere l’azienda neutrale in termini di emissioni di CO2. Inoltre, sono previsti 100 milioni di ulteriori investimenti ambientali e un aumento della forza lavoro di alcune centinaia di unità.

Per incentivare questo ambizioso piano industriale, la Regione si è mossa con l’azienda e con il Governo, arrivando fino alla Commissione dell’Unione Europea per recuperare 300 milioni di euro di finanza agevolata. “Abbiamo lavorato per finanziare con l’Fsc la bretella Staino-Prisciano e stiamo continuando a collaborare con il Governo per trovare 60 milioni per la variante sud-ovest di Terni,” ha aggiunto Tesei.

Oggi, la finanza agevolata è stata individuata e il piano industriale è stato avviato, anche se rimane il tema del costo dell’energia. “È fondamentale che gli investimenti industriali e ambientali previsti nel piano partano al più presto, ma serve un costo dell’energia competitivo,” ha sottolineato la governatrice. La Regione sta lavorando a stretto contatto con l’azienda, Enel e il Governo per trovare una soluzione che sia utile per l’intero sistema Italia.

“La questione ambientale è stata per me da subito prioritaria e troverà stabile e positiva soluzione solo nel positivo successo del piano industriale Arvedi,” ha concluso Tesei. La salute dei cittadini è monitorata dall’Usl 2 e dall’Arpa, enti ai quali la presidente ha sempre chiesto di essere inflessibili nella tutela dei cittadini.

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Stimolo agli investimenti: 70 milioni di euro per il rilancio delle imprese umbre

Stimolo agli investimenti: 70 milioni di euro per il rilancio delle imprese umbre

La presidente Tesei annuncia una grande manovra per potenziare la competitività e lo sviluppo economico della regione

Una significativa “grande manovra di stimolo agli investimenti delle imprese umbre” è stata annunciata per luglio dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei. Questo intervento, parte integrante della Relazione annuale sullo stato di attuazione del programma di governo e sull’amministrazione regionale – resoconto di legislatura 2019-2024, è stato presentato all’Assemblea legislativa come un passo decisivo per il rilancio economico della regione.

La manovra prevede un investimento di circa 70 milioni di euro, destinati a incentivare e supportare le imprese locali. La presidente Tesei, insieme all’assessore Fioroni, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa: “Abbiamo sempre voluto mettere al centro le imprese e lo sviluppo economico di questa regione. Se non c’è quello non riusciremo a gestire tutto il resto.”

L’obiettivo primario della manovra è promuovere lo sviluppo economico attraverso l’incremento degli investimenti aziendali. La presidente Tesei ha evidenziato che per la crescita dell’economia regionale è cruciale ritrovare competitività, in particolare per l’Ast (Acciai Speciali Terni), un attore chiave nel mercato locale. “È fondamentale ritrovare competitività per l’Ast in un mercato nuovamente difficilissimo. L’andamento dell’export e la crescita del PIL dell’Umbria sono sostanzialmente causati dal settore metalli,” ha aggiunto Tesei.

Questa iniziativa rappresenta un’importante risposta alle sfide economiche attuali, mirando a stimolare la competitività e la resilienza delle imprese umbre. Il settore metallurgico, in particolare, è visto come un pilastro fondamentale per il rilancio economico, dato il suo impatto significativo sull’export regionale e sulla crescita del PIL.

Con l’attuazione di questa manovra, la Regione Umbria spera di creare un ambiente più favorevole agli investimenti e all’innovazione, stimolando la crescita economica e aumentando l’attrattività del territorio per nuovi investitori. L’intervento mira inoltre a sostenere la ripresa post-pandemica, rafforzando la base economica locale e promuovendo uno sviluppo sostenibile a lungo termine.

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L’ascesa dei distributori automatici di alcolici: opportunità economiche e sfide sociali

L’ascesa dei distributori automatici di alcolici: opportunità economiche e sfide sociali

Innovazione o rischio? Analisi dell’impatto dei distributori automatici di alcolici sull’economia locale e sulla regolamentazione dell’accesso

Negli ultimi anni, l’introduzione di distributori automatici di alcolici ha suscitato un dibattito acceso nel territorio nazionale e anche in Umbria. Questa innovazione, che offre accesso diretto a bevande alcoliche come champagne tramite distributori automatici, rappresenta un cambiamento significativo nell’economia locale e nel tessuto sociale.

I distributori automatici di alcolici sono stati implementati con rigide misure di controllo dell’età, richiedendo un documento d’identità per verificare la maggiore età dell’acquirente. Tuttavia, la possibilità di “prestare” un documento a un minore rappresenta una sfida significativa per il monitoraggio e la regolamentazione.

Secondo le autorità locali, l’introduzione di questi distributori mira a migliorare l’accessibilità per gli adulti responsabili, riducendo nel contempo i rischi legati al consumo eccessivo in luoghi pubblici. Tuttavia, preoccupazioni riguardanti l’abuso potenziale da parte dei minori e l’effetto sulla salute pubblica rimangono prominenti.

Dal punto di vista economico, questo tipo di distributori possono rappresentare un’opportunità per i proprietari di locali, offrendo loro una nuova fonte di guadagno in un mercato sempre più competitivo. Tuttavia, esistono anche preoccupazioni tra i gestori di bar e ristoranti tradizionali riguardo alla concorrenza diretta e alla possibile diminuzione delle vendite interne. La presenza di distributori automatici potrebbe spingere i locali a rivedere le loro strategie di marketing e offerta per mantenere la loro clientela.

Il futuro dei distributori automatici di alcolici dipende dalla capacità delle autorità locali di regolamentare efficacemente l’accesso e di mitigare i rischi associati al consumo irresponsabile. Il coinvolgimento attivo di proprietari di locali, consumatori e legislatori sarà cruciale per bilanciare i benefici economici con la sicurezza pubblica e la coesione sociale.

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Rinnovamento e continuità nella fondazione Perugia

Rinnovamento e continuità nella fondazione Perugia

Nuova leadership con Alcide Casini e Franco Moriconi

La Fondazione Perugia ha recentemente completato la sua nuova compagine dirigenziale, segnando un importante passo nella sua evoluzione e nella gestione delle sue attività filantropiche e culturali. Dopo un periodo di transizione e rinnovamento, la Fondazione si prepara ad affrontare nuove sfide sotto la guida di una leadership rinnovata e consolidata.

Il dott. Alcide Casini è stato eletto Presidente della Fondazione, portando con sé una vasta esperienza nel settore accademico e culturale. Il suo mandato è stato accolto con grande entusiasmo dai membri del Consiglio di Amministrazione, composto da figure di spicco come Baldoni Anna Maria, Carbonari Marco, e altri esperti del panorama locale e nazionale. Questo nuovo consiglio si propone di guidare la Fondazione attraverso un periodo di crescita e sviluppo strategico, mantenendo sempre al centro i valori fondanti dell’ente.

Accanto al Presidente Casini, il dott. Franco Moriconi è stato designato Vicepresidente della Fondazione. Con una lunga carriera come accademico e precedenti incarichi di rilievo presso l’Università degli Studi di Perugia e la facoltà di Veterinaria, Moriconi apporterà una profonda conoscenza del settore e una visione strategica alla sua nuova posizione. Succede a Nicola Bastioni e rimarrà in carica per i prossimi quattro anni, contribuendo al consolidamento e all’innovazione dell’ente filantropico.

Il Comitato di Indirizzo, ora composto da figure come Antonio Lanuti e Francesco Federico Mancini, è stato recentemente rinnovato con nuove nomine che mirano a rafforzare ulteriormente la capacità decisionale e consultiva della Fondazione. Questo organo strategico gioca un ruolo cruciale nel delineare le direzioni future dell’ente, collaborando strettamente con il Consiglio di Amministrazione per garantire un’impostazione efficace e sostenibile delle politiche organizzative.

Guardando al futuro, la Fondazione Perugia si impegna a mantenere un ruolo di primo piano nella promozione della cultura, dell’arte e della filantropia nella regione e oltre. Con una governance ora consolidata e una leadership forte, l’ente è ben posizionato per affrontare le sfide emergenti e per perseguire le opportunità che si presenteranno nel panorama culturale e sociale contemporaneo.

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Tentato aggressione a una giudice nel carcere di Terni

Tentato aggressione a una giudice nel carcere di Terni

Detenuto armato di forchetta di plastica bloccato grazie all’intervento della polizia penitenziaria. La procura generale di Perugia segnala l’aumento delle violenze nelle carceri umbre.

Una giudice del tribunale penale di Terni è stata vittima di un tentativo di aggressione da parte di un detenuto italiano durante un interrogatorio all’interno del carcere. A rendere noto l’incidente è stata la procura generale di Perugia, guidata da Sergio Sottani.

“L’immediato intervento del personale di polizia penitenziaria ha evitato peggiori conseguenze che sarebbero potute scaturire dal violento attacco”, si legge in una nota della procura. Il detenuto ha utilizzato il manico di una forchetta di plastica, affilata e nascosta tra le dita della mano, per cercare di colpire la giudice.

Secondo fonti investigative, l’aggressore è un detenuto di origini pugliesi di 42 anni, già noto per episodi simili e attualmente in custodia cautelare proprio per minacce a un magistrato. A seguito dell’accaduto, l’udienza, una rogatoria delegata dall’autorità giudiziaria di Potenza, è stata immediatamente sospesa.

L’uomo sarà denunciato alla procura della Repubblica di Terni, che coordina le indagini condotte dalla polizia penitenziaria. La procura generale ha sottolineato un aumento degli episodi di violenza all’interno delle carceri umbre negli ultimi anni.

Nel corso del 2022, sono stati registrati 99 casi di aggressioni tra detenuti, 28 nei confronti del personale di polizia penitenziaria e una nei confronti degli operatori penitenziari. Nel 2023, tali aggressioni hanno subito un brusco aumento, con 124 aggressioni tra detenuti, 69 nei confronti del personale di polizia penitenziaria e tre contro gli operatori penitenziari. “I dati del 2024 sono ancora più impressionanti,” ha scritto il procuratore generale Sottani, “in quanto nel primo quadrimestre si sono già verificate 45 aggressioni tra detenuti e 28 nei confronti del personale di polizia penitenziaria.”

A questi numeri si aggiungono i tentativi di suicidio e i suicidi di detenuti. Nel 2022 si sono registrati 25 tentativi di suicidio e tre suicidi, mentre nel 2023 i tentativi sono saliti a 36 con tre suicidi. Nei primi quattro mesi di quest’anno, si sono già riscontrati 23 tentativi di suicidio e un suicidio.

La procura generale ha espresso preoccupazione per una “situazione che desta estrema inquietudine e potrebbe aggravarsi con l’imminente arrivo della stagione estiva, che notoriamente favorisce situazioni di conflittualità all’interno degli istituti penitenziari.” Sottani ha anche sottolineato le ripetute denunce sulla carenza di personale, con circa 200 unità mancanti tra gli agenti di polizia penitenziaria in Umbria, oltre a una carenza di personale medico e dell’area trattamentale, necessario per la cura di detenuti affetti da disturbi psichici.

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Vittoria Ferdinandi è la nuova sindaca di Perugia

Vittoria Ferdinandi è la nuova sindaca di Perugia

Trionfo del centrosinistra e delle liste civiche: Ferdinandi vince con il 59,12% dei voti, sconfiggendo Margherita Scoccia del centrodestra e segnando una svolta politica per la città.

Perugia ha una nuova guida: Vittoria Ferdinandi, sostenuta da una coalizione di centrosinistra e quattro liste civiche, ha conquistato il ruolo di sindaca con il 59,12% dei voti, pari a 40.696 preferenze. Questo risultato è stato confermato dal portale Eligendo dopo lo scrutinio delle 159 sezioni.

Ferdinandi ha sconfitto Margherita Scoccia, la candidata del centrodestra sostenuta da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e quattro liste civiche, che ha ottenuto il 47,88% dei consensi, corrispondente a 37.389 voti. Questo esito segna un cambiamento significativo per la città, che nelle ultime due legislature era stata amministrata dal centrodestra.

La sfida tra Ferdinandi e Scoccia è stata serrata fin dal primo turno, dove le due candidate avevano ottenuto rispettivamente il 49,01% e il 48,29% dei voti. Al ballottaggio, la differenza di 598 voti si è ampliata a 3.307, decretando la vittoria definitiva di Ferdinandi.

La nuova sindaca di Perugia ha saputo catalizzare il consenso grazie a una coalizione eterogenea che ha unito Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e varie liste civiche, dimostrando la capacità di costruire un’alleanza ampia e inclusiva. Questa strategia si è rivelata vincente contro il blocco compatto del centrodestra, segnando un’importante svolta politica per la città.

Un risultato che si attesta come volontà di cambiamento da parte degli elettori perugini, che hanno scelto di affidare la guida della città a una coalizione di centrosinistra dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra.

Un cambio di amministrazione, ma anche l’inizio di una nuova fase politica per Perugia, caratterizzata da un maggior dialogo e collaborazione tra forze diverse. Con il suo mandato, la nuova sindaca avrà l’opportunità di imprimere un nuovo corso allo sviluppo della città, promuovendo politiche inclusive e innovative.

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Roberta Tardani riconfermata sindaco di Orvieto al ballottaggio

Roberta Tardani riconfermata sindaco di Orvieto al ballottaggio

La sindaca uscente ottiene il 50,85% dei voti, superando Stefano Biagioli di soli 164 voti. Significativa la fiducia dei cittadini nell’amministrazione in carica.

Lunedì 24 giugno, alle 15, si sono chiusi i seggi per il ballottaggio a Orvieto. Alla chiamata elettorale hanno risposto 9.767 cittadini, pari al 61,37% degli aventi diritto (15.914). Roberta Tardani, sindaco uscente, è stata riconfermata con 4.879 voti, ossia il 50,85% delle preferenze. Il suo sfidante, Stefano Biagioli, ha ottenuto 4.715 voti, pari al 49,15%, con una differenza di 164 voti. Al primo turno, Tardani aveva raggiunto 4.940 voti (45%).

Nel 2019, Tardani era stata eletta sindaco al secondo turno con una partecipazione del 64,93% (10.678 votanti su 16.445 aventi diritto), raccogliendo 5.956 voti, il 57% delle preferenze, contro Giuseppe Germani che aveva ottenuto il 43% con 4.493 voti. Con quella vittoria, Tardani era diventata la prima donna sindaco di Orvieto.

Il risultato del ballottaggio è stato visto come un evento storico che consente di proiettare Orvieto verso un futuro lungamente cercato. La fiducia espressa dai cittadini richiede ancora più impegno e lavoro dall’amministrazione, con la campagna elettorale che ha offerto stimoli e spunti significativi. La riconferma di un’amministrazione uscente a Orvieto non avveniva dal 2020, segnalando una forte continuità e approvazione da parte della popolazione locale.

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Premio Cerevisia 2024: celebrazione dell’eccellenza birraria italiana

Premio Cerevisia 2024: celebrazione dell’eccellenza birraria italiana

Riconosciuti i migliori birrifici artigianali d’Italia in una cerimonia a Perugia

Giovedì 20 giugno, presso il Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria a Perugia, si è tenuta la cerimonia di premiazione del Premio Cerevisia 2024. Durante l’evento, sono stati svelati i nomi delle migliori etichette di birra artigianale d’Italia, coronando l’impegno e la passione di 27 birrifici vincitori già proclamati nella conferenza tenutasi qualche giorno prima a Deruta.

Il Premio Cerevisia, istituito il 30 aprile 2013, è promosso dal Banco Nazionale di Assaggio delle Birre, un comitato formato dalla Camera di Commercio di Perugia (oggi Camera di Commercio dell’Umbria), dalla Regione Umbria, dal Cerb (Centro di Ricerca per l’Eccellenza della Birra dell’Università degli Studi di Perugia), dal Comune di Deruta e da AssoBirra, l’associazione dei birrai e dei maltatori. Questo premio gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e dell’Aitbm (Associazione Italiana dei Tecnici della Birra e del Malto), che ha fornito esperti per la degustazione delle birre in concorso.

Secondo i promotori, i birrifici artigianali italiani, che producono birre di alta qualità con metodi tradizionali, rappresentano una vera eccellenza nel panorama nazionale. Il Premio Cerevisia è nato proprio per sostenere questo settore, in particolare le nuove generazioni, e promuovere una produzione brassicola di qualità che unisce tradizione e innovazione.

Durante la cerimonia, il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, ha sottolineato tre aspetti fondamentali del premio: la chiara matrice istituzionale, che garantisce serietà e trasparenza; la valenza scientifica del percorso valutativo, condotto tramite esami chimico-fisici dal Cerb; e la competenza di una giuria nazionale di degustazione.

Quest’anno, alla fase finale del premio hanno partecipato 140 birre provenienti da diverse regioni italiane. I premi sono stati suddivisi in varie categorie, tra cui il premio Eccellenza per la birra con il punteggio più alto, premi per le prime classificate per aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole), premi basati sugli stili di birra e un premio speciale per il design più accattivante.

Dei 40 premi assegnati, otto sono andati all’Umbria, sette all’Emilia Romagna, sei alla Campania. Seguono Piemonte con quattro premi, Veneto e Lazio con tre premi ciascuno, Trentino Alto Adige con due, e un premio ciascuno per Lombardia, Marche, Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia.

Il prestigioso Premio di Eccellenza è stato assegnato alla birra Theresianer Bock, prodotta dal birrificio Theresianer Birra Italiana 1766 di Nervesa della Battaglia (Treviso, Veneto). Per le aree geografiche, la birra Babel del birrificio Foglie d’Erba (Friuli Venezia Giulia) ha trionfato al Nord, la birra Gorilla del birrificio Mastri Birrai Umbri (Umbria) nel Centro, e la birra Luppolata del birrificio Serrocroce Birrificio Agricolo (Campania) nel Mezzogiorno.

Dopo la flessione registrata nel biennio 2020-2021 a causa della pandemia, il settore birrario artigianale ha mostrato segnali di ripresa nel 2022, con un incremento di microbirrifici e brew pub a livello nazionale, superando il numero pre-Covid di circa 585 microbirrifici nel 2014, arrivando a sfiorare le mille imprese nel 2024.

In Umbria, sono registrati 25 birrifici presso la Camera di Commercio, di cui 14 con attività prevalente specifica. La Regione Umbria, con una legge di ottobre 2023, ha introdotto misure per la valorizzazione della birra artigianale, inserendo la Camera di Commercio dell’Umbria nel programma di iniziative per promuovere i prodotti locali più significativi.

Il Premio Cerevisia continua così a celebrare e sostenere l’eccellenza birraria artigianale italiana, unendo tradizione, qualità e innovazione.

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